DM Sabato 23 novembre 764 – Ora di pranzo [Lago Diamante - casa di Gorrak] Nel mentre che aspetti una risposta rifletti con la mente salda, ripetendoti le lezioni del tempio: la disciplina non è solo resistenza al dolore fisico, ma rifiuto della vanità interiore. Non ti compiace ciò che hai già fatto e testimonianze raccolte, le coperte consegnate, il cibo offerto. Sono gocce in un mare di sofferenza. Gorrak non è il male di Lago Diamante, è solo il più vicino. Cambiare le cose richiederà anni, non ore, e tu lo sai. Ti fermi a una decina di metri dalla porta. Il vento porta l’odore di legna bruciata, grasso di cucina e sudore umano. Chiudi gli occhi un istante, pronunci una breve preghiera a Pelor: parole semplici, sussurrate al vento gelido, chiedendo benedizione e chiarezza per ciò che stai per affrontare. [Lanci Divine Insight] La debole luce solare filtrata dalle nubi sembra scaldarti il petto per un momento, come una carezza lontana. Poi alzi la mano in un saluto visibile dalla finestra e urli con voce chiara, ferma, che taglia il latrato del cane: "Devo parlare con Gorrak! Si tratta di affari!" Il cane raddoppia gli abbai, catena che sbatte contro il palo. Dalla finestra, una delle figure si avvicina al vetro sporco. Si intravede un uomo robusto, barba folta, occhi stretti. Dopo un attimo la porta si apre con un cigolio. Gorrak esce sulla soglia: zoppica vistosamente sulla gamba sinistra, giacca di pelle logora, mazza chiodata appoggiata alla spalla destra. Alla cintura, legato con una corda, il registro nero che le famiglie hanno descritto, un libriccino di pelle scura, pagine spesse. Dietro di lui i due sgherri, uomini magri, volti duri, pugnali in vista, si fermano sulla soglia, mani pronte. Gorrak ti squadra dalla testa ai piedi: armatura pulita, simbolo di Pelor lucido sul petto, falchion al fianco. Il suo sguardo si indurisce. "Un prete di Pelor?" dice con voce roca, un misto di scherno e cautela. "Qui? Affari, dici? Parla in fretta, soleggiato. Il freddo mi dà fastidio alle ossa, e il cane ha fame" Il mastino ringhia, saliva che gocciola dalla bocca. I due sgherri si scambiano un’occhiata, mani sulle else dei pugnali. Il camino continua a sbuffare fumo nero dal tetto storto. La neve cade lenta intorno a te.