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Fandango16

Circolo degli Antichi
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  1. Il boato alle vostre spalle si spegne in un ultimo, pesante crollo che solleva una spessa nube di polvere grigiastra. Tossendo e sferzando l'aria con le mani per ripulirvi la vista, vi guardate intorno: siete riusciti a superare la strettoia e la strada verso sud è aperta, ma il prezzo della fuga si fa sentire. Mentre vi rimettete in piedi, i gemiti di dolore di Arthur e Thurin confermano che i detriti non li hanno risparmiati. Thurin si tocca una spalla, dove una pietra spigolosa ha ammaccato i paramenti e lasciato un brutto livido, mentre Arthur si pulisce il sangue da un taglio sulla fronte, visibilmente dolorante per i colpi subiti nello scatto disperato. Mentre cercate di riprendere fiato e di valutare i danni, vi rendete conto che la polvere della frana non è l'unica cosa che vi riempie i polmoni. C'è un odore persistente che fluttua nella cavità in cui vi trovate: continuate a sentire odore di funghi, Mentre Arthur si stringe la fasciatura e Thurin impreca contro la roccia esaminando i paramenti ammaccati, Elyndra fa qualche passo avanti nella penombra, incuriosita da quell'odore così specifico che non quadra con una normale caverna selvaggia. Abbassando la torcia verso il suolo coperto di polvere grigia, la druida richiama l'attenzione degli altri. Lì a terra, parzialmente sepolte dai detriti dell'ultimo crollo, ci sono delle trecce di funghi, legate insieme con dello spago grezzo esattamente come si fa per metterli a essiccare. Non si tratta di vegetazione spontanea cresciuta tra le crepe: qualcuno ha raccolto questi funghi uno a uno, li ha puliti dalla terra e li ha sapientemente intrecciati a mano per farli stagionare al riparo dall'umidità. Il terremoto deve aver fatto crollare i supporti a cui erano appesi, sparpagliando il raccolto sul pavimento della grotta. Situazione attuale
  2. La voragine sembrava un ostacolo insormontabile, ma la magia della natura ha ribaltato la situazione. Con un sussurro, Elyndra ha richiamato l'energia primordiale, mutando la sua forma in quella di un imponente ragno. Sfruttando le sei zampe articolate, la straordinaria aderenza alla roccia e la capacità di tessere robuste ragnatele, la druida ha fatto da spola lungo le pareti del baratro, trasportando in totale sicurezza il gruppo e tutto l'equipaggiamento permettendovi di riprendere la marcia. Decidete di proseguire la strada, inoltrandovi in cunicoli che sembrano, questa volta, naturali, ma alterati dal terremoto. Vi addentrate appena di qualche decina di metri, sentendo un gradevole odore di funghi, quando un rumore sordo fa tremare le pareti di pietra del cunicolo. Dall'alto inizia a piovere polvere, seguita subito dopo da frammenti di roccia sempre più grandi: la volta sta cedendo, l'onda d'urto del recente terremoto ha reso queste grotte una trappola mortale! Non c'è tempo per riflettere, l'unica speranza è correre verso una via di fuga prima che tonnellate di pietra vi seppelliscano vivi! Fuga disperata! (prova di gruppo)
  3. @Landar @Monkey77 @Rafghost2 @shadyfighter07 Ok, allora Elyndra diventa un ragno e con 15 minuti in più del previsto, riuscite a superare l'ostacolo e a recuperare il mulo. Adesso in che esagono volete andare? siete nel 47.
  4. Gibumubig "Gib" - Gnomo Ho la bocca leggermente aperta, una piuma di gallina ancora appiccicata alla spalla e tutta l'intenzione di produrre una raffinata giustificazione per salvare la faccia. Le parole sono pronte sulla punta della lingua, ma le rimetto a posto non appena Chand apre bocca. "Cos'ha detto?" Sbarro gli occhi. Sbatto le palpebre una, due, tre volte. Guardo Chand, poi guardo la scia di distruzione alle mie spalle, poi di nuovo Chand. Se una delle mucche avesse iniziato a recitare una poesia in elfico antico sarei rimasto decisamente meno sbigottito. Il guerriero inquadrato, l'uomo tutto d'un pezzo... ha appena fatto una battuta. Vedo che lui stringe lo scudo e ricomincia ad avanzare di gran carriera, facendo finta di niente con una disinvoltura talmente forzata che fa quasi tenerezza. Raccolgo quel briciolo di dignità che mi è rimasto, mi do una rapida scrollata per togliermi il fieno di dosso e imbraccio di nuovo la vecchia Betty. Senza dire una parola, accelero il passo per portarmi di nuovo davanti e fare strada, muovendomi con rinnovata (e speriamo vera) furtività verso il tempio. Azione
  5. Gibumubig "Gib" - Gnomo La chiave per muoversi furtivamente è l'equilibrio dei pesi e lo sfruttamento delle zone d'ombra. Avanzo passo dopo passo, leggero come una piuma, fiero della mia impareggiabile coordinazione gnomesca. Decido di fare perno su un asse di legno della parete esterna per scivolare dietro l'angolo. Solo che l'asse è difettoso. Il legno cede di un millimetro con un *gasp* secco. Muovendosi, l'asse oscilla verso l'interno e va a colpire il manico di un forcone d'acciaio. Il forcone si ribalta di taglio, agganciando al volo una corda tesa che scende dal soffitto. La corda, tirata di colpo, fa ribaltare un pesante secchio di ferro colmo di mangime posizionato sul ballatoio superiore, il quale precipita perpendicolarmente e centra in pieno cranio uno dei muli presenti nella stalla. Il mulo, comprensibilmente contrariato, lancia un raglio fotonico che squarcia il silenzio della notte e tira un calcio volante all'indietro. I suoi zoccoli centrano in pieno il pilastro portante, già visibilmente marcio, del soppalco della stalla. Con un sinistro scricchiolio, l'intera struttura del piano di sopra frana rovinosamente verso il basso, scaricando quintali di fieno, travi e attrezzi agricoli direttamente sulla schiena delle mucche sottostanti. Le mucche iniziano a muggire terrorizzate, il cavallo imbizzarrito sfonda i recinti, le galline volano ovunque in una nuvola di piume e lo sterco vola a distanze imprecisate. In meno di tre secondi netti, l'intera stalla è venuta giù. Io resto immobile nel mezzo del cataclisma, con una piuma di gallina sul naso e un pezzo di fieno tra i denti. Mi volto lentamente verso i miei compagni, che mi fissano pietrificati nel bel mezzo del rumore più infernale che la storia di Greenest ricordi. Tossisco debolmente per scacciare la polvere. "Ok," sussurro, cercando di mantenere un briciolo di dignità. "C'era un evidente errore di calcolo nella distribuzione del carico strutturale di quel pilastro. Ma guardiamo il lato positivo: se ci sono nemici nei paraggi, adesso sono sicuramente confusi." Furtività
  6. Gibumubig "Gib" - Gnomo Mi affianco a Chand, indicando con un gesto secco del mento la strada che si apre davanti a noi. Il mio sguardo saetta tra le ombre degli edifici e il profilo del ponte. "Ascoltami bene, Chand," dico a bassa voce ma con tono fermo. "Non possiamo andare dritto per dritto come se fossimo a una parata. Muoverci allo scoperto è un suicidio: dentro o dietro quelle case potrebbero esserci altri nemici, e da lì avrebbero una visuale perfetta per infilzarci come spiedini prima ancora di accorgercene." Sputo a terra, ricaricando nervosamente un quadrello. "Dobbiamo assicurarci che quegli edifici siano liberi prima di mettere piede sul ponte. Quella guardia non correva a casaccio: scappava dritta in quella direzione, ed è quasi certo che stesse andando a piangere sulla spalla dei suoi compagni. Meglio essere noi a scovare loro che il contrario, non trovi? O preferisci scoprire se c'è un'imboscata quando avremo le frecce che ci solleticano le costole?"
  7. C'è una variante di ragno che ha velocità di scalata e gs 1/4, forza 12 (sufficiente a portare tutti uno alla volta, legandoli sulla schiena...magari senza armature che porterai a parte...). Cosi investite 15 min di "trasloco" ma non fate la prova.
  8. Sì c'è una parete di roccia, l'eventuale cordata è su quella parete.
  9. Riprendete la marcia e il sentiero ricomincia a salire, costeggiando il fianco della montagna lungo un tracciato stretto, ma non troppo fangoso. Dopo un breve tratto di cammino in costante salita, decidete di concedervi una breve sosta per riprendere fiato e bere dalle borracce. Il mulo, attirato da un ciuffo d'erba particolarmente verde che spunta poco più avanti lungo il sentiero, si incammina da solo superando una strettoia della roccia. Nessuno ci fa troppo caso, finché un sordo scricchiolio non rompe il silenzio. Il peso del mulo è la goccia che fa traboccare il vaso su un terreno già devastato dalle piogge. Sotto gli zoccoli dell'animale, una grossa sezione del sentiero frana di schianto, precipitando nel vuoto con un boato spaventoso di terra e sassi. Quando la polvere si dirada, vi trovate davanti a uno scenario critico: una voragine profonda e larga diversi metri recide completamente il sentiero. Al di là del baratro, tremante ma miracolosamente illeso, c'è il mulo. E con lui, tutte le vostre preziose borse da viaggio. meccaniche per prova di gruppo
  10. Chiama subito la polizia del gdr! Scherzi a parte, l'unica cosa che potete fare è parlare fra voi giocatori per capire se riuscite a trovare un accordo, obbiettivamente non c'è tanto altro da fare.
  11. Gibumubig "Gib" - Gnomo Scocco il quadrello, ma l'esito non è quello che speravo e finisce lontano dal bersaglio. Maledizione... Giro i tacchi velocemente, per portarmi dall'altro lato del boschetto. Sia mai che provi a fuggire dall'unico lato scoperto... MASTER
  12. Ciao, mi fa piacere risentirti, spero vada tutto bene. Bàkban è stato trattato con cura. 🙂
  13. Gibumubig "Gib" - Gnomo Osservo il sentiero e calcolo la traiettoria d’ingresso dei nostri "ospiti". Con gesti rapidi e precisi, spargo i miei triboli esattamente nel punto in cui il draco e la guardia stanno per passare; un piccolo benvenuto metallico che non delude mai. Fatto ciò, mi allontano di qualche metro, svanendo tra le ombre della vegetazione. Resto in attesa, trattenendo il respiro, finché non sento il piacevole suono del metallo che morde la carne: la trappola ha funzionato, bloccando la creatura più pericolosa. Senza perdere un istante, sollevo la Vecchia Betty e scaglio un quadrello preciso in direzione della guardia, approfittando della sua confusione. Non aspetto di vedere l'impatto: so che il tempo è prezioso. Sfruttando la confusione, continuo ad arretrare nel fitto della boscaglia, svanendo tra le ombre e la vegetazione come se non fossi mai stato lì.

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