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Bellerofonte

Circolo degli Antichi
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    Maschio
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    D&D, Mondo di Tenebra
  • Occupazione
    Studente
  • Interessi
    Troppi e poco approfonditi

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  1. PbF Presentazione

    Io considero che ogni volta che andate in giro, abbiate sempre con voi il necessario all'avventura. Se è uno zaino, allora è quello. Se invece preferite avere una versione "light" sempre pronta, allora facciamo così: segnate in scheda ciò che portate addosso e ciò che avete nello zaino, così risolviamo questioni come questa. Potete tranquillamente fare modifiche alla scheda adesso che siamo ancora a Capo Ventura. Queste sub-quest, d'altronde credo lo abbiate capito, mi servono per conoscere i PG e per organizzarci sul modo in cui giocare, perciò non ci sono problemi.
  2. PbF Capitolo I: Cominciamo Bene

    In effetti sarebbe servita astuzia per far riuscire tutto senza versare una goccia di sangue né mettere in pericolo la libertà di ognuno. Ma se il gruppo ormai era fatto, e chi più chi meno ognuno di loro aveva una motivazione per avventurarsi con lei, allora parlare senza tastare il terreno sarebbe stato come fare proverbialmente i conti senza l'oste. Anzi, mi correggo: in effetti non è del tutto vero che tutti volevano intraprendere quella missione. Di fatto, una volta uscito di galera, Len non aveva la benché minima intenzione di impelagarsi in nuove avventure rischiose e fuori legge. Era diventato un Pioniere da pochissimo e non si sarebbe mai sognato di mettere a rischio il suo titolo nuovo di zecca solo per fare un favore al capo delle guardie, che il massimo che aveva fatto per lui, era stato buttarlo in galera per un paio di giorni e rubargli il merito di aver beccato Astulf. Stava lì, imperterrito ad osservare la situazione con le braccia conserte ed il broncio, ma era chiaro che non aveva voglia di oltrepassare il cancello di pietra di fronte a lui. Le parole di Randal arrivano alla ragazza come macigni sulla sua coscienza; andare allo sbaraglio non se ne parlava, ma allora come avrebbero fatto? E qui, le parole dell'Halfling sono oro colato che le risolleva il morale in un attimo. "Kiltus? Kiltus Fuinur?!" - quasi le escono le lacrime. Che dannata fortuna! Si alza in piedi ma quasi quasi ha voglia di abbracciare quel mezzuomo, per la felicità. "E' fatta!" - dice a tutti, come se la presenza di quell'individuo fosse di per sé garanzia di successo. Dopo tre secondi di euforia e lo spirito rincuorato, gonfia il petto d'orgoglio e determinazione e improvvisamente l'adolescente tagliateste torna ad essere il capo delle forze dell'ordine di Capo Ventura. Si gira verso Kaleb e Randal, decisa: "Se c'è Kiltus, abbiamo una speranza. Dobbiamo tentare." e poi verso Vuldo: "Allora, piccoletto, oggi è il tuo giorno fortunato. Vieni con noi, ci porti da Kiltus ed esegui i miei ordini, e domani sarai un uomo libero. Fai una mezza cavolata, solo mezza..." i suoi occhi s'infiammano nel profondo "...hai capito." E dopo ciò, conclude dando ulteriori ordini all'altro hin. "Len, spogliati." Len, distratto da un carro di pentolame che aveva appena attraversato l'ingresso, si trova un attimo spiazzato: "Eh? Cosa? Senza neanche invitarti a cena? Ragazzina impudente..." "LEN!" urla Josephine, spaventandolo come solo una diciassettenne arrabbiata può fare. Alché il neo-Pioniere inizia a sbottonarsi nervosamente la giacca, e in un minuto netto è rimasto con addosso il minimo della decenza: praticamente solo coi calzoni e la camicia bianca. Nel frattempo la ragazza ha tolto le manette al padrone del pappagallo, preoccupandosi anche di infilargli una mano in tasca e rimuoverne il contenuto; solo allora osserva quell'anello dal simbolo così familiare: "Cosa abbiamo qui? Un anello dei Syvis. Questo ci sarà utile, tienilo e non perderlo." e lo ridà al ladruncolo, aggiungendo: "Ora vestiti. Non abbiamo molto tempo. Come hai detto che ti chiami, poi...?" Len protesta sguaiatamente, ma la ragazza gli lancia il resto delle monete. "Per il disturbo. E ora sparisci!" al contrario l'hin avrebbe voluto rispondere che quel giaco di maglia valeva molto ma molto di più di quelle misere monete; ma ormai rassegnato alla prepotenza della guardia cittadina, senza nemmeno salutare Kaleb, si allontana infuriato e rassegnato. "E ora, andiamo." - conclude, avviandosi verso la guardiola. Avrebbe chiesto un paio di cavalli e dato disposizioni per prendersi il resto della giornata libero.
  3. PbF Presentazione

    Stavo per scriverlo, nemmeno io le uso mai
  4. PbF Capitolo I: Cominciamo Bene

    Incredibile come le persone si trasformano, quando qualcuno osa toccare il proprio genitore preferito. Il capo delle guardie cittadine in una furfante, un cuoco in un avventuriero...! Ah, se potessimo leggere la natura delle persone attraverso i loro momenti più disperati, conosceremmo l'animo umano in un istante. Josephine si lascia prendere da Randal, guardandolo negli occhi mentre le parla; la rabbia si trasforma in timore ed infine in tristezza. In parte, il suo amico ha ragione: il piano fa schifo, e chi più chi meno, sono tutti d'accordo. "Non posso lasciarla lì! Si sposerà con un altro uomo che non ha mai visto in vita sua!" - sì, questo e cos'altro Josephine? Magari avrà una famiglia nuova, quella che doveva essere la tua famiglia, magari troverà della felicità anche nella quotidianità di una cortigiana qualunque. E tu questo non puoi permetterlo assolutamente. "Pensa se ci fosse tuo padre al suo posto! Se lo costringessero a fare qualcosa che non vuole...tu staresti fermo con le mani in mano a guardarlo mentre butta via la sua vita?" - colpito ad affondato. Si scrolla di dosso le braccia di Randal, volgendosi verso Kaleb. "L'idea del diversivo mi piace" risponde Josephine. "A me no" controbatte Len "Non voglio tornare in gattabuia, Kal!" Ma ignorando completamente il disaccordo dell'hin, la ragazza prosegue nel rassicurare Kaleb: "E ho detto la verità sul resto: chi vince la Giostra prende anche diecimila monete d'oro. Visto che la premiazione avviene subito dopo, il bottino devono averlo portato già lì, dev'essere nascosto da qualche parte. Mia madre saprà dov'è, e se la liberiamo me lo farò dire e sarà tutto vostro. Che quei lestofanti dei Syvis perdano il loro dannato oro non può importarmene di meno...!" Tutto cambia quando Vuldo apre bocca. Sebbene Josephine tenda ad ignorare qualsiasi parola che esca da una bocca situata al di sotto della sua cintola, le parole dell'hin ancora ammanettato sono per lei un fulmine a ciel sereno. Fa un gesto alla guardia in arrivo per rimandarla indietro, e si inginocchia per guardare negli occhi lo sventurato: "Di cosa stai parlando? Vedi di non fare scherzi, non sei nella posizione per potermi prendere per i fondelli!"
  5. PbF Presentazione

    Chiarisco subito che i PNG che avete già incontrato, così come quelli che potrete reclutare poi, hanno quattro parametri per gestire la vostra "approvazione": non solo Legge e Bene, ma anche Indipendenza e Conservatorismo. Tuttavia sono parametri che tengo in una scheda a parte, non credo che inserirli in game aiuti il tutto, sinceramente. Anzi, io sono anche contrario all'allineamento di per sé, se non fosse che fa parte delle meccaniche degli incantesimi e quindi ahimè ce li dobbiamo tenere. Però ritengo d'altro lato che sia un approfondimento molto interessante; anche non portando tutto in gioco, se prendete i vostri personaggi e (a parte dalla scheda) cercate di trasporli secondo quegli schemi, credo che sarà più facile per voi comprenderli e prevedere il loro comportamento in determinate situazioni. Insomma, è molto utile come guida per mantenere la coerenza morale del proprio PG.
  6. Capitolo Zero - La Città Sommersa

    Sei davvero nei guai. Il granchio ti afferra anche con l'altra chela e continua a stringerti. Il dolore è insopportabile, e la morsa è troppo salda per riuscire a divincolarti. Costretto in quel modo, non durerai ancora molto. Perdi conoscenza, mentre dall'alto l'ombra dello squalo vagante è l'ultima immagine che vedi. Poi, il buio.
  7. Capitolo Zero - La Città Sommersa

    In breve, la tua lancia colpisce proprio mentre il mostro sta tentando di levarsi via il calamaro dalla zampa; con una chelata violentissima lo squarcia in due, e subito dopo riesci a infilzare la punta dell'arma tra le giunture della spessa chitina che ricopre la sua pelle. Con l'altra chela, infastidito dal dolore provocatogli, ti si abbatte addosso stringendoti il torso nella morsa possente dei suoi arti. Il dolore lancinante delle ossa che si piegano di assale; senti scricchiolare ogni parte di te ed urli dal dolore. Ahimè, ti ha preso nella sua morsa letale!
  8. PbF Capitolo I: Cominciamo Bene

    Josephine guarda malissimo Randal. Ma proprio male male male, come solo un'adolescente inacidita potrebbe fare. Incrocia le braccia, e lascia da parte gli insulti di Kaleb, a cui volge uno sguardo da "ti arresto subito" che però non esprime a parole; stavolta sarà costretta a scendere a patti con chiunque e barattare il suo senso di superiorità con l'aiuto di chiunque...perfino di un criminale. O due. "Sta' zitto, Halfling" - dice il capitano, e Len si sente subito toccato. Sta per dire qualcosa del tipo "io non ho detto niente!" ma si rende conto di non essere l'hin in questione prima di aprire bocca. "Visto che qui abbiamo i maestri dei piani di salvataggio di donzelle in pericolo" - dice a tutti, acidamente - "Ditemi voi, cavalieri senza paura: come credete che attraverseremo la soglia della Giostra? Qualcuno qui ha discendenze Syvis o Kennon? E sapete che se mi vedono nei loro terreni mi fanno fuori a vista, sì?" Un punto in più per Josephine. La giostra si sarebbe svolta in un campo aperto come ogni anno, e questo era di dominio pubblico; immaginate che ci siano guardie a presiedere le gli spalti di legno dove i nobili vedono i combattimenti, e se volete anche solo riuscire di avvicinarvi, avrete bisogno di oltrepassare quelle guardie. Tutti i cittadini semplici in genere stanno in piedi, o sul prato, dal lato opposto a dove si svolgono le prove, ben distanti e separati dalla nobiltà. Sia mai che i ceti alti si mescolino con quelli bassi!
  9. Capitolo Zero - La Città Sommersa

    Nonostante la minaccia incombente del mostro di fronte a te, riesci a comporre i gesti e dire le parole in maniera decisa ed esatta affinché, in un turbinio di bolle, una seppia appare dall'altro lato del granchio, mettendolo in difficoltà su entrambi i fronti. La seppia si avvolge ad una delle sue gambe e inizia a morderla voracemente; il granchio si avventa con entrambe le chele sulla tua evocazione, ma voltandosi su sé stesso alquanto goffamente, solo una colpisce.
  10. Capitolo Zero - La Città Sommersa

    Le sue lunghe chele sembrano abbastanza estese per colpirti anche senza avvicinarsi troppo. Il vostro sarà un combattimento dalla distanza, lo intuisci man mano che si avvicina e agita i suoi enormi arti per incuterti terrore. Noti però anche un'altra cosa: è estremamente lento, tanto da darti l'opportunità di contrattaccare quando ti si avvicina abbastanza, chiudendoti nell'angolo.
  11. PbF Presentazione

    Basi di dati, diciamo non proprio uno scherzetto. Grazie a tutti e viva il lupo!
  12. Capitolo Zero - La Città Sommersa

    Senti le pareti crollare nella sabbia, e non appena superi l'angolo, noti un granchio grande almeno il doppio di te dalla pelle nera e dalle movenze prepotenti. Le sue chele scricchiolano e battono minacciose, e le sue quattro zampe affondano pesantemente nella sabbia, iniziando ad avanzare nella tua direzione. Evidentemente non sei stato abbastanza veloce a nasconderti: il granchio ti ha visto!
  13. PbF Presentazione

    Una nota per tutti: sembra strano dirlo, ma ahimè ho passato un esame che credevo di non aver superato. Mi ritrovo a dover preparare un orale in tempi record, e nonostante io stesso abbia cercato players attivi per non cadere nella noia, sono il primo a non ottemperare alla celerità per cause di forza maggiore. Da qui fino a martedì sarò più lento - o più breve nei post, o forse entrambe le cose. Mi scuso anticipatamente con tutti, e spero di poter rimediare offrendovi comunque una campagna degna del suo nome appena questo periodo di cacca finirà. Ci tengo inoltre a ringraziare tutti per giocare con me; finora mi avete dimostrato un apprezzamento che non mi aspettavo, tutt'altro. Sono io che devo ringraziare voi per permettermi di giocare questa campagna a cui tengo particolarmente. Basta fare le checche ora. Buon game a tutti!
  14. Capitolo Zero - La Città Sommersa

    Mentre avanzi verso il tempio sommerso, senti qualcosa in lontananza farsi sempre più vicino. Non è lo squalo, che invece si tiene sempre a debita distanza da te, seguendo le tue orme, no: è il rumore di passi. Passi frenetici e continui che vengono dalla tua destra, oltre le strutture collassate in rovina; te ne accorgi in tempo, prima che sia troppo tardi. Se vuoi fare qualcosa, è meglio farla subito! Ahimè non sembra che altre anime abitino quella landa desolata, ma di bollicine ne vedi: nel tempio, ma probabilmente sono solo alghe.
  15. PbF Capitolo I: Cominciamo Bene

    Per Biscottino: I simboli sulle vesti del nobiluomo e sull'anello coincidono: probabilmente il tipo fashion voleva nascondere l'anello per paura che qualche malintenzionato potesse approfittarsene - ottima scelta, mio caro! - e ripensandoci, ti ricordi di averlo visto più di una volta in città, dalle parti della Loggia. Quell'elfa, quella famosa, come si chiamava? Naesala, forse? Sì, lei, la maga, spesso la vedevi passeggiare sul porto con altri nobiluomini a discutere di cerchi alchemici e Metamagia. Hai sentito che sono membri della famiglia Syvis, i nobili che stanno fuori Capo Ventura. Gli stessi che hanno indetto la Giostra, perdinci! Dopodiché, senti Len ridere. Non ridacchiare, ma proprio ridere di gusto, come se gli avessi appena raccontato una barzelletta molto, molto divertente. "Ehi, bello!" - ti dice, soffocando le lacrime - "Ti stai mettendo ancora di più nei guai!" Capisci subito cosa intende l'Halfling quando Josephine prende per un braccio e ti volta verso di lei, guardandoti in faccia. Solo ora noti gli emblemi della guardia cittadina, e solo ora capisci che quello che hai appena fatto è un tentativo di corruzione di pubblico ufficiale; dalla padella nella brace. "Sei in arresto, per la cronaca." - dio, se potessi descrivere a parole quanto Josephine odia gli Halfling! Glielo leggi negli occhi, la seccatura e la rabbia di doversi abbassare ogni volta agli stessi gesti: prende le manette da dalla borsa legata alla cinta e ti afferra entrambe le braccia saldamente, senza permetterti movimenti bruschi: sa come trattare con i tipi come te, glielo leggi dai movimenti cauti e dagli occhi attenti; un secondo di disattenzione potrebbe costargli la cattura. Dopodiché ti spinge avanti, lungo il vicolo. Hai ancora con te la refurtiva, cosa insolita per una guardia così meticolosa. Si è forse dimenticata, o non vuole che l'Halfling alle sue spalle approfitti del fatto che la sua concentrazione ora è tutta su di te? "E adesso andrai dritto in galera, furfante!" - continuava a ripetere Len con fare arrogante, sebbene lui fosse uscito di prigione da nemmeno mezz'ora. C'è un detto latino che dice "Hodie mihi cras tibi", ma in questo caso, Len, lo aveva preso troppo alla lettera. Josephine continuava a guardarlo con aria infastidita; non solo quel piccoletto gli stava costando la faccia, avendolo catturato ingiustamente, ma era pure uno di quelli che si faceva tanto il gradasso in aula di tribunale, che quasi quasi era stata tentata di lasciarlo lì dentro. Ma ahimé non poteva. Uno, perché non era giusto: alla fine Len ci aveva visto giusto, e parte del merito della cattura del leggendario Astulf Lunghebraccia andava a lui, e ciò bastava per una parziale amnistia dei suoi crimini noti. Due, perché era stata chiara con Kaleb: il suo aiuto valeva, oltre che alle monete d'oro, anche la garanzia che non ci sarebbero stati ulteriori problemi con il suo amichetto hin. Tuttavia le pratihe di rilascio erano state piuttosto lente, a causa dei preparativi per l'impiccagione del giorno seguente. C'era qualcosa di grosso, di più grosso di Astulf, nell'aria. Da quando la spedizione era stata annunciata, la giustizia faceva passi da gigante; che fosse un presagio di buona ventura? I passi di Josephine non vanno a nord, come Len si aspettava. All'incrocio con la Via degli Scudi, l'halfling volta a destra, fermandosi quando vede che la ragazza non lo segue. "Dove stai andando? La prigione è di là!" Ma Josephine non si fa scrupoli, e con un'occhiata gli intima di seguirla: "Siamo già in ritardo, non abbiamo tempo di arrivare fino al palazzo del governatore. Lo lasceremo all'avamposto della porta ovest. Ci penseranno loro a portarlo in prigione." Proseguite verso ovest, attraversando alcune vie sempre meno trafficate man mano che vi allontanate dal porto. Il capitano ti tiene per il bavero, mentre Len ti segue, divertito dal fatto che qualche giorno prima c'era lui, nella tua stessa identica situazione. Per Kaleb e Randal: Trascorrete ancora qualche minuto da soli, prima che finalmente Josephine si faccia viva. Ha con sé due hin, di cui uno ammanettato - a Kaleb sembra perfino strano che non sia Len! - e un'espressione a metà tra il seccato e il preoccupato in faccia. Appena vi vede alza il passo verso di voi, piazzandovisi davanti. "Ehi, Randy. Kaleb, grazie di essere venuto. Il tuo amichetto è libero, come vedi ho mantenuto la parola." Dopodiché chiama una guardia con un gesto, che svogliatamente inizia ad avvicinarsi verso di voi. "Non voglio perdere altro tempo, visto che ho avuto...beh, un imprevisto" - dice, guardando il suo prigioniero - "Ecco il piano: arriviamo alla Giostra, entriamo stordendo le guardie e costringiamo i nobili a ridarci mia madre!" Non ci vuole un genio per capire che il piano è pessimo. Uno: stordire un centinaio di guardie non è proprio un giochetto, per iniziare. Due: costringere le autorità più importanti dei dintorni di Capo Ventura non lo è nemmeno, soprattutto perché Josephine non sa esattamente come. Ok, la buona volontà c'è...ma diciamo che i dettagli si potevano limare, ecco.
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