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Bellerofonte

Circolo degli Antichi
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About Bellerofonte

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  • Birthday 08/05/1995

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    D&D, Mondo di Tenebra
  • Occupazione
    Studente
  • Interessi
    Storia grecoromana
    Sociologia
    Filosofia, Teologia
    Java Developement
    Progressive Rock, Stoner
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  1. @Ghal Maraz In realtà stavo aspettando voi, la serata finirà a breve ma vorrei faceste un punto della situazione visto che siete alla fine dei giochi.
  2. Plasmare Incantesimi credo non sia un'azione vera e propria: è un effetto extra di un qualsiasi incantesimo di invocazione lanciato. Secondo me è da considerarsi come parte dell'azione di lancio dell'incantesimo al quale vuoi applicarlo. Non ha durata vera e propria, e se ce l'ha, dura quanto l'incantesimo al quale è associato. Es.: lancio palla di fuoco, ma visto che è ad area, uso plasmare incantesimi per evitare che il mio compagno di squadra venga preso dalla vampata e subisca danni. Quando l'incantesimo ha effetto, il mio compagno non subisce danni perché supera in automatico il tiro salvezza. Visto che palla di fuoco è istantanea, la "sacca" lo protegge solo da quell'incantesimo; se ne lanci un altro che rischia di colpirlo al round successivo, devi riapplicare Plasmare Incantesimi oppure rischi nuovamente di infliggere fuoco amico.
  3. Ho notato questa cosa anche in real. Qualche giocatore prova ogni tanto a cambiare lato del tavolo ma abbandona dopo poco e rimaniamo sempre i soliti a masterare. Onestamente non ho preferenze a priori, dipende dalla campagna. Se ho una bella idea non riesco a smettere di pensarci finché non riesco a trasformarla in un'avventura; stessa cosa se un master mi dà carta bianca con un personaggio in una bella ambientazione. Però credo che fare entrambe le cose sia utile a tutti, avere diverse prospettive è una marcia in più quando si discutono problemi offgame.
  4. Randal è il primo a cui Galifar presta attenzione: "Ardager, un nome che non sentivo da tempo. Ebbene, Randal, abbiamo allestito una capanna adatta a cucinare e siamo a corto di uomini. La tua offerta è oltremodo generosa." il capitano Arsak si fa avanti: "Provvederò io ad accompagnarlo." ed ovviamente Arrigo non si tira indietro. Tutti e tre venite trascinati via di lì dal capitano di Fort Adigrat. @Sandrine & Besnik @Randal
  5. "Oh sì, ti prego! Sono giorni che mangio solo le loro insipide gallette!" ...un buon cuoco è ben gradito ovunque, eh? Arsak prende le briglie del suo candido destriero e prosegue a piedi nel sottobosco. Dopo un quarto d'ora di camminata iniziate a vedere le prime luci tremolanti di fiaccole accese nelle ultime luci serali che indicano presenza di civiltà. Sbucate fuori in una radura ai piedi di una collina, dove una cascata offre acqua per tutti. I cavalieri di Fort Adigrat si mescolano alla perfezione con i numerosi elfi nomadi accampati nelle capanne temporanee messe su visibilmente in fretta e furia, che probabilmente spariranno al sorgere del primo sole. Gli elfi sussurrano tra loro: gli shem'len sono tornati! Alcuni si scansano per far passare voi orecchie-tonde, altri vi vengono incontro inchinandosi al saluto di "Andaran'atishan"; qualcuno fugge via per andare a spargere la grande notizia. "Con noi" dice Arsak "sono stati più diffidenti. Voi non siete neppure elfi, e invece..." si vede che non conosce i vostri antefatti. Raggiungete il centro esatto dell'accampamento, dove l'elfo Galifar sta dando ordini a elfi e cavalieri insieme in due lingue diverse. Quando vi vede arrivare, vi saluta in elfico ma continua a parlare in Comune barushano per la gioia di Fortunale e dello stesso Arsak. "Mythal enaste, shem'len. Avete il favore del nostro popolo e la nostra eterna riconoscenza per ciò che avete fatto." nonostante le avversità, Galifar sembra contento di vedervi. Non lo notate subito, ma vi rendete ben presto conto che Razul non ha varcato la soglia del villaggio. Asvig lo fa notare al capitano: "Troppo scomodo per lui. Dice che resterà di vedetta nei paraggi." in effetti un villaggio pieno di elfi assediati da secoli da non-morti non è il luogo ideale in cui passare la notte, e lui dopotutto non deve né mangiare né dormire.
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