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DarkValkyria

Ordine del Drago
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About DarkValkyria

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    Studioso
  • Birthday 05/09/1998

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  1. Mi copro la ferita al ventre con la mano per cercare di limitare il diffondersi del sangue attorno a me, per poi avanzare, facendo un'azione di Scatto*, per raggiungere al più presto gli alleati. Dopotutto, sono lì per prestare loro soccorso e, essendo comunque un essere abbastanza gracile e non dotato di eccessiva forza, non sarebbe buona cosa ingaggiare un continuo scontro diretto con il mostro marino, rischiando di restarci secca e non combinare nulla, morendo in una Laminariale.
  2. Mi sento letteralmente circondata, e resto paralizzata, per qualche attimo, da ciò che scorgo difronte a me, che vorrebbe farmi desistere dalla mia idea principale di proseguire... Proprio in quel momento vengo assalita alle spalle da un mostro marino e, agendo di istinto gli punto il palmo della mia mano sinistra contro, facendone fuoriuscire uno Spruzzo Velenoso, nella speranza di riuscire a rallentarlo e destabilizzarlo.
  3. La situazione risultò più complicata del previsto. Una volta arrivata decisi immediatamente di correre in soccorso di Tholin e Raftal, impegnati in un feroce scontro con la Strega. Sebbene temessi un combattimento con quest'ultima, decisi di avvicinarmi. Avrei quantomeno provato ad aiutarli e coprirli, tenendo occupati i Sahuagin, che erano in procinto di attaccarli dall'altro fronte, cosa che li avrebbe probabilmente messi in difficoltà, e questa sarebbe stata la nostra ultima possibilità di contrastare il nemico. Iniziai a pensare ad un piano d'attacco, affinchè potessi attuare l'effett
  4. Una volta arrivati, il piano ebbe inizio. Augurai buona fortuna al Capitano, che caricó e scomparve tra il trambusto. Vidi l'equipaggio raggiungere ed assalire la Fortuna, gettandosi nelle "fauci" dei Mastini, alcuni caddero inevitabilmente... la stessa gente che avevo avuto attorno per l'intero viaggio... Cercai di aguzzare lo sguardo per scorgere Círdan o Gwindor, ma c'erano soltanto confusione e caos, sia davanti ai miei occhi che nella mia mente. Pensai che probabilmente questa sarebbe stata una delle battaglie più significative della mia vita, e finora la più pericolosa
  5. Ascoltai l'ottimo piano di Cìrdan. Asserii che sulla nave in quel momento nessuna strega aveva attirato la mia attenzione, ma non ne avevo la certezza assoluta. Magari ero stata distratta dalla presenza di Gwindor e dal trambusto venutosi a creare. Ma, come avevo previsto, e anche il Capitano espresse la mia stessa ipotesi, si sarebbe potuta trovare sott'acqua con gli altri due membri. Il mio pensiero raggiunse quella coraggiosa donna che vidi al timone che, stando alla descrizione, sarebbe dovuta essere la Regina di Nuova Minos... nonostante non mi sentissi una sua sottoposta pensai che
  6. Mentre osservavo la battaglia imperversare sotto di me, un dubbio mi attanaglió. Era meglio prestare soccorso immediatamente o finire il mio compito, riportando gli esiti della ricognizione a chi di dovere? Dovevo sbrigarmi. Ogni momento era prezioso e poteva decretare l'amara sconfitta degli alleati. Mentre stavo per volare via, per far ritorno alla mia nave, sentii un tremendo boato. Pensai che la Cercascogli avesse incassato un tremendo colpo, date le situazioni di netta minoranza, ma girandomi fulminea scoprii che lo scoppio proveniva invece dall'enorme nave nemica, ne
  7. Dopo aver accolto la richiesta del Capitano decisi di raggiungere la Coffa, lasciando lì zaino ed armi... sorvegliati, per quanto possibile, dal fedele pappagallo albino. Una volta finita la ricognizione sarei tornata a riprenderli. Guardai per un po' il paesaggio circostante, cercando di scorgere quale sorta di animale sarebbe potuto essere il più adatto, sia alla situazione che alla fauna del luogo. Tastai la resistenza dei bordi in legno della coffa, per poi salirci sopra, in piedi, con molta cautela. Dopodiché feci un piccolo balzo in avanti e, da un fioco bagliore, ne uscii tras
  8. Mentre Círdan parlava, mangiai malinconicamente l'ultimo boccone di pane che mi era rimasto, pensando ad i successivi crampi allo stomaco che avrei avuto per la fame. Decisi che era il momento di narrargli tutti gli avvenimenti della notte prima, sapevo che di lui potevo fidarmi, e magari il suo sapere e la sua esperienza mi avrebbero aiutata ad affrontare la questione. In più, probabilmente, tutto ciò era strettamente collegato a quello che ci aspettava una volta arrivati a destinazione. Era giusto che lo sapesse. Quasi sicuramente la città sommersa in questione era Minos e probabi
  9. Mi svegliai ancora stordita dalla notte precedente. C'erano molte cose che non capii appieno. Mi misi a passeggiare avanti e dietro in un piccolo spazio vicino alla mia branda, con il volto corrucciato, sfoderando e rinfoderando uno dei pugnali. Qualcosa mi agitava e capii l'importanza della questione, ma nella mia mente nulla era chiaro. Mi domandai se fosse giusto parlarne almeno con il Capitano, o procrastinare aspettando l'evolversi della situazione. Ad un tratto mi balenó l'idea che, probabilmente, da ragazzina ascoltai qualcosa a riguardo, raccontata dal Saggio Istir Lh
  10. Feci qualche passo in avanti, cercando di toccare il suo volto con il palmo della mia mano, per poter capire se fosse un qualcosa di tangibile o una mera visione. Mi indicó il cielo, mi disse di guardare le stelle... cosa che ormai contemplavo sin dai primi giorni in cui io uscii fuori dal grande mare blu, ma probabilmente non sotto l'ottica che lei mi stava proponendo, più per una sorta di incanto magico e personale che il cielo notturno illuminato da Luna e Stelle aveva su di me. Mi parló anche di fenomeni, che in un primo momento mi apparvero celati.
  11. Venni sopraffatta da una visione che non mi sarei mai aspettata di vedere. Mi stropicciai nuovamente gli occhi per poter mettere a fuoco e capire una volta per tutte se ciò che vedevo davanti a me fosse reale o soltanto una mera illusione. Ma mia nonna Yggdril parló, con la stessa dolce voce che sentii un tempo... ormai alquanto lontano. Feci qualche passo in avanti e notai che ella non aveva un corpo fatto di carne e sangue, ma piuttosto di luce. Ero alquanto sbalordita. Mi scivoló il pugnale dalla mano destra, andandosi a conficcare verticalmente nella pavimentazione legnosa.
  12. Ero immersa in un profondo sonno, stavo sognando di nuotare in un mare cristallino e guardavo da lontano un grande ed antico relitto. Ad un tratto sentii qualcuno che sussultava in lingua elfica, chiamandomi per nome. il mio sogno divenne agitato e mi svegliai di soprassalto. Ma sentii ancora la voce, ero ancora frastornata... iniziavo a confondere sogno e realtà. Ma la voce continuò, mi dette persino delle indicazioni, mi disse di raggiungere un punto preciso della nave, quindi capii di essere sveglia e che esse fossero reali. Cercai una lanterna in giro e, provando a non far rumor
  13. Accolsi l'invito ad accomodarmi e decisi di sdraiaiarmi supina sulla fredda pavimentazione in legno della nave, con le braccia dietro la testa. Le mie orecchie erano attente ai racconti del Capitano. I miei occhi, invece, vennero catturati dal manto stellato sopra di me, in cui ogni tanto vedevo Elwing svolazzare. Seguii la conversazione senza mai distrarmi, intervenendo qualora servisse. Mi parló della nuova fiamma del Re di Nuova Minos e rimasi sconcertata dal fatto che una persona come "Re" Jevlan avesse trovato qualcuno che l'amasse realmente... O magari quella donna lo stava us
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