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Albedo

Circolo degli Antichi
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About Albedo

  • Rank
    Sommo
  • Birthday March 31

Profile Information

  • Gender
    Maschio
  • Location
    Monza
  • GdR preferiti
    pathfinder
  • Occupazione
    la stessa, più o meno, di Spok
  • Interessi
    scrivere racconti e romanzi, fotografia, anime
  • Biografia
    quando sarò famoso la scriverò

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  1. Sonya maledetto bastardo... non subisci i colpi e mi hai paralizzata.. ma sta a veder eora che scherzetto ti combino io! Ombre incorporee accoglietemi fr ale vostre braccia! Nuovamente il mio corpo perde consistenza divenendo incorporeo e simile al gas. Poi forti rumori scuotono la stalla. Avevano accennato a un troll... spero che sia solo il vento...
  2. menomale... temevo già di diventare il giocattolo del troll che sta per arrivare 🙂 Cio ragazzi, è stato un paicere 🙂
  3. ehmmm io avrei 25 di AC (22 miei +3 dell'incatesimo di Winona) se non sono passati 80 minuti da quando siamo arrivati (e dallo svolgimento delle azioni non credo)... ma più importante: se sono paralizzata posso ritornare comunque in forma gassosa? è un abilità di classe e non un incantesimo, ma non so se richieda una componente somatica o altro.
  4. un po' difficile. Però... per argentare le armi dovresti emttere da qualche parte una miniera d'argento, e magari riesci a svicolare la cosa. in quel modo, magari mettendo un laboratorio alchemico nei pressi. Una piccola comunità di nani che vive sulla'rgento estratto e sulle relative lavorazioni. Per armature e cose più corpose, mi viene in mente solo una stazione di posta. Una sorta di foresteria fortificata al cui interno vi è qualche piccolo artigiano e vengono rivendute le produzioni locali o quello che chi era di passaggio ha dovuto vendere per potersi pagare la sosta o qualche cura. Cose simili. Per oggetti ancor apiù alti di livello (armature e armi perfette in poi) devi mettere piccole cittadine... ma non so quanto possano essere coerenti con la tua foresta e ambientazione.
  5. Credo che questa sia la soluzione migliore. Magari delle stazioni di posta, o accampamenti di boscaioli/cacciatori/conciatori, per cui minuscole comunità quasi autosufficienti. Una simile soluzione dovrebeb toglierti qualche castagna dal fuoco.
  6. Guurgak Vagando per il campo vedo l'orco enorme che mi ha, di fatto, liberato. Mi avvicino a lui assieme a Maglio. Arkail... giusto? Inizio Volevo ringraziarti ancora per quello che hai fatto, e per dirti una cosa. Siccome il tuo martello ha dato a me la libertà, in tuo onore ho deciso di chiamare il mio compagno qui dietro "Maglio". Se mai avrai bisogno di noi... non esitare. @master e Arkail
  7. tranquillo ho ben presente quando vado/torno in Giappone.
  8. Albedo

    Anime Erranti

    Capitolo 3. I lupi d’argento. L’indomani, caricati i due uomini sul carro, le due ragazze e il nano partirono alla volta della cittadina di Quinoa. La pioggia scesa durante la notte aveva reso la strada fangosa, rallentando di molto il carro. - Quindi, signorine – iniziò Grumbo – fate parte della Gilda. Più volte ci ho fatto anch’io un pensierino, ma poi ho rinunciato ogni volta. Preferisco la comoda e tranquilla vita del commerciante. Ma voi? Cosa spinge due belle ragazze a rischiare la vita? - E chi lo sa… - rispose Gray – Personalmente sto solo girando e vagando in cerca di qualcosa che forse nemmeno io so cosa. - Quanto a me – aggiunse Maya – solo… non credo… le spiace se non le rispondo? - Assolutamente! - Lei in cosa commercia? – Domandò Gray, genuinamente incuriosita. - Le tipiche cose da nani: metalli, armi e armature. Quindi se un giorno avrete bisogno di qualcosa venite pure nella mia bottega. Il viaggio proseguì tranquillo fino a destinazione. Le strade principali erano piene di gente intenta a passeggiare o guardare la merce esposta dai vari negozi e botteghe, alcuni bambini giocavano fra loro; il carro proseguì fino a fermarsi innanzi alla Gilda. Con l’aiuto di Grumbo le due ragazze fecero scendere i loro passeggeri e li condussero all’interno. Appena entrata, Gray si fermò ad osservare quel posto. Non sapeva bene nemmeno lei cosa aspettarsi, ma quello che vide la sorprese. Una grande sala con alcuni divanetti e tavolini, un bancone da locanda, alcune bacheche e un altro bancone dietro al quale vi erano tre persone, due uomini e una donna. Attorno, seduti ai tavolini o sui divani, piuttosto che in piedi nei pressi del punto di ristoro, vi erano numerose persone con armi e armature delle diverse fogge, decisamente gli stereotipi dei classici avventurieri. Nessuno dei presenti badò a lei o la degnò di uno sguardo. Sempre più incuriosita la ragazza si avvicinò ad una delle bacheche. Vi erano diversi fogli riportanti diverse tipologie di incarico e la relativa ricompensa offerta. Vi era un po’ di tutto: scorta, recupero di oggetti, pulizia di rovine e templi abbandonati. Sorrise, le sembrava di essere alla fiera dello stereotipo, ma in fondo quello era il mondo in cui viveva. Si sentì una mano posarsi sulla spalla, Gray trasalì, fece uno scatto girandosi, portò in avanti al mano destra e quella sinistra, aperta, all’altezza del fianco, le dita di entrambe le mani iniziarono a illuminarsi di verde, poi vide che si trattava di Maya. - Scusa, non volevo spaventarti… Gray si rilassò. - Non gradisco molto essere toccata. - Terrò presente, ora vieni, ti devi iscrivere per entrare nella Gilda, hanno bisogno di alcuni tuoi dati, che io non conosco. Gray annuì. Le due ragazze si avvicinarono al bancone con i tre umani, innanzi a loro vi era un uomo di mezz’età dai capelli brizzolati. - Bene signorina, ho bisogno di poche cose: nome, razza, precedente occupazione e attuale specializzazione. Gray sollevò un sopracciglio. - Se proprio devo. Gray, non ho altri nomi, umana, almeno credo. Fino a un paio di mesi fa facevo la becchina. Conosco le arti magiche. - Arcane o divine? - Entrambe. L’uomo sollevò lo sguardo e fissò per un attimo la ragazza, si sistemò gli occhiali e riportò sul modulo la risposta ricevuta. - Ora una sua firma qui. – Disse porgendo una penna di corvo e il foglio alla ragazza, che, seppur titubante, prese e firmò. – Bene è tutto a posto. Al vostro prossimo incarico non dimenticate di indicarci il nome che avete scelto per il vostro gruppo… “Lupi d’argento”. Alla prossima. –Congedò l’uomo archiviando i fogli. Le due ragazze si spostarono recandosi a un tavolino. - “Lupi… d’argento”? - Domandò Gray. - Scusa ma è la prima cosa che mi è venuta in mente, considerando che è il colore dei nostri capelli, ma se non ti piace possiamo cambiarlo… - No, no… va bene. Solo che… - Gray si guardò le mani inguantate – Spero di non recarti problemi… Dopo aver mangiato qualcosa si diressero verso la bacheca per vedere se ci fosse qualche annuncio adatto ad inaugurare la loro collaborazione. Fra tutte le offerte ve ne era una che attirò l’attenzione di Maya: una stazione di posta stava subendo un’estorsione sotto minaccia. I banditi venivano a riscuotere settimanalmente e stavano portando al fallimento la stazione di posta e relativa foresteria. Maya staccò il foglio e si recò al bancone per farsi accreditare l’incarico. Svolte le formalità burocratiche, uscirono dall’edificio della Gilda. - Purtroppo dovremo andare a piedi, o chiedere un passaggio, non ho cavalli e non ho i soldi per comprarne uno. – Disse Maya - … e io non so cavalcare. – Aggiunse l’altra. Le due si avviarono verso la piazza centrale della città dove, speravano, di trovare un carro che le conducesse se non a destinazione, almeno in sua prossimità. Nella grande piazza vi erano diverse bancarelle che vendevano razioni da viaggio, souvenir, armi semplici e leggere per autodifesa e quant’altro sarebbe potuto tornare utile durante un viaggio. Allineati accanto a una lunga aiuola alberata vi erano sei gradi carri, ognuno dei quali era trainato da quattro cavalli. All’inizio dell’aiuola, sotto l’ombra di una grande quercia, vi era una casupola. Accanto alla porta vi era una bacheca con segnati gli orari di partenza dei carri, le loro destinazioni e relative tariffe, dal lato opposto della porta vi era un’ampia mappa del territorio con segnati i percorsi e le fermate dei carri. Le due si avvicinarono alla mappa e, scorrendola col dito, cercarono la stazione di posta verso la quale erano dirette. - Eccola! – Esclamò Gray – “Avamposto di Orlov” – lesse – e siamo fortunate fa da luogo di sosta per il carro diretto a Pitax, e abbiamo… - la ragazza sollevò la testa per guardare la grande torre dell’orologio che sovrastava la piazza – circa un’ora prima che parta. - Bene, allora iniziamo a prendere i biglietti, poi attenderemo. Maya entrò nella casupola, l’interno era anche più piccolo di quanto si sarebbe detto osservandola da fuori. Due panche, alcune locandine, e un bancone con dietro un vecchio. - Due biglietti per l’avamposto Orlov, per favore. L’uomo non disse nulla, prese un blocchetto di carta e ne strappo due foglietti che porse a Maya. - Sei monete d’oro. Maya aggrottò la fronte e pagò. Era più di quanto pensava, avrebbero dovuto risparmiare sul mangiare per rientrare nelle spese. Raggiunta la propria compagna e individuato il carro che le avrebbe portate a destinazione, si sedettero su una panchina e attesero osservando il movimento delle persone, l’arrivo di nuovi carri, amanti che si ritrovavano dopo giorni o mesi di lontananza, persone che andavano via tristi per non aver trovato chi speravano. Giunse il momento della partenza. Il carro era abbastanza grande, esternamente aveva due file di panche nella parte anteriore per i due cocchieri e l’uomo di scorta, dietro di queste vi era un vano per i bagagli e infine il carro vero e proprio. Maya sistemò il proprio pesante zaino nel vano del carro, poi si portò sul retro dello stesso e aiutata da una scaletta vi salì.. L’interno non era il massimo della comodità: due panche di legno di cui una sola imbottita, erano disposte sui lati del carro vicino al vano di carico, ed occupavano il carro per metà della sua lunghezza, su ognuna di esse potevano trovar posto due persone, per gli altri viaggiatori gli unici posti erano a diretto contatto con il fondo del carro. Le pareti erano in legno e alte poco più di un metro, poi degli archi in metallo tenevano una copertura in tela che completava la struttura del carro. Quando le ragazze salirono, le due panche erano già occupate. Su quella imbottita vi era una coppia di elfi, forse marito e moglie, di fronte ad essi vi erano due uomini. Gli altri occupanti del carro erano un tiefling con una lunga spada e armatura scura e un mezz’orco armato di ascia, sulla schiena portava un grosso scudo di legno. “Avventurieri?” si domandò Maya osservandoli. Il carro partì con una scossa. Rapidamente lasciarono la città inoltrandosi nella campagna circostante. Gray osservò i suoi compagni di viaggio. I due uomini sulle panche erano intenti a leggere dei quaderni pieni di numeri, i due elfi si tenevano per mano e lei si era addormentata poggiando la testa sulla spalla di lui. Per un attimo ne fu invidiosa. Istintivamente spostò la propria attenzione sui due avventurieri. Se ne stavano uno di fronte all’altro con le braccia conserte e gli occhi chiusi, forse stavano dormendo anche loro. Maya invece guardava il paesaggio sfilare dietro di loro. Il sole iniziò a calare e il carro si fermò. Il cocchiere si girò verso l’interno del carro. - Ci fermiamo per far riposare i cavalli e cenare, poi riprenderemo il viaggio. Nel frattempo sistemeremo i letti in modo che possiate dormire durante la notte. I viaggiatori scesero dal carro e iniziarono a muoversi per sgranchirsi le gambe e rilassarsi un po’. Gray volse lo sguardo verso il cielo. Infinito e stellato, delle strie di stelle cadenti fecero la loro breve apparizione. Nel frattempo il personale del carro slegò i cavalli e approntò una cucina da campo, iniziando a preparare una zuppa. In lontananza si udì l’ululato di alcuni lupi. A quel richiamo l’elfa si strinse di più al proprio compagno che la cinse con un abbraccio. Nuovamente nel vederli, Gray si portò una mano al petto e sospirò. I due avventurieri si diedero da fare ad aiutare l’equipaggio del carro mentre i due uomini, forse, d’affari, si erano già seduti al tavolo in attesa della cena. Maya si guardò attorno. Erano in aperta campagna, in uno spiazzo di erba bassa e terra battuta accanto alla strada. Ad entrambi i lati della strada l’erba era più alta, sparpagliati vi erano diversi cespugli e qualche pianta isolata. - E’ pronto! – Richiamò infine il cocchiere. Maya guardò un’ultima volta la campagna oltre la via e si diresse al tavolo. Durante la cena, i viaggiatori iniziarono a socializzare maggiormente fra loro. I due avventurieri erano diretti a Pitax in cerca di fortuna, i due elfi, marito e moglie, stavano invece intraprendendo un lungo viaggio la cui meta finale era Absolom, mentre i due uomini erano mediatori per un grosso affare nel Cheliax, ma non vollero dire di cosa si trattasse. Terminata la cena e lasciati riposare i cavalli a sufficienza, il cocchiere invitò i viaggiatori a rientrare nel carro. Gray fu la prima a raggiungerlo, poggiò un piede sulla piccola pedana, afferrò una sponda e si tirò su, appena vide l’interno si bloccò. Nel cassone del carro erano state disposte quattro ampie assi all’altezza delle panche, ed altre due poco più in alto appoggiate ai bordi in legno del carro, sulle assi erano state sistemate delle coperte. Si girò e si rivolse al cocchiere. - Mi scusi, ma qui ci sono solo sei, definiamoli, letti, mentre noi siamo in otto. - Mi spiace, dovrete adattarvi. - Io e mia moglie staremo nello stesso letto – disse l’elfo. - Io non divido il letto con nessuno, e prendo quello in alto – disse uno dei mercanti subito imitato dal suo socio. - Noi – specificò il tiefling – occuperemo i due vicino al bordo, come potete vedere date le dimensioni del mio compagno di viaggio, diversamente sarebbe impossibile. - Qu…quindi io dovrei dormire con la mia compagna di viaggio…? - Ci stringeremo – Commentò Maya. - I..io non posso – rispose mesta Gray. – Mi arrangerò a stare davanti con i cocchieri. - Come preferisci. – Rispose perplessa Maya. Gray senza aggiungere o dire altro, scese dal carro e si portò nella parte anteriore, i tre uomini dell’equipaggio non fecero alcuna obiezione, si sistemarono tutti e tre sulla prima panca lasciando la seconda a Gray, a cui diedero una coperta per ripararsi dall’umidità della notte. Il carro riparti e i suoi passeggeri rapidamente si addormentarono. Gray si sentì chiamare. A fatica aprì un occhio. - Signorina – disse la voce del cocchiere – siamo arrivati all’avamposto Orlov. Il carro si ferma qui per il resto della notte per far dormire i cavalli, e voi potrete dormire in un letto decente… - S…sì… grazie – rispose la ragazza con la voce impastata dal sonno, poi vide che gli altri passeggeri erano già scesi e stavano prendendo i propri bagagli. Scesa dal carro osservò il luogo. Doveva essere un vecchio avamposto militare. Erano all’interno di una palizzata di legno ai cui angoli sorgevano quattro torri quadrate. Vi erano poi tre piccoli edifici. Una era la stalla, poi vi era un piccolo edificio in muratura i cui muri, in prossimità del tetto, avevano diversi fori quadrati, infine vi era un edificio a due piani a forma di L con alcune finestre illuminate. - Vieni? – L’invitò Maya. Gray annuì e seguì l’amica all’interno della stazione di posta.
  9. Sonya Se penso che volevo bere il sangue di questo schifo mi vengono i brividi! Bene schifido umano rinsecchito... a noi due! Afferro saldamente la mi arma e colpisco la creatura. master
  10. Con il supporto della milizia giutna nel frattempo, riuscite ad eliminar ei non morti che stavano risalendo la china. Di fatto fra voi e il, presunto, necromante, la strada è libera per circa 300 metri. Iniziate a percorerla quando le stelle iniziano ad essere oscurate da una densa coltre di nubi scure spesso illumianate da fugaci lampi violetti. Il rombo di diversi tuoni irrompe nella valle.
  11. Riuscite a percorrere agilmente i primi 100 metri che vi separano dal tizio avvolto dal mantello, quando le stelle iniziano ad essere oscurate da una densa coltre di nubi scure spesso illumianate da fugaci lampi violetti. Il rombo di diversi tuoni irrompe nella valle.
  12. Il golem intanto ritorna indietro nel suo, apparentemente, infinito pattugliare il corridoio
  13. Guurgak Riesco a conquistare la fiducia di Maglio e mi segue fino all'accampamento. Sento che gli spiriti mi hanno accolto nuovamente fra di loro e Maglio ne è il messaggero. Accompagno il mio nuovo amico attraverso il campo fino a raggiungere il luogo dove sono gli altri animali. Immagino che abbia fame, e lì potrà trovare un po' di erbe racoclte anche per il nostro bestiame. Lo osservo. Per quanto possa avere la pelle dura, un dardo umano lo ha ferito, devo proteggerlo. Chiederò se qualcunos a come fargli un'armatura in cuoio per proteggerlo meglio.
  14. Nel frattempo Eri si mette a cuocere sul fuoco alcuni pezzi di carne delle vostre razioni.
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