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Prima missione - Per una giusta causa
Therathyn Dralanthis si irrigidisce visibilmente quando Raskva pronuncia il nome di Myth Nantar. Le sue dita affilate, che stavano per sfiorare le pesanti sacche di cuoio di squalo tese dalla guerriera, si fermano a mezz'aria. Raskva sfrutta ogni briciolo della sua sensibilità e del suo addestramento sul campo per analizzare la reazione dell'elfa, mentre poggia le borse sul tavolo @ Ravska La sacerdotessa ritira lentamente le mani, intrecciandole nelle ampie maniche cerulee. Abbassa lo sguardo sul tavolo, evitando per un istante il contatto visivo diretto con Raskva. Myth Nantar... sussurra Therathyn, e la sua voce eterea per la prima volta perde un briciolo della sua fermezza magica. Allora il destino ha trovato la sua strada nonostante i miei sforzi per deviarlo. Sì, conosco la città sommersa. E conosco il nome con cui gli elfi acquatici chiamano quelle fanciulle: le Spose della Marea. James fa un passo avanti, abbassando il tono di voce per non farsi sentire dalle due dirette interessate sulla panca. Lo sciamano parla della profezia e del fatto che il riscatto legale non fermerà mai le bramosie del mercante pirata. A quelle parole, la Somma Sacerdotessa solleva di scatto la testa. I suoi occhi elfici brillano nella penombra dei bracieri di rame, fissandosi prima su James e poi sulle gemelle, che sono rimaste immobili. L'elfa bionda stringe convulsamente la mano della sorella tiefling, e le grandi corna nere di quest'ultima intercettano la luce rossastra del fuoco mentre entrambe tendono l'orecchio, capendo che si sta decidendo del loro futuro. Non vi ho mentito, agenti. Ho solo tentato di proteggerle dall'avidità della terraferma...dice Therathyn, parlando a bassa voce, facendo eco alla cautela di James. Sapevo che quel vecchio pirata aveva scoperto la loro stirpe. Tutta questa faccenda del debito dei Blissen è stata orchestrata pezzo dopo pezzo per incastrare il tempio e costringerci a cederle quando i termini legali sarebbero scaduti. Non si fermerà davanti a una borsa d'oro, avete ragione. Troverà un altro pretesto, un altro cavillo, o assolderà dei mercenari per prenderle con la forza lungo le strade di Tsurlagol. L'elfa guarda le borse di cuoio di squalo bagnate sul tavolo di pietra, poi sospira, arrendendosi all'evidenza. Se a Myth Nantar sanno del loro risveglio, e se avete stretto un patto con le autorità degli abissi, allora la superficie non è più un luogo sicuro per loro. Questa notte stessa, gli sgherri del porto hanno iniziato a muoversi in modo insolito; per questo le mie sorelle stanno sbarrando le porte. Temo che il pirata abbia capito che vi stavate muovendo troppo in fretta e stia pianificando un colpo di mano prima che il Concilio possa registrare il pagamento domani mattina. La Somma Sacerdotessa se volta verso la panca. La gemella tiefling si alza in piedi con un movimento fluido e fiero, stringendo il ciondolo a forma di insetto verde che porta al collo. I suoi occhi verdi penetranti si piantano in quelli di James. Vogliono mandarci nell'oceano, Lyra...dice la tiefling alla sorella bionda, la voce ferma ma carica di un'emozione profonda. Il posto di cui parlava la mamma nei suoi diari. Sotto la marea. Therathyn torna a guardare Raskva e James, l'espressione solenne. Accetto il vostro oro come deposito sacro. Domani mattina lo presenterò al Concilio, ma le ragazze non aspetteranno l'alba a Tsurlagol. Se avete intenzione di proteggerle, dovete portarle via adesso, sfruttando il favore della notte e della tempesta prima che gli uomini del porto circondino l'intero quartiere. La Somma Sacerdotessa elfa batte due volte le mani. Dai veli scuri che coprono le nicchie laterali della stanza sotterranea, si fanno avanti in silenzio due figure slanciate e letali. Sono le sue guardie del corpo personali , due elfe scure...la loro pelle d'ebano risalta contro le armature di cuoio borchiato scuro e i mantelli argentati che portano sulle spalle. Impugnano spade ricurve e sui loro pettorali d'acciaio è inciso il simbolo della spada d'argento davanti alla luna piena, il vessillo delle drow devote a Eilistraee, la dea della danza e della redenzione. I loro sguardi sono freddi, determinati e abituati alle imboscate notturne. Loro due vi scorteranno fuori dal santuario...dichiara fermamente Therathyn, indicando le due guerriere drow. Conoscono ogni passaggio sotterraneo e ogni vicolo buio di Tsurlagol per evitare le vedette del porto. Vi aiuteranno a coprire i fianchi e a portare le Spose della Marea sane e salve ovunque dobbiate condurle per lasciarvi la città alle spalle. Andate, e che la Vergine della Luna guidi i vostri passi nell'oscurità. @ Tutti
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Quando le tue dita sfiorano la carne fredda del fanciullo e pronunci la sommessa preghiera a Labelas Enoreth, una strana, debolissima vibrazione attraversa l'aria del campo... le ombre proiettate dal fuoco sui carri sembrano allungarsi per un istante, e sotto le tue palpebre, grazie ai tuoi sensi risvegliati, il mondo si tinge di sfumature invisibili ai mortali... vedi i filamenti violacei sotto la pelle del piccolo brillare di una luce instabile, caotica, e ti rendi conto che la corruzione che lo sta consumando non è una malattia della carne, ma un'alterazione energetica attiva... è energia magica impazzita che ha subito una mutazione, compressa e deformata dalla vicinanza con il suolo profanato... la tua supplica al Dio del Tempo non ottiene un miracolo immediato, ma avverti una sottile, lontana eco di calore... la luminescenza argentea sotto la tua pelle pulsa debolmente, e al tuo tocco il ragazzino emette un profondo sospiro, mentre il brivido di gelo che gli scuoteva il petto sembra finalmente placarsi... lo hai stabilizzato, arrestando il processo degenerativo per la notte, ma la Trama sfilacciata in questo luogo continua a premere contro di lui... Il religioso osserva i tuoi gesti con gli occhi spalancati, stupito dalla dignità mistica dei tuoi movimenti e dal modo in cui il fanciullo ha risposto alla tua vicinanza... fa un profondo inchino con il capo, portandosi la mano destra al petto, sopra il simbolo delle catene spezzate... Il mio nome è Corin, fratello... o semplicemente Fratello Corin, se preferisci... dice l'uomo con i paramenti logori, la cui voce trema leggermente per l'emozione, sono solo un umile servitore di Ilmater, il Dio Piangente che si fa carico delle sofferenze del mondo... la mia storia è breve e priva di gloria... ero un novizio in un monastero del Cormyr, ma l'anno scorso, quando i cieli hanno tremato e i sacerdoti anziani sono impazziti per il silenzio degli dèi, ho capito che il mio posto non era dietro mura di pietra a pregare, ma qui, sulla strada, dove il dolore è reale e nessuno asciuga le lacrime dei disperati... ho raccolto questo piccolo, Pip, tre giorni fa, abbandonato dai suoi stessi genitori terrorizzati da ciò che gli è accaduto nella gola... e avevi ragione, Silyndor... sento anch'io che questa terra spoglia sta continuando ad avvelenarlo... dobbiamo portarlo via prima possibile... Dall'altro lado del fuoco, la donna ti fissa dritto negli occhi, sostenendo il tuo sguardo fiero con una fermezza che parla di anni passati a difendersi da sola sulle piste commerciali... alle tue parole sul passato dell'Alta Brughiera ha un sussulto impercettibile, ma l'offerta della tua spada e il sollievo dato a Pip sciolgono l'ultima linea della sua diffidenza... lascia cadere i finimenti del cavallo sulla cassa, ripulendosi le mani sui pantaloni di cuoio... Io sono Lyra... Lyra Thorne... dice la donna, e per la prima volta la sua voce roca perde quella spigolosità aggressiva per farsi più umana, questi carri e il vecchio cavallo da tiro sono miei, così come le poche merci che sto cercando di portare a Secomber prima che i briganti o le tasse di qualche gilda me le portino via... non mi interessa se parli come un vecchio cronista uscito da un libro di miti o se i tuoi modi ti fanno sembrare un po' strano, Silyndor... stasera hai dimostrato di avere un cuore, e una lama in più lungo la pista verso ovest vale più di tutto l'oro del Trono di Ferro... viaggerai con noi, e dividere il pane sarà un onore... A quel punto, l'uomo anziano che non aveva mai smesso di fissare le braci calde solleva lentamente la testa... le sinedita nodose smettono di artigliare l'icona di legno di Silvanus, e un barlume di lucidità sembra farsi strada nel suo sguardo vitreo... vi osserva uno a uno, per poi rivolgersi a te con un tono basso, quasi sottomesso... Il mio nome è Daran... borbotta il boscaiolo, la voce incrinata dal ricordo del fuoco che gli ha consumato la vita l'anno precedente, ero un uomo della terra, prima che la Magia Matta bruciasse la mia fattoria e si prendesse tutto ciò che avevo... se dite che dobbiamo andarcene da qui, io vi seguirò... non ho una spada, ma conosco il legno e so come leggere i sentieri quando la nebbia si fa troppo fitta... non lasciatemi indietro... Il cerchio si è finalmente chiuso e attorno al fuoco dell'Ancora di Pietra i perfetti sconosciuti sono diventati compagni di viaggio... Fratello Corin accoglie le parole del vecchio boscaiolo con un cenno comprensivo della testa, mentre Lyra, con un gesto pratico che spezza la solennità del momento, porge anche a Daran una scodella di brodo per scaldarlo... consumate il pasto quasi in silenzio, lasciando che le ultime ore del crepuscolo scivolino via tra i sussurri stanchi e il rumore rassicurante dei cavalli che masticano il fieno dietro i carri... i tuoi compagni si sistemano faticosamente per la notte, cercando un po' di riparo dal vento implacabile che continua a sferzare le palizzate di legno... Il silenzio torna a scendere sull'Ancora di Pietra, ma è un silenzio diverso, meno pesante, rotto solo dallo scricchiolio metodico del legno che si consuma tra le braci... Lyra torna ai suoi finimenti con movimenti più calmi, mentre Fratello Corin si siede di nuovo accanto al ragazzino, poggiando la schiena contro la ruota del carro senza mai distogliere lo sguardo vigile dalle ombre oltre la palizzata... Daran si rannicchia nel suo mantello, stringendo ancora l'icona protettiva, ma il suo respiro si fa finalmente più regolare, quasi a voler assecondare il sonno profondo che ha preso il piccolo Pip... La nebbia dell'Alta Brughiera continua a premere contro i carri, densa, umida, colorata a intervalli regolari da quei bagliori violacei che scivolano silenziosi tra le nuvole... il freddo della notte inizia a farsi strada sotto i vostri abiti, ricordandoti la tua nuova e sgradevole fragilità biologica, quel bisogno viscerale di calore che un tempo ignoravi... Poi, all'improvviso, nel cuore della notte, il silenzio viene incrinato da qualcosa di insolito... non è il rumore di passi o il ruggito di una fiera, ma un suono cristallino, simile al rintocco di mille minuscole campane d'argento che vibra direttamente dal terreno... Prima che tu possa muoverti, vedi le pietre che delimitano il cerchio del fuoco iniziare a mutare... sotto l'effetto della Trama sfilacciata e della vicinanza con il fanciullo ferito, il calore delle braci scatena una reazione imprevista... la roccia calcarea grigia comincia a trasudare minuscole gocce di un liquido luminoso e fosforescente, che evapora a contatto con il fuoco emanando un fumo denso che profuma intensamente di petali di rosa e incenso astrale... un odore che appartiene ai giardini dimenticati della tua giovinezza ad Arvandor, un'anomalia che spezza la puzza di fango e sudore del mondo mortale... Daran si sveglia di colpo, fissando il fumo profumato con gli occhi sbarrati dal terrore, mentre Lyra scatta in piedi stringendo l'impugnatura del pugnale e Fratello Corin si scherma il volto con una mano, guardandoti con un misto di devozione e paura... la terra sotto di voi sembra aver risposto alla tua preghiera, o forse ha solo rigurgitato un frammento del passato che custodiva tra le sue crepe... @
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TdG - Avventure in DnD 3
Nethlypsis Alrishkmel Vyravys , Tielfing (nata da genitori elfi) stregona sangue di drago Oh e finalmente un collegamento....dico dopo aver sentito le parole del vecchio bibliotecario e comunque...dico poi verso il nuovo bibliotecario con voce stizzita...io stavo cercando proprio i libri che parlavano delle profezie elfiche... perciò potresti dirci a chi hai venduto i libri , quelli sugli homunculi e quelli sulle profezie... @ DM
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Topic di Servizio -Oltre l'Oblio
@Monkey77 Si per sapienza magica Si per il cambio di arma
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La luna crescente
La disciplina del gruppo si rivela impeccabile sotto lo sguardo severo di Kaelen. Zarath si muove come un predatore che impara un nuovo territorio: i suoi occhi da nomade assimilano ogni scarto laterale della guida, decifrando come la cenere si accumula diversamente sulle sacche di gas rispetto alla roccia solida. Quando il tiefling indossa le sue lenti dell'aquila, la nebbia sulfurea sembra diradarsi. Il suo maglio è già saldo in pugno mentre scivola dietro un masso poroso. Poco distante, Fiore Della Giungla svanisce letteralmente alla vista: la sua armatura mimetica si fonde così perfettamente con le scaglie di pietra grigia che persino il cacciatore deve battere le palpebre due volte per ritrovarla. Devras si rannicchia stringendo il bastone, immobile e concentrato. Shamàsh, premuroso fino all'ultimo per la coesione della fila, si assicura che tutti siano coperti prima di scivolare a sua volta nell'ombra. Il paladino soffoca un colpo di tosse dietro lo scialle di tessuto pesante: muoversi con armature pesanti e ferraglia in questo silenzio di tomba è un'impresa, e i sassi sotto i suoi stivali mandano un debole scricchiolio prima che riesca a stabilizzarsi. Kaelen avverte quel piccolo rumore e stringe i denti, rimanendo piatto contro la parete di roccia. Ormai, però, la minaccia è sopra di voi. Grazie alle lenti dell'aquila e all'incredibile prontezza di Fiore, riuscite a vedere chiaramente la fonte di quel suono metallico prima che vi sia addosso. Dalla gola fumosa emerge una figura grottesca e imponente. È un Costrutto di Scarto, un'aberrazione di ferro arrugginito, piastre saldate male e ingranaggi scoperti, alta più di due metri. La creatura avanza barcollando sulle sue gambe asimmetriche, ma la parte più terrificante è il suo nucleo , una fornace ardente incassata nel petto, che sputa fumo nero e scorie incandescenti a ogni passo ritmico. Il mostro non vi ha visti. Sta seguendo la traccia del sentiero, calpestando i cumuli di cenere profonda con la sua mole pesante. Ma proprio mentre si trova a metà strada tra il nascondiglio di Zarath e quello di Fiore, la creatura si blocca. La sua testa fatta di grate di ferro ruota di scatto verso la roccia dove si è rifugiato Shamàsh, attratta dall'eco di quel guscio di metallo che ha toccato la pietra. La fornace nel suo petto brilla di un rosso più vivo, emettendo un fischio di pressione surriscaldata. Kaelen vi lancia un'occhiata fulminea di profilo, sollevando tre dita della mano libera. Vi sta indicando i tre punti ciechi sui fianchi della macchina. Il cacciatore sblocca silenziosamente la lama mezza seghettata. Il fattore sorpresa è ancora dalla vostra parte, ma avete solo un istante prima che il costrutto inizi a bruciare l'area. @ Disposizione per lo scontro @ Tutti
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Il Tempo dei Perduti
Un pesante silenzio cala sulla passerella di pietra, le guardie dell'Abbazia non abbassano i balestroni ma lo sguardo del vecchio sacerdote si fa incredibilmente acuto mentre soppesa le parole di Erika e Shage, muovendosi lentamente lungo il camminamento per studiarvi dall'alto... La postura fiera di Erika, che maschera la voce con impeccabile fermezza marziale, e l'eloquenza calibrata di Shage colpiscono nel segno, offrendo al prelato l'unica moneta preziosa in un momento di paranoia militare, ovvero una prova formale ed indiscutibile... A quel punto anche Akseli si fa avanti con estrema lentezza per non allarmare le sentinelle, mostrando la pergamena sigillata del Lord con movimenti calmi e ben visibili, offrendo la sua spiegazione accademica e rispettosa che cita esplicitamente Highmoon, Lord Ulath e il legame tra l'oscurità che vi perseguita e la minaccia drow... Sentire il nome del Lord e il riferimento a quelle forze occulte apre una visibile crepa nella rigidità del sacerdote... solleva una mano corazzata facendo un breve cenno ai balestrieri, che pur rimanendo in posizione allentano la tensione sui grilletti, e si sporge leggermente dalla passerella, fissando gli occhi prima sulla pergamena e poi sull'araldica del capitano: Un Dragone Purpureo del Cormyr, un bardo che viaggia sotto le insegne di Highmoon e parole che portano il peso dei dotti... tempi folli richiedono davvero strane alleanze... Fratello Joshua, cala il cesto dei messaggi alla corda est, prendete la pergamena dei viandanti... e che nessuno tocchi le armi finché non avrò spezzato quel sigillo di cera. Pochi istanti dopo, un piccolo cesto di vimini legato a una corda di canapa scivola lungo la pietra chiara della cinta muraria, dondolando a pochi metri da voi e dal cavallo di Vaulath, che sbuffa nervoso per il freddo... Mantenendo i movimenti calmi e controllati, posate il lasciapassare nel cesto, che viene recuperato rapidamente lassù, dove il sacerdote riceve il documento, rompe il sigillo con la punta di un pugnale ed esamina le righe scritte di pugno dal Lord... I suoi occhi scorrono il testo per lunghi secondi, confrontando la grafia e la cera con formule che evidentemente conosce fin troppo bene, e quando rialza lo sguardo la severità sul suo volto svanisce, sostituita da una cupa e profonda preoccupazione mentre osserva i vostri mantelli logorati dal gelo parassitario, comprendendo la gravità di ciò che Akseli ha appena accennato...Il sigillo è autentico, siete ciò che dite di essere e la parola del Lord non si discute, nemmeno quando le ombre strisciano tra i granai... chiedo venia per la mia durezza, capitano Vaardenberg, e a voi, mastro mago... ma Chauntea ci impone di proteggere il seme della vita con ogni mezzo quando i parassiti della notte assaltano il raccolto... Levate le sbarre! Aprite il portone della Casa del Raccolto e fate strada ai cavalli verso le stalle calde dell'ospizio! Con un sordo stridore di catene e il pesante scatto dei chiavistelli di ferro, i monumentali battenti di bronzo dell'Abbazia iniziano a ruotare verso l'interno, rivelando la monumentale tenuta fortificata dell'Abbazia del Fascio Dorato...oltre la soglia, l'aria profuma di fieno asciutto, legna bruciata e pane appena sfornato, un contrasto quasi violento con l'angoscia geometrica e il freddo innaturale che vi ha perseguitato lungo la Moonsea Ride. Mentre alcuni novizi accorrono per prendere le redini dei vostri cavalli da tiro, visibilmente rigidi e scossi dal viaggio, la figura imponente vista sulle mura scompare dal camminamento di guardia per scendere i gradini di pietra del cortile, venendovi incontro a piedi nudi sul selciato parzialmente ripulito dalla neve, incurante del freddo, avanzando con passo solenne... Da vicino, la sua armatura di piastre lucide mostra i graffi recenti di lame sottili, e il pesante martello d'arme che pende dalla sua cintura emana una debole aura di magia divina... L'uomo si ferma a pochi passi da voi, incrociando i polsi sul petto nel tipico saluto dei devoti di Chauntea, restituendovi il documento... Il mio nome è Fratello Derim Whiteshield, custode di questa Casa del Raccolto... le parole del Lord di Mistledale descrivono una minaccia insolita, ma ciò che ho sentito dalle vostre bocche, quello che vedo nei vostri occhi e il logorio che vi portate addosso parlano in modo ancora più chiaro... siete scampati a qualcosa che va ben oltre una semplice bufera invernale... le mie guardie vigileranno sui vostri animali, voi venite con me... troppo sangue è stato versato nei campi esterni a causa dei drow del Casato Jaelre, e se ciò che custodite ha a che fare con la corruzione che sta avvelenando questa terra, come il vostro mago ha giustamente intuito, dobbiamo parlarne dove le orecchie degli elfi scuri non possono arrivare... Fratello Derim vi fa strada attraverso il cortile, superando i granai blindati e i camminamenti presidiati dai balestrieri, conducendovi fino al cuore del massiccio edificio dell'ospizio... Superata una pesante porta di quercia rinforzata, l'eco della bufera svanisce del tutto e vi ritrovate in una sala privata dalle spesse mura di pietra chiara, dominata da un imponente camino in cui un grande ceppo di quercia brucia con vigore, diffondendo un calore intenso, vivo e rassicurante... I vostri mantelli iniziano finalmente a scongelarsi, gocciolando sul pavimento, mentre la morsa parassitaria che vi ha oppresso l'anima per due lunghi giorni comincia a cedere sotto i colpi del calore sacro del tempio... Il chierico si toglie il pesante mantello di lana, si siede stancamente su una panca di legno di fronte al focolare e vi indica i seggi vicini alla fiamma, fissando infine lo sguardo sui vostri bagagli, pronto a scoprire quale oscuro segreto vi ha spinti fin qui...Sedetevi e scaldatevi le ossa... ora, davanti a questo fuoco, raccontatemi ogni cosa... @ Tutti
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Topic di Servizio
@L_Oscuro dovresti postare .
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Un Futuro Migliore
Dardan ha risposto a Alonewolf87 a un discussione Discussioni in Ritorno al Tempio del Male ElementaleGarok Fireheart , mezzo gigante combattente psionico In locanda
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Vento di Sangue 2 - Parte 2
Freydis del clan dell'orso nero Io non ho mai creduto che avrebbe mantenuto la parola...ma di certo il villaggio non può imbarcarsi in una guerra contro gli uomini pesce è andata bene solo perchè noi eravamo qui , meglio a questo punto accordarsi... vedremo comunque quello che porteranno per riavere il corno , e speriamo che il re si faccia vedere...
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Nuove Reclute (Gruppo 2)
Maybelle Petit Non pensavo che i fantasmi potessero parlare...dico sapendo bene che è un campo a me ignoto... poi mi rivolgo al fantasma...Siamo dei cavalieri e come dice il mio compagno ti aiuteremo...
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Le tue parole cadono sul cerchio del fuoco come pietre pesanti, cariche di un'eco che non appartiene a questo secolo... l'anziano boscaiolo smette di borbottare, sollevando lo sguardo vitreo verso di te, mentre la donna interrompe del tutto il rammendo delle cinghie di cuoio, stringendo gli occhi nel tentativo di decifrare quei nomi incomprensibili... Vyshaantar... Miyeritar... suonano nella loro lingua come parole fatte di sassi e foglie secche, suoni persi in un passato di cui nessuno, tra la gente del popolo, conserva più nemmeno la leggenda... Quando tiri fuori il pezzo di legno intagliato a forma di falce di luna, confessando quel vuoto opprimente e parlando del silenzio del tuo dio come se fosse una presenza quotidiana, tra i presenti scende un silenzio denso, interrotto solo dallo scoppiettio della legna verde... per un uomo comune sentire la voce di un dio nella testa è il segno della follia o di una benedizione spaventosa, specialmente dopo che gli dèi hanno camminato nel fango della terra lasciando solo macerie... Il chierico vestito di stracci, tuttavia, non si ritrae... osserva il simbolo della luna con un rispetto profondo, quasi commosso, e un sorriso stanco ma sinceramente ospitale gli illumina il volto segnato... Se la tua spada è fedele alla giustizia di Corellon, Silyndor, allora non serve oro per viaggiare con noi... la pista è lunga e la brughiera non ha pietà dei solitari... dice il religioso, abbassando la testa con solennità prima di indicarti il corpo addormentato del fanciullo, avvicinati pure... la grazia dei Seldarine sarà anche distante, ma il Piangente accoglie ogni mano tesa a lenire il dolore... qualunque aiuto tu possa dare a questo piccolo è una benedizione... Ti sposti sulla paglia, avvicinandoti alle gambe del bambino... quando sfiori i lembi della coperta, avverti subito che non si tratta di una ferita comune... la carne intorno alle piaghe grigie è fredda, innaturale, e sotto la pelle i vasi sanguigni sembrano cristallizzati in minuscoli filamenti violacei... è l'impronta della magia selvaggia che ha deformato il tessuto della realtà, ma dentro di te, da qualche parte nei tuoi ricordi eterei, senti che quella distorsione sta reagendo con qualcosa di antico radicato nella terra... Mentre esamini il ragazzo, avverti lo sguardo della donna fisso su di te... ha ascoltato la tua domanda sulle comunità elfiche, e nei suoi occhi ibridi passa un'ombra di amara consapevolezza... si sporge in avanti, appoggiando i gomiti sulle ginocchia, e la sua voce scende di un tono per non farsi sentire oltre la palizzata... Comunità elfiche qui intorno? No, Silyndor... nell'Alta Brughiera non troverai templi splendenti o città del Popolo Gentilizio... i pochi elfi rimasti da queste parti si nascondono nel profondo del Bosco Nebbioso, a ovest, ma sono selvaggi... diffidenti... non amano gli umani e amano ancora meno chi viaggia con loro... la donna fa una breve pausa, lanciando un'occhiata d'intesa al chierico, prima di riprendere, se cerchi un sacerdote che sappia ancora leggere le stelle o che ricordi i vecchi dèi, la tua scommessa migliore è Secomber... c'è un vecchio quartiere lì, dove alcuni elfi si rifugiano prima di decidere se intraprendere la Grande Ritirata verso l'oceano... ed è proprio lì che siamo diretti... Il vento della brughiera torna a sferzare l'accampamento con un sibilo acuto, facendo oscillare i carri protettivi, mentre i lampi violacei nel cielo continuano a rischiarare la nebbia... la notte è appena iniziata, e per quanto ti senta debole e reciso dal tuo piano natio, per la prima volta dopo due mesi non sei più solo a guardare l'oscurità... @
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
La donna interrompe per un istante il suo lavoro con i finimenti del cavallo, ti squadra con i suoi occhi acuti, notando il modo fiero in cui ti muovi anche nella stanchezza, e ti passa una scodella di legno consumata, colma di un brodo di radici caldo e dal sapore decisamente terroso. Forse tutte e due le cose, allora... un po' di storie e un po' di tregua, risponde la donna, accennando un sorriso tirato che accentua la strana asimmetria dei suoi tratti, così alieni per la tua memoria antica ma così tremendamente concreti nella realtà di oggi...le strade sicure? Straniero, non credo esista più una strada sicura tra qui e il Mare delle Stelle Cadute... se resti sulla pista principale verso Secomber, rischi solo di imbatterti nelle pattuglie dei mercenari che chiedono dazi inesistenti, o nei disperati che hanno perso la fattoria l'anno scorso e ora cercano solo qualcosa da mettere sotto i denti... ma se ti addentri troppo nella brughiera... beh, lì ci sono cose peggiori dei banditi... cose che la terra ha sputato fuori da quando il cielo ha iniziato a bruciare di quei lampi viola... A quelle parole, l'uomo anziano seduto sul tronco ha un sussulto visibile, stringe l'icona di legno al petto con nodosa ferocia, continuando a fissare le braci come se temesse che un demone possa uscirne da un momento all'altro per ghermirlo... La Magia Matta...sibila il vecchio, la voce ridotta a un sussurro tremante e spaventato, ha infettato le colline... ho visto le pietre sanguinare due lune fa... gli dèi ci hanno abbandonati a noi stessi, o peggio, ci hanno lasciato in mano a quel nuovo macellaio che siede sul trono dei morti... Cyric... che la sua ombra non ci trovi mai... Frena quella lingua, vecchio, o attirerai davvero la sfortuna su questo campo, lo interrompe bruscamente la donna, tornando a tirare i lacci di cuoio con un gesto secco, anche se un brivido di autentica inquietudine le attraversa lo sguardo all'udire quel nome. Nel frattempo, l'uomo avvolto nei paramenti logori termina di stringere l'ultima fascia intorno alla caviglia del ragazzino, che ora sembra aver smesso di tremare e si addormenta appoggiando la testa su un vecchio sacco di tela... il religioso si solleva faticosamente, pulendosi le mani piene di cenere e fango su uno straccio, prima di incrociare il tuo sguardo con una calma profonda, intrisa di una compassione laica che risuona stranamente con il tuo antico istinto celestiale. Non ringraziarci per così poco, fratello...dice l'uomo dei paramenti, avvicinandosi al fuoco e sedendosi non lontano da te, mentre sul suo petto il simbolo delle mani giunte con i polsi incatenati oscilla leggermente...in questi tempi di sofferenza, negare il fuoco a un viandante significa condannarlo...e il Piangente ci insegna che il dolore condiviso è l'unico modo per non perdere la nostra umanità...chiedevi del ragazzo , non è stata un'arma a ridurlo così... tre giorni fa la sua famiglia stava fuggendo dalle terre dell'est, hanno attraversato una gola dove l'aria odorava di uova marce e i fulmini viola colpivano la roccia senza fare rumore... una di quelle saette ha colpito il terreno a pochi passi da lui, non lo ha bruciato, ma le sue gambe si sono ricoperte di piaghe grigie e la carne ha iniziato a farsi fredda come il ghiaccio , i suoi genitori sono fuggiti terrorizzati, scambiandolo per un maledetto , lo abbiamo trovato noi lungo la pista, abbandonato a morire... Il chierico lancia uno sguardo carico di tristezza verso il cielo plumbeo, dove un altro lampo violaceo solca silenziosamente le nuvole basse sopra l'Alta Brughiera... La Trama è sfilacciata, straniero, è instabile, e noi mortali ne paghiamo il prezzo... ma tu non sembri un mercante, né un semplice fuggiasco... cerchi qualcosa in questa terra desolata, oltre a un rifugio per la notte?
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Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong Guardo Caelum pronto a balzare sulle spalle di Chand, poi mi volto verso Kaerith, annuendo convinta alle sue parole. Hai perfettamente ragione Kaerith , lasciare Caelum da solo là dentro è troppo pericoloso, soprattutto con quell'odore di fumo nell'aria...sussurro, stringendo la presa sul mio scudo...Mandare avanti anche Gib per un'avanscoperta furtiva è un'ottima idea , è piccolo, sa muoversi senza farsi notare ed entrambi possono darsi manforte...Chand, reggi bene Celum e poi aiuta a salire anche Gib , noi rimaniamo qui sotto a coprire le spalle e pronte a seguirli. poi prima che i due inizino la scalata, faccio un passo avanti e allungo le mani per sfiorare prima la spalla di Caelum e poi quella di Gib, sussurrando una preghiera breve e intensa , una tenue e calda luce argentea, il tocco della Signora d'Argento, avvolge per un istante i miei due compagni. La Signora d'Argento guidi i vostri passi e le vostre mani...aggiungo in tono solenne, mentre il potere divino infonde in loro una rinnovata prontezza...Ora andate, e fate attenzione. @ DM
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Scheda personaggio
@Monkey77 Metti qui la scheda quando l'hai finita .
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Dardan ha iniziato a seguire Scheda personaggio
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Anno 1359 , 4 di Ches (inizio delle primavera) , confine nord dell'Alta Brughiera , Terre Centrali Occidentali Sono passati ormai due lunghi mesi da quando la tua prigione extradimensionale è andata in frantumi, scagliandoti senza pietà sul Piano Materiale...sessanta giorni di fango, fame costante e risposte disperatamente cercate nel silenzio assoluto e opprimente dei Seldarine. Per un essere millenario abituato alla purezza astrale di Arvandor, l’impatto con la carne è stato un trauma viscerale...hai dovuto imparare in fretta le spietate e rozze regole biologiche di questo nuovo Faerûn dominato dagli umani...hai provato per la prima volta il morso dello stomaco vuoto, il peso della gravità che affatica le gambe e la necessità di racimolare vestiti e monete di ferro per sopravvivere , sotto un pesante e ruvido mantello da viaggio, logorato dai rovi e dalla polvere delle strade, nascondi a fatica i tuoi lineamenti troppo fieri ed elfi, ma soprattutto quella debole e intermittente luminescenza argentea che ancora pulsa sotto la tua pelle , una cicatrice di luce sbiadita, ultimo ricordo del Ghaele che eri prima che il tuo cammino venisse spezzato. Il tuo vagabondare senza meta, guidato solo da frammenti di istinto e memorie perdute, ti ha spinto oggi nel cuore desolato dell'Alta Brughiera, lungo una vecchia pista commerciale battuta da carovane stremate , il cielo all'aperto è un'immensa volta plumbea, sferzata da un vento gelido che solleva banchi di nebbia umida dal terreno roccioso e spoglio , sopra di te, la coltre di nuvole non è normale , è perennemente striata da deboli, silenti e inquietanti bagliori violacei , non ci sono tuoni a seguire quei lampi magici, solo una palpabile tensione nell'aria, una vibrazione malata e instabile che sembra appestare e corrompere l'atmosfera stessa della brughiera. Nel tardo pomeriggio, mentre la debole luce solare cede definitivamente il passo a un crepuscolo grigio e nebbioso, incroci un punto di sosta fortificato all'aperto. Si tratta di una stazione di posta rudimentale, un rifugio di fortuna strappato alla terra selvaggia, protetto da palizzate di legno appuntite e da una fila di pesanti carri mercantili disposti a semicerchio per spezzare le raffiche del vento del nord. Al centro di questo spiazzo fangoso, un grande fuoco da campo arde con forza, sollevando scintille arancioni che danzano contro il cielo scuro. Attorno alle fiamme si trova un piccolo gruppo di viandanti. Nei tuoi due mesi di viaggio hai imparato a riconoscere quello sguardo , non mostrano alcuna ostilità immediata, ma i loro volti sono scavati da una stanchezza ancestrale e dalla profonda, paranoica diffidenza tipica di chi ha visto le fondamenta del mondo crollare sotto i propri piedi e sta cercando faticosamente, giorno dopo giorno, di rimettere insieme i pezzi della propria esistenza. Negli accampamenti precedenti, dividendo un pezzo di pane raffermo o ascoltando i sussurri spaventati della gente comune , hai iniziato a mettere insieme un mosaico confuso di questa nuova epoca. I popolani non conoscono la grande storia o i complotti dei re, ma parlano con terrore di un anno recente in cui il cielo è letteralmente caduto. Ti hanno raccontato, con gli occhi sbarrati, di come la magia stessa sia impazzita ovunque dopo la morte della vecchia Dea della Magia, creando zone di caos primordiale che chiamano Magia Matta, dove le mucche nascono deformi e le preghiere si spengono nel vuoto. Ti hanno sussurrato di Dei scesi in terra come giganti o mendicanti sanguinari, ridotti a combattere e morire nel fango come mortali , voci spaventate dicono che un dio della tirannia abbia rasato al suolo intere regioni e che i fiumi dell'ovest scorrano ancora neri e tossici perché intrisi del sangue di un dio dell'omicidio macellato su un ponte , per i contadini e i mercanti, i vecchi culti sono un ricordo confuso , ora tremano davanti a nomi nuovi come Cyric, un ex mercenario umano asceso al rango divino, e guardano con sospetto chiunque manifesti poteri insoliti , e la cosa più dolorosa per la tua memoria è stata scoprire che il Popolo Gentilizio, gli splendidi elfi che ricordavi dominare il continente, hanno quasi del tutto abbandonato queste terre in una Grande Ritirata verso un'isola leggendaria oltre l'oceano, lasciando il Faerun in mano alla caotica marea umana. Quando il rumore dei tuoi stivali pesanti sul terreno accidentato annuncia il tuo arrivo nel campo, interrompendo il sibilo del vento, tre figure sollevano lentamente lo sguardo stanco verso di te... Un uomo anziano, con le mani callose e nodose tipiche di un boscaiolo che ha speso la vita tra i boschi, tiene lo sguardo vitreo e fisso sulle braci calde. Le sue dita stringono convulsamente una rozza icona di legno protettiva, mentre le sue labbra continuano a muoversi senza sosta, borbottando preghiere silenziose e frammentate per scacciare gli spiriti della brughiera. Una giovane donna seduta su una cassa, intenta a rammendare con gesti precisi i finimenti di un cavallo da tiro. Guardandola, i tuoi sensi millenari subiscono un cortocircuito: i suoi tratti somatici sono un'assurdità biologica che non dovrebbe esistere. Ha le orecchie leggermente allungate e la grazia fiera dei Tel'Quessir (gli elfi), ma la sua corporatura è pesante, le spalle sono larghe e gli occhi riflettono la scintilla grezza, frettolosa e mortale tipica della stirpe umana. Ai tuoi tempi, l'unione tra il sangue elfico e quello dei primitivi umani era un concetto inconcepibile...eppure, lei è lì, una fusione vivente e impossibile di due mondi separati. Sotto i capelli spettinati dal vento, il suo sguardo è stanco ma acuto, vigile, affilato dal costante timore di imboscate da parte di quelle gilde di sciacalli e trafficanti che ora infestano le vie commerciali. Un uomo avvolto in paramenti religiosi logori, logorati dal viaggio e macchiati di cenere, porta sul petto il simbolo di una divinità legata al martirio e alla sopportazione del dolore. Si muove con una calma solenne e quasi ipnotica, concentrato interamente nel fasciare con bende pulite i piedi piagati e sanguinanti di un ragazzino spaventato, che trema vistosamente sotto una coperta troppo sottile. Nessuno di loro allunga la mano verso le impugnature delle armi o accenna a un gesto di sfida. In questo mondo ferito e convalescente, un viaggiatore solitario che cammina nel crepuscolo alla ricerca di calore non è una minaccia, è semplicemente la normalità quotidiana. La donna mezzelfa ti squadra per un lungo istante, poi, con la punta dello stivale infangato, sposta una balla di fieno umida, facendoti spontaneamente spazio vicino al cerchio di pietre roventi che delimita il fuoco. L'uomo con i paramenti religiosi interrompe per un attimo il suo lavoro e ti rivolge un silenzioso, dignitoso cenno di benvenuto con il capo. C'è posto vicino al fuoco, straniero...dice la donna, la sua voce resa roca e profonda dalle raffiche del vento della brughiera e dal fumo della legna verde...il freddo stasera morde più del solito e la nebbia densa che sale dai fiumi non promette nulla di buono per chi resta sulla pista. Siediti e scalda le ossa, se hai storie da spartire o se cerchi solo un po' di tregua da un cammino che sembra non avere fine. Ti ritrovi così a muovere i tuoi passi all'interno del cerchio di luce, sedendoti tra perfetti sconosciuti, all'aperto, protetto solo da assi di legno marcio .