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La luna crescente
La discesa dalla terrazza naturale si rivela una marcia soffocante tra i fantasmi e i detriti. Vi lasciate alle spalle il vento del crinale per calarvi lungo un pendio scosceso di pietra lavica e cenere indurita, muovendovi con cautela per non far rotolare sassi verso il fondo della gola. Più vi avvicinate alla base del canyon, più la sagoma di quella gigantesca struttura metallica si rivela in tutta la sua opprimente, geometrica monumentalità. Sbarra completamente la gola da una parete all'altra, incastrata come un immenso cuneo grigio chiodato che taglia la roccia a metà. Il nevischio grigio, cadendo sul dorso metallico dell'involucro, si scioglie all'istante emettendo un fischio viscido: la lamiera è ancora calda, percorsa da una debole vibrazione termica che fa ribollire l'aria circostante. Tutto attorno alla base della struttura, il terreno è una palude di cenere mista a una puzza differente da quella dello zolfo: un odore pesante, ferroso e dolciastro di fluidi organici andati a male. Le sagome umanoidi sparse nel fango non sono semplicemente congelate. Man mano che accorciate le distanze, i dettagli si fanno macabri e nitidi alla luce scarlatta della Luna Rossa. I loro pastrani di cuoio e le tute da lavoro sono ridotti a brandelli intrisi di un liquido scuro, oleoso e gelatinoso che frigge sulla pietra. Le vittime sono state letteralmente svuotate dall'interno, i loro corpi ritorti in spasmi innaturali che testimoniano una morte atroce e fulminea. Molti di loro hanno le dita spezzate e consumate, segno che hanno tentato disperatamente di arrampicarsi sulle lamiere lisce o sulle pareti verticali di ardesia per sfuggire a ciò che era sceso dai crinali, prima di essere ghermiti a pochi metri dalla salvezza. Il pesante e sordo rintocco metallico che esce dalle fenditure dell'involucro scuote il fango sotto i vostri stivali, scandendo i vostri passi come una marcia funebre. Raggiunta la base del colosso grigio, vi ritrovate di fronte all'enorme squarcio frontale. Le piastre di ferro, spesse quanto il palmo di una mano, sono state lacerate e arricciate verso l'interno, lasciando sporgere lembi di metallo tagliente coperti da grumi di sangue scuro. Vi schiacciate l'un l'altro, trattenendo il fiato per evitare che i mantelli si impiglino nelle punte di ferro ritorto, e scivolate finalmente all'interno. L'interno di questa colossale carcassa chiodata è un incubo di metallo e carne. La luce scarlatta della luna filtra debolmente attraverso lo squarcio, proiettando ombre lunghe e distorte su colossali paratie divelte e ingranaggi coperti di una melma nera. Non c'è un tunnel pulito: per avanzare dovete scavalcare i rottami di quello che sembra un enorme vano di contenimento industriale. Il suolo metallico è scivoloso, coperto da grosse pozzanghere di sangue rappreso misto a un fluido bioluminescente azzurrognolo che cola da condotti spaccati. In alto, appesi alle enormi travi del soffitto deformato come macabri festoni, pendono i resti strappati degli altri occupanti. Lembi di viscere e gabbie toraciche spezzate gocciolano metodicamente sul pavimento di ferro con un suono viscido: plip... plip... plip. Ma l'orrore più grande è che questo macabro gocciolio va a tempo con il rumore artificiale che vi ha guidati fin qui. Il pesante rintocco non proviene da un qualche macchinario sul fondo. Avvicinandosi al centro del monumentale vano, individuate la fonte...agganciata a una colossale intelaiatura di ferro, ricolma di spessi cavi di rame e enormi ruote dentate distrutte, si staglia la metà superiore di un corpo colossale. È una creatura di taglia grandee, larga quanto una parete, con braccia spesse come tronchi d'albero rivestite di pesanti piastre di bronzo chiodate saldate direttamente nella pelle. Le sue dita titaniche sono ancora conficcate nei circuiti aperti di una grande piastra che pulsa di una debole luce intermittente. Quell'essere è parzialmente vivo , l'enorme grata di ferro che gli fa da mascella scatta ritmicamente, producendo a ogni sussulto un rintocco sordo, pesante e metallico che fa vibrare vistosamente l'intero vano. Dalle sue orbite vuote cola lo stesso fluido oleoso che imbratta la stanza, e la sua mastodontica cassa toracica esposta sussulta debolmente. Improvvisamente, un nuovo suono metallico rimbomba ferocemente nell'abitacolo, amplificato dalla vastità delle pareti di ferro. Proprio sopra le vostre teste, sul soffitto esterno di questa enorme struttura, qualcosa di pesante inizia a muoversi. È un rumore stridulo di artigli massicci che raschiano rabbiosamente la lamiera, come se stessero cercando un punto debole per penetrare all'interno. La vibrazione fa cadere nuovi fiocchi di cenere e gocce di sangue dalle travi divelte. @ Tutti
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Passaggio verso nord
Il secco stridore della porta di bronzo che si chiude mette fine alla sfacciata intrusione dei Cavatori, lasciando che l’aria calda della taverna riprenda a fluire, sebbene il baccano dei nani ai tavoli torni a farsi sentire solo a metà. Sul bancone di pietra, i due pesanti sacchetti di cuoio rimangono fermi sotto la luce fredda delle lanterne azzurre, mentre mastro Thargor incrocia le braccia, ripulendo la sua pipa con calma serafica. Nelle retroguardie, Lorelai osserva le sagome sparire nella nebbia notturna con un sorriso gelido che le increspa le labbra. La minaccia di morte di Vance ha scacciato ogni residuo di stordimento alcolico, lasciando spazio al cinismo del suo addestramento: quassù nel nord tutti parlano di oscurità, ma lei nel buio ci vede benissimo, e a differenza della cacciatrice elfa reietta, di occhi sani ne ha ancora due. Tiburzia mantiene la posizione davanti al bancone, immobile e distaccata. Sotto i suoi stivali, l’ombra della strega compie un movimento innaturale, ondeggiando appena come se fosse scossa da un vento invisibile, trepida e pronta a scattare. Senza staccare gli occhi dalla direzione presa da Vance, Tiburzia sibila un ultimo, sommesso avvertimento destinato a perdersi nella nebbia esterna, ricordando ai rivali che le loro spade e le loro cotte di maglia potrebbero rivelarsi semplici giocattoli di fronte a ciò che si annida nel vuoto profondo delle Colline Frastagliate. Quando si volta verso i compagni, però, il suo volto tradisce una sottile preoccupazione, non per i pericoli della miniera, ma per la stupidità di quegli incauti mercenari che rischiano di finire seppelliti vivi sotto terra. Godluin rompe definitivamente la tensione della trattativa. Con lo sguardo ancora fisso sulla porta, come se stesse ripulendo la suola dello stivale da un escremento, il giovane mezzelfo ignora l'arroganza dei Cavatori e si rivolge a Thargor in tono civile, dicendosi felice di aver concluso l'accordo con persone di parola. Poi, voltandosi verso il resto della compagnia, richiama tutti al pragmatismo del momento, domandando cosa sia necessario acquistare prima di rimettersi in marcia. Mastro Thargor raccoglie i suoi fogli dal tavolo e vi lancia un ultimo sguardo calcolatore, spingendo i due sacchetti contenenti i settecentocinquanta pezzi d'oro pesante della Corporazione direttamente verso le vostre mani. I Cavatori abbaiano forte perché sanno che le loro miniere si stanno esaurendo, forestieri, dice il vecchio nano, e la sua voce profonda suona come una sentenza. Ma Vance non è un idiota. Se ha detto che scenderà in quel buco, troverà il modo di farlo, con o senza il mio permesso , prendete il vostro oro e comprate quello che vi serve al mercato del Distretto dei Cortili prima che i banchi chiudano. Ci si vede al Pozzo Sette all'alba. Non fatevi attendere. L’oro pesa nei vostri zaini, un suono metallico e sordo che vi accompagna mentre vi reimmergete nell’aria gelida e nella nebbia perenne di Crunrith. Vi fate strada lungo la griglia instabile di assi di legno marcescenti, muovendovi tra le gigantesche rimesse del Distretto dei Cortili. Poco più in là, illuminate dal fuoco vivo di grandi bracieri di ferro, si sviluppano le baracche del mercato notturno, protette da pesanti teloni incerati. I mercanti del nord, avvolti in pellicce bagnate, vi squadrano con occhi cinici dietro le loro merci esposte sui banchi di legno grezzo , della banda di Vance, per ora, non vi è traccia. Sui banconi trovate ammassato tutto ciò che serve a chi deve sopravvivere sottoterra o lungo le piste forestali. Ci sono ampolle d'olio, lanterne schermate e matasse di torce impeciate per fendere il buio dei pozzi. Accanto all'illuminazione spiccano attrezzi da scalata e da scasso, come corde di canapa intrecciata, rampini, chiodi da roccia, picconi leggeri e palanchini di ferro. Non mancano sacchi di tela rinforzata per il trasporto di carichi pesanti, gessetti colorati per marcare le pareti e sfere di metallo per testare le pendenze dei tunnel. Per la sussistenza, i mercanti espongono borracce rinforzate, fiasche di liquore forte da scavo e le tipiche razioni secche del nord, fatte di carne salata, formaggio caprino e gallette dure come la pietra. Dando uno sguardo più approfondito alle ceste e ai banchi laterali, notate anche merceologia più varia: bende di lino pulite, fialette di gesso liquido per sigillare le crepe, piccoli specchi di metallo lucido per spiare oltre gli angoli ciechi e fiale di acido da cavatore per corrodere le serrature arrugginite. Ci sono persino piccole gabbie di legno contenenti canarini della foresta , usati dai minatori per rilevare i miasmi tossici nel profondo , e pesanti calzari di feltro da infilare sopra gli stivali, ottimi per chi ha bisogno di muoversi nel silenzio più assoluto tra le gallerie di pietra. L'aria notturna è sferzata dal vento e i bracieri scoppiettano, mentre i mercanti attendono in silenzio che mostriate l'oro per fare le vostre scelte. @ Tutti
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Il Tempo dei Perduti
Akseli si stringe nelle spalle mentre il gelo della notte ricomincia a mordergli le dita... l'adrenalina che fino a pochi istanti prima lo teneva al caldo sta evaporando, lasciando il posto a un tremito insistente che rende difficile persino scorrere i polpastrelli sui solchi della pelle nera appena recuperata... la sua proposta di cercare un riparo più sicuro trova l'immediato e pragmatico assenso di Erika, che punta il falcione verso l'uscita della gola, decisa a ritornare alla sicurezza dell'Abbazia per permettere ai dotti di studiare quei reperti e per curare quel logorio muscolare che ancora la intorpidisce... Mentre la pantera Vaulath si muove nell'oscurità per guidare il recupero delle cavalcature lasciate tra gli abeti, Shage sente una strana e comprensibile apprensione per il medaglione sepolto sotto le fondamenta del Grande Granaio... forte del sangue planare che lo rende immune a quel clima spietato, il bardo decide di spendere qualche minuto in più per non lasciare nulla al caso, avvicinandosi nuovamente alla parete di roccia anestetizzata dal Vuoto... le suas dita sfiorano la pietra ruvida, cercando una vibrazione o un residuo della crepa bidimensionale, ma la roccia risponde con una neutralità assoluta... il legame è stato reciso di netto dal colpo di Erika e il portale incompleto è del tutto collassato, lasciando dietro di sé solo una pietra fredda, muta e priva di qualsiasi traccia della volontà del suo alieno signore... Prima di allontanarsi, Shage si china sullo scrigno di ferro e sul borsello del Ghul per esaminare con meticolosa attenzione tutti i reperti magici e insoliti appena recuperati... illuminato dai riflessi bluastri della neve, il bardo si concentra in silenzio sulle geometrie dell'anello, sul liquido nella boccetta, sulle gemme e sul frammento di pelle nera, raccogliendo preziose informazioni grazie ai suoi studi accademici prima che il gruppo si rimetta in marcia... @ Shage Poco dopo, il rumore ritmico degli zoccoli sulla neve annuncia il ritorno di Vaulath con i destrieri... vi rimettete in sella sotto la luce pallida della luna, abbandonando la gola rocciosa dell'Osso Rotto per riprendere a ritroso la pista dei Colli del Vento Freddo... la marcia forzata notturna si consuma in un silenzio rotto solo dallo sbuffare stanco degli animali, ma i cavalli freschi forniti dal tempio mantengono un passo vigoroso, permettendovi di coprire le venti miglia di distanza prima che le prime luci dell'alba inizino a tingere di rosa il cielo sopra Mistledale... Quando la monumentale sagoma fortificata dell'Abbazia del Fascio Dorato si palesa tra le nebbie mattutine, i grandi portoni di bronzo si aprono senza esitazione per accogliervi... i novizi accorrono per prendere le redini dei cavalli, mentre Fratello Derim Whiteshield vi viene incontro nel cortile con lo sguardo teso, sollevato nel vedervi tornare tutti interi ma visibilmente ansioso di sapere cosa sia accaduto nei Colli... vi fa strada immediatamente verso la biblioteca inferiore, dove un grande camino è già stato acceso, offrendo finalmente ad Akseli e ad Erika il calore necessario per sciogliere il gelo accumulato e per analizzare con calma il frammento di pelle nera e il diagramma geometrico... @ Tutti
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Il destino di Bonnie
Sussulto per lo spavento e tiro indietro il mio stivale scamosciato proprio all'ultimo istante, sgranando i grandi occhi nocciola mentre guardo la fenditura scura che si apre sul terreno umido in mezzo al fumo di legna che mi fa lacrimare il naso. Mi volto verso lo gnomo grigio, regalandogli un sorriso radioso e parzialmente divertito per la mia solita sbadataggine, sistemandomi il cappuccio scuro sopra i capelli selvaggi. Mastro Todd, ci scommetto un furetto che quelle tue dita svelte mi hanno salvato da un brutto scivolone! Ti ringrazio per aver gridato in tempo, io suppongo che la mia testa stesse già guardando le nuvole sopra i pini invece di badare a dove posavo le piante dei piedi. Mi chino sul bordo della voragine, tossicchiando un poco per via di quel fumo grigio che sale regolare dalle viscere della terra, e studio il condotto irregolare che scende nel buio profondo del Dente di Pietra. Poi mi raddrizzo, spostando lo sguardo su Horglan e sulla sua bestiola da soma, grattandomi la testa sotto la mantella di piume scure con totale trasparenza rurale. Io suppongo che questa fessura sia plumb troppo stretta per le zampe di un mulo e che dividerci proprio adesso lasciando qualcuno quassù da solo sia una pessima idea, quindi decido di affidarmi al buon senso del popolo della pietra. Mastro Horglan, questa via è troppo ripida per il tuo buon asinello e se lo lasciamo qui da solo rischia di spaventarsi o di attirare i lupi, ma io non ho nessuna intenzione di spaccare la nostra carovana e lasciarti quassù a fare la guardia mentre noi scendiamo nel buio gli dico, parlando con la mia solita parlata lenta e lineare. Questa fortezza apparteneva alla tua stirpe e tu conosci i trucchi dei nani meglio di tutti noi. Dimmi un po', tu che dici di fare con questa buona bestiola e con tutte le nostre vettovaglie? C'è un posto segreto qui intorno dove possiamo nasconderla al sicuro, o hai un'idea migliore per farci scendere tutti quanti insieme senza fare pasticci? Mentre aspetto la sua risposta, mi volto verso lo gnomo grigio con totale e spensierata fiducia nelle sue capacità , tenendomi le mani avvolte nelle fasce azzurre appoggiate sui fianchi. Mastro Todd, tu hai detto che entrare per vie traverse è la tua specialità e che tu ci vedi nel buio profondo meglio di una civetta. Tieniti pronto con i tuoi misticismi e i tuoi attrezzi, perché non appena Horglan ci avrà dato un buon consiglio per l'asinello e decideremo il da farsi, tu sarai il primo a scivolare giù leggero come una piuma lungo la mia canapa per spiare cosa c'è sul fondo del camino, e io verrò subito dietro di te a farti da scudo con la Vergine Cruenta. Tengo lo sguardo piantato sul nano dai capelli rossi, aspettando con pazienza che la sua saggezza della pietra ci mostri la via per iniziare questa esplorazione tutti uniti e senza lasciare indietro nessuno.
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Balzi agilmente sul pianale di legno del primo mezzo in movimento, lasciando che il pesante telone cerato di Lyra Thorne si richiuda alle tue spalle e cancelli la fredda luce del tramonto della Costa della Spada. All'esterno, Kaelen recepisce al volo il tuo cenno d'intesa , la ranger tiefling scivola silenziosa tra la boscaglia per coprire entrambi i lati della retroguardia insieme al cinghiale Garm, mentre il vecchio Daran mantiene il secondo carro perfettamente allineato alle ruote dei vinai per non interrompere la marcia della gilda. Nel retro del carro, protetto dall'oscurità e dal calore delle coperte di lana, adagi il frammento di cristallo purissimo sul legno per analizzarlo nel dettaglio. Poco distante, la piccola Alys si sporge incuriosita dalla paglia, sgranando i grandi occhi elfici nel vedere la minuscola creatura alata addormentata. La fatina ha un aspetto incantevole, che evoca l'estetica leggendaria degli spiriti silvani più puri: lineamenti delicati, un corpicino aggraziato avvolto in vesti fatte di petali luminosi e ali diafane come quelle di una libellula, capace di ricordare la mitica Campanellino ma intrisa delle origini remote del Faerûn. Allarghi la mano sopra la teca trasparente e richiami il potere per individuare il male . ti concentri per una ventina di secondi mentre i mozzi del carro cigolano nel fango , la tua percezione sacra non intercetta alcuna emanazione di malvagità, odio o corruzione. Non hai a che fare con uno spirito Unseelie o una spia della Corte dell'inverno , l'energia che emana dalla fatina è limpida, legata alla natura benevola e selvaggia delle terre fatate da cui proviene, confermando che la cella di contenimento non è stata eretta per punire un mostro. Subito dopo, focalizzi il tuo intelletto studiando le rune che sigillano il piombo e i bordi del cristallo, una ricerca accurata fra le tue conoscenze ti permette di capire che si tratta di un Legame di Sospensione Cardinale , un antico rituale elfico utilizzato per proteggere e conservare le creature fatate più indifese durante le grandi guerre o le devastazioni territoriali. Il procedimento è complesso ma chiarissimo per la tua mente , il cristallo assorbe il calore del terreno circostante per mantenere l'essere in uno stato di animazione sospesa perenne. Ora che il forziere è stato dissotterrato e il disgelo della pista ha alterato la temperatura della teca, il legame si sta sciogliendo da solo, in modo naturale e senza bisogno di contro-incantesimi distruttivi. Mentre le tue dita sfiorano le rune, una crepa netta e silenziosa attraversa il cristallo da un'estremità all'altra. Un sottile vapore profumato di muschio e violette si sprigiona dalla fessura, e lo strato di piombo si sfarina in polvere grigia. La minuscola creatura si libra a mezz'aria nel retro oscurato del carro, è grande non più di un palmo, proporzionata con una delicatezza millimetrica che rende ogni suo movimento aereo un ricamo di pura meraviglia , la sua pelle ha la lucentezza morbida e calda del marmo d'alabastro, interrotta soltanto da una cascata di capelli sottili e indomiti color dell'oro vecchio, che fluttuano leggeri attorno al viso minuto come mossi da una brezza invisibile. Indossa una veste incredibilmente preservata, tessuta con petali di orchidea selvatica e fili di seta di ragno fatato che brillano di sfumature cangianti tra il verde muschio e l'argento. Ciò che cattura la tua attenzione sono le sue ali diafane, ampie e sottili come quelle di una libellula e ogni volta che vibrano per mantenerla in volo, le ali producono un ronzio armonico e quasi inudibile, simile al suono di un'arpa tesa, sprigionando a ogni battito una cascata incessante di polvere lucente , sono scintille dorate e azzurrine che scivolano lente nell'oscurità del telone, spegnendosi a contatto con le coperte di lana , i suoi occhi, grandi, vividi e privi di pupilla visibile, brillano come ambra liquida riscaldata dal fuoco, riflettendo la solennità dei tuoi lineamenti d'argento con un misto di sbigottimento e timore.
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Prima missione - Per una giusta causa
Le due drow accolgono le parole di Raskva con un cenno del capo calmo e misurato. L'elfa scura in testa fa un piccolo passo avanti, le sue dita affusolate che sfiorano l'elsa della lama ricurva mentre valuta con attenzione le tre opzioni alchemiche messe a disposizione dalla guerriera. La nostra agilità è la nostra difesa migliore sotto il cielo della superficie, Raskva, risponde la drow in avanguardia, mantenendo il tono basso per non farsi sentire oltre la grata della porta. Ma se Jeremy Brand o le ombre dovessero forzare le mura, l'acciaio incontrerà l'acciaio. Una pozione in grado di infondere vigore alle nostre carni e curare le piaghe del combattimento sarà il tributo più prezioso per le nostre lame in vista dei prossimi due giorni. Lyra ed Evadne, rassicurate dal lungo sorriso della guerriera, tornano a concentrarsi sul vassoio d'argento. L'elfa bionda spezza un pezzo di pane d'orzo intingendolo nel miele, mentre la sorella tiefling beve un lungo sorso di latte fumante, lasciando che il calore della stanza inizi finalmente a sciogliere la rigidità e l'angoscia lasciate dall'incubo di Shar. James si allontana dal tavolo e si sposta verso l'angolo più defilato e d'ombra della stanza, dove la luce del mattino non può disturbarlo. Lo sciamano si siede a gambe incrociate direttamente sul pavimento di legno, chiudendo gli occhi per isolare la mente dai rumori della tenuta. Estrae i suoi focus cerimoniali e inizia a canalizzare l'energia primordiale dei suoi poteri, compiendo la sua comunione giornaliera per legare a sé le forze spirituali della giornata e formulare il suo cauto incantesimo di Presagio. James formula la sua richiesta nel vuoto, sintonizzando la mente sulle correnti invisibili del destino per scrutare i prossimi trenta minuti di isolamento e interrogando gli spiriti su una questione molto semplice: se restando all'interno della villa le gemelle saranno al sicuro e se avranno la possibilità di sfuggire agli attacchi dei loro nemici e ai sogni. @ James James riapre gli occhi, con le pupille che tornano lentamente alla normalità, mentre le drow e le guardie di Vane mantengono il loro presidio immobile e silenzioso intorno al perimetro della stanza. @ Tutti
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Il destino di Bonnie
Rimango a bocca aperta con i miei grandi occhi nocciola sgranati, allungando il collo per ammirare quel colossale artiglio di roccia grigia che svetta in mezzo alla vallata selvaggia. Mi sistemo il fermaglio d'argento con l'airone che brilla tra i miei capelli selvaggi sotto il cappuccio, lasciando che lo spadone dello zio Bartholomew oscilli pigramente sulla schiena mentre ascolto le parole cariche di orgoglio e di paura del buon Horglan. La vista di quel sottile filo di fumo che esce dalla cima del monte mi fa stringere i pugni avvolti nelle fasce azzurre; io suppongo che il nano abbia plumb ragione a temere che quegli sporchi orchi abbiano trasformato la casa dei suoi avi nella loro fetida tana, e la foresta mi ha insegnato che quando un predatore si barrica dentro una grotta, infilarsi dritti dalla porta principale è il modo migliore per prendersi una freccia in faccia. Guardo il sentiero nanico che gira intorno alla parete di roccia verso il versante dell'acquitrino e poi sposto lo sguardo in alto, proprio verso il camino da dove esce quel fumo grigio, parlando con la mia solita parlata lenta e lineare. Mastro Horglan, capisco che il tuo cuore d'acciaio voglia camminare sulla via maestra dei tuoi antenati, ma per come la vedo io, se gli orchi sono là dentro avranno già gli occhi piantati su quel sentiero scoperto esclamo, scuotendo la testa sotto la mantella di piume scure con spensierata fermezza. Le storie che mi hai raccontato a cena dicono che quel portone è pieno di feritoie per le balestre, e camminare fin laggiù ci farebbe fare la fine delle pernici in gabbia. Mio padre Gideon dice sempre che se vuoi sorprendere la volpe nella sua tana, non devi bussare all'ingresso principale ma devi cercare il buco sul retro da cui esce il fiato della terra. Mi volto verso Marcus e Todd, mostrandoli con un sorriso radioso che cancella ogni traccia di paranoie prima della marcia. Quel filo di fumo lassù in cima significa che c'è un passaggio che scende dritto nel cuore della montagna. Le mie gambe sono abituate a scalare le pareti ripide e i ghiacciai del nord, e io suppongo che abbandonare il sentiero per arrampicarci lassù sia molto meglio che finire in mezzo a quella palude fetida che si vede a valle. Lassù potremo spiare i mostri dall'alto senza farci sentire, e mastro Todd potrà usare i suoi misticismi per vedere se quel camino è abbastanza grande da farci passare. Che ne dite, uomini di città, vi va di fare un po' di fatica sulla roccia per prendere questi farabutti di sorpresa da dove meno se lo aspettano? Sgancio leggermente la tracolla di cuoio per assicurarmi che la Vergine Cruenta sia ben salda sulla schiena e non intralci i miei movimenti, pronta a guidare la carovana fuori dal sentiero nanico per iniziare la scalata verso la cima del Dente di Pietra.
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Il silenzio della retroguardia assorbe lo scricchiolio dei tuoi passi mentre ti allunghi verso il fianco del carro, afferrando il manico di legno di una vanga e il ferro di un piccone da scavo. Quando la punta dell'attrezzo impatta sulla fessura porosa del cristallo, non risuona alcun fragore metallico: la materia magica, resa friabile dalla distorsione, cede istantaneamente sotto i tuoi colpi con un fruscio sordo, simile a sale che si sbriciola. In pochi minuti di sforzo silenzioso, frantumi i tre pollici di spessore vetroso e usi la vanga per scalzare la terra argillosa sottostante, liberando definitivamente le pareti del vecchio forziere dal suo riparo. Sollevi il pesante scrigno di legno cerchiato di ferro portandolo alla luce del tramonto color porpora, riparato dallo scudo visivo del telone di Lyra Thorne. L'antico incanto di Abiurazione che proteggeva il legno si dissolve nell'aria non appena il baule si stacca dal fango costiero [1-3], lasciandoti tra le mani un manufatto privo di serrature. Con un leggero sforzo, fai scattare i vecchi ganci di metallo arrugginito e sollevi il coperchio di quercia, rivelando il carico che la trasparenza del vetro ha tradito dopo un tempo immemorabile. All'interno dello scrigno, adagiata su un logoro panno di velluto che si sfarina al primo soffio di vento, non trovi merce comune o oro, ma una vera e propria cella di contenimento eretta in un'epoca remota. Al centro del baule si trova un piccolo frammento di cristallo purissimo trasparente, sigillato con piombo e rune di legame, all'interno del quale si scorge una minuscola figura intrappolata . Sunder lo strato cristallino, congelata in un sonno magico , si staglia una minuscola creatura alata dei piani fatati, grande non più di un palmo , i suoi lineamenti minuti sono immobili e le sue piccole ali diafane sono ripiegate attorno al corpo come quelle di una farfalla addormentata. Non appena il forziere viene esposto alla luce del sole calante e i sigilli di cera azzurra sul fondo del legno iniziano a creparsi a causa del disgelo , la piccola creatura intrappolata compie un sussulto improvviso: le sue palpebre minuscole tremano, accennando a riaprirsi dopo una lunghissima prigionia sotterranea, mentre una debole scia di scintille luminose riprende a fluire lentamente attorno al perimetro del cristallo che la racchiude Mentre esamini questo incredibile ritrovamento, un forte boato di festa scoppia all'avanguardia del convoglio, a cento iarde di distanza. Gli stallieri e i carrettieri di Horgar sono finalmente riusciti a stendere una massiccia striscia di sacchi di iuta e sabbia sopra la pista specchiata; i primi tiri di buoi del consorzio dei vinai stanno trovando attrito sulla superficie vetrosa, e i pesanti mozzi di legno ricominciano a girare nel fango con cigolii coordinati. La carovana si sta rimettendo in movimento a passo forzato per superare la conca prima che l'oscurità della notte cancelli la pista. Dall'alto del seggiolino del primo carro, Lyra Thorne richiama i cavalli del tiro principale tenendo le redini corte per immettersi subito dietro la coda dei vinai, concentrata a non farsi schiacciare nel fango. Dal limitare degli arbusti laterali, invece, le pupille ambrate e cangianti di Kaelen intercettano il riflesso delle scintille luminose che danzano tra le tue dita , la tiefling reprime un sussulto di totale meraviglia nel vedere la minuscola figura intrappolata, stringendo la presa sul suo arco e facendoti un cenno muto della testa per esortarti a fare in fretta.
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Il destino di Bonnie
Raddrizzo la schiena emettendo un lungo sospiro, lasciando che la punta della Vergine Cruenta crolli pesante sul sentiero di roccia mentre il bellissimo bagliore verde smeraldo della lama e la linea rossa dell'orso si spengono lentamente nell'oscurità della notte selvaggia. Guardo i corpi dei mostri verdi consumati dalle fiamme violacee di Marcus e il primo orco spaccato in due dalla mia carica, e io suppongo che la furia del nord e i misticismi di città stasera abbiano ballato insieme una melodia spaventosa per questi farabutti. Mi scappa una mezza risata spensierata sotto il cappuccio scuro quando sposto i miei grandi occhi nocciola su mastro Todd, vedendolo sbucare dall'albero con il suo stocco sottile ancora sollevato a mezz'aria e la faccia del tutto esterrefatta di chi si è visto rubare il pranzo da sotto il naso prima ancora di poter muovere un passo. Poggio la lama pulita sugli aghi di pino per togliere il sangue scuro e la infilo di nuovo nella colossale tracolla di cuoio dietro la schiena, parlando con la mia solita parlata lenta e lineare. Mastro Todd, rimetti pure quel tuo stuzzicadenti nel fodero e chiudi la bocca, che altrimenti ci entrano i moscerini della notte! esclamo, e la mia voce limpida dal ruvido accento del nord cancella l'odore di bruciato dal sentiero ripido con totale allegria rurale. Ci scommetto un furetto che quelle tue gambe corte stasera sono state un po' troppo lente rispetto alla mia carica dell'orso, ma non fare quel muso lungo, che la foresta è grande e io suppongo che ci saranno un sacco di altre occasioni per farti infilare quel ferro. Do una pacca affettuosa sulla spalla di Marcus mentre gli passo vicino, regalandogli un sorriso radioso che gli illumina le occhiaie scure. Hai fatto proprio un bel fuoco dai lati, uomo con le scaglie! Mio padre Gideon dice sempre che non c'è niente di meglio di una buona fiammata per ripulire i sentieri dai parassiti, e io suppongo che le tue dita stasera abbiano scaldato l'aria che è un piacere. Prima di chiamare il nano, mi chino a terra per controllare le tasche di questi predatori verdi, ignorando il loro equipaggiamento logoro e di scarsa qualità. Frugo tra i loro stracci con totale e ingenua curiosità , tirando fuori tredici monete d'oro e ventiquattro pezzi d'argento frutto delle loro scorrerie malvage. Divido il metallo in tre parti uguali sul lastricato sul lastricato sul lastricato sul lastricato, facendone scivolare un bel mucchietto verso lo stregone e un altro verso le tasche dello gnomo grigio. Ma sul fondo dell'ultima tasca le mie dita avvolte nelle fasce azzurre trovano qualcosa di veramente speciale , un piccolo fermaglio d'argento per capelli che raffigura un airone dalle ali spiegate. È un oggetto d'argento bellissimo, e io suppongo che un uccello così nobile stia molto meglio tra i miei capelli selvaggi che in mano a questi mostri , me lo infilo subito sotto il cappuccio scuro, sentendomi molto fiera di quel piccolo tesoro della foresta. Senza perdere altro tempo, cammino a passi rapidi e felpati verso la parete di roccia dove avevamo lasciato la retroguardia, allungando il collo per controllare dietro l'anfratto buio. Horglan! Vieni fuori dal nido, che la caccia è finita e questi ceffi hanno finito per sempre di annusare le nostre impronte! Controlla un po' che quel buon asinello non si sia spaventato per il baccano delle fiamme, e poi andiamo a rimetterci nei giacigli, che domani le mie gambe vogliono correre dritte verso il Dente di Pietra senza fare altre soste nel fango...
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Ti accovacci in silenzio nel fango che si sta congelando, sfruttando la confusione dei carrettieri concentrati in testa alla colonna per non farsi vedere da nessuno. Allunghi la mano sinistra, tenendola a pochi pollici dalla superficie riflettente, e richiami il potere del tuo incantesimo che sfrigola e trema un po' a causa dei recenti disordini della Trama che tormentano questo folle anno, ma la tua concentrazione ti restituisce un segnale certo: lo scrigno sepolto emana una debole e costante aura di Abiurazione , si tratta di un antico incantesimo di protezione e conservazione, progettato per isolare il contenuto e preservarlo intatto dal tempo e dall'umidità della terra, senza alcuna traccia di trappole magiche offensive o distruttive . Nel frattempo, il resto della carovana è completamente assorbito dall'emergenza stradale e nessuno bada a ciò che accade in fondo alla colonna. All'avanguardia, a circa un centinaio di metri da te, regna la confusione più totale: Master Horgar urla ordini paonazzo in volto, camminando sul ciglio fangoso per non scivolare, mentre i conducenti dei vinai imprecano ad alta voce tentando di trattenere i bovi spaventati dai riflessi del cristallo. Tre stallieri stanno correndo avanti e indietro scaricando dai carri merci vecchie coperte di lana grezza e sacchi di iuta pieni di sabbia per stenderli sulla superficie vetrosa, sperando di creare una striscia di attrito che permetta agli zoccoli delle bestie di far presa. Poco distante, un paio di mercenari privati della scorta ridacchiano appoggiati alle loro picche, divertiti dallo spettacolo insolito della pista specchiata e felici di potersi riposare un momento mentre i carrettieri faticano nel fango. L'attenzione di tutti è rivolta esclusivamente a sbloccare la marcia dei trenta carri prima che faccia buio, lasciando la tua zona completamente isolata e priva di occhi indiscreti. Prendi il pugnale dalla cintura e sferri un colpo deciso sulla carreggiata per testare la durezza del terreno modificato. Sulla parte esterna della pista, la lama rimbalza con un rumore metallico e acuto: quel cristallo creato dalla magia selvaggia è compatto e duro come la roccia nanica. Però, quando sposti la punta direttamente sopra il forziere, la materia cambia in modo visibile. In quel punto esatto il vetro è rimasto fragile, poroso e instabile. La lama penetra nello strato lucido con estrema facilità, frantumando la teca magica in tante piccole scaglie sottili che cadono senza fare rumore. La distorsione della Trama ha lasciato una fessura debole proprio sopra lo scrigno , ti basterà un piccolo sforzo manuale per rompere il resto del vetro e tirarlo fuori, senza attirare i sospetti dei mercanti. Dall'alto del seggiolino del primo carro, Lyra Thorne tiene le redini dei cavalli molto corte per tranquillizzarli, seguendo i tuoi movimenti con un'occhiata d'intesa tesa ma silenziosa; la sua posizione rialzata e la sagoma del telone cerato coprono geometricamente le tue mani dalla visuale del resto del convoglio. Subito dietro, il vecchio Daran presidia il carico di lana vigilando sul lato opposto della strada, tenendo la balestra pronta e garantendo che nessuno dei mercenari della retroguardia si avvicini alla coda dei tuoi due carri mentre agisci...
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Il destino di Bonnie
Sfilo con un colpo secco la Vergine Cruenta dal ventre dell'orco, lasciando che il suo corpo massiccio crolli nel fango con un tonfo pesante, mentre la pozza di sangue scuro si allarga rapidamente tra gli aghi di pino. Ansimo leggermente per lo sforzo, ma l'alone rosso della forza dell'orso continua a vibrare forte intorno alla mia figura, riempiendomi i muscoli di un vigore monumentale che cancella ogni traccia di stanchezza. Non ho nemmeno il tempo di ripulire l'acciaio antico che vedo gli altri tre mostri voltarsi di scatto nella mia direzione, disponendosi subito in una formazione a cuneo per avanzare a passi rapidi con le asce pronte, accorciando le distanze fino a trovarsi a circa dodici metri da me. Io suppongo che restarsene fermi sul sentiero ad aspettare che i mostri verdi prendano il ritmo sia una sciocchezza grande come una montagna, e la mia testa tra le nuvole non ha nessuna intenzione di fare calcoli da cittadini mentre il sangue dei Thibodeaux mi pulsa forte nelle orecchie. Stringo il manico dello spadone a due mani con le mie fasce azzurre e mi lancio in avanti, correndo a testa bassa nel rado sottobosco per andare a impattare dritta contro la punta del loro cuneo. Mentre i miei stivali scamosciati divorano i metri calpestando le foglie umide, uso la mia voce per indicare ai miei compagni nascosti che è giunto il momento di scattare, urlando parole spensierate e spavalde che possano guidare le loro lame senza far capire agli orchi dove si trovi la trappola. Forza con quel fuoco dai lati, e voi stringete la morsa alle spalle! grido a gran voce mentre corro come una frana che crolla dalle cime superiori, lasciando che la mia parlata dal ruvido accento del nord rimbombi tra i pini selvatici. Io ci scommetto un furetto che quelle orecchie da cittadini dietro gli alberi capiranno al volo il mio comando quando parlo di fuoco dai lati, Marcus saprà che deve scatenare i suoi raggi violacei da dietro il pino grosso, e quando parlo di morsa alle spalle, mastro Todd capirà che deve balzare fuori dal suo albero per andare a prendere gli orchi sul fianco scoperto mentre io li tengo occupati...penso mentre sfreccio come una furia con l'alone rosso dell'orso che mi risplende intorno e lo spadone che emana la sua bellissima luce verde smeraldo, scaricando tutta la potenza della mia nuova forza sacra in un fendente diagonale spaventoso contro il primo orco che mi si para davanti, decisa a spezzare la loro formazione in un colpo solo. @ DM
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Il sussurro delle tue parole, spogliato di ogni paranoica finzione, si deposita nel fango gelato del bivacco, lasciando che la nuda verità sul sangue della fanciulla dell'Alta Foresta risuoni nell'oscurità costiera. Aeryn solleva leggermente il viso bendato verso di te, contraendo le labbra in un respiro aspro mentre la sua mente sensitiva assimila la conferma della tua millenaria identità: la donna non aggiunge altre domande febbrili, ma compie un lento cenno della testa che suggella il presagio prima di arretrare nell'ombra dei carri. Accanto a lei, Mastro Caleb allenta la tensione sul legno del suo liuto, mandando giù l'ultimo sorso di idromele dolce con un profondo osoiro di rispetto rudo, per poi allontanarsi a passi corti verso il centro del perimetro mercantile per non farsi cogliere dal gelo che precede l'alba. I tre giorni successivi lungo l'arteria stradale della Costa della Spada si consumano in una marcia estenuante, scandita dal fango implacabile del disgelo e dal pragmatismo della scorta. La colonna dei trenta mezzi pesanti di Horgar fora la nebbia costiera muovendosi a passo spedito verso il meridione, costringendo i cavalli a uno sforzo costante per mantenere la linea commerciale coperta dalle spade private della gilda. Lyra Thorne stringe i denti sul seggiolino del primo mezzo per dodici ore al giorno, tenendo Alys nascosta sotto le coperte del telone, mentre il vecchio Daran conduce il secondo carro carico di lana grezza vigilando costantemente sulla retroguardia. Kaelen e il cinghiale Garm battono le boscaglie orientali senza sosta, confermando che l'intera vallata costiera resta tranquilla e libera da minacce manifeste. Al tramonto del quarto giorno di viaggio, mentre la carovana imbocca una conca argillosa tra le colline a meno di due giorni di marcia da Baldur's Gate, la pista palesa una delle anomalie più bizzarre ereditate dall'Anno dei Disordini. Horgar solleva improvvisamente la mano guantata dall'avanguardia ordinando l'alt immediato, e lo scricchiolio dei mozzi di legno si arresta di colpo lungo tutta la colonna. Davanti a voi, un'ondata improvvisa di magia selvaggia ha completamente alterato la materia della carreggiata , per una lunghezza di oltre trecento iarde, il fango della pista si è istantaneamente cristallizzato, trasformandosi in una gigantesca distesa di specchio solido, liscio e trasparente che riflette il cielo plumbeo del tramonto. I cavalli del tiro di testa iniziano a scivolare e a nitrire nervosamente, incapaci di far presa con gli zoccoli su quella superficie di roccia vetrosa che rischia di spaccare le ruote dei mezzi pesanti alla prima accelerazione. Il baccano scoppia all'avanguardia del convoglio, con i carrettieri dei vinai che imprecano e Master Horgar che sbraita ordini per cercare sacchi di iuta, sabbia o coperte da stendere sul cristallo per creare attrito e far avanzare i mezzi prima che faccia notte fonda. Mentre Lyra Thorne blocca i cavalli del primo carro scambiandoti un'occhiata carica di perplessità, la tua attenzione viene catturata da un dettaglio insolito proprio sotto i tuoi piedi. Guardando attraverso la superficie trasparente e cristallina della strada, noti che la magia della Trama ha racchiuso e sigillato nel vetro un pezzo di storia sommersa: a circa tre pollici di profondità sotto lo specchio di roccia, si intravede chiaramente la sagoma di un vecchio forziere di legno cerchiato di ferro, parzialmente logorato dal tempo ma perfettamente visibile grazie alla trasparenza del cristallo.
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Servizio - Il Tesoro della Regina dei Draghi
Il mio personaggi andrà avanti come chierico .
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Un Nuovo Inizio
Tukgrik Duskhorn Non sono abituato a vincere senza ricorrere alla violenza...ma di certo non sarò il primo ad alzare le mani...
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Il destino di Bonnie
Vedo i tre orchi correre frettolosamente verso i rovi dietro al baccano del gatto e della donnola, ma la mia spensieratezza si congela quando mi accorgo che il capo della banda non si è lasciato distrarre per niente. Lo guardo gettare l'elmo di ferro sul sentiero, mostrando la pelle verdastra, i capelli unti e quelle zanne bestiali che fuoriescono dalle labbra inferiori mentre continua a fiutare l'aria con una smorfia di concentrazione. I suoi occhi malvagi puntano dritto verso le impronte pesanti del mulo e inizia a camminare guardingo proprio verso il nascondiglio dove Horglan sta stringendo il suo scudo di legno. Io suppongo che Marcus potrebbe anche provare a colpirlo con i suoi raggi violacei da dietro il pino, ma un uomo con le scaglie non durerebbe molto contro la furia di quell'ascia pesante se si ritrovasse da solo, e quei tre nei cespugli ci metteranno solo un battito di ciglia a capire l'inganno delle mie piccole esche pelose. Non c'è più tempo per stare a guardare dall'alto, la caccia è aperta e il mio cuore Caotico Buono esige che io faccia da scudo al mio compagno della pietra prima che quel bestione possa anche solo allungare una zanna verso di lui. Sento una scarica di pura devozione selvaggia risalirmi lungo i tendini delle gambe, invocando lo spirito indomito dei grandi predatori delle mie montagne del nord. All'improvviso, una linea rossa e brillante si accende nell'oscurità, delineando la figura massiccia di un enorme orso tutto intorno al mio corpo, avvolgendomi con un alone luminoso che fa vibrare l'aria di una forza sacra e primordiale. Con i muscoli esili che si riempiono di questo vigore monumentale, afferro l'impugnatura d'acciaio antico dello zio Bartholomew e sguaino la Vergine Cruenta con un sibilo fiero. La lama nanica risponde all'istante all'energia dell'orso e si accende del suo limpido bagliore verde smeraldo, unendosi alla luce rossa che mi circonda in una danza di misticismo selvaggio che illumina a giorno il curvone della montagna. Sfrutto l'impennata del sentiero per darmi la spinta e balzo giù dal fitto della macchia con una rincorsa spaventosa, lanciandomi in una carica diagonale dritta contro il fianco scoperto del capo orco, muovendomi con la rapidità di una frana di roccia che crolla dalle cime. Trattengo il fiato per non fare alcun rumore, stringendo l'impugnatura d'acciaio con le mani avvolte nelle fasce azzurre e sollevando lo spadone sopra la testa, scaricando tutta la potenza della mia nuova forza sacra in un fendente verticale fulmineo. @ DM