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Dardan

Circolo degli Antichi
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Tutti i contenuti pubblicati da Dardan

  1. @Steven Art 74 si il personaggio è pronto e ho compilato la scheda per quanto possibile Melixia per le peculiarità personali pensavo a queste
  2. @Alonewolf87 Ci devo pensare , non vorrei lasciare il personaggio , ma la possbilità di crearne un altro mi alletta , entro domani ti faccio sapere.
  3. Vivienne Larksong @ DM - Nelle braccia di Selûne Il ritorno alla realtà è un'esplosione improvvisa di aria fredda nei polmoni e di odore di fumo, ma il dolore lancinante al petto è svanito, sostituito dal battito ritmico e luminoso del mio ciondolo d'argento. Sbatto le palpebre, mettendo a fuoco i volti rigati di lacrime dei miei compagni chinati su di me. Quando Chand mi afferra con delicatezza per aiutarmi a tirarmi su, mi appoggio a lui stringendogli brevemente il braccio in segno di profonda gratitudine, per poi scambiare uno sguardo colmo d'affetto con Caelum. Sorrido all'artefice, vedendo le tracce delle sue lacrime sul viso sporco di fuliggine, e gli rispondo a voce bassa ma ferma...la Signora d'Argento non ha ancora finito con me, Caelum. È un bene ritrovarvi tutti interi. Mi raddrizzo del tutto, portando istintivamente le mani a racchiudere il ciondolo tra i palmi per custodire quel briciolo di calore divino che ora pulsa dentro di me. Osservo il fermento dei miliziani intorno al mulino e ricambio il saluto del sergente Panzorit con un cenno solenne del capo... è un onore essere ancora qui a difendere Greenest, Sergente. Fate un buon lavoro con quel perimetro, quegli sciacalli non devono rimetterci piede. Lascio che il guaritore completi le ultime medicazioni su di me senza opporre resistenza, lanciando un'occhiata divertita a Gib che si scansa borbottando. Mi volto infine verso Chand, Kaerith, Caelum e lo gnomo, unendo i pugni sul petto e mormorando che siamo stati lo scudo di questo mulino stanotte, e la Vergine ha guardato giù su di noi. Rimettiamoci in sesto, ragazzi, perché sento che la notte ha ancora molto da chiederci e dobbiamo essere pronti a risponderle.
  4. La grotta, un tempo soffocata da vapori dolciastri e carica di tensione, trova infine un suo bizzarro equilibrio. Con il Signor Baffi al sicuro sotto il mantello di Aelthara, il gruppo coordina le ultime manovre prima di lasciare l'anfratto. Fritz, incassata con un irriverente saluto militare la reprimenda dell'elfa, mantiene per sé il bottino tascabile di spezie e pergamene alchemiche, accontentandosi di aver attirato l'attenzione sulle casse di ferro di Riverbend e sulla seconda uscita. Eol e Aelthara concordano rapidi sulla strategia: lasciare i lingotti sul posto dopo aver mascherato l'ingresso secondario con rami e frasche, portare con sé Pervinca e qualche campione come prova, per poi fare rapporto al capitano Gorak al Presidio affinché invii una scorta armata. Mentre Godhura si spende a favore dell'intraprendenza del giovane ladro e organizza con precisione la formazione di marcia, Ramo di Larice mette in atto il piano di recupero...raccoglie con cura dal calderone le ultime porzioni di infuso e qualche tralcio di Falce di Nebbia, dosando l'aroma per non stordire le bestiole. Non appena la scia profumata si diffonde nell'aria, i gatti cittadini rimasti , una dozzina tra soriani, felini a macchie e giovani gattini , sollevano le orecchie. Come stregati da un richiamo invisibile, si alzano sui quattro accumulatori di zampa e iniziano a trottare in fila indiana dietro la figura imponente del Goliath. La grande fiera alata solleva un'ultima volta la maestosa testa. Scambia un lungo sguardo d'intesa con Ramo e Aelthara, emette un basso ruggito vibrante che suona quasi come un commiato pacifico, e si acciambella nuovamente nel fondo della cavità, lasciando che il gruppo scorti i piccoli felini all'esterno. Il viaggio di ritorno verso le porte di Riverbend prosegue senza intoppi. La vista di un imponente Goliath seguito da una vera e propria carovana di gatti miagolanti strappa più di uno sguardo incuriosito ai contadini e alle guardie di pattuglia lungo la strada principale. @ Tutti
  5. Jane Doe Il silenzio torna a regnare nella caverna mentre la massiccia mole di Kobuki crolla al suolo. La mia spada d'ombra si dissolve in fumo scuro con un freddo brivido, lasciando che la mia mano destra torni libera. Le lamentele dei vivi per le loro ferite mi lasciano del tutto indifferente; il sangue nero e viscoso che continua a colare freddo dalla mia spalla è l'unico promemoria di questo scontro, ma non c'è dolore nel Vuoto, solo necessità. Osservo Gaia e Gale che si prodigano per stabilizzare il gigante. Le rimostranze della guerriera verso Tamamo sono sensate, ma per me l'Oni ha valore solo finché la sua lingua è attaccata alla gola. Lasciate che respiri, ma tenete a mente con cosa abbiamo a che fare dico, la mia voce distorta che risuona piatta e tagliente nell'ampia grotta. Questa creatura rigenera i suoi tessuti a una velocità innaturale ed è caduta solo grazie al fuoco della Kitsune. Appena Gale avrà fermato l'emorragia, assicuratevi che le corde siano strette al punto da spezzargli le articolazioni se tenta di muoversi. E se dovesse provare a pronunciare una sola sillaba arcana per tornare invisibile, tagliategli i tendini prima che finisca l'incantesimo.
  6. Il vicolo cieco torna a essere un deposito di ombre silenziose non appena vi mettete in marcia, lasciando i corpi dei due braccianti a terra, ormai lavati dalla pioggerellina gelida del nord. Arkyn, si avvicina all'elfo esiliato mentre Tiburzia lo solleva dal fango. Lo sfiora sul braccio bagnato, canalizzando l'energia della tua fede. Una ventata di calore improvviso e purificatore attraversa le membra dello straniero: la febbre alta che lo faceva tremare svanisce all'istante e i brividi si placano, restituendo un colorito più sano al suo volto pallido. L'elfo spalanca gli occhi, respirando a pieni polmoni e guardandoti con profonda gratitudine mentre riesce finalmente a reggersi in piedi con maggiore stabilità. Tiburzia, sostieni il braccio dello straniero sopra le tue spalle e lo guidi fuori dal passaggio coperto, notando come lo strano ciondolo a forma di artiglio di gufo oscilli sul suo petto. La tua memoria viaggia rapidamente tra le vecchie storie e i culti dimenticati del nord. Riconosci quel simbolo: non è un semplice orpello tribale, ma l'antico feticcio degli Scavatori d'Inverno, un clan elfico della Selva d'Ombra noto per custodire i segreti dei tumuli primordiali e per la sua ferrea opposizione a chiunque violi le profondità della terra. L'elfo, accogliendo il tuo sussurro, infila rapidamente il ciondolo sotto la camicia lacerata per nasconderlo alla vista dei passanti. Godluin, guidi la ritirata facendo strada lungo il perimetro del Distretto dei Cortili. Evitate abilmente l'incrocio principale dove i grossi carri del Sindacato dei Carrettieri rientrano nei recinti attigui e vi dirigete rapidi verso la locanda. La nebbia fredda del Distretto dei Cortili resta fuori dalle spesse mura di pietra non appena spingete il pesante portone di legno della locanda Al Corvo d'Oro. L'impatto con l'interno vi investe con un'ondata di calore aspro, intriso di fumo di torba, idromele speziato e grasso d'arrosto. La pace armata del locale è evidente fin dall'ingresso: due imponenti buttadentro Bugbear, con le braccia conserte e pesanti mazze borchiate alla cintura, vigilano sulla clientela multiculturale, separando con lo sguardo i minatori del Consorzio dai mercanti in arancione del Sindacato. Gli halfling della servitù si muovono agilmente tra i tavoli pesanti di quercia, trasportando boccali e vassoi fumanti. Prendete posto in un tavolo d'angolo, parzialmente protetto dal bagliore del grande focolare centrale e isolato dal grosso della ressa. Sistemate sul tavolo la sacca con le provviste appena acquistate — gli antidoti, il sacchetto di biglie, gli specchietti di metallo, le fiaschette d'olio e le razioni — mentre gli halfling vi servono rapidamente il cibo caldo, un boccale di idromele davanti al fuoco e il liquore forte. L'elfo esiliato siede tra di voi, visibilmente rinvigorito. Il calore purificatore dell'Imposizione delle Mani lo ha liberato dalla febbre alta, restituendo un colorito sano al suo volto pallido e stabilità alle sue membra, mentre le bende pulite imbevute di liquore gli coprono le tumefazioni. Sotto la camicia lacerata, lo straniero nasconde ora il ciondolo di legno a forma di artiglio di gufo, l'antico feticcio degli Scavatori d'Inverno legato ai tumuli primordiali della Selva d'Ombra e alla protezione delle profondità della terra contro i sacrilegi delle miniere. @ Tutti
  7. Il ghigno divertito di Shage e i sussurri taglienti di Erik svaniscono rapidamente nell'aria gelida delle fonderie, sostituiti dal freddo pragmatismo di Akseli. Il piano del mago trova l'immediato e silenzioso assenso di Valerius, che fa un cenno col capo coperto dal cappuccio, mentre Gaius ruota sui perni d'acciaio posizionandosi sul primo gradino della scala di ferro a sinistra, lo scudo sollevato per aprirvi la strada. Rinsaldando le prese sulle armi e imbracciando le lanterne in modo che la luce non filtri direttamente verso il centro della stanza, iniziate la discesa in fila indiana lungo la parete occidentale. Calpestare quei vecchi pioli di ferro arrugginito e privi di ringhiera, sospesi a sei metri dal pavimento inferiore, richiede un'attenzione spasmodica. Lo zolfo e il puzzo di decomposizione dei trogloditi si fanno sempre più forti a ogni metro guadagnato verso il basso. Sotto di voi, muovendosi con una lentezza calcolata tra i vecchi canali di scolo del bronzo, i due Ragni Mostruosi Grandi continuano a pattugliare la zona, del tutto ignari della vostra presenza grazie alla rotta d'ombra che state percorrendo. Man mano che scendete, l'orrore visivo delle fonderie si fa opprimente. I filamenti arancioni di Trasmutazione e Divinazione pendono a pochissimi centimetri dalle vostre teste, vibrando impercettibilmente a ogni vostro respiro pesante o al minimo cigolio delle piastre di Erik. La sensazione di essere osservati da centinaia di occhi invisibili attraverso quel reticolo sensoriale vi gela il sangue, costringendovi a muovervi con una lentezza quasi innaturale. Gaius tocca finalmente il pavimento di pietra inferiore, imitato subito dopo da Erik e Vaulath. Siete riusciti a completare la discesa lungo la scala senza sfiorare le ragnatele e vi trovate ora compatti nell'angolo sud-ovest della stanza, parzialmente protetti dall'ombra delle casse metalliche ribaltate. Davanti a voi si snoda il corridoio di transito sicuro largo tre metri, che corre pulito tra la base della scala e il Pilastro Centrale. Tuttavia, per percorrere questo sentiero e cercare i dischi di bronzo nascosti secoli fa, la vostra linea d'avanguardia è costretta a sfilare a pochissimi metri di distanza dal Ragno Mostruoso Grande, posizionato nell'ombra alla vostra sinistra. La bestia, grossa quanto un cavallo, muove lentamente i cheliceri bagnati di veleno acido nel buio, ancora ignara della vostra presenza, ma la sua vicinanza stringe i tempi della spedizione. Valerius e Akseli chiudono la fila, tenendo le lanterne schermate per non proiettare riflessi dritti sull'aracnide. La discesa a piedi è completata con successo e l'intera spedizione si trova ora al livello inferiore delle fonderie, all'imbocco del passaggio sicuro. Il Ragno Grande è a portata ravvicinata, mentre il Ragno Enorme resta nascosto dietro il pilastro centrale a nord. @ Tutti
  8. Mentre Ravska posa lo sguardo freddo sul corpo di Brandon tenendo la mano sul falchion, un debole movimento si avverte sul fondo della scialuppa. Uno dei chierici di Selûne, un uomo anziano dalle vesti logore e il volto segnato dai patimenti della notte, scosta un lembo di tela catramata. I suoi occhi stanchi fissano il capitano pirata svenuto sul molo, e la sua mano nodosa si stringe sul bordo di legno dell'imbarcazione. Portatelo... portatelo via con noi... mormora il sacerdote con un filo di voce, ma con un'insospettabile fermezza. Quell'uomo conosce qualcuno dei seguaci di rilievo della Chiesa di Shar e sa i piani commerciali che stanno soffocando il porto di Tsurlagol. Se muore qui, la verità affonderà con lui nel fondo della baia. Dobbiamo consegnarlo alla giustizia dell'Alba Radiosa. Non c'è tempo per discutere. Dalle profondità della corderia, le grida furiose dei mercenari in ritirata risuonano ormai a ridosso del settore centrale: la guarnigione ha scoperto i corpi delle guardie e sta per riversarsi sulla banchina posteriore. Con un movimento rapido e coordinato, Brandon il Sanguinario viene sollevato di peso e scaricato sul fondo della scialuppa, immobilizzato e coperto accanto ai forzieri di ferro. Ravska e gli scudieri balzano a bordo un istante dopo, mentre James, stringendo i paramenti scuri da contrabbandiere, afferra le cime e recide di netto gli ormeggi con un colpo rapido di lama. Lady Alandra, imponente nel pesante cappotto di pelle del capitano pirata, si posiziona immobile a poppa con la mano salda sulla scimitarra dal riflesso verdastro. Agli occhi di chiunque, è Brandon che sta ordinando la ritirata. I remi colpiscono l'acqua nera e salmastra all'unisono, muovendosi con colpi corti e silenziosi. La scialuppa da trasporto si stacca dalla banchina della Vecchia Corderia proprio nel momento in cui le prime torce dei cultisti di Shar irrompono sul molo sguarnito, illuminando a vuoto le assi di legno bagnate. Un secondo dopo, la fitta e fredda nebbia del porto di Tsurlagol inghiotte completamente l'imbarcazione, isolandovi dal baccano della città e lasciandovi scivolare nel silenzio protetto dei canali esterni, verso la salvezza. @ Tutti .
  9. Garok Fireheart , Mezzo Gigante Combattente Psichico Guardo il nano chiudersi nel silenzio dopo le mie parole e lascio andare un grugnito sommesso. Il suo mutismo improvviso è la conferma definitiva di cui avevamo bisogno: sa perfettamente di cosa stiamo parlando e sa che abbiamo toccato un nervo scoperto. Ripongo finalmente il pesante spadone nel fodero sulla schiena, mentre Milo e Lavelior finiscono di radunare gli ultimi villici spaventati nell'angolo. Mi avvicino all'elfo e ad Aiembat, incrociando le braccia sul petto massiccio per allentare la tensione del combattimento. Do un'occhiata ai contadini legati, assicurandomi che nessuno di loro sia ferito gravemente, poi rispondo al mio compagno tenendo la voce bassa. Sì, è andata nel migliore dei modi. Ormund dovrebbe essere qui a momenti con i suoi uomini fidati dico, annuendo alle parole di Lavelior e al commento fiero di Lathiel. Adesso spetta a lui decidere del loro destino, ma averli consegnati vivi e disarmati è la prova che siamo qui per fare giustizia, non per fare un massacro. Spero solo che questi poveri diavoli capiscano che Korsec li stava usando come scudi umani. Sposto nuovamente lo sguardo sul nano incatenato, poi indico con un cenno del mento il punto del pavimento dove armeggiavano prima dell'irruzione. Mentre aspettiamo il figlio del Conte, direi di non stare con le mani in mano. Cominciamo a dare un'occhiata a questa buca e al carico di armi. Voglio vedere esattamente cosa è riuscito a far arrivare fin qui questo traditore.
  10. Maybelle Petit Se sapesse dirci qualcosa di più le saremmo grati...
  11. Tukgrik Duskhorn Per quanto posso vedere questa umana sembra avere un bel caratterino , curioso di sapere come evolvera la situazione rimango in silenzio...
  12. Rezara Teshov , umana (Gur) Warlock Sguardo fisso verso il punto indicato da SaxSha, osservo il movimento innaturale tra i cespugli in lontananza, tenendo la mano vicina all'impugnatura della lancia. Andare alla cieca ad attaccare un nido di quella portata, con centinaia di topi sotto il controllo di non si sa chi, è il modo migliore per farsi circondare dico mantenendo la voce bassa e controllata. Concordo con Lisetta, restiamo coperti e osserviamo. Faccio un piccolo passo indietro per sfruttare l'avvallamento del terreno e nascondere la mia sagoma. Vediamo se da quei cespugli esce chi li comanda o se si muovono tutti insieme come un'unica massa. Raccogliamo informazioni ora che siamo noi ad averli in pugno, prima che si accorgano della nostra presenza.
  13. Kaelenys Vaelthara Sposto lentamente il peso del corpo provocando un secco e isolato stridore metallico che taglia per un istante il frastuono del lungofiume. Le mie dita guantate d'argento si appoggiano con calma sulla tempesta cesellata del mio scudo pesante. Senza mutare la severità del volto, lascio che il mio sguardo lattescente si sposti dall'halfling ai volti dei caporioni che lo circondano. Registro ogni loro segno di insofferenza, rimanendo ferma e in silenzio a fare da barriera visiva per i miei compagni mentre attendiamo il verdetto di Harg.
  14. Freydis del clan dell'orso nero Mha padre , non sei poi cosi vecchio...però certo se non vuoi più essere il capo del villaggio per me puoi farlo , ma proprio non sopporto che quelle due teste vuote prendano il comando... io sono annì che manco e non so se ci sia qualcuno che si potrebbe opporre ai miei fratelli...è proprio una faccenda complicata ...se solo fossi nata uomo questo problema non sussisterebbe , li sfiderei a duello e diventerei il capo...
  15. Vivienne Larksong Fra le braccia di Selune
  16. Vivienne Larksong Il secondo impatto rompe la piastra pettorale con la forza brutale di un crollo roccioso. Sento il freddo del metallo e il fuoco della lancia aprirsi un varco definitivo nella carne, e per un istante il mondo intero si restringe al solo suono del mio respiro che si interrompe, strozzato dal sangue. L'insulto sputato dalla guardia mi giunge all'orecchio attutito, come se provenisse dal fondo di un pozzo profondo, mentre le forze mi abbandonano del tutto. Le ginocchia cedono, impattando sul terreno del piazzale. Il cielo stellato di Greenest, quel velo argenteo che ho cercato di difendere per tutta la notte sotto lo sguardo di Selûne, inizia a sbiadire, inghiottito da un'oscurità densa che sale dai bordi della mia vista. Lo scudo rimane ancorato al braccio ormai privo di vigore, mentre la presa sul manico del martello si scioglie, lasciando l'arma piantata nell'erba come un macabro monumento alla mia caduta. Mentre il buio mi avvolge completamente e il frastuono della battaglia svanisce in un silenzio ovattato, un ultimo, disperato pensiero si leva prima di perdere la coscienza: un'invocazione muta alla Signora d'Argento affinché la sua luce non si spenga su Chand e sugli altri, mentre io scivolo nel limbo profondo della notte, sospesa sul filo sottile tra la vita e la morte.
  17. Le tue parole penetrano nel freddo dell'alba con la precisione di un dardo ben scagliato. Skraa si irrigidisce sotto la cappa fradicia, e per un istante i suoi occhi gialli e affilati smettono di vagare sulla grata arrugginita per fissarsi nei tuoi. Nella semioscurità del vicolo, vedi le sue grandi orecchie verdi abbassarsi impercettibilmente, non per sottomissione, ma per il peso improvviso di una promessa che non ha mai sentito pronunciare da nessuno lungo i moli della Città Bassa. Nel mondo di Zephyr, la pelle di una goblin non vale più del piombo usato per i contrappesi; sentire che un elfo austero e fiero, che lei considerava solo un fanatico, legare il proprio destino al suo, scuote qualcosa nel suo piccolo cuore verdastro. La Spezzacifre deglutisce a vuoto, arricciando il naso bagnato dalla pioggia. Cerca di recuperare la sua maschera di cinismo, ma la voce le esce meno ferma del solito. Il capo... il capo fa i suoi calcoli, elfo. sussurra, voltando la testa verso l'imboccatura buia del condotto per evitare il tuo sguardo. Ma io so badare a me stessa. Eppure... una promessa è una promessa. Vedi di non farti spaccare la testa, orecchie lunghe. I ferri da scasso non servono a niente se non c'è una lancia a coprirmi la schiena. Senza attendere un'ulteriore replica, afferri saldamente l'asta del tuo falcione e varchi la soglia di ferro, immettendoti per primo nelle viscere della collina. L'impatto con il condotto di scolo è un assalto immediato ai tuoi sensi mortali. L'acqua piovana di Ches, gelida e sporca di fango, ti arriva subito alle ginocchia, premendo con una corrente costante e vigorosa che mette alla prova la stabilità delle tue gambe di carne. La tua scurovisione si attiva all'istante, tagliando le tenebre assolute del tunnel e tingendo la roccia di sfumature grigie e nitide. Il condotto è una lunga galleria a volta, alta poco più di un metro e ottanta, quanto basta per permetterti di avanzare a capo chino, mentre Skraa ti segue a ruota, tenendo il suo bastone sollevato per non bagnare il cristallo rosso. Avanzate in salita per circa cento metri, con il solo rumore scrosciante dell'acqua che rimbomba dolorosamente contro le pareti di pietra e il sentore acre di melma che ti riempie i polmoni. Sei concentrato sul sentiero scivoloso, ma la tua vigilanza millenaria, ora ravvivata dal favore latente dei Seldarine, ti fa arrestare di colpo nei pressi di un gomito del condotto. La tua vista perfetta nota un'anomalia strutturale poco più avanti. La pioggia battente delle ultime ore ha spinto nei sotterranei una massiccia quantità di detriti dalla superficie della Città Alta , un enorme groviglio di vecchie travi di legno marcio, fango pesante e pesanti lastre di pietra crollate da un vecchio sbarramento ostruisce quasi interamente il passaggio, creando una vera e propria diga improvvisata. L'acqua, bloccata dall'ostacolo, sta iniziando a salire di livello rapidamente, creando un gorgo profondo e instabile che preme furiosamente contro il cumulo di macerie. Skraa si schiaccia contro la tua coscia, allungando il muso verde per sbirciare oltre la tua figura. Il cristallo del suo bastone emette un debole, nervoso sfrigolio rossastro. Siamo bloccati, Silyndor... sussurra la goblin, la voce tesa per il rumore crescente del gorgo. Quella roba ha sbarrato la galleria. Se proviamo a scalarla o a smuovere la trave portante al centro per aprirci un varco, rischiamo che l'intera diga crolli o che la pressione dell'acqua accumulata dietro ci travolga, rispedendoci dritti nella Città Bassa con le ossa rotte. Ci serve un'idea per passare oltre senza far scattare la trappola della corrente. La barriera di detriti scricchiola minacciosa sotto la spinta dell'acqua fangosa, sbarrando la via verso i sotterranei della Dogana, e la corrente gelida continua a salire attorno alle tue gambe.
  18. L'idea del giardino botanico-magitech e dei frutti della conoscenza legati all'albero Biomeccanico Magitech è stupenda e apre a dinamiche esplorative e di crafting davvero uniche, riprendendo alla perfezione anche lo spirito delle pozioni edibili di Fabula Ultima. Sul fronte dei toni, però, concordo sul lasciare da parte la versione troppo grimdark con le vasche di fermentazione a base di cadaveri ed esche cerebrali: terrei l'ambientazione su un registro ruvido, disperato e post-apocalittico alla Mad Max, ma senza sfociare nell'horror viscerale, così da mantenere il focus sull'avventura e sulla meraviglia malinconica di questo mondo, lasciando magari che i frutti crescano semplicemente grazie al mana instabile della Torre o a cure e concimi alchemici speciali curati dai floralisti.
  19. Io non ho telegram e a meno che non fosse assolutamente necessario non vorrei usarlo .
  20. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    Il cammino ha inizio nel buio viscido dei canali di scolo della cenere. Kaelen si addentra per primo nel cunicolo e il gruppo lo segue a ruota, lasciandosi alle spalle le rovine fumanti di Porto Scoria. Il primo giorno scorre via nel silenzio più cupo, interrotto solo dal rumore degli stivali che calpestano i sedimenti polverosi del sottosuolo e dal gocciolio ritmico di acque pesanti che filtrano dal soffitto. Siete costretti a camminare in fila indiana, con le rune naturali di Devras e gli scatti delle lenti di Fiore della Giungla a fare da unica e debole luce nella penombra. Camminare qui dentro vi nasconde agli occhi dei galeoni volanti di Linden, ma l'aria è densa, fredda e satura di gas di scarico spenti. Durante il secondo giorno, la distanza e la fatica iniziano a presentare il conto. Non per i muscoli temprati di Zarath o per la carne di pietra di Devras, ma per Kaelen. Senza i suoi sali alchemici vitali, il corpo della guida comincia a cedere visibilmente. Il suo passo si fa pesante, incerto; l'uomo è costretto a fermarsi sempre più spesso, appoggiandosi alla roccia nera con il respiro ridotto a un fischio idraulico e una tosse secca che gli scuote il petto. Fiore e Selyra osservano preoccupate il tremito delle sue mani nodose: la guida sta letteralmente esaurendo il carburante biologico che la tiene in vita. Le bacche magiche di Devras placano i morsi della fame, ma non possono sostituire i sali che mancano alle sue funzioni vitali. Il terzo giorno di marcia sotterranea si chiude bruscamente quando il tunnel di scolo della cenere si spalanca sul vuoto di una gigantesca cavità nascosta nelle viscere della terra. Davanti agli occhi dei viaggiatori si rivela un alveare spettrale e verticale, abbarbicato a un colossale intreccio di radici fossili millenarie che scendono dal soffitto della caverna come pilastri di legno pietrificato. L'aria cambia di colpo, facendosi umida, pesante, satura di un odore dolciastro di muffa alchemica, fumo di pece e grasso per macchinari. Piccole lanterne schermate con vetri viola e blu scuro oscillano nel vuoto, proiettando ombre lunghe e distorte su una baraccopoli sospesa fatta di lamiere arrugginite, teli logori e passerelle di corda traballanti che collegano i vari livelli. Nelle ombre di questo covo di reietti si muovono le creature che lo abitano. Dalle aperture delle catapecchie e dietro i banconi del mercato sotterraneo, delle sagome snelle osservano il gruppo in un silenzio tombale. Sono interamente avvolte in stracci polverosi e bende logore, e dai loro volti coperti spuntano soltanto degli occhi gialli, stranamente luminescenti nel buio. Si muovono a passi felpati, senza produrre il minimo rumore, sussurrando tra loro con suoni gutturali mentre maneggiano fiale di sangue, funghi luminescenti e merci di contrabbando. Se le figure bendate gestiscono il commercio a terra, i veri signori del vuoto si trovano sopra le teste del gruppo. Alzando lo sguardo verso l'intricata volta di radici superiori, si notano massicce ragnatele d'acciaio e ombra che collegano i piloni di pietra. Lì, nell'oscurità più fitta, si muovono creature imponenti e mostruose. La metà inferiore del loro corpo è quella di un colossale ragno dalla chitina nera e lucida, che si sposta lungo le pareti con un fruscio sinistro di zampe uncinate; la metà superiore, invece, è un torso umanoide, pallido e snello, che tiene le braccia conserte sul petto o stringe grandi archi d'osso. I loro occhi spettrali sono piantati dritti sulla cassa in Ferro di Luna che il gruppo sta trasportando. Mentre Kaelen si accascia esausto contro il montante di una passerella, respirando a fatica con le mani che tremano violentemente, una delle figure bendate, un individuo particolarmente curvo avvolto in un mantello di tela cerata che puzza di acido, si stacca lentamente dalla parete. Avanza verso gli avventurieri a passi misurati, fissando prima il corpo esausto della guida. @ Tutti
  21. Ma possiamo anche tenerle , quello è il mio punto di vista ma siamo in comune per le decisioni .
  22. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdS in Sword and Sorcery
    Ho problemi nel creare le mappe ma vedo di descrivere al meglio la scena che vi trovate davanti... Dimensioni della Stanza e Geometria dell'Area Larghezza (Est-Ovest): La sala è larga 21 metri (14 quadretti sulla griglia). Lunghezza (Nord-Sud): La profondità totale dal muro della balconata alla parete di fondo a nord è di 15 metri (10 quadretti). La balconata sopraelevata a sud occupa i primi 3 metri di profondità. Il pavimento inferiore calpestabile occupa i restanti 12 metri di profondità. La Balconata (Sud): Una piattaforma di pietra lavorata, sopraelevata di 6 metri rispetto al pavimento sottostante. Si estende orizzontalmente per tutta la larghezza della sala (20 metri) ed è profonda 3 metri. Offre una visuale totale sulla fonderia, ma espone chiunque si affacci alla linea di tiro. Il Pavimento delle Fonderie (Centro-Nord): Una vasta camera industriale profonda 13 metri. Il soffitto è altissimo, oscurato da catene arrugginite, vecchi crogioli nanici sospesi e arcate di pietra grezza. Il Pilastro Centrale: Un colossale blocco esagonale di granito massiccio (diametro 3 metri) posizionato esattamente al centro del pavimento, che spezza le linee di visuale e funge da ancoraggio principale per l'aracno-struttura. I personaggi si trovano raggruppati in cima, pronti a gestire la discesa a piedi: Gaius: Posizionato all'estrema sinistra, esattamente davanti al primo gradino della scala di ferro corrosa, pronto a fare da apripista con lo scudo sollevato. Erika: Subito alle spalle di Gaius, con la lama in resta a copertura dell'imbocco. Vaulath: In prima linea al centro della piattaforma, con la vista da rapace focalizzata sui mostri inferiori. Akseli e Shage: Al centro della balconata, protetti dalla linea fisica dei combattenti. Valerius: Leggermente arretrato sulla destra, immobile con il tomo sottobraccio. I filamenti untevoli e fluorescenti di colore arancione formano una ragnatela tridimensionale geometrica... La Rete Principale: Parte come un fascio di funi spesse dal Pilastro Centrale e si dirama a raggiera verso gli angoli Nord-Ovest, Nord-Est e lungo le pareti laterali, creando veri e propri "muri" di bava elastica impenetrabili senza attivare l'allarme magico. I Settori d'Ombra: L'unica zona relativamente libera da filamenti sensoriali corre lungo il perimetro sinistro (Ovest) della sala, proprio sotto la proiezione d'ombra della balconata dei personaggi, dove la ragnatela è più rada e sottile. I Bozzoli Pendenti: Grandi sacchi di tela grigiastra pendono dalle catene dei crogioli superiori e dal soffitto del pilastro. Due bozzoli specifici attirano la vostra attenzione nella penombra: uno è ancorato proprio sotto la balconata, a ridosso della scala di discesa, e l'altro è incollato sul fianco cieco del pilastro centrale. I nemici sono distribuiti sul pavimento inferiore (quota 0 metri) o appesi alle pareti, del tutto ignari della vostra presenza: I Ragni Mostruosi Grandi (x2): Si muovono lentamente sul pavimento tra i vecchi canali di scolo del bronzo. Il primo si trova sul lato sinistro, a circa 5 metri in linea d'aria diagonale sotto la verticale di Erik. Il secondo pattuglia il lato destro, a circa 12 metri di distanza da Shage. Il Ragno Mostruoso Enorme (Matriarca Minore): È parzialmente nascosto dietro la colonna portante centrale, in una zona di copertura totale rispetto alla balconata. Si trova a una distanza lineare di circa 10 metri rispetto alla posizione di Akseli L'analisi combinata dell'incantesimo di Akseli (Individuazione) e della vista di Vaulath (Eyes of the Avoral) rivela l'esistenza di un unico ed esatto corridoio di transito sicuro, privo di filamenti sensoriali di Divinazione: La Rotta Sicura: Si trova interamente sul lato centro-sinistro della sala. Corrisponde allo spazio vuoto situato tra la base della scala di ferro a ovest e il lato frontale del Pilastro Centrale. Larghezza del passaggio: Questo corridoio naturale è largo circa 3 metri (2 quadretti sulla griglia).
  23. Ho creato con l'IA alcune immagini per dare atmosfera , ditemi cosa ve ne pare , forse sono poco tecnomagiche ma decisamente post apocalittiche... 1 2 3
  24. TdS

    Dardan ha risposto a Dardan a un discussione Topic di servizio in Adventure Quest
    In pratica , dimezza qualsiasi danno da freddo subito (da incantesimi come Sfera Congelante o Cono di Freddo, soffio di drago bianco, trappole, ecc.) e protegge dal freddo estremo, dalle bufere e dai venti gelidi (come un contrastare elementi ma solo per il freddo)
  25. La luce morente del braciere, ormai ridotto a un chiarore arancione opaco, proietta le vostre ombre allungate e distorte sulle assi di legno del carro. Le parole di Lyra sono rimaste sospese nell'aria umida come una supplica, ma la tua risposta recide l'esitazione con la fredda fermezza degli antichi decreti di Arvandor. Non fuggirete come prede ferite. Non brancolerete nel fango della Costa della Spada con la paura a dettare il cammino. Al sentire la tua promessa, Lyra Thorne solleva lentamente lo sguardo. I suoi occhi cangianti , in cui l'eternità dei Tel'Quessir si scontra drammaticamente con l'urgente fragilità del sangue umano , cercano i tuoi sotto la penombra del mantello. C'è un istante di muto sbigottimento nel suo volto quando parli di corde, di catene e di una carovana che deve tenersi pronta a simulare una prigionia , la sua mente pratica da mercante comprende all'istante che stai guardando già oltre la Dogana, preparando il terreno per un addio definitivo o per un inganno estremo ai danni del Genasi. Corde e catene... sussurra la mezzelfa, la voce che scende di un'ottava, priva di gioia ma intrisa di una totale, rassegnata devozione alla tua guida. Le troverò. Krag ha lasciato dei vecchi canapi da carico nel retro e Brakor ha una cassa di ferraglie vicino alle stalle. Se Zephyr o i suoi sgherri verranno a controllare prima dell'alba, ci troveranno legati alle ruote come se fossimo i loro ostaggi. Faremo la nostra parte, Silyndor. Ma tu... tu mantieni quella promessa. Torna da noi. Si stringe nel mantello bagnato, esalando un respiro che si condensa in una debole nuvola bianca nell'aria gelida del magazzino. Sente che, nonostante la lontananza dai cieli, la tua certezza non è un vaneggiamento: è la stessa luce d'argento che ha guidato il gufo tra i crinali dell'Alta Brughiera. Dall'alto della trave portante, nell'oscurità del soffitto, si sente il rumore quasi impercettibile di un fodero di cuoio. Kaelen si sporge leggermente dalla penombra, la sua sagoma da tiefling appena delineata dalle prime luci fredde che filtrano dalle vetrate. Non ha interrotto il tuo colloquio con Lyra, ma i suoi occhi felini e gialli sono fissi sul tuo falcione. Le ronde del Pugno di Fuoco attorno alla Porta del Drago cambiano ogni quattro ore, elfo. dice la ranger, la voce ridotta a un sussurro teso e sibilante che scivola giù come un soffio di vento. Se la goblin dice il vero sui condotti, avrete poco tempo prima che la luce del soleil illumini gli scarichi della Città Alta. Io terrò le lame pronte qui sotto. Se entro mezzogiorno non vedo te o quel sacco di ferro profondo entrare da quel portone, Zephyr capirà cosa significa avere un cacciatore di taglie alle spalle. Le poche ore di riposo che restano prima dell'alba scivolano via fredde, scandite dal ronzio monotono della pioggia di Ches che flagella il porto di Baldur's Gate. Quando ti scuoti dalla trance elfa, senti una sottile e calda vibrazione scorrere nuovamente sotto la tua carne mortale: la fede incrollabile nella tua missione ha teso un ponte invisibile verso i Seldarine, e l'energia sacra del tuo piano natio torna a fluire debolmente nei tuoi muscoli, pronta a rispondere ai tuoi comandi. Uscite dal magazzino mentre il cielo si tinge di un grigio plumbeo e gessoso. La Città Alta si erge sopra le vostre teste come un'imponente fortezza di pietra scura, le cui pendenze riversano cascate d'acqua fangosa lungo le strade della Città Bassa. Sotto la scorta silenziosa di Keira, che vi lascia all'imboccatura di un vicolo cieco a ridosso delle mura monumentali della Porta del Drago, tu e Skraa raggiungete la destinazione. La pioggia batte spietata sul tuo cappuccio e il vento freddo ti sferza il viso mentre la goblin si mette al lavoro. Inginocchiata nel fango, Skraa impreca a bassa voce nella sua lingua natia, infilando un grosso piede di porco tra le giunzioni di una pesante grata di ferro arrugginito che sbarra l'accesso ai canali di scolo della Dogana. Con un gemito metallico acuto, la grata cede, rivelando l'imboccatura buia, umida e investita da una forte corrente d'acqua piovana che si perde nelle viscere della collina. Un odore acre di calce bagnata, melma e scarico esala dal tunnel, un promemoria viscerale della tua sgradevole fragilità biologica. Skraa si volta verso di te, stringendo il suo bastone nodoso e scostandosi i capelli verdi fradici dagli occhi gialli. L'acqua è gelida e la corrente spinge forte oggi, elfo. sussurra la goblin, la cui voce trema impercettibilmente per il freddo del mattino. I condotti salgono dritti sotto le celle della Dogana, ma l'oscurità là dentro è totale e il fango rende la pietra scivolosa. Fai strada tu con quegli occhi da predatore notturno o preferisci che strisci davanti io per assicurarmi che i flussi d'acqua non abbiano fatto crollare qualche vecchia grata di sbarramento?

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