Vai al contenuto

Dardan

Circolo degli Antichi
  • Iscritto

  • Ultima visita

Tutti i contenuti pubblicati da Dardan

  1. Le tue parole calano sul tavolo di legno grezzo con la freddezza tagliente di una lama celestiale, raggelando per un istante persino il respiro paranoico del locandiere mezzorco... Kren si blocca con il mestolo di ferro ancora sollevato sopra il calderone, fissa le tue pupille elfe con uno sguardo in cui la diffidenza rurale si mescola a un improvviso, spietato rispetto... non è abituato a sentire un viandante stanco parlare di far sparire una pattuglia del Trono di Ferro come se si trattasse di ripulire un nido di ratti nel fango, ma la tua domanda diretta sulla sparizione dei predoni spegne ogni sua obiezione commerciale... Appoggia le mani nodose sul legno unto del tavolo, curva il busto massiccio verso la tua figura e abbassa la voce fino a ridurla a un sussurro roco, viscido di fumo e di complicità... Se sparisse, elfo?... raschia il mezzorco da dietro la zanna sporgente, le sue piccole pupille iniettate di sangue che scansionano la penombra per accertarsi che i pastori attorno al fuoco siano troppo distanti per udire, se quei quattro delinquenti non tornassero alla base, il Trono impiegherà almeno tre giorni prima di mandare un'altra ronda a controllare perché la gola è silenziosa... quassù a Zelbross nessuno farebbe domande e nessuno piangerebbe la loro carne... ma quattro uomini armati sono un osso duro per una lancia sola e un boscaiolo vecchio. Vi sventreranno prima ancora di darvi il tempo di muovere le ruote nella gola... però... c'è qualcuno che vi può dare una mano a pareggiare i conti... Kren ruota leggermente il volto di profilo, indica con un cenno del mento un angolo ancora più buio della sala comune, parzialmente nascosto da una colonna di pietra calcinata... Lì, seduto da solo davanti a un boccale di terracotta vuoto, c'è un cacciatore di frontiera coperto da un mantello di pelle di lupo logoro, intento ad affilare un lungo coltello da caccia con una pietra focaia, in totale silenzio... Quello è Garek... sussurra l'ibrido, la voce ridotta a un soffio pesante, l'autunno scorso quegli scagnozzi della gilda gli hanno sequestrato il carico di pellicce e gli hanno azzoppato il fratello per un mancato dazio sulla carovaniera. Conosce la gola calcarea meglio delle sue dita, sa dove piazzare i lacci per farli inciampare nel buio e odia il Trono più di quanto tu odi i diavoli... ha un debito di sangue con loro e un debito di gioco con me. Se gli prometti che terrà le loro armature o le loro armi come bottino, vi aiuterà di certo... Al tuo fianco, l'anziano Daran posa il cucchiaio nella ciotola, scambiando un'occhiata tesa, carica di profonda diffidenza, con te e con Lyra Thorne... il vecchio taglalegna fissa lo sconosciuto nell'ombra con le sopracciglia aggrottate, stringendo nervosamente i pugni sotto il tavolo...e anche gli occhi cangianti di Lyra si fissano sul tuo volto, lacerati tra il terrore di un agguato dei mercenari e la paranoia di stringere un patto con una carogna della brughiera... la borsa dell'argento è quasi vuota, ma l'autorità della tua figura e la promessa del bottino dei morti potrebbero comprare l'acciaio di cui avete disperatamente bisogno per superare la gola prima del mattino... Kren si raddrizza, torna verso il bancone con il calderone e vi lascia al peso di questa nuova, decisiva carta da giocare tra le ombre della taverna... la zuppa fuma sul tavolo, il cacciatore affila il ferro nell'angolo buio e la decisione su come arruolare questa guida sconosciuta o come pianificare l'agguato spetta interamente alle tue parole...
  2. @Alonewolf87 il mio personaggio appartiene all'ordine del sudario , devota di Pharasma è un problema?
  3. Nethlypsis Alrishkmel Vyravys , Tielfing (nata da genitori elfi) stregona sangue di drago AAscolto lo sfogo impaziente di Eril e scuoto leggermente la testa, cercando di smorzare i toni. Questa torre trabocca di protezioni magiche e ci sono più guardie che pietre qui intorno; l'accademia non corre un vero pericolo immediato. Torno a guardare l'Alchimista, riprendendo il filo del discorso con più calma.Come dicevo, là fuori la situazione è confusa, ma qui dentro dovremmo essere al sicuro. Il vero problema non è l'accademia, sono le persone innocenti nei villaggi che stanno subendo gli effetti di quelle strane creature. Faccio un piccolo passo in avanti verso il tavolino, studiando le sue reazioni. Visto che i tuoi appunti sono finiti nelle mani sbagliate, c'è un modo per neutralizzare questi 'falsi licantropi' o le creature di fango? Se tu hai corretto i processi di creazione, saprai anche quali sono i loro punti deboli...
  4. Jane Doe Mentre i miei compagni gestiscono le reazioni dei presenti, tengo gli occhi fissi sul ragazzo atterrito e sul vecchio sacerdote. Dietro la mia maschera di freddezza, so che ogni tassello si sta allineando...trovare i responsabili di questo sacrilegio è l'unico modo per compiere il volere della Regina dei Corvi. Quell'Oni ferale l'ha presa solo per darla a loro...dico con voce piatta e tagliente...e loro l'hanno gettata nell'acqua per corrompere la ninfa... Sposto lo sguardo gelido direttamente sull'Abate, esigendo una risposta immediata prima che il colpevole possa accorgersi di essere stato scoperto. Quali dei vostri sacerdoti gestiscono i contatti con i ferali? Voglio i nomi, adesso... @ DM
  5. Il suono della sua voce così calma mi scivola addosso, ma non ci capisco granché e la sua pietà finisce solo per irritarmi. Sento le dita stringersi attorno alla cinghia della borsa fino a far sbiancare le nocche. Alleviare il tuo peso? Ascoltala, la piccola formica crede di poter aggiustare le cose con le sue canzoncine, sibila la spada nella mia testa, la sua voce metallica che stride come ferro sulla pietra, sollevando un'ondata di feroce derisione. Tagliale la lingua, Angbroda. Portale via la testa e andiamocene. Un ago di dolore mi perfora la tempia destra. Serro i denti, emettendo un respiro sibilante dal naso. Tra la lama che urla e i miei pensieri che si accavallano come una matassa aggrovigliata, fatico a concentrarmi. Fisso Shanny con gli occhi ridotti a due fessure gelide, mentre lei cammina all'indietro con una sicurezza che mi dà sui nervi. Ti consiglio di stare zitta e non scavare nella mia testa, elfa, rispondo, e la mia voce perde ogni briciolo di cordialità, scendendo a un tono secco e tagliente. I miei pesi sono miei. Non mi serve l'aiuto di nessuno, tantomeno il tuo. Concentrati sulla strada. La conversazione fortunatamente si sposta su queste benedette tracce. Shanny parla di impronte strane, di roba camuffata, di animali passati tutti insieme. Onestamente, tutti questi dettagli mi confondono e mi fanno solo aumentare il mal di testa. Non ho voglia di stare a pensare a chi o cosa abbia calpestato le foglie. Per me esiste solo una regola: se cammina, si può colpire. Avanziamo lasciandoci alle spalle il sole accecante dei campi. L'aria cambia di colpo non appena mettiamo piede sotto la volta della foresta: l'ombra degli alberi secolari ci accoglie con un brivido umido, e l'odore di resina, terra bagnata e muschio sostituisce quello del grano. Le mie dita scivolano istintivamente sull'impugnatura della spada. Non sto a fare piani, stringo l'elsa solo perché se qualcosa balza fuori dai cespugli voglio essere la prima a menare le mani. Troppe parole per delle impronte, grugnisco a bassa voce, calpestando i rami secchi sul sentiero senza badare troppo a dove metto i piedi. Bestie umane, mostri, creature magiche... a me non importa cosa sia. Se questa cosa si nasconde nel tuo bosco e porta minaccia, la troveremo e la faremo a pezzi. Punto. Mi guardo intorno in modo distratto, più infastidita dall'ombra che si allunga che focalizzata sui pericoli nascosti. Justice si muove silenziosa al fianco della sacerdotessa, mentre io continuo a camminare dietro di loro, tenendo la mano ben salda sull'arma. Portami nel posto dove hai visto quel casino sul terreno, Shanny. Smettiamo di parlare e andiamo a vedere di persona. Se c'è qualcosa da uccidere, preferisco farlo prima che mi passi del tutto la pazienza.
  6. Freydis del clan dell'orso nero Ricambio lo sguardo del re pesce e poi pianto la lancia vicino ai miei piedi... Spero si che voglia ballare ancora...dico ridacchiando... poi aspetto trpidante di vedere come si evolverà la situazione
  7. Il sordo scatto della serratura arrugginita mette fine alla contrattazione nel fango, lasciando che le tue ultime, velate minacce sul peso dei metalli più pesanti si disperdano nel vento freddo del crepuscolo... Kren si limita a emettere un grugnito rauco da dietro la zanna sporgente, un cenno rigido della testa che riconosce la letale promessa del tuo falcione prima di agguantare i due pezzi d'argento che Lyra Thorne gli porge con dita rapide e precise... la mezzelfa scuote la testa, incrociando il tuo sguardo con un cenno silenzioso mentre il locandiere mezzorco si allontana nel fango a passi pesanti, scomparendo dietro la porta di legno della taverna con le sue ceste di torba e lasciandovi soli nell'oscurità protetta della rimessa... Non appena i battenti di pino si chiudono isolandovi dal cortile esterno, ti muovi nel semibuio per ispezionare ogni singolo angolo della struttura di pietra calcarea... i tuoi occhi crepuscolari perlustrano le pareti umide, le vecchie mangiatoie e le travi del soffitto, assicurandosi che non vi siano varchi nascosti o occhi indiscreti pronti a fregarvi... tutto è a posto: la stalla è solida, buia e l'odore penetrante del fieno vecchio mimetizza l'odore selvaggio che i muli si portano ancora addosso dal Bosco Nebbioso... al tuo fianco, Lyra e l'anziano Daran sbarrano i catenacci interni con la metodica fretta della gente di frontiera, coprendo i teloni del ferro pesante con strati di fieno per far sembrare i carri semplici trasporti di foraggio rurale... Il tuo severo avvertimento sulla versione da tenere in caso di domande fende il silenzio della rimessa come un ordine marziale... Lyra si stringe lo scialle di lana sul petto, le suas doti commerciali che riemergono sotto il pallido riflesso della brughiera... Se qualcuno chiede, siamo mercanti di fieno della bassa valle rimasti bloccati dalla frana sui crinali alti... sussurra la mezzelfa, la voce ferma che cerca la tua figura nell'oscurità della stalla, Daran è il nostro conducente e tu sei la nostra scorta... non faremo nomi e non accetteremo birra da nessuno... paghiamo il brodo, ascoltiamo Kren e poi torniamo qui a dormire sui pagliaricci a ridosso del carico... Il vecchio boscaiolo annuisce in silenzio, pulendosi le dita sporche di grasso sui pantaloni logori prima di posizionarsi vicino all'asta della tua lancia... vi compattate a ridosso della soglia interna, lasciando che la fatica biologica di questo lungo pomeriggio di Ches si adagi sui vostri muscoli stanchi... avete affrontato i ragni, spezzato l'idolo della segheria e camminato per ore sotto il sole calante dell'altopiano; il bisogno di un riparo asciutto e di un focolare caldo è l'unica cosa che conta prima che la notte si mangi del tutto i crinali superiori... Spingi delicatamente la porta sul retro della taverna ed entri nella sala comune, lasciando che il debole calore di un focolare di torba centrale vi investa la pelle insieme al fumo denso e all'odore acre di grasso di montone... La bettola è un anfratto buio, illuminato solo da poche candele di sego che proiettano ombre deformi sulle pareti di pietra scura... seduti attorno al fuoco ci sono solo quattro pastori del posto, che interrompono il loro brusio sommesso per fissare i tuoi tratti elfi con la consueta, fredda diffidenza delle comunità isolate, prima di tornare a curvarsi sui loro boccali di terracotta... seguendo il cenno del mento di Kren, vi accomodate rapidamente al tavolo di legno grezzo situato nell'angolo più buio e riparato della sala, lontano dalle finestre e dalle fiamme centrale... ti posizioni sulla sedia che offre la visuale completa sulla porta, stringendo la glaive tra le gambe sotto i teloni del mantello... Pochi istanti dopo, i passi pesanti di Kren fanno scricchiolare le assi unte... il mezzorco si avvicina al vostro angolo isolato reggendo un vassoio di legno scheggiato, posando sul tavolo tre ciotole di terracotta bollenti da cui sale il vapore denso e odoroso del brodo d'ariete... l'odore della carne grassa e delle rape aggredisce piacevolmente i vostri sensi stanchi, mentre il locandiere appoggia le mani nodose sul legno, curvando il busto massiccio verso di te... le sue piccole pupille iniettate di sangue scansionano la penombra della sala per assicurarsi che i pastori siano fuori tiro, prima di abbassare la voce fino a ridurla a un sussurro paranoico e roco, pronto a rivelare il prezzo del suo dazio informativo... Mangiate mentre è caldo, viandanti... e aprite bene le orecchie... raschia il mezzorco da dietro la zanna sporgente, lo sguardo fisso sulla tua figura fiera, oggi pomeriggio, due cacciatori di frontiera scesi dai crinali superiori si sono fermati qui prima di voi... hanno giurato che una pattuglia volante della gilda si è appostata lungo la vecchia pista carovaniera che scende verso Loudwater... quattro uomini a cavallo con le armature di cuoio scuro e i simboli del Trono di Ferro ben nascosti sotto i mantelli... stanno bloccando la gola calcarea più avanti, perquisendo ogni singolo carro che tenta il passaggio per riscuotere i dazi sul ferro e sequestrare le merci dei mercanti indipendenti... Lyra Thorne afferra il cucchiaio di legno ma si blocca a mezz'aria, le sue nocche che tornano bianche nella penombra mentre i suoi occhi cangianti si fissano dritti sul tuo volto... @
  8. Le tue parole tagliano il freddo del crepuscolo con la fermezza del marmo, facendo oscillare la tensione nel cortile bagnato... Kren incassa l'insulto sul suo letamaio senza muovere un singolo muscolo della mascella verde, limitandosi a stringere le labbra attorno alla zanna sporgente... le sue piccole pupille iniettate di sangue scansionano la tua figura con una freddezza calcolata, catturando l'assoluta mancanza di timore nei tuoi occhi crepuscolari e il riflesso azzurrino che ancora latita sul ferro della tua glaive... non c'è lo scatto d'ira di un bruto; il mezzorco ha vissuto abbastanza inverni sulla frontiera da sapere che l'orgoglio non riempie la pancia, e che un guerriero capace di pronunciare il nome del Trono di Ferro con quel disprezzo glaciale è un cliente molto più remunerativo di un pastore di pecore... Alle tue spalle, senti lo scialle di Lyra Thorne scricchiolare sul legno del sedile... la mezzelfa trattiene il fiato, la nuca tesa per lo sbigottimento davanti alla tua totale, spietata assenza di filtri... non sa se hai detto ciò che si aspettava, ma la dignità con cui rivendichi il diritto di quelle merci e la protezione della carovana accende nei suoi occhi cangianti una scintilla di speranza che nessuna guardia di Secomber le aveva mai concesso... Kren emette un grugnito rauco, una specie di risata soffocata che gli scuote il petto massiccio, prima di sputare un rigurgito amaro nel fango calcareo... I corrotti del Trono... raschia il locandiere, la voce pesante che perde gran parte della sua ostilità commerciale per farsi bassa, confidenziale, hai fegato, elfo... o sei solo molto stupido... qui a Zelbross quegli sgherri sono considerati dei parassiti che rovinano i pochi scambi rimasti liberi... ma il loro argento pesa esattamente come il tuo... Il mezzorco afferra la grossa chiave di ferro che gli pende dalla cintura, facendola ruotare tra le dita nodose prima di infilare il dente di metallo nella serratura della catena che sbarra la stalla... lo schiocco della serratura arrugginita fende il silenzio del cortile come una promessa mantenuta... Kren spinge con la spalla le assi di pino marcite, aprendo il varco buio e asciutto della stalla, dove l'odore di paglia fresca e resina offre finalmente un rifugio sicuro per le ruote e i muli... Il prezzo per chi non vuole rogne è un pezzo d'argento a carro per la notte... e il tuo totale, assoluto silenzio se qualcuno dovesse fare domande nella sala comune... sussurra l'ibrido, piantandosi sul limitare della porta sul retro per lasciar passare la testa del primo mulo guidato da Lyra, portate dentro le bestie prima che la nebbia si mangi la via... una volta sbarrate le assi, venite dentro... c'è del brodo d'ariete sul focolare e vi dirò cosa hanno visto i cacciatori di frontiera lungo la carovaniera che scende verso Loudwater nelle ultime due notti... muovetevi... Daran scivola giù dal retro con la scure in mano, muovendosi con la metodica fretta della gente di foresta per imbrigliare le bestie all'interno , mentre Lyra ti rivolge un'occhiata carica di un sollievo profondo, viscerale, prima di far sparire i teloni del carico nell'oscurità protetta della rimessa
  9. Il Sanctum della Luna Silente si riempie improvvisamente di una luce strabiliante quando James evoca lo spirito dei cieli legato alla sua anima. Un reticolo di colori vibranti, caldi e cangianti si materializza sopra il giaciglio delle gemelle, proiettando fasci di luce iridescente che avvolgono i corpi rigidi di Lyra ed Evadne. La potenza della Trama Iridescente si abbatte sulla trance delle fanciulle e l'effetto è immediato. I loro corpi si distendono di colpo, i sussurri sibilanti in lingua acquatica si spengono e il vapore si dissolve. Entrambe spalancano gli occhi verdi, ma le loro pupille sono catturate e totalmente affascinate dai pattern di luce ipnotica che James fa danzare sopra di loro. Rimangono immobili, con lo sguardo fisso nel vuoto, finalmente calme. Al centro della stanza, anche il piccolo imbuto ribollente nella fonte rallenta fino a fermarsi, tornando a essere una superficie liscia. Raskva, che era avanzata pronta a colpire di piatto con il falchion, si blocca a pochi centimetri dal giaciglio, vedendo la situazione stabilizzarsi grazie alla magia del compagno. La drow vicino alla porta allenta la presa sulla lama ricurva, lasciando andare un sospiro. La risonanza si è interrotta, sciamano. La tua magia celestiale ha spezzato il legame prima che i sigilli della stanza cedessero. Tuttavia, proprio mentre la pace sembra tornare nel Sanctum, la superficie dell'acqua della fonte – ora perfettamente immobile e limpida come uno specchio – non riflette più il soffitto della cappella. A causa della vicinanza alla vasca, James e Raskva notano subito l'anomalia. Sul fondo della pietra, l'acqua proietta un'immagine magica e in tempo reale della cisterna fognaria che avete superato un'ora fa. Ma la quiete di quella stanza è andata in pezzi: l'acqua profonda della riserva è scossa da gorghi violenti ed è tinta del rosso del sangue fresco. Attraverso lo specchio d'acqua, vedete alcune figure avvolte in pesanti mantelli scuri che brandiscono lame corte, affiancate da altre sagome sinistre che scagliano dardi di energia violacea e malsana, la stessa identica magia d'ombra che ha proscugato le guardie cittadine sul pavimento. Stanno affrontando la tribù dei Kuo-toa in un brutale scontro all'ultimo sangue. Le creature-pesce stanno mantenendo fede alla parola data a Evadne: combattono con una furia fanatica, usando artigli viscidi e arpioni per trascinare gli assalitori nell'acqua nera. È una carneficina sotterranea silenziosa. Gli inseguitori stanno sterminando i Kuo-toa con una spietatezza metodica, e l'immagine mostra chiaramente che, nonostante la strenua difesa della tribù, le figure scure stanno guadagnando terreno sulla passerella di pietra, avanzando verso l'altare dove ci sono i vostri nomi. Tra pochi minuti il blocco dei Kuo-toa cadrà, e gli assalitori avranno la via libera verso questo settore delle catacombe. Le due drow si avvicinano al bordo della fonte, fissando lo scontro nell'acqua con gli occhi sgranati. Chiunque abbia lasciato quel marchio di morte sulla parete vi è già alle costole, sibila la drow in avanguardia, indicando le figure scure che stanno abbattendo gli ultimi uomini-pesce. I Kuo-toa stanno fungendo da scudo, ma non dureranno a lungo contro quel potere oscuro. Sanno che siete scesi in questa zona del sottosuolo. Se superano la cisterna, inizieranno a setacciare ogni cunicolo intorno al Sanctum. L'immagine riflessa nell'acqua pulsa due volte e poi svanisce, lasciando la fonte di nuovo normale, mentre le gemelle restano immobili sulla branda, ancora incantate dalle luci iridescenti di James. Il Sanctum è schermato e sicuro, ma gli autori di quel macabro messaggio sono letteralmente fuori dalla vostra porta di pietra. @ Tutti
  10. Mentre Lorelai è fuori, scossa dai conati e appoggiata al granito freddo del muro esterno della locanda, la reazione al tavolo è immediata ed estremamente coordinata. Le parole di Tiburzia suggellano la decisione della compagnia di puntare ai nani, ma il suo sguardo vigile intercetta subito il movimento dei due ceffi del Consorzio Minerario. Un sussurro rapido avverte il gruppo e, in pochi istanti, la tavolata si svuota con la fluidità tipica dei veterani. Arkyn e Godluin lasciano cadere le monete sul legno per saldare i conti e scattano verso la porta; lo straniero lancia un'occhiata d'intesa ai possenti Bugbear della sicurezza, mentre la sua mano scende naturale sull'elsa dell'arma. Lord Eryndor si alza per ultimo con il passo pesante e pragmatico del capofamiglia: borbotta per l'ennesimo guaio, spende un paio di parole in Silvano e porta la mano alla spada, guidato da quell'istinto paterno che lo spinge a proteggere i più giovani, incurante di quanto Lorelai possa o meno gradire il soccorso. Quando spingete la pesante porta di rovere ed emergete nel vicolo cieco laterale del Corvo d'Oro, l'aria gelida e penetrante del nord vi colpisce il volto, portando con sé l’odore acre dello stallatico e del fango di Crunrith. La scena si sviluppa sotto la luce spettrale e debole della Luna, parzialmente oscurata dal fumo dei bracieri delle mura. I due uomini del Consorzio sono già a ridosso di Lorelai, che è ancora debole e curva a causa dei postumi della sbornia. Quello con il giaccone di pelle rinforzato a scaglie di ferro ha già allungato un braccio massiccio, afferrandola brutalmente per la spalla per raddrizzarla contro il muro, mentre il secondo ceffo estrae dalla cintura un pesante sfollagente di legno piombato. Guarda un po' cosa ha sputato fuori la taverna, ringhia l'uomo con le scaglie di ferro, stringendo la presa sulla Shadar-kai senza accorgersi della porta che si è appena richiusa alle sue spalle. Una forestiera svenevole del sud che non regge l'idromele. Vediamo se hai qualche bella moneta d'oro del Consorzio in tasca, o se dobbiamo farti pagare il disturbo in un altro modo... Il tintinnio degli anelli dell'armatura di Lord Eryndor e il rumore degli stivali di Arkyn e Godluin sulle assi di legno marcescenti del vicolo interrompono bruscamente il secondo uomo. Il ceffo con lo sfollagente si volta di scatto, sgranando gli occhi nel vedere l'intera compagnia schierata a pochi passi di distanza nell'oscurità del vicolo, con le mani già pronte sulle armi... @ Tutti
  11. Mentre l'ombra della sera inghiotte i Colli del Vento Freddo, il resoconto di Vaulath fa calare un silenzio teso tra le piante di pino... Shage cessa ogni battuta e stringe i pugni, concentrandosi sull'immagine di quel "senza pelo" immortale e alieno, convinto che non si tratti di un semplice uomo, ma di una minaccia planare o di un corpo consumato che fa da antenna per i Tre Senza Nome... Erika ascolta stringendo i denti, mentre Akseli dà un'occhiata d'intesa alla borsa in cui solitamente si apposta Torvveisallen, realizzando che la capacità dei druidi di legarsi alle menti selvagge ha appena fornito un quadro tattico spietato: là dentro ci sono troppe lame e troppi denti per un assalto frontale scoperto... La descrizione della terra che "rimane muta" attorno a quell'essere e del suo parlare a un "muro piatto" conferma i peggiori timori del mago: l'influenza dell'Architetto del Vuoto ha già cancellato la profondità della roccia in quel punto, trasformando la pietra in una superficie priva di volume proprio come accadeva nella grotta, e quel capo misterioso sta comunicando direttamente con le crepe della realtà... Il fumo grigio continua a salire dalla gola rocciosa, ma ora il sibilo del vento tra gli aghi di pino porta con sé un odore più denso... un sentore selvatico, di pelliccia bagnata e carne putrida... A poche decine di metri da voi, coperto dal buio crescente, si avverte un sordo ringhio gutturale, seguito dallo scricchiolio della neve calpestata da zampe pesanti... Due massicci worg dalle pellicce irsute e dagli occhi gialli e feroci sono appena emersi dalla boscaglia per controllare i confini del perimetro... sono le vedette della tribù dell'Osso Rotto... le loro narici fremono nell'aria gelida, hanno avvertito l'odore insolito dei cavalli dell'Abbazia nascosti tra gli alberi e stanno allungando il passo con le bave che colano sul ghiaccio, pronti a lanciare l'ululato che richiamerà l'intero accampamento... @ Tutti
  12. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    I ferri del mestiere scivolano tra le incrostazioni di sangue rappreso con precisione millimetrica. Isolata dal caos circostante e guidata dal canto della drow, Fiore Della Giungla sfrutta magistralmente l'impulso dell'Ispirazione Bardica e fa scattare il secondo blocco interno: un clack pesante si ripercuote lungo le tubature d'ottone. Ne manca solo uno per liberare i cardini della gigantesca struttura. Accanto a lei, la nebbia si condensa repentinamente. Devras interrompe la sua forma aerea, facendo impattare gli stivali sul fango mentre il suo bastone si impregna dell'energia verde e pulsante della terra. Il druido si frappone tra la compagna e la marea d'inchiostro semovente, mantenendo i muscoli tesi e pronti a scaricare il colpo sul primo lembo di oscurità che oserà avvicinarsi. Dalla distanza, la reazione del gruppo è immediata e devastante. Zarath solleva le braccia e i suoi tatuaggi magici prendono vita sotto la luce scarlatta della luna. I viticci d'inchiostro scuro si estendono fluidi come fruste dalle sue braccia, saettando attraverso le sbarre della cancellata metallica. Le appendici magiche artigliano l'oscurità fluida che si stava ammassando sul fango, lacerando la biomassa semovente e disperdendola in mille filamenti inerti che evaporano nell'aria fredda. Sulla parete di ossidiana di destra, l'altra chiazza scura scivola rapida per aggirare le difese, ma Shamàsh avanza con passo marziale. Il paladino solleva la mano libera e tre dardi di pura energia crepitante saettano dalle sue dita. I raggi di forza pura impattano la roccia a pochi centimetri da Devras, centrando in pieno l'ombra arrampicata: l'energia magica disgrega la consistenza liquida della minaccia, frantumando la parete in un crollo di schegge lucide. Kaelen, rimasto nelle retrovie con gli occhi sbarrati, osserva incredulo i viticci di Zarath e i dardi di Shamàsh contenere una minaccia che credeva inarrestabile. Ma l'avamposto non ha ancora finito di sussurrare. Il fango intorno alla cancellata inizia a ribollire e altre ombre proiettate dalle torrette crollate iniziano a convergere, attirate dal rumore e dal calore dei corpi ora ammassati vicini alla serratura. L'ultimo perno riceve l'inserimento del ferro da scasso. I cardini della cancellata emettono un gemito metallico acuto, e le tubature d'ottone soprastanti iniziano a vibrare violentemente, come se qualcosa all'interno dell'avamposto si fosse accorto del tentativo di forzatura e stesse pompando nuova melma scura lungo i condotti. Mentre l'acciaio stride contro l'acciaio, la terra stessa sotto i piedi del gruppo sembra lanciare un avvertimento. Le vibrazioni che corrono lungo le pareti di ardesia si fanno più intense, ritmiche e profonde, quasi un battito cardiaco sotterraneo che scuote la gola dei Sentieri Morti. La Cenere di Vuoto, sollevata dal vento da est, comincia a turbinare in mulinelli sempre più densi e soffocanti, riducendo drasticamente la visibilità. Le ombre proiettate dalle torrette dell'avamposto non si limitano più a strisciare: si allungano verso l'alto, staccandosi parzialmente dalla pietra per assumere contorni minacciosi e artigliati che fluttuano nell'aria fredda. Un fischio acuto di pressione surriscaldata sibila dalle fessure delle vecchie baracche abbandonate, e l'odore dolciastro di decomposizione si trasforma in un miasma soffocante di ozono e zolfo bollente. Il tempo a disposizione è praticamente azzerato...la sensazione opprimente che l'intero canyon stia per essere sigillato o che una marea d'oscurità ben più vasta stia per riversarsi oltre le torri è ormai una certezza palpabile per tutti i presenti. @ Tutti
  13. La tua decisione mette fine allo stallo sulla pista, accettando il rischio del borgo umano pur di non condannare i muli e voi stessi a una notte di gelo all'addiaccio tra le rocce dell'altopiano... Lyra Thorne asseconda il tuo cenno con un sì di sollievo, allentando la presa sulle redini mentre ascolta le tue domande sulla città di Loudwater e sulla destinazione del ferro che trasportate... la mezzelfa scuote la testa, accennando un sorriso stanco tra i capelli scompigliati dal vento... Sì, Silyndor... volevo raggiungere Loudwater prima che il Trono di Ferro mi bloccasse a Secomber... risponde la ragazza, abbassando la voce mentre i carri riprendono a muoversi lentamente lungo la mulattiera, lì c'è un grande mercato sul fiume e ci sono fabbri liberi che comprerebbero questo ferro senza fare troppe domande... se riuscissimo ad arrivarci e a vendere tutto, potremmo finalmente sbarazzarci di questi carri pesanti, comprare due cavalli e muoverci molto più in fretta... ma per adesso siamo a piedi e con poche monete in tasca, dobbiamo pensare a fare un passo alla volta... Mentre i muli iniziano la discesa lungo i tornanti fangosi, ti sposti verso il retro della colonna per camminare a ridosso delle ruote del secondo mezzo, affiancando il vecchio Daran per chiedergli indicazioni... il boscaiolo si stringe nel mantello logoro, grattandosi la barba ispida prima di darti le poche informazioni che possiede su Zelbross... Zelbross non è una città, Silyndor... è solo un mucchio di stalle e capanne di pietra arrampicate sul fango... sussurra il vecchio taglalegna, camminando a fatica per via della stanchezza, ci vivranno sì e no cento anime, quasi tutti pastori di pecore che odiano le guardie del Lord e non fanno domande a chi viaggia... quelli della gilda commerciale non hanno uomini fissi laggiù, non butterebbero mai monete per prescindere quattro case... ma c'è un problema... a Zelbross c'è una sola locanda, il Cervo Calcinato, gestita da un mezzorco di nome Kren... se c'è qualcuno che sa quali sentieri sono liberi o se qualche cacciatore di taglie sta girando da queste parti, è lui... ma Kren non apre la bocca gratis... vuole vedere l'argento, o del buon tabacco... La conversazione si spegne a poco a poco mentre le ruote dei carri affondano nel fango viscido della via principale di Zelbross, sotto lo sguardo diffidente dei pochi pastori avvolti in pellicce di montone... per evitare di esporre la mercanzia sulla strada principale, aggirate subito la struttura sgangherata della locanda di Kren, svoltando con i carri nel cortile sul retro... ma non appena Lyra accosta i muli vicino al grande portone di legno della stalla coperta, scoprite che gli alloggi per le bestie sono sbarrati da una pesante catena di ferro, e la figura massiccia di uno sconosciuto vi sbarra la strada nel crepuscolo... È un mezzorco tarchiato e muscoloso, intento a scaricare due pesanti ceste di torba bagnata vicino alla porta sul retro... La sua pelle verdastra è segnata da vecchie cicatrici da taglio risalenti a un passato violento, e una zanna sporgente gli deforma il labbro inferiore... posa le ceste nel fango con una lentezza deliberata, incrociando le braccia sul petto mentre scansionano con le sue piccole pupille iniettate di sangue i vostri abiti bagnati, la stanchezza dei muli e l'asta della glaive che tieni parzialmente celata sotto i lembi del mantello grigio... emette un grugnito rauco, sputando a terra prima di fare un passo verso il carro principale di Lyra... la sua astuzia ha già calcolato il peso insolito del legno e la fretta dei vostri movimenti... Siete fuori strada per la carovaniera principale, viandanti... e i miei muli non amano dividere il fieno con gli estranei... raschia l'ibrido, la voce pesante che fende il freddo del tardo pomeriggio mentre Lyra si stringe nello scialle sul sedile... batte una mano nodosa sulla grossa chiave di ferro che gli pende dalla cintura di cuoio, indicando il portone sbarrato, io sono Kren, e questa stalla è roba mia, così come tutto il fango che calpestate qui attorno. Al Cervo Calcinato una posta per le bestie costa cinque pezzi di rame a notte... ma vedo come tenete coperti quei teli... se cercate un posto riparato dove infilare queste ruote e scambiare due parole senza che i cacciatori di valle vengano a ficcare il naso nel vostro carico... beh, il prezzo della mia chiave e del mio silenzio si fa molto più alto... parlate, cosa cercate a Zelbross?
  14. Il mio PG è un Cavaliere dell'Ordine del Sudario , quindi molto focalizzato sul proteggere le persone .
  15. Il colpo di grazia si abbatte nel silenzio del mattino con la precisione immacolata di un rito liturgico... la lama della tua glaive d'acciaio taglia in due il corpo cinerea di Jarek prima che la follia della fame possa profanare l'ultimo briciolo della sua coscienza umana, spezzando le trame residue dell'oscurità e disperdendo i miasmi freddi della non morte nell'aria pulita della frontiera... le tue parole, una supplica solenne e disperata che affida l'anima del boscaiolo alla luce perpetua del Padre degli Elfi, si fondono con il sibilo del vento che sale dalle vallate inferiori... il guscio vuoto del taglalegna crolla esanime ai piedi dell'ultimo pioppo secolare, lasciando sul terreno calcareo solo un mucchio di stracci e quegli stivali borchiati usurati, specchio immobile di una redenzione che hai dovuto firmare con il sangue... Il dolore sordo che ti stringe il petto mortale non è legato alla fatica fisica, ma alla gelida ingiustizia di un Faerûn ferito, dove i malvagi prosperano all'ombra delle gilde di Secomber e i giusti sono costretti a implorare il ferro per ottenere un briciolo di pace... con le mani bagnate di brina raccogli foglie secche, rami di pino e sterpaglie calcinate, coprendo i resti di Jarek in una temporanea e pietosa sepoltura vegetale che lo restituisca alla terra pulita, lontano dal fango infetto della segheria crollata... ti rialzi a passi lenti, voltandoti verso il retro della colonna dove il vecchio Daran fissa il tumulo informe... la tua mano si posa sulla spalla del boscaiolo , e quel contatto silenzioso, unito alle tue parole di conforto, fa scendere una singola lacrimano tra le rughe profonde dell'uomo...Il vecchio Daran rimane immobile per diversi secondi dopo che la tua mano nodosa si è posata sulla sua spalla bagnata di brina... le tue parole solenni, il richiamo alla pace che Jarek ha finalmente conquistato sotto la terra pulita, agiscono come una carezza ruvida sulle sue spalle curve...infine il boscaiolo si asciuga la singola lacrima con il dorso della mano callosa, emettendo un sospiro profondo che sembra svuotargli il petto dal peso dell'orrore appena vissuto... si volta a guardarti, e nei suoi occhi rugosi non c'è più lo sbigottimento spaventato della segheria crollata, ma una gratitudine immensa, viscerale, che salda la sua fedeltà alla tua lancia... Hai ragione, Silyndor... era un uomo d'oro... sussurra il vecchio taglalegna, la voce che trema leggermente nel flettere le dita attorno al manico dell'accetta, e la magia matta lo aveva ridotto a una carogna. Gli hai dato la fine che avrebbe chiesto lui stesso se avesse avuto la lingua sana. Non dimenticherò quello che hai fatto per lui... e per noi... Daran sputa a terra un rigurgito amaro, quasi a voler purificare la bocca dal fetore del fango, prima di raddrizzare la schiena e risalire con una nuova fermezza sul retro del secondo carro, stringendo il ferro della sua scure... la carovana è di nuovo pronta, e la promessa di sangue è diventata un legame d'onore indelebile tra le stanghe... Grazie, Silyndor... mormora Lyra Thorne dal sedile di guida, e l'occhiata d'intesa che vi scambiate mentre la stringi al fianco è un filo teso, caldissimo, carico di un desiderio muto che trascende la paranoia della latitanza... la mezzelfa incita i muli con un sussurro privo di spigoli, e le ruote dei carri riprendono a girare abbandonando definitivamente l'ombra perenne del Bosco Nebbioso... La carovana si addentra lungo i Crinali Superiori, una vasta e desolata distesa di brughiera calcareo che si snoda a mezza costa lungo i contrafforti rocciosi... la luce del sole di Ches, finalmente libera dall'abbraccio soffocante dei grigi tronchi, investe le stanghe dei carri e rinfresca la tua pelle argentea, mitigando il freddo pungente del mattino con un piacevole tepore che profuma di ginestre... ti rimetti alla testa della colonna, camminando a piedi tre metri avanti alle bestie da soma, con i sensi tesi al millimetro e la glaive parzialmente celata sotto i lembi del mantello grigio... scansi le buche del sentiero erboso mentre la carovana guadagna quota verso l'altopiano, allontanandovi chilometro dopo chilometro dalle ragnatele e dalle minacce lasciate a valle... Dopo due ore di marcia forzata nel silenzio della brughiera, dove il volo solitario di un falco fende l'aria pulita, la pista dei boscaioli interseca una vecchia mulattiera che scende dolcemente lungo il versante orientale dei crinali... da questa posizione sopraelevata, la vista spazia libera sulla vallata del Delimbiyr, svelando le linee sinuose del fiume che brilla sotto il sole pallido... Lyra Thorne accosta i carri sul ciglio del sentiero, stringendo le redini per far rifiatare le bestie, prima di voltarsi verso di te sul sedile... sul suo volto misto, incorniciato dai capelli scomposti dal vento dell'altopiano, si dipinge la necessità di pianificare la prossima mossa... La foresta è finita, Silyndor... e grazie a Jarek abbiamo evitato le pattuglie sulla pista principale... mormora la mezzelfa, la voce che ritrova la sua consueta fermezza pratica mentre indica il bassopiano oltre i crinali, ma ora dobbiamo decidere dove dirigere queste ruote... la pista su cui ci troviamo scende dritta verso il villaggio di Zelbross... è l'insediamento più vicino, a poche miglia da qui... è un borgo piccolo, isolato, pieno di pastori e boscaioli... un posto rozzo, ma perfetto se vogliamo nascondere il carro per qualche giorno, rifornirci di cibo fresco e capire se la gilda stia controllando le strade principali prima di spingerci più a est verso i mercati di Loudwater... Daran conosce bene la zona e dice che a Zelbross potremmo muoverci senza dare nell'occhio... tu che ne pensi? Vogliamo puntare dritti al villaggio o preferisci che manteniamo i carri nascosti tra gli anfratti di questi crinali finché non cala la notte?
  16. Il tocco della tua mano sul fianco di Lyra Thorne spezza l'ultimo velo di freddo che stagnava tra i rovi, convertendo l'adrenalina residua dello scontro in un calore prepotente, viscerale, che ti ancora per la prima volta alle fragili necessità di questa tua nuova carne mortale... la mezzelfa si lascia stringere, abbandonando la rigidità commerciale del busto contro il tuo braccio e sollevando gli occhi cangianti verso i tuoi lineamenti argentei... il suo respiro, ancora rapido per il terrore della segheria crollata, si placa sotto la pressione della tua presa, svelando un desiderio muto e incantato che toglie assertività alle tue tue stesse parole... per un istante eterno, l'oscurità del Bosco Nebbioso e l'eco millenaria di Miyeritar arretrano, ridotte a un fondale sbiadito davanti ai forti lineamenti misti della ragazza che hai promesso di proteggere... Poco distante, l'ombra cinerea di Jarek assiste al tuo abbraccio senza emettere un respiro, le sue due sole pupille vitree che riflettono la debole luce dell'alba prima di stringersi alla tua domanda sui soldati che presidiano i confini... il non morto scuote la testa calva, facendo scricchiolare le vertebre calcinate... Nessuno è venuto fin quassù, elfo... raschia la tua guida, la voce che gratta come pietra focaia mentre si incammina a grandi passi borchiati davanti ai muli, i soldati e i mercanti della città hanno troppa paura dei ragni per addentrarsi nell'anello laterale... la pista è libera dagli uomini, ma la terra ha ceduto durante l'inverno... i crinali sono sbarrati dai vecchi tronchi caduti... ma io ho aperto la via... seguitemi... Risali sul sedile di guida accanto a Lyra, stringendo le stanghe di legno insieme a lei mentre i carri si rimettono in movimento nel tunnel di vegetazione selvaggia... Daran si posiziona a piedi sul retro dell'ultimo carro, tenendo l'accetta pronta e gli occhi fissi sulle ombre che vi lasciate alle spalle, lasciando che la colonna avanzi a passo d'uomo lungo l'ultimo miglio dell'anello dei boscaioli... la marcia forzata nel silenzio soffocante dura per quasi un'ora, scandita unicamente dal respiro pesante dei muli e dallo scricchiolio metodico degli stivali borchiati di Jarek che apre la via nella foschia mattutina... l'aria dolciastra della segheria crollata svanisce del tutto, sostituita dal profumo pungente di terra smossa e resina fresca che annuncia la fine della boscaglia... Improvvisamente, Jarek si arresta bruscamente, sollevando un braccio artigliato per bloccare la colonna... Sei metri avanti a voi, l'anello dei boscaioli termina immettendosi sui crinali calcarei esterni... la carreggiata principale è interrotta da una vecchia frana di fango e pietre calcaree, dove un ammasso di alberi abbattuti sbarra la strada come una barriera naturale... ma il non morto ha mantenuto la sua promessa: ha disposto tre grosse assi di quercia sopra il fango per creare una rampa stabile, permettendo ai mozzi delle ruote di Lyra di scivolare oltre l'ostacolo senza impantanarsi... a ridosso dei rovi laterali, la terra smossa rivela due pesanti tagliole da caccia in ferro arrugginito, vecchi congegni dimenticati dai bracconieri anni fa, che Jarek ha coperto con una spessa coltre di fango calcareo per evitare che le zampe dei muli vi finissero sopra... Superate la rampa a passo d'uomo, e non appena le ruote del secondo carro scivolano oltre l'ultimo ammasso di roccia bagnata, la fitta nebbia del Bosco Nebbioso inizia a diradarsi alle vostre spalle, aprendosi sopra la distesa erbosa e pulita dei crinali calcarei... la foresta spettrale è finalmente superata, e i carri sono al sicuro fuori dalle ragnatele... Jarek si arresta al limitare della boscaglia, rifiutandosi di compiere un solo passo sotto la luce cinerea del sole di Ches... si pianta all'ombra dell'ultimo pioppo secolare, le sue braccia artigliate che cadono lungo i fianchi cinerini e il suo corpo scosso da un brivido freddo, violento... le sue due sole pupille vitree iniziano a oscillare, perdendo quella lucida e dolorosa fermezza umana per cedere al richiamo paranoico della fame ferina... si volta verso la tua figura sul carro, sollevando la testa calva per incrociare il tuo sguardo un'ultima volta... la sua mente si sta spegnendo, il dazio è pagato, e lo spettro del taglalegna attende che tu mantenga il giuramento d'argento... I carri... i carri sono fuori, guerriero... raschia la creatura nell'aria pulita del mattino, la voce che perde ogni spessore per farsi un sussurro rauco e disperato, la carne... la carne torna a bruciare... non ricordo più il nome di mio fratello... ti prego... adesso... alza la tua lancia...
  17. Mevrah , The Witch Striscio le dita sporche di quel sangue grigiastro contro la camicia, lasciando una macchia scura sul tessuto mentre ascolto le congetture di Lexander. Un verso di profondo disprezzo mi sfugge da sotto la maschera, diretto sia alle sue parole da accademico sia alle stupide grida di gioia dei soldati che rimbombano dalle mura. Quegli idioti festeggiano il nulla. "Morto? Vi piacerebbe," sibilo, rialzandomi di scatto e piantando gli occhi addosso al nano e poi a Lexander. Il tono della mia voce è viscido, intriso di una macabra certezza....Lexabder ha ragione solo a metà. Quella cosa non apparteneva a questo posto, ma non si è dissolta perché il vincolo è svanito....è fuggita... Faccio un passo verso il punto in cui il fumo si è diradato, indicando le chiazze grigie rimaste a terra. Funziona come con i succhesangue. Questa carne d'ombra è morta, sì, ma il suo spirito è già scivolato indietro, richiamato nel suo nido. Da qualche parte, nel castello da cui proviene questo bastardo, c'è un oggetto, o una tomba, a cui la sua fetida anima è legata come un cane alla catena. Lì si rigenererà. Ci vorranno giorni, forse mesi, ma tornerà ad aprire gli occhi... Mi volto , sputando in direzione dei soldati che esultano per la morte di Halgra vendicata. Lasciate che questi ratti festeggino...le armate là fuori stanno arrivando e qui abbiamo finito , io devo riposarmi se voglio essere al meglio quando inizierà il massacro...
  18. Eleanor Studridge Sento le parole di Kai risuonare nella stanza e, per la prima volta da quando siamo arrivati in questo posto, provo un senso di autentico sollievo. Lo guardo con gratitudine mentre cerca di fare da mediatore, traducendo la mia visione in un linguaggio che persino un soldato come Gabriele può comprendere. Subito dopo, però, le richieste fredde e stringenti di Gabriele cadono su di me come un ultimatum che non ammette repliche. Faccio un profondo respiro per dominare il tremore, stringendo il rospo al petto prima di fissarlo dritto negli occhi. Puoi contare su di me, Gabriele. La mia risposta è sì. Lascio che le mie parole stabilizzino la tensione nella stanza, poi continuo, mantenendo la voce ferma e agganciandomi a quanto ha appena detto Kai. Ma come ha appena spiegato Kai, dovete capire cosa significa questo sì. Potete fidarvi ciecamente della mia lealtà , non vi volterò mai le spalle, non agirò per puro egoismo e farò di tutto per riportare ognuno di noi a casa sano e salvo , ma se per te rendersi utili significa solo stare in prima linea a spaccare crani o lanciare dardi distruttivi, allora per te sarà un no. Io non farò il soldato. Se invece accetti che io possa aiutare il gruppo a modo mio usando la magia come connessione e vita anziché come arma, allora la mia parola è data. Lavorerò con Kai per capire questo potere, ma alle mie condizioni. Sposto lo sguardo su Mayu che si allontana indispettita verso lo scaffale, ignorando la sua ennesima provocazione sul mio presunto rifiuto di ascoltarla. Poi mi lascio scivolare un po' più indietro . Per quanto mi riguarda, l'idea di riposare è l'unica cosa sensata detta finora. Le mie gambe tremano ancora per l'orso e ho bisogno di dormire per far passare questo mal di testa, se domani dobbiamo metterci in marcia.
  19. Vivienne Larksong Al terzo e ultimo verso del gufo, il silenzio viene spezzato dallo scatto della balestra di Gib e dal tonfo sordo della prima guardia che stramazza al suolo. Nello stesso istante, le urla provenienti dal fronte principale e il rumore della porta posteriore che si spalanca per l'uscita di Chand mi danno il segnale. Non c'è più tempo per esitare. Scatto oltre il cancelletto insieme a Kaerith, piombando nel denso e asfissiante fumo bianco che avvolge il retro del santuario. La visibilità è ridotta ai minimi termini, ma l'ira per la profanazione di questo luogo sacro guida i miei occhi. Attraverso la coltre fumosa, la sagoma dell'unico cultista rimasto in piedi si delinea chiaramente mentre, colto di sorpresa, fissa incredulo il compagno appena crollato e l'improvviso scompiglio. Non gli lascio il tempo di emettere un suono o di dare l'allarme ai coboldi. Sollevo la mano sinistra libera dal peso dello scudo, puntando il dito indice dritto contro la sua figura. Invece di invocare una divinità non mia, attingo a quel legame primordiale e fulgido che sta lentamente riaffiorando nel mio petto, richiamando un raggio della più pura ed accecante luce radiosa. Sia fatta giustizia nell'oscurità!...tuono con solennità millenaria, mentre una colonna di fiamme sacre e splendenti come la luce lunare cala perpendicolarmente dal cielo, squarciando la nebbia di fumo per investire in pieno il bersaglio. Senza attendere di vedere le ceneri del mio nemico, stringo il martello da guerra e mi preparo , pronta a ricevere il contrattacco dei nemici rimasti.
  20. Eleanor Studridge Le parole di Kai mi colpiscono in un modo che non mi aspettavo. Lo guardo, sorpresa da una vicinanza che non credevo possibile da parte sua. Il fatto che riconosca la mia fatica e non mi veda solo come un peso allenta un minimo la tensione nelle mie spalle. Tuttavia, la voce di Mayu si intromette subito dopo, fredda e tagliente, distruggendo quel briciolo di comprensione. Sento una rabbia amara salirmi dallo stomaco. Sposto lo sguardo da Kai alla sacerdotessa, stringendo le dita attorno al rospo con una frustrazione che ormai non riesco più a contenere. Tu continui a non capire niente di me, Mayu, e continui a usare parole vuote per manipolarmi. Faccio un respiro profondo, alzando la testa per guardarla dritto negli occhi, senza più alcun tremore nella voce. Non osare chiamare la mia vita a Philadelphia una non scelta o una comodità di nulla. Io ho faticato ogni singolo giorno per trovare il mio posto, per superare la mia timidezza e per costruire qualcosa che fosse mio. Quella era la mia realtà, non un'illusione. Tu parli di compromesso e di difendere ciò che si ama, ma dimentichi un dettaglio fondamentale: questa non è la mia casa. Questa non è la mia guerra. Mi avete trascinata qui con l'inganno, privandomi di tutto ciò che amavo, e ora pretendete che io versi del sangue per rimediare ai vostri fallimenti? Non funziona così. Mi volto verso Kai, ammorbidendo leggermente lo sguardo. Le sue parole sulla matrice e sul mio legame con la magia mi risuonano dentro, meno minacciose del solito. Ti ringrazio, Kai. Davvero. Almeno tu stai provando a guardarmi come un essere umano e non come uno strumento da lanciare contro i demoni. Hai ragione, per me la magia era connessione, era vita, era lo scorrere delle stagioni. Non questa agonia che mi squarcia i pensieri ogni volta che si manifesta. Faccio una breve pausa, guardando il rospo che stringo al petto... Non so se sarò mai in grado di controllare questa cosa senza stare male, e onestamente non so se voglio nemmeno provarci. Ma apprezzo che tu voglia aiutarmi a capire perché la mia testa stia per esplodere. Possiamo parlarne, e posso collaborare con te per trovare un modo che non implichi il massacro di qualcuno o la distruzione della mia mente. Ma la mia posizione non cambia..io non diventerò un soldato per queste sacerdotesse...
  21. Tukgrik Duskhorn E perciò , visti i prezzi che ne dite di rimanere semplicemente qui? magari si tornerà qui un altra volta , ma ora come ora non siamo preparati... e soprattutto non siamo preparati ad aver a che fare con una succube che di certo normale non è...per quanto ragazzo io capisca non credo sia il caso di andare a chiedere informazioni alla succube...
  22. Mevrah , The Witch Vedere il colosso crollare nel sonno e venire macellato all'istante mi strappa un ghigno aspro, quasi eccitato, da sotto il legno della maschera. Assaporo il modo in cui il sangue scuro spruzza dalla sua gola squarciata, ma il mio compiacimento dura un battito di ciglia. Quando il corpo del gigante si dissolve in fumo e ombre, lasciando solo quel liquido grigiastro sul terreno, il mio sorriso svanisce. La ventata di pura malevolenza che ci investe mi fa stringere i denti; non per paura, ma per la rabbia repressa di essermi vista strappare via un giocattolo così promettente prima ancora di averlo potuto studiare o tormentare a dovere. Faccio un passo avanti, incurante del brivido gelido che ancora aleggia nell'aria. Mi inginocchio con uno scatto secco sul punto in cui il cadavere è svanito, allungando una mano artigliata verso le chiazze grigie rimaste sul terreno. Sfioro il sangue con la punta del dito coperto di tatuaggi e lo porto vicino alla maschera per annusarlo, cercando di capire la natura di quella magia o da dove provenisse . Svanito come nebbia al mattino... Che patetico trucco...ringhio a bassa voce, sputando di fianco per scacciare la sensazione di quel brivido. Mi rialzo di scatto, voltandomi verso Keothi e il nano con gli occhi che bruciano di malizia irritata....Niente corpo, niente trofei...quel legame d'ombra non si è spezzato, è solo tornato da dove è venuto...
  23. Il peso della tua anima millenaria si scarica interamente nel fango calcareo della fossa, trasformando le tue paranoie mortali in una fiammata di pura, geometrica volontà celestiale... rifiuti di piegarti alla beffa crudele di finire sepolto sotto le macerie degli elfi oscuri, e l'eco sinfonica delle parole di Lyra Thorne diventa l'argine definitivo contro il crollo della volta... scatti in avanti con gli stivali che affondano nel fango viscido, costringendo i muscoli delle gambe a una reattività prodigiosa, pronti a deviare di lato o a proiettare il busto all'indietro se l'intera intelaiatura di quercia dovesse cedere di schianto... la glaive, ancora avvolta dall'ultimo, vibrante riflesso azzurrino della benedizione di Corellon, compie una traiettoria diagonale, perfetta, che taglia la nebbia mattutina con il sibilo di un fulmine... L'impatto d'acciaio contro l'idolo nero avviene un millesimo di secondo dopo che un sinistro scricchiolio di fibre spezzate fende l'aria fredda... La punta potenziata della tua lancia intercetta l'esatta giuntura delle rune distorte incise sulla roccia... il colpo scarica un'onda di energia d'urto devastante, amplificata dal vigore sacro dei Seldarine, che penetra nel cuore minerale del manufatto di Miyeritar... per un istante eterno, il cupo riflesso scuro che pulsava tra le radici divelte si blocca, squarciato da una ragnatela di crepe lucide e purissime che emettono un sibilo acuto, quasi umano... poi, la pietra nera si frantuma... l'idolo esplode in mille schegge calcinate e prive di vita, liberando nell'aria del mattino un'ultima vampata di fetore dolciastro che si dissolve all'istante nella coltre grigia, recidendo per sempre il collegamento necromantico che ammorbava la radura... Ma non c'è tempo per celebrare la distruzione... il violento contraccolpo accelera il collasso della segheria crollata... L'enorme trave maestra di sei metri si sgancia definitivamente dagli ingranaggi di ferro arrugginiti, precipitando verso il basso con la pesantezza di una frana... la struttura di quercia frana in diagonale sollevando una nuvola di polvere grigiastra e detriti, ma le tue gambe sono già pronte a scattare... compi un balzo disperato all'indietro, proiettando il corpo nel fango un attimo prima che il gigantesco tronco si abbatta al centro della fossa, spaccando le assi rimaste con un boato sordo che fa tremare la terra sotto i carri... il legno secolare si abbatte esattamente sul punto in cui sorgeva il manufatto, sigillando le macerie e sollevando l'ultimo spruzzo di fango freddo, mentre la nebbia torna a chiudersi sopra la radura come un velo muto... Ti rialzi a fatica nel silenzio spettrale, ripulendo la tunica bagnata e stringendo l'asta della tua lancia, la cui lama è tornata anonima e priva di bagliori poiché l'incanto si è consumato nell'impatto... Lyra Thorne corre lungo la pendenza fangosa della fossa, raggiungendo la tua posizione con il fiato corto e gli occhi cangianti spalancati dallo sbigottimento... si ferma a pochi centimetri dal tuo petto, guardando prima l'immenso tronco crollato e poi la cicatrice scura sulla tua spalla ferita, avvertendo il legame profondo che la tua protezione ha appena saldato... poco distante, anche l'ombra cinerea di Jarek emerge dal limitare del pioppo, raddrizzando la postura eretta tra i rovi... sul suo volto deforme si dipinge una spettrale, lucida serenità: il suo tormento è finito, i suoi ragazzi hanno ricevuto la pace del ferro e la promessa di sangue attende solo di essere completata... Ce l'hai fatta, Silyndor... la pietra è rotta... sussurra la mezzelfa, la sua mano bagnata di brina che per la prima volta si posa con fermezza sulla tua manica, cercando quel contatto carnale di cui sentivi il bisogno, il bosco... il bosco sembra quasi respirare di nuovo... Jarek fa un passo avanti nel sentiero calcareo laterale, sollevando un braccio artigliato per indicare la prosecuzione dell'anello dei boscaioli, dove la foschia del mattino si fa leggermente più rada, svelando i contorni dei crinali esterni... Il dazio è pagato, elfo dell'argento... raschia la tua guida non morta, la voce che gratta come pietra focaia ma finalmente priva della paranoia affamata di prima, ora tocca a me... seguite i miei stivali... vi porterò oltre i fossati e le palizzate che quei soldati hanno piantato per bloccare la strada, aggirando le tagliole che hanno nascosto sotto le foglie... muoviamoci prima che la mia mente svanisca del tutto... andiamo...

Account

Navigation

Cerca

Cerca

Configura le notifiche push del browser

Chrome (Android)
  1. Tocca l'icona del lucchetto accanto alla barra degli indirizzi.
  2. Tocca Autorizzazioni → Notifiche.
  3. Regola le tue preferenze.
Chrome (Desktop)
  1. Fai clic sull'icona del lucchetto nella barra degli indirizzi.
  2. Seleziona Impostazioni sito.
  3. Trova Notifiche e regola le tue preferenze.