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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati

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Anno 1359 , 4 di Ches (inizio delle primavera) , confine nord dell'Alta Brughiera , Terre Centrali Occidentali

Sono passati ormai due lunghi mesi da quando la tua prigione extradimensionale è andata in frantumi, scagliandoti senza pietà sul Piano Materiale...sessanta giorni di fango, fame costante e risposte disperatamente cercate nel silenzio assoluto e opprimente dei Seldarine. Per un essere millenario abituato alla purezza astrale di Arvandor, l’impatto con la carne è stato un trauma viscerale...hai dovuto imparare in fretta le spietate e rozze regole biologiche di questo nuovo Faerûn dominato dagli umani...hai provato per la prima volta il morso dello stomaco vuoto, il peso della gravità che affatica le gambe e la necessità di racimolare vestiti e monete di ferro per sopravvivere , sotto un pesante e ruvido mantello da viaggio, logorato dai rovi e dalla polvere delle strade, nascondi a fatica i tuoi lineamenti troppo fieri ed elfi, ma soprattutto quella debole e intermittente luminescenza argentea che ancora pulsa sotto la tua pelle , una cicatrice di luce sbiadita, ultimo ricordo del Ghaele che eri prima che il tuo cammino venisse spezzato.

Il tuo vagabondare senza meta, guidato solo da frammenti di istinto e memorie perdute, ti ha spinto oggi nel cuore desolato dell'Alta Brughiera, lungo una vecchia pista commerciale battuta da carovane stremate , il cielo all'aperto è un'immensa volta plumbea, sferzata da un vento gelido che solleva banchi di nebbia umida dal terreno roccioso e spoglio , sopra di te, la coltre di nuvole non è normale , è perennemente striata da deboli, silenti e inquietanti bagliori violacei , non ci sono tuoni a seguire quei lampi magici, solo una palpabile tensione nell'aria, una vibrazione malata e instabile che sembra appestare e corrompere l'atmosfera stessa della brughiera.

Nel tardo pomeriggio, mentre la debole luce solare cede definitivamente il passo a un crepuscolo grigio e nebbioso, incroci un punto di sosta fortificato all'aperto. Si tratta di una stazione di posta rudimentale, un rifugio di fortuna strappato alla terra selvaggia, protetto da palizzate di legno appuntite e da una fila di pesanti carri mercantili disposti a semicerchio per spezzare le raffiche del vento del nord. Al centro di questo spiazzo fangoso, un grande fuoco da campo arde con forza, sollevando scintille arancioni che danzano contro il cielo scuro.

Attorno alle fiamme si trova un piccolo gruppo di viandanti. Nei tuoi due mesi di viaggio hai imparato a riconoscere quello sguardo , non mostrano alcuna ostilità immediata, ma i loro volti sono scavati da una stanchezza ancestrale e dalla profonda, paranoica diffidenza tipica di chi ha visto le fondamenta del mondo crollare sotto i propri piedi e sta cercando faticosamente, giorno dopo giorno, di rimettere insieme i pezzi della propria esistenza. Negli accampamenti precedenti, dividendo un pezzo di pane raffermo o ascoltando i sussurri spaventati della gente comune , hai iniziato a mettere insieme un mosaico confuso di questa nuova epoca. I popolani non conoscono la grande storia o i complotti dei re, ma parlano con terrore di un anno recente in cui il cielo è letteralmente caduto. Ti hanno raccontato, con gli occhi sbarrati, di come la magia stessa sia impazzita ovunque dopo la morte della vecchia Dea della Magia, creando zone di caos primordiale che chiamano Magia Matta, dove le mucche nascono deformi e le preghiere si spengono nel vuoto. Ti hanno sussurrato di Dei scesi in terra come giganti o mendicanti sanguinari, ridotti a combattere e morire nel fango come mortali , voci spaventate dicono che un dio della tirannia abbia rasato al suolo intere regioni e che i fiumi dell'ovest scorrano ancora neri e tossici perché intrisi del sangue di un dio dell'omicidio macellato su un ponte , per i contadini e i mercanti, i vecchi culti sono un ricordo confuso , ora tremano davanti a nomi nuovi come Cyric, un ex mercenario umano asceso al rango divino, e guardano con sospetto chiunque manifesti poteri insoliti , e la cosa più dolorosa per la tua memoria è stata scoprire che il Popolo Gentilizio, gli splendidi elfi che ricordavi dominare il continente, hanno quasi del tutto abbandonato queste terre in una Grande Ritirata verso un'isola leggendaria oltre l'oceano, lasciando il Faerun in mano alla caotica marea umana.

Quando il rumore dei tuoi stivali pesanti sul terreno accidentato annuncia il tuo arrivo nel campo, interrompendo il sibilo del vento, tre figure sollevano lentamente lo sguardo stanco verso di te...

Un uomo anziano, con le mani callose e nodose tipiche di un boscaiolo che ha speso la vita tra i boschi, tiene lo sguardo vitreo e fisso sulle braci calde. Le sue dita stringono convulsamente una rozza icona di legno protettiva, mentre le sue labbra continuano a muoversi senza sosta, borbottando preghiere silenziose e frammentate per scacciare gli spiriti della brughiera.

Una giovane donna seduta su una cassa, intenta a rammendare con gesti precisi i finimenti di un cavallo da tiro. Guardandola, i tuoi sensi millenari subiscono un cortocircuito: i suoi tratti somatici sono un'assurdità biologica che non dovrebbe esistere. Ha le orecchie leggermente allungate e la grazia fiera dei Tel'Quessir (gli elfi), ma la sua corporatura è pesante, le spalle sono larghe e gli occhi riflettono la scintilla grezza, frettolosa e mortale tipica della stirpe umana. Ai tuoi tempi, l'unione tra il sangue elfico e quello dei primitivi umani era un concetto inconcepibile...eppure, lei è lì, una fusione vivente e impossibile di due mondi separati. Sotto i capelli spettinati dal vento, il suo sguardo è stanco ma acuto, vigile, affilato dal costante timore di imboscate da parte di quelle gilde di sciacalli e trafficanti che ora infestano le vie commerciali.

Un uomo avvolto in paramenti religiosi logori, logorati dal viaggio e macchiati di cenere, porta sul petto il simbolo di una divinità legata al martirio e alla sopportazione del dolore. Si muove con una calma solenne e quasi ipnotica, concentrato interamente nel fasciare con bende pulite i piedi piagati e sanguinanti di un ragazzino spaventato, che trema vistosamente sotto una coperta troppo sottile.

Nessuno di loro allunga la mano verso le impugnature delle armi o accenna a un gesto di sfida. In questo mondo ferito e convalescente, un viaggiatore solitario che cammina nel crepuscolo alla ricerca di calore non è una minaccia, è semplicemente la normalità quotidiana.

La donna mezzelfa ti squadra per un lungo istante, poi, con la punta dello stivale infangato, sposta una balla di fieno umida, facendoti spontaneamente spazio vicino al cerchio di pietre roventi che delimita il fuoco. L'uomo con i paramenti religiosi interrompe per un attimo il suo lavoro e ti rivolge un silenzioso, dignitoso cenno di benvenuto con il capo.

C'è posto vicino al fuoco, straniero...dice la donna, la sua voce resa roca e profonda dalle raffiche del vento della brughiera e dal fumo della legna verde...il freddo stasera morde più del solito e la nebbia densa che sale dai fiumi non promette nulla di buono per chi resta sulla pista. Siediti e scalda le ossa, se hai storie da spartire o se cerchi solo un po' di tregua da un cammino che sembra non avere fine.

Ti ritrovi così a muovere i tuoi passi all'interno del cerchio di luce, sedendoti tra perfetti sconosciuti, all'aperto, protetto solo da assi di legno marcio . 

@Monkey77

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Silyndor . Ghaele (un tempo)

Occhi rossi demoniaci... Ultimo ricordo che possiedo prima del...nulla.

All'improvviso mi ritrovo scaraventato fuori dalla sacca dimensionale in cui ero tenuto prigioniero per ritrovarmi in una stanza di un edificio abbandonato da secoli.

Fa freddo, e membra sono pesanti sono molto provato... Devo tornare ad Arvandor, avvertire la corte delle stelle che i miei sospetti erano fondati ed i demoni si sono infiltrati nelle casate più antiche e nobili della corte elfica... Ciò non farà piacere a Corellon,

Provo ad incanalare il potere celestiale, ma non risponde.

Tento di richiamare il potere divino attraverso una preghiera... Silenzio...il portale non si apre.

Inizio a sudare freddo... Mai avuto ghiandole sudorifere... Cosa sta accadendo?

Devo uscire di qui !

Richiamo il mio potere ancestrale per mutare in una sfera di luce e volare via da questo posto maledetto.

Niente da fare, il mio corpo resta lì tale e quale , pesante, dolorante, infreddolito.

Mi guardo il viso in una pozza d'acqua filtrata dai fori sul tetto e stento a riconoscermi. Sono.. invecchiato?! Rughe sottili disegnano il mio viso coperto da una lunga barba bianca.e capelli ugualmente canuti.

Noi..noi non invecchiamo...non non abbiamo la barba ...anche gli elfi che hanno solo un briciolo della grazia degli Eladrin non hanno peli sul viso...

La verità, dolorosa come un pugno sulla bocca dello stomaco, si rivela palese ai miei occhi...

Ho perduto il collegamento con Arvandor! Ora sono... mortale.

Io, Silyndor ,guardiano delle porte dei cieli, araldo dei Seladrine, Cacciatore di Diavoli e Demoni... Non sono altroj. che un mortale.

Mi rendo conto che anche i ricordi del passato sono nebulosi, ricordo chi sono, ...ma dettagli, riti, preghiere, Segreti... So che possiedo molte informazioni, ma è come se il corpo che riempio non fosse in grado di contenerle tutte.

Un nuovo sentimento, mai provato prima, mi travolge... disperazione...e ora?

Con fare rassegnato mi dirigo verso l'uscita dell'edificio per cercare di capire quale sarà il mio nuovo Destino.


Sono passati 2 mesi dal giorno della mia liberazione, o come dico al mattino da quando è iniziato l'incubo.

Essere un mortale fa proprio schifo.

Finché li vedevo la gente dallo stato di bbgrazia in cui mi trovavo, provavo compassione e vedevo sempre la parte migliore di ciascuno, dando valore ai meriti per aiutàre quella gente a seguire un via di bontà e libertà.

Ora non ho più quella grazia e mi disgusto da solo, l'odore del sudore, delle urine e feci è nauseabondo. Il bisogno di mangiare, di dormire, il senso di solitudine

Ho scoperto che procurarsi cibo senza poteri non è facile e per farmelo dare da chi sa farlo serve che paghi. Agli effetti era un informazione che già possedevo, Ma non ci avevo mai posto attenzione.

In qualche modo sono riuscito a sopravvivere in questo mondo dominato dagli umani, e pieno di quelle razze che un tempo vivevano nascoste come gnomi , Halfling,...Gli imperi elfici sono caduti...

Anche molti dei sono caduti di recente...

Vagabondo alla ricerca di informazioni su dove trovare comunità elfiche quando vedo il piccolo gruppo di viandanti.

Mi avvicino per scaldarmi un po' e raccogliere qualche altrahh informazione riguardo questo mondo.

Saluto il gruppo che mi accoglie senza diffidenza o paura... apprezzo saranno delle creature limitate, ma quel poco che hanno l condividono con gi altri... non è cosa da poco... apprezzo. Non tutto è da buttare in questo mondo di uomini.

Forse tutte e due le cose. Dico stanco per il lungo vagabondare.

Che si dice in giro? Le strade sono sicure? Come si è fatto male quel ragazzo? E soprattutto grazie per l'accoglienza...passare la notte da solo non credo sarebbe stato piacevole in questa terra desolata.

Mi siedo sulla paglia umida, sento le gambe godere della sensazione di riposo dopo le lunghe ore di cammino.

In questi mesi mi sono reso conto che nonostante mi senta fiacco e debole rispetto ad un tempo sono comunque più Forte della maggior parte delle persone che incontro. È solo una questione di percezione e in questi mesi mi sono Iasi abituato al mio nuovo status...quasi che la vita precedente fosse stata solo un sogno, bellissimo...ma solo un sogno

@Dardan post riempito.

Modificato da Monkey77

  • Dardan ha cambiato il titolo in Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
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La donna interrompe per un istante il suo lavoro con i finimenti del cavallo, ti squadra con i suoi occhi acuti, notando il modo fiero in cui ti muovi anche nella stanchezza, e ti passa una scodella di legno consumata, colma di un brodo di radici caldo e dal sapore decisamente terroso.

Forse tutte e due le cose, allora... un po' di storie e un po' di tregua, risponde la donna, accennando un sorriso tirato che accentua la strana asimmetria dei suoi tratti, così alieni per la tua memoria antica ma così tremendamente concreti nella realtà di oggi...le strade sicure? Straniero, non credo esista più una strada sicura tra qui e il Mare delle Stelle Cadute... se resti sulla pista principale verso Secomber, rischi solo di imbatterti nelle pattuglie dei mercenari che chiedono dazi inesistenti, o nei disperati che hanno perso la fattoria l'anno scorso e ora cercano solo qualcosa da mettere sotto i denti... ma se ti addentri troppo nella brughiera... beh, lì ci sono cose peggiori dei banditi... cose che la terra ha sputato fuori da quando il cielo ha iniziato a bruciare di quei lampi viola...

A quelle parole, l'uomo anziano seduto sul tronco ha un sussulto visibile, stringe l'icona di legno al petto con nodosa ferocia, continuando a fissare le braci come se temesse che un demone possa uscirne da un momento all'altro per ghermirlo...
La Magia Matta...sibila il vecchio, la voce ridotta a un sussurro tremante e spaventato, ha infettato le colline... ho visto le pietre sanguinare due lune fa... gli dèi ci hanno abbandonati a noi stessi, o peggio, ci hanno lasciato in mano a quel nuovo macellaio che siede sul trono dei morti... Cyric... che la sua ombra non ci trovi mai...

Frena quella lingua, vecchio, o attirerai davvero la sfortuna su questo campo, lo interrompe bruscamente la donna, tornando a tirare i lacci di cuoio con un gesto secco, anche se un brivido di autentica inquietudine le attraversa lo sguardo all'udire quel nome.

Nel frattempo, l'uomo avvolto nei paramenti logori termina di stringere l'ultima fascia intorno alla caviglia del ragazzino, che ora sembra aver smesso di tremare e si addormenta appoggiando la testa su un vecchio sacco di tela... il religioso si solleva faticosamente, pulendosi le mani piene di cenere e fango su uno straccio, prima di incrociare il tuo sguardo con una calma profonda, intrisa di una compassione laica che risuona stranamente con il tuo antico istinto celestiale.

Non ringraziarci per così poco, fratello...dice l'uomo dei paramenti, avvicinandosi al fuoco e sedendosi non lontano da te, mentre sul suo petto il simbolo delle mani giunte con i polsi incatenati oscilla leggermente...in questi tempi di sofferenza, negare il fuoco a un viandante significa condannarlo...e il Piangente ci insegna che il dolore condiviso è l'unico modo per non perdere la nostra umanità...chiedevi del ragazzo , non è stata un'arma a ridurlo così... tre giorni fa la sua famiglia stava fuggendo dalle terre dell'est, hanno attraversato una gola dove l'aria odorava di uova marce e i fulmini viola colpivano la roccia senza fare rumore... una di quelle saette ha colpito il terreno a pochi passi da lui, non lo ha bruciato, ma le sue gambe si sono ricoperte di piaghe grigie e la carne ha iniziato a farsi fredda come il ghiaccio , i suoi genitori sono fuggiti terrorizzati, scambiandolo per un maledetto , lo abbiamo trovato noi lungo la pista, abbandonato a morire...

Il chierico lancia uno sguardo carico di tristezza verso il cielo plumbeo, dove un altro lampo violaceo solca silenziosamente le nuvole basse sopra l'Alta Brughiera...

La Trama è sfilacciata, straniero, è instabile, e noi mortali ne paghiamo il prezzo... ma tu non sembri un mercante, né un semplice fuggiasco... cerchi qualcosa in questa terra desolata, oltre a un rifugio per la notte?

Modificato da Dardan

Silyndor-

Non è poco quello che fate... nei gesti più piccolo che ci si dimostra grandi Rispondo all'uomo con i paramenti logori... Se solo chi governasse i grandi imperi avesse un briciolo dell' buonsenso che ho trovato in questo campo il mondo sarebbe un posto migliore.

Con lo sguardo perso nei ricordi proseguo più parlando a me stesso che a loro.

Folli sono stati i Vyshaantar che usarono il potere devastante per distruggere il Miyeritar , tre giorni son bastati per radere al suolo quella terra meravigliosa... Oh Miyeritar quanto splendenti furono le tue bianche torri...quanto florida fu questa terra sofferente prima che la malvagità dei Vyshaantar deturpasse il mondo.

Lo sguardo torna sui presenti

La Grande brughiera non è stata sempre così...un tempo eraun giiello... Un gioiello così splendido che mai nessuno elfo. Uomo o nano è mai stato in grado di eguagliare...

Mi accorgo che i miei interlocutori non possono capire ciò che sto dicendo e sto sembrando quantomeno strano.

Non badate troppo ai vaneggiamenti di un vecchio che ha visto troppo e il cui corpo non regge più il peso di tanti ricordi...

Si comunque, i mortali pagano sempre un prezzo più alto di quello che meritano. E per quanto riguarda me sono un vecchio , un vecchio che ha perso tutto e vagabonda alla ricerca della via da seguire. Posso unirmi a voi per un tratto? Non ho denaro ma posso mettere al vostro servizio la mia spada in cambio di un piatto caldo... Se vuoi posso dare un occhio alle piaghe del ragazzo...non son certo di poter fare qualcosa ,ma un occhio posso sempre darlo...non si sa mai.

Il mio pensiero torna a quanto detto dalla mezzelfa

La magia selvaggia deve interagire con qualche rimasuglio dell'antico Mithal , non è saggio avventurarsi per quella terra oggigiorno.

Il mio sguardo si posa sulla mezzelfa, fissandola dritta negli occhi

Conosci qualche comunità elfica in zona? O umana con forte presenza elfica. Ho bisogno di parlare con un sacerdote di Corellon Laretarian dico estraendo il simbolo sacro che mi sono intagliato io stesso con il simbolo della falce di luna. Non riesco a sentire più la sua voce..dico come se fosse normale sentire la voce di un dio dentro la testa.

Per me un tempo , tutt'uno con il reame della selva fatata. Ero sempre una cosa sola con gli dei che governano quel piano... ovunque fossi non ero mai solo ,pieno della loro grazia celestiale. Ora un vuoto opprimente mi devasta il petto, e per la prima volta comprendo il significato di solitudine. Ho sempre lavorato da solo, come quasi tutti gli Eladrin, ma questa nostra indipendenza deriva dal fatto che siamo forti dell'energia del nostro piano e così possiamo tirare fuori le nostre caratteristiche individuali...senza quel collegamento mi sento come una foglia spazzata via dal vento autunnale.

X @Dardan

, intanto ti ringrazio perchè mi stai dando quello che ho sempre cercato da questo GDR senza mai riuscire a trovarlo. Questo mondo i fili spezzati è già diventata la notifica più attesa.

Alle mie domande fatte in PM scegli tu se rispondermi li o se preferisci nel PBF nel post di servizio ( non so se ti interessano le reazioni PE etc etc)

Se hai dato un occhio alla scheda e suggeriresti delle modifiche o consigli dimmi pure. è molto semplice e la selezione di opzioni limitata ma se vedi qualcosa che mi è sfuggito fammelo notare.

Comunque aggiungerò un ocarina come strumento musicale, (senza sprecare gradi in intrattenere) solo per caratterizzazione ed il simbolo sacro di legno se lo è intagliato a mano.

Grazie ancora

Modificato da Monkey77

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Le tue parole cadono sul cerchio del fuoco come pietre pesanti, cariche di un'eco che non appartiene a questo secolo... l'anziano boscaiolo smette di borbottare, sollevando lo sguardo vitreo verso di te, mentre la donna interrompe del tutto il rammendo delle cinghie di cuoio, stringendo gli occhi nel tentativo di decifrare quei nomi incomprensibili... Vyshaantar... Miyeritar... suonano nella loro lingua come parole fatte di sassi e foglie secche, suoni persi in un passato di cui nessuno, tra la gente del popolo, conserva più nemmeno la leggenda...

Quando tiri fuori il pezzo di legno intagliato a forma di falce di luna, confessando quel vuoto opprimente e parlando del silenzio del tuo dio come se fosse una presenza quotidiana, tra i presenti scende un silenzio denso, interrotto solo dallo scoppiettio della legna verde... per un uomo comune sentire la voce di un dio nella testa è il segno della follia o di una benedizione spaventosa, specialmente dopo che gli dèi hanno camminato nel fango della terra lasciando solo macerie...

Il chierico vestito di stracci, tuttavia, non si ritrae... osserva il simbolo della luna con un rispetto profondo, quasi commosso, e un sorriso stanco ma sinceramente ospitale gli illumina il volto segnato...

Se la tua spada è fedele alla giustizia di Corellon, Silyndor, allora non serve oro per viaggiare con noi... la pista è lunga e la brughiera non ha pietà dei solitari... dice il religioso, abbassando la testa con solennità prima di indicarti il corpo addormentato del fanciullo, avvicinati pure... la grazia dei Seldarine sarà anche distante, ma il Piangente accoglie ogni mano tesa a lenire il dolore... qualunque aiuto tu possa dare a questo piccolo è una benedizione...

Ti sposti sulla paglia, avvicinandoti alle gambe del bambino... quando sfiori i lembi della coperta, avverti subito che non si tratta di una ferita comune... la carne intorno alle piaghe grigie è fredda, innaturale, e sotto la pelle i vasi sanguigni sembrano cristallizzati in minuscoli filamenti violacei... è l'impronta della magia selvaggia che ha deformato il tessuto della realtà, ma dentro di te, da qualche parte nei tuoi ricordi eterei, senti che quella distorsione sta reagendo con qualcosa di antico radicato nella terra...

Mentre esamini il ragazzo, avverti lo sguardo della donna fisso su di te... ha ascoltato la tua domanda sulle comunità elfiche, e nei suoi occhi ibridi passa un'ombra di amara consapevolezza... si sporge in avanti, appoggiando i gomiti sulle ginocchia, e la sua voce scende di un tono per non farsi sentire oltre la palizzata...

Comunità elfiche qui intorno? No, Silyndor... nell'Alta Brughiera non troverai templi splendenti o città del Popolo Gentilizio... i pochi elfi rimasti da queste parti si nascondono nel profondo del Bosco Nebbioso, a ovest, ma sono selvaggi... diffidenti... non amano gli umani e amano ancora meno chi viaggia con loro... la donna fa una breve pausa, lanciando un'occhiata d'intesa al chierico, prima di riprendere, se cerchi un sacerdote che sappia ancora leggere le stelle o che ricordi i vecchi dèi, la tua scommessa migliore è Secomber... c'è un vecchio quartiere lì, dove alcuni elfi si rifugiano prima di decidere se intraprendere la Grande Ritirata verso l'oceano... ed è proprio lì che siamo diretti...

Il vento della brughiera torna a sferzare l'accampamento con un sibilo acuto, facendo oscillare i carri protettivi, mentre i lampi violacei nel cielo continuano a rischiarare la nebbia... la notte è appena iniziata, e per quanto ti senta debole e reciso dal tuo piano natio, per la prima volta dopo due mesi non sei più solo a guardare l'oscurità...

@

@Monkey77

Mi fa piacere che ti piaccia l'avventura .

per le domande che farai , se le fai nel topic di gioco ti farò rispondere dai png cìse ne sono in grado , se mi scrivi tramite messaggio ti risponderò li .

Nessun problema per l'ocarina .

Silyndor-

Le parole della mezzelfa mi scuotono dentro , facendomi sfuggire un sorriso e alzare gli occhi al cielo.

Oh come gira la ruota, gira inesorabile per tutti...ora gli elfi sono visti come selvaggi dagli umani , quando ai miei tempi i selvaggi erano gli umani incapaci di alcuna arte che non fosse donata dai Tel Quessir... Quanta arroganza abbiamo avuto per arrivare a distruggere tutto. Forse sono sopravvissuto proprio per giungere a questa consapevolezza...anch'io convinto della bontà delle mie intenzioni ero pieno di me , arrogante nella forza data dai cieli...ed ora sono quí, ad imparare lezioni di carità da un umano ...come gira la ruota

Osservo con cura le piaghe date dalla nefasta fusione del Mithal corrotto e dalla magia selvaggia... cerco di attingere alla mia profonda conoscenza della magia, ma i ricordi sfuggono appena credo di trovare la risposta... Non è facile , così è frustrante. Provo ad invocare una preghiera semplicissima a Labelas Enoreth il saggio al tramonto. senza alcuna garanzia di risposta, per fortuna la mia preghiera raggiunge i miei dei lontani . La mia vista cerca di percepirne L'aura magica che ne sta mutando il corpo. Non so di preciso come porre rimedio, un tempo si diceva che immergere le parti soggette a mutazioni in sale benedetto rallentasse il processo, di sicuro meglio portarlo lontano da questa terra , sta controllando a reagire con qualcosa proveniente dal suolo. Prima c'è ne andiamo e meglio sarà. Con chi ho il piacere di parlare? Vedo che sei un sacerdote di un dio misericordioso, mi piacerebbe conoscere la tua storia, credo che abbia molto da imparare da te.

Mi volto verso la mezzelfa, mi appare strana, aliena. Eppure è la cosa più familiare incontrata in questi due mesi.

Socomber dici..va bene verrò con voi almeno fino a lì...come ti chiami? Se mi è concesso saperlo.

X @Dardan

Individuazione del magico e Sapienza magica per le piaghe +4

Modificato da Monkey77

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Quando le tue dita sfiorano la carne fredda del fanciullo e pronunci la sommessa preghiera a Labelas Enoreth, una strana, debolissima vibrazione attraversa l'aria del campo... le ombre proiettate dal fuoco sui carri sembrano allungarsi per un istante, e sotto le tue palpebre, grazie ai tuoi sensi risvegliati, il mondo si tinge di sfumature invisibili ai mortali... vedi i filamenti violacei sotto la pelle del piccolo brillare di una luce instabile, caotica, e ti rendi conto che la corruzione che lo sta consumando non è una malattia della carne, ma un'alterazione energetica attiva... è energia magica impazzita che ha subito una mutazione, compressa e deformata dalla vicinanza con il suolo profanato... la tua supplica al Dio del Tempo non ottiene un miracolo immediato, ma avverti una sottile, lontana eco di calore... la luminescenza argentea sotto la tua pelle pulsa debolmente, e al tuo tocco il ragazzino emette un profondo sospiro, mentre il brivido di gelo che gli scuoteva il petto sembra finalmente placarsi... lo hai stabilizzato, arrestando il processo degenerativo per la notte, ma la Trama sfilacciata in questo luogo continua a premere contro di lui...

Il religioso osserva i tuoi gesti con gli occhi spalancati, stupito dalla dignità mistica dei tuoi movimenti e dal modo in cui il fanciullo ha risposto alla tua vicinanza... fa un profondo inchino con il capo, portandosi la mano destra al petto, sopra il simbolo delle catene spezzate...

Il mio nome è Corin, fratello... o semplicemente Fratello Corin, se preferisci... dice l'uomo con i paramenti logori, la cui voce trema leggermente per l'emozione, sono solo un umile servitore di Ilmater, il Dio Piangente che si fa carico delle sofferenze del mondo... la mia storia è breve e priva di gloria... ero un novizio in un monastero del Cormyr, ma l'anno scorso, quando i cieli hanno tremato e i sacerdoti anziani sono impazziti per il silenzio degli dèi, ho capito che il mio posto non era dietro mura di pietra a pregare, ma qui, sulla strada, dove il dolore è reale e nessuno asciuga le lacrime dei disperati... ho raccolto questo piccolo, Pip, tre giorni fa, abbandonato dai suoi stessi genitori terrorizzati da ciò che gli è accaduto nella gola... e avevi ragione, Silyndor... sento anch'io che questa terra spoglia sta continuando ad avvelenarlo... dobbiamo portarlo via prima possibile...

Dall'altro lado del fuoco, la donna ti fissa dritto negli occhi, sostenendo il tuo sguardo fiero con una fermezza che parla di anni passati a difendersi da sola sulle piste commerciali... alle tue parole sul passato dell'Alta Brughiera ha un sussulto impercettibile, ma l'offerta della tua spada e il sollievo dato a Pip sciolgono l'ultima linea della sua diffidenza... lascia cadere i finimenti del cavallo sulla cassa, ripulendosi le mani sui pantaloni di cuoio...

Io sono Lyra... Lyra Thorne... dice la donna, e per la prima volta la sua voce roca perde quella spigolosità aggressiva per farsi più umana, questi carri e il vecchio cavallo da tiro sono miei, così come le poche merci che sto cercando di portare a Secomber prima che i briganti o le tasse di qualche gilda me le portino via... non mi interessa se parli come un vecchio cronista uscito da un libro di miti o se i tuoi modi ti fanno sembrare un po' strano, Silyndor... stasera hai dimostrato di avere un cuore, e una lama in più lungo la pista verso ovest vale più di tutto l'oro del Trono di Ferro... viaggerai con noi, e dividere il pane sarà un onore...

A quel punto, l'uomo anziano che non aveva mai smesso di fissare le braci calde solleva lentamente la testa... le sinedita nodose smettono di artigliare l'icona di legno di Silvanus, e un barlume di lucidità sembra farsi strada nel suo sguardo vitreo... vi osserva uno a uno, per poi rivolgersi a te con un tono basso, quasi sottomesso...

Il mio nome è Daran... borbotta il boscaiolo, la voce incrinata dal ricordo del fuoco che gli ha consumato la vita l'anno precedente, ero un uomo della terra, prima che la Magia Matta bruciasse la mia fattoria e si prendesse tutto ciò che avevo... se dite che dobbiamo andarcene da qui, io vi seguirò... non ho una spada, ma conosco il legno e so come leggere i sentieri quando la nebbia si fa troppo fitta... non lasciatemi indietro...

Il cerchio si è finalmente chiuso e attorno al fuoco dell'Ancora di Pietra i perfetti sconosciuti sono diventati compagni di viaggio... Fratello Corin accoglie le parole del vecchio boscaiolo con un cenno comprensivo della testa, mentre Lyra, con un gesto pratico che spezza la solennità del momento, porge anche a Daran una scodella di brodo per scaldarlo... consumate il pasto quasi in silenzio, lasciando che le ultime ore del crepuscolo scivolino via tra i sussurri stanchi e il rumore rassicurante dei cavalli che masticano il fieno dietro i carri... i tuoi compagni si sistemano faticosamente per la notte, cercando un po' di riparo dal vento implacabile che continua a sferzare le palizzate di legno...

Il silenzio torna a scendere sull'Ancora di Pietra, ma è un silenzio diverso, meno pesante, rotto solo dallo scricchiolio metodico del legno che si consuma tra le braci... Lyra torna ai suoi finimenti con movimenti più calmi, mentre Fratello Corin si siede di nuovo accanto al ragazzino, poggiando la schiena contro la ruota del carro senza mai distogliere lo sguardo vigile dalle ombre oltre la palizzata... Daran si rannicchia nel suo mantello, stringendo ancora l'icona protettiva, ma il suo respiro si fa finalmente più regolare, quasi a voler assecondare il sonno profondo che ha preso il piccolo Pip...

La nebbia dell'Alta Brughiera continua a premere contro i carri, densa, umida, colorata a intervalli regolari da quei bagliori violacei che scivolano silenziosi tra le nuvole... il freddo della notte inizia a farsi strada sotto i vostri abiti, ricordandoti la tua nuova e sgradevole fragilità biologica, quel bisogno viscerale di calore che un tempo ignoravi...

Poi, all'improvviso, nel cuore della notte, il silenzio viene incrinato da qualcosa di insolito... non è il rumore di passi o il ruggito di una fiera, ma un suono cristallino, simile al rintocco di mille minuscole campane d'argento che vibra direttamente dal terreno...

Prima che tu possa muoverti, vedi le pietre che delimitano il cerchio del fuoco iniziare a mutare... sotto l'effetto della Trama sfilacciata e della vicinanza con il fanciullo ferito, il calore delle braci scatena una reazione imprevista... la roccia calcarea grigia comincia a trasudare minuscole gocce di un liquido luminoso e fosforescente, che evapora a contatto con il fuoco emanando un fumo denso che profuma intensamente di petali di rosa e incenso astrale... un odore che appartiene ai giardini dimenticati della tua giovinezza ad Arvandor, un'anomalia che spezza la puzza di fango e sudore del mondo mortale...

Daran si sveglia di colpo, fissando il fumo profumato con gli occhi sbarrati dal terrore, mentre Lyra scatta in piedi stringendo l'impugnatura del pugnale e Fratello Corin si scherma il volto con una mano, guardandoti con un misto di devozione e paura... la terra sotto di voi sembra aver risposto alla tua preghiera, o forse ha solo rigurgitato un frammento del passato che custodiva tra le sue crepe...

@

Durante l'esame serale, la tua visione magica ha rivelato che le piaghe di Pip sono alimentate da una radiazione magica attiva che risuona con il sottosuolo profanato della brughiera... allontanarlo da qui è l'unico modo per salvarlo... la tua preghiera ha temporaneamente bloccato il processo...

mentre il fumo profumato e il suono argentino che vi hanno svegliati nel cuore della notte sono chiaramente una conseguenza della reazione tra la tua energia celestiale latente e le energie residue del suolo... gli altri sono spaventati e, nell'oscurità, fissano te...

Silyndor

Se i miei modi di parlare appaiono strani anche i loro sono in parte incomprensibili per me Trono di Ferro? Si riferirà a qualche regno umano molto ricco e potente...

Non ho voglia di porre altri domande, lieto di aver trovato qualcuno con cui condividere la via...dopo due mesi di solitudine stringente il dolore al petto sembra placarsi.

Ci prepariamo a riposare. Non ho bisogno di dormire, anche se ora devo andare in trance come gli elfi... Mi sistemo il giaciglio per esee comodo e riparato dal vento, ma resto con i sensi tesi a cogliere il minimo segno di pericolo. In questi mesi non ho potuto concedermi di abbassare mai la guardia ...e non intendo farlo ora. Le mie armi sono pronte ad essere impugnate, i miei pochi averi nella sacca in caso di fuga precipitosa.


Il profumo di petali, incenso astrale...lo scampanellio...potrebbe indurmi ad indugiare nei ricordi del passato , ma gli sguardi di questa compagnia rivolti su di me alla ricerca di un ordine che dica loro cosa fare di fronte a questi eventi ignoti mi fanno restare con la testa lucida.

Mithal corrotto e magia selvaggia stanno reagendo in modo pericoloso! Dobbiamo andarcene! .... Ora! Grado ai compagni sbigottiti.

Lyra...prepara i carri dobbiamo partire subito! Dardan fai strada io sarò con te davanti , ci vedo bene anche al buio e non ho bisogno di cavalli! Fratello tu occupati di Pip! E prega che la situazione non degeneri troppo in fretta.

Assisto nei preparativi, glaive sempre pronta osservando nervoso il terreno circostante.

All'inizio resto dietro, controllando che non ci siano pericoli alle spalle, poi passo alla testa della carovana.

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Il tuo ordine squarcia il buio come una frustata, spezzando l'ipnosi del fumo profumato e gettando il campo in un caos frenetico... non c'è tempo per le domande, la tua voce, carica dell'autorità innata di un Eladrin, non ammette repliche e i tre umani, terrorizzati dall'ignoto, si aggrappano alle tue direttive come all'unica ancora di salvezza...

Lyra scatta verso i cavalli senza dire una parola, i suoi gesti sono rapidi, precisi, dettati da anni di piste affrontate da sola... la senti imprecare a bassa voce mentre stringe i finimenti al buio, con le mani che tremano leggermente per la fretta, mentre le bestie nitriscono nervose, spaventate dallo scampanellio argenteo che continua a vibrare dalle viscere della terra... Fratello Corin si precipita sul carro, sollevando Pip con delicatezza tra le braccia per proteggerlo, e le sue labbra ricominciano a muoversi in una supplica sommessa a Ilmater mentre il ragazzino emette un gemito soffocato nel sonno... Daran, scosso dal tuo comando diretto, lascia cadere l'icona di legno per un istante prima di recuperarla e correre verso la palizzata d'uscita, brandendo una vecchia lanterna spenta...

Se la terra si agita... conosco una gola più a ovest... riparata dalle correnti del fiume... seguitemi! grida il boscaiolo, la voce incrinata dal panico mentre apre i pali del varco...

Mentre assisti ai preparativi tenendo la tua glaive salda tra le mani, i tuoi occhi celestiali vedono la situazione invisibile peggiorare... il terreno intorno alle pietre del fuoco non sta solo fumando... le linee d'argento purissimo del Mythal antico stanno iniziando a torcersi sotto la spinta della Trama sfilacciata, e crepe luminose si allargano sul fango come ragnatele di luce impazzita... l'aria diventa densa, quasi irreale per i tuoi polmoni mortali...

I carri si muovono con un sussulto violento, le ruote di legno scricchiolano nel fango mentre la piccola carovana varca l'Ancora di Pietra nell'oscurità più totale... inizialmente rimani nelle retrovie, camminando nel crepuscolo della notte con i sensi tesi al massimo... la tua visione crepuscolare taglia la nebbia, vigilando che nessuna minaccia o predatore d'ombra approfitti del vostro isolamento, ma il pericolo vero, per ora, è sotto i vostri piedi... la terra continua a vibrare sotto gli zoccoli del cavallo...

Dopo qualche minuto di marcia forzata, superi i carri con passi leggeri e decisi, portandoti alla testa della spedizione accanto a Daran... la brughiera all'aperto vi accoglie in tutta la sua spietata vastità, sferzata da un vento gelido che disperde l'ultimo odore di rose della gola... sopra di voi, i lampi violacei illuminano la nebbia a intervalli regolari, mostrando la pista rocciosa che si inerpica verso ovest...

Mentre vi inoltrate nel fitto della nebbia, l'odore di incenso svanisce, sostituito dal sentore acre della brughiera bagnata, ma la vera anomalia si palesa quando la pista aggira un enorme sperone di roccia calcarea...

Lassù, appollaiata sulla cima del pilastro di pietra che sovrasta il sentiero, si staglia un'ombra silenziosa contro il cielo plumbeo... la tua vista perfetta al buio la inquadra nitidamente: è una creatura maestosa, un Gufo Gigante dalle piume screziate d'argento, una bestia magica che nei tuoi ricordi eterei era legata ai messaggeri di Sehanine Moonbow, la dea elfa della luna e dei misteri... il gufo non attacca, non emette alcun verso, ma i suoi enormi occhi dorati e intelligenti sono fissi su di te, ignorando completamente i carri e gli umani... sul becco stringe un piccolo ramoscello avvizzito che emana una flebile luminescenza dorata, identica a quella delle antiche torri di Miyeritar che hai sognato ore prima...

Daran si blocca di colpo, inciampando nel fango e lasciando quasi cadere la lanterna spenta, mentre un rantolo di puro terrore gli stringe la gola...
Un mostro della nebbia... Silvanus proteggici... ci sbranerà tutti... sussurra il vecchio boscaiolo, arretrando verso le teste dei cavalli per cercare riparo...

Dalle retrovie, senti lo stridore secco dei freni del carro... Lyra tira le redini con forza, trattenendo il respiro mentre fissa quella sagoma ciclopica appollaiata sulla roccia... la sua mano corre istintivamente all'impugnatura del pugnale, ma nota subito qualcosa che non quadra... i cavalli non stanno impazzendo, non nitriscono, al contrario... hanno smesso di scalciare e sollevano le orecchie in avanti, quasi rassicurati da quella presenza...

Non è un mostro, Daran... sta fermo... interviene Lyra, la voce ridotta a un soffio teso che fende il vento freddo, mentre i suoi occhi ibridi passano dalla creatura al tuo volto coperto dal mantello, guarda come lo fissa... non sta guardando noi... sta guardando lui... Silyndor, cos'è quella cosa? È uno spirito della tua gente?

Al passaggio della carovana, prima che tu possa rispondere, l'animale spiega le ali immense senza fare il minimo rumore e si lancia in un volo basso, planando sopra la nebbia pochi metri davanti a voi... non sta fuggendo, sta regolando la sua velocità per fare da guida alla colonna nel buio più fitto, indicando una deviazione sul sentiero roccioso...

Ma quella... quella non è la via per la gola del fiume... mormora Daran, con la mascella tremante, guardando il gufo che fluttua silenzioso nell'oscurità, ci sta portando più in alto... sui vecchi crinali...

I cavalli lo seguono, vecchio, e se i cavalli si fidano di quell'uccello d'argento in una notte come questa, mi fido anch'io... taglia corto Lyra, incitando gli animali a muoversi nel fango con uno schiocco della lingua, senza mai smettere di lanciarti occhiate cariche di domande...

Modificato da Dardan

Silyndor

La partenza avviene in maniera rapida ed efficiente...Lyra ci sa fare con i suoi animali è evidentemente una donna molto pratica ed avvezza alle durezze della vita.

Dopo essermi assicurato che dalla retrovia non ci seguono pericoli riprendo la testa della carovana. Anche a piedi non ho problemi a tenere il passo delle bestie da soma. Dopotutto il mio corpo non è ridotto poi così male.

Superato lo sperone roccioso resto esterrefatto e lascio cadere le braccia lungo i fianchi... intorno a me sento le reazioni dei compagni come suoni lontani tanto sono preso da stupore e commozione.

Sehanine Moonbow, ... mai mi sarei aspettato un segno tanto chiaro e tangibile da te... Signora degli enigmi e delle illusioni... Allora non sono stato dimenticato ...

La vista dell'enorme rapace notturno mi tiene paralizzato sul posto finché non decide di spiccare il volo per mostrarci la via...

Solo allora mi accorgo degli sguardi puntati su di me in cerca di spiegazioni e indicazioni.

Dici il vero Lyra, conosci bene i tuoi cavalli . Gli animali hanno un istinto molto migliore di noi creature umanoidi Daran, non temere.

Seguiamo il gufo gigante, la dea elfica della luna ci manda una guida in questo momento di bisogno, non temete... Seppur enigmatici i suoi disegni portano sempre e solo al bene di ogni creatura non malvagia.

Osservo un ultima volta lo sguardo carico di domande della mezzelfa, sorridi al pensiero che sta entrando in contatto con le su origini . Non so quanto sappia della razza da cui discende, da ciò che ho potuto intuire finora molto poco. Ed in ogni nulla del popolo fiero ai suoi tempi d'oro... Se lo vorrà gli racconterò chi è davvero la razza il cui sangue scorre nelle sue vene.

Forse è solo l'euforia di aver ricevuto un messaggero di una delle dee mi signore. Una parte della Dea Trina signora di Arvandor...ma sento il corpo più leggero, privo della stanchezza per la lunga giornata di marcia.

Nonostante abbia piena fiducia nel messaggero della dea, viaggio con i sensi tesi verso l'ambiente circostante...i disegni di Sehanine Moonbow, sono misteriosi e non mi stupirei che per arrivare al posto dove vuole che mi trovi non incappi un qualche ostacolo che lei desidera venga rimosso , so che non agisce ne per dispetto ne per malizia, ma il fine ultimo delle sue trame si rivelano solo alla fine.

@Dardan post riempito

Modificato da Monkey77

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Le tue parole cariche di una certezza millenaria scendono come un balsamo sui nervi tesi della carovana... Daran emette un lungo sospiro, asciugandosi il sudore freddo dalla fronte prima di stringere di nuovo l'impugnatura della lanterna spenta, mentre Lyra allenta la presa sul manico del pugnale... lo sguardo che la donna ti rivolge nell'oscurità non è più solo curioso, è colmo di uno sbigottimento rispettoso, quasi fiero... fa scoccare la lingua per incitare i cavalli a muoversi nel fango, assecondando la traiettoria silenziosa del maestoso volatile d'argento...

La marcia forzata lungo i crinali superiori dell'Alta Brughiera dura per ore, nel cuore più fitto della notte di Ches... il sentiero indicato dal gufo è ripido, stretto tra rocce calcaree che sembrano dita protese verso il cielo, ma incredibilmente sicuro... sotto i tuoi piedi, le vibrazioni minacciose del terreno iniziano lentamente a spegnersi, allontanandovi dal fulcro di quella spaventosa reazione energetica che rischiava di intrappolarvi... cammini in testa alla colonna, avvertendo un'inedita leggerezza che accarezza la tua carne mortale... non è il riposo a mancarti, è l'euforia di aver ritrovato un frammento del tuo piano natio a farti da scudo contro la fatica terrena, infondendoti la forza necessaria per aprire la via nel buio...

Verso la fine della notte, mentre la nebbia inizia a diradarsi sotto le prime, timide luci dell’alba, il gufo gigante arresta il suo volo... compie un ampio cerchio concentrico sopra le vostre teste, muovendo le ali immense senza produrre il minimo rumore, e va ad appollaiarsi sul ramo spoglio di un antico albero solitario, cresciuto miracolosamente tra le rocce del crinale... con un movimento secco del becco, lascia cadere il ramoscello luminoso ai piedi del tronco, per poi fissarti un'ultima volta con i suoi grandi occhi dorati... un istante dopo, si lancia nel vuoto, dissolvendosi silenziosamente tra le ultime nuvole basse del mattino...

Siamo... siamo sul crinale della Vecchia Cava... mormora Daran, avanzando di qualche passo e indicando con la mano nodosa una depressione naturale del terreno poco più avanti, riparata da tre pareti di roccia solida, è un posto sicuro... il vento non batte qui, e la pista per Secomber scende proprio da questo versante... ce l'abbiamo fatta...

I carri si fermano con uno stridore di assi e Lyra balza giù dal sedile di guida, con il volto segnato dalla stanchezza della notte ma gli occhi ancora incredibilmente vivi... si avvicina a te, fermandosi a pochi passi, mentre Fratello Corin si sporge dal retro del carro per assicurarsi che il piccolo Pip stia riposando senza febbre...

La mezzelfa solleva lo sguardo verso il crinale dove il gufo è svanito, poi lo riporta su di te, accennando un sorriso enigmatico che sembra quasi rispecchiare i tuoi stessi pensieri...

La tua gente... fa dei miracoli bizzarri, Silyndor... dice Lyra, la voce resa ancora più roca dal freddo dell'alba, mentre si stringe nel mantello, se quella cosa non ci avesse portato fin lassù, a quest'ora saremmo rimasti bloccati nel fango della gola inferiore... o peggio... non so cosa tu sia davvero, ma devo la vita alla tua luna... e se vorrai raccontarmi di quelle bianche torri di cui parlavi prima... beh, la pista per Secomber è ancora lunga...

Mentre gli altri iniziano a sciogliere i finimenti del cavallo per farlo riposare e Fratello Corin prepara delle bende pulite, la luce grigia del mattino illumina il punto in cui il gufo ha lasciato cadere il ramoscello... avvicinandoti all'albero spoglio, ti rendi conto che l'ostacolo evocato dai tuoi stessi pensieri non si è manifestato sotto forma di un mostro o di una trappola... il ramoscello dorato è atterrato sopra una vecchia lastra di pietra parzialmente sepolta dalle radici, su cui è inciso un glifo elfo che riconosci all'istante... non è una trappola selvaggia, è un antico sigillo di Miyeritar rimasto intatto, e sembra proteggere qualcosa di nascosto proprio sotto le radici dell'albero...

Silyndor

Alle mie parole i miei compagni si rilassano e si accingono a seguire la guida del Gufo gigante, in particolare mi colpisce lo sguardo fiero che mi rivolge la giovane mezzelfa. Sento smuoversi qualcosa di indefinito dentro di me, una sensazione mai provata in millenni di esistenza ultraterrena...

Ma non ho tempo per fermarmi a capire cosa significhi questa sensazione del mio nuovo corpo mortale...sono felice, leggero per la mano offerta in aiuto porta dalla Dama Argentea...

Il convoglio si muove veloce lungo un tragitto libero da ostacoli, su terra sicura mentre gli echi della deformazione magica svaniscono alle nostre spalle.

Il gufo approda sul ramo di un albero , miracolosamente vivo in questa brughiera desolata e lascia cadere il ramo luminoso prima di allontanarsi in volo e tornare nel mistico reame dal quale proviene.

In silenzio lo ringrazio, quasi potesse udirmi come se ancora possedessi la capacità di comunicare telepaticamente.

Grazie fratello piumato porta i miei ringraziamenti a Sehanine Moonbow, e dille che un giorno sarò pronto per tornare al suo cospetto.

Non servono capacità speciali per comunicare con gli dei, loro sentono chi li nomina e vedono nei cuori di chi li prega... Ora son certo che non mi hanno abbandonato, ma devo seguire il mio cammino di crescita lungo questa nuova via.

Le parole di Daran confermano quanto percepisco e sento: siamo al sicuro , la dea ci ha portato per la giusta via tutelandoci dalla piaga magica che stava per travolgerci.

Anche Lyra dopo aver sistemato i carri mi raggiunge , ringraziandomi

Nemmeno io so di preciso cosa sono ora...mi lascio sfuggire quasi sovrappensiero , eh sì, senza Sehanine Moonbow, ed il suo messaggero saremo stati investiti dalla deformazione magica che si stava creando. I Seladrine sono miei dei quanto i tuoi, porti sangue Tel'quessir nelle vene, anche se probabilmente non hai idea di cosa significhi...

Vedo che si stringe nel mantello per il freddo accumulato nel viaggio notturno, sento un forte istinto di abbracciarla per scaldarla, ma è una reazione talmente insolita per me, che preferisco ignorarla .

Il Miyeritar era un posto meraviglioso, così come gli altri regni elfici dei tempi antichi, te ne parlerò volentieri, ma prima voglio appurare cosa voleva mostrarci il Gufo Gigante... quello era un ramoscello degli alberi di Arvandor...ne sono certo e devo capire il perché di tutto ciò...

Il pensiero di trascorrere del tempo con Lyra mi dona un euforia ingiustificata, senza una logica comprensibile... però piacevole e non mi rendo conto che il dolore al petto è stato sostituito da un battito cardiaco accellerato... Allontanarmi dalla mezzelfa per controllare il ramo luminosonmi dà la scusa perfetta per prendermi il tempo per comprendere questa nuova sensazione.

Mi avvicino all'albero e come immaginavo il gufo non ci ha portato in un punto casuale...il rametto luminoso si trova proprio sopra un antico glifo intatto dell'antico Regno.

È incredibile che il sigillo sia ancora intatto dopo tutti questi secoli, ecco perché questo albero riesce a sopravvivere nella brughiera mefitica , cosa custodirà?

Recitò la seconda preghiera preparata oggi, in elfico che tradotta farebbe più o meno così

Oh Labelas Enoreth saggio al tramonto,mostrami quale magia è ivi custodita ...

X @Dardan

Individuazione del magico e Sapienza magica +4 per cercare di capire che tipo di glifo sia ,come usarlo,... PS mi sono accorto che sapienza magica era già un abilità di classe, non so perché mi ero convinto che non fosse nella lista.

...

Modificato da Monkey77

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Ti avvicini all'albero e, come immaginavi, il gufo non vi ha portato in un punto casuale... il rametto luminoso si trova proprio sopra un antico glifo intatto del dimenticato regno di Miyeritar. È incredibile che il sigillo sia ancora integro dopo tutti questi secoli; ecco perché questo albero riesce a sopravvivere nella brughiera mefitica. Reciti la seconda preghiera a Labelas Enoreth, il saggio al tramonto, lasciando che le antiche sillabe elfe scivolino nell'aria fredda, mentre focalizzi la tua forza sull'incantesimo...

Sotto le tue palpebre, la pietra calcarea si accende di una luce dorata e purissima, geometricamente perfetta... capisci che si tratta di un Sigillo di Conservazione Astrale, un piccolo nodo di Alta Magia dimenticata... la lastra cede sotto la spinta della tua glaive, scivolando di lato con un gemito sordo... all'interno di quella piccola nicchia trovi due piccoli oggetti adagiati su un letto di polvere d'argento fossile una Gemma Focale, una pietra di luna opalescente che riduce temporaneamente la nebbia nei tuoi ricordi, e un Amuleto di Sehanine Moonbow, un medaglione d'argento che fa nascere in te una debole ma autentica barriera contro le paure di questo neo corpo biologico...

Mentre tieni tra le mani i cimeli, i primi freddi raggi del sole di Ches iniziano a fendere la nebbia e il campo si sveglia lentamente... Daran è il primo a scuotersi dal suo giaciglio di paglia; il vecchio boscaiolo è ancora pallido per la notte di terrore, ma l'istinto della terra riprende il sopravvento... si alza stringendo la sua lanterna spenta e, vedendoti in piedi accanto all'albero, ti rivolge uno sguardo sottomesso, quasi deferente...


La notte è passata, Silyndor... vado a dare un'occhiata giù al sentiero del crinale, a controllare se la via verso la pianura è sgombra o se la Magia Matta ha lasciato brutte sorprese... torno prima che il sole sia alto... borbotta il vecchio, stringendosi nel mantello prima di incamminarsi a passi lenti e silenziosi lungo i tornanti rocciosi che scendono dal crinale...

Proprio mentre la figura di Daran si dissolve nella nebbia del sentiero, Lyra Thorne si avvicina a te con passo silenzioso, portando tra le mani due tazze di ferro che fumano leggermente, diffondendo nell'aria l'odore aspro di un infuso d'erbe selvatiche... ti allunga una delle tazze, stringendosi nel suo mantello per il freddo accumulato...

poi la mezzelfa si siede su una roccia piatta, fissando la gemma e l'amuleto che stringi tra le mani con uno sguardo che non è più solo curioso, ma colmo di un rispetto fiero...

Vedo che hai trovato quello che cercavi, vecchio cronista... dice Lyra, la voce resa ancora più roca dal freddo dell'alba, mentre soffia sul suo infuso per farlo raffreddare... i suoi occhi passano dai cimeli d'argento al tuo volto rimasto nell'ombra del mantello, se quegli oggetti hanno lo stesso potere del gufo di stanotte, ti conviene tenerli stretti... in questa brughiera la fortuna non bussa due volte alla stessa porta...puoi raccontarmi la loro storia?

Mentre stringi tra le mani i due cimeli appena emersi dal passato e rispondi all'invito della donna, senti il resto dell'accampamento risvegliarsi... Fratello Corin scende finalmente dal retro del carro, stirandosi le membra affaticate dal freddo e avvicinandosi a Lyra con un'espressione distesa... posa una mano sulla spalla della donna e rivolge un cenno riconoscente verso il cielo...

Il Piangente ha teso la sua mano stanotte, Lyra... dice il chierico, la voce bassa, le gambe di Pip sono calde e il respiro è tornato regolare... la corruzione grigia si è fermata... non so quale miracolo sia avvenuto in quella gola inferiore, ma il ragazzo è salvo...

La donna solleva lo sguardo verso il religioso, annuendo con quel pragmatismo che le appartiene da sempre...

Ognuno vede la luce attraverso i propri occhi, Corin... risponde Lyra, lanciandoti un'ennesima occhiata carica di significato, ma ora dobbiamo pensare alla pista... i cavalli hanno camminato per ore in salita e i finimenti del carro di testa si sono allentati... se non li rammendo adesso, le stanghe non reggeranno il peso lungo i tornanti...

Corin annuisce con un sorriso indulgente, stringendo il suo simbolo sacro sul petto...

Vado a preparare dell'acqua calda per pulire le piaghe del piccolo prima che Daran torni dal sentiero... se la rotta d'argento di stanotte era quella giusta, da questo crinale dovremmo impiegare solo una giornata di marcia per vedere le prime fattorie della vallata...

Tutto trova una conferma definitiva poco dopo mezzogiorno, quando i passi cadenzati di Daran annunciano il suo rientro dal sentiero... il vecchio boscaiolo torna nel campo con la lanterna in mano e un sorriso raro che gli distende le rughe del volto, rivolgendosi subito a Lyra e a te con un profondo cenno di sollievo...

La pista inferiore è completamente libera, esclama il vecchio, asciugandosi la fronte stanca e indicando i tornanti che scendono fluidi verso la pianura, niente crolli, niente Magia Matta, e non c'è traccia di disertori o fiere nel raggio di miglia... la guida d'argento stanotte ci ha fatto aggirare ogni pericolo... se stringiamo i finimenti adesso e ci muoviamo prima che il sole inizi a calare, entro sera saremo fuori da questi crinali e vedremo le prime prime fattorie...

A quelle parole, Lyra interrompe il suo lavoro e balza in piedi, ripulendosi le mani sui pantaloni di cuoio prima di lanciare un'occhiata d'intesa carica di aspettativa verso di te, mentre Fratello Corin si affaccia dal carro in attesa di un tuo cenno...

Modificato da Dardan

Silyndor-

Sembra che la Signora della luna mi abbia condotto fin qui per dei doni...non mi faranno ritornare quello di un tempo...ma offriranno l'aiuto necessario per compiere i prossimi passi lungo questo cammino che il destino sembra aver tracciato per me.

Il manifestarsi del volere della più potente e misteriosa dea elfica ha portato pace nel mio animo in frantumi. Sono in un mondo nuovo, senza più i poteri e le capacità di un tempo...ma sono certo che anche se misteriosa e intricata la strada che sto percorrendo ha un suo senso, se non noto a me quantomeno ai patroni di Arvandor. Sotto la loro guida e tutela non ho da temere alcun male. Per quanto possano sembrare ardue ed ingiuste le sfide che incontrerò so che non sarò solo.

Nel mio cammino ho spesso aiutato mortali nel loro percorso e ricordo come ciò che amen sembrava ovvio e scontato per loro era un enigma o una scelta difficoltosa. Ora comprendo molto come i loro dubbi e paure fossero insite della loro natura...e la scelta di agire a fin di bene in modo altruistico acquista un valore maggiore di quello che vedevo in precedenza.

Vecchio Cronista? Cronista me?! ...roba da non credere...dico scoppiando in una fragorosa risata, la prima di questi due mesi.

Io che sono sempre stato considerato una testa calda, indisciplinato pure per gli standard Eladrin, che ero sempre in prima linea nel combattere le orde infernali. Definito un cronista...assurdo. Io la storia l'ho fatta non studiata..

Si hai ragione... Sono oggetti importanti e non è la fortuna ad aver bussato alla nostra porta, ma la misteriosa volontà di Sheanine Moonbow. Infatti uno è un suo simbolo sacro, dico mostrandolo dalla collana al mio collo e dona coraggio contro le paure di questo mondo così volubile, e l'altra pietra lunare...serve a ricordarmi chi sono, dissipando le nebbie che mi accompagnano negli ultimi mesi.

Non sono gli oggetti più potenti creati in quei tempi dolce lo sviluppo dell'arte magica era al suo culmine , ma sono comunque un dono importante segno del favore della dea. Diverso è per l'incanto che lunga preservato fino ai nostri giorni , credo che ben pochi incantatori odierni siano in grado di produrre una simile sacca dimensionale in grado di resistere per migliaia di anni ...guarda quell'albero... è solo grazie all'antico sigillo che riesce a crescere in una terra devastata dalla magia selvaggia.

La guardo negli occhi osservando per la prima volta nei dettagli quei lineamenti tanto strani per me, quanto carichi del retaggio di due culture profondamente diverse, nella sua stranezza non posso negare che possiede una sua esotica bellezza.

Cosa conosci dei Tel'quessir, come si sono conosciute i tuoi genitori? E se mi è concesso chiederlo ,come sei cresciuta? Sono curioso.

Fratello Corin ci interrompe per darci una bella notizia.

Ne sono lieto, come immaginavamo portandolo via dalla terra corrotta i suoi sintomi si stanno alleviando... Speriamo che stando lontano da quí le sue gambe tornino normali senza strascichi.

Fai bene a ringraziare, come vedete gli dei nonnsonompoi così distanti come sembravano.

Annuisco a Lyra con complicità, quando annuncia di doversi occupare dei cavalli, prima partiamo meglio è.

Ciò viene confermato quando Daran torna con le belle notizie sulla fruibilità della strada.

Dopo un ultima preghiera a Corellon ci avviamo verso la strada per la città di Socomber.

Lungo il tragitto inizio a parlare del popolo elfico... proprio come un cronista.

Gli elfi non sono originari di Faerun, sono emigrati in questo universo per motivi oramai sconosciuti ai mortali, guidati dai loro Dei i Seladrine, all'epoca il mondo era dominata dai draghi e per farsi spazio in questa terra abbiamo dovuto sviluppare la conoscenza dell'Arte...,....,....

Mentre parlo pur sembrando disinvolto e loquace modifico spesso la posizione per guardarmi intorno ed avere la migliore prospettiva dell'ambiente circostante.

Nonostante la guardia alta, per la prima volta dal mio risveglio posso dire di essere felicemente ottimista.

@Dardan post riempito.

Modificato da Monkey77

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La risata fragorosa che ti scalda il petto scaccia gli ultimi fantasmi della notte, e per la prima volta in sessanta giorni terrestri senti che il peso della carne si fa meno opprimente... vedere te stesso, un guerriero eladrin abituato a guidare le cariche contro le schiere infernali, etichettato come un vecchio cronista è un'ironia che persino Labelas Enoreth avrebbe apprezzato... Lyra ti ascolta in silenzio, sollevando un sopracciglio davanti al tuo scatto di ilarità, ma i suoi occhi cangianti brillano di una luce nuova, divertita e affascinata da quella tua inedita disinvoltura...

Quando le mostri l'amuleto d'argento appeso al collo e le parli delle origini del Popolo Gentilizio, dei Seldarine e di quel primo viaggio attraverso i reami planari, la donna rallenta i suoi gesti sui finimenti del cavallo... le tue domande sulla sua infanzia, su come due mondi così distanti si siano uniti per darle la vita, la colgono di sorpresa... abbassa lo sguardo sulle cinghie di cuoio, e un'ombra di pudore e malinconia le attraversa il volto prima di rimettersi in piedi...

Mio padre era un cacciatore umano delle Terre Centrali, e mia madre... lei veniva dalle foreste profonde del nord... dice Lyra, la voce bassa, quasi coperta dallo schiocco secco della fibbia che viene serrata, non mi ha mai parlato di imperi o di dei planari, Silyndor... per lei la sua razza era solo un ricordo doloroso, qualcosa da cui fuggire... è morta quando ero ancora una bambina, lasciandomi solo questo sangue strano e la capacità di vedere al buio quando la nebbia si fa fitta... sono cresciuta sulle carovane, imparando a contare le monete e a difendere il mio carico dai lupi e dagli uomini... della mia gente so solo quello che i mercanti raccontano nelle taverne... cioè quasi nulla...

La mezzelfa scuote la testa, come a voler scacciare la vulnerabilità di quel ricordo, poi salta sul sedile di guida del primo carro e afferra le redini di cuoio, scambiando un'occhiata d'intesa con Fratello Corin che si è appena sistemato accanto al piccolo Pip...

Ma se quello che dici è vero, se veniamo davvero da un mondo così splendido... allora continua a raccontare... la strada per Secomber è lunga e ho voglia di ascoltarti...

Con un fischio della donna e un grugnito dei muli, la carovana si mette finalmente in movimento, lasciando l'albero solitario e la Vecchia Cava alle vostre spalle... la discesa lungo i crinali settentrionali dell'Alta Brughiera si rivela pulita, esattamente come aveva promesso Daran... il vecchio boscaiolo cammina un po' più indietro, tenendo il passo con la sua lanterna spenta appesa alla cintura, mentre tu prendi la testa della colonna, muovendoti con passi leggeri e fluidi...

La marcia forzata nel pomeriggio di Ches scorre via mentre la tua voce riempie il silenzio della brughiera selvaggia, dipingendo l'antica epopea degli elfi, l'arrivo sul Faerûn e la nascita dell'Arte magica... parli con la fluidità di chi possiede quelle verità nel sangue, eppure la tua mente resta vigile, affilata... pur sembrando loquace e rilassato, modifichi continuamente la tua posizione lungo il sentiero, girando la testa a intervalli regolari, sfruttando la tua visione crepuscolare e i tuoi sensi tesi per analizzare ogni anfratto roccioso, ogni mutamento della nebbia inferiore e ogni possibile linea di tiro dai crinali soprastanti...

Per la prima volta dal tuo risveglio, un profondo e motivato ottimismo ti scalda il cuore... la gemma focale pulsa debolmente, e senti che il legame con Arvandor si sta lentamente flettendo per rispondere alla tua determinazione...

Verso il tramonto, quando le ombre dei massi calcarei iniziano ad allungarsi a dismisura sul sentiero, la pista compie un'ampia curva, aprendosi verso la vallata sottostante... la nebbia si dirada del tutto, e poche miglia più avanti, dove il fiume Delimbiyr taglia le pianure rocciose, iniziate a scorgere le prime palizzate di legno e le luci arancioni delle lanterne di Secomber...

La meta è vicina, ma proprio mentre Daran emette un sospiro di sollievo, i tuoi sensi allertati catturano un dettaglio insolito lungo il ciglio della strada, poco prima che inizino i campi coltivati... due figure umane, avvolte in pesanti mantelli grigi, sono ferme accanto a un altare di pietra improvvisato...non sono contadini e non hanno attrezzi da lavoro, e uno di loro stringe tra le mani un bastone sormontato da una pietra scura che sembra assorbire la debole luce del crepuscolo...

Modificato da Dardan

Silyndor

Il dolore di Lyra mi pervade, crescere per un mezzosangue senza radici, senza un identità deve essere stata dura. La sua storia mi fa intuire come dopo il crollo degli antichi imperi il popolo elfico o almeno una parte di esso si sia inselvatichito per sopravvivere, con poca o nessuna memoria del passato. Forse la ritirata di cui ho sentito parlare altro non è che un tentativo di ricreare un identità razziale forte , unendo più elfi possibili nella nazione di Evermeet.

Sarò sincero... Cose brutte ne sono accadute in tutte le ere, in tutti i popoli e ovunque ci sono state persone buone o malvage, egoiste e avide o altruiste e generose. Luce e ombra sono ovunque , solo le nostre scelte ci fanno stare da una parte o dall'altra.

Ai tempi di cui ti parlo sono state fatte cose meravigliose... Ma sempre in quei tempi cose talmente orribili che gli dei stessi ne sono rimasti sconvolti, scaraventando una intera sottorazza elfica nel sottosuolo. La stessa pianura da cui stiamo uscendo altro non è che un enorme cicatrice creata da un immenso potere usato con fini malvagi.

E così in ogni era successiva, fino ad arrivare ad oggi. Per. quanto sembri buia e tumultuosa la situazione, non è né peggiore ne migliore di tante altre accadute nel corso delle ere.

Questo per dire ... Che ovunque siamo, chiunque noi siamo. Abbiamo sempre una scelta...e quella libertà è sacra e niente e nessuno ha il diritto di privarcene. Sono contento di avervi incontrato e di aver avuto modo di parlare del mio passato , ha illuminato il mio cuore che purtroppo si era perso nelle nelle nebbie della paura dell'ignoto...Ora il futuro appare meno oscuro rispetto ad un giorno fa'.

Comunque..devi saper che ho sentito che ci sono ancora regni elfici che sono sopravvissuti agli eventi tumultuosi... Non molto distante da quí avvolto nei sui Mithal difensivi c'è la città di Evereska, mentre....

Continuo a parlare con Lyra per quasi tutto il tempo, prendendomi comunque delle pause per vedere come sta Può e scambiare parole di supporto al sacerdote del Dio Piangente, e per chiedere a Daran informazioni sulle strade del territorio, in particolare però mi ha incuriosito la lampada spenta che porta sempre appresso.

... La lampada spenta che porti sempre con te anche di giorno...ha un significato particolare?...mi incuriosisce.

Sembra che siamo quasi arrivati quando noto le due figure su uno strano altare di pietra, il fatto è piuttosto insolito, ma ad insospettirmi è lo strano bastone che credo possa essere magico, non abbiamo persone comuni innanzi a noi, meglio essere cauti.

Comportatevi normalmente, io fingo di essere una semplice guardia di scorta. Se non creano problemi andiamo avanti senza cercare rogne.

x @Dardan

Conoscenza religioni, +2 per riconoscimento se seguono una divinità particolare, percepire intenzioni mentre ci avviciniamo. Io in protezione della carovana. Conoscenze Arcane +6 per capire l'effetto assorbì luce del bastone con pietra.

Modificato da Monkey77

  • Autore

Mentre la carovana scende lentamente i tornanti della brughiera, le tue parole profonde sul libero arbitrio, sulla luce e l'ombra e sulla ferita millenaria di Miyeritar scendono sul sedile del carro come una rivelazione solenne... Lyra ti ascolta tenendo gli occhi fissi sulle redini, e un'espressione di amara ma fiera consapevolezza le distende i tratti quando parli della sacralità della scelta... fa scoccare la lingua per incitare i muli, svoltando attorno a un masso calcareo, prima di risponderti con la voce resa roca dal vento...

Una scelta... sussurra la mezzelfa, accennando un sorriso tirato che sembra scacciare i fantasmi della sua infanzia, mia madre pensava che fuggire e nascondersi fosse l'unica scelta rimasta per non farsi schiacciare dal fango di questo mondo... non sapeva che si può scegliere anche di camminare a testa alta, Silyndor... non so se esistano ancora quelle città protette dal Mithal di cui parli... Evereska... o come si chiamano... ma sentire che non siamo nati solo per fare gli sciacalli sulle carovane umane... beh, mi fa guardare la pista in modo diverso stasera... grazie, guerriero...

Durante una delle soste per far respirare le bestie e controllare che il piccolo Pip contiue a riposare senza che il freddo grigio torni a tormentarlo, ti avvicini al vecchio boscaiolo, domandandogli di quella bizzarra lanterna spenta che non si stacca mai dalla sua cintura... Daran sussulta leggermente, guardando l'oggetto di metallo graffiato prima di accarezzarlo con le dita nodose, e per la prima volta i suoi occhi vitrei si accendono di una lucidità profonda e dolorosa...

Non è un amuleto magico, Silyndor... e non la tengo spenta per dispetto... mormora il vecchio, la voce ridotta a un sussurro tremante che fende l'aria fredda del crepuscolo, l'anno scorso, quando la Magia Matta ha bruciato la mia fattoria e si è presa ogni cosa, questa è stata l'unica cosa che sono riuscito a strappare alle fiamme prima di scappare... apparteneva a mio figlio... la tengo con me per ricordarmi che sono ancora vivo e che, finché ho le gambe per camminare, devo continuare a cercare un posto sicuro dove stabilirmi e ricominciare da capo...

Il calore umano di quegli scambi si congela bruscamente quando la carovana raggiunge gli ultimi tornanti e le sagome di Secomber compaiono nella vallata... il tuo ordine sussurrato cala sul gruppo come un velo di fredda disciplina militare... Lyra raddrizza la schiena sul sedile di guida, forzando le dita a una presa ferma ma apparentemente disinvolta sulle redini, mentre Fratello Corin arretra leggermente nel carro per schermare il corpo di Pip e il vecchio Daran china il capo, stringendo la sua lanterna spenta... cali il cappuccio logoro sul volto e arretri di qualche passo, posizionandoti sul fianco del carro come una comune e anonima guardia di scorta... la mano resta nascosta tra le pieghe del mantello, pronta a far scattare la glaive al minimo accenno di pericolo, mentre i tuoi sensi si concentrano sulle due figure avvolte nei mantelli grigi...

La distanza si accorcia a ogni battito di zoccoli... dieci metri... cinque metri... lo spazio intorno allo strano altare di pietra calcarea sembra quasi deformarsi nel crepuscolo di Ches... la pietra scura in cima al bastone emette un sibilo acuto e sinistro, e i tuoi occhi notano che la debole luce del tramonto non si limita a calare, ma viene attivamente risucchiata e inghiottita da quel frammento minerale, creando un alone d'ombra innaturale che avvolge i due sconosciuti... l'aria intorno a loro ha un sapore pesante, freddo, saturo di una paranoica e gelida concentrazione rituale che non appartiene in alcun modo alla gente comune delle valli... non sono lì per tendere un agguato ai mercanti, stanno mappando e tracciando qualcosa nel terreno...

Mentre il primo carro di Lyra sfila davanti alla struttura, l'uomo che impugna il bastone solleva lentamente il mento... sotto la coltre del cappuccio grigio, due occhi opachi e completamente privi di calore mortale ignorano i muli, le merci e i civili... si posano con una precisione chirurgica, agghiacciante, esattamente sulla tua figura mascherata... in quel preciso istante, la pietra nera sul bastone risponde alla tua vicinanza con un crepitio più secco, come se quell'artefatto avesse avvertito, sotto i tuoi stracci da viandante, la flebile e innaturale luminescenza argentea che custodisci nella carne...

Senti i muscoli di Lyra tendersi per lo spavento sul sedile del carro, ma mantieni la calma immobile dell'antico guerriero, continuando a camminare a passo regolare... non cercate rogne, e la carovana prosegue dritta, superando l'altare senza deviare dalla pista... lo sconosciuto non solleva il bastone e non invoca anatemi, si limita a ruotare lentamente il busto, continuando a seguirti con quello sguardo vitreo mentre sfilate via, come se stesse registrando l'impronta della tua anima nella propria memoria...

Cinque minuti dopo, la curva del tornante successivo inghiotte l'altare e i due misteriosi viandanti nella nebbia della sera... il freddo del crepuscolo torna a farsi sentire, pulito, e Lyra emette un lungo, rumoroso respiro di sollievo, allentando la presa sulle cinghie di cuoio e sporgendosi leggermente per guardarti...

Quei due... non erano semplici eremiti, Silyndor... sussurra la mezzelfa, la voce che trema impercettibilmente mentre incita i muli verso la pianura, i cavalli erano terrorizzati, sentivo le stanghe del carro vibrare... qualunque cosa stessero facendo con quel bastone, cercavano qualcosa... o qualcuno...

Non rispondi subito, mantenendo la guardia alta, mentre i carri imboccano finalmente la pista pianeggiante che taglia i primi campi coltivati, ormai brulli e abbandonati per l'inverno... la notte di Ches cala definitivamente sul Faerûn e la carovana si ritrova a percorrere l'ultimo miglio sotto la volta stellata, finché le imponenti palizzate di legno e le torri di guardia di Secomber non sbarrano la pista proprio davanti a voi...

Grandi torce di pece ardono nei bracieri di ferro, proiettando ombre lunghe e rossastre sul fango e sui tronchi appuntiti delle fortificazioni... l'odore della brughiera viene bruscamente sostituito dal fumo dei camini della città e dal puzzo di stalla... due guardie umane in armatura borchiata, con i lunghi flamberghi poggiati alle spalle, si staccano dal cancello sbarrato e avanzano verso le teste dei cavalli, sollevando una mano coperta da un guanto di cuoio chiodato...

Alt alla carovana! grita una delle guardie, la voce autoritaria che rompe il rumore degli zoccoli nel silenzio della notte, i cancelli di Secomber sono chiusi fino all'alba per l'ordinanza sulla Magia Selvaggia. Chi avete, cosa trasportate e perché viaggiate dopo il crepuscolo? Dichiarate i vostri nomi o girate i carri di spalle alle palizzate!

Lyra stringe con forza le redini arrestando i carri con uno stridore di assi... si sistema il mantello sulle spalle, sporgendosi dal sedile con la sicurezza di chi conosce i dazi stradali, e risponde al soldato con un tono fermo e squillante, cercando di coprire i rumori che provengono dall'interno del carro...

Sono una mercante legittima, capitano, e non cerco guai con la ronda! esclama Lyra, indicando con un cenno della testa i teloni tesi sulle casse, sono Lyra Thorne, e questo è il mio carico di utensili di ferro e coperte di lana da scaricare al mercato inferiore... veniamo dall'Alta Brughiera e la pista lassù è diventata impraticabile nel pomeriggio, costringendoci a fare marcia forzata per non rimanere bloccati all'aperto... viaggiano con me un vecchio carpentiere, un chierico del Piangente e una guardia per la scorta... non abbiamo merci proibite e pagheremo i dazi regolari non appena i cancelli saranno aperti, ma i muli sono stremati e abbiamo bisogno di un riparo nel cortile esterno prima che il gelo rovini gli animali...

La guardia squadra la donna con diffidenza, abbassando di poco l'arma ma tenendo la mano sul pomolo della spada, mentre l'altro soldato fa un passo di lato, avvicinandosi al fianco del carro per analizzare le merci e la tua figura rimasta nell'ombra.

@ Conoscenze

Conoscenza religioni , riconosci i simboli incisi sull'altare di pietra, disposti a forma di disco oscurato... la tua memoria millenaria non si inganna: appartengono a Shar, la primordiale e sinistra Dea dell'Oscurità e della Perdita, che esisteva già quando tu camminavi su questo mondo millenni fa. Tuttavia, non riconosci le usanze o le formule di questi due mortali: sembrano una setta nata durante i millenni della tua prigionia...

Conoscenze arcane , la pietra scura sul bastone ti getta in un profondo sconcerto magico... per te, che ricordi l'era in cui ogni incantesimo attingeva alla Trama classica di Mystra, quello che vedi è impossibile... la pietra non sta lanciando una magia di oscurità comune, sta attingendo a una fonte di potere sconosciuta che "divora" attivamente la luce... una forza eretica che non rispetta le regole che conoscevi...

Percepire intenzioni , i due erano concentrati in un rituale di sintonizzazione per tracciare le correnti energetiche sfilacciate lasciate dalla magia selvaggia della notte precedente. Non avevano intenzioni ostili immediate verso la carovana, ma uno di loro ti ha chiaramente individuato, percependo la tua natura celestiale latente attraverso l'anomalia del suo bastone.

Silyndor

Tante cose sono profondamente mutate , altre sembrano eterne...

Shar, l' ombra, la signora della perdita , era impossibile non ritrovarla , e sembra più pericolosa di prima...

Percepisco un anomalia nel bastone magico, non muove i fili della trama, ma attinge potere dagli spazi vuoti in essa, in una trama oscura all'ombra di quella di Mystra.

Mistryl è morta due volte, e la sua trama è talvolta strappata o impazzita per questo cataclismi...

Shar non è mai morta, e non sono sicuro potrà mai essere debellata, in quanto è una delle due forze ancestrali il cui scontro ha creato questo universo. La trama d'ombra è senz'altro molto pericolosa...come i due tipi che stiamo superando.

Viaggio diritto, fiero, senza ricambiare lo sguardo del sinistro individuo, ma non serve a molto. Mi punta , riconoscendo in me quello che io stesso fatico a percepire. Lo ignoro...non voglio mettere in pericolo i nuovi compagni, non so quanto possano essere forti quegli individui, so bene quanto sia debole io.

Stuzzicare un male che non so se sono in grado di gestire è certamente stupido, non è codardia la mia...ma buonsenso.

Sento lo sguardo dell'incantatre sla nuca finché non svoltiamo dietro la collina... continuo ad ignorarlo.

Lasciaci in pace e noi non intralceremo te ... Minaccia i miei compagni e ti ritroverai un bel problema davanti...

Nessuna minaccia, nessun anatema...siamo passati ...bene.

I cancelli sono chiusi... Lyra se lo aspettava, la cosa non mi fa piacere comunque.

Lyra sa cosa dire, conosce il suo mestiere... Le guardie iniziano il loro controllo di routine , guarda la merce, poi si dirige verso di me.

Mostro il mio glaive, porgendolo in segno di buone intenzioni

Sono la guardia della mercante, non avete nulla da temere da me, mi occupo solo di proteggere la mercanzia...la mia paga dipende dagli affari della signora, è mio interesse che non le succeda nulla ,no?!

Le mie affermazioni sono ragionevoli, spero che se le facciano bastare.

X @Dardan post riempito.

Modificato da Monkey77

  • Autore

La tua reazione ferma e le parole misurate, pronunciate con la calma di chi ha visto gli imperi crollare, calano sui soldati come un'inattesa dimostrazione di disciplina... la guardia che si era avvicinata al fianco del carro si blocca, i suoi occhi passano dalla lama affilata della tua glaive al tuo volto parzialmente celato dal cappuccio logoro... il metallo dell'arma riflette i guizzi arancioni delle torce di pece, emanando una solidità che non appartiene ai comuni briganti della brughiera... il soldato allenta la presa sul pomolo del flambergo, sputando per terra un grumo di tabacco prima di afferrare l'arma con un grugnito di approvazione...

Una glaive da guerra... un'arma insolita per una scorta di carovane, straniero... ma le tue parole filano... dice la seconda guardia, la voce resa roca dal fumo dei bracieri mentre solleva una lanterna a olio per ispezionare i tuoi stracci da viandante, finché la lama resta rivolta verso il fango e i dazi della signora Thorne sono in regola, Secomber non ha problemi con chi si guadagna il pane onestamente... di lame buone c'è sempre bisogno, da quando i disertori hanno iniziato a scendere dalle Colline dei Serpenti...

Dall'alto del sedile di guida, Lyra Thorne emette un sospiro impercettibile, lanciandoti un'occhiata carica di un sollievo profondo... la mezzelfa approfitta immediatamente del momento di distensione per allungare una mano verso la scarsella di cuoio che tiene legata alla cintura, estraendo tre monete d'argento lucide e porgendole al capo della ronda con un gesto fluido, quasi coreografato...

Ecco la tassa di sosta per il cortile esterno, capitano... e un extra per il disturbo di averci controllato dopo il crepuscolo... dice Lyra, la voce che torna a farsi squillante e sicura, potete controllare voi stesso le coperte e il ferro sul retro... non abbiamo nulla da nascondere...

Il capo delle guardie afferra l'argento con un movimento rapido, facendolo sparire sotto la piastra dell'armatura borchiata, e fa un cenno d'intesa al suo compagno... la situazione sembra ormai risolta, e la prospettiva di un pagliericcio asciutto per la notte è a pochi passi di distanza... ma proprio mentre il secondo soldato si sposta verso il retro del carro per dare un'occhiata superficiale ai teloni, il silenzio della notte viene incrinato da un debole, improvviso lamento...

È il piccolo Pip... il fanciullo si è mosso nel sonno sul fondo del carro, scosso da un brivido tardivo, e la coperta che lo proteggeva è scivolata di lato...

La guardia solleva bruscamente la lanterna a olio, infilando la testa sotto il telone logoro prima che Fratello Corin possa fare da scudo con il proprio corpo... la luce giallastra della fiamma illumina la carne del ragazzino, rivelando per un istante le piaghe grigie e fredde che gli coprono le caviglie... il soldato scatta all'indietro come se avesse calpestato una vipera, estraendo la spada corta dalla guaina con uno stridore metallico acuto e terrorizzato...

Maledizione! C'è un infetto là dentro! grida la guardia, la voce che sale di tono per la paranoia collettiva che appesta il Faerûn in questo anno di dèi caduti, capitano, il moccioso ha i segni della Magia Matta sulle gambe! È toccato dal caos!

Il capo della ronda muta espressione in un battito di ciglia, arretrando di tre passi e sollevando il suo lungo flambergo, puntando la punta d'acciaio dritto verso il petto di Lyra, mentre dalle torrette della palizzata senti il rumore sinistro di tre balestre che vengono caricate e puntate contro di voi dall'alto...

State fermi! Non fate un solo movimento! urla il capitano, gli occhi sbarrati dal terrore di fronte a un'anomalia magica che la città ha imparato a temere più della peste, l'ordinanza del Lord è chiara... nessuno che porti la corruzione della magia selvaggia può varcare le palizzate di Secomber! Girate quei carri o sarò costretto a dare l'ordine di tirare! Corin, se sei un vero prete del Piangente dicci cosa diavolo c'è su quel carro!

Lyra stringe le mani sulle redini fino a farsi sbiancare le nocche, immobilizzata dalla punta della spada a pochi centimetri dalla gola, mentre Fratello Corin solleva le mani aperte in segno di pace, la voce che trema per la disperazione... la pace di Secomber si è frantumata prima ancora di varcare il cancello, e gli sguardi dei tuoi compagni, intrappolati sotto i dardi delle balestre umane, cercano disperatamente la tua guida...

Silyndor

Paura... Superstizione... Cosa ne sanno queste guardie di cosa sia la piaga che devasta il ragazzino.

Vi prego... Non abbiamo intenzioni bellicose...se non c'è altra scelta ci giriamo e c'è ne andiamo, ma il ragazzo non è pericoloso o infetto..

Vi prego , fateci dormire al riparo, senza entrare in città, domani troveremo una soluzione senza infrangere le ( rigide ) leggi della città. Ve ne prego.

La notte è pericolosa allo scoperto di questi tempi, non fateci correre un simile rischio, il ragazzino è stato sfortunato...ma è pur sempre un ragazzo .

Non ho intenzione ne di attaccare queste guardie,ne di fare correre rischi a Lyra e gli altri. Se non ci permettono di restare gireremo i carri e ci accamperemo all'aperto...anche se rischioso non abbiamo altra scelta.

Osservo la lama puntata sul petto di Lyra...

Non posso rischiare!

Conficcò la punta del glaive sula terra fangosa...e alzo le mani in segno di resa..

Se Però rimanete della vostra decisione di cacciarci nella terre desolate... Lo accetteremo.

Mi rode avere le mani legate da un assurda legge, ci vorrebbe un po'più di buonsenso e "umanità". Ma sono davvero troppi , e ucciderli sarebbe un azione malvagia con gravi ripercussioni

@Dardan post riempito

Diplomazia+4

Modificato da Monkey77

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