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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati

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Le tue parole solenni, la confessione viscerale di un amore che ha squarciato l'inerzia della tua lunghissima esistenza, calano sulla gola calcarea come un incantesimo d'interdizione... Lyra Thorne si blocca con le bende di canapa ancora tese tra le dita sane, i lineamenti misti che perdono ogni residua rigidità commerciale per farsi fragili, quasi spaventati dall'immensità di quel giuramento... per diversi secondi, l'unico rumore nel varco è il respiro affannato dei cavalli e lo scricchiolio metodico degli stivali di Daran che si occupa dei mezzi sullo sfondo, lasciandovi al centro di una bolla di silenzio irreale sotto la prima luce cinerea del mattino...

La mezzelfa deglutisce a vuoto, lo sbigottimento che le accende le guance fredde di brina, mentre una singola lacrima pulita taglia lo sporco del suo viso per perdersi tra i lacci dello scialle... fissa i tuoi occhi crepuscolari, incapace di nascondere il tremito che le stringe le labbra...

Silyndor... sussurra la ragazza, la voce che si riduce a un soffio teso, caldissimo, mentre fa un passo avanti nel fango per far aderire il suo busto robusto contro il tuo petto d'argento, incurante della presenza del boscaiolo, nessuno... nessuno mi ha mai guardata così. In questo mondo di fango e acciaio io ho sempre dovuto pensare solo a calcolare il peso del ferro e a non farmi ammazzare dai briganti... ma quel bacio nella stalla era vero. E se l'eredità di cui parli significa poter guardare il cielo senza il terrore di finire in catene... beh, allora voglio imparare a vederla attraverso i tuoi occhi... sono qui... non me ne vado...

La mezzelfa appoggia per un millesimo di secondo la fronte contro la tua spalla sana, concedendosi quel sorriso raro, intimo, che riserva unicamente alla tua figura, prima di raddrizzare la schiena per finire di stringere il nodo attorno alla tua carne lacerata con la metodica fermezza della gente di frontiera...

Poco distante, Garek solleva lo sguardo scuro dalle spoglie dei morti, ascoltando la tua offerta sulle spade corte e le tue domande sul suo futuro... afferra i due ferri comuni con un cenno rigido della testa calva, infilandoli sotto la cappa di pelle di lupo con una smorfia contratta che esprime un assoluto, spietato rispetto per il tuo acciaio...

Le spade salderanno il dazio con Kren, elfo... e queste corazze mi ridaranno le monete che la gilda mi ha strappato in autunno... risponde l'uomo, la voce resa roca dalla nebbia mentre sputa a terra un rigurgito amaro, la mia vendetta è compiuta, ma per me non c'è posto a Loudwater... i mercanti neri sanno chi sono e mi darebbero la caccia fin sulle banchine del fiume. Io me ne torno tra gli anfratti dei crinali superiori, dove i soldati non osano addentrarsi... si desiderate sbarazzarvi del ferro senza farvi stringere il cappio al collo, evitate la carovaniera del bassopiano... passate dal vecchio guado dei boscaioli tre miglia più a est... la pista è accidentata per le ruote di Lyra, ma è libera da occhi indiscresci... buona fortuna, guerriero dell'argento...

Il cacciatore raccoglie la sua balestra dal fango e si volta senza aggiungere un solo commiato, svanendo in pochi battiti di ciglia tra i rovi del sentiero laterale come uno spettro della brughiera...

Seguendo l'indicazione di Garek, riprendete immediatamente la marcia, immettendo le ruote lungo la deviazione orientale che scavalca i blocchi della gilda... le ore di viaggio scorrono monotone, cullate dallo scricchiolio del legno pesante e dal respiro affannato dei cavalli, mentre i crinali calcarei iniziano finalmente a digradare, lasciando spazio alla vasta e aperta vallata inferiore... la marcia si protrae per l'intera giornata nel silenzio della frontiera, permettendo al calore delle bende e alla sutura mistica di stabilizzare la tua carne ferita...

Il crepuscolo di Ches sta colorando di viola le acque sinuose del fiume Delimbiyr quando la boscaglia si interrompe definitivamente, svelando la meta tanto desiderata...

Le imponenti mura di pietra grigia di Loudwater si ergono a ridosso delle banchine fluviali, sormontate dalle torri di guardia dei Lord e illuminate dalle prime torce della guarnigione... l'anello dei carri arresta i suoi mozzi a cinquanta metri dall'imponente Porta Occidentale, mettendovi in coda dietro a una fila di carretti agricoli e pastori locali che attendono il controllo doganale prima della chiusura notturna delle sbarre... quassù le leggi dei Lord proteggono i viandanti, e le guardie cittadine in armatura borchiata si limitano a perquisire i carichi e registrare le merci per riscuotere i normali dazi commerciali d'ingresso...

Lyra Thorne stringe le redini con le nocche bianche sul sedile, voltandosi verso di te nella penombra della sera... la latitanza sui crinali è finita, la città è davanti a voi e la decisione su come presentarvi alla sbarra e dichiarare il vostro carico spetta interamente a te..

Modificato da Dardan

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Silyndor Ewein Tel'Quessir

Il viaggio prosegue lento ma tranquillo. A parte dei momenti in cui avanzo per far evitare ai carri i punti più dissestati della strada, o per appurare che non ci siano possibili agguati trascorro più tempo possibile seduto sul carro accanto a Lyra, avvolgendola con il braccio e approfittando delle sue labbra quando la strada era messa sufficientemente bene da non richiedere un controllo ferreo delle bestie da soma.

Sentire le dita che di stringono alle sue, e i due visi uniti da baci passionevoli fanno passare in secondo piano la ferita subita poche ore prima.

In quel contatto pelle a pelle mi sento finalmente completo come mai da quando mi son ridestato in questo tempo.

Arrivati alle mura della città scendo riprendendo il mio solito ruolo di guardiano del carico.

Se dici che basta pagare il dazio normale per entrare non rischierei ad entrare in altro modo. Questo è il tuo mondo e lascio che tu ti muova come sai fare. Io sarò sempre al tuo fianco a proteggerti.

Pur lanciandoci occhiate proseguiamo il tragitto fino alla porta maestra.

X @Dardan Post riempito. Io però avrei fatto un passaggio di livello uffa...cosa starai escogitando per questo avanzamento? Sono sulle spine lo ammetto... più che altro mi chiedo in cosa sei indeciso, metodi particolari?, azioni allineate? Un segno divino??? PS spero si collega il tono scherzoso e giocoso dei commenti.

Modificato da Monkey77

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Il calore viscerale di quei baci appassionati, strappati alla noia del viaggio ogni volta che le pendenze calcaree concedevano ai cavalli una tregua dalle buche, si riverbera lungo le tue membra come un balsamo rigenerante, rendendo tollerabile il bruciore sordo al fianco sinistro e dissipando la paranoia della latitanza... in quel contatto pelle a pelle a ridosso del sedile di guida ti sei sentito finalmente completo, un'ancora di carne e promesse che salda il tuo spirito antico al presente di questo Faerûn ferito... ma non appena l'ombra massiccia delle mura cittadine si allunga sui teloni dei carri, la maschera del guerriero torna ad avvolgere i tuoi lineamenti... scivoli giù dalle stanghe di legno con un movimento fluido, riprendendo a piedi il tuo ruolo geometrico di guardiano rasente alle ruote del primo mezzo, la glaive parzialmente celata sotto i lembi del mantello grigio lacerato...

Assecondando la tua fiducia, Lyra Thorne raddrizza la schiena sul sedile, stringendo le redini del tiro principale con una rinnovata, ferma dignità commerciale... sprona i cavalli a passo d'uomo, facendo avanzare la colonna fino a ridosso della sbarra di ferro della Porta Occidentale, dove due guardie della guarnigione in armature borchiate e mantelli verdi si staccano dal perimetro del corpo di guardia reggendo alte le torce di sego...

Fermi i carri. Provenienza e carico... ordina il doganiere più anziano, la voce stanca di chi ha registrato foraggio e mercanzie per l'intera giornata di Ches, mentre il riflesso arancione delle fiamme illumina i lineamenti misti di Lyra e la tua imponente figura argentea...

La mezzelfa non esita... non c'è traccia di timore o sotterfugio nel suo sguardo cangiante mentre porge la bolla di transito delle merci e indica con un cenno fiero della mano le casse disposte sotto i teloni...

Arriviamo dalla bassa valle, diretti ai mercati fluviali... risponde la ragazza, la voce ferma, pulita, che ritrova l'esatta fermezza pratica delle contrattazioni d'onore, trasportiamo barre di ferro comune da fonderia per i maniscalchi delle banchine orientali... due carri, sei cavalli da tiro e due uomini di scorta...

Il doganiere esamina la pergamena commerciale con dita lente, scostando per un millesimo di secondo il telo del primo carro per saggiare con il guanto di cuoio la pesantezza delle barre metalliche... lo scricchiolio del ferro risuona pulito nel crepuscolo, del tutto privo di contrabbando o merci proibite dalle leggi dei Lord... lo sguardo della guardia si posa per un istante sulla tua lancia inastata e sulla crosta scura che ti macchia la tunica al fianco, ma nella frontiera ruda del Delimbiyr un mercante che viaggia con una scorta armata e ferita è la normalità, non un crimine... il Trono di Ferro è un'ombra lontana quassù, e l'argento di Lyra pesa esattamente quanto quello degli altri...

Il dazio d'ingresso per i metalli pesanti è di quattro pezzi d'argento a carro, più due pezzi di rame per la sosta dei cavalli... dichiara il soldato, restituendo il documento alla ragazza...

Lyra Thorne infila le dita nella scarsella quasi vuota e poggia sul legno della garitta le otto monete d'argento guadagnate sui crinali, sigillando la transazione legale senza che nessuno avanzi un'obiezione o perquisisca i dettagli dei vostri focolari... lo schiocco della sbarra di ferro che si solleva fende la sera, aprendo finalmente il varco...

I carri riprendono a muoversi, superando l'arcata di pietra della porta maestra per immettersi nel labirinto di Loudwater...

La città vi accoglie con il brusio sommesso e caotico delle sue vie ciottolate, illuminate dalle lanterne ad olio appese alle travi delle case a graticcio e animate dal passaggio di mercanti, boscaioli e barcaioli che affollano le taverne rionali a ridosso del fiume... l'odore acre di fumo di torba, birra buona e saggina sostituisce il profumo di ginestra della brughiera, annunciando il compimento della vostra fuga... Daran conduce il secondo mezzo tenendo gli occhi fissi sulla retroguardia, mentre Lyra guida il tiro principale verso una via laterale che scende dolcemente verso il quartiere del porto, cercando un'insegna sicura o uno stallaggio riparato dove far riposare le bestie e la tua carne ferita prima che scatti il coprifuoco...

Le ruote dei carri svoltano infine sotto un'arcata di pietra annerita dal fumo, dove un'insegna di ferro battuto dondola cigolando nella penombra della sera rionale...

È una locanda di barcaioli protetta da un alto muro di cinta di pietra grigia, isolata dal caos delle banchine principali... Lyra Thorne accosta i cavalli stremati nel cortile interno dello stallaggio, e lo schiocco sordo dei pesanti portoni di legno che Daran sbarra immediatamente alle vostre spalle sigilla una volta per tutte la fine del vostro lungo viaggio... aiutato dal vecchio boscaiolo, scivoli giù dalle stanghe stringendo i denti per il bruciore sordo al fianco sinistro, vigilando nell'ombra mentre i teloni del ferro pesante vengono mimetizzati sotto strati di vecchie reti da pesca e canapa logora per non attirare sguardi paranoici... la mezzelfa si assicura che i cavalli abbiano una posta asciutta e del fieno secco per farli tacere, prima di contare le ultime monete di rame rimaste nella scarsella per stringere l'accordo con il locandiere della locanda, esigendo una stanza privata e bende fresche per pulire il tuo squarcio...

La notte all'interno delle mura scorre calda, asciutta, protetta dal coprifuoco dei Lord e dal silenzio rionale della città fluviale... per la prima volta da quando siete fuggiti dai mercati inferiori, non ci sono pagliaricci di paglia gelida ad attendervi... il riposo profondo della carne mortale agisce come un balsamo sacro sulle tue fibre eladrin, permettendoti di dormire accanto alla mezzelfa e di attingere nuovamente alle scarse ma pure energie della Trama...

Quando la prima luce pulita del mattino di Ches filtra attraverso le fessure delle imposte di legno, il bruciore sordo sopra l'anca è ormai un ricordo lontano... la crosta scura si è stabilizzata, i muscoli delle gambe hanno ripreso il loro totale vigor geometrico e lo spirito si ridesta al massimo delle sue capacità...

Ti ritrovi in piedi nel cortile interno dello stallaggio un'ora dopo l'alba, mentre il fumo bianco delle prime fucine urbane inizia a salire nel cielo terso della piana... Lyra Thorne si avvicina alla tua figura stringendosi nello scialle pulito, e nei suoi occhi cangianti si riflette l'assoluta e imminente necessità pratica di muovere i passi successivi... le finanze rimaste nella scarsella dopo il pagamento del dazio doganale e dell'alloggio sono minime, e il prezioso carico di ferro deve essere mutato in argento sonante prima che la giornata finisca... al vostro fianco, il vecchio Daran finisce di controllare i mozzi dei carri, indicando con un cenno dell'accetta la direzione del porto...

Le banchine orientali stanno aprendo i battenti proprio ora, Silyndor... sussurra il vecchio boscaiolo, sputando a terra prima di imbrigliare i cavalli da tiro, lì c'è un'officina indipendente gestita da un vecchio nano di nome Thargin... è un artigiano onesto che compra metallo grezzo per le chiatte fluviali e paga in moneta buona, senza fare le storie burocratiche o imporre i monopoli delle grandi gilde di Secomber... io dico di puntare dritti da lui...

Annuisci, e la carovana si mette immediatamente in movimento lungo il ciottolato bagnato di Loudwater, abbandonando il cortile protetto dello stallaggio per addentrarsi nel labirinto di vicoli del distretto artigianale... cammini a piedi tre metri avanti alle bestie da soma, con la glaive parzialmente coperta dal mantello grigio risistemato e gli occhi crepuscolari tesi a scansionare i passanti, i barcaioli che scaricano le merci e le prime ronde cittadine, muovendoti alla luce del sole ora che i permessi d'ingresso sono stati legalmente registrati alla sbarra...

Dopo venti minuti di marcia nell'odore acre di fumo di torba e carbone, le ruote dei carri arrestano i loro mozzi davanti alla struttura più imponente del lungofiume...

La fonderia del nano Thargin emerge tra i moli come una grande officina di pietra scura e travi di ferro annerite dalla fuliggine, sormontata da due alti camini di mattoni calcinati da cui sale un fumo grigio e denso che profuma di metallo fuso... i grandi battenti di legno rinforzati sono spalancati sulla via, svelando l'interno illuminato dal bagliore arancione e pulsante di una gigantesca fornace centrale... dal cuore della struttura giunge lo stridore metodico del ferro battuto e l'impatto pesante dei magli idraulici azionati dalla corrente del fiume Delimbiyr...

Sulla soglia dell'officina, intento a esaminare una cassa di vecchi chiodi da chiatta con un gessetto da carpentiere tra le dita nodose, si erge la figura massiccia del proprietario...

Thargin è un nano anziano e tarchiato, con la pelle del volto ridotta a una maschera di rughe bruciate dal calore della forgia e una barba grigia, foltissima, intrecciata in due spessi nodi di cuoio... indossa un grembiule di pelle di bue annerito dall'unto e dagli acidi, svelando braccia muscolari massicce come tronchi... solleva le sue piccole pupille scure verso la vostra colonna non appena i cavalli di Lyra si fermano, scansionando con una spietata lucidità i due grossi carri e la tua fiera figura argentea... appoggia le dita nodose sul fianco, ascoltando la richiesta di Lyra Thorne che, con un cenno rapido delle dita, scosta un lembo del pesante telone cerato per mostrare le barre di ferro grezzo stipate sui pianali...

Il nano si avvicina ai carri a passi pesanti, estrae un piccolo martello da geologo dalla cintura e batte un colpo secco sul metallo... il rintocco acuto, cristallino, che si propaga nell'aria umida del porto gli strappa un cenno di profondo rispetto... si accarezza la barba intrecciata, riconoscendo a colpo d'occhio l'eccezionale purezza del ferro estratto dalle colline occidentali...

Questo è ferro di prima scelta, ragazza... non ha le impurità della brughiera ed è perfetto per forgiare i rinforzi delle chiatte fluviali... dice l'artigiano, valutando visivamente il volume totale del carico con un'occhiata clinica e calcolatrice, la bolla d'ingresso della dogana parla chiaro e il metallo è pulito. Posso comprarlo tutto io, qui e ora, e mettervi in mano cento e cento cinquanta pezzi d'argento sonanti per scaricare i pianali prima di mezzogiorno... le mie casse sono solide e il metallo mi serve, ma per un carico di questa portata sono abituato a trattare l'affare a porte chiuse... si siete d'accordo, facciamo infilare le ruote nel cortile interno così pesiamo le barre sulla bilancia a bilico e firmiamo il contratto d'acquisto lontano dai curiosi dei moli... che ne dite?

Lyra Thorne allenta la presa sulle cinghie del telone, voltandosi verso di te... la borsa è vuota, l'offerta di centocinquanta monete d'argento è ottima e legittima, e il nano si sta dimostrando un compratore concreto e professionale... la carovana attende le tue disposizioni per concludere la vendita e liberarsi definitivamente del peso del carico...

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Varchiamo i cancelli della città pagando quelli che vengono considerati i giusti dazi per il commercio locale...mi sto rendendo conto che ancora non do il giusto valore alle monete di metallo. Ripenso al gesto di spargere le monete degli agenti del Trono di Ferro lungo il selciato della piazza a Secomber e mi rendo conto di quanto sia stato idealista e poco pratico in questo mondo che vibra a frequenze tanto basse. Non mi pento, ma qualche moneta in più avrebbe fatto comodo.

Con le ultime monete ci procuriamo una stanza dove riposare lontani dall'umidità della notte. Posiziono il giaciglio accanto a quello di Lyra, mentre Daran cerca di concedere più intimità possibile posizionandosi più defilato possibile.

Ci posizioniamo sul fianco viso a viso, scambiandoci carezze e baci che si fanno via via sempre più passionali a mano a mano che il russare di Daran fa capire che si è addormentato profondamente.

Ho sempre apprezzato la bellezza fisica, maschile o femminile che fosse come bellezza fine a se stessa. Ma ora ,guidato da un istinto tanto nuovo quanto primordiale, le forme morbide e piene della giovane mezzelfa assumono un attrattiva mai provata nella mia vita precedente..

Le mani di entrambi scorrono scostando i vestiti che divengono vincolanti peggio dei ceppi. Apprezzo il piacere di scalfire porzioni sempre più ampie di quella pelle liscia e diafana ereditata dalla metà Elfica della Luna.

Non ho mai agito in tal modo, ma il corpo sembra sapere da solo da fare , agisco d'istinto al punto tale che preso dal desiderio nel vederla piena di tacito ed esplicito desiderio nell'oscurità più totale ruoto per posizionarmi sopra di lei. Ma così facendo faccio forza sul fianco ferito e lasciatomi sfuggire un gemito di dolore devo desistere e vedo in posizione supina.

Lei, per un attimo preoccupata appura le mie condizioni, ma smaliziata da una gioventù passata in un mondo crudo che obbliga i giovani a crescere in fretta, dopo essersi assicurata che la ferita sia rimasta chiusa si posiziona a cavalcioni su di me e muovendosi lentamente unisce i due corpi in un rito che ..(ritengo non sia il caso di descrivere in questo Pbf per non rischiare di infrangere qualche regolamento del sito, almeno credo visto che il regolamento non l'ho letto tutto).

Nel vedere ,dal basso verso l'alto il corpo di Lyra muoversi con sapiente maestria, interrompendo solo per chinarsi a cercare il contatto pieno della mia bocca, non ho potuto fare a meno di pensare che se le cose sono andate così, se ho passato millenni di prigionia per arrivare a vivere questo istante... tutto ha avuto un senso...

Il mattino successivo, colto da una strana euforia non posso fare a meno che iniziare le mie preghiere volgendo ad Hanali Cenali un incredibile monologo di scuse e ringraziamenti. Chiedendo di benedire questo Amore imprevisto ma travolgente. Utilizzo subito il potere donato per chiudere la ferita e tornare al massimo delle forze.

Osservo Daran fingere di non essersi accorto di nulla, ma i sorrisi e la ricerca di contatto tra me e Lyra sono di certo troppo evidente per un uomo della sua esperienza che sa bene come funziona il mondo. È strano, ma seppur io possegga un infinità di anni più di lui , egli si comporta come un padre (o un suocero) come se ci avesse adottati in questa nuova vita pure per lui.

Mi fido del suo giudizio e annuisco quando propone di recarci dal Nano.

La proposta sembra più che onesta e Lyra e Daran considerano la procedura proposta normale e professionale. Io non sono esperto, ma finché la trattativa non è conclusa tengo alta la guardia osservandomi attorno e cercando di capire l'onestà del fabbro.

Non conosco i nani , avendo avuto poco a che fare con loro, quindi posso solo affidarmi alle mie sensazioni.

X @Dardan

Osservare+6 percepire intenzioni+2

Modificato da Monkey77

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Il ricordo di quella notte asciutta e travolgente, consumata tra le assi dello stallaggio mentre i catenacci di Daran vi isolavano dal resto del mondo, brucia ancora sotto i tuoi abiti puliti come una fiammata di pura e primordiale rinascita... l'unione dei vostri corpi, coordinata con quella sapiente e protettiva maestria di Lyra che ha saputo aggirare i limiti della tua carne ferita, ha dato un senso definitivo a millenni di esilio e prigionia... ha trasformato il letamaio della frontiera nel tempio segreto del tuo risveglio, dimostrandoti che ogni singolo battito di ciglia passato in catene ha trovato il suo riscatto nell'istante esatto in cui le deine labbra hanno cercato le sue nel buio...

Le scuse liturgiche e l'incredibile monologo di ringraziamento che hai rivolto ad Hanali Celani sotto la prima luce del mattino hanno sigillato questo amore imprevisto ma travolgente, permettendo alla grazia della Dea del Cuore d'Oro di scivolare tra le tue dita... la debole energia elettrica della Trama ha suturato miracolosamente i vasi lacerati, sigillando la ferita pulita ed eliminando ogni minaccia di infezione comune a questo regno mortale... ti ritrovi al massimo delle tue forze, con le gambe nuovamente salde sul ciottolato e lo spirito interamente risanato...

Ora, mentre i due grossi carri varcano la soglia del cortile interno della fonderia e il vecchio Daran fissa con saggia e paterna discrezione la strada per non notare l'evidente intesa nei vostri sguardi, i tuoi sensi crepuscolari si ridestano con la massima, geometrica lucidità... i carri si arrestano sulla grande bilancia a bilico incassata nel terreno calcareo, e Lyra Thorne fa un passo avanti verso il mastro artigiano... le tue pupille d'argento scansionano ogni singola ruga bruciata sul volto del nano Thargin, analizzando la postura delle sue braccia muscolari e il modo in cui le sue dita nodose accarezzano i nodi di cuoio della barba grigia nel fumo denso della fornace centrale...

Il responso del tuo istinto e la tua capacità di percepire le intenzioni sono immediati, puliti: Thargin non sta mentendo... non c'è traccia del viscido parassitismo o della paranoia burocratica che caratterizzavano gli agenti del Trono di Ferro a Secomber... la sua è la ruda e orgogliosa onestà degli artigiani del Delimbiyr, un individuo concreto che valuta la purezza del metallo unicamente per il proprio profitto e che preferisce sbarrare i portoni interni solo per non far ingolosire i fabbri rivali del porto fluviale... la tua ispezione dello spazio circostante ti conferma che l'officina è sicura, gli operai sono concentrati unicamente sui magli idraulici e la privacy del carico è interamente preservata all'interno delle mura...

Il pesante portone di quercia del cortile si chiude alle vostre spalle con un boato sordo, isolandovi dal molo e riducendo lo stridore della città a un brusio soffocato... Thargin fa scattare il catenaccio di ferro, per poi voltarsi verso Lyra con uno scrigno di legno rinforzato e un rotolo di pergamena tra le mani nodose, pronto a formalizzare l'acquisto...

L'assenso silenzioso impresso nei tuoi occhi crepuscolari scioglie l'ultima frazione di secondo di esitazione... Lyra Thorne fa un passo avanti verso il tavolo da carpentiere con una fiera leggerezza nei movimenti, intingendo la penna d'oca nel calamaio per apporre la sua firma specchiata sulla bolla di scarico dei Lord... Thargin annuisce con un grugnito di soddisfazione, aprendo lo scrigno sul legno del bancone...

Per garantire la massima sicurezza ed evitare il trasporto di trentasei chili di conio pesante, il nano formalizza il pagamento dell'intero valore di quattromila monete d'argento stendendo sul tavolo una Lettera di Credito commerciale sigillata con la ceralacca della tesoreria dei cambiavalute della città, che attesta il deposito della fortuna nei forzieri blindati di Loudwater, protetti dalle guardie dei Lord... accanto al documento, Thargin vi consegna un sacchetto di tela contenente cinquanta monete d'argento per disporre subito del conio liquido immediato necessario per le spese della giornata...

Per la prima volta da quando avete abbandonato Secomber, il peso dell'incertezza economica si dissolve , la pergamena tascabile e sicura svanisce nel corsetto di Lyra, mentre la scarsella degli spiccioli viene stretta alla sua cintura con un sospiro di profondo sollievo...

Non c'è spazio per l'ozio sotto le travi annerite di Thargin: imbracciata la glaive per poggiarla momentaneamente contro la parete calcinata, offri il vigore della tua carne interamente risanata per aiutare il vecchio Daran nelle operazioni di scarico...

Le braccia massicce del boscaiolo e la tua precisione geometrica sollevano le pesanti barre di ferro grezzo dai pianali dei carri, allineandole sulle cataste di stoccaggio della fonderia con una sequenza di colpi sordi e ritmici... ad ogni pezzo rimosso, i mozzi di legno e le balestre dei due mezzi si sollevano visibilmente, liberati finalmente dal giogo di quel carico pesante che per giorni ha dettato il ritmo forzato della vostra fuga... i cavalli da tiro emettono piccoli nitriti di sollievo, avvertendo l'improvviso alleggerimento delle stanghe...

Thargin esamina l'ultima pila di metallo con un'occhiata clinica e calcolatrice, prima di ripulirsi le mani nodose sul grembiule di pelle di bue e rivolgersi a te, stringendo i nodi di cuoio della sua barba grigia...

Il ferro è tutto nei miei magazzini, elfo... e la bolla è registrata... dice il mastro artigiano, la voce profonda che sovrasta lo stridore dei magli idraulici azionati dal fiume, l'affare con Thargin è concluso in onore. Avete dell'ottimo materiale e quella ragazza sa come condurre una trattativa della valle... se cercate un posto sicuro dove spendere una frazione di quel dazio e far riposare la testa lontano dai parassiti del porto, vi consiglio di risalire la via dei mercanti fino alla locanda Della Lancia Spezzata... il proprietario è un vecchio soldato della guarnigione che non ama le intromissioni delle gilde e serve della birra che rimette al mondo i viandanti...

Il nano fa scattare nuovamente i pesanti catenacci di ferro, spingendo i battenti di quercia per riaprire il cortile interno verso la luce pulita del mattino... la banchina orientale vi si palesa davanti agli stivali, animata dal passaggio pacifico di barcaioli e carrettieri rionali sotto il sole di Ches... Lyra Thorne risale sul sedile di guida del carro principale tenendo la scarsella dell'argento vivo alla cintura, mentre Daran prende posto sul secondo mezzo, tenendo le redini pronte per liberare la via davanti alla fonderia

Modificato da Dardan

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