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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati

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L'esattore civile non attende un secondo di più... agguanta il suo registro con le dita che tremano e si allontana lungo l'unica via d'uscita, scivolando rasente alla parete umida di mattoni con la testa bassa, pur di non incrociare nuovamente il tuo sguardo... si porta dietro il terrore di quel nome sacro, i Seldarine, che hai scagliato come una condanna contro la sua avidità mortale... rimani in silenzio, immobile nel buio del vicolo cieco, aspettando che l'uomo abbia svoltato l'angolo e che i suoi passi affrettati siano svaniti nel frastuono del mercato inferiore prima di muoverti... solo allora fai un cenno a Lyra per continuare...

Tornati sul piazzale del magazzino, le chiavi di ferro scattano nei lucchetti con un suono secco, liberando finalmente le porte massicce... i muli e i carri di Lyra sono di nuovo accessibili e in salvo, e con l'aiuto del vecchio Daran, che ancora trema per l'adrenalina dello scontro, spezzate i sigilli di cera scura, richiudendo la struttura in sicurezza prima che le grida della strada attirino l'attenzione dei soldati...

Mentre vi incamminate a passi rapidi lungo la via in salita verso i quartieri alti, ti fermi per un istante sui tre corpi rimasti a terra... le tue dita mortali frugano nelle scarselle dei mercenari, raccogliendo quelle monete d'argento e di rame lordure di fango per sparpagliarle deliberatamente lungo il ciottolato, come un bizzarro e potente atto di disprezzo per quell'oro sporco che gli umani adorano come un dio... raccogli solo una manciata di quegli spiccioli residui, non per arricchire le tue tasche, ma con il solo scopo di usarli come strumento di riscatto prima di riprendere la marcia, vigile, conscio che la corruzione strisciante di questa era potrebbe aver allungato i suoi tentacoli persino tra le mura bionde del santuario...

A metà della salita, dove i vicoli si fanno più stretti e l'odore del fumo delle fucine si fa acre, ti fermi davanti alla baracca fumosa di un maniscalco umano... l'artigiano solleva il martello dall'incudine, squadrando la tua figura fiera e il sangue che ti macchia il giaco di maglia con una diffidenza mista a paura... ti avvicini al bancone e, senza dire una sola parola, lasci cadere sul tavolo di legno quelle monete sottratte che avevi raccolto, l'argento e il rame della spietata gilda, che tintinnano pesantemente vicino al fuoco... fissi l'uomo negli occhi con un'espressione che non ammette repliche, indicando il metallo con un cenno glaciale prima di voltarti e riprendere il cammino... il messaggio impresso in quel silenzio è stato lanciato nel cuore di Secomber: non sei corrompibile, e la tua volontà esige che persino l'oro del sangue venga fuso per forgiare vomeri per la terra... ma mentre vi allontanate, la spalla torna a pulsare e il dubbio sulla tua attuale e debole condizione mortale ti stringe il petto, costringendoti a invocare nella mente la guida di Corellon Larethian...

L'imponente arcata di pietra dell'enclave di Silvanus vi accoglie nuovamente nel pomeriggio grigio, e le portes di legno si serrano dietro di voi come le paratie di una fortezza... il Primo Sacerdote Aldus vi viene incontro nel chiostro alberato, interrompendo i suoi passi non appena vede il dardo di balestra conficcato nella tua spalla e la tunica inzuppata di sangue... il suo volto anziano si contrae in un'espressione di profonda e immediata preoccupazione, e fa subito segno a due novizi di correre nella sala medica a chiamare Fratello Corin...

Silyndor... cosa è successo giù al mercato inferiore? domanda l'alto sacerdote, guidandovi in fretta verso il calore della dependance privata e aiutandoti a togliere il pesante mantello per esaminare il danno, mentre Lyra si siede stanca accanto al focolare...

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Silyndor

Osservo negli occhi l'anziano sacerdote...

Ho potuto vedere un piccolo esempio di come la corruzione dilaghi in questa città. Uomini del Lord in combutta con canaglie e farabutti. Avevano sequestrato la mercanzia di Lyra con la scusa di una possibile contaminazioni, quando l'unico scopo era appropiarsene per rivenderla. Quando gli ho intimato di restituire il maltolto hanno reagito violentemente, forti della legge corrotta che li autorizza a compiere le loro malefatte.

Ora giacciono morti nel fango, anche se gli scarsi riflessi del mio stato attuale non mi hanno concesso di schivare un dardo delle loro balestre. Non siamo criminali lo sai, ma temo ritorsioni da questo Trono di Ferro, e se hanno corrotto le autorità come mi sembra di aver capito , potremo aver problemi anche con la legge della città. A meno che il Lord in persona non ci prenda sotto la sua ala. Abbiamo bisogno di te per supporto e consiglio. Come ci consigli di agire ora?

È una organizzazione criminale, che andrebbe divelta alla radice, ma...la cosa più importante è che loro dico indicando Lyra e Daran. Non corrano pericoli.

E se per farli stare al sicuro dovrò distruggere l'intera organizzazione... Non ho alcun dubbio che lo farò.

@Dardan post riempito.

Modificato da Monkey77

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Le tue parole rompono il silenzio della dependance con la freddezza dell'acciaio, mentre Fratello Corin si avvicina con le mani tese... il chierico di Ilmater non usa mezzi termini: afferra il fusto di legno del dardo conficcato nella tua spalla e, con uno strappo secco e brutale, lo estrae dalla carne... ringhi, i muscoli che si contraggono mentre un fiotto di sangue scuro e denso bagna il pavimento di pietra, emanando l'odore ferroso e caldo della mortalità... Corin pressa immediatamente una manciata di erbe amare e sale consacrato sulla ferita aperta, e il bruciore ti incendia i nervi, costringendoti a stringere i denti fino a farli stridere... Lyra osserva la scena dal focolare, il volto parzialmente in ombra e le dita che tormentano nervosamente l'impugnatura di osso del suo pugnale... nei suoi occhi non c'è più la dolcezza della notte passata, ma la dura e spietata lucidità di chi sa che il sangue versato al mercato ha appena segnato il destino di tutti voi...

Il Primo Sacerdote Aldus ascolta il tuo resoconto senza muovere un muscolo del viso, ma le sue dita nodose stringono l'asta del bastone fino a far sbiancare le nocche... la foglia di quercia di Silvanus oscilla sul suo petto, riflettendo la luce grigia del pomeriggio che filtra dalla finestra, mentre la cupa realtà di una Secomber marcia e corrotta si palesa in tutta la sua miseria... emette un respiro lungo, pesante, che sa di vecchia terra e rassegnazione, prima di incrociare il tuo sguardo fiero...

Tu parli di divellere l'organizzazione alla radice, Silyndor... parli come un guerriero dei cieli che vede il mondo diviso in luce e ombra... dice l'alto sacerdote, la voce che scende di tono, facendosi cupa e tagliente come una lama, ma questa terra è impastata di fango e avidità... il Trono di Ferro non è un nemico che puoi decapitare con un fendente... è un'idra invisibile... se uccidi un capobanda al mercato, la gilda ne comprerà altri due il mattino successivo utilizzando l'oro confiscato ai disperati... e il Lord... il Lord è un uomo assediato... se andassimo a palazzo, gli esattori del Trono mostrerebbero i registri ufficiali con i loro sigilli, accusandovi di omicidio e contrabbando... il Lord sceglierebbe la pace della sua città e la testa di un elfo straniero prima di scatenare una guerra civile contro chi finanzia la sua palizzata...

Aldus fa un passo avanti, e la sua ombra si allunga massiccia sulle pareti della dependance... si china verso di te, e il suo sguardo si fa carico di una paranoica, viscerale gravità...

Vuoi proteggere Lyra e il vecchio? Allora ascolta il mio consiglio... non ci sarà alcuna tutela da parte della legge degli umani... in questo preciso istante i tre corpi dei mercenari giacciono a terra insanguinati davanti alle porte del magazzino... è solo questione di minuti prima che una ronda cittadina o altri scagnozzi del Trono scoprano il massacro sullo spiazzo... gli assassini della gilda non verranno alla luce del sole con le guardie del Lord... strisceranno nel buio... cercheranno il tuo sangue, e se non lo troveranno, useranno la carne di Lyra per stanarti... l'enclave di Silvanus può proteggervi per qualche ora, ma i tronchi della palizzata esterna non fermeranno il veleno...

A quelle parole, Lyra scatta in piedi, i lineamenti ibridi contratti in una smorfia di freddo orgoglio selvaggio... fa un passo verso di te, posandoti una mano sulla spalla sana, e senti il calore delle sue dita imprimersi contro la tua pelle...

Non ho paura dei loro sicari, Silyndor... e non ho intenzione di rimanere qui ad aspettare che vengano a prendermi come una pecora nell'ovile... ringhia la mezzelfa, la voce roca e vibrante di una determinazione feroce, se la legge di questa città ci considera carne da macello, allora Secomber ha finito di essere la mia casa... dobbiamo correre giù al deposito immediatamente, prima che lo spiazzo venga circondato, riprenderci i muli e i carri con la forza se necessario, e andarcene... prima che l'intera città sia in allarme...

Aldus annuisce lentamente, facendo scivolare lo sguardo sulla mappa antica che avevate esaminato...

La mezzelfa dice il vero... la vostra unica speranza di salvezza è la fuga, prima che il Conestabile Beren riceva la notizia dal mercato inferiore e ordini alle guardie di bloccare i transiti... sussurra il vecchio sacerdote, indicando con l'indice nodoso la pergamena, una volta ripresi i carri, non dirigetevi verso i grandi cancelli della città, sarebbe una trappola... sul retro del magazzino in cui si trovano i vostri muli, seminascosto dalle assi, c'è un vecchio varco di contrabbando che taglia i tronchi della palizzata... si apre direttamente sui crinali esterni e immette su un antica pista verso il Bosco Nebbioso... è una via accidentata, vecchia di millenni, che gli umani temono e non pattugliano... vi porterà lontano da Secomber senza che nessuno possa tracciare il passaggio delle vostre ruote... muovetevi, prima che le guardie blindino lo spiazzo del deposito...

@

Recuperi un punto ferita e la perdita di sangue è stata fermata .

Modificato da Dardan

Silyndor

Il bruciore alla spalla prende fuoco con il semplice e brutale primo Intervento di fratello Corin...ora so che sarei in grado di curare una semplice ferita come questa...le semplici preghiere ho verificato che vengono esaudite dai miei signori Silvani.

Ma lascio la ferita,ora chiusa a bruciare come promemoria per avere chiaro ed evidente i miei limiti. Non sono più la furia di Arvandor,nma un mortale, fragile, volubile e fallace... devo sempre rammentarlo, solo così potrò restare vivo.

Le parole di Aldus non mi spaventano, ad un certo punto anche le idre muoiono... Ho scoperto corruzione nella corte elfica so come funzionano certe cose... Anche un organizzazione tanto ramificata può essere bruciata fino in fondo.

Le parole di Lyra però smorzano la mia ora.

Ha ragione...non ha senso combattere per una città che non vuole essere sanata...

L'idea della fuga mi fa ribollire il sangue nelle vene... Non siamo noi quelli sbagliati ma l'ipocrita e falso sistema legislativo della città...

Ma non è una fuga... È la scelta di essere liberi...

Secomber non è mai stata la tua casa Lyra... Solo un luogo...ma non la tua casa... Dico tenendo lo sguardo fisso nei suoi occhi...

Andiamocene al sicuro via da qui...il mondo degli umani lo conosci, poi ti mostrerò quello degli elfi di cui ti raccontavo...ti mostrerò cosa intendo io per casa. Cosa intendo per libertà. Meriti molto di più di quello che la vita ti ha dato finora.

Guardo Daran , mi dispiace averlo coinvolto in questa brutta faccenda, ora deve venire via con noi per non pagare al posto nostro il conto di sangue con il Trono di Ferro.

Daran...mi spiace averti coinvolto in tutto ciò, ti porterò al sicuro , te lo prometto. Magari non sei un guerriero, ma la tua guida nel bosco Nebbioso sarà preziosa. Potrai stare con noi tutto il tempo che vorrai. Troverai la tua casa stanne certo.

Mi rivolgo nuovamente ad Aldus

Grazie per averci accolto in questa città, nel tempio della Natura, e grazie a maggior ragione per il consiglio di andarcene. Spero che tu non abbia ripercussioni. Non sarebbe giusto. Se non c'è altro partiamo subito.

Guardo Lyra e Daran mentre mi tiro su il cappuccio

Andiamo muoviamoci veloci come ombre e abbandoniamo questo luogo senza futuro. E ...Lyra ricorda...quei carri di ferro non valgono la vita ...

@Dardan post riempito

Modificato da Monkey77

  • Autore

Le tue parole cariche di un'antica, solenne fermezza scendono sui presenti nella dependance prima ancora che i novizi facciano scattare i chiavistelli per farvi uscire... quando definisci Secomber come un semplice luogo di passaggio e le prometti di mostrarle cosa significhi davvero la libertà sotto il cielo dei Seldarine, Lyra Thorne si blocca a un passo dal focolare... i suoi occhi cangianti si fissano nei tuoi con un'intensità quasi dolorosa, priva di qualsiasi filtro commerciale... le tue promesse di portarla al sicuro e di mostrarle un mondo lontano dal fango degli umani infrangono le sue ultime barriere... la mezzelfa si sistema il mantello scuro sulle spalle con dita improvvisamente ferme, e ti risponde a bassa voce, la voce che vibra di un orgoglio selvaggio che risuona tra le pareti di pietra calcarea...

Nessuno mi ha mai parlato così, Silyndor... e nessuno ha mai offerto la sua lama per darmi una casa... sussurra Lyra, lo sguardo che brilla di una luce spietata e fiera mentre si stringe i lacci del corpetto, mio padre diceva sempre che sulle carovane si viaggia per scappare da qualcosa, mai per raggiungere un posto vero... ma se tu dici che là fuori c'è una terra che ci attende, allora non verserò una sola lacrima per questa palizzata di legno... andiamo a riprenderci i muli, eladrin... voglio vedere le bianche torri di cui mi raccontavi...

Accanto a lei, il vecchio Daran si risolleva faticosamente, e le tue promesse di non abbandonarlo e di proteggerlo durante la marcia nel Bosco Nebbioso distendono i suoi tratti tormentati... accarezza la sua lanterna spenta, accennando un cenno di profonda, muta reverenza verso la tua figura prima di muoversi... Il Primo Sacerdote Aldus risponde alle vostre determinazioni con un ultimo, silenzioso cenno del capo, mentre l'aria del tardo pomeriggio di Ches vi investe con il suo carico di umidità e fumo... la morsa di sale e resina che Fratello Corin ha pressato sulla tua carne mortale brucia ancora sotto il giaco di maglia... un dolore sordo, pulsante, che decidi di tenere con te senza invocare ulteriori suppliche mistiche... è il tuo promemoria, il sigillo della tua fragile e fallace condizione terrena, l'unica zavorra capace di ricordarti che un passo falso in questo guscio biologico significherebbe la fine di ogni cosa...

Vi muovete rapidi e guardinghi lungo la via in discesa, scivolando come ombre tra i vicoli affollati del quartiere alto per ritornare verso il fango del mercato inferiore... tieni la testa bassa sotto il cappuccio logoro, la mano destra serrata attorno all'asta della glaive celata dal mantello, mentre i tuoi sensi analizzano ogni angolo buio, ogni pattuglia di guardie cittadine in lontananza e ogni volto scavato dei profughi... la paranoia di Secomber sembra quasi respirare insieme alla nebbia che inizia a risalire dal fiume, e sai che è solo questione di minuti prima che la macabra scoperta davanti ai depositi metta l'intera guarnigione in stato di allarme...

L'impatto visivo con lo spiazzo del magazzino vi mozza il fiato in gola... i tre corpi dei mercenari giacciono ancora esattamente dove li avevate lasciati, scomposti e irrigiditi nel fango freddo, circondati da quella scura pozza di sangue che ha smesso di fumare... alcune monete d'argento che avevi sparpagliato brillano ancora tra le pietre, ignorate dai rari passanti che allungano il passo terrorizzati, girando la testa dall'altra parte pur di non essere coinvolti nella vendetta del Trono... la zona è una trappola mortale caldissima...

Infilate la chiave di ferro nella toppa della porta sbarrata senza fare il minimo rumore, scivolando nel semibuio dell'edificio dove l'odore di cuoio e fieno vi accoglie per l'ultima volta... i muli e i carri di Lyra sono di nuovo accessibili, e mentre il vecchio Daran, spinto dalla tua promessa di una nuova casa, si fionda all'interno per liberare le catene delle bestie con le dita nodose che tremano, ti volti verso la mezzelfa nell'oscurità del magazzino, stringendo l'arma... le tue parole pronunciate a bassa voce, il tuo invito a muovervi rapidi come ombre e l'ammonimento sul fatto che quel carico di ferro non valga la vita, colpiscono la donna nell'oscurità...

Un brivido di autentica, profonda commozione attraversa gli occhi cangianti di Lyra Thorne davanti alla priorità assoluta che hai appena dato alla sua incolumità... la mezzelfa si blocca per un istante prima di afferrare le redini, poi annuisce lentamente verso di te, stringendo le cinghie di cuoio con una rinnovata e totale fiducia...

Spostate quelle assi, Daran!... ordina subito la donna, la voce roca e bassa per l'adrenalina accumulata...

Il vecchio boscaiolo spinge con tutta la sua forza una pila di casse vuote sul retro della struttura, rivelando il passaggio segreto di cui aveva parlato Aldus... una pusterla di contrabbando, un varco rudimentale ricavato segando tre massicci tronchi di quercia della palizzata esterna, tenuti insieme da una barra di ferro arrugginita... sollevi la leva con un unico, potente sforzo della tua spalla sana, e le assi di legno si aprono verso l'esterno con un cigolio soffocato, rivelando la boscaglia spoglia e i crinali calcarei che scendono verso il fossato e la pianura aperta...

Il primo carro di Lyra varca la soglia della palizzata a passo lento, le ruote che affondano nel fango viscido della brughiera esteriore, seguito dal secondo mezzo... siete fuori dalle difese fortificate di Secomber, senza aver calpestato i cancelli ufficiali e senza che i balestrieri sulle torri abbiano potuto intercettare la vostra rotta... davanti a voi, la pista antica di Miyeritar si snoda como una cicatrice grigia e ricoperta di muffa tra le rocce, scomparendo poche miglia più avanti nelle prime, impenetrabili ombre del Bosco Nebbioso...

Mentre Daran richiude il varco alle vostre spalle e la palizzata di legno degli umani si fa piccola contro il cielo piatto del pomeriggio, Lyra si sporge dal sedile, tenendo i suoi occhi fissi sui crinali calcarei davanti a voi... la libertà ha avuto un prezzo di sangue, e la gemma focale sul tuo petto pulsa debolmente, quasi a voler salutare la fine del tuo primo confine mortale...

Mano mano che avanzate il silenzio della brughiera esteriore vi avvolge , spezzando i rintocchi convulsi della vita di Secomber... la pista scorre sotto gli zoccoli dei muli come una traccia dimenticata dal tempo, una ferita grigia di muffa e licheni che si insinua tra i crinali di pietra calcarea e i canneti secchi della pianura... ti fermi per un istante a guardare indietro, là dove i fumi arancioni delle prime torce della palizzata iniziano a bucare la foschia del tardo pomeriggio, conscio che la morsa del Trono e l'omertà della legge umana sono ormai rimaste bloccate oltre i tronchi appuntiti... non avete più ponti da bruciare, non avete più dazi da pagare... siete voi tre, legati da un debito di sangue e da una promessa di riscatto, pronti a calpestare una terra che non conosce padroni mortali...

Mentre le ultime luci del pomeriggio di Ches iniziano lentamente a declinare, lasciando spazio a un crepuscolo freddo e saturo di nebbia, le prime sagome contorte del Bosco Nebbioso si stagliano contro l'orizzonte come giganti Addormentati... i rami degli alberi secolari, artigli neri coperti di muschio, sembrano quasi protendersi verso le teste dei muli, pronti a inghiottire i carri e a cancellare per sempre le vostre tracce... la frontiera della civiltà è finita, e le Terre Selvagge reclamano il vostro cammino...

Silyndor

Siamo fuori dal perimetro della città, i carri sono usciti mentre avevo i nervi a fior di pelle tenendo di udire grida di allarme e il sibilare di dardi tirati contro di noi.

Evidentemente non si aspettavano una fuga da questa parte, oppure non hanno fatto in tempo ad allarmarsi.

Comunque guardando le fronde scheletriche degli alberi e la nebbia che dona il lugubre nome al bosco mi chiedo se non siamo finiti dalla padella alla brace . Semplici guardie umane con la giusta preparazione e scelta del territorio si sconfiggono.

Ma quali creature si nasconderanno tra i grigi tronchi di questo bosco non mi è dato saperlo

Non vorrei essere finito dalla padella alla brace.

Osservo i miei compagni...il ricordo dello sguardo carico di speranza della giovane mezzelfa mi scalda il cuore di speranza rinvigorendo i muscoli e rassenerando lo spirito.

È incredibile come la percezione del corpo muti con il cambiamento delle emozioni provate, ad ogni cambio di umore si genera una reazione fisica corrispondente...interessante.

Osservo anche Daran...non sembra turbato nell'abbandonare il mondo che conosce per l'ignoto, è una forza notevole specie considerando l'età che ha, in relazione alla razza cui appartiene, ha perso davvero tutto ed è disposto a mettersi in gioco.

Daran dimmi un po'di te. Chi eri prima che la magia selvaggia devastasse la tua vita portandoti via tutto. Hai vissuto una vita lunga e conosci i sentieri dei boschi...non mi sembri un combattente, ma la forza non ti manca. Il viaggio nel bosco nebbioso temo sarà pericoloso, ma se la tua esperienza può salvarci dai tranelli delle creature della foresta è bene saperlo. Non ho idea di quali pericoli possano esserci in una foresta al limitare del Mithal decaduto. Più sappiamo l'uno dell'altro e meglio possiamo supportarci.

Il nuovo viaggio è iniziato e il nostro destino è ormai legato...costi quel che costi porterò queste due creature mortali in un posto sicuro che possano chiamare casa. Chissà che nell'aiutare loro io non trovi la mia.

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I muli avanzano a passo costante sulla cicatrice di roccia e muffa della pista elfa, lasciandosi alle spalle l'ombra minacciosa della palizzata di Secomber... cammini in testa alla colonna, affiancandoti ai passi lenti e pesanti del vecchio Daran, mentre la coltre grigia del tardo pomeriggio di Ches inizia a stringersi attorno ai carri... l'impatto con le prime fronde scheletriche del Bosco Nebbioso vi investe con un freddo umido, saturo di un silenzio innaturale, dove i grigi tronchi secolari sembrano quasi svanire nella foschia risalente dal Delimbiyr... sperimenti sulla tua carne il continuo e bizzarro mutamento delle percezioni mortali: il bruciore della spalla ferita e il timore di essere finiti dalla padella alla brace si sciolgono parzialmente non appena volti la testa per guardare Lyra sul sedile di guida... il ricordo del suo sguardo e la determinazione di trovare una casa per queste due creature rinvigoriscono i tuoi muscoli, rasserenando lo spirito e offrendoti una nuova, viscerale ragione per stringere l'asta della glaive sotto il mantello...

Alle tue domande discrete sul suo passato, sul motivo di tanta forza e sulla sua effettiva conoscenza dei sentieri boschivi, il vecchio boscaiolo sussulta leggermente... si ferma per un istante, accarezzando con le dita nodose il metallo graffiato della sua lanterna spenta, prima di riprendere la marcia al tuo fianco con lo sguardo vitreo fisso sulla nebbia... la sua voce, ridotta a un basso sussurro, fende l'aria fredda con la solennità di chi non ha più nulla da nascondere...

Chi ero, Silyndor?... Ero solo un uomo della terra... mormora il vecchio Daran, la voce resa roca dagli anni e dal fumo dei camini, per quarant'anni ho fatto il guardaboschi e il carpentiere per i tagliapietre del Lord, quassù, lungo i margini meridionali del Bosco Nebbioso... conosco questi alberi uno per uno, so quale legno resiste al gelo e so leggere le tracce del fango quando i branchi scendono dalle colline... la forza che vedi nelle mie braccia non è quella dei guerrieri, eladrin... è solo il peso di una vita passata a spaccare ciocchi di quercia e a sollevare travi per costruire case che la Magia Matta ha bruciato in una sola notte...

Il vecchio fa una breve pausa, stringendosi nel mantello logoro e indicando con un cenno del mento le prime, intricate radici ricoperte di muschio che iniziano a stringere il sentiero davanti a voi...

Hai ragione a temere i grigi tronchi di questa foresta... il Bosco Nebbioso è antico, e da quando il cielo si è spaccato l'anno scorso, le creature selvagge sono diventate feroci, paranoiche... le bestie comuni, come i lupi e i tassi giganti, si spingono molto più vicine ai sentieri rispetto a un tempo... ma il vero pericolo di questa pista elfa non sono le zanne... sono i ragni... i vecchi sussurravano che nel profondo della macchia, dove i rami si intrecciano fino a nascondere il sole, vivono covate di grossi ragni tessitori che i vecchi Mythal tenevano lontani e che ora strisciano liberi tra le rovine... finché rimaniamo su questo sentiero calcareo siamo al sicuro dai loro nidi, ma non dobbiamo abbandonare la pista per nessun motivo prima che sia mattina...

Dall'alto del carro, Lyra Thorne ascolta in silenzio il resoconto del boscaiolo, stringendo le redini di cuoio e mantenendo i muli a ridosso dei vostri passi, confortata dalla tua fiera e vigile presenza in avanguardia... le ombre del crepuscolo iniziano lentamente ad allungarsi tra gli alberi, deformando le sagome della boscaglia e riducendo la visibilità per gli occhi umani dei tuoi compagni...

Silyndor

Ascolto le parole di Daran con attenzione

Contiamo su di te allora per guidarci fino alla fine di questo bosco. Io però gli occhi ben aperti per tutti e tre.

Resto avanti facendo strada ai carri cono la mi vista che perfora l'oscurità cercando di cogliere tracce di possibili pericoli,ma soprattutto per non perdere il sentiero che talvolta diviene meno chiaro a causa del poco utilizzo. In un bosco dovrei sentirmi a mio agio, ma questa foresta non ha nulla a che fare con la foresta del Cormanthor ne tantomeno con la selva fatata di Arvandor.

I lugubri tronchi sembrano muoversi dove finisce la mia visuale, per tornare perfettamente immobili appena vi riporto lo sguardo. Anche i rami nodosi propendono lungo la strada come artigli pronti ad afferrarci.

L'umidità della notte entra nelle ossa facendo percepire il freddo più pungente di quello che è realmente aumentando la sensazione di ostilità della foresta verso gli umanoidi.

Ancora una volta provo il desiderio di avvicinarmi a Lyra e star accanto a lei, scaldandomi con il tepore del suo corpo...oh quanto lo desidero.

Ma il luogo è ostile, non ho la certezza che nessuno scagnozzo del trono di ferro non sia stato sguinzagliato sulle nostre tracce ed ho promesso che li avrei portati al sicuro.

Avanzo nelle tenebre come un avanguardia solitaria, portando sulle mie spalle la responsabilità dell'incolumità di Daran e Lyra.

Prego con tutto me stesso di essere in grado di proteggerli da ogni pericolo potrebbe pararsi dinnanzi a noi.

X @Dardan post riempito.

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"Diciamo che per farti gustare meglio il personaggio ho ritenuto che un avventura classica avrebbe limitato la tua esperienza , perciò ho optato per una sandbox , certo ci saranno punti fissi e forse degli avvenimenti che non si potranno evitare ma in linea di massima hai un ampia libertà d'azione e ogni azione che farai modificherà quelle successive ." Dardan

Modificato da Monkey77

  • Autore

La coltre grigia del crepuscolo di Ches si riversa definitivamente tra i grigi tronchi, e la notte cala sul Bosco Nebbioso con la pesantezza di un sudario bagnato... avanzi da solo nell'oscurità fitta, a una decina di metri di distanza dalle teste dei muli, stringendo l'asta della glaive e lasciando che la tua vista crepuscolare perfori le ombre per mantenere la rotta sulla pista calcarea... ogni briciolo del tuo antico autocontrollo è teso a respingere il gelo pungente che l'umidità della foresta ti spinge nelle ossa, e quel desiderio bruciante, prepotente, di arrampicarti sul carro per stringere Lyra e scaldarti con il tepore del suo corpo... ma il senso del dovere e la promessa di proteggere queste due vite arginano ogni impulso della carne... la foresta si fa sempre più oppressiva: dove finisce la tua visuale, le fronde scheletriche sembrano muoversi in un macabro gioco di inganni, e i rami nodosi si protendono verso il sentiero come artigli pronti ad afferrare i carri... non sei a Cormanthor, e questa boscaglia non ha la grazia di Arvandor... questo è un luogo ferito, ostile a ogni creatura vivente...

Dietro di te, il silenzio è rotto solo dallo stridore saltuario delle assi dei carri e dal respiro affannato dei muli, guidati da una Lyra tesa e vigile che non distoglie mai gli occhi dalla tua sagoma scura in avanguardia... poco distante, nel fitto della boscaglia profonda, un lungo e malinconico ululato di lupo fende l'aria fredda, ricordandovi che le Terre Selvagge vi stanno studiando, ma i predatori per ora restano nell'ombra, spaventati dal ferro della tua arma...

Mentre procedi nel buio, la pista di pietra calcarea inizia a mostrare i segni di una decadenza millenaria che stringe il cuore... i blocchi di roccia, un tempo levigati dal canto dei tuoi antenati, appaiono qui spaccati dalle radici contorte dei grigi tronchi, sollevati dal fango bagnato como vecchie ossa scoperte... ad ogni passo, la nebbia si fa più densa, densa al punto da impastarsi con i tuoi stracci e raggelare il metallo del giaco di maglia... ti accorgi che non è semplice vapore acqueo... l'aria ha un sapore dolciastro, viscido, saturo di una paranoica e gelida concentrazione che non appartiene alla natura pulita...

All'improvviso, la tua vista perfora un muro di foschia particolarmente fitto e ti costringe a bloccarti sul posto, sollevando la glaive in segno di arresto per la carovana... dietro di te, Lyra tira le redini con uno stridore secco di ceppi, arrestando i carri a dieci metri di distanza... nello spiazzo davanti a te, la pista antica scompare sotto una coltre spettrale... intere arcate di alberi secolari sono state completamente avvolte e collegate tra loro da immensi velari di ragnatela argentea, filamenti spessi come corde di canapa che pendono dai rami alti fino a toccare il ciottolato bagnato, creando una barriera monumentale, quasi architettonica, che sbarra completamente la strada...

La luce debole delle stelle si riflette su quelle trame viscide, rivelando che il nido dei tessitori non è una semplice tana di bestie... tra i fili argentei intravedi i resti di antichi pilastri di pietra crollati, glifi elfici soffocati dalla bava e, intrappolati nella tela come mosche inermi, gli scheletri ripuliti di vecchi cervi e persino le armature borchiate di alcuni disertori umani che hanno provato a violare il bosco nei mesi passati...

Il vecchio Daran fa tre passi in avanti, sporgendosi oltre la spalla di Lyra con la lanterna spenta che trema tra le sue dita nodose... il suo volto rugoso si contrae in una smorfia di cupo e viscerale terrore nel riconoscere i filamenti biancastri...

Maledizione... le voci dei cacciatori allora erano vere, Silyndor... sussurra il vecchio boscaiolo, la voce ridotta a un soffio rauco che tradisce una profonda angoscia, questo non è il passaggio di una notte... le covate profonde si sono spostate fin qui per sbarrare la vecchia strada dei dazi... guarda quelle armature, appartenevano agli uomini della ronda fuggiti l'estate scorsa... si tocchiamo quei tiranti o se proviamo a tagliare la tela con le lame, le vibrazioni scenderanno lungo i tronchi prima ancora che i muli possano fare marcia indietro... ci faranno a pezzi nel buio...

Lyra Thorne scivola giù dal sedile di guida con un movimento felpato, atterrando sul fango calcareo senza fare il minimo rumore... si affianca alla tua figura fiera, i suoi occhi cangianti spalancati per lo sbigottimento mentre osserva i glifi elfici soffocati dalla bava e le casse dei morti intrappolate a mezz'aria... la sua mano stringe convulsamente l'impugnatura del pugnale, e la vicinanza del suo corpo emana un calore teso, carico di una disperata determinazione...

Non tornerò a Secomber, Silyndor... e non lascerò che questi schifosi ragni blocchino i miei carri ora che abbiamo finalmente conquistato la libertà fuori dalle palizzate... ringhia la mezzelfa a bassa voce, le labbra ridotte a una linea sottile mentre fissa la barriera monumentale, il fuoco potrebbe ripulire la pista, ma con questa nebbia umida rischiamo solo di fare fumo e restare accecati mentre quelle zampe scendono dai rami alti... tu possiedi la freddezza e la fermezza di un vero soldato, lo hai dimostrato giù ai magazzini... dimmi che c'è un modo per superare questo ostacolo senza far scattare la trappola dei tessitori...

Il silenzio del Bosco Nebbioso torna a farsi assoluto, rotto solo dal respiro pesante dei muli innervositi dall'odore dolciastro e viscido della tela...

Silyndor

Le parole di Lyra sono cariche di un aspettativa che pesa quanto un macigno. È ovvio che sì aspetta una soluzione da me, finora l'ho fatta sognare,donandogli la prospettiva di quel futuro che mai aveva pensato di poter anche solo agognare.

Ora devo trovare una via che ci permetta di procedere incolumi. Ed ancora una volta provo la frustrazione per la perdita delle mie capacità ancestrali.

Non faranno a pezzi proprio nessuno! Affermo secco. Non ho ancora nessuna strategia, ma la paura è un sentimento deleterio in questa situazione.

Lyra...fai indietreggiare i carri di una decina di metri.

Daran ...tu che sei un uomo dei boschi vedi qualche soluzione che ci permetta di aggirare questa barriera? Altrimenti ci toccherà combattere con quelle bestie per guadagnare la libertà.

Mi guardo intorno cercando di leggere le iscrizioni in elfico sui pilastri per vedere se possono essere d'aiuto in qualche modo. Osservo anche ai lati, dietro e sopra per trovare eventuali vie alternative, o minacce in arrivo.

Il bruciore alla spalla mi ricorda che non sono invincibile, e che se non adotto una strategia che ci dia un vantaggio potrei condurre tutto il gruppo verso un orribile morte.

X @Dardan post riempito

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Il comando che ti fende le labbra è una sferzata secca, marmorea, che non ammette repliche o esitazioni... Lyra Thorne non perde un solo secondo in spiegazioni, afferra saldamente le cinghie di cuoio e fa arretrare i muli di una decina di metri lungo la pista calcarea, portando i carri al sicuro dall'ombra opprimente dei filamenti argentei... al tuo fianco, il vecchio Daran risponde al tuo richiamo stringendo i lacci del mantello logoro, e sebbene le sue dita nodose continuino a tremare sulla lanterna spenta, la tua ferma e assoluta mancanza di paura argina il panico del boscaiolo, costringendolo a focalizzare la sua esperienza pratica sui grigi tronchi circostanti...

Aggirarla?... Sì, forse c'è un modo, Silyndor... sussurra l'anziano taglialegna, studiando la boscaglia a destra del sentiero con gli occhi ridotti a due fessure lucide nella nebbia, cinque anni fa, quando aiutavo le carovane dei mercanti a tagliare i crinali carichi di tronchi, usavamo un vecchio anello di scorrimento naturale... si snoda circa venti metri più indietro, sulla destra, aggirando questo crinale calcareo per poi ricollegarsi alla pista principale oltre questi alberi avvolti... è un passaggio stretto, soffocato dai rovi, e i carri dovranno muoversi a passo d'uomo per non spaccare i mozzi delle ruote, ma le ragnatele lì non sono tese... se ripuliamo i rami bassi con l'accetta, possiamo far passare i muli senza toccare un singolo tirante di questo abominio...

Mentre il vecchio definisce questa via di fuga materiale, i tuoi occhi crepuscolari scansionano furiosamente le rovine di pietra calcarea e le ombre della foresta, cercando un appiglio o un preavviso di pericolo nel buio fitto... il bruciore costante alla spalla sinistra continua a martellarti i nervi, un doloroso promemoria che ti impone di non sbagliare mossa... ti sporgi in avanti verso i vecchi pilastri anneriti dal tempo, ma la bava dei tessitori è spessa come cuoio bagnato, e le uniche cose che la tua vista riesce a decifrare sotto lo strato viscido sono le profonde spaccature causate dal fuoco antico e i resti calcinati di una civiltà che non esiste più... non ci sono segreti mistici o protezioni latenti da attivare in queste rocce... sono solo macerie mute, usate dai ragni come fondamenta per la loro trappola...

Ma è quando sollevi lo sguardo verso i rami alti, oltre il velario argenteo, che la tua eccezionale attenzione ti svela la vera, gelida urgenza della situazione...

Le vibrazioni provocate dallo stridore dei carri in ritirata e i sussurri nel silenzio hanno già risvegliato i padroni del nido... a circa sette metri di altezza, seminascosto tra le fronde scheletriche e i filamenti spessi, intercetti un movimento fluido, viscido... un singolo Ragno Mostruoso Medio, con il corpo peloso nero e grigio grosso quanto un uomo, sta scivolando lentamente lungo un tronco laterale... le sue otto deboli pupille vitree brillano nella foschia del pomeriggio, fissate dritte sulla tua sagoma isolata... non è ancora sceso a terra e non ha ancora allertato il resto della covata, ma sta allungando le zampe anteriori per saggiare la tensione del filo, pronto a calare sul sentiero non appena farai un movimento falso...

Lyra ti fissa dal sedile del carro che ha appena fermato a debita distanza, tenendo la mano destra vicina al corpetto dove nasconde i pugnali, mentre Daran ha già sfilato una piccola accetta da boscaiolo dalla cintura, attendendo solo un tuo cenno per iniziare a farsi largo tra i rovi dell'anello laterale poco più indietro...

Silyndor

Osservo il ragno saggiare la tensione della terra mentre mi fissa con i suoi Otto occhi. Un rivolo di sudore mi scende lungo la tempia fermandosi sulla barba argentata.

Daran, dirigiti lentamente verso l'anello alternativo e fai indietreggiare Lyra con i carri fino a quel punto. Poi inizia a liberare la via ,

Mi assicuro che faccio come ho detto prima di indietreggiare anche io, un passo alla volta sempre pronto a scattare in avanti con la glaive in caso il ragno prendesse coraggio e decidesse di attaccare.

Il cuore batte veloce...un ricordo atavico di ribrezzo verso queste creature ad otto zampe mi assale. Sono consapevole che non si tratta dei demoniaci servitori di Loth, ma degli insetti giganti, predatori naturali non differenti da un lupo o una vipera. Nonostante ciò il mio corpo confuso tra istinti mortali e ricordi di una vita millenaria non può fare a meno di collegare la mostruosa figura aracnoide ad un pericolo potenzialmente letale e maligno.

X @Dardan

Passo indietro ed azione preparata, appena mette le zampe a terra attacco +4 ,1d10 +4 , arma con portata quindi se poi esce dall'area minacciata per attaccarmi, ADO con medesimi bonus.

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Le tue indicazioni scivolano via come un sussurro teso, quasi interamente inghiottito dall'umidità del pomeriggio... il rivolo di sudore che ti bagna la tempia si perde tra i riflessi argentei della barba rigenerata, mentre i tuoi stivali arretrano di un palmo alla volta sul ciottolato umido, tenendo la punta dell'acciaio puntata dritta verso il ramo alto... Daran annuisce con una smorfia contratta, infilando l'accetta nella cintura e muovendosi con cautela esasperata verso la boscaglia sulla destra, venti metri più indietro... lo segui con la coda dell'occhio, assicurandoti che i muli obbediscano ai richiami muti di Lyra prima di compiere il tuo prossimo passo all'indietro... la mezzelfa stringe i denti, guidando le bestie con una precisione millimetrica lungo l'anello dei boscaioli, mentre il fruscio delle ruote tra i rovi copre il martellare furioso del tuo cuore mortale... un ribrezzo atavico, viscerale, ti stringe la gola davanti a quella mostruosa figura aracnoide: la tua anima millenaria sa che non si tratta dei demoniaci servitori di Lolth, ma un corpo confuso tra ricordi celestiali e istinti di carne non può fare a meno di collegare quell'abominio a un pericolo viscido e letale...

Sopra di te, a un'altezza di ben sette metri, il Ragno Mostruoso avverte nel silenzio lo spostamento della carovana... allunga una zampa pelosa, facendo vibrare un singolo tirante della barriera argentea con uno scatto elastico che fa piovere gocce di brina bagnata sulla tua testa...

Il predatore prende coraggio... si sgancia dal tronco secolare con un movimento fluido e ripugnante, calando in verticale lungo il filo di bava trasparente per intercettare la tua ritirata... ma il tuo corpo è fermo, i muscoli della spalla ferita sono contratti e la tua azione è già stata pianificata al millimetro... nell'istante esatto in cui le otto zampe chitinose toccano il ciottolato calcareo dello spiazzo, sollevando uno schizzo violento di fango viscido, la tua glaive scatta in avanti con la precisione di una vipera...

La lama d'acciaio fende l'aria grigia del pomeriggio intercettando il cefalotorace della creatura prima ancora che possa balzare... l'impatto d'anticipo di quel singolo fendente tocca una perfezione letale, assoluta... l'acciaio benedetto trova l'esatta giuntura del guscio rigido del mostro, penetrando con un raddoppio di violenza devastante... un colpo spietato, chirurgico, che recide i centri vitali dell'abominio e ne spacca in due la corazza chitinosa... lo stridore sibilante che la creatura abbozza si interrompe all'istante in un soffocato schiocco umido... le otto zampe pelose si contraggono convulsamente, piegandosi verso l'interno, prima che la massa nera del corpo crolli definitivamente esanime sul sentiero, sollevando un ultimo spruzzo di fango freddo... il nido ha perso il suo guardiano prima ancora di rendersi conto del pericolo, e il silenzio del Bosco Nebbioso torna a chiudersi sopra di voi come una cappa di piombo...

Sulla corteccia bionda di un tronco adiacente ripulisci la lama d'argento strofinandola con decisione... il silenzio che si respira nell'aria dolciastro del bosco è rotto solo dal battito pesante del tuo cuore mortale e dallo scolo dell'umore nero della bestia sulla pietra... ti volti e copri la distanza che ti separa dal retro della colonna a passi rapidi e leggeri, raggiungendo la posizione della carovana proprio mentre il vecchio Daran assesta l'ultimo colpo d'accetta, recidendo un grosso ceppo di rovi e liberando definitivamente l'imboccatura dell'anello laterale...

Ti fermi all'ingresso del varco e i tuoi compagni si voltano a guardarti, paralizzati... Lyra Thorne tiene ancora il pugnale sollevato tra le dita bagnate di pioggia, con il fiato corto e le labbra socchiuse, mentre fissa prima i rimasugli neri del mostro sullo spiazzo e poi la figura del tuo mantello lordo di sangue... sul volto rugoso del vecchio boscaiolo si dipinge uno sbigottimento totale, quasi spaventato... nessuno di loro ha mai visto un uomo muoversi con la spietata, geometrica freddezza d'anticipo che hai appena esibito... hai spento una minaccia letale della foresta in un battito di ciglia, senza emettere un respiro di troppo, trasformando la loro paranoia in pura, muta reverenza...

Andiamo... sussurra la mezzelfa, la voce che perde ogni spigolosità commerciale per farsi roca, quasi intimorita dal peso della tua protezione mentre incita i muli a riprendere la marcia...

Le ruote dei carri scivolano all'interno della vecchia pista da taglio, sprofondando tra la vegetazione fitta e i rami bassi che graffiano il legno... la foschia perenne della foresta, rimasta intrappolata sotto la volta intrecciata dei rami alti, si fa ancora più scura e opprimente, riducendo la visibilità e inghiottendo le stanghe dei carri in una coltre grigia... lo sbarramento argenteo è ormai un'ombra lontana alle vostre spalle, ma mentre il buio dei rovi si stringe attorno ai mezzi, il bruciore sordo alla spalla sinistra torna a pulsare sotto il giaco di maglia...

@

Critico 😁

Silyndor

Krahck...

Il rumore della lama che trancia il chitinoso carapace dell'aracnide risuona sordo sotto la volta della cupa foresta.

Osservo in un misto di stupore e soddisfazione il corpo della creatura esamine.

Mi è andata bene. Meglio non correre altri rischi.

Per fortuna il combattimento rapido e silente non sembra aver attirato l'attenzione di altri ragni sicuramente presenti nel nido. Mi allontano raggiungendo gli altri che hanno appena liberato l'ingresso della via alternativa.

Osservo i loro sguardi, probabilmente ai loro occhi Ho compiuto un atto incredibile. Sono stato prudente e la fortuna ha ricompensato questa scelta...nulla di più.

Però è un bene che nutrano questa fiducia, aiuterà a mantenere la calma nei momenti di pericolo. Ricambio un ultimo attimo lo sguardo di Lyra, cercando di decifrare il tono di voce per capire come mi vede ora... Dubbio stupido il mio...mi volto e con la punta del glaive dispongo il mucchio di rovi in mezzo al sentiero appena attraversato in modo che dalla strada non risulti immediatamente evidente la via laterale. Non si sa mai che qualcuno ci segui dalla città di Socomber.

Mi rimetto alla testa del gruppo , con i carri che avanzano lentamente, questo giro allungherà il tragitto, ma siamo fortunati ad avere Daran, senza la sua conoscenza del bosco non avremo avuto altra scelta se non quella di combattere i ragni giganti.

Quanto durerà il tragitto in questo bosco spettrale? E soprattutto verso dove ci dirigeremo poi?

Sono tutte domande che mi pongo e a cui non so dare una risposta.

X @Dardan post riempito

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Il movimento della tua glaive è un gesto metodico, silenzioso, che trascina i fasci di rami spinosi e i cespugli recisi al centro del varco... riposizioni i rovi con precisione chirurgica, cancellando la traccia fresca del taglio e mimetizzando l'imboccatura dell'anello laterale tra la vegetazione informe della foresta... se qualche pattuglia del Trono di Ferro o qualche cacciatore di taglie di Secomber proverà a seguire le vostre ruote, si troverà davanti solo il muro spettrale delle ragnatele monumentali, ignorando la deviazione che avete appena imboccato... ti rimetti alla testa della colonna a passi felpati, lasciando che la tua vista crepuscolare scansioni il tunnel soffocante di rami bassi che stringe i carri di Lyra... l'allungamento del tragitto è un prezzo minimo da pagare per la sicurezza, ma le domande sul futuro, su quanto durerà questo bosco spettrale e verso quale terra vi spingerete una volta usciti dai crinali calcarei, continuano a risuonare nel silenzio della tua mente mortale senza trovare una risposta...

I carri avanzano a passo d'uomo per ore nel pomeriggio grigio, le ruote che scricchiolano pesantemente sulle radici scoperte e sul fango viscido... la nebbia perenne si incastra tra le fronde intrecciate sopra le vostre teste, trasformando la foresta in un labirinto claustrofobico dove persino i muli sembrano camminare trattenendo il respiro...

Il vecchio Daran procede al tuo fianco, tenendo gli occhi fissi sui profili deformi dei grigi tronchi, finché la sua mano nodosa non si posa con fermezza sul tuo avambraccio, indicando un piccolo spiazzo riparato che si apre sul fianco di una cresta di roccia calcarea... la foschia lì si fa leggermente meno fitta, svelando la sagoma grezza di una struttura dimenticata...

Ci siamo... fermati qui, Silyndor... sussurra il vecchio boscaiolo, la voce roca che esprime un profondo sollievo mentre Lyra arresta i muli alle vostre spalle con un richiamo muto, quella è la vecchia baracca di sosta dei tagliaboschi... la usavamo anni fa per depositare gli attrezzi e ripararci quando i temporali di Ches rendevano le piste impraticabili...

Avanzi da solo con la glaive spianata per ispezionare il luogo... si tratta di un rifugio rudimentale, parzialmente scavato nella roccia calcareo della parete e protetto da un tetto spiovente di spesse travi di quercia marcita e terra battuta... la porta di legno massiccio penzola da un unico cardine arrugginito, spalancata sul semibuio dell'interno, ma l'aria che fuoriesce non ha l'odore dolciastro e viscido dei ragni... sa solo di polvere vecchia, foglie secche e legno bagnato... all'interno ci sono i resti di un focolare di pietre annerite, due panche spaccate e abbastanza spazio per ospitare voi tre al riparo dal freddo pungente del pomeriggio che sfuma... le pareti di roccia offrono una copertura perfetta: i carri possono essere accostati e mimetizzati sotto le fronde esterne, e l'intero covo è invisibile a chiunque rimanga sulla pista principale...

Lyra Thorne scivola giù dal sedile di guida con un sospiro pesante, i lineamenti stanchi e le dita bagnate di pioggia che finalmente si sciolgono dalla tensione delle redini... si guarda intorno, studiando la stabilità del soffitto di travi, prima di rivolgerti uno sguardo carico di una gratitudine profonda, viscerale, che sostituisce definitivamente la diffidenza della dogana...

Le bestie non ce la facevano più, Silyndor... questo posto è un mezzo miracolo nel fango... mormora la mezzelfa, avvicinandosi alla tua figura fiera all'interno del riparo e lasciando che il calore teso del suo corpo sfiori la lana bagnata dei tuoi stracci, possiamo far riposare i muli e fasciare quella tua spalla prima che il gelo blocchi i muscoli... ma non possiamo accendere un fuoco visibile all'esterno... il fumo denso di questo legno bagnato si alzerebbe oltre le fronde, e se ci sono altre covate o cacciatori nei paraggi, darebbe loro la nostra posizione esatta nel giro di un miglio... dobbiamo organizzarci per passare le prossime ore al buio...

Il pomeriggio grigio sta cedendo il passo all'oscurità della sera selvaggia, e il covo dei tagliaboschi è l'unico fortino che vi separa dalle insidie del Bosco Nebbioso...

Silyndor

Concordo con i miei compagni, un posto per riposare è quanto di meglio potessimo chiedere in questo momento.

Ispeziono la baracca reputandola sicura.

Va bene, niente fuoco mangeremo le scorte che abbiamo fredde non c'è problema. Daran riesci a dare una sistemata provvisoria a quella porta. Per quanto fragile è comunque una protezione.

Mi giro verso di Lyra al mio fianco, mentre sento il suo corpo vicino e percependone il calore in netto contrasto con l'umidità dell'aria.

Per la mia spalla non preoccuparti.

Vi appoggio una mano sopra, una semplice preghiera in elfico ed il buco si richiude lasciando solo il segno di una scura cicatrice in netto contrasto con la luminosità della mia pelle.

Ricambio il suo sguardo stupefatto con un sorriso beffardo.

Non era grave, e Fratello Corin aveva già fatto un primo intervento. Se non mi sono curato subito è stato solo per rammentarmi la fallacitá della mia nuova esistenza, per ricordarmi che un errore potrebbe essere fatale e non posso permettermelo. Al mercato quel dardo avrebbe potuto colpire te, Daran o un passante...non me lo sarei perdonato. Un tempo non mi facevo tanti scrupoli, ero molto potente e arrogante. Se un mortale sotto la mia protezione per sfortuna fosse morto ero certo che i Seldarine avrebbero ascoltato la mia supplica concedendogli di tornare. Ora non più , e mi rendo conto di quanto inutili rischi ho corso , soltanto perché potevo permettermi di rimediare. Forse è per questo mio modo di pensare se sono caduto in quella trappola e rimasto confinato per millenni in una prigione dimensionale.

Perdona le mie riflessioni...dico prendendo la sua mano. È un gesto che tradisce un bisogno sempre maggiore di contatto col lei, di sapere cosa pensa... ed è un gesto che mi risulta sempre più naturale...

Posizioniamo i giacigli... Per caso nel carro hai qualcosa da poter piazzare come allarme o trappola. Tipo delle corde e dei campanelli o triboli o qualsiasi cosa possa avvisarci della presenza di nemici.

Hai sempre viaggiato e credo tu sappia come mettere in sicurezza i tuoi carri. Non mi sembri una sprovveduta.

... Il buio non è un problema per me e per un po' posso creare luce magica. Faremo turni di guardia, ma Più riusciamo a recuperare meglio sarà.

Posiziono il mio giaciglio vicino al suoe poi i dedico alla messa in sicurezza del area

X @Dardan

Cura ferite minori curo 1pv, il resto lo recupero con il riposo.

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Le antiche sillabe della liturgia elfa risuonano nel semibuio della baracca com un sussurro d'argento, tagliando l'odore di polvere e muffa con una fugace e purissima fragranza di pino silvestre... sotto le tue dita la carne mortale risponde alla Trama, e il foro lasciato dal dardo si richiude in un battito di ciglia con uno spasmo freddo, lasciando sulla spalla sinistra una cicatrice scura, netta, specchio indelebile della tua ritrovata fragilità... il tuo sorriso beffardo e le confessioni sussurrate sulla tua antica e potente arroganza, sul tempo in cui potevi esigere che i Seldarine rimediassero alla morte dei tuoi protetti, calano nel silenzio del rifugio con il peso di una condanna... Lyra Thorne non distoglie mai gli occhi dal tuo petto, e quando le prendi la mano, cercando quel contatto carnale che sta diventando la tua unica e prepotente ancora in questo Faerûn ferito, senti le sue dita stringersi attorno alle tue con una forza disperata, quasi protettiva...

Nessuno di noi è sprovveduto, Silyndor... altrimenti non saremmo sopravvissuti un solo giorno fuori da Waterdeep... sussurra la mezzelfa, la voce che vibra nel buio mentre asseconda la pressione della tua mano, i suoi occhi cangianti spalancati per lo stupore davanti alla ferita svanita, mio padre mi ha insegnato a difendere il ferro prima ancora di imparare a contare le monete... nel secondo carro ho alcune matasse di finissimo filo di seta e una scarsella di campanelli di rame... basteranno a circondare le ruote e a darci il preavviso se qualcosa dovesse strisciare tra le fronde...

Poco distante, il vecchio Daran esegue i tuoi ordini con la metodica obbedienza dei vecchi boscaioli... solleva la porta di legno massiccio con un grugnito di fatica, incastrandola provvisoriamente contro l'intelaiatura di pietra calcarea e bloccandola dall'interno con una trave spezzata... per quanto fragile, lo sbarramento è solido, abbastanza da costringere chiunque a fare rumore per violare il covo...

Uscite per pochi minuti nel freddo pungente del pomeriggio che sfuma del tutto, muovendovi come spettri nel fango della cresta rocciosa... Lyra tende quei fili invisibili tra i mozzi dei carri e i grigi tronchi adiacenti, posizionando i campanelli di rame a pochi centimetri dal suolo, mentre tu sfrutti i tuoi sensi e la tua visione per supervisionare il perimetro, assicurandoti che ogni potenziale linea d'approccio sia coperta dalla trappola acustica... i muli, sistemati sotto lo spiovente delle travi esterne, masticano il fieno secco in un silenzio paranoico, quasi avvertissero la necessità di non tradire la vostra presenza...

Rientrati nel semibuio della baracca, disponente i giacigli di lana grezza sulle assi polverose... posizioni il tuo giaciglio esattamente di fianco al suo, e quando vi sdraiate nel buio fitto, l'umidità opprimente della foresta sembra quasi svanire, respinta dal calore ravvicinato dei vostri corpi... Daran si raggomitola sul fondo della parete di roccia, stringendo la sua lanterna spenta contro il petto e scivolando in un sonno pesante...

La notte nel Bosco Nebbioso scorre via un turno di guardia alla volta, scandita dal freddo e dai rari, spettrali lamenti dei lupi in lontananza... ma la trappola acustica di Lyra rimane silenziosa, e i campanelli di rame non emettono un solo rintocco nel buio...

Il mattino del giorno successivo sorge grigio, algido e saturo di quella foschia perenne che dà il nome alla foresta, filtrando come una luce cinerea attraverso le fessure della porta... ti ridesti dalla tua profonda meditazione avvertendo le forze che sono tornate a scorrere interamente nel tuo guscio biologico... la carne della spalla è completamente guarita e lo spirito è lucido, pronto ad affrontare la nuova giornata... accanto a te, Lyra si strofina gli occhi scuotendo la testa per scacciare i residui del sonno, mentre il vecchio Daran rimuove silenziosamente la trave di sbarramento e spinge le assi della porta verso l'esterno per controllare lo stato dei muli...

Ma non appena l'aria gelida dell'alba penetra nel rifugio, il vecchio boscaiolo si blocca sul posto, emettendo un sussulto strozzato nella gola che vi fa scattare in piedi all'istante...

Silyndor... Lyra... venite a vedere... sussurra Daran, la voce che trema mentre indica il fango bagnato dello spiazzo esterno, proprio a ridosso dell'intelaiatura di pietra...

Superi la soglia a passi rapidi, stringendo l'asta della glaive, e ciò che si palesa sotto la luce cinerea dell'alba vi gela il sangue... a meno di due metri dalla porta, proprio sopra uno dei fili invisibili tesi la sera prima, giace la carcassa fresca di un tasso della foresta... l'animale è stato sventrato da morsi profondi e precisi, e il suo sangue scuro ha inzuppato la terra bagnata... ma la cosa inquietante è che uno dei campanelli di rame di Lyra si trova proprio lì, schiacciato e riempito di fango per impedirgli di suonare, e intorno alla carcassa si distinguono chiaramente le impronte fresche di pesanti stivali borchiati umani... impronte che aggirano il retro del secondo carro, si avvicinano alla fessura della vostra porta sbarrata e poi si allontanano, scendendo lungo i rovi dell'anello laterale verso le profondità della foresta...

Silyndor

La notte passa tranquilla, e mi sveglio ristorato pronto ad affrontare le sfide della giornata. Osservo Lyra destarsi , mettersi seduta con i capelli che le incorniciano scomposti il viso e lo sguardo ancora a metà tra il mondo dei sogni e quello reale...la sua metà umana le impedisce di andare in trance come i suoi progenitori Elfici.

I nostri giacigli sono vicini e vengo preso dal prepotente desiderio di afferarla e riportarla giù ,sdraiata accanto a me.

Aspetto che Daran apra la porta , pronto ad agire non appena il vecchio taglialegna oltrepassi l'uscio...quando il suo sussulto mi riporta bruscamente alla situazione attuale , ricordandomi che siamo tutt'altro che fuori pericolo.

Osservo la scena ,studiata, meticolosa ,grottesca dimostrazione di potere.

" Io so dove siete, posso raggiungervi ,fare ciò che voglio e i vostri rozzi sistemi di allarme non possono nulla contro di me"

È il metaforico senso di tutta la scena.

Ancora una volta devo fare appello ala mia esperienza della mia vita precedente per non cadere preda degli istinti biologici insiti nell'essere una creatura mortale.

Paura...il suo scopo era di spaventarci...non deve cadere nel suo gioco, qualunque esso sia.

Respirate...vuole solo spaventarci...se avesse voluto aggredirci lo avrebbe già fatto questa notte. Riprendiamo il cammino e speriamo che chiunque sia ad aver allestito questa scena non sia interessato anche ad uno scontro. Daran... è già successo altre volte? Riesci ad interpretare qualcosa dalle tracce ? Intanto Lyra prepara i muli... mangeremo in viaggio.

Osservo la reazione dei compagni alla ricerca di un cenno di assenso.

@Dardan Post riempito.

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La tua voce taglia il freddo dell'alba con la fermezza del marmo, fungendo da argine contro il panico strisciante che minaccia di soffocare la baracca... respingi la paranoia biologica della carne e ti rifiuti di piegarti al macabro guanto di sfida lasciato sul terreno... le tue parole costringono Lyra a distogliere gli occhi cangianti dalla carcassa lacerata del tasso; la mezzelfa scuote la testa per scacciare i rimasugli del sonno e ritrovare la spietata lucidità della gente di frontiera... annuisce alle tue disposizioni, serrando i pugnali al corpetto prima di scivolare silenziosa verso le stanghe dei carri per imbrigliare i muli nel minor tempo possibile, mentre il suo respiro corto tradisce la fretta di abbandonare quel perimetro violato...

Al tuo fianco, il vecchio Daran si inginocchia nel fango calcareo, posando l'accetta sulla roccia per studiare la profondità e l'andamento delle impronte borchiate che circondano il rifugio... le sue dita nodose sfiorano il bordo di una suola impressa vicino alla fessura della porta, per poi scivolare lungo i tessuti strappati della piccola preda... il boscaiolo si blocca per un istante, gli occhi spalancati che fissano un punto esatto nel fango, mentre una ragnatela di rughe di puro terrore gli deforma il volto...

Silyndor... guarda qui... guarda l'andamento del fango... sussurra l'anziano guardaboschi, la voce ridotta a un soffio rauco che tradisce uno shock viscerale, le impronte di questi stivali borchiati arrivano fin qui a passo d'uomo... poi, proprio davanti al filo di seta, la suola affonda con una pressione evidente e i passi successivi si stringono, si abbassano del tutto... chiunque indossasse queste calzature si è calato a quattro zampe per ghermire il tasso... non ci sono tagli di lama sulla carne, la preda è stata sventrata da una mascella tesa, affilata, capace di spezzare le ossa in un silenzio assoluto... questo essere calza stivali rubati a qualche morto, ha le mani per riempire il campanello di fango, ma mangia come una bestia e striscia nel buio... non sono gli uomini del Trono di Ferro, Silyndor... questa è una schifezza innaturale del bosco... una bestia mutata da questa magia matta che ha colpito le vecchie pietre... ci ha studiati da dietro le assi della porta...

Il vecchio si rialza a fatica, ripulendosi le mani bagnate di sangue e brina sui pantaloni logori, indicando con un cenno del mento la direzione delle tracce che si addentrano lungo la via...

Se avesse voluto ucciderci nel sonno, avrebbe dovuto forzare la sbarra e fare rumore, rischiando di svegliare te... ma ha capito che sei una preda pericolosa dopo il sangue che hai versato ieri contro il ragno... l'odore del tessitore abbattuto deve averlo attirato fin qui... ha preferito usare questo orrore per studiarci... e guarda come si allontanano le impronte... il passo borchiato è tornato lungo, eretto, deliberato... non sta scappando... questo predatore si sta limitando a precederci proprio lungo la nostra stessa strada, l'unica via pracabile per i carri, muovendosi nella nebbia per spingerci più a fondo nella boscaglia...

Seguendo il tuo ordine perentorio, la carovana si rimette in marcia prima ancora che il sole pallido di Ches possa bucare la coltre grigia, riprendendo l'avanzata interrotta lungo l'anello dei boscaioli... i muli avanzano nel tunnel di vegetazione della pista da taglio, masticando nervosamente il freno di ferro per il terrore dell'odore selvaggio che ancora ristagna nell'aria... cammini in testa alla colonna con la glaive spiegata sotto il mantello, muovendoti come un'avanguardia silenziosa tra i rovi tagliati... la nebbia mattutina si fa sempre più fitta e opprimente tra i grigi tronchi, riducendo la visibilità a meno di sei metri e trasformando la boscaglia in un dedalo calcareo privo di punti di riferimento... mangiate le scorte fredde camminando, tenendo i sensi tesi mentre le orme degli stivali borchiati continuano a scorrere fresche sul fango della vostra medesima rotta, proprio davanti alle ruote...

Dopo due miglia di marcia forzata nel silenzio soffocante della foresta, ti arresti bruscamente, sollevando il braccio per bloccare Lyra... proprio davanti a voi, la pista da taglio compie una svolta secca a gomito, aggirando uno spuntone di roccia calcarea coperto di muschio... le impronte borchiate che stavate seguendo si fanno improvvisamente confuse, strisciate nel fango, e svoltano l'angolo infilandosi nel punto cieco oltre la pietra... la tua eccezionale percezione cattura un suono provenire proprio da dietro lo spuntone, a meno di quattro metri di distanza...

Silyndor

Chiunque o qualunque cosa sia ci sta aspettando,

Faccio segno alla carovana di fermarsi, ed a Daran di rimanere a controllare le bestie.

Chiamo con il linguaggio dei segni Lyra vicino a me .

Io avanzo lentamente per vedere cosa si cela lì dietro tu seguimi poco distante pronta a coprirmi le spalle.

Avanzo cercando di fare meno rumore possibile e di stare a ridosso della parete per non farmi notare, mentre i sensi sono tesi a captare segni di pericolo.

x @Dardan

Muoversi silenziosamente+4, Nascondersi +4, Osservare +6 Ascoltare +2

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