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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati

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Il comando silenzioso impresso nelle tue dita fende la nebbia del mattino con la precisione millimetrica di un codice militare... Daran afferra saldamente i freni di cuoio dei muli, bloccando le bestie da soma all'istante, mentre Lyra Thorne scivola giù dal pianale con un movimento fluido e felpato, sfilando il pugnale dall'osso prima di accodarsi ai tuoi passi... ti schiacci rasente alla parete di pietra calcarea ricoperta di licheni umidi, lasciando che il mantello grigio si confonda con le venature della roccia bagnata... muovi un tallone alla volta nel fango viscido, controllando il respiro mortale per non far vibrare le maglie di ferro del giaco sotto la tunica... i tuoi occhi crepuscolari scansionano l'angolo cieco dello spuntone mentre copri gli ultimi quattro metri che vi separano dal debole, sommesso lamento di sofferenza...

Giri l'angolo a baricentro basso, la glaive spianata e pronta a intercettare qualsiasi slancio... ma la trappola acustica che si palesa nella foschia svela l'agghiacciante veridicità di una manovra d'aggiramento organizzata...

Dietro la roccia non c'è il cacciatore con gli stivali... c'è solo un giovane cucciolo di volpe, ferito alla zampa e legato saldamente a una radice con un laccio di cuoio bagnato, lasciato lì a gemere per isolare la tua avanguardia lontano dai carri...

Nello stesso istante , dieci metri più indietro, un'ombra si sgancia dalle fronde alte che sovrastano la carreggiata, calando sul pianale del carro principale con un tonfo pesante, disordinato, privo di qualsiasi slancio offensivo... l'impatto fa sussultare il legno e i muli si impennano nei finimenti, sbarrandovi l'unica via di ritirata... ti volti all'istante insieme a Lyra, scattando fuori dallo spuntone di roccia con l'acciaio sollevato, ma la scena che si palesa nella nebbia mattutina si trasforma in uno shock viscerale...

La creatura che indossa gli stivali borchiati è un Ghoul, ma la sua figura emana una disperazione spettrale... la sua pelle cinerea è tesa sulle ossa, devastata da escrescenze violacee dovute agli influssi della Magia Matta, e si è accasciata in ginocchio sopra il vostro carico, tremante, con le mani artigliate protese in avanti in un muto gesto di supplica... le sue due sole pupille vitree ignorano la tua lancia e si fissano sul vecchio boscaiolo a terra...

Dietro di te, Daran lascia cadere l'accetta nel fango... il suo volto rugoso sbianca completamente nella foschia, mentre le suas labbra tremano nel riconoscere i lineamenti deformi del non morto e quegli stivali borchiati usurati...

Santi dei cieli... Jarek?... sussurra il vecchio boscaiolo, la voce spezzata da un orrore e da una pietà indicibili, tu... tu eri rimasto sotto il crollo della vecchia segheria l'inverno scorso... tutti ti credevamo morto...

Il non morto sul carro emette un rantolo soffocato, una voce che gratta contro la gola secca come pietra focaia, pronunciando parole faticose, spezzate dal terrore della sua stessa esistenza ma lucide, umane... le sue dita deformi si flettono convulsamente per lo stress emotivo dello stallo...

Daran... vecchio mio... la foresta non mi ha lasciato andare... raschia la creatura sul carro, lo sguardo vitreo che si sposta verso di te, implorando la tua fermezza celestiale, ho ripulito i rovi stanotte... ho nascosto il fango nei campanelli per non farvi scappare... non voglio la vostra carne... ho bisogno di aiuto, elfo... l'inverno scorso la mia squadra ha dissotterrato una pietra nera sotto le radici, un vecchio idolo corrotto che ha fatto impazzire tutti... ha ridotto me in questo stato e ha lasciato i corpi dei miei compagni a marcire nella fossa da taglio, trasformati in carogne fameliche che ora infestano il sito... da solo non posso ripulire quel nido, sono troppi e l'influsso dell'oggetto mi toglie le forze... ho bisogno del tuo acciaio per sterminare i resti della mia vecchia squadra e fare a pezzi quell'idolo... aiutami a dare loro la pace e in cambio vi rivelerò dove si nascondono gli uomini con le corazze e le balestre... nelle ultime settimane nuovi soldati umani sono arrivati quassù e hanno fortificato i passaggi esterni con trappole di ferro e posti di blocco per sbarrare l'uscita dalla foresta... Daran è rimasto a valle e non può conoscere i loro nuovi nascondigli nella nebbia... io li ho spiati nel buio mentre piantavano i pali, conosco i loro turni, i loro punti ciechi e vi dirò come superare la loro linea senza che si accorgano dei vostri carri... ve lo giuro sul ferro che tagliavamo insieme...

Lyra Thorne resta immobile accanto a te, stringendo il pugnale con le nocche bianche, lo sguardo sbarrato che passa dal vecchio Daran in lacrime al non morto in ginocchio sul carro...

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Silyndor

Gary Sylva! Impreco nel vedere che il rumore oltre lo sperone roccioso era solo una trappola.

Daran è in pericolo! Ho fallito nel tenerlo al sicuro... L'ho sottovalutato!

Mi volto per affrontare la minaccia che ci ha preso astutamente da dietro...

Ciò che vedo mi coglie alla sprovvista, ed ancora di più la storia e la richiesta che porta con sé.

È un non morto, un abominio contrario alle leggi della natura. Ma non è malvagio... avrebbe già ucciso Daran se avesse voluto.

La sua richiesta mi fa tirare un sospiro di sollievo, la vita del taglialegna e informazioni su possibili trappole in cui potremo incappare in cambio di eliminare un gruppo di non morti e distruggere un idolo maligno. Sembra un ottima cosa...

Ma se fosse una trappola? Se temesse di non potermi sconfiggere e volesse attirarmi in una trappola peggiore? Dopotutto è astuto. Molto astuto.

Va bene Jarek, farò quanto chiedi. Ma che garanzia ho che non ci stai attirando in pasto agli altri non morti. Che non sia una trappola. Ho promesso a loro che li avrei tenuto al sicuro... Non voglio venire meno al mio impegno.

Però ,se ciò che dici è vero, pur non essendo un chierico esaudirò la tua richiesta. Nonostante i miei dubbi sembri sincero e ciò che chiedi giusto e onorevole.

Faccio cenno ai miei compagni di seguirci tenendo alta la guardia.

Una volta distrutto l'idolo e ucciso i tuoi ex compagni...cosa farai?

Chiedo al Ghoul.

Per quanto sembri assurda la situazione, non posso fare a meno di provare pietà per la creatura che ho difronte. Se a me è stata data una seconda possibilità... perché dovrei negarla a Jarek se le sue intenzioni di dimostrano sincere?

In un certo senso provo un inspiegabile senso di somiglianza con quella creatura. Spero che questa assurda sensazione non offuschi il mio giudizio.

X @Dardan post riempito. Percepire intenzioni +2

Modificato da Monkey77

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Le tue parole solenni scendono nel freddo dell'alba come una sentenza irrevocabile, tagliando la nebbia mattutina e suggellando un patto innaturale direttamente sopra le assi umide del carro... Lyra Thorne abbassa lentamente il pugnale, lasciando andare un respiro tremante che si condensa in una nuvola bianca, mentre i suoi occhi cangianti si fissano sulla tua figura fiera con un misto di sbigottimento e totale, muta fiducia... la tua eccezionale attenzione e l'analisi dei tuoi sensi eladrin sbrogliano la fitta nebbia del dubbio, confermandoti che la disperazione del non morto è tragicamente autentica e priva di inganni... Jarek teme il ferro della tua glaive, sì, ma teme ancora di più che la foresta gli consumi l'ultimo briciolo di cervello prima di aver dato la pace alla sua squadra...

Alle tue domande su cosa farà una volta che l'idolo nero sarà in pezzi e i suoi vecchi compagni avranno ricevuto il bacio dell'acciaio, il Ghoul emette uno stridore soffocato, una specie di risata amara che gli scuote il petto scheletrico... si aggrappa alla ringhiera di legno del carro, scivolando giù dal pianale con un tonfo sordo delle suole pesanti, prima di piantarsi nel fango a debita distanza dal tuo ferro...

Cosa farò, elfo?... raschia il non morto, le sue due sole pupille vitree che riflettono la luce cinerea dell'alba mentre fissa le proprie dita artigliate, quando quella pietra nera sarà distrutta e i miei ragazzi smetteranno di strisciare nella fossa da taglio, io manterrò la mia parola... vi spingerò nella nebbia oltre gli avamposti dei soldati vivi, finché le ruote di Lyra non avranno calpestato la terra pulita fuori dai crinali calcarei... ma non appena i vostri carri saranno al sicuro fuori da questa boscaglia, ti chiederò di alzare la tua lancia d'argento un'ultima volta e di spaccare anche il mio di cranio... la fame perenne tornerà a ruggire e non sarò più in grado di fermarla con i ricordi di Jarek... questa è la mia garanzia, guerriero... io voglio solo la fine, ma prima voglio compiere il mio dovere...

Il silenzio del Bosco Nebbioso torna a chiudersi sopra di voi come una cappa di piombo, rotto solo dal respiro affannato dei muli nei finimenti... dietro di te, il vecchio Daran raccoglie l'accetta dal fango con le dita nodose che tremano, accennando un cenno del capo verso di te... non ci sono parole nei suoi occhi rugosi, solo la muta e straziante conferma che il patto è giusto, onorevole, e che l'ombra del suo antico compagno merita quella spietata redenzione...

Jarek si volta lentamente, muovendosi a piedi eretti nel fango del sentiero prima di fermarsi a una decina di metri di distanza dai carri, indicando con un braccio artigliato la nebbia fitta che avvolge la prosecuzione della pista da taglio davanti a voi...

La vecchia segheria crollata si trova a poco più di un miglio da qui, seguendo l'anello dei boscaioli... sussurra il non morto, la voce che gratta contro l'aria fredda come pietra focaia, i miei compagni sono rimasti tutti là dentro, confinati nella fossa inferiore... se mi darete la vostra parola di marciare fin là e di ripulire quel nido, io camminerò davanti ai vostri muli per tutta la strada, tenendo gli occhi aperti sui varchi... ma dobbiamo muoverci adesso... il mattino avanza e la foschia è l'unica cosa che tiene lontani gli occhi dei soldati umani dai crinali calcarei...

Lyra Thorne risale sul sedile di guida con un movimento silenzioso, afferrando di nuovo le redini di cuoio e mantenendo lo sguardo fisso sulla tua avanguardia, attendendo il tuo ordine definitivo per far muovere le ruote dei carri...

@ Percepire intenzioni

Hai decifrato ogni singola vibrazione nella voce di Jarek... il non morto è sincero, non c'è traccia di inganno o di trappole orchestrate... la sua richiesta di distruggere l'idolo, guidarvi oltre i soldati e infine ricevere la pace dell'acciaio è l'ultimo, disperato barlume della sua umanità.

Silyndor

Fisso negli occhi il Ghoul che un tempo era Jarek il taglialegna. Dentro di me si smuove una compassione ed una ammirazione mai provata prima. Avere una personalità talmente forte da vincere i morsi della fame della non morte è impressionante...io stesso non riesco a dominare le richieste della mia odierna natura.

Che quel taglialegna desideri portare la pace ai suoi uomini distruggere un idolo maligno e poi richiedere la morte per non dover combattere in eterno con questo nuovo corpo è davvero straordinario.

Hai tutta la mia stima Jarek...e sappi che alzerò la mia lama verso di te solo se me lo chiederai o se la fame insaziabile che provi prenderà il sopravvento. Non prima...e finché rimarrai te stesso potrai stare con noi... Vorrei dirgli che un potente sacerdote potrebbe ridonargli la vita...ma non posso illuderlo con false speranze. Posso solo donargli la pace se lo richiede.

Guardo i miei compagni...mi chiedo cosa pensano...Sono impauriti?

Andrà tutto bene...Lyra , procediamo.

Ecco una deviazione dalla via programmata, ma la vita non può essere decisa in anticipo e certe cose non si possono rifiutare vanno semplicemente fatte.

Cosa sarà quella pietra nera... Un eredità del disastro magico o qualcosa di più recente? Spero che sia possibile romperla con i mezzi che abbiamo a disposizione...non lo do per nulla per scontato.

X @Dardan post riempito prova di conoscenza per cercare di avere un idea di cosa sia quella pietra nera.

Modificato da Monkey77

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Le tue parole solenni si adagiano sul fango dell'alba come un giuramento d'argento, restituendo a quella spoglia carogna cinerea un briciolo della dignità perduta sotto la volta del bosco... Jarek accenna un movimento della testa, un inchino rigido e legnoso che fa scricchiolare le vertebre scoperte del collo, prima di voltarsi e incamminarsi nel tunnel di vegetazione della pista da taglio, muovendosi dieci metri avanti rispetto alla testa della colonna... Lyra Thorne incita i muli con uno schiocco secco delle redini, e le ruote dei carri riprendono a girare nel silenzio soffocante del mattino, sprofondando tra i rovi bagnati e le radici dei grigi tronchi... avanzi a piedi in avanguardia, tenendo la glaive spiegata sotto il mantello e gli occhi crepuscolari fissi sulle suole pesanti degli stivali borchiati che aprono la via nella foschia...

Mentre la carovana si addentra lungo questa deviazione imprevista, la nebbia perenne della foresta sembra farsi ancora più scura e opprimente, stringendosi attorno ai mezzi come un sudario umido che riduce la visibilità a meno di sei metri... nel silenzio della marcia forzata, la tua mente millenaria scava nei recessi del passato, cercando di dare una forma e un nome a quella "pietra nera" di cui ha blaterato il non morto... i ricordi della tua vita precedente affiorano come schegge di specchio... la tua sapienza esclude che si tratti di un semplice residuo della Magia Matta dell'anno scorso: la magia selvaggia muta e corrompe i corpi, ma non pianta idoli neri sotto le radici delle vecchie piante... quel cimelio appartiene a qualcosa di più antico e oscuro... ti tornano in mente i frammenti delle cronache di Miyeritar e i culti sotterranei che i primi elfi oscuri celebravano nel buio, prima ancora della Guerra delle Corone... o forse le nefande reliquie che i nani della gilda o i primi negromanti umani hanno sepolto nei crinali calcarei secoli addietro... è un frammento di pura malvagità materiale, un catalizzatore di energia negativa che attira i divoratori e si nutre della decomposizione... romperlo con i mezzi terreni che avete a disposizione non sarà affatto una passeggiata; l'acciaio comune potrebbe scheggiarsi contro la sua superficie corrotta se non infuso della giusta fermezza mistica...

Dopo circa un miglio di navigazione silenziosa, dove i rami nodosi degli alberi si protendono verso la carreggiata come artigli pronti ad afferrare le stanghe, Jarek si arresti bruscamente... solleva un braccio artigliato, indicando un punto esatto dove l'anello dei boscaioli si allarga in una depressione fangosa e spoglia...

Davanti a voi, le rovine della vecchia segheria crollata emergono dalla coltre grigia come lo scheletro calcinato di un immenso predatore... l'intelaiatura di quercia del tetto è collassata interamente al centro della fossa da taglio, spaccando le panche di scorrimento e i vecchi macchinari di ferro, ora parzialmente avvolti da una muffa grigiastra e viscida che satura l'aria di un sapore dolciastro, di pura carogna... l'odore è lo stesso che stagnava sul tasso...

Jarek si scosta di lato, schiacciandosi contro un pioppo secolare per lasciarti il comando della linea, le sue fauci viscide che si contraggono nello sforzo tremendo di non avventarsi sui muli...

Ci siamo... sono là dentro... raschia la tua guida nel semibuio del mattino, la voce che gratta come pietra focaia mentre indica le macerie coperte di vegetazione marcia, tra i resti della fossa inferiore... tre dei miei vecchi ragazzi... la pietra nera pulsa sotto la trave maestra al centro della radura... fate presto, elfo... l'odore del ferro vivo li sta già risvegliando...

Un rumore viscido di artigli che sfregano contro il legno marcio fende il silenzio della radura... dal fitto delle travi spezzate della segheria, tre sagome cineree e deformi sollevano lentamente le teste calve, le loro pupille fisse e iniettate di sangue che tagliano la nebbia verso i tuoi carri... le fauci viscide sbattono nel vuoto, emettendo uno stridore sibilante e affamato al riconoscere la tua carne mortale... la carovana è ferma all'ingresso dello spiazzo, i tre Ghoul della vecchia squadra iniziano a muoversi carponi tra i detriti per difendere il loro idolo, e la decisione su come spezzare la loro linea per mantenere fede alla tua promessa spetta interamente all'acciaio della tua lancia...

Silyndor

Osservo i non morti in preda ad una fame demoniaca venirci incontro minacciosi. Mi preparo alzando la Glaive nella posizione di guardia, poi guardo Lyra..

Sei con me? Guarda che non hanno punti deboli a cui mirare... Vanno smembrati il più possibile per recidere il loro collegamento con il Piano dell'energia negativa.

( Presumendo che si aggiunge allo scontro)

Ei Corellon, silivade Lyra hel Tel Quessir, sine heil vas.

Incanalò le briciole del potere dei Seldarine per fornire una protezione alla mezzelfa contro la malvagità di quelle creature e dell'idolo che le possiede. Un aura di luce bianca come quella della luna avvolge la mezzelfa facendola sentire avvolta dalla protezione del Signore di tutti gli Elfi, non più eredità sconosciuta ma per la prima volta vicina e familiare.

Le osservo ancora mentre si avvicinano e ancora una volta richiedo la grazia per potenziare la mia lama. La mia richiesta viene esaudita subito, sebbene non con l'intensità che vorrei e cui ero abituato.

Gli incanti non dureranno a lungo, eliminiamoli in fretta poi corriamo a distruggere quella pietra maledetta.

Daran...quelli che stanno arrivando non sono più quelli che conoscevo un tempo...rammentalo.

Osservo le creature arrivare e mi preparo all'impatto,

Lyra aspetta che io li ingaggi e poi attacca. Niente fretta...

X @Dardan

Conoscenza religioni +4 per le caratteristiche dei Ghoul, Protezione dal male su Lyra 1/10 round se combatte o su di me se affronto da solo, se ho tempo Arma magica su di me 1/10 round se non faccio in tempo combatto, azione preparata se ho Iniziativa più alta attacco con portata +5 tpc 1d10+5 danni ( arma magica inclusa) se mi attaccano ADO con stessi valori. Spero che ciò che ho scritto sia chiaro.

Modificato da Monkey77

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Le antiche e liquide sillabe dell'alto elfico fendono la foschia cinerea come il rintocco di una campana tesa... Lyra Thorne sobbalza al richiamo della tua voce, ma le sue paure mortali vengono istantaneamente soffocate quando incanali le briciole del potere dei Seldarine direttamente sulla sua figura slanciata... un'aura di luce bianca e purissima, fredda e magnifica come il chiarore della luna piena, si riverbera lungo i suoi stracci e il ferro del suo pugnale, avvolgendola in una barriera invisibile che respinge la corruzione miasmatica della radura... per la prima volta nella sua vita di stenti alla frontiera, la mezzelfa percepisce il sangue dei suoi progenitori non più come un'eredità sconosciuta e lontana, ma come uno scudo vicino, tangibile, familiare... stringe i denti e annuisce con spietata fermezza al tuo comando, scivolando di fianco alla tua spalla sinistra e tenendo il baricentro basso nel fango, pronta a scattare unicamente dopo il tuo primo ingaggio...

Dietro di voi, le tue parole risuonano come un severo avvertimento per il vecchio Daran... il taglalegna stringe i pugni attorno al legno dell'accetta, fissando le tre sagome deformi che un tempo condividevano con lui il pane e il sudore del taglio... i suoi occhi rugosi si contraggono in una smorfia di dolorosa accettazione nel ricordare a se stesso che quelle carogne fameliche non hanno più nulla di umano...

Sollevi la glaive nella posizione di guardia e pretendi una seconda grazia dalla Trama... la supplica liturgica viene esaudita all'istante, e sebbene l'energia sacra fluisca con una frazione dell'intensità millenaria a cui eri abituato prima dell'oblio, l'acciaio della tua lancia risponde... un riflesso lucido e azzurrino corre lungo il tagliente della lama, purificandola dall'umore nero del ragno e infondendola di un vigore innaturale che fa vibrare l'asta di legno nelle tue mani... la tua mente, focalizzata sulla dottrina dei Seldarine, ti rammenta la spietata natura di ciò che vi viene incontro: i Ghoul non possiedono organi vitali funzionanti, i loro corpi freddi sono animati unicamente dal legame reciso con il Piano dell'Energia Negativa... mirare al cuore o alla gola è del tutto inutile... l'unica via per spegnerli è smembrarli pezzo dopo pezzo, recidendo i tendini e spaccando il guscio d'ossa calcinate con fendenti di pura potenza brutale...

Arrivano... sibila Jarek dal limitare del pioppo, rannicchiandosi nel fango per proteggersi dal riverbero sacro che emani, mentre le sue fauci emettono un rigurgito viscido di bava e frustrazione...

Mentre completi le tue mistiche invocazioni protettive, il primo round di scontro si consuma interamente lungo la pendenza fangosa... i tre boscaioli non morti si muovono carponi nel dedalo della fossa da taglio, ma il terreno accidentato della segheria crollata è un labirinto di travi spezzate e macchinari arrugginiti che ne dimezza l'avanzata... avanzano strisciando nel fango bagnato, le unghie che scavano solchi profondi sulla roccia calcareo e le pupille fisse e iniettate di sangue focalizzate unicamente sulla tua posizione... scattano in avanti coprendo i primi metri nella nebbia mattutina, emettendo stridori sibilanti che fanno tremare i finimenti dei muli rimasti indietro, ma la distanza è troppa perché possano balzarvi alla gola in un solo respiro... sono costretti a rallentare tra i detriti di quercia, offrendoti il totale e geometrico controllo della prima linea...

Ti pianti immobile davanti alla colonna, i muscoli delle gambe tesi e lo sguardo fisso sulla prima carogna cinerea che ha appena coperto la distanza, scavalcando l'ultimo tronco marcito... l'abominio si lancia in avanti spalancando le fauci viscide per ghermirti, del tutto ignaro che la tua azione preparata è già scattata a mezz'aria per intercettare il suo balzo prima ancora che i suoi artigli possano sfiorare la barriera della tua portata...

Il ferro potenziato della tua glaive compie un arco perfetto nell'aria grigia del mattino, abbattendosi con precisione chirurgica dritto sul petto scoperto del primo Ghoul... l'impatto è brutale, sordo... l'acciaio benedetto fende la carne morta e spacca la cassa toracica calcinata del boscaiolo con lo schiocco secco di un ceppo sotto la scure, lacerando i tessuti inferiori e liberando una vampata di fetore dolciastro... il colpo d'anticipo è talmente profondo e distruttivo da arrestare all'istante lo slancio del mostro: la carogna emette uno stridore strozzato, sbilanciandosi sulle zampe spezzate e barcollando nel fango a tre metri di distanza da te, parzialmente sventrata e ridotta in fin di vita prima ancora di aver potuto sfiorare il tuo mantello...

@ Risultati

Protezione dal Male su Lyra .

Arma magica sulla tua arma .

Il primo Ghoul (gravemente ferito) si trova bloccato nel fango a 3 metri di distanza da te (nella tua area di minaccia ). Gli altri 2 Ghoul si sono mossi lungo le macerie laterali e si trovano attualmente a 5 metri di distanza, pronti a caricare in questo nuovo round. Lyra ti copre la spalla sinistra con il pugnale sollevato.

Silyndor

I volti deformati dalla fame non morta , uniti al fetore e i movimenti inumanamente ferini ,formano una visione raccapricciante.

Con la grazia del Padre degli elfi riesco a fermare il primo assalto, il colpo affonda brutalmente nella carne recidendo una gran quantità di energia necromantici che anima il corpo dei taglialegna.

Finisco l'opera ruotando l'asta del Glaive per imprimere la potenza necessaria per il secondo colpo che cala verso la creatura ferita.

Poi mi posiziono in guardia pronto a colpire chi entri nel mio campo vitale, mentre il mio sguardo analizza il campo da battaglia per cercare di cogliere tute le minacce.

Il mio sguardo si ferma un secondo su Lyra avvolta del sottile bagliore argenteo che la tutela sperando che sia sufficiente ad evitare possibili ferite.

Ancora una volta mi preparo a contrastare un nuovo assalto.

X @Dardan

Attacco +5 1d10+5 se manco passo di 1,5 m indietro, altrimenti avanti.

Modificato da Monkey77

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La rotazione dell'asta di legno nelle tue dita è un movimento fluido, istintivo, un riflesso marziale che cancella le visioni raccapriccianti di quei volti deformati e dei loro movimenti inumanamente ferini... non c'è spazio per l'esitazione quando l'aria del mattino è satura del fetore dolciastro dei corpi calcinati... imprimi l'intera potenza del busto nel secondo fendente, facendo calare la lama potenziata d'azzurro verso la creatura parzialmente sventrata che barcolla davanti a te... l'acciaio benedetto fende la foschia cinerea e intercetta il collo del mostro con un colpo netto, spietato, che recide l'ultimo collegamento necromantico tra la carne cinerea e il Piano dell'Energia Negativa... lo stridore sibilante della carogna si interrompe in un soffocato rantolo viscido, prima che la massa nera del corpo crolli esanime nel fango calcareo... il primo guardiano dell'idolo è stato ridotto al silenzio, e il suo umore nerastro inzuppa la terra bagnata...

Sfrutti lo slancio del colpo andato a segno per compiere un fluido, calcolato passo in avanti, spingendo gli stivali nel fango profondo della fossa da taglio per serrare le distanze e non concedere tregua ai nemici rimanenti... ti riposizioni istantaneamente in guardia con la glaive spiegata davanti al petto, pronto a far scattare i tuoi riflessi non appena una nuova minaccia varcherà la linea del tuo spazio vitale... i tuoi occhi crepuscolari scansionano furiosamente il dedalo di travi spezzate, analizzando ogni angolo cieco della segheria crollata mentre la nebbia mattutina continua a oscillare sotto il peso del freddo... con la coda dell'occhio verifichi la posizione di Lyra Thorne: la mezzelfa è rimasta coperta alla tua sinistra, con il pugnale sollevato e le nocche bianche, interamente avvolta dal sottile e purissimo bagliore argenteo della barriera lunare... la protezione dei Seldarine regge, respingendo le esalazioni miasmatiche che risalgono dalle radici, e la determinazione nei suoi occhi cangianti ti conferma che la donna è pronta a coprirti il fianco...

La distruzione del loro compagno scatena una furia paranoica e parossistica nelle altre due carogne rimaste tra i rovi...

I due Ghoul comuni sopravvissuti emettono un urlo straziante, acuto, che fa sussultare i muli rimasti all'inizio dello spiazzo e costringe il vecchio Daran a sollevare l'accetta per proteggere le stanghe dei carri... i mostri abbandonano la postura carponi e scattano lateralmente con balzi ferini, avanzando nel fango per chiudere la distanza... entrano nello spazio dei tre metri da te e, nel disperato tentativo di accorciare ulteriormente le distanze per azzannarti nel corpo a corpo stretto, tentano di abbandonare quel quadretto minacciato... questo movimento immediato fa scattare i tuoi riflessi d'anticipo sulla portata della lancia...

La tua glaive compie una sferzata fulminea e orizzontale, intercettando a mezz'aria il non morto di destra proprio mentre tenta di muoversi oltre i tre metri... la lama potenziata squarcia il fianco grigio della creatura, spezzandole la spalla con un impatto devastante che ne arresta sul colpo lo slancio e la scaraventa nel fango, mutilata e stridulante prima ancora che possa toccarti... ma mentre risolvi questo fendente d'opportunità, il secondo Ghoul sul fianco sinistro sfrutta il millesimo di secondo per completare il suo balzo nella nebbia, scivolando indenne oltre la traiettoria del tuo acciaio ed entrando nel corpo a corpo stretto, a un metro e mezzo di distanza...

Tuttavia, il predatore non trova la tua carne indifesa... fedele alle tue direttive, Lyra Thorne scatta in avanti nell'istante esatto del tuo ingaggio... protetta dal bagliore d'argento della luna che ne scherma i movimenti, la mezzelfa intercetta la traiettoria del secondo mostro, sbarrandogli la strada e piantandogli il pugnale d'osso dritto tra le scapole calcinate... il Ghoul emette un sibilo rabbioso, costretto a frenare l'assalto per artigliare la barriera invisibile che avvolge la ragazza...

@ Risultati

Il Ghoul già ferito è stato eliminato .

Il Ghoul di destra (gravemente ferito) è a terra a 3 metri da te.

Il Ghoul di sinistra (ferito leggermente da Lyra) si trova a 1,5 metri di distanza da te, ingaggiato in corpo a corpo stretto con la mezzelfa.

Silyndor

Lyra...

Il mio sguardo ruota preoccupato verso la mezzelfa che si è frapposta tra me e la famelica creatura..

Non era questo che intendevo quando ho detto di Intervenire quando ingaggiavo, ma di lasciare che se la prendessero con me e poi colpirli alle spalle... Fortuna che la barriera sacra ha retto..

Forse non è la scelta più strategica, ma non voglio che lei si faccia male...

Faccio un passo indietro lateralmente verso destra e con la glaive sferro un colpo sulla schiena del Ghoul il lotta con Lyra.

Sento il cuore battere forte, mi pulsano le tempie , i muscoli sono gonfi per i movimenti improvviso e potenti, le gambe tese per tenere l'equilibrio e la posizione stabile pronte a scattare per evitare i colpi. Il respiro, rapido per Ossigeno richiesto, dimostra la fatica necessaria per mantenere il corpo reattivo e in grado di sconfiggere i tre nemici animati dall'oscuro potere necromantico.

X @Dardan

Passo 1,5 m laterale sx per mettere la schiena del Ghoul a portata del falcione. +5 tpc 1d10+5 ,se in lotta perde il bonus destrezza alla CA . Sono pronto a reagire se l'altro Ghoul si avvicina ad attaccare.

Ps in teoria da regolamento se vengo attaccato e faccio ADO mi sembra che il movimento non si blocchi e l'attacco prosegui... Almeno credo, visto che c'era il talento grosso e al comando che forniva questa opzione. Però a livello logico non ha senso..io che faccio combattimento sportivo se tiro un pugno,. ma l'altro e più veloce e mi tira un geb sul naso il mio pugno che stava partendo si ferma. Comunque hai carta bianca sulla gestione delle scene. Era solo un esempio per far notare il tuo stile di GM cosa che comunque a me piace.( Anche se fai adattamenti realistici o scenografici che vanno a sfavore del PG) .

Modificato da Monkey77

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Il sussulto di preoccupazione che ti stringe la gola si traduce istantaneamente in una reazione geometrica, spietata, dettata da secoli di addestramento militare che riemergono dalle nebbie dell'oblio... non c'era tempo per i fraintendimenti tattici quando Lyra Thorne si è frapposta tra te e le fauci viscide del mostro, ma la barriera d'argento della luna ha retto l'impatto, e la tua lancia è già pronta a correggere l'errore... compi un fluido passo laterale di un metro e mezzo verso destra, spingendo gli stivali nel fango calcareo per scivolare fuori dallo spazio morto del corpo a corpo stretto e riguadagnare la portata ottimale della tua arm...la presa sull'asta si serra con una forza che ti gonfia i muscoli delle braccia, mentre senti il cuore battere forte contro le costole e le tempie pulsare per il richiamo impetuoso dell'ossigeno... le gambe, tese e stabili sulla terra bagnata, assecondano la torsione del busto mentre la glaive potenziata d'azzurro compie un arco perfetto nell'aria fredda...

Il Ghoul, interamente concentrato a ghermire lo scudo sacro della mezzelfa, non avverte il sibilo dell'acciaio che gli cala alle spalle... privo di qualsiasi difesa o riflesso di destrezza, il non morto subisce l'intero impatto del tuo fendente d'anticipo direttamente sulla schiena cinerea...

La lama benedetta da Corellon penetra profondamente tra le scapole scoperte con uno schiocco secco, spaccando la colonna vertebrale calcinata del boscaiolo e troncando di netto il flusso di energia negromantica che lo teneva in piedi... l'abominio emette un ultimo, strozzato sibilo viscido prima di collassare in avanti, crollando esanime nel fango calcareo ai piedi di Lyra... l'umore nero si sparge tra le foglie marce, e il silenzio spettrale della radura torna a chiudersi sopra di voi come una cappa di piombo, rotto solo dal tuo respiro affannato e dai battiti accelerati della carne mortale... hai dominato la fatica e i limiti biologici di questo nuovo corpo, ripulendo la linea dei carri prima che le unghie infette potessero sfiorarvi...

Lyra Thorne indietreggia di un passo, abbassando il pugnale con le dita che tremano visibilmente per l'adrenalina... il sottile bagliore argenteo che la avvolge inizia a sfumare lentamente, mentre i suoi occhi cangianti passano dal corpo fumante del mostro alla tua figura fiera, carichi di un sollievo profondo, viscerale, che sostituisce ogni traccia di paura...

Ci... ci sono riuscita, Silyndor... ho tenuto la linea... sussurra la mezzelfa, la voce roca per il freddo e la fatica mentre si pulisce la fronte bagnata di brina, ma guarda là... l'ultimo non è morto...

Circa tre metri più indietro, proprio ai margini delle travi spezzate della fossa, l'ultimo Ghoul comune sopravvissuto , quello rimasto gravemente ferito dal tuo precedente colpo d'opportunità , sta strisciando faticosamente nel fango calcareo... la spalla spezzata e il fianco squarciato gli impediscono di rialzarsi o di tentare un nuovo assalto ferino... le sue pupille vitree e fisse non guardano più i muli o la carovana , la creatura sta tentando disperatamente di trascinarsi all'indietro, verso il centro della segheria crollata, come se l'idolo nero che pulsa debolmente sotto la trave maestra stesse richiamando a sé i rimasugli della sua carne corrotta per proteggere il sito...

@

Hai perfettamente ragione , da manuale puro l'AdO non blocca il movimento a meno di non avere talenti specifici , ma trovo che la 3.5 a volte sia troppo astratta sui combattimenti , nel nostro PBF preferisco premiare il realismo e l'atmosfera , se Silyndor brandisce un falcione potenziato e intercetta un mostro in volo sventrandolo, a livello coreografico ha perfettamente senso che lo slancio della creatura si spezzi e finisca a terra.

Sono felice che questo stile ti piaccia,

Silyndor

Annuisco, con il fiato leggermente accelerato alle parole di Lyra.

Avanzo e do un ultimo violento colpo di grazia sulla creatura ridotta ad una patetica mostruosità. Il colpo non mi dà nessuna soddisfazione se non la consapevolezza di aver donato pace alle anime di quei poveri taglialegna, ora libere di poter raggiungere le dimore delle rispettive divinità.

Guardo Lyra, e nonostante non abbia capito ciò che intendevo mi ha protetto quando avrei avuto il fianco scoperto. Troppo preso dal colpire l'altra creatura che mi stava attaccando.

Sei stata brava..mi hai protetto...ora andiamo raggiungiamo quell'idolo maligno prima che le benedizioni termino. Daran! Noi scendiamo...tu stai attento... guardaci le spalle occhi aperti mi raccomando, in caso di pericolo grida.

Estraggo la lama del Glaive dal corpo del Ghoul e mi dirigo con passi rapidi, ma senza correre verso il fondo della fossa da taglio.

X @Dardan

Attacco il Ghoul +5 1d10+5 danni. Movimento verso l'idolo. Osservare +4.

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l fendente cala in verticale con la spietata, geometrica freddezza di un boia... l'acciaio potenziata d'azzurro recide gli ultimi lembi di quella patetica mostruosità che strisciava nel fango, spegnendo l'ultimo stridore sibilante e liberando finalmente le anime di quei poveri taglalegna dalle catene dell'energia negativa... non c'è traccia di orgoglio o soddisfazione nel tuo petto mortale, solo la cupa consapevolezza di aver adempiuto alla prima parte della tua promessa di sangue... estrai la lama cinerea dal corpo esanime con uno schiocco umido, strofinando il metallo benedetto contro un asse di legno marcio prima di voltarti verso la mezzelfa... il tuo sguardo si adagia su Lyra Thorne, catturando il calore del suo respiro accelerato e il rossore che le accende le guance per lo sforzo... le tue parole di elogio, il riconoscimento del fatto che ti abbia protetto il fianco scoperto nel momento del bisogno, le fanno abbassare le ciglia bagnate di pioggia, sciogliendo la spigolosità commerciale del suo volto in un cenno di profonda, muta riconoscenza...

Sempre con te, Silyndor... sussurra la ragazza, stringendo l'impugnatura d'osso del coltello mentre si accoda ai tuoi passi rapidi lungo la pendenza scivolaria della fossa...

Dietro di voi, l'urlo di comando per il vecchio Daran rimbomba tra i grigi tronchi adiacenti... il boscaiolo si pianta a ridosso dello spuntone di roccia calcarea, stringendo l'accetta contro il petto e sgranando gli occhi rugosi per scansionare la nebbia del mattino, pronto a gridare al minimo segno di pericolo... al tuo fianco, anche l'ombra cinerea di Jarek si muove tra i rovi, scivolando lateralmente con le unghie artigliate piantate nella terra, lo sguardo fisso sulla trave maestra della segheria crollata che ora dista meno di sei metri dal tuo ferro...

Avanzi a passi deliberati, senza correre, costringendo gli stivali a vincere la morsa del terreno difficile mentre i tuoi occhi crepuscolari perlustrano furiosamente ogni singola asse e macchinario arrugginito per cogliere insidie latenti... la nebbia mattutina sembra farsi ancora più densa e gelida man mano che ti avvicini al cuore del cataclisma, satura di un calore innaturale, dolciastro, che fa vibrare la Trama attorno alla punta della tua lancia... e ciò che la tua attenzione cattura sotto i resti del soffitto di quercia vi blocca il fiato...

La pietra nera pulsa debolmente nel semibuio della fossa, incastrata tra le radici divelte di una vecchia pianta monumentale... non è un frammento liscio... è un idolo grezzo, deforme, sulla cui superficie calcareo sono state incise rune elfe distorte, sfigurate dall'odio antico dei culti sotterranei di Miyeritar... ma il pericolo vero non è la pietra...

Sopra l'idolo, a sbarrare l'accesso, giace la trave maestra della segheria: un enorme tronco di quercia secolare lungo sei metri e pesante diverse tonnellate, crollato in diagonale durante il cataclisma dell'inverno scorso... lo scheletro di legno è instabile, parzialmente marcito dalla muffa grigiastra, e si regge in un equilibrio precario sopra due ingranaggi di ferro arrugginiti... non appena muovi l'ultimo passo sul ciottolato, un sinistro scricchiolio di fibre spezzate fende l'aria fredda... la trave si è mossa di pochi centimetri sotto l'influsso dell'energia negativa della pietra, minacciando di collassare interamente e seppellire l'idolo e chiunque si trovi nel raggio di tre metri sotto una frana di macerie e ferro...

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Sempre con te Silyndor... Sempre con te Silyndor...

Le parole di Lyra mi riecheggiano nel cervello in una sinfonica miscela di emozioni... Il contatto non questa anima affine fa vibrare una sensazione di appartenenza a questa identità mortale, imperfetta che si specchia nella controparte negativa della paura di perdere qualcosa che mi è caro, quasi che mi appartenesse...il che è ridicolo in quanto so benissimo che il percorso di ciascuna anima e influenzato. Ma svincolato dalla volontà altrui. È un principio insito nella natura caotica dei celestiali di Arvandor...eppure in qualche modo ora è come se sentissi il bisogno di appartenere a quella giovane mezzelfa che calpesta il suolo di Faerun da poche decine di anni. E la paura di poter perdere questo collegamento , rischia di non farmi essere obiettivo.

In ogni caso ora siamo quí, a pochi passi da quell'idolo nero, oscura eredità dei culti proibiti praticati nelle Guerre delle Corone.

Anni oscuri, che hanno condannato gli Elfi scuri a assere relegati alle profondità del sottosuolo...e me alla mia prigionia millenaria.

L'enorme trave di legno e proprio sul punto di cadere, spezzandosi come a voler sigillare l'oscuro idolo, portandolo al sicuro dalla mia lama, pronto a riemergere tra qualche anno Libero di portare nuovamente nel mondo la sua oscura energia corruttrice.

Non posso permettere che accada, ci vorrebbero decine di uomini per rimuovere quel trave se cade sopra il malvagio manufatto, e nessuno di loro sarebbe al sicuro dalla sua influenza.

Devo agire ora!

Scatto in avanti con il glaive ancora carico della magia divina, pronto a colpire l'idolo nero. Le gambe si muovono veloci, pronte a deviare di lato ,o buttarmi all'indietro se la struttura dovesse cedere di colpo.

Spero solo di non essere rimasto prigioniero per millenni solo per finire sepolto sotto un grave a causa della malvagità degli elfi corrotti dell'epoca da cui provengo. Sarebbe una beffa crudele che non farebbe sorridere neanche quell'insopportabile burlone di Erevan Ilesere.

Ma non ho nessuna intenzione di morire oggi...c'è la posso fare!

X @Dardan post riempito...e fu così che la storia di Silyndor finì in maniera tragicomicamente inutile...spero di no.

Modificato da Monkey77

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Il peso della tua anima millenaria si scarica interamente nel fango calcareo della fossa, trasformando le tue paranoie mortali in una fiammata di pura, geometrica volontà celestiale... rifiuti di piegarti alla beffa crudele di finire sepolto sotto le macerie degli elfi oscuri, e l'eco sinfonica delle parole di Lyra Thorne diventa l'argine definitivo contro il crollo della volta... scatti in avanti con gli stivali che affondano nel fango viscido, costringendo i muscoli delle gambe a una reattività prodigiosa, pronti a deviare di lato o a proiettare il busto all'indietro se l'intera intelaiatura di quercia dovesse cedere di schianto... la glaive, ancora avvolta dall'ultimo, vibrante riflesso azzurrino della benedizione di Corellon, compie una traiettoria diagonale, perfetta, che taglia la nebbia mattutina con il sibilo di un fulmine...

L'impatto d'acciaio contro l'idolo nero avviene un millesimo di secondo dopo che un sinistro scricchiolio di fibre spezzate fende l'aria fredda...

La punta potenziata della tua lancia intercetta l'esatta giuntura delle rune distorte incise sulla roccia... il colpo scarica un'onda di energia d'urto devastante, amplificata dal vigore sacro dei Seldarine, che penetra nel cuore minerale del manufatto di Miyeritar... per un istante eterno, il cupo riflesso scuro che pulsava tra le radici divelte si blocca, squarciato da una ragnatela di crepe lucide e purissime che emettono un sibilo acuto, quasi umano... poi, la pietra nera si frantuma... l'idolo esplode in mille schegge calcinate e prive di vita, liberando nell'aria del mattino un'ultima vampata di fetore dolciastro che si dissolve all'istante nella coltre grigia, recidendo per sempre il collegamento necromantico che ammorbava la radura...

Ma non c'è tempo per celebrare la distruzione... il violento contraccolpo accelera il collasso della segheria crollata...

L'enorme trave maestra di sei metri si sgancia definitivamente dagli ingranaggi di ferro arrugginiti, precipitando verso il basso con la pesantezza di una frana... la struttura di quercia frana in diagonale sollevando una nuvola di polvere grigiastra e detriti, ma le tue gambe sono già pronte a scattare... compi un balzo disperato all'indietro, proiettando il corpo nel fango un attimo prima che il gigantesco tronco si abbatta al centro della fossa, spaccando le assi rimaste con un boato sordo che fa tremare la terra sotto i carri... il legno secolare si abbatte esattamente sul punto in cui sorgeva il manufatto, sigillando le macerie e sollevando l'ultimo spruzzo di fango freddo, mentre la nebbia torna a chiudersi sopra la radura come un velo muto...

Ti rialzi a fatica nel silenzio spettrale, ripulendo la tunica bagnata e stringendo l'asta della tua lancia, la cui lama è tornata anonima e priva di bagliori poiché l'incanto si è consumato nell'impatto...

Lyra Thorne corre lungo la pendenza fangosa della fossa, raggiungendo la tua posizione con il fiato corto e gli occhi cangianti spalancati dallo sbigottimento... si ferma a pochi centimetri dal tuo petto, guardando prima l'immenso tronco crollato e poi la cicatrice scura sulla tua spalla ferita, avvertendo il legame profondo che la tua protezione ha appena saldato... poco distante, anche l'ombra cinerea di Jarek emerge dal limitare del pioppo, raddrizzando la postura eretta tra i rovi... sul suo volto deforme si dipinge una spettrale, lucida serenità: il suo tormento è finito, i suoi ragazzi hanno ricevuto la pace del ferro e la promessa di sangue attende solo di essere completata...

Ce l'hai fatta, Silyndor... la pietra è rotta... sussurra la mezzelfa, la sua mano bagnata di brina che per la prima volta si posa con fermezza sulla tua manica, cercando quel contatto carnale di cui sentivi il bisogno, il bosco... il bosco sembra quasi respirare di nuovo...

Jarek fa un passo avanti nel sentiero calcareo laterale, sollevando un braccio artigliato per indicare la prosecuzione dell'anello dei boscaioli, dove la foschia del mattino si fa leggermente più rada, svelando i contorni dei crinali esterni...

Il dazio è pagato, elfo dell'argento... raschia la tua guida non morta, la voce che gratta come pietra focaia ma finalmente priva della paranoia affamata di prima, ora tocca a me... seguite i miei stivali... vi porterò oltre i fossati e le palizzate che quei soldati hanno piantato per bloccare la strada, aggirando le tagliole che hanno nascosto sotto le foglie... muoviamoci prima che la mia mente svanisca del tutto... andiamo...

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Il cuore mi rimbomba forte come a ricordarmi che sono fortunato ad essere ancora vivo.

Ho rischiato davvero troppo questa volta... Non devo farlo mai più.

L'adrenalina in circolazione per il pericolo appena scampato, acuisce tutti i miei sensi, rendendomi più vigile al cambio dell'atmosfera che si è creata ora che l'idolo nero è rotto.

Per fortuna era un idolo non protetto da incanti difensivi, altrimenti il mio colpo sarebbe stato inefficace ed avrei corso il rischio inutilmente. Comunque, considerato che Jarek era libero dall'influenza del manufatto, con molta probabilità aveva perso parte del proprio potere, o comunque non era così potente da controllare un esercito di non morti.

Si, la foresta è tornata a respirare...rispondo a Lyra , mentre lei cerca il contatto con la mia manica allungo il braccio, cingendole i fianchi avvicinandola a me ,mentre la guardo ...

Il non morto attira la mia attenzione, e senza staccare il braccio dai fianchi di lei annuisco alle parole di Jarek.

Te ne siamo grati, se non fosse stato per te,saremmo di certo finiti tra le braccia di una postazione di blocco. Chi sono le guardie che delimitano i confini della foresta, soldati del lord o uomini del Trono di Ferro?

Comunque finché non sarai tu a richiederla , la mia lama non sarà una minaccia per te.

Mi volto abbracciando Lyra con entrambe le braccia... sento il suo corpo e la cosa mi dona piacere e aumenta il desiderio di avvicinarmi sempre di più.

Allora...andiamo. dico rivolgendomi a Lyra incantato dai suoi forti lineamenti misti, ed incoerente tra le parole e ciò che desidero davvero le mie parole perdono della loro solita assertività..,

@Dardan post riempito

Modificato da Monkey77

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Il tocco della tua mano sul fianco di Lyra Thorne spezza l'ultimo velo di freddo che stagnava tra i rovi, convertendo l'adrenalina residua dello scontro in un calore prepotente, viscerale, che ti ancora per la prima volta alle fragili necessità di questa tua nuova carne mortale... la mezzelfa si lascia stringere, abbandonando la rigidità commerciale del busto contro il tuo braccio e sollevando gli occhi cangianti verso i tuoi lineamenti argentei... il suo respiro, ancora rapido per il terrore della segheria crollata, si placa sotto la pressione della tua presa, svelando un desiderio muto e incantato che toglie assertività alle tue tue stesse parole... per un istante eterno, l'oscurità del Bosco Nebbioso e l'eco millenaria di Miyeritar arretrano, ridotte a un fondale sbiadito davanti ai forti lineamenti misti della ragazza che hai promesso di proteggere...

Poco distante, l'ombra cinerea di Jarek assiste al tuo abbraccio senza emettere un respiro, le sue due sole pupille vitree che riflettono la debole luce dell'alba prima di stringersi alla tua domanda sui soldati che presidiano i confini... il non morto scuote la testa calva, facendo scricchiolare le vertebre calcinate...

Nessuno è venuto fin quassù, elfo... raschia la tua guida, la voce che gratta come pietra focaia mentre si incammina a grandi passi borchiati davanti ai muli, i soldati e i mercanti della città hanno troppa paura dei ragni per addentrarsi nell'anello laterale... la pista è libera dagli uomini, ma la terra ha ceduto durante l'inverno... i crinali sono sbarrati dai vecchi tronchi caduti... ma io ho aperto la via... seguitemi...

Risali sul sedile di guida accanto a Lyra, stringendo le stanghe di legno insieme a lei mentre i carri si rimettono in movimento nel tunnel di vegetazione selvaggia... Daran si posiziona a piedi sul retro dell'ultimo carro, tenendo l'accetta pronta e gli occhi fissi sulle ombre che vi lasciate alle spalle, lasciando che la colonna avanzi a passo d'uomo lungo l'ultimo miglio dell'anello dei boscaioli... la marcia forzata nel silenzio soffocante dura per quasi un'ora, scandita unicamente dal respiro pesante dei muli e dallo scricchiolio metodico degli stivali borchiati di Jarek che apre la via nella foschia mattutina... l'aria dolciastra della segheria crollata svanisce del tutto, sostituita dal profumo pungente di terra smossa e resina fresca che annuncia la fine della boscaglia...

Improvvisamente, Jarek si arresta bruscamente, sollevando un braccio artigliato per bloccare la colonna...

Sei metri avanti a voi, l'anello dei boscaioli termina immettendosi sui crinali calcarei esterni... la carreggiata principale è interrotta da una vecchia frana di fango e pietre calcaree, dove un ammasso di alberi abbattuti sbarra la strada come una barriera naturale... ma il non morto ha mantenuto la sua promessa: ha disposto tre grosse assi di quercia sopra il fango per creare una rampa stabile, permettendo ai mozzi delle ruote di Lyra di scivolare oltre l'ostacolo senza impantanarsi... a ridosso dei rovi laterali, la terra smossa rivela due pesanti tagliole da caccia in ferro arrugginito, vecchi congegni dimenticati dai bracconieri anni fa, che Jarek ha coperto con una spessa coltre di fango calcareo per evitare che le zampe dei muli vi finissero sopra...

Superate la rampa a passo d'uomo, e non appena le ruote del secondo carro scivolano oltre l'ultimo ammasso di roccia bagnata, la fitta nebbia del Bosco Nebbioso inizia a diradarsi alle vostre spalle, aprendosi sopra la distesa erbosa e pulita dei crinali calcarei... la foresta spettrale è finalmente superata, e i carri sono al sicuro fuori dalle ragnatele...

Jarek si arresta al limitare della boscaglia, rifiutandosi di compiere un solo passo sotto la luce cinerea del sole di Ches... si pianta all'ombra dell'ultimo pioppo secolare, le sue braccia artigliate che cadono lungo i fianchi cinerini e il suo corpo scosso da un brivido freddo, violento... le sue due sole pupille vitree iniziano a oscillare, perdendo quella lucida e dolorosa fermezza umana per cedere al richiamo paranoico della fame ferina... si volta verso la tua figura sul carro, sollevando la testa calva per incrociare il tuo sguardo un'ultima volta... la sua mente si sta spegnendo, il dazio è pagato, e lo spettro del taglalegna attende che tu mantenga il giuramento d'argento...

I carri... i carri sono fuori, guerriero... raschia la creatura nell'aria pulita del mattino, la voce che perde ogni spessore per farsi un sussurro rauco e disperato, la carne... la carne torna a bruciare... non ricordo più il nome di mio fratello... ti prego... adesso... alza la tua lancia...

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Seguiamo Jarek fino all'uscita dell'anello dei taglialegna, la luce del sole ora libero di toccare il suolo senza gli impedimenti dei fitti rami degli alberi è un toccasana dopo lo scontro con i Ghoul asserviti all'idolo.

Ma il piacevole tepore del sole non è sufficiente a compensare il gesto difficile che mi ritrovo a dover compiere.

Jarek mi aspetta al limitare degli alberi, incapace di avventurarsi sotto la pura luce solare, tanto avversa alla nuova natura che la sfortuna oppure il fato gli ha destinato.

Mi avvicino a lui, sofferente per la consapevolezza che non vi sono altre possibili soluzioni. Non ci sono miracoli, resurrezione, o arcani contenimenti ,a mia disposizione, che possano fare tacere la fame che sta divenendo sempre più incontrollabile dentro il Ghoul che fu Jarek.

Io sono pronto.

Dico solenne. Al suo cenno di assenso sollevo la lama e faccio partire un colpo di grazia su di un Jarek immobile.

Ei Corellon... l'eterno riposo donagli o padre gli risplenda la luce perpetua..riposi in pace ..Amen

Il colpo taglia in due il corpo spezzando le oscure energie che ne animavano il corpo donando la pace all'anima di quel povero taglialegna dallo spirito talmente forte da contrastare la fame della non morte.

Ho fatto quanto andava fatto...ma fa comunque male. Ci sono individui che meritano molto di più l'impatto con la mia lama eppure vivono. E persone buone che la richiedono per trovare un briciolo di pace... Il mondo merita di essere un posto più giusto e felice di così.

Copro i resti del corpo di Jarek con foglie e sterpaglie per dargli comunque una temporanea sepoltura tra le braccia della natura.

Mi avvicino a Daran poggiando il braccio sulla sua spalla.

Era un brav'uomo...ora può riposare in pace. Pensiamo solo a questo ora. Non a come poteva essere.

Poi avanzo e dopo un occhiata di intesa, e forse di altro , con Lyra mi rimetto testa alla carovana che riprende il suo Viaggio con i sensi sempre tesi alla ricerca di possibili nuovi pericoli.

@Dardan post riempito.

Modificato da Monkey77

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Il colpo di grazia si abbatte nel silenzio del mattino con la precisione immacolata di un rito liturgico... la lama della tua glaive d'acciaio taglia in due il corpo cinerea di Jarek prima che la follia della fame possa profanare l'ultimo briciolo della sua coscienza umana, spezzando le trame residue dell'oscurità e disperdendo i miasmi freddi della non morte nell'aria pulita della frontiera... le tue parole, una supplica solenne e disperata che affida l'anima del boscaiolo alla luce perpetua del Padre degli Elfi, si fondono con il sibilo del vento che sale dalle vallate inferiori... il guscio vuoto del taglalegna crolla esanime ai piedi dell'ultimo pioppo secolare, lasciando sul terreno calcareo solo un mucchio di stracci e quegli stivali borchiati usurati, specchio immobile di una redenzione che hai dovuto firmare con il sangue...

Il dolore sordo che ti stringe il petto mortale non è legato alla fatica fisica, ma alla gelida ingiustizia di un Faerûn ferito, dove i malvagi prosperano all'ombra delle gilde di Secomber e i giusti sono costretti a implorare il ferro per ottenere un briciolo di pace... con le mani bagnate di brina raccogli foglie secche, rami di pino e sterpaglie calcinate, coprendo i resti di Jarek in una temporanea e pietosa sepoltura vegetale che lo restituisca alla terra pulita, lontano dal fango infetto della segheria crollata... ti rialzi a passi lenti, voltandoti verso il retro della colonna dove il vecchio Daran fissa il tumulo informe... la tua mano si posa sulla spalla del boscaiolo , e quel contatto silenzioso, unito alle tue parole di conforto, fa scendere una singola lacrimano tra le rughe profonde dell'uomo...Il vecchio Daran rimane immobile per diversi secondi dopo che la tua mano nodosa si è posata sulla sua spalla bagnata di brina... le tue parole solenni, il richiamo alla pace che Jarek ha finalmente conquistato sotto la terra pulita, agiscono come una carezza ruvida sulle sue spalle curve...infine il boscaiolo si asciuga la singola lacrima con il dorso della mano callosa, emettendo un sospiro profondo che sembra svuotargli il petto dal peso dell'orrore appena vissuto... si volta a guardarti, e nei suoi occhi rugosi non c'è più lo sbigottimento spaventato della segheria crollata, ma una gratitudine immensa, viscerale, che salda la sua fedeltà alla tua lancia...

Hai ragione, Silyndor... era un uomo d'oro... sussurra il vecchio taglalegna, la voce che trema leggermente nel flettere le dita attorno al manico dell'accetta, e la magia matta lo aveva ridotto a una carogna. Gli hai dato la fine che avrebbe chiesto lui stesso se avesse avuto la lingua sana. Non dimenticherò quello che hai fatto per lui... e per noi...

Daran sputa a terra un rigurgito amaro, quasi a voler purificare la bocca dal fetore del fango, prima di raddrizzare la schiena e risalire con una nuova fermezza sul retro del secondo carro, stringendo il ferro della sua scure... la carovana è di nuovo pronta, e la promessa di sangue è diventata un legame d'onore indelebile tra le stanghe...

Grazie, Silyndor... mormora Lyra Thorne dal sedile di guida, e l'occhiata d'intesa che vi scambiate mentre la stringi al fianco è un filo teso, caldissimo, carico di un desiderio muto che trascende la paranoia della latitanza... la mezzelfa incita i muli con un sussurro privo di spigoli, e le ruote dei carri riprendono a girare abbandonando definitivamente l'ombra perenne del Bosco Nebbioso...

La carovana si addentra lungo i Crinali Superiori, una vasta e desolata distesa di brughiera calcareo che si snoda a mezza costa lungo i contrafforti rocciosi... la luce del sole di Ches, finalmente libera dall'abbraccio soffocante dei grigi tronchi, investe le stanghe dei carri e rinfresca la tua pelle argentea, mitigando il freddo pungente del mattino con un piacevole tepore che profuma di ginestre... ti rimetti alla testa della colonna, camminando a piedi tre metri avanti alle bestie da soma, con i sensi tesi al millimetro e la glaive parzialmente celata sotto i lembi del mantello grigio... scansi le buche del sentiero erboso mentre la carovana guadagna quota verso l'altopiano, allontanandovi chilometro dopo chilometro dalle ragnatele e dalle minacce lasciate a valle...

Dopo due ore di marcia forzata nel silenzio della brughiera, dove il volo solitario di un falco fende l'aria pulita, la pista dei boscaioli interseca una vecchia mulattiera che scende dolcemente lungo il versante orientale dei crinali... da questa posizione sopraelevata, la vista spazia libera sulla vallata del Delimbiyr, svelando le linee sinuose del fiume che brilla sotto il sole pallido...

Lyra Thorne accosta i carri sul ciglio del sentiero, stringendo le redini per far rifiatare le bestie, prima di voltarsi verso di te sul sedile... sul suo volto misto, incorniciato dai capelli scomposti dal vento dell'altopiano, si dipinge la necessità di pianificare la prossima mossa...

La foresta è finita, Silyndor... e grazie a Jarek abbiamo evitato le pattuglie sulla pista principale... mormora la mezzelfa, la voce che ritrova la sua consueta fermezza pratica mentre indica il bassopiano oltre i crinali, ma ora dobbiamo decidere dove dirigere queste ruote... la pista su cui ci troviamo scende dritta verso il villaggio di Zelbross... è l'insediamento più vicino, a poche miglia da qui... è un borgo piccolo, isolato, pieno di pastori e boscaioli... un posto rozzo, ma perfetto se vogliamo nascondere il carro per qualche giorno, rifornirci di cibo fresco e capire se la gilda stia controllando le strade principali prima di spingerci più a est verso i mercati di Loudwater... Daran conosce bene la zona e dice che a Zelbross potremmo muoverci senza dare nell'occhio... tu che ne pensi? Vogliamo puntare dritti al villaggio o preferisci che manteniamo i carri nascosti tra gli anfratti di questi crinali finché non cala la notte?

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