Dardan
Circolo degli Antichi
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Le tue indicazioni scivolano via come un sussurro teso, quasi interamente inghiottito dall'umidità del pomeriggio... il rivolo di sudore che ti bagna la tempia si perde tra i riflessi argentei della barba rigenerata, mentre i tuoi stivali arretrano di un palmo alla volta sul ciottolato umido, tenendo la punta dell'acciaio puntata dritta verso il ramo alto... Daran annuisce con una smorfia contratta, infilando l'accetta nella cintura e muovendosi con cautela esasperata verso la boscaglia sulla destra, venti metri più indietro... lo segui con la coda dell'occhio, assicurandoti che i muli obbediscano ai richiami muti di Lyra prima di compiere il tuo prossimo passo all'indietro... la mezzelfa stringe i denti, guidando le bestie con una precisione millimetrica lungo l'anello dei boscaioli, mentre il fruscio delle ruote tra i rovi copre il martellare furioso del tuo cuore mortale... un ribrezzo atavico, viscerale, ti stringe la gola davanti a quella mostruosa figura aracnoide: la tua anima millenaria sa che non si tratta dei demoniaci servitori di Lolth, ma un corpo confuso tra ricordi celestiali e istinti di carne non può fare a meno di collegare quell'abominio a un pericolo viscido e letale... Sopra di te, a un'altezza di ben sette metri, il Ragno Mostruoso avverte nel silenzio lo spostamento della carovana... allunga una zampa pelosa, facendo vibrare un singolo tirante della barriera argentea con uno scatto elastico che fa piovere gocce di brina bagnata sulla tua testa... Il predatore prende coraggio... si sgancia dal tronco secolare con un movimento fluido e ripugnante, calando in verticale lungo il filo di bava trasparente per intercettare la tua ritirata... ma il tuo corpo è fermo, i muscoli della spalla ferita sono contratti e la tua azione è già stata pianificata al millimetro... nell'istante esatto in cui le otto zampe chitinose toccano il ciottolato calcareo dello spiazzo, sollevando uno schizzo violento di fango viscido, la tua glaive scatta in avanti con la precisione di una vipera... La lama d'acciaio fende l'aria grigia del pomeriggio intercettando il cefalotorace della creatura prima ancora che possa balzare... l'impatto d'anticipo di quel singolo fendente tocca una perfezione letale, assoluta... l'acciaio benedetto trova l'esatta giuntura del guscio rigido del mostro, penetrando con un raddoppio di violenza devastante... un colpo spietato, chirurgico, che recide i centri vitali dell'abominio e ne spacca in due la corazza chitinosa... lo stridore sibilante che la creatura abbozza si interrompe all'istante in un soffocato schiocco umido... le otto zampe pelose si contraggono convulsamente, piegandosi verso l'interno, prima che la massa nera del corpo crolli definitivamente esanime sul sentiero, sollevando un ultimo spruzzo di fango freddo... il nido ha perso il suo guardiano prima ancora di rendersi conto del pericolo, e il silenzio del Bosco Nebbioso torna a chiudersi sopra di voi come una cappa di piombo... Sulla corteccia bionda di un tronco adiacente ripulisci la lama d'argento strofinandola con decisione... il silenzio che si respira nell'aria dolciastro del bosco è rotto solo dal battito pesante del tuo cuore mortale e dallo scolo dell'umore nero della bestia sulla pietra... ti volti e copri la distanza che ti separa dal retro della colonna a passi rapidi e leggeri, raggiungendo la posizione della carovana proprio mentre il vecchio Daran assesta l'ultimo colpo d'accetta, recidendo un grosso ceppo di rovi e liberando definitivamente l'imboccatura dell'anello laterale... Ti fermi all'ingresso del varco e i tuoi compagni si voltano a guardarti, paralizzati... Lyra Thorne tiene ancora il pugnale sollevato tra le dita bagnate di pioggia, con il fiato corto e le labbra socchiuse, mentre fissa prima i rimasugli neri del mostro sullo spiazzo e poi la figura del tuo mantello lordo di sangue... sul volto rugoso del vecchio boscaiolo si dipinge uno sbigottimento totale, quasi spaventato... nessuno di loro ha mai visto un uomo muoversi con la spietata, geometrica freddezza d'anticipo che hai appena esibito... hai spento una minaccia letale della foresta in un battito di ciglia, senza emettere un respiro di troppo, trasformando la loro paranoia in pura, muta reverenza... Andiamo... sussurra la mezzelfa, la voce che perde ogni spigolosità commerciale per farsi roca, quasi intimorita dal peso della tua protezione mentre incita i muli a riprendere la marcia... Le ruote dei carri scivolano all'interno della vecchia pista da taglio, sprofondando tra la vegetazione fitta e i rami bassi che graffiano il legno... la foschia perenne della foresta, rimasta intrappolata sotto la volta intrecciata dei rami alti, si fa ancora più scura e opprimente, riducendo la visibilità e inghiottendo le stanghe dei carri in una coltre grigia... lo sbarramento argenteo è ormai un'ombra lontana alle vostre spalle, ma mentre il buio dei rovi si stringe attorno ai mezzi, il bruciore sordo alla spalla sinistra torna a pulsare sotto il giaco di maglia... @
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Nuove Reclute (Gruppo 2)
Maybelle Petit Io non sono per nulla brava a cercare...dico mentre ci avviciniamo al mulino...lascerò quindi a voi l'onere di trovare qualcosa , anche se, non so cosa potremmo trovare per aiutare quello spirito...
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Vento di Sangue 2 - Parte 2
Freydis del clan dell'orso nero Dopo un pò di movimento un pò di riposo ci sta bene e sebbene sempre vigile passo le due giornate a riposare il più possibile... Mha è difficile capire quel vecchio...rispondo a Flint...magari domani andiamo a chiedergli come và...
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Il comando che ti fende le labbra è una sferzata secca, marmorea, che non ammette repliche o esitazioni... Lyra Thorne non perde un solo secondo in spiegazioni, afferra saldamente le cinghie di cuoio e fa arretrare i muli di una decina di metri lungo la pista calcarea, portando i carri al sicuro dall'ombra opprimente dei filamenti argentei... al tuo fianco, il vecchio Daran risponde al tuo richiamo stringendo i lacci del mantello logoro, e sebbene le sue dita nodose continuino a tremare sulla lanterna spenta, la tua ferma e assoluta mancanza di paura argina il panico del boscaiolo, costringendolo a focalizzare la sua esperienza pratica sui grigi tronchi circostanti... Aggirarla?... Sì, forse c'è un modo, Silyndor... sussurra l'anziano taglialegna, studiando la boscaglia a destra del sentiero con gli occhi ridotti a due fessure lucide nella nebbia, cinque anni fa, quando aiutavo le carovane dei mercanti a tagliare i crinali carichi di tronchi, usavamo un vecchio anello di scorrimento naturale... si snoda circa venti metri più indietro, sulla destra, aggirando questo crinale calcareo per poi ricollegarsi alla pista principale oltre questi alberi avvolti... è un passaggio stretto, soffocato dai rovi, e i carri dovranno muoversi a passo d'uomo per non spaccare i mozzi delle ruote, ma le ragnatele lì non sono tese... se ripuliamo i rami bassi con l'accetta, possiamo far passare i muli senza toccare un singolo tirante di questo abominio... Mentre il vecchio definisce questa via di fuga materiale, i tuoi occhi crepuscolari scansionano furiosamente le rovine di pietra calcarea e le ombre della foresta, cercando un appiglio o un preavviso di pericolo nel buio fitto... il bruciore costante alla spalla sinistra continua a martellarti i nervi, un doloroso promemoria che ti impone di non sbagliare mossa... ti sporgi in avanti verso i vecchi pilastri anneriti dal tempo, ma la bava dei tessitori è spessa come cuoio bagnato, e le uniche cose che la tua vista riesce a decifrare sotto lo strato viscido sono le profonde spaccature causate dal fuoco antico e i resti calcinati di una civiltà che non esiste più... non ci sono segreti mistici o protezioni latenti da attivare in queste rocce... sono solo macerie mute, usate dai ragni come fondamenta per la loro trappola... Ma è quando sollevi lo sguardo verso i rami alti, oltre il velario argenteo, che la tua eccezionale attenzione ti svela la vera, gelida urgenza della situazione... Le vibrazioni provocate dallo stridore dei carri in ritirata e i sussurri nel silenzio hanno già risvegliato i padroni del nido... a circa sette metri di altezza, seminascosto tra le fronde scheletriche e i filamenti spessi, intercetti un movimento fluido, viscido... un singolo Ragno Mostruoso Medio, con il corpo peloso nero e grigio grosso quanto un uomo, sta scivolando lentamente lungo un tronco laterale... le sue otto deboli pupille vitree brillano nella foschia del pomeriggio, fissate dritte sulla tua sagoma isolata... non è ancora sceso a terra e non ha ancora allertato il resto della covata, ma sta allungando le zampe anteriori per saggiare la tensione del filo, pronto a calare sul sentiero non appena farai un movimento falso... Lyra ti fissa dal sedile del carro che ha appena fermato a debita distanza, tenendo la mano destra vicina al corpetto dove nasconde i pugnali, mentre Daran ha già sfilato una piccola accetta da boscaiolo dalla cintura, attendendo solo un tuo cenno per iniziare a farsi largo tra i rovi dell'anello laterale poco più indietro...
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
La coltre grigia del crepuscolo di Ches si riversa definitivamente tra i grigi tronchi, e la notte cala sul Bosco Nebbioso con la pesantezza di un sudario bagnato... avanzi da solo nell'oscurità fitta, a una decina di metri di distanza dalle teste dei muli, stringendo l'asta della glaive e lasciando che la tua vista crepuscolare perfori le ombre per mantenere la rotta sulla pista calcarea... ogni briciolo del tuo antico autocontrollo è teso a respingere il gelo pungente che l'umidità della foresta ti spinge nelle ossa, e quel desiderio bruciante, prepotente, di arrampicarti sul carro per stringere Lyra e scaldarti con il tepore del suo corpo... ma il senso del dovere e la promessa di proteggere queste due vite arginano ogni impulso della carne... la foresta si fa sempre più oppressiva: dove finisce la tua visuale, le fronde scheletriche sembrano muoversi in un macabro gioco di inganni, e i rami nodosi si protendono verso il sentiero come artigli pronti ad afferrare i carri... non sei a Cormanthor, e questa boscaglia non ha la grazia di Arvandor... questo è un luogo ferito, ostile a ogni creatura vivente... Dietro di te, il silenzio è rotto solo dallo stridore saltuario delle assi dei carri e dal respiro affannato dei muli, guidati da una Lyra tesa e vigile che non distoglie mai gli occhi dalla tua sagoma scura in avanguardia... poco distante, nel fitto della boscaglia profonda, un lungo e malinconico ululato di lupo fende l'aria fredda, ricordandovi che le Terre Selvagge vi stanno studiando, ma i predatori per ora restano nell'ombra, spaventati dal ferro della tua arma... Mentre procedi nel buio, la pista di pietra calcarea inizia a mostrare i segni di una decadenza millenaria che stringe il cuore... i blocchi di roccia, un tempo levigati dal canto dei tuoi antenati, appaiono qui spaccati dalle radici contorte dei grigi tronchi, sollevati dal fango bagnato como vecchie ossa scoperte... ad ogni passo, la nebbia si fa più densa, densa al punto da impastarsi con i tuoi stracci e raggelare il metallo del giaco di maglia... ti accorgi che non è semplice vapore acqueo... l'aria ha un sapore dolciastro, viscido, saturo di una paranoica e gelida concentrazione che non appartiene alla natura pulita... All'improvviso, la tua vista perfora un muro di foschia particolarmente fitto e ti costringe a bloccarti sul posto, sollevando la glaive in segno di arresto per la carovana... dietro di te, Lyra tira le redini con uno stridore secco di ceppi, arrestando i carri a dieci metri di distanza... nello spiazzo davanti a te, la pista antica scompare sotto una coltre spettrale... intere arcate di alberi secolari sono state completamente avvolte e collegate tra loro da immensi velari di ragnatela argentea, filamenti spessi come corde di canapa che pendono dai rami alti fino a toccare il ciottolato bagnato, creando una barriera monumentale, quasi architettonica, che sbarra completamente la strada... La luce debole delle stelle si riflette su quelle trame viscide, rivelando che il nido dei tessitori non è una semplice tana di bestie... tra i fili argentei intravedi i resti di antichi pilastri di pietra crollati, glifi elfici soffocati dalla bava e, intrappolati nella tela come mosche inermi, gli scheletri ripuliti di vecchi cervi e persino le armature borchiate di alcuni disertori umani che hanno provato a violare il bosco nei mesi passati... Il vecchio Daran fa tre passi in avanti, sporgendosi oltre la spalla di Lyra con la lanterna spenta che trema tra le sue dita nodose... il suo volto rugoso si contrae in una smorfia di cupo e viscerale terrore nel riconoscere i filamenti biancastri... Maledizione... le voci dei cacciatori allora erano vere, Silyndor... sussurra il vecchio boscaiolo, la voce ridotta a un soffio rauco che tradisce una profonda angoscia, questo non è il passaggio di una notte... le covate profonde si sono spostate fin qui per sbarrare la vecchia strada dei dazi... guarda quelle armature, appartenevano agli uomini della ronda fuggiti l'estate scorsa... si tocchiamo quei tiranti o se proviamo a tagliare la tela con le lame, le vibrazioni scenderanno lungo i tronchi prima ancora che i muli possano fare marcia indietro... ci faranno a pezzi nel buio... Lyra Thorne scivola giù dal sedile di guida con un movimento felpato, atterrando sul fango calcareo senza fare il minimo rumore... si affianca alla tua figura fiera, i suoi occhi cangianti spalancati per lo sbigottimento mentre osserva i glifi elfici soffocati dalla bava e le casse dei morti intrappolate a mezz'aria... la sua mano stringe convulsamente l'impugnatura del pugnale, e la vicinanza del suo corpo emana un calore teso, carico di una disperata determinazione... Non tornerò a Secomber, Silyndor... e non lascerò che questi schifosi ragni blocchino i miei carri ora che abbiamo finalmente conquistato la libertà fuori dalle palizzate... ringhia la mezzelfa a bassa voce, le labbra ridotte a una linea sottile mentre fissa la barriera monumentale, il fuoco potrebbe ripulire la pista, ma con questa nebbia umida rischiamo solo di fare fumo e restare accecati mentre quelle zampe scendono dai rami alti... tu possiedi la freddezza e la fermezza di un vero soldato, lo hai dimostrato giù ai magazzini... dimmi che c'è un modo per superare questo ostacolo senza far scattare la trappola dei tessitori... Il silenzio del Bosco Nebbioso torna a farsi assoluto, rotto solo dal respiro pesante dei muli innervositi dall'odore dolciastro e viscido della tela...
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
I muli avanzano a passo costante sulla cicatrice di roccia e muffa della pista elfa, lasciandosi alle spalle l'ombra minacciosa della palizzata di Secomber... cammini in testa alla colonna, affiancandoti ai passi lenti e pesanti del vecchio Daran, mentre la coltre grigia del tardo pomeriggio di Ches inizia a stringersi attorno ai carri... l'impatto con le prime fronde scheletriche del Bosco Nebbioso vi investe con un freddo umido, saturo di un silenzio innaturale, dove i grigi tronchi secolari sembrano quasi svanire nella foschia risalente dal Delimbiyr... sperimenti sulla tua carne il continuo e bizzarro mutamento delle percezioni mortali: il bruciore della spalla ferita e il timore di essere finiti dalla padella alla brace si sciolgono parzialmente non appena volti la testa per guardare Lyra sul sedile di guida... il ricordo del suo sguardo e la determinazione di trovare una casa per queste due creature rinvigoriscono i tuoi muscoli, rasserenando lo spirito e offrendoti una nuova, viscerale ragione per stringere l'asta della glaive sotto il mantello... Alle tue domande discrete sul suo passato, sul motivo di tanta forza e sulla sua effettiva conoscenza dei sentieri boschivi, il vecchio boscaiolo sussulta leggermente... si ferma per un istante, accarezzando con le dita nodose il metallo graffiato della sua lanterna spenta, prima di riprendere la marcia al tuo fianco con lo sguardo vitreo fisso sulla nebbia... la sua voce, ridotta a un basso sussurro, fende l'aria fredda con la solennità di chi non ha più nulla da nascondere... Chi ero, Silyndor?... Ero solo un uomo della terra... mormora il vecchio Daran, la voce resa roca dagli anni e dal fumo dei camini, per quarant'anni ho fatto il guardaboschi e il carpentiere per i tagliapietre del Lord, quassù, lungo i margini meridionali del Bosco Nebbioso... conosco questi alberi uno per uno, so quale legno resiste al gelo e so leggere le tracce del fango quando i branchi scendono dalle colline... la forza che vedi nelle mie braccia non è quella dei guerrieri, eladrin... è solo il peso di una vita passata a spaccare ciocchi di quercia e a sollevare travi per costruire case che la Magia Matta ha bruciato in una sola notte... Il vecchio fa una breve pausa, stringendosi nel mantello logoro e indicando con un cenno del mento le prime, intricate radici ricoperte di muschio che iniziano a stringere il sentiero davanti a voi... Hai ragione a temere i grigi tronchi di questa foresta... il Bosco Nebbioso è antico, e da quando il cielo si è spaccato l'anno scorso, le creature selvagge sono diventate feroci, paranoiche... le bestie comuni, come i lupi e i tassi giganti, si spingono molto più vicine ai sentieri rispetto a un tempo... ma il vero pericolo di questa pista elfa non sono le zanne... sono i ragni... i vecchi sussurravano che nel profondo della macchia, dove i rami si intrecciano fino a nascondere il sole, vivono covate di grossi ragni tessitori che i vecchi Mythal tenevano lontani e che ora strisciano liberi tra le rovine... finché rimaniamo su questo sentiero calcareo siamo al sicuro dai loro nidi, ma non dobbiamo abbandonare la pista per nessun motivo prima che sia mattina... Dall'alto del carro, Lyra Thorne ascolta in silenzio il resoconto del boscaiolo, stringendo le redini di cuoio e mantenendo i muli a ridosso dei vostri passi, confortata dalla tua fiera e vigile presenza in avanguardia... le ombre del crepuscolo iniziano lentamente ad allungarsi tra gli alberi, deformando le sagome della boscaglia e riducendo la visibilità per gli occhi umani dei tuoi compagni...
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Gli eroi senza tempo
Eleanor Studridge Le parole sconosciute continuano a rimbombarmi nella testa come un'emicrania fortissima. Ogni volta che la magia si manifesta in me, mi sento svuotata, come se mi portasse via un pezzo di vita. Resto immobile sulla soglia, con le gambe che mi tremano ancora per lo scontro con l'orso nel bosco. Ho il terrore di crollare a terra da un momento all'altro. Guardo Eri che stringe quel cucciolo di lupo e sento una morsa allo stomaco Poi la sacerdotessa Mayu si mette a squittire per la tenerezza... non lo so, mi sembra tutto così surreale, così finto... Poi Kai mi lancia quella frecciatina sui miei complessi. Lo guardo, ma non provo rabbia. Provo solo una profonda, disperata solitudine. Lui è felice, si sente potente. Non capisce. Nessuno di loro capisce. Non sono complessi, Kai...dico, e la mia voce è poco più di un sussurro tremante, stanco, privo di qualsiasi accenno di sfida...Io ho solo paura. Quella cosa... quell'Oni... avrebbe potuto uccidervi. E l'orso nel bosco avrebbe potuto sbranare me ed Eri. Io non ho voluto poteri, non voglio questa magia che mi fa scoppiare la testa... Sento lo sguardo di Mako su di me, pesante, come se stesse aspettando che io faccia un passo avanti, che diventi l'eroina che non sono. Mi ritraggo visibilmente, facendo un passo indietro nell'ombra del tunnel sottomarino. Mi stringo le braccia intorno al petto, sentendomi piccolissima. "Mangiate pure se ci riuscite. Io... io resto qui."
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Prima missione - Per una giusta causa
Il silenzio della cisterna viene squarciato dal secco e ritmico click metallico che risuona dalle gole dei Kuo-toa. Quando James compie quel passo avanti, il tempo sembra dilatarsi. Con movimenti calcolati, solenni, privi di qualsiasi esitazione che possa tradire la natura mortale del gruppo, lo sciamano si inchina leggermente. Le sue dita stringono l'idolo d'osso di balena. L'anziano Monitor non si muove; le sue grandi branchie flaccide vibrano emettendo un fischio viscido e soddisfatto, interpretando quel gesto distaccato come l'accettazione del tributo sacro. James non trattiene il feticcio per sé. Ruota sui tacchi con deliberata lentezza cerimoniale e lo porge direttamente verso Evadne e Lyra. Il messaggio visivo per le creature-pesce è palese, definitivo: lo sciamano è solo l'araldo, il sommo sacerdote terreno; loro, le gemelle, sono le divinità assolute nate dall'abisso. La reazione dei Kuo-toa è immediata e raggelante nella sua follia collettiva. La dozzina di creature reclina la testa di lato, sgranando gli occhi vitrei. All'unisono, iniziano a percuotere i palmi contro la passerella bagnata, generando un battito cupo e ossessivo che fa vibrare l'acqua della pozza. Lyra stringe l'idolo d'osso al petto con dita tremanti, mentre Evadne fa un passo avanti, lasciando che le sue grandi corna nere fendano la penombra rovente. La tiefling fissa l'anziano Monitor e, ricordando le parole serrate di Raskva, solleva una mano d'ebano indicando prima il disegno sacrilego di Shar e poi la scimitarra dei pirati conficcata nella roccia con i loro nomi. La voce di Evadne risuona nella cisterna, carica di un'autorità innaturale, quasi amplificata dall'inconscio potere trasmutativo che scorre nel suo sangue...Custodite questo luogo dai profanatori della terraferma. Chiunque oserà calpestare queste gallerie per darci la caccia... incontrerà la vostra furia. I Kuo-toa non comprendono il Comune, ma la mente distorta della loro razza si nutre di intenzioni, simbolismi ed emanazioni psichiche. Il Monitor fissa la scimitarra dei pirati, poi sputa un grumo di melma scura ai piedi del marchio d'oro sbiadito, voltando le spalle all'altare di Shar in segno di totale disprezzo. Le creature anfibie si rialzano lentamente, disponendosi ai lati della passerella come una grottesca e impenetrabile guardia d'onore biologica, sibilando verso l'oscurità dei tunnel da cui siete venuti. Il messaggio è muto ma chiaro: il santuario sotterraneo delle Spose della Marea è sigillato, e la malavita di Tsurlagol troverà una barriera di artigli e follia ad attenderla. Le due guardie drow di Eilistraee si scambiano un'occhiata rapida, colpite dall'audacia della mossa. La guerriera scura fa un cenno deciso a Raskva con la mano guantata...Muoviamoci, adesso. La loro frenesia religiosa durerà finché percepiranno la vostra presenza. Sfruttiamo lo scudo che avete creato prima che la loro demenza cambi orientamento. Il gruppo riprende la marcia in fila serrata, lasciandosi alle spalle il battito ritmico dei Kuo-toa che sfuma lentamente nello sgocciolio della riserva idrica. Camminate per quasi un'altra ora, addentrandovi ancora più a fondo nelle viscere dimenticate di Tsurlagol. Sotto la guida attenta e silenziosa delle due drow di Eilistraee, i cunicoli umidi e grezzi iniziano a cambiare aspetto. La pietra grezza e frantumata cede gradualmente il passo a blocchi di marmo bianco venato, antico e levigato, sebbene pesantemente intaccato dal tempo e coperto di polvere secolare. L'aria stessa, prima carica dell'odore stagnante di decomposizione della cisterna, si fa improvvisamente più leggera, fresca e pervasa da un impercettibile profumo di gelsomino e cera vergine, lo stesso che aleggiava nella navata superiore del santuario. Siete entrati nelle cripte sigillate della prima fondazione, un luogo dove l'influenza della terraferma non ha mai osato mettere piede. Le gemelle camminano tenendosi per mano. Lyra sembra riprendere un po' di colore sul viso, come se l'atmosfera di questo posto le donasse un briciolo di sollievo, mentre Evadne stringe al petto il feticcio d'osso, le sue grandi corna nere che sfiorano le volte ad arco del corridoio. All'improvviso, la drow in avanguardia si ferma davanti a una massiccia porta di pietra bianca, decorata con un bassorilievo circolare che raffigura una mezzaluna d'argento. Non ci sono serrature visibili, ma l'intera superficie della pietra emana una debole e costante luminescenza argentea che rischiara la penombra del tunnel. La drow si volta verso James e Raskva, abbassando il cappuccio del suo mantello argentato...Siamo arrivati. Questo è il Sanctum della Luna Silente. Le barriere mistiche erette qui secoli fa dai primi fedeli di Selûne sono ancora intatte. Questo luogo è completamente schermato: nessuna spia di Shar, nessun legame divinatorio dei mercanti del porto e nessun calore corporeo può essere percepito dall'esterno finché restiamo dietro questa soglia. Sarete invisibili al mondo superficiale per i prossimi tre giorni. La guerriera scura solleva la mano guantata e preme le dita su tre punti specifici del bassorilievo lunare. Con un suono sordo e solenne di pietra che scorre su pietra, il monumentale battente si sposta di lato, rivelando un ampio ambiente sotterraneo. L'interno è una cappella dimenticata: al centro si trova una fonte circolare di acqua limpidissima che riflette una luce argentea che sembra provenire direttamente dal soffitto, nonostante siate a chilometri sotto terra. Lungo le pareti ci sono brande di tela, casse con vecchie razioni conservate magicamente e piccoli bracieri spenti pronti all'uso. È un rifugio perfetto, sicuro e pervaso da una profonda sensazione di pace sacra. @ Tutti
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La luna crescente
Il vento da est ricomincia a soffiare con una violenza improvvisa, sollevando vortici di Cenere di Vuoto che picchiettano con un suono metallico e sinistro sulle piastre corazzate di Shamàsh e sulle lane grasse del pastrano di Kaelen. Sotto la guida esperta ma tesa del tracciatore, il gruppo abbandona i rottami fumanti e contorti del Costrutto di Scarto, lasciandosi alle spalle quel cumulo di ferro fuso che ancora frigge sulla polvere calcinata. La marcia riprende nel silenzio più assoluto, un silenzio imposto non solo dalla prudenza, ma dalla natura stessa di queste lande, dove ogni suono sembra viaggiare per chilometri, rimbalzando tra le pareti di pietra porosa come un richiamo per i predatori della notte eterna. Il tempo, sotto l'occhio vigile e malevolo della Grande Luna Rossa, perde ogni significato lineare. Non esistono mattine o tramonti, ma solo il lento, impercettibile mutare delle ombre scarlatte che colano dal cielo plumbeo, tingendo la gola rocciosa di un riflesso color ruggine che ricorda il sangue vecchio. Il canyon dei Sentieri Morti si stringe progressivamente attorno ai passi felpati dei cinque avventuerieri, trasformandosi in un labirinto asfissiante di pareti verticali in ardesia e ossidiana levigata. Camminare sul sentiero evoca la sgradevole sensazione di calpestare una fila di denti marci, poiché il suolo è interamente pavimentato da ciottoli appuntiti e irregolari, identici a quelli che i costruttori hanno usato per le strade interne della città-fortezza. Dopo alcune ore di marcia forzata, Kaelen si ferma bruscamente. Davanti al gruppo, i Sentieri Morti incrociano la pista accidentata che proviene dal Porto di Scoria e che si dirige dritta verso la Porta del Carbone, l'unico varco cittadino orientale attrezzato per ricevere il legname e i carichi di minerali pesanti. Proprio all'intersezione di queste rotte commerciali e minerarie, progettato per setacciare i convogli e respingere i pericoli prima che si avvicinino alle mura, si staglia l'Avamposto dei Sospiri. La struttura è un paradosso di disperazione gotica e ingegneria militare: le torrette di guardia si ergono strette e altissime, con tetti in quercia nera talmente spioventi da sembrare lames rivolte al cielo per far scivolare la cenere corrosiva. Una massiccia ed enorme cancellata di ferro battuto e legno rinforzato sbarra completamente l'unico passaggio stradale disponibile, sigillando la via da una parete all'altra del canyon. Enormi condutture di ottone ossidato corrono lungo la roccia come arterie esterne, destinate a trasportare i fluidi bioluminescenti fino alle Lanterne a Repulsione dell'avamposto. Tuttavia, l'avamposto è immerso in un'oscurità anomala e spettrale. I bulbi di vetro delle lanterne, che dovrebbero emettere una debole luce ambrata per tenere a bada l'oscurità, sono spenti, freddi e incrostati di una melma oleosa e scura. Su una delle torrette di destra, la Cenere di Vuoto si è accumulata a causa di un crollo parziale del tetto, e il pulviscolo grigio sta visibilmente corrodendo le travi di legno sottostanti, emanando nell'aria un odore acre e soffocante di zolfo e ozono misto a qualcosa di dolciastro e stantio, tipico dei corpi lasciati a decomporsi lontano dalle mura. La luce scarlatta della luna proietta la geometria regolare della cancellata sul fango della strada, ma quelle ombre geometriche non sono immobili; possiedono una densità fisica innaturale, quasi potessero staccarsi da un momento all'altro dalla pietra per allungarsi verso i piedi dei viaggiatori. Kaelen si accuccia repentinamente dietro un masso di ossidiana che riflette lo squarcio rosso del cielo. Il tracciatore stringe nervosamente le cinghie del suo pastrano e posa la mano sul pomolo della sua lama mezza seghettata, girandosi verso il gruppo con le pupille perennemente dilatate dal buio. Questo è l'Avamposto dei Sospiri, sussurra con un filo di voce che trema appena per la tensione, rispettando la vigilanza millenaria del suo popolo. Dovrebbe controllare il flusso di merci che arriva dal Porto di Scoria prima di autorizzare l'accesso alla Porta del Carbone, ma le difese sono cieche. Se il Mercurio Rosso ha smesso di scorrere in queste vene d'ottone e le lanterne sono spente, significa che le ombre non hanno più catene. Guardate laggiù, vicino alla base della cancellata: quelle non sono macchie di fango. Sono i pastrani di cuoio bollito delle sentinelle, squarciati dall'interno. Qualcosa ha intercettato un carico o è sceso direttamente dalla luna, e ha banchettato prima che potessero lanciare l'allarme. Il tracciatore fissa intensamente la pesante barriera che blocca il canyon, poi lancia uno sguardo preoccupato alle pareti di ardesia liscia che si innalzano ai loro fianchi. Dobbiamo trovare un modo per oltrepassare questa imponente cancellata di ferro. Non ci sono sentieri laterali sicuri: le montagne qui intorno sono un labirinto di vicoli ciechi e pareti instabili flagellate dalla cenere. Aggirare l'intero avamposto scalando i crinali ci costringerebbe a una deviazione di giorni, lasciandoci scoperti sotto l'influenza corruttrice della Luna Rossa. Con una simile perdita di tempo, il mio tempo si esaurirà prima ancora di arrivare in vista del porto, condannandoci tutti. La nostra unica vera opzione è superare questa barriera, dritta davanti a noi. Ma se facciamo troppo rumore per scassinarla o se calpestiamo l'ombra sbagliata senza la protezione del velo chimico, ciò che sta strisciando nel buio ci divorerà... L'aria attorno alla cancellata si fa densa, quasi palpabile, satura dei fumi neri e dei vapori sulfurei della gola che si avvolgono attorno ai cardini arrugginiti. Un debole e metallico gemito risuona dalle vecchie baracche abbandonate, dove le insegne in osso di mostro oscillano sotto le sferzate del vento da est. Le pareti lisce del canyon offrono pendenze impossibili da risalire senza protezioni, mentre i condotti d'ottone dell'avamposto, privi del calore del Mercurio Rosso, iniziano a coprirsi di una brina grigiastra e corrosiva che accelera il disfacimento delle strutture circostanti. @ Tutti
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Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong Il tintinnio metallico contro il mio guanto d'arme cancella per un secondo il battito ritmico dell'ariete sul portone. Quando io e Kaeryth scostiamo gli ultimi tralci rivelando la grata arrugginita, sento l'odore acido del ferro vecchio mischiarsi a quel fumo bianco che continua a filtrare lentamente attraverso le sbarre. I cardini si sono bloccati a metà corsa, incastrati dalla vegetazione interna e dagli anni di incuria. Mentre Kaeryth alza la testa verso Gib per avvisarlo che le donne e i bambini potrebbero passare da qui sotto ed estrae il pugnale, io mi inginocchio immediatamente nel fango alla base del cancelletto. Infilo le dita corazzate nello spiraglio e afferro la base della grata per fare leva, cercando di non fare troppo rumore per non attirare le pattuglie nemiche. Punto saldamente gli stivali sul terreno umido, fletto le gambe e sfrutto tutto il peso del mio corpo per imprimere una spinta costante contro il ferro arrugginito, cercando di coordinare la mia forza fisica con i colpi di pugnale della draconide che sta recidendo i viticci e i tralci dal suo lato.
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Passaggio verso nord
La lama d'osso del cavatore vibra ancora nel legno del tavolo adiacente, ma il sangue non scorre. Lorelai barcolla allontanandosi con un ultimo, sfrontato commento sulla rigidità dell'uomo, prima di abbandonare i due ceffi al loro pessimo umore. La guerriera shadar-kai barcolla di ritorno verso la vostra tavolata e, cercando un nuovo tipo di svago, si siede direttamente sulle gambe di Godluin, passandogli un braccio attorno al collo e accarezzandogli il mento con fare provocatorio. I due membri della Gilda dei Cavatori seguono la ragazza con lo sguardo; l'uomo con la cicatrice estrae il coltello dal tavolo con un colpo secco e lo rinfodera, mormorando qualcosa di sprezzante prima di tornare a bere insieme al compagno. I massicci Bugbear agli angoli della sala allentano visibilmente la presa sulle mazze ferrate, distogliendo i loro occhi ferini dal vostro settore: la tregua armata del Corvo d'Oro regge ancora. Al vostro tavolo, la reazione di Godluin è immediata e carica di imbarazzo. Il giovane cerca di mantenere il sangue freddo davanti alla promiscuità della compagna, rispondendo piccato prima di addolcire il tono per farla scendere. Di fronte all'insistenza dell'alcol, il mezzelfo decide di alzarsi di scatto per spostarsi, riconquistando la propria libertà di movimento e lo spazio necessario per riferire quanto scoperto al bancone. Arkyn, che ha seguito la scena pensando a quanto più brutalmente si sarebbe risolta una simile provocazione nelle sue terre d'origine, coglie al volo l'occasione per distrarre il compagno e incanalare l'attenzione sui compiti del domani, domandando cosa ci sia di interessante tra quegli annunci. Godluin prende la parola e spiega i dettagli dell'avviso scritto nelle fitte rune dei nani: un incarico urgente e molto ben retribuito per scorte armate e periti idraulici, mirato a drenare e mettere in sicurezza un intero livello di gallerie allagato da un'improvvisa sorgente sotterranea nelle Colline Frastagliate. Il ragazzo manifesta subito la sua preferenza per l'ingaggio del Sindacato dei Carrettieri, ipotizzando ad alta voce che possa esserci un collegamento diretto tra la loro missione e quella dei nani. Lord Eryndor osserva il figlio cavarsela da solo e, ritenendo ipocrita limitare la libertà del giovane quando ancora non è promesso ad alcuna dama, non interviene fisicamente. Si limita a rivolgere un severo ammonimento a Lorelai sui rischi di una simile ingenuità in una città spietata come Crunrith, dove gli inganni sono all'ordine del giorno. Subito dopo, valutando la scarsa socievolezza dei Cavatori, il paladino sposa la linea dei figli e di Arkyn. Concordando sul fatto che l'annuncio del rappresentante in livrea arancione parli di soldi e sangue , un ottimo modo per far sfogare le energie della guerriera shadar-kai , Eryndor si alza solennemente in piedi, allontanandosi dal tavolo per andare a interpellare direttamente l'uomo del Sindacato dei Carrettieri fermo vicino alla bacheca. Proprio in quel momento, l'uomo in livrea arancione sputa un'ultima volta sul pavimento, si sistema il cinturone pesante e nota il nobile condottiero che avanza verso di lui separandosi dalla tavolata. Lo squadra dall'alto in basso, notando la postura fiera e le armi vissute di chi ha passato la vita sui campi di battaglia, e incrocia le braccia sul petto in attesa che Eryndor arrivi a portata di voce. @ Tutti
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Il Tempo dei Perduti
L'atmosfera nel grande refettorio si fa improvvisamente sospesa, quasi rarefatta, mentre i suoni delle scodelle e i sussurri degli altri novizi sullo sfondo sembrano allontanarsi... Fratello Derim Whiteshield ascolta il resoconto con i gomiti poggiati sul tavolo di legno massiccio, stringendo le dita nodose e fissando i due studiosi con una gravità che spegne sul nascere l'ilarità del piccolo teatrino mattutino tra Shage ed Erika... Il sacerdote non accenna a un sorriso quando il bardo punzecchia discretamente il capitano sul suo finto nome maschile, né si scompone per l'appetito formidabile del goliath, ma le parole di Akseli sulle Chiavi del Silenzio e sul destino del Creato sembrano colpirlo come un colpo di maglio dritto sul petto... Il prelato sposta lo sguardo sulle grandi vetrate da cui filtra la luce gelida dell'inverno di Mistledale, accarezzandosi la barba bianca con un movimento lento, ritmico, colmo di una stanchezza che non è solo fisica, ma spirituale... Le Chiavi del Silenzio... la Lente, il Medaglione, il Sudario... mastro mago, mastro bardo, quello che avete dissotterrato dagli archivi è un orrore che fa tremare le fondamenta stesse della Casa del Raccolto... Chauntea benedice il ciclo della vita, il grano che cresce, la terra che si rigenera dopo l'inverno... ma ciò che descrivete non è morte... è la negazione stessa dell'esistenza, il nulla che divora il ricordo... e pensare che un simile parassita è racchiuso ora nel nostro calice, a pochi metri da dove i novizi pregano... Il sacerdote sospira profondamente, tornando a fissare Akseli con assoluta fermezza, ignorando del tutto i dettagli sul Vuoto o sui cultisti, concentrandosi unicamente sulla cruda realtà materiale che il tempio deve affrontare nei prossimi giorni... La terra nel calice sta già morendo per trattenere quel freddo, lo avete visto anche voi... se la vostra intenzione è lasciarlo qui, sotto la nostra custodia, mentre voi cercate gli altri artefatti... allora sappiate che non basta un tavolo in una stanza privata... la terra nel calice si inaridirà in meno di una settimana, e il medaglione ricomincerà a lanciare il suo gelido richiamo nel bel mezzo della notte... Derim si alza lentamente in piedi, la tunica di lana grezza che si tende sulle spalle massicce dell'ex soldato, e fa un cenno fermo verso i quattro avventurieri, indicando la necessità di agire prima che le ombre del Casato Jaelre tornino a premere sui confini dell'Abbazia... Se la Casa del Raccolto deve diventare la prigione di questo abominio, oggi stesso io e i chierici anziani scenderemo nelle cripte più profonde, sotto le fondamenta del Grande Granaio... consacreremo il suolo profondo e seppelliremo il calice sotto tre piedi di terra benedetta, usando le preghiere della mietitura per soffocare il suo freddo... la terra dell'Abbazia lo terrà imprigionato, ma non sappiamo per quanto, e l'angoscia che emana graffierà le menti di chiunque calpesti quel pavimento...avete due settimane, forse tre prima che la corruzione inizi a filtrare dalle cripte verso le radici dei nostri campi... Il sacerdote vi fissa uno a uno, ponendo il peso dell'intera missione sui vostri muscoli ritemprati... Vi forniremo razioni, mappe e cavalli freschi se i vostri sono stanchi, ma dovete rimettervi in marcia per trovare la Lente e il Sudario prima che il nostro suolo sacro si trasformi in cenere grigia... dove vi condurranno i vostri passi? Qual è la vostra prossima meta?... @ Tutti
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Le tue parole cariche di un'antica, solenne fermezza scendono sui presenti nella dependance prima ancora che i novizi facciano scattare i chiavistelli per farvi uscire... quando definisci Secomber come un semplice luogo di passaggio e le prometti di mostrarle cosa significhi davvero la libertà sotto il cielo dei Seldarine, Lyra Thorne si blocca a un passo dal focolare... i suoi occhi cangianti si fissano nei tuoi con un'intensità quasi dolorosa, priva di qualsiasi filtro commerciale... le tue promesse di portarla al sicuro e di mostrarle un mondo lontano dal fango degli umani infrangono le sue ultime barriere... la mezzelfa si sistema il mantello scuro sulle spalle con dita improvvisamente ferme, e ti risponde a bassa voce, la voce che vibra di un orgoglio selvaggio che risuona tra le pareti di pietra calcarea... Nessuno mi ha mai parlato così, Silyndor... e nessuno ha mai offerto la sua lama per darmi una casa... sussurra Lyra, lo sguardo che brilla di una luce spietata e fiera mentre si stringe i lacci del corpetto, mio padre diceva sempre che sulle carovane si viaggia per scappare da qualcosa, mai per raggiungere un posto vero... ma se tu dici che là fuori c'è una terra che ci attende, allora non verserò una sola lacrima per questa palizzata di legno... andiamo a riprenderci i muli, eladrin... voglio vedere le bianche torri di cui mi raccontavi... Accanto a lei, il vecchio Daran si risolleva faticosamente, e le tue promesse di non abbandonarlo e di proteggerlo durante la marcia nel Bosco Nebbioso distendono i suoi tratti tormentati... accarezza la sua lanterna spenta, accennando un cenno di profonda, muta reverenza verso la tua figura prima di muoversi... Il Primo Sacerdote Aldus risponde alle vostre determinazioni con un ultimo, silenzioso cenno del capo, mentre l'aria del tardo pomeriggio di Ches vi investe con il suo carico di umidità e fumo... la morsa di sale e resina che Fratello Corin ha pressato sulla tua carne mortale brucia ancora sotto il giaco di maglia... un dolore sordo, pulsante, che decidi di tenere con te senza invocare ulteriori suppliche mistiche... è il tuo promemoria, il sigillo della tua fragile e fallace condizione terrena, l'unica zavorra capace di ricordarti che un passo falso in questo guscio biologico significherebbe la fine di ogni cosa... Vi muovete rapidi e guardinghi lungo la via in discesa, scivolando come ombre tra i vicoli affollati del quartiere alto per ritornare verso il fango del mercato inferiore... tieni la testa bassa sotto il cappuccio logoro, la mano destra serrata attorno all'asta della glaive celata dal mantello, mentre i tuoi sensi analizzano ogni angolo buio, ogni pattuglia di guardie cittadine in lontananza e ogni volto scavato dei profughi... la paranoia di Secomber sembra quasi respirare insieme alla nebbia che inizia a risalire dal fiume, e sai che è solo questione di minuti prima che la macabra scoperta davanti ai depositi metta l'intera guarnigione in stato di allarme... L'impatto visivo con lo spiazzo del magazzino vi mozza il fiato in gola... i tre corpi dei mercenari giacciono ancora esattamente dove li avevate lasciati, scomposti e irrigiditi nel fango freddo, circondati da quella scura pozza di sangue che ha smesso di fumare... alcune monete d'argento che avevi sparpagliato brillano ancora tra le pietre, ignorate dai rari passanti che allungano il passo terrorizzati, girando la testa dall'altra parte pur di non essere coinvolti nella vendetta del Trono... la zona è una trappola mortale caldissima... Infilate la chiave di ferro nella toppa della porta sbarrata senza fare il minimo rumore, scivolando nel semibuio dell'edificio dove l'odore di cuoio e fieno vi accoglie per l'ultima volta... i muli e i carri di Lyra sono di nuovo accessibili, e mentre il vecchio Daran, spinto dalla tua promessa di una nuova casa, si fionda all'interno per liberare le catene delle bestie con le dita nodose che tremano, ti volti verso la mezzelfa nell'oscurità del magazzino, stringendo l'arma... le tue parole pronunciate a bassa voce, il tuo invito a muovervi rapidi come ombre e l'ammonimento sul fatto che quel carico di ferro non valga la vita, colpiscono la donna nell'oscurità... Un brivido di autentica, profonda commozione attraversa gli occhi cangianti di Lyra Thorne davanti alla priorità assoluta che hai appena dato alla sua incolumità... la mezzelfa si blocca per un istante prima di afferrare le redini, poi annuisce lentamente verso di te, stringendo le cinghie di cuoio con una rinnovata e totale fiducia... Spostate quelle assi, Daran!... ordina subito la donna, la voce roca e bassa per l'adrenalina accumulata... Il vecchio boscaiolo spinge con tutta la sua forza una pila di casse vuote sul retro della struttura, rivelando il passaggio segreto di cui aveva parlato Aldus... una pusterla di contrabbando, un varco rudimentale ricavato segando tre massicci tronchi di quercia della palizzata esterna, tenuti insieme da una barra di ferro arrugginita... sollevi la leva con un unico, potente sforzo della tua spalla sana, e le assi di legno si aprono verso l'esterno con un cigolio soffocato, rivelando la boscaglia spoglia e i crinali calcarei che scendono verso il fossato e la pianura aperta... Il primo carro di Lyra varca la soglia della palizzata a passo lento, le ruote che affondano nel fango viscido della brughiera esteriore, seguito dal secondo mezzo... siete fuori dalle difese fortificate di Secomber, senza aver calpestato i cancelli ufficiali e senza che i balestrieri sulle torri abbiano potuto intercettare la vostra rotta... davanti a voi, la pista antica di Miyeritar si snoda como una cicatrice grigia e ricoperta di muffa tra le rocce, scomparendo poche miglia più avanti nelle prime, impenetrabili ombre del Bosco Nebbioso... Mentre Daran richiude il varco alle vostre spalle e la palizzata di legno degli umani si fa piccola contro il cielo piatto del pomeriggio, Lyra si sporge dal sedile, tenendo i suoi occhi fissi sui crinali calcarei davanti a voi... la libertà ha avuto un prezzo di sangue, e la gemma focale sul tuo petto pulsa debolmente, quasi a voler salutare la fine del tuo primo confine mortale... Mano mano che avanzate il silenzio della brughiera esteriore vi avvolge , spezzando i rintocchi convulsi della vita di Secomber... la pista scorre sotto gli zoccoli dei muli come una traccia dimenticata dal tempo, una ferita grigia di muffa e licheni che si insinua tra i crinali di pietra calcarea e i canneti secchi della pianura... ti fermi per un istante a guardare indietro, là dove i fumi arancioni delle prime torce della palizzata iniziano a bucare la foschia del tardo pomeriggio, conscio che la morsa del Trono e l'omertà della legge umana sono ormai rimaste bloccate oltre i tronchi appuntiti... non avete più ponti da bruciare, non avete più dazi da pagare... siete voi tre, legati da un debito di sangue e da una promessa di riscatto, pronti a calpestare una terra che non conosce padroni mortali... Mentre le ultime luci del pomeriggio di Ches iniziano lentamente a declinare, lasciando spazio a un crepuscolo freddo e saturo di nebbia, le prime sagome contorte del Bosco Nebbioso si stagliano contro l'orizzonte come giganti Addormentati... i rami degli alberi secolari, artigli neri coperti di muschio, sembrano quasi protendersi verso le teste dei muli, pronti a inghiottire i carri e a cancellare per sempre le vostre tracce... la frontiera della civiltà è finita, e le Terre Selvagge reclamano il vostro cammino...
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Le tue parole rompono il silenzio della dependance con la freddezza dell'acciaio, mentre Fratello Corin si avvicina con le mani tese... il chierico di Ilmater non usa mezzi termini: afferra il fusto di legno del dardo conficcato nella tua spalla e, con uno strappo secco e brutale, lo estrae dalla carne... ringhi, i muscoli che si contraggono mentre un fiotto di sangue scuro e denso bagna il pavimento di pietra, emanando l'odore ferroso e caldo della mortalità... Corin pressa immediatamente una manciata di erbe amare e sale consacrato sulla ferita aperta, e il bruciore ti incendia i nervi, costringendoti a stringere i denti fino a farli stridere... Lyra osserva la scena dal focolare, il volto parzialmente in ombra e le dita che tormentano nervosamente l'impugnatura di osso del suo pugnale... nei suoi occhi non c'è più la dolcezza della notte passata, ma la dura e spietata lucidità di chi sa che il sangue versato al mercato ha appena segnato il destino di tutti voi... Il Primo Sacerdote Aldus ascolta il tuo resoconto senza muovere un muscolo del viso, ma le sue dita nodose stringono l'asta del bastone fino a far sbiancare le nocche... la foglia di quercia di Silvanus oscilla sul suo petto, riflettendo la luce grigia del pomeriggio che filtra dalla finestra, mentre la cupa realtà di una Secomber marcia e corrotta si palesa in tutta la sua miseria... emette un respiro lungo, pesante, che sa di vecchia terra e rassegnazione, prima di incrociare il tuo sguardo fiero... Tu parli di divellere l'organizzazione alla radice, Silyndor... parli come un guerriero dei cieli che vede il mondo diviso in luce e ombra... dice l'alto sacerdote, la voce che scende di tono, facendosi cupa e tagliente come una lama, ma questa terra è impastata di fango e avidità... il Trono di Ferro non è un nemico che puoi decapitare con un fendente... è un'idra invisibile... se uccidi un capobanda al mercato, la gilda ne comprerà altri due il mattino successivo utilizzando l'oro confiscato ai disperati... e il Lord... il Lord è un uomo assediato... se andassimo a palazzo, gli esattori del Trono mostrerebbero i registri ufficiali con i loro sigilli, accusandovi di omicidio e contrabbando... il Lord sceglierebbe la pace della sua città e la testa di un elfo straniero prima di scatenare una guerra civile contro chi finanzia la sua palizzata... Aldus fa un passo avanti, e la sua ombra si allunga massiccia sulle pareti della dependance... si china verso di te, e il suo sguardo si fa carico di una paranoica, viscerale gravità... Vuoi proteggere Lyra e il vecchio? Allora ascolta il mio consiglio... non ci sarà alcuna tutela da parte della legge degli umani... in questo preciso istante i tre corpi dei mercenari giacciono a terra insanguinati davanti alle porte del magazzino... è solo questione di minuti prima che una ronda cittadina o altri scagnozzi del Trono scoprano il massacro sullo spiazzo... gli assassini della gilda non verranno alla luce del sole con le guardie del Lord... strisceranno nel buio... cercheranno il tuo sangue, e se non lo troveranno, useranno la carne di Lyra per stanarti... l'enclave di Silvanus può proteggervi per qualche ora, ma i tronchi della palizzata esterna non fermeranno il veleno... A quelle parole, Lyra scatta in piedi, i lineamenti ibridi contratti in una smorfia di freddo orgoglio selvaggio... fa un passo verso di te, posandoti una mano sulla spalla sana, e senti il calore delle sue dita imprimersi contro la tua pelle... Non ho paura dei loro sicari, Silyndor... e non ho intenzione di rimanere qui ad aspettare che vengano a prendermi come una pecora nell'ovile... ringhia la mezzelfa, la voce roca e vibrante di una determinazione feroce, se la legge di questa città ci considera carne da macello, allora Secomber ha finito di essere la mia casa... dobbiamo correre giù al deposito immediatamente, prima che lo spiazzo venga circondato, riprenderci i muli e i carri con la forza se necessario, e andarcene... prima che l'intera città sia in allarme... Aldus annuisce lentamente, facendo scivolare lo sguardo sulla mappa antica che avevate esaminato... La mezzelfa dice il vero... la vostra unica speranza di salvezza è la fuga, prima che il Conestabile Beren riceva la notizia dal mercato inferiore e ordini alle guardie di bloccare i transiti... sussurra il vecchio sacerdote, indicando con l'indice nodoso la pergamena, una volta ripresi i carri, non dirigetevi verso i grandi cancelli della città, sarebbe una trappola... sul retro del magazzino in cui si trovano i vostri muli, seminascosto dalle assi, c'è un vecchio varco di contrabbando che taglia i tronchi della palizzata... si apre direttamente sui crinali esterni e immette su un antica pista verso il Bosco Nebbioso... è una via accidentata, vecchia di millenni, che gli umani temono e non pattugliano... vi porterà lontano da Secomber senza che nessuno possa tracciare il passaggio delle vostre ruote... muovetevi, prima che le guardie blindino lo spiazzo del deposito... @
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[TdS] AP Shattered Star - Nuovi arrivi nella Societa' dei Cercatori
Io rimarrei su pathfinder .
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Uccisori di Giganti - Gruppo Unico
Mevrah , The Witch Il mio fumo dolciastro si dissolve contro la mente della bestia, e vederlo ancora in piedi, mentre osa persino risucchiare la linfa vitale di Keothi e risanare le sue carni grigie, fa scattare qualcosa dentro di me. Dietro la mia maschera demoniaca, le mie labbra si contraggono in una smorfia di puro disprezzo. Creatura arrogante. Crede che la sua mente d'ombra sia impenetrabile, si permette persino di scrutarci dall'alto della sua stazza e chiamarci ratti. Le cicatrici sul mio corpo verde acceso iniziano a bruciare, pulsando di una luce maligna che risponde alla mia rabbia. Il potere dei miei tatuaggi rituali si ridesta, rifiutando il fallimento. Se ha respinto la prima ondata, la seconda gli spezzerà le barriere mentali come ramoscelli secchi. Non mi importa delle sue lance volanti o delle sue rune violacee: la sua carne appartiene al mio Patrono. Allungo una mano scheletrica verso di lui, le dita artigliate che graffiano l'aria densa della città umana. Questa volta non esalo fumo, ma lascio che il mio odio si canali direttamente nei suoi occhi. Riapro la bocca, e la stessa parola arcana di prima, Sshhh'vath, risuona più acuta, distorta, raschiando le orecchie dei miei compagni come metallo su pietra. La maledizione pretende il suo tributo. Dormirai, colosso, che tu lo voglia o no. @ DM .
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Nuove Reclute (Gruppo 2)
Maybelle Petit Concordo , è proprio il caso di riposare , il mulino sarà ancora qui anche più tardi... io direi di tornare indietro e tornare qui dopo...
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
L'esattore civile non attende un secondo di più... agguanta il suo registro con le dita che tremano e si allontana lungo l'unica via d'uscita, scivolando rasente alla parete umida di mattoni con la testa bassa, pur di non incrociare nuovamente il tuo sguardo... si porta dietro il terrore di quel nome sacro, i Seldarine, che hai scagliato come una condanna contro la sua avidità mortale... rimani in silenzio, immobile nel buio del vicolo cieco, aspettando che l'uomo abbia svoltato l'angolo e che i suoi passi affrettati siano svaniti nel frastuono del mercato inferiore prima di muoverti... solo allora fai un cenno a Lyra per continuare... Tornati sul piazzale del magazzino, le chiavi di ferro scattano nei lucchetti con un suono secco, liberando finalmente le porte massicce... i muli e i carri di Lyra sono di nuovo accessibili e in salvo, e con l'aiuto del vecchio Daran, che ancora trema per l'adrenalina dello scontro, spezzate i sigilli di cera scura, richiudendo la struttura in sicurezza prima che le grida della strada attirino l'attenzione dei soldati... Mentre vi incamminate a passi rapidi lungo la via in salita verso i quartieri alti, ti fermi per un istante sui tre corpi rimasti a terra... le tue dita mortali frugano nelle scarselle dei mercenari, raccogliendo quelle monete d'argento e di rame lordure di fango per sparpagliarle deliberatamente lungo il ciottolato, come un bizzarro e potente atto di disprezzo per quell'oro sporco che gli umani adorano come un dio... raccogli solo una manciata di quegli spiccioli residui, non per arricchire le tue tasche, ma con il solo scopo di usarli come strumento di riscatto prima di riprendere la marcia, vigile, conscio che la corruzione strisciante di questa era potrebbe aver allungato i suoi tentacoli persino tra le mura bionde del santuario... A metà della salita, dove i vicoli si fanno più stretti e l'odore del fumo delle fucine si fa acre, ti fermi davanti alla baracca fumosa di un maniscalco umano... l'artigiano solleva il martello dall'incudine, squadrando la tua figura fiera e il sangue che ti macchia il giaco di maglia con una diffidenza mista a paura... ti avvicini al bancone e, senza dire una sola parola, lasci cadere sul tavolo di legno quelle monete sottratte che avevi raccolto, l'argento e il rame della spietata gilda, che tintinnano pesantemente vicino al fuoco... fissi l'uomo negli occhi con un'espressione che non ammette repliche, indicando il metallo con un cenno glaciale prima di voltarti e riprendere il cammino... il messaggio impresso in quel silenzio è stato lanciato nel cuore di Secomber: non sei corrompibile, e la tua volontà esige che persino l'oro del sangue venga fuso per forgiare vomeri per la terra... ma mentre vi allontanate, la spalla torna a pulsare e il dubbio sulla tua attuale e debole condizione mortale ti stringe il petto, costringendoti a invocare nella mente la guida di Corellon Larethian... L'imponente arcata di pietra dell'enclave di Silvanus vi accoglie nuovamente nel pomeriggio grigio, e le portes di legno si serrano dietro di voi come le paratie di una fortezza... il Primo Sacerdote Aldus vi viene incontro nel chiostro alberato, interrompendo i suoi passi non appena vede il dardo di balestra conficcato nella tua spalla e la tunica inzuppata di sangue... il suo volto anziano si contrae in un'espressione di profonda e immediata preoccupazione, e fa subito segno a due novizi di correre nella sala medica a chiamare Fratello Corin... Silyndor... cosa è successo giù al mercato inferiore? domanda l'alto sacerdote, guidandovi in fretta verso il calore della dependance privata e aiutandoti a togliere il pesante mantello per esaminare il danno, mentre Lyra si siede stanca accanto al focolare...
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[TdS] AP Shattered Star - Nuovi arrivi nella Societa' dei Cercatori
@Ian Morgenvelt in questa nuova avventura , supponendo di iniziare in due , che personaggio vorresti fare?
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Il movimento del fusto di legno della tua glaive è un arco preciso, fulmineo, che intercetta la tempia del balestriere terrorizzato prima ancora che possa finire la sua supplica... il colpo sordo lo manda a dormire all'istante, facendolo crollare privo di sensi sul porticato di fianco al compagno... lo spiazzo davanti al magazzino torna improvvisamente silenzioso, rotto solo dal fischio del vento freddo e dal fumo grigio delle fucine in lontananza... stringi i denti mentre il cuore continua a martellarti le tempie come un tamburo di guerra e l'adrenalina dei mortali infiamma i tuoi muscoli, costringendoti a fare appello a ogni briciolo di disciplina celestiale per mantenere quella superficie gelida e marmorea che mostra all'esterno... Lyra Thorne rinfodera i suoi pugnali con gesti rapidi, seppur con le dita che tremano leggermente per il picco di tensione appena superato... si ripulisce il fango dai pantaloni e si volta a guardarti, e nei suoi occhi cangianti si palesa un rispetto profondo, quasi spaventato, per la ferocia metodica con cui hai spazzato via la scorta del magazzino... alle tue domande incalzanti sulla corruzione della città e sui vertici di quella società criminale, la mezzelfa si stringe nel mantello, muovendosi al tuo fianco mentre vi dirigete a passi decisi verso l'imboccatura del vicolo cieco... Il Lord di Secomber non è corrotto, Silyndor... ma è un uomo debole, schiacciato dalla paura della Magia Matta e dal bisogno di mantenere l'ordine... sussurra Lyra, la voce ridotta a un soffio teso per non farsi sentire dai rari passanti che scappano vedendo il sangue sullo spiazzo, il Trono di Ferro non è una semplice banda di quartiere... è una gilda spietata di mercanti e contrabbandieri d'armi che controlla le rotte da qui fino alla Costa della Spada... nessuno sa chi sia il capo supremo, si nascondono dietro prestanome e oro... a Secomber hanno comprato metà degli ispettori della dogana, e se qualcuno si ribella a loro... di solito finisce sul fondo del fiume con la gola tagliata... non abbiamo potenti che ci tutelino qui... a parte forse il Primo Sacerdote Aldus... La conversazione si interrompe bruscamente quando svoltate l'angolo del vicolo cieco, tra due alte pareti di mattoni umidi... l'esattore civile si trova proprio lì, rannicchiato contro una catasta di botti vuote... stringe il registro di pergamena al petto come uno scudo inutile, e il suo volto è ridotto a una maschera di puro terrore bianco nel vederti comparire con il mantello inzuppato di sangue e la punta argentata della glaive ancora vibrante... I-Io stavo solo eseguendo gli ordini della dogana!... Non sapevo che foste scortati da... da un soldato del tempio!... strilla l'esattore, la voce che sale di tono per la paranoia collettiva mentre le sue gambe cedono del tutto nel fango, lasciandolo seduto contro il legno delle botti... Fissi l'uomo con un'espressione truce, imponendo la tua fiera prestanza fisica e intimandogli di consegnare il maltolto in virtù dell'autorizzazione concessa dal Lord in persona... il burocrate non prova nemmeno a negoziare... con le mani che tremano violentemente, infila le dita nella scarsella di cuoio ed estrae un massiccio mazzo di chiavi di ferro, insieme a un documento ufficiale recante il sigillo di cera spezzato, allungandoli verso di te come se fossero ferro rovente... Prendetele!... Prendete tutto!... Le chiavi aprono sia i lucchetti del magazzino che le catene dei muli... l'ordinanza di sequestro è lì... vi prego, dite al vostro dio della natura che la dogana non voleva offendere la sua luce!... supplica l'umano, chiudendo gli occhi e coprendosi il capo con il registro, convinto che il tuo prossimo movimento sia un colpo di grazia... Lyra fa un passo avanti, strappando le chiavi e la pergamena dalle mani del burocrate con uno strappo secco e lanciandoti un'occhiata carica di un'intensa, feroce esultanza... il sequestro è stato spezzato, le chiavi per liberare i carri e i muli sono finalmente nelle vostre mani, ma il tempo stringe... il rumore del combattimento potrebbe aver già allertato qualche ronda cittadina... @
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Passaggio verso nord
Il fragore delle cucine e le urla dei carrettieri sembrano spegnersi per un istante attorno al vostro tavolo. La provocazione di Lorelai e il contatto della sua mano sulla spalla del mercenario fanno cambiare l'aria in tutta la Zona dei Disperati. L'uomo con la cicatrice si irrigidisce istantaneamente. Il riflesso della lama d'osso si ferma a metà aria, mentre il suo compagno smette di bere e lascia cadere il boccale di peltro sul tavolo con un tonfo pesante. Nei loro occhi non c'è sorpresa, ma il gelido cinismo di chi ha visto troppe risse di frontiera finire nel sangue. L'uomo con la cicatrice solleva lentamente lo sguardo, ignorando Lorelai e fissando direttamente il vostro tavolo, incrociando lo sguardo solenne di Lord Eryndor, la pacifica neutralità di Tiburzia e la studiata indifferenza di Arkyn. Un silenzio carico di minaccia si espande tra le due tavolate, interrotto solo dal ritorno di Godluin. Il ragazzo si siede con evidente disappunto, giocherellando nervosamente con il ciondolo mentre ripensa a ciò che ha appena decifrato sulla bacheca. @ Godluin Ma la pianificazione sul domani viene bruscamente congelata dal movimento del mercenario. Con un colpo secco di spalla, l'uomo allontana la mano di Lorelai e, con un movimento deliberato, pianta con forza il coltello d'osso nel legno del proprio tavolo, lasciando la lama conficcata e vibrante tra i piatti di peltro. L'uomo non si rivolge alla ragazza, ma continua a fissare intensamente Eryndor e Arkyn. Le sue parole sono una sfida ruvida che taglia il baccano circostante, avvertendo la compagnia che toccare senza invito un uomo della Gilda dei Cavatori quassù al nord è il modo più rapido per farsi tagliare le dita, e invita il tavolo a portar via la propria compagna Shadar-kai prima che la situazione diventi pesante. Ai quattro angoli dello stanzone, i massicci Bugbear stringono le dita attorno alle mazze ferrate, spostando i loro occhi ferini direttamente sul vostro settore, in attesa del minimo pretesto per scatenare la violenza ed esigere il rispetto delle regole della locanda. @ Tutti
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Il Tempo dei Perduti
Mentre la notte invernale stringe l'Abbazia in una morsa di ghiaccio, la Casa del Raccolto si divide in due mondi separati... quello del riposo vigilato e quello della ricerca febbrile... Nell'ala degli ufficiali dell'ospizio, Erika si chiude la porta alle spalle con un profondo senso di sollievo... il peso dell'acciaio che scivola via dal corpo è una benedizione per i muscoli indolenziti, ma la marzialità non la abbandona, si sdraia sul pagliericcio tenendo indosso gli abiti minimi per poter scattare, la mano vicina all'elsa e l'orecchio teso al minimo rumore proveniente dalle mura... Poche stalle più in là, sotto i portici del Grande Granaio, Vaulath compie il suo rituale selvaggio, lasciando che i destrieri da tiro si approccino a lui, annusando la sua imponente stazza goliath finché la paura del predatore non diventa noiosa abitudine... solo allora muta fluidamente nella forma flessuosa di una pantera nera, accucciandosi tra le pelli calde, con le orecchie reattive a ogni minimo nitrito di allarme... Nel frattempo, nel cuore sotterraneo della biblioteca, il tempo sembra perdere importanza... Le lampade a olio proiettano cerchi di luce calda su pile di pergamene ingiallite, mentre le battute di Shage sui trattati di cucina svaniscono presto per lasciare il posto al silenzio dello studio... Akseli dispone con cura geometrica la pagina del diario del professore Alarico Vaeerius, guidando il bardo nella scansione dei tomi... Le ore passano lente, scandite solo dal voltare delle pagine e dal crepitio dello stoppino... Per quanto l'Abbazia sia devota a Chauntea, i suoi archivi storici custodiscono frammenti di cronache risalenti alla Caduta di Myth Drannor e ai primi insediamenti delle Valli... Lavorando d'intesa, la precisione accademica del mago e l'intuito bardico di Shage per i miti oscuri iniziano a far emergere qualcosa tra le righe di un antico diario di un chierico eremita... @ Akseli e Shahe Quando i primi barlumi dell'alba iniziano a filtrare dalle strette feritoie della biblioteca, Akseli e Shage hanno gli occhi arrossati dalla stanchezza, ma stringono tra le mani questi nuovi, inquietanti frammenti di verità... Fuori, il silenzio della notte non è stato spezzato da alcun grido di guerra, il Casato Jaelre non ha attaccato, confermando la snervante strategia drow di attendere che i nervi dei difensori si logorino nella bufera... L'alba del giorno successivo sorge limpida e gelida, illuminando il cortile dell'Abbazia dove i novizi sono già al lavoro per spalare la neve fresca, mentre Erika e Vaulath si svegliano con i muscoli finalmente riposati e la mente lucida... Un novizio bussa alla porta della biblioteca e della stanza degli ufficiali, portando brocche di latte caldo, pane d'orzo e un messaggio da parte del Gran Sacerdote... Il profumo del pane d'orzo appena sfornato e del latte caldo riempie l'aria del grande refettorio comune dell'Abbazia, un ambiente imponente dalle lunghe tavolate di legno massiccio, dove il calore dei camini scaccia via i brividi dell'inverno... I novizi si muovono silenziosi tra i tavoli, mentre la luce limpida e gelida del mattino filtra dalle alte vetrate, illuminando il cortile interno dove la vita della comunità agricola tenta di riprendere i suoi ritmi, nonostante lo stato d'assedio... Vi ritrovate tutti e quattro seduti alla tavolata d'angolo, dove Fratello Derim Whiteshield vi ha fatto riservare un posto... Erika e Vaulath arrivano dalla zona degli alloggi ritemprati da una notte trascorsa senza l'oppressione del gelo parassitario, e poco dopo Akseli e Shage li raggiungono, scendendo i gradini della biblioteca inferiore con le dita ancora sporche dell'inchiostro delle vecchie pergamene consultate... Il vecchio sacerdote ha tolto l'armatura pesante, indossando una più confortevole tunica di lana grezza marrone con il simbolo di Chauntea ricamato in filo dorato sul petto, ma il suo volto, segnato dalle rughe e dalla stanchezza, mostra chiaramente che ha passato la notte a vegliare sulle mura e a controllare le condizioni del calice d'argento... Il Gran Sacerdote vi accoglie incrociando i polsi sul petto, attendendo che i novizi abbiano finito di servire la colazione prima di chinarsi in avanti verso di voi, parlando a voce bassa per non farsi sentire dagli altri fratelli presenti nella sala: Sia lodata la Grande Madre... la notte è passata in silenzio, e il calice di terra sacra sta reggendo l'urto, anche se stamattina i primi fili d'erba benedetta sul bordo hanno iniziato a farsi grigi... abbiamo guadagnato tempo, ma sappiamo tutti che è un argine temporaneo... mastro mago, mastro bardo... vedo nei vostri occhi il peso delle ore passate tra le pergamene... ditemi, la conoscenza degli antichi vi ha concesso qualche risposta su questo fardello che portate?... @ Tutti
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Il dolore alla spalla sinistra è un artiglio rovente che pulsa sotto il ferro freddo del giaco di maglia, bagnando di rosso la tunica... ma il ringhio che ti fende le labbra non è un lamento dei mortali, è la rabbia di un guerriero eladrin che rifiuta di piegarsi alla fragilità della carne... stringi le dita sull'asta della glaive, ignorando il calore del sangue che cola lungo il braccio, e scatti in avanti nel fango del mercato inferiore con un'andatura fluida, micidiale... la tua traiettoria taglia la nebbia del mattino a tempo di record, portandoti a ridosso del porticato dove i due tiratori stanno ancora armeggiando freneticamente con le leve di caricamento delle loro balestre... Al tuo fianco, Lyra Thorne risponde al comando istantaneamente, allargandosi verso destra con i pugnali invertiti tra le dita, scivolando come un'ombra silenziosa per schiacciare ogni loro possibilità di fuga... Ti pianti a tre metri esatti da loro, sfruttando l'intera estensione dell'acciaio benedetto da Corellon Larethian... i due mercenari sollevano lo sguardo sotto i cappucci di cuoio, e nei loro occhi si dipinge il terrore puro nel vederti piombare addosso con la lama d'argento che risplende di una luce celestiale... non c'è spazio per mirare, non c'è tempo per scoccare... il tuo fendente cala dall'alto verso il basso come una scure divina, preciso, inesorabile... La punta della glaive intercetta il primo balestriere prima che possa sollevare il fusto di legno... l'impatto della lama benedetta è devastante: squarcia la maglia di ferro sul petto del mercenario, penetrando a fondo nei tessuti vitali con un rumore sordo... l'uomo emette un rantolo soffocato, sputando sangue sulle assi del porticato prima di crollare in avanti, rigido, con la balestra che gli sfugge dalle dita e finisce nel fango... il colpo lo ha stroncato sul colpo, lasciandolo immobile... Il secondo tiratore, rimasto solo e completamente imbrattato del sangue del compagno, lancia un grido di puro shock e disperazione... getta la balestra scarica a terra con un movimento convulso, indietreggiando fino a schiacciare la schiena contro la porta sbarrata del magazzino... solleva le mani aperte davanti al viso, la mascella che gli trema violentemente mentre fissa la punta della tua arma che brilla a pochi centimetri dalla sua gola... Non colpire! Vi prego... non colpite! urla il superstite, la voce che si incrina per il terrore di fronte alla tua fiera e agghiacciante prestanza fisica, i sigilli... le chiavi le ha l'esattore... è fuggito di là, nel vicolo cieco... vi prego, lasciatemi vivere... Lyra Thorne si blocca a un passo da lui, con la lama del pugnale destro sollevata e il fiato corto... si volta verso di te, e nel suo sguardo c'è un misto di sollievo e assoluto sbigottimento per la rapidità brutale con cui hai spazzato via la resistenza del Trono di Ferro... il vecchio Daran esce finalmente da dietro le ruote di un carro sul fondo dello spiazzo, guardando i corpi abbattuti con gli occhi sbarrati dal terrore...
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[TdS] AP Shattered Star - Nuovi arrivi nella Societa' dei Cercatori
Vero , difficile trovare giocatori di pathfinder neanche fra quelli che conosco io ci gioca ancora qualcuno... e nemmeno io ho preferenze sul livello di partenza per la nuova avventura .
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Il tuo sussurro a Lyra scorre come un brivido freddo sotto il cappuccio della mezzelfa... la donna non risponde a parole, ma un impercettibile, letale cenno del capo ti conferma che ha capito ogni singola sfumatura della tua tattica... le sue dita si allentano attorno ai pugnali nascosti nel corpetto e il suo corpo si flette, pronta a scivolare lateralmente nell'ombra della nebbia per sfruttare la portata della tua arma e colpire ai fianchi non appena i mercenari saranno concentrati su di te... Fai tre passi decisi in avanti sul fango del mercato inferiore, piantando gli stivali alla distanza millimetrica di quattro metri e mezzo dallo spiazzo, quanto basta perché la tua glaive possa sferzare l'aria prima che le loro lame corte riescano a sfiorare i tuoi stracci... sollevi il mento, fissando il capobanda dritto nelle pupille mentre la tua voce profonda risuona contro le pareti di legno del magazzino, intimando il pentimento e sfidando la loro falsa autorità con il nome del Lord e di Silvanus... concentri ogni briciolo della tua volontà nel tentativo di attivare lo sguardo che uccide, cercando quel potere ancestrale che un tempo scaraventava i malvagi nel vuoto... ma il tuo guscio mortale risponde solo con una vampata di frustrazione... gli occhi dello sgherro restano vitrei, privi di rimorso, specchio di un'anima troppo meschina per comprendere la giustizia dei cieli... Imprechi nel silenzio della tua mente, ma non ti arrendi... stringi l'asta di legno e pronunci la supplica liturgica a Corellon Larethian... e questa volta la Trama risponde... un debole, purissimo bagliore argenteo scivola dalle tue dita lungo l'acciaio della glaive, infondendo nell'arma un'energia vibrante che taglia la nebbia del mattino... A quella vista, l'esattore in abiti civili lancia un grido soffocato, stringendo il registro al petto e arretrando di corsa verso il vicolo laterale, mentre i quattro scagnozzi del Trono di Ferro scoppiano in una risata roca, snudando i denti gialli... la vista di una lama luccicante non basta a spaventare uomini che hanno fatto del sangue il proprio mestiere... Un elfo con un arma che brilla... pensi di spaventarci con i tuoi trucchi da fiera, vecchio? ringhia il capobanda, sputando per terra e sollevando una pesante mazza ferrata, mentre i due sgherri alle sue spalle incastrano con un sinistro scatto metallico i dardi corti nelle loro balestre... qui la legge la fa chi paga, e il ferro della mezzelfa appartiene al Trono... abbattete quel vecchio pazzo! Il capobanda scatta in avanti nel fango, sollevando la mazza per colmare la distanza che vi separa, seguito dal secondo mercenario con la spada corta in pugno... ma muovendosi con impeto verso di te, calpestano proprio lo spazio millimetrico che avevi calcolato... la tua guardia è alta, i tuoi sensi millenari registrano ogni sbilanciamento del loro peso, e la punta argentata della tua glaive è già pronta a ghermire il loro primo passo falso nel buio... Il fango del mercato inferiore si solleva sotto gli stivali pesanti del capobanda che si lancia in avanti, sollevando la mazza ferrata con un urlo rabbioso... ma la sua foga lo tradisce, facendolo entrare dritto nello spazio controllato dalla tua arma... i tuoi sensi millenari, affilati dalla preghiera appena pronunciata, non lasciano scampo... prima ancora che l'umano possa caricare il colpo, la tua glaive potenziata dalla luce d'argento di Corellon saetta nell'aria con un fischio letale... l'acciaio benedetto squarcia il giubbone di cuoio del bruto con precisione chirurgica, aprendo una ferita profonda sul petto che interrompe il suo urlo in un rantolo di sangue... il capobanda barcolla, sbilanciato dall'impatto e dal dolore acuto, perdendo lo slancio iniziale della carica... nel sfilare indietro, scivoli sul terreno bagnato arretrando di un passo per mantenere la distanza di sicurezza, e con un fulmineo movimento rotatorio delle braccia sferri un secondo, micidiale fendente... la lama risplende di quel bagliore celestiale mentre compie un arco perfetto, intercettando il secondo mercenario che stava avanzando con la spada corta spianata... il colpo lo centra in pieno volto, spaccandogli la mascella e scaraventandolo a tempo di record a terra nel fango, dove l'uomo rimane immobile, privo di sensi e con l'arma che gli sfugge dalle dita... La mezzelfa, che attendeva solo quel varco, scatta dall'oscurità della nebbia come una volpe predatrice... si avventa alle spalle del capobanda ferito e barcollante, sfruttando il posizionamento della tua arma... il suo pugnale da caccia penetra con precisione spietata tra le scapole del bruto, recidendo i muscoli e affondando fino alla guardia... il capo dei mercenari emette un lamento soffocato, le sue ginocchia cedono di schianto e la pesante mazza ferrata cade nel fango, seguita dal suo corpo ormai privo di vita... due dei vostri avversari sono stati abbattuti in una manciata di secondi... La reazione del Trono di Ferro, tuttavia, non si fa attendere dal retro dello spiazzo... i due balestrieri, terrorizzati dalla rapidità con cui la loro prima linea è stata spazzata via, sollevano i fusti di legno puntando i dardi direttamente contro di te... lo scatto metallico dei grilletti rompe il silenzio del mattino, e due dardi corti sibilano pericolosamente nella nebbia... il primo sibila a pochi centimetri dal tuo orecchio, conficcandosi nella parete di legno del magazzino, ma il secondo dardo coglie la tua carne mortale, penetrando nella spalla sinistra con una fiammata di dolore acuto... il giaco di maglia attenua l'impatto, ma il sangue inizia a bagnare la lana della tua tunica, ricordandoti la fragilità di questo tuo nuovo involucro biologico... I due tiratori arretrano di un passo nell'ombra del porticato, ricaricando freneticamente le balestre con mani tremanti, mentre il vecchio Daran urla di terrore coprendosi gli occhi dietro la ruota di un carro e Lyra estrae il secondo pugnale, balzando di fianco a te con il fiato corto e lo sguardo fisso sugli ultimi due superstiti... @ Danni
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