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Dardan

Circolo degli Antichi
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  1. Il silenzio che segue le parole dell'umano è pesante, interrotto solo dal fischio del vento che entra dalla porta spalancata del Cuneo di Ferro. Thargor non si muove. Le sue mani nodose rimangono piantate sui sacchetti di cuoio, mentre i suoi occhi piccoli e scuri passano dall'arrogante guerriero in armatura piastrata alla vostra compagnia. I nani ai tavoli vicini hanno smesso di bere; l'aria nella taverna si è fatta improvvisamente rarefatta. Tiburzia rompe l'indugio con un'eleganza tagliente, muovendosi con un passo lento che la porta a frapporsi tra i nuovi arrivati e il bancone. Il suo inchino canzonatorio e il gesto verso le monete sono una dichiarazione di proprietà che non ammette repliche. Accanto a lei, Arkyn si ridesta dai suoi pensieri con una spensieratezza che spiazza i presenti. Il suo sguardo esotico scruta i quattro intrusi, indugiando sull'orecchio sfregiato e sul volto asimmetrico dell'elfa reietta, per poi rivolgersi direttamente al vecchio nano con un sorriso quasi genuino, ignorando del tutto la postura minacciosa del guerriero umano. Nelle retroguardie, Lorelai non dice una parola. La nausea che le attorcigliava lo stomaco sembra congelata dal freddo della porta aperta. I suoi occhi scuri rimangono incollati sulla cacciatrice elfa del nord, studiando la tensione dell'arco d'osso e la stabilità delle sue gambe coperte di pelliccia, pronta a scattare se quell'unico occhio sano e vitreo dovesse tradire l'intenzione di incocciare una freccia. L'imponente guerriero dei Cavatori stringe i denti, i muscoli della mascella tesi per l'irritazione nel vedersi schernito da una strega del sud e da uno straniero che treats la situazione come un gioco. Le sue mani d'acciaio si contraggono sui bordi del bancone, a un soffio dalle dita di Thargor. I due nani alle sue spalle fanno un passo avanti, battendo i manici delle asce sul pavimento con un rumore sordo. Mastro Thargor, tuttavia, sputa un'ultima boccata di fumo dalla pipa, e lo sguardo che riserva all'umano è privo di qualsiasi calore. Non ritira i sacchetti, ma la sua mano si solleva lentamente, indicando la cera plumbea impressa sul cuoio. Quassù non facciamo gare, Vance, risponde il vecchio nano con una voce profonda che zittisce il mormorio della sala. La Corporazione non rimangia la parola per quattro piastre arrugginite. L'oro ha già un padrone e il Livello Quattro ha già una squadra. Se la Gilda dei Cavatori ha delle lame da buttare, dì loro di mandarle al Distretto dei Cortili a difendere i carri del ferro. L'umano di nome Vance lancia un'occhiata furibonda a Lord Eryndor e a Godluin, che non hanno ancora abbassato la guardia, poi torna a fissare Tiburzia ed Arkyn con gli occhi ridotti a due fessure piene di odio. La Corporazione rimpiangerà questa scelta prima di domani, Thargor, ringhia Vance, allontanando le mani dal bancone con un gesto violento. E voi del sud... spero che sappiate combattere nel buio quanto sapete usare la lingua. Perché se vi incrociamo nelle gallerie delle Colline Frastagliate, non ci saranno nani o contratti a proteggervi. L'elfa reietta sputa a terra vicino agli stivali di Arkyn, un gesto di puro disprezzo , prima di girarsi insieme al resto del gruppo. I quattro imboccano l'uscita a grandi passi e spariscono nella nebbia gelida di Crunrith, sbattendo la porta di bronzo dietro di sé. Il baccano della taverna riprende solo a metà, mentre Thargor toglie finalmente le mani dai due sacchetti, lasciandoli sul legno del bancone a vostra disposizione. @ Tutti
  2. Mentre i rumori sordi del massacro tra i worg e i goblin iniziano a sfumare nel buio della gola, il silenzio della notte torna a padroneggiare i Colli del Vento Freddo... Shage scende dalla sporgenza respirando a fondo per sciogliere l'immensa tensione, rincuorato dall'efficacia di quel gioco di squadra che ha salvato la vita a tutti, e sguaina una delle sue bacchette per infondere un calore rigenerante nel corpo ferito di Erika... La magia curativa del bardo lenisce i tagli superficiali della guerriera, ma il senso di vuoto e l'intorpidimento muscolare causati dal tocco del mostro rimangono ancorati ai suoi legamenti, un freddo parassitario che solo un lungo riposo al caldo o un incantesimo di restauro profondo potrà dissipare del tutto... Erika si appoggia pesantemente al manico del falcione, ansimando per la fatica ma accogliendo con un cenno grato il supporto del compagno, mentre i suoi occhi fissano torvi quella pietra anomala... Poco più in là, Vaulath sputa i rimasugli della carne grigia con un moto di disgusto, lasciando che la possente stazza dell'ira della montagna sfumi nella forma più agile e silenziosa di una pantera, muovendosi come un'ombra felina tra i resti delle tende abbandonate per rastrellare l'area... Akseli si avvicina con passo misurato alla parete rocciosa, studiando la pietra che fino a pochi istanti prima negava le tre dimensioni... Ora la roccia sembra tornata normale, ruvida e coperta di brina, ma quando il mago e Shage vi accostano le dita per ispezionarla con meticolosa attenzione, avvertono un dettaglio da brivido... La pietra in quel punto esatto è completamente priva di temperatura, non è fredda come il ghiaccio circostante, è semplicemente priva di calore, come se la materia stessa fosse rimasta anestetizzata dal tocco del Vuoto... Esaminando la base del muro dove il Ghul si accovacciava, gli occhi attenti dei due incantatori intercettano una borsa di cuoio rigido appartenuta alla creatura, scampata alla distruzione geometrica e contenente i suoi averi personali... All'interno della borsa, Akseli non trova mappe convenzionali o testi scritti nelle lingue della superficie, ma un frammento di pelle conciata di un nero opaco e innaturale... Sulla superficie scura sono state incise delle linee geometriche rigide che non seguono l'andamento dei fiumi o delle strade delle Valli, ma tracciano vettori spogli, quasi un diagramma astratto che converge verso un unico, vistoso simbolo stilizzato... Shage e il mago riconoscono quel marchio: è la medesima runa che il diario del professore Alarico Vaeerius associava alla Lente di Ossidiana... Accanto al simbolo, l'unica annotazione consiste in una sequenza di cifre incise con dita artigliate, sormontate da un glifo che nella cartografia sotterranea indica una profundità o un crepaccio montano... La pelle emana un debole e sgradevole odore di ozono e cenere, a testimonianza che l'essere grigio non si trovava lì per caso, ma si stava muovendo seguendo un preciso piano d'azione che punta dritto verso il nord-ovest... Ma le sorprese in quella gola dissacrata non sono finite... Muovendosi tra i resti del focolare centrale dove i goblin avevano accumulato il bottino delle loro razzie nelle Valli, la pantera Vaulath ed Erika notano un barlume metallico che spicca tra le ceneri... Con l'aiuto del falcione, recuperate un piccolo scrigno di ferro depredato a qualche carovana: al suo interno, protetti dal gelo, trovate tre piccole gemme dal taglio grezzo, una boccetta di vetro scuro contenente un denso liquido verde-azzurro, e soprattutto un anello d'argento brunito, inciso con sottili geometrie che sembrano rincorrersi senza mai incrociarsi..Akseli percepisce subito una debole aura magica protettiva emanare dal metallo... Il fuoco al centro del campo torna a scoppiettare debolmente, proiettando una luce fioca sulle tende abbandonate e sulla neve calpestata, mentre l'aria gelida della notte comincia a ripulire la gola dagli odori dello scontro... Con i superstiti ormai fuggiti lontano e i lupi dileguatisi nei boschi, l'intera area è sprofondata in una quiete totale, interrotta solo dal fischio del vento tra le rocce... Erika rinfodera l'arma, massaggiandosi la spalla intorpidita sotto lo sguardo vigile della pantera Vaulath, mentre Akseli ripone il frammento di pelle nera nel suo borsello... Shage solleva lo scrigno con gli oggetti preziosi e vi scambiate un cenno d'intesa alla luce della luna... @ Tutti
  3. Lascio cadere la punta della Vergine Cruenta sul terreno bagnato di sangue nero, ansimando forte mentre guardo il corpo del grosso mostro grigio spezzato in due dal mio ultimo fendente. Il bagliore verde smeraldo della lama d'acciaio antico si spegne lentamente, tornando a riposare nel silenzio della notte selvaggia, e io suppongo che lo sforzo mi abbia fatto girare la testa per un istante, ma i miei occhi nocciola si guardano subito intorno alla ricerca di altre zanne, rilassando i tendini solo quando realizzo che l'unico lupo rimasto è quello addormentato dai puntini luminosi di mastro Todd. Non ho nemmeno il tempo di pulire l'acciaio dello zio Bartholomew che nell'accampamento scoppia un baccano peggiore di quello dei predatori. Todd si mette a saltellare urlando insulti pesanti contro Horglan per essersi nascosto nel fango, e subito dopo Marcus lo afferra per la collottola scaraventandolo a terra, ringhiando con i suoi occhi neri che sono io a decidere chi resta e chi va. Guardo lo gnomo spaventato che biascica un sì e il nano che si rialza tutto mortificato, con la faccia da cucciolo smarrito, correndo verso l'asinello per tirar poi fuori bende, acqua e unguenti. Prima di occuparmi di loro, però, cammino a passi lenti verso il lupo addormentato. Mio padre Gideon mi ha sempre insegnato che non si lascia mai un lavoro a metà quando c'è di mezzo un predatore, perché se la bestia si risveglia nel buio profondo col sapore del sangue in bocca diventa dieci volte più feroce e ci azzannerà i talloni mentre dormiamo. Sollevo lo spadone d'acciaio pesante e, con un colpo secco e preciso dettato dalla pietà e dalle leggi della foresta, metto fine al suo sonno prima che possa soffrire o diventare una minaccia per i turni di guardia dei miei compagni. Ripulisco finalmente la lama sugli aghi di pino e faccio due passi felpati in mezzo al cerchio, mettendo di nuovo i miei stivali scamosciati tra di loro per portare la spensieratezza del nord in mezzo a questo temporale di sguardi storti dei cittadini. Todd, tieni la lingua a posto e non insultare Horglan. Chi non ha mai visto il sangue vero ha tutto il diritto di spaventarsi la prima volta, e ci scommetto un furetto che tu stesso stavi per bagnare la tunica grigia dalla paura prima di trovare quel colpo basso sotto la coda del mostro. E tu, Marcus, metti via quel viso da temporale, che io suppongo che Todd abbia solo preso un brutto spavento e non c'è bisogno di scuoterlo così tanto. Siamo tutti sulla stessa via e dobbiamo darci una mano a vicenda, mica ringhiarci contro come lupi affamati. Mi avvicino al nano che sta applicando sapientemente gli unguenti sulla mia spalla ferita, regalandogli un sorriso radioso che gli illumina la faccia sporca di pozza. Hai fatto proprio un buon lavoro con queste bende, Horglan, e la tua medicina rinfresca la carne che è un piacere gli dico con totale e ingenua gratitudine rurale, dandogli una pacca sulla mano per rassicurarlo. Vedi che sei utile? Senza il tuo asinello e le tue pezze a quest'ora saremmo qui a sanguinare sui pini. Nessuno ti rimanda dalla nonna, te lo ho promesso nel vicolo e la mia parola è solida come la roccia. Poi mi volto verso lo stregone biondo cenere che si tiene ancora il fianco squarciato, appoggiato al tronco dell'albero con il viso spettrale. Slaccio le mani dalle fasce azzurre e afferro la fibbia della mia cintura di cuoio cerimoniale, lasciando che il misticismo della guarigione risalga lungo le mie dita. Appoggio il palmo direttamente sopra il suo vestito di scaglie di rettile, proprio dove il sangue ha macchiato la stoffa, invocando il calore rigoglioso della terra. Tieni fermo quel fianco, uomo con le scaglie gli mormoro con una parlata lenta e lineare, mentre una forte, densa ondata di calore dorato scaturisce dalla mia cintura e si espande dentro la sua ferita, chiudendo i lembi di carne lacerata e rimettendogli il vigore nei muscoli in un colpo solo. Ti ho detto che non ti avrei lasciato crepare stanotte, e io suppongo che questo misticismo ti farà passare anche il muso lungo. Horglan, finisci pure di fasciare Marcus ora che la ferita è pulita. E tu, Todd, raccogli la legna che è rimasta e andiamo a rimetterci nei giacigli, che la notte è ancora lunga e domani i nostri piedi dovranno camminare dritti verso il Dente di Pietra. @ DM Mi siedo di nuovo contro il mio ceppo di pino, riprendendo in mano il coltello da caccia e il mio piccolo furetto di legno intagliato, pronta a vigilare sul riposo della mia stramba e bellissima compagnia. Finisco il mio turno tenendo gli occhi aperti sui sentieri scuri prima di cedere il cambio e rannicchiarmi nel mio nido di foglie per il resto della notte, scivolando in un sonno profondo. Apro poi gli occhi non appena il primo raggio di sole spunta oltre le cime dei pini selvatici, colorando il cielo di un rosa pallido e limpido che mi ricorda l'aria pulita delle mie montagne del nord. Mi stiracchio con un sonoro sbadiglio spensierato, allungando le braccia esili, e rimango piacevolmente sorpresa nel constatare che la spalla dove il grosso mostro grigio mi aveva azzannato ieri notte non mi fa più alcun male. Mi tocco la stoffa del vestito verde nuovo, scoprendo che la carne sotto le fasce azzurre è perfettamente pulita e rimarginata, senza nemmeno un briciolo di bruciore. Guardo Horglan che si sta sistemando i borsoni, con gli occhi piccoli per il sonno, e io suppongo che quel bravo nano abbia passato metà della notte a svegliarsi di nascosto per controllarci il sangue, pulire le piaghe e cambiare le pezze bagnate di unguento cicatrizzante sia a me che a Marcus. Mio padre Gideon dice sempre che non importa se un uomo trema quando il ferro stride, l'importante è che le sue mani sappiano costruire la vita quando il pericolo è passato, e io ci scommetto un furetto che le bende di questo fabbro valgono molto di più di tutti i sorrisi di sfida dei cittadini. Mi rialzo in piedi con un balzo felpato, sistemandomi la mantella di piume scure e stringendo la tracolla di cuoio del mio spadone cerimoniale, che stamattina mi sembra leggero come un ramoscello di salice. Mi avvicino al cerchio dove i miei tre bizzarri compagni si stanno preparando, reggendo il mio piccolo furetto di legno ormai finito di intagliare e mostrandolo con totale e radiosa allegria rurale. Buongiorno a tutti! esclamo, e la mia voce limpida dal ruvido accento del nord cancella l'oscurità della notte passata con assoluta trasparenza. Guardate qui, mastro Horglan ha delle mani così sapienti con i medicamenti che stamattina i miei tendini sono solidi come la roccia e non ho più neanche un graffio sulla pelle! Ringraziate anche voi la sua borsa delle medicine invece di tenere il muso lungo. Ora raccogliete gli zaini, ripulite le lame e diamo un po' di biada a questa buona bestiola da soma, che il sole è già alto e ci aspettano altre ore di cammino lungo il sentiero scoperto , forza sù mettiamoci in marcia verso il Dente di Pietra Faccio una carezza sul muso dell'asinello e mi avvio a grandi falcate calpestando gli aghi di pino, del tutto spensierata e priva di paranoie, pronta a guidare la nostra bizzarra carovana verso il secondo giorno di viaggio tra le foreste selvagge ai piedi dei monti...
  4. Il primo raggio dell'alba di Ches taglia la foschia bagnata che sale dal fiume, illuminando il fango fresco dello spiazzo mentre i mozzi di legno dei tuoi due carri si immettono ufficialmente nel corpo della gigantesca fortezza mobile delle gilde superiori. I facchini di Horgar caricano rapidamente le tre pesanti balle di lana grezza e le due casse di utensili di ferro sul secondo carro, sotto lo sguardo burbero e vigile del vecchio Daran, che assicura le cinghie di canapa con nodi saldi. Lyra Thorne fa schioccare la lingua per spronare i cavalli del tiro principale, allineando agilmente il primo mezzo dietro i teloni cerati del consorzio dei vinai, dove l'aspro odore di mosto fermentato e legno di rovere impregna l'aria fredda del mattino. Kaelen recepisce la tua direttiva di tenere gli occhi aperti con un cenno asciutto della testa grigia, stringendo la presa sul mantello scuro. La ranger tiefling si sposta immediatamente a coprire il fianco orientale della carreggiata, scivolando tra gli arbusti con passi insonori per monitorare il limitare della boscaglia, mentre il grosso cinghiale Garm batte il sottobosco tenendosi a ridosso delle ruote posteriori. Ti disponi sul lato opposto, imbracciando la lancia con la compostezza millenaria del tuo retaggio. Ti accosti periodicamente al seggiolino di guida per scambiare sguardi d'intesa con Lyra; la mezzelfa ti risponde con una muta e fiera fermezza degli occhi cangianti, accennando con un lieve movimento del mento verso il retro del telone, dove la piccola Alys è rimasta rannicchiata in un silenzio vigile, protetta dalle coperte di lana. Il viaggio lungo l'arteria principale della Costa della Spada inizia sotto una pioggia fine e penetrante. La grande carovana avanzata in tutta la sua paranoica e mastodontica lentezza commerciale: più di trenta carri merci pesanti avanzano in fila indiana, scanditi dal grugnito dei buoi, dallo sferzare delle fruste dei conducenti umani e dalle grida sgarbate dei mercenari della gilda che cavalcano lungo i fianchi della colonna. La strada costiera è un asse battuto e profondo, sventrato dal disgelo primaverile, che costringe i cavalli a faticare nel fango grigio per mantenere il passo costante imposto dalle gilde. L'anonimato della folla vi protegge: i vostri due mezzi si confondono senza sforzo tra i teloni, nascondendo la tua presenza in mezzo a centinaia di viandanti ordinari. I tuoi sensi crepuscolari rimangono costantemente tesi verso l'oscurità dei boschi che costeggiano la carreggiata per intercettare le mosse dell'Eldreth Veluuthra, ma la presenza massiccia di dozzine di spade private sembra, per ora, aver scoraggiato qualsiasi imboscata palese in campo aperto. Dopo dodici ore di marcia estenuante e monotona, Horgar solleva la mano guantata dall'avanguardia della colonna, ordinando l'arresto dei tiri mentre le prime ombre del crepuscolo iniziano a inghiottire le colline meridionali. I mercanti arrestano i mezzi nel fango, disponendo i trenta carri a cerchio fortificato perimetrale attorno a un vecchio spiazzo di sosta abbandonato, a ridosso di un muretto di pietra crollato. I fuochi da campo vengono accesi rapidamente per scacciare l'umidità della sera, e il baccano sguaiato dei mercenari che aprono le prime botti di birra riempie lo spazio del bivacco notturno. Lyra Thorne frena i cavalli del primo carro, scivolando stanca dal seggiolino con le mani arrossate dalle redini, mentre il vecchio Daran immobilizza il secondo mezzo carico di lana poco dietro il perimetro dei vinai. Kaelen ed il cinghiale Garm riemergono dalla boscaglia scura prendendo posizione nell'angolo più protetto e buio del cerchio, tenendosi lontani dalla calca degli umani. Il cerchio protettivo dei trenta carri della gilda si stringe attorno al vecchio spiazzo di sosta abbandonato, mentre il fumo denso dei fuochi da campo inizia a salire verso il cielo stellato della Costa della Spada. Le dodici ore di marcia forzata nel fango si fanno sentire sui muscoli di tutta la colonna, e il baccano sguaiato dei mercenari che aprono le prime botti di birra riempie rapidamente lo spazio del bivacco, coprendo il grugnito dei buoi e lo scricchiolio dei legni che si stanno raffreddando. Lyra Thorne scivola stanca dal seggiolino del primo mezzo, con le mani arrossate dalle redini, muovendosi subito nel retro del telone per verificare che Alys sia protetta dalle coperte di lana e non venga spaventata dalle urla degli umani all'esterno. Poco dietro, il vecchio Daran immobilizza il secondo carro carico di lana, iniziando a sferrare i cavalli del tiro con gesti lenti e metodici, mentre la ranger tiefling Kaelen e il cinghiale Garm riemergono silenziosi dal buio della boscaglia esterna, prendendo posizione nell'angolo più protetto e in ombra del perimetro, tenendosi volutamente a distanza dalla calca dei carrettieri. Ti disponi sul limitare della vostra zona d'ombra imbracciando la lancia, e i tuoi sensi crepuscolari notano immediatamente che la sosta notturna ha attivato l'interesse e i sospetti di diverse figure del convoglio proprio attorno al perimetro dei tuoi due mezzi... A meno di dieci passi dalle tue ruote, intento a controllare i sigilli di cera di una grande cisterna di rovere, si muove Mastro Borin, il proprietario dei carri dei vinai che vi hanno preceduto per tutto il giorno... l'uomo, un umano anziano e tarchiato con una giubba di panno unta di mosto, solleva la sua lanterna schermata verso la tua figura d'argento, squadrando la tua glaive dorata con una paranoica diffidenza... borbotta qualcosa tra i baffi grigi, palesemente infastidito dalla presenza di un elfo dall'aria così aristocratica e insolita proprio alle sue spalle, temendo che la tua lancia possa attirare le attenzioni dei briganti della strada costiera sulla sua preziosa merce... Dall'altro lato dello spiazzo, seduto su una cassa di pino vicino a uno dei fuochi principali della retroguardia, si staglia invece Varek "Il Guercio", uno dei mercenari veterani della scorta di Horgar... l'uomo, ammantato in un cuoio borchiato logorato dall'uso e con una vistosa benda di tela scura sull'occhio sinistro, sta facendo scorrere con calma una pietra da affilare lungo la lama di una spada corta... le sue pupille scansionano i movimenti di Kaelen e del cinghiale sul perimetro con il cinico interesse di chi sa valutare i pesi militari sul campo, lanciando brevi occhiate nella tua direzione mentre manda giù un sorso di birra acida da un boccale di peltro... E proprio a ridosso del tuo secondo carro, intento a strigliare uno dei cavalli da tiro affaticati dal fango di Ches, si muove Liam,un giovane stalliere umano della gilda... il ragazzo ha i vestiti logori, le braccia che tremano per la fatica e lo sguardo spaventato di chi è abituato a subire gli strattoni e le imprecazioni dei carrettieri veterani... mentre pulisce l'animale, continua a lanciare occhiate guardinghe verso il telone di Lyra, muovendosi con una fretta paranoica, come se custodisse qualche pettegolezzo raccolto all'avanguardia di Horgar riguardo alle piste meridionali e avesse paura di essere visto a parlare con gli estranei...
  5. L'uomo tarchiato inclina leggermente la testa all'indietro, sollevando la lanterna per illuminare con più decisione il riflesso d'argento dei tuoi lineamenti e l'acciaio della tua lancia. Un grugnito sommesso gli fende i baffi grigi nell'ascoltare la tua offerta commerciale. La proposta di mettere a disposizione i due carri vuoti risuona con immediato pragmatismo nelle orecchie del mercante, bilanciando all'istante la diffidenza con cui aveva sbarrato la strada ai vostri cavalli nella penombra. Horgar sposta lo sguardo verso Lyra Thorne e il vecchio Daran, studiando la tenuta dei legni e dei teloni cerati, per poi tornare a fissare i tuoi occhi crepuscolari. Carri vuoti pronti a caricare per Baldur's Gate, eh? borbotta l'umano, raddrizzando la schiena e facendo scorrere un dito guantato lungo il bordo del suo registro di cuoio, questo cambia le carte in tavola, elfo. Ho tre balle di lana grezza e due casse di utensili di ferro che i miei uomini non sanno dove stipare. Se le caricate sul secondo carro e lasciate il primo libero per i vostri affari, la gilda vi esenterà dalla quota per le guardie. Altrimenti, sono cinque monete d'argento a carro per accodarsi. Ma non farti illusioni sulla sicurezza: lungo la Via del Commercio le regole le detto io , se i briganti stringono il cerchio, le mie spade private difendono la colonna intera, non i singoli viandanti . L'uomo intinge la penna d'oca nel calamaio di corno appeso alla cintura, tenendola sospesa sopra il foglio in attesa del tuo cenno prima che l'alba si allunghi sulla pista. Se l'accordo vi sta bene, mettetevi in coda dietro i teloni del consorzio dei vinai, subito prima della retroguardia... comanda Horgar, indicando con il mento le prime luci che si muovono nel fango a meno di duecento iarde, e dite a quella tiefling armata che vi segue di tenere gli occhi aperti sui bordi della boscaglia. Muoviamo i mozzi tra dieci minuti. Prendere o lasciare.... Lyra Thorne tiene le redini corte sul primo carro, scambiandoti un'occhiata seria nella penombra e attendendo la tua parola, mentre il vecchio Daran aspetta immobile sul secondo mezzo...
  6. Sento i denti della bestia magica stringersi sulla mia spalla con un ringhio furioso, un morso rabbioso che cerca la mia gola ma che trova solo la resistenza del mio giaco di maglia perfetto nascosto sotto la stoffa, lasciandomi addosso solo un dolore sordo e quattro gocce di vita versate nel fango. Sgancio un colpo di reni per deviare il suo muso pesante con il piatto della Vergine Cruenta, rimanendo ben salda sui miei stivali scamosciati in mezzo ai tizzoni dell'accampamento. Vedo la mia lama verde smeraldo tutta sporca del sangue nero del mostro dopo quel fendente da quindici danni che gli ha spaccato la pellaccia, mettendo a nudo i muscoli e le ossa del collo, e non posso che sorridere con spensierata e caparbia fermezza nel vedere il piccolo mastro Todd sbucare dal buio alle spalle della creatura, infilando il suo spadino sottile proprio sotto la coda con un tiro così doloroso da far ululare il Worg dal dolore. Dietro di noi, Marcus si rimette in piedi aggrappandosi alla corteccia di un pino, con il viso spettrale e lo sguardo fisso mentre lancia un altro dei suoi raggi violacei, prosciugando le ultime forze rimaste nei tendini della bestia magica. Io suppongo che questo mostro intelligente sia rimasto con pochissimo fiato nei polmoni e pochissimo vigore nelle zampe, ma mio padre Gideon mi ha sempre insegnato che una bestia ferita e messa all'angolo è cento volte più pericolosa di una che caccia a pancia piena, perché sputa veleno e morde alla cieca pur di non crepare nel fango. Ogni secondo che passiamo a guardarci in cagnesco è un secondo di troppo, e io non ho nessuna intenzione di lasciare che questa carovana perda un solo pezzo prima ancora di aver visto il Dente di Pietra. Sfrutto il fatto che il Worg sia stretto in mezzo tra me e lo spadino di Todd per non dargli il tempo di respirare. Sollevo di nuovo lo spadone d'acciaio antico dello zio Bartholomew, stringendo il manico con le mani avvolte nelle fasce azzurre con tutta la forza che mi è rimasta in corpo, e faccio compiere alla lama un arco circolare perfetto, un fendente orizzontale mirato a troncare di netto i muscoli del collo già devastati dal mio primo colpo. Todd, tieniti pronto a saltare di lato se questo grosso sacco di pelo crolla dalla tua parte! grido a gran voce, e la mia voce limpida dal ruvido accento del nord cancella il silenzio della foresta selvaggia, mentre scarico tutta la potenza della luce verde smeraldo per mettere fine a questa notte di sangue. Marcus, mastro Todd, tenete duro! Ci scommetto un furetto che questo predatore dalle zampe molli ha finito per sempre di fare il furbo con la gente delle montagne! @ DM
  7. Vero , scusa , me ne ero dimenticato .
  8. Evadne scuote lentamente la testa, le grandi corna nere che proiettano ombre stanche sulla parete di marmo. Sfiora le incisioni del feticcio d'osso di balena, mentre Lyra si stringe nelle spalle sotto le coperte pulite. Mai così nitidi, Raskva, risponde la tiefling, la voce ancora ridotta a un sussurro roco. Nei diari della mamma si parlava dell'oscurità che stringeva i moli di Tsurlagol, ma di notte sentivamo solo il richiamo della risacca. Questa volta... questa volta era come se quella dea volesse strapparci i ricordi dalla testa. Se l'acqua del mare non l'avesse respinta, credo che non ci saremmo più svegliate. Mentre la ragazza parla, un leggero bussare alla porta anticipa l'ingresso di una domestica di Orlov. La donna, muovendosi a occhi bassi e con discrezione assoluta, posa sul tavolo della stanza un grande vassoio d'argento carico di pane d'orzo caldo appena sfornato, ciotole di miele selvatico, frutta secca e boccali di latte fumante, per poi ritirarsi in silenzio. Lyra allunga una mano chiarissima verso il cibo, visibilmente affamata ma ancora scossa, mentre Evadne rimane seduta sul bordo del letto, lo sguardo perso verso i vapori del latte caldo che si dissolvono nell'aria. La porta principale della stanza si schiude di pochi centimetri e la drow in avanguardia scivola all'interno con la grazia silenziosa che la contraddistingue. Il suo mantello argentato è asciutto, ma i suoi occhi scuri saettano immediatamente verso la finestra e poi verso James e Raskva. Dietro di lei, nel corridoio, si intravede la sagoma massiccia di un soldato di Vane che mantiene la posizione di guardia. L'ex piorata non ha mosso i suoi mercenari alla luce del sole, non ancora, riferisce l'elfa scura, abbassando la voce e accostando il battente di legno per non farsi sentire dalla servitù. Le vedette di Vane non hanno segnalato movimenti sospetti lungo il viale dei mercanti durante la tempesta. Ma là fuori l'aria è pesante. Il clero oscuro sa che siete in questo settore della città. Se intendete invocare le forze della natura o i vostri alleati invisibili, sciamano, fatelo adesso , abbiamo bisogno di sapere da quale direzione arriverà il prossimo affondo prima che l'isolamento di questa casa venga messo alla prova. Dall'angolo vicino alla porta, la seconda drow , che è rimasta a braccia incrociate a osservare la scena , giocherella distrattamente con un dardo da balestra, lo sguardo fisso sulle due gemelle. La casa è protetta e il mercante ha buone guardie, elfi e umani insieme. Ma le mura non fermano i sogni , se la Signora della Perdita ha trovato una crepa nelle loro menti stanotte, la ritroverà anche oggi se abbassiamo la guardia. Dobbiamo stabilire come muoverci all'interno di questo perimetro. @ Tutti
  9. Garok Fireheart , mezzo gigante combattente psionico Sposto il peso del corpo in avanti, staccandomi dalla parete per guardare direttamente la scrivania di Ormund. Il mio sguardo si fa più attento non appena Lavelior posa sul tavolo il cubo metallico con la lamiera piegata; un oggetto che, sebbene danneggiato, rappresenta un legame innegabile con il nano. Mentre l'elfo spiega i dettagli sul carico in arrivo al magazzino, stringo i pugni dietro la schiena, concentrato sulle implicazioni tattiche di quella rivelazione. Non intervengo a parole, ma fisso il figlio del Conte con un cenno del capo severo, quasi a voler sottolineare che la minaccia al magazzino è una scadenza che non possiamo permetterci il lusso di ignorare o sottovalutare.
  10. Maybelle Petit Addio profilo basso...'penso tra me e me, portandomi una mano alla fronte mentre sEr Monnezza urla all'intera locanda. poi con gesti calmi e misurati, decido che è il momento di mettermi comoda. , mi tolgo la maschera di cristallo e, mormorando una rapida parola arcana, annullo il camuffamento magico , 'illusione si dissolve, rivelando il mio aspetto normale e liberando la mia folta chioma di capelli bianchi e senza badare troppo alle occhiate altrui, inizio finalmente a mangiare con calma il mio stinco, sperando che la sfacciataggine di uno dei miei compagni porti almeno a qualcosa di utile.
  11. Vivienne Larksong Vedere quella giovane madre completamente indifesa e Chand serrato da due mostri fa scattare ogni mio istinto di battaglia. Non c'è spazio per la cautela, né per rimanere sulla soglia del muro perimetrale mentre il sangue dei giusti rischia di scorrere su questa terra sacra , la priorità assoluta è spezzare la morsa nemica, e il draco già ferito dall'affondo di Chand è il bersaglio perfetto da abbattere per alleggerire subito la pressione. Scatto con decisione oltre la soglia del cancelletto, calpestando i detriti e la paglia bagnata. Avanzo rapidamente di 9 metri verso il centro del cortile, accorciando le distanze dai mostri per frapporre il mio corpo tra i civili e la minaccia, offrendo ai nemici un bersaglio corazzato e imponente. Stringo saldamente il martello da guerra nella mano destra e tengo lo scudo ben sollevato sulla sinistra, pronta all'impatto. Sfruttando il talento che mi permette di infondere la magia senza bisogno di liberare le mani dalle armi, fisso gli occhi sulla bestia che ancora sanguina per il colpo del tenente. Innalzo una muta preghiera alla Signora d'Argento, incanalando un flusso di pura energia radiosa contro di lui. Selûne, riversa il rigore della luna calante su questa piaga immonda e purifica la carne corrotta! urlo con fermezza per richiamare la giustizia della mia dea e attirare volutamente i nemici su di me, mentre una colonna di fiamme sacre, splendenti come il plenilunio, squarcia l'oscurità della notte e cala perpendicolarmente dal cielo dritto sul dorso del draco ferito per consumare le sue ultime forze. @ DM
  12. Il sussurro attonito con cui metti a nudo la tua millenaria ignoranza sull'Eldreth Veluuthra si disperde tra le coperte di lana, proprio mentre la tua decisione tattica rimette in movimento gli ingranaggi dell'accampamento. Lyra Thorne solleva il viso tormentato verso i tuoi occhi d'argento, traendo un profondo respiro che tenta di stabilizzare la sua apprensione, mentre Kaelen allenta di pochi millimetri la presa sul manico del coltello, incassando la tua disposizione di aggregarvi alla grande carovana commerciale con un cenno asciutto della testa grigia. La mezzelfa stringe a sé la bambina, rispondendo alla tua richiesta sull'identità di quel culto. È un'organizzazione di assassini, Silyndor... una setta nata secoli fa, convinti che il dovere di ogni vero elfo sia lo sterminio totale dei mortali... sussurra Lyra, la voce che trema impercettibilmente mentre ti espone la dottrina della Spada Vittoriosa, considerano i mezzelfi come me un insulto biologico e le stirpi infernali come feccia da cancellare. Non fanno patti con nessuno. Se vi mettete in mezzo per proteggerci, vi faranno a pezzi senza esitazione. Dall'oscurità delle coperte sul retro del carro, la piccola Alys solleva parzialmente il viso pallido, stringendo il cervo di legno intagliato contro il petto e inserendosi nel discorso con un sussurro elfico tremante, rispondendo direttamente alla tua domanda. Non lo so perché mi cercano, Silyndor... io non ho fatto nulla... mormora la bambina, le lacrime che le rigano le guance infreddolite mentre stringe i pugni, hanno ucciso i custodi del mio clan nella foresta e ora vogliono prendermi. Ho paura... faranno del male anche a voi se non mi lasciate qui... La piccola nasconde subito il volto tra le pieghe del mantello di Lyra, scossa da brividi silenziosi. La giovane mercante la stringe al petto con fiera protezione, cullandola nella penombra per frenare il pianto prima che la scorta si allarmi. Kaelen sputa nuovamente nel fango delle stalle esterne, scivolando giù dalle stanghe di legno del carro con passi leggeri per perlustrare l'oscurità circostante. I fatti sono questi, elfo... interviene la tiefling, le cui pupille ambrate scansionano il limitare degli alberi prima di tornare su di te, quei fanatici non offerno patti. Riguardo al mio ingaggio... se decidiamo di infilarci nel convoglio della Via del Commercio ordinaria, il pericolo immediato si riduce grazie al numero dei mercanti, ma dovrò comunque restare a vigilare sulle vostre ruote per giorni. Io e il mio cinghiale rimarremo al vostro fianco fino alle mura di Baldur's Gate, ma le monete d'argento per il supplemento di tempo dovranno essere versate non appena i dazi del duca saranno alle nostre spalle. Lyra Thorne asseconda le tue parole con assoluta fermezza mercantile, infilando la mano nella borsa protetta per verificare la consistenza delle monete riscosse dallo speziale. Nessun argento vale la nostra sicurezza, Silyndor. Le casse della carovana copriranno la quota di Kaelen... l'argento della nota medica è sufficiente per pagare la scorta e garantire che i carri rimangano protetti fino al sud... conferma la ragazza, offrendo alla ranger tiefling un cenno fermo delle labbra che suggella l'accordo monetario sul campo. Ti poni immediatamente in ascolto, espandendo i tuoi sensi crepuscolari verso la penombra delle stalle esterne e il perimetro delle colline che sovrastano Daggerford. L'aria della notte di Ches è fredda, satura del puzzo di fumo del borgo e dell'umidità del fiume; i tuoi occhi scansionano i teloni dei carri e i rami spogli degli alberi vicini. Per adesso, le ombre restano immobili e non intercetti la presenza di arcieri appostati o il fruscio di mantelli nel buio. Gli assassini dell'Eldreth Veluuthra sembrano aver lasciato il molo dopo la strage, ma la paranoia del messaggio notturno vi impone di non sprecare un solo battito di ciglia. Lyra Thorne si cala nuovamente nel retro del telo principale per sistemare Alys al sicuro sotto le coperte di lana prima di balzare al posto di guida del primo mezzo, stringendo saldamente le redini della colonna. Subito dietro, il vecchio Daran prende posizione sul seggiolino del secondo carro vuoto, raddrizzando la schiena e richiamando i cavalli del tiro con un fischio insonore. Il fango denso e bagnato scricchiola sotto il peso dei mozzi di legno mentre i tuoi due carri si staccano definitivamente dall'ombra delle stalle esterne. Sfruttando la penombra residua della notte di Ches, muovete i passi a piedi e con le cavalcature lungo la pista che costeggia i bastioni fortificati di Daggerford, dirigendovi verso il massiccio perimetro illuminato che dista poco meno di duecento iarde dal vostro vecchio avamposto. La carovana delle gilde superiori si palesa davanti alla tua lancia come una gigantesca e paranoica cittadella mobile. Più di trenta carri merci pesanti sono disposti a cerchio protettivo nello spiazzo esterno, circondati da fuochi da campo che si stanno spegnendo e dal baccano ordinario di dozzine di mozzi, stallieri umani e mercenari in corazza che stanno riassettando i tiri per la partenza dell'alba. L'anonimato della folla vi avvolge all'istante: i vostri due mezzi vuoti si confondono senza sforzo tra i teloni cerati della colonna, offrendo a Lyra Thorne e alla piccola Alys la massima protezione visiva contro gli spettri invisibili dell'Eldreth Veluuthra. Kaelen e il cinghiale Garm si tengono sui fianchi della carreggiata per monitorare le ombre dei vicoli, mentre tu guidi la colonna fino all'avanguardia del convoglio. Accanto al grande carro di testa, parzialmente illuminato da una lanterna schermata appesa a un palo di pino, si staglia la figura di un umano tarchiato e anziano. L'uomo indossa una pesante casacca di pelliccia sopra i registri contabili e porta una vistosa catena di bronzo della gilda dei mercanti al collo, intento a inveire rudemente contro due carrettieri prima di intercettare l'arrivo dei tuoi cavalli e la solennità della tua figura d'argento. L'individuo si pulisce i baffi grigi con il dorso della mano guantata, squadrando la tua glaive e la compostezza dei due carri che si sono accodati alle sue file con la paranoica diffidenza tipica di chi gestisce dazi e pericoli sulla Via del Commercio. Tirate le redini e fermate i carri, viandanti! taglia corto l'uomo in lingua comune, con una voce rauca e abituata a sovrastare il baccano dei muli, la mia carovana non è un rifugio gratuito per sconosciuti. Il mio nome è Horgar, e sono io che guido questa colonna fino a sud , chi siete e perché vi accodate ai miei uomini? Se volete viaggiare protetti dalle mie guardie lungo la Via del Commercio, dovete pagare la vostra quota e mettere i vostri nomi su questo registro prima che si parta all'alba. Lyra Thorne frena i cavalli del primo carro tenendo le redini corte e scambiandoti un'occhiata seria nella penombra, mentre il vecchio Daran mantiene il secondo mezzo allineato lungo il fango della pista. Il capo dei mercanti stringe la presa sul suo registro di cuoio, esigendo una risposta immediata .
  13. Il cranio del primo lupo si frantuma sotto il fendente d'acciaio dello zio Bartholomew, lasciando che il bagliore verde smeraldo della lama illumini il sangue che si allarga sul terreno, ma non ho nemmeno il tempo di riprendere il fiato che l'altro predatore mi balza addosso. Sento i suoi denti affondare nel braccio, un dolore acuto che mi strappa via solo tre gocce di vita prima che io riesca a scrollarmelo di dosso con una spallata tendinea, rimanendo ben salda sui miei stivali scamosciati. Sto per caricare un altro colpo quando vedo i puntini luminosi di mastro Todd scendere dalle fronde: il lupo chiude gli occhi all'istante e crolla nel fango, addormentato come un cucciolo davanti al focolare. Ma il sollievo dura meno di un battito di ciglia. Un grido lacerante alle mie spalle mi fa girare di scatto, con la bocca spalancata e gli occhi nocciola sgranati per l'orrore. Un enorme lupo grigio, molto più grande e massiccio degli altri, si è infilato nell'accampamento sfruttando la nostra distrazione e ha buttato a terra Marcus, affondando le fauci nel suo fianco. Quando incrocio lo sguardo di quel mostro, vi leggo dentro una scintilla di feroce e sadica intelligenza che non appartiene agli animali comuni della foresta. Sento il sangue dei Thibodeaux andare dritto alla testa e un istinto primordiale risvegliarsi nei miei muscoli , quella creatura è una bestia magica, un predatore che ho studiato per anni tra i ghiacciai del nord... Vedo Marcus rotolare nel fango per scappare dalle fauci e scatenare un raggio violaceo dalle sue dita che colpisce la sagoma del mostro, facendolo vacillare sotto il peso di un misticismo oscuro che gli prosciuga i muscoli. Non vedo ferite sul corpo della bestia, ma io suppongo che ora sia molto più debole di prima, e non ho alcuna intenzione di lasciare che morda ancora il mio amico. Faccio un balzo in avanti, superando i tizzoni del falò e frapponendomi con spensierata e caparbia fermezza tra le fauci del Worg e lo stregone ferito a terra, facendo scudo con il mio stesso corpo , sollevo di nuovo la Vergine Cruenta sopra la testa, lasciando che la luce verde smeraldo risplenda più viva che mai, riflettendosi negli occhi malvagi della bestia magica mentre stringo l'impugnatura d'acciaio con tutta la forza che ho nelle braccia. Marcus, tieni duro e guarda le mie spalle! grido a gran voce, e la mia voce limpida dal ruvido accento del nord cancella ogni traccia di paura dall'accampamento, mentre scarico un fendente diagonale spaventoso dritto verso il collo del grosso mostro. Ti ho detto che non ti avrei lasciato masticare il tuo veleno da solo in quella locanda, uomo con le scaglie, e ci scommetto un furetto che non sarai certo tu a crepare stanotte sotto i denti di questo grosso sacco di pelo! @ DM
  14. Tukgrik Duskhorn Non devi preoccuparti ragazzo...dico spavaldo rispondendo al professore...se dovesse tirarci qualche tiro mancino gli faremo passare la voglia di rifarlo...poi faccio una grande risata... lascio a voi cervelloni il capire come batterlo , sono certo che troverete il sistema giusto...
  15. Il sussurro aspro delle tue parole fende l'aria fredda all'interno del telone cerato, e l'annuncio delle frecce nere produce un effetto immediato e raggelante sul perimetro del carro... Lyra Thorne si irrigidisce all'istante, le sue dita si stringono attorno ai tuoi polsi con una pressione gelida, mentre il suo sguardo scivola d'istinto verso la paglia posteriore... Un respiro spezzato, piccolo e tremante, si leva improvvisamente dall'oscurità del telo, smentendo l'illusione del sonno... l'udito affilato della piccola fanciulla della luna ha intercettato quella singola, terribile parola, e i suoi occhi vitrei si spalancano di colpo nella penombra del mezzo... Alys si raddrizza di scatto tra le coperte di lana, serrando le dita attorno al cervo di legno intagliato con una forza che le fa sbiancare le nocche, mentre il seu viso esile si fa pallido come la cera... Le piume scure... mormora la bambina in un sussurro elfico frammentato, la voce che trema per un terrore antico e incontrollabile che riapre all'istante la ferita del massacro del suo clan...ora ricodo...sono loro, Silyndor...è l'Eldreth Veluuthra. Hanno trovato il mio sangue... uccideranno chiunque mi protegga se rimaniamo qui... La piccola nasconde subito il volto tra le pieghe del mantello di Lyra, scossa da brividi silenziosi. Per te, ridestato da appena due mesi dopo un sonno millenario, quel nome suona estraneo e oscuro, ma l'effetto che produce sulle tue due compagne è immediato, violento e raggelante... Lyra Thorne sussulta come se fosse stata colpita da una lama invisibile, il viso che perde ogni barlume di colore nella penombra del telone; le sue dita stringono la fanciulla al petto con fiera e disperata protezione, mentre un respiro aspro le fende le labbra... Accanto alle stanghe, l'effetto su Kaelen è ancora più brutale. La tiefling scatta all'indietro di un mezzo passo, stringendo i denti fino a farli scricchiolare mentre la sua mano grigia si pianta con violenza sull'impugnatura del lungo coltello da caccia... le sue pupille ambrate si infiammano di un odio viscerale... Maledetti bastardi... la Spada del Popolo... ringhia Kaelen a bassa voce, sputando a terra con ferocia per frenare la rabbia...se quegli spettri dell'Eldreth Veluuthra sono qui a Daggerford, elfo, non ci sarà spazio per trattative... Lyra solleva lo sguardo nei tuoi occhi d'argento, l'apprensione per la vita di Alys ora fusa alla consapevolezza del periglio che pende sulle loro stesse teste, ma la sua mente logistica si sforza di analizzare freddamente la mappa commerciale appena acquistata. Non possiamo più restare qui, Silyndor... sussurra la ragazza, stringendo la bambina per rassicurarla, abbiamo un unica opzione per scendere a sud lungo la Costa della Spada...all'esterno delle mura, vicino alla porta sud c'è una grande carovana mercantile che si sta preparando a muovere verso sud. Se agganciamo i nostri due carri vuoti ai loro, ci confonderemmo nella calca di decine di mercanti, diventando invisibili. Inoltre, le gilde pagano intere compagnie di guardie private veterane per la scorta; quegli assassini ci penserebbero due volte prima di attaccare un esercito sulla strada. Il problema è che saremmo vincolati ai loro ritmi, alle loro soste commerciali e ai dazi del viaggio, rallentando la marcia per settimane. Kaelen compie un passo avanti, piantando i palmi sul bordo del legno del pianale... La carovana comune ci offre lo scudo della folla sulla strada battuta, elfo, ma se preferite l'isolamento della boscaglia, io posso guidarvi lungo le piste orientali che costeggiano i margini della Foresta Nebbiosa e tagliano verso le Colline dei Serpenti... interviene la tiefling, la voce tesa, è una rotta diretta, coperta dagli alberi e lontana dagli occhi indiscreti della milizia o dei dazi della costa. Ma il fango di Ches rallenterà i cavalli, e quelle valli interne sono territori di caccia di goblin e bracconieri. Muoversi lì significa tenere l'acciaio in pugno a ogni ora della notte e del giorno. La ranger stringe la presa sul bordo del carro, esigendo una disposizione finale prima che la notte finisca. Se vuoi la mia lama per battere i sentieri della Foresta Nebbiosa e difendere le nostre gole da quei fanatici nell'ombra, la mia competenza è pronta, Silyndor. Ma dovrai raddoppiare la mia quota in monete d'argento per coprire questo supplemento di pericolo...dovete decidere adesso come procedere...
  16. Il silenzio gelido della notte di Ches avvolge i tuoi passi veloci mentre ti sganci definitivamente dall'ombra di Kymil. L'elfo del sole incassa la borsa di cuoio nera sotto il panno del suo mantello e ti concede l'identità del contatto di Baldur's Gate con un sussurro aspro e paranoico, scomparendo all'istante tra i vicoli portuali con la rapidità cinica di chi ha ottenuto ciò che voleva e non intende farsi associare a un massacro. Mentre ti allontani a piedi dai moli della porta del fiume, la tua magia innata risponde alla tua concentrazione per proteggere la tua fuga. Prima che i venti minuti del tuo incantesimo giungano al termine, rimodelli per una seconda volta la carne e i tessuti della tua illusione rurale: i capelli neri e la cicatrice umana si dissolvono, lasciando spazio alla corporatura robusta e alla bionda capigliatura di una donna barbara delle terre del nord. Sotto queste nuove spoglie selvagge attraversi l'intero perimetro del borgo senza attirare l'attenzione delle ronde della milizia cittadina, lasciandoti alle spalle l'eco spietata di quelle frecce nere. La tua mente continua a scansionare il mistero di quell'esecuzione silenziosa: gli assassini avrebbero potuto abbatterti nel cortile senza periglio, eppure hanno scelto di colpire solo gli umani, lasciando i corpi come un muto e paranoico messaggio che si stringe attorno al destino di Alys. Superi i cancelli perimetrali nel buio, immettendovi nello spiazzo asciutto delle stalle esterne proprio mentre l'incanto si dissolve del tutto, restituendoti i tuoi lineamenti... La colonna dei due carri vuoti si palesa davanti a te nell'oscurità della notte, interamente presidiata da una sorveglianza militare implacabile. Kaelen si trova all'avanguardia accanto alle stanghe del primo mezzo, immobile con la mano grigia sul manico del lungo coltello da caccia, mentre il cinghiale Garm mantiene la guardia bassa ma vigile tra gli arbusti della via. Dal retro, il vecchio Daran solleva la lanterna schermata verso la tua figura, emettendo un profondo sospiro di sollievo rurale che conferma come l'area sia rimasta temporaneamente libera da minacce immediate. Sotto il telone cerato del mezzo principale, trovi Lyra Thorne intenta a vegliare sul sonno profondo e protetto della piccola fanciulla della luna. La giovane mercante solleva lo sguardo serio verso di te, e le sue dita cercano la tua mano per trovare conforto non appena sali sul pianale, accogliendoti nel silenzio della paglia mentre ti siedi accanto a lei. La mezzelfa scruta i tuoi lineamenti d'argento nella penombra del telo, notando la tua totale e paranoica concentrazione, e allunga il viso verso di te per rompere l'immobilità con un sussurro carico di tesa e legittima apprensione rurale. Silyndor... com'è andata? Avete recuperato il carico di quell'elfo? ti domanda Lyra a bassissima voce, tenendo il tono ridotto a un soffio per non risvegliare Alys, mentre stringe la presa sui tuoi polsi per cercare una rassicurazione immediata. Dall'imbocco esterno del carro, una sagoma scura si sposta silenziosa lungo le stanghe di legno, scivolando rasente al telone senza emettere il minimo rumore sul selciato bagnato. Kaelen si avvicina di sbieco al pianale sollevando il mento verso di te; le pupille ambrate della tiefling brillano nella notte rionale e la sua mano grigia rimane vicina al ferro della cintura, confermando come la guida sia scesa dal suo posto di vedetta per raccogliere l'esito della tua incursione...
  17. Vengo strappata via dal sonno ristoratore dallo strillo disperato del nano, e ci scommetto un furetto che i miei stivali scamosciati toccano la terra fredda prima ancora che i miei occhi nocciola si siano spalancati del tutto. Vedo la scena in un battito di ciglia sotto la luce tremolante dei tizzoni: Horglan ha gettato a terra scudo e martello per coprirsi la testa con le mani in mezzo al fango, bloccato dalla paura proprio come faceva con i manichini della fucina, mentre il primo lupo gli balza oltre e punta i suoi occhi minacciosi dritti verso la mia gonna verde nuova profumata di lavanda. Dietro di me, Marcus e Todd si stanno alzando in tutta fretta urlando e mormorando misticismi, ma l'altro predatore dal pelo alto sta già per scattare all'assalto, e io suppongo che la foresta del nord mi abbia insegnato a muovere i muscoli prima che la bestia finisca di ringhiare. Non provo paura nel vedere quelle zanne, perché i lupi sono creature che ho incrociato spesso sulle mie montagne e so come leggerne i movimenti del corpo. Con uno scatto secco e fluido delle braccia esili, porto le mani avvolte nelle fasce azzurre dietro la schiena, afferrando il fodero di legno pesante dello spadone dello zio Bartholomew. Le mie dita strappano via con forza quel bizzarro legaccio di cuoio che le guardie cittadine mi avevano stretto attorno all'impugnatura, liberando finalmente l'acciaio antico di Durgeddin con un sibilo tagliente che fende il silenzio della notte selvaggia. La Vergine Cruenta risponde all'istante al richiamo del mio cuore puro ed emana quel suo bellissimo e limpido bagliore verde smeraldo, illuminando i pini e le rocce dell'accampamento con la forza rigogliosa della natura. Sfrutto l'inerzia del movimento per sollevare la colossale lama sopra la mia testa, stringendo il manico con tutta la forza che mi ritrovo nei muscoli, pronta ad abbattere l'acciaio sul lupo che sta per balzarmi addosso prima che possa toccare me o i miei compagni. Horglan, tieni giù quella testa pelosa e non muoverti di un pollice dal fango! grido a gran voce, e la mia voce limpida dal ruvido accento del nord risuona fiera e spensierata in mezzo al baccano dell'accampamento, mentre scarico tutta la potenza dello spadone cerimoniale in un fendente dritto verso il muso della bestia che mi sta caricando. Marcus, mastro Todd, tenetevi pronti alle mie spalle! Ci penso io a far capire a questi cacciatori della notte che hanno sbagliato del tutto la tana in cui venire a cercare il pranzo! @ DM
  18. Il silenzio riempie i secondi che seguono le tue parole nell'anfratto buio del vicolo. Kymil non si scompone per il richiamo sulla tua natura celestiale, ma un sorriso sottile, quasi impercettibile, gli increspa le labbra sotto la tesa del cappello. È il sorriso di chi apprezza l'audacia, anche se avverte la distanza siderale tra la tua stirpe di Arborea e la sua. Cento anni in questo fango sono lunghi, Eladrin, persino per chi ha tempo a sufficienza per veder marcire queste mura umane...sussurra, la voce calma che taglia la penombra...ma apprezzo la tua pazienza. È una virtù rara di questi tempi. L'elfo del sole allunga una mano affusolata per prendere la borsa nera che gli porgi. Le sue dita si stringono sul cuoio, aprendo lo scomparto principale per una rapida, invisibile verifica. Quando i suoi occhi incrociano il contenuto intatto, un palpabile senso di sollievo distende la rigidità delle sue spalle. La borsa è salva, e con essa i suoi piani. Rimette la borsa sotto il mantello, poi sposta lo sguardo oltre le tue spalle, indugiando per un istante verso la penombra dove sa che ti aspettano i tuoi compagni di viaggio. La faccenda delle guardie morte in un attimo e delle frecce dalle piume nere lo tormenta, ma decide di onorare il patto. Nessuno ha rivendicato i corpi e la mia roba è ancora qui. Significa che l'assassino non cercava questo contenuto... cercava solo di mandare un messaggio, o di tagliare i miei fili prima che potessi muovermi ...riflette a voce alta. Poi scuote leggermente il capo, tornando al presente. Un patto è un patto, Silyndor. Non sarò io a trattenerti in questo posto. Kymil fa un passo più vicino, abbassando la voce per fare in modo che il nome non esca da quell'anfratto. Il contatto che cerchi a Baldur's Gate si chiama Zephyr. È un Genasi dell'Aria. Ha i lineamenti di un uomo della Costa della Spada, ma la sua pelle ha il riflesso freddo del cielo d'inverno e i suoi capelli si muovono come se fossero perennemente accarezzati da una brezza invisibile. Frequenta i tavoli da gioco e i mercanti di segreti nella Città Bassa, solitamente intorno alla taverna del Canto dell'Elfa. Quella creatura vive per i cieli e le rotte impossibili. Possiede la prima metà di una mappa astronomica cifrata che serve a tracciare i sentieri sicuri attraverso le colline protette. Ma Zephyr non regala nulla: per farti decifrare le stelle dovrai pagare il suo prezzo o offrirgli qualcosa che attiri la sua natura incostante. L'elfo del sole fa un passo indietro, svanendo quasi del tutto nell'ombra più fitta del vicolo cieco, ma prima di sparire i suoi occhi dorati si stringono, carichi di un avvertimento fin troppo concreto... Ti aspettano più di trecento miglia di fango lungo la Via del Commercio verso sud prima di vedere le porte di Baldur's Gate. Se fossi stato da solo, avresti potuto rischiare il taglio dritto tra i boschi selvaggi. Ma hai una mezzelfa e una bambina da proteggere. Con quel genere di fardello, muoversi da soli lungo una strada infestata da banditi e bestie è un suicidio. Domattina stessa, alla porta sud di Daggerford, si radunano le grandi carovane commerciali dirette a sud. Trovate un mercante generoso, pagate il dazio e camuffatevi tra i carri. Chiunque abbia scagliato quelle frecce con le piume nere potrebbe aver visto la tua faccia mentre scappavi dal perimetro, e dubito che vorrai rischiare la vita della piccola per fare l'eroe solitario. Kymil ti lancia un ultimo sguardo calcolatore, poi si volta e si dilegua rapidamente tra le vie portuali , lasciandoti solo nell'oscurità del vicolo.
  19. Jynxar Vethal , Warlock (Archfey) , Background: Intrattenitore Scheda BG
  20. Direi che li lasciamo andare a questo punto poi stiamo un pò li a vedere se succede qualcosa .
  21. @L_Oscuro dovresti postare .
  22. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    Il fumo denso e nero che risale dal lago di melma ribollente crea una barriera di calore fluttuante che investe i volti dei presenti. Senza perdere tempo in calcoli complessi, Devras solleva il bastone e canalizza il potere mutaforma del suo retaggio sulla drow. La figura di Selyra perde consistenza per un istante, le sue vesti e il liuto svaniscono mentre la sua struttura si allunga, ricoprendosi di piume scure e robuste, fino a quando una maestosa aquila gigante non batte le ali a un metro dal suolo fangoso, i suoi occhi nitidi e dorati che riflettono la luce scarlatta della luna. Fiore Della Giungla attiva i propri stivali magici, sollevandosi in volo con stabilità meccanica e posizionandosi a mezz'aria come una guida lucente nel fumo acido. Shamàsh, intanto, si porta alle spalle di Kaelen; forte del suo vigore e del suo addestramento marziale, il paladino afferra saldamente il cacciatore per il cuoio del pastrano, sollevandolo da terra con una presa d'acciaio mentre attiva le proprie capacità di levitazione per portarlo oltre il pericolo. Zarath, rimasto per ultimo sul ciglio della conca, calcola le distanze con un sorriso ruvido. Il barbaro tiefling compie un balzo in avanti, afferrando al volo le zampe possenti e piumate di Selyra mentre l'aquila gigante si stacca dal suolo. Il peso del tiefling e del suo pesante maglio mette alla prova i muscoli della creatura, ma l'ampia apertura alare della barda cede solo di pochi centimetri prima di trovare la giusta corrente termica ascendente. Il passaggio aereo sopra i quindici metri della marana è un brivido di fumi caldi e bolle di gas che scoppiano sul fondo del canyon, spruzzando gocce corrosive che sfrigolano contro le barriere protettive elementali ancora attive attorno a voi. Devras, rimasto sulla sponda iniziale, attende che Shamàsh, Fiore e Selyra abbiano depositato Kaelen e Zarath sulla roccia solida dell'altra sponda. Subito dopo, il druido evoca la sua stessa mutazione spirituale: il suo guscio metallico si contrae, trasformandosi in un uccello d'alto fusto che sfreccia rapido sopra la pozza, ricongiungendosi alla colonna in pochi battiti d'ala e riassumendo la sua forma originale non appena tocca il terreno asciutto. Kaelen si rimette in piedi scuotendo il mantello dalla fuliggine, lo sguardo perennemente dilatato che fissa il gruppo con un misto di sconcerto e profondo rispetto. Selyra riprende le sue sembianze drow in uno sbuffo di piume eteree, respirando a pieni polmoni l'aria che, sebbene ancora satura di zolfo, si fa finalmente più fresca e mobile. Pochi metri davanti a voi, le pareti di ossidiana e ardesia della gola si aprono improvvisamente in un imbuto di roccia. La feritoia scarlatta del cielo si spalanca, e la colonna emerge finalmente dal Canyon della Corruzione, lasciandosi alle spalle i vapori velenosi e la poltiglia acida della gola. Davanti ai vostri stivali logorati si stagliano i primi veri declivi delle colline orientali, un labirinto di pietra frastagliata e instabile che sale verso i crinali della montagna. La marcia riprende per diverse ore, inerpicandosi lungo i fianchi scoscesi delle alture, lontano dai miasmi stagnanti del fondo. Man mano che salite, il vento da est torna a soffiare con ferocia, ripulendo l'aria ma portando con sé un freddo innaturale che gela la cenere sui vostri mantelli. La terra qui cambia consistenza: la roccia è nera, vitrea e striata da pesanti venature metalliche che luccicano come specchi oscuri sotto i riflessi scarlatti della Luna Rossa. Sopra le vostre teste, il cielo plumbeo inizia a squarciarsi, attraversato da archi di fulmini azzurri e costanti che colpiscono le vette più alte con boati che fanno rimbombare la cassa toracica. Kaelen vi conduce fino a una terrazza naturale di roccia indurita, protetta parzialmente da un costone sporgente. Quando arrivate sul ciglio, la guida si ferma e vi fa cenno di guardare in basso, oltre il declivio delle colline. Lo spettacolo che si srotola nel gigantesco cratere naturale a chilometri di distanza spezza il fiato per la sua totale, raggelante assenza di elementi naturali. Laggiù si estende la vostra meta finale, ma quel bacino di cenere nera appare come un immenso e tetro cimitero di pura materia inerte. Strutture colossali e spigolose, modellate in forme geometriche e scure che ricordano mostruosi gusci privi di vita, giacciono incastrate e spezzate tra moli di pietra calcinata e pontili sospesi che sfidano la gravità. Decine di ciminiere sottili e altissime vomitano colonne di fumo nero direttamente nel cielo plumbeo, e un bagliore arancione, cupo e incessante, pulsa dalle viscere di quegli strani involucri artificiali come il battito di un cuore malato. Ma la cosa più inconcepibile è l'origine dei fulmini , non scendono dalle nuvole, ma vengono scagliati con violenza verso l'alto da un pilastro mostruoso piantato proprio al centro della conca , è un cilindro titanico coperto di rune luminose che pulsa di una luce azzurra e distorta, le cui scariche si infrangono sui crinali circostanti prima di disperdersi nel vuoto. Proprio ai piedi della terrazza rocciosa dove vi trovate, a sbarrare l'unico sentiero rimasto che scende verso quella distesa, giace la carcassa rovesciata di un enorme involucro corazzato, interamente fatto di pesanti piastre grigie chiodate , qualcosa di immenso ha squarciato quella spessa barriera artificiale come se fosse pergamena, e tutto intorno alla struttura, parzialmente coperte dal nevischio grigio, si intravedono diverse sagome umanoidi bloccate in pose di fuga disperata , dalle fenditure aperte di quella forma spezzata esce un ticchettio ritmico, metallico e costante, che risuona nel silenzio delle alture. Kaelen si accovaccia sul ciglio della roccia, fissando il relitto sottostante con la mano guantata vicina alla lama. Il tracciatore vi lancia un'occhiata tesa di profilo, indicando lo squarcio nella corazza e le figure immobili...la via d'uscita dal canyon vi ha condotto esattamente sulla soglia della meta, ma l'unico sentiero disponibile per scendere è interrotto da quella ferita profonda nel metallo, e da quel suono metodico che continua a battere nel buio... @ Tutti
  23. Mentre i ringhi dei worg aumentano di intensità, l'inganno visivo sul fianco occidentale si dissolve nel vento invernale, costringendo Akseli e Shage a reagire all'istante... Il mago stringe la sua bacchetta e focalizza la mente proprio mentre i mostri dell'Osso Rotto voltano i musi feroci verso il centro della gola... Con parole di potere arcano, Akseli fa scaturire uno strato di grasso viscido e scivoloso sulla neve ghiacciata, sbarrando il sentiero... Un battito di ciglia dopo, Shage sguaina l'acciaio per fare scudo al compagno e, recitando a gran voce la filastrocca dei bambini, concatena una seconda barriera viscida subito dopo la prima... La trappola combinata è perfetta: un'intera porzione della gola è ora trasformata in uno specchio scivolosissimo e impraticabile... I worg e i goblin, lanciati in una carica rabbiosa per difendere il loro padrone, finiscono in pieno nel fango viscido, scivolando goffamente, travolgendosi a vicenda e rimanendo bloccati tra urla e ringhi muti che svaniscono non appena sfiorano la bolla di silenzio... Nel cuore della zona piatta, lo scontro tocca il suo culmine drammatico... Vaulath, incurante della geometria distorta che confonde i suoi sensi di predatore, cede ancora all'ira della montagna... Il leopardo delle nevi si scaglia di nuovo in avanti con ferocia inarrestabile, spalancando le fauci per spezzare le ossa del nemico... Ma lo spazio bidimensionale continua a ingannare i suoi occhi: nonostante la foga, le sue zanne affondano nel vuoto grigio, lacerando solo l'aria gelida senza riuscire a trovare la presa sul corpo del nemico... Erika, seppur debilitata dal tocco che le ha svuotato i muscoli e ridotto la forza, nota l'ostinazione con cui il mostro tiene la mano incollata alla pietra... Comprendendo che quella è l'ancora di tutto l'incubo, solleva con immane fatica il pesante falcione e lo abbatte con precisione chirurgica sul braccio teso della creatura... L'acciaio fende l'aria e morde implacabile il bersaglio... L'impatto penetra così a fondo da spaccare la consistenza del braccio grigio, costringendo il Ghul del Vuoto a staccare di colpo le dita dalla parete rocciosa per la violenza del colpo... Nel millesimo di secondo in cui il contatto con l'ancora si interrompe, l'effetto è violento... La distorsione geometrica collassa su se stessa con un sordo boato visivo, restituendo di colpo la terza dimensione alla gola... Le rocce riprendono le loro venature, le ombre ritrovano il loro spessore e il terreno torna ad avere la sua normale aderenza tridimensionale... Erika riprende a respirare sentendo il falcione ritrovare il suo peso reale, e Vaulath percepisce i suoi artigli fare nuovamente presa sulla neve solida... Il collasso della distorsione restituisce ogni cosa alla realtà, e il Ghul del Vuoto si ritrova improvvisamente spogliato di ogni difesa geometrica... il suo corpo grigio, privato dello spessore che lo rendeva sfuggente, barcolla pesantemente sulla neve solida, mostrando lo squarcio profondo inferto dal falcione di Erika... ma prima ancora che l'essere possa tentare di allungare nuovamente le dita verso la roccia per riagganciare l'anomalia, la furia combinata dei due combattenti si abbatte su di lui con precisione letale... Erika sfrutta l'inerzia del peso ritrovato della sua arma e, nonostante la spossatezza muscolare, fa ruotare la lama in un arco perfetto che recide di netto l'arto teso del mostro... Nello stesso istante, Vaulath azzera la distanza rimasta con un balzo fulmineo, approfittando del fatto che il bersaglio è ormai completamente tridimensionale, e spalanca le fauci del leopardo delle nevi affondando i denti direttamente sulla gola della creatura... La morsa del goliath è spietata, le sue zanne stringono con la forza dell'ira della montagna, spezzando di colpo il collo esile del servitore del Vuoto... Dal corpo dilaniato non esce un solo grido a causa della cappa di silenzio che ancora fluttua nell'aria, ma la sostanza nera e densa che fungeva da sangue sprizza violentemente sulla neve, per poi evaporare in un fumo grigiastro che odora di cenere e di vuoto... Il guscio grigio del Ghul si accascia al suolo, svuotandosi rapidamente di ogni consistenza, fino a ridursi a una pelle spoglia e secca che il vento freddo inizia a consumare... Con la morte del loro leader, la gola rocciosa si ridesta dall'incubo, e oltre il confine della bolla magica i goblin dell'Osso Rotto, ancora intrappolati e scivolanti sulla doppia barriera viscida creata da Akseli e Shage, smettono improvvisamente di lanciare frecce... I worg smettono di ringhiare, abbassando le orecchie e guaendo spaventati... Privi del controllo mentale e della presenza opprimente del "senza pelo", i mostri della tribù vengono colti da un panico selvaggio: i goblin rimasti in piedi scavalcano i compagni caduti e iniziano a fuggire disordinatamente verso le fessure della roccia e i sentieri sul retro della gola, abbandonando il campo in rotta totale , i worg, invece, liberati dal giogo psichico che li legava al mostro, riacquistano all'istante i loro spietati istinti di predatori alfa... i grossi lupi intrappolati nella barriera viscida voltano i musi feroci proprio verso i piccoli goblin che scivolano e si calpestano a vicenda, avventandosi su di loro per sbranarli in un brutale e sanguinoso regolamento di conti, mentre le bestie rimaste libere lanciano un ultimo ululato alla luna e scattano a tutta velocità fuori dalla gola, disperdendosi tra i boschi oscuri... @ Tutti
  24. Cammino da una settimana intera e sento finalmente il profumo vero della terra selvaggia sotto le suole degli stivali scamosciati, lasciandomi alle spalle il lastricato grigio e la caciara di quella cittadina di minatori. Le storie sui rapimenti degli orchi e sui familiari che piangono i loro cari scomparsi mi sono rimaste piantate nel petto come schegge di legno; mio zio Bartholomew dice sempre che i predatori che cacciano per il puro gusto di fare del male vanno fermati prima che si avvicinino troppo al nido, e io suppongo che su queste montagne dovremo tenere le orecchie molto più aperte del solito. Visto che il vecchio sentiero nanico non ha più le coperture ed è visibile da tutta la valle, per accamparci non scelgo un punto aperto lungo la via. Spingo l'asinello di Horglan e il resto della compagnia un po' più all'interno, dietro una parete di roccia naturale riparata dal vento, nascosta alla vista da una fitta barriera di aghifoglie. È un buon nido per la notte, invisibile per chiunque cammini sotto di noi. Raccolgo un po' di rami secchi e guardo Marcus con un sorriso spensierato, indicando la legna. Marcus, pensaci tu a dare un po' di calore a questo ceppo con quel tuo misticismo del fuoco, ma vedi di fare una fiammata piccola stasera. Non vogliamo che il fumo si alzi oltre le cime dei pini e faccia da segnale a qualcosa di malvagio. Mentre il nano toglie i pesanti borsoni alla bestiola e lo gnomo si siede sul suo zaino masticando le ultime ciliegie rimaste, mi metto al centro del cerchio per organizzare la notte, parlando con la mia parlata lenta e lineare. Ascoltatemi bene, uomini di città. Da qui in avanti la foresta si fa scura e non possiamo permetterci di tenere la testa tra le nuvole mentre dormiamo. Faremo quattro turni di guardia da due ore ciascuno, così ognuno potrà riposare i tendini a dovere. Sistemo lo spadone cerimoniale dello zio Bartholomew contro la roccia, lasciando che il suo fodero di legno massiccio riposi vicino al mio giaciglio di foglie, e divido i compiti con totale e ingenua fermezza rurale. Il primo turno lo faccio io, mentre c'è ancora un briciolo di luce nel cielo e posso controllare che non ci siano tracce fresche intorno al recinto , per il secondo turno tocca a te, Horglan, così potrai toglierti quel ferro rumoroso di dosso e dormire dritto per il resto della notte , il terzo berrà il fresco del buio profondo, e ci scommetto un furetto che tocca a te, Marcus, visto che hai già gli occhi abituati alle occhiaie e i tuoi misticismi sono pronti a scattare se qualche bestia prova ad avvicinarsi , l'ultimo turno, quello prima che il sole spunti sopra le vette, lo lascio a mastro Todd: hai le orecchie svelte come quelle di una lepre e suppongo che saprai svegliarci tutti quanti al minimo fruscio, prima che ci rimettiamo in marcia. Poggio la schiena contro il ceppo di pino, allungando le gambe e iniziando a pulire il mio piccolo furetto di legno con il coltello da caccia, pronta a iniziare la prima guardia della notte in mezzo al silenzio profondo delle cime selvagge selvagge selvagge, tenendo gli occhi aperti...
  25. Il silenzio che cala nell'anfratto buio del vicolo è gelido, rotto solo dal ticchettio della pioggia finta che bagna le vie portuali inferiori di Daggerford. Kymil Nimesin non sobbalza, né fa un passo indietro di fronte alla minaccia delle boccette che stringi tra le mani. Il suo sguardo dorato, colmo della tipica, irritante superiorità degli elfi del sole, si posa prima sulle tue dita tese e poi risale, lento e tagliente, sul tuo volto contraffatto dalla cicatrice del camuffamento. Quando pronunci le parole "frecce dalle piume nere", un impercettibile battito di ciglia tradisce la sua sorpresa. Dura un millesimo di secondo, svanendo sotto la tesa larga del suo cappello inclinato, prima che la sua maschera di cinica freddezza torni al suo posto. Frecce dalle piume nere?...ripete Kymil. La sua voce è un sussurro affilato che quasi si confonde con lo scorrere dell'acqua nei canali di scolo del vicolo. Non c'è colpa nel suo tono, solo una genuina e gelida perplessità che si trasforma rapidamente in disprezzo...se avessi voluto eliminare quegli uomini Silyndor, avrei usato del veleno, o avrei assoldato dei rozzi sgherri umani in qualche bettola del porto. Non amo i fronzoli poetici, né le piume decorative sui dardi. L'elfo del sole si stacca dal muro di pietra umida contro cui era appoggiato. Fa un passo lento verso di te nella penombra dell'anfratto, del tutto incurante del pericolo del liquido che minacci di versare nel fango. Frecce dalle piume nere?...ripete Kymil, e la sua voce è un sussurro affilato che taglia l'aria umida....pensi che ti stia usando? Io ti ho mandato lì solo per riprendere la mia borsa con il suo contenuto , niente di più , non mi importa nulla di quegli uomini, ma non ho ordinato io di ucciderli, né tantomeno avrei usato delle frecce con piume nere...questo significa solo una cosa , c'è qualcuno nascosto in questa città , qualcuno che conosce i miei piani... o qualcuno che sta seguendo te... Kymil abbassa lo sguardo sulla borsa nera e sulle boccette, e per la prima volta la sua voce si fa ancora più cupa e minacciosa. "Ora tieni ben salde quella borsa , se ciò che c'è dentro si frantuma, la tua pista per Evereska svanisce qui e tu rimarrai bloccato in questa topaia umana...dimmi piuttosto cosa hai visto su quel perimetro prima che arrivino le ronde ducali. Ogni dettaglio. Ora!

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