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Dardan

Circolo degli Antichi
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  1. Ti avvicini all'albero e, come immaginavi, il gufo non vi ha portato in un punto casuale... il rametto luminoso si trova proprio sopra un antico glifo intatto del dimenticato regno di Miyeritar. È incredibile che il sigillo sia ancora integro dopo tutti questi secoli; ecco perché questo albero riesce a sopravvivere nella brughiera mefitica. Reciti la seconda preghiera a Labelas Enoreth, il saggio al tramonto, lasciando che le antiche sillabe elfe scivolino nell'aria fredda, mentre focalizzi la tua forza sull'incantesimo... Sotto le tue palpebre, la pietra calcarea si accende di una luce dorata e purissima, geometricamente perfetta... capisci che si tratta di un Sigillo di Conservazione Astrale, un piccolo nodo di Alta Magia dimenticata... la lastra cede sotto la spinta della tua glaive, scivolando di lato con un gemito sordo... all'interno di quella piccola nicchia trovi due piccoli oggetti adagiati su un letto di polvere d'argento fossile una Gemma Focale, una pietra di luna opalescente che riduce temporaneamente la nebbia nei tuoi ricordi, e un Amuleto di Sehanine Moonbow, un medaglione d'argento che fa nascere in te una debole ma autentica barriera contro le paure di questo neo corpo biologico... Mentre tieni tra le mani i cimeli, i primi freddi raggi del sole di Ches iniziano a fendere la nebbia e il campo si sveglia lentamente... Daran è il primo a scuotersi dal suo giaciglio di paglia; il vecchio boscaiolo è ancora pallido per la notte di terrore, ma l'istinto della terra riprende il sopravvento... si alza stringendo la sua lanterna spenta e, vedendoti in piedi accanto all'albero, ti rivolge uno sguardo sottomesso, quasi deferente... La notte è passata, Silyndor... vado a dare un'occhiata giù al sentiero del crinale, a controllare se la via verso la pianura è sgombra o se la Magia Matta ha lasciato brutte sorprese... torno prima che il sole sia alto... borbotta il vecchio, stringendosi nel mantello prima di incamminarsi a passi lenti e silenziosi lungo i tornanti rocciosi che scendono dal crinale... Proprio mentre la figura di Daran si dissolve nella nebbia del sentiero, Lyra Thorne si avvicina a te con passo silenzioso, portando tra le mani due tazze di ferro che fumano leggermente, diffondendo nell'aria l'odore aspro di un infuso d'erbe selvatiche... ti allunga una delle tazze, stringendosi nel suo mantello per il freddo accumulato... poi la mezzelfa si siede su una roccia piatta, fissando la gemma e l'amuleto che stringi tra le mani con uno sguardo che non è più solo curioso, ma colmo di un rispetto fiero... Vedo che hai trovato quello che cercavi, vecchio cronista... dice Lyra, la voce resa ancora più roca dal freddo dell'alba, mentre soffia sul suo infuso per farlo raffreddare... i suoi occhi passano dai cimeli d'argento al tuo volto rimasto nell'ombra del mantello, se quegli oggetti hanno lo stesso potere del gufo di stanotte, ti conviene tenerli stretti... in questa brughiera la fortuna non bussa due volte alla stessa porta...puoi raccontarmi la loro storia? Mentre stringi tra le mani i due cimeli appena emersi dal passato e rispondi all'invito della donna, senti il resto dell'accampamento risvegliarsi... Fratello Corin scende finalmente dal retro del carro, stirandosi le membra affaticate dal freddo e avvicinandosi a Lyra con un'espressione distesa... posa una mano sulla spalla della donna e rivolge un cenno riconoscente verso il cielo... Il Piangente ha teso la sua mano stanotte, Lyra... dice il chierico, la voce bassa, le gambe di Pip sono calde e il respiro è tornato regolare... la corruzione grigia si è fermata... non so quale miracolo sia avvenuto in quella gola inferiore, ma il ragazzo è salvo... La donna solleva lo sguardo verso il religioso, annuendo con quel pragmatismo che le appartiene da sempre... Ognuno vede la luce attraverso i propri occhi, Corin... risponde Lyra, lanciandoti un'ennesima occhiata carica di significato, ma ora dobbiamo pensare alla pista... i cavalli hanno camminato per ore in salita e i finimenti del carro di testa si sono allentati... se non li rammendo adesso, le stanghe non reggeranno il peso lungo i tornanti... Corin annuisce con un sorriso indulgente, stringendo il suo simbolo sacro sul petto... Vado a preparare dell'acqua calda per pulire le piaghe del piccolo prima che Daran torni dal sentiero... se la rotta d'argento di stanotte era quella giusta, da questo crinale dovremmo impiegare solo una giornata di marcia per vedere le prime fattorie della vallata... Tutto trova una conferma definitiva poco dopo mezzogiorno, quando i passi cadenzati di Daran annunciano il suo rientro dal sentiero... il vecchio boscaiolo torna nel campo con la lanterna in mano e un sorriso raro che gli distende le rughe del volto, rivolgendosi subito a Lyra e a te con un profondo cenno di sollievo... La pista inferiore è completamente libera, esclama il vecchio, asciugandosi la fronte stanca e indicando i tornanti che scendono fluidi verso la pianura, niente crolli, niente Magia Matta, e non c'è traccia di disertori o fiere nel raggio di miglia... la guida d'argento stanotte ci ha fatto aggirare ogni pericolo... se stringiamo i finimenti adesso e ci muoviamo prima che il sole inizi a calare, entro sera saremo fuori da questi crinali e vedremo le prime prime fattorie... A quelle parole, Lyra interrompe il suo lavoro e balza in piedi, ripulendosi le mani sui pantaloni di cuoio prima di lanciare un'occhiata d'intesa carica di aspettativa verso di te, mentre Fratello Corin si affaccia dal carro in attesa di un tuo cenno...
  2. Scusa , ero sicuro di aver risposto 😅 Visto che giochi da solo , le descrizioni ed i png devono essere significativi per rendere l'esperienza soddisfacente e sono felice che ti stia piacendo come la sto portando avanti il tutto . diciamo che si portare il pg dal primo al ventesimo livello potrebbe non essere fattibile , anche perchè a meno di non velocizzare molto la progressione ci potrebbero volere anni . per il ritorno al tempio del male elementale io mi sono aggiunto solo verso la fine e molti si sono susseguiti per portarlo avanti e non sono sicuro che chi ha iniziato sia riuscito a finirlo... Certo nessun problema .
  3. Le tue parole cariche di una certezza millenaria scendono come un balsamo sui nervi tesi della carovana... Daran emette un lungo sospiro, asciugandosi il sudore freddo dalla fronte prima di stringere di nuovo l'impugnatura della lanterna spenta, mentre Lyra allenta la presa sul manico del pugnale... lo sguardo che la donna ti rivolge nell'oscurità non è più solo curioso, è colmo di uno sbigottimento rispettoso, quasi fiero... fa scoccare la lingua per incitare i cavalli a muoversi nel fango, assecondando la traiettoria silenziosa del maestoso volatile d'argento... La marcia forzata lungo i crinali superiori dell'Alta Brughiera dura per ore, nel cuore più fitto della notte di Ches... il sentiero indicato dal gufo è ripido, stretto tra rocce calcaree che sembrano dita protese verso il cielo, ma incredibilmente sicuro... sotto i tuoi piedi, le vibrazioni minacciose del terreno iniziano lentamente a spegnersi, allontanandovi dal fulcro di quella spaventosa reazione energetica che rischiava di intrappolarvi... cammini in testa alla colonna, avvertendo un'inedita leggerezza che accarezza la tua carne mortale... non è il riposo a mancarti, è l'euforia di aver ritrovato un frammento del tuo piano natio a farti da scudo contro la fatica terrena, infondendoti la forza necessaria per aprire la via nel buio... Verso la fine della notte, mentre la nebbia inizia a diradarsi sotto le prime, timide luci dell’alba, il gufo gigante arresta il suo volo... compie un ampio cerchio concentrico sopra le vostre teste, muovendo le ali immense senza produrre il minimo rumore, e va ad appollaiarsi sul ramo spoglio di un antico albero solitario, cresciuto miracolosamente tra le rocce del crinale... con un movimento secco del becco, lascia cadere il ramoscello luminoso ai piedi del tronco, per poi fissarti un'ultima volta con i suoi grandi occhi dorati... un istante dopo, si lancia nel vuoto, dissolvendosi silenziosamente tra le ultime nuvole basse del mattino... Siamo... siamo sul crinale della Vecchia Cava... mormora Daran, avanzando di qualche passo e indicando con la mano nodosa una depressione naturale del terreno poco più avanti, riparata da tre pareti di roccia solida, è un posto sicuro... il vento non batte qui, e la pista per Secomber scende proprio da questo versante... ce l'abbiamo fatta... I carri si fermano con uno stridore di assi e Lyra balza giù dal sedile di guida, con il volto segnato dalla stanchezza della notte ma gli occhi ancora incredibilmente vivi... si avvicina a te, fermandosi a pochi passi, mentre Fratello Corin si sporge dal retro del carro per assicurarsi che il piccolo Pip stia riposando senza febbre... La mezzelfa solleva lo sguardo verso il crinale dove il gufo è svanito, poi lo riporta su di te, accennando un sorriso enigmatico che sembra quasi rispecchiare i tuoi stessi pensieri... La tua gente... fa dei miracoli bizzarri, Silyndor... dice Lyra, la voce resa ancora più roca dal freddo dell'alba, mentre si stringe nel mantello, se quella cosa non ci avesse portato fin lassù, a quest'ora saremmo rimasti bloccati nel fango della gola inferiore... o peggio... non so cosa tu sia davvero, ma devo la vita alla tua luna... e se vorrai raccontarmi di quelle bianche torri di cui parlavi prima... beh, la pista per Secomber è ancora lunga... Mentre gli altri iniziano a sciogliere i finimenti del cavallo per farlo riposare e Fratello Corin prepara delle bende pulite, la luce grigia del mattino illumina il punto in cui il gufo ha lasciato cadere il ramoscello... avvicinandoti all'albero spoglio, ti rendi conto che l'ostacolo evocato dai tuoi stessi pensieri non si è manifestato sotto forma di un mostro o di una trappola... il ramoscello dorato è atterrato sopra una vecchia lastra di pietra parzialmente sepolta dalle radici, su cui è inciso un glifo elfo che riconosci all'istante... non è una trappola selvaggia, è un antico sigillo di Miyeritar rimasto intatto, e sembra proteggere qualcosa di nascosto proprio sotto le radici dell'albero...
  4. Freydis del clan dell'orso nero Ma certo che restiamo una settimana...non posso certo lasciare il villaggio in questo momento... e comunque secondo me vi preoccupate troppo se faranno qualche mossa contro di noi ne ammazzeremo un altro pò... poi rimango qualche secondo in silenzio mentre penso alle parole finali dette da Flint e poi assumo un espressione pensierosa... Quale torre?...domando infine...
  5. Mevrah , The Witch Vedere quella mostruosità d'ombra varcare il portale fa solo rinfocolare la mia bile. Mentre il nano stringe l'arco in attesa, bloccando il respiro per non farsi scoprire, io ho già gli occhi piantati sul colosso. Non provo timore, solo un viscerale, distorto compiacimento. Quella bestia si crede potente, ma per me è solo carne fresca da piegare. Non gli lascerò il tempo di sfilare quelle lance dalla schiena, né di muovere un altro passo prima che io abbia potuto spezzare la sua volontà. Spalanco la bocca esalando un fumo dolciastro che sa di terra bagnata, decomposizione e sangue antico. Concentro tutto il potere corrotto che pulsa tra le mie cicatrici rituali e pronuncio una singola, cupa parola in una lingua arcana, dimenticata dai mortali e stridente come pietra freatica...Sshhh'vath... Il suono vibra nell'aria densa , propagandosi in onde invisibili che puntano dritte alla mente del colosso per ghermire i suoi sensi... @ DM
  6. Garok Fireheart , mezzo gigante combattente psionico In locanda
  7. Ecco le gilde da archiviare per poterne creare altre... https://www.dragonslair.it/clubs/489-la-verit%C3%A0-celata/ https://www.dragonslair.it/clubs/461-venenata-mater/ https://www.dragonslair.it/clubs/427-the-mother-of-all-suffering/ https://www.dragonslair.it/clubs/422-unpleasant-inconvenience-on-the-cursed-moor/ https://www.dragonslair.it/clubs/401-i-padroni-sono-tornati/ https://www.dragonslair.it/clubs/397-siete-stati-buoni-questanno/ https://www.dragonslair.it/clubs/373-non-si-muore-solo-una-volta/ https://www.dragonslair.it/clubs/361-hells-paradise/ https://www.dragonslair.it/clubs/350-loro-degli-stolti/ https://www.dragonslair.it/clubs/278-lisola-dimenticata/ https://www.dragonslair.it/clubs/272-ghiaccio-rosso-sangue-2019/ https://www.dragonslair.it/clubs/234-oscuri-presagi/ https://www.dragonslair.it/clubs/256-e-venne-il-giorno/ https://www.dragonslair.it/clubs/121-iron-world/ https://www.dragonslair.it/clubs/119-twin-worlds/ https://www.dragonslair.it/clubs/135-il-sangue-della-terra/ https://www.dragonslair.it/clubs/149-la-scommessa-dellassassino/ PS mi scuso per il doppio post ma non ki pare che il primo sia stato letto .
  8. Therathyn Dralanthis accoglie le parole taglienti di Raskva con un impercettibile abbassamento delle palpebre, incassando il colpo con l'austera dignità tipica della sua stirpe. Quando James solleva il problema cruciale dei tre giorni e dell'assenza della chiave d'accesso, la Somma Sacerdotessa elfa sposta lo sguardo sui bracieri, la mente chiaramente intenta a calcolare le opzioni rimaste. A Myth Nantar troverete un'antica burocrazia e un forte orgoglio, guerriera, risponde Therathyn, fissando Raskva con assoluta e limpida serietà. L'alto consiglio degli elfi acquatici non vede di buon occhio gli abitanti della superficie, ma le Spose della Marea sono legate a una promessa che risale a secoli fa, prima ancora che Tsurlagol diventasse questo caotico nido di mercanti. Laggiù le ragazze non saranno considerate proprietà o pegni di sangue per debiti commerciali. Saranno protette come un tesoro sacro, perché il loro sangue tiefling ed elfico custodisce un equilibrio che i sacerdoti del Mare delle Stelle Cadute considerano vitale. Non vi attaccheranno. Ma vorranno delle risposte da voi. L'elfa si volta poi verso James, ascoltando con attenzione il vincolo temporale imposto dal portale della Sembiana. Le due guardie drow di Eilistraee rimangono immobili ai lati della stanza, i mantelli argentati che riflettono la luce calda del fuoco, pronte a scattare al minimo ordine. Tre giorni sono un'eternità se restate nascosti tra i moli, sciamano, dice la Somma Sacerdotessa, la voce che si fa più serrata mentre un sordo rombo di tuono fa tremare leggermente le spesse pareti di pietra della cripta. Se il porto è sorvegliato, non potete rischiare di esporre le ragazze per così tanto tempo. Ma la Vergine della Luna non lascia i suoi fedeli senza sentieri nell'oscurità. Therathyn si avvicina al grande tavolo di pietra, sposta una mappa nautica ingiallita e picchietta il dito affilato su una pergamena che raffigura i sotterranei della città. Sotto il distretto dei templi si estendono le vecchie catacombe della prima fondazione di Tsurlagol. Sono corridoi umidi, dimenticati dai magistrati del Concilio e pattugliati solo dalle creature della notte. Le mie sorelle devote di Eilistraee, dice indicando con un cenno del capo le due drow armate, conoscono un rifugio sicuro e isolato all'interno di questi cunicoli, protetto da barriere sacre che nascondono le emanazioni magiche e il calore dei corpi. Se la chiave per gli abissi è temporaneamente preclusa, vi condurranno laggiù. La gemella tiefling fa un passo avanti dalla panca, le grandi corna nere che fendono la penombra della sala. Guarda prima James e poi Raskva, stringendo con dita tese il ciondolo a forma di insetto verde. Possiamo camminare per ore se necessario. Non abbiamo paura del buio, dice la ragazza, la voce ferma che contrasta con il silenzio timoroso della sorella elfa bionda, rimasta seduta a fissare le proprie mani. Tutto è meglio che finire nelle stive di quel pirata. Therathyn solleva lo sguardo sui due agenti della Morrigan & Larson. Le mie guardie vi guideranno attraverso i passaggi sotterranei del tempio fino al rifugio nelle catacombe. Lì potrete riposare, pianificare le vostre mosse e attendere che il tempo del vostro portale sia maturo, al sicuro dalle spie della superficie. Raskva, James... prendete le ragazze e andate. La tempesta fuori coprirà i primi passi della vostra discesa. @ Tutti
  9. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    L’imboscata scatta con la precisione letale di una trappola d’acciaio. Sfruttando il totale fattore sorpresa, il gruppo si riversa sulla creatura meccanica prima che questa possa compiere la minima mossa. Ora che avete a ridosso della minaccia, la sua natura appare ancora più spaventosa e distorta. Il Costrutto di Scarto non è un'opera di raffinata ingegneria, ma un ammasso grottesco e senziente di ferro di recupero. Le piastre corazzate che gli fanno da pelle sono vecchie paratie di navi, incrostate di salsedine e saldate alla bell'e meglio con rivetti grossolani. Attraverso le giunzioni scoperte delle spalle e delle anche, si intravedono pistoni idraulici che gemono a ogni movimento, pompando un liquido oleoso e scuro simile a sangue infetto. La testa è una grata metallica rettangolare che funge da visore, dietro la quale brilla una luce rossastra, tremolante e priva di vita. Al centro del petto, la grande fornace aperta pulsa di calore bianco e arancione: è il cuore termico che alimenta la macchina, protetto solo da una gabbia di barre di ferro battuto. Le aperture laterali sui fianchi indicate da Kaelen rivelano l'alloggiamento scoperto degli sfiatatoi della pressione, dove il metallo è più sottile e vulnerabile. La magia protettiva di Fiore pulsa silenziosa nelle vene di Shamàsh e Devras proprio mentre l'attacco coordinato devasta la creatura. Fiore Della Giungla apre le danze dal suo nascondiglio mimetico. Dal suo pugno teso scattano due fulgidi dardi di plasma accecante. I proiettili saettano precisi e, grazie al vantaggio della furtività, centrano in pieno gli sfiatatoi scoperti sul fianco destro della macchina. Il metallo si squarcia con un fragore elettrico, mentre il suo famiglio evoca ondate di energia multicolore che martellano la struttura, aprendo vistose crepe nella corazza arrugginita. @ Fiore delle Giungla Devras reagisce all'unisono. Il legno del suo bastone si illumina di una luce verde e vibrante. Scaricando quell'energia a terra, il terreno rilascia una nebbia ectoplasmatica che si condensa all'istante nella forma spettrale e imponente di un orso. La bestia evocata si materializza esattamente in uno dei punti ciechi posteriori del costrutto, avventandosi con ferocia e affondando le sue zanne incorporee tra i pistoni idraulici scoperti della gamba asimmetrica della macchina, bloccandone i movimenti. @ Devras Selyra coglie al volo l'istante perfetto. Schiacciata nel suo riparo, soffia sul composto di rabarbaro e vipera. Una freccia verde e scintillante d'acido puro scatta dalla sua posizione, volando fluida fino a infilarsi dritta in una delle fessure laterali scoperte. Al contatto, la freccia esplode in uno spruzzo corrosivo che inizia immediatamente a sciogliere gli ingranaggi interni, emanando un fumo verdastro, acre e letale. @ Selyra Shamàsh, spinto dal senso di colpa per aver fatto rumore, scatta fuori dalla copertura con una velocità impressionante, coprendo i 4,5 metri che lo separano dal nemico. Mentre avanza a scudo alzato, recita una sommessa condanna che marchia il costrutto con la Maledizione dell'Hexblade. Raggiunto il corpo a corpo, il paladino cala due fendenti devastanti con la sua spada. Il primo colpo centra una giuntura e Shamàsh vi incanala una Punizione Divina di secondo livello: un'esplosione di pura luce radiosa squarcia l'oscurità dei Sentieri Morti, devastando i circuiti interni del mostro e fondendo il ferro arrugginito. @Shamash Zarath chiude la morsa con ferocia ferina. Il tiefling cede all'ira e la sua natura muta: la coda si allunga, tramutandosi in un letale pungiglione da scorpione. Sfruttando la sua incredibile capacità di salto, compie un balzo prodigioso di 6 metri che lo porta esattamente alle spalle della macchina. Calando il suo maglio pesante con tutta la forza brutale del suo retaggio, Zarath colpisce il retro della fornace. L'impatto è sordo, devastante, e piega vistosamente la spina dorsale di ferro del costrutto. @ Zarath Il Costrutto di Scarto è stato letteralmente travolto dalla vostra furia combinata. La sua corazza è fusa dalla luce radiosa, parzialmente sciolta dall'acido di Selyra e pesantemente ammaccata dal maglio di Zarath. Dalle crepe sui fianchi escono fumo nero, scintille elettriche e getti di vapore bollente a intermittenza. Tuttavia, la fornace nel suo petto brilla ancora di una luce rossa e furiosa. La macchina barcolla sulle gambe danneggiate, emette un fischio stridulo di metallo sotto sforzo e la sua testa a grata scatta violentemente, accendendosi di una luce scarlatta fissata su Shamàsh e Zarath, i due bersagli più vicini in corpo a corpo. La macchina si prepara a rispondere al fuoco, ma Shamàsh è già pronto a intercettare il colpo con le suas reazioni divine. Kaelen scatta di fianco a Shamàsh, con la lama mezza seghettata pronta a infilarsi nel nucleo esposto. @ Tutti
  10. Il caldo soffocante e il fumo denso di torba vi colpiscono la gola non appena prendete posto al solido tavolo di legno. L'interno del Corvo d'Oro è una polveriera di odori e suoni. Attorno a voi, la fauna di Crunrith si mostra in tutta la sua spietata varietà. Al tavolo alla vostra destra, un gruppo di cercatori d'oro con le dita incrostate di terra scura discute a bassa voce su una mappa logora, tenendo le mani vicine ai pomelli dei coltelli. Poco più in là, tre mercenari coperti di bende e pellicce bagnate bevono in silenzio, fissando il vuoto con gli occhi spenti di chi ha visto troppi compagni morire nella Selva d'Ombra. L'aria è pesante, satura del vapore che sale dagli abiti fradici degli avventori e del grasso di montone che sfrigola sui bracieri del bancone. Ai quattro angoli del grande stanzone comune, i massicci buttadentro Bugbear non staccano gli occhi dalla folla, giocherellando pigramente con le loro mazze ferrate per ricordare a tutti che la pace, hier dentro, si paga con il sangue. Quando l'oste si avvicina, pulendosi le mani ruvide su un grembiule logoro, vi squadra uno a uno con lo sguardo cinico di chi sa riconoscere chi arriva dalla pista. Ascolta le vostre richieste, incassa le monete e si appoggia con entrambi i palmi sul legno del tavolo, sghignazzando sottovoce alle domande di Lord Eryndor sulla situazione politica e sul duca di Novdorad. Il lavoro non manca mai dove c'è oro da scavare o ferro da difendere...risponde l'oste, abbassando la voce per non farsi sentire dai tavoli vicini. I nerboruti che vedete là all'angolo servono a evitare che i cercatori d'oro si sgozzino tra loro prima di aver speso l'ultimo rame in birra. Quanto al Duca di Novdorad e al trono vacante... quassù il Duca conta quanto la pioggia di ieri. I veri padroni hanno i magazzini qui fuori, nel Distretto dei Cortili. Il Consorzio Minerario e il Sindacato dei Carrettieri pagano bene, ma non vogliono sentire storie sul Re o su Novvik. Vogliono solo che i carri viaggino dritti e che i troll restino nella Selva d'Ombra. L'uomo sposta lo sguardo verso la bacheca degli annunci vicino al bancone e poi torna a fissarvi, indicando col mento la direzione del distretto logistico esterno. Se cercate ingaggi pesanti o scorte ben pagate, andate dritti al Distretto dei Cortili. Cercate l'ufficio del Sovrintendente Borak per conto del Consorzio Minerario, se volete infilare il naso nelle colline. Se invece preferite la pista aperta e i lunghi viaggi, provate con Mastro Thul del Sindacato dei Carrettieri: la sua stazione è quella con le lanterne arancioni appese fuori. Ma se volete qualcosa di più rapido, date un'occhiata ai fogli appesi qui al bancone prima che finiate la birra. Qualche mercante disperato spunta sempre. L'uomo dà una sbrigativa pacca sul legno del tavolo, girandosi verso Arkyn. Vi porto la roba. E per lo straniero, una pinta di Idromele della Selva e un vassoio di cinghiale affumicato con rape. L'oste fa per voltarsi verso le cucine, ma si ferma un ultimo istante a fissarvi, in attesa di capire se avete intenzione di aggiungere altro o di lasciarlo andare. @ Tutti
  11. @ Tutti Il calore intenso del camino avvolge la stanza, facendo scricchiolare la panca di legno sotto il peso massiccio di Vaulath e sciogliendo la crosta di ghiaccio sui vostri mantelli, che ora gocciolano pesantemente sul pavimento di pietra... Fratello Derim rimane in silenzio, immobile come una statua della Grande Madre... le sue mani grandi e segnate dal lavoro nei campi sono appoggiate sulle ginocchia corazzate, mentre i suoi occhi passano da Shage a Vaulath, registrando ogni singola parola sulla fattoria massacrata, sui goblin e sull'abominio abbattuto ad Highmoon... La tensione nella stanza si fa ancora più densa quando Akseli prende la parola, svelando i dettagli accademici sul professore, sulla Lente di Ossidiana, sul Sudario di Cenere e sull'agghiacciante legame con i Tre Senza Nome... Il vecchio chierico ascolta ogni nome e ogni definizione aggrottando la fronte, lo sguardo visibilmente smarrito di fronte a una terminologia accademica e a divinità dimenticate che esulano completamente dai dogmi della sua fede, legata unicamente alla terra, ai raccolti e al ciclo naturale della vita... Il prelato si sporge in avanti, intrecciando le dita, e sul suo volto si legge una profonda, sincera perplessità, priva di qualsiasi conoscenza teologica riguardo a questo misterioso Vuoto...Lente di Ossidiana... Sudario di Cenere... Tre Senza Nome... ammetto la mia totale ignoranza, mastro mago... i testi sacri di Chauntea non parlano di queste entità, né i miei studi mi hanno mai portato a conoscenza di un male che cancella la struttura o la parola... per noi la morte è solo parte del ciclo che porta a una nuova rinascita, ma ciò che descrivete... questo vuoto assoluto di cui parlate... sembra qualcosa di totalmente estraneo e contrario all'ordine naturale delle cose... Il vecchio sacerdote si alza lentamente in piedi, la sua armatura di piastre lancia un sordo riflesso arancione alla luce delle fiamme, e inizia a fare qualche passo avanti e indietro per la stanza, scuotendo leggermente la testa mentre si accarezza la barba bianca...E non credo vi sia alcun legame tra questo vostro fardello e gli elfi scuri che ci tormentano... i drow del Casato Jaelre che hanno assaltato i nostri campi esterni due notti fa lo hanno fatto per motivi ben più terreni e brutali... cercavano di saccheggiare i nostri granai per l'inverno e colpire le difese di Mistledale, una piaga militare che purtroppo conosciamo fin troppo bene in queste valli... la grotta in cui vi siete rifugiati era solo una vecchia postazione abbandonata, una sfortunata coincidenza lungo il vostro cammino... Fratello Derim si ferma davanti al camino, dando le spalle al fuoco, e fissa lo sguardo sul bagaglio che nasconde l'artefatto, stringendo istintivamente il pugno corazzato...Tuttavia, anche se il tempio non conosce la natura di questo medaglione, le parole del custode della terra sono veritiere... se questo oggetto emana un gelo parassitario capace di corrompere la realtà e consumare la materia, allora è un veleno per tutto ciò che vive... e la terra benedetta dalla Grande Madre possiede la forza biologica per soffocare e isolare le tossine, anche quelle che non comprendiamo... non posso permettere che un simile abominio contamini il suolo aperto dell'Abbazia, ma forse possiamo contenerlo laddove la sacralità è più profonda... Il sacerdote si volta verso un piccolo altare di pietra nell'angolo della stanza, preleva un pesante calice d'argento finemente cesellato con foglie di vite, riempito di terra consacrata prelevata dal primo raccolto dell'anno, e si riavvicina al tavolo guardando Akseli con assoluta fermezza: Mastro Akseli... estraete il medaglione dal vostro bagaglio... con estrema cautela... lo seppelliremo provvisoriamente dentro questo calice di terra sacra per vedere se il potere della vita riesce ad arginarne il freddo e a schermare la sua morsa, mentre io consulto i testi dell'Abbazia per capire cosa abbiamo di fronte... siete pronti a mostrarmi questo fardello? @ Tutti
  12. Il tuo ordine squarcia il buio come una frustata, spezzando l'ipnosi del fumo profumato e gettando il campo in un caos frenetico... non c'è tempo per le domande, la tua voce, carica dell'autorità innata di un Eladrin, non ammette repliche e i tre umani, terrorizzati dall'ignoto, si aggrappano alle tue direttive come all'unica ancora di salvezza... Lyra scatta verso i cavalli senza dire una parola, i suoi gesti sono rapidi, precisi, dettati da anni di piste affrontate da sola... la senti imprecare a bassa voce mentre stringe i finimenti al buio, con le mani che tremano leggermente per la fretta, mentre le bestie nitriscono nervose, spaventate dallo scampanellio argenteo che continua a vibrare dalle viscere della terra... Fratello Corin si precipita sul carro, sollevando Pip con delicatezza tra le braccia per proteggerlo, e le sue labbra ricominciano a muoversi in una supplica sommessa a Ilmater mentre il ragazzino emette un gemito soffocato nel sonno... Daran, scosso dal tuo comando diretto, lascia cadere l'icona di legno per un istante prima di recuperarla e correre verso la palizzata d'uscita, brandendo una vecchia lanterna spenta... Se la terra si agita... conosco una gola più a ovest... riparata dalle correnti del fiume... seguitemi! grida il boscaiolo, la voce incrinata dal panico mentre apre i pali del varco... Mentre assisti ai preparativi tenendo la tua glaive salda tra le mani, i tuoi occhi celestiali vedono la situazione invisibile peggiorare... il terreno intorno alle pietre del fuoco non sta solo fumando... le linee d'argento purissimo del Mythal antico stanno iniziando a torcersi sotto la spinta della Trama sfilacciata, e crepe luminose si allargano sul fango come ragnatele di luce impazzita... l'aria diventa densa, quasi irreale per i tuoi polmoni mortali... I carri si muovono con un sussulto violento, le ruote di legno scricchiolano nel fango mentre la piccola carovana varca l'Ancora di Pietra nell'oscurità più totale... inizialmente rimani nelle retrovie, camminando nel crepuscolo della notte con i sensi tesi al massimo... la tua visione crepuscolare taglia la nebbia, vigilando che nessuna minaccia o predatore d'ombra approfitti del vostro isolamento, ma il pericolo vero, per ora, è sotto i vostri piedi... la terra continua a vibrare sotto gli zoccoli del cavallo... Dopo qualche minuto di marcia forzata, superi i carri con passi leggeri e decisi, portandoti alla testa della spedizione accanto a Daran... la brughiera all'aperto vi accoglie in tutta la sua spietata vastità, sferzata da un vento gelido che disperde l'ultimo odore di rose della gola... sopra di voi, i lampi violacei illuminano la nebbia a intervalli regolari, mostrando la pista rocciosa che si inerpica verso ovest... Mentre vi inoltrate nel fitto della nebbia, l'odore di incenso svanisce, sostituito dal sentore acre della brughiera bagnata, ma la vera anomalia si palesa quando la pista aggira un enorme sperone di roccia calcarea... Lassù, appollaiata sulla cima del pilastro di pietra che sovrasta il sentiero, si staglia un'ombra silenziosa contro il cielo plumbeo... la tua vista perfetta al buio la inquadra nitidamente: è una creatura maestosa, un Gufo Gigante dalle piume screziate d'argento, una bestia magica che nei tuoi ricordi eterei era legata ai messaggeri di Sehanine Moonbow, la dea elfa della luna e dei misteri... il gufo non attacca, non emette alcun verso, ma i suoi enormi occhi dorati e intelligenti sono fissi su di te, ignorando completamente i carri e gli umani... sul becco stringe un piccolo ramoscello avvizzito che emana una flebile luminescenza dorata, identica a quella delle antiche torri di Miyeritar che hai sognato ore prima... Daran si blocca di colpo, inciampando nel fango e lasciando quasi cadere la lanterna spenta, mentre un rantolo di puro terrore gli stringe la gola... Un mostro della nebbia... Silvanus proteggici... ci sbranerà tutti... sussurra il vecchio boscaiolo, arretrando verso le teste dei cavalli per cercare riparo... Dalle retrovie, senti lo stridore secco dei freni del carro... Lyra tira le redini con forza, trattenendo il respiro mentre fissa quella sagoma ciclopica appollaiata sulla roccia... la sua mano corre istintivamente all'impugnatura del pugnale, ma nota subito qualcosa che non quadra... i cavalli non stanno impazzendo, non nitriscono, al contrario... hanno smesso di scalciare e sollevano le orecchie in avanti, quasi rassicurati da quella presenza... Non è un mostro, Daran... sta fermo... interviene Lyra, la voce ridotta a un soffio teso che fende il vento freddo, mentre i suoi occhi ibridi passano dalla creatura al tuo volto coperto dal mantello, guarda come lo fissa... non sta guardando noi... sta guardando lui... Silyndor, cos'è quella cosa? È uno spirito della tua gente? Al passaggio della carovana, prima che tu possa rispondere, l'animale spiega le ali immense senza fare il minimo rumore e si lancia in un volo basso, planando sopra la nebbia pochi metri davanti a voi... non sta fuggendo, sta regolando la sua velocità per fare da guida alla colonna nel buio più fitto, indicando una deviazione sul sentiero roccioso... Ma quella... quella non è la via per la gola del fiume... mormora Daran, con la mascella tremante, guardando il gufo che fluttua silenzioso nell'oscurità, ci sta portando più in alto... sui vecchi crinali... I cavalli lo seguono, vecchio, e se i cavalli si fidano di quell'uccello d'argento in una notte come questa, mi fido anch'io... taglia corto Lyra, incitando gli animali a muoversi nel fango con uno schiocco della lingua, senza mai smettere di lanciarti occhiate cariche di domande...
  13. Therathyn Dralanthis si irrigidisce visibilmente quando Raskva pronuncia il nome di Myth Nantar. Le sue dita affilate, che stavano per sfiorare le pesanti sacche di cuoio di squalo tese dalla guerriera, si fermano a mezz'aria. Raskva sfrutta ogni briciolo della sua sensibilità e del suo addestramento sul campo per analizzare la reazione dell'elfa, mentre poggia le borse sul tavolo @ Ravska La sacerdotessa ritira lentamente le mani, intrecciandole nelle ampie maniche cerulee. Abbassa lo sguardo sul tavolo, evitando per un istante il contatto visivo diretto con Raskva. Myth Nantar... sussurra Therathyn, e la sua voce eterea per la prima volta perde un briciolo della sua fermezza magica. Allora il destino ha trovato la sua strada nonostante i miei sforzi per deviarlo. Sì, conosco la città sommersa. E conosco il nome con cui gli elfi acquatici chiamano quelle fanciulle: le Spose della Marea. James fa un passo avanti, abbassando il tono di voce per non farsi sentire dalle due dirette interessate sulla panca. Lo sciamano parla della profezia e del fatto che il riscatto legale non fermerà mai le bramosie del mercante pirata. A quelle parole, la Somma Sacerdotessa solleva di scatto la testa. I suoi occhi elfici brillano nella penombra dei bracieri di rame, fissandosi prima su James e poi sulle gemelle, che sono rimaste immobili. L'elfa bionda stringe convulsamente la mano della sorella tiefling, e le grandi corna nere di quest'ultima intercettano la luce rossastra del fuoco mentre entrambe tendono l'orecchio, capendo che si sta decidendo del loro futuro. Non vi ho mentito, agenti. Ho solo tentato di proteggerle dall'avidità della terraferma...dice Therathyn, parlando a bassa voce, facendo eco alla cautela di James. Sapevo che quel vecchio pirata aveva scoperto la loro stirpe. Tutta questa faccenda del debito dei Blissen è stata orchestrata pezzo dopo pezzo per incastrare il tempio e costringerci a cederle quando i termini legali sarebbero scaduti. Non si fermerà davanti a una borsa d'oro, avete ragione. Troverà un altro pretesto, un altro cavillo, o assolderà dei mercenari per prenderle con la forza lungo le strade di Tsurlagol. L'elfa guarda le borse di cuoio di squalo bagnate sul tavolo di pietra, poi sospira, arrendendosi all'evidenza. Se a Myth Nantar sanno del loro risveglio, e se avete stretto un patto con le autorità degli abissi, allora la superficie non è più un luogo sicuro per loro. Questa notte stessa, gli sgherri del porto hanno iniziato a muoversi in modo insolito; per questo le mie sorelle stanno sbarrando le porte. Temo che il pirata abbia capito che vi stavate muovendo troppo in fretta e stia pianificando un colpo di mano prima che il Concilio possa registrare il pagamento domani mattina. La Somma Sacerdotessa se volta verso la panca. La gemella tiefling si alza in piedi con un movimento fluido e fiero, stringendo il ciondolo a forma di insetto verde che porta al collo. I suoi occhi verdi penetranti si piantano in quelli di James. Vogliono mandarci nell'oceano, Lyra...dice la tiefling alla sorella bionda, la voce ferma ma carica di un'emozione profonda. Il posto di cui parlava la mamma nei suoi diari. Sotto la marea. Therathyn torna a guardare Raskva e James, l'espressione solenne. Accetto il vostro oro come deposito sacro. Domani mattina lo presenterò al Concilio, ma le ragazze non aspetteranno l'alba a Tsurlagol. Se avete intenzione di proteggerle, dovete portarle via adesso, sfruttando il favore della notte e della tempesta prima che gli uomini del porto circondino l'intero quartiere. La Somma Sacerdotessa elfa batte due volte le mani. Dai veli scuri che coprono le nicchie laterali della stanza sotterranea, si fanno avanti in silenzio due figure slanciate e letali. Sono le sue guardie del corpo personali , due elfe scure...la loro pelle d'ebano risalta contro le armature di cuoio borchiato scuro e i mantelli argentati che portano sulle spalle. Impugnano spade ricurve e sui loro pettorali d'acciaio è inciso il simbolo della spada d'argento davanti alla luna piena, il vessillo delle drow devote a Eilistraee, la dea della danza e della redenzione. I loro sguardi sono freddi, determinati e abituati alle imboscate notturne. Loro due vi scorteranno fuori dal santuario...dichiara fermamente Therathyn, indicando le due guerriere drow. Conoscono ogni passaggio sotterraneo e ogni vicolo buio di Tsurlagol per evitare le vedette del porto. Vi aiuteranno a coprire i fianchi e a portare le Spose della Marea sane e salve ovunque dobbiate condurle per lasciarvi la città alle spalle. Andate, e che la Vergine della Luna guidi i vostri passi nell'oscurità. @ Tutti
  14. Quando le tue dita sfiorano la carne fredda del fanciullo e pronunci la sommessa preghiera a Labelas Enoreth, una strana, debolissima vibrazione attraversa l'aria del campo... le ombre proiettate dal fuoco sui carri sembrano allungarsi per un istante, e sotto le tue palpebre, grazie ai tuoi sensi risvegliati, il mondo si tinge di sfumature invisibili ai mortali... vedi i filamenti violacei sotto la pelle del piccolo brillare di una luce instabile, caotica, e ti rendi conto che la corruzione che lo sta consumando non è una malattia della carne, ma un'alterazione energetica attiva... è energia magica impazzita che ha subito una mutazione, compressa e deformata dalla vicinanza con il suolo profanato... la tua supplica al Dio del Tempo non ottiene un miracolo immediato, ma avverti una sottile, lontana eco di calore... la luminescenza argentea sotto la tua pelle pulsa debolmente, e al tuo tocco il ragazzino emette un profondo sospiro, mentre il brivido di gelo che gli scuoteva il petto sembra finalmente placarsi... lo hai stabilizzato, arrestando il processo degenerativo per la notte, ma la Trama sfilacciata in questo luogo continua a premere contro di lui... Il religioso osserva i tuoi gesti con gli occhi spalancati, stupito dalla dignità mistica dei tuoi movimenti e dal modo in cui il fanciullo ha risposto alla tua vicinanza... fa un profondo inchino con il capo, portandosi la mano destra al petto, sopra il simbolo delle catene spezzate... Il mio nome è Corin, fratello... o semplicemente Fratello Corin, se preferisci... dice l'uomo con i paramenti logori, la cui voce trema leggermente per l'emozione, sono solo un umile servitore di Ilmater, il Dio Piangente che si fa carico delle sofferenze del mondo... la mia storia è breve e priva di gloria... ero un novizio in un monastero del Cormyr, ma l'anno scorso, quando i cieli hanno tremato e i sacerdoti anziani sono impazziti per il silenzio degli dèi, ho capito che il mio posto non era dietro mura di pietra a pregare, ma qui, sulla strada, dove il dolore è reale e nessuno asciuga le lacrime dei disperati... ho raccolto questo piccolo, Pip, tre giorni fa, abbandonato dai suoi stessi genitori terrorizzati da ciò che gli è accaduto nella gola... e avevi ragione, Silyndor... sento anch'io che questa terra spoglia sta continuando ad avvelenarlo... dobbiamo portarlo via prima possibile... Dall'altro lado del fuoco, la donna ti fissa dritto negli occhi, sostenendo il tuo sguardo fiero con una fermezza che parla di anni passati a difendersi da sola sulle piste commerciali... alle tue parole sul passato dell'Alta Brughiera ha un sussulto impercettibile, ma l'offerta della tua spada e il sollievo dato a Pip sciolgono l'ultima linea della sua diffidenza... lascia cadere i finimenti del cavallo sulla cassa, ripulendosi le mani sui pantaloni di cuoio... Io sono Lyra... Lyra Thorne... dice la donna, e per la prima volta la sua voce roca perde quella spigolosità aggressiva per farsi più umana, questi carri e il vecchio cavallo da tiro sono miei, così come le poche merci che sto cercando di portare a Secomber prima che i briganti o le tasse di qualche gilda me le portino via... non mi interessa se parli come un vecchio cronista uscito da un libro di miti o se i tuoi modi ti fanno sembrare un po' strano, Silyndor... stasera hai dimostrato di avere un cuore, e una lama in più lungo la pista verso ovest vale più di tutto l'oro del Trono di Ferro... viaggerai con noi, e dividere il pane sarà un onore... A quel punto, l'uomo anziano che non aveva mai smesso di fissare le braci calde solleva lentamente la testa... le sinedita nodose smettono di artigliare l'icona di legno di Silvanus, e un barlume di lucidità sembra farsi strada nel suo sguardo vitreo... vi osserva uno a uno, per poi rivolgersi a te con un tono basso, quasi sottomesso... Il mio nome è Daran... borbotta il boscaiolo, la voce incrinata dal ricordo del fuoco che gli ha consumato la vita l'anno precedente, ero un uomo della terra, prima che la Magia Matta bruciasse la mia fattoria e si prendesse tutto ciò che avevo... se dite che dobbiamo andarcene da qui, io vi seguirò... non ho una spada, ma conosco il legno e so come leggere i sentieri quando la nebbia si fa troppo fitta... non lasciatemi indietro... Il cerchio si è finalmente chiuso e attorno al fuoco dell'Ancora di Pietra i perfetti sconosciuti sono diventati compagni di viaggio... Fratello Corin accoglie le parole del vecchio boscaiolo con un cenno comprensivo della testa, mentre Lyra, con un gesto pratico che spezza la solennità del momento, porge anche a Daran una scodella di brodo per scaldarlo... consumate il pasto quasi in silenzio, lasciando che le ultime ore del crepuscolo scivolino via tra i sussurri stanchi e il rumore rassicurante dei cavalli che masticano il fieno dietro i carri... i tuoi compagni si sistemano faticosamente per la notte, cercando un po' di riparo dal vento implacabile che continua a sferzare le palizzate di legno... Il silenzio torna a scendere sull'Ancora di Pietra, ma è un silenzio diverso, meno pesante, rotto solo dallo scricchiolio metodico del legno che si consuma tra le braci... Lyra torna ai suoi finimenti con movimenti più calmi, mentre Fratello Corin si siede di nuovo accanto al ragazzino, poggiando la schiena contro la ruota del carro senza mai distogliere lo sguardo vigile dalle ombre oltre la palizzata... Daran si rannicchia nel suo mantello, stringendo ancora l'icona protettiva, ma il suo respiro si fa finalmente più regolare, quasi a voler assecondare il sonno profondo che ha preso il piccolo Pip... La nebbia dell'Alta Brughiera continua a premere contro i carri, densa, umida, colorata a intervalli regolari da quei bagliori violacei che scivolano silenziosi tra le nuvole... il freddo della notte inizia a farsi strada sotto i vostri abiti, ricordandoti la tua nuova e sgradevole fragilità biologica, quel bisogno viscerale di calore che un tempo ignoravi... Poi, all'improvviso, nel cuore della notte, il silenzio viene incrinato da qualcosa di insolito... non è il rumore di passi o il ruggito di una fiera, ma un suono cristallino, simile al rintocco di mille minuscole campane d'argento che vibra direttamente dal terreno... Prima che tu possa muoverti, vedi le pietre che delimitano il cerchio del fuoco iniziare a mutare... sotto l'effetto della Trama sfilacciata e della vicinanza con il fanciullo ferito, il calore delle braci scatena una reazione imprevista... la roccia calcarea grigia comincia a trasudare minuscole gocce di un liquido luminoso e fosforescente, che evapora a contatto con il fuoco emanando un fumo denso che profuma intensamente di petali di rosa e incenso astrale... un odore che appartiene ai giardini dimenticati della tua giovinezza ad Arvandor, un'anomalia che spezza la puzza di fango e sudore del mondo mortale... Daran si sveglia di colpo, fissando il fumo profumato con gli occhi sbarrati dal terrore, mentre Lyra scatta in piedi stringendo l'impugnatura del pugnale e Fratello Corin si scherma il volto con una mano, guardandoti con un misto di devozione e paura... la terra sotto di voi sembra aver risposto alla tua preghiera, o forse ha solo rigurgitato un frammento del passato che custodiva tra le sue crepe... @
  15. Nethlypsis Alrishkmel Vyravys , Tielfing (nata da genitori elfi) stregona sangue di drago Oh e finalmente un collegamento....dico dopo aver sentito le parole del vecchio bibliotecario e comunque...dico poi verso il nuovo bibliotecario con voce stizzita...io stavo cercando proprio i libri che parlavano delle profezie elfiche... perciò potresti dirci a chi hai venduto i libri , quelli sugli homunculi e quelli sulle profezie... @ DM
  16. @Monkey77 Si per sapienza magica Si per il cambio di arma
  17. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    La disciplina del gruppo si rivela impeccabile sotto lo sguardo severo di Kaelen. Zarath si muove come un predatore che impara un nuovo territorio: i suoi occhi da nomade assimilano ogni scarto laterale della guida, decifrando come la cenere si accumula diversamente sulle sacche di gas rispetto alla roccia solida. Quando il tiefling indossa le sue lenti dell'aquila, la nebbia sulfurea sembra diradarsi. Il suo maglio è già saldo in pugno mentre scivola dietro un masso poroso. Poco distante, Fiore Della Giungla svanisce letteralmente alla vista: la sua armatura mimetica si fonde così perfettamente con le scaglie di pietra grigia che persino il cacciatore deve battere le palpebre due volte per ritrovarla. Devras si rannicchia stringendo il bastone, immobile e concentrato. Shamàsh, premuroso fino all'ultimo per la coesione della fila, si assicura che tutti siano coperti prima di scivolare a sua volta nell'ombra. Il paladino soffoca un colpo di tosse dietro lo scialle di tessuto pesante: muoversi con armature pesanti e ferraglia in questo silenzio di tomba è un'impresa, e i sassi sotto i suoi stivali mandano un debole scricchiolio prima che riesca a stabilizzarsi. Kaelen avverte quel piccolo rumore e stringe i denti, rimanendo piatto contro la parete di roccia. Ormai, però, la minaccia è sopra di voi. Grazie alle lenti dell'aquila e all'incredibile prontezza di Fiore, riuscite a vedere chiaramente la fonte di quel suono metallico prima che vi sia addosso. Dalla gola fumosa emerge una figura grottesca e imponente. È un Costrutto di Scarto, un'aberrazione di ferro arrugginito, piastre saldate male e ingranaggi scoperti, alta più di due metri. La creatura avanza barcollando sulle sue gambe asimmetriche, ma la parte più terrificante è il suo nucleo , una fornace ardente incassata nel petto, che sputa fumo nero e scorie incandescenti a ogni passo ritmico. Il mostro non vi ha visti. Sta seguendo la traccia del sentiero, calpestando i cumuli di cenere profonda con la sua mole pesante. Ma proprio mentre si trova a metà strada tra il nascondiglio di Zarath e quello di Fiore, la creatura si blocca. La sua testa fatta di grate di ferro ruota di scatto verso la roccia dove si è rifugiato Shamàsh, attratta dall'eco di quel guscio di metallo che ha toccato la pietra. La fornace nel suo petto brilla di un rosso più vivo, emettendo un fischio di pressione surriscaldata. Kaelen vi lancia un'occhiata fulminea di profilo, sollevando tre dita della mano libera. Vi sta indicando i tre punti ciechi sui fianchi della macchina. Il cacciatore sblocca silenziosamente la lama mezza seghettata. Il fattore sorpresa è ancora dalla vostra parte, ma avete solo un istante prima che il costrutto inizi a bruciare l'area. @ Disposizione per lo scontro @ Tutti
  18. Un pesante silenzio cala sulla passerella di pietra, le guardie dell'Abbazia non abbassano i balestroni ma lo sguardo del vecchio sacerdote si fa incredibilmente acuto mentre soppesa le parole di Erika e Shage, muovendosi lentamente lungo il camminamento per studiarvi dall'alto... La postura fiera di Erika, che maschera la voce con impeccabile fermezza marziale, e l'eloquenza calibrata di Shage colpiscono nel segno, offrendo al prelato l'unica moneta preziosa in un momento di paranoia militare, ovvero una prova formale ed indiscutibile... A quel punto anche Akseli si fa avanti con estrema lentezza per non allarmare le sentinelle, mostrando la pergamena sigillata del Lord con movimenti calmi e ben visibili, offrendo la sua spiegazione accademica e rispettosa che cita esplicitamente Highmoon, Lord Ulath e il legame tra l'oscurità che vi perseguita e la minaccia drow... Sentire il nome del Lord e il riferimento a quelle forze occulte apre una visibile crepa nella rigidità del sacerdote... solleva una mano corazzata facendo un breve cenno ai balestrieri, che pur rimanendo in posizione allentano la tensione sui grilletti, e si sporge leggermente dalla passerella, fissando gli occhi prima sulla pergamena e poi sull'araldica del capitano: Un Dragone Purpureo del Cormyr, un bardo che viaggia sotto le insegne di Highmoon e parole che portano il peso dei dotti... tempi folli richiedono davvero strane alleanze... Fratello Joshua, cala il cesto dei messaggi alla corda est, prendete la pergamena dei viandanti... e che nessuno tocchi le armi finché non avrò spezzato quel sigillo di cera. Pochi istanti dopo, un piccolo cesto di vimini legato a una corda di canapa scivola lungo la pietra chiara della cinta muraria, dondolando a pochi metri da voi e dal cavallo di Vaulath, che sbuffa nervoso per il freddo... Mantenendo i movimenti calmi e controllati, posate il lasciapassare nel cesto, che viene recuperato rapidamente lassù, dove il sacerdote riceve il documento, rompe il sigillo con la punta di un pugnale ed esamina le righe scritte di pugno dal Lord... I suoi occhi scorrono il testo per lunghi secondi, confrontando la grafia e la cera con formule che evidentemente conosce fin troppo bene, e quando rialza lo sguardo la severità sul suo volto svanisce, sostituita da una cupa e profonda preoccupazione mentre osserva i vostri mantelli logorati dal gelo parassitario, comprendendo la gravità di ciò che Akseli ha appena accennato...Il sigillo è autentico, siete ciò che dite di essere e la parola del Lord non si discute, nemmeno quando le ombre strisciano tra i granai... chiedo venia per la mia durezza, capitano Vaardenberg, e a voi, mastro mago... ma Chauntea ci impone di proteggere il seme della vita con ogni mezzo quando i parassiti della notte assaltano il raccolto... Levate le sbarre! Aprite il portone della Casa del Raccolto e fate strada ai cavalli verso le stalle calde dell'ospizio! Con un sordo stridore di catene e il pesante scatto dei chiavistelli di ferro, i monumentali battenti di bronzo dell'Abbazia iniziano a ruotare verso l'interno, rivelando la monumentale tenuta fortificata dell'Abbazia del Fascio Dorato...oltre la soglia, l'aria profuma di fieno asciutto, legna bruciata e pane appena sfornato, un contrasto quasi violento con l'angoscia geometrica e il freddo innaturale che vi ha perseguitato lungo la Moonsea Ride. Mentre alcuni novizi accorrono per prendere le redini dei vostri cavalli da tiro, visibilmente rigidi e scossi dal viaggio, la figura imponente vista sulle mura scompare dal camminamento di guardia per scendere i gradini di pietra del cortile, venendovi incontro a piedi nudi sul selciato parzialmente ripulito dalla neve, incurante del freddo, avanzando con passo solenne... Da vicino, la sua armatura di piastre lucide mostra i graffi recenti di lame sottili, e il pesante martello d'arme che pende dalla sua cintura emana una debole aura di magia divina... L'uomo si ferma a pochi passi da voi, incrociando i polsi sul petto nel tipico saluto dei devoti di Chauntea, restituendovi il documento... Il mio nome è Fratello Derim Whiteshield, custode di questa Casa del Raccolto... le parole del Lord di Mistledale descrivono una minaccia insolita, ma ciò che ho sentito dalle vostre bocche, quello che vedo nei vostri occhi e il logorio che vi portate addosso parlano in modo ancora più chiaro... siete scampati a qualcosa che va ben oltre una semplice bufera invernale... le mie guardie vigileranno sui vostri animali, voi venite con me... troppo sangue è stato versato nei campi esterni a causa dei drow del Casato Jaelre, e se ciò che custodite ha a che fare con la corruzione che sta avvelenando questa terra, come il vostro mago ha giustamente intuito, dobbiamo parlarne dove le orecchie degli elfi scuri non possono arrivare... Fratello Derim vi fa strada attraverso il cortile, superando i granai blindati e i camminamenti presidiati dai balestrieri, conducendovi fino al cuore del massiccio edificio dell'ospizio... Superata una pesante porta di quercia rinforzata, l'eco della bufera svanisce del tutto e vi ritrovate in una sala privata dalle spesse mura di pietra chiara, dominata da un imponente camino in cui un grande ceppo di quercia brucia con vigore, diffondendo un calore intenso, vivo e rassicurante... I vostri mantelli iniziano finalmente a scongelarsi, gocciolando sul pavimento, mentre la morsa parassitaria che vi ha oppresso l'anima per due lunghi giorni comincia a cedere sotto i colpi del calore sacro del tempio... Il chierico si toglie il pesante mantello di lana, si siede stancamente su una panca di legno di fronte al focolare e vi indica i seggi vicini alla fiamma, fissando infine lo sguardo sui vostri bagagli, pronto a scoprire quale oscuro segreto vi ha spinti fin qui...Sedetevi e scaldatevi le ossa... ora, davanti a questo fuoco, raccontatemi ogni cosa... @ Tutti
  19. @L_Oscuro dovresti postare .
  20. Garok Fireheart , mezzo gigante combattente psionico In locanda
  21. Freydis del clan dell'orso nero Io non ho mai creduto che avrebbe mantenuto la parola...ma di certo il villaggio non può imbarcarsi in una guerra contro gli uomini pesce è andata bene solo perchè noi eravamo qui , meglio a questo punto accordarsi... vedremo comunque quello che porteranno per riavere il corno , e speriamo che il re si faccia vedere...
  22. Maybelle Petit Non pensavo che i fantasmi potessero parlare...dico sapendo bene che è un campo a me ignoto... poi mi rivolgo al fantasma...Siamo dei cavalieri e come dice il mio compagno ti aiuteremo...
  23. Le tue parole cadono sul cerchio del fuoco come pietre pesanti, cariche di un'eco che non appartiene a questo secolo... l'anziano boscaiolo smette di borbottare, sollevando lo sguardo vitreo verso di te, mentre la donna interrompe del tutto il rammendo delle cinghie di cuoio, stringendo gli occhi nel tentativo di decifrare quei nomi incomprensibili... Vyshaantar... Miyeritar... suonano nella loro lingua come parole fatte di sassi e foglie secche, suoni persi in un passato di cui nessuno, tra la gente del popolo, conserva più nemmeno la leggenda... Quando tiri fuori il pezzo di legno intagliato a forma di falce di luna, confessando quel vuoto opprimente e parlando del silenzio del tuo dio come se fosse una presenza quotidiana, tra i presenti scende un silenzio denso, interrotto solo dallo scoppiettio della legna verde... per un uomo comune sentire la voce di un dio nella testa è il segno della follia o di una benedizione spaventosa, specialmente dopo che gli dèi hanno camminato nel fango della terra lasciando solo macerie... Il chierico vestito di stracci, tuttavia, non si ritrae... osserva il simbolo della luna con un rispetto profondo, quasi commosso, e un sorriso stanco ma sinceramente ospitale gli illumina il volto segnato... Se la tua spada è fedele alla giustizia di Corellon, Silyndor, allora non serve oro per viaggiare con noi... la pista è lunga e la brughiera non ha pietà dei solitari... dice il religioso, abbassando la testa con solennità prima di indicarti il corpo addormentato del fanciullo, avvicinati pure... la grazia dei Seldarine sarà anche distante, ma il Piangente accoglie ogni mano tesa a lenire il dolore... qualunque aiuto tu possa dare a questo piccolo è una benedizione... Ti sposti sulla paglia, avvicinandoti alle gambe del bambino... quando sfiori i lembi della coperta, avverti subito che non si tratta di una ferita comune... la carne intorno alle piaghe grigie è fredda, innaturale, e sotto la pelle i vasi sanguigni sembrano cristallizzati in minuscoli filamenti violacei... è l'impronta della magia selvaggia che ha deformato il tessuto della realtà, ma dentro di te, da qualche parte nei tuoi ricordi eterei, senti che quella distorsione sta reagendo con qualcosa di antico radicato nella terra... Mentre esamini il ragazzo, avverti lo sguardo della donna fisso su di te... ha ascoltato la tua domanda sulle comunità elfiche, e nei suoi occhi ibridi passa un'ombra di amara consapevolezza... si sporge in avanti, appoggiando i gomiti sulle ginocchia, e la sua voce scende di un tono per non farsi sentire oltre la palizzata... Comunità elfiche qui intorno? No, Silyndor... nell'Alta Brughiera non troverai templi splendenti o città del Popolo Gentilizio... i pochi elfi rimasti da queste parti si nascondono nel profondo del Bosco Nebbioso, a ovest, ma sono selvaggi... diffidenti... non amano gli umani e amano ancora meno chi viaggia con loro... la donna fa una breve pausa, lanciando un'occhiata d'intesa al chierico, prima di riprendere, se cerchi un sacerdote che sappia ancora leggere le stelle o che ricordi i vecchi dèi, la tua scommessa migliore è Secomber... c'è un vecchio quartiere lì, dove alcuni elfi si rifugiano prima di decidere se intraprendere la Grande Ritirata verso l'oceano... ed è proprio lì che siamo diretti... Il vento della brughiera torna a sferzare l'accampamento con un sibilo acuto, facendo oscillare i carri protettivi, mentre i lampi violacei nel cielo continuano a rischiarare la nebbia... la notte è appena iniziata, e per quanto ti senta debole e reciso dal tuo piano natio, per la prima volta dopo due mesi non sei più solo a guardare l'oscurità... @
  24. La donna interrompe per un istante il suo lavoro con i finimenti del cavallo, ti squadra con i suoi occhi acuti, notando il modo fiero in cui ti muovi anche nella stanchezza, e ti passa una scodella di legno consumata, colma di un brodo di radici caldo e dal sapore decisamente terroso. Forse tutte e due le cose, allora... un po' di storie e un po' di tregua, risponde la donna, accennando un sorriso tirato che accentua la strana asimmetria dei suoi tratti, così alieni per la tua memoria antica ma così tremendamente concreti nella realtà di oggi...le strade sicure? Straniero, non credo esista più una strada sicura tra qui e il Mare delle Stelle Cadute... se resti sulla pista principale verso Secomber, rischi solo di imbatterti nelle pattuglie dei mercenari che chiedono dazi inesistenti, o nei disperati che hanno perso la fattoria l'anno scorso e ora cercano solo qualcosa da mettere sotto i denti... ma se ti addentri troppo nella brughiera... beh, lì ci sono cose peggiori dei banditi... cose che la terra ha sputato fuori da quando il cielo ha iniziato a bruciare di quei lampi viola... A quelle parole, l'uomo anziano seduto sul tronco ha un sussulto visibile, stringe l'icona di legno al petto con nodosa ferocia, continuando a fissare le braci come se temesse che un demone possa uscirne da un momento all'altro per ghermirlo... La Magia Matta...sibila il vecchio, la voce ridotta a un sussurro tremante e spaventato, ha infettato le colline... ho visto le pietre sanguinare due lune fa... gli dèi ci hanno abbandonati a noi stessi, o peggio, ci hanno lasciato in mano a quel nuovo macellaio che siede sul trono dei morti... Cyric... che la sua ombra non ci trovi mai... Frena quella lingua, vecchio, o attirerai davvero la sfortuna su questo campo, lo interrompe bruscamente la donna, tornando a tirare i lacci di cuoio con un gesto secco, anche se un brivido di autentica inquietudine le attraversa lo sguardo all'udire quel nome. Nel frattempo, l'uomo avvolto nei paramenti logori termina di stringere l'ultima fascia intorno alla caviglia del ragazzino, che ora sembra aver smesso di tremare e si addormenta appoggiando la testa su un vecchio sacco di tela... il religioso si solleva faticosamente, pulendosi le mani piene di cenere e fango su uno straccio, prima di incrociare il tuo sguardo con una calma profonda, intrisa di una compassione laica che risuona stranamente con il tuo antico istinto celestiale. Non ringraziarci per così poco, fratello...dice l'uomo dei paramenti, avvicinandosi al fuoco e sedendosi non lontano da te, mentre sul suo petto il simbolo delle mani giunte con i polsi incatenati oscilla leggermente...in questi tempi di sofferenza, negare il fuoco a un viandante significa condannarlo...e il Piangente ci insegna che il dolore condiviso è l'unico modo per non perdere la nostra umanità...chiedevi del ragazzo , non è stata un'arma a ridurlo così... tre giorni fa la sua famiglia stava fuggendo dalle terre dell'est, hanno attraversato una gola dove l'aria odorava di uova marce e i fulmini viola colpivano la roccia senza fare rumore... una di quelle saette ha colpito il terreno a pochi passi da lui, non lo ha bruciato, ma le sue gambe si sono ricoperte di piaghe grigie e la carne ha iniziato a farsi fredda come il ghiaccio , i suoi genitori sono fuggiti terrorizzati, scambiandolo per un maledetto , lo abbiamo trovato noi lungo la pista, abbandonato a morire... Il chierico lancia uno sguardo carico di tristezza verso il cielo plumbeo, dove un altro lampo violaceo solca silenziosamente le nuvole basse sopra l'Alta Brughiera... La Trama è sfilacciata, straniero, è instabile, e noi mortali ne paghiamo il prezzo... ma tu non sembri un mercante, né un semplice fuggiasco... cerchi qualcosa in questa terra desolata, oltre a un rifugio per la notte?
  25. Vivienne Larksong Guardo Caelum pronto a balzare sulle spalle di Chand, poi mi volto verso Kaerith, annuendo convinta alle sue parole. Hai perfettamente ragione Kaerith , lasciare Caelum da solo là dentro è troppo pericoloso, soprattutto con quell'odore di fumo nell'aria...sussurro, stringendo la presa sul mio scudo...Mandare avanti anche Gib per un'avanscoperta furtiva è un'ottima idea , è piccolo, sa muoversi senza farsi notare ed entrambi possono darsi manforte...Chand, reggi bene Celum e poi aiuta a salire anche Gib , noi rimaniamo qui sotto a coprire le spalle e pronte a seguirli. poi prima che i due inizino la scalata, faccio un passo avanti e allungo le mani per sfiorare prima la spalla di Caelum e poi quella di Gib, sussurrando una preghiera breve e intensa , una tenue e calda luce argentea, il tocco della Signora d'Argento, avvolge per un istante i miei due compagni. La Signora d'Argento guidi i vostri passi e le vostre mani...aggiungo in tono solenne, mentre il potere divino infonde in loro una rinnovata prontezza...Ora andate, e fate attenzione. @ DM

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