Tutti i contenuti pubblicati da Dardan
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Passaggio verso nord
@ All'esterno della torre (Lorelai e Tiburzia) @ All'interno della torre @ Tutti
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La luna crescente
Valeria risponde all'ultima domanda di Selyra con uno sguardo freddo che non ammette repliche, ignorando la promessa di Shamàsh come se fosse il delirio di un sognatore. Se gliela date un po' per volta lo farete solo soffrire più a lungo taglia corto l'oste. Kaelen non è un cane da tenere al guinzaglio con i premi. Se capisce che state giocando con il suo fiato, vi lascerà marcire nel primo fosso di cenere. Dategli la fiala, fategli fare un respiro pulito e vedrete che farà il suo lavoro. Ora andate... Con queste ultime parole e il monaco ormai ridotto a un guscio vuoto che respira a fatica, spingete il pesante portone dell'Ultimo Riposo e vi dirigete nel Vicolo del Vetriolo. L'oscurità qui è totale, spezzata solo dai rari riflessi scarlatti di Vermilia che filtrano tra le lame dei tetti alti e stretti. L'aria puzza di acido e zolfo; i canali di scolo ai lati della via ribollono di un liquido verdastro che consuma la pietra. Zarath tiene la boccetta al sicuro sotto il mantello, mentre il Catalizzatore Instabile al fianco continua a vibrare, indicando il Nord. Avanzate nell'ombra per qualche minuto, rasente ai muri di ossidiana per evitare di calpestare le pozzanghere corrosive. I ciottoli a forma di denti marci scricchiolano sotto i vostri stivali. Ben presto, l'odore acre del vetriolo cede il passo a quello secco e soffocante della polvere di carbone. Siete arrivati ai depositi dell'Anello Esterno: immense montagne di combustibile nero che assorbono la luce della Luna Rossa come spugne. Il silenzio viene bruscamente interrotto. Dall'oscurità di uno dei cumuli di carbone, a pochi metri da voi, sentite il rumore netto di un metallo che stride , un'armatura pesante , seguito da un sussurro concitato che non appartiene alle creature della notte. Fermi tutti!...sibila una voce rauca dall'ombra del deposito...Non fate un altro passo. Chi siete e cosa portate sotto quei mantelli? Le pattuglie della Porta del Ferro non scherzano stanotte. Identificatevi, o il ferro parlerà per noi. Nel buio fitto del deposito, i vostri sensi percepiscono il bagliore metallico di tre baliste pesanti portatili puntate nella vostra direzione, pronte a scattare. Le sagome appartengono a disertori o cacciatori della città rimasti intrappolati fuori dal coprifuoco, e sono chiaramente terrorizzati e pronti a tutto. @ Tutti
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Il Tempo dei Perduti
L'eco del grido di battaglia di Erika sfuma contro le pareti di roccia della gola, lasciando spazio al crepitio della neve sotto gli stivali e al respiro pesante dei cavalli, che iniziano lentamente a calmarsi. Shage si avvicina a Erika, lasciandosi trasportare dall'adrenalina del momento. L'abbraccio caloroso stringe l'armatura fredda e sporca di sangue della guerriera, che si irrigidisce immediatamente. Il contrasto tra l'entusiasmo celestiale del bardo e la rigida disciplina militare di Erika crea un attimo di palpabile imbarazzo nella gola gelata. Dopo il secco avvertimento della ragazza, Shage ritrova il contegno e agita la sua bacchetta, pronunciando le parole di potere. La magia si focalizza sul braccio di Erika lacerato dalle zanne d'ombra. La carne si ricompone parzialmente con la prima scarica di energia, poi il potere divino chiude definitivamente i tessuti con la seconda. Erika recupera le forze, le ferite si rimarginano lasciando solo cicatrici superficiali e il freddo innaturale trasmesso dal morso svanisce. @ Erika & Shage Poco distante, la massiccia tigre delle nevi compie un ultimo scatto nervoso, sollevando una nuvola di cristalli ghiacciati, prima di arrestarsi. L'istinto selvaggio della caccia pulsa ancora nei muscoli della fiera, ma la mente razionale del Druido riprende il controllo. La sagoma felina inizia a sfocarsi e a contrarsi: il pelo candido si ritira e la carne muta visibilmente. Nel giro di pochi istanti, la maestosa figura di un Goliath ricompare nella gola. La freccia goblin che lo aveva colpito alla spalla cade nella neve, poichè la ferita stessa svanisce con il dissolversi della forma selvatica. Vaulath rompe il silenzio, ansimando, ponendo la domanda cruciale sul reale bersaglio dell'imboscata. Akseli si avvicina alla pozza di liquido nero e maleodorante dove i resti della creatura d'ombra si stanno sfaldando. Il mago ricorre alle sue conoscenze arcane e chiede il supporto del sapere bardico di Shage. Nonostante il corpo si stia dissolvendo rapidamente, i due notano una bizzarra distorsione della luce attorno alla pozza e una consistenza che non appartiene alla fauna del Faerûn. Questo essere era un comune lupo delle Valli, ma la corruzione che lo ha mutato ha la stessa impronta energetica, lo stesso sapore di vuoto interiore e quel freddo parassitario emanato dal medaglione di bronzo nero che trasportate nei bagagli. Non è stata un'imboscata casuale: la creatura sembrava letteralmente attratta dalla presenza dell'artefatto, e ha trascinato i goblin locali in questa follia. Mentre analizzate i resti, lo sguardo si posa nuovamente sul carro ribaltato a trenta metri da voi. Ora che il pericolo è cessato, notate che le casse sventrate contenevano per lo più grano, stoffe grezze e utensili da lavoro diretti verso qualche fattoria isolata di Mistledale. I goblin hanno rubato solo le razioni di cibo secco e gli oggetti metallici lucidi. Le tracce sulla neve sono evidenti. Oltre alla scia disordinata lasciata dai quattro goblin in fuga verso il costone sinistro, notate vecchie impronte profonde che provengono da nord, proprio dal fitto della foresta di Cormanthor. Sembra che la banda di goblin stanziata nella zona si stia muovendo in modo insolitamente aggressivo, spinta da una fame o da una paura innaturale. Inoltre non ci sono cadaveri dei mercanti, ma evidenti segni di trascinamento nella neve che risalgono il costone roccioso. I goblin potrebbero aver preso dei prigionieri. Il cielo sopra di voi è sempre più plumbeo e i vostri cavalli sbuffano nervosi. L'Abbazia del Fascio Dorato dista ancora diverse ore di viaggio, e una bufera di neve sta per scatenarsi. @ Tutti
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TdS
@Albedo @Bomba @Cuppo @Landar @shadyfighter07 I perni congelati sono quelli delle gabbie.
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Vento di Sangue 2 - Parte 2
Freydis del clan dell'orso nero Appoggio a terra il corno e riprendo le mie dimensioni normali... Questa piccola scaramuccia mi ha fatto appena scaldare , gli uomini pesce non sono un gran che , ci fosse stato il loro re allora si che sarebbe stata una battaglia interessante... comunque non devono essere molto svegli , che pensavano di fare oggi dopo la batosta di ieri... facciamo vedere il corno allo sciamano , di certo quella vecchia aringa essiccata saprà di cosa si tratta...
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Topic di Servizio Cultisti
Nemmeno io 🤣
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Prima missione - Per una giusta causa
Il silenzio torna a gravare sulla piazza di madreperla, interrotto solo dal fluire sommesso dell'acqua nei canali sospesi di Myth Nantar. Le tre guardie slanciate scambiano sguardi perplessi: i nomi dei Blissen o dei vecchi debiti della terraferma non dicono loro assolutamente nulla. Per i soldati, siete solo due intrusi piovuti dal cielo a causa di un portale malfunzionante. Ma quando James elenca con precisione l'aspetto delle gemelle – una nata elfa con gli occhi verdi e i capelli biondi, l'altra tiefling con la pelle grigiastra e le corna nere, entrambe con lo stesso portamento regale e quel ciondolo a forma di insetto verde – la guardia al centro si irrigidisce visibilmente. Abbassa del tutto il tridente. I suoi occhi completamente neri si spalancano, fissando lo sciamano con un misto di incredulità e timore reverenziale. Le Spose della Marea...dice il guerriero slanciato, e la sua voce ha perso ogni traccia di ostilità, sostituita da un sussurro carico di stupore mistico. Voi non sapete , ma state descrivendo un'antichissima leggenda che ogni abitante di questo mare apprende fin dall'infanzia. La manifestazione della Marea Chiara e della Marea Scura, nate nello stesso grembo mortale laddove l'onda si infrange sulla costa. A quel punto, la nobildonna della Sembia, che fino a quel momento vi aveva studiato in silenzio, fa un passo avanti. La sua postura calcolatrice svanisce per un istante, sostituita da un'espressione di puro sconcerto. Fissa James, poi sposta lo sguardo sul guerriero, e infine i suoi occhi si posano sull'astrolabio spento ai piedi dello sciamano. Le sue dita inanellate si stringono attorno alla giada del bastone da passeggio con una forza tale da far tremare i sottili fili d'argento della sua veste blu notte. Una leggenda?...interviene la donna, e la sua voce, di solito ferma e abituata a comandare, tradisce un brivido freddo. Voi credete che sia solo un racconto per spaventare i marinai nelle taverne della costa, ma se quello che dice questo sciamano è vero, allora la Sembia e i cartelli commerciali della terraferma stanno giocando con qualcosa che non possono controllare. Lassù circolavano voci confuse su due gemelle insolite nate nel Vast, ma nessuno conosceva i dettagli della loro stirpe. Se quelle fanciulle corrispondono a questa descrizione, chiunque le abbia volute come pegno non stava cercando di riscuotere un semplice debito d'oro. Sta cercando di mettere le mani sulle due maree. Il capo delle guardie si riscuote dalle parole della nobildonna e torna a guardare voi, stringendo nuovamente la presa sul fusto del tridente. L'atmosfera sulla piazza si fa improvvisamente rigida e carica di stallo: la presenza della nobildonna e la gravità del mito teologico creano una spaccatura d'interessi immediata. Se la vostra storia è reale, stranieri, questa faccenda non può essere liquidata su questa banchina...dichiara il soldato con tono solenne e inflessibile, mentre i suoi due compagni fanno un passo avanti per isolarvi...secondo le antiche leggi, chiunque porti notizie che minacciano l'equilibrio delle maree deve essere scortato immediatamente davanti ai Custodi della Magia per essere sottoposto a un esame arcano. E quell'astrolabio di corallo nero verrà trattenuto dalla guarnigione come prova. La nobildonna sembiana batte con forza il bastone di giada sulla madreperla, interrompendo il guerriero con un suono secco. I suoi occhi castani lampeggiano di un'intenzione tagliente e ambiziosa. Non fatemi ridere, Capitano. Se li trascinate davanti ai Custodi, la vostra burocrazia sottomarina impiegherà giorni solo per decidere quale rituale di verità utilizzare. Nel frattempo, lassù sulla terraferma, il tempo stringe e quelle ragazze rischiano di essere corrotte o vendute al miglior offerente. Se l'equilibrio si spezza, crolleranno sia i vostri mercati che i miei affari. La donna si volta verso James e Ravska, studiando le vostre armature infangate. Io possiedo un portale commerciale privato nel mio avamposto, sintonizzato direttamente con le banchine di Tsurlagol. Posso farvi superare le sentinelle del Mythal e rimandarvi indietro immediatamente, senza che passiate dalle celle della guarnigione. Ma esigo una cosa in cambio: una volta che avrete risolto la questione sulla terraferma, quell'astrolabio dovrà essere consegnato a me per i miei studi personali , scegliete in fretta, prima che i soldati chiamino i rinforzi. La guardia al centro si irrigidisce alle parole della nobildonna e fa un passo avanti, piantando il tridente sulla madreperla con un colpo secco che fa risuonare la pietra. La luce azzurrina sulle tre punte ricomincia a pulsare, carica di avvertimento. Voi superate i vostri confini, signora...ribatte il guerriero slanciato, e la sua voce si fa tagliente come un guscio di cirripede...la vostra licenza commerciale vi permette di scambiare merci sulle nostre banchine, non di interferire con le leggi del Mythal o di contrabbandare intrusi oltre le nostre sentinelle. Se quel congegno è legato al risveglio delle Spose della Marea, appartiene a questo mare, non alle casseforti dei mercanti della terraferma. La seconda guardia stringe la presa sulla sua arma, tenendo gli occhi fissi su Ravska per anticipare un suo eventuale scatto verso il portale privato della donna. Nessun portale commerciale si aprirà senza il sigillo della guarnigione...continua la guardia al centro, rivolgendosi ora direttamente a James e Ravska...non lasciatevi ingannare dalle sue promesse d'oro, stranieri. La Sembia cerca solo di mettere le mani su un potere che non le appartiene. Se tentate di fuggire nei suoi magazzini, verrete trattati come criminali e l'astrolabio vi verrà strappato con la forza. Cedete lo strumento ora, e l'Alto Consiglio valuterà la vostra buona fede. La nobildonna non arretra di un millimetro, limitandosi a sollevare un sopracciglio con un sorriso freddo e provocatorio, tenendo una mano vicina alla tiara d'argento, pronta a reagire se la situazione dovesse precipitare. @ Tutti
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Un Futuro Migliore
Dardan ha risposto a Alonewolf87 a un discussione Discussioni in Ritorno al Tempio del Male ElementaleGarok Fireheart , mezzo gigante combattente psionico In locanda
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Uccisori di Giganti - Gruppo Unico (Topic di Servizio)
Ok pensavo che quello nel semipiano fosse un capo , magari con livelli da mago o chierico .
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Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong Annuisco impercettibilmente al gesto di Caelum, stringendo saldamente il manico del mio martello da guerra mentre il cuore accelera il battito. I miei occhi, abituati alla penombra, seguono la sagoma di Gib che si sposta rapida sulla sinistra nel fitto dei rami: è isolato, e il draco sta puntando dritto verso di lui. Quando Caelum sussurra di tenerci pronti ed esce dal riparo, capisco che la furtività è agli sgoccioli. Mi sposto di un paio di passi di lato, rimanendo bassa e radente alla boscaglia per non intralciare la sua linea di tiro, ma posizionandomi in modo da poter scattare sia in difesa di Caelum sia verso la traiettoria di Gib. Impugno lo scudo sul braccio sinistro e sollevo leggermente il martello, tenendomi pronta a scattare. @ DM
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Passaggio verso nord
@ All'interno della torre @ All'esterno della torre (Lorelai) @ Tutti
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Uccisori di Giganti - Gruppo Unico (Topic di Servizio)
Temo che non abbiamo il livello adatto per bloccargli il passaggio nel piano materiale... non penso ci sia altra scelta se non quella di attaccarlo , ma il nostro scopo non deve essere ucciderlo ma scacciarlo , se gli diamo abbastanza fastidio potrebbe rinunciare . Non credo siano lo stesso gigante , quello del castello è un gigante della morte mi pare .
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La luna crescente
Valeria osserva Zarath studiare la boccetta alla luce ambrata, poi sposta lo sguardo su Fiore e Selyra, ignorando il tentativo di ballata del bardo con un leggero scuotimento di capo. Il ronzio del cilindro al vostro fianco si fa più profondo, quasi volesse masticare il silenzio della locanda. Quella boccetta basta a tenerlo in vita e lucido per un mese intero, non di più risponde Valeria, asciugandosi le mani ruvide sul grembiule di cuoio scuro. È un distillato concentrato. Gli darà abbastanza fiato per portarvi al Porto di Scoria e farvi superare le prime lande desolate, ma una volta esaurito, i fumi del Nord ricominceranno a consumarlo dall'interno. E no, non serve a voi. I vostri polmoni sono ancora sani, per ora. Se la beveste, lo zolfo purificato vi brucerebbe lo stomaco come acido di drago. Per riprodurla serve un alchimista dell'Anello Interno, o un miracolo. Quindi vedete di non romperla durante la strada, perché non ne troverete un'altra prima di essere usciti da questo inferno. Fa un piccolo cenno col capo verso Devras, accettando il ringraziamento con una freddezza che nasconde una punta di rispetto. Poi torna a farsi seria, appoggiando i palmi sul legno scuro del bancone e sporgendosi in avanti. Se volete muovervi con discrezione, evitate la Strada del Mercurio Ribollente. I flussi bioluminescenti proiettano troppe ombre, e le ombre qui si staccano dai muri quando Vermilia è alta. Passate invece per il Vicolo del Vetriolo fino all'Anello Esterno, poi tagliate dentro i depositi di carbone. Lì la fuliggine spegne la luce scarlatta, ma tenete gli occhi aperti: i disperati ci si nascondono dentro per non farsi trovare dalle ronde della Porta del Ferro. Se vi vedono, non faranno domande. Vi scambieranno per ladri o disertori, e le lame dei cacciatori si muovono prima delle loro bocche. Mentre Valeria parla, il monaco cieco nell'angolo si accascia improvvisamente sulla sedia, esalando un lungo sospiro grigiastro che puzza di cenere vecchia. Il calore bianco che emanava dalle sue ferite si spegne di colpo, lasciando la locanda nuovamente immersa nel freddo umido della città. Le sue labbra smettono di tremare e l'uomo torna nel suo stato di catatonia immobile, come se il contatto spirituale con il vostro artefatto lo avesse prosciugato di ogni energia residua. Il cilindro di ferro al vostro fianco dà un ultimo, violento strattone contro la cinghia del mantello. Le sue rune cremisi brillano con un'intensità quasi dolorosa, indicando una direzione precisa: Nord, verso le mura, vibrando a ogni battito del vostro cuore. @ Tutti
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Prima missione - Per una giusta causa
Il silenzio che segue le vostre parole è rotto solo dal fluire sommesso dell'acqua nei canali aerei. Le tre guardie slanciate scambiano uno sguardo rapido e confuso, mormorando tra loro in una lingua dai suoni fluidi che assomiglia al canto delle balene. La guardia al centro abbassa di qualche centimetro il tridente, ma la luce azzurrina sulle punte non si spegne. @ Ravska Tsurlagol... ripete il guerriero, masticando le consonanti come se dovessero scivolare via come onde. Siete molto lontani dalle vostre mura di pietra, Raskva Rimvald. Ma i nomi che avete pronunciato non significano nulla per noi. Nessun umano chiamato Blissen ha mai camminato sulle strade di questa città, né ha mai ottenuto il diritto di respirare sotto il nostro cielo di specchi. Dalla folla del mercato, attirata dal lampo del vostro arrivo, si fa avanti una figura che contrasta nettamente con la fisionomia degli abitanti acquatici. Si tratta di una donna umana sulla trentina, dall'indiscutibile lignaggio delle Terre Centrali, che si muove con la postura fiera e calcolatrice dell'alta aristocrazia mercantile della Sembia. I suoi abiti sono un capolavoro di sfarzo e ingegneria: indossa una veste accollata di seta pesante color blu notte, intessuta con fili d'argento che brillano como costellazioni sotto la luce dei coralli bioluminescenti. Nonostante l'estrema umidità del luogo sottomarino, il tessuto non ha una singola piega ed è totalmente idrorepellente. Tra i capelli neri, raccolti in un'acconciatura impeccabile che non risente minimamente dei flussi magici della piazza, spicca una tiara d'argento brunito incastonata con un'opale di fuoco fluttuante, che emana un debole alone di magia protettiva. Le sue dita, affusolate e inanellate d'oro bianco, stringono un bastone da passeggio dal pomello di giada scolpita a forma di leone rampante. Vi squadra da capo a piedi con occhi castani, acuti e penetranti, valutando istintivamente il valore del vostro equipaggiamento e il fango rappreso sulle vostre armature. Poi, si rivolge a voi con una voce ferma, melodiosa e abituata a impartire ordini. Il Capitano ha ragione, mia cara Raskva. dice la nobildonna, osservandovi con un misto di calcolo e divertimento. Gestisco personalmente le rotte e i registri d'ingresso dei forestieri in questa colonia e posso garantirvi che nessun mercante con quel nome è mai stato registrato. Se i vostri Blissen stavano fuggendo, la loro pista non porta tra queste banchine. Voi due, però, siete un mistero decisamente più interessante. La donna fa un passo avanti, piantando il bastone di giada sulla madreperla della piazza. Allarga un braccio per indicare i canali aerei, le navi affusolate che fluttuano sotto di voi e la monumentale barriera di magia che tiene sospeso l'oceano sopra le vostre teste. Visto che lo avete chiesto con tanta grazia, vi toglierò subito il dubbio su dove siete capitati. Siete a Myth Nantar, nel cuore più profondo e protetto del Mare delle Stelle Cadute. Siete sul fondo dell'oceano, e se in questo esatto momento i vostri polmoni non si stanno riempiendo d'acqua salata, dovete ringraziare l'alta magia che avvolge ogni singola pietra di questo luogo. Il capo delle guardie stringe di nuovo la presa sul tridente, ma il suo sguardo scivola inevitabilmente sull'astrolabio di corallo nero posato ai piedi di James. Se coloro che cercate non sono qui, resta un'unica, fondamentale domanda, dichiara il guerriero con tono severo. Come ha fatto una traccia superficiale a portarvi qui? E soprattutto... cos'è quell'oggetto magico che portate con voi? @ Tutti
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[TdS] AP Shattered Star - Nuovi arrivi nella Societa' dei Cercatori
Decisamente questa , e visti i personaggi non può che finire male 🤣
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Il Tempo dei Perduti
Con uno scatto felino, la mastodontica tigre delle nevi pianta gli artigli nel ghiaccio vivo. Sfruttando la pendenza della scarpata con una discesa accelerata Vaulath scivola lungo il costone destro con un'agilità spaventosa. La neve si solleva in grandi nubi bianche al suo passaggio. Grazie alla sua straordinaria presa sulla roccia, il druido colma le distanze in pochissimi istanti, piombando sul fondo della gola e ringhiando ferocemente... @ Vaulath Mentre osserva la tigre scendere il dirupo e il drago illusorio dominare l'altro lato, Shage focalizza la mente sul mostro che affronta Erika... @ Shage Subito dopo, Shage lascia fluire il suo sangue celestiale. La sua voce intona una melodia epica e sublime che risuona tra le pareti di roccia e l'aria stessa sembra vibrare di coraggio... @ Tutti Soddisfatto per il successo del suo drago ingannevole, Akseli non perde un solo istante. Focalizza lo sguardo sulla bestia d'ombra che stringe il braccio di Erika. Solleva la bacchetta e canalizza l'energia arcana: un dardo di forza magica, lucido e infallibile , scaturisce dalla punta del legno, sfreccia nell'aria gelida e impatta con un'esplosione di scintille purpuree sul fianco del mostro... @ Akseli Il dolore al braccio è lancinante, ma le parole di suo padre e il canto magico di Shage scacciano la nebbia dalla mente di Erika. La lucidità ritorna, fredda come il ghiaccio delle Valli. Rinsaldando la presa sul falcione , la guerriera sfrutta la spinta perfetta coordinata dal bardo. Con un urlo di sfida, Erika descrive un arco micidiale nel crepuscolo. La lama pesante aggira le zanne della bestia e si abbatte con precisione chirurgica sul collo del mostro. Il colpo è devastante: l'acciaio penetra a fondo, recidendo la gola della creatura d'ombra. La bava congelata e il fumo violaceo erompono dalla ferita mentre mostro emette un ultimo, soffocato rantolo d'agonia e crolla pesantemente sulla neve inizando a sfaldarsi lentamente in una pozza di liquido nero e maleodorante... @ Erika L’urlo d’agonia del predatore del Vuoto si spegne tra le pareti della gola, lasciando spazio a un silenzio innaturale, rotto solo dal vento gelido e dal pesante respiro della tigre delle nevi. Sul costone di sinistra, i quattro goblin rimasti assistono alla scena con gli occhi sgranati dal terrore. La sequenza di eventi è per loro inconcepibile: i tiratori sul lato opposto sono stati sbranati da una fiera leggendaria, il mostro che li guidava è stato abbattuto da un solo fendente d’acciaio, e sopra le loro teste incombe ancora la sagoma spaventosa del drago dal muso aguzzo, evocato dalle parole imperiose del mago. Il panico, primordiale e totalizzante, spezza definitivamente l'ordine della coorte. I giavellotti, che fino a un attimo prima stringevano con dita nodose e congelate, scivolano via dalle mani tremanti, rimbalzando sulle rocce con deboli tocchi metallici prima di sparire nella neve. Uno dei goblin, il più vicino al bordo del dirupo, lancia un grido stridulo e acuto, indicando prima la mostruosa tigre ai piedi della gola e poi l'ombra membranosa del drago. Vrok! Vrok! Tyran vrok!...urla in lingua Goblin, con la voce completamente spezzata dal pianto. Voltando le spalle alla gola e all'apparizione del drago, i quattro superstiti si gettano in una ritirata caotica e disperata verso l'interno del costone. Muovendosi su un terreno estremamente accidentato, la fuga si trasforma subito in un calvario. Scivolano malamente sulle lastre di roccia gelata nascoste sotto il manto bianco, calpestandosi a vicenda per la fretta. Un goblin inciampa contro una sporgenza tagliente e rotola per un paio di metri, prima di rialzarsi a fatica con le mani insanguinate. Gli altri si fanno strada a gomitate tra i fitti tronchi dei pini innevati, usandoli come scudi improvvisati contro eventuali frecce. Si arrampicano sui massi affioranti con un'agilità dettata unicamente dall'istinto di sopravvivenza, aggrappandosi ai rami bassi per darsi la spinta e affondando fino alle ginocchia nei cumuli di neve fresca. In pochi istanti, le loro sagome logore spariscono dietro i primi sbarramenti di alberi e rocce, lasciando dietro di loro solo una scia di impronte confuse e rami spezzati... @ Tutti
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Nuove Reclute (Gruppo 2)
Maybelle Petit bene , direi che siamo arrivati ad uno dei punti di comparsa dei fantasmi... e dovremo scavare per arrivare ai loro resti , poi in base a quello che troviamo vedremo sul da farsi...
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Vento di Sangue 2 - Parte 2
Freydis del clan dell'orso nero Senza lasciarli il tempo di respirare inseguo gli ultimi nemici rimasti e quando gli raggiungo gli strappo il corno dalle mani... @ DM
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Un Nuovo Inizio
Tukgrik Duskhorn Non sono per nulla abituato ai viaggi dimensionali ma l'esperienza si rivela più tranquilla di quanto avessi mai pensato... ma la citta che mi si para davanti quando arriviamo mi lascia senza fiato... ma poi vengo destato dalla mia contemplazione dalle parole a dir poco comprensibili di uno scortese umano... Non dovremmo cercare...rispondo poi alla domanda di Tyrhum...il contatto del Kraken?
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Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong Sento le urla finte squarciare l'oscurità e istintivamente stringo la presa sul manico del martello. Il trucco della biglia parlante di Caelum è geniale, ma fa salire la tensione a mille. Mi muovo subito dietro a Chand, scivolando tra le ombre con il cuore che batte regolare nel buio della notte. Raggiungiamo il tiratore proprio mentre si rimette in posizione con la balestra spianata. Mi piazzo al fianco di Chand con passo felpato, sollevando lo scudo opaco per coprire entrambi, pronta a scattare se le cose si mettessero male per lo gnomo là davanti. Ottimo tempismo con quel trucco, Caelu...sussurro, con la voce che è un soffio appena percettibile tra le foglie, senza staccare gli occhi dal sentiero...se quel draco supera i triboli di Gib o fiuta il nostro odore, dobbiamo abbatterlo prima che crei problemi. Che Selûne ci dia la forza di colpire duro e senza pietà, non possiamo fare errori. Tengo lo sguardo fisso sul limitare della boscaglia, sfruttando la mia vista abituata alla penombra per individuare la guardia e la bestia non appena si muoveranno verso l'inganno.
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Prima missione - Per una giusta causa
Quando James spinge l’astrolabio nella scanalatura invisibile, la pietra calcarea della grotta si flette come acqua tiepida, inghiottendo lo strumento. Un battito di ciglia dopo, la perla centrale esplode in un lampo di luce color acquamarina. La gravità svanisce di colpo. Sentite i vostri corpi alleggerirsi, trasformati in un flusso di correnti subacquee che vi trascina via a velocità folle. Non c'è la classica sensazione di un teletrasporto arcano; sembra piuttosto di essere stati risucchiati dallo scarico di un immenso vortice oceanico. L'effetto svanisce con la stessa rapidità con cui è iniziato. Riaprite gli occhi, inspirando a pieni polmoni un'aria incredibilmente ricca, tiepida, densa di aromi floreali, resina e spezie sconosciute. Il fango gelido del Vast è sparito. Vi trovate al centro di una monumentale piazza circolare rialzata, pavimentata con tasselli di madreperla e giada che formano disegni geometrici ipnotici. L'astrolabio è di nuovo ai piedi di James, immobile e spento. Alzata lo sguardo e lo spettacolo vi mozza il fiato. Siete all'interno di una gigantesca caldera vulcanica spenta, dove le pareti interne di roccia scura sono state interamente scolpite per ospitare una città verticale. Ma la cosa più straordinaria è l'acqua: il mare penetra nella caldera attraverso enormi archi naturali, riempiendo il bacino centrale, ma non si ferma lì. Grazie a una complessa rete di canali sopraelevati di vetro e pietra, fiumi di acqua marina scorrono sospesi a mezz'aria tra un livello e l'altro della città, sfidando la gravità. All'interno di questi canali trasparenti, non vedete solo pesci, ma persone. Creature dalla pelle azzurrina e argentea, con eleganti membrane tra le dita e lunghe vesti di seta marina, nuotano fluttuando nei fiumi aerei per spostarsi da un edificio all'altro, mentre ai livelli inferiori, dove l'acqua tocca le banchine, mercanti umani, elfi e nani scambiano merci bizzarre estratte dalle profondità del mare. Il silenzio della vostra vecchia grotta è sostituito dal canto melodioso degli abitanti che risuona tra le pareti di pietra, dal rumore delle cascate controllate e dal chiacchiericcio di un mercato vibrante e vivo... La vostra improvvisa apparizione sulla piazza rialzata, accompagnata dal lampo acquamarina, non è passata inosservata. Tre figure slanciate, che indossano armature fatte di piastre di tartaruga cerchiate d'argento e impugnano tridenti luminescenti, si stanno muovendo fluidamente giù da una cascata sospesa, atterrando leggeri sulla madreperla a pochi metri da voi. Quella al centro solleva il tridente in un gesto che è sia un saluto formale sia un avvertimento, e vi si rivolge in un comune fluido ma dall'accento decisamente insolito. Siete giunti senza nave e senza invito, viaggiatori. Questo non è un mercato comune, ma una zona sotto la tutela del Mythal. Dichiarate i vostri nomi e lo scopo del vostro viaggio prima che i Custodi della Magia debbano intervenire. @ Tutti
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TdG - Sussurri nella Cenere
Stringo forte la tracolla della spada, sentendo il metallo freddo della guardia premere contro la spalla, come un'àncora che mi tiene legata alla realtà mentre il sangue nelle tempie smette finalmente di martellare. Le voci delle Madri si ritirano, lasciando al loro posto un vuoto gelido e tagliente. Guarda questa debole creatura dell'estate, Angbroda. Un piccolo insetto che tremerà al primo soffio di vero inverno. Sei davvero ridotta a chiedere l'elemosina a dei contadini? sussurra la voce metallica e sprezzante della mia lama nella testa. Un dolore sordo e improvviso mi trafigge la nuca, facendomi contrarre i muscoli del collo. Digrigno i denti per l'irritazione e per la fitta che mi mozza il respiro. Viscida, arrogante, denigratoria tanto quanto le Madri; ogni volta che quelle entità o questa maledetta lama aprono bocca, la mia testa ricomincia a dolere come se volesse spaccarsi in due... fortunatamente nel tempo del tragitto la testa smette di farmi farmi male... e quando arrivo al tempio sosto a pochi passi dall'altare, sovrastando l'elfa con la mia statura imponente. Abbasso lo sguardo su di lei, poi sul felino dalle grandi orecchie, e infine sul tronco avvolto dai fiori. Tutto qui respira una vita così fragile, così diversa dalla pietra spoglia e dal ghiaccio perenne delle mie terre. Nessuna preghiera, Shanny...esordisco. La mia voce è ancora ruvida per la tensione appena superata, ma ferma. Il mio popolo non conosce la Grande Madre, né sa come placare una divinità che si nutre di spighe e germogli. Da dove vengo io, la terra non offre nulla se non viene strappato con il sangue o con la fatica... Faccio un passo avanti, lasciando cadere le braccia lungo i fianchi, ma mantenendo una postura tesa, come una corda d'arco pronta a scattare. I miei occhi celesti studiano la figura esile della sacerdotessa, cercando di decifrare la totale assenza di paura nel suo sguardo. Mi manda Wulfar...continuo, accennando con un movimento del mento verso la direzione della locanda..Mi ha detto che questo è il posto giusto se cercavo tracce di caccia, o se c'era bisogno di proteggere i confini di Teniat da qualcosa che cammina nell'ombra. Sono una cacciatrice. E in questo momento... ho bisogno di muovere le mani e di stancare il corpo. C'è qualche bestia, o qualcosa di meno naturale, che sta minacciando i tuoi campi o questo villaggio? Mentre parlo, Justice muove le orecchie e il mio sguardo si posa per un istante sul felino. Un angolo della mia bocca si solleva in un accenno di sorriso aspro, quasi involontario. Hai un compagno fiero, elfa. Sa come muoversi nel bosco. Dimmi dove guardare, e vi porterò la testa di qualunque cosa stia disturbando la quiete di questo posto.
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Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong Mentre il cultista incespica tra i rovi, con la gola ferita dalla lancia di Chand e gli occhi sbarrati dal panico, scivolo fuori dall'ombra dei cespugli. Non c'è spazio per la benché minima esitazione o pietà nel mio cuore: questa feccia blasfema sta distruggendo Greenest e merita solo di essere cancellata dalla faccia della terra. Sollevo lo scudo con gli occhi e le sette stelle gemelle di Selûne, che resta scuro e opaco nel buio, assorbendo la fioca luce notturna per non tradire la nostra posizione. Il cultista tenta un disperato, silenzioso movimento all'indietro, implorando pietà con lo sguardo, ma trova solo la mia assoluta freddezza. Selûne chiede conto del sangue degli innocenti...sibilo a denti stretti, con gli occhi carichi di un odio implacabile. Con un gesto violento e spietato, calo il mio martello da guerra dall'alto. L'impatto con la tempia dell'uomo è devastante: le ossa cedono con un CRACK secco che spegne istantaneamente ogni barlume di vita. Il suo corpo crolla a terra come un sacco vuoto, infangando la terra accanto alla punta luccicante della lancia di Chand. Riprendo subito il fiato, ripulendo il martello sulla tunica del morto con un gesto colmo di disprezzo. Sfioro il simbolo sacro inciso sul metallo freddo per offrire questa purificazione alla mia dea. Ottimo lavoro, lo avete zittito appena in tempo...sussurro a Chand e Kaerith...Ma non abbiamo un secondo da perdere. Caelum si è sganciato con la balestra per aggirare la guardia con il draco a ovest, e Gib è con lui. Se quel mostro fiuta il sangue, o se la pattuglia a nord del fiume si volta, saranno guai seri...vediamo di nascondere meglio i corpi...
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TdG - Avventure in DnD 2
Jane Doe Il silenzio che cercavo si rivela un lusso difficile da ottenere. Il costante viavai di contadini e monaci infesta ogni corridoio; questo tempio si sta preparando a stipare il triplo delle persone per cui è stato progettato, e la loro ammassata, rumorosa presenza mi toglie l'aria. Seguo quella piccola farfalla finché non mi ritrovo molto lontano dai cortili interni, su uno scosceso versante della collina che digrada a picco verso le risaie e gli acquitrini posteriori. Qui c'è un vecchio pozzo in disuso, soffocato dal muschio e circondato da alberi inselvatichiti dagli anni di incuria. Mi siedo vicino al bordo di pietra, pronta a godermi finalmente l'isolamento, ma la quiete dura un solo istante. Dalle profondità del pozzo, proprio dall'interno delle pietre, risuona un rumore sinistro: un graffiare disperato, come di un'esistenza che tenta ciecamente di aggrapparsi alla roccia. Fermo ogni mio movimento. Concentro la mia volontà e lascio che le ombre intorno alla mia mano si addensino, materializzando la mia lama direttamente dal nulla. Impugno l'arma con fredda prontezza e guardo all'interno del pozzo... @ DM
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Passaggio verso nord
@ All'esterno della torre (Lorelai) @ All'interno della torre @ Tutti