Tutti i contenuti pubblicati da Dardan
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KotGV - Capitolo 1 - Il mistero di Melmoscura
Jynxar Vethal @ DM & Mara
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Topic di Gioco - Lo Splendente Sud
Rezara Teshov , umana (Gur) Warlock Ascolto le novità di Pasha con spiccata curiosità. La menzione della maga di Halruaa fa balzare lo sguardo di Solomon per un istante verso il tavolo, ma sono i topi nei gerani a riportare la conversazione su un piano incredibilmente pragmatico. Ridacchio sommessamente nel vedere il famiglio depresso posare la pergamena sul legno del bancone. Topi eh? Certo, è un inizio decisamente meno poetico delle rovine silvane o delle formiche giganti, ma la pancia chiede cibo e la borsa chiede monete. Mentre addento un altro pezzo del pane fornito dall'oste, osservo la reazione di Lisetta e poi mi volto a guardare Solomon, coinvolgendo entrambi con un'occhiata d'intesa. Se la milizia è troppo occupata a preparare le strade per le carovane, direi che il quartiere ha proprio bisogno di qualche braccio volenteroso. E se lavoriamo insieme, finiamo prima e incassiamo subito la ricompensa per il disturbo. Rivolgo un sorriso aperto a Pasha e poi a Lisetta. Oltre alla paga di cui chiedeva la nostra guida... Pasha, ti ha detto se sono topi 'comuni' o se c'è qualcosa di strano in questa invasione? Da dove vengo io, quando le bestie scappano tutte insieme verso le case, di solito c'è qualcosa da cui fuggono.
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Topic di Servizio
Meccanicamente, il turbine di un elementale dell'aria non può dissolvere del tutto una nebbia di matrice necromantica, ma è abbastanza forte da diradarla violentemente e creare ampi squarci, rivelando cosa c'è dentro e togliendo l'occultamento ai nemici per qualche round.
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Il soffio del Dragomare
Alle parole di Aelthara e alla vista del plico sigillato del Vice-Sceriffo Spalla-di-Pietra, i due armigeri alla porta scattano immediatamente sulla attenti. Uno dei due recupera un pesante registro rilegato in cuoio consunto direttamente dalla guardiola, sfogliando rapidamente le pagine ingiallite con un dito macchiato d'inchiostro: Guardia Argentaria Aelthara, rispetto! Il Capitano è in perlustrazione lungo il camminamento orientale, ma i registri di ronda sono a vostra completa disposizione per ordine del Vice-Sceriffo. L'armigero fa scorrere la mano lungo le annotazioni relative alle ultime due notti: Vediamo un po'... Turno di terza vigilia, tra mezzanotte e l'alba. Nessuna intrusione dall'esterno, nessun carro sospetto in uscita oltre l'orario di coprifuoco. Tuttavia... guardate qui. Il picchetto di ronda notturna ha annotato diversi disturbi insoliti lungo il settore dell'acquedotto vecchio. I fanti hanno sentito ripetuti calpestii di piccoli passi sulla modanatura in pietra e miagolii continui sui tetti adiacenti alle mura. Hanno scagliato un paio di torce pensando a pantegane d'acqua, ma dicono di aver visto solo sagome feline muoversi in fila indiana verso l'esterno, passando proprio nella spaccatura tra la muratura e la vecchia condotta idrica, dove le guardie non riescono a passare. Nel frattempo, la stazza imponente di Godhura e l'eleganza di Eol approcciano il vecchio artigiano, impegnato a martellare il fondo di un paiolo di rame. Il vecchio alza lo sguardo, nettamente sorpreso ma rassicurato dal tono rispettoso e formale ricevuti: Buondì a voi, signori! Ah, i gatti! Dite bene, proprio da est a nord! L'altra notte ero ancora qui fuori a finire di temprar pentole prima dell'alba. A un certo punto sento un tichettio continuo sopra le tegole della bottega. Alzo la testa e cosa vedo? Non uno, non due, ma una mezza dozzina di gatti che camminavano uno dietro l'altro sulle grondaie, come stregati o incantati da una musica che sentivano solo loro! Non un soffio, non una zuffa, roba mai vista prima tra bestie territoriali! Il vecchio si gratta la barba rada, ascoltando la domanda integrativa di Eol sul passaggio di persone sospette: Persone strane? Beh, un paio d'ore prima di quel passaggio di felini, lungo il vicolo che affianca l'acquedotto vecchio, si è sentito il passo pesante di uno stivale ferrato e il tintinnio di metallo. Qualcuno con una lanterna cieca che andava verso la spaccatura delle mura. Pensavo fosse una ronda, ma non aveva la parola d'ordine né il passo cadenzato dei ragazzi del Presidio. Fritz si avvicina ai ragazzini di strada sfoggiando le monete d'argento, forte del tocco benevolo di Ramo di Larice che gli infonde una particolare prontezza di spirito, mentre la figura imponente del goliardico firbolg proietta una lunga ombra protettiva sulle mattonelle di pietra. Alla falsa indicazione di Fritz su una fuga da est a ovest, uno dei monelli, il più sveglio del gruppo, sputa per terra e ridacchia divertito: Ma che dici, capetto! Sbagliato in pieno! Venivano da tutta la città e andavano dritti verso Nord! Io e i miei soci stavamo appostati sul tetto del deposito legname per fregare due prugne secche e li abbiamo visti benissimo! Saltavano dai pluviali dritti sulla modanatura dell'acquedotto, uno dopo l'altro! Ma la cosa strana non erano i gatti... era la vecchia col carretto. I ragazzini allungano la mano verso le monete offerte da Fritz: Sì, una vecchia curva con un mantello scuro e un carretto di legno sgangherato. È passata mezz'ora prima dei gatti, diretta fuori dalle mura. Aveva un sacco bucato sul retro da cui cadeva una polvere scura con un odore dolciastro e pungente, tipo erba secca bruciata. Ogni gatto che passava da lì si fermava a annusare per terra e poi cominciava a correre verso nord come impazzito! @ Tutti
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Topic di Servizio
Li conosci di vista ma non sai i loro nomi .
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Gli eroi senza tempo
Eleanor Studridge Durante la discesa dalla collina e l'ingresso a Numazu sono rimasta per lo più in silenzio, lasciando che il profumo di pesce e salsa di soia riempisse lo stomaco rimasto vuoto dalla sera prima. Ma ora che siamo al porto e gli altri si sono messi a discutere sulle navi come se stessero scegliendo un vestito in un centro commerciale, sento la stanchezza accumulata reclamare il conto. Quando Kai e Sam propongono la Sakana, la prospettiva di salire su una barca piena di marinai ubriaconi e risse da taverna mi fa venire il voltastomaco. Ma l'alternativa di finire a pulire ponti o arrotolare cime sulla Kobayashi Maru dopo lo sfinimento magico di ieri mi sembra persino peggiore. Sto quasi per rassegnarmi a dare ragione a Kai, quando Eri prende la parola con quel tono così ingenuo e pulito, proponendo di fare una buona azione per via della figlia malata del capitano. Sento una morsa al cuore. Mi chino leggermente verso di lei, stringendomi il grosso rospo al petto con un braccio e posandole l'altra mano sulla spalla per parlarle a bassa voce, isolandoci per un momento dal baccano del porto. Eri... capisco la tua generosità, davvero... le dico con un tono insolitamente dolce rispetto alla freddezza che riservo agli altri...Ma in questo momento dobbiamo pensare prima di tutto a muoverci in fretta e a stare al sicuro. Non siamo nella posizione di fare i samaritani. Poi mi raddrizzo, scoccando un'occhiata stanca e sferzante a Kai e al resto del gruppo. Il mio tono torna piatto, pragmatico. Se proprio dobbiamo scegliere, la Sakana è l'unica logica , costa il giusto e va dritta a Ise senza costringerci ad altre marce forzate. E per quanto riguarda gli ubriachi...guardo Kai con un sopracciglio sollevato...spero che le tue doti di persuasione funzionino, Kai, perché io non ho intenzione di sprecare un solo briciolo della mia energia per proteggere nessuno da una rissa da bar. Ieri sera ho già dato. Torno a guardare le navi, sistemandomi la coperta sulla spalla, in attesa che Gabriele torni con le sue frecce e che si paghi finalmente questo benedetto biglietto.
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TdG - Avventure in DnD 3
Nethlypsis Alrishkmel Vyravys , Tiefling (nata da genitori elfi) stregona sangue di drago Il soffio di ghiaccio si esaurisce lasciando una densa coltre di brina nella stanza. Con un sospiro soffocato, porto una mano al petto, sfiorando il taglio impresso dal falcetto e ripulendo alla meglio il sangue che macchia le mie scaglie verde-azzurre. Fortunatamente la minaccia è sventata: Duval ha abbattuto il fabbro, Eril ha finito l'altro assalitore e i due incantatori rimasti hanno saggiamente deciso di arrendersi piuttosto che tentare un salto suicida dalla finestra. Mentre Duval tiene sotto tiro l'uomo e la paladina inizia a bloccare la donna, l'aria gelida della stanza viene interrotta dal sussurro di Eril. Mi volto lentamente verso di lei, mantenendo la mia solita espressione distaccata e parlando a voce altrettanto bassa per non farmi sentire troppo dai prigionieri. Bozto...le mormoro, stringendomi leggermente nelle spalle per il fastidio della ferita....l'oste ha detto che si chiama Bozto. Subito dopo, sposto lo sguardo freddo sui due superstiti, aspettando che inizino a parlare prima che la pazienza di Duval o la rettitudine di Eril vengano meno.
- La Pietra Eretta & Co/Un Nuovo Inizio (Topic di Servizio)
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Il soffio del Dragomare
Il maggiordomo, interpellato da Eol sulle abitudini recenti del felino, risponde con un lungo e drammatico sospiro, aggiustandosi i guanti di cotone bianco: Negli ultimi due giorni, il Signor Baffi era insopportabilmente irrequieto, ser. Solitamente passa le sue giornate a sonnecchiare sui cuscini di velluto nel salotto, ma da 48 ore non faceva che grattare alla porta della terrazza, emettendo miagolii acuti e insistenti. Come se... come se avesse una smania improvvisa. Non ha toccato cibo, nemmeno il suo filetto di merluzzo preferito. Mentre le osservazioni sul balcone indicano chiaramente il Nord, l'atmosfera nella stanza si fa rapida ed esecutiva. La pista è tracciata e porta verso l'unico imbuto logistico della zona, la Porta Nord. Ramo di Larice intanto mormora una preghiera a mezza voce, stendendo la protezione della sua Guida sui compagni. Nel salone, Fritz mantiene un insospettabile autocontrollo: le mani rimangono nelle tasche, lasciando i preziosi sul caminetto esattamente dove si trovano, accontentandosi di finire i biscotti della colazione. Quando il gruppo scende le scale per avviarsi all'uscita, la sollecitazione di Godhura e il gesto fermo di Aelthara segnano la fine della sosta, mettendo fine a qualsiasi indugio. Madame Elsbeth si alza con un fruscio di seta, portandosi un fazzoletto ricamato al petto: Che gli dèi guidino i vostri passi, valorosi. Riportatemi il mio Baffi e la ricompensa sarà vostra, fino all'ultimo rame! Formalizzati i saluti di rito con la padrona di casa e il servitore, la compagnia si lascia alle spalle il profumo di tè della dimora per riemergere nell'aria frizzante del Quartiere Artigiani. Camminando lungo la via principale che punta a settentrione, la differenza tra il livello della strada e la direttrice dei tetti si fa evidente. Tra le botteghe dei falegnami e i depositi di legname, la gente del posto si muove con la solita frenesia lavorativa. Man mano che vi avvicinate ai bastioni della Porta Nord, la massiccia struttura in pietra chiude la vista verso le colline . C'è un dettaglio che cattura subito l'attenzione di chi osserva la linea dei tetti , le coperture delle case convergono proprio verso i camminamenti di ronda vicini alla porta. Se una dozzina di gatti si è spostata di tetto in tetto nella stessa direzione, deve essere passata proprio da qui per oltrepassare le mura o annidarsi nei dintorni. Lungo la strada incontrate diversi potenziali testimoni... Un vecchio calderaio che sta riparando pentole all'esterno della sua bottega, proprio sotto la grondaia dell'ultimo palazzo prima delle mura. Le due guardie di ronda alla Porta Nord, che controllano il passaggio dei carri. Un paio di ragazzi di strada che bivaccano vicino alla torre di guardia, intenti a sgranocchiare croste di pane. @ Tutti
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Il destino di Bonnie
Pulisco la Vergine Cruenta con un colpo secco nell'aria, guardando il vecchio veterano che cade a terra nel suo sangue con quell'ultimo sguardo fiero. Quando anche lo stridulo della strega si spegne e i tre orchi rimasti scappano via a gambe levate terrorizzati, il silenzio torna a riempire la grotta, rotto solo dal gocciolio dell'acqua e dai nostri fiati corti. Sorrido a Todd e Marcus da sotto il mio cappuccio scuro, ma la testa mi gira ancora forte e la maglia di ferro spaccata continua a pungermi il costato. Horglan corre verso di me, impallidendo sotto la barba per il sangue che perdo, e mi appoggia le sue manone da fabbro sul petto pregando i suoi dei nani. D'improvviso, un calore dorato e dolcissimo mi attraversa il corpo. Sento la carne che si rimargina sotto i vestiti sporchi e il dolore lancinante alle costole che svanisce, come quando ci si sveglia la mattina dopo una brutta botta e il corpo è di nuovo sano. Quando il vecchio nano cade all'indietro seduto sul pavimento, sbarrando gli occhi stupito mentre si guarda le mani, io scoppio in una risata lenta, cadenzata e spensierata, mostrando i denti puliti nel mezzo di tutta quella faccia sporca di fango e sangue: Horglan! Ma che faccia fai? Sembri un bambino che ha trovato la prima fragola matura nel bosco! La tua divinità nanica ci sente bene allora, ha le mani calde come la scure del fabbro d'inverno! Faccio due respiri profondi a pieni polmoni per godermi il fatto che le costole non scricchiolano più, poi rimetto lo spadone nel suo fodero di legno venato sulla schiena, stringendo forte le fasce azzurre attorno ai polsi. Mi avvicino al nano e gli tendo la mano per aiutarlo a rialzarsi dal pavimento bagnato. Papà Gideon diceva sempre che se un compagno di caccia ha la borsa dei rimedi benedetta dagli spiriti, tu non devi chiederti perché funziona, devi solo ringraziarlo e offrirgli un pezzo di carne secca attorno al fuoco. Mi hai rimesso in sesto il motore, mastro Horglan. Grazie davvero. Mi volto a guardare Marcus che è ancora smunto come un rametto secco, e Todd che mette a posto il suo coltello svelto. Adesso che questi furetti sono scappati all'ingresso, che facciamo? Quei tre sono andati a dire agli altri che il loro capo grosso è diventato carne da spezzatino. Horglan, Marcus, Todd... prima che questo buco si riempia di nuovo di porci con le zanne, dove andiamo a nasconderci per riposarci un pò?
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
La tua pragmatica prontezza di spirito si impone sulle esitazioni mortali. Nonostante i muscoli appesantiti dal freddo della cripta, ti volti e scatti lungo i gradini di pietra, risalendo nel salone superiore. Raggiungi la massiccia scrivania di quercia di Vane, già semidistrutta dagli sciacalli: con un grugnito di puro sforzo fisico, afferri il ripiano e fai leva con tutta la tua forza, spaccandone le gambe superstiti contro il pavimento con un violento fragore di legno schiantato. Afferri l'ampio pannello di quercia, sollevandolo come un imponente e rozzo scudo da assedio, e ridiscendi la rampa di scale trascinando il pesante fardello fino al corridoio inferiore. Il legno è ingombrante, ma lo spessore della quercia offre una barriera formidabile. Skraa ti guarda tornare spalancando gli occhi gialli, divisa tra lo stupore per la tua trovata e la fretta di uscire da quel congelatore. Un elfo che spacca mobili... questa mi mancava! Ma l'idea è buona, stammi davanti! squittisce la goblin, infilandosi agilmente tra i tuoi stivali e rannicchiandosi sotto la tua imponente figura. Ti tiri il cappuccio fin sugli occhi e stringi la sciarpa attorno al viso, riducendo al minimo i lembi di carne esposta. Poi, sollevi lo scudo di legno e varchi nuovamente la soglia della cripta sepolcrale. L'impatto è immediato e violento. Non appena la quercia penetra nella stanza, il vento magico ulula furioso e una vera e propria grandinata di minuscole lame di ghiaccio cristallino si abbatte contro il pannello. Il rumore è assordante: un picchiettio frenetico e spietato di schegge che si conficcano nel legno, sollevando schegge e spaccandosi in mille pezzi. Qualche frammento più tagliente riesce a superare i bordi, graffiandoti superficialmente gli avambracci e il tessuto delle vesti, ma lo scudo improvvisato regge l'urto principale, proteggendo interamente la piccola scassinatrice sotto di te. Avanzi a piccoli passi forzati sul pavimento scivoloso di brina, offrendo a Skraa la copertura perfetta. Raggiungete la prima nicchia laterale sulla sinistra. Coprimi la testa, orecchie lunghe! grida la goblin per superare il fragore del ghiaccio. Skraa si lancia in avanti sotto la protezione della scrivania, tirando fuori un robusto scalpello d'acciaio. Con le dita rese precise e ferme dalla lucidità magica che ancora le scorre nelle vene, individua le rune d'argento incise sul fianco del primo sarcofago di pietra. Con tre colpi rapidi e violenti del suo martelletto, lo scalpello incide la roccia, raschiando via il primo glifo magico. Un forte schiocco di energia elementale repressa risuona nella cripta. Il primo viticcio di luce azzurra che collegava la tomba al blocco centrale si spezza all'istante, dissolvendosi in un refolo di fumo freddo. Dall'interno del sepolcro si sente un rantolo metallico smorzato: il primo nucleo di trasmutazione ha perso potenza e la tempesta di lame di ghiaccio che flagella lo scudo riduce vistosamente la sua intensità da quel lato della stanza. Tuttavia, i restanti due sarcofagi brillano ora di una luce azzurra ancora più vivida, quasi arrabbiata. Le lastre superiori delle due tombe rimaste scivolano via del tutto, cadendo a terra con un boato, e due piccole braccia fatte di puro ghiaccio cristallino e brina perenne iniziano a sollevarsi dalle cavità di pietra, pronte a far emergere i costrutti guardiani. Uno è andato! urla Skraa, indicando con i ferri da scasso la nicchia opposta. Dobbiamo muoverci sulla destra prima che quegli affari di ghiaccio escano del tutto dalle bare! Muovi il legno, elfo! Le schegge rimaste continuano a martellare la quercia della scrivania, che inizia a mostrare profonde crepe, e il tempo a disposizione prima che i guardiani elementali siano completamente liberi sta per esaurirsi.
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Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong Osservo la nebbia rossastra diradarsi e rivelare la figura del cultista al posto di Kaerith, reprimendo a stento un brivido nel vedere impressa su quella tunica l'effige dei quattro graffi blu apparsa nel sogno. Le parole di Gib hanno dato una struttura solida e militare alle nostre idee, e la rapidità con cui il gruppo ha trovato la quadratura del piano mi infonde una rinnovata fiducia. Mi avvicino di un passo alla dragonide camuffata, subito dopo che Chand le ha sussurrato la sua raccomandazione. Le poso una mano leggera sul braccio libero, guardandola dritta nei finti occhi della sua illusione, dicendole a bassa voce che sei più che credibile, Kaerith. Ma ricorda che la Signora d'Argento guida i tuoi passi solo finché mantieni la mente lucida. Non farti intrappolare in mezzo a loro e non esitare a pronunciare camomilla forte se l'aria dovesse farsi pesante. Saremo pronti a far piovere l'inferno su quel piazzale prima ancora che possano torcerti un capello. Subito dopo mi volto verso lo gnomo, accennando un cenno d'intesa con il capo per confermare la mia totale adesione alla sua strategia. Estraggo la fionda dalla cintura e preparo un proiettile di piombo, stringendo nel contempo l'impugnatura dello scudo per tenerlo pronto a schermare i miei compagni se i tiratori nemici dalle finestre dovessero accorgersi di noi. Mi posiziono di fianco a Chand, sfruttando l'ombra dell'edificio per non far riflettere la mia armatura alla luce dei falò, sussurrando che io sono in posizione. Che la Signora d'Argento mantenga i nostri tiri saldi e l'ombra di questo mulino favorevole. Fai la tua mossa, Kaerith, noi ti guardiamo le spalle.
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La Mano Invisibile - Topic di Gioco
Kaelenys Vaelthara Le obiezioni dei miei compagni sulle necessità biologiche della carne , il cibo, il riposo per le gambe e il timore di allarmare anzitempo i nostri bersagli , si depositano nel mio intelletto senza alterare il mio rigore. Essi necessitano di stasi e di una cautela che appartiene ai vivi; io rispondo a un disegno che non conosce soste. Tuttavia, il mio codice mi impone di dire solo la verità, ma non mi vieta di concedere ai miei alleati il tempo necessario per ritemprare le loro forze, se questo garantirà una lama più ferma contro i profanatori del ciclo naturale. Rimango in piedi accanto al tavolo, una statua d'acciaio specchiato immobile nella penombra fumosa della taverna. La mia chioma azzurro-argentea continua a fluttuare pigramente nell'aria pesante, sfidando l'immobilità della stanza. Abbasso lo sguardo lattescente e privo di pupille sul gruppo, e la mia voce risuona bassa, magnetica e priva di inflessioni emotive. La carne esige i suoi tributi, e non sarò io a negare il nutrimento al vostro corpo o il riposo ai vostri calzari. Consumate il pasto con la sollecitudine che ritenete opportuna. Una lama mossa da un braccio vacillante è un insulto al rigore del Sudario. Incrocio le braccia guantate d'argento sul petto, lasciando che le piastre emettano un freddo fragore metallico che si spegne rapidamente tra i mormorii della taverna. Non mi risiedo, né prendo posto sulla panca grezza, rimanendo a fare la guardia al loro riposo. Assecondo la sosta richiesta dal gruppo e la necessità di non forzare la nostra presenza in questo avamposto. Vi attenderò qui, immobile. Quando le vostre forze saranno ritemprate e riterrete opportuno muovere i primi passi in questa Radura per esaminare l'impiego e il territorio, il mio scudo e la mia lama cammineranno al vostro fianco. Mantenendo la mia imponente presenza fisica a presidio del tavolo, volgo lo sguardo vitreo verso le finestre della foresteria, osservando la scarsa luce della taverna e rimanendo in attesa delle decisioni dei miei compagni.
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KotGV - Capitolo 1 - Il mistero di Melmoscura
Jynxar Vethal @ DM & Mara
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Prima missione - Per una giusta causa
Il tacito accordo tra la guerriera e lo sciamano cancella ogni esitazione. Lady Alandra risponde con un unico, deciso cenno del capo, rinfoderando la spada dorata per ridurne l'ingombro. Voi due andate avanti, sussurra la paladina, scivolando di schiena contro la parete per lasciarvi il passo. Mastro James, usa la tua seconda vista per assicurarci che l'ammaliamento rimanga confinato nel corridoio principale. Io chiuderò la fila. Se queste piastre dovessero fare troppo rumore, siate pronti a coprirmi. James apre la via, infilandosi per primo nell'angusta intercapedine tra le casse marcite e le assi perimetrali del magazzino. Lo spazio è soffocante. L'aria qui dentro è immobile, satura di una polvere antica che vi riempie la gola e del puzzo persistente di sale vecchio e decomposizione marittima. Avanzate carponi, muovendovi millimetro per millimetro nel buio. Sulla vostra destra, attraverso le fessure delle pile di merci, James continua a vedere il minaccioso bagliore violaceo del simbolo magico, che pulsa silenzioso a meno di due piedi dalle vostre braccia, come un predatore in agguato nel corridoio adiacente. Ravska si muove subito dietro lo sciamano, fluida e attenta a ogni minimo scricchiolio del pavimento. Alle vostre spalle, i movimenti di Lady Alandra sono una tortura di nervi: a ogni respiro, le piastre d'oro della sua armatura emettono un lievissimo, metallico clank che nell'eco del cunicolo risuona come un tamburo. La paladina si morde il labbro, stringendo i denti per la frustrazione mentre cerca di distribuire il peso sulle mani per non far gravare l'acciaio sul legno. Finalmente, dopo lunghi e interminabili minuti di strisciamento, la barriera di trappole rimane alle vostre spalle. Il cunicolo si allarga nuovamente, immettendovi nel settore centrale della Corderia. Non appena James emerge dal passaggio, rimettendosi in piedi, la sua seconda vista capta una brusca alterazione. L'aria del magazzino si è fatta improvvisamente gelida, tanto che il vostro respiro si condensa in nuvole bianche. Davanti a voi si apre uno spiazzo circondato da enormi bobine di canapa e vele arrotolate. Al centro di questo spazio, sospesa a circa un metro da terra, fluttua una densa nebbia nera del diametro di circa sei metri che oscura completamente ciò che si trova al suo interno... @ James Dall'interno della cupola d'oscurità giunge un debole, ritmico lamento, accompagnato dal sussurro di una preghiera interrotta...i chierici di Selûne sono vivi, intrappolati lì dentro. Ma la cupola non è incustodita. Proprio mentre vi avvicinate, la nebbia nera si increspa. Una sagoma snella, interamente ammantata nei paramenti scuri del clero di Shar, emerge parzialmente dal velo di necromanzia, rimanendo con il busto coperto dall'oscurità magica. Stringe una balestra leggera ed esamina lo spiazzo. Non vi ha ancora visti perché siete parzialmente coperti dall'uscita del cunicolo, ma sta annusando l'aria, insospettito dal lievissimo rumore metallico che l'armatura di Alandra ha prodotto pochi istanti prima. @ Tutti
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Uccisori di Giganti - Gruppo Unico
Mevrah, The Witch Una risata sguaiata e stridula esplode da dietro la mia maschera di legno nel vedere gli hobgoblin scappare terrorizzati dal fuoco del mio elementale. La carne rigenerante dei troll che frigge sotto le fiamme emana un odore delizioso che rinvigorisce il mio sadismo. Quando cinque di quelle bestie osano deviare la loro corsa per puntare verso di noi con le armi spianate, non mi scompongo. Li fisso attraverso le fessure deformi del mio simulacro, muovendo le dita verdi nell'aria come se stessi spargendo del sale sulle loro ferite. Guardateli come corrono inferociti... patetici. gracchia la mia voce, colma di scherno. Vi piace quello che vedete? Allora godetevi quest'ultima luce, vermi. Pronuncio una singola parola di potere e, con un gesto secco, scaglio verso il gruppo in carica una manciata di polvere dorata d'origine magica, che esplode sopra le loro teste in una pioggia accecante di scintille geometriche. @ DM
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Il destino di Bonnie
Un gran calore mi sale dritto dall'elsa della Vergine Cruenta fin dentro le dita, proprio mentre vedo il mio spadone sbeccare quel brutto scudo e mordere la carne del braccio del veterano. Il vecchio porco cerca di colpirmi senza scoprirsi, ma i miei piedi sono reattivi e lo schivo con un balzo di lato. Sputo un altro filo di sangue a terra, sentendo i muscoli tesi e caldi nonostante i cerchi di maglia spaccati che mi pungono le costole. Dietro di me sento il baccano: quella vipera di una strega ha tirato del fuoco liquido addosso a Horglan e gli schizzi hanno preso pure il piccolo Todd. Ma prima che possa voltarmi per lo spavento, vedo il vecchio veterano davanti a me che sbarra gli occhi all'improvviso, stringendo i denti come se avesse un nido di vespe dentro al cervello. È la magia di Marcus che lo sta fulminando da dentro! La bestia tiene ancora lo scudo alto, ma è imbambolata, distratta, con la testa altrove. Marcus, sei un fulmine vero con quelle parole magiche! Horglan, Todd, non mollate quella brutta cornacchia, adesso è il momento di spaccare tutto! Ruggisco con la mia parlata lenta e roca che rimbomba nella grotta, senza dargli un solo secondo per riprendere il fiato. Papà Gideon diceva sempre che se trovi il lupo vecchio che si è incastrato con la zampa tra le rocce e scuote la testa stordito, tu non devi metterti a guardare le tue ferite o metterti le bende. Devi solo alzare la scure e tempestarlo di colpi più forte che puoi prima che riesca a liberarsi e a morderti la gola! Non bado al dolore della spalla e non perdo tempo con la cintura delle cure. Stringo le fasce azzurre attorno ai palmi, sollevo lo spadone dello zio Bartholomew che brilla di una luce verde smeraldo accecante e mi butto in avanti con tutta la vita che ho in corpo. Sfrutto l'assalto mentale di Marcus per tempestare il veterano di colpi pesanti, ravvicinati e furiosi, mirando ai bordi dello scudo sbeccato per aprirlo in due e finire questo duello una volta per tutte prima che si svegli dal torpore. @
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Il Tempo dei Perduti
Mentre Vaulath ed Erik rimangono in mezzo alla stanza osservando con fiato sospeso la fragilità della pergamena millenaria, Shage se concentra nuovamente sulla trama dell'energia magica. Sotto lo sguardo analitico di Akseli, gli occhi del bardo isolano i contorni dell'antica Abiurazione nanica... @ Shage Rassicurato dalla natura protettiva della magia, Shage si avvicina alla scrivania e, canticchiando la sua bizzarra melodia di purificazione, allunga le dita affusolate. Con la precisione che manca alle massicce mani di Vaulath, il bardo sfila la chiave d'argento a forma di incudine da sotto il foglio ingiallito. Non scatta alcuna trappola e lo scheletro dell'ufficiale non si muove di un millimetro, continuando a riposare nella sua armatura opaca. Akseli fa un passo avanti, sollevando la lanterna per proiettare una luce nitida e radente sulle rune naniche tracciate dall'ufficiale. Il testo è frammentato, scritto con una calligrafia tremolante che testimonia gli ultimi, drammatici istanti di vita del custode durante l'antico crollo del regno, ma grazie ai tuoi studi accademici riesce a decifrarne il significato... @ Akseli Mentre Akseli termina di studiare lo scritto in silenzio, Valerius fa un passo avanti sulla soglia del caveau di ferro. Osserva il mago concentrato sulle rune, poi sposta lo sguardo sulla chiave d'argento che Shage stringe tra le mani e infine sul pesante forziere blindato. Il necromante si limita a commentare a bassa voce con il suo tono freddo, rompendo il silenzio tombale della stanza. Qualunque cosa ci sia scritta su quel foglio, mastro Akseli, è chiaro che questo ufficiale si è lasciato morire qui dentro per fare da ultimo scudo a ciò che si trova su questo tavolo. Abbiamo una chiave d'argento isolata e un forziere protetto da una complessa serratura a tre dischi di bronzo. Se le vostre competenze o le dita agili di mastro Shage non sono in grado di forzare questo sbarramento nanico qui e ora, dovremo decidere quale delle due vie esterne imboccare per trovare risposte. Al suo fianco, Gaius compie un leggero scatto metallico sulla soglia, tenendo lo scudo alzato verso il salone esterno, pronto a rimettersi in marcia non appena il gruppo avrà preso una decisione. @ Tutte
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Passaggio verso nord
Il corridoio stretto di granito e il bordo del baratro circolare si riempiono di fumo, fiamme e manovre disperate, mentre l'ingranaggio della cripta stringe la sua morsa attorno a voi. Mentre il nano ferito della Corporazione tocca terra e rotola sul pavimento sconnesso, Tiburzia scatta leggera per intercettarlo. La strega lo afferra e lo trascina alle sue spalle, usandosi come scudo umano insieme alla sua ultima copia magica rimasta per proteggerlo dalla linea di tiro del corridoio. Subito dopo, una seconda lingua di teschio scatta con un sibilo viscido, distruggendo anche l'ultimo duplicato in un soffio di fumo freddo. Tiburzia è ora rimasta sola e vulnerabile, ma mantiene la magia dello scudo pronta a fior di labbra per le prossime minacce. Dall'altro lato della stanza, l'offensiva magica si concentra su Vance per aprirgli la mente al terrore. Godluin Valthorne mantiene salda la concentrazione sulla velocità magica che potenzia Lorelai e scaglia il suo attacco psichico. Un dardo di energia mentale invisibile trafigge il cranio del capo dei mercenari, facendolo vacillare e abbassando le sue difese psicologiche. Subito dopo, Arkyn solleva il proprio scudo e focalizza lo sguardo sull'energumeno. Una corona di fiamme nere e spettrali appare attorno alla testa di Vance, costringendolo a lottare contro una follia improvvisa che tenta di fargli aggredire i suoi stessi alleati o le lingue della stanza. Sfruttando la breccia mentale aperta dai compagni, Lord Eryndor Valthorne sfodera la spada e si lancia alla carica sul granito polveroso, piombando su Vance prima che possa riprendersi. La sua lama fende l'aria e colpisce con violenza la piastra rugginosa del rivale, squarciando il metallo e infondendo nel colpo un potere che fa sprofondare Vance in un terrore cieco e assoluto. Il capo dei mercenari, gravemente ferito e terrorizzato dal veterano, stringe l'arma con le mani tremanti, incapace di reagire. Nel frattempo, sul fondo del corridoio buio, l'elfa cacciatrice reietta tiene l'arco teso verso la cripta, cercando una linea di tiro libera tra i corpi dei suoi compagni. Non ha il tempo di scoccare. Lorelai si dissolve in un pulviscolo di cenere e nebbia, riapparendo istantaneamente alle spalle della guercia nel cunicolo isolato. Prima che l'elfa possa voltarsi, l'assassina le fa scivolare la lama fredda del pugnale sulla pelle della gola, bloccandola sul posto e intimandole di gettare l'arma a terra, congelando ogni sua possibilità di reazione. Lo Hierofante sul trono intensifica la sua melodia silenziosa, le lingue dei leggii fremono eccitate dal sangue appena versato e il secondo minatore nano di Vance solleva il piccone, indeciso se difendere il suo capo terrorizzato o attaccare le lingue che gli frustano l'aria attorno al collo. @ Tutti
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Il Sangue Non Mente - Capitolo 8
CAPITOLO 8: Il burattinaio di carne Gloriana non aspettò che i ghoul la circondassero. Con un urlo che spazzò via la nebbia circostante, si scagliò in avanti. Lo spadone a due mani tracciò un arco d'argento perfetto, recidendo di netto la testa del primo mostro, ma mentre il corpo del ghoul crollava nel fango, la rabbia che le bruciava nei canali invisibili del sangue prese il sopravvento. La pelle le bruciò. I muscoli si dilatarono con la foga di un torrente in piena, strappando le cuciture della spessa tunica di lana. Le sue dita si fusero in artigli che quasi saldarono la sua carne all'elsa dello spadone. Il muso si allungò, le zanne scattarono in avanti e gli occhi persero ogni traccia di umanità, diventando due fari di pura energia distruttiva. Il Grande Lupo era tornato. Con la ferocia del Grande Lupo, Gloriana divenne una falciatrice di carne. Saltò nel mezzo del branco di ghoul, usando la spada come un artiglio pesante e le sue stesse mascelle per dilaniare i morti viventi con una foga così cieca da terrorizzare persino Kaelen, che continuava a scagliare frecce di supporto. Dall'alto della sua roccia, il necromante emise una risata stridula, che sapeva di polvere e tombe aperti. «Sì... sì! Proprio come dicono le antiche pergamene della Via Sussurrante! La rabbia del Lupo Incatenato non ha intelletto, è solo fame! E la fame si può guidare». L'uomo mascherato sollevò il bastone col teschio canino. La luce verde pallido si intensificò, diventando un raggio d'energia pulsante che colpì dritto in fronte il Grande Lupo nel bel mezzo del massacro. Gloriana si irrigidì a metà di un balzo. Lo spadone le sfuggì di mano, conficcandosi nel terreno. Un gemito soffocato, innaturale, uscì dalle sue fauci deformi. Nella sua mente, la frenesia selvaggia che di solito la rendeva immune a tutto venne improvvisamente incanalata, deviata. Il necromante non stava cercando di spaventarla; stava inserendo dei fili invisibili nella sua rabbia. Stava parlando direttamente alla bestia, scavalcando la coscienza sopita di Gloriana. «Trova i tuoi veri nemici, Bestia», sibilò la voce del necromante nella testa di Gloriana. «Sbrana coloro che vogliono rimetterti le catene. Sbrana la carne calda». La testa del Grande Lupo si voltò lentamente. Le pupille ambrate, ora velate da una nebbia verde e malsana, si focalizzarono... su Caspian. «Gloriana?» il bardo fece un passo indietro, la spada corta che tremava nella mano. «Gloriana, guardami. Sono Caspian. Ricordi il Verduran? Ricordi la promessa?» La creatura emise un ringhio basso che fece vibrare il terreno bagnato dell'Ustalav. Fece un passo avanti, abbassandosi sulle zampe anteriori, pronta a scattare. Non c'era riconoscimento nei suoi occhi. C'era solo l'ordine del burattinaio. «È sotto il suo controllo!» urlò Kaelen, spostando istintivamente la mira del suo arco lungo dal necromante... alla spalla di Gloriana. Ma le dita sul rilascio della corda gli tremarono. Non poteva farlo. Non a lei. «Non toccarla, Kaelen!» gridò Valeria, correndo in avanti e frapponendosi tra il Grande Lupo e Caspian. La chierica sollevò lo scudo d'oro, la luce di Sarenrae che divampò per creare un muro di pura energia radiosa tra loro e la loro amica posseduta. «Gloriana, combatti! Tu sei una guerriera del Taldor, non un cane da guardia di un necromante! Ricorda chi sei!» Il Grande Lupo scattò. La massa muscolare d'ebano impattò contro lo scudo di luce di Valeria con la forza di un ariete da assedio. La barriera magica si incrinò con un suono simile a cristallo infranto. Valeria cadde sulle ginocchia, sputando sangue per il contraccolpo, ma continuò a tenere alto il simbolo sacro. Dentro la prigione della sua mente, Gloriana stava urlando. Era immersa in un mare di oscurità, bloccata sotto il peso di una zampa di lupo gigantesca che la schiacciava sul fondo. Poteva vedere, attraverso gli occhi del mostro, Valeria che sanguinava per proteggere Caspian. Poteva vedere Kaelen disperato. No... no! pensò Gloriana, artigliando l'oscurità della sua stessa mente. I Vestigi sono morti per proteggermi... non diventerò il mostro che uccide i miei amici! Sulla roccia, il necromante intensificò la stretta sul bastone, sudando freddo sotto la maschera d'osso. Sentiva la resistenza. L'anima di quella ragazza, pur privata dei suoi antichi spiriti guida, si rifiutava di spezzarsi. «Caspian, la musica!» urlò Kaelen, colpendo un ghoul che cercava di approfittare della situazione. «Usa i versi della sua Stirpe! Qualcosa che la riporti indietro!» Caspian capì al volo. Prese un respiro profondo, ignorando il terrore di avere il Grande Lupo a pochi metri, pronto a frantumare lo scudo di Valeria. Non usò uno strumento. Usò la sua voce, intonando la vecchia ballata dei Cavalieri del Vestigio, la canzone che Gloriana ascoltava da bambina a Oppara, prima che il morso le rubasse il futuro. La melodia era pura, fiera, un barlume di civiltà taldoriana in mezzo alla nebbia corrotta dell'Ustalav. Il Grande Lupo si bloccò con le fauci spalancate sopra lo scudo di Valeria. Il ringhio si spezzò, diventando un lamento confuso. La nebbia verde nei suoi occhi iniziò a fluttuare, combattuta dal richiamo del passato.
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Servizio - Il Tesoro della Regina dei Draghi
Io ho una fionda come arma da lancio , per il resto a me va bene .
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Il soffio del Dragomare
Madame Elsbeth fa un cenno d'intesa con la testa alla Guardia Argentaria e a Eol. Ma certo, andate pure sul balcone. Il maggiordomo vi accompagnerà al primo piano, dice la donna. Prima ancora che il servitore possa fare un passo, Ramo di Larice e Godhura si muovono d'istinto con l'agilità tipica di chi è abituato agli spazi aperti. Risalgono la scalinata di legno intarsiato e raggiungono per primi la porta finestra del balcone, seguiti a ruota da Aelthara e Eol. Nel frattempo, Fritz rimane un passo indietro nel salone. Con fare svogliato sbriciola un biscotto della credenza per allungarlo a Zanna, lasciandosi andare a qualche commento ad alta voce. Il maggiordomo gli lancia un'occhiata di puro sdegno, ma dovendo affrettarsi a seguire il resto del gruppo al piano superiore, lascia il ragazzo momentaneamente privo di una sorveglianza stretta dentro la stanza... @ Al primo piano ( Aelthara , Eol , Godhura , Ramo di Larice ) @ Nel salone ( Fritz ) @ Tutti
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Topic di Gioco - Lo Splendente Sud
Rezara Teshov , Umana (Gur) Warlock In locanda Noto lo sguardo di Ezalyor trattenersi un secondo di troppo sui miei tratti, sui miei abiti da viaggio e sulla lancia che mi porto dietro. È una reazione a cui sono abituata , la combinazione tra le mie origini Gur e un'arma così vistosa fa sempre un certo effetto a chi vive al riparo delle mura. Gli rispondo con un sorrisetto tranquillo e un piccolo cenno del capo, del tutto a mio agio, prima che lui si risvegli dal suo incantamento per tornare ai bicchieri. Ne sarò felice, Ezalyor. La musica e la danza curano sempre gli animi dopo un lungo viaggio, e sarà un piacere mostravi qualcosa della mia terra. Prendo la porzione di pane e formaggio calda e fragrante servita dall'oste, porgendone una parte a Lisetta come promesso, proprio prima che la taverna venga letteralmente travolta dalla nuova arrivata. L'ingresso pirotecnico dell'elfa in abiti vivaci attira subito la mia attenzione. La osservo mentre si allunga sul tavolo implorando frittelle, notando la grazia naturale e la leggerezza con cui si muove, pur nella sua buffa disperazione per la fame. Quando si presenta con tanta spontaneità, le offro un sorriso caldo e aperto, inclinandomi leggermente in un cenno di saluto. Salute a te, Pasha. Io sono Rezara. Lascio scivolare lo sguardo tra lei, la gnoma e il bardo, divertita dall'energia contagiosa della giovane maga. A quanto pare la colazione è la vera priorità di questo villaggio stamattina. Se il tuo 'Veltha' ti ha lasciata a stomaco vuoto per via di questa maga di città, sarai felice di sapere che qui al bancone stiamo dividendo pane e formaggio... e pianificando una spedizione verso le rovine nei boschi. Le rivolgo un'occhiata curiosa, lasciando che le mie pupille ambrate riflettano la luce del mattino. Maga di città, avevi detto? A quanto pare Nymrassa è molto più affollata di novità di quanto ci si aspetterebbe.
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Topic di Servizio
Scusa forse per come ho scritto non si capisce bene ma la situazione è questa Zarath (sul bordo esterno, ha superato il tiro salvezza) Cucciolo (sul bordo esterno, in mischia con Zarath) Guardia Berserker 1 (bloccata nel fango profondo verso il centro del gorgo) Guardia Berserker 2 (si trova sul bordo esterno a ridosso di Shamàsh)
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Topic di Servizio
No , è dal lato opposto del maelstron e dei pipistrelli , non sotto i pipistrelli , la sua aura nera è un altra cosa .