Tutti i contenuti pubblicati da Dardan
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Il silenzio gelido della notte di Ches avvolge i tuoi passi veloci mentre ti sganci definitivamente dall'ombra di Kymil. L'elfo del sole incassa la borsa di cuoio nera sotto il panno del suo mantello e ti concede l'identità del contatto di Baldur's Gate con un sussurro aspro e paranoico, scomparendo all'istante tra i vicoli portuali con la rapidità cinica di chi ha ottenuto ciò che voleva e non intende farsi associare a un massacro. Mentre ti allontani a piedi dai moli della porta del fiume, la tua magia innata risponde alla tua concentrazione per proteggere la tua fuga. Prima che i venti minuti del tuo incantesimo giungano al termine, rimodelli per una seconda volta la carne e i tessuti della tua illusione rurale: i capelli neri e la cicatrice umana si dissolvono, lasciando spazio alla corporatura robusta e alla bionda capigliatura di una donna barbara delle terre del nord. Sotto queste nuove spoglie selvagge attraversi l'intero perimetro del borgo senza attirare l'attenzione delle ronde della milizia cittadina, lasciandoti alle spalle l'eco spietata di quelle frecce nere. La tua mente continua a scansionare il mistero di quell'esecuzione silenziosa: gli assassini avrebbero potuto abbatterti nel cortile senza periglio, eppure hanno scelto di colpire solo gli umani, lasciando i corpi come un muto e paranoico messaggio che si stringe attorno al destino di Alys. Superi i cancelli perimetrali nel buio, immettendovi nello spiazzo asciutto delle stalle esterne proprio mentre l'incanto si dissolve del tutto, restituendoti i tuoi lineamenti... La colonna dei due carri vuoti si palesa davanti a te nell'oscurità della notte, interamente presidiata da una sorveglianza militare implacabile. Kaelen si trova all'avanguardia accanto alle stanghe del primo mezzo, immobile con la mano grigia sul manico del lungo coltello da caccia, mentre il cinghiale Garm mantiene la guardia bassa ma vigile tra gli arbusti della via. Dal retro, il vecchio Daran solleva la lanterna schermata verso la tua figura, emettendo un profondo sospiro di sollievo rurale che conferma come l'area sia rimasta temporaneamente libera da minacce immediate. Sotto il telone cerato del mezzo principale, trovi Lyra Thorne intenta a vegliare sul sonno profondo e protetto della piccola fanciulla della luna. La giovane mercante solleva lo sguardo serio verso di te, e le sue dita cercano la tua mano per trovare conforto non appena sali sul pianale, accogliendoti nel silenzio della paglia mentre ti siedi accanto a lei. La mezzelfa scruta i tuoi lineamenti d'argento nella penombra del telo, notando la tua totale e paranoica concentrazione, e allunga il viso verso di te per rompere l'immobilità con un sussurro carico di tesa e legittima apprensione rurale. Silyndor... com'è andata? Avete recuperato il carico di quell'elfo? ti domanda Lyra a bassissima voce, tenendo il tono ridotto a un soffio per non risvegliare Alys, mentre stringe la presa sui tuoi polsi per cercare una rassicurazione immediata. Dall'imbocco esterno del carro, una sagoma scura si sposta silenziosa lungo le stanghe di legno, scivolando rasente al telone senza emettere il minimo rumore sul selciato bagnato. Kaelen si avvicina di sbieco al pianale sollevando il mento verso di te; le pupille ambrate della tiefling brillano nella notte rionale e la sua mano grigia rimane vicina al ferro della cintura, confermando come la guida sia scesa dal suo posto di vedetta per raccogliere l'esito della tua incursione...
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Il destino di Bonnie
Vengo strappata via dal sonno ristoratore dallo strillo disperato del nano, e ci scommetto un furetto che i miei stivali scamosciati toccano la terra fredda prima ancora che i miei occhi nocciola si siano spalancati del tutto. Vedo la scena in un battito di ciglia sotto la luce tremolante dei tizzoni: Horglan ha gettato a terra scudo e martello per coprirsi la testa con le mani in mezzo al fango, bloccato dalla paura proprio come faceva con i manichini della fucina, mentre il primo lupo gli balza oltre e punta i suoi occhi minacciosi dritti verso la mia gonna verde nuova profumata di lavanda. Dietro di me, Marcus e Todd si stanno alzando in tutta fretta urlando e mormorando misticismi, ma l'altro predatore dal pelo alto sta già per scattare all'assalto, e io suppongo che la foresta del nord mi abbia insegnato a muovere i muscoli prima che la bestia finisca di ringhiare. Non provo paura nel vedere quelle zanne, perché i lupi sono creature che ho incrociato spesso sulle mie montagne e so come leggerne i movimenti del corpo. Con uno scatto secco e fluido delle braccia esili, porto le mani avvolte nelle fasce azzurre dietro la schiena, afferrando il fodero di legno pesante dello spadone dello zio Bartholomew. Le mie dita strappano via con forza quel bizzarro legaccio di cuoio che le guardie cittadine mi avevano stretto attorno all'impugnatura, liberando finalmente l'acciaio antico di Durgeddin con un sibilo tagliente che fende il silenzio della notte selvaggia. La Vergine Cruenta risponde all'istante al richiamo del mio cuore puro ed emana quel suo bellissimo e limpido bagliore verde smeraldo, illuminando i pini e le rocce dell'accampamento con la forza rigogliosa della natura. Sfrutto l'inerzia del movimento per sollevare la colossale lama sopra la mia testa, stringendo il manico con tutta la forza che mi ritrovo nei muscoli, pronta ad abbattere l'acciaio sul lupo che sta per balzarmi addosso prima che possa toccare me o i miei compagni. Horglan, tieni giù quella testa pelosa e non muoverti di un pollice dal fango! grido a gran voce, e la mia voce limpida dal ruvido accento del nord risuona fiera e spensierata in mezzo al baccano dell'accampamento, mentre scarico tutta la potenza dello spadone cerimoniale in un fendente dritto verso il muso della bestia che mi sta caricando. Marcus, mastro Todd, tenetevi pronti alle mie spalle! Ci penso io a far capire a questi cacciatori della notte che hanno sbagliato del tutto la tana in cui venire a cercare il pranzo! @ DM
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Il silenzio riempie i secondi che seguono le tue parole nell'anfratto buio del vicolo. Kymil non si scompone per il richiamo sulla tua natura celestiale, ma un sorriso sottile, quasi impercettibile, gli increspa le labbra sotto la tesa del cappello. È il sorriso di chi apprezza l'audacia, anche se avverte la distanza siderale tra la tua stirpe di Arborea e la sua. Cento anni in questo fango sono lunghi, Eladrin, persino per chi ha tempo a sufficienza per veder marcire queste mura umane...sussurra, la voce calma che taglia la penombra...ma apprezzo la tua pazienza. È una virtù rara di questi tempi. L'elfo del sole allunga una mano affusolata per prendere la borsa nera che gli porgi. Le sue dita si stringono sul cuoio, aprendo lo scomparto principale per una rapida, invisibile verifica. Quando i suoi occhi incrociano il contenuto intatto, un palpabile senso di sollievo distende la rigidità delle sue spalle. La borsa è salva, e con essa i suoi piani. Rimette la borsa sotto il mantello, poi sposta lo sguardo oltre le tue spalle, indugiando per un istante verso la penombra dove sa che ti aspettano i tuoi compagni di viaggio. La faccenda delle guardie morte in un attimo e delle frecce dalle piume nere lo tormenta, ma decide di onorare il patto. Nessuno ha rivendicato i corpi e la mia roba è ancora qui. Significa che l'assassino non cercava questo contenuto... cercava solo di mandare un messaggio, o di tagliare i miei fili prima che potessi muovermi ...riflette a voce alta. Poi scuote leggermente il capo, tornando al presente. Un patto è un patto, Silyndor. Non sarò io a trattenerti in questo posto. Kymil fa un passo più vicino, abbassando la voce per fare in modo che il nome non esca da quell'anfratto. Il contatto che cerchi a Baldur's Gate si chiama Zephyr. È un Genasi dell'Aria. Ha i lineamenti di un uomo della Costa della Spada, ma la sua pelle ha il riflesso freddo del cielo d'inverno e i suoi capelli si muovono come se fossero perennemente accarezzati da una brezza invisibile. Frequenta i tavoli da gioco e i mercanti di segreti nella Città Bassa, solitamente intorno alla taverna del Canto dell'Elfa. Quella creatura vive per i cieli e le rotte impossibili. Possiede la prima metà di una mappa astronomica cifrata che serve a tracciare i sentieri sicuri attraverso le colline protette. Ma Zephyr non regala nulla: per farti decifrare le stelle dovrai pagare il suo prezzo o offrirgli qualcosa che attiri la sua natura incostante. L'elfo del sole fa un passo indietro, svanendo quasi del tutto nell'ombra più fitta del vicolo cieco, ma prima di sparire i suoi occhi dorati si stringono, carichi di un avvertimento fin troppo concreto... Ti aspettano più di trecento miglia di fango lungo la Via del Commercio verso sud prima di vedere le porte di Baldur's Gate. Se fossi stato da solo, avresti potuto rischiare il taglio dritto tra i boschi selvaggi. Ma hai una mezzelfa e una bambina da proteggere. Con quel genere di fardello, muoversi da soli lungo una strada infestata da banditi e bestie è un suicidio. Domattina stessa, alla porta sud di Daggerford, si radunano le grandi carovane commerciali dirette a sud. Trovate un mercante generoso, pagate il dazio e camuffatevi tra i carri. Chiunque abbia scagliato quelle frecce con le piume nere potrebbe aver visto la tua faccia mentre scappavi dal perimetro, e dubito che vorrai rischiare la vita della piccola per fare l'eroe solitario. Kymil ti lancia un ultimo sguardo calcolatore, poi si volta e si dilegua rapidamente tra le vie portuali , lasciandoti solo nell'oscurità del vicolo.
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DM propone campagna D&D5: Curse of Strahd o Key of the Golden Vault
Jynxar Vethal , Warlock (Archfey) , Background: Intrattenitore Scheda BG
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Vento di Sangue 2 - Topic di Servizio
Direi che li lasciamo andare a questo punto poi stiamo un pò li a vedere se succede qualcosa .
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Topic di Servizio
@L_Oscuro dovresti postare .
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La luna crescente
Il fumo denso e nero che risale dal lago di melma ribollente crea una barriera di calore fluttuante che investe i volti dei presenti. Senza perdere tempo in calcoli complessi, Devras solleva il bastone e canalizza il potere mutaforma del suo retaggio sulla drow. La figura di Selyra perde consistenza per un istante, le sue vesti e il liuto svaniscono mentre la sua struttura si allunga, ricoprendosi di piume scure e robuste, fino a quando una maestosa aquila gigante non batte le ali a un metro dal suolo fangoso, i suoi occhi nitidi e dorati che riflettono la luce scarlatta della luna. Fiore Della Giungla attiva i propri stivali magici, sollevandosi in volo con stabilità meccanica e posizionandosi a mezz'aria come una guida lucente nel fumo acido. Shamàsh, intanto, si porta alle spalle di Kaelen; forte del suo vigore e del suo addestramento marziale, il paladino afferra saldamente il cacciatore per il cuoio del pastrano, sollevandolo da terra con una presa d'acciaio mentre attiva le proprie capacità di levitazione per portarlo oltre il pericolo. Zarath, rimasto per ultimo sul ciglio della conca, calcola le distanze con un sorriso ruvido. Il barbaro tiefling compie un balzo in avanti, afferrando al volo le zampe possenti e piumate di Selyra mentre l'aquila gigante si stacca dal suolo. Il peso del tiefling e del suo pesante maglio mette alla prova i muscoli della creatura, ma l'ampia apertura alare della barda cede solo di pochi centimetri prima di trovare la giusta corrente termica ascendente. Il passaggio aereo sopra i quindici metri della marana è un brivido di fumi caldi e bolle di gas che scoppiano sul fondo del canyon, spruzzando gocce corrosive che sfrigolano contro le barriere protettive elementali ancora attive attorno a voi. Devras, rimasto sulla sponda iniziale, attende che Shamàsh, Fiore e Selyra abbiano depositato Kaelen e Zarath sulla roccia solida dell'altra sponda. Subito dopo, il druido evoca la sua stessa mutazione spirituale: il suo guscio metallico si contrae, trasformandosi in un uccello d'alto fusto che sfreccia rapido sopra la pozza, ricongiungendosi alla colonna in pochi battiti d'ala e riassumendo la sua forma originale non appena tocca il terreno asciutto. Kaelen si rimette in piedi scuotendo il mantello dalla fuliggine, lo sguardo perennemente dilatato che fissa il gruppo con un misto di sconcerto e profondo rispetto. Selyra riprende le sue sembianze drow in uno sbuffo di piume eteree, respirando a pieni polmoni l'aria che, sebbene ancora satura di zolfo, si fa finalmente più fresca e mobile. Pochi metri davanti a voi, le pareti di ossidiana e ardesia della gola si aprono improvvisamente in un imbuto di roccia. La feritoia scarlatta del cielo si spalanca, e la colonna emerge finalmente dal Canyon della Corruzione, lasciandosi alle spalle i vapori velenosi e la poltiglia acida della gola. Davanti ai vostri stivali logorati si stagliano i primi veri declivi delle colline orientali, un labirinto di pietra frastagliata e instabile che sale verso i crinali della montagna. La marcia riprende per diverse ore, inerpicandosi lungo i fianchi scoscesi delle alture, lontano dai miasmi stagnanti del fondo. Man mano che salite, il vento da est torna a soffiare con ferocia, ripulendo l'aria ma portando con sé un freddo innaturale che gela la cenere sui vostri mantelli. La terra qui cambia consistenza: la roccia è nera, vitrea e striata da pesanti venature metalliche che luccicano come specchi oscuri sotto i riflessi scarlatti della Luna Rossa. Sopra le vostre teste, il cielo plumbeo inizia a squarciarsi, attraversato da archi di fulmini azzurri e costanti che colpiscono le vette più alte con boati che fanno rimbombare la cassa toracica. Kaelen vi conduce fino a una terrazza naturale di roccia indurita, protetta parzialmente da un costone sporgente. Quando arrivate sul ciglio, la guida si ferma e vi fa cenno di guardare in basso, oltre il declivio delle colline. Lo spettacolo che si srotola nel gigantesco cratere naturale a chilometri di distanza spezza il fiato per la sua totale, raggelante assenza di elementi naturali. Laggiù si estende la vostra meta finale, ma quel bacino di cenere nera appare come un immenso e tetro cimitero di pura materia inerte. Strutture colossali e spigolose, modellate in forme geometriche e scure che ricordano mostruosi gusci privi di vita, giacciono incastrate e spezzate tra moli di pietra calcinata e pontili sospesi che sfidano la gravità. Decine di ciminiere sottili e altissime vomitano colonne di fumo nero direttamente nel cielo plumbeo, e un bagliore arancione, cupo e incessante, pulsa dalle viscere di quegli strani involucri artificiali come il battito di un cuore malato. Ma la cosa più inconcepibile è l'origine dei fulmini , non scendono dalle nuvole, ma vengono scagliati con violenza verso l'alto da un pilastro mostruoso piantato proprio al centro della conca , è un cilindro titanico coperto di rune luminose che pulsa di una luce azzurra e distorta, le cui scariche si infrangono sui crinali circostanti prima di disperdersi nel vuoto. Proprio ai piedi della terrazza rocciosa dove vi trovate, a sbarrare l'unico sentiero rimasto che scende verso quella distesa, giace la carcassa rovesciata di un enorme involucro corazzato, interamente fatto di pesanti piastre grigie chiodate , qualcosa di immenso ha squarciato quella spessa barriera artificiale come se fosse pergamena, e tutto intorno alla struttura, parzialmente coperte dal nevischio grigio, si intravedono diverse sagome umanoidi bloccate in pose di fuga disperata , dalle fenditure aperte di quella forma spezzata esce un ticchettio ritmico, metallico e costante, che risuona nel silenzio delle alture. Kaelen si accovaccia sul ciglio della roccia, fissando il relitto sottostante con la mano guantata vicina alla lama. Il tracciatore vi lancia un'occhiata tesa di profilo, indicando lo squarcio nella corazza e le figure immobili...la via d'uscita dal canyon vi ha condotto esattamente sulla soglia della meta, ma l'unico sentiero disponibile per scendere è interrotto da quella ferita profonda nel metallo, e da quel suono metodico che continua a battere nel buio... @ Tutti
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Il Tempo dei Perduti
Mentre i ringhi dei worg aumentano di intensità, l'inganno visivo sul fianco occidentale si dissolve nel vento invernale, costringendo Akseli e Shage a reagire all'istante... Il mago stringe la sua bacchetta e focalizza la mente proprio mentre i mostri dell'Osso Rotto voltano i musi feroci verso il centro della gola... Con parole di potere arcano, Akseli fa scaturire uno strato di grasso viscido e scivoloso sulla neve ghiacciata, sbarrando il sentiero... Un battito di ciglia dopo, Shage sguaina l'acciaio per fare scudo al compagno e, recitando a gran voce la filastrocca dei bambini, concatena una seconda barriera viscida subito dopo la prima... La trappola combinata è perfetta: un'intera porzione della gola è ora trasformata in uno specchio scivolosissimo e impraticabile... I worg e i goblin, lanciati in una carica rabbiosa per difendere il loro padrone, finiscono in pieno nel fango viscido, scivolando goffamente, travolgendosi a vicenda e rimanendo bloccati tra urla e ringhi muti che svaniscono non appena sfiorano la bolla di silenzio... Nel cuore della zona piatta, lo scontro tocca il suo culmine drammatico... Vaulath, incurante della geometria distorta che confonde i suoi sensi di predatore, cede ancora all'ira della montagna... Il leopardo delle nevi si scaglia di nuovo in avanti con ferocia inarrestabile, spalancando le fauci per spezzare le ossa del nemico... Ma lo spazio bidimensionale continua a ingannare i suoi occhi: nonostante la foga, le sue zanne affondano nel vuoto grigio, lacerando solo l'aria gelida senza riuscire a trovare la presa sul corpo del nemico... Erika, seppur debilitata dal tocco che le ha svuotato i muscoli e ridotto la forza, nota l'ostinazione con cui il mostro tiene la mano incollata alla pietra... Comprendendo che quella è l'ancora di tutto l'incubo, solleva con immane fatica il pesante falcione e lo abbatte con precisione chirurgica sul braccio teso della creatura... L'acciaio fende l'aria e morde implacabile il bersaglio... L'impatto penetra così a fondo da spaccare la consistenza del braccio grigio, costringendo il Ghul del Vuoto a staccare di colpo le dita dalla parete rocciosa per la violenza del colpo... Nel millesimo di secondo in cui il contatto con l'ancora si interrompe, l'effetto è violento... La distorsione geometrica collassa su se stessa con un sordo boato visivo, restituendo di colpo la terza dimensione alla gola... Le rocce riprendono le loro venature, le ombre ritrovano il loro spessore e il terreno torna ad avere la sua normale aderenza tridimensionale... Erika riprende a respirare sentendo il falcione ritrovare il suo peso reale, e Vaulath percepisce i suoi artigli fare nuovamente presa sulla neve solida... Il collasso della distorsione restituisce ogni cosa alla realtà, e il Ghul del Vuoto si ritrova improvvisamente spogliato di ogni difesa geometrica... il suo corpo grigio, privato dello spessore che lo rendeva sfuggente, barcolla pesantemente sulla neve solida, mostrando lo squarcio profondo inferto dal falcione di Erika... ma prima ancora che l'essere possa tentare di allungare nuovamente le dita verso la roccia per riagganciare l'anomalia, la furia combinata dei due combattenti si abbatte su di lui con precisione letale... Erika sfrutta l'inerzia del peso ritrovato della sua arma e, nonostante la spossatezza muscolare, fa ruotare la lama in un arco perfetto che recide di netto l'arto teso del mostro... Nello stesso istante, Vaulath azzera la distanza rimasta con un balzo fulmineo, approfittando del fatto che il bersaglio è ormai completamente tridimensionale, e spalanca le fauci del leopardo delle nevi affondando i denti direttamente sulla gola della creatura... La morsa del goliath è spietata, le sue zanne stringono con la forza dell'ira della montagna, spezzando di colpo il collo esile del servitore del Vuoto... Dal corpo dilaniato non esce un solo grido a causa della cappa di silenzio che ancora fluttua nell'aria, ma la sostanza nera e densa che fungeva da sangue sprizza violentemente sulla neve, per poi evaporare in un fumo grigiastro che odora di cenere e di vuoto... Il guscio grigio del Ghul si accascia al suolo, svuotandosi rapidamente di ogni consistenza, fino a ridursi a una pelle spoglia e secca che il vento freddo inizia a consumare... Con la morte del loro leader, la gola rocciosa si ridesta dall'incubo, e oltre il confine della bolla magica i goblin dell'Osso Rotto, ancora intrappolati e scivolanti sulla doppia barriera viscida creata da Akseli e Shage, smettono improvvisamente di lanciare frecce... I worg smettono di ringhiare, abbassando le orecchie e guaendo spaventati... Privi del controllo mentale e della presenza opprimente del "senza pelo", i mostri della tribù vengono colti da un panico selvaggio: i goblin rimasti in piedi scavalcano i compagni caduti e iniziano a fuggire disordinatamente verso le fessure della roccia e i sentieri sul retro della gola, abbandonando il campo in rotta totale , i worg, invece, liberati dal giogo psichico che li legava al mostro, riacquistano all'istante i loro spietati istinti di predatori alfa... i grossi lupi intrappolati nella barriera viscida voltano i musi feroci proprio verso i piccoli goblin che scivolano e si calpestano a vicenda, avventandosi su di loro per sbranarli in un brutale e sanguinoso regolamento di conti, mentre le bestie rimaste libere lanciano un ultimo ululato alla luna e scattano a tutta velocità fuori dalla gola, disperdendosi tra i boschi oscuri... @ Tutti
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Il destino di Bonnie
Cammino da una settimana intera e sento finalmente il profumo vero della terra selvaggia sotto le suole degli stivali scamosciati, lasciandomi alle spalle il lastricato grigio e la caciara di quella cittadina di minatori. Le storie sui rapimenti degli orchi e sui familiari che piangono i loro cari scomparsi mi sono rimaste piantate nel petto come schegge di legno; mio zio Bartholomew dice sempre che i predatori che cacciano per il puro gusto di fare del male vanno fermati prima che si avvicinino troppo al nido, e io suppongo che su queste montagne dovremo tenere le orecchie molto più aperte del solito. Visto che il vecchio sentiero nanico non ha più le coperture ed è visibile da tutta la valle, per accamparci non scelgo un punto aperto lungo la via. Spingo l'asinello di Horglan e il resto della compagnia un po' più all'interno, dietro una parete di roccia naturale riparata dal vento, nascosta alla vista da una fitta barriera di aghifoglie. È un buon nido per la notte, invisibile per chiunque cammini sotto di noi. Raccolgo un po' di rami secchi e guardo Marcus con un sorriso spensierato, indicando la legna. Marcus, pensaci tu a dare un po' di calore a questo ceppo con quel tuo misticismo del fuoco, ma vedi di fare una fiammata piccola stasera. Non vogliamo che il fumo si alzi oltre le cime dei pini e faccia da segnale a qualcosa di malvagio. Mentre il nano toglie i pesanti borsoni alla bestiola e lo gnomo si siede sul suo zaino masticando le ultime ciliegie rimaste, mi metto al centro del cerchio per organizzare la notte, parlando con la mia parlata lenta e lineare. Ascoltatemi bene, uomini di città. Da qui in avanti la foresta si fa scura e non possiamo permetterci di tenere la testa tra le nuvole mentre dormiamo. Faremo quattro turni di guardia da due ore ciascuno, così ognuno potrà riposare i tendini a dovere. Sistemo lo spadone cerimoniale dello zio Bartholomew contro la roccia, lasciando che il suo fodero di legno massiccio riposi vicino al mio giaciglio di foglie, e divido i compiti con totale e ingenua fermezza rurale. Il primo turno lo faccio io, mentre c'è ancora un briciolo di luce nel cielo e posso controllare che non ci siano tracce fresche intorno al recinto , per il secondo turno tocca a te, Horglan, così potrai toglierti quel ferro rumoroso di dosso e dormire dritto per il resto della notte , il terzo berrà il fresco del buio profondo, e ci scommetto un furetto che tocca a te, Marcus, visto che hai già gli occhi abituati alle occhiaie e i tuoi misticismi sono pronti a scattare se qualche bestia prova ad avvicinarsi , l'ultimo turno, quello prima che il sole spunti sopra le vette, lo lascio a mastro Todd: hai le orecchie svelte come quelle di una lepre e suppongo che saprai svegliarci tutti quanti al minimo fruscio, prima che ci rimettiamo in marcia. Poggio la schiena contro il ceppo di pino, allungando le gambe e iniziando a pulire il mio piccolo furetto di legno con il coltello da caccia, pronta a iniziare la prima guardia della notte in mezzo al silenzio profondo delle cime selvagge selvagge selvagge, tenendo gli occhi aperti...
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Il silenzio che cala nell'anfratto buio del vicolo è gelido, rotto solo dal ticchettio della pioggia finta che bagna le vie portuali inferiori di Daggerford. Kymil Nimesin non sobbalza, né fa un passo indietro di fronte alla minaccia delle boccette che stringi tra le mani. Il suo sguardo dorato, colmo della tipica, irritante superiorità degli elfi del sole, si posa prima sulle tue dita tese e poi risale, lento e tagliente, sul tuo volto contraffatto dalla cicatrice del camuffamento. Quando pronunci le parole "frecce dalle piume nere", un impercettibile battito di ciglia tradisce la sua sorpresa. Dura un millesimo di secondo, svanendo sotto la tesa larga del suo cappello inclinato, prima che la sua maschera di cinica freddezza torni al suo posto. Frecce dalle piume nere?...ripete Kymil. La sua voce è un sussurro affilato che quasi si confonde con lo scorrere dell'acqua nei canali di scolo del vicolo. Non c'è colpa nel suo tono, solo una genuina e gelida perplessità che si trasforma rapidamente in disprezzo...se avessi voluto eliminare quegli uomini Silyndor, avrei usato del veleno, o avrei assoldato dei rozzi sgherri umani in qualche bettola del porto. Non amo i fronzoli poetici, né le piume decorative sui dardi. L'elfo del sole si stacca dal muro di pietra umida contro cui era appoggiato. Fa un passo lento verso di te nella penombra dell'anfratto, del tutto incurante del pericolo del liquido che minacci di versare nel fango. Frecce dalle piume nere?...ripete Kymil, e la sua voce è un sussurro affilato che taglia l'aria umida....pensi che ti stia usando? Io ti ho mandato lì solo per riprendere la mia borsa con il suo contenuto , niente di più , non mi importa nulla di quegli uomini, ma non ho ordinato io di ucciderli, né tantomeno avrei usato delle frecce con piume nere...questo significa solo una cosa , c'è qualcuno nascosto in questa città , qualcuno che conosce i miei piani... o qualcuno che sta seguendo te... Kymil abbassa lo sguardo sulla borsa nera e sulle boccette, e per la prima volta la sua voce si fa ancora più cupa e minacciosa. "Ora tieni ben salde quella borsa , se ciò che c'è dentro si frantuma, la tua pista per Evereska svanisce qui e tu rimarrai bloccato in questa topaia umana...dimmi piuttosto cosa hai visto su quel perimetro prima che arrivino le ronde ducali. Ogni dettaglio. Ora!
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DM propone campagna D&D5: Curse of Strahd o Key of the Golden Vault
Ecco due brevi bg sui personaggi che ho proposto... Valeria Revencrest , Umana , Mago (Canto della Lama) . Background: Eremita Jynxar Vethal , Warlock (Archfey) , Background: Intrattenitore
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Il destino di Bonnie
Esco dal portone della Medusa Danzante a passi rapidi, respirando l'aria fresca della mattina e stringendomi addosso la mantella di piume sopra il vestito verde nuovo. Sento il peso dello spadone sulla schiena, ma dopo il rito di ieri sera con la vecchia Shoomma e la luce verde smeraldo che ha acceso la lama, la tracolla mi sembra leggera come un ramoscello. La testa mi gira ancora un po' per le storie che Horglan mi ha raccontato a cena sul Dente di Pietra e sui pericoli degli orchi, ma stare a preoccuparsi prima di mettersi in cammino fa solo venire il mal di pancia. Sulla strada lastricata mi fermo a bocca aperta a guardare la scena. Marcus è già lì con delle occhiaie così nere che sembra non aver dormito affatto, pronto a partire con la sua solita voce cupa, anche se brontola subito quando vede che non saremo da soli. Poi arriva Horglan, e ci scommetto un furetto che fa più rumore lui di un ruscello in piena! Indossa un'armatura di metallo tutta luccicante, uno scudo di legno e un pesante martello, trascinandosi dietro un asinello carico di sacchi. Lo guardo con un sorriso grande, fiera che abbia trovato il coraggio di infilarsi quei ferri. Infine compare Todd, che mastica una mela spensierato finché non incrocia lo sguardo di Marcus. Lo gnomo fa un salto per la paura, fa cadere la mela e lancia uno squittio da topo, toccandosi i gioielli di famiglia e facendo le corna per scacciare la sfortuna. Mi urla se sono impazzita a portarmi dietro uno stregone simile, mentre Marcus gli risponde con un sorriso di sfida che sembra proprio voler dire che non aspetta altro che un passo falso per bruciargli la barba. Mi metto a ridere in mezzo alla via, scuotendo la testa per questi tre cittadini che litigano prima ancora di uscire dalle mura. Faccio un passo avanti e mi metto in mezzo a loro, allungando le mani avvolte nelle fasce azzurre per calmarli. Mastro Todd, raccogli quella buona mela e smettila di strillare, che Marcus non ti farà del male se tieni le mani a posto. E tu, Marcus, metti via quel muso lungo. Mio padre Gideon dice sempre che cani diversi devono saper abbaiare insieme per difendere la fattoria. Todd sa scovare le trappole e Horglan ha un asinello forte e ha bisogno di camminare per ritrovare il suo coraggio. Per come la vedo io, siamo la carovana più stramba e fortunata di tutta la pianura. Do una pacca affettuosa sulla spalla corazzata del nano e faccio un fischio allegro verso l'asinello. Hai fatto un bel lavoro con questa armatura, Horglan! Con tutto questo rumore i lupi ci staranno alla larga! Ora basta guardarsi male , il sole è spuntato e ci aspetta un lungo sentiero verso il Dente di Pietra e io ho una gran voglia di vedere i boschi del sud! Mi avvio a grandi falcate verso la porta della città, del tutto spensierata, lasciando che i miei tre bizzarri compagni decidano se continuare a guardarsi storto o se iniziare a camminare dietro al mio spadone.
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Il legno della palizzata rinfresca la tua schiena mentre ti muovi a passi felini nel fango del cortile, costretto a calpestare il rivolo di sangue scuro che ancora cola dal tavolo di quercia... il tuo cuore pulsa a ritmo serrato sotto la falsa divisa della milizia di Daggerford, mentre i tuoi sospetti investigativi si addensano sul viso spavaldo di Kymil, unendo materialmente la letalità di quelle frece nere agli assassini che hanno massacrato i custodi di Alys nella foresta... Ti chini sui corpi caldi dei due sgherri superando il ribrezzo rurale; le tue dita umane passano rapidamente tra le tasche di cuoio delle loro tuniche finché i polpastrelli non intercettano il profilo freddo di una chiave di ferro grezza, strappata via dalla cintura del capo pattuglia... Ti avventi sulla cassa di quercia sbarrata a terra, inserisci il metallo nella toppa e fai scattare il perno con un colpo secco... il coperchio si solleva esalando un odore pungente di spezie e muffa, rivelando sul fondo l'esatta refurtiva descritta: la borsa di cuoio nera è stipata lì dentro, pesante, e al suo interno i tuoi polli intercettano la consistenza vitrea delle tre fiale di distillato feerico e i fogli dei registri personali... Kymil non ha mentito sul carico , ma il prezzo di quel recupero gronda del sangue del tuo popolo... Infilata la borsa sotto il mantello, i tuoi sensi crepuscolari di secondo livello si espandono al massimo della paranoia perimetrale, scansionando le ombre dei tetti e i teloni cerati del molo... l'oscurità è immobile, l'aria è satura solo del puzzo di fumo del borgo, e gli assassini sembrano essere svaniti nel buio delle acque dopo aver completato l'esecuzione... Scavalchi la staccionata con un balzo fluido e insonore, allontanandoti a piedi dal perimetro della strage prima che le ronde ducali possano scoprire i morti e associare la tua falsa sagoma con la cicatrice al delitto... corri rasente ai muri di pietra per le vie portuali inferiori, immettendovi nuovamente nel corridoio buio del vicolo cieco originario... La sagoma di Kymil si palesa di colpo davanti a te nella penombra dell'anfratto, le braccia incrociate e il cappello a tese larghe inclinato per celare lo sguardo... l'elfo del sole nota la borsa nera che stringi contro il fianco e un sorriso beffardo, colmo di una cinica e soddisfazione, gli increspa le labbra... Puntuale e pulito, Silyndor. Sapevo che l'acciaio del tuo popolo non mi avrebbe deluso... sussurra Kymil in lingua comune, riducendo il tono a un soffio aspro mentre allunga una mano guantata per ricevere il suo bottino, consegnami la borsa, e io terrò fede alla mia parola d'onore. Ti farò il nome del contatto che stai cercando tra le mura di Baldur's Gate.
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TdG - Avventure in DnD 3
Nethlypsis Alrishkmel Vyravys , Tielfing (nata da genitori elfi) stregona sangue di drago I tavoli in frantumi e i segni di bruciato sulle pareti mostrano chiaramente il passaggio dei fanatici. Quando l'oste menziona le risate isteriche al piano di sopra, mi scappa un mezzo sorriso sghembo, ripensando alla voglia di Eril di farsi una bella scazzottata per sbollire la rabbia. Faccio un passo verso le scale, lasciando che una minuscola scintilla magica brilli per un istante tra le dita prima di spegnersi. Beh, Eril... direi che hai trovato l'occasione perfetta per farti passare il malumore...dico con una punta di ironia, per poi tornare subito seria e concentrata....saliamo , se c'è un incantatore tra di loro, meglio prenderlo di sorpresa prima che decida di incendiare l'intera locanda...
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TdG - Avventure in DnD 2
Jane Doe Esco dalla stanza dell'Abate in assoluto silenzio, ignorando il caos di alcol e danze che sta travolgendo il cortile. Cammino tra i vivi come un'ombra immobile, del tutto indifferente alla loro festa. Mi affianco a Izhu, Gale e Gaia mentre si allontanano dal rumore. Senza sprecare una singola parola, fisso i miei compagni con uno sguardo gelido che esprime già tutta la mia determinazione. Faccio semplicemente un cenno deciso verso l'uscita del tempio, indicando la via per le montagne , l'Oni blu ci aspetta...
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
La penombra della taverna inghiotte la figura di Lyra Thorne mentre la ragazza recepisce le tue precise disposizioni tattiche... la giovane mercante rurale fa un lento, serio cenno d'assenso con il capo, stringendo la presa sulla mano di Alys per guidare la piccola fuori dal perimetro del locale e riprendere a piedi la via verso le stalle esterne, dove l'acciaio di Kaelen e l'istinto di Garm offrono la massima tutela logistica al resto della carovana... contieni il tuo slancio etico sotto la sponda del mantello, incrociando lo sguardo di Kymil che si volta dall'angolo della sala comune con un sorriso beffardo e calcolatore, palesemente soddisfatto di vederti muovere i passi lungo la via... Uscite sul selciato umido del borgo muovendovi come due ombre veloci rasente ai muri di pietra, mentre l'oscurità della notte di Ches avvolge interamente le vie che scendono verso la porta del fiume... Kymil cammina a passi leggeri e felini a meno di due iarde di distanza, guidandoti attraverso un dedalo di vicoli secondari e passaggi d'angolo coperti, dove il brusio delle taverne portuali si fa via via più debole... dopo meno di cinque minuti di marcia forzata e silenziosa, l'elfo del sole si arresta bruscamente all'imbocco di un anfratto buio, sollevando la mano guantata per indicarti la struttura ruderale situata dall'altro lato della carreggiata... A ridosso della sponda del fiume, protetto da una palizzata di legno massiccio alta due metri, si staglia il magazzino mercantile di Jaycen... l'edificio è parzialmente immerso nel silenzio, ma attraverso le fessure dei teloni cerati posteriori filtra il chiarore fioco di una lanterna a olio, accompagnato dal rumore ritmico di dadi che sbattono su un tavolo di legno e dalle voci rudi dei due sgherri della milizia corrotta posti a presidio del carico... Kymil arretra di un passo, svanendo parzialmente nell'oscurità del vicolo cieco e stringendo i pugni sotto il panno scuro... Il perimetro è libero, Silyndor... sussurra il forestiero, la voce ridotta a un soffio teso, io rimango qui a coprire la via d'uscita e a tenere gli occhi aperti sulle ronde delle torri ducali. La cassa di quercia con la mia borsa nera è sul retro, proprio dietro la postazione di quei due umani. Muoviti pulito e non lasciare tracce. Ti sganci dal fianco della guida muovendoti a piedi nell'ombra, e la tua determinazione si attiva immediatamente sul campo per mettere in atto il tuo stratagemma d'acciaio e di inganno... portandoti a ridosso dell'asse di legno della palizzata, richiami la Trama feerica che pulsa nella tua natura di Eladrin, concentrando il flusso magico per rimodellare la carne e i tessuti... nel giro di pochi battiti di ciglia, i tuoi lineamenti d'argento e i tratti ultraterreni si dissolvono, lasciando spazio al volto squadrato e rude di una guardia umana locale, con i capelli neri tagliati corti e una vistosa cicatrice rurale che taglia lo zigomo sinistro... l'illusione di Alterare Se Stesso è salda e rimarrà attiva per i successivi venti minuti, nascondendo interamente la tua identità Eladrin under la divisa della milizia portuale... Scavalchi il perimetro della staccionata con un movimento fluido e insonore, atterrando sul fango battuto del cortile interno e stringendo la glaive in posizione coperta mentre ti avvicini alla postazione posteriore, pronto a scatenare la tua magia e a cogliere di sorpresa i bersagli... ma è proprio in quel millesimo di secondo che la realtà del molo si congela in un macabro, improvviso silenzio... Non c'è bisogno di rilasciare il tuo incantesimo e il rumore dei dadi sul legno è svanito del tutto... sotto il riflesso fioco della lanterna a olio appesa al palo, i due sgherri umani giacciono già riversi sul tavolo unto in un lago di sangue scuro, con i corpi piegati in avanti in una posa innaturale... i tuoi occhi scansionano la scena all'istante , entrambi i bersagli sono stati trafitti profondamente al collo e al petto da lunghe e letali frecce nere dalle piume scure, conficcate nel muscolo con una precisione spietata... qualcuno si è mosso nell'ombra pochissimi istanti prima della tua calata, lasciando i cadaveri ancora caldi sul legno e scomparendo nel buio senza lasciare altre tracce... la cassa di quercia descritta da Kymil si trova poco più avanti, sbarrata a terra e apparentemente intatta, del tutto ignorata dagli assassini...
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Il destino di Bonnie
Rimango un attimo immobile a bocca aperta, con i miei grandi occhi nocciola sgranati mentre guardo la direzione in cui il piccolo gnomo grigio è appena sparito, lasciandomi addosso le sue ultime parole bizzarre sui tesori, sul fatto che non mangia assolutamente i sottaceti e che io sarei addirittura in debito con lui. Mi scappa una mezza risata spensierata sotto il cappuccio scuro, scuotendo la testa per quanto sia stravagante la gente che gira oltre queste mura di pietra. Niente sottaceti allora, mastro Todd! Ci scommetto un furetto che tra i boschi selvaggi troveremo della buona carne di cervo capace di mettere d'accordo anche la tua pancia da cittadino! Fatti trovare all'alba davanti alla Medusa insieme allo stregone! gli grido dietro a voce spiegata, sperando che la mia parlata lenta lo raggiunga nel buio del vicolo. poi mi raddrizzo con un sorriso radioso verso la direzione in cui è sparito lo gnomo, poi mi volto verso Horglan, guardandolo sciacquarsi la faccia con l'acqua di una pozza per nascondere le righe delle lacrime sotto lo sporco del vicolo. Gli indico il portone della Fucina che si trova a pochissimi passi da noi. Ora datti un contegno, Horglan. La nonna non saprà nulla di questo tuo brutto tiro finché non tornerai a casa con il cuore di un vero guerriero della pietra. Ma adesso muoviamoci, che ci aspetta davanti alla forgia rovente per dare inizio al risveglio della mia Vergine Cruenta. Una volta ricomposti, spingo il portone ed entriamo nella fucina. Gli occhi di nonna Shoomma, rimasta fiera in piedi sulle sue gambe tremanti, si illuminano d’orgoglio nel vederci varcare la soglia insieme, e io suppongo che la vista del nipote le dia una forza incredibile. Osservo a bocca aperta il suo abbigliamento cerimoniale blu cielo con i decori argentati, così sobrio e resistente, pensando a quanto sia affascinante lo stile del popolo della pietra. Horglan esita solo un istante, ma poi ricambia lo sguardo della matriarca con una fermezza tutta nuova. La vecchia ci conduce sul retro, lungo un corridoio profondo che si apre su un grande salone pieno di porte, un'enclave nanica in miniatura con al centro un altare di pietra che profuma di preghiere antiche. Quando mi chiede se sono disposta a impegnare la mia lama per la liberazione dell'Antrolucente e per il recupero delle loro arti perdute, sento l'onore montanaro risalire dritto al cuore. Annuisco con totale e solenne determinazione. Sì, nonna Shoomma, la mia volontà è solida come le radici più profonde delle cime del nord e la mia parola è una promessa scritta sulla pietra rispondo fiera, mentre posiziono la lama sguainata sopra l'altare. Osservo il fumo del turibolo che avvolge il metallo dello zio Bartholomew, ascoltando le parole nella dura lingua nanica. Sussulto leggermente quando il colpo del diapason produce quella vibrazione acuta e fastidiosa contro la lama, ma un istante dopo la magia di Durgeddin si risveglia: l'acciaio antico riconosce la purezza del mio spirito e, rispondendo in simbiosi alla spensieratezza e alla bontà del mio cuore, si accende di un bagliore vivo. È una luce magica di un verde smeraldo profondo e limpido, identico al colore degli aghi dei pini selvatici quando vengono bagnate dalla pioggia d'estate. Non è un fuoco artificiale, ma lo specchio del mio stesso animo generoso che risplende attraverso il metallo, illuminando l'intera stanza fumosa e pulsando come un cuore che batte forte prima di quietarsi sulla pietra dell'altare. Quando la vecchia nana finisce il rito e mi avverte che ora sta a me conquistare il cuore della Vergine Cruenta, allungo le mani e la impugno. Sento una calda, vibrante ondata di energia risalirmi lungo i tendini delle braccia, una scossa densa che mi fa capire all'istante che questo ferro è diventato infinitamente più leggero, bilanciato e affilato di prima, pronto a respirare insieme a me in una calda e silenziosa attesa. Mi rimetto in spalla la colossale tracolla di cuoio, sentendo la spada sulla schiena come se fosse un pezzo del mio stesso corpo, e regalo alla nonna e a Horglan un sorriso radioso, del tutto spensierata e felice. Grazie, nonna delle fucine, io ci scommetto un furetto che lo zio Bartholomew sarebbe fiero di vedere questo splendore verde smeraldo le dico, sistemandomi il cappuccio scuro sopra il vestito verde nuovo. La terrò stretta e la tratterò con il rispetto che si deve alle grandi cose della terra, e domattina io e Horglan saremo pronti a metterci in marcia. Ora io suppongo sia giunto il momento per me di andare a riposare le gambe alla Medusa Danzante, così da avere le braccia forti per quando il sole spunterà oltre il lastricato grigio. Saluto i due nani con un caloroso cenno della mano e mi avvio a passi felpati lungo il corridoio, pronta a tornare alla locanda sotto il cielo scuro della notte cittadina, con la mente sognante che già viaggia impaziente verso l'alba di domani.
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Il destino di Bonnie
Rimango immobile a bocca aperta, con gli occhi sgranati mentre fisso i puntini colorati che volano fuori dal fazzoletto dello gnomo, incantata da quella bizzarra magia cittadina che compone l'immagine di Horglan che dà le monete al mezz'orco. Sto ancora pensando a quanto sia stravagante questo misticismo dei piccoli cittadini, quando il nano crolla del tutto, urlando tra le lacrime che voleva solo farmi spaventare e implorandomi di non dire nulla a nonna Shoomma per non finire in esilio con il marchio del disonore della sua stirpe. Lo guardo piangere come un cucciolo di tasso spaventato, e il mio cuore si stringe per la compassione. Mio padre Gideon dice sempre che quando un uomo cade così in basso da bagnare il lastricato con le sus stesse lacrime, non serve a niente calpestargli la testa, ha solo bisogno di una presa solida per essere rimesso in piedi. Horglan si offre di venire con me all'Antrolucente per aprire le porte e diventare un nano migliore, e subito dopo anche Todd si fa avanti con la sua lingua lunga, dicendo che lui è molto più bravo a disattivare i trucchi della pietra ma che non verrà mai se mi porto dietro una simile palla al piede. Mi raddrizzo sotto la mantella di piume, scuotendo la testa parzialmente divertita e parzialmente intenerita da questi due che continuano a ringhiarsi contro come cagnolini. Faccio scivolare le mani avvolte nelle fasce azzurre verso le mie gonne verdi profumate di lavanda, facendo due passi avanti per mettermi esattamente in mezzo a loro due. Todd, tu hai una parlantina che sembra un fiume in piena e mi hai appena mostrato la verità con questi tuoi misticismi e i tuoi fazzoletti colorati, e io ci scommetto un furetto che sotto quella tua pelle smunta batte il cuore di un alleato fedele. Horglan, tu hai fatto una sciocchezza grande come una montagna, e la malizia ti ha quasi portata a far versare il sangue di una ragazza che non ti aveva fatto nulla, ma hai avuto il coraggio di sputare la verità e di piangere per la vergogna, e questo per la mia gente significa che la tua anima non è ancora marcita del tutto. Mi chino in avanti, guardando prima il nano bagnato di lacrime e poi lo gnomo sdegnato, allungando i palmi aperti verso entrambi con totale e ingenua fiducia. Per come la vedo io, la soluzione è facile come bere un goccio di distillato della notte , verrete tutti e due con me! Nel mio clan non lasciamo mai indietro nessuno che abbia bisogno di raddrizzare i propri passi o di ritrovare il coraggio. E tu, Todd, smettila di fare il muso lungo! Se dici di essere il più bravo a sentire le trappole e ad aprire le serrature, allora hai il dovere di venire a guardare le spalle a questa ragazza dei boschi e a insegnare a questo nano dalla testa calda come si cammina dritti senza fare pasticci , domani all'alba fatti trovare davanti alla medusa danzante , e io suppongo che saremo la carovana più stramba che abbia mai calpestato questi sentieri selvaggi. Ci vediamo domattina, piccolo mago. Mi raddrizzo con un sorriso radioso verso lo gnomo, aspettando che si allontani tra i vicoli, poi mi volto verso Horglan e gli indico il portone della Fucina che si trova a pochissimi passi da noi. Ora ripuliti quella faccia pelosa e datti un contegno, Horglan. Il sole è andato giù del tutto e la nonna non saprà nulla di questo tuo brutto tiro finché non tornerai a casa con il cuore di un vero guerriero della pietra. Ma adesso muoviamoci, che ci aspetta davanti alla forgia rovente per dare inizio al risveglio della mia Vergine Cruenta...e sono certa che tua nonna sarà felice di sapere che vuoi seguirmi...
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Kymil accoglie la tua postura rilassata inclinando la testa di sbieco, mentre un lampo di calcolata approvazione gli attraversa le pupille scure. Il fatto che tu esiga certezze schiette e che non cerchi cedimenti nei suoi lineamenti ridefinisce l'equilibrio attorno al tavolo unto. Avvertendo la transizione del tuo potere — una presenza feerica più marcata che pulsa nella tua natura di Eladrin ora che hai consolidato le tue capacità di secondo livello — il forestiero pianta i palmi sul bancone, rinunciando ai finti preamboli. Lyra Thorne sposta lateralmente la mano, stringendo con più forza le dita attorno alla spalla di Alys , la giovane mercante intuisce che il patto di questa notte prevede il ferro dei vicoli. Le garanzie non esistono a Daggerford, Silyndor, ed entrambi sappiamo che il rischio di questa notte ricadrà interamente sulle tue spalle... sussurra Kymil, la voce ridotta a un soffio aspro per non farsi sentire dai marinai, la verità è che io ho un nome reale, l'identità di qualcuno che risiede tra le mura di Baldur's Gate, che sa come avvicinarsi a Evereska e che può aprirti la via, mentre tu puoi continuare a vagare per mesi lungo la frontiera senza trovare uno straccio di pista. Io ti do il contatto per la città del sud, tu ci metti l'acciaio qui a Daggerford. È l'unico patto che offro. L'elfo del sole si inclina in avanti, esponendo la natura del lavoro clandestino richiesto dal suo ingaggio. C'è un magazzino che costeggia la sponda della porta del fiume, a meno di cento iarde dalle stalle esterne... spiega il forestiero, gli occhi scuri che riflettono il chiarore delle candele, appartiene a un vecchio ricettatore di nome Jaycen, un usuraio colluso con le guardie corrotte della milizia cittadina. Due giorni fa, i suoi uomini hanno teso un'imboscata a un mio corriere lungo la pista esterna, confiscando una borsa che custodisce i miei registri personali e tre fiale di un distillato feerico raro, che stavo trasportando verso i mercati di Baldur's Gate. Quella roba non appartiene a loro. Kymil stringe i pugni sul tavolo, offrendoti i d'ettagli dell'assalto notturno con totale lucidità. Jaycen tiene il carico sequestrato in una cassa di quercia rinforzata sul retro del suo magazzino, sorvegliato da due sgherri che passano la notte a bere e a giocare a dadi dietro il perimetro dei teloni. Non ti chiedo di fare una strage Silyndor , ma voglio che la tua lancia apra quella porta, recuperi la mia borsa di cuoio nera e metta a tacere la sorveglianza prima che possano dare l'allarme o chiamare i rinforzi , quando quel carico sarà di nuovo nelle mie mani, io ti farò il nome dell'individuo che custodisce la rotta a Baldur's Gate. Un favore in cambio del tuo indizio... Il forestiero si alza a passi leggeri, recuperando il mantello scuro e posizionandosi all'angolo della sala comune in attesa di una tua mossa... Lyra ti scambia un'occhiata carica di una tesa preoccupazione, conscia che muovere la lancia contro i ricettatori solleverà un pericolo immediato...
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DM propone campagna D&D5: Curse of Strahd o Key of the Golden Vault
Ciao , io sarei interessato a partecipare ad entrambe le avventure , per Curse of Strahd , giocheri lei lei , Valeria Ravencrest , umana , Maga (Bladesinging) . mentre per Key of the Golden Vault , giocherei lui , umano , warlock (The Archfey)
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
L'elfo del sole accoglie le tue parole smaliziate inclinando la testa di sbieco, mentre un lampo di autentico, seppur controllato, divertimento attraversa le sue pupille scure alla menzione delle «lame affilate» di Lyra Thorne... il suo sorriso beffardo non si spegne, ma si face impercettibilmente più sottile, mentre scansiona la compostezza con cui muovi i tuoi passi a piedi e la totale assenza di timore che emana dalla tua figura d'Eladrin... quando fai cenno alle ragazze di prendere posto, Lyra asseconda la tua disposizione tattica con un cenno serio del viso, sedendosi sulla panca di legno unto e tirando a sé la piccola Alys, che rimane immobile e muta, aggrappata al tessuto del mantello della mezzelfa per non esporre il proprio sguardo... Il forestiero fa scivolare l'anello d'oro sul pollice con un movimento fluido, piantando gli occhi nei tuoi lineamenti d'argento non appena pronunci il nome di Silyndor e la tua richiesta sui regni superstiti... Silyndor... un nome altisonante... esordisce l'elfo del sole, la voce melodiosa che si assesta su un sussurro aspro e clinico, calibrato per non propagarsi oltre il perimetro del tavolo in mezzo alle urla dei boscaioli, e hai occhio, viandante. Dell'aristocrazia di un tempo quassù è rimasto solo il fango, e chi vuole sopravvivere tra gli umani deve imparare a masticare la loro stessa lingua e a contare il loro stesso oro, se non vuole finire con la pancia vuota prima dell'alba. Ma ti sbagli su un punto: le orecchie a punta non fanno di noi dei fratelli, e la diffidenza è l'unica moneta che spendo volentieri nelle locande di Daggerford. L'elfo allunga un braccio verso la caraffa di vino, versandone un goccio nel proprio boccale di peltro senza offrirti da bere, mantenendo quella gelosa e distaccata riservatezza tipica della sua stirpe... nel sentire le tue domande sul sud e sui regni del nostro popolo, però, i suoi occhi scuri brillano di un'improvvisa e calcolata malizia mercantile, intuendo all'istante l'estrema urgenza che pulsa dietro le tue parole... Evereska... sussurra Kymil, pronunciando quel nome con una lentezza ironica, quasi a voler misurare il peso che quel santuario ha per il tuo animo esiliato, ti sei spinto fino alla costa per inseguire quel mito nascosto tra le montagne, vero? So che la gente comune la ritiene una leggenda da bardi, e so che nessuna mappa commerciale vi indicherà mai dove si nasconde l'accesso segreto tra i picchi. Ma io ho battuto le piste del meridione per secoli. Conosco una vecchia voce, un indizio reale legato a chi sorveglia i confini di quella valle a sud... e posso metterlo nelle tue mani. Ma le mie parole non si comprano con i sorrisi, Silyndor... L'elfo del sole si inclina in avanti sul tavolo, piantando lo sguardo affilato nei tuoi occhi argentei e riducendo il tono a un soffio teso,... C'è una faccenda in sospeso che richiede una lama pulita e una mano che non lasci tracce qui a Daggerford questa notte stessa, prima che io possa muovermi lungo la Via del Commercio. Se la tua glaive è pronta a compiere un piccolo lavoro per mio conto nei vicoli bui della porta del fiume, io ti dirò esattamente cosa cercare nel sud per trovare una traccia vera di Evereska. Un favore in cambio del tuo miraggio. Prendere o lasciare, Eladrin.
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Il destino di Bonnie
Rimango un attimo a battere le palpebre, guardando prima lo gnomo grigio che saltella strillando e indicando con il dito, e poi il grosso nano dai capelli rossi che è diventato bianco in volto come la neve fresca. La caciara improvvisa tra questi due piccoli cittadini mi riempie le orecchie, e per un momento mi sento come quando nel bosco due scoiattoli si mettono a squittire furiosi per contendersi la stessa pigna. Ascolto le accuse di Todd e le risposte piene di risentimento di Horglan, e la mia testa tra le nuvole cerca di mettere in fila le cose , mio padre Gideon mi ha sempre insegnato che per capire da dove viene il fumo bisogna guardare dove brucia il legno, non dare retta a chi urla più forte. Faccio un passo avanti in mezzo a loro due con la grazia scattante dei miei stivali scamosciati, del tutto spensierata e priva di paura. Avanzo a testa alta portando le mani avvolte nelle fasce azzurre dietro la schiena, sporgendo appena il viso per guardare Horglan dritto nei suoi occhi carichi di vergogna e frustrazione, regalandogli un sorriso limpido e radioso Oh, andiamo, per tutti i tassi della collina! Mettete giù le zanne entrambi, che mi state facendo girare la testa! esclamo, e la mia voce limpida dal ruvido accento del nord taglia quel baccano con assoluta trasparenza. Horglan, guardami un po', io suppongo che tu abbia la peluria della barba ancora rossa di rabbia per le parole che ti ho detto stamattina davanti alla nonna delle fucine, e ci scommetto un furetto che sei uscito di corsa a pestare i piedi sul lastricato perché l'orgoglio ti bruciava dentro come la tua forgia. Ma non credo proprio che un nano della tua stirpe, cresciuto tra il ferro onesto e il fuoco sacro, andrebbe a confabulare nei vicoli bui con dei brutti ceffi per far dare dei pugni a una ragazza dei boschi... la gente della pietra è ruvida, ma ha il cuore solido, mica la bava dei vermi. Mi raddrizzo, spostando i miei grandi occhi nocciola spalancati su Todd, guardandolo con una smorfia parzialmente divertita ma ferma, scuotendo la testa sotto il cappuccio scuro. E tu, piccolo mago dalle dita svelte, io ti ringrazio per aver corso a gambe levate pur di avvertirmi del pericolo, e suppongo davvero che tu non voglia vedere il mio sangue versato. Ma la tua testa corre troppo veloce e ci vede i lupi anche dove ci sono solo i ceppi di legno! Horglan è il nipote di Shoomma, ed è solo un bravo fabbro che ha la testa calda e il muso lungo perché non ha ancora trovato il suo coraggio, non un farabutto da vicolo. Faccio scivolare leggermente la tracolla di cuoio sul petto, lasciando che il mastodontico fodero dello spadone dello zio Bartholomew oscilli pigramente sulla mia schiena, e allungo le mani aperte verso entrambi, invitandoli alla calma con totale e ingenua fiducia, mentre le ombre della sera si fanno sempre più lunghe. Ora basta strillare, che siamo a un tiro di schioppo dal portone spalancato della Fucina e il cielo è diventato scuro. Io ho una promessa da mantenere con la nonna... Invece di ringhiare come cagnolini, venite dentro con me davanti al fuoco.... Che ne dite?
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Gli eroi senza tempo
Eleanor Studridge La marcia forzata attraverso la fitta vegetazione e le valli montane è stata sfinente, ma il silenzio del bosco ha finalmente placato il martellare doloroso nella mia testa. Anche se ho tenuto una certa distanza dagli altri per via del mio passo e del grosso rospo da reggere, ho camminato con uno spirito diverso, meno ostile, ripensando a quanto ci siamo detti nel tunnel e tenendo d'occhio il sentiero per fare la mia parte. Sapere che la galleria di Mayu ci ha portati lontani dalla zona dell'orso mi ha permesso di respirare un po' più liberamente. Ora che la sera è calata e Gabriele ha dato l'ordine di accamparci, traggo un profondo sospiro di sollievo e mi siedo contro il tronco di un grande albero per far riposare le gambe. Mentre Samantha e il soldato confabulano sulla rotta da seguire e sui turni, ripenso con un certo rammarico alle parole che Mako aveva detto nel tunnel riguardo alle ferite di Sam , ero così assorbita dal mio mal di testa e dal panico del momento da aver completamente ignorato la sua richiesta di aiuto. Mi schiarisco la voce, cercando lo sguardo di Sam. Scusatemi per prima... ero davvero troppo stravolta e confusa per connettere i pensieri... Sam, Mako diceva che quel mostro ti ha ferita , anche se con molto ritardo, posso dare un'occhiata a quei tagli? La mia magia non serve a offendere, ma posso provare a usarla per darti un po' di sollievo, se ne hai bisogno.
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Il destino di Bonnie
Sbuco fuori dal vicolo a passi rapidi, ripulendomi ancora la gonna del vestito verde nuovo da qualche truciolo di pino rimasto impigliato nella stoffa profumata di lavanda, tutta preoccupata dall'idea di arrivare in ritardo alla fucina ora che il cielo a Ovest è diventato rosa come i fiori selvatici delle mie cime. Sono così concentrata a cercare di ricordare quale fosse lo svincolo giusto tra questi lastricati tutti uguali che quasi non mi accorgo dello gnomo grigio che sbraccia da un angolo scuro, attirando la mia attenzione con quel suo modo di parlare a macchinetta che sembra il fruscio delle foglie secche. Mi fermo di colpo, sgranando i grandi occhi nocciola sotto il cappuccio mentre lo ascolto dire che ci sono dei brutti ceffi pronti ad aggredirmi e che devo seguirlo subito nel vicolo scuro se voglio evitarli. Per un momento mi viene quasi da ridere a sentire che qualcuno in questo villaggio grande vorrebbe dare fastidio a una ragazza dei boschi che porta sulla schiena un ferro cerimoniale monumentale come quello dello zio Bartholomew, ma la parlantina di questo Todd è così carica di aspettativa che il mio cuore buono non riesce proprio a lasciarlo lì senza rispondergli , non porto rancore per il borseggio di stamattina, perché mio padre Gideon dice sempre che persino la volpe più ladra merita un po' di attenzione quando ti avverte che sta arrivando il lupo, e io suppongo che questo piccoletto stia davvero cercando di farsi perdonare per quel brutto tiro che voleva giocarmi con il mio borsello. Avanzo a passi felpati verso l'imboccatura del vicolo scuro, muovendomi con la grazia leggera dei miei stivali scamosciati ma facendo scivolare, stavolta con un pizzico di attenzione in più, la mano avvolta nelle fasce azzurre verso la tracolla di cuoio dello spadone, decisa a non farmi cogliere di nuovo con la testa tra le nuvole. Ehi, piccolo mago dalle mani leste, io ci scommetto un furetto che corri più veloce di una pernice quando hai paura! esclamo, e la mia voce limpida dal ruvido accento del nord risuona calma nella penombra del vicolo, mentre allungo il collo con ingenua curiosità per non perderlo di vista tra le ombre delle case di pietra. Io non ho mica paura dei brutti ceffi di città, perché per come la vedo io i veri pericoli hanno le zanne dei lupi invernali e non le giacche pulite dei cittadini, ma ho una promessa da mantenere con nonna Shoomma prima che faccia notte fonda e non ho nessuna intenzione di far aspettare il fuoco della sua forgia. Se dici che questa via scorciatoia ci porterà dritti alla Fucina evitando i guai, allora ti vengo dietro volentieri, ma vedi di camminare dritto e non far ballare troppo quelle tue dita da baro, altrimenti ci penserò io a farti fare un altro bel salto come quello di stamattina! Mi addentro nel vicolo scuro subito dietro di lui, pronta a vedere dove mi condurranno i piedi di questo strano alleato grigio prima che il sole si nasconda del tutto dietro i tetti del grande villaggio .
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Il battente di quercia della taverna cede sotto la spinta della tua mano, facendo tintinnare un campanello di ferro arrugginito che viene immediatamente inghiottito dal caos fumoso dell'interno... l'aria è densa, satura del sentore acre di birra scadente, grasso di montone arrostito e fumo denso di candele di sebo... il baccano di decine di voci umane che ridono e imprecano in lingua comune crea un muro sonoro imponente lungo i tavoli, ma il tuo udito d'Eladrin rimane inchiodato a quella singola, ancestrale vibrazione che vi ha spinti a varcare la soglia... Cammini a piedi lungo il corridoio centrale tra le panche, tenendo la glaive in posizione di guardia bassa, mentre Lyra Thorne avanza rasente alle tue spalle, stringendo la borsa d'argento e tenendo Alys saldamente per mano per proteggerla dagli strattoni della calca dei marinai... Cercando di capire da dove provenga quella melodia in mezzo a tante voci umane, i tuoi sensi si posano verso un tavolo appartato nell'angolo più protetto della sala, dove la fonte si rivela in modo del tutto rudo, ma carico di un magnetismo inaspettato... Seduto da solo davanti a una caraffa di vino, si palesa un elfo dall'aria spavalda e dai lineamenti consumati, eppure intessuti di una strana ed elegante spensieratezza...indossa un mantello da viaggio comune e un cappello a tese larghe che proietta un'ombra parziale sul suo viso affilato, intento a canticchiare a mezza bocca quegli accordi arcaici a ritmo regolare, mentre fa ruotare un vistoso anello d'oro tra le dita agile con una grazia che non appartiene ai viandanti rurali... la cadenza di quelle poche note colpisce la tua memoria profonda: è una scala armonica antichissima, un'eco rimasta immutata per diecimila anni... ma non appena la tua figura si ferma a ridosso del suo spazio, l'individuo interrompe il canto , nei suoi occhi scuri si palesa uno sguardo cinico, brillante e calcolatore... un sorriso beffardo e tagliente gli increspa le labbra... La piccola Alys si nasconde parzialmente dietro il mantello di Lyra Thorne, osservando lo sconosciuto con un timore guardingo e avvertendo d'istinto l'ambiguità che emana dal suo sorriso, mentre l'elfo del sole solleva calmo il suo boccale nella tua direzione e inclina leggermente il cappello... Un ingresso solenne per un'osteria così mediocre, viandante... sussurra lo sconosciuto, la voce melodiosa intessuta di una sfacciata e divertita ironia che fende il baccano circostante, e una compagnia decisamente bizzarra per le vie di Daggerford . di solito chi imbraccia quell'acciaio non si ferma a piedi ad ascoltare le canzoncine della plebe, né viaggia scortando fanciulle spaventate , c'è un posto libero al mio tavolo, se la tua lancia non è troppo aristocratica per sedersi accanto a me.