Dardan
Circolo degli Antichi
-
Iscritto
-
Ultima visita
-
Attualmente
Sta visualizzando la pagina dei forum
Tutti i contenuti pubblicati da Dardan
-
Il Tempo dei Perduti
Con uno scatto felino, la mastodontica tigre delle nevi pianta gli artigli nel ghiaccio vivo. Sfruttando la pendenza della scarpata con una discesa accelerata Vaulath scivola lungo il costone destro con un'agilità spaventosa. La neve si solleva in grandi nubi bianche al suo passaggio. Grazie alla sua straordinaria presa sulla roccia, il druido colma le distanze in pochissimi istanti, piombando sul fondo della gola e ringhiando ferocemente... @ Vaulath Mentre osserva la tigre scendere il dirupo e il drago illusorio dominare l'altro lato, Shage focalizza la mente sul mostro che affronta Erika... @ Shage Subito dopo, Shage lascia fluire il suo sangue celestiale. La sua voce intona una melodia epica e sublime che risuona tra le pareti di roccia e l'aria stessa sembra vibrare di coraggio... @ Tutti Soddisfatto per il successo del suo drago ingannevole, Akseli non perde un solo istante. Focalizza lo sguardo sulla bestia d'ombra che stringe il braccio di Erika. Solleva la bacchetta e canalizza l'energia arcana: un dardo di forza magica, lucido e infallibile , scaturisce dalla punta del legno, sfreccia nell'aria gelida e impatta con un'esplosione di scintille purpuree sul fianco del mostro... @ Akseli Il dolore al braccio è lancinante, ma le parole di suo padre e il canto magico di Shage scacciano la nebbia dalla mente di Erika. La lucidità ritorna, fredda come il ghiaccio delle Valli. Rinsaldando la presa sul falcione , la guerriera sfrutta la spinta perfetta coordinata dal bardo. Con un urlo di sfida, Erika descrive un arco micidiale nel crepuscolo. La lama pesante aggira le zanne della bestia e si abbatte con precisione chirurgica sul collo del mostro. Il colpo è devastante: l'acciaio penetra a fondo, recidendo la gola della creatura d'ombra. La bava congelata e il fumo violaceo erompono dalla ferita mentre mostro emette un ultimo, soffocato rantolo d'agonia e crolla pesantemente sulla neve inizando a sfaldarsi lentamente in una pozza di liquido nero e maleodorante... @ Erika L’urlo d’agonia del predatore del Vuoto si spegne tra le pareti della gola, lasciando spazio a un silenzio innaturale, rotto solo dal vento gelido e dal pesante respiro della tigre delle nevi. Sul costone di sinistra, i quattro goblin rimasti assistono alla scena con gli occhi sgranati dal terrore. La sequenza di eventi è per loro inconcepibile: i tiratori sul lato opposto sono stati sbranati da una fiera leggendaria, il mostro che li guidava è stato abbattuto da un solo fendente d’acciaio, e sopra le loro teste incombe ancora la sagoma spaventosa del drago dal muso aguzzo, evocato dalle parole imperiose del mago. Il panico, primordiale e totalizzante, spezza definitivamente l'ordine della coorte. I giavellotti, che fino a un attimo prima stringevano con dita nodose e congelate, scivolano via dalle mani tremanti, rimbalzando sulle rocce con deboli tocchi metallici prima di sparire nella neve. Uno dei goblin, il più vicino al bordo del dirupo, lancia un grido stridulo e acuto, indicando prima la mostruosa tigre ai piedi della gola e poi l'ombra membranosa del drago. Vrok! Vrok! Tyran vrok!...urla in lingua Goblin, con la voce completamente spezzata dal pianto. Voltando le spalle alla gola e all'apparizione del drago, i quattro superstiti si gettano in una ritirata caotica e disperata verso l'interno del costone. Muovendosi su un terreno estremamente accidentato, la fuga si trasforma subito in un calvario. Scivolano malamente sulle lastre di roccia gelata nascoste sotto il manto bianco, calpestandosi a vicenda per la fretta. Un goblin inciampa contro una sporgenza tagliente e rotola per un paio di metri, prima di rialzarsi a fatica con le mani insanguinate. Gli altri si fanno strada a gomitate tra i fitti tronchi dei pini innevati, usandoli come scudi improvvisati contro eventuali frecce. Si arrampicano sui massi affioranti con un'agilità dettata unicamente dall'istinto di sopravvivenza, aggrappandosi ai rami bassi per darsi la spinta e affondando fino alle ginocchia nei cumuli di neve fresca. In pochi istanti, le loro sagome logore spariscono dietro i primi sbarramenti di alberi e rocce, lasciando dietro di loro solo una scia di impronte confuse e rami spezzati... @ Tutti
-
Nuove Reclute (Gruppo 2)
Maybelle Petit bene , direi che siamo arrivati ad uno dei punti di comparsa dei fantasmi... e dovremo scavare per arrivare ai loro resti , poi in base a quello che troviamo vedremo sul da farsi...
-
Vento di Sangue 2 - Parte 2
Freydis del clan dell'orso nero Senza lasciarli il tempo di respirare inseguo gli ultimi nemici rimasti e quando gli raggiungo gli strappo il corno dalle mani... @ DM
-
Un Nuovo Inizio
Tukgrik Duskhorn Non sono per nulla abituato ai viaggi dimensionali ma l'esperienza si rivela più tranquilla di quanto avessi mai pensato... ma la citta che mi si para davanti quando arriviamo mi lascia senza fiato... ma poi vengo destato dalla mia contemplazione dalle parole a dir poco comprensibili di uno scortese umano... Non dovremmo cercare...rispondo poi alla domanda di Tyrhum...il contatto del Kraken?
-
Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong Sento le urla finte squarciare l'oscurità e istintivamente stringo la presa sul manico del martello. Il trucco della biglia parlante di Caelum è geniale, ma fa salire la tensione a mille. Mi muovo subito dietro a Chand, scivolando tra le ombre con il cuore che batte regolare nel buio della notte. Raggiungiamo il tiratore proprio mentre si rimette in posizione con la balestra spianata. Mi piazzo al fianco di Chand con passo felpato, sollevando lo scudo opaco per coprire entrambi, pronta a scattare se le cose si mettessero male per lo gnomo là davanti. Ottimo tempismo con quel trucco, Caelu...sussurro, con la voce che è un soffio appena percettibile tra le foglie, senza staccare gli occhi dal sentiero...se quel draco supera i triboli di Gib o fiuta il nostro odore, dobbiamo abbatterlo prima che crei problemi. Che Selûne ci dia la forza di colpire duro e senza pietà, non possiamo fare errori. Tengo lo sguardo fisso sul limitare della boscaglia, sfruttando la mia vista abituata alla penombra per individuare la guardia e la bestia non appena si muoveranno verso l'inganno.
-
Prima missione - Per una giusta causa
Quando James spinge l’astrolabio nella scanalatura invisibile, la pietra calcarea della grotta si flette come acqua tiepida, inghiottendo lo strumento. Un battito di ciglia dopo, la perla centrale esplode in un lampo di luce color acquamarina. La gravità svanisce di colpo. Sentite i vostri corpi alleggerirsi, trasformati in un flusso di correnti subacquee che vi trascina via a velocità folle. Non c'è la classica sensazione di un teletrasporto arcano; sembra piuttosto di essere stati risucchiati dallo scarico di un immenso vortice oceanico. L'effetto svanisce con la stessa rapidità con cui è iniziato. Riaprite gli occhi, inspirando a pieni polmoni un'aria incredibilmente ricca, tiepida, densa di aromi floreali, resina e spezie sconosciute. Il fango gelido del Vast è sparito. Vi trovate al centro di una monumentale piazza circolare rialzata, pavimentata con tasselli di madreperla e giada che formano disegni geometrici ipnotici. L'astrolabio è di nuovo ai piedi di James, immobile e spento. Alzata lo sguardo e lo spettacolo vi mozza il fiato. Siete all'interno di una gigantesca caldera vulcanica spenta, dove le pareti interne di roccia scura sono state interamente scolpite per ospitare una città verticale. Ma la cosa più straordinaria è l'acqua: il mare penetra nella caldera attraverso enormi archi naturali, riempiendo il bacino centrale, ma non si ferma lì. Grazie a una complessa rete di canali sopraelevati di vetro e pietra, fiumi di acqua marina scorrono sospesi a mezz'aria tra un livello e l'altro della città, sfidando la gravità. All'interno di questi canali trasparenti, non vedete solo pesci, ma persone. Creature dalla pelle azzurrina e argentea, con eleganti membrane tra le dita e lunghe vesti di seta marina, nuotano fluttuando nei fiumi aerei per spostarsi da un edificio all'altro, mentre ai livelli inferiori, dove l'acqua tocca le banchine, mercanti umani, elfi e nani scambiano merci bizzarre estratte dalle profondità del mare. Il silenzio della vostra vecchia grotta è sostituito dal canto melodioso degli abitanti che risuona tra le pareti di pietra, dal rumore delle cascate controllate e dal chiacchiericcio di un mercato vibrante e vivo... La vostra improvvisa apparizione sulla piazza rialzata, accompagnata dal lampo acquamarina, non è passata inosservata. Tre figure slanciate, che indossano armature fatte di piastre di tartaruga cerchiate d'argento e impugnano tridenti luminescenti, si stanno muovendo fluidamente giù da una cascata sospesa, atterrando leggeri sulla madreperla a pochi metri da voi. Quella al centro solleva il tridente in un gesto che è sia un saluto formale sia un avvertimento, e vi si rivolge in un comune fluido ma dall'accento decisamente insolito. Siete giunti senza nave e senza invito, viaggiatori. Questo non è un mercato comune, ma una zona sotto la tutela del Mythal. Dichiarate i vostri nomi e lo scopo del vostro viaggio prima che i Custodi della Magia debbano intervenire. @ Tutti
-
TdG - Sussurri nella Cenere
Stringo forte la tracolla della spada, sentendo il metallo freddo della guardia premere contro la spalla, come un'àncora che mi tiene legata alla realtà mentre il sangue nelle tempie smette finalmente di martellare. Le voci delle Madri si ritirano, lasciando al loro posto un vuoto gelido e tagliente. Guarda questa debole creatura dell'estate, Angbroda. Un piccolo insetto che tremerà al primo soffio di vero inverno. Sei davvero ridotta a chiedere l'elemosina a dei contadini? sussurra la voce metallica e sprezzante della mia lama nella testa. Un dolore sordo e improvviso mi trafigge la nuca, facendomi contrarre i muscoli del collo. Digrigno i denti per l'irritazione e per la fitta che mi mozza il respiro. Viscida, arrogante, denigratoria tanto quanto le Madri; ogni volta che quelle entità o questa maledetta lama aprono bocca, la mia testa ricomincia a dolere come se volesse spaccarsi in due... fortunatamente nel tempo del tragitto la testa smette di farmi farmi male... e quando arrivo al tempio sosto a pochi passi dall'altare, sovrastando l'elfa con la mia statura imponente. Abbasso lo sguardo su di lei, poi sul felino dalle grandi orecchie, e infine sul tronco avvolto dai fiori. Tutto qui respira una vita così fragile, così diversa dalla pietra spoglia e dal ghiaccio perenne delle mie terre. Nessuna preghiera, Shanny...esordisco. La mia voce è ancora ruvida per la tensione appena superata, ma ferma. Il mio popolo non conosce la Grande Madre, né sa come placare una divinità che si nutre di spighe e germogli. Da dove vengo io, la terra non offre nulla se non viene strappato con il sangue o con la fatica... Faccio un passo avanti, lasciando cadere le braccia lungo i fianchi, ma mantenendo una postura tesa, come una corda d'arco pronta a scattare. I miei occhi celesti studiano la figura esile della sacerdotessa, cercando di decifrare la totale assenza di paura nel suo sguardo. Mi manda Wulfar...continuo, accennando con un movimento del mento verso la direzione della locanda..Mi ha detto che questo è il posto giusto se cercavo tracce di caccia, o se c'era bisogno di proteggere i confini di Teniat da qualcosa che cammina nell'ombra. Sono una cacciatrice. E in questo momento... ho bisogno di muovere le mani e di stancare il corpo. C'è qualche bestia, o qualcosa di meno naturale, che sta minacciando i tuoi campi o questo villaggio? Mentre parlo, Justice muove le orecchie e il mio sguardo si posa per un istante sul felino. Un angolo della mia bocca si solleva in un accenno di sorriso aspro, quasi involontario. Hai un compagno fiero, elfa. Sa come muoversi nel bosco. Dimmi dove guardare, e vi porterò la testa di qualunque cosa stia disturbando la quiete di questo posto.
-
Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong Mentre il cultista incespica tra i rovi, con la gola ferita dalla lancia di Chand e gli occhi sbarrati dal panico, scivolo fuori dall'ombra dei cespugli. Non c'è spazio per la benché minima esitazione o pietà nel mio cuore: questa feccia blasfema sta distruggendo Greenest e merita solo di essere cancellata dalla faccia della terra. Sollevo lo scudo con gli occhi e le sette stelle gemelle di Selûne, che resta scuro e opaco nel buio, assorbendo la fioca luce notturna per non tradire la nostra posizione. Il cultista tenta un disperato, silenzioso movimento all'indietro, implorando pietà con lo sguardo, ma trova solo la mia assoluta freddezza. Selûne chiede conto del sangue degli innocenti...sibilo a denti stretti, con gli occhi carichi di un odio implacabile. Con un gesto violento e spietato, calo il mio martello da guerra dall'alto. L'impatto con la tempia dell'uomo è devastante: le ossa cedono con un CRACK secco che spegne istantaneamente ogni barlume di vita. Il suo corpo crolla a terra come un sacco vuoto, infangando la terra accanto alla punta luccicante della lancia di Chand. Riprendo subito il fiato, ripulendo il martello sulla tunica del morto con un gesto colmo di disprezzo. Sfioro il simbolo sacro inciso sul metallo freddo per offrire questa purificazione alla mia dea. Ottimo lavoro, lo avete zittito appena in tempo...sussurro a Chand e Kaerith...Ma non abbiamo un secondo da perdere. Caelum si è sganciato con la balestra per aggirare la guardia con il draco a ovest, e Gib è con lui. Se quel mostro fiuta il sangue, o se la pattuglia a nord del fiume si volta, saranno guai seri...vediamo di nascondere meglio i corpi...
-
TdG - Avventure in DnD 2
Jane Doe Il silenzio che cercavo si rivela un lusso difficile da ottenere. Il costante viavai di contadini e monaci infesta ogni corridoio; questo tempio si sta preparando a stipare il triplo delle persone per cui è stato progettato, e la loro ammassata, rumorosa presenza mi toglie l'aria. Seguo quella piccola farfalla finché non mi ritrovo molto lontano dai cortili interni, su uno scosceso versante della collina che digrada a picco verso le risaie e gli acquitrini posteriori. Qui c'è un vecchio pozzo in disuso, soffocato dal muschio e circondato da alberi inselvatichiti dagli anni di incuria. Mi siedo vicino al bordo di pietra, pronta a godermi finalmente l'isolamento, ma la quiete dura un solo istante. Dalle profondità del pozzo, proprio dall'interno delle pietre, risuona un rumore sinistro: un graffiare disperato, come di un'esistenza che tenta ciecamente di aggrapparsi alla roccia. Fermo ogni mio movimento. Concentro la mia volontà e lascio che le ombre intorno alla mia mano si addensino, materializzando la mia lama direttamente dal nulla. Impugno l'arma con fredda prontezza e guardo all'interno del pozzo... @ DM
-
Passaggio verso nord
@ All'esterno della torre (Lorelai) @ All'interno della torre @ Tutti
-
La luna crescente
Valeria vi ascolta immobile, lo sguardo che passa dal cipiglio orgoglioso di Fiore al sorriso calcolato di Selyra, fino a incrociare le braccia sul bancone quando Zarath sbuffa e Shamàsh si stringe nel mantello. Il silenzio della locanda è rotto solo dallo scricchiolio ritmico del legno che si assesta e dal sommesso, inquietante ronzio del cilindro che portate al fianco. Un angolo della bocca di Valeria si solleva in una smorfia che vorrebbe essere un sorriso, ma che ha solo il sapore dell'ironia amara di chi ha visto troppi idealisti morire fuori dalle mura. Arrivare fin qui a piedi dimostra solo che avete stati fortunati, o che Vermilia vi sta tenendo in serbo per qualcosa di peggio, fiorellino dice, rivolgendosi a Fiore della Giungla senza tuttavia disprezzo, ma con la fredda lucidità di chi vive di baratti. La fuori non ci sono strade. Ci sono solo fumo, cenere che vi consuma i polmoni e cose che vi annusano prima ancora che possiate sentire il loro odore. Fa un cenno con la testa verso Selyra e Devras. Ma avete cervello. Sapere di essere ciechi è il primo passo per non cadere in un dirupo. E sì, c'è qualcuno. Qualcuno che ha ancora il coraggio di infilare gli stivali nel fango del Nord senza impazzire. Valeria si gira, allungando una mano sotto il bancone di quercia nera. Ne tira fuori una boccetta di vetro piombato contenente un liquido denso e bluastro, opaco, e la fa scivolare sul bancone, facendola fermare esattamente davanti a Zarath. Si fa chiamare Kaelen il Tracciatore prosegue Valeria, abbassando la voce di un tono. È un reietto, persino per gli standard di Ouroboros. Vive nell'Anello Esterno, rannicchiato nel Vicolo della Cenere Fredda, proprio a ridosso delle mura. Kaelen non vende sieri e non vende ferro. Vende i suoi occhi. Sa come aggirare le pattuglie dei Segugi della Luna e conosce i sentieri di roccia che portano al Porto di Scoria senza calpestare le vene di mercurio bollente. In quel momento, un brivido improvviso attraversa la stanza. Le ferite da Cenere di Vuoto sulla pelle del monaco cieco, seduto nell'angolo, iniziano a emettere un calore biancastro. L'uomo solleva di scatto la testa calva, le orbite coperte dalla benda nera rivolte non verso di voi, ma verso l'alto, come se stesse guardando attraverso il soffitto di legno, dritto verso il cielo scarlatto. Il primo ferro stride... sussurra il monaco, la voce vitrea che sembra vibrare all'unisono con le rune del vostro Catalizzatore Instabile. ...le Fauci della Fortezza si stringono. Se il Tracciatore non berrà il sale della terra, il Porto diventerà la vostra pira. Valeria lancia un'occhiata tesa al monaco, poi torna a fissarvi, battendo un dito nodoso sulla boccetta di liquido blu. Kaelen non muove un passo per oro o promesse. Ha i polmoni corrosi dal fumo del Nord. Quello che vedete lì dentro è un distillato di Sali di Zolfo Purificati. Gli serve per respirare un altro giorno. Se volete che vi guidi vivi fino al Porto di Scoria, prendete questa boccetta, andate nel Vicolo della Cenere Fredda e dategliela. Ma fate attenzione... l'Anello Esterno a quest'ora è pattugliato dalle sentinelle della città, e i disertori non sono gli unici a nascondersi tra i cumuli di fuliggine. L'aria nella locanda sembra farsi improvvisamente più fredda, mentre il cilindro di ferro al vostro fianco emette un rintocco più pesante, quasi un battito cardiaco accelerato. @ Tutti
-
TdG - Avventure in DnD 3
Nethlypsis Alrishkmel Vyravys , Tielfing (nata da genitori elfi) stregona sangue di drago Resto in silenzio accanto ad Eril, incrociando lo sguardo del bibliotecario mentre ascolto le sue scuse. Mantengo una postura calma ma ferma, lasciando che il mio silenzio e la vicinanza dei miei compagni facciano sentire a Ghermio tutto il peso della situazione in cui si è cacciato.
-
TdG - Avventure in DnD 2
Jane Doe Il lavoro è stato portato a termine con successo ma mentre torniamo verso il tempio tra gli applausi e i continui inchini dei contadini festanti, sento solo il fastidio per tutto quel rumore inutile , persino il breve discorso di ringraziamento del vecchio Yuan-ti mi scivola addosso senza lasciar traccia; le sue parole di gratitudine sono solo fiato sprecato per una come me. Non appena veniamo accompagnati nella stanza che abbiamo usato la notte scorsa, mentre i monaci e i villici iniziano ad affannarsi per allestire quel banchetto in nostro onore, decido che ne ho abbastanza. Sfrutto il viavai confuso dei preparativi per dileguarmi nel silenzio. Non ho alcuna intenzione di partecipare alla loro festao. Mi allontano dai corridoi affollati e cerco l'angolo più remoto, buio e isolato del tempio. Lì, dove l'aria è fredda e nessuno mi può vedere, mi siedo a terra nell'oscurità, lasciando che l'inutile euforia dei vivi svanisca in un silenzio freddo e perfetto
-
Il Tempo dei Perduti
Sul costone di destra, la neve si macchia di un rosso scuro mentre la mastodontica tigre delle nevi in cui si è trasformato Vaulath rigetta il primo cadavere giù nel vuoto con uno scatto rabbioso. Completamente sordo al dolore per la freccia conficcata nella spalla, il druido balza oltre l'ultimo sbarramento di roccia e piomba sul secondo arciere. Le fauci ferine scattano con precisione letale: le costole del goblin cedono con un sinistro crepitio sotto la pressione del morso devastante, spezzando ogni sua resistenza prima che possa persino emettere un lamento. @ Vaulath L'arciere goblin rimasto commette l'errore fatale di cedere al panico e volta le spalle alla fiera. Non appena muove il primo passo disperato per fuggire nel fitto dei pini, la gigantesca tigre delle nevi in cui si è trasformato Vaulath scatta con una rapidità sbalorditiva per la sua imponente stazza , gli artigli affilati ghermiscono la schiena del fuggitivo, strappando le pellicce logore e inchiodandolo brutalmente contro il suolo gelato. Il peso schiacciante della tigre e l'impatto fanno cedere la colonna vertebrale del fanatico con un sordo colpo secco. @ Vaulath Mentre la tigre fa scempio dei tiratori, Akseli abbandona il suo riparo e scatta in avanti per altri dieci metri, sfidando il gelo profondo della gola. Trovata una nuova sporgenza rocciosa, il mago canalizza la sua concentrazione e tesse una complessa trama di magia illusionistica. L'aria sopra il costone di sinistra si fa densa, squarciandosi per dare forma alla terrificante silhouette di un drago dal muso aguzzo e dalle ali membranose che oscilla nel crepuscolo. Al grido imperativo in draconico di Akseli ...Veth'arak! Uccidili tutti, mio servitore!...i quattro goblin che stavano imbracciando i giavellotti si bloccano pietrificati dal terrore primitivo, voltandosi di scatto con gli occhi sgranati verso la mostruosa apparizione. @ Akseli Approfittando del momentaneo sollievo sulle retrovie, Shage rompe gli indugi. Con una corsa disperata lungo la carreggiata innevata, il bardo accorcia le distanze e si posiziona a tre metri da Erika con la spada sguainata. Vedendo la compagna ferita e sotto la minaccia del mostro, Shage intona una singola, vibrante parola in lingua celestiale...Singhir!...La nota magica risuona pura tra le rocce, avvolgendo la guerriera di un'improvvisa e assoluta lucidità mentale, guidando il suo braccio verso il bersaglio. @ Shage Forte del supporto celestiale, Erika ignora il bruciore della ferita alla coscia, rinsalda la presa sul pesante falcione e scarica un fendente violentissimo sulla creatura del Vuoto. Grazie alla guida mistica di Shage, la lama aggira le zanne del mostro e penetra profondamente nel collo della bestia, tagliando la carne nera e provocando una copiosa fuoriuscita di fumo violaceo e bava congelata. La creatura emette un latrato soffocato dal dolore, ma le sue fessure oculari bianche continuano a brillare di odio mentre barcolla, ancora pericolosamente in piedi in mezzo alla neve. @ Erika La ferita sul collo sembra solo aver reso più rabbioso il predatore del Vuoto. Con un movimento innaturalmente fluido e scattante, la bestia evita il baricentro basso di Erika e scivola sotto lo scudo pesante. Le sue fauci imbrattate di bava congelata scattano in avanti come una morsa, serrandosi con violenza incredibile sul braccio armato della guerriera... @ Erika @ Tutti
-
[TdS] AP Shattered Star - Nuovi arrivi nella Societa' dei Cercatori
Ma sapendo chi sono ci saremmo potuti fidare? io credo proprio di no . ma comunque decidi tu come la vuoi far finire , per me anche se finisse male andrebbe bene , nel senso che non tutte le avventure finiscono bene e detto questo probabilmente ci siamo mossi male noi andando da soli a recuperare i frammenti nel pozzo .
-
Un Futuro Migliore
Dardan ha risposto a Alonewolf87 a un discussione Discussioni in Ritorno al Tempio del Male ElementaleGarok Fireheart , mezzo gigante combattente psionico In locanda
-
Uccisori di Giganti - Gruppo Unico
Mevrah , The Witch Mi limito a un sorriso freddo e sinistro, mentre le mie dita accarezzano lentamente le cicatrici rituali che mi solcano la pelle. Stringo gli occhi sul piccoletto, studiando la sua carne con sadico disprezzo e ignorando le parole dei miei compagni...mentre la mia mente già formula oscure maledizioni nel caso in cui dovesse rivelarsi inutile ai nostri scopi.
-
[TdS] AP Shattered Star - Nuovi arrivi nella Societa' dei Cercatori
Io avrei un altra domanda, se non avessimo ammaliato Nyd che fine avremmo fatto? perché dopo averci fatto dire con le buone o con le cattive quello che volevano sapere ci avrebbero eliminato immagino o plagiati con la magia o altro per passare dalla loro parte , in entrambi i casi l'avventura sarebbe finita , almeno secondo me . Per rispondere poi alla tue domande in prima cosa era l'unica cosa che si poteva provare per cercare di scappare , non c'erano alternative che si potevano percorrere , poi senza sapere quanto tempo fosse passato da quando siamo stati catturati e non sapendo dove il covo nemico fosse , sarebbe stato imprudente cercare di scappare all'esterno senza avere un minimo di equipaggiamento...
-
Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong Il cenno silenzioso di Chand mi arriva dritto e chiaro attraverso le foglie: attendere, controllare il respiro e non muovere un muscolo finché il capo dei cultisti e il coboldo non saranno abbastanza vicini da non avere via di scampo. Ricambio il suo sguardo con un cenno impercettibile del capo, serrando le dita attorno all'impugnatura del martello da guerra. Dalla mia posizione coperta, vedo Caelum reggere magnificamente il gioco con quel suo inchino improvvisato. La sua deferenza verso la nostra terribile Signora sposta perfettamente l'attenzione del nemico sul bluff, mentre incocca la balestra con encomiabile serietà. La tensione nel cespuglio è palpabile. Il capo dei cultisti e il coboldo si stanno avvicinando a Kaerith, mentre Lurin e gli altri messaggeri si stanno muovendo per eseguire gli ordini. Se vogliamo evitare che l'allarme si diffonda, l'impatto dovrà essere fulmineo, brutale e definitivo. @ DM
-
Il Tempo dei Perduti
Il silenzio dell’inverno nelle Valli viene spazzato via in un battito di ciglia, sostituito dal caos primordiale della violenza. All'imbocco della gola rocciosa, la terra trema sotto l'effetto di una magia antica e selvaggia , la pantera che era Vaulath lancia un urlo acuto che si trasforma istantaneamente in un ruggito gutturale e spaventoso. Sotto gli occhi scioccati dei compagni, i muscoli del druido si gonfiano, le ossa scricchiolano allungandosi a dismisura e il suo corpo raddoppia di volume. Diventato una mastodontica tigre delle nevi , la fiera grigia scatta verso il costone di destra. Con una spinta prodigiosa delle zampe posteriori che frantuma la crosta di ghiaccio, Vaulath compie un balzo verticale impressionante, artigliando la roccia nuda e arrampicandosi a velocità folle fino a superare la linea delle piattaforme di legno. Mentre la tigre vola verso l'alto, Akseli reagisce con freddezza militare. Scivola agilmente giù da sella, affonda gli stivali nella neve fresca per una decina di metri e solleva la sua bacchetta d'avorio. Con una formula secca, scaglia un incantesimo , una scia di pura forza magica violacea squarcia il crepuscolo, impattando con un'esplosione accecante sul petto del goblin arciere più esposto del costone destro, facendolo barcollare con le vesti bruciate. @ Akseli Poi senza perdere un secondo, il mago si tuffa dietro una roccia sporgente sul ciglio del sentiero, cercando riparo dalle frecce nemiche. Lassù, sulla scarpata destra, i tre goblin fanatici si trovano improvvisamente l'incubo di una tigre gigante a portata di zanna. Presi dal panico ma spinti dalla loro cieca follia religiosa, due di loro tentano disperatamente di arretrare per tendere gli archi corti. È un errore fatale: le fauci spalancate di Vaulath scattano in avanti come una trappola d'acciaio. Le sue zanne afferrano in pieno un goblin spezzandogli le ossa con un morso devastante che lo riduce al silenzio . Il secondo arciere, tremante, riesce a sganciarsi e scocca una freccia a bruciapelo che penetra nella spalla della fiera, mentre il terzo ferito devia la mira verso il basso, scagliando un dardo che si conficca inutilmente sulla roccia che protegge Akseli. @ Vulath Dalla scarpata opposta di sinistra, la furia dei servitori del Vuoto si abbatte invece sull'anello più isolato della catena. Due goblin fanatici sollevano pesanti giavellotti di ferro arrugginito e li scagliano dall'alto dei loro nove metri dritti contro Erika, gridando all'unisono in un dialetto sgraziato...Kur Uura Odaarii!...Il primo dardo rimbalza con una pioggia di scintille sullo spallaccio della guerriera, già ammaccato dall'ariete, ma il secondo giavellotto, sfruttando la traiettoria discendente, trova un punto scoperto nella sua guardia inferiore e le penetra profondamente nella coscia. Erika stringe i denti, soffocando un gemito di dolore mentre il sangue caldo bagna la neve. @ Erika . Nonostante le ferite, la determinazione di Erika non vacilla. Stringendo le dita sul manico del suo falcione , la guerriera decide di non fare il gioco dei tiratori e scatta in avanti. Avanza con passi pesanti e calcolati attraverso la neve profonda che le rallenta i movimenti, portandosi oltre i resti sventrati del carro mercantile. Dall'imbocco della gola, Shade valuta la situazione in un millesimo di secondo. Con la balestra spianata, corre per nove metri lungo il sentiero per coprire la distanza, prende la mira attraverso le fronde innevate e scocca un dardo verso il secondo arciere a destra. Il colpo è preciso, ma la spessa barriera di roccia e massi dietro cui si nascondono i goblin devia la traiettoria della freccia, che si conficca inutilmente nel legno della piattaforma. Ma il vero pericolo attende Erika oltre il relitto del carro. Mentre la nube di polvere ghiacciata si dirada sotto il vento invernale, l’oscurità sembra condensarsi in un'unica, imponente figura. Un ringhio basso, sibilante e chiaramente non umano risuona a pochissimi metri dalla guerriera, seguito dallo scricchiolio di artigli pesanti sulla crosta di ghiaccio. Dalla nebbia emerge un predatore solitario, massiccio e spaventoso...la creatura ha le proporzioni di un enorme mastino da guerra o di un lupo gigantesco, lungo quasi due metri e alto al garrese quanto il torace di un uomo il suo pelo è rado e nero come il carbone, le vene pulsano di un'energia violacea maligna e i suoi occhi sono due fessure di luce bianca e fredda. Con un balzo feroce che solleva una pioggia di cristalli, la creatura del Vuoto si avventa in carica contro Erika, spalancando le fauci che sputano una bava congelata e fumante. Erika, tuttavia, non si lascia sorprendere. Forte del suo addestramento militare e di riflessi d'acciaio, solleva lo scudo pesante con tempismo perfetto. L'impatto è brutale , il mostro si schianta contro la piastra metallica con un boato sordo, ma le sue zanne scattano a vuoto, graffiando l'acciaio senza riuscire minimamente a scalfire la carne della guerriera. Sfruttando il suo baricentro basso, la combattente scarica il peso sulle gambe e respinge l'assalto ravvicinato con un colpo di scudo, mantenendo una stabilità incrollabile sulla neve fresca e costringendo la bestia a indietreggiare di un passo. @ Erika @ Tutti
-
Topic di Servizio
@Albedo @Fezza @Monkey77 @Theraimbownerd Essendo un combattimento andrò avanti quando tutti avranno postato le proprie azioni .
-
Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong Trattengo il respiro e costringo il mio corpo all'immobilità più assoluta tra le ombre del cespuglio. Ascolto le parole audaci di Kaerith, colgo la sua intenzione di attirare quei fanatici in una trappola e ne ammiro la fermezza, ma il ringhio sommesso del drago segugio mi impone di non abbassare la guardia. Lascio che i miei occhi, benedetti dalla grazia di Selûne, squarcino il buio della notte. Scruto oltre il fiume, studiando ogni minimo riflesso sui volti dei cultisti e la tensione della catena che trattiene la bestia, cercando di capire se l'inganno stia avendo successo. Resto immobile per non rovinare il piano della mia compagna, custodendo gelosamente l'ultima scintilla del mio potere divino per il momento del vero bisogno. stringo la mia arma e mi affido all'istinto da soldato. @ DM
-
[TdS] AP Shattered Star - Nuovi arrivi nella Societa' dei Cercatori
Ci ho pensato un pò su , ed il fatto principale è che abbiamo pochissimi punti ferita e basta un colpo anche leggero per farci andare giù , bisognerebbe trovare un oggetto che possa curare e poi i nostri combattenti non hanno armi , quando incontreremo un nemico dovranno combattere a pugni a meno che prima non si trovi qualche armi per strada perchè mi pare che l'armeria sia distante da dove ci troviamo , ma resta comunque il fatto che siamo tre contro una fortezza o comunque contro un covo decisamente ben difeso . vedo la fuga comunque piuttosto difficile.
-
Passaggio verso nord
L'eco del grido di Lorelai si propaga nell'aria fredda della fortezza... @ All'esterno della torre (Lorelai) @ All'interno della torre @ Tutti
-
La luna crescente
Le ultime parole di Maestro Vesper fluttuano ancora nell'aria satura di cianuro quando la porta del suo laboratorio si chiude alle vostre spalle con un rintocco metallico, netto e pesante. Fuori, Ouroboros vi accoglie nuovamente con la sua spietata architettura di ossidiana. Il cielo è un abisso nero come pece, dominato dalla sagoma opprimente di Vermilia, la Grande Luna Rossa, che versa la sua luce malata sulle strade come un olio scarlatto, rendendo le vostre ombre lunghe, distorte e innaturali. Sotto i mantelli portate con voi il cilindro di ferro freddo ottenuto dall'alchimista: il Catalizzatore Instabile. Le sue rune pulsano ancora di quella debole luce cremisi, identica alla luna che vi sovrasta, e a ogni passo avvertite quel battito irregolare al suo interno, quel rollio liquido e pesante che sembra voler spaccare il metallo. Avete firmato il patto con il vostro prossimo passo; ora siete legati alla promessa di restituire a Vesper un pezzo della prima cosa che quel pezzo di Vuoto distruggerà. Vi incamminate in silenzio lungo le vene fangose della città. I ciottoli appuntiti scricchiolano sotto i vostri stivali con quel suono viscido di denti marci che si spezzano, mentre dai tetti a lama la Cenere di Vuoto scivola giù in rivoli grigiastri. L'aria, densa di zolfo e ozono, pizzica i polmoni. Le case si stringono sopra di voi, lasciando intravedere solo squarci di quel firmamento maledetto. Incrociate poche figure: ombre avvolte in mantelli pesanti che camminano rasente ai muri, terrorizzate dal bagliore rosso che tinge i loro volti di una maschera cadaverica. Dopo diversi minuti di cammino, la struttura massiccia e meno spigolosa dell'Ultimo Riposo appare davanti a voi. La locanda sembra un polmone che respira a fatica in questo labirinto di ardesia. Spingete il pesante portone di quercia nera, ed è come se un muro di calore e odore di birra vi venisse incontro, offrendo un rifugio temporaneo dalla maledizione scarlatta dell'esterno. Quando entrate , poco distante dal bancone, la figura del monaco cieco è ancora esattamente lì, immobile nella penombra come una statua scolpita nella cenere. La benda di seta nera copre le sue orbite vuote, e i solchi grigiastri delle ferite da Cenere di Vuoto pulsano debolmente sulla sua pelle, reagendo alla vicinanza del cilindro di ferro che avete recuperato. Non si è mosso di un millimetro da quando vi ha rivelato la profezia dei tre punti di sutura Valeria è piegata su uno dei tavoli di legno scuro, intenta a strofinare la superficie con una spazzola di saggina rigida e un panno umido. Sta grattando via con vigore uno strato di quella Cenere di Vuoto oleosa che qualche avventore deve aver trascinato dentro sui vestiti, lasciando una scia grigiastra e gommosa difficile da rimuovere. Sotto i colpi della sua spazzola, il legno emette uno scricchiolio sinistro. Sentendo i vostri passi, Valeria interrompe il movimento. Si raddrizza, getta il panno logoro in un secchio di ferro che produce un rintocco sordo e fissa i vostri occhi, leggendo subito la stanchezza, l'odore di ozono e il bagliore cremisi delle rune del cilindro che portate al fianco. Si avvicina al bancone, vi si appoggia con un colpo secco delle mani e vi sfida con lo sguardo. Vedo che avete avuto quello che volevate da Vesper, esordisce Valeria, la voce che gratta come carta vetrata, e ora che pensate di fare? Raggiungerete il primo punto a Nord, il Porto di Scoria, contando solo sulle vostre forze? Vi sentite così forti e invincibili da uscire dalla città ed affrontare il viaggio da soli? Se pensate di poter sfidare l'oscurità la fuori senza una guida che sappia leggere i sussurri del fumo, la vostra marcia finirà prima ancora che le mura di ossidiana svaniscano alle vostre spalle. @ Tutti