Dardan
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TdG - Avventure in DnD 3
Nethlypsis Alrishkmel Vyravys , Tielfing (nata da genitori elfi) stregona sangue di drago Seguo i miei compagni fino all'accademia e li lascio portare avanti la questione senza per il momento prendere la parola...
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Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong Il silenzio torna finalmente a riempire il tunnel, interrotto solo dal respiro pesante di noi tutti e dal rassicurante crepitio della lanterna. Dopo aver controllato che l'armatura abbia attutito il colpo di Kaerith, mi volto verso la grata. Il sonoro CLANG degli attrezzi di Caelum ci aveva fatto sperare in una rapida uscita, ma il mezzo inchino del nostro compagno si scontra con la dura realtà del metallo deformato. Ascolto le sue parole, osservando i punti in cui la vampa draconica ha letteralmente saldato le sbarre al telaio. Mi avvicino alla struttura bloccata e osservo attentamente il punto in cui il metallo incontra la pietra della parete. Un lavoro rumoroso potrebbe attirare ben peggio dei ratti, Caelum dico a bassa voce, rivolgendomi a tutto il gruppo. E preferirei evitare di scoprire cosa si nasconde nelle tane di quelle bestie. Prima di prendere a martellate il ferro o rischiare di spaccarci una spalla, faremmo meno rumore e meno fatica a scavare o fare leva direttamente nella roccia per scalzare l'intero blocco del telaio , l'umidità di questo luogo non può aver solo colpito il metallo...
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Passaggio verso nord
@ Nella torre @ All'esterno della torre (Lorelai) @ Tutti
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Prima missione - Per una giusta causa
L'acqua gelida stringe le gambe di Ravska mentre si addentra nel fango della laguna, rompendo lo specchio nero della superficie. Il silenzio della grotta viene interrotto dal rumore viscido dei detriti rimossi e dallo strappo del legno marcio. Quando le mani di Ravska stringono l'involucro di cuoio bollito, viscido di alghe ma intatto grazie alla cera idrorepellente, un brivido improvviso corre lungo la schiena di entrambi . Non è solo il freddo della grotta marina. L'involucro di cuoio viene rimosso dal fango con un gorgo di bolle scure. Non appena lo sollevate oltre il pelo dell'acqua, la cera protettiva cede facilmente sotto la pressione delle dita di Ravska, rivelando ciò che è rimasto protetto per secoli dall'abbraccio del mare. Davanti ai vostri occhi si svela un oggetto che sfida la vostra comprensione del Faerûn moderno. È un astrolabio, ma non somiglia a nessuno strumento nautico abituato a solcare il Mare delle Spade. La struttura portante è scolpita in un rarissimo e antico corallo nero, intrecciato con venature di oro zecchino lavorato con una maestria che non sembra appartenere a mani umane. La cosa che cattura magnetizzandoli i vostri sguardi, però, è il suo centro. Lì dove dovrebbe esserci l'ago di una bussola, è incastonata una perla perfettamente sferica, del colore del vuoto oceanico più profondo. Mentre la fissate, la perla inizia a pulsare di una luce ritmica, emettendo un debole battito visivo che sembra quasi sincronizzarsi con i vostri battiti cardiaci. @ James Un istante dopo che l'astrolabio è tornato alla luce, l'ago-perla compie uno scatto secco. Ignora completamente il Nord. Gira su se stesso e si fissa, immobile, puntando verso la parete rocciosa in fondo alla grotta, come se venisse attratto da qualcosa di immensamente grande e nascosto nelle profondità della scogliera. Insieme a questo movimento, avvertite una strana sensazione: un improvviso e inspiegabile senso di nostalgia, accompagnato dal rumore lontano e mentale di onde che si infrangono su ciclopiche città sommerse. Un sussurro dell'abisso che vi invita a non allontanarvi mai più dal mare. @ Tutti
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Il Tempo dei Perduti
Lasciate Highmoon alle spalle nel cuore della notte, superando i cancelli posteriori della fortezza che si richiudono con un sordo rintocco metallico. Il freddo dell'inverno delle Valli vi investe come una lama di ghiaccio non appena abbandonate il riparo delle mura. Sotto gli zoccoli dei vostri cavalli la neve scricchiola, compatta e gelata, riflettendo la luce pallida delle stelle e di una luna parzialmente nascosta dalle nubi. Erika apre la fila, tenendo il passo serrato ma prudente, mentre il respiro dei destrieri si trasforma in spesse nuvole di vapore bianco che svaniscono nel buio... La prima notte è un incubo di gelo. Avanzate nell'oscurità per ore, stringendovi nei mantelli pesanti. Il medaglione di bronzo nero, custodito nei vostri bagagli, sembra quasi emanare un freddo innaturale tutto suo, che si somma a quello dell'inverno. Solo l'esperienza di chi tra voi sa muoversi nelle terre selvagge vi impedisce di perdere la pista. Il secondo e il terzo giorno vi vedono costeggiare i margini della grande foresta di Cormanthor, lungo la pista della Moonsea Ride. Il paesaggio è una distesa infinita di alberi spogli carichi di neve e colline silenziose. Incrociate solo un paio di carovane di mercanti sembiani, rintanate nei loro accampamenti fortificati, che vi guardano con sospetto ma senza l'ardire di fermarvi. I cavalli da tiro leggero forniti dal Lord si dimostrano all'altezza, ma la fatica inizia a farsi sentire sui vostri muscoli e sulla vostra concentrazione. È il pomeriggio del quarto giorno. Siete ormai penetrati nei territori meridionali di Mistledale. Il cielo è plumbeo, carico di nubi che minacciano una nuova bufera, e la visibilità sta calando rapidamente mentre si avvicina il tramonto. La pista, in questo punto, si stringe serpeggiando all'interno di una gola naturale formata da due costoni rocciosi ricoperti di fitti pini innevati. È il luogo perfetto per un'imboscata. All'improvviso, i cavalli in testa scartano di lato, nitrendo nervosamente. Erika e Akseli, che guidano la colonna, notano immediatamente il motivo del nervosismo delle bestie. A circa trenta metri da voi, la pista è parzialmente bloccata. Un grosso carro mercantile è ribaltato su un fianco, con una ruota spezzata. Intorno al carro ci sono evidenti segni di colluttazione , la neve è calpestata, tinta di macchie di sangue ormai rappreso e scuro. Non ci sono corpi visibili, ma diverse casse di legno sono state sventrate e saccheggiate. Ancora più inquietante è il dettaglio che salta agli occhi di Vaulath e Shage: conficcate nel legno del carro ci sono tre frecce corte dalle piume nere e rozze, tipiche della manifattura goblinoide. Poco distante, seminascosta dalla neve fresca, c'è una lancia spezzata con una punta di ferro arrugginito. Il silenzio nella gola è totale, interrotto solo dal fischio del vento freddo tra i pini. I cavalli continuano a sbuffare, tendendo le orecchie verso l'alto, in direzione dei costoni rocciosi che sovrastano la strada alla vostra destra e alla vostra sinistra. @ Tutti
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[TdS] AP Shattered Star - Nuovi arrivi nella Societa' dei Cercatori
Sinceramente non saprei cosa sia meglio , ma non credo cambi molto , due su tre di noi sono già a terra , possibilità di fuga per il mio pg rimasto in piedi pari azero , prospettive per un nostro finale positivo direi anche questo pari a zero , non comprendo sinceramente che differenza faccia vista la situazione il fatto di fare un ultimo attacco od arrendersi .
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Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong Il silenzio che segue la carneficina è rotto solo dal rumore ritmico e rassicurante dell'acqua oltre le sbarre. Abbasso lentamente la mano, lasciando che gli ultimi residui di luce argentea svaniscano dalle mie dita, per poi tirare un profondo sospiro di sollievo. Guardo prima Chand, accertandomi visivamente che, nonostante la mazzata di Kaerith, il guerriero sia intero e in piedi, poi sposto lo sguardo su Caelum quando mi rivolge i complimenti. Un sorriso dolce e genuino mi illumina il volto stanco. Ti ringrazio, Caelum. È la Signora d'Argento che guida le mie mani nella notte, ma il tuo tempismo con quella magia... beh, ha salvato il tenente da un destino decisamente spiacevole rispondo con tono calmo, riponendo il mio focus sacro. Mi avvicino poi a Chand, posandogli una mano leggera sulla spalla colpita ed esaminando l'ammaccatura sulla sua piastra. Fammi sapere se il dolore diventa insopportabile, Chand. Selûne ha ancora la forza di lenire i tuoi tessuti, se necessario. Kaerith... aggiungo, girandomi verso la draconide con una leggera scossa del capo e un'espressione divertita ma comprensiva, ...la prossima volta, magari, prendi la mira un po' più lontano dal nostro scudo umano. Quando raggiungiamo la grata arrugginita e Caelum tira fuori i suoi attrezzi da scasso con quel sorriso entusiasta, non posso fare a meno di sorridere a mia volta per la sua spavalderia. Faccio un piccolo passo indietro e gli poso delicatamente una mano sulla spalla, lasciando che un calore argenteo e rassicurante si trasmetta al suo corpo. Fai pure, Caelum. Direi che ti sei ampiamente guadagnato il diritto di precedenza gli dico, sussurrando poi una sommessa preghiera mentre guardo le sue mani. Splendida Signora delle Stelle, infondi la tua precisione in queste dita e guida il metallo attraverso l'oscurità. @ DM & Caelum
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Un Nuovo Inizio
Tukgrik Duskhorn Il tocco del tentacolo mi fa uno strano effetto e anche la voce che risuona subito dopo nella testa mi fa sentire strano... Bhe...rispondo al Kraken...io non ho chiesto e loro non hanno specificato , so che gli umani si danno dei soprannomi anche strani , pensavo che il Kraken fosse il soprannome di qualche vecchio marinaio o pirata... io sono nuovo dell'ordine e conosco pochi dei loro membri ma sembrano brave persone...
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Nuove Reclute (Gruppo 2)
Maybelle Petit Deve essere successo qualcosa di tremendo che ha posto fine alle loro vite in maniera violenta , dovremmo cercare delle ossa , ma non in una tomba , possibile che siano in una fossa comune...se fosse cosi , ci potrebbero essere diversi altri fantasmi , inconsapevoli del fatto di essere fantasmi... e si vediamo di capire da dove sono venuti...
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Prima missione - Per una giusta causa
Il silenzio torna a gravare sulla laguna sotterranea, interrotto solo dallo sgocciolio dell'acqua e dal respiro pesante di Raskva. Lo sguardo vitreo di James, ancora legato alla visione magica degli spiriti, si fissa oltre il pelo dell'acqua nera come l'inchiostro, scendendo fino a un metro e mezzo di profondità tra i resti lignei della barca affondata. Sotto lo strato di fango e detriti, l'energia dell'oggetto si rivela ai sensi dello sciamano... @ James James solleva un braccio, indicando con precisione millimetrica il punto esatto tra le assi spezzate dello scafo sommerso. Raskva segue la direzione del dito del compagno, valutando la profondità. L'acqua della laguna è immobile, gelida e densa di salsedine, ma il nascondiglio è a portata di mano. Richiede solo di sporgersi oltre il bordo o di immergersi parzialmente per rimuovere i detriti che coprono l'antico involucro di cuoio bollito. L'eco della caverna ciclopica sembra trattenere il fiato mentre vi muovete verso il relitto, con i pilastri bioluminescenti che proiettano ombre lunghe e incerte sulle vostre figure.... @ Tutti
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Topic di Servizio
No , solo alle armature di metallo .
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Topic di Servizio
Direi di sì non credo abbiamo altro da fare altrove
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[Alonewolf87 - 3.5] Ritorno al Tempio del Male Elementale - Topic di servizio
Dardan ha risposto a Alonewolf87 a un discussione Discussioni in Ritorno al Tempio del Male ElementaleAnche per me .
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La luna crescente
Le parole del paladino e l'ingenuità di Devras bloccano la figura curva di Vesper un istante prima che possa ritirarsi dietro la tenda del suo retrobottega. L'alchimista si volta lentamente. Sotto la luce scarlatta dei lucernari, le pagliuzze d'oro nei suoi occhi ambrati si contraggono, fissandosi sui presenti con una freddezza geometrica. Un verso aspro, simile a una risata soffocata, gli sfugge dalle labbra pallide mentre osserva Selyra specchiarsi nell'ossidiana e Fiore della Giungla ringhiare a denti stretti. Tranquilla, bardo... l'ossidiana si abbina squisitamente al pallore dei drow, ma dubito che i mostri della notte eterna si cureranno del vostro senso estetico quando vi daranno la caccia. Il suo sguardo si sposta poi su Fiore della Giungla, trafiggendola con deliberata indifferenza per il suo disprezzo. Potete considerarmi antipatico quanto volete, Fiore, purché la vostra antipatia vi mantenga in vita abbastanza da non far marcire quel cilindro nella cenere. Non sono qui per essere amato. Sono qui per fare in modo che la vostra incompetenza non distrugga il mio lavoro. Poi, l'alchimista si focalizza su Shamàsh e Devras. La menzione del Porto di Scoria e la domanda sulla tranquillità fuori dalle mura sembrano risvegliare in lui una severità quasi accademica, priva di qualsiasi pietà. Fa un passo avanti, appoggiando le dita guantate sul bancone di ardesia. Tranquilla, Devras? Voi chiamate questo laboratorio e questa fortezza tranquilli solo perché le mura di basalto filtrano l'orrore. Ma appena farete un solo passo oltre le porte di ferro di Ouroboros, la vostra illusione si disintegrerà nello spazio di cento metri. Vesper solleva un dito, indicando la direzione del Nord, verso cui Shamàsh ha suggerito di dirigersi. Il paladino ha l'istinto del soldato, ma manca di lungimiranza alchemica. Volete andare dritti al Porto di Scoria senza passare dall'Ultimo Respiro? Una scelta audace. Ma sappiate esattamente cosa vi aspetta non appena varcherete quel cancello. Vi tufferete dritti nella Piana della Cenere Silenziosa. Lì dentro, il suolo è mezzo metro di polvere oleosa che assorbirà ogni vostro rumore. Camminerete in un vuoto pneumatico dove sentirete solo il battito del vostro cuore e il fumo acido che vi brucia la gola. Sotto i vostri piedi si nascondono le Bocche del Vuoto: un passo falso, e cadrete in crepacci invisibili di fumo sulfureo. Fissa Devras, stringendo gli occhi. E se davvero punterete a Nord, verso il porto, vi scontrerete con i Picchi di Basalto e il Vortice del Nord. L'aria lassù crepita di magnetismo alchemico. Se indossate metallo pesante, le vostre armature vi peseranno come piombo e le vostre bussole impazziranno. Lassù i fulmini scarlatti colpiscono le rocce in un silenzio assoluto, attirati dalla magia e dal ferro. E ogni volta che oserete pronunciare una componente verbale per i vostri incantesimi, la Luna Rossa vi sputerà addosso una scarica arcana. Vesper lancia un ultimo sguardo a Zarath, il barbaro tiefling che già mostra noia e fretta di muoversi. Andate pure, dunque. Schifate pure l'Ultimo Respiro e lasciate indietro i vostri compagni deboli; in questo il paladino ha ragione, portarli con voi significherebbe solo regalare carne da macello agli Erranti della Cenere o ai Sifoni di Vermilia. Ma non sottovalutate la Notte Eterna. Fuori da qui non c'è orizzonte, non c'è luce bianca, e persino le vostre ombre si allungheranno davanti a voi, deformate e tre volte più lunghe, quasi avessero fretta di scappare dai vostri corpi. L'alchimista fa un passo indietro, svanendo nella penombra del retrobottega, mentre la sua voce giunge un'ultima volta, fredda e definitiva. La Strada delle Ossa è l'unica via artificiale. Se le lanterne a mercurio sono ancora accese, vi offriranno sei metri di barlume protettivo. Fuori da quei coni di luce... siete solo prede sotto Vermilia. Ora uscite. Il tempo stringe, e il ferro del cilindro ha fame. @ Tutti
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Passaggio verso nord
Il silenzio che si abbatte sulla grotta dopo la scomparsa di Kyzara è rotto solo dal pianto sommesso di Lorelai e dal rumore dei passi di Arkyn sul terreno bagnato. L'odore di olio minerale e ozono impregna l'aria, mentre i corpi dei mercenari, ormai ridotti a gusci vuoti, iniziano a sfaldarsi in cenere grigia. Lord Eryndor si sistema il mantello con un gesto rigido, mentre Godluin stringe tra le dita il proprio catalizzatore arcano, entrambi ancora scossi dalle parole gelide e sprezzanti che la diavolessa ha impresso nelle loro menti. Nonostante il terrore e il prezzo pagato, il portone della torre è finalmente spalancato davanti a voi: una ferita buia nel cuore della roccia che attende solo di essere varcata. Superata la soglia, vi trovate all'interno di un imponente Atrio d'Ingresso. L'oscurità qui non è assoluta, ma è rischiarata dalle ultime rune di fuoco fatuo lasciate dal passaggio di Kyzara, che morendo pulsano di una luce bluastra sulle pareti. L'architettura rivela immediatamente una solida, impeccabile e deliberata fattura umana: possenti blocchi di pietra squadrata, archi a sesto acuto dalle linee pulite e massicce travi di sostegno testimoniano la maestria degli artefici mortali. Questa struttura non è un rifugio di fortuna, né un accampamento improvvisato: è una fortezza permanente di soli tre piani, rifinita e perfettamente ordinata, progettata e innalzata dalla Giullare e dai suoi complici per i loro scopi. Mentre i vostri passi calpestano la pietra liscia del pavimento, avvertite una vibrazione profonda, ritmica e costante che scuote le fondamenta stesse della torre. Alle pareti laterali dell'atrio, enormi perni d'acciaio ruotano lentamente, collegati a colossali ruote dentate lubrificate che girano con precisione millimetrica. Capite subito l'origine di questo movimento: all'esterno, sui fianchi della struttura, due immense pale da mulino sono spinte dalla forza implacabile del fiume sotterraneo, trasmettendo la loro energia meccanica a tutto l'edificio per alimentarne gli ingranaggi. Al centro del soffitto, alto circa sei metri, pende un enorme lampadario circolare di ferro battuto, le cui catene di sostegno sono tese con geometrica precisione. Ognuno di voi avverte l'impatto di questo luogo in modo diverso... @ Tiburzia @ Lorelai @ Godluin @ Arkyn ed Eryndor Proprio al centro dell'atrio, lo spazio si apre su un monumentale sistema di collegamento verticale in pietra, mentre ai lati si rivelano le altre vie di questo primo livello: Dritta di fronte a voi, un'imponente struttura si sdoppia. Una rampa monumentale sale maestosa verso il secondo piano della torre. Sotto di essa, speculare, un'ampia scalinata scende solida verso il terzo e ultimo piano, situato nei livelli inferiori e parzialmente sommerso dalle acque del fiume. Sulla destra Una ripida e stretta scala a chiocciola in pietra si arrampica verso l'alto, da cui giunge un debole bagliore violaceo accompagnato da un acre fumo alchemico. Al centro-sinistra una pesante grata di ferro, ora spalancata, rivela una rampa di scale di servizio che scende direttamente verso le zone umide e fredde del terzo piano inferiore, da cui provengono i flebili lamenti delle driadi imprigionate. @ Tutti
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Il Tempo dei Perduti
Lord Theremen ascolta i vostri interventi uno a uno, annuendo solennemente alle parole di Shage e incrociando lo sguardo risoluto di Akseli. Quando Erika esprime l'urgenza di partire immediatamente, senza nemmeno attendere l'alba, l'espressione del regnante si fa ancora più seria. Rimane un istante in silenzio, valutando il peso di quella richiesta nel cuore dell'inverno. La vostra determinazione vi fa onore, e la fretta di Erika non è dettata da avventatezza, ma da una saggia percezione del pericolo, esordisce Lord Theremen, la voce che risuona ferma nella sala. Si volta verso lo scrittoio, afferra una pergamena di pesante fibra vegetale, intinge la penna nell'inchiostro e scrive con tratti rapidi ma decisi. Asciugata la ceralacca rossa, vi imprime il sigillo di Highmoon — la mezzaluna d'argento racchiusa tra le fronde. Passa il documento ad Akseli. Questo è il salvacondotto per l'Abate. Vi aprirà le porte del Fascio Dorato senza che dobbiate fornire spiegazioni alle guardie di confine di Mistledale. Il Lord si concentra poi sulla richiesta di cavalcature avanzata da Akseli e sostenuta da Erika. Avete ragione, il tempo è il vostro nemico peggiore. Highmoon ha le stalle decimate dalla spedizione di Cassandra, ma non vi lascerò andare a piedi sotto la neve delle Valli. Nelle scuderie del palazzo ci sono quattro robusti cavalli da tiro leggero della Valle, abituati ai climi rigidi e ai sentieri ghiacciati. Vi verranno affidati immediatamente, insieme a razioni da viaggio per una settimana. Erika, il tuo destriero guiderà la colonna. Il regnante guarda infine Vaulath e Shage, stringendo le braccia al petto. Andate dunque. Se partite ora, cavalcherete nell'oscurità e nel gelo pungente dell'inverno delle Valli. Il sentiero verso nord-ovest che attraversa i boschi fino a Mistledale è insidioso di notte, specialmente con l'attività dei goblin . Ma capisco il vostro punto: il freddo della notte è nulla in confronto alla minaccia di quel medaglione. Lord Theremen fa un passo indietro e vi saluta con un cenno formale del capo, un gesto di profondo rispetto per dei viandanti che si stanno facendo carico del destino della regione. Che Chauntea vegli sui vostri zoccoli, Vaulath. E che la fortuna guidi le vostre lame. Le porte sul retro della fortezza sono aperte per voi. @ Tutti
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Topic di Servizio
Scusate non ho avuto il tempo per fare il topic di recap , vedo se riesco domani , ma nel caso delle terre esterne Ouroboros anche se avete la mappa e gli amuleti non sapete niente .
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Uccisori di Giganti - Gruppo Unico
Mevrah , The Witch Un’esalazione gelida e silenziosa sfugge dalle fessure della mia maschera di legno, mentre i miei occhi si restringono dietro le orbite intagliate. Le mie dita artigliate smettono di giocherellare con i feticci e si stringono in un pugno nodoso. Le cicatrici che mi rigano le braccia pulsano di una consapevolezza fredda e calcolatrice: il predatore non è fuggito, ha solo cambiato corsia stradale, camminando nel riflesso marcio di questo mondo. Volto le spalle ai cadaveri con totale indifferenza e compio tre passi felpati nel fango, lasciando che le mie gambe tatuate e scoperte ignorino il gelo. La mia voce torna a farsi sentire, viscida e tagliente, per spiegare a questi stolti la vera natura della minaccia. Piangete pure i vostri morti, ma sappiate che il vostro assassino sta calpestando lo stesso identico terreno. Solo... sul lato sbagliato dello specchio. Sollevo un braccio forzato dalle mie innaturali modificazioni rituali, indicando il vuoto davanti agli argani del portone che il gigante voleva manomettere. Cammina nel Piano delle Ombre. Un intero mondo parallelo che copia la conformazione della nostra patetica realtà, dove ogni singolo passo lì equivale a uno spostamento quaggiù ed è da quella dimensione che sta studiando i nostri movimenti, pronto a bucare di nuovo il velo. Inclino la testa di lato con un movimento innaturale, fissando il punto esatto in cui la creatura è svanita nel nulla. Prevedere il punto esatto in cui aprirà il prossimo portale è impossibile. Tuttavia, combinando la giusta magia divinatoria per squarciare l'oscurità con delle ipotesi logiche sulle sue prossime mosse, potremmo capire a cosa punta prima che colpisca ancora. Fisso i soldati e i miei compagni, sollevando leggermente il tono della voce, lasciando che risuoni gracchiante e carica di disprezzo per attirare l'attenzione di chiunque si trovi nei paraggi. Qualcuno tra voi ratti di città sa se in questo posto miserabile striscia un divinatore che sappia davvero guardare oltre il velo, o siete rimasti solo con dei ciarlatani buoni a vendere fumo alle vecchie? @ DM
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[TdS] AP Shattered Star - Nuovi arrivi nella Societa' dei Cercatori
Vedo di spiegare le mie parole. Supponendo che il mio personaggio riesca a battere le due drow , si ritroverebbe con gli altri due personaggi a punti ferita negativi e non avendo cure a disposizione dovrebbe andare a cercare in una fortezza che non conosce e che sembra piuttosto ampia e labirintica lasciandoli li dove sono e visto che i due gnomi sono scappati è certo che abbiano chiesto aiuto mettendo in allarme tutta la fortezza ed il primo posto dove verrebbero a cercarci è l'ultimo posto dove siamo stati visti... Considerato questo la cattura del mio pg sarebbe solo questione di tempo e torneremmo comunque al punto di partenza. Per questo dico di lasciar stare e di continuare da dove abbiamo iniziato.
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Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong Il tunnel sprofonda nuovamente in una semioscurità opprimente non appena l'algido bagliore di Selûne si dissolve. La debole luce della lanterna di Gib proietta ombre distorte e tremolanti sulle pareti di pietra, rivelando una scena caotica e brutale. Il pesante rintocco metallico della mazza di Kaerith che impatta contro l'armatura di Chand risuona nella galleria come una campana a morto. Sgrano gli occhi nel buio, mentre un brivido di preoccupazione mi attraversa la schiena nel sentire il grugnito di dolore del guerriero... Per le lacrime della Signora... penso, vedendo la massa brulicante di pelo grigio che approfitta della caduta del tenente per sommergerlo. Ma prima che possa muovere un passo per aiutarlo, la magia invisibile di Caelum agisce: Chand viene scivolato all'indietro sul pavimento viscido, strappato d'un tratto dalla morsa dei roditori. Sentendo il suggerimento del mio compagno , non perdo un solo istante. Sfrutto lo spazio appena creatosi tra il guerriero e lo sciame superstite. La mia fede e il richiamo del mio stesso sangue si fondono in un'unica, ferma intenzione: proteggere i miei alleati e purificare quella piaga immonda. Sollevo nuovamente il palmo aperto verso l'alto, e sento le mie dita quasi riflettere la luce argentea di stelle invisibili dalle profondità della terra. Madre della Notte, riversa il tuo algido giudizio su queste creature della piaga e riduci in cenere l'oscurità!...esclamo con forza, e la mia voce risuona ferma e priva di esitazione nel tunnel In perfetto tempismo con il quadrello che sta per scoccare dalla balestra di Caelum e con i fendenti di lancia che Chand si appresta a sferrare mentre si rimette in piedi, invoco un nuovo strato di luce sacra. Non ho bisogno di avanzare nel fango o tra le interiora dei topi; la punizione di Selûne piove dall'alto, ignorando ogni ostacolo. @ DM E' il fuoco che arde il mio unico sovrano .
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TdG - Sussurri nella Cenere
Mastico l'ultimo pezzo di stufato, deglutisco con calma e appoggio le posate sul tavolo. Poi alzo lo sguardo sul dragonide, piantando i miei occhi nei suoi, celesti e limpidi, lasciando che un lampo di assoluta serietà fenda per un istante la nebbia fitta e opprimente dei miei pensieri. Il mio nome è Angbroda, esordisco, mantenendo la tonalità della voce ferma e profonda, nonostante le troppe notti insonni passate a fuggire verso meridione. Angbroda Belgermin, figlia di Hrothgar il Rompi-Scudi. E non darti pena per la strada che mi sono lasciata alle spalle... la fatica del corpo non è nulla, non mi spaventa affatto. È la quiete di questi posti che a volte pesa molto più del cammino stesso. Lancio una rapida occhiata alla mia spada posata sul tavolo da pranzo. Controllo che l'arma stia continuando a fare la brava e a non attirare troppe attenzioni, poi torno a fissare Wulfar. Un sorriso amaro, quasi impercettibile, mi increspa le labbra mentre ripenso alle sue parole sul sacerdote e sulla sua divinità dei campi. Il mio popolo non conosce i vostri dei del sud, così mansueti e dai nomi gentili, continuo, tenendo ben nascosto dietro una maschera d'indifferenza il tormento che spinge contro le mie tempie. Noi professiamo l'Antica Fede. Crediamo nelle forze primordiali della terra, del ghiaccio perenne e del sangue. Nelle entità inconoscibili che dormono nei tumuli sotto la grande montagna e oltre le stelle fredde, quelle che governano il caos primordiale... Afferro il secondo contenitore di birra che il locandiere mi ha spillato, sollevandolo di pochi centimetri verso il suo muso scaglioso per sancire un brindisi silenzioso ma solenne. Grazie per la bevanda e per le dritte sulla caccia, Wulfar. Se una qualche bestia feroce o un mostro innaturale dovesse spingersi troppo vicino ai confini di Teniat, ti porterò la sua carne da cucinare. faccio per alzarmi ma proprio in quel momento, sento una strana e fulminea pressione contrarsi dietro le orecchie. Il tepore avvolgente della taverna e l'odore dello stufato svaniscono in un battito di ciglia, rimpiazzati da un brivido geometrico, assurdo e spaventosamente familiare che si irradia dalla base della nuca fino al midollo. Non puoi nasconderti tra i deboli dell'estate meridionale... sussurra una frequenza gelida, strisciante e priva di labbra all'interno della mia testa. Il tuo destino è già stato tracciato sulla pietra... figlia del nostro sangue... rispondi al richiamo dell'abisso che ti appartiene... La scatola cranica ricomincia a pulsarmi con violenza inaudita, minacciando di farmi cedere alla follia collettiva proprio qui, sotto gli occhi degli avventori. Sento il sangue pompare forte e la magia caotica risalire dallo stomaco come una marea ribollente. Non posso cedere adesso. Non qui. Allungo la mano sinistra sulla spada, stringendo le dita attorno all'elsa e sussurrandole a fior di labbra, con un filo di voce impercettibili...Sta' buona, muoviamoci da qui...Mi sembra quasi di avvertire una vibrazione d'assenso metallico provenire dalla guardia, una risposta secca che mi dà la forza di reagire. Mi alzo di scatto dalla sedia di legno, che striscia sul pavimento producendo un rumore acuto. Afferro l'arma, me la rimetto a tracolla con un movimento rapido e secco, e lascio cadere sul bancone le monete d'argento pattuite per il vitto e l'alloggio, senza voltarmi a guardare Wulfar. Spingo con decisione la pesante porta di quercia della locanda ed esco all'aperto, venendo investita in pieno dall'aria del villaggio. Prendo un lungo e profondo respiro per placare i battiti del cuore e costringere le Madri a tornare nel silenzio della mia mente. Mi guardo intorno, stringendo i denti, e focalizzo lo sguardo sulla direzione che mi ha indicato il dragonide. Con passo pesante ma risoluto, inizio a camminare , puntando dritta verso il tempio di Chauntea.
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Topic di Servizio
Visto che vi vedo belli carichi e pronti per uscire da ouroboros , vi ricordo che non sapete nulla della terra che si trova oltre le mura .
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Topic di Servizio
Nel momento funzionerà come detto.
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Topic di Servizio
Pensavo di averlo già fatto capire 😁
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Topic di Servizio
Si .