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Dardan

Circolo degli Antichi

Tutti i contenuti pubblicati da Dardan

  1. L’oscurità della grotta sembra farsi più densa nel momento esatto in cui l'astrolabio passa dalle mani di Ravska a quelle di James. Il silenzio viene spezzato solo dal respiro pesante dei due compagni e dallo sgocciolio ritmico dell'acqua che cade dalle stalattiti... Ravska stringe le armi e si incammina nel fango viscido della laguna interna, avanzando fino all'estremo fondo della caverna. Sotto i suoi stivali la melma nera si sposta con un rumore viscido, liberando un odore pungente di sale vecchio e decomposizione. Davanti alla guerriera si staglia una barriera ciclopica: una solida parete di roccia calcarea grezza, grigia, completamente coperta da incrostazioni saline e gusci di cirripedi taglienti. Un vicolo cieco totale. Per James, tuttavia, lo scenario è radicalmente diverso.... @ James @ Tutti .
  2. Il freddo pungente dell’inverno delle Valli sembra congelare persino il silenzio all'interno della gola rocciosa. Lo scricchiolio degli stivali di Erika sulla neve indurita dal gelo e il respiro pesante dei cavalli, che si trasforma istantaneamente in spesse nuvole di vapore bianco, sono gli unici suoni che accompagnano l'avanzata della guerriera. Erika si muove con precisione militare, smontando da sella a un paio di metri dal carro ribaltato e da li inizia controllare la zona... @ Erika Sotto il pianale del carro, parzialmente occultati da manciate di neve fresca gettate in fretta, si intravedono i corpi irrigiditi dal gelo di due mercanti e di una guardia . Vaulath scende da cavallo e trasformatosi in pantera osserva con attenzione la gola... @ Vaulath Quasi nello stesso istante, Shage aguzza la vista e nota un qualcosa sul terreno... @ Shade e dopo un attimo nel momento esatto in cui Erika si china per esaminare le macchie di sangue, un fischio stridulo e lacerante rompe la quiete della vallata. Dalle cime delle due scarpate si leva un coro di grida sgraziate in dialetto Goblin: Kich! Kich! Il vuoto reclama ciò che portate! Sul costone di sinistra, due goblin sbucano dai cespugli e recidono una corda di canapa con un colpo netto di mannaia. Con un sinistro scricchiolio di rami spezzati, un enorme tronco d'albero sospeso, che era stato spogliato della corteccia e appesantito con pietre legate con stringhe di cuoio, oscilla violentemente verso il basso come un letale pendolo di morte. Il pesante ariete piomba dritto sul sentiero innevato, puntando al torace di Erika e al fianco del suo destriero.... Erika, che si trova a ridosso del carro, percepisce lo spostamento d'aria un istante prima dell'impatto. Con un riflesso fulmineo dettato dall'istinto e dall'addestramento, non tenta una ritirata impossibile sul sentiero battuto, ma compie un balzo disperato verso il lato della strada, tuffandosi di taglio nella neve fresca e profonda. L'ariete di legno massiccio piomba sul sentiero con un boato sordo. Colpisce di striscio il bordo dello scudo e la piastra d'armatura della spalla di Erika, graffiando il metallo con violenza e strappandole un gemito per il contraccolpo, ma la traiettoria principale della trappola fallisce. Il tronco prosegue la sua corsa distruttiva infrangendosi contro la fiancata del carro mercantile, sventrandone le assi già marce in una nuvola di schegge. @ Erika Il destriero della guerriera, terrorizzato dall'ombra gigantesca e dal fragore, scarta bruscamente e nitrisce, arretrando verso il centro della carreggiata... e mentre il fragore del tronco d'albero si placa e l'eco delle grida si disperde tra i pini, la gola sembra trattenere il fiato per un battito di ciglia. Ma l'imboscata orchestrata dai servitori del Vuoto è tutt'altro che finita. Dallo spessore della foresta di pini che corona la scarpata di sinistra, proprio dietro i due goblin che hanno tagliato la corda, la neve fresca viene calpestata da passi rapidi e pesanti. La vegetazione si spalanca e altri due goblin fanno un passo avanti sul ciglio del dirupo. Questi nuovi assalitori non stringono archi, ma rozzi giavellotti di legno nodoso. Con sguardi iniettati di sangue e volti distorti da un fanatismo cieco, sollevano le armi sopra la testa, pronti a scagliare i loro corti giavellotti arrugginiti contro Erika, che si trova ancora isolata ai piedi del carro mercantile. Inoltre, un fruscio sinistro proviene dal fondo della gola, oltre il relitto del carro, dove la visibilità è ridotta dalle nubi di neve sollevate dall'ariete. Qualcos'altro sembra muoversi nell'oscurità, attirato dal sapore del sangue imminente. @ Qui i dati tecnici sulle vostre posizioni e su quelle dei nemici @ Tutti
  3. Eleanor Studridge @ Nel tunnel sottomarino
  4. Vivienne Larksong Stringo istintivamente il simbolo sacro di Selûne che porto al collo, sentendo il metallo freddo infondermi la calma necessaria a non cedere al panico. La luce argentea della Luna, parzialmente oscurata dal fumo degli incendi di Greenest, sembra riflettersi nei miei occhi mentre valuto rapidamente la situazione. L'errore con il piede di porco mi ha fatto saltare un battito, ma la fortuna della Vergine della Luna sembra essere ancora con noi: il baccano dei saccheggiatori ha coperto il nostro azzardo. Ora, però, il tempo stringe. Mentre Caelum si appresta a lanciare il suo trucchetto sulla grata, intervengo a bassa voce, muovendomi con la grazia silenziosa che la Signora della Notte mi insegna. Fai in fretta, Caelum, la Luna ci sta offrendo un velo d'ombra, ma non durerà molto...sussurro, facendo un cenno d'assenso verso Kaerith....la boscaglia è la nostra unica opzione. Prima di addentrarmi nel fitto sottobosco spinoso indicato dalla dragonide, lancio un'occhiata attenta alla riva scoscesa e all'ansa del fiume e invece di avanzare per prima, rimango in fiduciosa attesa dietro lo gnomo che è ancora immobile davanti a me. Lascio che sia lui, con la sua consueta maestria e il suo passo leggero, a fare da apripista come è stato finora. Nel mentre, mi avvicino a Chand, gli tocco una spalla e sussurro una breve supplica...Selûne, concedi la prontezza delle tue ombre ai suoi sensi. @DM & Chad Senza muovermi di un passo dalla mia posizione, mantengo lo sguardo fisso sulla sagoma dello gnomo e gli parlo con un filo di voce...Gib, appena Caelum finisce , continua a guidarci come prima dobbiamo fare in fretta a raggiungere il tempio...
  5. Nihnel Dhaka Sento il tocco deciso di Selene sulla mia spalla e il calore delle sue parole, ma un istante dopo tutto intorno a me viene investito da un freddo innaturale. Sotto la mia benda di lino color osso sbiancato non c'è luce, eppure percepisco quella manifestazione meglio di chiunque altro. Non ho bisogno degli occhi per capire: per i miei sensi addestrati all'Essenza Invisibile, l'evocazione di Selene è una macchia di vuoto assoluto, una lacerazione gelida nel tessuto dell'energia che pulsa nel mondo. Avverto la fame silenziosa di quella tenebra antropomorfa e il battito cardiaco di Selene, accelerato da un'eccitazione febbrile che mi inquieta. Dall'altra sponda del fiume, la voce di Aelor arriva frammentata, carica di sconcerto mentre indica la creatura. Scivolo in avanti sul guado, i piedi nudi che trovano una presa sicura sulle rocce scivolose e acuminate. Non tasto la pietra con titubanza; lascio che sia il Sussurro a guidare ogni mio passo in questa danza cieca sul precipizio. Il fiume scorre rapido sotto di me, ma la mia mente è immobile. Aelor, non guardare la tenebra! Mantieni fermo il tuo centro! esclamo, e la mia voce suona ferma, tagliando il rumore della corrente e il vento gelato. Il corpo è un inganno, la vista un limite. Senti il loro avanzare, non la forma che assumono! Continuo ad avanzare sul passo roccioso, stringendo i pugni, mentre i miei sensi percepiscono distintamente, a meno di quaranta metri, il rumore secco di un arco goblin che viene incordato e il calpestio pesante degli scheletri. Prima di compiere il passo successivo, riverbero la mia intenzione verso la boscaglia dietro di me, sperando che le mie parole raggiungano la coscienza di Selene. Selene... la tua ombra si frappone tra noi e il loro ferro, ma non lasciare che quel vuoto pretenda una parte di te. Rimani salda. Mi fermo in perfetto equilibrio sulla roccia successiva. Aspetto il fischio delle frecce nell'aria e i passi dei nemici nel fango. Sono pronta.
  6. Tukgrik Duskhorn @ Conversando con il cefalopode gigante Ah perciò Sigil è costruita su una gigantesca ciambella , chissà che sapore avrà...dico pensieroso del tutto a digiuno di conoscenze sull'argomento...
  7. Freydis del clan dell'orso nero Quando arrivo dagli uomini pesce comincio a picchiarli selvaggiamente... @ DM
  8. Vrak Doomclaw , Male bugbear , Blood hunter ( Order of the Lycan) Continuo ad ascoltare l'interrogatorio senza intervenire...
  9. Jane Doe L'entusiasmo degli abitanti del villaggio mi lascia indifferente e come sempre rifiuto sia il cibo che le bevande che mi vengono offerte senza dare spiegazioni...
  10. Nethlypsis Alrishkmel Vyravys , Tielfing (nata da genitori elfi) stregona sangue di drago Seguo i miei compagni fino all'accademia e li lascio portare avanti la questione senza per il momento prendere la parola...
  11. Vivienne Larksong Il silenzio torna finalmente a riempire il tunnel, interrotto solo dal respiro pesante di noi tutti e dal rassicurante crepitio della lanterna. Dopo aver controllato che l'armatura abbia attutito il colpo di Kaerith, mi volto verso la grata. Il sonoro CLANG degli attrezzi di Caelum ci aveva fatto sperare in una rapida uscita, ma il mezzo inchino del nostro compagno si scontra con la dura realtà del metallo deformato. Ascolto le sue parole, osservando i punti in cui la vampa draconica ha letteralmente saldato le sbarre al telaio. Mi avvicino alla struttura bloccata e osservo attentamente il punto in cui il metallo incontra la pietra della parete. Un lavoro rumoroso potrebbe attirare ben peggio dei ratti, Caelum dico a bassa voce, rivolgendomi a tutto il gruppo. E preferirei evitare di scoprire cosa si nasconde nelle tane di quelle bestie. Prima di prendere a martellate il ferro o rischiare di spaccarci una spalla, faremmo meno rumore e meno fatica a scavare o fare leva direttamente nella roccia per scalzare l'intero blocco del telaio , l'umidità di questo luogo non può aver solo colpito il metallo...
  12. @ Nella torre @ All'esterno della torre (Lorelai) @ Tutti
  13. L'acqua gelida stringe le gambe di Ravska mentre si addentra nel fango della laguna, rompendo lo specchio nero della superficie. Il silenzio della grotta viene interrotto dal rumore viscido dei detriti rimossi e dallo strappo del legno marcio. Quando le mani di Ravska stringono l'involucro di cuoio bollito, viscido di alghe ma intatto grazie alla cera idrorepellente, un brivido improvviso corre lungo la schiena di entrambi . Non è solo il freddo della grotta marina. L'involucro di cuoio viene rimosso dal fango con un gorgo di bolle scure. Non appena lo sollevate oltre il pelo dell'acqua, la cera protettiva cede facilmente sotto la pressione delle dita di Ravska, rivelando ciò che è rimasto protetto per secoli dall'abbraccio del mare. Davanti ai vostri occhi si svela un oggetto che sfida la vostra comprensione del Faerûn moderno. È un astrolabio, ma non somiglia a nessuno strumento nautico abituato a solcare il Mare delle Spade. La struttura portante è scolpita in un rarissimo e antico corallo nero, intrecciato con venature di oro zecchino lavorato con una maestria che non sembra appartenere a mani umane. La cosa che cattura magnetizzandoli i vostri sguardi, però, è il suo centro. Lì dove dovrebbe esserci l'ago di una bussola, è incastonata una perla perfettamente sferica, del colore del vuoto oceanico più profondo. Mentre la fissate, la perla inizia a pulsare di una luce ritmica, emettendo un debole battito visivo che sembra quasi sincronizzarsi con i vostri battiti cardiaci. @ James Un istante dopo che l'astrolabio è tornato alla luce, l'ago-perla compie uno scatto secco. Ignora completamente il Nord. Gira su se stesso e si fissa, immobile, puntando verso la parete rocciosa in fondo alla grotta, come se venisse attratto da qualcosa di immensamente grande e nascosto nelle profondità della scogliera. Insieme a questo movimento, avvertite una strana sensazione: un improvviso e inspiegabile senso di nostalgia, accompagnato dal rumore lontano e mentale di onde che si infrangono su ciclopiche città sommerse. Un sussurro dell'abisso che vi invita a non allontanarvi mai più dal mare. @ Tutti
  14. Lasciate Highmoon alle spalle nel cuore della notte, superando i cancelli posteriori della fortezza che si richiudono con un sordo rintocco metallico. Il freddo dell'inverno delle Valli vi investe come una lama di ghiaccio non appena abbandonate il riparo delle mura. Sotto gli zoccoli dei vostri cavalli la neve scricchiola, compatta e gelata, riflettendo la luce pallida delle stelle e di una luna parzialmente nascosta dalle nubi. Erika apre la fila, tenendo il passo serrato ma prudente, mentre il respiro dei destrieri si trasforma in spesse nuvole di vapore bianco che svaniscono nel buio... La prima notte è un incubo di gelo. Avanzate nell'oscurità per ore, stringendovi nei mantelli pesanti. Il medaglione di bronzo nero, custodito nei vostri bagagli, sembra quasi emanare un freddo innaturale tutto suo, che si somma a quello dell'inverno. Solo l'esperienza di chi tra voi sa muoversi nelle terre selvagge vi impedisce di perdere la pista. Il secondo e il terzo giorno vi vedono costeggiare i margini della grande foresta di Cormanthor, lungo la pista della Moonsea Ride. Il paesaggio è una distesa infinita di alberi spogli carichi di neve e colline silenziose. Incrociate solo un paio di carovane di mercanti sembiani, rintanate nei loro accampamenti fortificati, che vi guardano con sospetto ma senza l'ardire di fermarvi. I cavalli da tiro leggero forniti dal Lord si dimostrano all'altezza, ma la fatica inizia a farsi sentire sui vostri muscoli e sulla vostra concentrazione. È il pomeriggio del quarto giorno. Siete ormai penetrati nei territori meridionali di Mistledale. Il cielo è plumbeo, carico di nubi che minacciano una nuova bufera, e la visibilità sta calando rapidamente mentre si avvicina il tramonto. La pista, in questo punto, si stringe serpeggiando all'interno di una gola naturale formata da due costoni rocciosi ricoperti di fitti pini innevati. È il luogo perfetto per un'imboscata. All'improvviso, i cavalli in testa scartano di lato, nitrendo nervosamente. Erika e Akseli, che guidano la colonna, notano immediatamente il motivo del nervosismo delle bestie. A circa trenta metri da voi, la pista è parzialmente bloccata. Un grosso carro mercantile è ribaltato su un fianco, con una ruota spezzata. Intorno al carro ci sono evidenti segni di colluttazione , la neve è calpestata, tinta di macchie di sangue ormai rappreso e scuro. Non ci sono corpi visibili, ma diverse casse di legno sono state sventrate e saccheggiate. Ancora più inquietante è il dettaglio che salta agli occhi di Vaulath e Shage: conficcate nel legno del carro ci sono tre frecce corte dalle piume nere e rozze, tipiche della manifattura goblinoide. Poco distante, seminascosta dalla neve fresca, c'è una lancia spezzata con una punta di ferro arrugginito. Il silenzio nella gola è totale, interrotto solo dal fischio del vento freddo tra i pini. I cavalli continuano a sbuffare, tendendo le orecchie verso l'alto, in direzione dei costoni rocciosi che sovrastano la strada alla vostra destra e alla vostra sinistra. @ Tutti
  15. Sinceramente non saprei cosa sia meglio , ma non credo cambi molto , due su tre di noi sono già a terra , possibilità di fuga per il mio pg rimasto in piedi pari azero , prospettive per un nostro finale positivo direi anche questo pari a zero , non comprendo sinceramente che differenza faccia vista la situazione il fatto di fare un ultimo attacco od arrendersi .
  16. Vivienne Larksong Il silenzio che segue la carneficina è rotto solo dal rumore ritmico e rassicurante dell'acqua oltre le sbarre. Abbasso lentamente la mano, lasciando che gli ultimi residui di luce argentea svaniscano dalle mie dita, per poi tirare un profondo sospiro di sollievo. Guardo prima Chand, accertandomi visivamente che, nonostante la mazzata di Kaerith, il guerriero sia intero e in piedi, poi sposto lo sguardo su Caelum quando mi rivolge i complimenti. Un sorriso dolce e genuino mi illumina il volto stanco. Ti ringrazio, Caelum. È la Signora d'Argento che guida le mie mani nella notte, ma il tuo tempismo con quella magia... beh, ha salvato il tenente da un destino decisamente spiacevole rispondo con tono calmo, riponendo il mio focus sacro. Mi avvicino poi a Chand, posandogli una mano leggera sulla spalla colpita ed esaminando l'ammaccatura sulla sua piastra. Fammi sapere se il dolore diventa insopportabile, Chand. Selûne ha ancora la forza di lenire i tuoi tessuti, se necessario. Kaerith... aggiungo, girandomi verso la draconide con una leggera scossa del capo e un'espressione divertita ma comprensiva, ...la prossima volta, magari, prendi la mira un po' più lontano dal nostro scudo umano. Quando raggiungiamo la grata arrugginita e Caelum tira fuori i suoi attrezzi da scasso con quel sorriso entusiasta, non posso fare a meno di sorridere a mia volta per la sua spavalderia. Faccio un piccolo passo indietro e gli poso delicatamente una mano sulla spalla, lasciando che un calore argenteo e rassicurante si trasmetta al suo corpo. Fai pure, Caelum. Direi che ti sei ampiamente guadagnato il diritto di precedenza gli dico, sussurrando poi una sommessa preghiera mentre guardo le sue mani. Splendida Signora delle Stelle, infondi la tua precisione in queste dita e guida il metallo attraverso l'oscurità. @ DM & Caelum
  17. Tukgrik Duskhorn Il tocco del tentacolo mi fa uno strano effetto e anche la voce che risuona subito dopo nella testa mi fa sentire strano... Bhe...rispondo al Kraken...io non ho chiesto e loro non hanno specificato , so che gli umani si danno dei soprannomi anche strani , pensavo che il Kraken fosse il soprannome di qualche vecchio marinaio o pirata... io sono nuovo dell'ordine e conosco pochi dei loro membri ma sembrano brave persone...
  18. Maybelle Petit Deve essere successo qualcosa di tremendo che ha posto fine alle loro vite in maniera violenta , dovremmo cercare delle ossa , ma non in una tomba , possibile che siano in una fossa comune...se fosse cosi , ci potrebbero essere diversi altri fantasmi , inconsapevoli del fatto di essere fantasmi... e si vediamo di capire da dove sono venuti...
  19. Il silenzio torna a gravare sulla laguna sotterranea, interrotto solo dallo sgocciolio dell'acqua e dal respiro pesante di Raskva. Lo sguardo vitreo di James, ancora legato alla visione magica degli spiriti, si fissa oltre il pelo dell'acqua nera come l'inchiostro, scendendo fino a un metro e mezzo di profondità tra i resti lignei della barca affondata. Sotto lo strato di fango e detriti, l'energia dell'oggetto si rivela ai sensi dello sciamano... @ James James solleva un braccio, indicando con precisione millimetrica il punto esatto tra le assi spezzate dello scafo sommerso. Raskva segue la direzione del dito del compagno, valutando la profondità. L'acqua della laguna è immobile, gelida e densa di salsedine, ma il nascondiglio è a portata di mano. Richiede solo di sporgersi oltre il bordo o di immergersi parzialmente per rimuovere i detriti che coprono l'antico involucro di cuoio bollito. L'eco della caverna ciclopica sembra trattenere il fiato mentre vi muovete verso il relitto, con i pilastri bioluminescenti che proiettano ombre lunghe e incerte sulle vostre figure.... @ Tutti
  20. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdS in La luna Rossa
    No , solo alle armature di metallo .
  21. Direi di sì non credo abbiamo altro da fare altrove
  22. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    Le parole del paladino e l'ingenuità di Devras bloccano la figura curva di Vesper un istante prima che possa ritirarsi dietro la tenda del suo retrobottega. L'alchimista si volta lentamente. Sotto la luce scarlatta dei lucernari, le pagliuzze d'oro nei suoi occhi ambrati si contraggono, fissandosi sui presenti con una freddezza geometrica. Un verso aspro, simile a una risata soffocata, gli sfugge dalle labbra pallide mentre osserva Selyra specchiarsi nell'ossidiana e Fiore della Giungla ringhiare a denti stretti. Tranquilla, bardo... l'ossidiana si abbina squisitamente al pallore dei drow, ma dubito che i mostri della notte eterna si cureranno del vostro senso estetico quando vi daranno la caccia. Il suo sguardo si sposta poi su Fiore della Giungla, trafiggendola con deliberata indifferenza per il suo disprezzo. Potete considerarmi antipatico quanto volete, Fiore, purché la vostra antipatia vi mantenga in vita abbastanza da non far marcire quel cilindro nella cenere. Non sono qui per essere amato. Sono qui per fare in modo che la vostra incompetenza non distrugga il mio lavoro. Poi, l'alchimista si focalizza su Shamàsh e Devras. La menzione del Porto di Scoria e la domanda sulla tranquillità fuori dalle mura sembrano risvegliare in lui una severità quasi accademica, priva di qualsiasi pietà. Fa un passo avanti, appoggiando le dita guantate sul bancone di ardesia. Tranquilla, Devras? Voi chiamate questo laboratorio e questa fortezza tranquilli solo perché le mura di basalto filtrano l'orrore. Ma appena farete un solo passo oltre le porte di ferro di Ouroboros, la vostra illusione si disintegrerà nello spazio di cento metri. Vesper solleva un dito, indicando la direzione del Nord, verso cui Shamàsh ha suggerito di dirigersi. Il paladino ha l'istinto del soldato, ma manca di lungimiranza alchemica. Volete andare dritti al Porto di Scoria senza passare dall'Ultimo Respiro? Una scelta audace. Ma sappiate esattamente cosa vi aspetta non appena varcherete quel cancello. Vi tufferete dritti nella Piana della Cenere Silenziosa. Lì dentro, il suolo è mezzo metro di polvere oleosa che assorbirà ogni vostro rumore. Camminerete in un vuoto pneumatico dove sentirete solo il battito del vostro cuore e il fumo acido che vi brucia la gola. Sotto i vostri piedi si nascondono le Bocche del Vuoto: un passo falso, e cadrete in crepacci invisibili di fumo sulfureo. Fissa Devras, stringendo gli occhi. E se davvero punterete a Nord, verso il porto, vi scontrerete con i Picchi di Basalto e il Vortice del Nord. L'aria lassù crepita di magnetismo alchemico. Se indossate metallo pesante, le vostre armature vi peseranno come piombo e le vostre bussole impazziranno. Lassù i fulmini scarlatti colpiscono le rocce in un silenzio assoluto, attirati dalla magia e dal ferro. E ogni volta che oserete pronunciare una componente verbale per i vostri incantesimi, la Luna Rossa vi sputerà addosso una scarica arcana. Vesper lancia un ultimo sguardo a Zarath, il barbaro tiefling che già mostra noia e fretta di muoversi. Andate pure, dunque. Schifate pure l'Ultimo Respiro e lasciate indietro i vostri compagni deboli; in questo il paladino ha ragione, portarli con voi significherebbe solo regalare carne da macello agli Erranti della Cenere o ai Sifoni di Vermilia. Ma non sottovalutate la Notte Eterna. Fuori da qui non c'è orizzonte, non c'è luce bianca, e persino le vostre ombre si allungheranno davanti a voi, deformate e tre volte più lunghe, quasi avessero fretta di scappare dai vostri corpi. L'alchimista fa un passo indietro, svanendo nella penombra del retrobottega, mentre la sua voce giunge un'ultima volta, fredda e definitiva. La Strada delle Ossa è l'unica via artificiale. Se le lanterne a mercurio sono ancora accese, vi offriranno sei metri di barlume protettivo. Fuori da quei coni di luce... siete solo prede sotto Vermilia. Ora uscite. Il tempo stringe, e il ferro del cilindro ha fame. @ Tutti
  23. Il silenzio che si abbatte sulla grotta dopo la scomparsa di Kyzara è rotto solo dal pianto sommesso di Lorelai e dal rumore dei passi di Arkyn sul terreno bagnato. L'odore di olio minerale e ozono impregna l'aria, mentre i corpi dei mercenari, ormai ridotti a gusci vuoti, iniziano a sfaldarsi in cenere grigia. Lord Eryndor si sistema il mantello con un gesto rigido, mentre Godluin stringe tra le dita il proprio catalizzatore arcano, entrambi ancora scossi dalle parole gelide e sprezzanti che la diavolessa ha impresso nelle loro menti. Nonostante il terrore e il prezzo pagato, il portone della torre è finalmente spalancato davanti a voi: una ferita buia nel cuore della roccia che attende solo di essere varcata. Superata la soglia, vi trovate all'interno di un imponente Atrio d'Ingresso. L'oscurità qui non è assoluta, ma è rischiarata dalle ultime rune di fuoco fatuo lasciate dal passaggio di Kyzara, che morendo pulsano di una luce bluastra sulle pareti. L'architettura rivela immediatamente una solida, impeccabile e deliberata fattura umana: possenti blocchi di pietra squadrata, archi a sesto acuto dalle linee pulite e massicce travi di sostegno testimoniano la maestria degli artefici mortali. Questa struttura non è un rifugio di fortuna, né un accampamento improvvisato: è una fortezza permanente di soli tre piani, rifinita e perfettamente ordinata, progettata e innalzata dalla Giullare e dai suoi complici per i loro scopi. Mentre i vostri passi calpestano la pietra liscia del pavimento, avvertite una vibrazione profonda, ritmica e costante che scuote le fondamenta stesse della torre. Alle pareti laterali dell'atrio, enormi perni d'acciaio ruotano lentamente, collegati a colossali ruote dentate lubrificate che girano con precisione millimetrica. Capite subito l'origine di questo movimento: all'esterno, sui fianchi della struttura, due immense pale da mulino sono spinte dalla forza implacabile del fiume sotterraneo, trasmettendo la loro energia meccanica a tutto l'edificio per alimentarne gli ingranaggi. Al centro del soffitto, alto circa sei metri, pende un enorme lampadario circolare di ferro battuto, le cui catene di sostegno sono tese con geometrica precisione. Ognuno di voi avverte l'impatto di questo luogo in modo diverso... @ Tiburzia @ Lorelai @ Godluin @ Arkyn ed Eryndor Proprio al centro dell'atrio, lo spazio si apre su un monumentale sistema di collegamento verticale in pietra, mentre ai lati si rivelano le altre vie di questo primo livello: Dritta di fronte a voi, un'imponente struttura si sdoppia. Una rampa monumentale sale maestosa verso il secondo piano della torre. Sotto di essa, speculare, un'ampia scalinata scende solida verso il terzo e ultimo piano, situato nei livelli inferiori e parzialmente sommerso dalle acque del fiume. Sulla destra Una ripida e stretta scala a chiocciola in pietra si arrampica verso l'alto, da cui giunge un debole bagliore violaceo accompagnato da un acre fumo alchemico. Al centro-sinistra una pesante grata di ferro, ora spalancata, rivela una rampa di scale di servizio che scende direttamente verso le zone umide e fredde del terzo piano inferiore, da cui provengono i flebili lamenti delle driadi imprigionate. @ Tutti

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