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Dardan

Circolo degli Antichi
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  1. La notte di Ches scorre via all'interno della dependance, protetta dal calore del focolare e dal profumo pulito del legno vecchio... stringere Lyra tra le tue braccia mortali, avvertire il peso concreto del suo corpo e la morbidezza della sua pelle pulita è un'esperienza che travolge ogni tua antica logica celestiale... mentre la tua voce le dipinge l'epopea dei Tel'Quessir, i giardini pensili e l'abbraccio protettivo dei Mythal, la mezzelfa si abbandona completamente contro il tuo petto, ascoltandoti con gli occhi socchiusi e le dita che stringono dolcemente la stoffa del tuo mantello... per ore, il battito accelerato del tuo cuore riempie quel vuoto opprimente lasciato dal silenzio dei cieli, nutrendosi di un'attrazione carnale così potente e sconosciuta da farti comprendere, per la prima volta, la debolezza e la fame dei mortali... ti lasci andare a quella fragile, passeggera felicità della carne, sebbene una parte di te, l'istinto del guerriero eladrin, continui a vigilare nell'oscurità, conscia che nessuna pace è destinata a durare per sempre in questo Faerûn ferito... Il mattino del giorno successivo sorge grigio e nebbioso sopra Secomber, portando con sé il risveglio della città e la fine della tregua... La quiete dell'enclave di Silvanus viene interrotta poco dopo l'alba, quando Fratello Corin entra nella dependance... il chierico porta buone notizie: il piccolo Pip è completamente guarito, le sue gambe sono tornate sane grazie al sale consacrato e il fanciullo sta già aiutando i novizi nel giardino interno... ma la serenità del momento si congela bruscamente quando i passi pesanti del vecchio Daran risuonano nel cortile... il boscaiolo entra nella stanza trafelato, con il volto pallido e le mani che stringono convulsamente la sua lanterna spenta... Lyra... Silyndor... dovete venire al mercato inferiore... subito... mormora il vecchio, la voce che trema per l'agitazione, un gruppo di scagnozzi del Trono di Ferro ha appena messo i sigilli al magazzino dove avevamo alloggiato i muli e scaricato il ferro... dicono che le nostre merci provenivano da una gola contaminata dell'Alta Brughiera e che sono sotto sequestro per ordine degli ispettori del Lord... Lyra scatta in piedi in un battito di ciglia, la sua espressione che torna istantaneamente a farsi affilata, dura, protettiva verso il proprio investimento commerciale... la sua mano corre istintivamente ai pugnali nascosti sotto il corpetto, e lo sguardo intenso che ti rivolge è carico di una muta, disperata richiesta d'aiuto... Il Trono di Ferro... quegli sciacalli umani usano sempre la scusa della sicurezza per confiscare i carichi dei piccoli mercanti e rivenderli al triplo del prezzo... Silyndor, se sequestrano i muli e il ferro, io ho chiuso... Il nome pronunciato da Lyra e Daran fa scattare un tassello nella tua memoria... ricordi che la mezzelfa lo aveva menzionato la sera prima intorno al fuoco, e tu avevi pensato che si trattasse di un qualche regno umano ricco e potente... ma la realtà che ti si palesa davanti dopo una corsa frettollosa lungo le vie in discesa della città è molto più rozza e meschina... Arrivate di colpo davanti al grande magazzino di legno del mercato inferiore... le porte massicce dell'edificio sono state chiuse e una spessa cera scura con un sigillo cittadino è stata colata sulle serrature... a presidiare lo spiazzo ci sono quattro uomini in pesanti giachi di maglia e giubboni di cuoio scuro, sgherri e mercenari che impugnano balestre e mazze ferrate con l'arrogante sicurezza di chi sa di essere intoccabile... poco distante, un esattore umano in abiti civili stringe un registro, parlando a bassa voce con il loro capobanda... questo "Trono di Ferro" non è un regno glorioso , è solo una banda di parassiti che usa la legge e la forza per rubare il sostentamento di chi lavora... Lyra si blocca a pochi passi dallo spiazzo, le nocche bianche per la rabbia e gli occhi fissi sui sigilli che tengono prigionieri i suoi muli, mentre Daran arretra terrorizzato dietro la tua spalla... l'avidità degli umani vi ha appena sbarrato la strada, e i quattro sgherri davanti alle porte si voltano a guardarvi, appoggiando le mani sulle armi...
  2. Io sarei più per cambiare avventura che per continuare questa con nuovi PG .
  3. I passi lungo la via in salita che si allontana dal mercato inferiore si fanno più leggeri, quasi a voler assecondare la ritrovata armonia che pulsa nel tuo guscio di carne... la deviazione distratta di Lyra verso i banchi affollati, l'auto scatto istintivo e la ferma decisione con cui le tue dita si sono allacciate a quelle della mezzelfa creano un cortocircuito di calore mortale che spezza ogni tua barriera celestiale... lo sbigottimento iniziale nei suoi occhi cangianti si scioglie in un silenzio denso, carico di una vulnerabilità potentissima... camminate fianco a fianco sul ciottolato umido, senza sciogliere quel contatto casuale eppure immensamente desiderato, lasciando che il palmo della sua mano, ruvido per via delle redini ma incredibilmente caldo, trovi il perfetto incastro con il tuo... Accanto a voi, il vecchio Daran cammina a un paio di passi di distanza, tenendo lo sguardo rispettosamente basso e mormorando preghiere di ringraziamento a Silvanus, troppo assorto nei suoi pensieri e nella sua lanterna spenta per badare a quel segreto d'argento che si sta consumando tra voi due... Alle tue domande intime sul futuro e sull'uso delle armi, le dita di Lyra stringono la tua mano con una frazione di forza in più, e un sorriso autentico, privo di quella spigolosità commerciale che esibisce con gli umani, le illumina i lineamenti ibridi... Dove alloggerò? Beh... speravo che il tuo Alto Sacerdote mantenesse la parola e concedesse un angolo del cortile del tempio anche a me e a Daran, per questa notte... risponde la mezzelfa, la voce che scende di tono per non farsi sentire dai passanti, mentre una sfumatura di timido orgoglio le colora le guance, le locande di Secomber sono piene di sciacalli, Silyndor, e dopo aver visto come la tua luna protegge le cose... mi sento più sicura sotto le tue fronde... per quanto riguarda i miei progetti, una volta riposati i muli dovrò cercare nuovi contratti per portare merci a ovest, verso la Via dei Mercanti... ma la pista è diventata imprevedibile... La donna fa una breve pausa, girando leggermente la testa per guardarti, e i suoi occhi brillano di una classifica affilata che parla di pura sopravvivenza sulle strade delle Terre Centrali... E non preoccuparti per i miei pugnali, guerriero... non sono affatto decorativi... sussurra Lyra, accennando con un movimento del mento ai foderi di cuoio nascosti sotto i lacci del corpetto, mio padre mi ha insegnato a infilare una lama tra le costole di un lupo o di un bandito prima ancora che capisca da dove sia arrivato il colpo... so come difendermi... ma se hai intenzione di insegnarmi a combattere come facevate voi nei cieli... beh, sono un'allieva ostinata... e voglio che mi racconti tutto... voglio sapere come si viveva a Miyeritar prima che questa terra diventasse solo fango... La salita a piedi si conclude mentre le ombre del pomeriggio iniziano ad allungarsi sui tetti della città, e l'imponente arcata di pietra calcarea dell'enclave di Silvanus vi accoglie nuovamente nel suo silenzio solenne... non appena varcate il chiostro alberato, Fratello Corin si affaccia dal porticato della sala medica situata sul lato del cortile, sventolando una tazza pulita e facendoti un cenno carico di esultanza... entrate tutti e tre nella stanza dei degenti, dove il piccolo Pip è disteso felicemente sul fieno pulito: i novizi del tempio hanno completato il rito, le sue gambe sono avvolte in bende fresche intorse di sale consacrato e il colore grigio della magia selvaggia è svanito del tutto, lasciando spazio a una pelle sana e a un fanciullo finalmente sorridente... Il Primo Sacerdote Aldus esce dall'edificio attiguo della biblioteca poco dopo, raggiungendovi all'ingresso della sala medica... il suo volto anziano è disteso, e vi accoglie con un profondo cenno di benvenuto... Silyndor... signora Thorne... sono felice di vedervi tornare insieme, dice l'alto sacerdote, indicandovi una piccola e confortevole dependance di pietra con un focolare già acceso, situata proprio dall'altro lato del giardino interno, l'ispezione del mattino ha confermato la rettitudine delle vostre intenzioni e Secomber vi deve un rifugio... questa sistemazione è per voi, per questa notte e per tutto il tempo che vi servirà per riprendere le forze. Qui ci sono coperte calde, acqua delle sorgenti e del cibo semplice... siete ospiti del Padre degli Alberi... @
  4. Vivienne Larksong Mentre Chand si arrampica agile lungo la fune e il piano folle ma geniale di Gib prende forma tra nodi e cera, rimango alla base del muro insieme a Kaerith, tenendo lo scudo alzato per proteggerci dalle piume vaganti e dalla polvere. Quando Caelum si sporge per sussurrarci le sue istruzioni, sollevo lo sguardo verso di lui, annuendo con solennità. "Ricevuto, Caelum. Voi muovetevi in fretta, sento anch'io quei colpi da qui sotto: l'ariete non impiegherà molto a sfondare il portone principale" gli rispondo a bassissima voce, la mia espressione tesa e concentrata mentre scruto le volute di fumo bianco che iniziano ad addensarsi sopra di noi. "Io e Kaerith sorveglieremo la base di questo albero. Se il piano funziona, accoglieremo i sopravvissuti nell'ombra e li guideremo al sicuro oltre il fiume prima che la pattuglia completi il prossimo giro. Ma se lassù qualcosa dovesse andare storto, statene certi, copriremo la vostra ritirata a costo della vita. Che la Signora d'Argento vi renda invisibili. Andate." Faccio un piccolo passo di lato, stringendo l'impugnatura del martello e posizionandomi esattamente nel punto in cui la fune dovrebbe scendere verso i rami dell'albero, pronta ad agire sia come sponda sicura per i civili in fuga, sia come baluardo d'acciaio contro chiunque osi avvicinarsi.
  5. I passi del Primo Sacerdote Aldus ti guidano oltre la pesante porta di quercia, introducendoti in un'ala del tempio dove il frastuono caotico delle strade di Secomber svanisce del tutto, sostituito dal silenzio ovattato dei libri e dal profumo leggero di resine e mirra... cammini a testa alta, avvertendo sotto gli stivali la pietra liscia e consacrata, mentre la gemma focale che porti sul petto pulsa a un ritmo calmo, quasi a voler assecondare l'insita armonia naturale che respira tra queste mura... sebbene lo spettro caotico della città umana e il pensiero di aver lasciato la mercante da sola al mercato continuino a punzecchiare i tuoi istinti di guardia, l'enclave di Silvanus ti restituisce finalmente un briciolo di quella pace che credevi perduta... Aldus ti fa strada in una stanza circolare, illuminata solo dalla luce debole di una feritoia e dal guizzo tremolante di poche candele... le pareti sono ricoperte di scaffali di legno scuro, stipati di vecchi volumi consumati... al centro della stanza, seduto dietro un massiccio tavolo di pietra calcarea, si trova l'anziano custode degli archivi... il vecchio ha il corpo fragile dei mortali consumati dagli anni e gli occhi velati dall'età, ma non appena varchi la soglia, si solleva a fatica, guardandoti con una commozione profonda... Il Primo Sacerdote Aldus fa un passo indietro con rispetto, lasciandoti solo davanti all'anziano e chiudendo la porta senza fare rumore... Sei... sei qui... sussurra il vecchio custode, la voce ridotta a un soffio tremante... si appoggia sul tavolo di pietra para sorreggere le gambe deboli, e i suoi occhi stanchi si fissano dritti verso il tuo petto... Aldus mi ha detto che un Ghaele dai lineamenti d'argento ha stabilizzato un fanciullo nella brughiera usando le vecchie preghiere liturgiche dei Seldarine... è un onore immenso poterti incontrare... Fai un piccolo inchino con il capo, spiegando con la dignità del tuo rango che in te è rimasto solo un nonnulla della luce divina, poco più o poco di meno di un elfo comune con la barba canuta e il viso invecchiato... l'anziano custode, tuttavia, scuote la testa con un sorriso carico di una strana e commossa venerazione... Un elfo comune?... Oh, Silyndor... tu guardi la tua carne con gli occhi della stanchezza, ma non vedi ciò che la grazia della luna ha già iniziato a fare su di te... mormora il vecchio saggio, indicando con un dito tremante una piccola bacinella d'argento colma d'acqua specchiante situata sul bordo del tavolo... guarda la tua immagine riflessa, prima di dire che i tuoi dèi ti hanno abbandonato... guarda cosa ha fatto la preghiera di stanotte alla tua barba e alle tue rughe... Ti sporgi impercettibilmente in avanti, lasciando che i tuoi occhi si posino sulla superficie dell'acqua... e lo sbigottimento ti mozza il fiato in gola... non sai quando sia iniziato, forse durante il tragitto nella nebbia, ma la peluria ruvida e grigia che ti copriva il volto ha assunto una lucentezza argentea e pura, e le rughe profonde che la fame e il fango dei due mesi precedenti avevano scavato sulla tua fronte si sono distese, restituendoti parte della fiera giovinezza del Ghaele che eri... la carne sta finalmente rispondendo alla tua determinazione... L'anziano custode si risiede faticosamente, facendoti cenno di metterti comodo su una sedia di legno e porgendoti un piccolo frammento di sale benedetto antico, lo stesso rimedio che cercavi di ricordare la notte scorsa... Hai bisogno di riposo, e il tuo guscio mortale ha bisogno di tempo per rigenerarsi... dice il vecchio saggio, il tono che torna a farsi calmo e ospitale, non ti affaticherò con vecchi libri o pergamene polverose, so che non sei un amante delle scartoffie e che la verità per voi è scritta nell'istinto... riposa qui le tue membra e scaldati... per quanto riguarda quei cultisti in mantello grigio che avete incontrato al tramonto, i nostri esploratori dicono che sono semplici fanatici che si aggirano nei dintorni delle rovine della brughiera, ma non si avvicinano mai alla città... finché resti a Secomber per fare da scorta ai vostri carri, sarete al sicuro... prenditi questa giornata per recuperare le forze e permettere alla tua luce di guarire la carne... Accetti le parole e il briciolo di sale benedetto che l'anziano custode ti porge, stampando nella mente quel riflesso d'argento emerso dall'acqua specchiante... sapere che la tua determinazione e la grazia di Sehanine stanno già distendendo le rughe della carne ti infonde una calda e rinnovata certezza... non sei un elfo comune che sta decadendo, sei un Eladrin che sta faticosamente reclamando il proprio posto nel disegno del mondo, post dopo post... ti congedi dall'anziano saggio con un profondo, dignitoso cenno di gratitudine, ma il tuo istinto di guardia e quel brioso fremito che ti pulsa nel petto non ti permettono di indugiare oltre tra i corridoi profumati d'incenso... Secomber è una polveriera, le strade brulicano di disperati e non hai alcuna intenzione di lasciare la mercante da sola a gestire i rischi del suo mestiere... Pip è al sicuro sotto le fronde sacre e le cure dei novizi, vigilato da Fratello Corin... il tuo posto adesso è sulla strada... Ti rimetti in marcia a passi rapidi e leggeri, lasciandoti alle spalle la quiete solenne dell'enclave di Silvanus per ridiscendere a piedi lungo la via ciottolata che porta al quartiere basso... l'impatto visivo con il mercato inferiore ti investe di colpo con tutto il suo frastuono di carovane, urla di mercanti e puzzo di fango pressato... muovi la tua figura con disinvoltura tra la folla di umani, tenendo la glaive parzialmente celata sotto il mantello e la guardia altissima, finché la tua vista crepuscolare non intercetta le ruote familiari dei carri di Lyra, fermi davanti a un grande magazzino di legno... La mezzelfa si trova proprio lì, intenta a discutere con un esattore del Lord che stringe un registro di pergamena... il vecchio Daran le è accanto, seduto su una cassa di ferro mentre stringe la sua lanterna spenta, offrendole quel briciolo di muto supporto che la sua mente stanca può concedere... non appena il rumore dei tuoi stivali annuncia il tuo ritorno, Lyra interrompe la conversazione di colpo, voltandosi verso di te... I suoi occhi cangianti si spalancano per lo sbigottimento... si poggiano prima sulla tua arma, poi salgono lungo il tuo volto, e per diversi secondi la donna resta immobile, incapace di parlare... nella luce del pomeriggio del mercato inferiore, Lyra nota immediatamente che qualcosa in te è cambiato: la peluria ruvida sul tuo mento ha ora la lucentezza dell'argento puro e i tratti del tuo viso appaiono più distesi, fieri, privi di quella severa stanchezza che avevi fino a poche ore prima... l'ammirazione che traspare dal suo sguardo ti scalda il cuore, scatenando un irresistibile e nuovo impulso di accorciare le distanze e cingerla tra le mie braccia... un desiderio mortale che riesci a dominare solo grazie a un ferreo e assoluto autocontrollo... Silyndor... sussurra la mezzelfa, la voce che perde per un istante la sua spigolosità commerciale per farsi morbida, mentre si sistema un ciuffo di capelli spettinati dal vento, hai... un aspetto diverso... la tua luna deve averti fatto bene stanotte... L'esattore del Lord tossisce con impazienza, richiamando l'attenzione sul registro, e Lyra Thorne scuote la testa con un sorriso luminoso, firmando l'ultima riga della pergamena prima di rivolgersi all'umano e consegnargli le chiavi della stalla in cui ha appena alloggiato i muli per la sosta... Il ferro e le coperte sono stati registrati, capitano, e i dazi commerciali di Secomber sono interamente pagati... esclama la donna, la voce che torna squillante e sicura, prima di sistemarsi il mantello e fare un cenno a Daran di alzarsi, le merci sono al sicuro nel magazzino e non abbiamo più motivo di trattenerci tra questi banchi fumosi... andiamo a piedi su al tempio, Silyndor... voglio vedere come sta il piccolo Pip e assicurarmi che i sacerdoti lo abbiano sistemato...
  6. Si , ormai qui è finita , per il dopo sarei per fare un avventura diversa .
  7. La drow più vicina a Raskva non distoglie lo sguardo viscido e attento dai corpi squamosi dei Kuo-toa. Risponde con un sussurro appena percettibile, la voce ferma ma carica di cautela. Sono feccia anfibia delle profondità, guerriera. Creature folli, guidate solo da visioni e demenze religiose. Non conoscono l'onore o i patti, ma temono e venerano ciò che appartiene all'abisso. Se provassimo a usarli come soldati contro gli sgherri del porto o i fanatici di Shar, la loro follia potrebbe rivoltarsi contro di noi al primo battito di ciglia. Ma se le ragazze sono il loro fulcro, possiamo usarli come scudo invisibile. Finché adoreranno loro, non permetteranno a nessun altro di calpestare queste gallerie. @ Raskva James fa un passo avanti, isolando la mente dallo sgocciolio della cisterna per concentrarsi sulla bizzarra e distorta simbologia di quel rituale improvvisato, mentre l'anziano Monitor Kuo-toa solleva nuovamente il bastone di corallo nero. La creatura emette un fischio viscido dalle branchie aperte, in attesa che il piccolo idolo di osso di balena ai vostri piedi venga raccolto per suggellare il passaggio oltre la cisterna. @ James
  8. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    Il richiamo d'allarme di Fiore Della Giungla e Devras gela il sangue nelle vene del gruppo: la fornace nel petto del mostro sta accumulando troppa pressione e il calore emesso è ormai insopportabile. Ma prima di fuggire, Zarath e Shamàsh coordinano una manovra d'abbattimento disperata e brutale. Sfruttando la luce rivelatrice di Selyra, Zarath concentra tutta la furia della sua ira sulle gambe asimmetriche della macchina. Il tiefling fa ruotare il maglio pesante in un arco devastante, colpendo con precisione millimetrica l'articolazione inferiore destra. Il ferro si deforma con un fragore sinistro. All'unisono, Shamàsh si avventa sullo stesso lato sfruttando il vantaggio tattico; il paladino pianta lo scudo con tutto il suo peso contro il fianco del costrutto, eseguendo una spinta poderosa che sfrutta la leva già compromessa dall'alleato. Sotto il doppio impatto, i pistoni idraulici della macchina cedono di colpo. Il colosso di scarti metallici perde l'equilibrio e rovina pesantemente a terra, franando in avanti. Come sperato da Zarath, l'impatto con il suolo costringe la grata della fornace a schiacciarsi contro la crosta di pietra porosa, sigillando momentaneamente lo sfogo frontale del calore verso il basso. Senza perdere un solo istante, il paladino pronuncia le parole arcane e sparisce in uno sbuffo di polvere argentea, riapparendo nove metri più indietro, con lo scudo sollevato per fare scudo a Kaelen e proteggere la retrovia. Zarath, con un balzo atletico potenziato dal suo retaggio bestiale, scatta all'indietro per allontanarsi dalla zona calda. Dalla distanza, la pioggia di colpi non si ferma...Fiore Della Giungla continua a tempestare il costrutto prono con dardi di plasma accecante, mentre il suo famiglio scarica ondate di energia scintillante che spaccano le paratie posteriori del mostro. Lo spirito dell'orso evocato da Devras infierisce con ferocia ferina, affondando le zanne eteree tra gli ingranaggi scoperti della schiena del costrutto, lacerando i conduttori di liquido oleoso. La macchina, bloccata a terra e pesantemente mutilata, emette un sibilo acuto e stridulo. La pressione all'interno della fornace ha raggiunto il limite critico e il fumo intrappolato sotto il suo corpo inizia a far crepitare il terreno circostante. Kaelen, protetto dietro lo scudo di Shamàsh, stringe i denti guardando la scena...Sta per sfiatare! Tenetevi pronti! Mentre Zarath compie il suo balzo atletico all'indietro e Shamàsh ricompare tra la polvere argentea accanto a Kaelen, il nucleo del costrutto cede. Una vampa di fuoco bianco e scorie incandescenti si fa strada attraverso le giunzioni della schiena, l'unico sfogo rimasto libero. Sentendo l'aria farsi improvvisamente rovente, il paladino solleva prontamente lo scudo: una barriera invisibile si genera all'istante, assorbendo la furia dell'incendio e imprigionando parte di quel calore elementale direttamente lungo il filo della sua arma. L'onda d'urto principale e le scintille vaganti vengono così dissipate, proteggendo sia lui che Kaelen, mentre dalla distanza Fiore e Selyra rimangono saldamente riparate dietro i blocchi di pietra. Lo spirito dell'orso evocato da Devras, rimasto investito in pieno dall'impatto termico ravvicinato, si dissolve invece in una scia di fumo verde. Quando la cortina di fumo nero e vapori sulfurei inizia a diradarsi sotto le raffiche del vento da est, del Costrutto di Scarto non rimane che uno scheletro deforme. La potente detonazione interna ha completato l'opera di demolizione iniziata dal gruppo: le paratie di ferro arrugginito sono divelte, i pistoni idraulici giacciono spaccati al suolo versando un liquido oleoso che frigge sulla cenere calcinata, e la grande fornace centrale è ormai spenta, ridotta a un cumulo di metallo fuso e scuro. Il crepitio del metallo che si raffredda è l'unico suono che riempie la gola rocciosa, mentre il fumo nero della fornace distrutta si disperde pigramente nel cielo plumbeo. Kaelen esce dall'ombra del nascondiglio con passo calmo, ripone la sua lama mezza seghettata nella guaina e si avvicina ai rottami fumanti, esaminandoli con lo sguardo cinico di chi ha visto troppe macchine del genere camminare tra la cenere. Niente male, forestieri, commenta il cacciatore, girando un pezzo di ferro arrugginito con la punta dello stivale. Siete rapidi e non vi pestate i piedi a vicenda. Ma non festeggiate troppo presto. I rumori e le esplosioni viaggiano distanti in queste lande. Quella carcassa era solo una sentinella isolata, e se siamo incappati in un Costrutto di Scarto così vicino alla città, significa che il Porto di Scoria sta iniziando a sputare la sua ferraglia più lontano del solito. Le cose là davanti si stanno facendo calde. Kaelen si volta, indicando con un cenno deciso del capo la via che si snoda oltre la gola di pietra nera, dove i Sentieri Morti sembrano farsi ancora più cupi e frastagliati. Prendete quello che dovete prendere da questi rottami, se proprio ci tenete, conclude l'uomo raddrizzando la schiena e stringendo le cinghie del suo pastrano, ma facciamolo in fretta. Il vento sta cambiando e la cenere ricomincerà a cadere pesante tra poco. Dobbiamo rimetterci in marcia prima che qualcosa di più grosso venga a cercare il pezzo di ferro che avete appena spaccato. Il cacciatore si posiziona all'uscita della gola, lo sguardo fisso verso l'orizzonte invisibile, in attesa che il gruppo si prepari a ripartire verso le terre ignote. @ Tutti
  9. Il calore del camino continua a irradiare la sala con la sua luce arancione, mentre la brina grigiastra sul terriccio nel calice smette di allargarsi, stabilizzandosi in una tregua fragile... Shage rilascia il fiato che teneva in gola, reprimendo un brivido di disperazione mentre si offre di affiancare Akseli tra gli scaffali... Vaulath gonfia il petto, pronto a mutare la sua carne in zanne selvagge pur di difendere il suolo della Grande Madre, mentre Erika, sollevata dal poter respirare di nuovo senza quel gelo nei polmoni, accetta l'accordo militare, pur sperando con la sua consueta riservatezza di avere una stanza tutta per sé... Fratello Derim Whiteshield ascolta le parole del gruppo, muovendo lo sguardo severo ma giusto tra i vostri volti... Quando Akseli esprime con onestà accademica il suo timore per la battaglia, il vecchio chierico solleva una mano nodosa, e sul suo volto segnato compare un cenno di comprensione profonda: Nessuna offesa, mastro mago... la Casa del Raccolto non è un’arena di gladiatori, e Chauntea benedice la mente che preserva la conoscenza tanto quanto il braccio che impugna la mietitrice... se il Casato Jaelre dovesse colpire, le vostre illusioni potrebbero deviare i loro dardi meglio di qualsiasi scudo di ferro... il vostro posto sarà al sicuro, dietro le linee, a proteggere il sapere e i feriti... Il sacerdote si volta poi verso Shage ed Erika, appoggiando le mani sui fianchi corazzati mentre risponde ai dubbi strategici del bardo: Siamo organizzati, sì, ma siamo tesi allo stremo... venite, vi mostrerò dove il vostro supporto sarà vitale... Derim vi fa strada fuori dalla sala privata, conducendovi lungo un corridoio di pietra illuminato da torce fino a una balconata coperta dell'ospizio, che si affaccia sull'immenso cortile interno... Da quassù, nonostante il crepuscolo invernale che avanza, l'intera struttura di tre miglia quadrate si mostra chiaramente... Il prelato indica i punti nevralgici oltre il perimetro delle mura chiare: Se gli elfi scuri colpiranno di notte, non useranno cariche frontali... strisceranno dalle ombre dei boschi di Cormanthor e cercheranno di scavalcare il settore occidentale, dove i granai sono più vicini alla palizzata esterna... Shage, mastro Erik... in caso di allarme, il vostro compito sarà presidiare il camminamento del Secondo Granaio... è una posizione sopraelevata, ottima per i vostri canti e per il vostro falcione, da lì potrete bloccare ogni infiltrazione prima che i drow raggiungano le riserves di cibo o i laici nei dormitori... Il chierico si volta infine verso i novizi che attendono in fondo al corridoio, impartendo gli ultimi ordini per la serata con voce ferma: Fratello Thomas, accompagna mastro Akseli e il bardo alla biblioteca inferiore, aprite gli archivi storici del 1350 e accendete le lampade d'olio... per l'ospite sotto le insegne del Cormyr, preparate la stanza singola d'angolo nell'ala degli ufficiali, ha diritto alla sua intimità dopo una simile marcia... e per il guardiano Vaulath, preparate un ampio giaciglio di pelli calde presso i portici della stalla grande, vicino ai destrieri... gli animali avranno bisogno della sua presenza fiera per restare calmi durante la notte... Il vecchio sacerdote vi saluta incrociando i polsi sul petto, lasciando che i novizi vi facciano da guida... Per Akseli e Shage, le porte della biblioteca si aprono su stanze ricolme del profumo di vecchia carta e pergamene pronte da studiare, mentre per Erika e Vaulath si aprono le porte del meritato riposo, ciascuno nel proprio alloggio, sapendo che le ore di oscurità sono ormai vicine e che il medaglione, seppur sopito nella terra sacra, è un faro silenzioso nel bel mezzo dell'inverno di Mistledale... @ Tutti
  10. I grandi cancelli di legno di Secomber si spalancano finalmente con un pesante stridore di catene, permettendo ai carri di Lyra di superare la linea delle palizzate e lasciarsi alle spalle la solitudine gelida della brughiera... varcare la soglia della città significa essere travolti dall'impatto violento della civiltà degli umani: il fumo denso dei camini che appesta l'aria del mattino, il puzzo di stallatico, il rumore metodico delle fucine e il brusio delle prime carovane che si preparano a muoversi nel mercato inferiore... cammini con passo leggiadro, affiancandoti con naturalezza al Conestabile Beren e al Primo Sacerdote Aldus, mentre dietro di te Lyra guida i muli con una rinnovata energia, senza mai distogliere del tutto i suoi occhi cangianti dalla tua figura... Alla tua domanda ravvicinata sulla situazione interna e sul sinistro incontro con i servitori di Shar, il volto d'acciaio del Conestabile Beren si contrae in una smorfia di profonda e tesa preoccupazione... stringe le dita sul cinturone, guardando i vicoli affollati davanti a voi prima di risponderti a bassa voce... Secomber è una polveriera, Silyndor... confessa il militare, la voce coperta dal rumore degli zoccoli sul ciottolato fangoso, i disordini sono all'ordine del giorno da quando la Trama ha iniziato a fare i capricci... la città è gonfia di profughi che fuggono dall'est e le provviste scarseggiano... per quanto riguarda quei nichilisti di Shar... l'informazione che ci dai è preziosa e terribile... non è la prima volta che le nostre ronde avvistano quelle ombre grigie attorno alle zone di Magia Selvaggia... crediamo che stiano cercando di mappare i punti in cui la protezione della città è più debole per infiltrarsi, o peggio, per estendere l'oscurità... terrò le guardie in massima allerta sui tornanti inferiori... Accanto a lui, il Primo Sacerdote Aldus annuisce con gravità, stringendo il suo bastone con le mani nodose mentre la foglia di quercia di Silvanus oscilla sul suo petto... guarda la tenda del carro dove Fratello Corin sta vegliando sul ragazzino, e nei suoi occhi stanchi si fa strada una ferma determinazione spirituale... Portate il piccolo Pyp direttamente all'enclave del tempio, nel quartiere superiore... interviene l'alto sacerdote, rivolgendoti un cenno paterno e solenne, il Padre degli Alberi accoglie chi è stato ferito dal caos... lì abbiamo le cisterne d'acqua pura e le riserve di sale benedetto necessarie per purificare del tutto la sua carne ed eliminare ogni strascico della corruzione... Fratello Corin potrà assisterlo nelle nostre sale... e tu sarai il benvenuto sotto le nostre fronde, Eladrin... se cerchi risposte sul silenzio di Arvandor, i nostri antichi archivi potrebbero custodire frammenti che i mortali hanno dimenticato... Il carro di Lyra Thorne rallenta la marcia non appena la pista incrocia i primi tendoni del mercato inferiore... la mezzelfa tira le redini, arrestando le ruote davanti a un grande magazzino di legno dove alcuni mercanti stanno già scaricando balle di fieno... si volta verso di te, sporgendosi dal sedile di guida con un sorriso luminoso che fa accelerare di nuovo il battito del tuo cuore mortale, costringendoti a fare appello a ogni briciolo del tuo antico autocontrollo per rimanere immobile e impassibile sotto il mantello... Io devo fermarmi qui per registrare il carico di ferro e le coperte con gli esattori del Lord, Silyndor... dice la donna, la voce profonda che risalta nel caos del mercato, ma ci vorrà poco... porta Pyp al tempio con Corin e assicurati che sia al sicuro... non appena avrò finito con la burocrazia degli umani, vi raggiungerò al santuario... voglio che l'alto sacerdote ti dia le stanze migliori... e non mi sono dimenticata della nostra pista... ho ancora una montagna di domande da farti su quelle bianche torri... Fai un cenno d'intesa alla mezzelfa, reprimendo quel fremito mortale sotto il mantello, prima di voltare le spalle al frastuono del mercato inferiore... mentre Lyra e Daran iniziano a discutere con gli esattori del Lord, tu e Fratello Corin guidate il secondo carro lungo la via in salita che si snoda verso il quartiere alto, scortati personalmente dal Primo Sacerdote Aldus... la salita è faticosa sul ciottolato umido di Ches, e attorno a te i vicoli di Secomber rivelano tutta la tensione di cui parlava il Conestabile Beren... incroci gli sguardi cavi e spaventati dei profughi accampati sotto tettoie di fortuna, vedi le pattuglie di guardie cittadine muoversi a ranghi serrati e percepisci la paranoia che stringe la gola di questa comunità umana... Superata una massiccia arcata di pietra sorvegliata da due soldati, il caos della città si spegne d'improvviso, sostituito dal silenzio solenne dell’enclave di Silvanus... è un parco immenso racchiuso da mura bionde, dove alberi secolari crescono rigogliosi nonostante il freddo della pianura, alimentati da una debole energia naturale che risuona intimamente con la tua gemma focale... I novizi del tempio accorrono non appena vedono l'alto sacerdote, sollevando con delicatezza il corpo di Pip dal carro per portarlo verso le sale interne... Fratello Corin li segue a passo rapido, stringendo le bende e mormorando parole di conforto al fanciullo che finalmente apre gli occhi, guardandosi intorno senza più il terrore della notte precedente... Aldus si ferma all'ingresso di un antico edificio di pietra calcarea, le cui pareti sono ricoperte di edera rampicante... si volta verso di te, indicando una massiccia porta di quercia che conduce ai livelli inferiori della struttura... Il ragazzo è al sicuro, Silyndor... i miei guaritori stanno già preparando le vasche con il sale consacrato e l'acqua delle sorgenti sacre, e la sua carne tornerà sana prima del tramonto... dice il Primo Sacerdote, la voce che si fa più bassa e guardinga mentre si rivolge alla tua figura fiera, mentre i novizi si occupano di lui, mantengo la mia promessa... laggiù si trovano i sotterranei della vecchia biblioteca... sono pieni di antiche pergamene... ma c'è un'altra cosa che devi sapere... Il vecchio sacerdote fa un passo verso di te, indicando una stanza adiacente da cui proviene il profumo leggero di incenso di mirra... Nelle sale di studio si trova l'anziano custode degli archivi... è un chierico devoto che ha speso la vita a studiare i rituali di Arvandor... è debole e affaticato dal peso degli anni, ma quando gli ho riferito che un Ghaele dai lineamenti d'argento ha stabilizzato un fanciullo nella brughiera usando le vecchie preghiere liturgiche, ha implorato di poter saggiare la tua presenza... dice che se la Trama antica pulsa ancora nel tuo guscio mortale, potrebbe aiutarti a darti una direzione pratica per risvegliare i tuoi poteri latenti...
  11. Maybelle Petit Credo si quasi impossibile trovare il Bertram del fantasma... ma si controllare se ci sono dei registri o al cimitero è una buona idea... per il resto anche se riuscissimo ad aiutare questo fantasma ce ne sono altri e potremmo non riuscire ad aiutarli tutti...
  12. Freydis del clan dell'orso nero Ah quella torre...rispondo sorridendo a Flint...ma non abbiamo certo il tempo di andare li prima che tornino gli uomini pesce... io non capisco molto di queste cose magiche , lascio a voi la scelta su cosa fare...
  13. Le tue parole cadono all'interno dell'ovile di pietra come un fulmine a ciel sereno, congelando i presenti in un silenzio così denso che si potrebbe tagliare con una lama... quando il cappuccio scivola all'indietro, rivelando i tuoi lineamenti fieri, e sollevi la manica mostrando la debole ma inequivocabile luminescenza argentea che pulsa sotto la tua pelle mortale, l'aria stessa sembra farsi più leggera, quasi purificata... la dichiarazione del tuo nome e del tuo rango ancestrale, Ghaele di Arvandor, risuona tra quelle mura rudimentali con la forza di un antico canto di guerra e di speranza... Dietro di te, il vecchio Daran cade letteralmente in ginocchio sulla paglia, lo sguardo sbarrato e le mani che tremano convulsamente sulla sua lanterna spenta, mentre Fratello Corin china profondamente il capo, portandosi le bende pulite al petto in un segno di assoluta, commossa riverenza... ma è lo sguardo di Lyra Thorne a colpirti di più... la mezzelfa ti fissa con gli occhi spalancati, le labbra socchiuse per lo sbigottimento... nei suoi tratti ibridi non c'è terrore, ma una fiammata di orgoglio selvaggio, la consapevolezza improvvisa che i miti sognati durante la marcia notturna camminano davvero accanto a lei, fatti di carne, ossa e luce d'argento... Davanti a te, il Conestabile Beren fa un passo indietro d'istinto, la mano che corre all'impugnatura del flambergo con la paranoica rapidità tipica dei soldati di questa epoca tormentata... studia la tua pelle luminosa, i tuoi occhi fieri che non conoscono la sottomissione mortale, e sul suo volto d'acciaio si dipinge un misto di timore superstizioso e profondo rispetto militare... ma non è lui che devi convincere... Fissi i tuoi occhi in quelli del Primo Sacerdote Aldus, ed è in quel preciso istante che la gemma focale sul tuo petto emette un calore intenso, nitido... il vecchio servitore di Silvanus non indietreggia... osserva la tua pelle argentea, ascolta i nomi di Miyeritar e dei Seldarine, e le sue labbra nodose iniziano a tremare mentre le lacrime rigano le rughe profonde del suo volto... da un anno i chierici di tutto il Faerûn urlano nel silenzio di dèi morti o impazziti, e trovarsi davanti a un autentico frammento vivente delle Terre Esterne, una creatura di pura grazia planare sopravvissuta al cataclisma, è un miracolo che spezza ogni sua difesa teologica... Aldus si inginocchia lentamente nel fango davanti a te, non come un suddito davanti a un re, ma come un sacerdote davanti a un segno tangibile dei reami celesti... solleva le mani tremanti, sfiorando l'aria a pochi centimetri dalla tua pelle luminosa... La Trama... la Trama antica... pulsa in te... sussurra il Primo Sacerdote, la voce spezzata dall'emozione che risuona tra le pietre dell'ovile, non sei un mostro, Silyndor... e non sei folle... Silvanus custodisce la memoria delle foreste e il mio cuore riconosce la purezza della Selva Fatata... in un anno in cui abbiamo visto solo fango, sangue e dèi caduti morire come bestie... la tua luce è la prova che Arvandor non ha abbandonato questo mondo ferito... Il Conestabile Beren osserva il suo sacerdote inginocchiato, poi rilascia lentamente l'impugnatura della spada, raddrizzando la schiena con un profondo sospiro... la paranoia militare deve cedere il passo davanti all'autorità del tempio, e l'offerta della tua lama al servizio di Secomber cancella ogni residuo dubbio politico... Se il Primo Sacerdote testimonia per la tua natura, Eladrin, la parola di Secomber è tratta... dice il Conestabile, la voce che torna a farsi ferma ma carica di una solennità inedita, le leggi del Lord vietano l'ingresso al caos, ma la tua è luce pura... una lama celestiale è un dono che questa città non può permettersi di rifiutare... signora Thorne, fate muovere i vostri carri... le palizzate di Secomber sono aperte per voi... Mentre i soldati si voltano per fare segno ai balestrieri sulle torri di abbassare le armi e i grandi cancelli di legno iniziano ad aprirsi con un pesante stridore di catene, senti le due correnti impetuose nel tuo cuore placarsi lentamente... la vulnerabilità e la paura del rifiuto lasciano il posto a una profonda, calda sensazione di trionfo e legittimità... non sei più solo con il tuo segreto... Lyra si avvicina a te prima di salire sul carro, fermandosi a un passo di distanza... ti guarda dritta negli occhi, e sul suo volto c'è un sorriso che non avevi mai visto prima... Un Ghaele di Arvandor... sussurra la mezzelfa, la voce che vibra nel freddo del mattino, sapevo che i tuoi modi erano troppo fieri per un semplice mercenario, vecchio cronista... muoviamoci... le porte della città sono aperte, ed io ho una promessa da mantenere... voglio sentire ogni singola storia sulla terra da cui provieni... La piccola carovana si rimette ufficialmente in marcia, varcando finalmente le palizzate fortificate sotto gli sguardi stupiti e guardinghi delle guardie di ronda... Secomber vi accoglie con il fumo dei suoi camini, il rumore delle sue fucine e la promessa di un riparo sicuro, ma mentre muovi i tuoi passi all'interno delle mura, la gemma focale ti ricorda che il tuo cammino per tornare a casa è appena iniziato...
  14. Le ore scorrono lente, scandite solo dal battito regolare del tuo cuore mortale e dal sibilo del vento che frusta le palizzate di Secomber... restare immobile all'aperto, offrendo il tuo corpo come un bersaglio illuminato alla vedetta sulla torre, è un insulto a ogni tua nozione tattica di guerriero astrale, ma ogni volta che il giaco di maglia si fa più gelido contro la pelle e il fango stringe i tuoi stivali, stringi quel medaglione di Sechanine appeso al collo... le parole dell'antica preghiera elfica, sussurrate nella lingua pura di Arvandor, vibrano nell'aria gelida come un canto dimenticato, donandoti la forza interiore per domare i limiti della carne e trasformare quel compito odioso in un atto di pura devozione per la vita del piccolo Pip... Verso la fine della notte, la nebbia inizia finalmente a diradarsi, rivelando i contorni spogli dei campi e la sagoma massiccia delle mura umane... il portone di legno dell'ovile si schiude con un cigolio sommesso, e Lyra Thorne si avvicina a te nel buio che precede l'alba, coperta da una pesante coperta di lana... non dice nulla, ma i suoi occhi cangianti esprimono una gratitudine profonda mentre ti allunga una tazza di infuso caldo, posizionandosi per qualche minuto accanto a te, a fare la guardia in silenzio, per dividere il peso di quel freddo pungente... Il sole di Ches sorge piatto e grigio sopra la pianura, e con le prime luci del mattino la promessa del capitano della ronda si concretizza... il grande cancello di Secomber si apre con un rumore ferrigno e un piccolo gruppo di figure si stacca dalle palizzate, avanzando nel fango verso il vecchio ovile... Insieme al capitano della notte precedente, camminano due uomini che emanano un'autorità ben diversa... il primo indossa una veste azzurra e argento finemente ricamata, seppur infangata sui bordi, e porta al collo il simbolo della foglia di quercia di Silvanus, il dio della natura; si muove con passo misurato, studiando l'ambiente circostante con occhi severi... il secondo è un uomo di mezza età in armatura di piastre lucida, che reca sul pettorale l'emblema del Lord di Secomber, segno che la burocrazia cittadina ha preso molto sul serio la vostra presenza... Ti raddrizzi sul posto, stringendo l'asta della glaive mentre Lyra, Fratello Corin e il vecchio Daran escono dall'ovile, posizionandosi dietro di te sotto lo sguardo vigile della vedetta sulla torre... Il capitano della ronda fa un passo avanti, indicandoti con un cenno della mano guantata prima di rivolgersi ai suoi superiori... È lui, comandante... la guardia di cui vi parlavo... è rimasto qui tutta la notte senza fare un solo movimento sospetto... e il chierico all'interno è un vero servitore di Ilmater... L'ufficiale in armatura di piastre ti squadra da capo a piedi, soffermandosi per diversi secondi sui tuoi lineamenti fieri e sull'insolita fattura della tua arma da guerra, prima di incrociare il tuo sguardo con una freddezza prettamente politica... Io sono il Conestabile Beren, incaricato della sicurezza delle porte di Secomber... dice l'uomo, la voce ferma che risuona nel silenzio del mattino, il mio capitano mi ha riferito del vostro caso... e delle condizioni del fanciullo che trasportate... in un anno normale, la signora Thorne avrebbe pagato i dazi e avrebbe scaricato il ferro al mercato inferiore prima di mezzogiorno... ma questi non sono tempi normali... l'ordinanza del Lord vieta l'ingresso a chiunque mostri alterazioni della Trama per evitare che il panico si diffonda tra la popolazione... A quel punto, l'uomo con le vesti di Silvanus fa un passo avanti, avvicinandosi a te... emette un profondo respiro, e la gemma focale che porti sul petto pulsa debolmente, avvertendo che l'anziano sacerdote possiede una sensazione della magia naturale, sebbene sfilacciata dalle recenti crisi... Il Conestabile dice il vero, straniero... interviene il sacerdote del dio della natura, la voce profonda e venata di una stanchezza accademica, sono il Primo Sacerdote Aldus... stanotte ho esaminato i flussi energetici che scendevano dai crinali... la terra si è agitata, ma qui la Trama sembra aver ritrovato un equilibrio insolito, quasi... benedetto... prima di prendere una decisione che vi ricacci nella brughiera desolata, voglio vedere il fanciullo con i miei occhi... voglio capire quale forza ha toccato la sua carne e quale preghiera lo ha stabilizzato... Fratello Corin si sposta prontamente di lato, facendo strada alle autorità all'interno dell'ovile... vi muovete tutti nel penombra della struttura di pietra, dove il piccolo Pip è disteso sul fieno... il sacerdote Aldus si inginocchia nel fango accanto al fanciullo, mormorando una breve supplica a Silvanus mentre posa le sue mani nodose e callose sopra le caviglie del ragazzino... Un debole bagliore verde-foglia scivola dalle dita del vecchio sacerdote, sfiorando i tessuti grigi... Aldus chiude gli occhi per un lungo istante, concentrato sull'ascolto delle correnti vitali, poi solleva le palpebre e guarda prima te e poi il Conestabile Beren con un'espressione carica di profondo sbigottimento... La corruzione è fredda... porta senza dubbio l'impronta distorta del caos che ha scosso il cielo l'anno scorso... dice il Primo Sacerdote, sollevandosi faticosamente a raddrizzando la schiena, mentre la sua voce risuona ferma tra le mura di pietra, ma il contagio è spento... l'energia magica selvaggia è stata sottomessa e sigillata da una forza incredibilmente pura, ancestrale... non c'è infezione, Conestabile, e il ragazzo non è un pericolo per la popolazione... le piaghe sono inerti, ridotte a semplici cicatrici che richiederanno solo tempo e sale benedetto per guarire del tutto... chiunque abbia pronunciato quella preghiera , ha strappato questa vita al vuoto... Il Conestabile Beren incrocia le braccia sul pettorale d'acciaio, guardandoti con un nuovo velo di rispetto che si fa largo nella sua severità militare... la parola del sacerdote di Silvanus ha un peso immenso a Secomber, e la barriera delle leggi cittadine sembra finalmente mostrare una crepa in vostro favore... l'ispezione ha dato il suo verdetto, e la decisione su come accogliere questo successo e negoziare l'effettivo ingresso ora spetta a te...
  15. Il rumore sordo del metallo della tua glaive che si conficca profondamente nel fango e le tue mani sollevate nel buio bloccano per un istante il respiro collettivo della ronda... il capitano non abbassa il flambergo, ma la sua punta smette di premere contro il petto di Lyra... i soldati umani, abituati a trattare con mercenari arroganti o disperati pronti a tutto, non si aspettavano una simile solennità e una supplica così ferma da parte di una guardia... la tua Diplomazia fa breccia nella cortina di terrore del soldato, ricordandogli che sotto quel telone non c'è un demone della brughiera, ma solo un fanciullo ferito... Ve ne prego, capitano... guardate il suo simbolo... interviene Fratello Corin, approfittando del varco aperto dalle tue parole per mostrare le mani incatenate di Ilmater sotto la luce rossastra dei bracieri, this ragazzo è stato investito dall'energia del cielo tre giorni fa, ma la carne non sta marcendo e non c'è contagio... il Piangente testimonia per la sua innocenza... non chiediamo di portare la distorsione tra le vostre case, dateci solo il diritto di non morire congelati nella nebbia... Il capitano della ronda sposta lo sguardo da te a Corin, poi fissa le tre monete d'argento che Lyra gli ha consegnato poco prima e che ora pesano nella sua scarsella... l'ordinanza del Lord è rigida, ma il buonsenso umano e il peso del metallo creano una crepa nell'obbedienza cieca della guardia... lancia un'occhiata verso i balestrieri sulle palizzate, facendo un piccolo gesto con la mano per ordinare di non scoccare, anche se i dardi restano puntati contro di voi... L'ordinanza parla chiaro... chi porta il segno della Magia Matta non passa i cancelli, ed io non perderò il mio posto per fare un favore a un prete e a una mercante... ringhia il capitano, la voce che scende di tono mentre abbassa finalmente la lama, sebbene il suo corpo rimanga teso, ma non sono un mostro... e non lascerò un moccioso in pasto ai lupi se c'è un'alternativa che salva la mia pelle e la vostra... domani mattina riferirò del vostro caso ai miei superiori e al chierico del tempio locale per capire se è possibile farvi avere una dispensa per entrare... ma per stanotte la legge non si tocca... Il soldato si volta, indicando con il pomo della spada una vecchia struttura di pietra scura situata una cinquantina di metri fuori dalle mura principali, seminascosta da una fila di alberi spogli lungo il fossato esterno... si tratta di una vecchia stazione di quarantena per le pecore, parzialmente diroccata ma protetta da un tetto di ardesia solido... Quello è il vecchio ovile della dogana esteriore... è fuori dal perimetro fortificato, quindi non state infrangendo le leggi di Secomber... dice il capitano, sputando di nuovo nel fango e stringendosi nel mantello, potete portare i carri lì dentro per la notte... c'è un recinto per le bestie e un focolare di pietra... ma a un patto... la tua guardia del corpo rimarrà a vegliare vicino all'ampio portone d'ingresso con le armi ben visibili ed esposte alla luce, ed io lascerò una vedetta sulla torre a sorvegliarvi... se succede qualcosa di strano o se provate ad uscire prima dell'alba, darò ordine di tirare senza pensarci due volte... ci siamo intesi, signora Thorne? Lyra Thorne esala il fiato che teneva nei polmoni da minuti, annuendo rapidamente prima di afferrare le redini con le mani che tremano leggermente per l'adrenalina accumulata... Ci siamo intesi, capitano... che il Piangente vi renda merito per questo briciolo di umanità... risponde la mezzelfa, voltando prontamente le teste dei muli verso la struttura di pietra isolata nel buio... La carovana si muove lentamente nel fango, allontanandosi dal raggio d'azione diretto delle guardie ma rimanendo sotto la minaccia silenziosa dei balestrieri... trascini la tua glaive fuori dal terreno bagnato, seguendo i carri mentre Daran ti cammina accanto in silenzio, lanciandoti uno sguardo carico di un rispetto profondo, quasi reverenziale, per come hai gestito quei soldati... l'ovile di pietra vi accoglie con il suo odore di legno vecchio e umidità, ma le mura offrono un riparo reale contro il gelo di Ches... la notte all'aperto è stata finalmente evitata per tutti, ma questi due mesi trascorsi nella carne mortale si arricchiscono oggi di una nuova consapevolezza: la civiltà degli umani è diventata una prigione dominata dal sospetto e dalla paura...
  16. La tua reazione ferma e le parole misurate, pronunciate con la calma di chi ha visto gli imperi crollare, calano sui soldati come un'inattesa dimostrazione di disciplina... la guardia che si era avvicinata al fianco del carro si blocca, i suoi occhi passano dalla lama affilata della tua glaive al tuo volto parzialmente celato dal cappuccio logoro... il metallo dell'arma riflette i guizzi arancioni delle torce di pece, emanando una solidità che non appartiene ai comuni briganti della brughiera... il soldato allenta la presa sul pomolo del flambergo, sputando per terra un grumo di tabacco prima di afferrare l'arma con un grugnito di approvazione... Una glaive da guerra... un'arma insolita per una scorta di carovane, straniero... ma le tue parole filano... dice la seconda guardia, la voce resa roca dal fumo dei bracieri mentre solleva una lanterna a olio per ispezionare i tuoi stracci da viandante, finché la lama resta rivolta verso il fango e i dazi della signora Thorne sono in regola, Secomber non ha problemi con chi si guadagna il pane onestamente... di lame buone c'è sempre bisogno, da quando i disertori hanno iniziato a scendere dalle Colline dei Serpenti... Dall'alto del sedile di guida, Lyra Thorne emette un sospiro impercettibile, lanciandoti un'occhiata carica di un sollievo profondo... la mezzelfa approfitta immediatamente del momento di distensione per allungare una mano verso la scarsella di cuoio che tiene legata alla cintura, estraendo tre monete d'argento lucide e porgendole al capo della ronda con un gesto fluido, quasi coreografato... Ecco la tassa di sosta per il cortile esterno, capitano... e un extra per il disturbo di averci controllato dopo il crepuscolo... dice Lyra, la voce che torna a farsi squillante e sicura, potete controllare voi stesso le coperte e il ferro sul retro... non abbiamo nulla da nascondere... Il capo delle guardie afferra l'argento con un movimento rapido, facendolo sparire sotto la piastra dell'armatura borchiata, e fa un cenno d'intesa al suo compagno... la situazione sembra ormai risolta, e la prospettiva di un pagliericcio asciutto per la notte è a pochi passi di distanza... ma proprio mentre il secondo soldato si sposta verso il retro del carro per dare un'occhiata superficiale ai teloni, il silenzio della notte viene incrinato da un debole, improvviso lamento... È il piccolo Pip... il fanciullo si è mosso nel sonno sul fondo del carro, scosso da un brivido tardivo, e la coperta che lo proteggeva è scivolata di lato... La guardia solleva bruscamente la lanterna a olio, infilando la testa sotto il telone logoro prima che Fratello Corin possa fare da scudo con il proprio corpo... la luce giallastra della fiamma illumina la carne del ragazzino, rivelando per un istante le piaghe grigie e fredde che gli coprono le caviglie... il soldato scatta all'indietro come se avesse calpestato una vipera, estraendo la spada corta dalla guaina con uno stridore metallico acuto e terrorizzato... Maledizione! C'è un infetto là dentro! grida la guardia, la voce che sale di tono per la paranoia collettiva che appesta il Faerûn in questo anno di dèi caduti, capitano, il moccioso ha i segni della Magia Matta sulle gambe! È toccato dal caos! Il capo della ronda muta espressione in un battito di ciglia, arretrando di tre passi e sollevando il suo lungo flambergo, puntando la punta d'acciaio dritto verso il petto di Lyra, mentre dalle torrette della palizzata senti il rumore sinistro di tre balestre che vengono caricate e puntate contro di voi dall'alto... State fermi! Non fate un solo movimento! urla il capitano, gli occhi sbarrati dal terrore di fronte a un'anomalia magica che la città ha imparato a temere più della peste, l'ordinanza del Lord è chiara... nessuno che porti la corruzione della magia selvaggia può varcare le palizzate di Secomber! Girate quei carri o sarò costretto a dare l'ordine di tirare! Corin, se sei un vero prete del Piangente dicci cosa diavolo c'è su quel carro! Lyra stringe le mani sulle redini fino a farsi sbiancare le nocche, immobilizzata dalla punta della spada a pochi centimetri dalla gola, mentre Fratello Corin solleva le mani aperte in segno di pace, la voce che trema per la disperazione... la pace di Secomber si è frantumata prima ancora di varcare il cancello, e gli sguardi dei tuoi compagni, intrappolati sotto i dardi delle balestre umane, cercano disperatamente la tua guida...
  17. Io pensavo di essere andato un pò troppo veloce o avanti . comunque i combattimenti ci saranno , e per quanto riguarda il sistema per per guadagnare punti esperienza , ancora non l'ho ben definito . l'importante è che tu ti diverta ad interpretare il personaggio che hai scelto .
  18. Se sono andato troppo avanti o troppo veloce dimmelo che ridimensiono l'ultima cosa che ho scritto.
  19. Mentre la carovana scende lentamente i tornanti della brughiera, le tue parole profonde sul libero arbitrio, sulla luce e l'ombra e sulla ferita millenaria di Miyeritar scendono sul sedile del carro come una rivelazione solenne... Lyra ti ascolta tenendo gli occhi fissi sulle redini, e un'espressione di amara ma fiera consapevolezza le distende i tratti quando parli della sacralità della scelta... fa scoccare la lingua per incitare i muli, svoltando attorno a un masso calcareo, prima di risponderti con la voce resa roca dal vento... Una scelta... sussurra la mezzelfa, accennando un sorriso tirato che sembra scacciare i fantasmi della sua infanzia, mia madre pensava che fuggire e nascondersi fosse l'unica scelta rimasta per non farsi schiacciare dal fango di questo mondo... non sapeva che si può scegliere anche di camminare a testa alta, Silyndor... non so se esistano ancora quelle città protette dal Mithal di cui parli... Evereska... o come si chiamano... ma sentire che non siamo nati solo per fare gli sciacalli sulle carovane umane... beh, mi fa guardare la pista in modo diverso stasera... grazie, guerriero... Durante una delle soste per far respirare le bestie e controllare che il piccolo Pip contiue a riposare senza che il freddo grigio torni a tormentarlo, ti avvicini al vecchio boscaiolo, domandandogli di quella bizzarra lanterna spenta che non si stacca mai dalla sua cintura... Daran sussulta leggermente, guardando l'oggetto di metallo graffiato prima di accarezzarlo con le dita nodose, e per la prima volta i suoi occhi vitrei si accendono di una lucidità profonda e dolorosa... Non è un amuleto magico, Silyndor... e non la tengo spenta per dispetto... mormora il vecchio, la voce ridotta a un sussurro tremante che fende l'aria fredda del crepuscolo, l'anno scorso, quando la Magia Matta ha bruciato la mia fattoria e si è presa ogni cosa, questa è stata l'unica cosa che sono riuscito a strappare alle fiamme prima di scappare... apparteneva a mio figlio... la tengo con me per ricordarmi che sono ancora vivo e che, finché ho le gambe per camminare, devo continuare a cercare un posto sicuro dove stabilirmi e ricominciare da capo... Il calore umano di quegli scambi si congela bruscamente quando la carovana raggiunge gli ultimi tornanti e le sagome di Secomber compaiono nella vallata... il tuo ordine sussurrato cala sul gruppo come un velo di fredda disciplina militare... Lyra raddrizza la schiena sul sedile di guida, forzando le dita a una presa ferma ma apparentemente disinvolta sulle redini, mentre Fratello Corin arretra leggermente nel carro per schermare il corpo di Pip e il vecchio Daran china il capo, stringendo la sua lanterna spenta... cali il cappuccio logoro sul volto e arretri di qualche passo, posizionandoti sul fianco del carro come una comune e anonima guardia di scorta... la mano resta nascosta tra le pieghe del mantello, pronta a far scattare la glaive al minimo accenno di pericolo, mentre i tuoi sensi si concentrano sulle due figure avvolte nei mantelli grigi... La distanza si accorcia a ogni battito di zoccoli... dieci metri... cinque metri... lo spazio intorno allo strano altare di pietra calcarea sembra quasi deformarsi nel crepuscolo di Ches... la pietra scura in cima al bastone emette un sibilo acuto e sinistro, e i tuoi occhi notano che la debole luce del tramonto non si limita a calare, ma viene attivamente risucchiata e inghiottita da quel frammento minerale, creando un alone d'ombra innaturale che avvolge i due sconosciuti... l'aria intorno a loro ha un sapore pesante, freddo, saturo di una paranoica e gelida concentrazione rituale che non appartiene in alcun modo alla gente comune delle valli... non sono lì per tendere un agguato ai mercanti, stanno mappando e tracciando qualcosa nel terreno... Mentre il primo carro di Lyra sfila davanti alla struttura, l'uomo che impugna il bastone solleva lentamente il mento... sotto la coltre del cappuccio grigio, due occhi opachi e completamente privi di calore mortale ignorano i muli, le merci e i civili... si posano con una precisione chirurgica, agghiacciante, esattamente sulla tua figura mascherata... in quel preciso istante, la pietra nera sul bastone risponde alla tua vicinanza con un crepitio più secco, come se quell'artefatto avesse avvertito, sotto i tuoi stracci da viandante, la flebile e innaturale luminescenza argentea che custodisci nella carne... Senti i muscoli di Lyra tendersi per lo spavento sul sedile del carro, ma mantieni la calma immobile dell'antico guerriero, continuando a camminare a passo regolare... non cercate rogne, e la carovana prosegue dritta, superando l'altare senza deviare dalla pista... lo sconosciuto non solleva il bastone e non invoca anatemi, si limita a ruotare lentamente il busto, continuando a seguirti con quello sguardo vitreo mentre sfilate via, come se stesse registrando l'impronta della tua anima nella propria memoria... Cinque minuti dopo, la curva del tornante successivo inghiotte l'altare e i due misteriosi viandanti nella nebbia della sera... il freddo del crepuscolo torna a farsi sentire, pulito, e Lyra emette un lungo, rumoroso respiro di sollievo, allentando la presa sulle cinghie di cuoio e sporgendosi leggermente per guardarti... Quei due... non erano semplici eremiti, Silyndor... sussurra la mezzelfa, la voce che trema impercettibilmente mentre incita i muli verso la pianura, i cavalli erano terrorizzati, sentivo le stanghe del carro vibrare... qualunque cosa stessero facendo con quel bastone, cercavano qualcosa... o qualcuno... Non rispondi subito, mantenendo la guardia alta, mentre i carri imboccano finalmente la pista pianeggiante che taglia i primi campi coltivati, ormai brulli e abbandonati per l'inverno... la notte di Ches cala definitivamente sul Faerûn e la carovana si ritrova a percorrere l'ultimo miglio sotto la volta stellata, finché le imponenti palizzate di legno e le torri di guardia di Secomber non sbarrano la pista proprio davanti a voi... Grandi torce di pece ardono nei bracieri di ferro, proiettando ombre lunghe e rossastre sul fango e sui tronchi appuntiti delle fortificazioni... l'odore della brughiera viene bruscamente sostituito dal fumo dei camini della città e dal puzzo di stalla... due guardie umane in armatura borchiata, con i lunghi flamberghi poggiati alle spalle, si staccano dal cancello sbarrato e avanzano verso le teste dei cavalli, sollevando una mano coperta da un guanto di cuoio chiodato... Alt alla carovana! grita una delle guardie, la voce autoritaria che rompe il rumore degli zoccoli nel silenzio della notte, i cancelli di Secomber sono chiusi fino all'alba per l'ordinanza sulla Magia Selvaggia. Chi avete, cosa trasportate e perché viaggiate dopo il crepuscolo? Dichiarate i vostri nomi o girate i carri di spalle alle palizzate! Lyra stringe con forza le redini arrestando i carri con uno stridore di assi... si sistema il mantello sulle spalle, sporgendosi dal sedile con la sicurezza di chi conosce i dazi stradali, e risponde al soldato con un tono fermo e squillante, cercando di coprire i rumori che provengono dall'interno del carro... Sono una mercante legittima, capitano, e non cerco guai con la ronda! esclama Lyra, indicando con un cenno della testa i teloni tesi sulle casse, sono Lyra Thorne, e questo è il mio carico di utensili di ferro e coperte di lana da scaricare al mercato inferiore... veniamo dall'Alta Brughiera e la pista lassù è diventata impraticabile nel pomeriggio, costringendoci a fare marcia forzata per non rimanere bloccati all'aperto... viaggiano con me un vecchio carpentiere, un chierico del Piangente e una guardia per la scorta... non abbiamo merci proibite e pagheremo i dazi regolari non appena i cancelli saranno aperti, ma i muli sono stremati e abbiamo bisogno di un riparo nel cortile esterno prima che il gelo rovini gli animali... La guardia squadra la donna con diffidenza, abbassando di poco l'arma ma tenendo la mano sul pomolo della spada, mentre l'altro soldato fa un passo di lato, avvicinandosi al fianco del carro per analizzare le merci e la tua figura rimasta nell'ombra. @ Conoscenze
  20. I boccali si scontrano con un baccano sordo che si fonde immediatamente con il coro di voci e canti della locanda. Attorno alla vostra tavolata l'atmosfera si scalda: la birra scorre rapida per scacciare il freddo, il vino speziato diffonde il suo profumo dolce tra le esalazioni di torba e i primi scambi di battute offrono il meritato sollievo dopo i pericoli affrontati nella grotta e i lunghi giorni passati sulla pista forestale. Il contrasto tra il vostro portamento e la fauna della "Zona dei Disperati" non passa inosservato. I due mercenari seduti al tavolo dietro di voi, che fino a un momento prima discutevano fitto, interrompono la loro conversazione. Uno di loro, un uomo con una vistosa cicatrice che gli attraversa la guancia fino alla barba incolta, si gira vistosamente sulla sedia. Con il gomito appoggiato allo schienale, pulisce la lama di un coltello d'osso su uno straccio e fissa con occhi stretti i vostri zaini, soffermandosi poi sull'equipaggiamento di Lord Eryndor e sui lineamenti esotici di Arkyn. Il suo compagno sussurra qualcosa a bassa voce, scuotendo la testa, ma senza distogliere lo sguardo. Poco più in là, vicino al bancone della locanda, la situazione attorno alla bacheca si fa più dinamica. L'uomo con la livrea arancione del Sindacato dei Carrettieri sputa sul pavimento di legno, strappa una vecchia pergamena logora per far posto a un nuovo foglio di pergamena spessa e si volta verso la sala, urlando sopra il baccano generale per attirare l'attenzione di chiunque sia in cerca di monete facili e sangue. Sulla bacheca ingiallita rimangono ora ben visibili tre avvisi principali, accarezzati dal fumo dei bracieri inferiori: un foglio contrassegnato dal sigillo arancione del Sindacato che parla di una scorta armata urgente verso le prime miniere delle Colline Frastagliate, una pergamena logora scritta con caratteri nanici molto compatti e geometrici, e un terzo manifesto macchiato di grasso che reca una grossa X tracciata col carbone, il tipico segnale di una taglia emessa da un mercante privato della città. Mentre finite di scambiarvi le prime impressioni sulla pianificazione tattica e sui guadagni del domani, l'oste riappare dal corridoio fumoso delle cucine reggendo un pesante vassoio di legno. Con gesti rapidi ed esperti, distribuisce finalmente davanti a voi tutto quello che avete ordinato: due boccali di birra traboccanti per Lorelai, pane, carne e birra per Eryndor, stufato e vino speziato per Tiburzia, carne e vino per Godluin e, infine, posa davanti ad Arkyn la pinta di Idromele della Selva insieme al piatto unico di cinghiale affumicato con le rape. L'uomo lancia un'occhiata fugace ai mercenari che vi stanno tenendo d'occhio, poi vi squadra un'ultima volta prima di riprendere il vassoio sotto il braccio e allontanarsi tra i tavoli. @ Tutti
  21. Eleanor Studridge Sbuffo con evidente frustrazione, facendo un passo avanti nella stanza ma stringendo Eri dietro di me per proteggerla. Fisso Gabriele con fermezza, mentre il mio sguardo si sposta con disgusto, anche solo per un istante, sulla mole imponente dell'oni abbattuto. Non avrei mai messo piede in questo posto di mia spontanea volontà. Sapevo cosa stavate facendo qui sotto, ma lassù siamo state assalite da un orso. Anche se sono riuscita a scacciarlo, il rischio che quella bestia tornasse alla carica era fin troppo concreto. È stato un ripiego disperato. Come si suol dire, siamo cadute dalla padella direttamente nella brace, ma non avevo un altro posto dove andare.
  22. Il calore del camino continua a scoppiettare nella sala privata dell'ospizio, mentre la tensione si sposta interamente sul tavolo di legno... Fratello Derim Whiteshield annuisce solennemente alle parole incoraggianti di Vaulath, riconoscendo la radice comune che lega il rispetto del goliath per la natura selvaggia al culto agrario dell'Abbazia, e stringe con fermezza il calice d'argento ricolmo di terra consacrata... Akseli si fa avanti, offrendo con rispetto la sua competenza accademica per aiutare nelle ricerche future tra gli archivi del tempio, e poi, con movimenti lenti e calcolati, allunga le mani verso la sua borsa... Shage trattiene il respiro, stringendo i pugni in preghiera mentre invoca interiormente la benevolenza della Madre della Vita, mentre Erika resta immobile a pochi passi di distanza, con la mano non lontana dall'elsa del falcione, a disagio di fronte a un pericolo che non può essere affrontato a fil di spada ma pronta a intervenire se qualcuno dovesse cedere alla follia... Il mago apre le cinghie irrigidite dal gelo parassitario ed estrae l'artefatto... Non appena il medaglione di bronzo nero viene esposto all'aria della stanza, il ceppo di quercia nel camino ha un sussulto violento, la fiamma arancione si contrae di colpo diventando azzurrina e l'aria attorno al tavolo si fa improvvisamente così fredda da far uscire fumo dalle vostre bocche... Akseli, sopportando la morsa glaciale che tenta di intorpidire le sue dita, solleva l'oggetto e lo deposita con cautela nel calice, lasciando che affondi nella terra sacra... Nel momento esatto in cui il metallo nero tocca il terriccio benedetto, si avverte un sordo crepitio, come di rami secchi che si spezzano sotto lo zoccolo di un cavallo... La terra nel calice inizia a mutare visibilmente: i piccoli germogli e i fili d'erba secca mescolati ad essa si coprono istantaneamente di una brina grigiastra e muoiono, sfarrinando in polvere scura... Tuttavia, il potere biologico della Grande Madre non cede... la terra stessa sembra compattarsi attorno al medaglione, soffocandolo, e dopo qualche secondo di spaventosa resistenza, il freddo parassitario smette di espandersi nella stanza... La fiamma del camino riprende il suo colore arancione e il respiro torna a farsi regolare, segno che il primo, provvisorio contenimento ha funzionato... Fratello Derim rilascia un lungo sospiro, fissando il calice con una profonda ruga d'inquietudine sulla fronte, constatando come la terra benedetta abbia dovuto consumare la propria vitalità per arginare quel briciolo di oscurità: La forza della terra ha risposto al richiamo... ma questo è solo un argine temporaneo, mastro mago, la terra in questo calice sta già morendo per soffocare il freddo dell'oggetto... mastro Akseli, la vostra conoscenza dei testi sarà fondamentale, non appena avrete ripreso le forze vi aprirò la nostra biblioteca per cercare qualsiasi indizio su questa Lente o sul Sudario di cui parlate... Il vecchio sacerdote posa delicatamente il pesante calice su una mensola di pietra, lontano dalle finestre, e torna a guardare Erika e Shage con la consueta fermezza militare: Per ora l'oggetto è schermato e qui siete al sicuro... l'ospizio vi offrirà cibo caldo e letti puliti per questa notte... ma ricordate le mie parole, il Casato Jaelre è là fuori nei boschi di Cormanthor e le nostre difese sono tese allo stremo... se gli elfi scuri dovessero lanciare un altro assalto per saccheggiare i granai, avrò bisogno di ogni braccio valido, compreso quello di un Dragone Purpureo e dei suoi compagni... riposate, ne avrete bisogno... @ Tutti
  23. La risata fragorosa che ti scalda il petto scaccia gli ultimi fantasmi della notte, e per la prima volta in sessanta giorni terrestri senti che il peso della carne si fa meno opprimente... vedere te stesso, un guerriero eladrin abituato a guidare le cariche contro le schiere infernali, etichettato come un vecchio cronista è un'ironia che persino Labelas Enoreth avrebbe apprezzato... Lyra ti ascolta in silenzio, sollevando un sopracciglio davanti al tuo scatto di ilarità, ma i suoi occhi cangianti brillano di una luce nuova, divertita e affascinata da quella tua inedita disinvoltura... Quando le mostri l'amuleto d'argento appeso al collo e le parli delle origini del Popolo Gentilizio, dei Seldarine e di quel primo viaggio attraverso i reami planari, la donna rallenta i suoi gesti sui finimenti del cavallo... le tue domande sulla sua infanzia, su come due mondi così distanti si siano uniti per darle la vita, la colgono di sorpresa... abbassa lo sguardo sulle cinghie di cuoio, e un'ombra di pudore e malinconia le attraversa il volto prima di rimettersi in piedi... Mio padre era un cacciatore umano delle Terre Centrali, e mia madre... lei veniva dalle foreste profonde del nord... dice Lyra, la voce bassa, quasi coperta dallo schiocco secco della fibbia che viene serrata, non mi ha mai parlato di imperi o di dei planari, Silyndor... per lei la sua razza era solo un ricordo doloroso, qualcosa da cui fuggire... è morta quando ero ancora una bambina, lasciandomi solo questo sangue strano e la capacità di vedere al buio quando la nebbia si fa fitta... sono cresciuta sulle carovane, imparando a contare le monete e a difendere il mio carico dai lupi e dagli uomini... della mia gente so solo quello che i mercanti raccontano nelle taverne... cioè quasi nulla... La mezzelfa scuote la testa, come a voler scacciare la vulnerabilità di quel ricordo, poi salta sul sedile di guida del primo carro e afferra le redini di cuoio, scambiando un'occhiata d'intesa con Fratello Corin che si è appena sistemato accanto al piccolo Pip... Ma se quello che dici è vero, se veniamo davvero da un mondo così splendido... allora continua a raccontare... la strada per Secomber è lunga e ho voglia di ascoltarti... Con un fischio della donna e un grugnito dei muli, la carovana si mette finalmente in movimento, lasciando l'albero solitario e la Vecchia Cava alle vostre spalle... la discesa lungo i crinali settentrionali dell'Alta Brughiera si rivela pulita, esattamente come aveva promesso Daran... il vecchio boscaiolo cammina un po' più indietro, tenendo il passo con la sua lanterna spenta appesa alla cintura, mentre tu prendi la testa della colonna, muovendoti con passi leggeri e fluidi... La marcia forzata nel pomeriggio di Ches scorre via mentre la tua voce riempie il silenzio della brughiera selvaggia, dipingendo l'antica epopea degli elfi, l'arrivo sul Faerûn e la nascita dell'Arte magica... parli con la fluidità di chi possiede quelle verità nel sangue, eppure la tua mente resta vigile, affilata... pur sembrando loquace e rilassato, modifichi continuamente la tua posizione lungo il sentiero, girando la testa a intervalli regolari, sfruttando la tua visione crepuscolare e i tuoi sensi tesi per analizzare ogni anfratto roccioso, ogni mutamento della nebbia inferiore e ogni possibile linea di tiro dai crinali soprastanti... Per la prima volta dal tuo risveglio, un profondo e motivato ottimismo ti scalda il cuore... la gemma focale pulsa debolmente, e senti che il legame con Arvandor si sta lentamente flettendo per rispondere alla tua determinazione... Verso il tramonto, quando le ombre dei massi calcarei iniziano ad allungarsi a dismisura sul sentiero, la pista compie un'ampia curva, aprendosi verso la vallata sottostante... la nebbia si dirada del tutto, e poche miglia più avanti, dove il fiume Delimbiyr taglia le pianure rocciose, iniziate a scorgere le prime palizzate di legno e le luci arancioni delle lanterne di Secomber... La meta è vicina, ma proprio mentre Daran emette un sospiro di sollievo, i tuoi sensi allertati catturano un dettaglio insolito lungo il ciglio della strada, poco prima che inizino i campi coltivati... due figure umane, avvolte in pesanti mantelli grigi, sono ferme accanto a un altare di pietra improvvisato...non sono contadini e non hanno attrezzi da lavoro, e uno di loro stringe tra le mani un bastone sormontato da una pietra scura che sembra assorbire la debole luce del crepuscolo...
  24. Therathyn Dralanthis accetta il silenzio denso di Raskva con un cenno grave del capo, per poi fare un gesto alle novizie affinché riempiano due sacche da viaggio con otri d'acqua pura e gallette d'orzo. Quando James sorride rassicurante alle due sorelle parlando di fare loro compagnia nei sotterranei, l'elfa bionda, Lyra, accenna un debolissimo sorriso di rimando, visibilmente sollevata. La tiefling, invece, mantiene lo sguardo fisso sullo sciamano, studiandolo con rispetto prima di annuire decisa e stringersi il mantello attorno alle spalle. [ Seguitemi...mormora la prima guardia drow, la cui voce ha il suono del vento tra le rocce. La guerriera scura si avvicina a una delle pareti di pietra della cripta. Sfiora un'incisione quasi invisibile a forma di falce di luna, e una sezione di roccia ruota verso l'interno senza emettere il minimo rumore, rivelando una scalinata umida che scende vertiginosamente nel buio profondo. L'odore di terra bagnata e di pietra millenaria vi investe all'istante. Imboccate il passaggio in fila serrata. Le due guardie drow si muovono con una grazia innaturale: una apre la pista nell'oscurità più assoluta, mentre la seconda si posiziona in retroguardia accanto a Raskva, badando a richiudere il passaggio segreto alle vostre spalle. Sotto i vostri passi, i gradini di pietra grezza lasciano il posto a cunicoli sotterranei sempre più stretti e freddi. Siete ufficialmente entrati nelle vecchie catacombe di Tsurlagol, un labirinto dimenticato dal Concilio dei Mercanti. Camminate nel buio da quasi due ore, addentrandovi profondamente nei meandri della città sotterranea, ormai a chilometri di distanza dalla sicurezza del tempio sovrastante. Il silenzio è interrotto solo dallo sgocciolio dell'acqua che filtra dalla superficie e dal fruscio dei vostri mantelli. Le gemelle camminano vicine, tenendosi per mano senza emettere un lamento. All'improvviso, il cunicolo si spalanca in una mastodontica cisterna di pietra ad arco, una vecchia riserva idrica della prima fondazione della città. La drow in testa si blocca bruscamente, sollevando una mano guantata e arretrando di un passo per non calpestare qualcosa. [1, 2] L'atmosfera qui è raggelante. Al centro della sala c'è un'enorme pozza d'acqua, ma lungo la passerella di pietra che la costeggia si consuma un orrore visivo immobile. Davanti a voi giacciono i corpi di un'intera pattuglia di cinque guardie cittadine. Non ci sono segni di sangue o ferite da taglio. I loro corpi sono stati completamente mummificati e prosciugati, la pelle è grigia, secca, incollata ai crani in un'eterna smorfia di terrore. Le loro armature metalliche sono arrugginite come se fossero rimaste lì per cinquant'anni. I loro cadaveri non proiettano alcuna ombra sul pavimento, come se l'oscurità circostante le avesse letteralmente strappate via. Ma l'impatto maggiore è sulla parete di pietra sovrastante. Qualcuno ha usato una miscela scura per tracciare un enorme, grottesco disegno sacrilego. È il simbolo di Shar , un cerchio d'oro sbiadito che racchiude un vuoto di fumo nero. Sotto di esso, conficcata profondamente nella roccia attraverso il centro del disegno, c'è una vecchia scimitarra da bordo pesante, tipica dei pirati del porto. Attorno alla lama, incisi grossolanamente sulla pietra con la punta di un pugnale, risaltano quattro nomi scritti in caratteri ben leggibili...James, Raskva, Lyra ed Evadne. Nessun mostro attacca e nessuna ombra parla. Eppure, dall'enorme e profonda pozza d'acqua nera al centro della cisterna, iniziano a emergere in totale e assoluto silenzio decine di occhi sporgenti, vitrei e privi di palpebre. A risalire lentamente verso la passerella di pietra è una tribù di una dozzina di Kuo-toa, creature anfibie dal corpo viscido e squamoso, con teste simili a grandi pesci abissali e dita palmate. Ignorano del tutto i cadaveri delle guardie cittadine e il marchio di Shar. Non impugnano armi e non assumono posture aggressive, ma sono disposti in un semicerchio perfetto attorno alla pozza, muovendosi con una lentezza quasi ipnotica. Al centro del loro schieramento, un gigantesco Kuo-toa anziano , il loro Monitor, solleva verso l'alto un bizzarro bastone cerimoniale fatto di corallo nero e scarti di carpenteria navale arrugginiti. Le creature emettono all'unisono un sommesso, ritmico suono gutturale, un click metallico che risuona contro la volta di pietra. Le grandi corna nere di Evadne intercettano i deboli riflessi dell'acqua bagnata mentre la ragazza indietreggia di un passo, ma l'attenzione della tribù di pesci antropomorfi si focalizza interamente sulle due gemelle. I Kuo-toa inclinano le teste bizzarre di lato, fissando con fervore quasi mistico la pelle grigiastra della tiefling e i capelli biondi dell'elfa, attratti in modo viscerale dalle emanazioni abissali delle Spose della Marea. L'anziano Monitor compie due passi lenti sulla passerella bagnata, spingendo con delicatezza un piccolo idolo intagliato nell'osso di balena direttamente verso i piedi dei vostri personaggi. La statuetta raffigura una mostruosa piovra dalle sembianze vagamente umane, una delle loro divinità folli create dalla loro immaginazione distorta. I Kuo-toa si inginocchiano all'unisono sulla roccia umida, reclinando i corpi viscidi davanti a Lyra ed Evadne, non per bloccarvi la strada, ma in un bizzarro e inquietante atto di muta adorazione, offrendovi quel feticcio prima che possiate proseguire la fuga verso il rifugio sicuro delle drow. @ Tutti
  25. Certo La Gemma Focale di Miyeritar , una pietra di luna opalescente che emana una flebile luce dorata se toccata da un elfo o da un celestiale , finché la tieni in mano, ti concede un bonus di +2 alle prove di Sapienza Magica e Conoscenze arcane L'Amuleto di Sehanine , un piccolo medaglione d'argento antico che raffigura una falce di luna calante. Il metallo è parzialmente consumato dal tempo, ma conserva un briciolo di grazia di Arvandor , ti concede un bonus di +1 ai Tiri Salvezza sulla Volontà

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