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Dardan

Circolo degli Antichi

Tutti i contenuti pubblicati da Dardan

  1. Il Capitano Gorak fa appena in tempo a riprendere fiato dopo il pugno battuto sulla scrivania che il gruppo irrompe con prove, intuizioni e pretese, ma nessuno dei presenti cede all'impulso di replicare a voce alta: i loro sguardi, le consegne di documenti e i gesti risoluti parlano per loro. Per alcuni minuti il Capitano osserva con calma i documenti posati sulla scrivania , prende poi i registri del molo sud, li sfoglia con attenzione soppesandone la veridicità, poi sposta lo sguardo sui campioni di ferro e infine sulla giovane Pervinca. Bene, esordisce con voce bassa ma ferma. Avete fatto un lavoro pulito, e questo registro chiude un buco nei registri del molo che mi preoccupava non poco. Ma evitiamo di drammatizzare oltre il dovuto , non abbiamo un'armata nemica alle porte, abbiamo a che fare con dei contrabbandieri di mezza tacca che usano una grotta isolata. Gorak fa un cenno a una delle guardie di guardia fuori dalla porta, chiamandola con un gesto pacato. Tu. Prendi due uomini fidati, un carro leggero e vai a recuperare quelle casse prima che qualcun altro ci metta le mani sopra. Poi, si rivolge direttamente a Pervinca con un tono severo ma non inquisitorio: Signorina, la tua posizione andrà chiarita per bene, ma non ti sbatterò in una cella buia. Resterai qui in attesa che si capisca se il tuo maestro al faro sa qualcosa di questa storia o se sei stata semplicemente sfortunata. Siediti lì fuori e non muoverti. Infine, il capitano firma rapidamente le ricevute per le taglie dei gatti, facendo scivolare sul banco i sacchetti di monete spettanti al gruppo per il recupero dei felini smarriti. Per quanto riguarda il Signor Baffi, Argentaria, ti consiglio di portarlo subito da Madame Elsbeth prima che si preoccupi ulteriormente; sbrigata la pratica, la taglia principale è vostra. @ Ramo di Larice @ Tutti
  2. Vivienne Larksong Finisco di mandare giù il boccone di pane e poso lo sguardo su Chand mentre si avvicina. Quando si piega sulle ginocchia per parlarmi allo stesso livello, colgo nei suoi occhi la traccia vivida di tutta la tensione e la paura che ha vissuto sul piazzale del mulino quando mi ha vista crollare. Lo ascolto in silenzio, lasciando che le sue parole sulla nostra giovinezza nei Pugni e sulle convinzioni di suo padre riempiano lo spazio tra di noi con una solennità inaspettata. Sentendo la sua confessione sulla preghiera disperata che ha rivolto a Selûne, avverto una fitta di commozione che mi stringe il petto ben più della ferita ormai rimarginata. Allungo una mano e la poso sulla sua spalla, stringendola con fermezza per trasmettergli tutto il calore e la gratitudine che provo per avermi strappata alle tenebre con le sue stesse mani. Le mie dita sfiorano la piastra della sua armatura mentre gli rispondo con un sussurro colmo di sincero affetto, spiegandogli che tu mi hai salvato la vita là fuori, Chand. Le tue mani e le cure del sacerdote sono state lo strumento terreno attraverso cui la Signora d'Argento ha operato, ma è stato il tuo cuore retto a guidarle. Non devi chiederle scusa di nulla. La nostra Dama non pretende una fede cieca e sorda, ma riconosce lo spirito di un uomo giusto che combatte per proteggere gli indifesi. Guardo i riflessi argentei che ancora pervadono il salone e che rispondono alla luce del mio ciondolo, poi torno a fissare i suoi occhi con un sorriso profondo e sereno, aggiungendo che la tua promessa è il dono più bello che questa notte potesse portarmi, vecchio mio. Le tue braccia sono state uno scudo formidabile per Greenest finora, e sapere che ora combatteranno anche sotto il velo della Vergine mi dà una forza che nessun martello d'acciaio potrà mai eguagliare. Gli dei muovono i loro passi in modi che spesso non comprendiamo, ma stanotte ha mostrato a entrambi che non camminiamo mai davvero da soli nell'oscurità. Grazie, Chand. Per tutto quello che hai fatto. Tenendo la mano sulla sua spalla, rimango un istante in silenzio a godermi quel momento di ritrovata intesa e cameratismo, prima che i doveri della fortezza o le bizzarre reazioni dei nostri compagni tornino a richiamare la nostra attenzione.
  3. Rezara Teshov , umana (Gur) Warlock Osservo la scena con gli occhi socchiusi, stringendo l'impugnatura della lancia mentre il branco di roditori sparisce di nuovo tra le fronde, dopo la sfida di quel mostriciattolo dal cranio deforme. Trakas ha ragione su una cosa: tagliare la testa al serpente , o in questo caso, a quella cosa col cervello scoperto , farà disperdere gli altri. Ma farlo in campo aperto, con centinaia di bestie che ci circondano sulle loro colline, significa offrirci come pasto. Sposto lo sguardo su SaxSha e sugli altri, mantenendo un tono fermo e pragmatico. Non possiamo caricarli a testa bassa nel loro territorio né correre a piangere in paese prima di aver capito dove si nascondono davvero. Se quel capo è uscito a studiarci e poi è tornato indietro, vuol dire che hanno la tana principale qui vicino...
  4. Nethlypsis Alrishkmel Vyravys , Tiefling (di discendenza elfica) stregona sangue di drago La spiegazione del Rettore riguardo al surrogato della Zona di Verità smorza in parte la mia diffidenza, anche se l'idea di affidarsi cecamente ai preparati di questa accademia continua a non entusiasmarmi del tutto. Faccio un impercettibile cenno di assenso con il capo, accettando la boccetta con lo sguardo. Se non altro, non rischiamo di veder spuntare altri tentacoli. Subito dopo, l'attenzione si sposta sul mezzelfo. Ascolto le parole melliflue e concilianti di Faray Kleene senza scompormi, mantenendo le braccia conserte. Il suo modo di fare così studiato, unito a quel sorriso fin troppo amichevole, fa risvegliare in me la solita, viscerale intolleranza per chiunque condivida quel sangue. Noto perfettamente come i suoi occhi verdi evitino me ed Eril per posarsi dritti su Duval, incoronandolo implicitamente come leader e chiedendo a lui quale sarà la nostra prossima mossa. Un mezzo sorriso, freddo e del tutto privo di allegria, mi increspa appena le labbra. Lascio che sia il soldato a rispondergli e a misurare il peso di quel "noi", ma prima che la discussione prosegua, mi inserisco con un sussurro piatto e tagliente, quasi un commento tra me e me lasciato cadere volutamente ad alta voce. Spero che le tue doti con le scartoffie e le pubbliche relazioni siano efficaci quanto la tua parlantina, mezzelfo...dico, spostando i miei occhi gialli su di lui per un solo, gelido istante prima di tornare a guardare il tavolo. ...perché là fuori i fanatici non usano i convenevoli. E i falcetti tagliano anche i vestiti di buona fattura. Fatto questo, torno nel mio silenzio, aspettando di vedere come Duval deciderà di impostare l'interrogatorio .
  5. Jane Doe Il linguaggio rozzo dell'Oni e la sua confusione non mi scompongono. Ascolto i dettagli che sputa insieme al sangue, memorizzando ogni nome: Izari il tramite, Rimu e Siji i due Genasi che gli facevano da scorta, e infine la femmina dalle orecchie lunghe venuta dal continente. Elfi. La minaccia della coalizione che preme ai confini di Xang ha appena trovato il suo volto e le sue spie all'interno di questa vallata. La febbre di cui blatera era il contraccolpo mistico per aver corrotto l'antico spirito dell'acqua. Allento la presa sui suoi capelli, lasciando cadere la sua testa all'indietro con freddo disprezzo. Mi raddrizzo, tenendo i registri e le lettere tra le dita guantate. Una femmina con le orecchie lunghe venuta dal continente ripeto, la mia voce distorta che risuona piatta e tagliente nell'oscurità della grotta. Un'elfa. È stata lei a usare la perla marina per infettare il laghetto dello spirito dell'acqua, indebolendo le difese spirituali dell'Impero prima dell'invasione. Giro lentamente l'elmo corvino prima verso Gaia e Gale per assicurarmi che abbiano colto la gravità dell'informazione, poi di nuovo verso l'oni legato. Picchietto l'indice sulla grafia elegante delle lettere. Questi due Genasi, Rimu e Siji, non erano semplici scorte. E queste lettere eleganti non le hai scritte tu. Dove hanno portato la donna elfa dopo che si è ripresa? Qual era il loro punto di ritrovo fuori da questa gola? Faccio fare un piccolo scatto in avanti allo Spettro Maledetto, lasciando che la sua lama d'ombra sfiori la gola di Kobuki per ricordargli che la sua utilità sta per esaurirsi. Parla chiaramente, Oni. Dicci dove sono diretti Rimu, Siji e la straniera, se vuoi che la tua testa rimanga attaccata al collo quando ti consegneremo al tempio. @ DM
  6. Kaelenys Vaelthara Fisso lo sguardo grigio-lattescente su Lisa e poi su Yazda, mantenendo le braccia incrociate sul petto e la schiena rigidamente eretta. La mia voce risuona bassa, magnetica e priva di qualsiasi inflessione emotiva nella penombra della sera. Inseguire le belve nella boscaglia non colmerà il vuoto dei nostri indizi, mastro Yazda, ma consoliderà la farsa del nostro ingaggio agli occhi della plebe. Accetto questo cammino solo come mezzo per non destare anzitempo i nostri veri bersagli. Sposto gli occhi vitrei e privi di pupille direttamente sul volto di Lisa, e i miei lineamenti si fanno, se possibile, ancora più severi. La mancanza di un giogo magico sulle loro menti non rende la loro coscienza pulita, fanciulla. Spesso la crudeltà dei mortali fiorisce spontanea, alimentata unicamente dal silenzio e dal peso dell'oro. Muoviamoci verso la foresta. Pharasma guiderà la nostra ricerca.
  7. Grazie per lo spunto creativo ma preferisco però rimanere sull'approccio classico: Melixia è una cuoca e una chimerista, ma non ha le abilità tecniche o da artefice necessarie per confezionare o maneggiare involucri e ordigni del genere. Per la parte da Buongustaio mi concentrerò unicamente su elisir di supporto, piatti curativi e conserve da campo per il gruppo.
  8. Ti basta un solo battito di ciglia per richiamare la preghiera. Non devi più faticare o sudare freddo come nei primi, traumatici giorni del tuo risveglio nel fango dell'Alta Brughiera; la Trama risponde al tuo pensiero con la naturalezza fluida di un tempo, segno che il guscio di carne si sta lentamente rassegnando a ospitare la tua immensità celestiale. I tuoi occhi si tingono di un chiarore argenteo e lunare. Sotto l'effetto di del tuo incantesimo , la pietra di granito della camera di snodo e la massiccia botola di ferro svaniscono, lasciando il posto alle pulsazioni dell'energia arcana. Attorno ai cardini pesanti e lungo il perimetro del metallo battuto, si palesa un intreccio di filamenti di un rosso vibrante e severo: un'aura di Abiurazione pura, legata alla magia di protezione cittadina. I fili convergono tutti verso un unico nodo centrale, una minuscola runa geometrica incisa sul cardine sinistro, che pulsa a intervalli regolari come il cuore vigile di un guardiano addormentato. Se la botola si sposta anche solo di un millimetro, quel filo rosso si spezzerà, scatenando l'allarme nella fortezza del Pugno di Fuoco. Allunghi il braccio, indicando con la punta del falcione la runa di sinistra per guidare lo sguardo della goblin verso i flussi magici invisibili. Skraa segue ogni movimento della lama, stringendo le dita attorno al suo stiletto dal riflesso alchemico. Annuisce con gravità, assottigliando gli occhi gialli mentre recepisce le tue indicazioni geometriche sulla curvatura dei viticci rossastri. La Spezzacifre solleva le braccia verdi, muovendosi con una lentezza innaturale, quasi trattenendo il fiato per non far vibrare l'aria; infila lo stiletto con millimetrica precisione nel punto esatto di giunzione tra il metallo e la pietra. Sotto i tuoi occhi velati di magia, si sprigiona un minuscolo sfrigolio azzurrognolo che si dissolve subito nel buio. L'intreccio cremisi si flette, viene deviato e infine si spegne del tutto, collassando in un refolo di fumo freddo. I cardini sono liberi. Skraa fa un cenno d'intesa e, afferrando le catene del contrappeso, spinge l'ala di ferro verso l'alto con uno sforzo coordinato. La botola si solleva senza emettere il minimo cigolio, rivelando uno squarcio di oscurità superiore. Vi arrampicate oltre la soglia con passi leggeri, sbucando direttamente all'interno del Deposito Tre della Dogana della Città Alta. Il Deposito Tre si presenta come un vasto e gelido salone in granito grigio, pervaso da odori di resina, canapa, ferro e polvere. Lungo le pareti si ammassano casse sigillate con ceralacca, balle di lana e barili di vino, illuminati fiocamente da tre feritoie protette da grate. Al centro, su una pedana rialzata, troneggiano le tre casse in ferro nero... qualche istante dopo il silenzio viene però spezzato , dal corridoio esterno, oltre la massiccia porta di quercia, risuona il passo cadenzato di una ronda del Pugno di Fuoco, accompagnato dal tintinnio di chiavi e da voci sommesse. Skraa si rannicchia dietro una cassa di vino, mentre la minaccia si avvicina alla serratura.
  9. Garok Fireheart , Mezzo Gigante Combattente Psichico @ DM & Lavelior
  10. Vivienne Larksong Il silenzio del tunnel segreto è stato un rifugio benedetto, ma è solo varcando la soglia del salone che sento il freddo della morte scivolarmi definitivamente via di dosso. Lascio che Alice mi guidi verso una sedia, muovendomi con la cautela di chi ha ancora i muscoli contratti per il trauma. Quando la ragazza si siede di fronte a me e solleva il panno bagnato, tenendo la mano a mezz'aria in cerca del mio consenso, le rispondo con un debole sorriso e un leggero cenno del capo, offrendole il viso con assoluta fiducia. Sento l'acqua fresca detergere il sangue rappreso e la fuliggine, e rimango immobile quando le sue lacrime silenziose rigano il suo volto alla vista dei miei squarci sulla piastra pettorale. Le poso una mano tremante ma calda sul polso, stringendola appena per interrompere il suo pianto, sussurrandole con voce stanca ma ricolma di una gioia profonda che non piangere, piccola mia. Guarda qui. La Signora d'Argento ha risposto alla nostra preghiera. Mi ha rimandata indietro perché la nostra notte non è ancora finita, e la sua luce pulsa ancora per noi. Osservo la scena del ragazzino con un divertimento che mi scalda il petto, lasciandomi sfuggire una mezza risata sommessa nel sentire il ricatto ordito alle spalle del prete brontolone. Quando Alice torna con la pozione e me la stringe tra le mani raccomandandosi di berla, sollevo la boccetta di vetro ammirando il liquido rosso brillante che riflette il tenue bagliore argenteo del mio ciondolo. Stavolta non esito: stappo il flacone e lo bevo fino all'ultima goccia, sentendo il calore alchemico scivolare lungo la gola e iniziare a ricucire dall'interno i tessuti lacerati del mio ventre. Mentre il farmaco inizia a fare effetto, sfrutto ogni istante di questo riposo breve per abbandonarmi a una profonda respirazione meditativa. Stringo il mio simbolo sacro, attingendo alle mie riserve interiori per spendere una parte delle mie residue energie vitali e permettere alla carne di rimarginarsi del tutto sotto le bende pulite applicate da Alice. Mi appoggio allo schienale della panca, raddrizzando finalmente la schiena con molta meno sofferenza e afferro una fetta di pane dal vassoio per mandare giù il sapore medicinale della pozione.
  11. Nethlypsis Alrishkmel Vyravys , Tiefling (di discendenza elfica) stregona sangue di drago Quando lo Shadar-kai fa un passo avanti offrendo il suo tocco divino, la mia innata diffidenza verso tutto ciò che condivide il sangue elfico mi spinge a irrigidirmi e a fare un impercettibile passo indietro. Ma è la bizzarra proposta del coboldo ad attirare la mia attenzione. Osservo lo strumento di Faraday e la strana siringa carica di scariche elettriche che crepitano nell'aria. Per chiunque altro sarebbe una follia, ma per me quel richiamo fulmineo ha il sapore di qualcosa di familiare, un'energia grezza che risuona con la stirpe draconica, ben più tollerabile della magia dei sacerdoti elfi. Senza dire una parola, ignorando la mano tesa di Ravos, faccio un passo avanti verso il piccolo artefice corazzato. Sollevo leggermente il lembo della veste sul petto, mostrando il taglio ancora sanguinante impresso dal falcetto, e rivolgo a Faraday un cenno secco del capo. Fai pure, scaglie blu. Vediamo come funziona questo tuo giocattolo mormoro a bassa voce. Quando la scarica mi colpisce, stringo i denti senza emettere un suono, lasciando che il calore dell'elettricità stimoli il sangue e chiuda la ferita sotto le mie scaglie verde-azzurre. Il sollievo però dura un istante, perché le parole del Rettore riguardo alle "pozioni adatte alla bisogna" fanno scattare immediatamente un campanello d'allarme nella mia testa. Ripenso all'uomo deforme sul pavimento della locanda e ai tentativi disperati della prigioniera di indursi il vomito. Intervengo prima ancora che il Rettore possa rispondere alla domanda di Duval, la mia voce è piatta ma carica di una gelida nota di avvertimento. Spero per voi che non si tratti di sieri o intrugli che provengono dagli stessi laboratori che stiamo cercando di ripulire dico, fissando il capo dell'Accademia. Abbiamo appena visto cosa fanno le pozioni della setta a chi le ingerisce. Se date da dare a quella donna un'altra miscela misteriosa, rischiate solo di trovarvi un altro abominio che vi sfascia l'ufficio. O di farla tacere per sempre. Incrocio le braccia, aspettando di capire quanto i saggi di questa città siano effettivamente consapevoli dei veleni che circolano sotto i loro nasi. @DM
  12. Avrei voluto evitare ma è andata cosi . Io andrei dai fratelli e gliene direi quattro .
  13. Kaelenys Vaelthara Le battute sui ghiri e la deviazione della conversazione verso la caccia mondana lasciano i miei lineamenti del tutto immobili. Volgo lentamente lo sguardo verso l'orizzonte, dove il sole sta ormai scomparendo, mentre il mantello di seta marina azzurro cupo si adagia sulle piastre d'acciaio. Faccio un solo, misurato cenno d'assenso verso Yazda e Quorin, indicando che la farsa per ottenere una parvenza di ingaggio è conclusa. Fletto leggermente le ginocchia per rimettermi in marcia, voltando le spalle al magistrato per attendere che il gruppo si stacchi dal magazzino e si riunisca in un luogo più isolato.
  14. Mevrah, The Witch Sono seduta in un angolo della sala comune già da ore, immobile come una statua di carne verde, con le braccia incrociate sul petto coperto di feticci. Mentre gli altri entravano nella stanza trascinando i piedi e sbadigliando, io avevo già completato la mia comunione con la maschera demoniaca da tempo. Due sole ore di riposo mi sono bastate per rigenerare il sangue e ricaricare la mia magia; il resto della notte l'ho passata a godermi il silenzio e il terrore strisciante di questa topaia di città. Vedere il nano e gli altri avventarsi sul porridge e sulla carne secca mi provoca un moto di profondo disgusto, visibile nel modo in cui la mia maschera di legno si inclina verso di loro. Spingo via con un dito artigliato la ciotola spartana che mi è stata lasciata davanti, senza sfiorare un solo boccone. L'anello che porto al dito mi rende superiore anche a queste misere necessità mortali. Siete uno spettacolo vomitevole. gracchia la mia voce, rompendo il brusio della sala con la sua solita tonalità acida e stridula. Passate l'intera notte a poltrire come larve e la prima cosa che fate al risveglio è riempirvi la pancia di fango e avena, mentre fuori le mura i vostri futuri carnefici stanno già affilando le lame. Mi alzo di scatto, facendo tintinnare i piccoli teschi appesi alla camicia nera, e stringo il logoro mantello marrone-rossiccio sulle spalle. Chi ammazziamo oggi, nano? Chiunque si metta sulla mia strada. Muovetevi a ingurgitare quel becchime e andiamo a vedere quanta carne da macello è rimasta da raccogliere sui bastioni.
  15. L'ingresso del gruppo a Riverbend si trasforma ben presto in una piccola attrazione paesana. La bizzarra processione , guidata da Ramo di Larice che sparge l'aroma soporifero e da un'imponente Aelthara che avvolge protettiva il Signor Baffi nel mantello, seguita da Eol, Godhura, la timida Pervinca e da un agile gruppo di felini miagolanti , attraversa il mercato tra gli sguardi incuriositi dei cittadini. In fondo alla fila, Fritz sfrutta la confusione per distanziarsi leggermente. Rispondendo all'elfa con il suo solito piglio disinvolto, si tiene al riparo dagli sguardi inquisitori e approfitta della marcia per sbirciare con discrezione i fogli di pergamena sottratti nella grotta: si tratta di schemi alchemici appuntati a mano e rotoli di trasporto, contenenti date di spedizione e cifre legate al carico di ferro di Riverbend. Attraversato il cortile in pietra del Presidio, il gruppo fa il suo ingresso nel salone principale. La vista di una dozzina di gatti che trottano serenamente dentro la caserma fa sobbalzare un paio di reclute di guardia e fermare a metà le penne degli scrivani. Il Capitano Gorak, seduto dietro la sua pesante scrivania di quercia coperta di mappe e verbali, solleva lo sguardo sgranando gli occhi. Si alza in piedi lentamente, sporgendosi sopra il bancone mentre due gattini soriani vanno a strofinarsi contro i suoi stivali di cuoio. Ma che diavolo... Argentaria? Ramo? esclama Gorak, passando lo sguardo sorpreso da Aelthara alla colonna di felini, per poi posarlo su Pervinca e su Fritz. Avevo chiesto il recupero del micio di Madame Elsbeth, non di trasformare la mia caserma in un gattile cittadino! Godhura ed Eol prendono la parola spiegate le dinamiche del bando , la guardia cittadina deve registrare il ritrovamento degli animali smarriti per permettere ai legittimi proprietari di riscattarli e corrispondere le taglie pattuite. Gorak, scuotendo la testa con un misto di rassegnazione e divertimento, fa un cenno a una delle reclute: Va bene, va bene! Mettete i felini nel cortile interno prima che scappino di nuovo o graffino i faldoni degli archivi. Registrate i nomi dei proprietari che hanno sporto denuncia e preparate le ricevute per le ricompense individuali. La recluta annuisce energicamente e inizia a conteggiare i gatti guidati da Ramo, compilando i primi fogli di riscossione. L'atmosfera nel Presidio cambia tuttavia di colpo quando Aelthara muove un passo avanti, indicando la presenza di Pervinca e mostrando i campioni di ferro e spezie portati dalla caverna. Il Capitano Gorak fa un gesto con la mano, facendo uscire gli altri secondini dalla stanza e chiudendo la porta del suo ufficio. Il suo sguardo si fa immediatamente serio e professionale: Parlate. Cosa avete trovato in quella grotta? E cosa c'entra l'apprendista del faro? Pervinca si stringe nelle spalle, mentre l'attenzione di Gorak si sposta sui dettagli forniti , le casse recanti il marchio ufficiale delle fonderie di Riverbend, la seconda uscita boscosa e le impronte di stivali ferrati. @ Tutti
  16. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    La figura curva avvolta nella tela cerata arresta i propri passi a un metro da Zarath, ignorando la barriera muscolare tesa dal barbaro. Sotto le bende logore, i suoi occhi gialli e luminescenti compiono un movimento lento e calcolato, scivolando sulle facce del gruppo, per poi fissarsi con spietata precisione sulla lama di Shamàsh e sulla cassa protetta dal tiefling. Un suono aspro, simile a due pietre focaie sfregate tra loro nel buio, esce dalla sua bocca coperta. È una risata secca, priva di calore, che interrompe di colpo l'urgenza di Fiore. Il vecchio mercante ritira lentamente le dita nodose dalla cassa, incrociando le braccia sul petto che puzza di acido mentre la manifestazione infernale di Zarath fa vibrare le lamiere dei banchi e Shamàsh inonda la banchina di una maestosità magnetica. Tre scalpelli in Ferro di Luna? Pensate davvero che un vecchio ricettatore del fango saprebbe cosa farsene degli strumenti sacri che spengono i nodi del mondo? gracchia il vecchio, e il suo tono muta, perdendo ogni traccia di minaccia per diventare una fredda, distaccata valutazione. Chi cede le proprie armi e il Ferro di Luna al primo ricatto, per quanto nobile sia la causa, non ha la forza per sopravvivere alle montagne a Nord-Ovest. Volevo vedere quanto foste disperati, stranieri. Volevo pesare la vostra volontà prima di aprire i miei magazzini. Dall'alto della volta fossile, il fruscio delle zampe chitinose si attenua. Le massicce creature metà ragno e metà umane allentano i grandi archi d'osso, arretrando lentamente nelle ombre delle ragnatele d'acciaio, colpite dal calore dorato degli occhi di Shamàsh e dal boato profondo evocato dal barbaro. L'anziano contrabbandiere fa un cenno secco dietro le spalle, e due figure bendate più giovani scattano all'istante verso una catapecchia laterale, riemergendo poco dopo con pesanti mantelli di pelliccia delle rocce, razioni di funghi disidratati e una fiala di vetro plumbeo sigillata con ceralacca. Il prezzo per lo zolfo e le pellicce non sono i vostri scalpelli, continua il vecchio, mentre una delle figure porge la fiala a Selyra. L'oro dei vivi qui non vale nulla, ma gli elisir della superficie e i filtri alchemici che avete con voi , datemi tre dei vostri gingilli minori o delle vostre pozioni di scorta che tenete nei borselli, robaccia che posso rivendere e il baratto sarà concluso. Questo posto è un covo di reietti, ma sappiamo riconoscere chi sta portando una guerra ai Signori della Notte. Il vecchio sposta poi gli occhi gialli su Shamàsh, rispondendo alla sua domanda mentre Kaelen allunga una mano tremante verso il vetro dei sali che Selyra tiene tra le dita. Mi chiedi dei vampiri, Paladino? Linden non ha alleati, ha solo schiavi o nemici. Noi del Pozzo siamo la feccia sacrificabile che raccoglie i loro scarti e contrabbanda il sangue infetto che rifiutano. Ci tollerano qui sotto solo perché restiamo fuori dai loro affari e loro preferiscono non infilare le zanne nell'oscurità di questa caverna. Ma ora che avete ridotto la loro cacciatrice in polvere a Porto Scoria... la tregua tra il Pozzo e la superficie è appesa a un filo sottilissimo. Vi conviene rimettere in sesto il vostro guscio di guida e sparire tra i canali prima che Linden mandi i suoi emissari a cercarvi. Kaelen emette un rantolo soffocato, con il fluido scuro che ormai gli bagna il mento, mentre il tempo per la sua salvezza è finalmente giunto. @ Tutti
  17. La scialuppa scivola silenziosa sulle acque scure del canale, allontanandosi definitivamente dai moli della Vecchia Corderia. La coltre di nebbia innaturale, densa e fredda come cenere, si chiude alle vostre spalle, attutendo i rumori lontani della città. Ravska prende posto a bordo, immobile e vigile, tenendo gli occhi fissi sul corpo legato di Brandon il Sanguinario in un silenzio carico di riflessioni. Sa bene che l'Abbazia dell'Alba Radiosa è l'unico porto sicuro in questo momento, prima di poter riprendere il viaggio. James, seduto a poca distanza tra i teli bagnati, intercetta quella tensione sul volto della compagna, mormorando una sommessa parola di avvertimento per condividere il peso della vigilanza prima che l'oscurità del porto possa riservare brutte sorprese. La traversata dura lunghi minuti di totale cecità visiva. Poi, la prua della scialuppa impatta dolcemente contro i piloni di legno di una banchina secondaria, seminascosta sul retro del distretto del tempio. Ad attendervi sul molo privato dell'abbazia non c'è il vuoto, ma il riflesso rassicurante delle torce della guardia. Un drappello di quattro paladini di Lathander, avvertito dai segnali d'intesa di Lady Alandra, scatta immediatamente in avanti per afferrare le cime e mettere in sicurezza lo scafo. Padre Kaelen emerge subito dopo dalle ombre del camminamento superiore, stringendo il seu medaglione solare mentre esamina l'imbarcazione con ansia malcelata. Non appena i teli catramati vengono rimossi, rivelando i tre chierici di Selûne protetti sul fondo, sul volto dell'anziano sacerdote si dipinge una smorfia di profondo sollievo. Il Signore del Mattino sia lodato, sussurra Padre Kaelen, facendo un cenno rapido ai suoi guaritori. Siete tornati vivi, e i nostri fratelli della Luna Silente sono di nuovo sotto la luce. I paladini si muovono con efficienza marziale. Sollevano con delicatezza i tre sacerdoti svenuti, trasportandoli immediatamente verso le infermerie del tempio per prestare loro le prime cure e lenire i postumi della prigionia. Un secondo gruppo di guardie, invece, afferra con decisione le spalle di Brandon il Sanguinario, tirandolo fuori dal fondo della scialuppa come un sacco di merci. Quando Padre Kaelen riconosce il volto del capitano pirata dietro i legacci, i suoi occhi si sgranano per lo stupore. Avete catturato Brandon in persona... dice il chierico, guardando prima Ravska e poi James con profondo rispetto. Questo cambia radicalmente le cose. Quest'uomo deve dirci immediatamente cosa sa sul culto di Shar e quali fossero i suoi reali obiettivi in questa città. Padre Kaelen fa cenno ai paladini di scortare il prigioniero direttamente verso gli alloggi di sicurezza dell'abbazia. Entriamo nelle sale interne dell'Abbazia: lì dietro le spesse mura di pietra saremo protetti e potremo farlo parlare in totale isolamento. Mettiamo quest'uomo sotto torchio ,dobbiamo estorcergli ogni informazione utile sui suoi alleati nelle ombre e capire cosa stia muovendo i fili di questa macchinazione. @ Tutti
  18. I sussurri tesi scambiate nell'oscurità delle casse metalliche ribaltate si spengono in un silenzio assoluto, carico di fredda determinazione. Le ironie di Shage sulla barba di Akseli e le valutazioni tattiche di Erik svaniscono mentre il gruppo, all'unisono, stringe la presa sulle armi. La decisione è presa: nessuna infiltrazione incerta tra i filamenti untevoli, nessuna preghiera alla cieca. Bonificherete l'area alle vostre condizioni, sfruttando l'unico, immenso vantaggio che l'oscurità della balconata vi ha concesso: la totale sorpresa. Valerius arretra di un passo nell'ombra della scala di ferro, stringendosi il pesante tomo al petto con freddo pragmatismo e mormorando le prime sillabe di un'interdizione arcana per proteggere la retroguardia, mentre gli occhi di Vaulath non si staccano per un solo istante dalla sagoma chitinosa posizionata a pochi metri di distanza. Il Ragno Mostruoso Grande continua a muovere i cheliceri bagnati di acido nel buio, del tutto ignaro del fatto che la morte stia per calare su di lui. I suoi otto occhi vitrei sono focalizzati sui canali di scolo del bronzo, e le ragnatele di Divinazione fluttuano immobili nell'aria satura di umidità. Poi, la linea d'acciaio scatta. Gaius ed Erik si muovono come un unico blocco coordinato di muscoli e piastre metalliche, imprecando con violenza sul granito umido. I cinque metri che vi separano dal mostro vengono azzerati in un battito di ciglia. Lo spadone a due mani dello scudiero corazzato compie un arco perfetto e spietato nella penombra, calando dall'alto con una forza d'impatto spaventosa che spacca di netto le piastre del carapace superiore dell'aracnide, sollevando una pioggia di umori nerastri. Un istante dopo, la lama di Erik si insinua nello squarcio aperto dal non-morto, affondando profondamente nel cefalotorace della bestia e recidendo le prime giunture delle zampe destre. Prima che l'aracnide mutilato possa emettere un verso o tentare di arretrare, l'ombra massiccia di Vaulath torreggia sopra di lui: i muscoli da Goliath del druido si flettono nell'assalto, sferrando un colpo brutale che schiaccia i cheliceri inferiori e immobilizza il mostro sul pavimento delle fonderie. Il Ragno Grande è stato colto totalmente alla sprovvista, orribilmente mutilato dall'assalto concentrato della prima linea e ridotto a un ammasso di chitina spaccata che arranca nel proprio sangue scuro, incapace di reagire. Tuttavia, il fragore della carica e lo schianto del metallo sulla roccia hanno infranto l'isolamento acustico delle fonderie inferiori. Dall'oscurità oltre il Pilastro Centrale, le ragnatele arancioni iniziano a vibrare all'unisono, risuonando come un'immensa campana d'allarme sensoriale che si propaga verso i livelli più profondi della montagna. Il secondo Ragno Grande blocca la sua ronda sul lato destro della stanza, facendo ruotare il corpo peloso verso la vostra posizione, mentre da dietro la colonna portante si avverte il pesante, ritmico e minaccioso ticchettio delle zampe del Ragno Enorme , che inizia a muoversi per rispondere alla violazione del suo territorio. @ Tutti
  19. La conversazione attorno al tavolo si sviluppa a voce bassa, protetta dal calore del focolare e dal brusio costante della clientela del Corvo d'Oro. Mentre l'oste halfling si avvicina per raccogliere le ordinazioni di cibo — portando rapidamente i primi boccali di idromele, il liquore e la promessa di pane, carne, arrosto e zuppa calda per combattere il gelo esterno — Lord Eryndor ne approfitta per gestire la logistica. Interpella il cameriere per assicurarsi due stanze per la notte, così da garantire il giusto pudore alle fanciulle della compagnia, e valuta insieme a Lorelai l'opportunità di rimandare l'acquisto del pony alla partenza per Norvik, dopo aver sentito il resoconto mattutino di Mastro Thargor. Lorelai accenna un brindisi di ringraziamento e si versa del liquore, scambiando una battuta ironica con Godluin che le raccomanda visibilmente preoccupato di andare piano, ricevendo come risposta una pronta smentita sul fatto che non consumi mai di fretta. Neltrimenti, Arkyn e lo stesso Godluin mantengono gli sguardi vigili sulla sala per intercettare eventuali occhiate indiscrete da parte dei mercanti in arancione o dei minatori. La tensione però si concentra tutta sulla parte del tavolo occupata da Tiburzia e dallo straniero rinvigorito. L'elfo ferma il boccale a mezza altezza quando la strega formula la sua domanda a bruciapelo, calando la voce fino a un sussurro. Al sentire il nome del suo clan, gli Scavatori d'Inverno, l'espressione dell'uomo muta vistosamente: i suoi occhi scuri si dilatano e una frazione di secondo dopo si guarda intorno tormentato, assicurandosi che lo sguardo dei Bugbear alla porta o dei braccianti vicini sia altrove. Sotto il tavolo, le sue dita stringono convulsamente la camicia lacerata nel punto in cui è nascosto l'artiglio di gufo. Il mio nome è Elenion, risponde infine, con un fil di voce che trema malgrado la febbre sia svanita. Preso sotto scacco dal tono lento e pacato di Tiburzia e dal movimento innaturale della sua ombra sul muro, l'elfo china il capo verso il centro del tavolo, costringendo anche Arkyn, Lorelai e Godluin a protendersi per sentire. Sì... custodiamo i tumuli. O almeno, questo è ciò che faceva la mia gente prima che la Febbre dell'Oro infettasse ogni cosa. Io sono sceso nelle profondità della terra, ho infranto il nostro tabù più sacro ed è esattamente per questo che mi trovo a Crunrith, marchiato come reietto e scacciato dal mio stesso sangue. Ho visto cosa si nasconde là sotto, e che gli anziani lo sanno da generazioni. Elenion sputa un grumo di sangue scuro in un fazzoletto e vi fissa uno a uno, abbassando ancora di più il tono della voce. Quei due carrettieri che mi stavano spezzando le costole non volevano solo un medaglione da rivendere. Gridavano che gli elfi stanno distruggendo le vie commerciali del Consorzio e del Sindacato per ordine dei signori del sud. Ma la verità è un'altra. Le carovane che spariscono nella Selva d'Ombra non vengono assaltate per i soldi... è la foresta stessa che si sta ribellando perché i nani e gli umani stanno scavando dove non dovrebbero. Hanno aperto una breccia sotto le Colline Frastagliate, vero? Lo sento dal freddo che vi portate addosso. Se avete violato il granito nero del Muro del Mondo, avete risvegliato qualcosa che gli Scavatori d'Inverno hanno giurato di tenere sepolto per sempre... @ Tutti
  20. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdS in La luna Rossa
    Ottima domanda , la risposta è che non lo sapete , magari ne basta uno solo .
  21. Jane Doe Il mio elmo corvino si volge lentamente verso Gaia quando mi offre il comando dell'interrogatorio. Un impercettibile cenno del capo sancisce la mia approvazione. Non provo alcun piacere nel tormentare la carne, né mi muove la rabbia che provano i vivi dopo un ferimento; per me, questo è solo un calcolo spietato per sradicare la corruzione che offende il disegno del mio Patrono. Faccio un passo avanti, lasciando che la mia figura torreggi sopra l'Oni svenuto e legato. Allungo una mano guantata verso Izhu, prendendo rudemente le lettere dalla grafia elegante e i registri rozzi che ha appena trovato, prima che possa metterli via. Li scorro rapidamente con i miei occhi glaciali, per poi chinarmi sulla massiccia faccia di Kobuki. Senza esitare, allungo le dita e gli afferro rudemente i capelli o un corno, strattonandogli la testa all'indietro per costringerlo ad aprirli. Nel frattempo, lo Spettro Maledetto sopra di lui fa vibrare la sua alabarda d'ombra, riversando un freddo mortale sul petto del gigante. Svegliati, Kobuki dico, la mia voce distorta che risuona come un sussurro raschiante nella pietra. Il tuo tempo per dormire è scaduto. E la tua messinscena gassosa non ti salverà una seconda volta. Gli sventolo i fogli e i registri davanti agli occhi iniettati di sangue, fissandolo senza un briciolo di calore. Sappiamo già tutto dei tuoi intermediari. Sappiamo dell'oro che ricevevi da terzi, degli amuleti che compravi dal sacerdote traditore Izari all'esterno della valle, e di come li usavi per corrompere gli spiriti dell'acqua. Questo registro rozzo è la lista della tua condanna, e queste lettere eleganti portano il nome del tuo vero padrone. Aumento la pressione psicologica, lasciando che l'armatura d'ombra esali filamenti scuri attorno a noi. I miei compagni vogliono lasciarti respirare perché la Kitsune ha ancora pietà di te. Io non ne ho. Dimmi chi finanziava questo oro dall'esterno e cosa stavate pianificando di fare con quegli amuleti lungo la vallata di Xang. Parla, o permetterò alla tua ex sentinella di risucchiare la tua linfa vitale un pezzo alla volta, lasciandoti un guscio vuoto e cosciente prima che tu possa persino vedere il tramonto. Mentre gli parlo, lancio un'occhiata rapida al contenuto delle lettere per cogliere al volo qualche nome, sigillo o luogo specifico da usare come ulteriore leva psicologica durante le sue risposte. @ DM
  22. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    La figura curva avvolta nella tela cerata arresta i propri passi a un metro da Zarath, ignorando la barriera muscolare tesa dal barbaro. Sotto le bende logore, i suoi occhi gialli e luminescenti compiono un movimento lento e calcolato, scivolando prima sulla borsa di Fiore, poi sulla mano di Selyra che stringe quella della guida, e infine posandosi sui residui di cenere argentea che ancora macchiano i loro abiti. Un suono aspro, simile a due pietre focaie sfregate tra loro nel buio, esce dalla sua bocca coperta. È una risata secca, priva di calore. Salve, gatta della superficie...gracchia il vecchio, con una voce che sibila tra le fessure delle bende. E salve a te, barda drow, che stringi la mano a un morto che cammina. L'anziano individuo solleva un braccio nodoso, anch'esso interamente fasciato, indicando Kaelen con un dito ricurvo. Lo zolfo purificato non è acqua di sorgente che scorre per chiunque abbia la gola secca. In questo buco sottoterra nessuno regala il respiro a chi lo sta perdendo. "Qualsiasi cosa in cambio", dici? Le suppliche e le promesse sono la moneta dei disperati, ragazzina. E qui al Pozzo quella valuta ha perso valore prima ancora che voi nasceste. Il suo sguardo giallo si sposta, lento e pesante, sulla cassa che Zarath protegge con tanta ferocia. Le sue pupille verticali si dilatano per l'avidità. Le storie di ciò che è accaduto a Porto Scoria corrono lungo i canali di scolo molto più velocemente dei vostri stivali. Sappiamo chi è bruciato sul molo. Sappiamo cosa avete strappato alle fiamme del galeone di Linden prima che fuggisse come un cane bastonato. Dall'alto della volta fossile, il fruscio delle zampe chitinose si fa improvvisamente più intenso. Due di quelle massicce sagome pallide si sporgono dai ballatoi superiori, tendendo le corde dei loro grandi archi d'osso con una lentezza studiata. I loro occhi neri e multipli riflettono la luce viola delle lanterne, puntati dritti sui viaggiatori. Attorno ai banchi del mercato, le altre figure bendate interrompono i loro sussurri, immobili. Il vecchio mercante compie un mezzo passo indietro, infilando le dita nodose nelle pieghe del suo mantello che puzza di acido. I sali che tengono in piedi il vostro guscio di guida sono nel retro della mia catapecchia. Ma l'oro non si mangia e non protegge dal gelo delle montagne, quindi scordatevelo. Se volete che l'uomo continui a respirare, e se volete le pellicce per superare i picchi a Nord-Ovest, il prezzo è uno solo. Il vecchio fissa Zarath dritto negli occhi, poi indica la cassa con un cenno del mento. Tre scalpelli. Voglio tre degli scalpelli in Ferro di Luna contenuti in quella cassa. Questo è il baratto. Prendere o lasciare, stranieri. Ma decidete in fretta. Kaelen, con la schiena premuta contro il montante della passerella, emette un rantolo soffocato. Un rivolo di fluido scuro e denso inizia a colargli dall'angolo della bocca spaccata, segno che il tempo a sua disposizione sta per scadere del tutto @ Tutti
  23. La tua mente millenaria, sintonizzata sulle rigide ma perfette leggi della geometria e delle forze, rifiuta di cedere al panico del fango. Nel silenzio cupo del condotto, mentre il rombo dell'acqua che sale sembra voler soffocare anche il battito del tuo cuore mortale, calcoli millimetro per millimetro la distribuzione del peso. Quelle lastre di pietra crollate dalla Città Alta sono massicce, incastrate come un dente d'acciaio nella roccia viva del condotto; la spinta del gorgo, per quanto furiosa, si sta concentrando tutta contro le travi di legno marcio al centro, il vero punto debole della diga. Al tuo ordine secco, Skraa non perde un solo istante in proteste. Si schiaccia contro la parete laterale di pietra grigia, rannicchiandosi fino a diventare un piccolo grumo scarlatto tra la melma, e stringe il bastone al petto guardandoti con gli occhi sbarrati. Fai attenzione, elfo... se quel legno cede di schianto, l'onda ci trascina giù! sussurra la goblin, trattenendo il fiato. Ti posizioni accanto a lei, affondando gli stivali nel fango viscido del fondo per trovare la massima stabilità. Sollevi il falcione d'acciaio, sfruttando ogni centimetro del suo lungo allungo, e punti la lama dritta verso il cuore del groviglio. Con un unico, calibrato affondo, guidato dalla precisione e dalla fermezza che Corellon ha restituito alle tue braccia, colpisci la trave portante centrale. Il ferro benedetto morde il legno marcio con un colpo secco che rimbomba nella volta. Per un battito di ciglia, il tempo sembra fermarsi nel condotto. Poi, con uno scricchiolio sinistro e prolungato, la trave si spezza in due. La reazione è immediata: privata del suo fulcro, la diga improvvisata cede esattamente come avevi previsto. Sotto l'immensa pressione accumulata, l'acqua fangosa trova un varco centrale e vi si scarica dentro con la violenza di un piccolo torrente in piena. Un'ondata di detriti, rami spezzati e melma nera esplode letteralmente verso il basso, sfrecciando al centro della galleria in un turbine di schiuma e schizzi gelidi che investono il tuo mantello, ma la pendenza convessa del pavimento devia il grosso della forza lontano dalla parete laterale. Rimani immobile, saldo come una colonna d'Arvandor, mentre la furia dell'acqua vi scorre a pochi centimetri, svuotando il bacino superiore in una manciata di secondi mozzafiato. Quando il fragore si placa, trasformandosi nel sommesso e regolare scorrere della pioggia di Ches, l'ostacolo è svanito. La via superiore del condotto è libera, aperta e lavata dalla melma. Skraa solleva lentamente la testa dal cappuccio fradicio, sputando un po' d'acqua sporca e guardando lo spazio vuoto davanti a voi con la bocca spalancata. Si tocca le orecchie verdi, quasi a voler verificare di essere ancora intera, poi ti lancia un'occhiata in cui la sorpresa si mescola a un briciolo di autentico sbalordimento. Per gli occhi di Shar... ha funzionato davvero. mormora la Spezzacifre, rimettendosi in piedi con un ghigno sghembo e ripulendosi la cappa. Sei tutto matto, orecchie lunghe, ma devo ammettere che sai come far muovere quel ferro. Il livello dell'acqua sta scendendo, la strada è pulita. Senza perdere altro tempo, riprendete la salita forzata lungo la galleria di pietra. Man mano che vi addentrate nel cuore della collina, il condotto devia verso l'alto con una rampa di gradini di servizio scavati nella roccia viva, finché la volta sopra di voi non si interrompe. Vi ritrovate in una camera di snodo sotterranea, un ambiente quadrato e asciutto interamente rivestito di blocchi di granito squadrati. Proprio sopra le vostre teste, incassata nel soffitto di pietra, si staglia una massiccia botola di ferro battuto, sormontata da un pesante contrappeso a catena: l'accesso verticale che conduce direttamente al Deposito Tre della Dogana della Città Alta. Skraa si posiziona sotto la botola, allungando le orecchie per ascoltare i rumori provenienti dal piano superiore. Rimane immobile per un intero minuto, tesa, mentre il cristallo rosso del suo bastone pulsa debolmente nell'oscurità. Infine, scivola di lato, facendoti cenno di abbassare la luce della tua scurovisione. Ci siamo, Silyndor. Siamo esattamente sotto il pavimento del deposito principale. sussurra la goblin, la cui voce ha perso ogni traccia di ironia per farsi tesa e guardinga. Di sopra è tutto silenzioso, la ronda del Pugno di Fuoco deve essere passata da poco. Ma sento un debole ronzio nell'aria... il vecchio Zephyr aveva ragione, c'è un allarme arcano sintonizzato sui cardini di questa botola. Se provo a spingere il ferro senza prima isolare la runa di contatto, i soldati sulle torri sapranno che siamo qui prima ancora che io possa poggiare i piedi sul pavimento. Questa volta mi serve che tu usi quegli occhi sacri per indicarmi dove corre il filo della Trama, o rischiamo di far risuonare le campane dell'intera Città Alta.
  24. Garok Fireheart , Mezzo Gigante Combattente Sollevo una delle pesanti spade corte appena estratte dalla tela cerata, facendola girare tra le mie dita con una smorfia di disappunto prima di rimetterla a posto. Lance, alabarde, balestre smontate... un intero arsenale da guerra, stipato in casse borchite e protetto dall'umidità con cura quasi militare. Questa non è la robaccia rimediata da un gruppo di contadini disperati; questa è una fornitura programmata da qualcuno che sa come si finanzia una rivolta di sangue. Annuisco cupamente alle parole di Lavelior, incrociando le braccia al petto mentre tengo d'occhio Korsec. Do un rapido cenno d'intesa a Milo e ad Aiembat che escono per sorvegliare il perimetro e seguire le tracce dei fuggiaschi , muoversi d'anticipo è la scelta migliore per evitare brutte sorprese all'arrivo dei soldati. Lavelior ha ragione, Korsec. Questa roba non viene dalle fucine di un villaggio sperduto...dico, la mia voce profonda che risuona grave nel magazzino mentre fisso il nano con freddezza. C'è un esercito intero smontato in queste casse. Spade corte, punte di lancia, balestre... chiunque vi abbia venduto questo carico voleva un massacro, non una protesta per le tasse. Faccio un passo avanti, proiettando la mia mole imponente sul prigioniero rimasto in silenzio. Come detto il figlio del Conte sta arrivando, e quando vedrà questo arsenale, non ci saranno molte domande da fare. Se vuoi salvarti la pelle, ti conviene iniziare a parlare adesso. Chi ha pagato per queste armi? E chi, dentro le mura del castello, vi ha garantito che sarebbero arrivate fin qui senza problemi?

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