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Dardan

Circolo degli Antichi
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  1. Eleanor Studridge La richiesta di Mayu mi congela sul posto. Seguirla da sola mi fa scattare dentro un allarme. Chi mi dice che non sia un altro inganno? Stringo le braccia intorno al petto, cercando di fare scudo anche al grosso rospo che tengo goffamente in braccio. Il contatto con la sua pelle umida e fredda è l'unica cosa reale in questo incubo. Rimango nell'ombra del tunnel sottomarino, guardando la sacerdotessa con profonda diffidenza mentre la testa continua a pulsarmi dolorosamente , faccio un piccolo passo indietro. No. Il mio sussurro esce tremante e stanco. Se hai qualcosa da dirmi, puoi farlo anche qui, davanti a tutti. Non ho intenzione di spostarmi da questo tunnel. Sistemando meglio il rospo tra le mie mani, rifiuto di fare anche solo un passo verso di lei e aspetto la sua reazione.
  2. Il comando silenzioso impresso nelle tue dita fende la nebbia del mattino con la precisione millimetrica di un codice militare... Daran afferra saldamente i freni di cuoio dei muli, bloccando le bestie da soma all'istante, mentre Lyra Thorne scivola giù dal pianale con un movimento fluido e felpato, sfilando il pugnale dall'osso prima di accodarsi ai tuoi passi... ti schiacci rasente alla parete di pietra calcarea ricoperta di licheni umidi, lasciando che il mantello grigio si confonda con le venature della roccia bagnata... muovi un tallone alla volta nel fango viscido, controllando il respiro mortale per non far vibrare le maglie di ferro del giaco sotto la tunica... i tuoi occhi crepuscolari scansionano l'angolo cieco dello spuntone mentre copri gli ultimi quattro metri che vi separano dal debole, sommesso lamento di sofferenza... Giri l'angolo a baricentro basso, la glaive spianata e pronta a intercettare qualsiasi slancio... ma la trappola acustica che si palesa nella foschia svela l'agghiacciante veridicità di una manovra d'aggiramento organizzata... Dietro la roccia non c'è il cacciatore con gli stivali... c'è solo un giovane cucciolo di volpe, ferito alla zampa e legato saldamente a una radice con un laccio di cuoio bagnato, lasciato lì a gemere per isolare la tua avanguardia lontano dai carri... Nello stesso istante , dieci metri più indietro, un'ombra si sgancia dalle fronde alte che sovrastano la carreggiata, calando sul pianale del carro principale con un tonfo pesante, disordinato, privo di qualsiasi slancio offensivo... l'impatto fa sussultare il legno e i muli si impennano nei finimenti, sbarrandovi l'unica via di ritirata... ti volti all'istante insieme a Lyra, scattando fuori dallo spuntone di roccia con l'acciaio sollevato, ma la scena che si palesa nella nebbia mattutina si trasforma in uno shock viscerale... La creatura che indossa gli stivali borchiati è un Ghoul, ma la sua figura emana una disperazione spettrale... la sua pelle cinerea è tesa sulle ossa, devastata da escrescenze violacee dovute agli influssi della Magia Matta, e si è accasciata in ginocchio sopra il vostro carico, tremante, con le mani artigliate protese in avanti in un muto gesto di supplica... le sue due sole pupille vitree ignorano la tua lancia e si fissano sul vecchio boscaiolo a terra... Dietro di te, Daran lascia cadere l'accetta nel fango... il suo volto rugoso sbianca completamente nella foschia, mentre le suas labbra tremano nel riconoscere i lineamenti deformi del non morto e quegli stivali borchiati usurati... Santi dei cieli... Jarek?... sussurra il vecchio boscaiolo, la voce spezzata da un orrore e da una pietà indicibili, tu... tu eri rimasto sotto il crollo della vecchia segheria l'inverno scorso... tutti ti credevamo morto... Il non morto sul carro emette un rantolo soffocato, una voce che gratta contro la gola secca come pietra focaia, pronunciando parole faticose, spezzate dal terrore della sua stessa esistenza ma lucide, umane... le sue dita deformi si flettono convulsamente per lo stress emotivo dello stallo... Daran... vecchio mio... la foresta non mi ha lasciato andare... raschia la creatura sul carro, lo sguardo vitreo che si sposta verso di te, implorando la tua fermezza celestiale, ho ripulito i rovi stanotte... ho nascosto il fango nei campanelli per non farvi scappare... non voglio la vostra carne... ho bisogno di aiuto, elfo... l'inverno scorso la mia squadra ha dissotterrato una pietra nera sotto le radici, un vecchio idolo corrotto che ha fatto impazzire tutti... ha ridotto me in questo stato e ha lasciato i corpi dei miei compagni a marcire nella fossa da taglio, trasformati in carogne fameliche che ora infestano il sito... da solo non posso ripulire quel nido, sono troppi e l'influsso dell'oggetto mi toglie le forze... ho bisogno del tuo acciaio per sterminare i resti della mia vecchia squadra e fare a pezzi quell'idolo... aiutami a dare loro la pace e in cambio vi rivelerò dove si nascondono gli uomini con le corazze e le balestre... nelle ultime settimane nuovi soldati umani sono arrivati quassù e hanno fortificato i passaggi esterni con trappole di ferro e posti di blocco per sbarrare l'uscita dalla foresta... Daran è rimasto a valle e non può conoscere i loro nuovi nascondigli nella nebbia... io li ho spiati nel buio mentre piantavano i pali, conosco i loro turni, i loro punti ciechi e vi dirò come superare la loro linea senza che si accorgano dei vostri carri... ve lo giuro sul ferro che tagliavamo insieme... Lyra Thorne resta immobile accanto a te, stringendo il pugnale con le nocche bianche, lo sguardo sbarrato che passa dal vecchio Daran in lacrime al non morto in ginocchio sul carro...
  3. Potresti tirami le caratteristiche . e le regole sugli oggetti magici quali sono?
  4. Bene , grazie . C'è un limite al tipo di razza che si piò usare?
  5. Vivienne Larksong Sorrido di rimando alle parole della stregona, scuotendo leggermente la testa mentre mi ripulisco le mani dalla ruggine del vecchio cancello. Mantengo lo sguardo fisso oltre il varco, osservando le due sagome dei cultisti che si muovono sfuocate in mezzo alla coltre di fumo bianco. Sì, Kaerith, lo gnomo intende proprio il verso del gufo...sussurro, con una punta di divertimento nella voce smorzata.È solo un modo più ricercato per dirlo , dobbiamo solo contare tre richiami di quel volatile e poi scattare , il piano di Gib è sensato , muoverci ora che il fumo è denso giocherà a nostro favore , se li colpiamo di sorpresa mentre sono distratti dal fumo e dai colpi dell'ariete, non capiranno da dove arrivano i colpi. Imbraccio saldamente lo scudo, stringendo il martello da guerra con la mano destra. Faccio un profondo respiro per concentrarmi, posizionandomi proprio sul limitare del varco, pronta a scattare oltre la vegetazione. Tieniti pronta con la tua magia, al terzo verso, piombiamo su quei cultisti e liberiamo la porta posteriore per i sopravvissuti. Che la Signora d'Argento guidi i nostri colpi...
  6. @Alonewolf87 si potrebbero avere un gli estremi per creare il personaggio , così intanto si comincia a pensare a cosa poter fare .
  7. Io direi di colpire tutti insieme , senza aspettare di vedere se sopravvive al primo attacco .
  8. TdS

    Dardan ha risposto a Dardan a un discussione Topic di servizio in Adventure Quest
    No infatti non è scritto , si può supporre che dia da concordare.
  9. Tukgrik Duskhorn Osservo con vivido interesse la bottiglia di liquore...Bene , mi sembra un buon inizio...dico all'halfling... e tutto sommato visto dove ci troviamo il prezzo di soggiorno mi sembra onesto...
  10. Maybelle Petit Sono successe tante brutte cose qui vicino...dico rispondendo a Justerini...molto molto brutte , andarsene è stata la loto unica possibilità per sopravvivere... e visto lo stato non credo troveremo il resti di un corpo qui dentro , ma magari un oggetto particolare che hanno lasciato qui... vediamo comunque che non vi siano sorprese...e detto questo inizio a mormorare alcune parole arcane... @ DM
  11. La tua voce taglia il freddo dell'alba con la fermezza del marmo, fungendo da argine contro il panico strisciante che minaccia di soffocare la baracca... respingi la paranoia biologica della carne e ti rifiuti di piegarti al macabro guanto di sfida lasciato sul terreno... le tue parole costringono Lyra a distogliere gli occhi cangianti dalla carcassa lacerata del tasso; la mezzelfa scuote la testa per scacciare i rimasugli del sonno e ritrovare la spietata lucidità della gente di frontiera... annuisce alle tue disposizioni, serrando i pugnali al corpetto prima di scivolare silenziosa verso le stanghe dei carri per imbrigliare i muli nel minor tempo possibile, mentre il suo respiro corto tradisce la fretta di abbandonare quel perimetro violato... Al tuo fianco, il vecchio Daran si inginocchia nel fango calcareo, posando l'accetta sulla roccia per studiare la profondità e l'andamento delle impronte borchiate che circondano il rifugio... le sue dita nodose sfiorano il bordo di una suola impressa vicino alla fessura della porta, per poi scivolare lungo i tessuti strappati della piccola preda... il boscaiolo si blocca per un istante, gli occhi spalancati che fissano un punto esatto nel fango, mentre una ragnatela di rughe di puro terrore gli deforma il volto... Silyndor... guarda qui... guarda l'andamento del fango... sussurra l'anziano guardaboschi, la voce ridotta a un soffio rauco che tradisce uno shock viscerale, le impronte di questi stivali borchiati arrivano fin qui a passo d'uomo... poi, proprio davanti al filo di seta, la suola affonda con una pressione evidente e i passi successivi si stringono, si abbassano del tutto... chiunque indossasse queste calzature si è calato a quattro zampe per ghermire il tasso... non ci sono tagli di lama sulla carne, la preda è stata sventrata da una mascella tesa, affilata, capace di spezzare le ossa in un silenzio assoluto... questo essere calza stivali rubati a qualche morto, ha le mani per riempire il campanello di fango, ma mangia come una bestia e striscia nel buio... non sono gli uomini del Trono di Ferro, Silyndor... questa è una schifezza innaturale del bosco... una bestia mutata da questa magia matta che ha colpito le vecchie pietre... ci ha studiati da dietro le assi della porta... Il vecchio si rialza a fatica, ripulendosi le mani bagnate di sangue e brina sui pantaloni logori, indicando con un cenno del mento la direzione delle tracce che si addentrano lungo la via... Se avesse voluto ucciderci nel sonno, avrebbe dovuto forzare la sbarra e fare rumore, rischiando di svegliare te... ma ha capito che sei una preda pericolosa dopo il sangue che hai versato ieri contro il ragno... l'odore del tessitore abbattuto deve averlo attirato fin qui... ha preferito usare questo orrore per studiarci... e guarda come si allontanano le impronte... il passo borchiato è tornato lungo, eretto, deliberato... non sta scappando... questo predatore si sta limitando a precederci proprio lungo la nostra stessa strada, l'unica via pracabile per i carri, muovendosi nella nebbia per spingerci più a fondo nella boscaglia... Seguendo il tuo ordine perentorio, la carovana si rimette in marcia prima ancora che il sole pallido di Ches possa bucare la coltre grigia, riprendendo l'avanzata interrotta lungo l'anello dei boscaioli... i muli avanzano nel tunnel di vegetazione della pista da taglio, masticando nervosamente il freno di ferro per il terrore dell'odore selvaggio che ancora ristagna nell'aria... cammini in testa alla colonna con la glaive spiegata sotto il mantello, muovendoti come un'avanguardia silenziosa tra i rovi tagliati... la nebbia mattutina si fa sempre più fitta e opprimente tra i grigi tronchi, riducendo la visibilità a meno di sei metri e trasformando la boscaglia in un dedalo calcareo privo di punti di riferimento... mangiate le scorte fredde camminando, tenendo i sensi tesi mentre le orme degli stivali borchiati continuano a scorrere fresche sul fango della vostra medesima rotta, proprio davanti alle ruote... Dopo due miglia di marcia forzata nel silenzio soffocante della foresta, ti arresti bruscamente, sollevando il braccio per bloccare Lyra... proprio davanti a voi, la pista da taglio compie una svolta secca a gomito, aggirando uno spuntone di roccia calcarea coperto di muschio... le impronte borchiate che stavate seguendo si fanno improvvisamente confuse, strisciate nel fango, e svoltano l'angolo infilandosi nel punto cieco oltre la pietra... la tua eccezionale percezione cattura un suono provenire proprio da dietro lo spuntone, a meno di quattro metri di distanza...
  12. TdS

    Dardan ha risposto a Dardan a un discussione Topic di servizio in Adventure Quest
    Si .
  13. Freydis del clan dell'orso nero Ascolto le parole del vecchio sciamano senza capirci molto... la città è lontana , non riusciremo a tornare prima dello scambio...e io vorrei esserci...
  14. Al bancone della locanda, l'uomo in livrea arancione ascolta le parole decise di Lord Eryndor senza scomporsi. Quando il lord esige che si eviti di sputare a terra per illustrare i dettagli dell'offerta, il rappresentante dei Carrettieri solleva un sopracciglio, colpito dalla sua sfrontatezza. Un mezzo sorriso cinico gli increspa le labbra mentre Eryndor mette in chiaro il valore della propria compagnia, specificando che un comportamento alterato dall'alcol come quello della Shadar-kai non rispecchia affatto il loro valore professionale. L'agente del Sindacato incrocia le braccia sul petto pesante, sporgendosi leggermente in avanti per non farsi sentire dai tavoli vicini della Zona dei Disperati. Voi del sud parlate bene, Eryndor, ma quassù le monete pesano più dei titoli e il sangue scorre più rapido della birra, risponde l'uomo con voce bassa e roca. Se cercate qualcosa di più di una manciata di rami, siete nel posto giusto, ma non si tratta di un viaggio di piacere. Abbiamo tre carri blindati di rifornimenti alchemici e attrezzi pesanti che devono raggiungere l'avamposto di Deepstone, nelle prime Colline Frastagliate, entro tre giorni. La pista è battuta, ma l'ultima carovana è stata assaltata da un branco di bugbear e da qualcosa di peggio che scende dai picchi. Il Sindacato offre quaranta pezzi d'oro a testa per ogni lama che riporta i carri intatti, più un extra se mi portate la testa del capobranco dei selvaggi. Prendere o lasciare. Partenza domani all'alba. Nel frattempo, alla tavolata, le divergenze strategiche continuano a intrecciarsi sopra i piatti di peltro. Tiburzia, rimasta apparentemente impassibile durante la scaramuccia con i cavatori ma divertita dal fiasco sentimentale di Lorelai, sorseggia il suo vino speziato prima di proporre una rotta differente. La strega suggerisce di ignorare l'avarizia dei nani per andare a parlare direttamente con Borak del Consorzio Minerario nel Distretto dei Cortili, sperando in una retribuzione più alta e in scoperte interessanti tra le colline. Arkyn, continuando a consumare il suo cinghiale affumicato con un sorriso d'intesa rivolto a una Lorelai sempre più isolata nel suo disappunto alcolico, scuote le spalle ed esprime un parere opposto. Spiega che, pur venendo da terre prive di nani, sa che quelle creature mantengono sempre le promesse e che la loro gratitudine può rivelarsi preziosa, dichiarandosi propenso ad accettare proprio l'incarico delle gallerie allagate. Lorelai, ormai mezza sdraiata sul legno con i capelli che cadono come una cascata immobile dal bordo del tavolo, ignora i discorsi dei compagni e lo sguardo rimproverante che Eryndor le ha lanciato prima di allontanarsi. Alza un braccio pesante verso il centro della sala, urlando contro il baccano del Corvo d'Oro la sua richiesta disperata di un'altra bottiglia, l'unica compagna sicura in grado di riempire il vuoto che avverte dentro. L'allibratore dei Carrettieri, intanto, rimane in piedi davanti a Lord Eryndor al bancone, in attesa di capire se il condottiero intenda stringere il patto per i tre carri o se preferisca tornare a consultarsi con la sua divisa e bizzarra compagnia. @ Tutti
  15. James chiude gli occhi per qualche istante, sintonizzando i propri sensi sulla trama invisibile del Sanctum... @ James Quando James riapre gli occhi ed esprime la sua schietta riflessione sui miti del pirata, seguito dalla spiegazione di Raskva sul controllo delle rotte commerciali e sulla venerazione subacquea, l'atmosfera nella cappella si fa densa. Le due gemelle ascoltano ogni singola parola senza fiatare. Lyra abbassa lo sguardo sull'idolo d'osso che tiene tra le mani, sfiorando le incisioni grottesche con la punta delle dita chiarissime. Evadne, invece, mantiene la testa alta. Le sue grandi corna nere riflettono la luce pulsante della fonte mentre i suoi occhi verdi, identici a quelli della sorella, passano dalla guerriera allo sciamano con un'intensità quasi febbrile. Quindi per quell'uomo siamo solo questo... mormora Evadne, e per la prima volta la sua voce tradisce una nota di rabbia profonda, unita alla frustrazione di essere stata usata come una pedina commerciale. Una chiave per i suoi scrigni e per le sue navi. Ha orchestrato il debito dei Blissen solo per trasformarci nella sua proprietà legale. La tiefling si volta verso la fonte d'acqua al centro della stanza, osservando i cerchi concentrici argentei che continuano a muoversi da soli, reagendo alla loro vicinanza. La mamma scriveva che il mare ha una voce molto più antica di quella degli uomini della superficie, continua la ragazza, stringendo le dita scure attorno al ciondolo a forma di insetto verde. Se quelle creature laggiù ci vedono come divinità o come... Spose della Marea, come le avete chiamate voi... significa che il nostro sangue appartiene davvero a quel posto. Non mi importa se sono solo miti o credenze, James. Preferisco essere un mito per il popolo del mare piuttosto che una schiava nelle stive di un pirata di Tsurlagol. Lyra solleva finalmente il viso, guardando Raskva con un'espressione più serena, sebbene ancora segnata dalla stanchezza. Come si chiama... il posto in cui volete portarci? chiede l'elfa bionda con un sussurro gentile, cercando un punto fermo a cui aggrapparsi in quella tempesta di rivelazioni... La drow in avanguardia si stacca dalla parete di marmo, rinfoderando le armi con un movimento secco e guardando i due agenti della Morrigan & Larson con rispetto per la franchezza dimostrata. È il momento di dare un nome al loro destino, agenti, interviene l'elfa scura, tenendo la voce bassa per non spezzare l'intimità del Sanctum. Hanno il diritto di sapere dove le condurrà il vostro portale commerciale tra tre giorni. @ Tutti
  16. Le antiche sillabe della liturgia elfa risuonano nel semibuio della baracca com un sussurro d'argento, tagliando l'odore di polvere e muffa con una fugace e purissima fragranza di pino silvestre... sotto le tue dita la carne mortale risponde alla Trama, e il foro lasciato dal dardo si richiude in un battito di ciglia con uno spasmo freddo, lasciando sulla spalla sinistra una cicatrice scura, netta, specchio indelebile della tua ritrovata fragilità... il tuo sorriso beffardo e le confessioni sussurrate sulla tua antica e potente arroganza, sul tempo in cui potevi esigere che i Seldarine rimediassero alla morte dei tuoi protetti, calano nel silenzio del rifugio con il peso di una condanna... Lyra Thorne non distoglie mai gli occhi dal tuo petto, e quando le prendi la mano, cercando quel contatto carnale che sta diventando la tua unica e prepotente ancora in questo Faerûn ferito, senti le sue dita stringersi attorno alle tue con una forza disperata, quasi protettiva... Nessuno di noi è sprovveduto, Silyndor... altrimenti non saremmo sopravvissuti un solo giorno fuori da Waterdeep... sussurra la mezzelfa, la voce che vibra nel buio mentre asseconda la pressione della tua mano, i suoi occhi cangianti spalancati per lo stupore davanti alla ferita svanita, mio padre mi ha insegnato a difendere il ferro prima ancora di imparare a contare le monete... nel secondo carro ho alcune matasse di finissimo filo di seta e una scarsella di campanelli di rame... basteranno a circondare le ruote e a darci il preavviso se qualcosa dovesse strisciare tra le fronde... Poco distante, il vecchio Daran esegue i tuoi ordini con la metodica obbedienza dei vecchi boscaioli... solleva la porta di legno massiccio con un grugnito di fatica, incastrandola provvisoriamente contro l'intelaiatura di pietra calcarea e bloccandola dall'interno con una trave spezzata... per quanto fragile, lo sbarramento è solido, abbastanza da costringere chiunque a fare rumore per violare il covo... Uscite per pochi minuti nel freddo pungente del pomeriggio che sfuma del tutto, muovendovi come spettri nel fango della cresta rocciosa... Lyra tende quei fili invisibili tra i mozzi dei carri e i grigi tronchi adiacenti, posizionando i campanelli di rame a pochi centimetri dal suolo, mentre tu sfrutti i tuoi sensi e la tua visione per supervisionare il perimetro, assicurandoti che ogni potenziale linea d'approccio sia coperta dalla trappola acustica... i muli, sistemati sotto lo spiovente delle travi esterne, masticano il fieno secco in un silenzio paranoico, quasi avvertissero la necessità di non tradire la vostra presenza... Rientrati nel semibuio della baracca, disponente i giacigli di lana grezza sulle assi polverose... posizioni il tuo giaciglio esattamente di fianco al suo, e quando vi sdraiate nel buio fitto, l'umidità opprimente della foresta sembra quasi svanire, respinta dal calore ravvicinato dei vostri corpi... Daran si raggomitola sul fondo della parete di roccia, stringendo la sua lanterna spenta contro il petto e scivolando in un sonno pesante... La notte nel Bosco Nebbioso scorre via un turno di guardia alla volta, scandita dal freddo e dai rari, spettrali lamenti dei lupi in lontananza... ma la trappola acustica di Lyra rimane silenziosa, e i campanelli di rame non emettono un solo rintocco nel buio... Il mattino del giorno successivo sorge grigio, algido e saturo di quella foschia perenne che dà il nome alla foresta, filtrando come una luce cinerea attraverso le fessure della porta... ti ridesti dalla tua profonda meditazione avvertendo le forze che sono tornate a scorrere interamente nel tuo guscio biologico... la carne della spalla è completamente guarita e lo spirito è lucido, pronto ad affrontare la nuova giornata... accanto a te, Lyra si strofina gli occhi scuotendo la testa per scacciare i residui del sonno, mentre il vecchio Daran rimuove silenziosamente la trave di sbarramento e spinge le assi della porta verso l'esterno per controllare lo stato dei muli... Ma non appena l'aria gelida dell'alba penetra nel rifugio, il vecchio boscaiolo si blocca sul posto, emettendo un sussulto strozzato nella gola che vi fa scattare in piedi all'istante... Silyndor... Lyra... venite a vedere... sussurra Daran, la voce che trema mentre indica il fango bagnato dello spiazzo esterno, proprio a ridosso dell'intelaiatura di pietra... Superi la soglia a passi rapidi, stringendo l'asta della glaive, e ciò che si palesa sotto la luce cinerea dell'alba vi gela il sangue... a meno di due metri dalla porta, proprio sopra uno dei fili invisibili tesi la sera prima, giace la carcassa fresca di un tasso della foresta... l'animale è stato sventrato da morsi profondi e precisi, e il suo sangue scuro ha inzuppato la terra bagnata... ma la cosa inquietante è che uno dei campanelli di rame di Lyra si trova proprio lì, schiacciato e riempito di fango per impedirgli di suonare, e intorno alla carcassa si distinguono chiaramente le impronte fresche di pesanti stivali borchiati umani... impronte che aggirano il retro del secondo carro, si avvicinano alla fessura della vostra porta sbarrata e poi si allontanano, scendendo lungo i rovi dell'anello laterale verso le profondità della foresta...
  17. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    L'Avamposto dei Sospiri sembra quasi trattenere il fiato mentre la strategia del gruppo prende forma nella penombra scarlatta della Luna Rossa. Kaelen ascolta le proposte di Shamàsh e i dubbi di Selyra, limitandosi a un cenno teso del capo quando Fiore Della Giungla decide di optare per la via più silenziosa e chirurgica. Il tracciatore fissa intensamente la sagoma di Devras che, pronunciando le sue arcane parole, si dissolve in una nube di fumo eterea, un vapore denso che si solleva a un metro da terra. Lo sguardo del cacciatore segue la nebbia che affianca l'artefice, la quale, grazie ai suoi stivali, scivola in avanti senza emettere il minimo suono sulla pietra porosa, fluttuando leggera per evitare i ciottoli taglienti della strada. Dietro di loro, Zarath stringe le lenti sul volto, fungendo da vedetta immobile insieme a Shamàsh, mentre le parole di Fiore risuonano come l'ultimo monito logico prima dell'azione. L'approccio alla gigantesca cancellata di ferro battuto è un capolavoro di furtività. Fiore si muove con la fluidità di uno spettro, mentre Devras, in forma gassosa, si insinua tra le sbarre arrugginite, offrendo una copertura silenziosa ed eterea. Quando l'artefice raggiunge la piastra della serratura centrale, la situazione ravvicinata si mostra in tutta la sua macabra complessità. Il buco della chiave è enorme, inciso nel ferro nero, ma è ostruito da una crosta di sangue vecchio e coagulato, misto alla melma scura che gocciola dalle condutture d'ottone soprastanti. Fiore estrae i suoi ferri del mestiere. Con delicatezza millimetrica, inizia a raschiare i residui organici per farsi strada tra i perni interni. Il vantaggio della sua agilità le permette di far scattare la prima mandorla metallica con un clic quasi impercettibile. @ Fiore della giungla Mentre Fiore si concentra sul secondo perno, le lenti di Zarath e i sensi allertati di Shamàsh e Selyra notano un'anomalia agghiacciante. La luce scarlatta della Grande Luna Rossa proietta la complessa geometria della cancellata sul fango e sulle baracche. Ma le ombre delle sbarre, invece di seguire la pendenza del terreno, iniziano a distorcersi e a muoversi in senso opposto. Dai pastrani di cuoio delle sentinelle morte si solleva un brulichio cupo e frenetico: l'oscurità stessa sul terreno sembra deformarsi, liquefarsi e strisciare come una marea di pece fluida e affamata che si allunga silenziosa verso i punti caldi della gola. Un lembo di questa oscurità anomala sta scivolando sul fango proprio sotto i piedi sospesi di Fiore, mentre un'altra chiazza scura risale la roccia, puntando alla traiettoria aerea di Devras. Kaelen, dal suo nascondiglio, sbarra gli occhi e stringe il pomolo della sua lama mezza seghettata, trattenendo il respiro... @ Tutti
  18. Fratello Derim Whiteshield ascolta in silenzio le vostre considerazioni, incrociando le braccia sul petto e stringendo le labbra mentre i nomi dei mostri, della carrozza assaltata e delle Gole di Tethyamar riempiono lo spazio tra le tazze di latte caldo... Quando Akseli nomina le mappe e le tracce della banda di goblin, il vecchio sacerdote si volta verso uno dei novizi in attesa vicino alle cucine, impartendo un comando secco con un cenno del capo... Il prelato si china in avanti, appoggiando i palmi nodosi sul legno massiccio del tavolo, e la sua voce ritrova quella ferma chiarezza militare che lo contraddistingue...Mastro mago, mastro bardo... la vostra prudenza vi fa onore, e la pista di quei parassiti è l'unica che abbiamo per non farvi disperdere tra le vette... quelle creature che avete affrontato appartengono quasi certamente alla tribù dell'Osso Rotto, una feccia che di solito si annida tra le colline boscose a nord della Moonsea Ride... se si stanno radunando attorno a un nuovo capo o se qualcuno li sta guidando usando il Vuoto, scovare la loro tana è il modo migliore per capire dove sia finita la Lente o il Sudario... Pochi istanti dopo, il novizio ritorna recando una spessa pergamena arrotolata, protetta da una custodia di cuoio ingrassato, e la stende sul tavolo tra i resti della colazione... La mappa descrive con precisione i confini settentrionali di Mistledale, le piste battute dai cacciatori e i margini della foresta di Cormanthor... Derim punta un dito corazzato su un'area collinare segnata da fitti boscaglie di pini, situata a circa una ventina di miglia a nord-est rispetto alla posizione dell'Abbazia...Le nostre pattuglie hanno avvistato fumi sospetti e tracce di worg in questo settore, tra i Colli del Vento Freddo... con la neve fresca e i cavalli riposati, vi ci vorranno circa sei o sette ore di viaggio per raggiungere la zona... è una marcia che potete coprire interamente prima che il crepuscolo invernale cancelli la pista... Il Gran Sacerdote si alza in piedi, richiamando l'attenzione di Erika e Vaulath mentre il calore del camino continua a lanciare bagliori arancioni sulle vostre figure ritemprate...Mentre il mastro mago e il bardo concedono alle loro menti il meritato riposo dopo la notte in bianco, io e Vaulath guideremo i novizi nei sotterranei del Grande Granaio... prepareremo il cerchio di terra benedetta e seppelliremo il calice con il medaglione, affinché le radici della Grande Madre soffochino il suo gelo mentre voi siete a caccia... capitano Erik, supervisionate i preparativi dei bagagli, delle razioni e delle cavalcature con i nostri stallieri, assicuratevi che ogni lama sia affilata e ogni cinghia sia salda... Derim vi saluta sollevando una mano nodosa in un segno di protezione divina, mentre i novizi iniziano a sparecchiare la tavola per lasciarvi organizzare le ultime ore prima della partenza: Che la Terra vi guidi e vi protegga lungo i Colli, viandanti... andate a stanare quel nido di sciacalli, prima che il silenzio di questo medaglione si spezzi di nuovo... @ Tutti
  19. Si hai ragione . Mi sembra un buon numero.
  20. Il movimento della tua glaive è un gesto metodico, silenzioso, che trascina i fasci di rami spinosi e i cespugli recisi al centro del varco... riposizioni i rovi con precisione chirurgica, cancellando la traccia fresca del taglio e mimetizzando l'imboccatura dell'anello laterale tra la vegetazione informe della foresta... se qualche pattuglia del Trono di Ferro o qualche cacciatore di taglie di Secomber proverà a seguire le vostre ruote, si troverà davanti solo il muro spettrale delle ragnatele monumentali, ignorando la deviazione che avete appena imboccato... ti rimetti alla testa della colonna a passi felpati, lasciando che la tua vista crepuscolare scansioni il tunnel soffocante di rami bassi che stringe i carri di Lyra... l'allungamento del tragitto è un prezzo minimo da pagare per la sicurezza, ma le domande sul futuro, su quanto durerà questo bosco spettrale e verso quale terra vi spingerete una volta usciti dai crinali calcarei, continuano a risuonare nel silenzio della tua mente mortale senza trovare una risposta... I carri avanzano a passo d'uomo per ore nel pomeriggio grigio, le ruote che scricchiolano pesantemente sulle radici scoperte e sul fango viscido... la nebbia perenne si incastra tra le fronde intrecciate sopra le vostre teste, trasformando la foresta in un labirinto claustrofobico dove persino i muli sembrano camminare trattenendo il respiro... Il vecchio Daran procede al tuo fianco, tenendo gli occhi fissi sui profili deformi dei grigi tronchi, finché la sua mano nodosa non si posa con fermezza sul tuo avambraccio, indicando un piccolo spiazzo riparato che si apre sul fianco di una cresta di roccia calcarea... la foschia lì si fa leggermente meno fitta, svelando la sagoma grezza di una struttura dimenticata... Ci siamo... fermati qui, Silyndor... sussurra il vecchio boscaiolo, la voce roca che esprime un profondo sollievo mentre Lyra arresta i muli alle vostre spalle con un richiamo muto, quella è la vecchia baracca di sosta dei tagliaboschi... la usavamo anni fa per depositare gli attrezzi e ripararci quando i temporali di Ches rendevano le piste impraticabili... Avanzi da solo con la glaive spianata per ispezionare il luogo... si tratta di un rifugio rudimentale, parzialmente scavato nella roccia calcareo della parete e protetto da un tetto spiovente di spesse travi di quercia marcita e terra battuta... la porta di legno massiccio penzola da un unico cardine arrugginito, spalancata sul semibuio dell'interno, ma l'aria che fuoriesce non ha l'odore dolciastro e viscido dei ragni... sa solo di polvere vecchia, foglie secche e legno bagnato... all'interno ci sono i resti di un focolare di pietre annerite, due panche spaccate e abbastanza spazio per ospitare voi tre al riparo dal freddo pungente del pomeriggio che sfuma... le pareti di roccia offrono una copertura perfetta: i carri possono essere accostati e mimetizzati sotto le fronde esterne, e l'intero covo è invisibile a chiunque rimanga sulla pista principale... Lyra Thorne scivola giù dal sedile di guida con un sospiro pesante, i lineamenti stanchi e le dita bagnate di pioggia che finalmente si sciolgono dalla tensione delle redini... si guarda intorno, studiando la stabilità del soffitto di travi, prima di rivolgerti uno sguardo carico di una gratitudine profonda, viscerale, che sostituisce definitivamente la diffidenza della dogana... Le bestie non ce la facevano più, Silyndor... questo posto è un mezzo miracolo nel fango... mormora la mezzelfa, avvicinandosi alla tua figura fiera all'interno del riparo e lasciando che il calore teso del suo corpo sfiori la lana bagnata dei tuoi stracci, possiamo far riposare i muli e fasciare quella tua spalla prima che il gelo blocchi i muscoli... ma non possiamo accendere un fuoco visibile all'esterno... il fumo denso di questo legno bagnato si alzerebbe oltre le fronde, e se ci sono altre covate o cacciatori nei paraggi, darebbe loro la nostra posizione esatta nel giro di un miglio... dobbiamo organizzarci per passare le prossime ore al buio... Il pomeriggio grigio sta cedendo il passo all'oscurità della sera selvaggia, e il covo dei tagliaboschi è l'unico fortino che vi separa dalle insidie del Bosco Nebbioso...
  21. Per me si può fare , anche se giocando solo in due il livello basso limita molto l'indipendenza dei PG .
  22. Tukgrik Duskhorn Questa città è veramente strana...dico osservando bene l'interno della locanda alla ricerca di stranezze... Si la prima e siamo arrivati giusto qualche ora fa...rispondo poi con poca voglia alla domanda dell'halfling... Vorrei bere qualcosa di forte...aggiungo in fine...
  23. Garok Fireheart , mezzo gigante combattente psionico Non appena il resto del gruppo si riunisce nel cortile fuori dalla locanda, mi stacco dal muro a cui ero appoggiato. L'aria della sera sta rinfrescando e l'oscurità inizia a calare sulle strade del villaggio, portando con sé una strana quiete. Incrocio le braccia al petto e guardo Milio e gli altri, parlando a voce bassa per non farmi sentire dai passanti. Bentornati. Io e Lavelior abbiamo tastato il terreno con l'oste. La buona notizia è che la gente comune è stanca del Conte e vuole solo un taglio delle tasse del dieci percento; abbiamo anche una lista di capifamiglia moderati e affidabili con cui parlare. La cattiva notizia..." faccio una breve pausa, scambiando un'occhiata con l'elfo,...è che sono completamente all'oscuro della rivolta violenta che sta nascendo qui in mezzo... Sposto lo sguardo su Milio, impaziente di fare il punto della giornata. Voi invece? Che notizie ci portate dal resto del villaggio? Spero che le vostre indagini siano state fruttuose...
  24. La drow in retroguardia segue lo sguardo di Raskva verso la porta da cui siete appena entrati, poi scuote leggermente il capo, accennando a un freddo sorriso d'apprezzamento per lo spirito tattico della guerriera. No, Raskva, non è l'unica via, risponde l'elfa scura, incrociando le braccia. Le catacombe di Tsurlagol sono una ragnatela. Oltre quella nicchia in fondo alla cappella c'è un condotto di ventilazione che si collega ai vecchi canali di scolo occidentali. Se il sagrato superiore dovesse cadere o se questa porta venisse sigillata dall'esterno, potremmo scivolare via da lì e riemergere vicino al quartiere degli artigiani. Le sorelle di Eilistraee non si fanno mai intrappolare in un vicolo cieco. Nel frattempo, la drow in avanguardia ascolta le parole di James. Rimane immobile per qualche istante, valutando la prudenza dello sciamano con la tipica diffidenza della sua razza, ma la logica pragmatica del discorso sembra fare breccia nella sua mentalità da guerrigliera. Fa un passo avanti verso il bassorilievo della mezzaluna d'argento sulla porta interna. Il tuo pragmatismo vi fa onore, sciamano, mormora la drow, indicando con un dito guantato di nero i punti esatti della pietra. Osserva bene. Non serve alcuna formula magica, solo una precisa sequenza di pressione. Devi premere la punta inferiore della falce, poi il centro esatto del disco vuoto, e infine la punta superiore. Ma devi farlo imprimendo il peso del corpo, senza fretta. Se sbagli la sequenza o il ritmo, le rune d'argento si spegneranno per un'ora, bloccando il meccanismo. Mentre James memorizza i punti d'ancoraggio e la fonte al centro della stanza continua a incresparsi in piccoli cerchi argentei, Lyra ed Evadne si siedono lentamente su una delle brande di tela. L'invito di Raskva a fare domande sembra sciogliere l'ultimo strato di ghiaccio e terrore che le teneva prigioniere. Evadne appoggia l'idolo d'osso di balena sulle ginocchia, accarezzandolo distrattamente con le dita scure. Alza lo sguardo verde e penetrante prima su Raskva, poi su James. Le sue grandi corna nere intercettano la luce pulsante dell'acqua. La mamma... la mamma ci diceva sempre che la terraferma non era il nostro posto. Diceva che eravamo nate sotto una luna sbagliata e che il mare un giorno avrebbe preteso il suo prezzo. esordisce la tiefling, con la voce che stavolta ha perso la finta autorità usata con i Kuo-toa, rivelando una profonda, giovanile incertezza. Ci avete salvate da quel tempio e ora dite che dobbiamo scendere sotto la marea... ma noi non sappiamo nulla di cosa ci sia laggiù. Dove avete intenzione di portarci, esattamente? Perché quel vecchio mercante pirata è così ossessionato da noi da stringere patti persino con le ombre della città? Cosa siamo noi per lui? @ Tutti

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