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Marbon

Ordine del Drago
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  1. ho sempre voluto provarlo.... ma sempre poco tempo a disposizione... ... dovrei riuscire a convincere la mia 'banda' a lasciare la 'griglia'... 😅
  2. nì... è sicuramente una possibilità quella di mettere in archivio un asset come D&D, ma difficilmente percorribili dalle grandi aziende/editori : una volta che ritiri un asset del genere dal mercato, hai perso quelle quote di mercato che vengono inevitabilmente occupate dai concorrenti, e che dovrai poi faticosamente recuperare (vedi cosa è successo con D&D 4e). Senza contare la perdita di valore intrinseca dall'uscita di scena dal mercato. Fintanto che il brand ha il appeal sul mercato, una grande azienda ha tre principali opzioni tra cui scegliere : mantenere lo status quo in attesa degli eventi (continuando a sostenere le perdite e cercando in qualche modo di arginarle), vendere l'asset (trasformando di colpo le perdite in monetizzazione) o rilanciare il marchio (o investendo - aggiungendo altri costi nella speranza di ottenere in un breve medio termine una inversione di tendenza da perdite a profitti - oppure cercando nuove formule di collaborazione).
  3. Difficile 'disfarsi' di un marchio come D&D, anche se è in profondo rosso... ha una visibilità e un potenziale (ampiamente inutilizzato), che cederlo a terzi è troppo rischioso. Fintanto che Hasbro può permettersi di sostenere le spese per mantenerlo, in attesa di trovare qualcuno in grado di rilanciare il prodotto/marchio, penso se lo terrà (purtroppo) stretto...
  4. concordo... anche se chi utilizza molto l'AI generativa ( ma solo da un certo livello professionale in su) sta contemporaneamente acquisendo e sviluppando delle capacità critiche di osservazione che permettono di distinguere un'opera digitale da una umana. Nè più nè meno come fanno gli attuali critici di arte che riescono ad attribuire ad un autore o una certa scuola di pittura quando viene scoperto un nuovo dipinto/opera d'arte, oppure per stabilire se un'opera è originale o un falso . Ma ovviamente è frutto sempre di 'tanto' studio che non ha nulla a che vedere con i (quasi tutti) 12.500 partecipanti/leoni da tastiera degli studi sopra citati...
  5. io penso che sia un tema che richiederà parecchio studio nei prossimi mesi e nei prossimi anni... l'AI, al di là degli schieramenti da stadio a favore o contro, è uno strumento che ormai c'è, è qui, e farà parte della nostra vita/società, attraversandola e modificandola, in modo profondo; che lo si voglia o meno. E che sta sempre più rapidamente migliorando con il passare dei mesi. Io sono uno di quelli 'incuriosito' da questo strumento, avendone letto qualcosa (in forma allarmistica), dall'ormai sparito dalla circolazione Paolo Barnard, già 5-6 anni fa. Quando ne ho avuto l'opportunità ho iniziato ad utilizzarlo (per diletto) per cercare di comprendere cosa fosse. Sono sincero : oggi ho ancora più domande (e più curiosità) di prima. Per tornare all'argomento specifico della generazione delle immagini, anche io come @Tianos ne ho generate tantissime. In alcuni anni di 'smanettamento', oggi posso dirvi che una volta imparato ad usarlo è possibile creare delle immagini che potrebbero essere scambiate tranquillamente per delle vere e proprie opere d'arte. Ma ci è voluto (e in realtà ci vuole) molto lavoro e molto tempo: da sole le immagini AI non si producono. Il "Machine Learning" in realtà non si applica solo alla 'macchina', ma anche all'utente che la deve utilizzare: non conoscere il 'come' interagire con essa è il grande limite sul pieno sfruttamento delle potenzialità di questo strumento. L'appiattimento della qualità (in questo caso delle immagini) di cui parla @firwood è verissimo, ma è dato soprattutto dalla totale ignoranza di chi genera queste immagini, che invece di 'studiare' come interagire con questo strumento, si appoggia ai generatori 'generici' a disposizione che restituiscono solo prodotti senz'anima. ovviamente, sono sempre e solo i miei due cents 😉
  6. Si, ho letto... deprimente... solo una riflessione notturna... oggi mi ritrovavo a chiacchierare con alcuni insegnanti (superiori, accademia d'arte e un addestratore militare) riguardo al mondo dell'istruzione dei giovani... a loro dire la situazione di comprensione e apprendimento è veramente 'critica', ma erano abbastanza concordi nell'assegnare la responsabilità di questa situazione soprattutto a molti loro colleghi e alla classe dirigente in genere (provveditorato, selezionatori, etc..) che non riescono a capire veramente il mondo attuale che li circonda e soprattutto preferiscono, per comodità, 'sistemare' le situazioni immediate senza pensare veramente a creare/formare le nuove generazioni in modo da renderli capaci di gestire il nostro prossimo futuro. credo che, tolta qualche eccezione, anche il mondo dell'imprenditoria (di tutti i settori) sia ormai vittima di questa miope visione della società, di approssimazione e lassismo... Hasbro/Wotc è sicuramente tra queste ho detto la mia e me ne vado a dormire... 😅
  7. ho due folletti dispettose che vanno alle elementari... ma di sicuro non glielo compro... tra le mani hanno già una copia del Basic SET (Scatola Rossa). Aleena è già una loro amica e Bargle un... infame... 🙃
  8. Personalmente, e in linea generale non solo relegato al mondo ludico, sono sempre lieto ed interessato a vedere prodotti nuovi, purché abbiano una loro intrinseca qualità ed utilità. Di spazzatura ne produco già tanta io... non ho necessità di acquistarne altra... 🙃 ma figurati, nessun particolare entusiasmo... L. Gygax non sarà certo questa cima (e comunque per suo team 'storico' intendo quel gruppo di persone che è cresciuto ludicamente con lui e suo padre, e che almeno conoscono la tradizione di D&D), e questo gruppo di consulenti esterni (tra questi mi viene in mente Mike Shea) non saranno fenomeni, ma almeno appartengono ad una generazione di giocatori/DM che hanno avuto modo di conoscere bene la storia del gioco e hanno l'opportunità di criticare in anticipo (per quel che vale) eventuali storture che l'editore pensa di proporre.
  9. In sincerità non so cosa pensare... davanti a prodotti del genere mi cascano completamente le braccia... però poi ci sono alcune notizie per il prossimo futuro che hanno tutt'altro sapore ; come il manuale di ambientazione per GH a firma di Luke Gygax con il suo storico team, o la notizia dell'altro ieri pubblicata su EnWorld che da inizio anno la WotC ha stretto un accordo di collaborazione con un gruppo esterno indipendente di consultazione (composto da rinomati game designer, giornalisti ed influencer tutti fan di D&D) per cercare di non far deragliare la tradizione di D&D. A detta di alcuni di questi partecipanti a questo gruppo, sembrerebbe che alcuni input siano stati recepiti da WotC , fermo restando che loro stessi hanno tenuto a precisare che le decisioni e l'ultima parola è dell'azienda sulla quale loro non hanno modo di influire (se non quella di fornire dei feedback professionali a tutela della tradizione). E WotC / Hasbro è una azienda multinazionale che deve generare profitti con il gioco, sarebbe sciocco da parte di chiunque pensare di non tenerne conto... l'auspicio è che questo tipo di prodotti siano gli ultimi residui della precedente programmazione editoriale, e che per il prossimo futuro quantomeno si corregga il tiro. Fermo restando che il mio D&D a me non lo toglie nessuno... 😎
  10. non credo che servano molti commenti... mi limito a sottolineare, al di là della qualità e reale utilità del contenuto, la totale mancanza di proporzione tra il prezzo e la quantità di 'contenuti' presenti in questo libro. è davvero imbarazzante. Ora... non è un problema di D&D/WotC/Hasbro... ma è molto più ampio e complesso che riguarda purtroppo l'intera società... però non ci si stupisca se in molti si guardano alle spalle e ammirano i vecchi game designer e i loro prodotti... con tutti gli errori che possono essere stati fatti, ste robe non sono mai state proposte...
  11. bhè... credo che sia indiscutibile il fatto che a questi Grognard attempati piaccia giocare... 😃
  12. per quel che so io ( ma è una conoscenza limitata nel tempo a letture tipo quella che ci ha proposto @firwood ) , i game designer di un certo calibro hanno nel loro dna il provare e riprovare i giochi degli altri... solo 'giocando' si acquisiscono nuove esperienze, conoscenze e punti di vista che (se sei bravo) ti portano ad elaborare nuove idee per nuovi giochi. Poi... anche se sei Jeff Grub, devi tenerti comunque aggiornato per occupare il ruolo di Senior Narrative Designer degli Amazon Game Studio 😉
  13. Grazie @firwood per questi articoli! 🙂 Una cosa che ho sempre pensato è che, al di là della grande e geniale intuizione di Gygax e Arneson, se la TSR non avesse avuto dei collaboratori, game designer, e se vogliamo 'decodificatori' del calibro di Jeff Grub, Frank Mentzer, Douglas Nile, Bruce Heard, etc... D&D non sarebbe arrivato ad essere quello che è (stato?) Tutti questi professionisti sono stati capaci, nel corso del tempo e ognuno a modo loro, di introdurre miglioramenti e arricchimenti nonostante l'ingombrante presenza del Deus Ex Macchina che era Gygax. Perchè i veri game designer spesso giocano ai giochi degli altri per imparare cose nuove... 😉
  14. Io credo che l'arte di masterizzare e di condurre un'avventura o campagna, è un talento che si acquisisce nel tempo maturando esperienza. Esistono tanti modi per farlo: dalle avventure completamente 'improvvisate' a quelle già 'pronte' da studiare prima di iniziare a farle giocare a cui si riferisce il thread. Personalmente mi piacciono le avventure 'pronte' (non necessariamente quelle che si acquistano, sono anche e soprattutto quello che scrivo o adatto io) prima di iniziare a farle giocare; come DM ho 'studiato', conosco l'avventura, la trama, i png e le sfide che i giocatori devono affrontare, la mia improvvisazione per l'invettiva dei giocatori è così ridotta all'impianto dell'avventura o parte della campagna. Ovviamente le avventure 'pronte' devono essere delle buone e complete avventure (soprattutto con una buona dose di logica della trama e delle reazioni dei PNG) , e per mio conto devono essere 'scritte' nero su bianco così che i giocatori, una volta terminate, se hanno voglia (di rado), possono verificare come io DM ho condotto l'avventura per loro. Da giocatore ho partecipato a campagne nelle quali il DM improvvisava completamente : quelle che mi sono piaciute sono state pero' gestite da DM 'ultra' bravi, costituite da poche sessioni di gioco (che permettevano al DM di tenere traccia di tutti i dettagli della trama che si andava creando) e soprattutto non erano giocate con D&D e sistemi di regole analoghi. In altri casi, la pura improvvisazione è risultata essere deludente...
  15. Non avevo letto e partecipato a questo scambio di opinioni... visto che @Aleandro91 lo ha ripreso, colgo l'occasione per dire anche la mia... ( un pò prezzemolino... )😜 Alcune delle cose dette da @Mortegro secondo me hanno un loro fondamento... ora... non sono un frequentatore di reddit , ma anche se lo fossi considererei i pareri che lì vengono espressi al pari di quelli che vengono dati da qualsiasi altra parte (forum, bar, convention, etc...)... e sono legittime opinioni su come si vuole giocare al proprio tavolo... ma opinioni sono... Invece diverso è il discorso sulla struttura delle regole delle varie edizioni di D&D ; in funzione di come queste sono organizzate conducono meccanicamente il gioco più o meno verso la mortalità. Ed indiscutibilmente le ultime due edizioni (4e e 5e), a mio modo di vedere studiandone le regole, sono molto meno letali delle precedenti. Non solo dal punto di vista dei punti ferita subiti in un combattimento, ma anche e soprattutto dalla letalità di certi incantesimi, che se fallisci il TS è game over (il primo esempio che mi viene in mente è come è stato modificato l'effetto dell'incantesimo Disintegrazione), o di certe situazioni come i risucchi dei livelli che mi pare siano stati rimossi. Ma ad esempio non posso dire la stessa cosa della 3.5. Da master e da giocatore prima del BECMI e poi della 3.5 , ad esempio, ho sempre trovato 'eccitante' il sistema 3.5 della morte reale a -9pf ... Come regola potrebbe sembrare un 'salvagente', ma in realtà non lo è : tutti hanno a disposizione quei 9 pf (anche i mostri e i png se li si vuole utilizzare) e quando succede che un pg va giù, è un ottimo modo per il DM per far salire la tensione nel combattimento e mettere in condizione i giocatori di dover scegliere in quel momento se tentare di mettere subito in sicurezza il proprio compagno caduto oppure cercare di chiudere prima il combattimento e poi salvarlo con calma. E questa regola può essere comunque 'mitigata' dall'applicazione della regola del danno massiccio che diventa letale anche ai livelli più alti, senza dover neanche essere sceso sotto i 0 pf. Sicuramente la 3.5 è meno letale del BECMI, ma a mio parere (e gusto) hanno reso la letalità più equilibrata: BECMI poteva essere, soprattutto se si era un pochino sfortunati, un vero stillicidio... Ovviamente, per concludere, personalmente sono, sia da DM che da giocatore, per la letalità nel gioco. Senza il rischio non c'è adrenalina e non viene applicato quello sforzo (mentale) di cercare di superare certi ostacoli diversamente dal solo combattimento.

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