Tutti i contenuti pubblicati da Marbon
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Castles & Crusades: tutto quello che devi sapere
ho sempre voluto provarlo.... ma sempre poco tempo a disposizione... ... dovrei riuscire a convincere la mia 'banda' a lasciare la 'griglia'... 😅
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Recensioni di D&D Player’s Workbook of Epic Adventure e Dungeon Master’s Workbook of Worldbuilding
nì... è sicuramente una possibilità quella di mettere in archivio un asset come D&D, ma difficilmente percorribili dalle grandi aziende/editori : una volta che ritiri un asset del genere dal mercato, hai perso quelle quote di mercato che vengono inevitabilmente occupate dai concorrenti, e che dovrai poi faticosamente recuperare (vedi cosa è successo con D&D 4e). Senza contare la perdita di valore intrinseca dall'uscita di scena dal mercato. Fintanto che il brand ha il appeal sul mercato, una grande azienda ha tre principali opzioni tra cui scegliere : mantenere lo status quo in attesa degli eventi (continuando a sostenere le perdite e cercando in qualche modo di arginarle), vendere l'asset (trasformando di colpo le perdite in monetizzazione) o rilanciare il marchio (o investendo - aggiungendo altri costi nella speranza di ottenere in un breve medio termine una inversione di tendenza da perdite a profitti - oppure cercando nuove formule di collaborazione).
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Recensioni di D&D Player’s Workbook of Epic Adventure e Dungeon Master’s Workbook of Worldbuilding
Difficile 'disfarsi' di un marchio come D&D, anche se è in profondo rosso... ha una visibilità e un potenziale (ampiamente inutilizzato), che cederlo a terzi è troppo rischioso. Fintanto che Hasbro può permettersi di sostenere le spese per mantenerlo, in attesa di trovare qualcuno in grado di rilanciare il prodotto/marchio, penso se lo terrà (purtroppo) stretto...
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Scrivi "AI" su un Monet e diventi improvvisamente un critico d'arte
concordo... anche se chi utilizza molto l'AI generativa ( ma solo da un certo livello professionale in su) sta contemporaneamente acquisendo e sviluppando delle capacità critiche di osservazione che permettono di distinguere un'opera digitale da una umana. Nè più nè meno come fanno gli attuali critici di arte che riescono ad attribuire ad un autore o una certa scuola di pittura quando viene scoperto un nuovo dipinto/opera d'arte, oppure per stabilire se un'opera è originale o un falso . Ma ovviamente è frutto sempre di 'tanto' studio che non ha nulla a che vedere con i (quasi tutti) 12.500 partecipanti/leoni da tastiera degli studi sopra citati...
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Scrivi "AI" su un Monet e diventi improvvisamente un critico d'arte
io penso che sia un tema che richiederà parecchio studio nei prossimi mesi e nei prossimi anni... l'AI, al di là degli schieramenti da stadio a favore o contro, è uno strumento che ormai c'è, è qui, e farà parte della nostra vita/società, attraversandola e modificandola, in modo profondo; che lo si voglia o meno. E che sta sempre più rapidamente migliorando con il passare dei mesi. Io sono uno di quelli 'incuriosito' da questo strumento, avendone letto qualcosa (in forma allarmistica), dall'ormai sparito dalla circolazione Paolo Barnard, già 5-6 anni fa. Quando ne ho avuto l'opportunità ho iniziato ad utilizzarlo (per diletto) per cercare di comprendere cosa fosse. Sono sincero : oggi ho ancora più domande (e più curiosità) di prima. Per tornare all'argomento specifico della generazione delle immagini, anche io come @Tianos ne ho generate tantissime. In alcuni anni di 'smanettamento', oggi posso dirvi che una volta imparato ad usarlo è possibile creare delle immagini che potrebbero essere scambiate tranquillamente per delle vere e proprie opere d'arte. Ma ci è voluto (e in realtà ci vuole) molto lavoro e molto tempo: da sole le immagini AI non si producono. Il "Machine Learning" in realtà non si applica solo alla 'macchina', ma anche all'utente che la deve utilizzare: non conoscere il 'come' interagire con essa è il grande limite sul pieno sfruttamento delle potenzialità di questo strumento. L'appiattimento della qualità (in questo caso delle immagini) di cui parla @firwood è verissimo, ma è dato soprattutto dalla totale ignoranza di chi genera queste immagini, che invece di 'studiare' come interagire con questo strumento, si appoggia ai generatori 'generici' a disposizione che restituiscono solo prodotti senz'anima. ovviamente, sono sempre e solo i miei due cents 😉
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Recensioni di D&D Player’s Workbook of Epic Adventure e Dungeon Master’s Workbook of Worldbuilding
Si, ho letto... deprimente... solo una riflessione notturna... oggi mi ritrovavo a chiacchierare con alcuni insegnanti (superiori, accademia d'arte e un addestratore militare) riguardo al mondo dell'istruzione dei giovani... a loro dire la situazione di comprensione e apprendimento è veramente 'critica', ma erano abbastanza concordi nell'assegnare la responsabilità di questa situazione soprattutto a molti loro colleghi e alla classe dirigente in genere (provveditorato, selezionatori, etc..) che non riescono a capire veramente il mondo attuale che li circonda e soprattutto preferiscono, per comodità, 'sistemare' le situazioni immediate senza pensare veramente a creare/formare le nuove generazioni in modo da renderli capaci di gestire il nostro prossimo futuro. credo che, tolta qualche eccezione, anche il mondo dell'imprenditoria (di tutti i settori) sia ormai vittima di questa miope visione della società, di approssimazione e lassismo... Hasbro/Wotc è sicuramente tra queste ho detto la mia e me ne vado a dormire... 😅
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Recensioni di D&D Player’s Workbook of Epic Adventure e Dungeon Master’s Workbook of Worldbuilding
ho due folletti dispettose che vanno alle elementari... ma di sicuro non glielo compro... tra le mani hanno già una copia del Basic SET (Scatola Rossa). Aleena è già una loro amica e Bargle un... infame... 🙃
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Recensioni di D&D Player’s Workbook of Epic Adventure e Dungeon Master’s Workbook of Worldbuilding
Personalmente, e in linea generale non solo relegato al mondo ludico, sono sempre lieto ed interessato a vedere prodotti nuovi, purché abbiano una loro intrinseca qualità ed utilità. Di spazzatura ne produco già tanta io... non ho necessità di acquistarne altra... 🙃 ma figurati, nessun particolare entusiasmo... L. Gygax non sarà certo questa cima (e comunque per suo team 'storico' intendo quel gruppo di persone che è cresciuto ludicamente con lui e suo padre, e che almeno conoscono la tradizione di D&D), e questo gruppo di consulenti esterni (tra questi mi viene in mente Mike Shea) non saranno fenomeni, ma almeno appartengono ad una generazione di giocatori/DM che hanno avuto modo di conoscere bene la storia del gioco e hanno l'opportunità di criticare in anticipo (per quel che vale) eventuali storture che l'editore pensa di proporre.
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Recensioni di D&D Player’s Workbook of Epic Adventure e Dungeon Master’s Workbook of Worldbuilding
In sincerità non so cosa pensare... davanti a prodotti del genere mi cascano completamente le braccia... però poi ci sono alcune notizie per il prossimo futuro che hanno tutt'altro sapore ; come il manuale di ambientazione per GH a firma di Luke Gygax con il suo storico team, o la notizia dell'altro ieri pubblicata su EnWorld che da inizio anno la WotC ha stretto un accordo di collaborazione con un gruppo esterno indipendente di consultazione (composto da rinomati game designer, giornalisti ed influencer tutti fan di D&D) per cercare di non far deragliare la tradizione di D&D. A detta di alcuni di questi partecipanti a questo gruppo, sembrerebbe che alcuni input siano stati recepiti da WotC , fermo restando che loro stessi hanno tenuto a precisare che le decisioni e l'ultima parola è dell'azienda sulla quale loro non hanno modo di influire (se non quella di fornire dei feedback professionali a tutela della tradizione). E WotC / Hasbro è una azienda multinazionale che deve generare profitti con il gioco, sarebbe sciocco da parte di chiunque pensare di non tenerne conto... l'auspicio è che questo tipo di prodotti siano gli ultimi residui della precedente programmazione editoriale, e che per il prossimo futuro quantomeno si corregga il tiro. Fermo restando che il mio D&D a me non lo toglie nessuno... 😎
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Recensioni di D&D Player’s Workbook of Epic Adventure e Dungeon Master’s Workbook of Worldbuilding
non credo che servano molti commenti... mi limito a sottolineare, al di là della qualità e reale utilità del contenuto, la totale mancanza di proporzione tra il prezzo e la quantità di 'contenuti' presenti in questo libro. è davvero imbarazzante. Ora... non è un problema di D&D/WotC/Hasbro... ma è molto più ampio e complesso che riguarda purtroppo l'intera società... però non ci si stupisca se in molti si guardano alle spalle e ammirano i vecchi game designer e i loro prodotti... con tutti gli errori che possono essere stati fatti, ste robe non sono mai state proposte...
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Grognardia #9: Intervista a Jeff Grub
bhè... credo che sia indiscutibile il fatto che a questi Grognard attempati piaccia giocare... 😃
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Grognardia #9: Intervista a Jeff Grub
per quel che so io ( ma è una conoscenza limitata nel tempo a letture tipo quella che ci ha proposto @firwood ) , i game designer di un certo calibro hanno nel loro dna il provare e riprovare i giochi degli altri... solo 'giocando' si acquisiscono nuove esperienze, conoscenze e punti di vista che (se sei bravo) ti portano ad elaborare nuove idee per nuovi giochi. Poi... anche se sei Jeff Grub, devi tenerti comunque aggiornato per occupare il ruolo di Senior Narrative Designer degli Amazon Game Studio 😉
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Grognardia #9: Intervista a Jeff Grub
Grazie @firwood per questi articoli! 🙂 Una cosa che ho sempre pensato è che, al di là della grande e geniale intuizione di Gygax e Arneson, se la TSR non avesse avuto dei collaboratori, game designer, e se vogliamo 'decodificatori' del calibro di Jeff Grub, Frank Mentzer, Douglas Nile, Bruce Heard, etc... D&D non sarebbe arrivato ad essere quello che è (stato?) Tutti questi professionisti sono stati capaci, nel corso del tempo e ognuno a modo loro, di introdurre miglioramenti e arricchimenti nonostante l'ingombrante presenza del Deus Ex Macchina che era Gygax. Perchè i veri game designer spesso giocano ai giochi degli altri per imparare cose nuove... 😉
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Un’avventura pronta non ti salva mai dall'improvvisazione
Io credo che l'arte di masterizzare e di condurre un'avventura o campagna, è un talento che si acquisisce nel tempo maturando esperienza. Esistono tanti modi per farlo: dalle avventure completamente 'improvvisate' a quelle già 'pronte' da studiare prima di iniziare a farle giocare a cui si riferisce il thread. Personalmente mi piacciono le avventure 'pronte' (non necessariamente quelle che si acquistano, sono anche e soprattutto quello che scrivo o adatto io) prima di iniziare a farle giocare; come DM ho 'studiato', conosco l'avventura, la trama, i png e le sfide che i giocatori devono affrontare, la mia improvvisazione per l'invettiva dei giocatori è così ridotta all'impianto dell'avventura o parte della campagna. Ovviamente le avventure 'pronte' devono essere delle buone e complete avventure (soprattutto con una buona dose di logica della trama e delle reazioni dei PNG) , e per mio conto devono essere 'scritte' nero su bianco così che i giocatori, una volta terminate, se hanno voglia (di rado), possono verificare come io DM ho condotto l'avventura per loro. Da giocatore ho partecipato a campagne nelle quali il DM improvvisava completamente : quelle che mi sono piaciute sono state pero' gestite da DM 'ultra' bravi, costituite da poche sessioni di gioco (che permettevano al DM di tenere traccia di tutti i dettagli della trama che si andava creando) e soprattutto non erano giocate con D&D e sistemi di regole analoghi. In altri casi, la pura improvvisazione è risultata essere deludente...
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La Morte del PG è vietata? Benvenuti nell'era dei Giochi di Ruolo senza conseguenze
Non avevo letto e partecipato a questo scambio di opinioni... visto che @Aleandro91 lo ha ripreso, colgo l'occasione per dire anche la mia... ( un pò prezzemolino... )😜 Alcune delle cose dette da @Mortegro secondo me hanno un loro fondamento... ora... non sono un frequentatore di reddit , ma anche se lo fossi considererei i pareri che lì vengono espressi al pari di quelli che vengono dati da qualsiasi altra parte (forum, bar, convention, etc...)... e sono legittime opinioni su come si vuole giocare al proprio tavolo... ma opinioni sono... Invece diverso è il discorso sulla struttura delle regole delle varie edizioni di D&D ; in funzione di come queste sono organizzate conducono meccanicamente il gioco più o meno verso la mortalità. Ed indiscutibilmente le ultime due edizioni (4e e 5e), a mio modo di vedere studiandone le regole, sono molto meno letali delle precedenti. Non solo dal punto di vista dei punti ferita subiti in un combattimento, ma anche e soprattutto dalla letalità di certi incantesimi, che se fallisci il TS è game over (il primo esempio che mi viene in mente è come è stato modificato l'effetto dell'incantesimo Disintegrazione), o di certe situazioni come i risucchi dei livelli che mi pare siano stati rimossi. Ma ad esempio non posso dire la stessa cosa della 3.5. Da master e da giocatore prima del BECMI e poi della 3.5 , ad esempio, ho sempre trovato 'eccitante' il sistema 3.5 della morte reale a -9pf ... Come regola potrebbe sembrare un 'salvagente', ma in realtà non lo è : tutti hanno a disposizione quei 9 pf (anche i mostri e i png se li si vuole utilizzare) e quando succede che un pg va giù, è un ottimo modo per il DM per far salire la tensione nel combattimento e mettere in condizione i giocatori di dover scegliere in quel momento se tentare di mettere subito in sicurezza il proprio compagno caduto oppure cercare di chiudere prima il combattimento e poi salvarlo con calma. E questa regola può essere comunque 'mitigata' dall'applicazione della regola del danno massiccio che diventa letale anche ai livelli più alti, senza dover neanche essere sceso sotto i 0 pf. Sicuramente la 3.5 è meno letale del BECMI, ma a mio parere (e gusto) hanno reso la letalità più equilibrata: BECMI poteva essere, soprattutto se si era un pochino sfortunati, un vero stillicidio... Ovviamente, per concludere, personalmente sono, sia da DM che da giocatore, per la letalità nel gioco. Senza il rischio non c'è adrenalina e non viene applicato quello sforzo (mentale) di cercare di superare certi ostacoli diversamente dal solo combattimento.
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L'Allineamento di D&D non è quello che pensi
... la mia voleva solo essere una provocazione... 😛 più o meno... anche per me come DM non sto a guardare il comportamento e le scelte dei pg ... l'allineamento è una scelta di campo generale sui due assi (Legge-Caos / Bene-Male) ed intervengo solo quando ci sono delle meccaniche da attuare (nell'interazione con armi, mostri ed incantesimi allineati, etc...) o delle evidenti azioni in contrasto all'allineamento del pg (ma non impedendole; concordando assieme al giocatore le possibili/probabili conseguenze). Per la mia esperienza, rimane comunque, quello dell'allineamento, un aspetto che solo in pochi e rari casi porta vero valore al gioco di ruolo; così com'è solo un indicatore generale per il DM e i giocatori su come collocare i pg, png e mostri all'interno dell'ambientazione...
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L'Allineamento di D&D non è quello che pensi
questo è il problema per l'assenza di una meccanica che governa questo aspetto del gioco. Lasciare al solo giudizio del DM la congruità del comportamento dei personaggi è un compito che richiede: 1) almeno un certo grado di esperienza del DM stesso, 2) un certo grado di esperienza da parte dei giocatori nell'interpretare coerentemente l'allineamento scelto per il proprio pg per l'intero arco narrativo della campagna, 3) fiducia da parte dei giocatori nel giudizio del DM. per poi pochi benefici di ritorno. Ho sempre pensato che l'allineamento, più che governare il comportamento del personaggio dovrebbe essere, come era stato elaborato inizialmente, una scelta di campo nel grande gioco delle forze che attraversano il multiverso. In questo il BECMI aveva delle idee interessanti, seppure non particolarmente strutturate. Delle regole che gestiscano l'allineamento , con pro e contro meccanici della scelta fatta e con le conseguenze per cambiamenti e le infrazioni, integrate all'interno dell'intero sistema di gioco, sarebbero l'unico vero modo per dare valore a questo aspetto del gioco. Altrimenti rimane solo un 'fluff' che spesso o porta a contrasti (sterili) tra DM e giocatori oppure rimane sullo sfondo di contorno al gioco. I miei due cents 😉
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L'Allineamento di D&D non è quello che pensi
argomento interessante 🙂 personalmente ho sempre preferito l'allineamento incrociato a 9 caselle... devo dire però che è sempre stato un aspetto molto marginale in d&d , tranne alcuni timidi tentativi di legare le creature, soprattutto quelle planari, agli allineamenti rendendoli vulnerabili a certe armi o incantesimi 'allineati'. Che in fin dei conti era lo spirito originario del gioco : schierarsi da una parte o dall'altra delle forze cosmiche che governano il multiverso, piuttosto che un descrittore del carattere e comportamento di un personaggio. Il grande limite dell'allineamento è la completa assenza di una vera e propria meccanica che coinvolga e condizioni i giocatori, rendendo quindi la scelta (o il cambio) un attività importante ed interessante. Chissà, magari potrebbe essere un 'nuovo' elemento a cui dare peso e spazio in una futura 6E... 😉
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Perché D&D 5a Edizione ha avuto successo e la 5.5 sta fallendo
No, da parte mia non hai frainteso. Riguardo all'arte utilizzata, secondo me, è verissimo quello che hai evidenziato : un tono buffo, ironico e strampalato ha fatto sempre parte 'pienamente' di d&d. E lo può essere anche oggi! E ci mancherebbe! Il problema delle critiche (almeno le mie 😉) che vengono rivolte all'attuale edizione (tutta la 5.x e anche la 4e) è il voler "universalizzare" il gioco (legittimo) con tutta la lore a cui D&D è, nel bene e nel male, indissolubilmente legato. E senza un evidente studio, pensiero, visione sul come portare avanti questo progetto editoriale. Ma non è solo un problema di WotC e D&D. Riguarda un pò tutto il mondo dell'intrattenimento. Basta vedere alcuni rifacimenti e riproposizioni di vecchi film o nuove trasposizione di narrativa 'datata', che in nome del sacro totem dell'inclusività o del political correct , vengono stravolte nell'estetica e nel senso. E che ovviamente non ha nulla a che vedere con il rispetto per il prossimo o con una vera 'inclusività'. Per rimanere a D&D, negli anni 70 la gogliardia dei disegni in bianco e nero era rivolta ad un pubblico di nerd wargamer, in totale assenza di budget da destinare all'arte. Quando poi d&d è cresciuto in fama e il gioco si è strutturato a tutti gli effetti per il gioco di ruolo come poi lo abbiamo conosciuto, l'arte è diventata importante. Si è alzato il budget, si è dedicato del tempo a pensare e progettare un piano editoriale chiamando dei veri e propri (seppur giovani) artisti, chiedendogli esattamente quale doveva essere il risultato da ottenere (penso ad esempio alla richiesta che Gygax fece esplicitamente ad Elmore per la realizzazione della copertina del SET Basic - il famoso guerriero con il drago rosso : l'immagine doveva dare il senso materiale di 'uscire' dalla scatola.) Questa impostazione di lavoro è andata avanti fino a tutta l'era 3.5. E ci sono sempre stati, tra i prodotti pubblicati, dell'arte che trasmetteva gogliardia ed umor. Ma era collocata esattamente dove doveva e poteva stare; mi viene in mente la copertina di PC2 - Top Ballista per BECMI, oppure alcune copertine delle guide di Volo Thump di AD&D per i FR. E quell'arte trasmetteva esattamente il contenuto e lo spirito gogliardico di quei manuali. Questa, semplicisticamente, è la storia editoriale dell'arte di D&D. Se per la 4e e 5.x si voleva fare un arte che trasmettesse il carattere universale delle regole del gioco e inclusivo della lore (legittimo), per non incorrere in tutte le 'critiche' nelle quali WotC è finita, avrebbe potuto tranquillamente profondere energie in 'nuove' ambientazioni con tutto lo spazio di manovra che le nuove ambientazioni consentono. Semplicemente non ci si può aspettare una critica positiva quando su un'ambientazione Dark, Horror e Gotica come Ravenloft vuoi trasmettere un senso di gogliardia o di inclusività con l'arte che nel prodotto che rappresenta non c'è. Perchè Ravenloft non è gogliadico, non è inclusivo e non è neanche un luogo da "Guardians of the Galaxy in versione fantasy" ( fermo restando che ognuno al proprio tavolo gioca e si diverte come gli pare 🙂). Se tu editore fai una cosa del genere sono due le cose : o non sai fare il tuo lavoro, o sei in malafede.
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Perché D&D 5a Edizione ha avuto successo e la 5.5 sta fallendo
Non concordo... nei fatti AD&D è stata l'edizione più prolifica, più caratterizzata e meglio curata dell'intera storia di dungeons and dragons. Solo la 3.x ha prodotto qualcosa di comparabile in termini qualitativi (sotto alcuni aspetti, secondo me, anche superiore) ma non quantitativi visto che l'edizione ha avuto una durata di vita parecchio inferiore. La 5.x , con tutto che ha ad oggi una durata di vita lunga come quella di AD&D, non ha ne la quantità ne la qualità di prodotti, paragonabili alle precedenti edizioni. L'Ethos di D&D non è solo una questione di regole (ribadisco che in generale considero la 4e e la 5.x edizioni con dei buoni regolamenti) ma come queste si intrecciano e si adattano alle ambientazioni per farle 'vivere'. Semplicemente le ultime due edizioni non lo fanno perchè WotC ha deciso (legittimamente) di assegnare alle regole un carattere più universale ... e anche questo è nelle intenzioni, nelle dichiarazioni e nei fatti manifestati dall'editore. Riguardo all'evoluzione dell'arte utilizzata nei prodotti pubblicati nel corso degli anni, non concordo con quanto affermato da @greymatter : è necessario contestualizzare il momento in cui quelle opere sono state impiegate. Per molto tempo le opere che sono state utilizzate erano in bianco e nero ed indirizzate ad un numero ristretto di giocatori che erano wargamer, non ancora dei veri e propri giocatori di ruolo. In quell'epoca di D&D a nessuno interessava l'arte, la tiratura delle copie era bassa, i budget a disposizione limitati. Quello è accaduto 'dopo'. Negli anni 80' sono arrivati i vari Elmore, Caldwell, etc... ed è cambiato tutto. Con Dragonlance in testa che diventa La Saga e ci si rende conto che ha necessità di legare il gioco e la storia ad una immagine. Ma non è la qualità della precisione del tratto di pennello a fare la differenza : è lo studio che c'è dietro. La comprensione da parte degli artisti su cosa deve essere trasmesso attraverso l'immagine. E non tanto sullo stile : ogni artista aveva e ha il suo. Riguardo alla copertina di Heir of Stradh... Esatto! Non c'entra nulla con Ravenloft! Questa copertina è concettualmente sbagliata perchè non ha nulla che trasmetta il tema Horror e Gotico dell'ambientazione. Sono solo tre i possibili motivi : 1) L'artista si è sbagliato (ci sta, ma è la possibilità meno credibile visto che succede con quasi tutte le illustrazioni di queste edizioni), 2) Si vuole volutamente trasmettere un tema differente rispetto a quello che è presente nel contenuto del modulo, 3) Si trasmette l'effettivo tema del contenuto del modulo che non è più un Horror Gotico, ma qualcos'altro. Per chi conosce l'ambientazione e il gioco, è evidente che c'è qualcosa che quantomeno stona. E non perchè siamo 'vecchi' (certo che lo siamo 🤪) ma perchè possediamo delle 'conoscenze' maturate negli anni) che ci consentono di discernere gli elementi caratteristici di un'opera. Mi spiace per chi ha avuto solo esperienze di gioco alla "Guardians of the Galaxy in versione fantasy" ( ci ho giocato anche io una campagna 🙂 ), ma semplicemente D&D (almeno fino alla 3.5) non è questo ( e non mi parlate dei vari supplementi e splatbook, perchè quelli sono serviti ad altro. Non al vostro gioco). 😉
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Alla riscoperta dei Forgotten Realms: FR9 The Bloodstone Lands
Candlekeep.com è sempre stato 'tanta roba' per i FR ... 🙂 se posso permettermi... il problema non è se finisce su DMs Guild, Patreon o altro... il problema è che queste opere proprio non ci sono più ... Io non trovo nulla di male se a fronte di opere curate e ben fatte un autore richieda un sostegno/compenso economico. sicuramente non si arricchisce. Sappiamo tutti cosa vuol dire in termini di tempo produrre del materiale di gioco ben fatto e pensato (pensate a 300 mappe e 5000 pagine di materiale di gioco da leggere). Non gliela offrireste una birra ad un amico che condivide quel materiale? 😉
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Perché D&D 5a Edizione ha avuto successo e la 5.5 sta fallendo
Vero. Ma non è con le homerule e ambientazioni casalinghe che si valuta complessivamente un'edizione 😉 possiamo farlo, come comunità di clienti/hobbysti , solo su una base condivisa. E dobbiamo quindi basarci sui prodotti ufficiali che sono stati pubblicati : Regole, Supplementi, Ambientazioni e Avventure. Senza flame, si sta qui per scambiare due chiacchiere e delle opinioni 🙂.... ma a me, in 15 anni di 5e , anche se ci sono uno o due moduli avventura fatti 'benissimo', mi sembra un tantino-pochino per lasciare il 'segno'.
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Novità dal Mondo dei GdR - Maggio 2026
Si! è quello! 🙂 .. in linea di principio non era un gioco fatto male... il problema era che la risoluzione dei combattimenti e delle azioni con il d100 era piuttosto aleatorio. I personaggi notevolmente 'corazzati' (Hulk, Thor, Ironman) erano molto avvantaggiati rispetto a quelli che non lo erano, e il combattimento era una parte importante di quelle avventure. Se ti sparavano e non avevi difese (vedi l'Uomo Ragno) eri comunque morto... magari dal primo banditaccio sfigato di strada (come è successo a noi). Non una fine idilliaca per un supereroe... Se ci fosse stato un qualche meccanismo che andava a mitigare l'alea del d100, forse sarebbe potuto essere 'migliore' a mio giudizio. Ed era pur sempre un gioco figlio dei suoi anni... Però a distanza di trent'anni ancora ridiamo a crepapelle mentre prendiamo per i fondelli il ns amico Uomo Ragno... 🤣
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Novità dal Mondo dei GdR - Maggio 2026
Tantissimi anni fa ho avuto una 'brutta' esperienza con i GDR dei Supereroi... e non ho voluto più giocare a giochi similari... Non ricordo neanche come si chiamava il gioco, ma era quello ufficiale dei Supereroi Marvel... ognuno del nostro gruppo di gioco impersonava uno dei supereroi 'ufficiali'... io adoravo Capitan America... un caro amico era contentissimo di impersonare l'Uomo Ragno, poi c'era chi interpretava Hulk, Thor, Iron Man... è finita con l'Uomo Ragno ucciso al primo incontro, con un singolo colpo di pistola alla testa, da un comune bandito che usciva da una rapina in banca... 😬 e il mio Capitan America devastato, non ricordo neanche più da chi, dopo che gli avevano tolto lo scudo con il quale poi lo avevano crudelmente percosso... 😒 Non era un gioco da e per supereroi... 🤪
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La comunità GDR è diventata modaiola?
Io non sarei tanto sicuro che i 'modaioli' acquistino così tanti prodotti alle fiere... è tantissimo tempo che non frequento le fiere, ma immagino che a fare i 'veri' acquisti siano sempre e solo i veri appassionati ... i 'modaioli' sono lì per dire io c'ero e farsi il selfie (legittimo e anche quello fa parte del bello della fiera)... quindi credo che certamente gli editori/venditori hanno introiti maggiori rispetto al passato vista la maggior massa di persone che frequentano la fiera, ma non così tanto ... contrariamente a quanto invece sono aumentati i costi di gestione per la partecipazione alla fiera stessa... concordo pienamente con te. La mia sensazione è che fino a qualche anno fa l'evento fiera era ancora (economicamente) sostenibile, seppure con alcuni disagi per tutti gli attori in gioco. Oggi , e sicuramente per i prossimi anni a venire, la questione è cambiata molto. La vedo molto dura per gli editori/venditori per tutta una numerosa serie di problemi legati al mondo editoriale, ai cambiamenti sociali e all'attuale contingenza di contrazione economica, ma che a cascata investirà i partecipanti/hobbysti che si vedranno ridotti i servizi (già scarsi) e diminuiti gli 'eventi' (all'ultimo Romics che si è tenuto qui a Roma ho sentito molti commenti su una scarsa presenza proprio di stand, espositori e di ospiti a fronte di un costo del biglietto sempre impegnativo), arrivando poi a colpire gli organizzatori che nel lungo periodo, se non sapranno gestire la situazione, saranno quelli che pagheranno il prezzo più alto. Semplicemente sparendo dal circuito e con il rischio che sparisca la fiera stessa che gestiscono (ovviamente quelle medio-piccole ... ormai Lucca Games it's to Big to Fail...). Riguardo ai libri/manuali e alla lettura, purtroppo è una questione che va oltre l'ambiente ludico e dei fumetti, pesantemente influenzata dalla facilità e velocità di uso dei telefonini e dei social. I libri richiedono tempo e concentrazione per essere letti; due fattori che oggi purtroppo scarseggiano. Anche per chi è consapevole di questo. Ci saremo sicuramente incrociati allora... 🙂 e in quell'occasione (credo fosse il 2005 o 2006, l'anno in cui fu ospite Mr Martin ) anche io ho detto "mai più" 😉