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Marbon

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  1. da quel che so WotC in america ha distributori in ogni stato e non uno unico... ma cmq non è questo il punto. Hasbro è talmente grossa che potrebbe tranquillamente acquisire il distributore inadempiente o in crisi se volesse (e ci sono buone ragione tattiche e strategiche per cui non lo ha fatto) Il punto è che il mondo del business è cambiato e non da oggi. E' un processo che viene da lontano e che ha investito e sta finendo di investire tutti i settori. Ricordo come già quindici anni fa nei vari comparti del settore automotive si avviava il processo di acquisizioni e conglomerati sempre più grandi : o cresci o il medio e il piccolo a malapena possono sopravvivere se non sparire del tutto. Da cinque anni, o giù di lì, lo stesso è stato avviato nel comparto agricolo. E così in quello assicurativo, bancario, sanitario... Hasbro è il risultato evidente, nell'editoria, di questo sistema. L'architettura di questo sistema premia i grandi a discapito di tutti gli altri. E i grandi, riuscendo a condizionare con la loro forza economica e persuasiva il legislatore e le masse 'acquirenti', si fanno sempre più grandi. Mentre un piccolo imprenditore/artigiano/commerciante può non avere gli strumenti ed il tempo per comprendere tale cambiamento epocale, un manager di aziende medie grandi queste informazioni 'grossolane' oggi le deve avere completamente acquisite. Puoi avere anche 50 anni di esperienza, ma devi comprendere il cambiamento di oggi, che è un qualcosa di talmente nuovo che quell'esperienza può sì aiutarti ma da sola non è sufficiente : stiamo navigando realmente in acque sconosciute e turbolente, dove i vecchi modelli di business sono saltati e stanno saltando. Che piaccia o no. Chi lo ha capito per tempo ha avuto possibilità di scegliere almeno come riposizionarsi elaborando nuove strategie; chi non lo ha capito rimane vittima di questo tritacarne. PAIZO, nello specifico, ha affidato l'intera gestione e vendita dei propri prodotti fisici stoccati ad un altro soggetto, senza tra l'altro poter intervenire se non 'periodicamente', in un mondo di squali (ad essere generosi)... sicuramente sarò strano io , ma per me è come dare le chiavi di casa ad uno sconosciuto e andarsene sperando che lo sconsciuto sia abbastanza rispettoso... Poi, tutto quanto sopra, viene dal mio piccolo osservatorio. Potremmo parlarne a lungo , analizzare e comunque non cavarne un ragno dal buco... Ed è lungi da me, ripeto, voler insegnare niente a nessuno 😉 Rimane solo da fare un grande in bocca al lupo a PAIZO! 🙂
  2. Non li uso... ma una volta non esisteva MapTool? era opensource...
  3. benvenuti quindi nel mondo reale 😉 ... anche il settore editoriale, volenti o nolenti, ormai è legato ai dettami della gestione finanziaria e del business delle multinazionali. Io non sono maestro ( me ne guardo bene soprattutto perchè non me ne viene nulla dal farlo 😛) ma spesso e volentieri sono proprio quelli che operano nel loro settore da anni e non si aggiornano al comprendere i "cambiamenti" (sempre più veloci e complicati) del mondo che vengono e rimangono fregati... Il management PAIZO è vittima della sua stessa inadempienza al comprendere i cambiamenti, seppure il criminale/colpevole è ovviamente un altro. appunto! forse non mi sono espresso più chiaramente : Rispetto e collaborazione tra partner commerciali sono ottime pratiche da adottare, ma affidarcisi ciecamente e pensare che i propri partner aderiscano anche loro incondizionatamente a questo atteggiamento è solo sciocco. Quindi nessuna mia visione 'poetica'. Il mio concetto è proprio l'opposto; devi avere pronti nel cassetto piani A,B e C operativi. Oggi non puoi basarti, soprattutto in America e tra aziende multinazionali, a nessun tipo di rapporto di fiducia. Lo è stato qua da noi qualche decade fa (anche tra grandi e grandissime aziende), ma è terminato. E se questo è vero, come lo è, oggi non si fanno più accordi in esclusiva. (tra l'altro WotC non aveva e non ha in essere nessun accordo in esclusiva con un distributore, ne tanto meno con Diamond. Non sapranno fare più giochi come Lathander comanda, ma conoscono bene le leggi del business e del mercato). Se lo fai , hai semplicemente perso in partenza. E' solo questione di tempo. Quindi si... anche i manager dei colossi dell'editoria che non comprendono questo, sono persone non più adeguate al ruolo che occupano. Rispetto alle informazioni più accurate che hai fornito sui tempi e le posizioni degli attori in gioco , credo che la situazione sia ancora più complessa. Si dovrebbe ad esempio tenere conto dell'uscita di WotC da Diamond e di cosa questo ha significato già a dicembre 2024. I crolli delle vendite che ha subito e i rialzi dei costi dei materiali e dei servizi a causa dei dazi americani, che ovviamente non riguardavano solo WotC, sono dati e informazioni che andrebbero analizzati approfonditamente per comprendere appieno come sono andate le cose, e cosa era possibile ricavare con i dati a disposizione in quello specifico periodo. Resta il fatto che il management di WotC non ha fatto rimanere coinvolta l'azienda in questa storia. Quelli di PAIZO purtroppo si. Il problema non è come o cosa sono io o tu (come azienda), ma il mondo all'interno del quale ci troviamo a dover fare i conti. Possiamo essere un'azienda alla 'buona', ma se non stai attento la concorrenza ti mangia. Ovviamente questo non vuole dire diventare 'come loro' (dal mio punto di vista mai ), ma non sono disposto a farmi 'fregare'. E se oggi non vuoi essere fregato non puoi permetterti di lasciare le cose al caso, di non studiare o di fidarti ciecamente del prossimo. Soprattutto se hai avuto le capacità e un ambiente favorevole a crescere e salire in alto nel business e nella fama. Anche solo l'invidia, che è un bruttissimo sentimento, è un motore formidabile per farsì che qualcuno voglia abbatterti o toglierti quello che ti sei meritato.
  4. Purtroppo le cose stanno cosi: la gestione aziendale a quei livelli non può essere superficiale. Seppure Paizio non ha in assoluto alcun tipo di colpa, un manager che gestisce operazioni a quel livello senza avere in precedenza già preparato un piano A, B e C denota solo una evidente carenza di capacità e comprensione del mondo e del business che ti circonda. Non puoi puntare tutto su un solo cavallo... Rispetto e collaborazione tra partner commerciali sono ottime pratiche da adottare, ma affidarcisi ciecamente e pensare che i propri partner aderiscano anche loro incondizionatamente a questo atteggiamento è solo sciocco. Qui da noi ,e ancora meno in europa, non esiste quasi più il fairplay o lo spirito di collaborazione che per decenni ha aiutato a sostenere le nostre aziende e i nostri mercati; figuriamoci in un paese e un mercato come quello americano odierno dove la competizione esasperata arriva al limite (se non la supera) della legalità. Diamond, se avesse voluto, avrebbe potuto avvisare anche informalmente i suoi clienti della sua situazione per cercare di non coinvolgerli o semplicemente per limitare loro i danni. In termini di correttezza tra partner avrebbe potuto 'sganciare' i suoi clienti almeno da una clausola di esclusività mettendoli in condizione di operare 'subito' diversamente. Non lo ha fatto. E aggiungo: 'volutamente'. Il valore del magazzino di prodotti che non gli appartengono è stato utilizzato, in mala fede, come arma di contrattazione per i suoi debiti. Come qualcuno ha detto in precedenza, questa situazione precaria di Diamond andava avanti da circa un anno e si sapeva che altri player importanti avevano abbandonato questo distributore. Delle domande, forse, un manager a quel livello dovrebbe farsele. E magari cercare di dargli anche qualche risposta. Rimane comunque che Paizo è un'azienda solida, etica e pulita e che la sua clientela (a quello che leggo qua e là) cercherà di sostenerla durante questo difficile periodo. E che supererà. L'importante è che i manager dell'azienda capiscano che non possono e non devono giocare con gli stessi strumenti con cui gioca IL player più grande di loro...
  5. Raggiunti certi livelli in termini di dimensioni e internazionalizzazione come è riuscita a fare Paizo, purtroppo certi errori non puoi e non devi permetterteli. I tuoi partner commerciali e finanziari, purtroppo, li devi osservare e marcare stretti; fa la differenza tra il sopravvivere o il soccombere. Da quello (poco) che ho letto, se non commettono altri errori, Paizo ha le forze per superare questa prova. Avrà comunque maturato una esperienza che potrebbe in futuro farle fare un altro salto di qualità 😉
  6. In realtà la vicenda riguarda solo la mala gestione dell'attività di vendita di Paizo: non puoi affidare la tua distribuzione e rete di vendita in esclusiva ad un solo operatore. Inoltre, se non ricordo male, in passato c'erano già stati dei precedenti riguardanti la scarsa affidabilità di Diamond con altri partner... E aggiungo : se sai che uno dei tuoi partner ha 'relazioni economiche' con fondi o banche del calibro di JP Morgan, sarei molto più accorto e attento. Questi sono solo player che giocano solo per il loro profittevole tornaconto personale...
  7. Verissimo... 🙂 Come non è altrettanto divertente riposare e recuperare tutte le risorse ogni pezzetto... gli abusi, in un verso o nell'altro, non sono mai una soluzione 😉
  8. Il ragazzo è quello che ha lavorato sia alla 4e che alla 5e... che oggi voglia parlare di hackerare Ad&d con la base di 5e che ha ideato... anche se gli riuscisse è secondo me comunque fuori tempo massimo. Le possibilità le ha avute e se le è giocate. Per quanto la 5e abbia avuto molto successo, non è stata la qualità del sistema a renderlo tale, ma tutta una serie di 'allineamenti planetari'. II suo prossimo gioco, per quanto potrà essere anche un buon gioco, non sarà D&D, ma uno dei tanti cloni rubacuori di nicchia... Mearls non ha ne il nome, ne il talento di tanti altri game designer...
  9. non è detto che se i PG vogliono riposare, i dadi lo concedano... i mostri erranti sono sempre in giro in cerca di prede...😈
  10. avevo visto questo teaser L'omaggio all'arte di Caldwel e a quel periodo del gioco è apprezzabile, e l'arte nuova nel complesso mi piace spero che il prodotto porti/aggiunga qualcosa in più, e non sia il solito prodotto di cose ritrite e rimpaginate dei villain che già conosciamo , solo per fare cassa...
  11. @MattoMatteo concordo con @firwood , seppure ancora nutro qualche speranza in prodotti concessi in licenza a terzi dotati di un pò di esperienza e appassionati del gioco. Ma dal team di WotC purtroppo non ho aspettative. Ce lo hanno detto e lo stanno dimostrando con i fatti : vogliono portare avanti il loro brand attraverso la 'socialmediazione'. Però queste sono le mie , come di tanti altri, aspettative mancate. Non dubito che WotC possa avere successo nel fare 'spettacolo', vendersi l'immagine di D&D, affiliare centinaia se non milioni di giocatori sulla sua piattaforma e da questo guadagnare quattrini (legittimo). Ma farlo portando avanti un gioco di qualità, coerente ed avvincente nel tempo non credo che possa essere coinciliato...
  12. Per quanto riguarda la 3.x , le regole ufficiali dicono che le CdP sono a discrezione del DM. Come 'tante' altre opzioni. Perchè fino almeno alla 3.x le regole affidano al DM la discrezionalità del gioco chiarendo anche come 'equilibrare' (o se vogliamo 'controbilanciare') una build (nel caso), addirittura sconsigliando di aggiungere o modificare regole e meccaniche se come DM non si è sicuri del mantenimento dell'equilibrio. Ed è tutto scritto nelle prime pagine del GdDM 3.x (della 5.x non ho certezza, in quanto ho letto le regole un paio di volte ma non giocandola la memoria vaccilla). Che poi ognuno al proprio tavolo gioca e si diverte come più gli piace (cosa che facciamo anche io e il mio gruppo) è assolutamente fuori questione, legittimo e incontestabile da parte di chiunque. 🙂
  13. comprendo lo stato d'animo... ma ad essere onesto non vedo nulla di cui 'io' possa essere entusiasta. Dell'Hobby del GDR, e di D&D nello specifico, sarei interessato a sentire parlare di 'Lore', di meccaniche 'innovative' che si adattano alla lore; di incontri 'tecnici' dove un game designer ti racconta e spiega come è nata una certa regola o come ha sviluppato un'avventura. Agli spettacoli autocelebrativi o del Gardaland di D&D purtroppo non sono interessato. Faccio solo un esempio, che non è ludico : a Roma la scorsa settimana si è tenuto il concerto-spettacolo di Ultimo. 250.000 persone! Un record. Io sono appassionato (anche) di musica, e in gioventù ho avuto anche il piacere di strimpellare davanti a piccolissime platee: ma secondo voi chi è andato al concerto di Ultimo ha visto o sentito qualcosa? La risposta è no. Si è trattato solo di un'autocelebrazione dell'artista in cambio di un 'io c'ero' di chi ha speso quattrini per poterci essere con tanto di reel, selfie e altre amenità varie. Ma pochi di quei 250.000 persone hanno assistito veramente al concerto. Questo evento della WotC è più o meno la stessa cosa. Poi magari sarò ampiamente e clamorosamente smentito , tanto avremo la diretta Youtube per esserci anche noi 🤪 e constatare con i nostri occhi...
  14. Stanno creando l'Evento da un punto di vista aziendale ed economico, è in linea con quanto Dan Ayoub ha sempre sostenuto Spettacolarizzare il marchio, renderlo un richiamo , un evento... piuttosto coerente con lo stile 'social-media' degli ultimi anni. Se poi questo avrà a che fare con il nostro gioco e come lo abbiamo conosciuto è tutto da vedere...
  15. La build come mini-gioco è un aspetto divertente che dovrebbe essere 'autorizzato' dal DM per la specifica avventura campagna, e che dovrebbe permettere di comprendere meglio le meccaniche del gioco e fin dove queste possano essere portate prima che il gioco stesso si rompa. Perchè dovrebbe essere 'autorizzato' dal Dm? perchè il DM, se permette quella build , deve prevedere dei contrappesi da inserire nella avventura/campagna (come mostri, png o sfide di abilità in generale) adeguati. Ma da quello che mi pare essere emerso in tanti anni di condivisione di esperienze di gioco, i DM questa cosa non l'hanno mai fatta, e quando l'hanno fatta non hanno 'studiato' la build utilizzata dal giocatore, ma si sono semplicemente limitati o a rilanciare con build altrettanto incoerenti o semplicemente incrementare le sfide sotto il profilo numerico nel vano tentativo di 'arginare' la situazione, e di fatto solo peggiorando il tutto. Riguardo alla tua ultima domanda, è un ottima domanda. Purtroppo non credo che si possa partire da quelle risposte per una riflessione; per prima cosa ho la sensazione che sarebbero tutte risposte, in buona fede, falsate. Tutti i DM ti direbbero di aver letto per intero almeno una volta la GdDM, ma con buona probabilità evitando di dire che alcune (molte) pagine sono state saltate perchè erano superflue da leggere. Per secondo, regolamenti ampi ed articolati (penso alla 3.x che è la mia edizione di riferimento) necessitano di molte più letture per far proprie non solo le meccaniche ma anche lo spirito di gioco e le sottili dinamiche che sono poi quelle che danno sapore e colore all'esperienza di gioco stessa.
  16. ovviamente sono i miei due ulteriori cents 😉 la tua riflessione è ottima, ma non mi cruccerei troppo... un DM dovrebbe porre le sfide in funzione dell'avventura, campagna o narrazione in genere (e non tarati/bilanciati sui PG), e i giocatori valutare quali sono alla loro portata, e quali no, e come affrontarle e superarle, con tutti i rischi che questo comporta. Il mondo di gioco acquisisce quella realtà e quello spessore che farà ricordare la sessione di gioco o l'intera campagna. E sarà capitato a tutti i DM di avere messo davanti una sfida che sulla carta era facile, e i giocatori/pg si sono 'sfracellati' o 'impappinati' perchè presa sotto gamba oppure perchè sono stati investiti dal momento della sfiga o del 'pirlone' . Compensa ampiamente quando riescono in imprese disperate
  17. Bello! concordo con tutto quello che hai scritto. 🙂 Da DM non penso a 'sconfiggere' i personaggi, ma a presentare loro delle sfide che risultano 'avvincenti'. Aggiungo che la mia elaborazione e presentazione delle sfide ai personaggi tiene sempre conto del 'prima' e del 'dopo', e non solo della sfida stessa. è importante 'come' i personaggi arrivano alla sfida; certe volte preparati, altre volte impreparati. E questo fa tanta differenza nell'esito e nel modo in cui i giocatori la vivono. Ma anche il 'dopo' (dopo la baldoria dei giocatori di essere riusciti in una impresa) ha il suo peso perchè da 'come' escono vittoriosi dalla sfida dipende il proseguio dell'avventura con tutte le implicazioni del caso. In sintesi : prima cerco di determinare adeguatamente la/e sfida/e , arbitrarla/e il più imparzialmente possibile al tavolo, ma tifando per la riuscita dei personaggi/giocatori 🙂
  18. @Eumeo @MaxDM80 (e tutti gli altri ovviamente 🙂) dopo svariate decadi di gioco sono arrivato alla conclusione che è importantissimo scegliere il sistema di regole 'appropriato' all'approccio dei giocatori al tavolo per godere al meglio dell'esperienza ludica. Perchè i GDR non sono tutti uguali e anche se sono apparentemente simili nelle meccaniche le differenze esistenti premiano un aspetto del gioco rispetto ad altro. @Alzabuk si chiedeva da dove vengono queste 'perversioni' nel gioco. Senza addentrarci in analisi culturali e sociali (forse troppo noiose e complesse), una possibile risposta è che dall'era 3.x in poi (parlando di D&D) le regole non le ha lette attentamente più nessuno (o è una minoranza che lo fa), neanche coloro che solitamente introducevano i nuovi giocatori al gioco. Se per apprendere un nuovo gioco vado su Youtube (informazione oggi di tipo massivo per le nuove generazioni) e su Youtube ci sono persone che non hanno letto approfonditamente le regole e le spiegano quindi a modo loro , chi inizierà a giocare lo farà seguendo quelle istruzioni (spesso distorte). Per i nerd di cui parlava @Alzabuk , che pur conoscono le regole min-maxandole , evidentemente nessuno li ha mai guidati o corretti nell'errore; perchè un conto è ottimizzare le meccaniche a disposizione del personaggio all'interno di scelte plausibili e coerenti con la campagna di gioco (e quindi autorizzate dal DM ), un altro conto è prendere ed assemblare tutte le meccaniche che si vuole annullando completamente l'arbitrio e autorità del DM (contravvenendo alle stesse regole del gioco). E se quindi oggi esiste un problema di 'scarsità' di DM, questo tipo di giocatori non dovrebbero lamentarsene troppo....
  19. anche a me è capitato. Un esempio è stata una campagna regole ROLEMASTER, con ambientazione FR, e una giocatrice con un BG 'molto ampio e inventato'. Da DM cerco sempre di 'assecondare' e far divertire tutti i giocatori al tavolo, però in quella campagna 'sperimentale', quella giocatrice non ha ricevuto il massimo da quell'esperienza di gioco, perchè il sistema di regole non 'premiava' quell'impostazione di gioco... a te sono capitate situazioni del genere?
  20. C&C credo che sia un caso più unico che raro, almeno da quello che ho letto. Riguardo al comportamento degli editori ho usato un termine 'forte', ma non volevo riferirlo ad un loro comportamento scorretto (cercano di fare il loro lavoro), ma più alla confusione che si genera in chi gioca che, sovrapponendo nel tempo nuove regole, homerule, etc.. alle regole base, modifica in modo consistente lo spirito e le stesse dinamiche di gioco. Lo dico da giocatore attivo della 3.5 (ma qualcosa del genere era già successo in BECMI seppure non in maniera così evidente) : le famigerate CdP, solo per citare uno dei tanti famigerati bug del sistema, sono sempre stati solo ed esclusivamente opzionali. E questo è riportato testualmente nella GdDM a pag 176 "Permettere ai PG di accedere alle classi di prestigio è una regola totalmente opzionale e viene sempre applicata a discrezione del DM. Si suggerisce di porre limiti severi alla disponibilità delle classi di prestigio in una campagna. Le classi di prestigio d'esempio che seguono non sono certo le uniche disponibili. Potrebbero perfino, rivelarsi poco adeguate alla propria campagna personale. Le migliori classi di prestigio di una campagna sono quelle che il DM crea personalmente. Se è vera questa regola diventa chiaro che tutto quello che ne è venuto fuori 'dopo' (e nel tempo) è stato un modo 'diverso' di giocare rispetto a quanto prevedevano le regole con i vari super-mega-combo-max PG che sono stati creati e giocati. Ma la 3.x non è questa roba qui (con tutti i suoi 'altri' limiti). Purtroppo si è fatta questa nomea a causa di tantissime persone che lo hanno giocato in maniera 'diversa' (seppure sempre legittimamente) rispetto a quanto previsto dalle regole stesse. E potrei fare tanti altri esempi. Ecco perchè mi chiedevo se, da appassionati di D&D e GDR in genere, se si limitava un'analisi sul solo 'nucleo' dei sistemi di regole, cosa ne verrebbe fuori.
  21. avete scritto già tanto e il mio pensiero in generale credo che ormai lo conoscete 😅 per aggiungere qualcosa alla discussione, prendendo uno spunto da uno degli ultimi post di @firwood : prendere in considerazione le differenze tra 'edizioni' (evitando EditionWar) basandosi solo sui manuali CORE. Guardando in dietro ai 50 anni di storia di D&D, per motivi vari, l'editore ha sempre, consciamente o inconsciamente, inquinato i pozzi per vendere di più e poi proporre un'edizione nuova. La domanda che mi pongo è se limitando una analisi comparativa solo al nucleo delle regole e tralasciando tutte le implementazioni alle regole introdotte successivamente (di ogni edizione), cosa ne verrebbe fuori
  22. proprio perchè non siamo nei 90' WW forse non avrebbe dovuto fare un'operazione del genere per non essere fagocitata da WotC. Se fosse vero quanto in tanti thread ci si racconta sulla attuale situazione del nostro hobby ed in particolare una certa crisi di qualità di D&D, un editore 'minore' dovrebbe solo continuare a fare le sue pubblicazioni di qualità e cercare le sue nuove forme di promozione pubblicitaria. Non unirsi alla 'rete' di WotC come socio di 'minoranza' nella speranza di raccogliere il pescato; perchè la pesca la conduce il socio di maggioranza che al massimo può lasciare le briciole...
  23. non credo che fosse voluto dall'editore che la figura di Elminster risolvesse i problemi delle avventure dei pg, piuttosto è stato utilizzato come 'strumento' per permettere di mandare avanti la timeline e la storia dell'ambientazione attraverso i romanzi e qualche modulo di ambientazione e avventura. Questa 'narrazione' ha reso il personaggio 'ingombrante' e a più di qualcuno fatto storcere parecchio il naso. Tutto sommato però i FR sono rimasti giocabili e godibili, diversamente da altre ambientazioni dove certe storie sono praticamente bloccate e certi PNG straripanti...
  24. anche al mio tavolo, i miei giocatori/amici sono partecipi e interessati ... la ns attuale campagna è ambientata nel Granducato di Karameikos, e stanno scoprendo l'oscuro passato dei traldariani, mentre sono coinvolti nella segreta guerra tra la Triade Oscura e la Triade Traladariana, con le Streghe del Dymrak e il Drago Argos che minacciano gli elfi, quel che è rimasto della corte fatata e il giovane Veggente del Lago dei Sogni Perduti. (Un B10 ampliato in forma sandbox integrato con anni di contenuti presenti nei Vault). Come per il vostro tavolo, anche al nostro i miei amici/giocatori si stanno divertendo un sacco, e io con (e forse più di) loro 🙂 Tanti anni addietro, quando avevo 'molto' più tempo a disposizione, ho giocato con più gruppi e in modi differenti, e queste esperienze ti arricchiscono molto nell'allargare il proprio modo di giocare. Vedere come 'giocano' i giocatori di questi grandi game designer sarebbe un'altra esperienza che magari potrebbe mostrare quei 'dettagli' che arricchirebbero e migliorerebbero il modo di condurre una avventura/campagna

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