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Capitolo 0: Il profumo del pericolo
Sir Otis Mutreaker, anziano Galapa Bardo e Barbiere (Speranza 3) Grazie, Enswynn caro! dico rivolgendo un gesto di riconoscenza all'amico che ha allontanato quella schifezza rovente da me. Vorrei poter fare di più ma, ahimé, al momento riesco a ricordarmi la formula solo di un incantesimo... un incantesimo il cui effetto è bruciare le cose! Ed ho come l'impressione che non sia possibile combattere il fuoco con il fuoco! Ed anche parlamentare, con queste orrende creature, mi sembra tempo sprecato. Levo gli occhi al cielo, esasperato: questi giovani d'oggi, sempre così fumantini e dagli animi ardenti... Pertanto, non mi resta che tentare di darvi manforte a bastonate! Detto ciò, già completamente dimentico di essere appena stato salvato da una bella scottatura, torno a roteare il mio bastone da passeggio mentre tossisco rumorosamente Alla mia asma tutto questo fume e vapore non piace, no no no! Master
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Quando ritornate nel sotterraneo, la pozza catramosa ribolle ancora pigramente. Attraverso lo squarcio pulsante sulla parete, il giardino vi trasmette una sensazione di pace incredibile. La sua presenza è inspiegabile: non sembra avere nulla a che vedere con la fredda abbazia in rovina, né tantomeno con il picco innevato sulla quale l'edificio sorge. Avvicinandovi, vi pare di percepire il tepore dei raggi di sole che rischiarano quello che vi pare essere uno spazioso chiostro, con alti alberi e viali di ghiaia bianca ed aiuole ordinate, al centro pare esserci un'area pavimentata con lastre di pietra posate a terra con cura. Notate anche che ciò che vedete attraversi il portale, di tanto in tanto, pare come tremolare leggermente.
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Le Maschere di Nyarlathotep - Capitolo 19 - Il Vagito del Caos
Quello che udiamo non è un vagito: è il suono della fine del mondo. Ci troviamo faccia a faccia con l'avatar di Nyarlathotep, ad un passo dall'apocalisse. 📓1925, 09 - 13 aprile I sogni non mi danno tregua. Prima dell'orrore finale, la mia mente è stata invasa da una visione: il passato di M'weru. L'ho vista giovane, sciamana iniziata, durante una brutale razzia coloniale britannica che ha distrutto il suo villaggio. È stato in quel momento di disperazione che il Caos Strisciante si è manifestato a lei, apparendo come una stella, una galassia, un messaggio dal profondo cosmo. Mi chiedo ancora se le sue mille maschere siano forme che lui sceglie di indossare o se siamo noi, incapaci di concepire la sua vera essenza, a proiettare su di lui sembianze comprensibili per non impazzire. Mentre piangiamo ancora la scomparsa di Margaret Rockefeller, ci siamo ricongiunti con volti familiari che hanno incrociato il nostro cammino: Hilton Adams da New York, il giovane Lawrence Vane dall’Inghilterra e l’archeologo James Gardner, che ha evidentemente voltato le spalle alla spedizione Clive. Con loro è giunta Lu-Xi, una misteriosa donna asiatica dall'aria estremamente determinata, la quale riferisce di occuparsi di oggetti occuti: non siamo certi di poterci fidare di lei, ma le circostanze e gli uomini che la accompagnano sembrano promettenti. La nostra meta era la Montagna del Vento Nero, situata al crocevia tra il Monte della Luna, del Sole e del Felino. Assieme a loro, ci siamo rimessi in marcia e siamo giunti finalmente ai piedi della montagna… dove ci attendeva uno spettacolo decisamente scoraggiante. La valle era brulicante: migliaia di cultisti, un assembramento mai visto, pronti a celebrare il rituale che avrebbe aperto un portale onirico verso la vetta. Invece di mimetizzarci tra loro, abbiamo scelto di anticiparli. Abbiamo scorto un ruscello di acqua sacra che sgorga direttamente dalle viscere del monte, una via poco sorvegliata. Ma stavolta non ci siamo lanciati alla cieca! Abbiamo trascorso tre giorni ad affilare le nostre abilità e a raccogliere le forze. Il piano era complesso: mentre noi studiavamo il terreno, il povero Okomu ha intrapreso un pellegrinaggio di disperazione tra i villaggi vicini, devastati dai cultisti a caccia di sacrifici. Ha dovuto raccogliere il sangue degli innocenti trucidati, un elemento indispensabile per forgiare il sigillo dell'Occhio del Bene e del Male. Questo artefatto, una volta ripristinato, è l'unico in grado di rendere un luogo immune all'influenza di Nyarlathotep o degli Dei Antichi per almeno mille anni. Okomu ha visto orrori indicibili: cadaveri prosciugati non solo per il rito, ma per sfamare cultisti affetti da maledizioni vampiriche. Al suo ritorno, non era più lo stesso. La risalita notturna, compiuta il 13 aprile, è stata una prova di nervi: io, con la mia gamba offesa, e Lu-Xi, meno avvezza alla furtività, siamo stati il punto debole del gruppo, ma la preparazione dei giorni precedenti ci aveva preparati a ciò che ci aspettava. Siamo dunque scivolati oltre l'accampamento nemico e ci siamo arrampicati fino alla fonte, penetrando nei cunicoli infestati da Ghoul. All'interno del tempio, sulla vetta, abbiamo trovato Hypatia Masters. Era una visione da incubo: deforme, gravida di una creatura che piangeva con una doppia voce, ora umana, ora bestiale, mentre lei cantava nenie ossessive. M'weru era lì, nascosta nell'ombra, a osservare. Mossi dalla rabbia e dalla vendetta per Margaret, abbiamo compiuto quello che credevamo un atto risolutivo: abbiamo ucciso Hypatia per ottenere il sangue di un dio dal feto e completare il nostro sigillo, senza renderci conto che il sangue di Nyarlathotep scorreva anche nel monile ottenuto a Mombasa e che portavamo con noi! L'assassinio di Hypatia ha innescato una reazione terrificante: la rabbia e il desiderio di vendetta per la tragica fine di Margaret ci hanno teso una trappola. L'assassinio di Hypatia, da noi tanto desiderato con fervente rabbia, è stato interpretato come un'offerta a Nyarlathotep e M'weru, nascosta nelle ombre alle nostre spalle, si è abbandonata a grida di giubilo mentre il corpo di Hypatia si è disfatto in un ammasso di sangue e icore demoniaco dal quale è emerso l'avatar del Dio. Non più nella forma regale e tentatrice del Faraone Nero, bensì una agghiacciante personificazione della "Lingua Scarlatta": una mostruosità colossale di pura violenza generata dall'assassinio. L'inferno si è scatenato. M'weru ha scagliato un incantesimo che ha colpito Okomu alla testa; il ragazzo è sopravvissuto per miracolo, ma è rimasto a terra, gravemente ferito. L'Avatar, come un mostro gargantuesco, ha iniziato a colpire il terreno; ho evitato di essere schiacciato solo grazie ad un riflesso disperato. Oscar, che aveva iniziato a cantilenare in Swaili nella speranza di rievocare la memoria dolceamara di Margareth e di attivare il nostro sigillo, è stato catturato da un tentacolo e ustionato dalla bava radioattiva, restando sospeso a diversi metri da terra, sopra le fauci spalancate. La svolta nello scontro è stata merito di Lu-Xi: si è avventata su M'weru, bloccandola in una stretta mortale proprio mentre l'Avatar caricava un raggio radioattivo. Lu-Xi è riuscita a spostarsi all'ultimo istante: il raggio ha centrato in pieno M'weru, sciogliendola all'istante nella sua stessa radioattività. Infine, Oscar ha invocato la dea Bastet, che ha guidato il suo gatto ad aprire la gabbia affidataci da Bundari. Ne è uscito un Gug, una creatura del regno dei sogni, che si è avventato sull'Avatar divorandone la carne con famelica bramosia. Con uno schianto, la mastodontica creatura è stramazzata a terra esanime! Non c'era tempo per esultare: mentre il tempio-montagna crollava, minato dalla dinamite di Oscar, abbiamo completato il rito. Il Sigillo è stato ripristinato, vincolando la montagna e purificandola dall'influenza del Caos per i secoli a venire. Siamo fuggiti verso la cima mentre i cultisti superstiti nella valle venivano travolti dal crollo e dalla fine del loro sogno empio. Arrivati stremati sulla vetta di quella che presto non sarebbe più stata chiamata la Montagna del Vento Nero, abbiamo guardato l’orizzonte: lassù, stagliata contro il cielo, è apparsa la mongolfiera donataci da Neville Jermyn, audacemente pilotata dai nostri amici. Senza quel mezzo volante, la nostra fuga da quell'inferno di roccia e detriti sarebbe stata impossibile. Il tempio è sprofondato nel nulla e noi siamo vivi, sospesi nel cielo del Kenya, consapevoli di aver sventato l'apocalisse… Siamo salvi, ma il Vento Nero ha preteso un prezzo che graverà per sempre sulle nostre anime.
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Vampire: The Masquerade riceverà un prodotto crossover per D&D 5.5E, in arrivo su D&D Beyond quest’anno
Vabbè, stanno provando a far diventare Beyond una specie di DriveThruRPG D&D-centrico sfruttando la licenza ufficiale che possono offrire. Con la sottilissima e trascurabile differenza che quello che compro su DTRPG è un santissimo pdf scaricabile che resterà mio per l'eternità (o finchè morte dell'hard disk non ci separi), mentre su Beyond ottengo una "licenza" per utilizzare un prodotto all'interno del loro ecosistema sottostando alle loro condizioni (oggi c'è, domani litigo con White Wolf/Paizo/Chaosium e addio). Bah.
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Capitolo 0: Il profumo del pericolo
Sir Otis Mutreaker, anziano Galapa Bardo e Barbiere (Speranza 3) Pollo! Fermati, pollo! Noooooo! urlo in tono drammatico vedendo Guendalina prendere la rincorsa e rigettarsi nella mischia, dopo che abbiamo appena rischiato l'osso del collo per salvarla dallo spiedo. Scuotendo la testa, la inseguo e tento di sferrare un'altra bastonata all'ammasso di magma fangoso incespicando sulle rocce bollenti. Forse non è ftata una buona ifea, penso tra me e me sputacchiando mentre la dentiera mi si sfila di nuovo. Master
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Il non morto stramazza a terra con un gorgoglio soffocato, una pozza di sangue nero e catramoso si allarga sulla neve candida. Una serie di domande vi affolla la mente: perchè diavolo una creatura simile è fuoriuscita da una pozza di catrame? Cos'è quello squarcio sulla parete della stanza interrata? E soprattutto: perchè sembra condurre ad un giardino??
- [CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
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Le Maschere di Nyarlathotep - Capitolo 18: Shine on your crazy diamond
Accade una tragedia. Il Kenya esige un tributo altissimo da pagare: ancor prima di scontrarci con il nostro nemico, una nostra grande amica ci viene portata via lasciando un vuoto incolmabile. 📓1925, Aprile (giorni imprecisati) Scrivo queste righe con il cuore pesante e le mani che ancora tremano, non per il freddo delle alture keniote, ma per l'orrore puro a cui abbiamo assistito. La spedizione in Kenya, che era iniziata sotto il segno della speranza e del ritrovamento di nuovi indizi su Jackson Elias, ha preteso un tributo di sangue inimmaginabile. Tutto è iniziato subito dopo lo scontro con quelle maledette cultiste e la fine della loro empia cerimonia. Mentre il fumo si diradava, abbiamo assistito a un ritorno miracoloso: Elizabeth, che avevamo temuto perduta in una dimensione parallela dopo aver guardato in un fondale dipinto durante un bizzarro rituale teatrale, è emersa dalle acque di un laghetto vicino, interamente ricoperta di fango. Ci ha raccontato di un misterioso figuro che l'ha guidata, un'esperienza che l'ha lasciata atterrita ma viva, quasi come se il fato avesse ancora bisogno della sua voce suadente. Proseguendo verso nord, in direzione della Rift Valley per raggiungere il villaggio di Okomu, ci siamo imbattuti in un individuo dal destino tragico: Neville Germin. Un uomo dall'aspetto quasi scimmiesco, ingobbito, che commercia in portatori per i safari dei bianchi. È stato lui a rivelarci di aver fornito trentuno lavoratori alla spedizione Carlyle: sono morti tutti. Potrei scommeterci: devono essere stati usati per qualche terribile sacrificio a Nyarlatothep. Germin ci ha chiesto aiuto per trovare un luogo mitico legato alle origini scellerate della sua famiglia, quelle che lui chiama le Miniere di Re Salomone. In cambio, ci ha promesso la sua amicizia e, soprattutto, la sua mongolfiera! Abbiamo accettato di assecondarlo, avventurandoci nella giungla con lui ma quello che abbiamo trovato non era una miniera, ma una costruzione antidiluviana ed aliena, una sorta di stazione ferroviaria ciclopica che si perde nelle viscere della terra, abitata da gorilla albini e custode della regina delle scimmie bianche, l'antenata fossilizzata di Neville. Una storia di una tristezza infinita che mi ha ricordato quanto la linea tra uomo e bestia possa essere sottile. Dopo aver stoccato nel nostro convoglio la mongolfiera di Germin, che sicuramente ci tornerà utile in futuro, abbiamo raggiunto il vicino villaggio di Okomu. Lì, un missionario che aveva parlato con Jackson Elias ci ha confermato l'importanza di un trittico composto da Sole, Luna e un Felino, elementi che delimitano il luogo dell'ultimo rituale della spedizione Carlyle. È lo stesso schema che Margaret aveva intuito essere ricorrente nelle nostre tribolazioni e, con l'aiuto del missionario, individuiamo delle montagne poco lontane che corrispondono proprio a questi elementi: ci convinciamo del fatto che il nascondiglio de La Lingua Scarlatta deve essere lassù, e che da li ha origine anche il Vento Nero. Abbiamo poi conferma dei nostri sospetti: l'intera scorta nera della spedizione è stata massacrata, i loro corpi gettati nel fiume e ritrovati poi nella foresta dell'Aberdare. La nostra marcia verso le montagne ci ha condotto quindi ad una torre di vedetta per safari, dove abbiamo incontrato due soldati britannici ridotti all'ombra di sé stessi dall'alcol e dal rimorso. Uno di loro, un caporale, ci ha confessato l'atroce verità: aveva stretto un patto con Penhew per mantenere il segreto sul fatto che Carlyle, Huston, Masters e M’weru fossero ancora vivi, in cambio della resurrezione della moglie e della figlia. Ma quel patto ha portato solo una maledizione: ogni notte di luna piena, i morti emergono dalla boscaglia per venire ad "abbracciarli". Quella notte, l'incubo è diventato realtà. Un'orda incalcolabile di morti si è abbattuta sulla torre. Oscar si è appellato alla dea Bast ed ha richiamato a se i felini della foresta, ma nemmeno questo è stato sufficiente a fermare l'avanzata degli abomini. In un atto di disperato eroismo, Margaret Rockefeller, la nostra Madame Money, ha deciso di sacrificare due dei nostri artefatti più preziosi, tra cui il busto del Faraone Nero, nel tentativo di spezzare l'incantesimo di Penhew. Ma la tragedia era in agguato: distratta dall'azione concitata, Margaret non si è accorta che uno dei non-morti aveva raggiunto la piattaforma alle sue spalle. L'ha trascinata giù. L'ho vista sparire, inghiottita da un mare di mani fedide che l'hanno ghermita prima di dissiparsi nel nulla. Quando il silenzio è tornato sulla radura, Margaret non c'era più. Abbiamo perso non solo un'alleata dalle risorse infinite, ma un pezzo della nostra stessa anima collettiva. Non abbiamo avuto nemmeno il tempo di piangerla; il vento che soffia dal Monte del Vento Nero ora urla il suo nome, e noi dobbiamo andare avanti, verso l'origine di questo male, per fare in modo che il suo sacrificio non sia stato vano.
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Il ciottolo attraversa il varco e cade sul selciato del vialetto dall’altro lato. Osservando meglio, al di là del portale scorgi un chiostro che si affaccia su giardino ben tenuto, illuminato da una tenue luce aranciata tipica del tramonto. Gli alberi ondeggiano pigramente al vento, di tanto in tanto qualche foglia ingiallita dall’autunno cade ondeggiando dolcemente verso il terreno, andando a coprire le aiuole ed i vialetti di ghiaia
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D&D annuncia nuove carte di riferimento per incantesimi, oggetti magici e mostri
Secondo me, si. Ho diversi amici super appassionati di molte cose che non batterebbero ciglio a comprarsi il gadget brandizzato di turno. Ci sarà di sicuro chi si prenderà il trittico di manuali base, lo schermo del dm, i dadi, la tazza, la cartellina per le schede del personaggio, il portachiavi, il sottobicchiere e già che c'è anche i mazzi di carte, su questo non ho dubbi e potrei scommetterci quasi ad occhi chiusi. Quello che mi lascia più basito è l'audacia con cui, anzichè proporre un mazzo per classe (come in passato), hanno ben pensato di monetizzare al massimo dividendo le carte in mazzi per livello: così a chi gioca il Chierico non sarà più sufficiente il mazzo del Chierico a 19€, ma per avere tutto quello che gli serve "dovrà" comprare il mazzo degli incantesimi di livello 0-1, quello di livello 2-3 e quello di livello 4-5 per un totale di 19x3= 57€. Genialità assoluta.
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Vi rendete conto improvvisamente del silenzio che è calato sull'Abbazia. Colti da un senso di inquietudine e di curiosità, con lentezza ridiscendete i gradini per osservare le mosse della creatura emersa dalla pozza: sbirciando da dietro l'angolo, la vedere trascinarsi verso il portale magico e tentare di attraversarlo, salvo esserne respinta da una forza invisibile. La scena si ripete altre due o tre volte: la mostruosità, con ottusa determinazione, tenta ancora e ancora di valicare la soglia venendo rimbalzata verso l'esterno. Rassegnato, l'umanoide inizia a muoversi per la stanza apparentemente senza meta, mentre la pozza riprende a gorgogliare con brio. Quando vi rendete conto che il suo pellegrinare la sta portando verso le scale, vi ritraete frettolosamente per mettervi al riparo nelle tenebre della biblioteca, asserragliandovi alla meno peggio dietro alla porta sbrecciata ed attendendo con il fiato sospeso... ma l'essere percorre il corridoio con incedere barcollante per poi dirigersi verso il chiostro, senza accorgersi della vostra presenza. Mentre sfila di fronte al vostro nascondiglio, avete modo di osservarlo meglio: seppur alla lontana, vi ricorda la creatura non-morta con la quale vi siete scontrati poche ore prima.
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Heinrich ha un flash: ha già visto, in gioventù, una cosa simile... una congrega di eretici tentò di attingere all'energia divina di un luogo sacro per incanalarla in un portale demoniaco, usato per evocare orride creature appartenenti ad altri mondi. Ha la sensazione, ora, di trovarsi dinnanzi ad un deja-vu! Chi abbia fatto questo e per quale ragione resta un mistero, ma finchè il varco catramoso non sarà chiuso, quei disgraziati claudicanti continueranno a tentare di attraversarlo per ricongiungersi al loro padrone, colui il quale li ha chiamati.
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[Ambientazione] Il Mondo di Greyhawk
Complimenti davvero, hai reso un enorme servizio a tutti noi appassionati. Meriteresti un premio!
- [CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
- [CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Vi muovete con cautela lungo il corridoio, lasciandovi alle spalle la biblioteca silenziosa. Il suono proviene indubbiamente dalla porta a pochi metri da quella della stanza da cui state uscendo. Non ci sono insegne o segni distintivi che possano farvi capire dove possa portare. Con circospezione, scivolate attraverso l'uscio socchiuso e scendete silenziosamente la breve e ripida scalinata che conduce verso il basso, ad un piano interrato. Giunti all'angolo, sbirciate al di la di esso. L'aria odora di sangue rappreso, di marciume e di zolfo. Vedete una cantina umida di 12 x 6 metri, debolmente illuminata dai riflessi delle vostre torce e da un baluginio violaceo proveniente da uno squarcio che si apre come una ferita sulla parete nord, oltre al quale vedete un bellissimo giardino illuminato dal sole. Al centro della sala, scorgete una pozza scavata sul terreno che sembra piena di un liquido nero simile a catrame dal quale si levano sbuffi di vapore caldo, attorniata da sette teschi umani ingialliti. Il suono rantolante e raschiante che avete sentito poc'anzi si fa udire nuovamente, ed il vostro sguardo è attirato verso l'estremità della pozza: nella penombra, percepite un movimento. Qualcosa si sta muovendo, trascinandosi lentamente verso riva sotto alla superficie viscosa del liquido. Improvvisamente un braccio scarnificato fa capolino levandosi verso l'alto, sollevando schizzi di catrame rovente, seguito poi da una spaventosa testa come quella di una mummia o di un cadavere mezzo decomposto e mezzo ustionato. Muovendosi a scatti e gorgogliando grottescamente, la creatura non-morta si alza in piedi e tenta di uscire dalla pozza dandovi le spalle, apparentemente ignaro della vostra presenza ed attratto piuttosto dal passaggio sulla parete.
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Capitolo 0: Il profumo del pericolo
Sir Otis Mutreaker, anziano Galapa Bardo e Barbiere (Speranza 3) Il pollo, per il momento, è salvo. Peccato per la zuppa! Mi ridesto dai miei pensieri di rammarico per la deliziosa pietanza sprecata quando sento il ringhio minaccioso di Elinor e lo schiocco della melma colpita violentemente. Mi rendo quindi conto di quanto quelle dannate fanghiglie ci siano arrivate vicino! Con sorprendente agilità scavalco un masso che si frappone tra me ed il mio magico amico Enswynn e sfrutto lo slancio per colpire con forza l'ammasso rovente che sta strisciando minacciosamente verso di lui. Il mio bastone da passeggio, ricavato da un nodoso ramo di quercia e rinforzato con un puntale di acciaio, cala dall'alto sopra alla melma. Master
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Urgok drizza le orecchie e fiuta l’aria, come un mastino o un esperto marinaio: dopo una vita trascorsa tra violenza delle arene e delle battaglie, riconoscerebbe l’odore del sangue a km di distanza… si avvicina all’uscio divelto della biblioteca: non ha dubbi, il rumore e l’odore provengono dalle tenebre del corridoio. Nella penombra, scruta con sospetto l’altra porta che si apre pochi passi più in là, ma il suono sembra essere cessato.
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Mentre discutete il da farsi, udite un rumore: pare qualcosa che si trascina faticosamente, raschiando sulla pietra. Il suono arriva fievole, attutito dalle spesse pareti della stanza e la sua provenienza è difficile da stabilire. Un brivido vi attraversa la schiena ricordando le bestie infernali che avete dovuto affrontare poc’anzi, ma il rumore vi pare diverso dal verso stridulo di quelle specie di iene fameliche. Dopo pochi istanti, il suono cessa ed il silenzio torna ad avvolgere l’abbazia.
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Capitolo 0: Il profumo del pericolo
Sir Otis Mutreaker, anziano Galapa Bardo e Barbiere (Speranza 3) Improvvisamente, un forte odore di bruciato giunge alle mie narici Il pollo brucia! Al fuoco! Al fuoco! urlo scompostamente, cedendo ad un attimo di panico prima di ravvedermi devo essermi assopito per un attimo, questo caldo concilia… mi alzo in piedi schiarendomi la voce con nonchalance forza, miei prodi compari! Spegniamo il pollo prima che arrostisca! Balzo in avanti, dopo aver slacciato la borraccia dalla cinta, ed irroro Guendalina con il suo contenuto… ovvero l’avanzo di zuppa acquistata all’avamposto tempo addietro. L’odore di pollo bruciacchiato si mischia al profumo inebriante dei funghi e dell’orzo speziato. Master
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Arenal ed Heinrich non impiegano molto tempo, confabulando tra loro e condividendo le loro conoscenze, prima di riuscire a ricondurre con certezza la definizione di “scrutatori eterni” a dei prodigiosi guardiani di pietra i quali, per mezzo di potenti incantamenti, divengono silenziosi e letali guardiani per l’eternità. Probabilmente sono state poste delle statue guardiane anche a protezione della tomba della regina…
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Arenal La ceralacca vecchia di secoli si sbriciola tra le tue dita mentre ti accingi ad aprire il portarotoli. Rimosso il sigillo, sei libero di sciogliere il nodo che tratteneva il tappo di sughero al suo posto, ed inclini il contenitore facendo scivolare fuori due fogli di pergamena perfettamente conservati: il primo, delle dimensioni di una pagina di libro, reca scritto il testamento della regina Ethofeld, ultima della decaduta casata dei sovrani di Pria. Oltre ad un elenco di terre e possedimenti, con le istruzioni precise su come spartire le ricchezze di famiglia tra i numerosi figli, riporta con minuzia il corredo funebre con la quale la sovrana ha disposto di essere seppellita... un quantitativo impressionante di gioielli, gemme e paramenti d'oro puro con la quale adornare la salma e la bara che, fatto interessante, si ordina di custodire in una camera funeraria da realizzare proprio qui, a Falkrest, preoccupandosi di proteggerla con efficacia. Il testo si dilunga nella descrizione di un'anticamera sorvegliata da "scrutatori eterni", dando tuttavia per scontato che il lettore sappia bene di cosa si stia scrivendo. Il secondo foglio, invece, è molto più grande. In una cornice di inchiostri colorati e foglie d'oro, una mano artisticamente molto dotata ha tracciato con cura certosina l'albero genealogico della casata di Pria. Dal capostipite Haruf il Temerario, unitosi in matrimonio con la principessa Zael di Munro, fino ai sei figli Ethofeld.
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[Ambientazione] Il Mondo di Greyhawk
Sacrosanta verità. Se il look "antiquato" di LibreOffice dovesse stancarti, dai una chance a OnlyOffice. Lato compatibilità con i formati Microsoft mi sembra funzionare molto meglio, e mi sembra che anche l'equivalente di Excel sia un po' più potente rispetto a Calc. In ufficio siamo su Windows e usiamo Office, ma a casa sul mio fido pc Linux uso OnlyOffice già da qualche annetto con soddisfazione.
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Il libro contiene una serie di appunti scritti in una variante arcaica della lingua comune. Sembra inizialmente un libro contabile, ma dopo la prima trentina di noiose pagine ti rendi conto che il testo che stai leggendo... non ha senso. Le parole si susseguono senza apparente logica, formando frasi sconnesse e mischiando lettere e numeri in una sequenza sconclusionata.
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Le parole di Urkog fanno da preludio alle sue successive azioni: impugna saldamente la sua arma e con un paio di colpi poderosi sfascia il coperchio del baule che, dopo una resistenza iniziale, cede improvvisamente con uno schianto secco. La lama del gladio penetra all’interno del contenitore e trafigge qualcosa: quando il mezzorco la estrae dalla carcassa del barile, si porta dietro un piccolo libricino con una copertina di robusta pelle grigia, senza titolo né simboli impressi su di esso. Fortunatamente la spada l’ha fatto allo spiedo ma senza tagliarlo in due, quindi è ancora leggibile. Tra i resti del forziere trovate anche una serie di pergamene intonse e di ottima fattura, perfettamente conservate, una boccetta di inchiostro viola e un magnifico portarotoli di legno intarsiato in madreperla che pare contenere dei documenti arrotolati con cura. Il portarotoli è sigillato con della ceralacca recante l’effige di una corona.