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Capitolo 0: Il profumo del pericolo
Sir Otis Mutreaker, anziano Galapa Bardo e Barbiere (Speranza 3) Soddisfatto, ripongo lo strumento nella tasca da cintura e mi guardo attorno spaesato: ho la sensazione che mi stia sfuggendo qualcosa… struzzo gli occhi e osservo attentamente e tra la foschia, ruminando meditabondo la dentiera.
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Capitolo 0: Il profumo del pericolo
Sir Otis Mutreaker, anziano Galapa Bardo e Barbiere (Speranza 3) Quando lo scorpione esce dal suo nascondiglio, faccio un balzo all’indietro: che creatura orrenda! Giammai vorrò anche solo sfiorarlo con un dito! Quel pungiglione, le chele, e otto stramaledette zampe… bleah! Mi riprendo dal momento di disgusto ed estraggo dalla tasca una piccola scatolina con dei tasti che, se premuti, emettono dei suoni simili a quelli di un organetto. Una cianfrusaglia trovata durante i miei innumerevoli viaggi di gioventù, che ora accompagna il mio componimento improvvisato: Coraggio, compagni! Fate vedere a questa creatura chi è che comanda quaggiù, rispeditela nell’abisso! Mi schiarisco la voce e poi, canticchiando a tempo, aggiungo: In una terra oscura di magia e leggende, dove ogni passo ha un'ombra che s'accende, avanza un petto fiero, una piuma coraggiosa: è Guendalina la gallina, fiera e furiosa! Guida la schiera di prodi avventurieri contro il pericolo che fa gelare i pensieri: un gran scorpione dal guscio lucente e di cristallo, pronto a ghermir la squadra in un sol ballo. Ma il becco è aguzzo, il coraggio non ha fine, tra colpi di spada, piume e spietate spine; con un coccodè di guerra che scuote la terra, la gallina guerriera ha già vinto la guerra! Incoraggiare
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Capitolo 0: Il profumo del pericolo
Sir Otis Mutreaker, anziano Galapa Bardo e Barbiere (Speranza 3) SETTE ANNI DI SVENTURA! SETTE ANNI DI SVENTURA! urlo disperato mentre osservo la preziosissima polvere andare sprecata da quel tiro a vuoto. Poi, istintivamente ritraggo la testa nel guscio quando quel lampo fende l'aria, mancando Enswynn per un soffio. Timidamente, riemergo dal mio carapace ed ascolto le battute dei miei compagni: Avete ragione, il cibo è sempre un ottimo modo per stanare anche i predatori più cocciuti. Ecco, questo dovrebbe bastare dico mentre recupero dalla tasca un cartoccio contenente un paio di polpette speziate, lanciandolo nella nebbia a qualche passo da me.
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Le Maschere di Nyarlathotep - Capitolo 21 - Pnakot
Pnakot! La spedizione si addentra nelle rovine di un'antica città sepolta sotto alle sabbie rosse del deserto australiano. 1925, 21 maggio Dopo essere stato finalmente recuperato dalla nicchia in cui ero rimasto prigioniero, mi sono ritrovato assieme ai miei compagni all'interno dell'antichissima Pnakot, la favolosa città degli Yith. Fin dal primo istante, la metropoli si è palesata ai nostri occhi come un luogo sconfinato e inconoscibile, impossibile da comprendere o esplorare nella sua totalità: un abisso immerso nell'oscurità più profonda, rischiarato soltanto dalla fioca e tremolante luce elettrica montata dagli operai e dai minatori al soldo di Robert Huston. Posti di fronte a un bivio cruciale, abbiamo dovuto scegliere se salire verso l'alto — penetrando nel cuore antropizzato della città, laddove la presenza umana rendeva imminente il pericolo — oppure scendere nelle profondità dell'anticamera, la struttura fanta-archeologica che apre questo dominio alieno. Inizialmente abbiamo optato per l'esplorazione della parte superiore. In questo frangente, la straordinaria intuizione di Okomu nell'arrampicarsi si è rivelata provvidenziale. Con un paio di ascolti e tiri d'abilità davvero significativi, Okomu ha steso una scaletta di corde e, in pochissimi balzi, ci ha condotto in cima alle scale sulla sommità della struttura. Quello slancio si sarebbe rivelato in seguito un presagio fondamentale, una premonizione capaci di condizionare l'andamento finale della nostra avventura e di rendere più agevole un passaggio decisivo. Giunti in cima, però, ci siamo imbattuti in un gruppo di minatori che si muovevano tra le architetture alieni con un fare robotico, introducendosi all'interno di un edificio umano eretto al centro di una piazzetta della città antica. Intimoriti e presi da un giustificato presagio di sventura, abbiamo preferito fare retrofront e completare l'esplorazione dell'anticamera prima di avventurarci oltre. Tornati nell'anticamera sottostante, abbiamo scoperto una stanza sotterranea. Lì, imprigionata all'interno di una gabbia elettromagnetica, abbiamo trovato Kakakatak, un'antichissima e criogenizzata ricercatrice della razza degli Yith. Kakakatak era rimasta indietro nel tempo mentre il resto della sua specie si catapultava nel futuro per abitare i corpi di creature destinate a esistere tra milioni di anni. Il suo compito era vegliare sul circolo energetico di potere presidiato dall'Occhio del Bene e del Male. Nella tecnologia degli Yith, questo sigillo funziona come un vero e proprio "tappo" energetico e psico-mentale capace di sigillare le brecce dello spazio-tempo. Per attivarlo occorre la medesima ricetta a noi ben nota: un ricordo dolceamaro in grado di incanalare la forza della mente. Gli Yith avevano eretto questa barriera per impedire ai loro atroci nemici - i membri delle razze polipoidi e le loro terrificanti divinità - di inseguirli sulla Terra, anche se alcuni di essi erano riusciti a filtrare prima della chiusura dei circoli. Ed è proprio su questi circoli che i cultisti di Nyarlathotep tentano di far breccia, con lo scopo di spalancare un portale gigante e far rovinare gli Antichi sul nostro mondo. Kakakatak ha subito suscitato la nostra profonda simpatia, specialmente quella di Okomu, che l'ha liberata sotto l'effetto di un comando mentale. La creatura si è messa in contatto telepatico con tutti noi, guadagnando la nostra totale fiducia e facendoci dono, grazie alla sua capacità di manipolare la mente e il tempo, di competenze e conoscenze speciali in diverse abilità. Non potendo abbandonare la stanza di isolamento spazio-temporale senza polverizzarsi all'istante, Kakakatak ci ha affidato una missione: recuperare il sarcofago contenente il corpicino della sua piccola figlia, elemento indispensabile per far funzionare il tappo psicomagnetico. Siamo dunque tornati nella zona antropizzata, diretti verso la baracca da cui uscivano i minatori. Con estrema cautela abbiamo barricato il piano inferiore, dopo esserci accorti che il piano di mezzo ospitava gabbie raccapriccianti con centinaia di persone imprigionate e zombificate. Ci siamo quindi arrampicati sulle impalcature esterne dell'edificio per raggiungere il terzo piano. Lì abbiamo intravisto Robert Huston seduto alla scrivania, intento a consultare un oscuro e misterioso tomo. Giunti alle sue spalle, Anne e Oscar hanno tentato di colpirlo, ma Huston era circondato da un'aura di condizionamento mentale talmente potente da rendere quasi impossibile l'atto stesso di offenderlo, intrappolando la volontà altrui e mutandone i pensieri. Solo Elizabeth è riuscita a spezzare quella barriera e a sparargli un colpo alla spalla, ma la ferita ha iniziato immediatamente a rimarginarsi sotto i nostri occhi. Huston ha quindi usufruito del suo fascino delicato e pacato per invitarci a interloquire con lui. Ma la sua maschera di cortesia rivelava una totale alienazione dalla realtà. Elizabeth l'ha affrontato con amara durezza, rinfacciandogli di averla abbandonata come moglie per inseguire la sua follia. Huston ha vaneggiato sulla necessità di spalancare il Grande Portale per mostrare all'umanità la propria misera insignificanza cosmica, convinto che solo così si sarebbero evitate le future guerre del mondo. È iniziato così un duello mentale disperato, in cui ciascuno di noi ha attinto alle risorse del mondo dei sogni per eludere le sue difese. Le intuizioni decisive sono state quelle di Okomu e mia. Okomu ha utilizzato un trucchetto mentale appreso dagli Yith per scambiare la propria mente con quella di Huston. Io, dal canto mio, mi sono auto-condizionato utilizzando una straordinaria arma a forma di macchina fotografica donataci da Kakakatak: ho scattato una fotografia a un oggetto alle spalle dello psicanalista, ingannando la mia stessa mente per convincerla a sparare. Nello scambio, la mente di Okomu è entrata nel corpo di Huston, mentre la mente di Huston è finita nel corpo di Okomu. Avendo ingannato i miei riflessi, ho fatto fuoco contro il corpo di Huston (al cui interno vi era Okomu), polverizzandolo all'istante. L'anima del nostro caro Okomu è volata direttamente nel mondo dei sogni, compiendo un sublime atto di esorcismo sciamanico. Huston ha tentato disperatamente di rientrare nel proprio corpo esanime dal corpo di Okomu, ma non vi è riuscito ed è svanito per sempre nelle nebbie della dimensione onirica. Sconvolti per la perdita del nostro giovane amico, abbiamo trasportato il corpo di Okomu e il piccolo sarcofago con le spoglie della figlia di Kakakatak nella stanza dell'isolamento. In una silenziosa e struggente processione, abbiamo riposizionato il sarcofago nel suo alloggiamento, ripristinando l'energia dell'Occhio del Bene e del Male e mettendo in sicurezza l'Australia per i millenni a venire. Grazie a questo sacrificio, non abbiamo dovuto combattere contro il Pipistrello delle Sabbie: essendo Huston l'unica mente in grado di sostenerne l'evocazione dalle leggende aborigene, con la sua scomparsa la mostruosa incarnazione di Nyarlathotep si è dissolta nel mondo onirico, restituendo la libertà a tutte le anime erranti. Prima del nostro definitivo congedo, Kakakatak ci ha consegnato dei dischi mnemonici capaci di evocare temporaneamente una sua proiezione semicorporea prima che la cronodissoluzione la riassorba, e ha aperto per noi un portale spazio-temporale. La nostra nuova e ultima destinazione è Shanghai, laddove Huston ha confessato di aver spedito i pezzi di ricambio per il devastante ordigno che avevamo parzialmente sabotato a Derby. Varchiamo questa soglia con il dolore nel cuore per il coraggioso Okomu, ma determinati a concludere una volta per tutte questa lunga guerra contro il Caos Strisciante.
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Arenal salta da una piastrella all'altra, atterrando con sicurezza sulla casella bianca alle spalle del cavaliere di sinistra. Saggia il terreno e si guarda attorno con preoccupazione, lasciando vagare il suo sguardo nel vuoto buio ed impenetrabile che circonda il corridoio sospeso nel nulla. Basta un solo passo falso, una mossa sbagliata, e...
- [CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Con fragore di zoccoli di pietra, i cavalieri marmorei caricano lo sventurato Esra. Si muovono rigidamente, trottando sulle caselle tracciando linee precise che confondono il vostro sguardo: come mai non galoppano in linea retta?? Uno dei due cavalieri si ferma a pochi passi dal ranger, mentre l’altro lo affianca: con un sonoro colpo di scudo sbalza Esra fuori dal pavimento bianconero, e prende poi posto sulla piastrella che occupava.
- Cosa c'è di Nuovo su Kickstarter: RAPPAN ATHUK - Il Ritorno
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Quando Esra si passa alla piastrella seguente, inizialmente non accade nulla. Ma dopo alcuni istanti, il pavimento sembra scuotersi come in preda ad un terremoto! Riuscite a malapena a tenervi in piedi, mentre con gran rumore di roccia che frana assistete ad uno spettacolo incredibile: le due statue di cavalieri, finora sopite ed inoffensive in fondo al corridoio, prendono vita! I possenti destrieri saltano giù dalle grandi basi di marmo con fragore, gli zoccoli ferrati raspano il terreno nervosamente. I cavalieri di pietra, muovendosi scattosamente, sollevano gli scudi e puntano le lance contro Esra. Prima che riusciate a capire cosa stia accadendo, si lanciano alla carica attraverso il corridoio sospeso nel nulla. @tutti
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Dopo aver dato una carezza al suo lupo che pare quasi un addio, il ranger chiude gli occhi e trattenendo il fiato posa il piede su una mattonella, caricandovi poi tutto il peso del corpo. Dopo un istante di trepida attesa, lascia andare il fiato che stava trattenendo: è ancora vivo! @tutti
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Le Maschere di Nyarlathotep - Capitolo 21 - Vampiri!
Creature della notte ci attaccano! Ci troviamo coinvolti in una concitata battaglia nell'hotel, mentre iniziamo ad unire i puntini per la strada che ci porterà alla città sotto alle sabbie. 1925, 20 maggio Quanto segue non è del tutto il frutto dei miei ricordi diretti — dato il terribile evento che mi ha colpito ancora una volta — bensì la ricostruzione minuziosa dei fatti vissuti dal nostro gruppo durante la tappa a Concudgerie. Concudgerie, ironicamente soprannominata "la città dei sogni", si è palesata ai nostri occhi per quello che è in realtà: un avamposto sporco, sordido e soffocato dalla criminalità di minatori e prospectors che vi stazionano prima di partire verso le numerose miniere di minerali particolari della regione. È proprio da questo villaggio che partono le figure dirette agli scavi. Le nostre indagini si sono concentrate fin da subito attorno all'albergo-ospedaletto locale, dove ci siamo confrontati con la receptionist e l'infermiere. È qui che abbiamo compreso che il fantomatico John Carver altro non è che uno pseudonimo di Robert Huston, lo psicanalista nonché marito della nostra compagna Elizabeth Thompson! Presso la reception abbiamo individuato la statuetta originale ottenuta dal povero Big Bush , una delle pochissime persone ad essere sopravvissute e ad aver raccontato la propria esperienza sia con la spedizione di John Carver/Huston, sia con la precedente spedizione che, passando da Mackenzie e seguendo gli scritti di Anthony Cowles, aveva scovato l'antichissima città degli Yith. Mentre ci trovavamo nell'albergo, il gruppo si è diviso. Lu-Xi ed Anne hanno deciso di recuperare la statuetta, che il receptionist - chiaramente in combutta con il male - utilizzava incautamente come un semplice soprammobile o fermacarte senza comprenderne la reale importanza. Con una straordinaria operazione di spionaggio e furtività, le due sono riuscite a sottrarre l'oggetto dalla scrivania senza farsi udire né dal receptionist né da un'ospite che bussava con insistenza alla porta. La donna era una delle sorelle dell'emporio cittadino, tre donne dai modi estremamente seducenti e misteriosi. Dopo aver chiesto insistentemente di entrare, Shula Wycroft si è diretta ai piani superiori con intenzioni tutt'altro che benevole. Lu-Xi, indagando nella stanza del receptionist/infermiere al piano inferiore, ha visto nello specchio il riflesso della nostra scomparsa Margaret Rockefeller! Margaret le ha svelato importanti segreti e le ha indicato il cassetto in cui era custodita la statuetta del receptionist, confermando quanto il mondo dei sogni sia incredibilmente vicino in questa regione dell'Australia centrale. A stretto giro, anche Lu-Xi ed Anne hanno appreso come attingere al potere del mondo onirico. In contemporanea, noi siamo discesi lungo le scale verso il piano sottostante, attirati da strani e misteriosi suoni. Nella stanza inferiore abbiamo trovato un uomo legato. Lo sceriffo, intento ad interrogarlo, lo ha liquidato come un povero minatore mattoide, raccomandando di lasciarlo lì in attesa dell'arrivo dell'infermiere per sedarlo. Ma non appena lo sceriffo se n'è andato siamo entrati nella stanza ed abbiamo capito immediatamente che non si trattava affatto di un minatore scontento: quell'uomo era Gregory, l'altro sopravvissuto della spedizione di John Carver (alias Robert Huston)! Gregory non solo era sopravvissuto all'eccidio e al sacrificio umano consumatosi quando le mostruose creature aliene vennero liberate dopo la scoperta della città antica, ma aveva sviluppato incredibili poteri legati al mondo dei sogni. Egli ci ha spiegato l'esistenza di una realtà parallela onirica sottostante al mondo materiale, in cui i pensieri, le emozioni e gli umori degli esseri umani prendono forma fisica. In quest'area del deserto australiano, la vicinanza tra la realtà materiale e la dimensione onirica è talmente sottile da permettere a chi è allineato con essa di manifestare oggetti e pensieri come in un sogno lucido. Mentre lo liberavamo e ascoltavamo la sua storia, Gregory ci ha fatto conoscere i suoi alleati: un branco di Dingo onirici che aveva evocato nel deserto dopo essere stato catturato dai cultisti di Huston. Nel frattempo, al piano superiore, Anne e Lu-Xi hanno furtivamente risalito le scale fino a giungere alle spalle della ragazza dell'emporio, scoprendo che era riuscita a farsi invitare nella stanza del povero Okomu, il quale era del tutto ignaro della sua natura vampirica e cultista. Ne è nato uno scontro spaventoso: queste creature, oltre a possedere una forza e una resistenza tremende, sono pericolosissime; un singolo colpo di artiglio nel punto sbagliato può provocare un dissanguamento mortale! Durante la colluttazione, in un momento di concitazione pura, la vampira ha commesso un errore critico nel movimento ed ha messo il piede su una porzione di pavimento tarlata e debilitata che Okomu aveva preparato in precedenza. Il legno ha ceduto e la vampira è precipitata al piano sottostante, schiantandosi al suolo. Trovandomi lì con il mio fucile mitragliatore sempre pronto all'uso, non ho esitato: l'ho crivellata di colpi all'istante, facendole le feste in pochi secondi! Il pericolo, tuttavia, non era finito: le sorelle della vampira sono accorse per vendicarla, costringendoci a una battaglia campale per difendere l'albergo. Anne e Lu-Xi si sono ritirate al piano superiore, che Lu-Xi aveva provveduto a sbarrare in precedenza, riuscendo a tenere occupate le assalitrici il tempo necessario a far salire gli altri in loro soccorso. La maggiore delle Wycroft è riuscita comunque ad avventarsi su Oscar, sferrandogli un'artigliata micidiale al collo che lo ha fatto crollare in fin di vita e portandolo a un passo dalla morte. Nonostante la gravità della situazione, i miei compagni sono riusciti ad avere la meglio sulle vampire conficcando loro dei paletti nel cuore - come la tradizione popolare insegna. Durante i concitati momenti successivi, tra i di noi sono iniziate a manifestarsi capacità di sincronia con il mondo onirico del tutto simili a quelle di Gregory. Elizabeth, nell'eseguire un delicato intervento di pronto soccorso su Oscar e desiderando fortemente che il nostro compagno si salvasse, ha scatenato una guarigione spontanea e totale, ripristinando completamente anche le ferite del buon Gregory. Subito dopo, Oscar, affacciandosi alla finestra, mi ha visto correre via verso il deserto come un pazzo. Egli ha compreso immediatamente cosa mi stesse accadendo: ero caduto nuovamente vittima della perversa tecnologia degli Yith che già al mattino aveva preso possesso della mia mente! Come un virus che si insinua facilmente in un corpo debilitato, un'entità aliena intrappolata nella città sepolta si era scambiata con la mia mente, prendendo il controllo del mio corpo fisico e guidandolo verso la città antica. Cosa ne sarà di me? Mentre il mio involucro mortale si allontanava, seguendo il consiglio di Gregory, i miei compagni si sono diretti al saloon, dove si trova la principale concentrazione dei cultisti del Pipistrello delle Sabbie - la manifestazione che Nyarlathotep assume in questa parte del mondo, una forma spaventosa legata alle tradizioni aborigene e vista come un incubo che vive nella dimensione dei sogni. Lì è emersa la terribile verità sulla corruzione locale: lo sceriffo e lo stesso governatore della città sono parte del culto! Si è scoperto infatti che il povero Big Bush non aveva affatto violentato la donna del governatore, ma aveva avuto con lei una vera e sincera storia d'amore, dalla quale erano nati dei figli mulatti che tuttora vivono a casa del governatore. Big Bush era stato linciato con la falsa accusa di violenza non solo per vendetta, ma per rubargli i suoi averi e le sue statuette intagliate, nelle quali si credeva fosse celata la mappa per la favolosa città aliena Le coordinate per raggiungere la città degli Yith esistevano davvero, ed erano nascoste proprio nelle statuette intagliate da Big Bush! Esse indicavano tre punti di riferimento geografici fondamentali: la foresta con l'albero pietrificato e la roccia metamorfica a forma di canguro, che congiunti tramite un boomerang rivelano l'esatta ubicazione dell'antichissima città sotterranea degli Yith.
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Le Maschere di Nyarlathotep - Capitolo 20 - Nel Far Est
Arriviamo nella terra dei canguri e dei dingeridoo! Dopo un lungo viaggio in mare, arriviamo in Australia. Troviamo una terra arida, inospitale e sordida, sulla quale si allunga l'ombra del Culto del Pipistrello delle Sabbie. Ci mettiamo sulle tracce di un'antica città sepolta nel deserto: Pnakot. 📓1925, 14 aprile Impiegheremo circa venticinque giorni per arrivare a Darwin, in Australia, partendo da Mombasa e facendo scalo a Singapore. Un viaggio in mare, a bordo di una modesta imbarcazione molto lontana dal lusso della Mauretania… Siamo ancora sulle tracce della spedizione Carlyle, anche se la scia di indizi si fa più incerta: a guidarci fin quaggiù sono solo dei rimandi di alcuni registri letti alla Randolph in Kenya, e quelle casse trovate nella fabbrica di Gavigan a Derby. Il viaggio sarà un'occasione per studiare meglio i Manoscritti Pnakotici che ho trovato nelle grotte dei cultisti tra i monti del Kenya: raccontano di una civiltà pre-umana, formata da esseri chiamati Yith, creature dotate di enormi corpi conici con arti tentacolari; secondo gli aborigeni, abitarono l'Australia migliaia di anni fa e le loro immense città sono ancora sepolte sotto alle sabbie del deserto. Trovo delle interessanti corrispondenze nel testo chiamato Necronomicon, che descrive gli Yith come una civiltà aliena in possesso di tecnologie capaci di manipolare ogni cosa. Si dice che avessero la capacità di plasmare gli atomi e la materia, e che fossero in grado di spostarsi nello spazio e nel tempo con la loro mente!! Acquisivano conoscenza trasferendo le loro menti in altri corpi, studiando con interesse ogni cosa. Pare assurdo, ma ormai sono propenso a credere ad ogni cosa… *** 1925, 17 maggio Approdiamo a Darwin il 17 maggio: è una città portuale che sa un po'di città di frontiera ed un po' di covo di bucanieri. Apprendiamo che esiste una ferrovia che conduce in altre città dell'entroterra, e pare sia il modo più rapido e sicuro per spostarsi in questo bizzarro continente. È autunno, ma ci sono almeno trenta gradi! Recuperiamo un furgone con cibo, acqua e benzina e ci accordiamo per caricarlo su uno dei treni in partenza a breve. Compro un giornale, grazie al quale apprendo che da Darwin e da Port Edward stanno scomparendo delle persone: quasi tutti aborigeni o gente poco abbiente… suona quasi come la gente scomparsa nel Kenya, usata dai cultisti come sacrifici per i loro empi scopi! Nel giornale trovo anche un annuncio di lavoro: un tale chiamato John Carver cerca minatori per una spedizione nell'entroterra, ed invita a recarsi al General Store di Concudgerie se interessati. Grazie ai miei agganci nel mondo del giornalismo, apprendo che lo stesso annuncio viene pubblicato ormai da due anni con cadenza mensile, proprio nel periodo della luna nuova… che curiosa coincidenza! Decidiamo che questa può essere una buona pista da seguire, ed il treno ferma proprio in quella cittadina alle porte del deserto. Partiremo l'indomani, ma prima faremo un giretto alla Randolph Shipping… Lu-Xi e Lizy impiegano poco tempo ad intrufolarsi nel magazzino, arrivando all'ufficio di Mr. Randolph in persona. All'interno, tra una montagna di documenti di spedizione e ciarpame, trovano qualcosa di interessante: una cassa indirizzata a Shangai, ad un certo Ho-Fang, e la statuina lignea di un uccello mitologico collegato al mondo onirico. Nella cassa c'è un oggetto metallico dall'aspetto bizzarro: ricorda un microscopio, o un sestante. Le ragazze se ne impossessano e lo rimpiazzano con oggetti di pari peso, avendo cura di sigillare a dovere la cassa e di cancellare le loro tracce prima di uscire di soppiatto e ricongiungersi a noialtri. Quando rientriamo all'hotel, qualcosa scatta nella mia mente: sento il bisogno inspiegabile di utilizzare quello strano strumento… avvicino l'occhio ad uno degli oculari del "microscopio", e succede l'impensabile: un alieno si sostituisce a me! Mi ritrovo imprigionato in un corpo che non è il mio, in un luogo indefinito. Vedo un archivio enorme con alti scaffali di basalto e tormalina, e mi pare di restare lì per centinaia di anni, chino nello studio di libri scritti in una lingua incomprensibile… quando torno in possesso del mio corpo, mi rendo conto che non sono trascorsi che pochi minuti in questo mondo ma migliaia di anni in un altro. Porto con me ricordi confusi e che iniziano già ad affievolirsi mentre la mia mente, per non cadere preda della follia, li cancella uno ad uno. *** 1925, 18 maggio Il treno è pieno di mandriani e minatori diretti verso i territori di frontiera. Il viaggio dura un giorno intero e copre una distanza pari a quella che intercorre tra Copenaghen e Roma! Quanto è vasta questa isola, che nelle mappe pare decisamente più piccola ed di poco conto… *** 1925, 19 maggio In treno un tizio apostrofa Okomu, che certamente da nell'occhio in mezzo a tutti questi bianchi, e gli raccomanda di chiedere di Big Bush. Arriviamo infine in quella che viene ironicamente chiamata "La Città dei Sogni": Concudgerie, nella realtà dei fatti, è un misero villaggio di frontiera dove si respirano povertà e miseria, un avamposto abitato da perdigiorno e criminali che affollano il saloon e gli uffici dei prospectors alla ricerca di un lavoro. Prima di addentrarci tra le strade polverose, Liz decide di consultare lo Specchio d'Oro che finora ci ha fornito molte informazioni utili, ed anche stavolta non tradisce le aspettative: vede due figure avvolte nell'ombra che discutono tra di loro di argomenti che non comprendiamo ma una frase resta impressa nelle nostre menti: "artiglio e luna insieme dischiudono il luogo del potere". Ci dividiamo: le donne decidono di recarsi all'archivio cittadino, dove fanno la conoscenza del professor David Dodge. L'uomo, propenso alle chiacchiere con quelle che le paiono tre innocenti ed innocue donzelle, le racconta con fierezza di essere stato membro di una spedizione i cui resoconti furono consultati con grande interesse da John Carver, suo grande amico. Il resoconto della spedizione racconta le disavventure: un membro della carovana fu trovato morto bruciato in un fosso, pieno di morsi di pipistrello. Tra le sabbie pare abbiano scoperto i resti di una antica città, risalenti a oltre 10000 anni fa! Purtroppo, l'unica persona a conoscere la strada per tornare a quelle rovine incredibili era Big Bush, che ormai non potrà più dire nulla a nessuno. Peccato, perchè Carver era molto interessato a ritrovarle per apprezzare di persona le incredibili scoperte archeologiche. È il becchino a dirci qualcosa di più di Big Bush: pare che sia stato linciato dagli abitanti di Concudgerie, anche se in cuor suo l'uomo sembra credere che fosse stato innocente. Big Bush era famoso per intagliare delle belle statuine di legno. Visitiamo poi il General Store. Ci pare un luogo bizzarro, in totale penombra per via delle imposte chiuse ed illuminato da alcune lampade ad olio. Gli scaffali sono pieni di equipaggiamento da minatori. Veniamo accolti da una bellissima donna, che si approccia a noi con fare decisamente lascivo: si presenta come Shula Wycroft. Dopo poco fanno la loro comparsa le sorelle: Janice Wycroft e Gertie Wycroft. Quando diciamo di essere forestieri arrivati lì per il lavoro di Carver, vanno a chiamare il padre Mortimer Wycroft. Approfittiamo della momentanea solitudine per arraffare una statuina lignea posta dietro al bancone del negozio: rappresenta una di quelle creature coniche aliene, uno Yith! Deve essere opera di Big Bush. Alla comparsa di Mortimer facciamo finta di nulla, spieghiamo dell'annuncio di lavoro e prendiamo accordi per vederci con lui l'indomani. Si premurerà di mettersi in contatto con Carver per nostro conto, pare che lui sia l'unico intermediario al quale si appoggia. Facciamo poi visita all'ufficio della Mackenzie Mining, la società mineraria. Ci accoglie Robert Mackenzie, al quale Oscar si presenta come uno scienziato e studioso delle rocce e del sottosuolo. Robert ci dice che qualcun'altro è stato da lui non troppo tempo fa, con i medesimi interessi: lo spedizioniere al quale Big Bush fece da guida e, dopo di loro, John Carver. Ci dice che Carver è partito da Concoudgerie nel 1923 e che da allora nessuno l'ha più visto in città. La data coincide con la spedizione Carlyle: possibile che sia uno di loro? Probabilmente siamo davvero sulla pista giusta, questa città in rovina deve essere la sede australiana dei cultisti adoratori di Nyarlathotep - che qui pare essere noto come il Pipistrello delle Sabbie. Ultima tappa prima di riparare all'albergo, stanchi per il viaggio, è la sede locale della Randolph Shipping. Qui incontriamo un aborigeno, Billy Burraglong, l'unico del villaggio a quanto pare, che era stato amico di Big Bush. Quando gli chiediamo di lui è dapprima sospettoso, ma riusciamo a convincerlo delle nostre buone intenzioni e si confida con noi: ci dice che Bush conosceva davvero la pista tra deserti e montagne che conduce ad una città in rovina sotto alle sabbie, e che alla sua morte i colpevoli si sono appropriati delle sue statuine, le statuine che ritraevano tutto ciò che aveva visto (gli Yith?!?) Ci mostra che sotto alla statuina in nostro possesso c'è un simbolo intagliato che ricorda un sole, ed Oscar ricorda che sul suo boomerang - trovato nella stiva nascosta della Mauretania - ci è un simbolo simile. Billy ci dice che i simboli alle estremità del boomerang rappresentano la luna e l'artigio, ed il sole al centro… Pnakot!
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Capitolo 0: Il profumo del pericolo
Sir Otis Mutreaker, anziano Galapa Bardo e Barbiere (Speranza 3) Mai si dica che Sir Otis Mutreaker, anziano Galapa Bardo e Baribere pieno di Speranza, si sia lasciato intimorire da un pertugio! mi rizzo in piedi, facendo scricchiolare le articolazioni delle ginocchia e della schiena, allungando anche il collo grinzoso al massimo della sua estensione Il mio sangue di tartaruga brama i luoghi caldi e umidi, giammai mi si potrà dare del codardo! Ecco, amico mio dico frugandomi nella tasca ed estraendo una bustina di un curioso materiale trasparente chiusa da una cerniera io ho polvere in abbondanza, prendila pure e fanne buon uso! Strizzo l'occhio tendendola a Enswynn: nell'involucro si intravede un pugno generoso di polvere candida come la neve, tanto pura da brillare alla luce. Stai solo attento che non ti resti incastrata nel naso... può essere fastidioso.
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
La pietra scagliata atterra con uno schiocco sordo su una delle piastrelle bianche. Il rumore riecheggia per alcuni istanti lungo il corridoio deserto, per lasciare poi nuovamente posto al silenzio interrotto solo dal fruscio del vento tra le foglie degli alberi alle vostre spalle. Null’altro accade.
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Capitolo 0: Il profumo del pericolo
Sir Otis Mutreaker, anziano Galapa Bardo e Barbiere (Speranza 3) Brontolando tra me e me, mi alzo in piedi e, con passo strascicato per manifestare il mio disappunto, seguo Einor verso l'angusta fenditura: Quel passaggio pare davvero tetro e scomodo, vogliamo veramente infilarci lì dentro? chiedo osservando il cunicolo e rabbrividendo per l'aria gelida che vi proviene. La mia miope vista viene poi attratta da un movimento improvviso e dal sommesso coccodè di Guendalina, in allerta. Un nuovo attacco? Non mi avrete mai, villani! Già una volta Otis è stato colto impreparato, non succederà ancora! così dicendo punto il bastone da passeggio verso l'area nella quale è ancora visibile la traccia di condensa gelata e sparo una palla di fuoco crepitante in quella direzione. Non si sa mai.
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Piazzate timidamente una pedina sul pavimento-scacchiera, poi un'altra ed infine tutte quelle a disposizione. Seguite con cieca fiducia (o forse per disperazione) gli appunti trovati nella biblioteca, posizionando un pezzo dopo l'altro e formando una sequenza ben precisa. Per qualche istante non accade nulla. Poi, accompagnata da un impressionante spostamento d'aria, una sorda vibrazione si propaga dal terreno, facendovi quasi perdere l'equilibrio, e poi su fino alla parete nord del chiostro: sul muro di pietra ruvida sembra disegnarsi una profonda crepa, e poi... meraviglia! Uno squarcio si allarga via via sempre di più fino a formare un arco che conduce ad un lungo corridoio formato da un'altra serie di piastrelle di marmo bianco e nero disposte a scacchiera, avvolte nelle tenebre. Ad una ventina di metri di distanza, alla fine del corridoio, intravedete un ampio vestibolo nel quale due statue di cavalieri alte almeno tre metri sembrano montare la guardia ad un arco che conduce alla stanza successiva.
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Capitolo 0: Il profumo del pericolo
Sir Otis Mutreaker, anziano Galapa Bardo e Barbiere (Speranza 3) Osservo con stupore la mia zampa: ad aver saputo da subito che anche le creature di fuoco sono vulnerabili al fuoco, non avrei perso tempo con quel ridicolo bastone… e, soprattutto, non avrei perso di nuovo la mia dentiera! Mi guardo attorno e raccolgo, sconsolato, la mia preziosa protesi dentale: mi sembra un po’ deformata dal calore ed un dente è annerito, ma con un poco di forza riesco ad incastrarmela ugualmente in bocca. Amici, la strada è ancora lunga dinnanzi a noi! Ma ammetto che da quegli scorpioni si leva un interessante profumino come di pepata di cozze, e ciò mi ricorda che è passato molto dal mio ultimo pasto. Ci concediamo una sosta, prima di proseguire oltre?
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
La vostra ricerca è infruttuosa: il chiostro ed il giardino sono immacolati, non una traccia o un segno sul terreno o sulle pareti. Le piastrelle bianche e nere riportano tutte diversi strisci e solchi, come se le pedine fossero state più volte trascinate su di essa, ma nulla che vi possa indicare una sequenza o un ordine particolare.
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Quando attraversate il portale, avvertite una strana sensazione: è come se tutti i vostri organi interni fossero stati compressi e poi stirati, restate senza fiato ma dura tutto un solo istante: non appena i vostri piedi toccano il suolo oltre il varco magico, tutto passa. Alle vostre spalle, oltre allo squarcio magico, intravedete ancora l'immagine tremolante del sotterraneo. Dinnanzi a voi, invece, si apre un chiostro tinto da colori autunnali, grandi alberi dal fogliame oro e cremisi, un intreccio di vialetti che costeggiano aiuole ben curate. Un colonnato coperto abbraccia il giardino, sul quale pare regnare una pace incontaminata. Non paiono esservi porte o finestre alcune: il chiostro è un vicolo cieco. Seguite cautamente il vialetto principale, calpestando la ghiaia grigiastra, fino ad arrivare ad un piccolo spiazzo lastricato in cui piastrelle di ardesia nera si alternano a piastrelle di alabastro candido. A destra ed a sinistra dello spiazzo lastricato, sono disposte due file di statuine di legno alte circa 50 cm che ritraggono quattro torri, quattro alfieri, quattro cavalli, quattro regine.
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Capitolo 0: Il profumo del pericolo
Sir Otis Mutreaker, anziano Galapa Bardo e Barbiere (Speranza 3) Ohibò, ma allova non fono revivtenti al fvuoco! esclama Sir Otis osservando le fiamme avvolgere gli scorpioni e seminare morte&distruzione. Pvendete qvesto, luvide cveatuve! sputacchia gesticolando animatamente e indirizzando a sua volta una lingua di fuoco ardente contro le creature ostili, stando ben attento a non sciogliere la dentiera che è caduta proprio lì accanto. Un getto di fiamme roventi prende vita dal palmo della mano squamata di Otis, avvolgendo in una vampata rovente gli scorpioni. Master
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Un roditore di passaggio si rivela essere così un prezioso ed inaspettato alleato: impiegate pochi secondi a catturare il povero ratto, che viene poi lanciato senza tanti complimenti attraverso la superficie tremolante del portale che... viene attraversata con un debole "plop!". Il topastro, atterrato sul pavimento del chiostro autunnale con uno squittio di protesta, si guarda attorno spaesato e contrariato ma in ottima salute.
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Capitolo 0: Il profumo del pericolo
Sir Otis Mutreaker, anziano Galapa Bardo e Barbiere (Speranza 3) Grazie, Enswynn caro! dico rivolgendo un gesto di riconoscenza all'amico che ha allontanato quella schifezza rovente da me. Vorrei poter fare di più ma, ahimé, al momento riesco a ricordarmi la formula solo di un incantesimo... un incantesimo il cui effetto è bruciare le cose! Ed ho come l'impressione che non sia possibile combattere il fuoco con il fuoco! Ed anche parlamentare, con queste orrende creature, mi sembra tempo sprecato. Levo gli occhi al cielo, esasperato: questi giovani d'oggi, sempre così fumantini e dagli animi ardenti... Pertanto, non mi resta che tentare di darvi manforte a bastonate! Detto ciò, già completamente dimentico di essere appena stato salvato da una bella scottatura, torno a roteare il mio bastone da passeggio mentre tossisco rumorosamente Alla mia asma tutto questo fume e vapore non piace, no no no! Master
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Quando ritornate nel sotterraneo, la pozza catramosa ribolle ancora pigramente. Attraverso lo squarcio pulsante sulla parete, il giardino vi trasmette una sensazione di pace incredibile. La sua presenza è inspiegabile: non sembra avere nulla a che vedere con la fredda abbazia in rovina, né tantomeno con il picco innevato sulla quale l'edificio sorge. Avvicinandovi, vi pare di percepire il tepore dei raggi di sole che rischiarano quello che vi pare essere uno spazioso chiostro, con alti alberi e viali di ghiaia bianca ed aiuole ordinate, al centro pare esserci un'area pavimentata con lastre di pietra posate a terra con cura. Notate anche che ciò che vedete attraversi il portale, di tanto in tanto, pare come tremolare leggermente.
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Le Maschere di Nyarlathotep - Capitolo 19 - Il Vagito del Caos
Quello che udiamo non è un vagito: è il suono della fine del mondo. Ci troviamo faccia a faccia con l'avatar di Nyarlathotep, ad un passo dall'apocalisse. 📓1925, 09 - 13 aprile I sogni non mi danno tregua. Prima dell'orrore finale, la mia mente è stata invasa da una visione: il passato di M'weru. L'ho vista giovane, sciamana iniziata, durante una brutale razzia coloniale britannica che ha distrutto il suo villaggio. È stato in quel momento di disperazione che il Caos Strisciante si è manifestato a lei, apparendo come una stella, una galassia, un messaggio dal profondo cosmo. Mi chiedo ancora se le sue mille maschere siano forme che lui sceglie di indossare o se siamo noi, incapaci di concepire la sua vera essenza, a proiettare su di lui sembianze comprensibili per non impazzire. Mentre piangiamo ancora la scomparsa di Margaret Rockefeller, ci siamo ricongiunti con volti familiari che hanno incrociato il nostro cammino: Hilton Adams da New York, il giovane Lawrence Vane dall’Inghilterra e l’archeologo James Gardner, che ha evidentemente voltato le spalle alla spedizione Clive. Con loro è giunta Lu-Xi, una misteriosa donna asiatica dall'aria estremamente determinata, la quale riferisce di occuparsi di oggetti occuti: non siamo certi di poterci fidare di lei, ma le circostanze e gli uomini che la accompagnano sembrano promettenti. La nostra meta era la Montagna del Vento Nero, situata al crocevia tra il Monte della Luna, del Sole e del Felino. Assieme a loro, ci siamo rimessi in marcia e siamo giunti finalmente ai piedi della montagna… dove ci attendeva uno spettacolo decisamente scoraggiante. La valle era brulicante: migliaia di cultisti, un assembramento mai visto, pronti a celebrare il rituale che avrebbe aperto un portale onirico verso la vetta. Invece di mimetizzarci tra loro, abbiamo scelto di anticiparli. Abbiamo scorto un ruscello di acqua sacra che sgorga direttamente dalle viscere del monte, una via poco sorvegliata. Ma stavolta non ci siamo lanciati alla cieca! Abbiamo trascorso tre giorni ad affilare le nostre abilità e a raccogliere le forze. Il piano era complesso: mentre noi studiavamo il terreno, il povero Okomu ha intrapreso un pellegrinaggio di disperazione tra i villaggi vicini, devastati dai cultisti a caccia di sacrifici. Ha dovuto raccogliere il sangue degli innocenti trucidati, un elemento indispensabile per forgiare il sigillo dell'Occhio del Bene e del Male. Questo artefatto, una volta ripristinato, è l'unico in grado di rendere un luogo immune all'influenza di Nyarlathotep o degli Dei Antichi per almeno mille anni. Okomu ha visto orrori indicibili: cadaveri prosciugati non solo per il rito, ma per sfamare cultisti affetti da maledizioni vampiriche. Al suo ritorno, non era più lo stesso. La risalita notturna, compiuta il 13 aprile, è stata una prova di nervi: io, con la mia gamba offesa, e Lu-Xi, meno avvezza alla furtività, siamo stati il punto debole del gruppo, ma la preparazione dei giorni precedenti ci aveva preparati a ciò che ci aspettava. Siamo dunque scivolati oltre l'accampamento nemico e ci siamo arrampicati fino alla fonte, penetrando nei cunicoli infestati da Ghoul. All'interno del tempio, sulla vetta, abbiamo trovato Hypatia Masters. Era una visione da incubo: deforme, gravida di una creatura che piangeva con una doppia voce, ora umana, ora bestiale, mentre lei cantava nenie ossessive. M'weru era lì, nascosta nell'ombra, a osservare. Mossi dalla rabbia e dalla vendetta per Margaret, abbiamo compiuto quello che credevamo un atto risolutivo: abbiamo ucciso Hypatia per ottenere il sangue di un dio dal feto e completare il nostro sigillo, senza renderci conto che il sangue di Nyarlathotep scorreva anche nel monile ottenuto a Mombasa e che portavamo con noi! L'assassinio di Hypatia ha innescato una reazione terrificante: la rabbia e il desiderio di vendetta per la tragica fine di Margaret ci hanno teso una trappola. L'assassinio di Hypatia, da noi tanto desiderato con fervente rabbia, è stato interpretato come un'offerta a Nyarlathotep e M'weru, nascosta nelle ombre alle nostre spalle, si è abbandonata a grida di giubilo mentre il corpo di Hypatia si è disfatto in un ammasso di sangue e icore demoniaco dal quale è emerso l'avatar del Dio. Non più nella forma regale e tentatrice del Faraone Nero, bensì una agghiacciante personificazione della "Lingua Scarlatta": una mostruosità colossale di pura violenza generata dall'assassinio. L'inferno si è scatenato. M'weru ha scagliato un incantesimo che ha colpito Okomu alla testa; il ragazzo è sopravvissuto per miracolo, ma è rimasto a terra, gravemente ferito. L'Avatar, come un mostro gargantuesco, ha iniziato a colpire il terreno; ho evitato di essere schiacciato solo grazie ad un riflesso disperato. Oscar, che aveva iniziato a cantilenare in Swaili nella speranza di rievocare la memoria dolceamara di Margareth e di attivare il nostro sigillo, è stato catturato da un tentacolo e ustionato dalla bava radioattiva, restando sospeso a diversi metri da terra, sopra le fauci spalancate. La svolta nello scontro è stata merito di Lu-Xi: si è avventata su M'weru, bloccandola in una stretta mortale proprio mentre l'Avatar caricava un raggio radioattivo. Lu-Xi è riuscita a spostarsi all'ultimo istante: il raggio ha centrato in pieno M'weru, sciogliendola all'istante nella sua stessa radioattività. Infine, Oscar ha invocato la dea Bastet, che ha guidato il suo gatto ad aprire la gabbia affidataci da Bundari. Ne è uscito un Gug, una creatura del regno dei sogni, che si è avventato sull'Avatar divorandone la carne con famelica bramosia. Con uno schianto, la mastodontica creatura è stramazzata a terra esanime! Non c'era tempo per esultare: mentre il tempio-montagna crollava, minato dalla dinamite di Oscar, abbiamo completato il rito. Il Sigillo è stato ripristinato, vincolando la montagna e purificandola dall'influenza del Caos per i secoli a venire. Siamo fuggiti verso la cima mentre i cultisti superstiti nella valle venivano travolti dal crollo e dalla fine del loro sogno empio. Arrivati stremati sulla vetta di quella che presto non sarebbe più stata chiamata la Montagna del Vento Nero, abbiamo guardato l’orizzonte: lassù, stagliata contro il cielo, è apparsa la mongolfiera donataci da Neville Jermyn, audacemente pilotata dai nostri amici. Senza quel mezzo volante, la nostra fuga da quell'inferno di roccia e detriti sarebbe stata impossibile. Il tempio è sprofondato nel nulla e noi siamo vivi, sospesi nel cielo del Kenya, consapevoli di aver sventato l'apocalisse… Siamo salvi, ma il Vento Nero ha preteso un prezzo che graverà per sempre sulle nostre anime.
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Vampire: The Masquerade riceverà un prodotto crossover per D&D 5.5E, in arrivo su D&D Beyond quest’anno
Vabbè, stanno provando a far diventare Beyond una specie di DriveThruRPG D&D-centrico sfruttando la licenza ufficiale che possono offrire. Con la sottilissima e trascurabile differenza che quello che compro su DTRPG è un santissimo pdf scaricabile che resterà mio per l'eternità (o finchè morte dell'hard disk non ci separi), mentre su Beyond ottengo una "licenza" per utilizzare un prodotto all'interno del loro ecosistema sottostando alle loro condizioni (oggi c'è, domani litigo con White Wolf/Paizo/Chaosium e addio). Bah.