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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Vi rendete conto improvvisamente del silenzio che è calato sull'Abbazia. Colti da un senso di inquietudine e di curiosità, con lentezza ridiscendete i gradini per osservare le mosse della creatura emersa dalla pozza: sbirciando da dietro l'angolo, la vedere trascinarsi verso il portale magico e tentare di attraversarlo, salvo esserne respinta da una forza invisibile. La scena si ripete altre due o tre volte: la mostruosità, con ottusa determinazione, tenta ancora e ancora di valicare la soglia venendo rimbalzata verso l'esterno. Rassegnato, l'umanoide inizia a muoversi per la stanza apparentemente senza meta, mentre la pozza riprende a gorgogliare con brio. Quando vi rendete conto che il suo pellegrinare la sta portando verso le scale, vi ritraete frettolosamente per mettervi al riparo nelle tenebre della biblioteca, asserragliandovi alla meno peggio dietro alla porta sbrecciata ed attendendo con il fiato sospeso... ma l'essere percorre il corridoio con incedere barcollante per poi dirigersi verso il chiostro, senza accorgersi della vostra presenza. Mentre sfila di fronte al vostro nascondiglio, avete modo di osservarlo meglio: seppur alla lontana, vi ricorda la creatura non-morta con la quale vi siete scontrati poche ore prima.
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Heinrich ha un flash: ha già visto, in gioventù, una cosa simile... una congrega di eretici tentò di attingere all'energia divina di un luogo sacro per incanalarla in un portale demoniaco, usato per evocare orride creature appartenenti ad altri mondi. Ha la sensazione, ora, di trovarsi dinnanzi ad un deja-vu! Chi abbia fatto questo e per quale ragione resta un mistero, ma finchè il varco catramoso non sarà chiuso, quei disgraziati claudicanti continueranno a tentare di attraversarlo per ricongiungersi al loro padrone, colui il quale li ha chiamati.
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[Ambientazione] Il Mondo di Greyhawk
Complimenti davvero, hai reso un enorme servizio a tutti noi appassionati. Meriteresti un premio!
- [CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
- [CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Vi muovete con cautela lungo il corridoio, lasciandovi alle spalle la biblioteca silenziosa. Il suono proviene indubbiamente dalla porta a pochi metri da quella della stanza da cui state uscendo. Non ci sono insegne o segni distintivi che possano farvi capire dove possa portare. Con circospezione, scivolate attraverso l'uscio socchiuso e scendete silenziosamente la breve e ripida scalinata che conduce verso il basso, ad un piano interrato. Giunti all'angolo, sbirciate al di la di esso. L'aria odora di sangue rappreso, di marciume e di zolfo. Vedete una cantina umida di 12 x 6 metri, debolmente illuminata dai riflessi delle vostre torce e da un baluginio violaceo proveniente da uno squarcio che si apre come una ferita sulla parete nord, oltre al quale vedete un bellissimo giardino illuminato dal sole. Al centro della sala, scorgete una pozza scavata sul terreno che sembra piena di un liquido nero simile a catrame dal quale si levano sbuffi di vapore caldo, attorniata da sette teschi umani ingialliti. Il suono rantolante e raschiante che avete sentito poc'anzi si fa udire nuovamente, ed il vostro sguardo è attirato verso l'estremità della pozza: nella penombra, percepite un movimento. Qualcosa si sta muovendo, trascinandosi lentamente verso riva sotto alla superficie viscosa del liquido. Improvvisamente un braccio scarnificato fa capolino levandosi verso l'alto, sollevando schizzi di catrame rovente, seguito poi da una spaventosa testa come quella di una mummia o di un cadavere mezzo decomposto e mezzo ustionato. Muovendosi a scatti e gorgogliando grottescamente, la creatura non-morta si alza in piedi e tenta di uscire dalla pozza dandovi le spalle, apparentemente ignaro della vostra presenza ed attratto piuttosto dal passaggio sulla parete.
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Capitolo 0: Il profumo del pericolo
Sir Otis Mutreaker, anziano Galapa Bardo e Barbiere (Speranza 3) Il pollo, per il momento, è salvo. Peccato per la zuppa! Mi ridesto dai miei pensieri di rammarico per la deliziosa pietanza sprecata quando sento il ringhio minaccioso di Elinor e lo schiocco della melma colpita violentemente. Mi rendo quindi conto di quanto quelle dannate fanghiglie ci siano arrivate vicino! Con sorprendente agilità scavalco un masso che si frappone tra me ed il mio magico amico Enswynn e sfrutto lo slancio per colpire con forza l'ammasso rovente che sta strisciando minacciosamente verso di lui. Il mio bastone da passeggio, ricavato da un nodoso ramo di quercia e rinforzato con un puntale di acciaio, cala dall'alto sopra alla melma. Master
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Urgok drizza le orecchie e fiuta l’aria, come un mastino o un esperto marinaio: dopo una vita trascorsa tra violenza delle arene e delle battaglie, riconoscerebbe l’odore del sangue a km di distanza… si avvicina all’uscio divelto della biblioteca: non ha dubbi, il rumore e l’odore provengono dalle tenebre del corridoio. Nella penombra, scruta con sospetto l’altra porta che si apre pochi passi più in là, ma il suono sembra essere cessato.
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Mentre discutete il da farsi, udite un rumore: pare qualcosa che si trascina faticosamente, raschiando sulla pietra. Il suono arriva fievole, attutito dalle spesse pareti della stanza e la sua provenienza è difficile da stabilire. Un brivido vi attraversa la schiena ricordando le bestie infernali che avete dovuto affrontare poc’anzi, ma il rumore vi pare diverso dal verso stridulo di quelle specie di iene fameliche. Dopo pochi istanti, il suono cessa ed il silenzio torna ad avvolgere l’abbazia.
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Capitolo 0: Il profumo del pericolo
Sir Otis Mutreaker, anziano Galapa Bardo e Barbiere (Speranza 3) Improvvisamente, un forte odore di bruciato giunge alle mie narici Il pollo brucia! Al fuoco! Al fuoco! urlo scompostamente, cedendo ad un attimo di panico prima di ravvedermi devo essermi assopito per un attimo, questo caldo concilia… mi alzo in piedi schiarendomi la voce con nonchalance forza, miei prodi compari! Spegniamo il pollo prima che arrostisca! Balzo in avanti, dopo aver slacciato la borraccia dalla cinta, ed irroro Guendalina con il suo contenuto… ovvero l’avanzo di zuppa acquistata all’avamposto tempo addietro. L’odore di pollo bruciacchiato si mischia al profumo inebriante dei funghi e dell’orzo speziato. Master
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Arenal ed Heinrich non impiegano molto tempo, confabulando tra loro e condividendo le loro conoscenze, prima di riuscire a ricondurre con certezza la definizione di “scrutatori eterni” a dei prodigiosi guardiani di pietra i quali, per mezzo di potenti incantamenti, divengono silenziosi e letali guardiani per l’eternità. Probabilmente sono state poste delle statue guardiane anche a protezione della tomba della regina…
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Arenal La ceralacca vecchia di secoli si sbriciola tra le tue dita mentre ti accingi ad aprire il portarotoli. Rimosso il sigillo, sei libero di sciogliere il nodo che tratteneva il tappo di sughero al suo posto, ed inclini il contenitore facendo scivolare fuori due fogli di pergamena perfettamente conservati: il primo, delle dimensioni di una pagina di libro, reca scritto il testamento della regina Ethofeld, ultima della decaduta casata dei sovrani di Pria. Oltre ad un elenco di terre e possedimenti, con le istruzioni precise su come spartire le ricchezze di famiglia tra i numerosi figli, riporta con minuzia il corredo funebre con la quale la sovrana ha disposto di essere seppellita... un quantitativo impressionante di gioielli, gemme e paramenti d'oro puro con la quale adornare la salma e la bara che, fatto interessante, si ordina di custodire in una camera funeraria da realizzare proprio qui, a Falkrest, preoccupandosi di proteggerla con efficacia. Il testo si dilunga nella descrizione di un'anticamera sorvegliata da "scrutatori eterni", dando tuttavia per scontato che il lettore sappia bene di cosa si stia scrivendo. Il secondo foglio, invece, è molto più grande. In una cornice di inchiostri colorati e foglie d'oro, una mano artisticamente molto dotata ha tracciato con cura certosina l'albero genealogico della casata di Pria. Dal capostipite Haruf il Temerario, unitosi in matrimonio con la principessa Zael di Munro, fino ai sei figli Ethofeld.
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[Ambientazione] Il Mondo di Greyhawk
Sacrosanta verità. Se il look "antiquato" di LibreOffice dovesse stancarti, dai una chance a OnlyOffice. Lato compatibilità con i formati Microsoft mi sembra funzionare molto meglio, e mi sembra che anche l'equivalente di Excel sia un po' più potente rispetto a Calc. In ufficio siamo su Windows e usiamo Office, ma a casa sul mio fido pc Linux uso OnlyOffice già da qualche annetto con soddisfazione.
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Il libro contiene una serie di appunti scritti in una variante arcaica della lingua comune. Sembra inizialmente un libro contabile, ma dopo la prima trentina di noiose pagine ti rendi conto che il testo che stai leggendo... non ha senso. Le parole si susseguono senza apparente logica, formando frasi sconnesse e mischiando lettere e numeri in una sequenza sconclusionata.
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Le parole di Urkog fanno da preludio alle sue successive azioni: impugna saldamente la sua arma e con un paio di colpi poderosi sfascia il coperchio del baule che, dopo una resistenza iniziale, cede improvvisamente con uno schianto secco. La lama del gladio penetra all’interno del contenitore e trafigge qualcosa: quando il mezzorco la estrae dalla carcassa del barile, si porta dietro un piccolo libricino con una copertina di robusta pelle grigia, senza titolo né simboli impressi su di esso. Fortunatamente la spada l’ha fatto allo spiedo ma senza tagliarlo in due, quindi è ancora leggibile. Tra i resti del forziere trovate anche una serie di pergamene intonse e di ottima fattura, perfettamente conservate, una boccetta di inchiostro viola e un magnifico portarotoli di legno intarsiato in madreperla che pare contenere dei documenti arrotolati con cura. Il portarotoli è sigillato con della ceralacca recante l’effige di una corona.
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Capitolo 0: Il profumo del pericolo
Sir Otis Mutreaker, anziano Galapa Bardo e Barbiere (Speranza 3) Cammino in punta di piedi sul terreno rovente, con il costante terrore che mi si sciolgano le suole degli stivali nuovi. Fa un caldo bestiale, sto grondando sudore e inizio a sentirmi la testa pesante forse un anziano non dovrebbe esporsi così tanto al calore… dovrei mantenermi idratato ed evitare di uscire nelle ore più calde! Sono così intontito che mi accorgo a malapena di Enswynn che corre urlando contro un ammasso di fanghiglia semovente, agitando i pugni con aria combattiva. Troppo stanco per unirmi alla baldoria, mi lasciò cadere seduto su un sasso e osservo la scena sventolandomi con un ventaglio. Coraggio, Enswynn! Fai vedere a quel grumo di roba fetida chi comanda! Siccome sono un vecchio saggio, nonostante il caldo tengo il mio nodoso bastone a portata di mano. Non si sa mai, che quelle schifezze attacchino in branco?
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[Ambientazione] Il Mondo di Greyhawk
La tua versione dell'impaginazione è bellissima (anzi: riuscire a fare una cosa così gradevole ed ordinata solo con L.O. Writer richiede una dose di pazienza, tempo e maestria non indifferenti) ed anche secondo me le tabelle sono molto più chiare e leggibili rispetto alle originali. La mappa è un capolavoro, era da un pezzo che cercavo (senza risultati) una versione ad alta risoluzione. Spettacolare.
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Esra si fa coraggio, scavalca la porta divelta e si fa strada nella biblioteca reggendo una torcia che illumina completamente la stanza. Si aggira tra gli scaffali stracarichi di volumi e comprende subito che dovraà spendere qui molto tempo per carpire i segreti del luogo. Il suo sguardo viene catturato da uno scintillio: posato sul tavolo, tra libri impolverati e rotoli di pergamenta rinsecchiti, è posato un lungo e pesante tagliacarte d'argento, appena ossidato ma in ottimo stato. Il libro sul quale è appoggiato - quasi a fare da segnalibro - pare un noioso trattato su un antico gioco da tavolo: "Reali aperture - spiegate ed illustrate da Sua Maestà Nomrah Thebazile". Un foglio spiegazzato e macchiato di inchiostro sbiadito fa capolino tra le pagine del tomo: Quattro guardie, in tutte le direzioni? Questo non è scacchi, maledetti monaci! TCRA ATCR RA C ?Alla parete ovest è fissato un drappo di velluto rosso divorato dalle tarme, il quale probabilmente un tempo nascondeva un arco che conduce a quello che parrebbe un piccolo ufficio: una solida scrivania, un baule ed altri scaffali carichi di documenti infilati in tubi di cuoio per preservarli dallo scorrere del tempo.
- [CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Quatto quatto, il mezzorco avanza di alcuni passi fermandosi di fronte alla porta sbrecciata. La tremula luce della lanterna illumina un po' meglio il corridoio, rivelando che anche la seconda porta è stata abbattuta in malo modo e pezzi di legno e ferro giacciono sparsi sul pavimento di pietra umida. Al di la della porta di fronte a Urgok, invece, si distinguono le forme massicce di alcune librerie addossate alle pareti, deformate dal peso di decine e decine di volumi ordinatamente infilati sugli scaffali; al centro della stanza intuisci la sagoma di una massiccia scrivania con una sedia accostata ad essa. Un odore persistente di carta ammuffita e di umidità permea l'aria immobile, ad ogni movimento minuscole particelle di polvere si sollevano danzando irrequiete alla luce della lanterna.
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Novità dal Mondo dei GdR - Maggio 2026
Sono allergico al supereroi, il gioco di Tom Clancy mi lascia abbastanza indifferente, ma la nuova proposta di Free League sembra davvero interessante! Il collezionista di OSR che è in me lo sta già mettendo nella lista dei desideri…
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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey
Vi avvicinate con circospezione all’arco all’angolo nord-est del chiostro, la neve scricchiola sotto ai vostri stivali. Immediatamente oltre l’arco, un lungo corridoio avvolto nelle tenebre si allunga verso est. La lama di luce diurna che ne illumina i primi metri vi fa notare una porta mezza sfondata quasi di fronte a voi, e nella penombra vi pare di distinguere la sagoma di un secondo uscio alcuni metri più avanti sulla stessa parete. Il silenzio più totale vi avvolge, ed ogni scricchiolio dell’antico edificio pericolante, che geme e borbotta come un vecchio signore acciaccato, vi fa sussultare.
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Le Maschere di Nyarlathotep - Capitolo 17: Amici, nemici e djembe
L'arrivo in Kenya riserva molte sorprese, e guadagniamo un nuovo compagno di viaggio All'arrivo in Kenya, una pista improvvisata porta a rivelazioni inaspettate. Gli investigatori vengono a conoscenza di informazioni sconvolgenti, e comprendono a pieno per la prima volta la portata di quanto sta accadendo. 1925, 6 aprile Mombasa è un calderone di odori nauseabondi e calore opprimente, ma ciò che bolle sotto la superficie di questa città portuale è infinitamente più letale della malaria o dei coltelli dei bassifondi. Sento che l'ombra di quello che Jackson Elias chiamava il "Caos Strisciante" si sta allungando su di noi, e ogni passo che facciamo sembra guidato da una mano invisibile e forse malevola. Dopo il mese impiegato per riprenderci da quanto abbiamo vissuto nella Piramide Rossa, ci siamo rimessi in viaggio: Nigel Wassif, dopo averci trovati in stato confusionale fuori dalla piramide ed averci condotto ad una casa di cura sicura, ci ha accompagnato fin qui dal Cairo ed ora è giunto il momento per lui di congedarsi. Ci affida, prima di salutarci, ad un suo conoscente fidato: Okomu, un giovanotto dall'aria pacifica e pura che ci mette subito a nostro agio. Sarà la nostra guida in Kenya, ed il suo aiuto sarà essenziale dato che pochissimi qui parlano inglese. Inoltre, questa terra è una polveriera per via degli interminabili scontri tra le cinque tribù di altrettante etnie che la abitano, e potrebbe essere molto pericoloso per noi muoverci da soli tanto in città quanto nelle terre selvagge al di fuori di essa. Ci fa subito capire che dobbiamo andarcene in fretta da Mombasa: uomini e donne stanno giungendo qui da tutto il mondo, e non impieghiamo molto a capire che si tratta di cultisti che si stanno radunando per qualche pratica empia: restare in città significa rischiare di essere notati e scoperti da un momento all'altro! Ci auguriamo solo che Elizabeth Thompson, la quale ha scelto di restare al Cairo ancora per un po` per sbrigare alcune faccende personali, stia bene e che possa raggiungerci sana e salva il prima possibile. Prima di abbandonare la città, decidiamo di fare un salto all'emporio raccomandato da Okomu per fare scorta di tutto ciò che potrà servirci durante il nostro viaggio sulle tracce di Carlyle: cibo, acqua, armi e munizioni ed anche una jeep che possa condurci ovunque desideriamo (o quasi), dato che alcuni gruppi armati si stanno prodigando per sabotare le ferrovie ed altre infrastrutture: saranno affiliati a La Lingua Scarlatta? All'emporio incontriamo un bianco: un tizio dall'aria trasandata e che pare essere perennemente alticcio, chiamato Bertram "Nails" Nelson. Chiacchierando con lui, apprendiamo che tempo addietro si era occupato di rifornire allo stesso modo anche il nostro compianto Jackson Elias, per il quale provava una certa simpatia. Accetta dunque di aiutarci promettendo riservatezza e prezzi di favore, ed inoltre ci racconta di aver incontrato, alcuni mesi addietro, Jack Brady durante un viaggio a Singapore!! Questo è il secondo membro della spedizione Carlyle che parrebbe essere ancora in vita, dopo quel biglietto formato da Penhew che ho visto all'accampamento di Henry Clive. Dal racconto di Nails, pare che Brady fosse in fuga da qualcuno - o da qualcosa: ha abbandonato Carlyle prima del presunto massacro della spedizione stessa. Da Nails apprendiamo un'altra informazione utile: proprio qui, sulle banchine di Mombasa, vi è una sede della Randolph Shipping, proprio quella compagnia di spedizioni il cui logo compariva in bella vista sulle casse di materiale di provenienza ignota che erano accatastate a decine nel magazzino dove Edward Gavigan stava tentando di costruire quel terribile ordigno (vedere capitolo 11 - Atom Heart Mother). Incuriositi, decidiamo che vale la pena impiegare un po' del nostro tempo per investigare, prima di lasciare la città. La fortuna sembra non essere dalla nostra parte quando, non appena giungiamo in vista del magazzino, notiamo un uomo che uscendo dallo stabile incrocia il nostro sguardo e si ferma ad osservarci, perplesso. Impieghiamo alcuni istanti a riconoscerlo: è Arthur Emerson, il proprietario della Emerson Imports, la società che riforniva il negozio di Silas N'Kwane a New York! L'uomo ci osserva intensamente, sforzando di ricordare dove ha già visto i nostri volti, e decido di giocare d'anticipo nel disperato tentativo di dare alla sua memoria una spintarella verso la direzione sbagliata: mi presento con un nome falso, dicendogli che ci eravamo già incontrati presso la sua sede newyorkese per concordare una spedizione verso Mombasa. Gli occhi di Emerson si riducono a due fessure mentre mi studia, e poi abbocca al mio tranello e non solo: per qualche ragione mi associa ad un alto funzionario di una certa associazione capitanata dall'ormai defunto Edward Gavigan. Che colpo di fortuna insperato! La situazione si è ribaltata, e decido di approfittarne con spavalderia: riesco a farmi confidare dall'uomo preziose informazioni, come il fatto che - per ordine di questa fantomatica associazione - lui ed altri impresari stanno allestendo una rete di società che si occupano di import/export in tutto il mondo, gestendo un notevole traffico di merci in particolare verso l'Australia e Singapore. Impersonando a pieno il mio presunto ruolo di pezzo grosso, mi congedo da Emerson con degli ordini che spero possano compromettere o almeno rallentare gli affari di questa gente: lo incarico di dirottare tutte le merci in partenza per Singapore verso Londra, dove spero che il nostro fidato Arthur Vane possa aiutarci a recuperare i colli mettendoli al sicuro, fuori dalla portata di questi folli malintenzionati. Emerson scatta sull'attenti e dice di considerarla cosa fatta, ed inoltre mi affida un involto destinato agli esponenti kenyoti dell'associazione. Dopo essercene andati, apriamo il pacchetto: contiene una collana di pietre nere con un grosso ciondolo di forma vagamente spiraleggiante, che ricorda una zanna o forse... una lingua! La nostra seconda ed ultima tappa in città è la sede del Nairobi Star, il giornale locale presso il quale lavora la donna che ha firmato tutti gli articoli kenyoti sulla spedizione Carlyle. Speriamo di poterla incontrare per ottenere qualche informazione sulle sue fonti, ma sfortunatamente pare che miss Natalie Smythe-Forbes sia uscita per una sessione fotografica: accompagnerà due persone ad un safari nelle zone selvagge a nord-ovest. Decidiamo che questa può essere una buona pista da seguire, del resto non abbiamo idea di dove altro potremmo andare... mentre ci allontaniamo da Mumbasa a bordo della sgangherata e stracarica jeep, ci accompagna un vento teso e incessante che mi ricorda il "Vento Nero" di cui ho letto nel libro Sette Misteriose d'Africa: secondo la leggenda, da uno dei monti del Kenya spira un vento portatore di sventura che si abbatte sull'Africa fino a quando non viene versato un tributo sufficiente per placarlo... un tributo di sangue. L'infausta profezia, che sicuramente avrà un fondo di verità, incombe su di noi ed ho la sensazione che trovare l'origine del Vento Nero ci condurrà dritti nel principale covo dei cultisti kenyoti. Forse la fantomatica M'weru si nasconde ancora qui, con loro, e con quel che rimane della spedizione Carlyle? Le nostre indagini ci hanno poi portato lontano dai sentieri battuti, dritti nelle fauci del mostro. Ci siamo imbattuti in una specie di totem spezzato e danneggiato intenzionalmente da qualcuno, e poi abbiamo udito dei canti in lontananza intuendo subito che dovevano esserci dei nemici nelle vicinanze, qualcuno intento in un empio rituale... Okomu, in un atto di pazzia o di genio, si è allontanato da noi in avanscoperta. Lo abbiamo osservato da lontano mentre, udendo un canto tribale che faceva vibrare le ossa, rispondeva con la stessa melodia, fingendosi uno di loro per avvicinarsi indisturbato ad un falò ardente al limitare del quale due persone stavano in adorazione: Natalie Smythe-Forbes, in una sorta di stato di trance, e la donna che avrebbe dovuto accompagnare nel "safari": Taan Kaur! Si tratta di una mercante d'arte che abbiamo già visto all'asta imbastita da Erica Carlyle a New York, alla quale abbiamo partecipato prima di imbarcarci alla volta del vecchio continente (vedi 7 - Standing on the shoulders of giants). Per noi è una sorpresa vederla qui, soprattutto in questa veste, nel cuore delle tenebre, intenta ad evocare delle creature sconosciute richiamandole attraverso il falò, ed il rituale sembra quasi compiuto a giudicare dalle forme lucenti che si agitano tra le fiamme, una rossa ed una blu, simili all'Ifrit che abbiamo affrontato tra i vicoli del Cairo (vedi 14 - Sabbia e fiamme.) Taan Kaur appariva come una donna minuta, quasi fragile, con un volto delicato che nascondeva in realtà una persona totalmente folle ed adorante di quel Caos Strisciante che tentiamo di combattere. La giornalista, dal canto suo, pare inconsapevole di ciò che sta accadendo, quasi fosse in balia degli eventi senza comprendere ciò che stanno facendo. Quando, osservando Okomu sempre più in difficoltà nel barcamenarsi con le parole, ho deciso che la diplomazia era morta e sono uscito allo scoperto aprendo il fuoco, l'inferno si è scatenato. Taan Kaur si è rivelata essere non una vecchietta indifesa ma una potente sciamana e, prima di soccombere, ha lanciato contro di me un incantesimo di una malvagità inaudita. Ho sentito una pressione insopportabile dietro le orbite, come se un calore invisibile stesse facendo bollire il vitreo dei miei occhi per scioglierli e lasciarmi cieco e morente. Ma in quel momento, il destino ha risputato l'orrore in faccia alla sua creatrice. In un lampo di luce accecante, l'incantesimo è rimbalzato: ho visto la testa di Taan esplodere in una nuvola di sangue e materia grigia, mentre veniva consumata dalla sua stessa magia. Ma non c'è stato spazio per il sollievo, difatti non appena abbiamo catturato e immobilizzato la giornalista, la sua maschera di sprovveduta innocenza è crollata: Anne per prima ha notato un tatuaggio sul suo petto, il marchio inequivocabile della sua fedeltà al male. Grazie ad una droga onirica, all'iniziativa di Oscar e all'uso disperato che ho fatto delle mie conoscenze dei Miti, abbiamo dato vita a un'esperienza collettiva folle. Con il ritmo ossessivo dei tamburi di Okomu, siamo scivolati in un sogno lucido dove Bundari, potente sciamano e mentore di Okomu, si è manifestato a noi. Bondari ci ha sussurrato la verità definitiva, quella che mi impedisce di dormire. Non siamo qui per un semplice culto di fanatici. Siamo qui perché sotto il cielo del Kenya sta per compiersi l'innominabile: la nascita del figlio di Nyarlathotep! Mentre il mondo intero prosegue ignorante, i seguaci del multisfaccettato si stanno radunando presso la Montagna del Vento Nero come pastori verso una mangiatoia infernale. Siamo increduli, ma le foto che troviamo tra i bagagli della giornalista non mentono. Hypatia Masters , la fotografa della spedizione Carlyle che credevamo perduta, appare in quegli scatti con un ventre oscenamente deforme, gravido di una creatura che non appartiene alla stirpe degli uomini. Lei è l'ostetrica di questo abominio. La Montagna del Vento Nero ci chiama. Sento il vento che urla tra le rocce, portando con sé il pianto di qualcosa che non dovrebbe mai nascere. Dobbiamo ad ogni costo individuare la posizione di questo monte maledetto, ed impedire che il Male venga al mondo. Citazione Prendo il mio djembe, e inizio a suonare. Perché noi, in Africa, ci riconosciamo attraverso la musica che viene dal cuore e che non può mentire.