Vai al contenuto

greymatter

Concilio dei Wyrm
  • Iscritto

  • Ultima visita

  1. Il concetto della campagna malvagia come concetto unificante e intenzionale su cui basare la campagna nella mia esperienza e' una cosa relativamente recente (nel senso: l'idea che il gruppo di gioco e' malvagio, fa cose da malvagi, e agisce come agirebbero i cattivi in una storia fantasy eroica classica). Ho sicuramente trovato non pochi giocatori che di default volevano sempre fare i personaggi caotici malvagi a meno che tu come GM non lo vietassi (e a quel punto facevano i caotici neutrali), e che ritenevano il personaggio stereotipicamente buono come noioso o limitante, ma non era una cosa intenzionale, ecco. Devo dire che nella mia esperienza anche l'idea del gruppo di gioco come esplicitamente eroico/"buono" e' relativamente recente (nel senso: stabiliamo che il nostro gruppo e' quello dei "buoni", siamo gli eroi della storia e agiamo come tali, e combattiamo i cattivi). Nella mia esperienza, specie quando ho iniziato, e' sempre stata comune e onnipresente l'idea del gruppo di gioco come un gruppo di personaggi di varia moralita' che lavorano insieme in maniera transitoria (sostanzialmente molto vicina alla famosa idea del gruppo di murderhobo) nel contesto dell'avventura. Io ho bene o male sempre avuto giocatori che volevano fare personaggi buoni e altri che volevano fare i malvagi (nello stesso gruppo). Ho avuto le classiche esperienze (che credo tutti abbiano avuto) del personaggio malvagio che vuole fare come gli pare e agire contro il gruppo (e che, come DM alle prime armi, non sapevo bene come gestire - un classico), ma non c'era una consapevolezza o una intenzionalita' dietro. In generale nelle mie campagne i personaggi finivano per avere un antagonista e finivano per essere gli eroi della situzione, ma era un qualcosa che si creava organicamente nel corso della campagna e quasi per caso, non c'era l'idea "okay facciamo un gruppo di personaggi buoni e combattiamo i cattivi". E' raro che i miei giocatori fossero motivati dal voler combattere il male.
  2. Preferisco non rivelare la mia eta' precisa ma non mi manca molto ai 40 anni. Ho iniziato a giocare nei tardi anni '90/inizio anni 2000 con AD&D 2e; devo anche parte della mia esposizione iniziale a D&D a giochi come Baldur's Gate 2 e Icewind Dale. Passai successivamanete alla 3.0 ,anche se per me AD&D 2e rimane affascinante, come una auto d'epoca. Ho parlato altre volte delle mie prime esperienze di gioco in questo forum, ma non mi scordero' il mio primo contatto con D&D. Non ricordo esattamente quanti anni avessi (probabilmente tra gli 11 e i 13 anni) ma osservai degli amici piu' grandi (e quindi automaticamente piu' cool) durante una sessione di AD&D 2e che stavano facendo in un pomeriggio d'estate al bagno (nel senso di stabilimento balneare) dove andavo. Mi ricordo che stavano esplorando un dungeon, e rimasi folgorato da come ciascuno semplicemente descrivesse le proprie azioni. Mi ricordo che capii che stavano facendo una sorta di gioco da tavolo, ma non sembravano esserci regole precise, e chiesi ad uno di loro qualcosa tipo "ma scusa, ma quali sono le regole? Cos'e' che puoi fare?" e lui mi rispose qualcosa tipo "puoi fare quello che vuoi!". Rimasi folgorato, e con quello inizio' la mia passione per il GDR durata oltre vent'anni. Mi rendo conto ora da adulto di come, per molta della mia carriera ruolistica, ho inseguito e cercato di sfiorare e trattenere quel senso di meraviglia, di avventura e di scoperta che provai allora. Ho provato tanti giochi nel corso degli anni - ho fatto tanto D&D, nelle sue varie edizioni; ho provato e apprezzato altri giochi tradizionali come Call of Cthulhu o i giochi OSR; ho provato ed apprezzato gli storygames come Apocalypse World o Dungeon World, e ho vissuto le flame wars scatenate dei giochi forgiti; ho giocato tanto a Blades in the Dark. Tanti mi sono piaciuti e li ho apprezzati per il tipo di esperienza che mi hanno dato. In generale, una cosa che ho cercato di fare e' di essere aperto verso il nuovo, pur avendo le mie preferenze. Quando D&D 5e usci' nel 2014, lo adottai immediatamente. Sebbene non stia giocando a D&D al momento, ho cercato di non adottare l'atteggiametno di rifiuto a priori che ho visto per la D&D 2024 finche' non avro' modo di provarla. Non ho un gioco preferito. D&D e' quello che ho giocato di piu' perche' e' quello piu' popolare. Oggi come oggi, il tempo di giocare e' limitato purtroppo, ma cerco di farlo con regolarita', sia online che in persona. Non mi dispiacerebbe fare il giocatore ogni tanto, ma quasi sempre mi trovo a fare il GM per il discorso che se non fo il GM io, non si gioca. Ho provato delle campagne play by forum ma non sono riuscito a mantenerle - gestisco meglio le sessioni live di 3-4 ore ogni X settimane piuttosto che l'impegno costante necessario per il play by forum. Riguardo al cosa ricerco... per me l'esperienza fondamentale che ricerco e' il viaggiare con l'immaginazione. Mi piace l'idea di visitare posti lontani, strani ed esotici; mi piace il senso di avventura e di scoperta; mi piace l'esplorazione e l'immedesimazione. Mi piace immaginare le cose con l'occhio della mente. Alla fine mi adatto allo stile del gioco che sto facendo (es. quando gioco ad Apocalypse World, non ho la stessa 'impostazione' mentale che ho quando gioco a Draw Steel), pero' il mio stile di gioco preferito e' fondamentalmente rappresentato dall'OSR. Non mi interessa piu' come un tempo il gioco tattico con i soldatini sulla griglia, i combattimenti che durano ore, le build eccetera (un'eccezione recente e' stata Draw steel che mi e' piaciuto molto, ma c'e' qualcosa di Draw Steel che mi ha ispirato) - anche perche' spesso quando gioco la sera sono stanco e non ho voglia di starmi a scervellare su come muovere i mostri sulla griglia. Non mi interessa molto il gioco di ruolo inteso come recitare per ore in modo drammatico, esplorare le backstory misteriose di personaggi dal passato tormentato, o ruolare ogni singola interazione. Mi adatto a fare queste cose ma non sono il mio stile preferito. Il mio tipo di campagna ideale e' forse rappresentato dalla campagna contenuta nel core set di Dragonbane, che ha il sapore classico di un buon vecchio libro fantasy con avventure in terre misteriose.
  3. L'osservazione che facevo aveva piu' a che fare con il tono trasmesso dalle illustrazioni - non e' un discorso di tecnica o "bellezza" dell'illustrazione, mi riferisco proprio al cio' che viene trasmesso. Raffigurazioni situazioni buffe, un po' strampalate, che non si prendono troppo sul serio. Forse ho frainteso ma mi sembra di aver inteso una critica al tono trasmesso dalle illustrazioni della 5.5 (con il personaggio che fa windsurf su un surf a forma di ala di fatina) - quello che sostenevo e' che questo tipo di tono non e' estraneo a D&D. Puo' piacere a meno - anche a me non fa impazzire. Anche questo pero' e' da contestualizzare nella direzione presa dalla WotC per l'ambientazione di ravenloft. Ravenloft e' horror gotico che riprende influenze classiche (Dracula su tutti) come sappiamo tutti. Il Ravenloft originale dell'AD&D 2e e' un setting che prende queste influenze culturali e le rielabora in chiave D&D riproponendo i tropi del genere, e prendendosi generalmente sul serio: abbiamo i castelli, le notti buie e tempestose, atmosfere tragiche, e sono per lo piu' riproposte senza umorismo o senza volerle esagerare per effetto drammatico. A partire soprattutto da D&D 5e 2014 (non 2024!) c'e' stato un cambiamento di tono, che si vede in Curse of Strahd - che rispetto all'originale introduce un tono decisamente "camp", cioe' i tropi del genere gotico sono riproposti in modo vagamente ironico o esagerato, con elementi di umorismo. Diciamo che il Ravenloft originale e' Bram Stoker's Dracula (1992), il Ravenloft della 5e e' piu' Dracula morto e contento (1995). Gran parte di questo shift e' iniziato con la 2014, non la 2024 La 2024 ha solo continuato la tendenza. Lo scopo e' sanitizzare il "brand" di D&D incluse le ambientazioni, per farlo divenire un prodotto non controverso, benevolo, e adatto a tutte le eta' (dai bambini ai grandi) Quindi la copertina di Heir of Ravenloft si adatta bene al tono che vogliono dare al Ravenloft di adesso: young adult fiction. La direzione puo' non piacere ma e' inevitabile che i prodotti cambino nel tempo. Io ho sempre dato per scontato che se porto un gioco al tavolo, il "mio" forgotten realms sara' diverso dal forgotten realms canonico. Mi sento in liberta' di modificare la lore come voglio, riempire i buchi eccetera. Pero' in generale sono uno a cui le ambientazioni troppo dettagliate non piacciono, mi piace farmi le mie homebrew. Vorrei tanto farmi piacere Glorantha ma non c'e' verso, ci rimbalzo ogni volta che provo a leggere. Poi oh, questo e' come la intendo io, so benissimo che ci sono tanti che invece vogliono fare le ambientazioni "by the book".
  4. Che queste illustrazioni possano o meno incontrare il tuo (il nostro) gusto e' un discorso soggettivo. Io non vedo nessun tradimento dell'ethos di D&D. Illustrazioni di David Sutherland, AD&D 1e: Altra illustrazione presa dalla DMG: # D&D ha sempre avuto un tono un po' faceto fin dall'inizio. Durante l'era di AD&D questo tono faceto si e' ammorbidito ma direi che non hai mai avuto un tono serioso e tolkeniano da drammaturgia shakespeariana come sembra suggerito talvolta D&D e' sempre stato un gioco leggero. I riferimenti culturali sono semplicemente cambiati nel corso del tempo - siamo noi che siamo vecchi. Negli anni '70 le illustrazioni come quelle sopra erano in sintonia con lo zeitgeist culturale, negli anni '80 lo "stile" in voga era questo: Nel 2026 lo stile in voga e' quello che hai messo su. E' semplicemente D&D che si adatta. Riguardo questa immagine: Vediamo un po': corvo antropomorfo, tielfling, drow, genasi, random manic pixie dream girl; tutti con qualche forma di energia magica in mano, pose atletiche, armature in stile anime, armi stravaganti. Mi sembra il classico party D&D stile circo ambulante/found family che vedo da... 20 anni a questa parte. Garantisco che ognuno ha una backstory drammatica. In D&D 3.x/3.5 le persone con cui giocavo facevano esattamente party cosi' (razze strane, 10 milioni di classi e classi di prestigio, tutti con incantesimi o poteri supereroistici). In D&D 4E i party erano esattametne cosi (anche se non ci ho giocato molto) In D&D 5E (che ho giocato on and off dal 2014), i party sono esattamente cosi - razze con animali antropomorfi, tutti con la magia, incantesimi onnipresenti, personaggi che sono, in pratica, supereroi fantasy. Nella mia esperienza D&D e' sempre stato questo: praticamente Guardians of the Galaxy in versione fantasy. Non a caso il film di D&D (Honour among thieves) e' piaciuto perche' riprende esattamente questo tono. Non c'e' nulla di nuovo sotto il sole, semplicemente i tropi e l'estetica si adattano ai tempi. Siamo vecchi: non ci piacciono le cose "da giovani". E' tutto qui. Storia vecchia come il mondo. Mixed opinion. Non ero un fan dei manuali di ambientazione della 3.5 dove per ogni citta' c'era un paragrafo di statistiche dove ti diceva la popolazione, e altra roba, e ogni PNG aveva le stat usando le stesse classi del PG. Sembravano libri di geografia. D'altro canto non mi piacciono nemmeno i manuali di ambientazione della 5e dove i capitoli sono riempiti di informazioni vaghe o superficiali per cui leggi un capitolo e alla fine ti rendi conto di saperne quanto prima. Diciamo che se non sai niente, i manuali della 5e sicuramente rendono i setting approcciabili - quindi possono essere accettabili come manuali introduttivi. Pero' se ti interessa veramente fare una campagna come GM, quel livello di informazione non ti basta. O accetti che riempirai i buchi con la tua immaginazione (che secondo me va benissimo eh) altrimenti devi andarti a leggere wiki varie o recuperarti i vecchi manuali (che sono venduti legalmente in PDF, per inciso). Non mi stupirei se fosse una cosa intenzionale.
  5. Arrivo tardi alla discussione ma sono completamente d'accordo su quello che hai scritto. Ho espresso simili posizioni in altri thread qui sul forum, ma trovo le critiche della 5.5 francamente bizzarre perche', per come la vedo io, c'e' molta poca differenza con la 5E. Magari sono io eh, ma io tutta questa differenza con la 5e 2014 non la vedo. Vedo tanti giocatori di lunga data stracciarsi le vesti per i cambiamenti dell'ethos di D&D, ma per quanto mi riguarda molte delle critiche simili che potresti fare alla 5.5 le potresti fare alla 5E. Dal punto di vista delle regole e dell'approccio al gioco si tratta per lo piu' dello stesso gioco. Non mi si puo' venire a dire che nella 5.5 tutte le classi sono pompate e supereroistiche, tutti fanno tutto etc. - quando la 5e 2014 e' molto simile da questo aspetto. Stessa cosa per il dicorso delle razze - ho letto alcuni commenti sul dragonborn e le implicazioni del suo "riconoscimento" ufficiale, e come l'inserimento nel manuale base fosse controverso al tempo (vero). L'idea che avete di D&D non so quanto esista. Ma solo io (e i gruppi con cui giocavo) avevo gruppi di D&D 3.x che erano dei gruppi circensi ambulanti? Mezzi-draghi mezzi celestiale con 46 classi diverse (tra classi base e prestigio), ultraminmaxati e poteri supereroistici? Solo io mi ricordo le illustrazioni assurde della 3.x o di pathfinder, con gente in armatura completa con tanto di borchie e spunzoni che saltava in pose atletiche, magari lanciando incantesimi a mezz'aria? Anche per A&D e' uguale. Mi ricordo distintamente come nel mio gruppo ci fossero piu' o meno le stesse tendenze. Mi ricordo di razze, classi, incantesimi e altre opzioni molto molto strane e molto molto rotte, alcune scaricati da chissà quali meandri dell'internet in 56k degli anni '90 come .doc in Inglese, altre opzioni prese dai vari splatbook. Ma alla fine della fiera era sempre la stessa roba: i giocatori volevano fare dei supereroi fantasy. CI tengo a precisare che anche io, come tanti in questo thread, sono cresciuto con AD&D 2e ed e' l'edizione che preferisco, per pura nostalgia. Ma raccontarsi che D&D 5.5 e' qualcosa di irriconoscibile... avendo giocato a D&D ormai da piu' di 20 anni, non so proprio di cosa state parlando. Tutte le tendenze di D&D 5.5 ci sono sempre state in edizioni precedenti, semplicemente si sono evolute nel tempo. D&D 4e ha mostrato che l'imperatore e' nudo. La 5.5 ha adattato la propria presentazione (sia in termini di presentazioni narrative, di illustrazioni, di approccio al gioco) allo zeitgeist culturale odierno, e' tutto qui. Ma la 5e 2014 era al 90% gia' li'.
  6. Il mio account reddit ha 14 anni. In 14 anni non ho mai, mai visto discussioni in cui si sostiene univocamente che il GM non dovrebbe uccidere i giocatori. Questo e' semplicemente falso. Reddit non e' una entità monolitica. Racchiude community varie, ci sono svariati sub dedicati a D&D, community dedicate all'OSR, e community tipo /r/rpg (dove D&D e' odiato). Nel complesso parliamo di centinia di migliaia di persone - il sub /r/DnD ha 4.2 milioni di iscritti, quello /r/dndnext piu' di 800,000. Essendo una community cosi' grande, chiunque puo' aprire post e discussioni su qualunque cosa, e chiunque puo' rispondere con qualunque opinione. La morte del personaggio e' un argomento annoso, per cui di sicuro trovi qualcuno che sostiene l'opinione che il GM non deve uccidere i personaggi o quello che vuoi - ma da qui a farci un articolo sopra sostenenedo che "reddit" dice X, Y o Z ("Reddit e la crociata contro le conseguenze") ce ne corre. E' semplicemente una cosa inventata. Su reddit trovi commenti pro o contro praticamente qualunque cosa. Poi se vuoi ti linko altrettanti commenti dove si presenta la visione opposta. Mai detto che e' un argomento poco discusso, tutt'altro. Quello che critico e' l'analisi superficiale e pressapochista, con molte affermazioni non giustificate e molta poca riflessione o discussione. La mia reazione magari sara' anche scomposta, ma com'e' che la mia reazione scomposta non va bene ma questo articolo dal tono polemico e infiammatorio ("Sì, avete letto bene. Secondo le ultime discussioni sulla piattaforma (dove, ricordiamolo, la competenza in materia di giochi di ruolo è inversamente proporzionale alla lunghezza dei thread), permettere che un personaggio muoia sarebbe praticamente un crimine contro l'umanità.") si? Detto questo: chiudo qui. Quello che volevo dire l'ho detto, non ho altri contributi da fare e non voglio far escalare la discussione oltre (tanto per ricollegarsi a cani nella vigna). Niente di personale e tutti amici come prima. Mi dispiace se ho infiammato la discussione comunque ribadisco che ho trovato il tono dell'articolo iniziale polemico e infiammatorio. Buon gioco a tutti, sia a quelli nelle cui campagne si cambia il personaggio ogni 3 sessioni, sia a quelli nelle cui campagne non si muore! (Nelle mie, per inciso, generalmente i giocatori in sessione zero esprimono la preferenza di avere la morte come rischio reale)
  7. E invece no, perche' Cani nella Vigna per la tua definizione e' uno di quei giochi in cui se il giocatore non vuole, non muore. Quando c'e' un conflitto, se non ne esci vincitore puoi scegliere se abbandonare il conflitto, concedendo la posta in gioco, oppure escalare il conflitto fino a che non diventa potenzialmetne letale (e' un po' complicato da spiegare in breve, ma ci sono diversi "livelli" di conflitto: dalle parole, al conflitto fisico ma senza proprio menarsi, fino a che non si passa alle mani, e infine il livello piu' alto in cui ci si spara proprio). Io come giocatore avevo 100% controllo di quello che succedeva, avrei potuto decidere di non escalare il conflitto fino allo spararsi e il mio personaggio non avrebbe rischiato la morte e ne sarebbe uscito vivo. Fui io, giocatore, che decisi di escalare il conflitto rischiando la morte. Ma il controllo era completamente nelle mie mani. Ah si scusa "La buona notizia? Non sei costretto a seguire questa deriva." --> o X, o Y ; o bianco, o nero "Alla fine, la domanda è semplice: vuoi giocare a un gioco o vuoi partecipare a una sessione di storytelling collaborativo senza conseguenze?" --> o X, o Y; o bianco, o nero "4. L'Alternativa è la "Slice of Life Fantasy" Cosa resta se togli il rischio di morte dal fantasy eroico? Un gioco dove: I combattimenti sono coreografie; Le scelte non hanno peso; Le storie sono soap opera con vestiti medievali; Il tuo "eroe" è semplicemente un turista in un parco a tema fantasy Niente di male se è quello che vuoi giocare. Ma non chiamarlo D&D. Non chiamarlo heroic fantasy. Chiamalo per quello che è: fan fiction interattiva." Non lo sapevo che le campagne senza il rischio di morte sono automaticamente "slice of life fantasy" Un'affermazione completamente arbitraria. Fantasy eroico vuol dire tante cose. Il mio argomento e' che puoi dire a chi si avvicina a D&D che stiamo giocando una campagna fantasy eroica, ma le aspettative concrete di cosa questo significa dipendono dal giocatore, e la mortalita' secondo me e' una di queste. Non e' una cosa tutto o niente. Secondo me stai facendo confusione tra il gioco di ruolo come gioco e il gioco di ruolo come emulazione di una narrativa/genere. In un gioco di ruolo visto come emulazione di un genere (genere che puo' essere il fantasy eroico), i personaggi tipicamente muoiono in punti particolari della storia, quando l'impatto emotivo e' elevato. Es. Sturm Brightblade in Dragonlance, tanto per citare una storia che e' tipicamente D&D-esca. Se e'questo che uno vuole dal gioco di ruolo ci sta benissimo di adottare regole per ricreare l'esperienza che vuoi - regole che possono essere "i personaggi non possono morire in maniera anticlimatica per mano di personaggi o mostri secondari, possono solo morire per mano di antagonisti o mostri significativi, e all'inizio di uno scontro in cui il vostro personaggio potrebbe morire il GM ve lo comunichera' chiaramente". Cosi' come regole tipo "il personaggio muore se il giocatore decide che muore". L'idea che meccaniche di questo tipo siano in qualche modo antitetiche al genere del fantasy eroico e' arbitraria e semplicemente non e' vera. Meccaniche di questo tipo stonano quando il gioco di ruolo e' visto come *gioco* (la situazione classica in cui i personaggi sono delle "pedine" mosse dal giocatore e in cui il divertimento e' dato dal superare le sfide pensate dal GM) o quando i giocatori ricercano l'immersione e vogliono l'illusione che il regolamento sia un semplice "motore fisico" che simula l'universo intorno a loro, e il GM un mero arbitro imparziale. Allora quello che dici ha senso (l'idea che ci devono essere consequenze e rischi, eccetera) Pero' nel tuo articolo non c'e' nessuna discussione du questi aspetti, nessun riconoscimento di queste complessita'. Lo scopo del clickbait e' generare visualizzazioni, commenti ed engagement. Non e' scritvere articoli clickbait non sia efficace, c'e' un motivo per cui lo fanno tutti. Ma non vuol dire che maggiore engagement = qualita'. Non hai sintentizzato niente, ti sei inventato che su reddit hanno scritto che i personaggi "non possono morire" "Ovvero: come Reddit ha deciso che i tuoi personaggi non possono morire (e perché è una pessima idea)" "Reddit e la crociata contro le conseguenze" "Reddit ha partorito l'ennesima perla di saggezza: i Dungeon Master non dovrebbero essere autorizzati a uccidere i personaggi dei giocatori. Sì, avete letto bene. Secondo le ultime discussioni sulla piattaforma (dove, ricordiamolo, la competenza in materia di giochi di ruolo è inversamente proporzionale alla lunghezza dei thread), permettere che un personaggio muoia sarebbe praticamente un crimine contro l'umanità." Questo non e' "sintetizzare una tendenza". Hai preso la roba scritta da qualche utente su un subreddit di centinaia di migliaia di utenti e hai deciso che e' "una tendenza".
  8. No, nessun post viene citato. Vengono citate vagamente "discussioni su reddit" senza citarne alcuna specifica. Tutte le discussioni che ho visto su reddit presentano nella maggior parte dei casi una pluralita' di opinioni piu' o meno condivisibili ma l'idea che l'intero sito abbia dichiarato la morte dei personaggi come una cosa obsoleta e' ridicola e falsa. A volte ci sono post che sono auto-etichettati come "hot takes", cioe' presentano opinioni intenzionalmente radicali e provocatorie, ma vengono postate con l'idea che l'opinione sia controversa e generera' discussione accesa (da cui il termine hot take). La discussione piu' recente sul tema che ho trovato mi sembra questa, e se leggi i commenti sono rappresentate le posizioni piu' disparate - e quelle che esprimono, in un certo senso, la posizione criticata nell'articolo sono argomentate. Questo articolo non prende in considerazione nessuna delle argomentazioni espresse, punta a vaghe "discussioni su reddit" esclamando "Oh signora mia, che tempi!". Questo e' un articolo clickbait di scarsa qualita' che e' pensato per suscitare reazioni e drama a partire dall'aria fritta - un sistema che viene usato sempre piu' spesso. Prendi un thread su reddit o su X/Twitter (o, in altri casi, nessun thread specifico), e crei indignazione presentando una certa posizione X (che di solito e' estrema o irragionevole) come se fosse condivisa da miriadi di persone (quando magari era espressa da una minoranza), distorcendola, estremizzandola o appiattendola senza prendere in merito quello che viene detto. E' un classimo esempio di argomento fantoccio.
  9. Non ho letto tutti gli altri commenti, cerchero' di farlo oggi, comunque il tuo articolo secondo me non parte dalla premessa fondamentale. Cioe': spieghi la tua tesi (avente a che fare con l'idea che ci debbano essere consequenze, che la possibilita' di morte e' importante, piu' i soliti discorsi su cosa fa o non fa "il buon DM" eccetera) pero' secondo me il punto fondamentale che smonta tutto e' che questo ragionamento non si applica universalmente. Una delle consequenze del fatto che D&D e' il gioco di ruolo piu' popolare e del suo essere divenuto mainstream e' che chi dice "vorrei giocare a D&D" puo' in realta' avere idee molto diverse di cosa D&D sia e sulle aspettative dell'esperienza di gioco. Ci sono quelli che vogliono muovere i soldatini sulla griglia. Ci sono quelli che vogliono un gioco di avventura in stile classico, dove l'enfasi e' sull'avventura e l'esplorazione, e non c'e' bisogno della storia epica Ci sono quelli che vogliono la storia lineare dopo succede A --> B --> C -->D tipo videogame e non vogliono fare scelte complicate Ci sono quelli che vogliono riprodurre Critical Role e vogliono recitare storie drammatiche in un contesto fantasy Ci sono quelli che di D&D non gliene frega poi cosi' tanto e sono al tavolo per farsi due risate e creare il caos. Ci sono quelli che vogliono sentirsi supereroi Marvel e avere l'illusione che il proprio personaggio sia in pericolo ma senza che questo si concretizzi mai. Nessuna di queste e' una aspirazione sbagliata di per se', il problema e' che sono aspirazioni molto diverse che convergono su D&D semplicemente perche' e' popolare. Un tempo ero sicuramente piu' avvezzo a dicotomizzare le preferenze dei giocatori in "questo va bene" vs "questo e' badwrongfun". Con l'eta' ho maturato l'idea che alla fine non decido io come si diverte la gente e non sai mai cosa uno stia passando nella vita, per cui se uno vuole giocare il supereroe marvel in stile fantasy, che male c'e'? Fin tanto che ci si chiarisce sulle aspettative e siamo tutti d'accordo, va bene. Purtroppo mi e' anche capitato di incontrare giocatori che dicono di volere X ma invece in realta' voglio Y. Tipo in sessione zero siamo tutti d'accordo che il gioco deve essere pericoloso, che ci va bene se i PG muoiono - poi al primo incontro difficile vedi che uno dei giocatori diventa distaccato e disinteressato, sbuffa, e vedi che non si sta divertendo. Questo giocatore in realta' vuole avere l'illusione che il personaggio sia in pericolo, ma poi in realta' vuole vincere sempre. Ce ne sono tanti cosi. A volte nello stesso gruppo ci sono persone con aspettative molto diverse, a volte il DM nemmeno lo sa che tipo di gioco vuole fare - sicuramente negli ultimi anni molti GM hanno l'aspettativa di raccontare una storia epica e c'e' spesso l'aspettativa che il background dei personaggi verra' abilmente inserito nella campagna con PNG ricorrenti, colpi di scena, reveals drammatici eccetera. Quello che voglio dire con questo lungo discorso e'che ci sono modi assolutamente legittimi di giocare a D&D dove la morte del personaggio non e' desiderabile. Perche', per esempio, il DM ha pensato ad una campagna fortemente incentrata sui personaggi, e avere quindi un personaggio che muore significa potenzialmente dover ripensare all'intera campagna o doverne cambiare parti intere in corso d'opera. Perche' il gruppo vuole giocare un gioco dove i personaggi sono supereroi fantasy e dunque la morte dovrebbe avvenire in occasioni drammaticamente appropriate (es non perche' il goblin anonimo x ti ha crittato in un incontro casuale; una morte eroica durante la last stand contro il cattivo per consentire agli innocenti di fuggire invece va bene). Tavolta la morte del personaggio non e' necessariamente un outcome interessante. Nell'articolo non c'e' nessuna analisi seria di questo fenomeno che in realta' e' molto complesso. Penso che l'articolo sia molto superficiale e molto miope quando riduci queste complessita' a un fenomeno semplicistico e black and white tipo "QUESTO e' il modo GIUSTO di giocare a D&D, se non lo giochi cosi' allora ti piace lo storytelling collaborativo tutto fuffa e niente sostanza". Ci sono gradazioni di grigio nel mezzo. Quello che traspare e' che ti piace un certo tipo di gioco (perfettamente lecito) e il resto del mondo e' appiattito in una dicotomia di quelli che giocano come te e quelli che giocano ad un esercizio di scrittura creativa senza mordente, che e' una stupidaggine. E' vero che nel tuo articolo scrivi "Entrambe le attività hanno dignità", ma non ne parli come di attivita' che hanno uguale dignita'. Personalmente avrei preferito una analisi meno superficiale e meno provocatoria sul significato della morte nel gioco, le implicazioni, e su come gestirla in vari contesti. E magari accennare anche a giochi diversi da D&D (o daggerheart) e come gestiscono la morte. Tra l'altro racconto sempre questo aneddoto, ma una delle mie esperienze di gioco preferite in assoluto e' stata una one shot di Cani nella Vigna ad una convention tipo 15 anni fa. Magari consideri Cani nella vigna un gioco di storytelling tutto fuffa e niente sostanza, senza mordente dove siccome i giocatori hanno un certo elemento di controllo sulla morte del proprio personaggio, allora non si muore mai. (io sicuramente prima di questa one shot lo snobbavo come gioco "narrativo" non di mio gusto). Alla fine della one shot il mio personaggio e' morto (scelsi io, consapevolmente, di metterne in pericolo la vita con le mie azioni) ed e' stata una dellesessioni con maggiore tensione che abbia mai vissuto.
  10. Il tono dei commenti in realta' va benissimo, il tono dell'articolo lo trovo un po' infiammatorio - mi sa un po', come dicevo, di opinioni da bar. E lo dico da uno che pure e' abbastanza orientato verso l'OSR! Sara' che forse invecchiando mi sono ammorbidito
  11. Ma questo articolo fa parte di una nuova rubrica "Chiacchiere da Bar"? Mi sembra di leggere le discussioni dei pensionati al club delle bocce, che tra un tiro e l'altro discutono di geopolitica internazionale credendosi di essere raffinati statisti quando in realta' sparano boiate una dietro l'altra
  12. Io sono medico: uno dei gruppi con cui gioco di ruolo e' composto esclusivamente da colleghi medici (eta' 30-40). Sto facendo una campagna investigativa di Call of Cthulhu (ambientata nel mondo reale, 1920-1930) da diversi mesi. Nessuno dei miei colleghi con cui gioco e' particolarmente 'geeky'/'nerd'/come lo vuoi chiamare: e' gente normale. Tutto e' iniziato quando, non mi ricordo come, e' venuto fuori che sono un Game Master, e nel corso di alcune settimane mi hanno approcciato sei persone diverse chiedendomi di mettere su un gruppo di D&D perche' erano curiosi e volevano giocare. Ho proposto vari giochi (per vari motivi non mi andava molto D&D) e hanno scelto Call of Cthulhu. All'inizio ero un po' scettico (nessuno di loro mi pareva il tipo) e invece mi sono ritrovato con un gruppo sorprendentemente affiatato: prendono appunti, stanno attenti, fanno roleplay, sono assidui (sorprendente data la natura del nostro lavoro) e quando saltiamo delle sessioni per troppo tempono mi chiedono quando si gioca la prossima volta. Non l'avrei mai detto. Finche' non chiedi non lo sai.
  13. Non ho letto i post precedenti, comunque mi dispiace per la tua frustrazione. Se D&D e' una cosa che proprio non interessa, non puoi farci niente - onestamente, e' meglio non giocare che giocare con qualcuno che lo fa controvoglia. Non so se e' un discorso di regole (troppo complesse?) o di setting (magari il fantasy non interessa?) o semplicemente se e' per scarso interesse per i giochi di ruolo in generale. Se e' per le prime due cose, ci sono altri giochi che magari puo' valer la pena di considerare (regole piu' leggere o setting non fantasy), se e' per lo scarso interesse puoi solo accettarlo. Dici che non conosci nessuno che possa essere interessato, ma magari puo' valer la pena chiedere in giro tra amici, colleghi o compagni di classe. Ora e' un buon momento vista l'uscita recente dell'ultima stagione di Stranger Things. Altrimenti, se c'e' un negozio di boardgames/comics nella tua zona potresti provare a reclutare li. E, se proprio sei motivato, c'e' l'opzione di giocare online. E' un po' diverso che giocare al tavolo ma non e' un'esperienza "inferiore", ha i suoi pro e contro ed e' il modo migliore per giocare se si e' motivati ma non si trovano giocatori. In ogni caso, se adesso sei frustrato, prenditi una pausa e magari rivaluta tra qualche settimana. In bocca al lupo!
  14. Guarda chiudo qui perche' questo tono da "eeeh signora mia, che si informi...! Vada su internet a cercare le fonti...!" non mi piace. Non sta a me cercare le fonti per le affermazioni che fai. Anche perche' l'articolo che hai citato non supporta quello che dici. Ti ripeto, non so che forum frequenti ma io questo atteggiamento negativo verso la 2024 online non l'ho visto eccetto che su forum italiani, ne' mi sembra giustificato. Figurati se poi mi interessa difendere la wotc (sono iscritto su questo forum dal 2015 e ho criticato la wotc e i suoi prodotti mediocri un sacco di volte, nonostate sia stato un early adopter della 5e) ne' mi interessa difendere la 2024 - non ci gioco e non ho in programma di giocare a 5e (2014/2024) una volta finita la mia campagna attuale. La 5e 2024 non mi piace particolarmente ne' la odio, semplicemente non vedo tutte queste differenze abissali rispetto alla 2014 e l'astio che vedo online nel contesto di certe community mi sembra sproporzionato e indice di aspettative verso D&D che sono irrealistiche. Chiudo qui.
  15. Magari hai ragione eh, ma mi puoi dare delle fonti che e' successo quello che dici, cioe' che la wotc ha alienato il pubblico? Perche' qualche mese fa la WotC diceva che il Player's Handbook della 2024 aveva venduto piu' copie nel primo mese dell'uscita di quante ne avesse vendute il PHB della 2014 in 2 anni. Similmente, la mia impressione leggendo vari forum online e' che l'accoglienza della 2024 tra il pubblico internazionale non sia stata magari trionfale, ma nel complesso positiva. L'impressione che ho e' di una ricezione modestamente positiva, senza grosso entusiasmo ne' grosse critiche. Solo nel pubblico italiano vedo persone che si stracciano le vesti e piangono che la 2024 e' un disastro - cosa che, come ho scritto fin dal post #1, mi sembra una reazione che fondamentalmente non capisco.

Account

Navigation

Cerca

Cerca

Configura le notifiche push del browser

Chrome (Android)
  1. Tocca l'icona del lucchetto accanto alla barra degli indirizzi.
  2. Tocca Autorizzazioni → Notifiche.
  3. Regola le tue preferenze.
Chrome (Desktop)
  1. Fai clic sull'icona del lucchetto nella barra degli indirizzi.
  2. Seleziona Impostazioni sito.
  3. Trova Notifiche e regola le tue preferenze.