Jump to content

The Stroy

Circolo degli Antichi
  • Content Count

    5,157
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    95

The Stroy last won the day on January 15

The Stroy had the most liked content!

Community Reputation

2,525 Dragone

About The Stroy

  • Rank
    Modd O)))
  • Birthday 12/22/1991

Profile Information

  • Gender
    Maschio
  • Location
    Giù nel cyberspazio
  • GdR preferiti
    D&D 5e, 13th Age, Cypher
  • Interessi
    Rimanere più bello di Nathaniel Joseph Stalin

Recent Profile Visitors

16,383 profile views
  1. È esattamente quello che dicevo io, difatti. Se tiri poi accetti il risultato, se hai già deciso qual è non tiri e basta.
  2. Prima o poi però si arriva a un punto in cui la decisione non è chiara. Se c'è un'imboscata come fai? Gygax tirava un d6, usi un metodo simile? Io, per capirci, uso le abilità proprio per disambiguare questi casi. Se una cosa è palese (come i buchi nel muro) i PG la vedono e basta. Se è nascosta (una porta segreta) non la vedono se non la cercano attivamente - e qua si può tirare, rischiando però di fallire, oppure procedere manualmente ottenendo magari un successo automatico. Se la cosa è nascosta ma non invisibile (come l'imboscata) si tira. Preferisco il tiro di abilità rispetto a uno secco perché dà più agency al giocatore: se per te è importante superare un certo tipo di prova, puoi prendere decisioni e spendere risorse che ti aiutino a farlo. Con il tiro secco non puoi. Quanto al quali informazioni dare, di solito uso un sistema per cui a seconda di quanto si avvicinano alla difficoltà o la superano, do 1, 2 o 3 informazioni. Ad esempio: ci sono dei buchi nel muro - vedete delle punte di freccia al loro interno - non vedete cavi o altro tesi nel corridoio. Poi sta ai giocatori fare deduzioni ("È una trappola") e approfondire manualmente ("Uso il palo per pestare le mattonelle e vedere se sono a pressione "). Di base anch'io ma, non giocando con regolamenti in cui un PG può avere +120 a Diplomazia al 3° livello e rompere il sistema, trovo che un po' di "ottimizzazione" sia un ottimo strumento. Insomma, un giocatore che vuole fare lo scout del gruppo e prende Expertise su Percezione (grossomodo il massimo che si può fare nei giochi che uso di solito) non è esattamente "bravo a buildare", però sta facendo qualcosa di utile: 1. Mi sta dicendo che vuole che il suo personaggio sia bravo a osservare (e posso tenerne conto ad esempio quando descrivo l'ambiente) e 2. Mi sta sgravando di parte del compito, visto che saranno i numeri stessi a renderlo un bravo osservatore, senza che debba pensarci io.
  3. Questa è una moda sul forum che non capisco. Se chiedi come fare X e qualcuno ti risponde di non farlo perché secondo lui o lei se fai Y funziona meglio, non è che non gli interessa o è maleducato: è che, dal suo punto di vista, stai cercando di piantare un chiodo con un cacciavite e lui o lei ha un martello. In questo stile di gioco il master dovrebbe essere un arbitro imparziale e basarsi molto sul fictional positioning. Se il giocatore ti descrive il PG che guarda il fumo della torcia per capire se ci sono spifferi, e la fiction ti dice che abbia senso ci siano, il PG li trova, perché il master non deve badare a cose come il ritmo della partita o la difficoltà. È anche uno stile che mette in secondo piano le capacità del PG rispetto all'astuzia del giocatore. Va da sé che può piacere o meno. A me non piace tirare molto ma nemmeno dare tutta la responsabilità ai giocatori, quindi uso una via di mezzo: se l'idea del giocatore non può fallire, non si tira nemmeno, altrimenti si tira, con tutti gli svantaggi del caso. Le abilità possono anche fare il contrario. Se per superare un dialogo o una trappola basta un tiro, quella cosa non è importante, perché di fatto non si sta giocando. Se servono ragionamento e buone idee, invece, c'è gameplay. Anche qui non c'è un giusto o sbagliato. Personalmente tendo a bypassare coi tiri gli ostacoli secondari e a dare più tempo per quelli importanti, anche in base all'approccio dei giocatori. Quando tiri il dado, questo *determina* il successo. L'intervento del master è a monte del tiro. Se hai già deciso che la prova di Raccogliere Informazioni fallirà, perché far tirare? In che modo è equo verso il giocatore che ci ha speso gradi e magari un paio di buff o talenti?
  4. Questo credo sia molto più colpa dei cookie e della discussione della settimana scorsa che della WotC.
  5. Mai successo. Certo, ogni tanto c'è bisogno di un po' di negoziazione, e il GM deve imparare a dire di sì un po' più spesso, ma questo vale per moltissime altre parti del gioco, e di solito si risolve in un'esperienza positiva di approfondimento del PG o dell'ambientazione. Il guadagno in flessibilità e (paradossalmente) precisione, poi, varrebbe alla grande il poco tempo speso anche se questo non avesse altri riscontri positivi. La clausola ovviamente è di non essere e non giocare con degli odiosi, ma anche questa varrebbe ugualmente pure senza questa HR.
  6. Gli aspetti di FATE sono facilissimi da importare e stanno 900 milioni di miglia sopra qualsiasi altro sistema di abilità abbia mai letto.
  7. Non ho tempo di fare uno screen decente, se non si legge ditelo e dopo da PC lo rifaccio bene.
  8. Nulla di tutto questo aiuta a sentirsi all'interno della narrazione, anzi, dà proprio la sensazione di star facendo un minigioco. Il che può essere un effetto desiderabile, eh, solo che non è immersivo per nulla, fosse anche solo per la frattura nella conversazione determinata dal doversi fermare e apparecchiare. Come dicevo sopra, 99 volte su 100 anche giocando con la griglia quei talenti e abilità sono del tutto trascurabili, almeno nella mia esperienza e in quella di quasi tutti quelli con cui ho parlato.
  9. Se la campagna è tattica e ci importa poco dell'immersione usiamo una mappa per il combattimento (usando un quaderno e miniature di altri giochi, che è gratis). Se ci interessa l'immersione invece evitiamo mappa e mini, visto che spezzano completamente il flusso del racconto e la sospensione dell'incredulità. In nessun caso comunque utilizziamo metri e quadretti: richiedono un sacco di conteggi che novantanove volte su cento sono irrilevanti.
  10. +1 I dettagli sono tanti, ma alla fine abbiamo gli elfi sono maestri di magia, i nani burberi, l'impero di maghi cattivi, l'altro impero caduto.. Nulla di nuovo, insomma, senza avere merito (come invece ce l'ha Tolkien) di averlo inventato da zero o quasi. Senza contare che (perlomeno in 3e) la coerenza interna era tutt'altro che solida a causa del potenziale dei PNG di alto livello, e che gli espedienti narrativi di bassa lega (Dei che intervengono ogni tre per due, PNG che muoiono e risorgono X volte) non fanno molto onore all'autore. Parlando di ambientazioni rette da un'idea, i FR sono "Qualsiasi altra ambientazione, ma con più materiale", che personalmente mi pare proprio la definizione di quantità sopra la qualità.
  11. Io ogni tot di anni mi rileggo il ciclo di Eragon. Ha delle idee originali o interessanti? No: tutti i singoli personaggi, luoghi ed eventi sono una collezione di cliché, non ce ne è mezzo che si salvi. Parla di cose importanti in modo maturo? No: il conflitto fra bene e male ha letteralmente una zona di grigio (pure quella cliché) e la storia d'amore è stata scritta da uno che palesemente non ha mai tenuto per mano una ragazza. È scritto con una buona tecnica o un linguaggio artistico? No: c'è una quantità pazzesca di infodump, di parole inventate che sono suoni a casaccio o copiati dal norvegese e un sacco di scene sono scritte male e basta. E allora perché lo rileggo? Perché, anche se è brutto, mi fa spegnere il cervello per una mezz'oretta prima di dormire, che in certi periodi è proprio quello che ci vuole. Insomma, perché la sua scarsa qualità è evidente, ma irrilevante. Dragonlance è uguale: a qualsiasi esame un minimo obiettivo è palese che è poco originale, che i personaggi e i temi sono delle semplicionate pazzesche e che i libri sono scritti da persone che si sono improvvisate al mestiere... Ma per un sacco di gente non è importante, magari perché è stato il primo approccio a un mondo (il GdR o il fantasy) o magari perché erano storie proprio come quelle che si giocavano con gli amici al tavolo, ma su un libro vero. Nemmeno io sono contento che il marchio WotC e uno slot di pubblicazione siano stati usati per Wildemount: non ho mai seguito Critical Role, i Vox Machina mi stanno sulle palle e in dodici anni ho trovato letteralmente tre ambientazioni ufficiali per D&D che mi siano mai piaciute, quindi per quanto mi riguarda è carta sprecata. Ma per un sacco di persone potrebbe essere un'occasione per creare nuove storie con gli amici al tavolo, come quelle di una serie vera. Oltre che naturalmente una bella mossa per il portafoglio di WotC. P.S. Negli anni '80 avevamo La spada di Shannara, oggi Il nome del vento. I gusti sono gusti, ma dipendono anche da quello che uno sceglie di leggere.
  12. Però chi non l'apprezza lo fa perché quelle cose non le trova iconiche, ma banali (Huma e la guerra dei draghi), edgy (Raistlin e qualsiasi cosa lo riguardi) o infantili (i kender o le tuniche cambiacolore). Senza dilungarci in una discussione su Dragonlance, la cui scarsa qualità è evidente ma irrilevante: come mai dici che Wildemount non ha idee dietro? Io l'ambientazione non la conosco: puoi spiegarmi in che modo è peggiore, in quanto ad assenza di idee, del generico polpettone di cliché stile Forgotten Realms o Golarion?
  13. Su Critical Role non mi esprimo, non avendolo visto né conoscendo l'ambientazione, ma se i PG sono come quelli di Adventure Time allora sono decisamente più originali, interessanti e profondi di quelli di Dragonlance.
  14. Io 'sta cosa proprio non la capisco. I FR sono immaginari, quindi non è che possano realmente "succedere" delle cose al loro interno. Cos'è che vieta di prendere i manuali di 2e/3e, dire ai giocatori "Giochiamo nei FR di questa edizione X" e usare quelli? Come tam neanche io sono un esperto, ma mi pare che i FR siano una delle ambientazioni più generiche possibili e che non richiedano regole particolari, tanto che sono il default di 5e. Se non servono regole apposta, cos'altro può mancare?
×
×
  • Create New...

Important Information

We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.