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Il Fiore del Deserto (TdG)
Separazione Umr'at-Tawil corre verso la Fossa di Urik. "Ehi! Non andare da solo! Vengo con te!" esclama Nahil, seguendolo a ruota, mettendosi Enkidu (che era ancora con Nahil) in tasca. Nella sua ricerca, purtroppo, Yunus non riesce a trovare nessuno. Duran, raccolto il materiale medico, vi ringrazia con un cenno del capo ed accetta ben volentieri l'aiuto di Yunus, dicendo: "Sì, te ne sarei grato, anche perché non sono propriamente un medico". Rimangono, quindi, Azrakar e Vash. "D'accordo, muoviamoci" afferma Ramek e Baranos ripone le pergamene con rammarico, avendo sperato fino all'ultimo di poter risolvere il problema. @MattoMatteo Umr'at-Tawil @Dmitrij Yunus @Landar @Ard Patrinell Azrakar, Vash
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Il Fiore del Deserto (TdG)
The Tempest Ramek e Baranos, come anche Tareq e Nahil, ascoltano attentamente ciò che avete da dire. Avete tutti messo sul tavolo delle buone idee, approcciando il problema da prospettive diverse: la preoccupazioni delle due guide è che la situazione sia così delicata che perfino delle buone idee potrebbero non bastare. Ramek risponde ad Azrakar: "La tua potrebbe essere l'unica soluzione valida se non riusciamo a trovare di meglio. Devo correggerti solo su una cosa: se è davvero una tempesta di Coriolis, come crediamo, è già troppo tardi per schivarla: è troppo grande. Possiamo però provare a schivare la sua zona interna. Non credo vi siano altre opzioni... a meno di abbandonare la carovana e correre fino allo sfinimento fisico. Ma mi sembra che nessuno sia d'accordo con tale opzione così estrema. Sicuramente io non lo sono". Baranos risponde invece ad Umr'at-Tawil: "Non esattamente. Il samtnama è solo uno strumento per misurare angoli, ma è agnostico: lo punti in una direzione e ti dice l'azimuth, null'altro. Semplificando, è una bussola graduata in cui sei tu a puntare l'ago. Sono i calcoli geometrici la fonte di tutto... se non fosse che i calcoli di mia conoscenza sono pensati per oggetti fermi, non per oggetti in moto". Quando Umr'at-Tawil dice di essere della zona, Baranos sembra vedere uno spiraglio di speranza. "Avere dei riferimenti potrebbe aiutarci, ma come farai a correggere l'errore prospettico? Su miglia e miglia di distanza, basta poco per prendere un abbaglio... è un rischio enorme. Provaci comunque, ma ragioniamo su alternative migliori". Nahil aggiunge, rammaricato: "Tawil, ho brutte notizie per te: la tempesta aveva già inghiottito metà del paesaggio quando sono corso a vederla. Non voglio infrangere le tue speranze, perché io sono il primo che sta cercando anche solo un filo a cui aggrapparsi, ma non voglio nemmeno illuderti". Umr'at-Tawil Alle parole di Yunus, Baranos fa un lunghissimo sospiro, muovendo la testa all'indietro, come se sperasse che nessuno pensasse ad una cosa del genere. "Il capo carovaniere è già infuriato... non sarà una persona in più a ribaltare la situazione. D'accordo, Yunus: cerca il miglior geometra nella carovana. Portalo qui, gli spiegherò tutto e gli farò vedere anche il samtnama" cede completamente. Yunus "Per il resto, hai ben parlato: il Dio delle Tempeste non lascia via di scampo. Siamo già oltre il punto di non ritorno per fuggirgli. Per questo anch'io, come Ramek, ero così agitato: ho capito che la carovana era spacciata. Se volete salvarvi la pelle, fatelo: non sarò io a giudicarvi". Poi Baranos guarda tutti voi e anche Tareq: "Chiedo scusa per prima... ero inalberato con me stesso quando ho realizzato che morirò per la mia testardaggine". Tareq annuisce, perdonandolo con uno sguardo. Interviene Ramek: "L'errore è stato anche mio: ho esitato per molto, troppo tempo. Ho ritardato nell'avvertirti del presentimento che avevo. Anch'io diffidavo della possibilità di una tempesta precoce" ammette. Il nano risponde, infine, a Vash: "L'acume mentale di uno Psion non è mai da sottovalutare" inizia, il volto a metà strada tra un ghigno e un sorriso cordiale. "Quello di cui parli si chiama diametro angolare, è un concetto che padroneggio: la dimensione apparente, in angolo, di un oggetto. Ha però un difetto: ci manca la distanza. La velocità si può stimare come spazio percorso diviso il tempo impiegato a percorrerlo. Spazio, non angolo. Il samtnama misura angoli. Ed è proprio da questo inghippo che non riesco ad uscirmene". Poi prende numerosi rotoli di pergamena ed inchiostro. "La carta non ci manca. L'inchiostro nemmeno. Ringraziate lo scriba a cui l'ho... presa in prestito. Non avrà da ridire, parola mia" e fa una smorfia sarcastica. Angular Diameter Baranos inizia a disegnare. "Questo è lo schema geometrico del diametro angolare, applicabile quando congeliamo lo scenario. Il samtnama consente di misurare l'angolo che racchiude il cerchio" ed indica l'angolo sotteso dal punto in cui giace la carovana. "La geometria ci può aiutare a calcolare il raggio del cerchio, a patto di conoscerne non solo la dimensione angolare, ma anche la distanza". Poi si blocca, grattandosi la testa. Sospira, cambiando tono. "Essere così vicino alla soluzione e al tempo stesso così lontano mi fa sentire malissimo. Dannata tempesta! Forse dovremo arrenderci... eppure, non mi dispiacerebbe essere la prima guida ad aver misurato il mostro che l'ha divorato". "Sai, Baranos, non saresti la prima guida a tentare questa impresa. A Raam giravano voci che altri vi avessero provato, in passato" aggiunge. "E...?" chiede Nahil, esitando timidamente. "E nessuno li ha più visti, per questo sono rimaste voci. Il Dio delle Tempeste non perdona". "E invece forse sì" arriva Duran, con il volto stranamente speranzoso. "Ho fatto le mie verifiche: il mezzo-drago ha un Marchio della Tempesta. Il Dio delle Tempeste l'ha perdonato! E c'è perfino un'altra buona notizia: anche se molto lentamente, si sta riprendendo. Ora le cattive notizie: mi serve materiale medico. Prima che il Dio della Morte cambi idea". Tutti
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Alla ricerca di un rifugio Cercate con lo sguardo un rifugio nei paraggi. Sfortunatamente, il paesaggio circostante è fatto da dune sabbiose e rocce brulle. La Fossa di Urik (nonostante pulluli di bestie feroci) sarebbe una soluzione valida per ripararsi da una tempesta (grazie alle sue innumerevoli caverne), se non fosse che la tempesta viene proprio da lì. Nonostante tutto, Azrakar riesce ad individuare qualcosa di passabile per un rifugio: un altopiano roccioso. Situato a Nord-Ovest, è raggiungibile deviando verso Urik (che è una deviazione importante), ma non è esente da problemi: è un po' lontano ed è proprio nella direzione da cui proviene la tempesta. Raggiungerlo prima che sia inghiottito dalla tempesta non è impossibile, ma tutt'altro che scontato. The Tempest Baranos guarda con occhi sgranati Yunus: "Cos'hai detto?!" chiede retoricamente. "Non è possibile! Le tempeste di Coriolis avvengono nel mese di Koriash, lo sanno anche le pietre!" si lamenta. "Una tempesta precoce...?!" il nano si porta una mano alla fronte, agitatissimo e nervoso. Le parole degli altri gli entrano da un orecchio e gli escono dall'altro. "Baranos, pensaci: ha superato il dislivello della Fossa di Urik senza vento a favore. Le dimensioni sembrano compatibili. C'è solo un elemento contrario, ovvero il mese, che ha fatto dubitare molto anche me, ma tutti gli altri indizi portano a..." inizia Ramek, ma Baranos alza la mano, interrompendolo. "Hai detto bene, Ramek: indizi. Non basta. Può essere qualcosa che mi sta sfuggendo, ma prima di pronunciare quel nome ad alta voce devo avere prove più solide della roccia. Non stiamo parlando di una semplice deviazione: stiamo parlando di riscrivere il tragitto per salvarci la pelle. Verosimilmente sacrificando anche diversi carichi per alleggerirci. Questa carovana non farà un singolo passo senza una prova concreta che sia come dite" proferisce. Tareq sembra preoccupato dalla testardaggine di Baranos; purtroppo, però, ha le mani legate. Guarda verso Vash, annuisce in segno di approvazione, ma poi guarda nuovamente verso i carovanieri in lontananza. "Cos'hai intenzione di fare, allora? Proseguire?" incalza Ramek. "No. Se è davvero una tempesta di Coriolis, il paesaggio circostante sarà riscritto... e noi con esso. C'è una cosa che possiamo fare: misurare le dimensioni della tempesta" asserisce. "Come?" chiede Ramek. Il nano sospira. "Non avreste dovuto saperlo, ma questa carovana trasporta un carico estremamente prezioso... un oggetto metallico di proprietà del capo carovaniere, che voleva venderlo al Visir di Raam in persona: un samtnama" rivela Baranos. Ramek rimane folgorato dalla sorpresa. "Mi aspettavo questa tua reazione. Gli esemplari esistenti si contano sulla punta delle dita. Di una mano sola". "Potreste cortesemente essere chiari anche per noi profani? In breve, dato che c'è una tempesta in arrivo" interviene Duran. Ramek, ripresosi con qualche colpo di tosse, prende parola: "Si tratta di uno strumento in grado di misurare con precisione un angolo sul piano orizzontale, ovvero l'azimuth..." "E come ci aiuterebbe?" "So che esistono metodi, di cui ignoro i dettagli, per misurare le dimensioni di un oggetto a partire da distanza e dimensione angolare" spiega il Viandante del Deserto. "E abbiamo davvero il tempo di farlo?!" insiste Duran, agitato. Ramek abbassa lo sguardo: "No..." "Non c'è scelta!" sbotta Baranos. "Guardatevi attorno, non c'è nemmeno l'ombra di un rifugio! Se è davvero una tempesta di Coriolis, il nostro destino è già segnato!" "Quindi ci dai già tutti per morti?! E tu saresti una guida esperta?!" Duran e Baranos sono ad un passo l'uno dall'altro, pronti a menarsi. Ma, prima che scoppi una rissa, la lama metallica di una scimitarra si frappone tra i due, all'altezza del collo. "Calmatevi" asserisce Tareq, che ha estratto celermente l'arma, senza emettere alcun rumore. Nahil, che aveva già una mano sul pugnale, si rilassa. Duran e Baranos fanno entrambi un passo indietro. Il capitano, riposta l'arma, guarda Ramek, che intuisce che ora tocca a lui parlare: "... è come dice Baranos. Verso Urik c'è un altopiano roccioso, un rifugio. Potremmo raggiungerlo correndo a perdifiato, ma la tempesta sembra muoversi proprio in quella direzione. Forse noi ci salveremo, ma il resto della carovana non è così veloce. Se sapranno di essere spacciati, scoppierà il panico e sarà perfino peggio. C'è però un altro modo... anche se molto rischioso..." e tutti gli sguardi si concentrano su Ramek, che ha lo sguardo fisso verso il basso. "Una tempesta di Coriolis, al suo interno, è divisa in zone, o almeno così ho sentito raccontare. Non so quante siano, ma si dice che la zona più interna sia la più letale. Se riusciamo a muoverci in modo da rimanere solo nella fascia più esterna, possiamo attraversare la tempesta come se stessimo attraversando un haboob, quindi con danni gestibili" spiega l'alternativa ed è chiaro a tutti perché è rischiosa. "Se non puoi schivare il mostro, gli cammini accanto senza finire nelle sue fauci... non mi sembra una cattiva idea" commenta Duran. Ma Ramek interviene. "Per attuarla, però, serve avere un'idea precisa di come si stia muovendo la tempesta. Serve sapere il suo raggio, la sua velocità e la direzione angolare del suo moto. Di norma, è impossibile. Ma con un samtnama..." e guarda verso il nano. Quest'ultimo sorride, come per dire "visto che avevo ragione?", per poi rivolgersi a tutti voi: "Per me è deciso: misureremo la tempesta. Due piccioni con una fava. C'è solo un problema" dice Baranos. "So come usare il samtnama e ho anche le tavolette con le tabelle numeriche per facilitare i calcoli. Ma le tabelle richiedono di conoscere la distanza... che di solito si misura per oggetti fermi. Non conosco tecniche per oggetti in movimento". "E se ignorassimo tutto e andassimo all'altopiano verso Urik? Chi corre veloce si potrebbe salvare" chiede, senza rivolgersi a nessuno nello specifico, Nahil. "Significherebbe abbandonare donne, bambini, e il mezzo-drago ferito... a proposito, come diceva Azrakar, se il mezzo-drago voleva avvisarci della tempesta... e se ci è anche finito dentro... forse sa com'è fatta dall'interno" deduce Duran. "Sì... sarà fondamentale per dopo... per le zone... ma affrontiamo un problema per volta" aggiunge Ramek. Tareq fa un lungo sospiro, pieno di sofferenza interna e scelte difficili. Guarda verso la tempesta, cercando di capire, a occhio, se sia ancora abbastanza lontana. La vede all'orizzonte, come un muro che si sta alzando lentamente. Sta ancora scavalcando la Fossa di Urik. Potrebbe ordinare alla sua squadra di correre, abbandonando la carovana e il mezzo-drago ferito, perdendo cibo, acqua, armi ed altre risorse utili, nonché il loro lasciapassare perfetto per entrare a Raam, avendo però un buon margine di salvezza. Paradossalmente, sarebbe la scelta più facile, quantomeno a breve termine. Ma non sempre ciò che sembra buono nel breve termine lo è anche nel lungo. "Facciamo un tentativo. Solo uno". Poi si volta verso Baranos. "Il samtnama. Subito" ordina, freddamente. Carico Pregiato Baranos obbedisce all'istante: non osa mettere in discussione l'ordine di un uomo come Tareq. Il nano corre verso il capo carovaniere. Ramek e Nahil vanno con lui. Vedete, da lontano, il capo carovaniere inalberarsi, ma Nahil sembra riuscire a calmarlo all'istante. "Io continuo a curare il mezzo-drago. Voi andate" dice Duran, prendendosi come assistente solo Karak. Arrivate da Baranos, che ha già aperto una grande cassa rinforzata, con sommo dispiacere del capo carovaniere. Vedete il dispostivo, il samtnama, anche noto come teodolite azimutale, al suo interno. La quantità di metallo presente è impressionante: da sola, varrebbe una fortuna. Il dispositivo è formato da un cannocchiale fissato ad un cerchio orizzontale. Il cerchio orizzontale è graduato, con una tacca ogni mezzo grado. Il cannocchiale è montato in modo che possa ruotare solo sul piano orizzontale e, come ruota, così un indice si sposta sul cerchio, indicando l'angolo al quale si sta puntando. Tutto il dispositivo poggia su una base solida e ha poi tutta una serie di accorgimenti meccanici per stabilizzarlo ed aumentarne la precisione. Non avete dubbi: è un capolavoro ingegneristico. "Ho anche varie clessidre e venti corde da cento metri ciascuna. Insomma, possiamo misurare tempi e distanze. Se vi serve sapere dov'è il Nord, so indicarvelo con precisione" aggiunge Baranos, prendendo materiale dal suo equipaggiamento e mettendolo a vostra disposizione. Poi, stende una pergamena sul cammello ed inizia a disegnare. Tutti "Tutte le tempeste, viste dall'alto, sono approssimativamente dei cerchi... o delle spirali... insomma, non importa la forma precisa..." e disegna un cerchio, aggiungendo gli assi cardinali come riferimento. "Noi siamo qui" mette un punto sulla mappa. "E dobbiamo misurare... beh, tutto". "Raggio della tempesta e distanza" esplicita Ramek. "Già, proprio come dice orecchie a punta. Problema: la tempesta si muove" e disegna una freccia. "Non sappiamo di quanto e non sappiamo quest'angolo" ed indica l'angolo appena disegnato. "Ed è qui che le mie conoscenze si fermano". Poi prende delle tavolette, piene zeppe di numeri. "Se avete calcoli da fare, queste sono oro" conclude. L'impresa da compiere era molto difficile, ma si prospettava come qualcosa che, se ci fossero riusciti, sarebbe stato un evento indimenticabile: sopravvivere ad una tempesta di Coriolis, ovvero lo spirito supremo, il "dio" delle tempeste (così lo chiamava la tradizione più antica), non con la magia o con la forza, ma con l'ingegno. Affrontare un mostro in grado di cancellare dalle mappe oasi e villaggi con strumenti di misura e calcoli geometrici: alcuni direbbero follia, altri ne riconoscerebbero la genialità. Oppure, in alternativa, correre. Verso l'unico riparo raggiungibile. Lasciando le quasi cento anime della carovana, e le sue risorse, a se stesse. Una scelta dettata dall'istinto di sopravvivenza, con le sue conseguenze. Tutti
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@MattoMatteo Ok. Come sempre, nessun problema.
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Il Fiore del Deserto (TdG)
I movimenti di Yunus vi sembrano quelli di una persona che sta cercando di mettersi in ascolto con il Deserto stesso. @Dmitrij Yunus Ramek ascolta le parole di Azrakar e annuisce, rimanendo in perfetto silenzio. "Non credo sia opera dei Re-Stregoni" commenta Baranos, rispondendo ad Umr'at-Tawil. @Landar Azrakar Tutti restano quindi in attesa del verdetto di Yunus. Tutti
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Il Fiore del Deserto (TdG)
@Dmitrij Yunus La Tempesta nella Fossa Nella notte nel deserto, riprendete la marcia. Passano diversi minuti, che si accumulano sotto i vostri passi. Ramek continua a guardare verso la Fossa di Urik: ad ogni minuto che passa, sembra che qualcosa in lui stia lentamente cambiando, come se non fosse più sicuro delle sue parole precedenti. Ad ogni minuto, la gigantesca massa di polveri, dapprima a malapena visibile all'orizzonte, diventa man mano sempre più vicina, in rotta di collissione con la carovana. Rimal è il mese delle polveri: tutti coloro che hanno viaggiato abbastanza a lungo nel deserto sanno bene quanto siano frequenti, in quel periodo dell'anno, le tempeste di polveri, perfino di dimensioni enormi. Dopo circa un'ora, uno scout al soldo dei mercanti, un nano più alto della media della sua specie, si avvicina a tutti voi e si presenta: "Baranos, guida della carovana. Ho sentito le voci. Non c'è da temere: la tempesta nella fossa non è un haboob". Ramek fa un lungo sospiro. Il nano prende della sabbia e la lascia scorrere al vento. I granelli non cadono lontano. "Il vento sta diminuendo. Le polveri rallentano" aggiunge, guardandovi. Ramek abbassa lo sguardo: "Però è bella grande..." inizia, anche se con tono incerto. "Grande o piccola, senza vento, morirà nella fossa". Il nano fa per andarsene, ma, prima di riunirsi ai mercanti, si volta per asserire: "Tra mezz'ora sapremo se avevo ragione". Duran guarda verso Ramek, ma quest'ultimo non dice nulla e tace. Continuate a marciare. Su una cosa non c'è dubbio: il vento è sempre meno intenso, oramai è solo una brezza notturna. Le polveri nella Fossa di Urik si sono avvicinate moltissimo: appaiono distintamente come un immenso muro color sabbia, così vasto da non poterne scorgere il confine. Ma perfino per chi non ha le conoscenze specifiche di un Viandante del Deserto, non vi è dubbio su una cosa: questo fenomeno atmosferico non ha nulla a che fare con il vento, violento e sferzante, dell'altro giorno. "Allora?" chiede a Ramek, con un leggero tono di sfida. "Non è un haboob. Avevi ragione" ammette Ramek. Il nano grugnisce. "La carovana andrà avanti senza pause. Siamo già in ritardo sulla tabella di marcia" e va via. Dall'inizio del viaggio, è la prima volta che vedete Ramek così: capo chino, sguardo sconfitto, pugni stretti. Tareq posa una mano sulla spalla della vostra guida. Ramek lo guarda. "Il mio intuito sembrava dirmi che..." ma non finisce la frase. Scuote il capo. "No. Ho solo sbagliato". Tareq gli dà una gentile pacca sulla spalla. "Suvvia, non è morto nessuno. E poi meglio così, no?" sdrammatizza Duran, tenendo d'occhio il mezzo-drago. Nahil dice: "Continuate, io torno fra poco!" e corre verso il confine della Fossa di Urik. Continuate a marciare. Dopo una trentina di minuti, Nahil è di ritorno, con un po' di fiatone, dato che ha corso velocemente: "Ramek..." lo chiama il giovane, "... oltre che grande, è anche bella alta... lenta, sì, ma non si è fermata..." Ramek si ferma d'improvviso. Prende della sabbia, che gli scorre tra le dita, cadendo quasi in verticale. "Alta? E non si è fermata?" parla a bassa voce. "Quanto alta?" chiede. "Hmm... non saprei... più del doppio delle torri del caravanserraglio..." risponde Nahil. Ramek si porta una mano alla bocca, ma lo sentite comunque pensare ad alta voce: "Non è un haboob. Ma ha scavalcato la fossa, senza vento...". Ora è preoccupato. Seriamente. "Capitano!" esclama. "Penso sia meglio prendere riparo. Avviso subito Baranos" e si dirige verso la "testa" della carovana. Ma Baranos non crede a Ramek: pensa che sia un altro suo errore. Dopo una discussione accesa, si giunge al seguente compromesso, espresso dal nano: "Faremo così: chiederemo un terzo parere. Ma non da gente che ha viaggiato a lungo con te, non sarebbe un parere indipendente, né da gente che ha viaggiato a lungo con me, per lo stesso motivo. Alle retrovie della carovana si è da poco unito un viaggiatore, che sembra sapere il fatto suo. Sentiamo cos'ha da dire". Ramek chiede a tutti voi di accompagnarlo, in qualità di testimoni. Tareq annuisce. Il Terzo Parere Arrivate nelle retrovie della carovana, dove trovate un uomo che, appunto, non era presente all'inizio del viaggio. L'uomo indossa le classiche vesti del deserto, ma conferisce a pelle la sensazione di qualcuno che ha viaggiato molto e a lungo, qualcuno che ha una conoscenza delle vaste distese di sabbia superiore al comune. Baranos si presenta al viaggiatore: "Baranos, guida della carovana" e lo stesso fa il Viandante del Deserto: "Ramek, sono anch'io una guida. Faccio parte del gruppo a protezione della carovana" ed indica i suoi compagni, tra cui c'è anche Tareq. Poi, gli viene brevemente spiegata la situazione sulla tempesta nella Fossa di Urik. "Dunque, siccome anche tu sembri avere esperienza da guida, qual è il tuo parere?" chiede il nano, rivolgendosi direttamente a Yunus Emre, il nuovo arrivato tra i viaggiatori parte della carovana e che ora ha già gli occhi di due guide puntati addosso e una questione spinosa tra le mani. Tutti
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Topic di Servizio (PbF su Athas)
Confermo, infatti non era chiaro neanche a me quel passaggio.
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Nahil risponde dapprima al monaco, di cui ha ascoltato con attenzione il racconto personale. "Quindi, in sintesi, la tua risposta è: dipende dalle circostanze" sintetizza Nahil. "Mentre la tua risposta, se ho ben capito, è il pragmatismo" dice il Pugnale del Deserto, rivolto a Vash. "Per la tua domanda, Vash, non ho dubbi: berrei io l'acqua. Se necessario, ucciderei Enkidu per mangiarne le carni" risponde. "E sono convinto che Enkidu sarebbe d'accordo" aggiunge, accarezzando l'animaletto. Azrakar, invece, va dal viandante: non c'è bisogno di essere medici per capire che è ridotto male. "Sei arrivato al momento giusto. Aiutami a cambiargli le bende" dice Duran. Mentre lo aiuti, osservi da vicino le ferite del mezzo-drago. @Landar Azrakar Carovana: Ripresa del viaggio La carovana riprende il viaggio verso Raam, incurante di chi è in grado di seguirla e di chi, invece, rimarrà indietro. Come soluzione provvisoria, Duran lega il mezzo-drago ad un cammello, in cui un po' di spazio si è liberato durante la sosta, in cui avete consumato un po' di cibo e acqua. Tuttavia, il viandante è pesante e il cammello non riuscirà a sopportare quel carico molto a lungo; inoltre, nonostante le fasciature ben fatte, il movimento del cammello non è ottimale per evitare la riapertura delle ferite. Per le prossime ore andrà bene, ma dopo bisognerà trovare un'alternativa. Marciate nella notte nel deserto, con il mezzo-drago che rimane svenuto, ma in vita, in groppa al cammello. Dopo circa tre ore di marcia, Ramek vi richiama. "Ho delle notizie" annuncia, per poi prendere una mappa grossolana della zona. "Noi siamo qui" indica un punto sulla mappa. "In direzione Ovest-Nord-Ovest, ho avvistato un fronte di polveri" asserisce. "Sono nella Fossa di Urik, la grande depressione controllata dall'omonima città" aggiunge. "La Fossa di Urik è nota per essere un luogo ostile, eccetto nei pressi del grande bacino idrico da cui attinge acqua la città. Anche avvicinarvisi è sconsigliato, data la presenza di bestie feroci" commenta Duran. Il Viandante del Deserto annuisce. "Quindi? Tempesta in arrivo?" chiede Nahil. "Sì, ma non ritengo sia un grosso problema, in quanto nemmeno un haboob può scavalcare la barriera naturale data dal dislivello della Fossa di Urik. Per essere precisi, vi riesce in parte, ma ciò che sopravvive è gestibile. La nostra carovana è equipaggiata per viaggiare attraverso tempeste di intensità bassa o moderata" replica Ramek. "Per farla breve, dovremo marciare nella polvere. Filtri sprecati" dice il Pugnale del Deserto, seccato. "Cosa ne pensano i mercanti?" domanda Duran. "Non hanno intenzione di effettuare alcuna deviazione, né di cercare riparo. Già si sentono rallentati dal "peso morto"... delle polveri nella Fossa non li preoccupano" conclude Ramek. Tareq fa un lungo sospiro: l'atteggiamento rigido dei mercanti è forse la notizia peggiore. "Solo per curiosità... e se invece la tempesta ci travolgesse con piena forza..." inizia Nahil. "Senza ridursi di intensità scontrandosi con la barriera naturale della Fossa di Urik? Mi sembra uno scenario inverosimile per un haboob. Ad ogni modo, sarebbe un bel problema. Il fronte è immenso, immagina un lunghissimo muro di polvere che ti viene addosso, più veloce di quanto tu possa mai correre. Non possiamo schivarlo. Abbiamo tempo per cercare riparo, sarebbe la soluzione migliore, ma nemmeno quella sta bene ai mercanti". Tutti
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Breve dialogo con i mercanti Le voci del "peso morto" nella carovana corrono veloci. Uscito dalla tenda dei ribelli, Azrakar dialoga con i mercanti. Parla poco, ma le sue parole sono incisive. I mercanti a cui fanno capo tutti gli altri della carovana si riuniscono tra loro e il loro responso arriva veloce e deciso: "Le risorse della carovana sono ad uso esclusivo dei suoi membri, di cui il viandante non fa parte. La carovana non donerà alcuna risorsa per il viandante, ma siete liberi di usare le vostre. Fintanto che non rallenterete il passo, non vi sono obiezioni". Decisione collettiva Quando Azrakar rientra nella tenda, è tempo di prendere una decisione collettiva. Tareq soppesa i pro e i contro di tutto ciò che è emerso e le opinioni di ciascuno di voi. "Continuiamo a curarlo. A nostre spese" annuncia il capitano. Nahil condivide pienamente la decisione di Tareq e, per una volta, Duran è perfettamente d'accordo. "Vash, vorrei chiederti una cosa" dice Nahil. "Per te salvare la vita di una persona è una scelta condivisibile solo se vi è un ritorno di qualche tipo? Ad esempio, se al posto del mezzo-drago avessimo trovato una figura chiave della Ribellione, come la Fenice Nera, avresti scelto di salvarlo?" chiede Nahil. "Non lo dico per andare a sindacare sulla tua scelta, ma per capire quali sono i tuoi metri di giudizio". "Questa domanda mi sembra un po' personale, Nahil", interviene Ramek, "ma sono curioso di sentire la risposta. Credo si possa sempre imparare qualcosa dallo scambio di opinioni". "Puoi rispondere anche tu Ramek. Tutti possono" aggiunge Nahil. "Intanto che parlate, passatemi dell'acqua" dice, in tono estremamente pragmatico, Duran, mentre continua a prendersi cura del viandante. Tutti
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@MattoMatteo Umr'at-Tawil Read Thoughts Vash prova a leggere i pensieri superficiali dello sconosciuto: trova una mente stremata in cui dominano il dolore e lo sfinimento, assieme alla terribile sensazione che, forse, non sopravviverà a questa notte. Lo sconosciuto non oppone alcuna resistenza alla lettura dei suoi pensieri. @Ard Patrinell Vash Tracce nella Sabbia Una brezza soffia nella notte del deserto. Umr'at-Tawil, arrivato sul posto, cerca eventuali tracce nella sabbia. Nonostante l'oscurità, riesce a trovare alcune impronte, che però si attenuano man mano che avanza; dopo poche centinaia di metri, scompaiono completamente. La tratta segnata dalle impronte è un po' corta per stabilire in modo affidabile la direzione. Ramek si avvicina al monaco e si piega sul terreno per osservare più da vicino le impronte. "Hai avuto un'ottima idea, ma l'haboob di ieri ha cancellato tutte le tracce" asserisce il Viandante del Deserto. The Half-Dragon Wayfarer Duran estrae una lama metallica (molto affilata) e taglia sia il thawb sia il qamīṣ del mezzo-drago, esponendone la pelle nuda. Dopodiché, emette un grugnito, notando che c'è talmente tanto sangue da coprire le ferite, situate sui fianchi. Con senso di urgenza crescente, prende delle garze e tampona con veemenza l'emorragia. "Tenete bloccato qui!" esclama la Giara del Deserto, senza alcuna cerimonia. Tareq si prodiga immediatamente. Contemporaneamente, Duran prende delle bende e fascia il mezzo-drago, stringendolo saldamente; dopodiché, mette una mano sulla sua fronte, notando che è molto calda. "Ha la febbre. Se lo lasciamo qui, morirà" sentenzia, in tono brusco. Tareq sospira: deve nuovamente compiere una scelta dalle spiacevoli conseguenze. Portare un estraneo nella carovana, convincere i mercanti ad accoglierlo e persuaderli che valga la pena provare a curarlo, dargli da bere e da mangiare, sperando che le cure funzionino... oppure abbandonarlo al suo destino, lasciando che il Deserto decida per lui. "Lo portiamo con noi" proferisce, facendo cenno a tutti i ribelli presenti. "Cercate di non muoverlo troppo!" afferma Duran, afferrandolo. Lo trasportate all'accampamento, per poi distenderlo su un tappeto all'interno di una tenda. Il viandante è sul punto di svenire, ma sembra avere ancora un minimo di coscienza. Duran, dato che il viandante è disidratato, riesce a farlo bere prima che perda i sensi. Poi interviene Ramek: "Capitano... i mercanti ci hanno visto trasportarlo e stanno già iniziando a farsi domande... parlano di peso morto... e non potevo controbattere". Tareq sospira. Guarda Duran. "Può guarire?" gli chiede. "È in pessime condizioni, ma è pur sempre un mezzo-drago" replica l'alchimista, mentre imbeve un panno in dell'acqua, per poi metterglielo sulla fronte. "Se muore, diranno che abbiamo sprecato acqua" dice Nahil, appena arrivato, giocherellando con il suo pugnale sul ciglio dell'ingresso alla tenda. "Quindi dobbiamo farlo sopravvivere" aggiunge, chiarando la sua posizione. "Finora abbiamo usato solo le nostre risorse. Ma a breve dovremo ripartire. E lì la situazione cambierà, perché diventerà un problema dell'intera carovana" dice Ramek. Il capitano vi guarda e il suo sguardo non ha bisogno di ulteriori spiegazioni: vuole sentire le vostre voci. Tutti
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Il viaggio notturno della carovana procede a passo regolare. Vista dall'alto, la carovana appare come un fiume di persone che solcano un mare di sabbia: ciascuno è un granello, ma tutti scorrono nella stessa direzione. Marciate per diverse ore, durante le quali vedete il cielo inscurirsi e la luna principale (Ral) sorgere. Anche questa volta è in fase gibbosa calante e di colore ocra, anche se un po' meno intenso rispetto al giorno prima. Ramek, in avanscoperta, non vede alcun pericolo all'orizzonte, quindi proseguite. Durante la marcia, Nahil passa il tempo giocando con Enkidu, dandogli i datteri da mangiare ed accarezzandolo. @MattoMatteo Umr'at-Tawil Anno dei Re 374 - Hassan, 19° giorno di Rimal Arriva mezzanotte. Avete viaggiato per più di quattro ore, senza sosta. La carovana si ferma per bere e mangiare. Ciascuno di voi avrebbe potuto continuare a marciare senza troppi inconvenienti, ma la carovana ha i suoi tempi. Vi sedete, rifocillandovi assieme. Umr'at-Tawil e Nahil si separano da voi, mettendosi in un luogo appartato. @MattoMatteo Umr'at-Tawil Ramek si allontana, richiamato da un mercante della carovana. Poco dopo, ritorna correndo da voi: "Hanno trovato un viaggiatore nella sabbia, è semi-cosciente e sembra tutt'altro che in salute". Duran si alza in piedi, prendendo il suo equipaggiamento. Tareq vi guarda: "Azrakar. Vash. Con me". Ramek, Duran, Tareq e le altre due Ali del Deserto vanno nel punto in cui è stato ritrovato lo sconosciuto. "Vash, stabilisci un contatto telepatico e leggi i suoi pensieri superficiali, ma senza scavare a fondo. Azrakar, preparati a colpirlo al primo atto ostile, ma senza ucciderlo" Tareq vi fornisce le sue indicazioni. La strategia del capitano è chiara: cautela, ma senza eccessi. Il viandante sconosciuto In una conca tra due dune, vedete un corpo di forma umana disteso per terra, a pancia in giù, schiacciato sulla sabbia. Le vesti del viandante sono identiche alle vostre: la classica Desert outfit, la più comune al mondo. Quando vi avvicinate, notate che le sue vesti sono strappate in più punti e che, in corrispondenza degli strappi, c'è del sangue sulle sue vesti interne: è ferito. Vi disponete attorno a lui, osservando il suo fisico possente, segno di allenamento intenso. Duran si avvicina più di tutti, in quanto deve curarlo. Con molta cautela, lo ruota lentamente. Si tratta di un mezzo-drago, maschio. Ha metà del volto orribilmente sfregiata. Respira a malapena. Lo sconosciuto emette dei suoni spezzati. "Non parlare!" lo ammonisce Duran, aprendo la sua valigetta medica. Non avete mai visto Duran così serio: sembra quasi un'altra persona. Ma la preoccupazione nel suo linguaggio del corpo non lascia dubbi: lo sconosciuto è al confine tra la vita e la morte. Ramek stringe i pugni: questo era proprio il genere di imprevisto che nessuno si aspettava e che avrebbe potuto alterare le sorti della carovana. E temeva fortemente che non sarebbe stato l'unico. @Landar Azrakar Tutti
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Topic di Servizio (PbF su Athas)
@MattoMatteo Ciao, grazie per l'avviso, e figurati, non ti preoccupare assolutamente, prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno.
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Il Fiore del Deserto (TdG)
Vi ritirate nelle vostre rispettive stanze e riposate a lungo, recuperando le forze. Tutti Caravanserraglio: Sala da Pranzo Dopo esservi preparati, andate nella sala da pranzo, dove vi ricongiungete con tutto il gruppo. Imaad vi ha fatto preparare una cena frugale ma nutriente. Mangiate e bevete senza fretta. "Partiremo tra poco. I cammelli sono già pronti" annuncia Ramek dopo aver finito di cenare, per poi distribuire una decina di maschere filtranti ciascuno. Quando finite tutti di cenare, Tareq si alza in piedi e fa cenno di essere seguito. Il capitano va dal vecchio mercante, che lascia subito le sue faccende. Tareq gli stringe la mano e posa l'altra sua mano sulla sua spalla, in un gesto cordiale, fraterno. È tempo di lasciare il caravanserraglio: ognuno di voi, a suo modo, saluta Imaad, che vi ringrazia di cuore, per poi augurarvi: "Che l'acqua scorra a fiumi sul vostro sentiero!". Caravanserraglio: Piazzale Il sole sta iniziando a tramontare. Nel piazzale centrale, c'è molto fermento: è arrivata una grande carovana mercantile, la stessa a cui vi unirete per proseguire il viaggio verso Raam. Caricate acqua e cibo di scorta sui cammelli, assieme ai vostri bagagli più pesanti, tenendo con voi soltanto l'equipaggiamento essenziale (armi incluse). Ramek va a parlare con un gruppo di mercanti, per poi tornare da voi, distribuendovi dell'acqua. "Prima della partenza, ultime note. Da qui fino a Raam, saremo le guardie dei mercanti con cui ho appena parlato: noi offriamo protezione, loro ripagano con acqua e cammelli. Sanno già che siamo ribelli e questo scambio di favori era già stato concordato in anticipo" spiega Ramek, riferendosi all'acqua che avete appena ricevuto e ai cammelli che portano le vostre scorte. "Da qui in poi, il percorso è più arduo: non vi sono altri caravanserragli. Ma, grazie alla carovana, cibo ed acqua dovrebbero essere sufficienti, se ben razionati" finisce la spiegazione. "Sto aspettando il punto critico" dice Duran. "Gli imprevisti, come le tempeste di sabbia" risponde Ramek. "Da che ho memoria, non esiste carovana senza incidenti. Il vero fattore è la resilienza". Partenza Il sole tramonta. La carovana è partita. Tareq vi fa cenno di mettervi in marcia e, sempre senza parlare, comincia a muoversi. Alla Porta Nord del caravanserraglio, vi attende Sargon, per un ultimo saluto. "Siamo stati compagni per poco tempo, ma mi ricorderò di voi e di tutto ciò che avete fatto per me. Grazie... e che il Deserto sia clemente" asserisce il mago. "Nahil... puoi venire un attimo?" lo richiama. Nahil annuisce e lo segue. Sargon e Nahil si appartano in un punto lontano da occhi indiscreti. Quando tornano, vedete che Sargon si è messo in tasca un fazzoletto, sporco di sangue. "Grazie... non dovevi" si limita a dire Nahil, ricongiungendosi al vostro gruppo. "Che è successo?" chiede, curioso, Duran. "Ho lasciato un dono a Nahil. Per aiutarlo a vedere meglio al buio" risponde il mago. Tareq è l'ultimo a salutare Sargon, apprezzando profondamente il gesto fatto a Nahil. "Grazie, Sargon. Non dimenticherò" lo saluta. Poi, si volta e si incammina. Attraversate le mura del caravanserraglio, superando la grande porta esterna (con il monolite di pietra) e vi mettete in marcia. Sotto indicazioni di Ramek, vi disponete un po' più lontani l'uno dall'altro, coprendo un'area maggiore della carovana. Nahil si avvicina ad Umr'at-Tawil. "Vorrei giocare un po' con Enkidu... se non ti dispiace" chiede in tono cauto. Mentre marciate, il caravanserraglio diventa sempre più piccolo alle vostre spalle, fino a confondersi con le dune del deserto. Tutti
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Il Fiore del Deserto (TdG)
@Landar Azrakar @MattoMatteo Umr'at-Tawil @Ard Patrinell Vash Caravanserraglio: Corridoio della Locanda Per pura coincidenza, tre persone si ritrovano nel corridoio del primo piano della locanda: Azrakar, di ritorno dal bazar, diretto verso la sua camera (la stessa condivisa con Umr'at-Tawil). Vash, appena uscito dalla sua stanza (che è anche la stessa di Sargon), e infine Nahil che, con il volto a metà strada tra la fine di una arrabbiatura e la voglia di essere lasciato in pace, scende al piano terra, per poi uscire. Mentre Sargon continua a dormire nella sua stanza con sonno pesante (forse dovuto alla stanchezza), Azrakar e Vash notano che, nella stanza da cui è uscito Nahil, c'è Umr'at-Tawil. Senza farlo apposta, vi siete tutti quanti ritrovati. "Quale parte di "oggi non c'è rimedio" non ti era chiara, Tawil?" asserisce Tareq, uscendo dalle ombre ed avanzando verso il Pugno del Deserto. Si appoggia alla porta della stanza con il gomito. Guarda il monaco. Sospira profondamente. Capisce la situazione con un semplice sguardo. "Ho sentito le parti salienti. Ti è andata anche bene". Dà una pacca sulla spalla di Tawil. Poi si rivolge a tutti. "Torno a riposare. Non fate rumore" afferma, ritornando nella sua stanza e chiudendosi a chiave al suo interno. Tutti
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Il Fiore del Deserto (TdG)
@Landar Azrakar @MattoMatteo Umr'at-Tawil @Ard Patrinell Vash