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Black Lotus

Circolo degli Antichi
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  1. @Dmitrij Tenda di Duran @Landar @MattoMatteo @Ard Patrinell Tenda del Capo Carovana @Landar Azrakar
  2. @MattoMatteo Umr'at-Tawil @Dmitrij Yunus @Landar @Ard Patrinell @MattoMatteo Dal capo carovana
  3. Separazione Umr'at-Tawil corre verso la Fossa di Urik. "Ehi! Non andare da solo! Vengo con te!" esclama Nahil, seguendolo a ruota, mettendosi Enkidu (che era ancora con Nahil) in tasca. Nella sua ricerca, purtroppo, Yunus non riesce a trovare nessuno. Duran, raccolto il materiale medico, vi ringrazia con un cenno del capo ed accetta ben volentieri l'aiuto di Yunus, dicendo: "Sì, te ne sarei grato, anche perché non sono propriamente un medico". Rimangono, quindi, Azrakar e Vash. "D'accordo, muoviamoci" afferma Ramek e Baranos ripone le pergamene con rammarico, avendo sperato fino all'ultimo di poter risolvere il problema. @MattoMatteo Umr'at-Tawil @Dmitrij Yunus @Landar @Ard Patrinell Azrakar, Vash
  4. The Tempest Ramek e Baranos, come anche Tareq e Nahil, ascoltano attentamente ciò che avete da dire. Avete tutti messo sul tavolo delle buone idee, approcciando il problema da prospettive diverse: la preoccupazioni delle due guide è che la situazione sia così delicata che perfino delle buone idee potrebbero non bastare. Ramek risponde ad Azrakar: "La tua potrebbe essere l'unica soluzione valida se non riusciamo a trovare di meglio. Devo correggerti solo su una cosa: se è davvero una tempesta di Coriolis, come crediamo, è già troppo tardi per schivarla: è troppo grande. Possiamo però provare a schivare la sua zona interna. Non credo vi siano altre opzioni... a meno di abbandonare la carovana e correre fino allo sfinimento fisico. Ma mi sembra che nessuno sia d'accordo con tale opzione così estrema. Sicuramente io non lo sono". Baranos risponde invece ad Umr'at-Tawil: "Non esattamente. Il samtnama è solo uno strumento per misurare angoli, ma è agnostico: lo punti in una direzione e ti dice l'azimuth, null'altro. Semplificando, è una bussola graduata in cui sei tu a puntare l'ago. Sono i calcoli geometrici la fonte di tutto... se non fosse che i calcoli di mia conoscenza sono pensati per oggetti fermi, non per oggetti in moto". Quando Umr'at-Tawil dice di essere della zona, Baranos sembra vedere uno spiraglio di speranza. "Avere dei riferimenti potrebbe aiutarci, ma come farai a correggere l'errore prospettico? Su miglia e miglia di distanza, basta poco per prendere un abbaglio... è un rischio enorme. Provaci comunque, ma ragioniamo su alternative migliori". Nahil aggiunge, rammaricato: "Tawil, ho brutte notizie per te: la tempesta aveva già inghiottito metà del paesaggio quando sono corso a vederla. Non voglio infrangere le tue speranze, perché io sono il primo che sta cercando anche solo un filo a cui aggrapparsi, ma non voglio nemmeno illuderti". Umr'at-Tawil Alle parole di Yunus, Baranos fa un lunghissimo sospiro, muovendo la testa all'indietro, come se sperasse che nessuno pensasse ad una cosa del genere. "Il capo carovaniere è già infuriato... non sarà una persona in più a ribaltare la situazione. D'accordo, Yunus: cerca il miglior geometra nella carovana. Portalo qui, gli spiegherò tutto e gli farò vedere anche il samtnama" cede completamente. Yunus "Per il resto, hai ben parlato: il Dio delle Tempeste non lascia via di scampo. Siamo già oltre il punto di non ritorno per fuggirgli. Per questo anch'io, come Ramek, ero così agitato: ho capito che la carovana era spacciata. Se volete salvarvi la pelle, fatelo: non sarò io a giudicarvi". Poi Baranos guarda tutti voi e anche Tareq: "Chiedo scusa per prima... ero inalberato con me stesso quando ho realizzato che morirò per la mia testardaggine". Tareq annuisce, perdonandolo con uno sguardo. Interviene Ramek: "L'errore è stato anche mio: ho esitato per molto, troppo tempo. Ho ritardato nell'avvertirti del presentimento che avevo. Anch'io diffidavo della possibilità di una tempesta precoce" ammette. Il nano risponde, infine, a Vash: "L'acume mentale di uno Psion non è mai da sottovalutare" inizia, il volto a metà strada tra un ghigno e un sorriso cordiale. "Quello di cui parli si chiama diametro angolare, è un concetto che padroneggio: la dimensione apparente, in angolo, di un oggetto. Ha però un difetto: ci manca la distanza. La velocità si può stimare come spazio percorso diviso il tempo impiegato a percorrerlo. Spazio, non angolo. Il samtnama misura angoli. Ed è proprio da questo inghippo che non riesco ad uscirmene". Poi prende numerosi rotoli di pergamena ed inchiostro. "La carta non ci manca. L'inchiostro nemmeno. Ringraziate lo scriba a cui l'ho... presa in prestito. Non avrà da ridire, parola mia" e fa una smorfia sarcastica. Angular Diameter Baranos inizia a disegnare. "Questo è lo schema geometrico del diametro angolare, applicabile quando congeliamo lo scenario. Il samtnama consente di misurare l'angolo che racchiude il cerchio" ed indica l'angolo sotteso dal punto in cui giace la carovana. "La geometria ci può aiutare a calcolare il raggio del cerchio, a patto di conoscerne non solo la dimensione angolare, ma anche la distanza". Poi si blocca, grattandosi la testa. Sospira, cambiando tono. "Essere così vicino alla soluzione e al tempo stesso così lontano mi fa sentire malissimo. Dannata tempesta! Forse dovremo arrenderci... eppure, non mi dispiacerebbe essere la prima guida ad aver misurato il mostro che l'ha divorato". "Sai, Baranos, non saresti la prima guida a tentare questa impresa. A Raam giravano voci che altri vi avessero provato, in passato" aggiunge. "E...?" chiede Nahil, esitando timidamente. "E nessuno li ha più visti, per questo sono rimaste voci. Il Dio delle Tempeste non perdona". "E invece forse sì" arriva Duran, con il volto stranamente speranzoso. "Ho fatto le mie verifiche: il mezzo-drago ha un Marchio della Tempesta. Il Dio delle Tempeste l'ha perdonato! E c'è perfino un'altra buona notizia: anche se molto lentamente, si sta riprendendo. Ora le cattive notizie: mi serve materiale medico. Prima che il Dio della Morte cambi idea". Tutti
  5. Alla ricerca di un rifugio Cercate con lo sguardo un rifugio nei paraggi. Sfortunatamente, il paesaggio circostante è fatto da dune sabbiose e rocce brulle. La Fossa di Urik (nonostante pulluli di bestie feroci) sarebbe una soluzione valida per ripararsi da una tempesta (grazie alle sue innumerevoli caverne), se non fosse che la tempesta viene proprio da lì. Nonostante tutto, Azrakar riesce ad individuare qualcosa di passabile per un rifugio: un altopiano roccioso. Situato a Nord-Ovest, è raggiungibile deviando verso Urik (che è una deviazione importante), ma non è esente da problemi: è un po' lontano ed è proprio nella direzione da cui proviene la tempesta. Raggiungerlo prima che sia inghiottito dalla tempesta non è impossibile, ma tutt'altro che scontato. The Tempest Baranos guarda con occhi sgranati Yunus: "Cos'hai detto?!" chiede retoricamente. "Non è possibile! Le tempeste di Coriolis avvengono nel mese di Koriash, lo sanno anche le pietre!" si lamenta. "Una tempesta precoce...?!" il nano si porta una mano alla fronte, agitatissimo e nervoso. Le parole degli altri gli entrano da un orecchio e gli escono dall'altro. "Baranos, pensaci: ha superato il dislivello della Fossa di Urik senza vento a favore. Le dimensioni sembrano compatibili. C'è solo un elemento contrario, ovvero il mese, che ha fatto dubitare molto anche me, ma tutti gli altri indizi portano a..." inizia Ramek, ma Baranos alza la mano, interrompendolo. "Hai detto bene, Ramek: indizi. Non basta. Può essere qualcosa che mi sta sfuggendo, ma prima di pronunciare quel nome ad alta voce devo avere prove più solide della roccia. Non stiamo parlando di una semplice deviazione: stiamo parlando di riscrivere il tragitto per salvarci la pelle. Verosimilmente sacrificando anche diversi carichi per alleggerirci. Questa carovana non farà un singolo passo senza una prova concreta che sia come dite" proferisce. Tareq sembra preoccupato dalla testardaggine di Baranos; purtroppo, però, ha le mani legate. Guarda verso Vash, annuisce in segno di approvazione, ma poi guarda nuovamente verso i carovanieri in lontananza. "Cos'hai intenzione di fare, allora? Proseguire?" incalza Ramek. "No. Se è davvero una tempesta di Coriolis, il paesaggio circostante sarà riscritto... e noi con esso. C'è una cosa che possiamo fare: misurare le dimensioni della tempesta" asserisce. "Come?" chiede Ramek. Il nano sospira. "Non avreste dovuto saperlo, ma questa carovana trasporta un carico estremamente prezioso... un oggetto metallico di proprietà del capo carovaniere, che voleva venderlo al Visir di Raam in persona: un samtnama" rivela Baranos. Ramek rimane folgorato dalla sorpresa. "Mi aspettavo questa tua reazione. Gli esemplari esistenti si contano sulla punta delle dita. Di una mano sola". "Potreste cortesemente essere chiari anche per noi profani? In breve, dato che c'è una tempesta in arrivo" interviene Duran. Ramek, ripresosi con qualche colpo di tosse, prende parola: "Si tratta di uno strumento in grado di misurare con precisione un angolo sul piano orizzontale, ovvero l'azimuth..." "E come ci aiuterebbe?" "So che esistono metodi, di cui ignoro i dettagli, per misurare le dimensioni di un oggetto a partire da distanza e dimensione angolare" spiega il Viandante del Deserto. "E abbiamo davvero il tempo di farlo?!" insiste Duran, agitato. Ramek abbassa lo sguardo: "No..." "Non c'è scelta!" sbotta Baranos. "Guardatevi attorno, non c'è nemmeno l'ombra di un rifugio! Se è davvero una tempesta di Coriolis, il nostro destino è già segnato!" "Quindi ci dai già tutti per morti?! E tu saresti una guida esperta?!" Duran e Baranos sono ad un passo l'uno dall'altro, pronti a menarsi. Ma, prima che scoppi una rissa, la lama metallica di una scimitarra si frappone tra i due, all'altezza del collo. "Calmatevi" asserisce Tareq, che ha estratto celermente l'arma, senza emettere alcun rumore. Nahil, che aveva già una mano sul pugnale, si rilassa. Duran e Baranos fanno entrambi un passo indietro. Il capitano, riposta l'arma, guarda Ramek, che intuisce che ora tocca a lui parlare: "... è come dice Baranos. Verso Urik c'è un altopiano roccioso, un rifugio. Potremmo raggiungerlo correndo a perdifiato, ma la tempesta sembra muoversi proprio in quella direzione. Forse noi ci salveremo, ma il resto della carovana non è così veloce. Se sapranno di essere spacciati, scoppierà il panico e sarà perfino peggio. C'è però un altro modo... anche se molto rischioso..." e tutti gli sguardi si concentrano su Ramek, che ha lo sguardo fisso verso il basso. "Una tempesta di Coriolis, al suo interno, è divisa in zone, o almeno così ho sentito raccontare. Non so quante siano, ma si dice che la zona più interna sia la più letale. Se riusciamo a muoverci in modo da rimanere solo nella fascia più esterna, possiamo attraversare la tempesta come se stessimo attraversando un haboob, quindi con danni gestibili" spiega l'alternativa ed è chiaro a tutti perché è rischiosa. "Se non puoi schivare il mostro, gli cammini accanto senza finire nelle sue fauci... non mi sembra una cattiva idea" commenta Duran. Ma Ramek interviene. "Per attuarla, però, serve avere un'idea precisa di come si stia muovendo la tempesta. Serve sapere il suo raggio, la sua velocità e la direzione angolare del suo moto. Di norma, è impossibile. Ma con un samtnama..." e guarda verso il nano. Quest'ultimo sorride, come per dire "visto che avevo ragione?", per poi rivolgersi a tutti voi: "Per me è deciso: misureremo la tempesta. Due piccioni con una fava. C'è solo un problema" dice Baranos. "So come usare il samtnama e ho anche le tavolette con le tabelle numeriche per facilitare i calcoli. Ma le tabelle richiedono di conoscere la distanza... che di solito si misura per oggetti fermi. Non conosco tecniche per oggetti in movimento". "E se ignorassimo tutto e andassimo all'altopiano verso Urik? Chi corre veloce si potrebbe salvare" chiede, senza rivolgersi a nessuno nello specifico, Nahil. "Significherebbe abbandonare donne, bambini, e il mezzo-drago ferito... a proposito, come diceva Azrakar, se il mezzo-drago voleva avvisarci della tempesta... e se ci è anche finito dentro... forse sa com'è fatta dall'interno" deduce Duran. "Sì... sarà fondamentale per dopo... per le zone... ma affrontiamo un problema per volta" aggiunge Ramek. Tareq fa un lungo sospiro, pieno di sofferenza interna e scelte difficili. Guarda verso la tempesta, cercando di capire, a occhio, se sia ancora abbastanza lontana. La vede all'orizzonte, come un muro che si sta alzando lentamente. Sta ancora scavalcando la Fossa di Urik. Potrebbe ordinare alla sua squadra di correre, abbandonando la carovana e il mezzo-drago ferito, perdendo cibo, acqua, armi ed altre risorse utili, nonché il loro lasciapassare perfetto per entrare a Raam, avendo però un buon margine di salvezza. Paradossalmente, sarebbe la scelta più facile, quantomeno a breve termine. Ma non sempre ciò che sembra buono nel breve termine lo è anche nel lungo. "Facciamo un tentativo. Solo uno". Poi si volta verso Baranos. "Il samtnama. Subito" ordina, freddamente. Carico Pregiato Baranos obbedisce all'istante: non osa mettere in discussione l'ordine di un uomo come Tareq. Il nano corre verso il capo carovaniere. Ramek e Nahil vanno con lui. Vedete, da lontano, il capo carovaniere inalberarsi, ma Nahil sembra riuscire a calmarlo all'istante. "Io continuo a curare il mezzo-drago. Voi andate" dice Duran, prendendosi come assistente solo Karak. Arrivate da Baranos, che ha già aperto una grande cassa rinforzata, con sommo dispiacere del capo carovaniere. Vedete il dispostivo, il samtnama, anche noto come teodolite azimutale, al suo interno. La quantità di metallo presente è impressionante: da sola, varrebbe una fortuna. Il dispositivo è formato da un cannocchiale fissato ad un cerchio orizzontale. Il cerchio orizzontale è graduato, con una tacca ogni mezzo grado. Il cannocchiale è montato in modo che possa ruotare solo sul piano orizzontale e, come ruota, così un indice si sposta sul cerchio, indicando l'angolo al quale si sta puntando. Tutto il dispositivo poggia su una base solida e ha poi tutta una serie di accorgimenti meccanici per stabilizzarlo ed aumentarne la precisione. Non avete dubbi: è un capolavoro ingegneristico. "Ho anche varie clessidre e venti corde da cento metri ciascuna. Insomma, possiamo misurare tempi e distanze. Se vi serve sapere dov'è il Nord, so indicarvelo con precisione" aggiunge Baranos, prendendo materiale dal suo equipaggiamento e mettendolo a vostra disposizione. Poi, stende una pergamena sul cammello ed inizia a disegnare. Tutti "Tutte le tempeste, viste dall'alto, sono approssimativamente dei cerchi... o delle spirali... insomma, non importa la forma precisa..." e disegna un cerchio, aggiungendo gli assi cardinali come riferimento. "Noi siamo qui" mette un punto sulla mappa. "E dobbiamo misurare... beh, tutto". "Raggio della tempesta e distanza" esplicita Ramek. "Già, proprio come dice orecchie a punta. Problema: la tempesta si muove" e disegna una freccia. "Non sappiamo di quanto e non sappiamo quest'angolo" ed indica l'angolo appena disegnato. "Ed è qui che le mie conoscenze si fermano". Poi prende delle tavolette, piene zeppe di numeri. "Se avete calcoli da fare, queste sono oro" conclude. L'impresa da compiere era molto difficile, ma si prospettava come qualcosa che, se ci fossero riusciti, sarebbe stato un evento indimenticabile: sopravvivere ad una tempesta di Coriolis, ovvero lo spirito supremo, il "dio" delle tempeste (così lo chiamava la tradizione più antica), non con la magia o con la forza, ma con l'ingegno. Affrontare un mostro in grado di cancellare dalle mappe oasi e villaggi con strumenti di misura e calcoli geometrici: alcuni direbbero follia, altri ne riconoscerebbero la genialità. Oppure, in alternativa, correre. Verso l'unico riparo raggiungibile. Lasciando le quasi cento anime della carovana, e le sue risorse, a se stesse. Una scelta dettata dall'istinto di sopravvivenza, con le sue conseguenze. Tutti
  6. @MattoMatteo Ok. Come sempre, nessun problema.
  7. I movimenti di Yunus vi sembrano quelli di una persona che sta cercando di mettersi in ascolto con il Deserto stesso. @Dmitrij Yunus Ramek ascolta le parole di Azrakar e annuisce, rimanendo in perfetto silenzio. "Non credo sia opera dei Re-Stregoni" commenta Baranos, rispondendo ad Umr'at-Tawil. @Landar Azrakar Tutti restano quindi in attesa del verdetto di Yunus. Tutti
  8. @Dmitrij Yunus La Tempesta nella Fossa Nella notte nel deserto, riprendete la marcia. Passano diversi minuti, che si accumulano sotto i vostri passi. Ramek continua a guardare verso la Fossa di Urik: ad ogni minuto che passa, sembra che qualcosa in lui stia lentamente cambiando, come se non fosse più sicuro delle sue parole precedenti. Ad ogni minuto, la gigantesca massa di polveri, dapprima a malapena visibile all'orizzonte, diventa man mano sempre più vicina, in rotta di collissione con la carovana. Rimal è il mese delle polveri: tutti coloro che hanno viaggiato abbastanza a lungo nel deserto sanno bene quanto siano frequenti, in quel periodo dell'anno, le tempeste di polveri, perfino di dimensioni enormi. Dopo circa un'ora, uno scout al soldo dei mercanti, un nano più alto della media della sua specie, si avvicina a tutti voi e si presenta: "Baranos, guida della carovana. Ho sentito le voci. Non c'è da temere: la tempesta nella fossa non è un haboob". Ramek fa un lungo sospiro. Il nano prende della sabbia e la lascia scorrere al vento. I granelli non cadono lontano. "Il vento sta diminuendo. Le polveri rallentano" aggiunge, guardandovi. Ramek abbassa lo sguardo: "Però è bella grande..." inizia, anche se con tono incerto. "Grande o piccola, senza vento, morirà nella fossa". Il nano fa per andarsene, ma, prima di riunirsi ai mercanti, si volta per asserire: "Tra mezz'ora sapremo se avevo ragione". Duran guarda verso Ramek, ma quest'ultimo non dice nulla e tace. Continuate a marciare. Su una cosa non c'è dubbio: il vento è sempre meno intenso, oramai è solo una brezza notturna. Le polveri nella Fossa di Urik si sono avvicinate moltissimo: appaiono distintamente come un immenso muro color sabbia, così vasto da non poterne scorgere il confine. Ma perfino per chi non ha le conoscenze specifiche di un Viandante del Deserto, non vi è dubbio su una cosa: questo fenomeno atmosferico non ha nulla a che fare con il vento, violento e sferzante, dell'altro giorno. "Allora?" chiede a Ramek, con un leggero tono di sfida. "Non è un haboob. Avevi ragione" ammette Ramek. Il nano grugnisce. "La carovana andrà avanti senza pause. Siamo già in ritardo sulla tabella di marcia" e va via. Dall'inizio del viaggio, è la prima volta che vedete Ramek così: capo chino, sguardo sconfitto, pugni stretti. Tareq posa una mano sulla spalla della vostra guida. Ramek lo guarda. "Il mio intuito sembrava dirmi che..." ma non finisce la frase. Scuote il capo. "No. Ho solo sbagliato". Tareq gli dà una gentile pacca sulla spalla. "Suvvia, non è morto nessuno. E poi meglio così, no?" sdrammatizza Duran, tenendo d'occhio il mezzo-drago. Nahil dice: "Continuate, io torno fra poco!" e corre verso il confine della Fossa di Urik. Continuate a marciare. Dopo una trentina di minuti, Nahil è di ritorno, con un po' di fiatone, dato che ha corso velocemente: "Ramek..." lo chiama il giovane, "... oltre che grande, è anche bella alta... lenta, sì, ma non si è fermata..." Ramek si ferma d'improvviso. Prende della sabbia, che gli scorre tra le dita, cadendo quasi in verticale. "Alta? E non si è fermata?" parla a bassa voce. "Quanto alta?" chiede. "Hmm... non saprei... più del doppio delle torri del caravanserraglio..." risponde Nahil. Ramek si porta una mano alla bocca, ma lo sentite comunque pensare ad alta voce: "Non è un haboob. Ma ha scavalcato la fossa, senza vento...". Ora è preoccupato. Seriamente. "Capitano!" esclama. "Penso sia meglio prendere riparo. Avviso subito Baranos" e si dirige verso la "testa" della carovana. Ma Baranos non crede a Ramek: pensa che sia un altro suo errore. Dopo una discussione accesa, si giunge al seguente compromesso, espresso dal nano: "Faremo così: chiederemo un terzo parere. Ma non da gente che ha viaggiato a lungo con te, non sarebbe un parere indipendente, né da gente che ha viaggiato a lungo con me, per lo stesso motivo. Alle retrovie della carovana si è da poco unito un viaggiatore, che sembra sapere il fatto suo. Sentiamo cos'ha da dire". Ramek chiede a tutti voi di accompagnarlo, in qualità di testimoni. Tareq annuisce. Il Terzo Parere Arrivate nelle retrovie della carovana, dove trovate un uomo che, appunto, non era presente all'inizio del viaggio. L'uomo indossa le classiche vesti del deserto, ma conferisce a pelle la sensazione di qualcuno che ha viaggiato molto e a lungo, qualcuno che ha una conoscenza delle vaste distese di sabbia superiore al comune. Baranos si presenta al viaggiatore: "Baranos, guida della carovana" e lo stesso fa il Viandante del Deserto: "Ramek, sono anch'io una guida. Faccio parte del gruppo a protezione della carovana" ed indica i suoi compagni, tra cui c'è anche Tareq. Poi, gli viene brevemente spiegata la situazione sulla tempesta nella Fossa di Urik. "Dunque, siccome anche tu sembri avere esperienza da guida, qual è il tuo parere?" chiede il nano, rivolgendosi direttamente a Yunus Emre, il nuovo arrivato tra i viaggiatori parte della carovana e che ora ha già gli occhi di due guide puntati addosso e una questione spinosa tra le mani. Tutti
  9. Confermo, infatti non era chiaro neanche a me quel passaggio.
  10. Nahil risponde dapprima al monaco, di cui ha ascoltato con attenzione il racconto personale. "Quindi, in sintesi, la tua risposta è: dipende dalle circostanze" sintetizza Nahil. "Mentre la tua risposta, se ho ben capito, è il pragmatismo" dice il Pugnale del Deserto, rivolto a Vash. "Per la tua domanda, Vash, non ho dubbi: berrei io l'acqua. Se necessario, ucciderei Enkidu per mangiarne le carni" risponde. "E sono convinto che Enkidu sarebbe d'accordo" aggiunge, accarezzando l'animaletto. Azrakar, invece, va dal viandante: non c'è bisogno di essere medici per capire che è ridotto male. "Sei arrivato al momento giusto. Aiutami a cambiargli le bende" dice Duran. Mentre lo aiuti, osservi da vicino le ferite del mezzo-drago. @Landar Azrakar Carovana: Ripresa del viaggio La carovana riprende il viaggio verso Raam, incurante di chi è in grado di seguirla e di chi, invece, rimarrà indietro. Come soluzione provvisoria, Duran lega il mezzo-drago ad un cammello, in cui un po' di spazio si è liberato durante la sosta, in cui avete consumato un po' di cibo e acqua. Tuttavia, il viandante è pesante e il cammello non riuscirà a sopportare quel carico molto a lungo; inoltre, nonostante le fasciature ben fatte, il movimento del cammello non è ottimale per evitare la riapertura delle ferite. Per le prossime ore andrà bene, ma dopo bisognerà trovare un'alternativa. Marciate nella notte nel deserto, con il mezzo-drago che rimane svenuto, ma in vita, in groppa al cammello. Dopo circa tre ore di marcia, Ramek vi richiama. "Ho delle notizie" annuncia, per poi prendere una mappa grossolana della zona. "Noi siamo qui" indica un punto sulla mappa. "In direzione Ovest-Nord-Ovest, ho avvistato un fronte di polveri" asserisce. "Sono nella Fossa di Urik, la grande depressione controllata dall'omonima città" aggiunge. "La Fossa di Urik è nota per essere un luogo ostile, eccetto nei pressi del grande bacino idrico da cui attinge acqua la città. Anche avvicinarvisi è sconsigliato, data la presenza di bestie feroci" commenta Duran. Il Viandante del Deserto annuisce. "Quindi? Tempesta in arrivo?" chiede Nahil. "Sì, ma non ritengo sia un grosso problema, in quanto nemmeno un haboob può scavalcare la barriera naturale data dal dislivello della Fossa di Urik. Per essere precisi, vi riesce in parte, ma ciò che sopravvive è gestibile. La nostra carovana è equipaggiata per viaggiare attraverso tempeste di intensità bassa o moderata" replica Ramek. "Per farla breve, dovremo marciare nella polvere. Filtri sprecati" dice il Pugnale del Deserto, seccato. "Cosa ne pensano i mercanti?" domanda Duran. "Non hanno intenzione di effettuare alcuna deviazione, né di cercare riparo. Già si sentono rallentati dal "peso morto"... delle polveri nella Fossa non li preoccupano" conclude Ramek. Tareq fa un lungo sospiro: l'atteggiamento rigido dei mercanti è forse la notizia peggiore. "Solo per curiosità... e se invece la tempesta ci travolgesse con piena forza..." inizia Nahil. "Senza ridursi di intensità scontrandosi con la barriera naturale della Fossa di Urik? Mi sembra uno scenario inverosimile per un haboob. Ad ogni modo, sarebbe un bel problema. Il fronte è immenso, immagina un lunghissimo muro di polvere che ti viene addosso, più veloce di quanto tu possa mai correre. Non possiamo schivarlo. Abbiamo tempo per cercare riparo, sarebbe la soluzione migliore, ma nemmeno quella sta bene ai mercanti". Tutti
  11. Breve dialogo con i mercanti Le voci del "peso morto" nella carovana corrono veloci. Uscito dalla tenda dei ribelli, Azrakar dialoga con i mercanti. Parla poco, ma le sue parole sono incisive. I mercanti a cui fanno capo tutti gli altri della carovana si riuniscono tra loro e il loro responso arriva veloce e deciso: "Le risorse della carovana sono ad uso esclusivo dei suoi membri, di cui il viandante non fa parte. La carovana non donerà alcuna risorsa per il viandante, ma siete liberi di usare le vostre. Fintanto che non rallenterete il passo, non vi sono obiezioni". Decisione collettiva Quando Azrakar rientra nella tenda, è tempo di prendere una decisione collettiva. Tareq soppesa i pro e i contro di tutto ciò che è emerso e le opinioni di ciascuno di voi. "Continuiamo a curarlo. A nostre spese" annuncia il capitano. Nahil condivide pienamente la decisione di Tareq e, per una volta, Duran è perfettamente d'accordo. "Vash, vorrei chiederti una cosa" dice Nahil. "Per te salvare la vita di una persona è una scelta condivisibile solo se vi è un ritorno di qualche tipo? Ad esempio, se al posto del mezzo-drago avessimo trovato una figura chiave della Ribellione, come la Fenice Nera, avresti scelto di salvarlo?" chiede Nahil. "Non lo dico per andare a sindacare sulla tua scelta, ma per capire quali sono i tuoi metri di giudizio". "Questa domanda mi sembra un po' personale, Nahil", interviene Ramek, "ma sono curioso di sentire la risposta. Credo si possa sempre imparare qualcosa dallo scambio di opinioni". "Puoi rispondere anche tu Ramek. Tutti possono" aggiunge Nahil. "Intanto che parlate, passatemi dell'acqua" dice, in tono estremamente pragmatico, Duran, mentre continua a prendersi cura del viandante. Tutti
  12. @MattoMatteo Umr'at-Tawil Read Thoughts Vash prova a leggere i pensieri superficiali dello sconosciuto: trova una mente stremata in cui dominano il dolore e lo sfinimento, assieme alla terribile sensazione che, forse, non sopravviverà a questa notte. Lo sconosciuto non oppone alcuna resistenza alla lettura dei suoi pensieri. @Ard Patrinell Vash Tracce nella Sabbia Una brezza soffia nella notte del deserto. Umr'at-Tawil, arrivato sul posto, cerca eventuali tracce nella sabbia. Nonostante l'oscurità, riesce a trovare alcune impronte, che però si attenuano man mano che avanza; dopo poche centinaia di metri, scompaiono completamente. La tratta segnata dalle impronte è un po' corta per stabilire in modo affidabile la direzione. Ramek si avvicina al monaco e si piega sul terreno per osservare più da vicino le impronte. "Hai avuto un'ottima idea, ma l'haboob di ieri ha cancellato tutte le tracce" asserisce il Viandante del Deserto. The Half-Dragon Wayfarer Duran estrae una lama metallica (molto affilata) e taglia sia il thawb sia il qamīṣ del mezzo-drago, esponendone la pelle nuda. Dopodiché, emette un grugnito, notando che c'è talmente tanto sangue da coprire le ferite, situate sui fianchi. Con senso di urgenza crescente, prende delle garze e tampona con veemenza l'emorragia. "Tenete bloccato qui!" esclama la Giara del Deserto, senza alcuna cerimonia. Tareq si prodiga immediatamente. Contemporaneamente, Duran prende delle bende e fascia il mezzo-drago, stringendolo saldamente; dopodiché, mette una mano sulla sua fronte, notando che è molto calda. "Ha la febbre. Se lo lasciamo qui, morirà" sentenzia, in tono brusco. Tareq sospira: deve nuovamente compiere una scelta dalle spiacevoli conseguenze. Portare un estraneo nella carovana, convincere i mercanti ad accoglierlo e persuaderli che valga la pena provare a curarlo, dargli da bere e da mangiare, sperando che le cure funzionino... oppure abbandonarlo al suo destino, lasciando che il Deserto decida per lui. "Lo portiamo con noi" proferisce, facendo cenno a tutti i ribelli presenti. "Cercate di non muoverlo troppo!" afferma Duran, afferrandolo. Lo trasportate all'accampamento, per poi distenderlo su un tappeto all'interno di una tenda. Il viandante è sul punto di svenire, ma sembra avere ancora un minimo di coscienza. Duran, dato che il viandante è disidratato, riesce a farlo bere prima che perda i sensi. Poi interviene Ramek: "Capitano... i mercanti ci hanno visto trasportarlo e stanno già iniziando a farsi domande... parlano di peso morto... e non potevo controbattere". Tareq sospira. Guarda Duran. "Può guarire?" gli chiede. "È in pessime condizioni, ma è pur sempre un mezzo-drago" replica l'alchimista, mentre imbeve un panno in dell'acqua, per poi metterglielo sulla fronte. "Se muore, diranno che abbiamo sprecato acqua" dice Nahil, appena arrivato, giocherellando con il suo pugnale sul ciglio dell'ingresso alla tenda. "Quindi dobbiamo farlo sopravvivere" aggiunge, chiarando la sua posizione. "Finora abbiamo usato solo le nostre risorse. Ma a breve dovremo ripartire. E lì la situazione cambierà, perché diventerà un problema dell'intera carovana" dice Ramek. Il capitano vi guarda e il suo sguardo non ha bisogno di ulteriori spiegazioni: vuole sentire le vostre voci. Tutti
  13. Il viaggio notturno della carovana procede a passo regolare. Vista dall'alto, la carovana appare come un fiume di persone che solcano un mare di sabbia: ciascuno è un granello, ma tutti scorrono nella stessa direzione. Marciate per diverse ore, durante le quali vedete il cielo inscurirsi e la luna principale (Ral) sorgere. Anche questa volta è in fase gibbosa calante e di colore ocra, anche se un po' meno intenso rispetto al giorno prima. Ramek, in avanscoperta, non vede alcun pericolo all'orizzonte, quindi proseguite. Durante la marcia, Nahil passa il tempo giocando con Enkidu, dandogli i datteri da mangiare ed accarezzandolo. @MattoMatteo Umr'at-Tawil Anno dei Re 374 - Hassan, 19° giorno di Rimal Arriva mezzanotte. Avete viaggiato per più di quattro ore, senza sosta. La carovana si ferma per bere e mangiare. Ciascuno di voi avrebbe potuto continuare a marciare senza troppi inconvenienti, ma la carovana ha i suoi tempi. Vi sedete, rifocillandovi assieme. Umr'at-Tawil e Nahil si separano da voi, mettendosi in un luogo appartato. @MattoMatteo Umr'at-Tawil Ramek si allontana, richiamato da un mercante della carovana. Poco dopo, ritorna correndo da voi: "Hanno trovato un viaggiatore nella sabbia, è semi-cosciente e sembra tutt'altro che in salute". Duran si alza in piedi, prendendo il suo equipaggiamento. Tareq vi guarda: "Azrakar. Vash. Con me". Ramek, Duran, Tareq e le altre due Ali del Deserto vanno nel punto in cui è stato ritrovato lo sconosciuto. "Vash, stabilisci un contatto telepatico e leggi i suoi pensieri superficiali, ma senza scavare a fondo. Azrakar, preparati a colpirlo al primo atto ostile, ma senza ucciderlo" Tareq vi fornisce le sue indicazioni. La strategia del capitano è chiara: cautela, ma senza eccessi. Il viandante sconosciuto In una conca tra due dune, vedete un corpo di forma umana disteso per terra, a pancia in giù, schiacciato sulla sabbia. Le vesti del viandante sono identiche alle vostre: la classica Desert outfit, la più comune al mondo. Quando vi avvicinate, notate che le sue vesti sono strappate in più punti e che, in corrispondenza degli strappi, c'è del sangue sulle sue vesti interne: è ferito. Vi disponete attorno a lui, osservando il suo fisico possente, segno di allenamento intenso. Duran si avvicina più di tutti, in quanto deve curarlo. Con molta cautela, lo ruota lentamente. Si tratta di un mezzo-drago, maschio. Ha metà del volto orribilmente sfregiata. Respira a malapena. Lo sconosciuto emette dei suoni spezzati. "Non parlare!" lo ammonisce Duran, aprendo la sua valigetta medica. Non avete mai visto Duran così serio: sembra quasi un'altra persona. Ma la preoccupazione nel suo linguaggio del corpo non lascia dubbi: lo sconosciuto è al confine tra la vita e la morte. Ramek stringe i pugni: questo era proprio il genere di imprevisto che nessuno si aspettava e che avrebbe potuto alterare le sorti della carovana. E temeva fortemente che non sarebbe stato l'unico. @Landar Azrakar Tutti
  14. @MattoMatteo Ciao, grazie per l'avviso, e figurati, non ti preoccupare assolutamente, prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno.
  15. Vi ritirate nelle vostre rispettive stanze e riposate a lungo, recuperando le forze. Tutti Caravanserraglio: Sala da Pranzo Dopo esservi preparati, andate nella sala da pranzo, dove vi ricongiungete con tutto il gruppo. Imaad vi ha fatto preparare una cena frugale ma nutriente. Mangiate e bevete senza fretta. "Partiremo tra poco. I cammelli sono già pronti" annuncia Ramek dopo aver finito di cenare, per poi distribuire una decina di maschere filtranti ciascuno. Quando finite tutti di cenare, Tareq si alza in piedi e fa cenno di essere seguito. Il capitano va dal vecchio mercante, che lascia subito le sue faccende. Tareq gli stringe la mano e posa l'altra sua mano sulla sua spalla, in un gesto cordiale, fraterno. È tempo di lasciare il caravanserraglio: ognuno di voi, a suo modo, saluta Imaad, che vi ringrazia di cuore, per poi augurarvi: "Che l'acqua scorra a fiumi sul vostro sentiero!". Caravanserraglio: Piazzale Il sole sta iniziando a tramontare. Nel piazzale centrale, c'è molto fermento: è arrivata una grande carovana mercantile, la stessa a cui vi unirete per proseguire il viaggio verso Raam. Caricate acqua e cibo di scorta sui cammelli, assieme ai vostri bagagli più pesanti, tenendo con voi soltanto l'equipaggiamento essenziale (armi incluse). Ramek va a parlare con un gruppo di mercanti, per poi tornare da voi, distribuendovi dell'acqua. "Prima della partenza, ultime note. Da qui fino a Raam, saremo le guardie dei mercanti con cui ho appena parlato: noi offriamo protezione, loro ripagano con acqua e cammelli. Sanno già che siamo ribelli e questo scambio di favori era già stato concordato in anticipo" spiega Ramek, riferendosi all'acqua che avete appena ricevuto e ai cammelli che portano le vostre scorte. "Da qui in poi, il percorso è più arduo: non vi sono altri caravanserragli. Ma, grazie alla carovana, cibo ed acqua dovrebbero essere sufficienti, se ben razionati" finisce la spiegazione. "Sto aspettando il punto critico" dice Duran. "Gli imprevisti, come le tempeste di sabbia" risponde Ramek. "Da che ho memoria, non esiste carovana senza incidenti. Il vero fattore è la resilienza". Partenza Il sole tramonta. La carovana è partita. Tareq vi fa cenno di mettervi in marcia e, sempre senza parlare, comincia a muoversi. Alla Porta Nord del caravanserraglio, vi attende Sargon, per un ultimo saluto. "Siamo stati compagni per poco tempo, ma mi ricorderò di voi e di tutto ciò che avete fatto per me. Grazie... e che il Deserto sia clemente" asserisce il mago. "Nahil... puoi venire un attimo?" lo richiama. Nahil annuisce e lo segue. Sargon e Nahil si appartano in un punto lontano da occhi indiscreti. Quando tornano, vedete che Sargon si è messo in tasca un fazzoletto, sporco di sangue. "Grazie... non dovevi" si limita a dire Nahil, ricongiungendosi al vostro gruppo. "Che è successo?" chiede, curioso, Duran. "Ho lasciato un dono a Nahil. Per aiutarlo a vedere meglio al buio" risponde il mago. Tareq è l'ultimo a salutare Sargon, apprezzando profondamente il gesto fatto a Nahil. "Grazie, Sargon. Non dimenticherò" lo saluta. Poi, si volta e si incammina. Attraversate le mura del caravanserraglio, superando la grande porta esterna (con il monolite di pietra) e vi mettete in marcia. Sotto indicazioni di Ramek, vi disponete un po' più lontani l'uno dall'altro, coprendo un'area maggiore della carovana. Nahil si avvicina ad Umr'at-Tawil. "Vorrei giocare un po' con Enkidu... se non ti dispiace" chiede in tono cauto. Mentre marciate, il caravanserraglio diventa sempre più piccolo alle vostre spalle, fino a confondersi con le dune del deserto. Tutti
  16. @Landar Azrakar @MattoMatteo Umr'at-Tawil @Ard Patrinell Vash Caravanserraglio: Corridoio della Locanda Per pura coincidenza, tre persone si ritrovano nel corridoio del primo piano della locanda: Azrakar, di ritorno dal bazar, diretto verso la sua camera (la stessa condivisa con Umr'at-Tawil). Vash, appena uscito dalla sua stanza (che è anche la stessa di Sargon), e infine Nahil che, con il volto a metà strada tra la fine di una arrabbiatura e la voglia di essere lasciato in pace, scende al piano terra, per poi uscire. Mentre Sargon continua a dormire nella sua stanza con sonno pesante (forse dovuto alla stanchezza), Azrakar e Vash notano che, nella stanza da cui è uscito Nahil, c'è Umr'at-Tawil. Senza farlo apposta, vi siete tutti quanti ritrovati. "Quale parte di "oggi non c'è rimedio" non ti era chiara, Tawil?" asserisce Tareq, uscendo dalle ombre ed avanzando verso il Pugno del Deserto. Si appoggia alla porta della stanza con il gomito. Guarda il monaco. Sospira profondamente. Capisce la situazione con un semplice sguardo. "Ho sentito le parti salienti. Ti è andata anche bene". Dà una pacca sulla spalla di Tawil. Poi si rivolge a tutti. "Torno a riposare. Non fate rumore" afferma, ritornando nella sua stanza e chiudendosi a chiave al suo interno. Tutti
  17. @Landar Azrakar @MattoMatteo Umr'at-Tawil @Ard Patrinell Vash
  18. @Landar Azrakar @MattoMatteo Umr'at-Tawil @Ard Patrinell Vash
  19. Dato che la discussione è terminata, uscite dallo scantinato, mentre le rune di Silenzio si spengono quando la porta viene aperta, ma si riattivano quando poi viene richiusa e poi serrata a chiave da Tareq. "Rimarranno funzionanti per tutto oggi" spiega Sargon. Salite le scale e ritornate in sala da pranzo. Caravanserraglio: Sala da pranzo Attorno al tavolo, ritrovate le tre persone che Tareq aveva intenzionalmente lasciato all'esterno: Ramek, Nahil, Duran. Nessuno di loro tre apre bocca sul fatto che avete discusso a lungo, oppure sul fatto di essere stati tagliati fuori da quelle informazioni: rispettano troppo Tareq per commenti di così basso livello. Sono consapevoli che c'erano delle ragioni dietro: non chiedono, le rispettano tacitamente. Karak e Sargon si risiedono al tavolo, ai loro posti. Il mago, che ha il volto ancora più pallido di prima, continua a mangiare e a sorseggiare acqua: lentamente, gli ritorna un po' di colorito. "Tutto bene, Sargon?" chiede Ramek. "Sì..." risponde velocemente Sargon, senza elaborare troppo. Poi guarda Nahil: il giovane sta giocherellando con il suo pugnale metallico. Sargon non può fare a meno di avere un piccolo tremore: nonostante tutto, non se la sente ancora di parlargli liberamente. Ha bisogno dei suoi tempi. Anche Tareq si rimette a sedere al suo posto, senza fiatare: proprio come ha pensato Vash, il capitano ha parlato più nell'ultima ora che in diversi giorni della sua vita. Gli ha dato palesemente fastidio, ma l'ha fatto perché andava fatto. Arriva Imaad: "Spero vi sia piaciuta" dice, sorridendo, avvicinandosi a Tareq. Il capitano gli restituisce la piccola chiave che aveva preso in prestito. "Sì... molto buona..." asserisce Nahil, ma senza molto entusiasmo. Duran gli dà una pacca sulla spalla, che Nahil subito si scrolla di dosso. "Nahil, la prossima volta cerca di ringraziare per bene" lo riprende la Giara del Deserto, per poi guardare il vecchio mercante. "Era veramente ottima. Grazie davvero" conclude. "Eh eh! Non siate duri con lui... *cough cough*... è giovane... *cough*... il futuro è nelle sue mani... che l'acqua non possa mai mancargli... !" parla, tossendo, Imaad, per poi salutarvi e ritornare alle sue faccende. Tutti
  20. The Two Solutions "Sì" risponde Tareq alla domanda di Umr'at-Tawil. "Due categorie di metodi. Prima: metodi magici o psionici. Seconda: metodi mondani" inizia, sollevando due dita. Tareq spiega che, nella prima categoria, rientrano poteri psionici in grado di accedere alle memorie di una creatura, il più famoso dei quali è sicuramente Mind Probe, una sonda mentale in grado di scavare nei meandri della mente. Analoghi ragionamenti valgono per la Magia Arcana. Non essendo Tareq un esperto del settore, le sue conoscenze sulla prima categoria si fermano qui. Per la seconda categoria, è sufficiente considerare il concetto stesso di condizionamento, e quindi riconoscerne i limiti intrinseci: il condizionamento deve essere fatto fin dalla tenera età; il condizionamento richiede anni per radicarsi nella mente; più tempo dura il processo di condizionamento, più esso sarà radicato nella mente (e quindi più tempo sarà necessario per sradicarlo) - viceversa, meno tempo dura, meno si radica; una volta terminato il processo di condizionamento, il condizionamento stesso scema gradualmente nel tempo (autonomamente); il condizionamento è di natura psicologica e non-permanente; anche sotto le migliori condizioni, non sempre il processo di condizionamento riesce. A tali limiti intrinseci, vanno poi aggiunti i limiti dovuti al contesto specifico della Ribellione: la Cabala delle Sabbie effettua un processo di condizionamento solo sui ribelli che riesce ad addestrare fin dalla nascita, controllandone i primi (grossomodo) 10-15 anni di vita; le uniche categorie di ribelli che soddisfano sistematicamente questo requisito sono i Qātylīn (ciò non significa che non possano esistere ribelli condizionati che non siano Qātylīn, ma si tratterebbe di casi eccezionali); la Cabala non fa condizionamento "di professione" (i membri della Cabala sono strateghi prima d'ogni altra cosa e quello è il loro lavoro quotidiano), e il processo è complesso, quindi vi può dedicare solo risorse strettamente limitate; tutti i punti precedenti, messi assieme, implicano che i ribelli condizionati con successo sono da intendersi come unità d'elité al servizio della Cabala, una sorta di "spie" o "agenti segreti", che "spiano" la Ribellione stessa. "La più grande scoperta di Terdwell non è stata l'esistenza del condizionamento, ma la possibilità di infrangerlo" asserisce Tareq, concludendo la spiegazione. "Nahil non vuole ucciderti, Sargon" aggiunge poi il capitano, guardando l'incantatore negli occhi. "La Cabala potrebbe ricattarlo. Ma il suo condizionamento è in calo e ha già superato la fase di obbedienza cieca". "E di Ramek e Duran? Possiamo fidarci?" chiede Karak, esprimendo ad alta voce la domanda che tutti avevano pensato all'inizio. "Ramek vi ha raccontato della sua infanzia. Duran ha troppi anni sulle spalle. Nessuno dei due è stato addestrato dalla Cabala" replica Tareq, lasciando a voi il trarne le conclusioni. "E quest'ultimo punto vale per tutti noi... quindi non c'è altro da dire" chiude il mago. La decisione finale di Sargon Trascorrono alcuni attimi di silenzio. Poi, Sargon vi guarda: "Capitano... ho deciso. Con il suo permesso, resterò qui, al caravanserraglio" annuncia. "Darò manforte ad Imaad". "Accordato" dice Tareq, annuendo. Sargon aveva avuto una intuizione: credeva che forse era possibile giustificare la sua permanenza al caravanserraglio come parte della missione. Ma Tareq era già un passo avanti: dato che la Cabala non aveva approvato ufficialmente la missione, i dettagli non erano mai stati formalizzati, dunque era in vigore il potere discrezionale e l'autonomia decisionale del capitano. Così, strategicamente, Tareq poteva sfruttare a suo vantaggio una situazione di per sé negativa. Nessuno li avrebbe aiutati, ma non sarebbero nemmeno stati bollati come disertori. "E se la Cabala facesse leva su Nahil? Minacciandolo? Magari usando il condizionamento residuo?" chiede Karak. "Ci faremo trovare preparati. Siamo qui per questo" e ritorna nel silenzio. Tutti
  21. La decisione di Sargon Le parole di Vash sembrano avere un effetto spiacevole su Nahil, che si limita a rispondere, dapprima scocciato: "Lo so... !" e poi, con tono di voce più basso e più calmo: "... lo so..." mentre Duran sospira. Poi, Sargon risponde a Umr'at-Tawil: "In gran parte è come hai detto, Tawil. Ma devo correggerti su una cosa: questa è solo la prima tappa del viaggio. Da qui in poi, la strada è in salita". Sargon si zittisce per un attimo. Ramek interviene per lasciare il suo parere da esperto: "I viaggi nel deserto sono sempre rischiosi. Da qui a Raam non è un tratto facile. Tuttavia, il rischio si può mitigare con preparazione adeguata, esperienza, viaggiando con le carovane... e con molta acqua di scorta" conclude. @Landar Privato "Ad ogni modo..." - ricomincia Sargon - "... seguirò il consiglio di Tawil e userò queste ore per rifletterci attentamente". In tutto quel frangente, Tareq era rimasto in perfetto silenzio, il suo sguardo quello di un attento osservatore, non di un giudice. E poi, proprio sulla Cabala delle Sabbie, l'autorità effettiva al vertice della Ribellione, Tareq aveva molto da dire... e ben poco di positivo. "Possiamo riparlarne più tardi, capitano?" chiede Sargon. Il capitano di Desert Shadows si alza in piedi. Va da Imaad, scambia alcune parole. Imaad sembra avere uno sguardo preoccupato. Si guarda attorno, poi si infila la mano in una tasca interna, estrae un piccolo oggetto e lo pone in mano a Tareq, che lo fa sparire con un gesto fluido. Dopodiché, il capitano ritorna da voi ed asserisce: "Ali del Deserto. Seguitemi". Tareq si muove a passo sicuro verso un corridoio al pianterreno, poi scende delle scale, arrivando di fronte ad una porta rinforzata da spranghe di ferro e chiusa con una serratura metallica. Estrae una chiave e la gira nella toppa. "Dentro" e tiene aperta la porta, per poi richiuderla, serrandola, quando siete entrati tutti. Vi ritrovate quindi in un piccolo e buio scantinato, senza finestre, dove sono gettate cianfrusaglie alla rinfusa. In mezzo a quel disordine, però, Tareq sembra sapere esattamente cosa cercare: smuove dei tappeti, rivelando una botola. L'apre, estrae una pergamena e la richiude. "Sai come si usa, vero?" e la porge a Sargon. "Sì..." afferma il mago, riconoscendo un rituale impresso su quella pagina. Sargon si avvicina alla porta e, osservandolo più da vicino, nota delle incisioni sugli stipiti (dal lato interno). Poi, inizia a salmodiare, facendo scorrere il dito sul bordo della porta, partendo dal basso: la pergamena inizia a cancellarsi, mentre le rune corrispondenti incise sugli stipiti si illuminano di un bagliore dorato. @MattoMatteo Privato Non appena Sargon finisce, sentite distintamente che non c'è più alcun suono provenire dall'esterno. Perfino chi non è un incantatore sa riconoscere quel tipo di magia arcana, dato che è alquanto diffusa su Athas: è un particolare rituale di Silenzio, utilizzato per isolare acusticamente una stanza, in modo che nessuno possa origliare dall'esterno. "Il Silenzio è attivo" annuncia Sargon, per poi tossire vigorosamente, sputando sangue. Le Ombre della Cabala Il capitano si prepara a parlare più di quanto non abbia mai fatto finora. Non gli piace, ma è necessario. "Questa missione... non ha mai avuto pieno appoggio dalla Cabala. È una mia iniziativa". Sargon rimane sospeso in un incrocio tra il perplesso, il confuso e il rasserenato. "Per la Cabala, io sono già un problema, ma resto una pedina sfruttabile. E solo loro vedono tutta la scacchiera". Tareq fa una lunga pausa, scrutando ciascuno di voi. "La Cabala tiene in pugno i Qātylīn. Tramite condizionamento fin dalla nascita, si può modellare la mente. Sopprimere il senso critico. Rendere invisibili le catene che ti legano. Lo scoprì Terdwell Sandshaper" e tutti voi conoscete quel nome: Terdwell era uno Psion abilissimo, nonché luogotenente (come Tareq) della cellula Desert Whispers. Inoltre, era uno dei pochi ad aver conosciuto (da giovane) la Lama della Polvere, Farad Abdel-Haqq. Di Farad si vociferava che avesse combattuto accanto a Phoenix contro Kalak, il Re-Stregone di Tyr (battaglia che terminò con la morte di Kalak, evento che cambiò la geopolitica mondiale) e che avesse anche affrontato il Re-Stregone di Urik, Myron, pur non riuscendo a sconfiggerlo. "Non riesco a crederci. Come può avvenire una cosa del genere? Come possono esistere catene nella mente?" chiede Sargon, confuso, agitato, dubbioso, ma soprattutto inquieto. Tareq scuote leggermente il capo: non è la persona giusta a cui porre quella domanda. "Quindi la Cabala è nostra nemica?" chiede Karak. "No. Ma nemmeno amica" replica Tareq. "E Nahil?" chiede Sargon, intendendo chiaramente se fosse amico o nemico. C'è un attimo di silenzio, che sembra durare una eternità. "Nahil ha il cuore diviso. Lotta contro se stesso. Ma sta riuscendo dove molti falliscono" risponde il capitano, per poi tacere. @Ard Patrinell @Landar @MattoMatteo Tutti
  22. Imaad ascolta le vostre presentazioni, chinando il capo a ciascuno dei vostri nomi e, nel caso di Vash, ricambiando l'inchino allo stesso modo. Il rispetto che il vecchio mercante ha per voi (in ultima analisi, degli estranei) è qualcosa di raro su Athas, forse derivato da una tradizione molto antica, oramai caduta in disuso. Poi si volta verso Umr'at-Tawil, per rispondere alla sua domanda: "Raam? *cough* Non ho notizie particolari... *cough* *cough*... e questa, credimi... *cough*... è già una buona notizia di per sé" risponde, la sua frase intervallata da colpi di tosse. Mentre la gente va e viene dal pozzo, raccogliendo la preziosa acqua in anfore sigillate, il vecchio mercante vi fa strada verso la taverna. Imaad vi ha fatto preparare delle stanze al fresco: una per Azrakar e Umr'at-Tawil, quella accanto per Vash e Sargon (gli altri in altre stanze, nello stesso corridoio). Scaricate i vostri bagagli più pesanti e ingombranti, tenendo con voi solo l'essenziale (armi incluse, per chi lo desidera). Infine, andate in una grande sala da pranzo, dove Imaad ha fatto preparare, per tutti voi, una colazione nutriente in grande stile: latte fermentato di cammella, pane azzimo, datteri, noci, uova di struzzo e tè nero speziato al cardamomo. Colazione al caravanserraglio "Partiremo questa sera, in modo da marciare di notte, quindi fate pure il pieno di energie!" afferma Ramek. Mentre mangiate, però, Sargon (ancora un po' pallido in volto) prende parola: "Capitano..." esita, si guarda attorno per accertarsi che siate solo presenti voi ribelli (Imaad si è allontanato, richiamato da una urgenza), poi guarda Tareq, "... non posso continuare. Devo lasciare la missione". Pausa. "Per la Cabala l'abbandono del dovere è un reato gravissimo. Ne sono consapevole. Quindi, lascerò la Ribellione". Tareq rimane in silenzio. "Stai scherzando, Sargon?!" Nahil, essendo ancora giovane, scatta per primo. "La Cabala usa quelli come me per ammazzare i disertori!" "Nahil!" lo ammonisce Duran. "Nahil cosa?!" insiste il Pugnale del Deserto, scattando in piedi. "Calma! Oppure ci sentiranno anche dall'altro lato del cortile" interviene Ramek, le mani aperte, cercando di placare le acque. Nahil si rimette seduto, incrociando le braccia e guardando dall'altra parte, ma l'aria nella stanza rimane tesa. Tutti
  23. Red Dazzle Non manca molto alla vostra destinazione. Ramek guarda l'orizzonte, poi estrae delle lenti scure dal taschino e fa un cenno a Tareq, che annuisce. "Indossate le lenti" annuncia Ramek, mettendosi le sue. "Servono per evitare il Bagliore Rosso" aggiunge. Il Bagliore Rosso è un fenomeno ben noto su Athas: la sabbia del deserto riflette la luce solare e, quando i raggi solari riflessi entrano nell'occhio (non protetto), danneggiano e affaticano l'organo fino a creare l'effetto visivo di un velo rosso che tinge ogni cosa. Nelle ore diurne, l'effetto è così intenso che la sabbia stessa sembra divenire cremisi: è il fenomeno più comune per i viaggiatori nel deserto, così tanto che è nato il modo di dire "ho visto le sabbie cremisi". A lungo andare, il Bagliore Rosso causa cecità permanente, motivo per cui (per chi può permetterselo) è sempre bene viaggiare nel deserto equipaggiati con delle lenti anti-sole. The Caravan Palace Dopo l'ultima ora di marcia, in cui il Sole Cremisi sorge in tutta la sua terrificante enormità, arrivate infine alla prima tappa del vostro viaggio, il cui nome antico, kārwānsarāy, significa letteralmente "il palazzo della carovana". Un immenso edificio fortificato, dalla pianta rettangolare, si dispiega davanti a voi in tutta la sua maestosità. Le spesse mura esterne, alte circa 12 metri, sono leggermente inclinate verso l'esterno e sono rivestite di un intonaco lucido, color avorio, dando l'impressione che l'edificio risplenda di luce propria. Siete arrivati da Sud, in cui vi è una grande porta d'ingresso, pesantemente fortificata e affiancata da due torri di guardia (una a destra, una a sinistra). "Questo caravanserraglio, dalla pianta rettangolare, è stato costruito allineato agli assi cardinali. Il lato corto, quello di fronte a noi, è lungo 175 metri, mentre il lato lungo è di 250 metri. Le due porte, la porta Sud e la porta Nord, sono al centro dei lati corti" spiega il Viandante del Deserto, mentre camminate verso l'ingresso. Man mano che vi avvicinate alla monumentale struttura, notate che è costituita da una porta esterna, un breve corridoio e una grande doppia-porta che volge sul cortile interno del caravanserraglio. La porta esterna, a scorrimento verticale, è formata da un enorme monolite di pietra, sospeso a circa 6 metri d'altezza dal suolo. La porta interna, invece, è una doppia-porta in legno massiccio. Diversi arcieri, strategicamente posizionati sopra le alte torri merlate, sorvegliano l'accesso, mentre due guardie si trovano al piano terra, all'ombra. Ramek vi precede, separandosi dal gruppo. Si avvicina alle guardie, il cui atteggiamento, dapprima cauto e sul chi vive, cambia nettamente una volta che lo riconoscono. Si scambiano delle rapide parole. Poi, Ramek vi fa cenno di avvicinarvi. Arrivate dentro il corridoio, finalmente all'ombra. Prendete fiato. Tra tutti, Sargon è quello che ha sofferto di più la lunga marcia: si accascia al muro del corridoio, sfiancato dal viaggio estenuante, cercando di recuperare le forze. Tareq si guarda attorno con attenzione: nota le aperture inclinate, sui muri laterali in alto, usate per scaraventare dei massi sugli invasori. Nota le feritorie sui fianchi delle torri di guardia. Le merlature in cima. Ogni singola scelta architettonica ed ingegneristica, in quella struttura, è stata effetuata al fine di massimizzarne le capacità difensive senza sacrificarne né la funzionalità né l'efficacia. "Pazzesco... come fa quella lastra di pietra così grande a rimanere sospesa? Peserà decine di tonnellate!" chiede Nahil al resto del gruppo, sorpreso dal fatto che il monolite sia spesso circa mezzo metro. "Tramite argano e contrappesi" spiega Ramek. Nahil lo guarda: "Eh...? Mai visti! Dove si trovano?" chiede, incuriosito. "Sono, in effetti, opere ingegneristiche di cui anch'io non so molto. Comunque dovrebbero trovarsi proprio sopra le nostre teste" dice Ramek, guardando verso l'alto. Le guardie annuiscono, confermando quanto detto da Ramek. Karak aiuta Sargon a camminare, dandogli supporto. The Inner Courtyard Vi inoltrate nell'immenso cortile interno del caravanserraglio, che brulica di vita: dromedari, mercanti, viaggiatori, nomadi, avventurieri. Beni che vengono scambiati, favori che vengono contraccambiati: oltre che un caravanserraglio, è anche un bazar, un nodo commerciale strategicamente posizionato in un crocevia di strade maestre. Un grande pozzo giace al centro del cortile interno e grandi vasi d'acqua vanno e vengono in continuazione. Avvisato da una guardia del vostro arrivo, un vecchio mercante (un uomo dalla schiena ricurva, di carnagione scura, magrissimo, il volto scavato, pieno di rughe) si precipita verso di voi. "Ramek, Tareq! Che il Sole mi acciechi, da quanto tempo!" stringe la mano ad entrambi, abbracciando Ramek. La sua voce è rauca e saggia. "Imaad el-Massoud, lieto di conoscervi" si toglie il turbante e fa un leggero inchino verso tutti voi. "Gli amici di Tareq sono miei amici" aggiunge, per poi tossire. Notate che la sua pelle è ispessita ed è piena di macchie chiare. Il suo corpo, pur essendo palesemente affetto da chissà quante malattie, è il corpo di un uomo temprato dal deserto. Fuori dalle Città-Stato, la vecchiaia è rara. "Ho fatto preparare tutto. Potete partire quando volete" dice ancora, prendendo la mano di Tareq con entrambe le sue mani, quasi come se stesse tenendo qualcosa di prezioso, ma con la paura che scivoli via come sabbia. "Imaad. Grazie" sono le poche parole di Tareq, che mette l'altra sua mano su quella del vecchio mercante, il suo sguardo pieno di rispetto, ma anche di pietas. "Non guardarmi così, Tareq! Le dune non mi hanno ancora sepolto" ridacchia il vecchio, con tono auto-ironico, per poi tossire nuovamente. "Hai rischiato. Molto. Se i templari di Raam scoprissero che hai aiutato dei ribelli..." inizia Tareq, ma il vecchio gli dà una pacca sulla spalla, interrompendolo. "Ah ah! Che bevano polvere, quelle facce di fango! Anche se non so impugnare una spada senza che mi tremino le mani, servirò la Fenice fino a quando non finirà la mia acqua" per poi voltarsi e dare indicazioni ad alcuni suoi collaboratori, ma porgendo l'orecchio a chi di voi vuole scambiare due chiacchiere con lui. Tutti
  24. Ricongiungimento con la squadra Dapprima, vi prodigate per spegnere le fiamme causate dalla magia di Sargon. Umr'at-Tawil utilizza il suo potere psionico per emettere un raggio gelido, mentre Azrakar e Vash utilizzano pesanti tendaggi per privare le fiamme di ossigeno, estinguendole. Sargon risponde alla domanda del monaco, senza fermare la sua risalita verso l'ingresso: "Ho bisogno di prendere un po' d'aria. Nell'antro degli ogre c'è ancora troppo fumo... e puzza...". Vash è il primo ad avviarsi, mentre gli altri lo seguono a ruota. Il resto della squadra è al bivio, quindi vi ricongiungete facilmente. Sargon spiega che avete ripulito la vostra zona, lasciando in vita solo l'ogre con la catena. Ramek risponde: "Bene! Noi abbiamo ucciso due Ankheg. Nessun ferito. Poi siamo tornati qui: esplorare l'intero complesso di tunnel avrebbe richiesto troppo tempo, per ora è sufficiente". Gli Ankheg sono delle bestie in grado di scavare la terra, alquanto comuni su Athas. Nahil commenta riguardo al dubbio sul capo degli ogre: "Sì, la gerarchia degli ogre è basata sulla forza, non c'è dubbio. Per questo volevo stenderlo subito". Infine, Duran asserisce: "Per ferite superficiali, posso pensarci io" e si prepara a guarire i feriti. Tutti Tareq comprende la vostra scelta di lasciare in vita il capo degli ogre, ma ritiene un interrogatorio inefficace. "Gli ogre sono troppo stupidi. Non capirebbero le domande" proferisce, con tono di voce neutro. In tante altre occasioni, un'idea del genere sarebbe stata molto apprezzata, ma gli ogre sono proprio l'eccezione alla regola. "Nahil. Finisci il lavoro" dice, e Nahil, quasi con una sinistra soddisfazione, va rapidamente nella tana degli ogre, uccidendo l'ogre che, fin dall'inizio, aveva preso di mira. Il giovane Pugnale del Deserto riappare dalla galleria con il suo pugnale macchiato di sangue di ogre, che pulisce su una stoffa di pelle (una di quelle degli ogre, mezza bruciata), per poi gettarla via. Duran vede subito l'opportunità di trasformare gli ogre in razioni da viaggio, ma coglie anche il problema di fondo: "Vorrei tanto ricavare dagli ogre della carne essiccata, ma anche con le mie sostanze alchemiche, impiegheremmo alcune ore per farlo". Tareq scuote lievemente la testa: il gruppo ha già accumulato ritardo a causa della deviazione e della tempesta. Non hanno più molto margine. "Faremo rifornimento al caravanserraglio" afferma il Viandante del Deserto. La Fine della Tempesta Ramek controlla periodicamente lo stato dell'haboob. Non vi resta quindi che aspettare. Dopo circa mezz'ora, lo scout ha una piccola esultazione: "La tempesta è passata". Uscite dalla grotta e prendete un sentiero che vi porta a valle, scendendo dalle alture. La luna (Ral) rosseggia, alta, nel cielo. L'aria odora di polvere. Senza sprecare ulteriore tempo, ricominciate la marcia nella notte del deserto, questa volta con passo più sostenuto, cercando (per quanto possibile) di recuperare almeno una parte del tempo perso. Ramek fa cenno a tutti di bere dell'acqua, in quanto è importante mantenersi idratati. Dopo diverse ore, la marcia nel deserto diventa una marcia forzata, faticosa per il corpo e per la mente. Tutti La Fine della Marcia La notte è stata lunga, ma è giunta al termine. Vedete le prime luci dell'alba: il Sole Cremisi, lentamente, sta per sorgere. Tuttavia, grazie ad un notevole sforzo, avete recuperato parzialmente il ritardo accumulato. All'orizzonte, scorgete tutti quanti la prima tappa del vostro viaggio: il caravanserraglio. Tutti

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