Zhuge Liang
I vivi e i morti
Quando il combattimento fra le strade finì, Liang si mise al lavoro: vagò per le vie di Huruk-Rast, cercando di prestare soccorso ai numerosissimi feriti, alleviando il più possibile le loro sofferenze con le sue pur scarse conoscenze mediche. Allo stesso tempo, si poteva udirlo continuare a mormorare meste parole, una incessante preghiera e consolazione per tutti gli spiriti che quel giorno erano stati strappati alla carne. Fu felice di rivedere i suoi compagni, vivi e quasi del tutto incolumi a fine giornata e fu commosso nell'apprendere della morte eroica di Vedra. Era rude, ma il suo cuore era buono. Che il Padre dei Nani la accolga nelle sue aule dorate e che Kord benedica la sua anima forte e coraggiosa. Non mancò di pregare anche per le anime dei berserker di Thorlum, periti nel tentativo di liberarlo, e per quella di Fombar Grossoferro, che nonostante la non atletica figura si era comunque difeso con tutte le sue forze. Fu inoltre molto felice di trovare Yashia viva e vegeta, e abbracciata a Trull per di più. Sono contento di vedervi incolume, hyraz ad hernyzrash (sorella nella magia), le disse, facendo nel contempo l'occhiolino al suo nanico amico.
Il prezzo da pagare
Quando Thorlum fu ritrovato e portato dinanzi a loro, Liang fu colpito dai segni della tortura che portava sul corpo. In particolare, l'orbita vuota del nano gli lasciava una sensazione terribile. Nonostante questo, però, si avvicinò al suo ex compagno di viaggio. Thorlum. Non posso aggiungere molto a quanto detto dagli altri. Hai sabotato la missione comune per troppo tempo, spinto solo dal tuo odio e dal tuo ego. Oggi, moltissime persone sono morte inutilmente, e il loro sangue è in gran parte sulle tue mani. Penso di parlare a nome di tutti nel dirti che non fai più parte della nostra compagnia. Accetta il mio consiglio: rimani nella tua città, nano, e lavora duramente per espiare le tue numerose colpe. Ti lascio con una promessa, Thorlum: tu non ci ostacolerai mai più, mai più userai noi od altri come strumento per appagare il tuo crudele gioco al massacro, non sotto i miei occhi... A costo di ucciderti personalmente. Addio Thorlum, Assassino di Innocenti, Rovina di Huruk-Rast.
Riparare i torti
Rimarrò di certo, Lord Dwain, non temete. Contate pure su di me. Per quanto riguarda i prigionieri... Disse, lo sguardo triste, ... la situazione è seria. Huruk-Rast non può permettersi di perdere uno dei suoi clan, e il sangue versato quest'oggi basta ed avanza. Se fosse una mia decisione, proporrei i lavori forzati per ogni responsabile dei Cavalieri d'Onice e per i maggiorenti dei clan Martellonero e Dentedipietra, oltre a sanzioni pecuniarie. Ora scusatemi, ma c'è qualcosa che devo fare...
La fiamma divampa
Vagando per il teatro dello scontro, Liang raccolse un' insegna di Moradin e la issò in alto con la sinistra. Incurante di chiunque, si mise a camminare verso il tempio del Padre dei Nani, percorrendo la grande scalinata. Questa città ha subito un grave colpo. Deve ritrovare la speranza, un simbolo per cui avere fiducia nel domani. Fortunatamente, la speranza è come un letto di carboni... a volte basta solo una scintilla... Camminando piano era giunto all'entrata del tempio chiuso. con la destra estrasse la sua spada lunga, ed inspirò. Via Sublime, Secondo passo: Hijuuyama (Peso della montagna). Il colpo fece tremare i muri, sfondando i sigilli che tenevano chiuso il tempio. Una volta all'interno, si diresse verso la forgia centrale, spenta ormai da troppo tempo. Stese la mano e chiuse gli occhi. Moradin, i tuoi figli hanno perso la strada. Aiutali, Padre dei Nani e Padre di Tutto. Richiamando le sue arcane energie, pensò al bene, alla speranza, al coraggio. Pensò a Vedra, a Dwain, a Fombar. E infine, pensò al fuoco. Con un gesto, fiamme verdi proruppero dal suo palmo, riaccendendo la forgia. Uscendo dal tempio, gridò in nanico: Figli di Moradin! Il tempo della paura è finito! Riprendetevi ciò che era vostro! Che i martelli riprendano a cantare le lodi del Padre di Tutto! Riprendetevi il vostro futuro! Per Huruk-Rast!
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