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Bomba

Circolo degli Antichi
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Everything posted by Bomba

  1. DM Bainzu non potè non provare un certo imbarazzo quando espose le sue grinzose natiche al vento, sotto lo sguardo dei suoi compagni. Un tempo quelle chiappette gli erano valse l’ammirazione di molte donne, compresa colei con cui aveva messo su famiglia… una numerosa famiglia. Ora di tale vanto rimaneva ormai un pallido ricordo, che egli fu lieto di nascondere in una trasformazione magica che lo rese una sinuosa e sinistra ombra, un eco della vita di una creatura divorata dall’oscurità, della quale però il protettore della natura aveva assunto esclusivamente l’aspetto. Dopo aver affidato i suoi beni ai suoi compagni, egli toccò la porta (o per dire bene la sfiorò con il suo tocco incorporeo). La reazione della porta fu semplice: ella si sollevò permettendo l’ingresso del druido al suo interno. Ma sebbene ciò stupì fino a un certo punto il gruppo, che dovette riconobbere la semplicità della richiesta, un dettaglio importante fu presto noto a tutti: anche a Pisittu, che non aveva abitudini a indossare oggetti, era stato concesso l’ingresso. X tutti tranne Bainzu X Bainzu X tutti
  2. DM L’incisione sulla parete fu presa molto sul serio da parte dei sei viaggiatori (con tigre), i quali non faticarono a ragionare sul fatto che la nudità richiesta per proseguire fosse da prendere in senso letterale. Reduce dalla prima stanza, Gunnar aveva ancora in corpo parecchia adrenalina, tuttavia si trattenne per sentire i pareri e le opinioni dei personaggi che potevano proteggersi dal fuoco anche senza dover indossare anelli o altri orpelli magici ad hoc. Maxillium fece spallucce: i suoi allenamenti nell’aldilà lo avevano sì ricostruito come un promettente arcanista, ma lo avevano anche reso molto dipendente dai suoi fidati pugnali, oltre che dalla propria borsa conservante. Bainzu soppesò velocemente quanto la sua pelle raggrinzita e le sue vene varicose esposte all’aria avrebbero potuto portare terrore nel cuore dei propri compagni, ma fu anticipato da Sophia, la quale si propose di entrare sotto forma di elementale del fuoco. La strategia della mezza-ninfa era furba e sbarazzina, nel pieno stile di Radura Arcobaleno. Uno degli insegnamenti che ella aveva appreso era quello di non tentare di aggredire di pura forza la magia nemica, ma di tentare di aggirarla. Questa tradizione ben si coniugava con quella di folletti e spiritelli, che con le proprie illusioni erano sempre in grado di tenere a distanza i curiosi dal loro territorio, salvo coloro che si dimostravano particolarmente avvenenti. Nondimeno, come sua madre le aveva sempre detto, nemmeno nei suoi momenti di maggiore apertura la sua casa a Scogliera Argento avrebbe potuto competere con la Lagocristallo in cui era nata, dove la promiscuità, la lussuria e l’eugenetica si erano unite per creare una dinastia fuori del comune. In quel momento però i membri dell’Assemblea non dovevano preoccuparsi tanto delle loro parti anatomiche create per la riproduzione, bensì della loro incolumità e di come proseguire. Sophia assunse la forma di elementale del fuoco, avviluppandosi in fiamme che inglobarono il suo equipaggiamento. Una forma ideale per fronteggiare qualunque ambiente caldo e a cui ella fece seguire una decisa manata verso la porta d’ingresso con le incisioni e… Non accadde nulla. La porta rimase immobile come molti suoi simili sul piano di Arth. Sophia attese qualche secondo, forse c’era un meccanismo di lettura lento? La magia era buggata? Il server del Velo si stava riavviando? No, a quanto pare la porta non sembrava schiodarsi dalla sua posizione. I Guardiani Planari erano nella stessa situazione, con l’unica differenza di poter avere una comoda fonte di calore qualora avessero sentito freddo. Un problema che tuttavia Osymannoch dubitava avrebbe avuto. X tutti
  3. DM Dopo che Mortec Chau rivolse un cenno d’assenso a Osymannoch, il sestetto (con tigre) si allontanò per decidere il da farsi. Una delle rare occasioni per la quale tutti i Guardiani Planari fossero d’accordo su un punto era quello riguardante la grande porta con le incisioni che avevano trovato una volta scesi dalla Fauce. Tutti i membri dell’Assemblea erano infatti convinti che essa celasse temibili rischi e pericoli mortali, se non altro per i toni delle incisioni e il luogo in cui esso sorgeva. Non avendo però intenzione di raggiungere subito la parte opposta del lago sotterraneo, decisero di intraprendere la via più sinistra. La prudenza con la quale essi si approcciarono fu quindi più che giustificata, sebbene bastò appena un tocco di mano affinchè la porta si sollevasse, scivolando verso l’alto come se una mano invisibile l’avesse afferrata dallo stipite. Oltre ad esso però non si trovavano palle di fuoco in attesa, assassini pronti a sgozzare o altri assalti in grande stile, bensì un semplice corridoio costituito dalla stessa pietra nera che terminava con un’altra lastra di pietra. Quando anche Osymannoch, ultimo della fila, oltrepassò la soglia, essa ridiscese dietro di lui. Una nuova iscrizione attese i sei viaggiatori (e la tigre) quando essi giunsero al termine dell’anonimo corridoio “Colui che teme di affrontare il tormento non riceverà mai la mia grazia. Colui che cerca riparo dalla mia collera, venga da essa bruciato”. Al tocco di Gunnar, essa si sollevò come la precedente, lasciando intravedere ben poco. La stanza che si presentava loro era immersa nel buio, sebbene barlumi di riflessi interni lasciassero presagire che vi fossero delle superfici riflettenti. La vera sorpresa avvenne quando il possente combattente orso mise piede nella stanza. Con un sibilo da brivido, la porta calò come una tagliola di pietra, cogliendo di sorpresa i Guardiani e separando essi dal loro compagno. Gunnar era rimasto chiuso da solo all’interno della stanza. X tutti tranne Gunnar X Gunnar La grande lastra di pietra che aveva diviso i Guardiani si sollevò, permettendo al resto del gruppo di ricongiungersi con Gunnar. Egli si trovava dall’altra parte della piccola stanza con il tetto a cupola in cui una forte luce intermittente si alternava ogni sei secondi, abbagliante come il sole, prima di far tornare il buio. Gunnar sembrava aver sfondato un grosso muro di pietra che separava il fondo di quella bizzarra prova alla porta che ne rappresentava la riuscita, i detriti sparsi nei più remoti angoli della stanza, tale era stata la forza del suo urto. A quanto pare ciò era stato sufficiente a concedere la riunione del gruppo. La prima stanza di quello strano corridoio era stata dunque superata senza alcun problema, ma solo un grande spavento. I Guardiani però potevano trarre da ciò molte informazioni sul funzionamento dei meccanismi in quell’area e prepararsi di conseguenza. La preparazione sarebbe stata necessaria anche per proseguire. La nuova porta non sembrava meno intimidatoria della precedente, anzi il contrario a giudicare dalla sua incisione che recitava “Coloro che giungono nudi e gioiosi possono entrare alla presenza del Fuoco. Maledetti siano invece coloro che cercano rifugio nelle cose materiali”. La prima differenza con la prova precedente fu presto chiara: al primo tentativo di toccarla, la porta non si sollevò nemmeno di un centimetro. X tutti
  4. DM I toni iniziarono a scaldarsi, perlomeno da parte di Bainzu. Il druido sembrava spazientito e non sembrava accettare la situazione, insistendo e apostrofando Mortec Chau sulle sue ragioni, come se esse potessero per magia scuotere il mistico dalla sua posizione. La testardaggine del druido era nota ai suoi compagni di viaggio, che cominciarono a sospettare fosse un tratto comune della sua professione, vista la somiglianza con l’acido Vesphian del Patto Silvano. Pur ricevendo in pieno l’irritazione del druido, che venne comunque spalleggiato da Gunnar e Maxillium, Mortec Chau rimase tuttavia impassibile e rispose con calma olimpica, mantenendo un tono di voce basso e pacificatorio Come già spiegato, temo che privare all’improvviso Baneliness dell’Anello possa scatenare una crisi grave, allo stesso modo in cui un avvinazzato reagirebbe a colui che cercasse all’improvviso di togliergli dalle mani l’unica bottiglia disponibile illustrò Allo stesso modo io conto di aiutare Baneliness a controllare l’Anello, irrobustire la sua sanità mentale e rendere la sua volontà talmente forte da non ricorrere ad esso, nulla più di un orpello nelle sue mani, ma altresì lontano da altre meno caute. Quando l’argomento passò sui pupazzi giganti, Orso e Bambina risposero in coro Ma certo! tuttavia Mortec Chau non nascose la verità che Celeste sembrava aver intuito Sono un po’ golem e un po’ zombie. Baneliness ha intrappolato alcune anime per dare una parvenza di vita a questi suoi giocattoli, obbligandoli a esseer suoi compagni di giochi. In verità lei ha tante bambole. Questo luogo è stato una mia invenzione per differenziarlo dal resto della Fortezza precisò Baneliness era probabilmente maggiorenne quando è diventata lich, a giudicare dalla sua statura, ma è rimasta molto infantile nei comportamenti, motivo per il quale cercò di dare un po’ di corda ai suoi comportamenti e farla sfogare nei suoi capricci. Penso stia piano piano maturando, per quanto sia arduo vista la sua condizione disse Non mi piace li abbia creati, ma non voglio nemmeno che gli faccia di peggio. Conto di convincerla un giorno a liberarne le anime. Quando l’elocatrice chiese direzioni, il mistico scosse la testa, tuttavia il suo modo di rispondere rimase calmo e pacato Poco fa vi dissi che non avrei fornito ulteriori informazioni rispose Vi ho detto quanto ritengo sia sufficiente per rendere più equilibrate le forze in campo, ma non aggiungerò altro. E anche ciò che so potrebbe non essere corretto, visto che Baneliness è solita plasmare gli interni della Fortezza per evitare che i nemici si possano muovere con teletrasporti e simili. Penso che questo sia tutto ciò che posso dire. E’ stata una buona conversazione, spero potremo averne altre concluse Il tempo vola in compagnia in effetti, i Guardiani si accorsero che era già passato più di qualche minuto da quando essi si erano rivolti al mistico. X tutti
  5. DM X Bainzu Mi chiamo Mortec Chau rispose paziente Chau, alle parole di Celeste Comprendo la sfiducia, poiché essa è giustificata dalla scarsa conoscenza e le circostanze inusuali. Tuttavia voglio dirvi che Baneliness non ha mai usato l’Anello per danneggiare altri piani espose il loro interlocutore, che sembrava tentare di tutto per far valere le proprie ragioni Che ne sia in grado lo reputo possibile, ma finora non lo ha fatto. Altrimenti sarei intervenuto personalmente per fermarla. L’entropia generata da questi terremoti va contro i miei precetti. Dato che però ella non ha fatto nulla, e sta proseguendo una cura per la pazzia di cui soffre, ritengo altresì sbagliata l’idea di irrompere nelle sue stanze e cercare di ucciderla. Nooooo uccidere la padrona noooo! esclamò Bambina portandosi le mani di pezza sulle guance. Orso squadrò il gruppo portando su di essi i suoi occhi di vetro spenti e dicendo Sono incerto su cosa vogliate fare. Non è una trappola vero? Ci tengo a questo luogo e al mio corpo, se permettete disse. Mortec sospirò alle parole dell’animale di pezza, guardandolo con compassione e scuotendo la testa. X Celeste Le parole di Bainzu e Gunnar non rimasero inascoltate, tanto che Mortec Chau si passò una mano sul mento perfettamente rasato Posso condividere il vostro parere sull’Anello: è chiaro che sia egli la causa del disordine nella mente di Baneliness. Quando la incontrai però ella ne era già in possesso e la sua possessività nei suoi confronti è maniacale. Non lo cederebbe mai… anzi, dubito che possa farlo anche volendo, poiché esso si è saldamente fuso al suo dito scheletrico il mistico rimase qualche secondo in silenzio, i pupazzi giganti della stanza che volsero le loro teste dal gruppo all’Uomo Quieto e viceversa, in attesa che uno dei due proseguisse. Infine Mortec parlò Ciò che mi preoccupa di più è come ella potrebbe reagire a un’aggressione. Tutta la terapia che ho fatto con lei rischierebbe di essere gettata dalla finestra se ella, costretta sulla difensiva, utilizzasse il potere dell’Anello per contrastarvi. Potrebbe essere la spinta che la getterebbe irrimediabilmente in una gola di pazzia sanguinaria. A m-me f-fanno p-paura l-le g-gole, m-ma d-di p-più l-la p-padrona q-quando s-si a-arrabbia commentò Mulo, la coda che sferzava a destra e a sinistra. Il mistico si aggiustò il risvolto di uno dei suoi guanti, per poi rivolgersi di nuovo ai Guardiani Planari Siamo in una situazione di stallo. Voi avete bisogno di raggiungere Baneliness e io sono in possesso di una delle tre chiavi necessarie per aprire le sue stanze personali disse sollevando la mano sinistra, quella con l’anello di smeraldo Non ve la cederò per mia volontà, quindi le opzioni sono due. La prima è che cerchiate di privarmene con la forza, ma questo farà cadere ogni trattativa di pace tra di noi. Ho camminato per innumerevoli piani e, sebbene non possa scommettere sul mio successo, credo di poter essere in grado di mettervi in difficoltà. Mortec Chau quindi incrociò le braccia L’alternativa è che mi portiate prove che dimostrino come Baneliness sia incurabile con l’Anello a sè. Se però ne troverete, allora dovrò riconoscere l’amara realtà. In quel caso vi darò la mia chiave e, se ne avrete davvero bisogno, vi offrirò anche il mio aiuto per incapacitarla… a giudicare dall’amarezza con cui sottolineò le ultime parole, sembrava un’ipotesi amara anche per Chau. L’Uomo Quieto non sembrava però aver finito Gli altri anelli sono in possesso di Lord Skraith, il comandante in capo dei vampiri e responsabile della trasformazione dei migliori di loro in eletti, e Mrs Persimonn, la governante della Fortezza e responsabile dei golem di guardia interni. Non sperate però di trovare la stessa disponibilità al dialogo. Essi non accetteranno mai alleanze o tregue, sono i più leali servitori di Baneliness disse il mistico Vi ho detto di loro, e non darò l’allarme nella fortezza, solo per equilibrare un po’ la situazione, dato che siete in territorio ostile. Ma non vi concederò altre informazioni o favori. Ora, la scelta su come agire rimane a voi. In ogni caso mi troverete qui ad aspettarvi. X tutti
  6. DM X Osymannoch Quando Osymannoch chiese di Bambina, la grande bambola di pezza umana scoppiò in una risata cristallina, come quella di una infante che si stesse divertendo con il suo gioco preferito Ma sono io Bambina! la creatura battè le mani Ma tu sei quasi uguale a Baneliness, dovete essere per forza fratello e sorella! Giochiamo a rincorrerci disse. Orso quindi puntò i suoi tristi occhi di vetro verso Maxillium Noi siamo qua per giocare con la padrona e l’Uomo Quieto, quando lei lo chiede il grande animale quindi calò il capo alla risposta secca di Bainzu. Egli e Bambina si guardarono per poi dire O-Oh… sembra che qualcuno non abbia fatto il riposino… quindi Bambina avvicinò il proprio viso a quello di Bainzu Ti serve una coperta? Un cuscino? Vuoi fare un pisolino? Non credo che sia colpa della mancanza di sonno, ma di tatto disse una voce maschile, intromettendosi nel discorso. Un uomo aveva varcato la soglia della porta dal lato opposto, seguito al trotto da Mulo che risalutò i presenti con un R-Rieccomi… il nuovo venuto non era un pupazzo, ma un essere umano in tutto e per tutto. In tutte le loro avventure, anche quelle compiute da Celeste per salvare Arth, le persone incontrate erano sempre capaci di distinguersi in mezzo a una folla: un grande fascino, una generosa scollatura, l’appartenenza a una razza quasi estinta, un notevole quantitativo di scaglie di drago (caratteristica comune a buona parte delle persone conosciute da Celeste), tratti demoniaci, angelici o l’essere semplicemente il prodotto di un incrocio quanto mai improbabile. Eppure l’uomo che si trovavano di fronte era incredibilmente semplice sia nell’aspetto che nel vestiario: portava corti capelli neri, una pelle appena abbronzata, occhi scuri, lineamenti trascurabili e indossava semplici abiti da viaggiatore, oltre a un paio di guanti di velluto rosso, una piccola tiara, una collana scura e un anello con un piccolo smeraldo. L’uomo aveva inoltre un sottile odore di incenso al legno di sandalo Suppongo dovrei però essere incoraggiato del fatto che non avrete imbracciato subito le armi contro questi giocattoli commentò. Gli occhi dell’uomo passarono tra i presenti e sebbene essi fossero assolutamente ordinari, i membri dell’Assemblea ebbero la sensazione che egli sapesse intuire ben più di quello che lasciasse trasparire Il mio nome è Mortec Chau, un viaggiatore planare che vuole solo ristabilire l’ordine nel caos. Spero possa essere un piacere fare la vostra conoscenza disse portando le braccia sui fianchi e facendo un breve inchino, alla maniera delle genti del Katai Credo di poter intuire la ragione per cui siate qui. Siete viventi, almeno buona parte di voi, e leggo in alcuni di voi quella scintilla di bontà che non vedo in nessun altro in questo luogo. Se siete giunti fin qui, così vicino a Baneliness, dovete esservi fatti strada tra molti nemici o averli saltati a piè pari passando per la Fauce. Di certo non siete degli sprovveduti e i vostri scopi hanno buona probabilità di comprendere l’Anello del Carnifex o la distruzione di Baneliness riepilogò Mi correggerete se sbaglio concluse. A quel punto l’uomo sospirò Tuttavia se ho ragione vorrei appellarmi a voi e aprire un dialogo civile affinchè possa convincervi a rinunciare a ciò. Voi starete pensando che Baneliness sia una pazza omicida, che non ha motivo di esistere. E sulla sua malvagità non discuto, è chiaro che da una lich non ci può essere potenziale per del bene… ma io cerco un potenziale per l’ordine spiegò Mortec Chau L’Anello la sta consumando, ma ella non è disposta a privarsene e la pazzia sta imperversando. Però sono dell’idea che vi sia una cura e che ella possa evitarne gli effetti, se riceve l’aiuto necessario per mantenere la sua lucidità e sfogare il suo io infantile. Per questo motivo sono giunto da lei ed ella non mi ha ucciso, quindi dandomi già motivo di credere che vi sia speranza. Come voi non voglio che ella sia una minaccia per altri, ma che possa vivere una vita senza danneggiare il prossimo. L’Anello ha un grande potere, ma finchè avrò idea che ella potrà resistere alla sua influenza, allora sono della convinzione che la mia via possa darci un’occasione pacifica per risolvere il tutto. Può essere malvagia, ma nel multiverso c’è posto per il male tanto quanto per il bene. Tutto ha un posto nell’ordine generale delle cose, perfino lei. E forse sta adempiendo a uno scopo più grande di noi l’educato uomo quindi concluse Spero che il mio punto di vista vi sia ora più chiaro. Quanto a voi, quale sarebbe la vostra idea di azione? X tutti
  7. DM Tra la fine del “molo” in cui si trovavano i Guardiani Planari e quello opposto, pur nel punto più breve, vi erano più di cinquanta metri almeno di vuoto sotto il quale si trovava l’inquietante marea nera degli scarichi fognari. Preferendo un approccio sicuro, Gunnar fece ricorso a uno dei suoi trucchetti preferiti, lieto di potersi rendere utile e fare compagnia ai propri compagni incantatori. Max si unì a lui, gli occhi che assunsero una luce blu elettrico mentre egli scandagliò ciò che gli era possibile raggiungere con il suo incantesimo. In verità il mago dei pugnali incantati scoprì che solo le pareti e le porte della zona sembravano imbevuti di magia, di quella che reputava essere stata progettata per rendere ancora più inespugnabili le già potenti difese di Baneliness. Lo zombie appeso non sembrava animato da nulla più dell’energia negativa che lo teneva in non-vita, mentre l’acqua scura e limacciosa non sembrava celare incantesimi o trappole magiche evidenti. A fornire qualche indizio in più ai viaggiatori fu invece Gunnar. Dopo aver aguzzato la vista, egli fu in grado di evocare il proprio sensore oltre la pietra, la quale rivelò un incisione visibile solo per chi fosse giunto dalla porta opposta del lago sotterraneo. Scritta in uno svolazzante corsivo in Comune, la scritta recitava “Non sul cielo e non sull’acqua va tracciato il proprio sentiero, poiché solo una via conduce al trono. Preparatevi a camminare dalla signora scalzi e penitenti, poiché ella vede tutto. Chiedete ciò che vi serve e vi sarà dato”. Tali furono le parole che Gunnar potè ripetere ai propri compagni. Dopo aver effettuato le proprie considerazioni, fu opinione del gruppo di provare una strada alternativa. Spronati dalle parole di Bainzu, Maxillium e Gunnar, i membri dell’Assemblea ritornarono al precedente crocevia, per poi imboccare la porta “dello gnomo” come essi avevano ribattezzato il sinistro uscio che si affacciava sull’interno della bocca di uno gnomo scolpito sull’architrave. L’ambiente in cui emersero differiva in maniera quasi scioccante dal precedente. Le pareti erano state interamente dipinte di un color blu cielo, salvo alcune sparute nuvole bianche e un immenso sole con un viso di bambino sorridente. Il pavimento era interamente ricoperto di tappeti verdi, i quali erano impilati e ammucchiati per simulare colline e prati verdi. Una voce attirò l’attenzione dei Guardiani, la quale recitava Sulle alte colline non molto lontano, giocano gli Amici tenendosi per mano… a parlare era una delle tre figure che arrancavano sui verdi tappeti di quella insolita stanza: un orso, una figura umanoide e un mulo. Essi sembravano fatti a mano, come gigantesche bambole di pezza, tuttavia essi erano in grado di muoversi e i loro occhi di vetro riflettevano una luce di disperazione. Colui che aveva parlato, l’orso, fu il primo ad accorgersi dei Guardiani. L’essere fece un piccolo balzo dicendo Uno! Saluti da Orso, chi abbiamo qui? domandò arrancando sulle zampe e flettendo le narici di pezza Due! Nuovi amici per Bambina? chiese la bambola di pezza dopo aver fatto un saltello sul posto, parlando con una acuta vocetta femminile T-Tre! N-non s-saremo n-nei g-guai s-se g-giochiamo c-con l-loro? tartagliò il mulo, dopo aver imitato i propri compagni e aver sventolato la propria coda. L’orso squadrò i Guardiani, osservando di tanto in tanto Gunnar Non saprei… dite che potrebbe arrabbiarsi? la bambola di pezza quindi battè le mani Chiediamo a un amico! Mulo, vai a chiamare l’Uomo Quieto al che il mulo sventolò la propria coda e si voltò in direzione di una porta di pietra che si trovava dall’altro lato della stanza V-Vado... l’orso quindi riprese quindi la parola Come stavamo dicendo… chi siete? Siete qui per giocare con noi? O cercate altro? X tutti
  8. DM All’ammonimento di Bainzu, Pisittu abbassò le orecchie e fissò lo sguardo oltre, per poi allontanarsi con passo lento da Celeste. Preferendo un approccio più sicuro, il resto dei Guardiani decisero di intraprendere la strada della doppia porta di pietra a ovest. Essa non fece più resistenza di quanto ci si aspettasse, sospinta sui suoi cardini dalle forti braccia di Gunnar e Celeste. Quando i sei membri dell’Assemblea (e tigre) attraversarono la soglia si trovarono ben presto sulle rive di quello che era un immenso lago sotterraneo, sito nel cuore della montagna. Il soffitto era circa a dodici metri sopra le teste dei Guardiani. Fu presto chiaro che tale specchio d’acqua non doveva essere una conformazione naturale, ma più una scura pozza artificiale. Non era necessario essere esperti di geologia per capire che un tale deposito di acqua in quella parte della montagna fosse a dir poco impossibile, ma entro i confini di Baneliness evidentemente le leggi della natura erano state accantonate. Dall’altra parte era visibile una piattaforma simile a quella in cui si trovavano. L’acqua era di un color nero inchiostro, dall’aspetto vischioso, increspata da leggere onde calme e senza la benchè minima trasparenza che lasciasse intuire che cosa si celasse al suo interno. Dal loro punto di vista i Guardiani poterono notare come l’ampia area fosse di forma circolare e dalla riva all’acqua vi fosse uno strapiombo di quasi tre metri. L’attraversamento del luogo avrebbe richiesto un ponte, che tuttavia non c’era. O perlomeno non sembrava completo. Da entrambi i lati della stanza, due lunghi moli si propendevano da ambo le parti per svariati metri, salvo interrompersi bruscamente. Essi non sembravano però essere il residuo di una struttura distrutta, ma sembravano essere stati costruiti in quel modo di proposito. Non erano presenti in nessuno dei due lati imbarcazioni o mezzi di trasporto marittimo. Dal loro lato i Guardiani avevano comunque compagnia: uno zombie era legato ad un palo, le viscere attaccate al terreno e lo sguardo vacuo che vagava a destra e a sinistra, alla stessa maniera di quelli incontrati in precedenza sopra e al di sotto della Fauce. Dall’altra parte essi potevano scorgere a malapena una pietra eretta vicino all’inizio dell’improvvisato ponte (sebbene non sembrava che vi fosse nulla di iscritto, almeno per quello che potevano vedere dal loro lato), una doppia porta simile a quella da cui erano entrati, oltre a due grandi scarichi fognari che scendevano ognuno ai lati dell’altro ingresso, alla guisa di larghe tubazioni verticali, rilasciando a pochi metri dall’acqua i loro liquami, i quali dovevano essere l’evidente causa del così poco invitante aspetto del lago. L’aria aveva un odore pestilenziale, come se qualcosa stesse marcendo al di sotto dello specchio d’acqua. X tuti
  9. DM L’invito del vampiro a farsi sotto non rimase inascoltato a lungo. Sebbene Sophia preferì mantenere il proprio arsenale per le situazioni di emergenza, Max si mosse rapidamente ed apparve alle spalle del vampiro per colpirlo alla schiena con una pugnalata infuocata. Sebbene Tormenta non fosse in grado di congelare il non-morto, il fuoco sembrava assai più efficace. L’essere tentò di colpire al viso Max, ma la freccia di Gunnar gli trafisse il braccio un attimo prima che un globo lo investisse in pieno, cortesia dell’Inatteso. Dopo il colpo di Osymannoch, il vampiro arretrò grugnendo di dolore, per poi dissolversi in una nube di gas oscuro e risalire il condotto seguendo i suoi compagni e risparmiando a Celeste la fatica di tirare un altro schiaffo dei suoi. Le sentinelle erano state sconfitte. Con quella minaccia sventata, non fu difficile per i Guardiani proseguire, se non altro perché per Bainzu era ancora possibile trasformarsi a suo piacimento e la forma di rugginofago si rivelò utile a quello scopo. Ed essa trovò sfogo, poiché fu solo dopo la quinta doppia porta che la discesa dei Guardiani Planari ebbe finalmente termine. Dopo più di un chilometro di discesa e la continua vista di zombie appesi che giravano la testa ritmicamente, essi poterono fare la loro apparizione all’interno di una grande stanza circolare. Il largo pozzo da cui erano scesi si trovava al centro del soffitto, circondato da disegni simili ai punti cardinali di una bussola, ma senza indicazioni di dove si trovasse o meno il nord (se mai ciò fosse contato in un posto del genere). L’ambiente era costituito interamente di pietra nera, liscia e levigata come il più elegante dei marmi, ma privo di zigrinature o venature. In compenso le pareti erano state interamente rivestite di versetti e sinistri poemi, trascritti da una oscena mano infantile e per mezzo di inchiostri luminosi dai colori vivaci quali rosso, blu e verde. Argomento principale di queste opere di poesia erano le possibili punizioni e torture che l’autore avrebbe inflitto a “Madre”, ma per chi aveva stomaco forte era possibile trovare anche altre opere che trattavano anche temi come lo smembramento di cadaveri, le conseguenze purulente delle più infide malattie e il piacere nell’impagliamento di piccoli animali. Un’ispezione preliminare della stanza portò notevoli informazioni ai Guardiani Planari. Vi erano infatti ben quattro vie per poter uscire da quella stanza, sebbene esse differissero parecchio e presentassero parecchie peculiarità. La porta a nord recava elegenti incisioni di fiori, ma la sua apparente delicatezza era contrastata dal solido adamantio di cui era costituita. Non servirono incantesimi di identificazione agli incantatori per percepire a quella distanza come la porta fosse stata trattata magicamente per resistere meglio di qualunque altro uscio. Tuttavia Max fu in grado di notare un dettaglio: tre dei fiori presentavano delle leggere cavità nel pistillo, come se ad essi potessero essere aggiunti delle gemme o qualche piccolo oggetto. Un dettaglio che mancava nel resto dell’intricato disegno. Il grande uscio a est era solo in apparenza legno, ma in realtà di solida roccia maniacalmente scolpita e dipinta per sembrare di un altro materiale. Tale ingresso era sormontato da un architrave e una base disegnati a forma di gnomo dalla bocca spalancata, la cui bocca si trovava al posto dell’ingresso. La lastra di pietra a sud era meno artistica, ma non priva di dettagli. Sulla grande pietra nera era inciso a caratteri cubitali “VONAN RUKH – La Pietra della Separazione” e sotto tale titolo “Oltre questa soglia solo chi è degno potrà unirisi agli ELETTI. Tu ne hai la forza? Essa ti verrà strappata, come carne dalle ossa. Tu hai la resistenza? Essa sarà messa alla prova, anche a costo di portarti alla follia. Tu conosci la lealtà? Aggrappati ad essa come una fiamma ad un ceppo, poiché solo i leali ce la faranno!” La doppia porta di pietra a ovest era invece la più spoglia di tutte, priva di indicazioni o incisioni sul suo scopo o la sua possibile destinazione. I leggeri segni sul pavimento lasciavano però intuire che essa fosse facilmente apribile e che venisse usata con un minimo di regolarità. I Guardiani Planari avevano parecchio a cui pensare, lì in quel crocevia all’interno della Fortezza dei Diecimila Passi. Un sibilo interruppe però le prime elucubrazioni dei Guardiani: Pisittu si era avvicinata di soppiatto a Celeste, per poi iniziare ad orinare vicino a lei. A quanto pare la temporanea forma legnosa della elocatrice ricordava fin troppo un albero alla titanica tigre del druido. Riepilogo X tutti
  10. DM Il vampiro armato di mazzafrusto doppio fece roteare la propria stupefacente arma sopra la testa, al grido di Fatti sotto! prima di mutare l’espressione in sorpresa ed esclamare Ma che cosa…??? alla doppia trasformazione del druido e della tigre, i quali si lanciarono in forma di leonal scaricando tutta l’energia positiva che potevano sprigionare per quella giornata. Il vampiro eletto gridò a quel colpo, così come un la sua commilitona quando le mani da guardinal bruciarono i loro vestiti e i loro tessuti meglio di qualunque accquasanta. I due esseri quindi svanirono in una nube di fumo oscuro simile a quella in cui si erano manifestati al loro arrivo, per poi cominciare a risalire lentamente la lunga “gola” in direzione dell’apertura della Fauce. La minaccia druidica era di certo pericolosa, ma le parole di Celeste gettarono ancora più confusione nell’ultimo vampiro, che nel breve silenzio che ne seguì si guardò intorno per poi chiedere Che succede? la risposta non fu molto vocale, ma fu piuttosto incisiva nel momento in cui Celeste riapparve dando un pugno talmente folte da rompere il naso del vampiro Ahia, ma sei scema? gridò istintivamente sventolando il mazzafrusto e colpendo… il nulla. Celeste era già arretrata, frenando con il suo corpo legnoso con le mani e creandosi abbastanza attrito per riprendere il suo assetto da guerra. Pisittu ruggì a quella visione, occhieggiando l’elocatrice. Te li do io i ruggiti! ringhiò il vampiro, gli occhi intrisi di sangue mentre si gettò su Pisittu. Sebbene i vampiri avessero subito gravissime perdite, l’ultimo superstite non sembrava pronto a cedere il terreno e fece roteare la palla chiodata colpendo il compagno animale di Bainzu senza la minima pietà. Un colpo nel fianco, uno al piede destro e infine un colpo al viso che fece sanguinare copiosamente la tigre del druido, che riuscì solo alla fine a bloccare un fendente potenzialmente letale. Con un grido di sfida, la sentinella squadrò Bainzu e Celeste Fatevi sotto, figli di p*****a!!! Riepilogo X tutti
  11. DM Sebbene in passato la magia di Bainzu non fosse sempre stata di grande aiuto per i Guardiani Planari, il druido fu l’unico a dimostrare una certa creatività per superare la Fauce. Forse segretamente egli non era tanto sicuro della sua idea, e magari la riteneva persino bacata, ma la realtà dei fatti lo smentì. La trasformazione sua e di Pisittu in rugginofago fu il preludio del suo piano personale, che si concretizzò quando egli attaccò con le proprie antenne la base della Fauce. Facendo ciò egli riapparì, permettendo anche al resto dei Guardiani di notare il suo certosino lavoro, mentre lo zombie parve ignaro della sua presenza, continuando a guardare con sguardo vacuo a destra e sinistra. Il tutto proseguì mentre l’opera di “arrugginimento” che conferì a una piccola sezione laterale, scavando una via grande come una mano ma sufficiente per permettere ai suoi compagni in forma di vento e a sé e Pisittu di scendere in una forma adatta prima di tornare a quella di balor. La Fauce sembrava essere superata! Il lungo condotto che si trovava sotto la fauce, simile a un grande esofago, non era molto larga ma sufficiente a ospitare comodamente tutta la compagnia, la quale discese per più di trecento metri riguadagnando terreno aereo fino a che essi non raggiunsero… un’altra chiusa! Una rapida ispezione fece notare ai Guardiani come la potenziale apertura avesse lo stesso taglio a zig zag della “porta” orizzontale che avevano superato poco prima. Legato a un palo di legno conficcato sulle pareti si trovava un altro zombie, diverso dal primo per aspetto e brandelli di vestiario, ma lo sguardo vacuo che vagava a destra e sinistra come il suo simile che avevano incontrato all’inizio. Il tempo delle riflessioni venne però interrotto da un’apparizione che apparve nello stretto condotto. Preceduto da una serie di nubi di fumo che scesero quella specie di camino fino a raggiungere il druido, un trio di vampiri fece la propria comparsa. Due di essi, un uomo calvo e una donna dai lunghi capelli color cenere, erano vestiti alla stessa maniera delle sentinelle poste sulle mura, gli occhi rossi che fissarono Bainzu e Pisittu nella loro forma di balor. A parlare fu però il terzo, un esemplare alto e dinoccolato di quasi due metri, dai capelli neri lisci e tirati indietro, dall’armatura chiodata sporca di sangue e armato con un doppio mazzafrusto. Quest’arma non era tra le prime scelte che gli avventurieri di solito compivano e ben poche storie narravano delle gesta compiute con essa, tuttavia il suo aspetto era certo ideale per incutere timore nel cuore degli avversari: costituito da una lunga asta in legno rinforzato con anelli di metallo, le estremità montavano ognuna tre catene, al termine delle quali si trovava una grossa sfera di acciaio munita di algide e feroci chiodature. Il peso la rendeva un’arma scomoda per molti, e pessima per i combattenti più agili, tuttavia il vampiro che la sorreggeva sembrava maneggiarla come fosse un fuscello Bene, bene, dunque ecco qui gli intrusi! sentenziò. Era chiaro che egli avesse una posizione di comando, se non altro per il suo aspetto ben diverso dallo stereotipo di succhiasangue: la sua pelle più che bianca era quasi trasparente, tale da evidenziare le ossa particolarmente sporgenti. I suoi denti inoltre erano più lunghi, superando di gran lunga l’arcata opposta Un… balor? No, mi sembra difficile pensare che un generale dell’Abisso possa essere così stupido da tentare di affrontare la nostra Regina disse, per poi impugnare con entrambe le mani il proprio mazzafrusto doppio Poco male, scopriremo ben presto la verità! Alle armi! i due vampiri al suo seguito iniziarono a far roteare sopra le teste le sfere d’acciaio chiodate dei propri mazzafrusti. Riepilogo X tutti
  12. DM La decisione del gruppo di raggiungere la Fauce fu quasi unanime. Per prepararsi a tale viaggio tra i cieli, Osymannoch salì in cattedra, forse preoccupato dalla presenza eccessiva di ali notturne e potenziali tiratori sulle mura. Ad egli si aggiunse Bainzu, capace perlomeno di badare a sé e al proprio compagno animale. In breve tempo il duo di incantatori divini si assicurò che tutti, perfino Pisittu, potessero calcare i cieli per il tempo sufficiente per superare le nuvole. A quel punto Osymannoch si preparò per il più pericoloso degli incantesimi, una richiesta che lo avrebbe messo direttamente in contatto con una divinità. Sebbene non poterono capire che cosa il lich avesse discusso, l’espressione contrita dell’Inatteso perdurò per tutta la durata del colloquio. Al termine di esso però tutti i presenti notarono delle differenze in sé. X Osymannoch X tutti L’ascesa verso la cima della Fortezza dei Diecimila Passi si rivelò quindi ben più sicura di quanto sarebbe stata in altre circostanze. Come sospettato, il cielo pullulava di ali notturne, le quali sarebbero state ben felici di assaltare gli oggetti magici (di cui erano ghiotte) e gli incantesimi di cui i loro avversari si agghindavano. Ma ancora più pericolose apparivano le vedette poste sulle piattaforme che costellavano le mura della fortezza: esse erano vampiri, uomini e donne, vestiti con corazze di piastre dotati di esagerati spuntoni neri uguali a quella che avevano visto indosso al Duca Hessamon. Il loro armamentario comprendeva opzioni sia per la mischia che per la distanza, in quanto figuravano sia archi lunghi compositi dalle corde spesse come fil di ferro, sia mazzafrusti pesanti, i quali emanavano un fioco bagliore verde-bluastro le cui tonalità variavano senza un apparente schema. Queste insonni sentinelle, le cui chiare cicatrici bastavano a garantire la loro esperienza sul campo di battaglia, pattugliavano a piccoli gruppetti le piattaforme su cui sorgevano i vari ingressi per l’interno della fortezza. Essendo le piattaforme più larghe delle scalinate (prive di ringhiere) che conducevano verso di esse, era evidente il vantaggio tattico di cui questi vampiri godevano dalla loro posizione privilegiata. Ben pochi furono i frammenti di discorsi che udirono da esse nel corso dell’ascesa, tra cui si distinsero un Che cosa c’è, qualcuno ha rubato il tuo dolcetto? di una guardia rivolto a una sua arcigna commilitona e un Una volta ero anch’io un avventuriero come te, finchè non mi sono buscato una freccia nel ginocchio di un anziano vampiro a un esemplare dall’aspetto più giovane. Pur supportati da una notevole capacità di volo, il viaggio dei Guardini Planari richiese ben sette minuti, un’ascesa che portò i membri dell’Assemblea a raggiungere i quasi due chilometri di quota prima che essi potessero infine raggiungere la cima della Fortezza, uno spiazzo che di primo acchito poteva ricordare la cima di un vulcano spento, con una sua caldera di forma vagamente circolare. Non vi erano però magma o altre fonti di calore nelle Marche Sbriciolate e lì, all’interno della depressione le cui pareti erano alte circa sei metri, i Guardiani Planari atterrarono. L’unica forma di “vita” che essi videro fu parte di una scena a dir poco rivoltante: uno zombie era stato legato per le braccia e le gambe su un palo di legno, lo stomaco squarciato e gli intestini lasciati cadere a terra. Lo zombie non sembrava però preoccupato di tale visione, silenziosamente intento in un’unica ripetitiva azione. Spostare lo sguardo lentamente da destra a sinistra, ripetendo il movimento come il più lento osservatore di una partita di tennis. Se non fosse stato per le indicazioni di Hessamon essi avrebbero fatto fatica a notare come il pavimento sporco di terriccio fosse composto da quello che sembrava una grande piastra di metallo, la quale presentava una sottile linea divisoria che zigzagava per tutto il suo diametro. La “bocca” della cima della Fortezza era però saldamente chiusa e non vi erano portieri, custodi o uscieri pronti a indicare come aprirla. X tutti
  13. DM Il valore economico di Terrore degli Spiriti era degno di nota, ma nulla poteva paragonarsi al valore affettivo che il barbaro provava per esso. Arma che lo aveva accompagnato per tutta la sua vita, la sua fine era infine giunta per mano di uno dei servitori di Baneliness. A quella vista Gunnar non ci vide più, cadendo in preda all’ira (sebbene in realtà ciò fosse già accaduto un round prima) e assaltando il colpevole senza la minima cura per sé stesso. Il risultato di questo assalto a lato si dimostrò in una serie di grida laceranti che la creatura emise, costretta nel frattmpo a difendersi da Bainzu e Pisittu, che in forma di costrutti celestiali assaltarono il fianco facendo risplendere la propria incandescente luce. Osymannoch approfittò di tale momento per occuparsi dei cieli, organizzando la contraerea per i Guardiani Planari e facendo crepitare i fulmini sulle Marche Sbriciolate, i lampi che si abbatterono sull’ala notturna AaAaAaHhHhHh! sibilò l’essere in preda all’elettrocuzione. A terra le cose procedettero altrettanto bene: Celeste arretrò per rifiatare, dando il cambio a un Maxillium ancora fresco che conficcò il pugnale sulla coscia del gigante d’ombra, la quale avvampò delle fiamme della sfera infuocata che egli aveva predisposto all’interno Brucio! Brucio! fu il suo grido di dolore telepatico. Con un urlo raccapricciante e la parte bassa del corpo in fiamme, l’ombra nemica si abbattè sul fianco della Fortezza, la carcassa che ricadde sul terreno infertile. Sophia completò l’opera lanciando un raggio di energia venefica che investì in pieno petto l’ala notturna, riducendola in polvere. Con quella caduta, anche l’ultima delle sentinelle nemiche aveva concluso la propria empia esistenza. Non fu difficile per il resto dei Guardiani abbattere i ghoul restanti, poco più che comparse nel vero scontro tra luce e ombra. Una rapida occhiata ai caduti fu sufficiente ai membri dell’Assemblea per stabilire che le ombre al servizio di Baneliness non parevano far uso di orpelli o strumenti, affidandosi alle sole proprie straordinarie capacità naturali. Ciò fu un bene, in parte, in quanto essi ebbero il tempo per un rapido consulto su una questione importante: qualora avessero deciso di proseguire, quale percorso avrebbero intrapreso? La scoperta della mancanza di un ingresso esterno per le fognature aveva abbattuto il piano originario dei Guardiani Planari, lasciando solo due opzioni, quella attraverso la Fauce o attraverso uno dei numerosi ingressi posti sulle piattaforme che fungevano da posti di guardia sulle mura della Fortezza dei Diecimila Gradini. Entrambe le situazioni presentavano comunque delle peculiarità: la Fauce non poteva essere raggiunta a meno che tutti non fossero stati in grado di volare per abbastanza tempo da superare l’altezza delle nuvole sopra la quale si trovava l’ingresso. Le scalinate dei Diecimila Gradini invece, come avevano potuto notare durante il loro primo giro attorno alla Fortezza, erano quasi sempre molto strette e non consentivano di procedere affiancati. Nel caso di quella via avrebbero dovuto procedere in fila indiana. Entrambe non sembravano quindi prive di rischi. Riepilogo X tutti
  14. DM Alla vista dell’ennesima arma del gruppo in mano a nemici, i Guardiani Planari non ci videro più. Il loro contrattacco fu immediato e spietato, focalizzato nell’abbattere il prima possibile il titanico essere composto di ombre e le ali notturne, considerati i nemici più pericolosi con cui avere a che fare. Bainzu trasformò sé stesso e Pisittu in quesar, costrutti celestiali simili ad abat-jour con le ali. Nelle sua nuova forma, Pisittu ringhiò prima di illuminarsi, irradiando una luce che non era cosa comune sulle Marche Sbriciolate. Le ali notturne sbatterono le proprie ali, una di esse che sibilò I miei occhi! I miei occhi! mentre il comandante nemico si schermò il viso con il braccio armato. Sebbene il resto dei Guardiani rischiarono di venire accecati allo stesso modo, specialmente Osymannoch che ebbe uno strano senso di deja vù nella cecità correlata ai felini, la distrazione offerta fu ideale per portare l’assalto al completo. Il lich fece fremere l’aria di fiamme, incendiando l’altra ala notturna. Gunnar si gettò su una gamba nemica, mordendo e graffiando come un cane rabbioso. Un’opportunità d’oro per Celeste, che con un balzo si gettò sul bestio, ignorando il colpo di mano che ricevette e restituendo il piacere colpendolo con un legnoso pugno al ginocchio che strappò un gemito di sofferenza all’essere. Eppure perfino Celeste non potè competere con Maxillium quando egli si gettò in avanti, ricevendo una poderosa pedata sullo stomaco, ma riuscendo a trafiggere la caviglia dell’essere e trasmettere all’interno del mostro una scarica di energia magica che lo fece tremare convulsamente Maledettiiii!!! fu il suo grido telepatico di risposta. La risposta dei nemici superstiti fu veemente. Sebbene una delle ali fuggì, terrorizzata, sbattendo contro la parete della Fortezza prima di riprendere il volo lontano da quel luogo di distruzione, i ghoul rimasti si gettarono su Maxillium e Gunnar su ordine del comandante nemico Graffiateli! Mordeteli! Buttateli a terra o vi stritolerò! furono i suoi poco incoraggianti epiteti. Max fu lesto a trafiggere uno dei suoi aggressori e recidergli la testa con un colpo di Tormenta, ma fu costretto agli straordinari per difendersi dall’assalto di ben tre aggressori, mentre i tentativi della ghoul furono vani e nemmeno in grado di aprire una ferita sul pelo del combattente orso. L’ala superstite aggredì quindi di nuovo Celeste, le cui mani non erano meno pericolose anche quando disarmate. Quando l’ala notturna provò ad aggredire le sue difese una seconda volta, più fastidiosa di sua figlia, la Borealis vide crollare la sua gabbia di contenimento di poteri, esponendola al successivo assalto Ora sei mia! sibilò il pipistrello di oscurità, mentre un forte scricchiolìo preannunciò la perdita del martello di Gunnar, frantumato dalla stretta delle forte mani del comandante nemico Fuori una! E ora, per il prossimo oggetto… direi proprio che punterò a quei bei pugnali! annunciò il comandante nemico, sebbene in realtà egli fu costretto ad arretrare, la sua boria una maschera per celare il timore? Mentre i pezzi di Terrore degli Spiriti caddero a terra, una nuova ondata di perfidia si manifestò nel pieno della mischia, Sophia che gridò di dolore sotto l’assalto particolarmente nocivo per gli esterni. Riepilogo X tutti
  15. DM Non giunse risposta dai Guardiani Planari, ma il loro assetto da battaglia e il lancio di incantesimi per prepararsi fu una risposta sufficiente per le ombre Addosso! fu l’ordine del mastodontico essere fatto di oscurità, che guidò personalmente l’assalto contro i membri dell’Assemblea. In un turbine di ali e un raspare sul terreno, i nemici furono addosso ai Guardiani mentre il tentativo di Sophia di folgorare il loro comandante risultò vano, l’essere che si scostò la magia della barda come fosse nulla più di un fendente troppo debole. Nemmeno i morti, però, mostrarono chissà quale pericolosità. I ghoul, esseri nati dalla cannibalizzazione di altri esseri della propria specie, provarono a lanciarsi su Gunnar, Celeste e Pisittu, ringhiando e sbavando, ma non riuscendo a raggiungere con i loro denti o i loro artigli la carne che tanto agognavano. Gunnar si trasformò in orso sbalzando all’indietro la ghoul umana che aveva provato ad aggredirlo. Pisittu respinse con i propri artigli i due ghoul elfi che provarono a graffiarle il muso, mentre Celeste rifilò un legnoso manrovescio al nano non-morto che cercò di mordergli il collo. Il colpo fu talmente forte da rompergi metà dei denti e portarlo a urlare un Ti shtrapperò il cuoreh! Il peggio però doveva ancora arrivare. Con tonfi pesanti sul terreno una voce tonante dall’alto portò a una creazione di una nube nera che avviluppò tutti i Guardiani Planari. Il comandante nemico era ricorso ad una parola nella Lingua Oscura, un idioma talmente malvagio che solo i più malvagi potevano farne uso. E pure questi ultimi solo dopo un duro addestramento. Tale parola esprimeva la malevolenza e la perfidia presenti al mondo, colpendo l’animo e lo spirito di chi la udiva. Solo grazie alla propria resilienza (e nel caso di Gunnar grazie alla magia di Jasmeera) gli eroi furono in grado di sopportare tale esposizione di puro machiavellismo, sebbene le immagini speculari di Maxillium pagarono lo scotto di un assalto a cui non potevano difendersi, svanendo nel nulla. Osymannoch, dal par suo, non ne fu nemmeno influenzato. Non gli sembrava troppo diverso dalle conversazioni con Ao Senzacorpo. Dammi qua! sentenziò il comandante, allungando una sua manona verso Celeste. La Borealis provò a opporsi strenuamente, costringendo il gigantesco nemico a sbuffare per lo sforzo, ma alla fine il maglio prestatogli da Gunnar le fu strappato di mano Ecco, non era così difficile! E il prossimo sei te! disse in direzione di Maxillium. L’essere ghignò, con nelle mani l'arma della Furia Bianca Da bravo, posa quegli stuzzicadenti se non vuoi farti male si permise di aggiungere, dileggiando i suoi avversari. I ghoul scoppiarono a ridere, per poi portare i loro occhi sui Guardiani Planari, che ora sembravano una preda leggermente più facile. Con un forte sbattere di ali i primi ad approfittarne furono le ali notturne, ombre alate che sibilarono i propri incantesimi più infingardi, assaltando le difese magiche di Maxillium E’ pieno di magia! Che delizia! commentò un’ala, intaccando parte dei migliori incantesimi del mago dei pugnali incantati E non hai visto questa qui! Deve essere strapiena! rispose l’altra, demolendo parte delle difese di Celeste, le quali tuttavia resistettero in maniera dignitosa. La Borealis aveva investito molto contro situazioni simili e ora tale investimento sembrava iniziare ad essere ripagato. Il ghoul nano ridacchiò a quella scena, preparandosi ad un secondo round con la Furia Bianca. Riepilogo X tutti
  16. DM Preferendo un approccio alternativo a quello suggerito da Hessamon, i Guardiani Planari optarono per la via delle fogne, auspicando forse che l’affinità di Celeste con le cloache (essendo la sua povera abitazione ormai al pari di una discarica, grazie a Rakayah) avrebbe potuto offrirgli un vantaggio tattico oltre che una minore visibilità agli occhi dei servi di Baneliness. Il gruppo dell’Assemblea quindi predispose i propri incantesimi preliminari e si preparò al meglio, mentre Hessamon scuoteva la testa sull'ultima domanda Impossibile dirlo. Come detto la realtà all'interno della fortezza può mutare di continuo, a seconda dell'umore di Baneliness su quella risposta il gruppo riflettè prima di accettare la fredda mano del duca vampiro e lasciare che con uno strattone violento egli li conducesse verso la base in cui si trovava l’Anello d’Ebano del Carnifex. Quando i Guardiani Planari giunsero alle Marche Sbriciolate, pensarono dapprima di trovarsi ai piedi di una immensa montagna. Appena la vista si abituò alla luce verdastra del sinistro sole che filtrava tra le nubi nere cariche di lampi oscuri, essi scoprirono che la montagna era in realtà una fortezza, la più grande che essi avessero mai visto. Le pareti avvolte da numerose scalinate che cingevano le pareti nere come la pece, la roccaforte di Baneliness presentava svariati avamposti, piattaforme sporgenti che in qua e in là permettevano a figure oscure di avere una vista completa sul pianoro sottostante. Se la fortezza aveva una cima, essa non era visibile in quanto la titanica struttura era talmente alta da sparire tra le nuvole soprastanti, torreggiando su tutto ciò che si trovava al di sotto. Il terreno su cui sorgeva, quello su cui erano giunti i Guardiani per mezzo del Duca Hessamon, rendeva bene il nome dato al luogo. La terra sembrava composta da un terriccio scuro privo di nutrienti, la cui consistenza era simile a quella della sabbia solidificata. Dall’alto della sua esperienza, perfino Bainzu dovette riconoscere che da quel terreno non sarebbe potuta più sorgere della vita. Era come se tutti i nutrienti del terreno fossero stati prosciugati per essere destinati altrove. L’unica nota di movimento in quello sperduto luogo era l’esercito di Baneliness, un’armata di non-morti di grandezza inferiore rispetto a quello di Azrique e costituita da un assembramento di ghoul, wight e zombie. Se quello di Malfaisance era un esercito irreggimentato e sottoposto a un rigoroso zelo, quello di Baneliness sembrava un gruppo di mercenari rabbiosi, cani sciolti non-morti che innescavano ogni minuto una rissa per un pezzo di carne o un presunto insulto. Le uniche autorità capace di mantenere una parvenza di disciplina erano una decina di giganti notturni, ombre dalla mole titaniche pattugliavano quello scompagnato assembramento di cadaveri distribuendo colpi ai più riottosi. A supportarli come vedette erano visibili dozzine di ali notturne, ombre dalle immense ali simili a pipistrelli senza volto. Io ho fatto la mia parte disse sbrigativo Hessamon, a quanto pare desideroso di allontanarsi dalla possibile vista dei commilitoni Ora sta a voi cercare il vostro ingresso con un ultimo cenno del capo egli si allontanò con un incantesimo, sparendo alla vista dei Guardiani Planari. X chi effettua prove di Cercare Il piano del gruppo, secondo il consiglio di Osymannoch, era semplice: trovare almeno un canale di scolo per i rifiuti e risalirne il corso in direzione dell’uscita delle fogne. A giudicare dalla mole della fortezza, non vi era dubbio che esso sarebbe dovuto essere abbastanza ampio da lasciare entrare più di una persona per volta al suo interno. I membri dell’Assemblea, cercando di rimanere fuori dalla vista dell’esercito di Baneliness (più intento in lotte intestine che a fare il proprio dovere) costeggiò il perimetro della fortezza così da escludersi alla vista delle sentinelle nei posti di guardia. Data la titanica struttura, ci vollero più di venti minuti per ritornare al punto in cui erano giunti, constatando un’amara verità: non vi erano uscite esterne per il condotto fognario. Che Baneliness avesse modificato ancora la struttura della sua fortezza, così da rimuovere quel punto debole? I Guardiani ebbero poco tempo per discuterne. Dei pesanti tonfi e un forte sbattere di ali attirarono la loro attenzione, una gigantesca ombra che oscurò per un attimo il sole gettando su di loro la sua immensa ombra (dell’ombra). Un paio di ali notturne li avevano visti e un gigante notturno era giunto fino a loro Intrusi! Intrusi! sussurrarono gli immensi pipistrelli oscuri, sebbene il loro fosse più simile a una minaccia che un richiamo In nome di Baneliness, gettate le armi e le borse conservanti a terra tuonò invece il gigante dagli occhi color smeraldo, simili a fari. Un gruppo di ghoul, attirato dall’odore di carne fresca, raggiunse la scena facendo schioccare le fauci e mostrando le lingue Carne fresca, finalmente! ringhiarono alcuni Sì, gettate le armi a terra, da bravi sghignazzarono altri, leccandosi le labbra. Uno dei ghoul gridò prima di venir schiacciato sotto un piede del gigante Qui decido io chi vive e chi muore! quindi si rivolse di nuovo ai Guardiani, in attesa della loro resa Armi e bagagli a terra e venite qui da me… o lascerò che questi idioti vi rosicchino fino all’ultimo osso! Riepilogo X tutti
  17. DM Il duca vampiro parve sollevato dall’intenzione dei Guardiani Planari di tentare l’impresa Io vi ho offerto la via più sicura, ma non è l’unica disse Hessamon in risposta a Gunnar E’ vero che Baneliness trascorre quasi tutto il suo tempo nel cuore della Fortezza dei Diecimila Gradini, ma ci sono tre modi per raggiungerla. Per prima cosa c’è la fauce, una grande apertura che si trova in cima alla Fortezza, simile a una grande bocca formata da denti metallici. Essa scende a precipizio come un grande esofago, giù fino agli appartamenti personali di Baneliness. Tuttavia passare di lì è difficile. In svariati punti si trovano porte orizzontali che compartimentano le varie parti dell’esofago della Fauce, programmate per chiudersi su chiunque si avvicini troppo. Ma se vi sentite coraggiosi potete affrontare tale via precisò. Quindi Hessamon estrasse una polverosa mappa dalla tunica sotto la sua armatura, mostrando un complicato dedalo di tunnel sui fianchi di quella che sembrava una montagna più che una fortezza La seconda via, quella che propongo io, prevede di attraversare uno dei centinaia di ingressi che costellano le mura della Fortezza quindi Hessamon si affrettò a precisare La fortezza è circondata da scalinate a strapiombo che interconnettono questi ingressi e le piattaforme su cui sorgono. Chiunque più grosso di un ogre non riuscirebbe ad entrare ed è questo che vuole Baneliness. Anche un esercito non potrebbe invadere del tutto la Fortezza, costretto a strisciare tra i vari tunnel che sono quindi più difendibili dalle guardie vampiro Hessamon indicò i vari tunnel Questa mappa indica alcuni passaggi essenziali. Non è possibile teletrasportarsi, come già vi ho detto, tuttavia questi snodi vi possono far capire come sono organizzati. Ogni punto di contatto porta prima a una stazione di guardia, quindi ad un avamposto, quindi alle scale private e infine al centro di comando dove si trovano i nostri più alti graduati. Come in una catena di comando potete ascendere alla zona centrale che vi può riconnettere all’interno della Fortezza. Da lì potreste esplorarla liberamente la mano del vampiro quindi indugiò alla base della Fortezza, senza tuttavia indicare un punto preciso La terza via è la più misteriosa e passa dalle fognature, che tramite una serie di condotti collegano tutte le varie stanze dove vengono condotti esperimenti. Non so dove sia l’ingresso, sebbene debba essere alla base della Fortezza per poter scaricare tutti i liquami. Posso condurvi lì, ma dovrete impegnarvi voi per cercare l’ingresso. Una nota, però: io e le altre sentinelle sappiamo che qualcosa si annida al suo interno, sebbene nessuna di noi sentinelle sappia di che cosa si tratti Hessamon spinse la mappa verso i Guardiani Potete tenerla. Due cose e poi abbiamo finito. Dopo che vi avrò accompagnato tornerò alle mie mansioni e se vi incontrerò farò finta di tentare di uccidervi. Se ciò accadrà vedete di recitare bene o la mia copertura salterà! Per ultimo, Baneliness ha creato condotti stretti per poter sigillare i nemici grazie al potere di plasmazione dell’ambiente dell’Anello. Se vi scoprisse potrebbe tentare di sigillarvi all’interno di una zona chiusa. Evitate di riposare in piccole stanze, questo è il mio consiglio Hessamon quindi rimase in attesa che i Guardiani gli porgessero le mani, così che li potesse condurre alle Marche Sbriciolate. Il lungo briefing offerto dal vampiro offrì agli avventurieri l’occasione di richiedere ulteriore assistenza alla sovrana del lato oscuro di Ardentia. Jasmeera schioccò le dita e un maggiordomo prese in consegna le richieste di Maxillium, detergendosi la fronte mentre leggeva alcuni punti Faremo del nostro meglio rispose prima di allontanarsi. Alle parole di Gunnar, Jasmeera inarcò un sopracciglio alla richiesta di supporto magico da parte sua Non mi sembra di avervene fatto mancare finora rispose, lanciando una rapida occhiata a Maxillium Ma ad ogni modo il punto è un altro. Come vi dissi devo tornare in missione e il mio arsenale è stato preparato per ben altro che infiltrarsi tra i ranghi dei non morti. Sono di solito gli elfi e le elfe della mia scorta ad occuparsi della magia preparatoria. Ho solo un incantesimo che potrebbe fare al caso vostro… e ve lo concederò, come segno di buon auspicio per la vostra impresa disse infine con un sospiro Spero di potervi veder tornare vincitori pochi minuti dopo il maggiordomo tornò, portando con sé una valigetta da incantatore dotata di gran parte delle componenti base richieste, oltre ad un involto con un piccolo extra. X tutti
  18. DM Jasmeera non parve offesa dall’educato rifiuto dei Guardiani Planari circa la sua offerta di armi dal suo museo Ammiro che vi siano ancora persone che tengono a cuore l’integrità dei doni offerti disse Ho sentito parlare aspramente degli eroi del vostro mondo, ma come si dice “Non si deve far di tutta l’erba un fascio”? la regina quindi lasciò ai viaggiatori il piacere di continuare la propria visita, mentre ella si congedò per continuare la propria ricerca. All’ora di pranzo, ella non potè non sorridere alle difficoltà di Gunnar, commentando con un Invero auspico un giorno di poter vedere in azione un così grosso e possente campione della natura, il tipo di eroe che servirebbe per ridare ordine alle terre più selvagge di Ardentia suggerì. I Guardiani Planari non videro quindi Jasmeera per il resto della giornata, sebbene i suoi servitori si prodigarono in ogni modo per compiacere gli illustri ospiti. Il maggiordomo cui si rivolse Maxillium annuì e rispose con un Farò tutto ciò che è possibile, sono sicuro che la Regina disponga di qualcosa che possa fare allo scopo mentre Bainzu potè studiare in santa pace nella biblioteca di Jasmeera, colma di sconfinate opere e appunti che tramandavano secoli di storia. In uno di essi, il druido fece una singolare scoperta, trovando più di un indizio circa l’origine degli elfi di Frondargentea di Arth, che a quanto pareva erano originari delle Terre Oscure. Per il resto dei Guardiani il soggiorno proseguì tra i lussi e il relax offerti dalla più potente autorità di quella metà di mondo. Quando giunse la sera, un grande banchetto fu dato in onore degli ospiti alla presenza anche di Gan Scarrow, il cui gruppo aveva ucciso numerosi capi di bestiame portando alla tavolta una selezione delle migliori carni provenienti dalle bestie protette dal Patto Silvano. Jasmeera tuttavia non presenziò, il posto a capotavola lasciato vuoto. La sovrana delle Terre Oscure riapparve la mattina successiva, quando i Guardiani avevano concluso una colazione a base di pasticcini e bignè (Celeste notò che il suo piatto era stato riempito con sospetta generosità di tali prelibatezze) accompagnati da tazze di caffè nero come l’oscurità di quelle terre. La regina elfa, che recava con sé una solida tavoletta di perla grande un piatto e con alcune incisioni sopra era accompagnata da uno dei suoi maggiordomi, che portava con sé un elegante cofanetto d’ebano Prima le cose più immediate sentenziò Jasmeera, facendo un gesto al suo servitore che aprì il cofanetto e offrì a Maxillium due eleganti pugnali dalle lame simili a pezzi di vetro e le impugnature con incisioni di fiocchi di neve Un piccolo prestito dalla mia tesoreria a un amico delle Terre Oscure. Queste due lame si chiamano Gelicidio e Tormenta, un pegno da parte di un mago delle nevi che vive ai margini del mio regno. Possano accompagnarti e portare nei cuori dei tuoi nemici il freddo della nostra terra. Attenderò il momento in cui tornerai da me per riportarmeli. A quel punto mi racconterai dei combattimenti in cui hai trionfato grazie ad essi X Maxillium Per quanto riguarda la tavoletta, seguitemi disse. Ella volle proseguire in privato il loro incontro e solo quando essi si ritrovarono da soli all’interno di un grande salone da tè con caminetto acceso e teste impagliate di animali, ella sollevò la tavoletta sopra la propria testa, per poi farla cadere sul pavimento di marmo. Quando toccò terra, la tavoletta si infranse con uno schiocco secco, rompendo il silenzio all’interno del salone. Tuttavia nulla apparve. Erano passati tre anni da quando essa era stata consegnata alla sovrana delle Terre Oscure, motivo per il quale i Guardiani pensarono subito che il vampiro potesse essere stato ucciso o non fosse più in condizione di rispondere. Questa impressione però svanì pochi secondi dopo, quando una crepitante esplosione di oscurità invase la stanza, preannunciando l’apparizione di colui che doveva essere il Duca Hessamon. Sul fatto che egli fosse un vampiro vi erano pochi dubbi: la sua pelle era bianca come l’avorio, gli occhi simili a biglie di vetro colme di sangue e i canini affilati e minacciosi. L’uomo era alto e dinoccolato, i capelli rasati se si escludeva una lunga coda di capelli. Il nuovo arrivato indossava inoltre un’armatura nera chiodata, le cui punte erano le più lunghe e incurvate che gli eroi avessero mai visto, un folle lavoro di forgiatura che conferiva però al vampiro un aspetto ancora più minaccioso. Alla vista dei Guardiani Planari, il vampiro sibilò e spalancò le grandi mani artigliate La cortesia della tua razza è alquanto diminuita ultimamente, Duca Hessamon si intromise Jasmeera, palesando la sua presenza. Il vampiro, alla vista della sovrana, ritrasse le proprie mani e assunse una postura più rilassata Non mi aspettavo altre persone all’infuori di voi, potente regina Jasmeera fu la sua risposta. Quindi egli si rivolse ai Guardiani Planari Duca Hessamon, sentinella dell’esercito di Baneliness si presentò con un leggero inchino. I suoi occhi parvero studiare ad uno ad uno i presenti, sebbene egli non aggiunse nulla alla sua presentazione. Intenzionata a non perdersi in troppi salamelecchi, Jasmeera chiese senza troppi giri di parole come stessa Baneliness alla luce del tempo passato Peggio che mai fu la risposta di Hessamon Sono sicuro che sia l’Anello a consumarle la mente. Ormai non la vediamo quasi più. Esce dalle sue camere solo una volta alla settimana per dare ordini ai suoi fedelissimi, molto più raramente la si vede in mezzo all’esercito, intenta a richiamare fulmini neri dal cielo e ridere sguaiatamente. Ella ha fatto qualcosa al nostro piano, qualcosa di simile a una malattia. Gli oggetti solidi si rompono e riducono in polvere, buche si aprono sul terreno dove prima si trovava terra. Da qualche anno ormai il piano dove risiediamo ha preso il nome di Marche Sbriciolate, direi a buona ragione. Ridotta com’è ormai, non mi stupirebbe se avesse distrutto altri piani per il gusto di farlo. Di certo non le manca il potere per farlo. Ho sentito parlare delle Marche Sbriciolate soggiunse Jasmeera, rivolta anche ai Guardiani E’ un piccolo piano, dove non vi è né notte né giorno e un unico sole verde illumina perennemente le sue spoglie distese. I vampiri possono girare in tranquillità, ma non è un piano di energia negativa spiegò Scelta astuta di Baneliness, porre la propria fortezza in un luogo non ideale ai non-morti per sviare eventuali ricerche. Se è stata astuta a suo tempo ora è completamente pazza insistette Hessamon, stringendo i pugni Alcuni dei nostri giganti notturni hanno spiato Pergolato di Ruggine e hanno visto che Azrique sta preparando le proprie armate per un conflitto diretto. Molti di noi vorrebbero cambiare lato, ma hanno troppa paura per farlo. Io stesso rischio di venire fatto a pezzi e bruciato solo per avervi parlato! Immaginatevi ora a che cosa porterebbe un conflitto tra due sconfinati eserciti di non morti, due lich e un artefatto capace di distruggere dei piani! Ecco, ora avete un quadro di quanto è delicata la situazione e perché ritengo che l’Anello debba essere tolto da questo conflitto e portato il più lontano possibile o meglio ancora distrutto! Jasmeera quindi incalzò Hessamon Allora vieni al dunque. Possiamo rubarlo come mi promettesti tre anni fa? domandò. Per tutta risposta, Hessamon scosse la testa Quell’occasione è sfumata da molto tempo. Io non ho accesso da anni ai suoi appartamenti e l’Anello le conferisce il potere di plasmare a suo piacimento la realtà delle intere Marche Sbriciolate, rendendo di fatto impossibile teletrasportarsi nelle zone più interne. Io posso accompagnarvi con uno spostamento planare alla base della Fortezza dei Diecimila Gradini, il suo castello, e darvi alcune indicazioni e informazioni. Tuttavia sarà compito vostro entrare, raggiungere i suoi appartamenti privati, ucciderla e impadronirvi dell’Anello d’Ebano. Il nostro accordo era ben altro disse rivolto a Jasmeera Quindi non chiederò pagamenti. Mi basta che questa situazione abbia fine. D’altro canto io stesso non posso offrire ricompense, se non pace, sicurezza e una maggiore stabilità planare. Spero che sia sufficiente. Dunque accettate? disse rivolgendosi infine ai sei campion di Arth e alla loro tigre. Jasmeera storse le labbra, prima di rivolgersi ai Guardiani Speravo di poter ottenere di più, ma immagino potesse andare peggio. Io dovrò fare presto ritorno ai miei compiti e non potrò accompagnarvi, tuttavia se vorrete uno dei miei servitori ad aiutarvi non esitate a chiedere. Confido che in futuro ricambierete il piacere nel momento del bisogno concluse. X tutti
  19. DM Nulla è mai semplice e ogni avversario può rivelarsi sorprendente rispose Jasmeera a Celeste Ma i miei migliori servitori e la mia attendente sono al momento in grado di gestire la raccolta di informazioni richiesta dai Filosofi. Ella sa come farsi dare una risposta, quando la desidera commentò, senza aggiungere però ulteriori dettagli. La servitù della regina, dal canto suo, prese molto sul serio le richieste di Bainzu, come se esse fossero uscite dalla bocca della loro stessa sovrana Un maggiordomo prese nota del tutto e diede ordine a due domestiche, che informarono le cucine. Accompagnata la propria tigre in camera, il druido trovò un camino acceso e un grande bacile colmo di acqua fresca oltre a diversi tagli disossati di carne di gazzella. Pisittu vi si avventò con estremo piacere. Quando Bainzu espose i suoi dubbi naturalistici a Gan Scarrow, egli parve pronto nella risposta Dispongo solo di alcuni rudimenti di botanica, tuttavia parlando con alcuni esperti ho scoperto che gli alberi della nostra splendida terra hanno sviluppato una evoluzione naturale, che si è espressa nella capacità di trarre il nutrimento essenziale dalla sola luce riflessa della luna. L’unico limite è che la nostra flora è molto più limitata, sebbene i nostri abeti siano assai più resistenti dell’aspra vegetazione delle terribili Terre Estive spiegò. Avendo dominato incontrastata per ben diciassette secoli, non stupiva più di tanto il fatto che la regina Jasmeera possedesse un museo personale, dove erano conservati i cimeli più importanti della sua lunga vita come sovrana delle Terre Oscure. Quando Gunnar, Celeste e Maxillium espressero il loro interesse nel visitarlo, un maggiordomo elfo in livrea e dal trucco pesante (le aziende di cosmetici andavano alla grande nel lato oscuro di Ardentia) accompagnò personalmente i due avventurieri, illustrando via via i vari tesori esposti. L’esposizione si snodava in sei grandi sale, dove piedistalli e teche recavano piccole placche in rame sulle quali erano state incise in caratteri elfici le descrizioni dei vari orpelli Questa corona fu strappata dal capo di Entheril, cugino della regina che istituì un proprio regno dentro Ardentia, dando il via alla prima guerra civile che costò molte vite. Quando sua maestà sconfisse il traditore, ne ordinò la sua crocifissione nel corso di una tormenta di neve quindi proseguì, mostrando alcuni bracciali Questi appartenevano a Mandar il Metalupo, un licantropo del Patto Silvano che terrorizzò alcuni villaggi di confine. Rafforzato dal potere dei suoi bracciali, furono necessari venti elfi per sconfiggerlo. Sua maestà diede ordine di scuoiarlo vivo e ora la sua pelliccia funge da tappetino per il bagno personale della nostra sovrana. Quello non posso mostrarvelo, purtroppo quando il gruppo raggiunse delle catene in adamantio aperte il tono del maggiordomo si fece tagliente Queste sono le catene da cui Vesphian del Patto Silvano si liberò, primo nella storia a fuggire dalle prigioni della regina. Ella le ha volute conservare come monito e impegno personale per ricingerle su quel criminale. Alle guardie di turno della prigione furono cavati gli occhi, poiché a giudizio di sua maestà non erano degni di possederli. Ma là c’è un oggetto più interessante, l’amuleto dei portali strappato dalle mani di Rhozaaur, il Guardabestie… la visita proseguì quindi per quasi due ore, ogni oggetto una dimostrazione del potere e della spietatezza di Jasmeera, per la quale le esecuzioni e le torture erano naturali quanto respirare. Quando il gruppo raggiunse una coppia di spade lunghe gemelle, il maggiordomo descrisse le armi come le reliquie di un eroe Esse furono impugnati da Elzavir, la Saetta, uno dei più rinomati campioni della regina e scomparso un secolo fa di vecchiaia. Una grande perdita per il regno una voce femminile si aggiunse a quella conversazione Ma dove un campione scompare, un altro può sorgere disse Jasmeera in persona (il maggiordomo si inchinò al suo cospetto) Queste armi hanno per me un grande valore affettivo, non lo nego. Ma devo dire che vedere uomini del vostro calibro ha suscitato in me ricordi di tempi piacevoli la sovrana rivolse un sorriso suadente ai due Qualora possiate ritenerle utili per la vostra missione, sono disposta a prestarvele, a condizione che nel caso mi trovassi in difficoltà io possa contare sulla protezione di due galanti eroi e una splendida spadaccina dai capelli color della neve i Guardiani Planari presenti furono quindi liberi di decidere se prendere o meno le spade offerte in prestito da Jasmeera. X Gunnar e Celeste X Gunnar, Celeste e Maxillium La prima parte della giornata scivolò tranquilla per i Guardiani Planari, sebbene Sophia mantenne un certo distacco. La mezza-ninfa attirò l’attenzione della servitù, che le chiesero a più riprese se desiderasse Qualcosa da bere? Da mangiare? Desidera compagnia? ligio ai propri compiti, Gan fu invece costretto a declinare la richiesta di accompagnare gli eroi in un giro turistico Sono certo che potete comprendere disse Ma auspico che potremo bere in compagnia e quando tutto ciò sarà finito vi accompagnerò per i numerosi piccoli villaggi e gli scorci migliori da cui poter osservare l’aurora boreale promise. Egli si avviò quindi con il resto dei cacciatori. Non fu presente al pranzo, che fu consumato in una lunga tavolata che comprendeva la regina e i suoi ospiti, oltre ad alcuni alti funzionari di palazzo il cui compito era quello di assicurarsi che le Terre Oscure mantenessero il proprio ordine Il villaggio di Nevischio ha mandato tutta la decima, maestà disse uno, mentre un altro gli fece eco Le armi della seconda guarnigione sono state tutte incantate secondo sue istruzioni i vari rapporti furono accolti da Jasmeera con lievi cenni del capo. La sovrana parve molto più interessata nel tenere aggiornata i propri ospiti Sono a buon punto con la ricerca. Massimo entro domani mattina dovrei essere riuscita a trovare la tavoletta lasciatami dal duca Hessamon. Spero che non vi stiate annoiando nel frattempo chiese. X tutti
  20. Idee ne avrei, anche diverse. Dallo scarsissimo monaco dello stile dell'ubriaco a costruzioni più elaborate che comunque mantengano il flavour alto. L'unico aspetto su cui mi trovo un attimo intimorito è la durata della campagna. Ho voluto dare un'occhiata alla gilda per farmi un'idea del tono e del ritmo e ho notato che è attiva dal 2015. Dal riassunto che mi hai fatto mi sembra che la campagna abbia ancora molto davanti a sè (del tipo non essere nemmeno a metà?) e quindi mi trovo un attimo preoccupato. Sono master e quindi capisco che cosa significa avere dei giocatori presenti e continui, aiuta a sviluppare tutto al meglio. E se mi dicessi "guarda in due anni al massimo è finita" penso proprio che ci starei. Però mi sa che tra il ritmo da "botta e risposta" un pò lento (perlomeno paragonato a quello che di solito adotto io, ma non voglio che ciò sia preso come un voler sminuire il tuo lavoro, ci mancherebbe) credo che durerà di più. Ma nel dubbio io comunque te lo chiedo: quanto stimi che durerà la campagna qualora i giocatori non morissero prima e facessero tutto come si deve?
  21. DM X Celeste – Torre di Ao Senzacorpo Contattare la Regina Jasmeera non fu difficile per i Guardiani Planari, dato che i Filosofi avevano preso in grande serietà il ruolo di contatti, stabilendo il quartier generale alla loro torre e coordinando così i vari gruppi in missione Ci penso io disse Lord Fnut, lanciando l’incantesimo. Nel frattempo un altro Filosofo scese lentamente la scala a chiocciola, l’indice e il medio della mano destra sul rispettivo orecchio e apparentemente intento in un’altra conversazione Specificare. Indicare numero nemici e loro aspetto. No, non credo che siano allergici alla maionese in un angolo della stanza lo stesso Filosofo che avevano incontrato poco prima, brontolò in un’altra conversazione Myonatix, l’ultimo messaggio era sconnesso. Ripeti e non consumare le sigarette che ti offrono quelli della Trenodia. Non sono di cioccolato comunicò. Non ci volle molto tempo prima che Fnut rispose loro Jasmeera mi ha risposto. Arriva subito comunicò. In effetti meno di un minuto dopo in un lampo di energia gelida Jasmeera si teletrasportò nel grande salone, statuaria come sempre. Ella sorrise quindi ai Guardiani Planari Dunque desiderate il mio aiuto? Sarò lieta di offrirvelo, tuttavia per fare ciò ho bisogno che mi accompagnate allo Chateau delle Fiamme Lambenti, la mia dimora su Ardentia. E’ lì che custodisco la tavoletta di richiamo ed è lì che intendo richiamare Hessamon sebbene ella non avesse menzionato i famosi “favori” che di solito richiedeva, la sovrana elfa sembrava irremovibile su quel punto. Jasmeera, dal par suo, offrì anche il trasporto verso il proprio mondo, un viaggio che fu sufficiente tramite un suo gesto della mano, la quale tracciò un arco di ghiaccio sul quale si formò il portale che li avrebbe condotti. Un freddo invernale giungeva dalla porta di quel nuovo mondo. La Regina guidò il gruppo mettendosi in testa. Il gruppo riemerse sui bastioni di un castello simile a quello delle fiabe per bambini, ma dall’aspetto assai più freddo, illuminato dalla pallida luce di una mezzaluna e di una miriade di stelle color ghiaccio, che proiettavano nella volta celeste una serie di costellazioni come mai ne avevano viste nel proprio mondo. La brina gelata aveva reso le facciate del castello color ghiaccio e le punte aguzze delle torri erano costellate di stalattiti di ghiaccio. Dal loro punto di vista era possibile contemplare vaste terre innevate, costellate qua e là da villaggi e piccole città riconoscibili dai focolai accesi, siti prevalentemente nei pressi delle foreste di abeti che sembravano abbondare in quel luogo. Le Terre Oscure di Ardentia, la metà non illuminata dal sole, ricordarono a Celeste e Osymannoch le terre più nordiche dei Fiordi, dove tuttavia le civiltà di umani di solito non osavano spingersi date le difficoltà nel reperire le risorse essenziali e ripararsi dal freddo. Per fortuna loro (con l’eccezione di Osymannoch, che non aveva problemi di temperatura), il palazzo della regina era stato costruito in pietra, offrendo quindi un riparo sufficiente, sebbene il vento di tramontana sferzasse il loro viso e si insinuasse tra i vestiti come un pugnale Mia regina! salutarono in maniera marziale un paio di soldati elfi, vestiti con eleganti armature color blu cobalto. La notizia del ritorno di Jasmeera a palazzo si sparse a macchia d’olio e l’ingresso all’interno della dimora della sovrana fu accolto dall’intera servitù, che si schierò in fila indiana per porgere i propri omaggi alla rientrante sovrana e ai suoi ospiti Bentornata nostra regina! salutarono in coro. Oltre a domestici e domestiche che si erano distinti per le proprie doti, tra la servitù figuravano concubini e concubine scelti per il loro fascino, sebbene ben pochi potessero competere con la regina e nessuno di loro con la sua statura fisica. Compiaciuta da tale accoglienza, Jasmeera quindi parlò Questi che mi accompagnano sono amici delle Terre Oscure e ospiti di massimo riguardo. Mi aspetto che essi siano trattati come si conviene al loro rango facendo passare quindi lo sguardo su tutta la servitù. Un tacito monito. Guardiani Planari disse rivolgendosi poi ai sei e alla tigre Confido di trovare entro massimo un giorno la tavoletta di perla consegnatami da Hessamon tra i miei averi spiegò Fino ad allora potete usufruire delle comodità di palazzo come meglio ritenete. Sono sicura che almeno una persona sarebbe felice di reincontrarvi. Qualora desideriate uscire da palazzo per andare a fare una battuta di caccia (se ciò è vostro desiderio) vi fornirò una scorta e vestiti adatti. Se vi servono alcuni beni per la vostra missione potete provare a chiedere a uno dei nostri maggiordomi ed egli di certo farà del suo meglio per accontentarvi. Potrò anche rispondere a qualche vostra domanda se ne avete urgenza, ma non potrò trattenermi troppo a lungo visto che la vostra missione dipende anche dalla mia ricerca. Da come la servitù di palazzo si mostrò ossequiosa e oltremodo preoccupata a soddisfare i bisogni dei Guardiani, essi non ebbero motivo di dubitare che fosse in virtù del fatto che da ciò potesse dipenderne la loro stessa vita. Quando una cameriera dall’elegante vestitino bianco e nero si accorse di avere la gonna sgualcita lanciò un piccolo strillo prima di supplicare gli ospiti Chiedo scusa, vado subito a cambiarmi! Per favore, non lo dite alla Regina! a parte questo preoccupante segnale, per i nativi di Arth le attività ricreative a disposizione nel corso di quella giornata furono varie. Essi potevano infatti rilassarsi alla immensa biblioteca ricreativa della Regina (dotata di caminetto), potevano richiedere a qualunque ora pasti appositamente preparati (le carni erano quelle delle creature delle Terre Estive) anche qualora sentissero un bisogno di lasagne alle tre del mattino, potevano richiedere di uscire da palazzo dopo aver selezionato un nuovo vestiario dell’immenso guardaroba della scorta della regina (dove spiccavano abiti invernali con bordature di pelliccia di gazzella delle nuvole), visitare l’immenso museo della guerra (dove erano tenuti cimeli e armi delle numerose guerre combattute da Jasmeera), richiedere la compagnia di una massaggiatrice (o massaggiatore a seconda dei gusti) per allietare il proprio tempo libero o avere dei momenti di intimità assoluta con una delle ancelle e dei concubini della Regina. Altre richieste sarebbero state affrontate dai maggiordomi al meglio delle loro capacità, fermo restando che i Guardiani avevano a disposizione ognuno una stanza con letto a baldacchino, con coperta in pelliccia di orso e un bagno personale ognuno. Una vecchia conoscenza fu ben felice di reincontrare i Guardiani una volta che seppe della loro presenza. Gan Scarrow, il cacciatore incontrato su Arth durante la caccia al tarrasque, li raggiunse Saluti a voi, amici delle Terre Oscure fu il suo benvenuto. Esile e dai tratti del viso affilati, Gan Scarrow indossava una nuova armatura dall’aspetto raffinato Sono entrato nella scorta di cacciatori personali della Regina. Un immenso onore per qualunque ranger di Ardentia ed un’impresa in cui forse non sarei riuscito senza il vostro aiuto. Ci tenevo a ringraziarvi personalmente di ciò. Se c’è qualcosa che posso fare per sdebitarmi non esitate a chiedere egli avrebbe accompagnato chiunque avesse desiderato uscire da palazzo. X tutti
  22. DM X tutti tranne Bainzu – Casa dei Guardiani Planari X Bainzu – Torre dei Filosofi di Arithmea X tutti
  23. DM Sebbene Gunnar fremesse all’idea di combattere di nuovo contro Azrique e vendicare l’onta subita, il resto dei Guardiani Planari fu concorde nel procedere verso una nuova direzione della loro missione. La prima fase di ciò richiedeva una riorganizzazione generale, non solo dal punto di vista spirituale e morale, ma anche dal punto di vista delle risorse, mai come ora così scarse. La disgiunzione lanciata da Azrique si era rivelata un incantesimo beffardo: oltre a privare buona parte dei Guardiani delle proprie forme e dei propri incantesimi attivi, ella aveva scisso l’elemento magico da parte degli oggetti in loro possesso, i quali ora non erano più che semplici orpelli. Se a ciò ci si aggiungeva il fatto che sia Cuore Nero che l’ascia appena comprata da Maxillium fossero ora nelle mani dei potenti generali di Azrique, era chiaro che gettarsi a capofitto in un combattimento era una scelta perlomeno folle. A discapito della richiesta di Celeste, i suoi compagni furono tosto impegnati in alcune commissioni. Gunnar approfittò dei nuovi e ritrovati poteri di Max per andare insieme a fare shopping sul Piano Materiale. In una mezz’ora (buona parte della quale in fila alla cassa) dopo Artigli di Sangue aveva rinnovato il proprio armamentario ed era di nuovo pronto all’avventura. Bainzu, dal par suo, preferì andare a far visita ad Hygrave. Pisittu, per tutta risposta, si sedette sopra i bagagli di Sophia che si piegarono sotto il peso delle tre tonnellate della tigre. X tutti i Guardiani tranne Bainzu – Casa dei Guardiani Planari x Bainzu – Caserma dei Cacciatori di Hygrave Fazioni attualmente presenti nel Teschio e relativa attitudine X tutti
  24. i pg come si conoscono? c'è già qualche idea per l'arrivo dei nuovi giunti? qualche spunto che può essere d'aiuto per inserirsi senza stravolgere piani? i bg possono essere elaborati in virtù di un attingere alle idee per qualche sottotrama o è più un'avventura in cui ci si crea lì la propria storia (e non serve un bg tipo La Coscienza di Zeno)? scusa per il bombardamento di domande!
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