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Visualizzazione dei contenuti con la reputazione più alta il 15/05/2026 in tutte le aree

  1. Beh in realtà chi gioca ai Forgotten, gioca nei Forgotten. Già Kara tur e Maztica sono state due cose che non hanno preso troppo piede, non è che l'inserimento di dragonidi in posti lontani risolve la questione dell'ambientazione. Personalmente poi non sono stato uno di quelli che ha gridato allo scandalo quando ho visto tra le razze basi i dragonidi e i tiefling, venendo dalla 3.P avevo già inserito genasi vari aasimar e tiefling nei forgotten poiché erano presenti nelle espansioni del manuale di ambientazione, quindi non ho visto la cosa come problematica, semplicemente non implicava la presenza di nutrite comunità di queste razze. Come i drow che sono malvagi. Lo sono, il fatto che uno (Drizzt) o alcuni (tutti iPG drow dalla 3e in poi) siano buoni non rende i drow una razza qualsiasi. No sono una società malvagia che modella i suoi membri secondo quel modo di vivere. Ogni tanto qualcuno sfugge al giogo, ma perlopiù vengono fatti fuori. Ma non esisterebbe un culto di Elistraee se non ci fossero abbastanza drow buoni no?
  2. Ho aggiornato lo spoiler con la mappa aggiornata. Immagino che vogliate andare in 4 (mettete mi piace a questo post se siete d'acccordo così faccio i tiri e svelo la mappa). L'incontro casuale lo tiro alla fine dell'ora e lo avrete, nel caso, nell'esagono 4.
  3. Allora sei scusato. Pdorr ritira la maledizione 😁
  4. Pathfinder Estate 2026: Impossible Magic e Lost Omens: High SeasMentre D&D gioca a fare il Gatto del Cheshire (ora lo vedete, ora non lo vedete, con un calendario 2026 più vuoto di un dungeon già saccheggiato), Paizo ha fatto quello che sa fare meglio: riempire il silenzio dei concorrenti con annunci concreti e sostanziosi. Da un livestream del 9 gennaio arrivano due nuovi volumi per l'estate 2026, e sono esattamente il tipo di roba che fa luccicare gli occhi ai giocatori di lungo corso. Impossible Magic è il primo. Quattro opzioni di classe completamente riviste: il runesmith, il magus, il summoner e, finalmente, il necromante. Quest'ultimo era già emerso durante il playtest con la sua meccanica delle bombe-zombie esplosive, e la community lo ha accolto con l'entusiasmo che si riserva a una sessione in cui tutto fila liscio. Il volume aggiunge anche 240 nuovi incantesimi, Paizo promette che saranno "così impattanti da segnare l'anima", il che suona benissimo a prescindere da quanto sia marketing. Completano il pacchetto nuovi archetipi, oggetti magici e una nuova scuola arcana. Data di uscita: Gen Con 2026. Lost Omens: High Seas è il secondo. Un tuffo nel Mare Interno di Golarion, storia, cultura, location costiere iconiche, con quello che presumibilmente sarà un bel pacchetto di meccaniche nautiche. Paizo è ancora avara di dettagli, ma l'uscita è prevista per luglio 2026, probabilmente anch'essa a Gen Con. Per chi ama i maghi, i necromanti e le cose che vanno in fiamme: segnate l'agenda. Fonte: Wargamer Starfinder Galactic Ancestries: 21 stirpi aliene da non perdereChi dice che giocare come un'ooze sapiente sia strano non ha mai vissuto abbastanza. Starfinder Galactic Ancestries è uscito ad aprile e porta sulla scena 21 nuove stirpi giocabili per Starfinder Second Edition — dai classici nani e goblin spaziali fino al simbionte fungino e all'umanoide blu fortunato (sì, esiste). Le eredità versatili e i talenti di stirpe standardizzati permettono di combinare tutto con una buona flessibilità: elfi segnati dal Gap, androidi xenometrici con sei arti, cose ancora più strane. Il volume è disponibile in edizione hardcover standard, edizione esclusiva per negozi con estetica da videogioco retrò (sì, esiste anche quella), Special Edition in similpelle, e PDF. Dopo il digest di marzo in cui avevamo anticipato l'arrivo di questo manuale, ora è finalmente nelle mani dei giocatori e l'Organized Play ha già aperto il sanctioning per le nuove stirpi. Fonte: Paizo Blog Pathfinder Lost Omens: Hellfire Dispatches – La Guerra BruciaAprile ha portato anche Lost Omens: Hellfire Dispatches, il sourcebook dedicato alla Hellfire Crisis, il conflitto che ha trascinato l'intera regione nella guerra tra la Cheliax infernale e la sua ex-colonia Andoran. Il volume racconta la storia attraverso dispacci dal fronte: passato e presente del conflitto, come le battaglie si svolgono in ogni teatro di guerra, e, cosa forse più interessante per i master, come un gruppo di eroi al posto giusto possa davvero cambiare il corso degli eventi. Il formato è volutamente multisfaccettato: linee di frontiera, intrighi politici nelle retrovie, scontri fantastici e dura realtà di guerra. Chi sta conducendo campagne legate alla Hellfire Crisis nell'Organized Play ha già il materiale in mano da aprile. Disponibile in hardcover standard, Special Edition in similpelle e PDF. Fonte: Paizo Blog Pathfinder Beginner Box: Secrets of the Unlit Star. Si riparte da zero (ma meglio)Maggio ha portato una nuova Beginner Box per Pathfinder, e questa volta non è un semplice reskin. Pathfinder Beginner Box: Secrets of the Unlit Star rivitalizza le opzioni dei giocatori con più stirpi e quattro classi complete, nuove avventure, mappe e dettagli sull'ambientazione per ampliare il gioco. È pensata come porta d'ingresso per chi non ha mai toccato un dado a 20 facce, e come hook narrativo diretto verso Troubles in Grayce, l'antologia di avventure uscita in contemporanea. La Beginner Box è disponibile anche in versione Foundry VTT come parte del modulo deluxe Secrets of Grayce. Se avete amici o familiari che volete portare al tavolo senza terrorizzarli con 600 pagine di regole, questo è il momento giusto. Fonte: Paizo Blog Pathfinder Troubles in Grayce + Starfinder Tales from the Vast. Due antologie per il mese di maggioDue antologie di avventure sono arrivate in contemporanea questo maggio — una per ogni linea. Pathfinder Troubles in Grayce raccoglie sei avventure standalone ambientate nella piccola città di Grayce, nelle nebbiosissime terre di Ustalav. I pericoli spaziano da un criptide misterioso a sabotaggi, fino alla minaccia di un vampiro piuttosto seccato. È il seguito perfetto alla Beginner Box, ma funziona anche come inserimento in qualsiasi campagna di livello basso. Disponibile in hardcover, Special Edition e PDF. Starfinder Tales from the Vast porta invece i giocatori di SF2e in quattro location cosmiche nella galassia del Percorso di Desna, con avventure che coprono i livelli dall'1 al 9: dall'esplorazione planetaria all'horror, dall'investigazione alla guerra totale. Disponibile nelle stesse versioni. Due uscite solide per chi vuole avventure pronte da portare al tavolo senza troppa preparazione. Fonte: Paizo Blog Risks & Rewards: Il playtest è finito, e qualcosa di misterioso si avvicinaIl playtest delle classi daredevil e slayer si è concluso il 1° maggio, e i designer Jason Keeley e Costin Wilken-Schelling hanno già comunicato i primi cambiamenti confermati. Per il daredevil: i Punti Ferita salgono a 10, la classe sopravviveva a fatica contro i nemici più robusti, e Paizo ha ascoltato. Lavori in corso anche sull'efficacia dei personaggi Piccoli e più piccoli contro creature di taglia grande. Per lo slayer: On the Hunt si è dimostrato efficace contro i nemici deboli, ma faticava contro avversari di livello superiore. Verrà espanso nelle condizioni di innesco. Anche alcuni strumenti firma verranno potenziati per essere all'altezza del nome. La cosa più intrigante però è un'altra: i designer accennano a "un manuale che adorerete esplorare" senza svelare nulla di più. Le due nuove classi appariranno in un volume ancora non annunciato, e la community sta già speculando. L'attesa fa parte del gioco. Fonte: Paizo Blog
  5. ELYNDRA - DRUIDA Cammino dietro a Thurin, osservando la pista che abbiamo trovato, non conosco la zona ma sappiamo la direzioni in cui dobbiamo andare, quella che ci indica il sole quando raggiunge il suo apice. Le pioggie hanno reso il terreno fangoso, le poche piante presenti sembrano lacrimare, l'acqua può essere vita ma anche devastazione quando fa esplodere la propria potenza. Ogni tanto mi volto a volgere un sorriso ad Arthur, breve e fugace, devo rimanere concentrata e vedere dove mettere i piedi, ne va della vita i tutti. Incappiamo in quello che sembra un vicolo cieco, o meglio buio, ma tornare indietro vorrebbe dire guadare un fiume quindi concordo con Thurin, meglio proseguire nel tunnel. Apro la mano e rivolgo il palmo verso l'alto, sorrido. "Io ho la mia torcia personale!" Si accende una fiammella. "Andiamo" CASTO PRODURRE FIAMMA
  6. Thurin Nano Guerriero L'avanzata è faticosa ma non lentissima. Il mio passo è sicuro. Il baricentro basso aiuta ma le corte leve fanno da contraltare rispetto agli altri tre. Sembra andare tutto liscio. Ma imbocchiamo un vicolo cieco. Borbotto malamente qualche parola quando inizio a guardarmi attorno. Proprio mentre il sguardo si infrange contro la parete a sud-est un tremore, forse lieve, per noi quasi impercettibile, si fa sentire invece pesantemente sulla roccia. Sulla mia bocca si disegna un ampio sorriso. La mano col palmo rivolto verso l'alto a indicare la nuova via. "Meglio di così non poteva andare." dico concretamente soddisfatto ringraziando Moradin tra me e me "Accendetevi una torcia e seguitemi." suggerisco con tutta l'intenzione di proseguire.
  7. Direi che è giunto il momento per un avanzamento di livello. @Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd
  8. Arthur Hornraven Una volta scesi dal dirupo ci rimettiamo in cammino. Sto dietro Elyndra, e la osservo studiare il percorso, facendo caso a tutti i dettagli che un occhio attento al mondo della natura riesce a cogliere. È strabiliante come riesca a capire se la via è giusta o no dalle impercettibili tracce lasciate da minuscoli animali passati prima di noi appena terminato il temporale. Purtroppo lo svolgere un compito tanto importante che richiede la massima concentrazione impedisce l'interazione tra noi, che peccato. Dietro di me la paladina chiude la fila, attenta ad ogni pericolo possa provenire da dietro, ma sempre con un occhio alla sorella maggiore davanti per capire eventuali segnali che potrebbe cogliere. Sono in mezzo a due sorelle, stesso sangue, ma mai due energie potrebbero apparire tanto differenti. Una sensibile ,in piena sintonia con tutti gli elementi della natura e l'altra dura e tagliente come l'acciaio, sempre pronta a mettersi in difesa come scudo di chi è in pericolo. Sono preso da questa riflessione quando ci ritroviamo in vicolo cieco con solo lo strapiombo a troncare di netto quella che a malapena potevamo definire strada. Sto per perdere la speranza rassegnandomi all'idea di dover tornare indietro quando Elyndra trova un pertugio che conduce ad un tunnel naturale scavato nelle profondità della montagna. E ora che si fa? Mormoro più tra me e me che ad una persona specifica. Nessuna delle opzioni a disposizione mi alletta... Ma credo che l'opzione migliore sia quella che conduce sottoterra. Non è il mio settore, resto in attesa che le guide avanti decidano cosa fare, intanto recitò in testa le formule magiche per tenerle sempre memorizzate e pronte all'uso.
  9. L'oni esplode a ridere. Volete essermi di aiuto? Ottimo ho giusto bisogno di qualcuno che sappia cucinare e pulire le mie vesti. Questa magrolina qua indica Mayu sa solo cucinare cetrioli. Ma se invece pensate di fregarmi. Di distrarmi e di sconfiggermi... Sarà un piacere pasteggiare con le vostre interiora. Con un rapido gesto solleva la lunga catena e le dà un colpo imprimendole un movimento ondulatorio, la catena quasi fosse un fedele servitore si dispone a doppio zig zag innanzi all'Oni. Se volete qualcosa da me, venite a prenderlo. Two Ghost in the Shell..ehm in the room Mako e Gabriele si muovono nelle navate laterali, la bestia ancora non vi ha visti. Ma la sala è lunga e se volete continuare a non essere visti dovete procedere con cautela. Con gocce di sudore freddo che vi colano lungo la schiena giungere a metà della sala. Fra voi e la bestia vi sono ancora 10 metri e due colonne ancora. Le navate sono sgombre da altri esseri , fili o catene.
  10. Il cunicolo prosegue inoltrandosi ancora più a sud nelle viscere della montagna, ma qui la roccia si biforca: verso est si apre uno squarcio che conduce nuovamente all'aperto, su un ripido versante flagellato dal fango. Thurin si arresta di colpo, alzando una mano per fermare il gruppo. I suoi occhi, abituati al buio profondo, scrutano oltre la luce delle torce verso la via meridionale. Al limite della sua scurovisione, a circa diciotto metri di distanza, le ombre tra i massi franati hanno iniziato a muoversi: grovigli di serpenti strisciano silenziosi tra gli anfratti della pietra. Azione
  11. Nel mentre a Jorgen era è stato affidato il compito di vendere alcuni oggetti. In gioco saprete l'esito in serata ma ve lo anticipo qui così potete iniziare a fare un po' di conti con maggiore precisione. Oggetti Valutati: Collana d'oro 250 mo Ametista 400 mo Mantello raffinato 250 mo Oggetti Venduti per un totale di 82 mo e 12 gemme dal valore di 50 ognuna: -6 buckler -4 ascia da battaglia -5 pugnale -3 attrezzi da artigiano -250 frecce -2 scimitarra perfetta -2 arco composito perfetto Ho già aggiornato il file Excell. Google DocsMano Rossa
  12. Ritornando al discorso del mancata introduzione di razze in un contesto ben delineato e integrarle per bene... Ma tutti quegli spazi vuoti nella mappa al di fiori dei regni dove gli umani sono la maggiore... Ma non li vogliono riempire? Cioè hai una parte del globo che è stata caratterizzata poco o nulla, e i giocatori nuovi/casual conoscono al massimo Faerun... Ma usali Porco Pelor! Caratterizza quelle splendide culture che stai introducendo, fai sognare i Giocatori e brillare gli occhi ai DM! Dagli un BEL senso di esistere! E invece...
  13. Caelum Ora che vampate e chiaro sono svaniti e la luce è solo quella della lanterna di Gib, riesco a mettere a fuoco la situazione. Quel poveretto di Chand è caduto e sommerso dallo sciame di ratti. Incasso la testa tra le spalle quando sento lo SDEEEENG della bastonata di Kaerith. Dolce Kaerith, spostati spostati ! Dico alla draconide e poi alla vicina Vivienne un suggerimento Chierico preparati a illuminarli di nuovo. Con la mano sul mio focus stringo gli occhi e smuovo con il potere telecinetico Chand indietro . Poi prendo la balestra, caricandola e mi tengo pronto a scoccare il quadrello non appena Chand è lontano dai topi DM
  14. Kaerith - Stregona Draconide Sono ricciuta a decimare alcuni dei topi ma ora il problema è liberarsi di quelli che si sono attaccati addosso a Chand. E' necessaria on operazione delicata e precisa, una cosa difficile da fare per me, tuttavia un intervento è necessario. Afferro la mazza con due mani e cerco di colpire i topi, portare a segno colpi precisi è difficile al buio ma ci provo. SDENGGGGGGGG! Sento un rumore metallico quando la mia mazza invece che spiattellare questi roditori infetti colpisce l'armatura del gerriero "Scusami!". AZIONE
  15. Beh, se volete fare due chiacchiere io sono qui, non credo che me ne andrò per mooooolto tempo lo spirito sbadiglia, fingendosi stanca, e rientra dietro la cascata La strada per tornare al tempio la conoscete, e mentre la rifate a ritroso vi rendete conto che l'effetto della vostra azione si sta già iniziando a manifestare; in lontananza notate che molte delle polle e dei laghetti, a partire dai più vicini alla montagna, si stanno rischiarando, perdendo quella patina scura che avete visto all'andata Siete quasi a metà tragitto, quando un gruppo di contadini vi viene incontro, euforici, portando lanterne per illuminare la via; vi salutano come degli eroi, applaudendo al vostro passaggio e porgendovi cibo e zucche piene di liquore per festeggiare
  16. Landar non è un nano burbero ma dall'animo gentile. È un umano giocherellone a cui piace fare gdr (oltre al resto che in questo contesto è superfluo). Domanda retorica la tua? ahah questo è il topic esplorativo. scriviamo di là in caso. questi messaggi possono essere cancellati qui :D
  17. Secondo me è molto normale. Avete chiesto alla gente se voleva giocare a D&D e alcune persone hanno detto di si. Se dopo poche sessioni chiedete di cambiare sistema di gioco secondo me è totalmente plausibile che vogliano continuare a giocare a D&D. È come, mutatis mutandis, se organizzi un gruppo di calcetto e poi dopo tre quattro partite dici a metà della gente di giocare a padel. Il rifiuto secondo me è scontato. Fate una campagna poi se la gente si stanca variate gioco. E se non si stanca continuate a giocare a D&D.
  18. Chand Nonostante molti topi scansino i miei colpi, altrettanti finiscono a terra morti, uccisi dai letali movimenti della mia lancia. Mi muovo sempre stando attento a non scoprirmi tenendo basso lo scudo spingendo via con forza quei topi che tentano di saltarmi addosso. Non ho intenzione di prendermi nessuna malattia io. Kaerith mi supera arrostendo e tantissimi... L'odore acre di pelo e carne bruciata inonda le mie narici. Nonostante tantissimi sano morti sono ancora circondato da quelle bestiacce, mulino la lancia cercando di colpire in più possibile.
  19. Il problema del tuo commento è che, alla fine, non smonta davvero l’articolo. Ne critica soprattutto il tono. Che è diverso. “Che logorrea”, “troppa retorica”, “più incisivo, asciutto e puntuale”: ci sta che lo stile non piaccia. Anch’io posso trovare l’articolo ridondante e compiaciuto. Ma una critica di stile non è una confutazione logica. E infatti subito dopo ammetti di essere d’accordo “su diversi punti”, quindi stai già concedendo che il testo contiene elementi sostanziali. È, al massimo, prolisso e discutibile, non automaticamente sbagliato. La contraddizione più forte arriva quando attacchi il concetto di “ethos”. Dici che questo ethos sarebbe fantomatico, impossibile da centrare e non definibile in modo univoco nel 2026. Poi però provi tu stesso a definire cosa sarebbe D&D: dungeon crawling, personaggi fragili, rischio alto, accumulo di tesori, progressione da individui mediocri a figure straordinarie. Ma subito dopo aggiungi che già AD&D 2e, e poi ancora di più la 3e, si erano allontanate da quella concezione originaria. Quindi la tua stessa argomentazione dimostra il contrario di ciò che vorresti sostenere. Se D&D non coincide più da decenni con il suo modello originario, allora è evidente che la sua identità non può essere ridotta a una singola formula meccanica. Non è “D&D = dungeon crawl letale”. Non è “D&D = AD&D”. Non è “D&D = 3.x”. È una continuità più larga, fatta di regole, aspettative, estetica, lessico, ruoli al tavolo, progressione, immaginario, tradizione e riconoscibilità. Cioè, appunto, quello che l’articolo chiama ethos. Può non piacerti il termine. Puoi trovarlo fumoso. Ma non puoi liquidarlo come inesistente mentre poi ragioni tu stesso in termini di identità storica del gioco. Anche perché quando dici che oggi è impossibile definire D&D in modo univoco, non stai smentendo il concetto di ethos: lo stai rendendo necessario. Proprio perché D&D è cambiato nel tempo, serve una categoria più elastica per parlare di ciò che resta riconoscibile attraverso le trasformazioni. L’ethos non è una “essenza mistica”. È il fascio di continuità che fa sì che una cosa venga percepita come D&D anche quando cambia edizione. E qui entra anche il tuo richiamo a “system matters”. Dici di apprezzare molto quel concetto, ma il cuore dell’articolo è precisamente quello: il sistema, la presentazione, la curva di potere, la gestione delle specie, la struttura dei personaggi e il ruolo del DM cambiano il tipo di esperienza prodotta al tavolo. Quindi l’articolo, al netto della retorica, sta dicendo una cosa molto vicina a “system matters”: non basta che il logo dica D&D, bisogna vedere che esperienza concreta il sistema genera. Puoi contestare i singoli esempi. Puoi dire che alcune accuse alla 5.5 sono esagerate. Puoi chiedere più dati. Tutto legittimo. Ma non puoi liquidare l’intero ragionamento come semplice tiritera di opinioni solo perché non ti piace il registro. Sui dati, poi, il tuo argomento è solo parzialmente valido. Hai ragione quando chiedi: “Dov’è il fallimento della 5.5? Su cosa lo valutiamo?” Se parliamo di fallimento commerciale, a oggi non c’è una prova pubblica definitiva. Anzi, Hasbro ha dichiarato risultati molto forti per i manuali base 2024. Quindi sì, dire “la 5.5 è un flop” in senso economico è prematuro. Ma da qui a dire che l’articolo non stia toccando un punto reale ce ne passa. Perché il punto dell’articolo non è soltanto “ha venduto poco”. Il punto è: questa revisione genera una frizione identitaria? Sta creando confusione, rigetto, disaffezione, discussione sulla continuità con la 5e 2014? E lì qualche indizio c’è. D&D Beyond ha dovuto correggere la rotta dopo le polemiche sulle modifiche forzate ai contenuti digitali. Ha poi adottato una distinzione più esplicita tra 5e e 5.5e proprio perché la convivenza tra materiali 2014 e 2024 generava confusione. Questo non prova il collasso dell’edizione, ma prova che il problema di percezione non è inventato. Quindi la posizione più corretta non è: “la 5.5 è certamente fallita”. È: “il fallimento commerciale non è dimostrato, ma la frizione identitaria è reale”. E questa è esattamente la zona in cui l’articolo si muove. Anche il parallelo con la 4e, se lo leggi bene, non distrugge l’articolo. Lo raffina. Tu dici giustamente che la 4e non fu semplicemente un fallimento totale. Fu un caso misto: buon design sotto certi aspetti, ricezione spaccata, problemi di comunicazione, alienazione di parte della fanbase, concorrenza di Pathfinder, percezione di rottura con la 3.x. Perfetto. Ma tutto questo conferma che un’edizione di D&D non viene giudicata solo come regolamento astratto. Viene giudicata anche per continuità percepita, rapporto con la community, fiducia nel brand, riconoscibilità e compatibilità con ciò che i giocatori pensano di stare giocando. Ancora una volta: ethos. Il tuo commento quindi ha un’intuizione buona: chiedere più rigore e meno retorica. Ma sbaglia bersaglio quando tratta il concetto di ethos come un fantasma inconsistente. L’articolo è polemico, lungo, enfatico, forse sbilanciato. Ma il suo nucleo è sensato: D&D non è solo un set di regole intercambiabili. È anche una tradizione di aspettative. Quando un’edizione cambia troppe cose, o le cambia nel modo sbagliato, può generare rigetto anche se il design non è tecnicamente pessimo. Tu stesso, parlando di OD&D, AD&D 2e, 3e, 4e, 5e e 5.5, stai facendo esattamente quel tipo di discorso. La differenza è che l’articolo lo chiama ethos. Tu lo chiami “che cos’è D&D?”. Ma la domanda è la stessa.
  20. Mi sono imbattuto in questo articolo quasi per caso e devo dire che mi ci sono ritrovato pienamente. Condivido praticamente ogni parola dell’analisi proposta, soprattutto quando mette al centro non tanto le singole regole, ma quel “sentire” profondo che rende D&D davvero D&D. Per questo ho deciso di tradurlo integralmente in italiano, così da renderlo più accessibile anche a chi non ha voglia di affrontarlo in inglese, ma potrebbe trovarci spunti interessanti, condivisibili e, forse, anche un po’ dolorosamente veri. Mettiamo subito in chiaro una cosa prima di inoltrarci nella palude. Io non ho interessi personali in questa disputa. Gioco a ciò che mi piace, ignoro ciò che non mi piace e vado avanti con la mia vita. È una strategia sorprendentemente efficace che raccomando caldamente a chiunque stia attualmente scrivendo il suo quattordicesimo manifesto su Reddit riguardo alla “morte dell’hobby dei GdR”. Per quanto mi riguarda, la migliore versione di D&D è già uscita decenni fa, AD&D 2a Edizione, e intrattiene fan come me da decenni, senza chiedere un rebranding, un aggiornamento delle regole o una campagna di marketing con parole alla moda come “evoluzione”. Esiste e basta, nella sua gloriosa magnificenza. Credo che, tra tutti i giochi che incarnano l’Ethos di D&D, AD&D 2a Edizione sia quello giusto. È il più D&Doso dei D&D, e penso che sia per questo che resta il mio preferito in assoluto. Quindi, qualunque cosa decida di fare Wizards of the Coast con il gioco moderno? Interessante, certo. Importante? Non proprio. Le loro vittorie e le loro sconfitte non mi tengono sveglio la notte. Sono più un osservatore curioso che un azionista preoccupato. Però mi interessa la traiettoria di Dungeons & Dragons e dell’hobby dei GdR nel suo complesso. Il modo in cui cambia, il modo in cui inciampa, il modo in cui a volte inciampa nei propri lacci insistendo sul fatto che voleva farlo apposta. È affascinante. E, cosa ancora più importante, offre buone occasioni di scrittura. E se questo blog deve parlare di qualcosa di rilevante nel gioco di ruolo da tavolo, deve parlare di D&D. Quindi ecco la situazione. Dungeons & Dragons 5a Edizione non è stata soltanto un successo; è stata un fenomeno. Ha trascinato il gioco fuori dall’oscurità di nicchia e lo ha spinto sotto i riflettori del mainstream. Podcast, streaming, partite con celebrità, non potevi lanciare un d20 senza colpire un nuovo giocatore. Ha fatto niente di meno che dare il via a un’età dell’oro di Dungeons and Dragons. Poi è arrivato il suo cosiddetto successore: Dungeons & Dragons edizione 2024, 5e Revised o 5.5, o qualunque nome stia usando questa settimana. Un gioco arrivato avvolto in affermazioni audaci, sicurezza aziendale e quel tanto di ambiguità sufficiente a farti chiedere se stessi comprando una nuova edizione o una patch software. Avevo i miei problemi con D&D 5a Edizione, questo è fuori discussione, ma nessuno avrebbe mai potuto accusare la 5e di non essere un membro a pieno titolo di Dungeons and Dragons. Era un gioco che aderiva all’ethos di D&D in tutto e per tutto. E nonostante sia stato etichettato da Wizards of the Coast come “il D&D più venduto di sempre”, un’affermazione con poche prove che meriterebbe un’indagine tutta sua, è atterrato con tutto l’impatto di una palla di fuoco umida. Nessuna esplosione. Nessuna scintilla. Solo un quieto sfrigolio. La reazione della fanbase è stata crudele nel migliore dei casi, apertamente piena d’odio nel peggiore. Quindi la domanda è semplice: che cosa è successo? Perché è successo? E forse, cosa più importante, come si fa a seguire un’oca dalle uova d’oro servendo uova strapazzate? Entriamo nel merito. Ci siamo già passatiLa storia non si ripete, ma in D&D sicuramente ritira il dado. L’intera situazione della 5.5 non è nuova. Non è sorprendente. Non è nemmeno particolarmente creativa. Abbiamo già visto esattamente questo episodio, solo con un branding peggiore e meno reazioni su YouTube. Riavvolgiamo fino alla fine degli anni 2000. All’epoca, Dungeons & Dragons 3.5 Edizione andava alla grande, probabilmente il momento più importante che D&D avesse vissuto da anni. Ma come tutte le edizioni, alla fine scivolò nella Long Tail: quella fase lenta e inevitabile in cui le uscite continuano ad arrivare, ma l’entusiasmo fa silenziosamente le valigie e se ne va. Gli scaffali sono pieni, le regole sono gonfie, e persino gli irriducibili smettono di comprare nuovi manuali. Così Wizards of the Coast fece ciò che fa sempre quando il motore comincia a tossire: buttò tutto e ricominciò da capo. Misero insieme un team di design di prim’ordine, seriamente, senza sarcasmo qui, erano pezzi grossi del design dei GdR, e dissero loro di sistemare D&D. Modernizzarlo. Snellirlo. Dargli struttura. Dargli mordente. Renderlo, sai... un gioco vero e proprio. E ne uscì Dungeons & Dragons 4a Edizione. Un gioco così divisivo da far sembrare i dibattiti sull’allineamento conversazioni educate a cena. Fu un mezzo disastro, e il franchise ufficiale di D&D di Wizards of the Coast sarebbe stato spodestato per la prima volta da quando era salito sul trono. Ma ecco la verità scomoda, preparati: la 4a Edizione non era un brutto gioco. Ecco, l’ho detto. Prenditi un momento. Respira. Dungeons and Dragons 4a Edizione aveva molti problemi quando si trattava dell’ethos di D&D, ma un’offesa molto più grande del gioco era quanto avesse in comune con MMORPG come World of Warcraft. Era, in un certo senso, una versione da tavolo di un MMO. Penso che i fan lo abbiano trovato particolarmente insultante. Se lo esaminavi oggettivamente, spogliato del logo, era un gioco serrato, tattico e ben bilanciato, francamente in anticipo sui tempi. Un GdR fantasy eroico tattico che definì davvero un nuovo sottogenere nei GdR, destinato ad attecchire e in futuro, cioè oggi, a innescare invenzioni come 13th Age e Draw Steel, per esempio. Rispetto al glorioso caos di Advanced Dungeons & Dragons 1a Edizione, che sembra assemblato durante un duello tra maghi, o persino alla 2a Edizione, il mio amato capolavoro gonfio e sovraccarico, era fluido. Pulito. Giocabile senza bisogno di una laurea in legge. Avrebbe dovuto essere un successo, ma non lo fu. Quindi perché crollò? Perché un buon gioco fu respinto proprio dal pubblico per cui era stato costruito? Perché i designer risolsero il problema sbagliato. Ed è qui che la 5.5 inciampa dritta nello stesso rastrello. Sia la 4a Edizione sia questa nuova versione “giuriamo-che-non-è-una-nuova-edizione” soffrono dello stesso difetto fatale: ancora una volta, i designer hanno dimenticato l’Ethos di D&D. Non il bilanciamento. Non le meccaniche. Non l’accessibilità. L’Ethos. Quell’identità invisibile, irrazionale e profondamente radicata che fa sì che D&D sembri D&D e non semplicemente “sistema fantasy generico numero 27 con interfaccia migliore”. Ci sono molti giochi senza il logo di D&D che aderiscono all’ethos di D&D più di alcune versioni del vero D&D. Castles and Crusades è un ottimo esempio; è, senza dubbio, una versione di Dungeons and Dragons. La 4e non sembrava D&D, questa era la lamentela principale e unanime dei fan. E la 5.5... be’... sembra D&D dopo un seminario aziendale sul benessere. Stesso errore. Stessa causa. E se la storia indica qualcosa, stesso risultato, solo con testi di marketing migliori. Che cos’è l’Ethos di D&D?Penso che non tutti capiscano che cosa sia l’Ethos di D&D; anzi, spesso viene confuso con la lore, ma le due cose non sono davvero la stessa cosa. È qui che le cose si fanno complicate. L’idea di “Ethos” non è ordinata, non è quantificabile, e sicuramente non è qualcosa che puoi infilare in un documento di design e spiegare. È sfuggente. È istintiva. È istituzionale. La riconosci quando la vedi, e cosa ancora più importante, ti accorgi davvero quando manca. Il modo più semplice per spiegarla è attraverso un esempio. Prendiamo i punteggi di caratteristica: sono attributi primari di un personaggio che vanno da 3 a 18. Perché? Perché, dopo 50 anni, ci aggrappiamo ancora a questa reliquia come se fosse un testo sacro? Perché sei caratteristiche? Perché generare un numero che, nella maggior parte dei casi, non conta nemmeno meccanicamente, perché al gioco interessa solo il modificatore? Da un punto di vista puramente di design, è insensato. Potresti snellirlo domani, ripulirlo, renderlo più intuitivo, più moderno, più elegante. Ma non lo facciamo. Il segreto è che la ragione per cui non lo facciamo è che davvero non puoi farlo. Fa parte dell’ethos di D&D. Quell’intervallo 3-18 viene dal tirare 3d6, un metodo del passato per generare i punteggi di caratteristica che la maggior parte dei tavoli di D&D non usa nemmeno più. Abbiamo array, point buy, ogni sorta di sistemi più puliti, ma le ossa sono ancora lì nel D&D moderno. Non perché siano ottimali, ma perché sono D&D. È codice legacy cotto nel DNA del gioco. Non deve avere senso, deve sembrare giusto. Questo è Ethos. La scheda del personaggio moderna di D&D 5e non ha davvero un aspetto così diverso da una scheda del personaggio di AD&D 1a Edizione. Più le cose cambiano, più restano uguali, ed è così che la fanbase vuole che sia. E quando inizi a guardare, lo vedi ovunque. Slot incantesimo e magia vanciana. Punti Ferita che in qualche modo ti permettono di sopravvivere a coltellate ripetute finché improvvisamente crolli a zero. Classe Armatura come numero astratto invece di, sai, un’armatura che faccia qualcosa di logico. Una spada corta che infligge 1d6 danni perché... è sempre stato così. Maghi fragili e allergici alle armature. Guerrieri che sono tritacarne ambulanti. Niente di tutto questo è sacro perché sia buon design, è sacro perché è design di D&D, fa parte dell’ethos di D&D. Potresti migliorare questi sistemi? Assolutamente sì. Se stessi costruendo da zero un GdR fantasy moderno, probabilmente lo faresti. Ma questo è il problema, D&D non è un gioco moderno, non davvero. È un gioco tenuto insieme da decenni di aspettative, tradizione, cultura e da una fanbase che sa esattamente come dovrebbe risultare. Puoi aggiornarlo, certo, ma ogni cambiamento è una negoziazione con la storia e con le aspettative della fanbase, e queste due cose sono forze della natura inamovibili. Certo, i fan occasionali e i nuovi arrivati potrebbero entrare e pretendere modernizzazione, ma la comunità centrale di D&D, la vasta e schiacciante maggioranza della fanbase, non è vocale. Il loro mondo è al tavolo, è un luogo di praticità che viene vissuto lontano dagli spazi online come Twitter e DnD Beyond. Il rumore viene sempre da gruppi minoritari vocali che non capiscono o non hanno interesse per l’eredità di D&D, ma quando si arriva al dunque, la mucca da mungere che è Dungeons and Dragons risponde alla fanbase centrale, e come ha scoperto la 4e e come sta scoprendo ora la 5.5, queste persone votano con il portafoglio. Non riceverai feedback sulla tua nuova edizione evoluta del gioco, non ne sentirai parlare finché non vedrai i grafici calare sui tuoi fogli di calcolo. I forum di D&D Beyond sono un posto strano in cui non solo c’è una camera dell’eco di una minoranza vocale, ma il messaggio viene fatto rispettare dai moderatori. L’unica cosa che ti è permesso fare su questi forum è essere d’accordo sul fatto che Wizards of the Coast faccia tutto bene e che qualunque sia l’ultima cosa che hanno pubblicato sia meravigliosa. Dissenti da qualsiasi cosa, e verrai moderato. Il risultato è un luogo in cui non sono consentiti veri dibattiti e vere discussioni su D&D. Se Wizards of the Coast usa questo forum presumendo che rappresenti la comunità di D&D, cose come la 4e e la 5.5 continueranno ad accadere in futuro. Questo perché, proprio come me, ogni fan di D&D ha già l’edizione del gioco che ama, quindi se ciò che è nuovo non fa presa su di loro, loro, noi, tornano semplicemente a giocare al gioco che già amano. Nessuna ragione per farne una scenata. È esattamente qui che Dungeons & Dragons 4a Edizione è inciampata. Il design era solido, la matematica funzionava, i sistemi erano puliti, ma si era allontanata troppo da quell’Ethos di D&D sottostante. Aveva smesso di sembrare D&D. Ciò che i giocatori ricevettero invece era un sistema fantasy ben progettato e altamente funzionale che per caso indossava una targhetta con scritto D&D. E i fan non volevano “ben progettato”. Volevano riconoscibile. Volevano D&D. Perché questa è la vera trappola. I designer possono spingere l’Ethos. Non è congelato nell’ambra. Ma evolve lentamente, con cautela, nel tempo. Da un punto di vista commerciale, ogni deviazione è una scommessa, e non sai mai bene quale vacca sacra sia effettivamente portante. Spingi troppo, troppo in fretta, e all’improvviso non stai evolvendo il gioco, lo stai sostituendo, abbandonando proprio ciò che ti ha reso famoso all’inizio, e forse cosa più importante, questo ti scollega dalla fanbase. La 4a Edizione oltrepassò quella linea e si schiantò di faccia. E la 5.5? Si è avvicinata alla stessa linea, ha fatto un passo avanti con sicurezza... e poi si è comportata da sorpresa quando il terreno le è crollato sotto i piedi. Ma che cosa, nello specifico, del design della 5.5 si è allontanato così tanto dall’Ethos fondamentale di D&D da spingere i fan ad abbandonare il gioco come se fosse l’ultimo coronavirus? Capirlo è il vero trucco di magia qui. Dove la 5a Edizione ha avuto successo e la 5.5 ha fallitoUna cosa che devi capire è che non si tratta quasi mai di un singolo errore catastrofico. D&D non collassa per una singola cattiva decisione, si erode. Lentamente. Silenziosamente. Dolorosamente. Allontanarsi dall’Ethos non è un’esplosione drammatica; è la morte per mille tagli molto deliberati e molto “benintenzionati”. Sono le piccole cose che irritano le persone. I ritocchi. I “miglioramenti della qualità della vita”. Le rielaborazioni sottili che, sulla carta, sembrano innocue, ma nella pratica sembrano qualcuno che riorganizza casa tua insistendo che lo sta facendo per il tuo bene. Quell’irritazione cresce. Si diffonde. Si trasforma in una sorta di ira barbarica collettiva che parte da un tavolo, poi da un altro, e prima o poi è ovunque. Non tutta insieme, ma costantemente, come una lenta infezione. Ed è per questo che quando Wizards of the Coast dice che la 5.5 è il D&D più venduto di tutti i tempi, non sono nemmeno incline a discutere. Probabilmente è vero. Certo che lo è. Dungeons & Dragons 5a Edizione era enormemente popolare, e quei giocatori avrebbero sempre comprato la “versione successiva”, qualunque etichetta avesse sulla copertina. I nuovi manuali sono entusiasmanti. Gli aggiornamenti sono entusiasmanti. Ho comprato anch’io. Lo ha fatto la maggior parte di noi. Ma le vendite accadono al lancio. Le opinioni richiedono tempo. Quell’ira barbarica? Arriva dopo. Quindi parliamo dei tagli. L’arteL’arte non è un ornamento in D&D, è fondamentale. Fa parte dell’Ethos tanto quanto i dadi e i draghi. Stabilisce il tono, definisce le aspettative e ti dice in che tipo di fantasy stai entrando prima ancora che tu abbia letto una singola regola. I fan di D&D sono spietati al riguardo. Qui ci sono regole non scritte, nessun manuale ufficiale, solo decenni di gusto accumulato, e se manchi il bersaglio, la gente se ne accorge immediatamente. E in qualche modo, la 5.5 lo ha mancato. La parola migliore per la direzione artistica è sterilizzata. Sicura. Morbida. Addomesticata a forza di focus group. Ed è un problema, perché l’arte di D&D non ha mai riguardato il giocare sul sicuro. È stata copertine di album heavy metal, incubi grimdark, ultime resistenze eroiche, bizzarri deliri febbrili, a volte tutti sulla stessa pagina. Dovrebbe avere denti. Un’arte come questa è tipica dei manuali della 5.5. Non so cosa sia, a quale gioco appartenga o per quale ambientazione sia pensata, ma qualunque cosa sia, non appartiene a un manuale di D&D. Questa è... assurdità. Ciò che abbiamo ricevuto invece sembra passato attraverso un filtro aziendale progettato per rimuovere qualsiasi cosa anche solo vagamente tagliente. Gli spigoli sono stati levigati, il sudiciume è sparito, e ciò che resta sembra meno fantasy e più qualcosa che ha superato una riunione interna di conformità del marchio. È come se gli Iron Maiden decidessero che la copertina del loro prossimo album debba mostrare Martha Stewart che sorride educatamente davanti a una tazza di tè. Ci sono pezzi buoni ovviamente, giusto riconoscerlo, ma sono sepolti in una direzione generale che semplicemente non capisce come dovrebbe apparire D&D. E quando la prima impressione del tuo gioco è sbagliata, tutto il resto comincia in salita. Razze fantasy (specie)Se vuoi trovare una faglia nell’Ethos di D&D, non guardare oltre le sue razze fantasy. Questo è sempre stato un territorio controverso. I fan ne discutono costantemente, e lo fanno da decenni. È anche il motivo per cui devi essere particolarmente cauto quando fai cambiamenti. L’ultima cosa che vuoi che accada è che la fanbase diventi improvvisamente unanime su quale sia l’ethos di D&D riguardo alle razze. Che cosa appartiene al gioco? Che cosa no? Che cosa sembra D&D? L’aggiunta dei Dragonborn e dei Tiefling fu controversa all’epoca. I Mezzorchi sono stati discussi fin dai tempi di AD&D. I Drow come personaggi giocanti? Ancora un parafulmine. Persino i modificatori ai punteggi di caratteristica, quei piccoli incentivi che spingono le razze verso certe classi, hanno acceso infinite discussioni sul fatto che rafforzino il fantasy o lo limitino. La cosa fondamentale è questa: questi cambiamenti sono sempre stati graduali. Dolorosi, a volte, ma graduali. La 5.5 non ha fatto gradualità. Ha strappato il cerotto e lo ha chiamato progresso, creando un effetto domino che ha portato a sanzioni unanimi da parte della comunità. Wizards of the Coast è riuscita a prendere qualcosa su cui la comunità era divisa e a condurla a prendere posizione sull’argomento, una posizione contraria alle decisioni prese nella 5.5. Era il peggior esito possibile per loro. Rinominare le “razze” in “specie”. Rimuovere le mezze razze come Mezzelfi e Mezzorchi come opzioni meccaniche significative. Eliminare del tutto i modificatori ai punteggi di caratteristica. Appiattire le distinzioni. Levigare gli spigoli. E poi, naturalmente, lo spostamento degli orchi, portandoli nettamente fuori dal territorio dei “mostri” e dentro le opzioni completamente normalizzate per i giocatori, cosa che per molti giocatori non è stata solo un ritocco, ma una ridefinizione fondamentale della logica dell’ambientazione. Questo singolo cambiamento invalida letteralmente la maggior parte delle ambientazioni ufficiali di D&D e la loro lore. Singolarmente, potresti argomentare a favore di ognuno di questi cambiamenti. Non è questo il vero problema. Il problema è averli fatti tutti insieme. So che rimuovere le Mezze Razze come i Mezzelfi dal gioco è stato motivato politicamente, cosa già di per sé eclatante, ma il problema in cui incappi davvero è che in gran parte della lore di D&D, i personaggi di mezza razza sono alcuni dei personaggi più memorabili e amati di D&D. Tanis Mezzelfo dei romanzi della serie Dragonlance, per esempio, è una leggenda assoluta, ed è distruttivo per il gioco cancellarlo dall’ethos del gioco. Perché l’Ethos non riguarda solo cosa cambi, ma quanto cambi e quanto in fretta. E la 5.5 non ha spinto il sistema in avanti con delicatezza; lo ha spintonato. Forte. Il risultato non è stata chiarezza, è stata confusione. Tavoli che discutono. Giocatori divisi. Un’attrito costante e di basso livello su che cosa D&D dovrebbe persino essere ormai. E poi c’è la presentazione. Nella 5e, le razze avevano spazio, tre, quattro pagine per respirare, per definire cultura, identità, atmosfera. Nella 5.5, sono condensate, abbreviate, ridotte a qualcosa di più simile a un blocco statistiche con un ritratto. Vaghe. Non impegnative. Private della texture che le faceva sembrare parte di un mondo vivo. Alla fine, questi cambiamenti hanno spezzato l’ethos agli occhi della comunità e in certi modi hanno contribuito a unirla, cosa che renderà ancora più difficile sia mantenere i cambiamenti introdotti nella 5.5, dovranno fare marcia indietro se vogliono riconquistare l’adesione del pubblico di D&D, sia modificarli in futuro. A questo punto, questo aspetto della 5.5 è stato semplicemente respinto dalla fanbase di D&D e, anche se ci sono camere dell’eco come il forum di D&D Beyond dove troverai sostegno per esso, è un messaggio fuorviante per Wizards of the Coast. Ancora una volta, devi ricordarti di pensare alla minoranza vocale; può anche essere rumorosa, ma non sono i loro portafogli che cerchi. Hai bisogno che la comunità centrale di D&D accetti questi cambiamenti, e li ha respinti con grande freddezza. Power creep e Dungeon MasterIl power creep in D&D non è nuovo. Persino in Dungeons & Dragons 5a Edizione si poteva percepire, lento, costante, quasi educato. Una sottoclasse qui, un incantesimo là, un oggetto magico che forse spingeva le cose un po’ troppo oltre. La comunità lo tollerava perché si muoveva a centimetri, non a chilometri. La 5.5 non si muove a centimetri. Avanza a scossoni come un treno a vapore fuori controllo. Ma ecco il punto, il power creep non è davvero un problema dei giocatori. I giocatori amano il power creep. Certo che lo amano. Vincere è divertente. Essere forti è divertente. Avere una scheda del personaggio che sembra un’arma carica è molto divertente. Quando i giocatori travolgono gli incontri o prendono decisioni sconsiderate sapendo di avere quindici modi diversi per tirarsi fuori dai guai, la loro conclusione non è “questo è rotto”, è “questo è fantastico”. Il vero costo ricade direttamente sulle spalle del Dungeon Master. Perché il DM è quello che cerca di tenere tutto insieme. È quello responsabile di far sembrare il gioco impegnativo, coerente e, soprattutto, significativo. E quando ogni personaggio al tavolo è di fatto una soluzione ambulante a ogni problema concepibile, quel lavoro smette di essere divertente e comincia a sembrare straordinario non pagato. Quando i giocatori banalizzano gli incontri, aggirano ostacoli con uno slot incantesimo e scrollano via il pericolo come fosse un lieve fastidio, il DM resta lì a cercare di aumentare continuamente l’intensità solo per stare al passo. Mostri più grandi. Combattimenti più difficili. Scenari più contorti. E tutto comincia a sembrare artificiale, come se stessi gonfiando la difficoltà solo per riuscire a perforare uno strato sempre più spesso di imbottitura meccanica. È estenuante. Se cerchi D&D 5e su YouTube, la maggior parte dei video riguarderà “come fare il DM”. Il motivo è che nel D&D moderno in generale essere un DM è estremamente difficile, e i manuali fanno davvero molto poco per insegnartelo. Nella 5.5, la situazione è progressivamente peggiorata. E questo era già un problema nella 5e. C’è una ragione se vedi così tanti gruppi pieni di giocatori entusiasti cercare disperatamente qualcuno, chiunque, disposto a gestire il gioco. La carenza di Dungeon Master non è più aneddotica, è sistemica. Siamo arrivati al punto in cui le persone pagano letteralmente tariffe orarie a perfetti sconosciuti solo per avere qualcuno seduto dietro lo schermo a gestire il caos. La 5.5 non ha risolto quel problema. Lo ha reso drammaticamente peggiore. Per esperienza personale, gestire la 5.5 sembra come cercare di sfidare un gruppo di supereroi che si è presentato a uno scontro con goblin per pura noia. I personaggi sono assurdamente capaci fin dall’inizio, pieni di opzioni, stratificati con reti di sicurezza ed equipaggiati per affrontare praticamente qualsiasi cosa tu gli lanci contro senza versare una goccia di sudore. Paura? Sparita. Tensione? Facoltativa. Conseguenze? Nel migliore dei casi negoziabili. Non sono più avventurieri, sono semidei con uno starter kit. E dal lato del tavolo del DM, questo non è entusiasmante. È tedioso. È una lotta costante in salita per creare posta in gioco in un sistema che sembra attivamente contrario ad averne. Anche il design delle avventure non aiuta, il bilanciamento è ovunque, e l’affermazione di “retrocompatibilità” sembra più una tecnicalità che una realtà. Certo, puoi far girare vecchie avventure della 5e, ma preparati a sventrarle, ricostruire gli incontri e fare essenzialmente il lavoro del designer al posto suo se vuoi qualcosa che assomigli a una sfida. Il che ci riporta all’Ethos. D&D è sempre stato incentrato sulla scalata. Da zero a eroe. Questa è la fantasia. Inizi fragile, incerto, forse un po’ incompetente, e ti guadagni il potere nel tempo. I livelli contano perché rappresentano quel viaggio. La 5.5 salta il viaggio. Non cresci fino al potere, ci appari già dentro. E quando rimuovi la scalata, ciò che resta non è empowerment. È noia con statistiche migliori. Questa lamentela della comunità sulla 5.5 la capisco personalmente per esperienza. Gestire la 5.5 come DM fa davvero schifo. ConclusioneLa verità è che probabilmente potrei scrivere altri tre articoli come questo, ognuno a sezionare un modo diverso in cui la 5.5 aggira l’Ethos di D&D, ma a un certo punto smetti di aggiungere prove e inizi a ripeterti. Perché il problema centrale non è complicato. D&D ha un Ethos. Uno reale. Non qualcosa stampato in un regolamento, non qualcosa che puoi mettere in elenco puntato in una riunione di design, ma qualcosa che esiste comunque. Puoi discutere sui dettagli, certo. La gente lo fa da decenni. Ma quando ti allontani troppo, troppo in fretta e troppo spesso da esso, il risultato diventa evidente. Non evidente in senso accademico, evidente in senso viscerale. La 5.5 non è un brutto gioco per via di una singola decisione. Anzi, presa alle sue condizioni, non è nemmeno affatto un brutto gioco. Meccanicamente, c’è molto da apprezzare. È pulita, accessibile, rifinita. Ma non è una buona versione di Dungeons & Dragons. Manca troppi degli elementi radicati e intangibili che fanno sembrare D&D come D&D. E quando ti siedi a giocare, quell’assenza diventa impossibile da ignorare. A colpo d’occhio sembra tutto familiare, ma nel momento in cui interagisci con esso, qualcosa sembra... fuori posto. Leggermente deformato. Come se stessi raggiungendo qualcosa che riconosci, solo per scoprire che è stato sottilmente rimodellato in qualcos’altro. È lo stesso problema che aveva Dungeons & Dragons 4a Edizione. Componenti familiari, esperienza non familiare. E quella disconnessione crea al tavolo questi momenti strani, quasi surreali, che non si adattano davvero al fantasy che il gioco dovrebbe evocare. È difficile da definire finché non lo vedi accadere in tempo reale, come un Halfling Guerriero che agita con disinvoltura un’enorme ascia da battaglia a due mani con Forza al massimo come se fosse un martedì qualunque. È “permesso”? Certo. Sembra D&D? Neanche un po’. Questo è il problema. Non posso darti una definizione perfetta di cosa sia D&D. Nessuno può. Ma lo riconosco quando lo vedo, e cosa ancora più importante, riconosco quando non lo vedo. E a giudicare dalla comunità più ampia, non sono solo. L’energia attorno a D&D in questo momento sembra... sottile. Il clamore sta svanendo. L’entusiasmo che ha portato la 5e sotto i riflettori del mainstream si sta spegnendo. Lo puoi vedere nello spazio dei contenuti, lo puoi sentire nelle conversazioni, semplicemente non c’è molto a cui aggrapparsi. Per un gioco che un tempo sembrava inarrestabile, è un cambiamento piuttosto significativo. E sì, questa edizione fa un po’ schifo, non come gioco, ma come gioco di D&D. Ma ecco la buona notizia: non importa tanto quanto sembra. Nessuno verrà a casa tua a confiscarti i manuali. Dungeons & Dragons 5a Edizione esiste ancora. La 3.5 esiste ancora. E la 2a Edizione, gloriosa, gonfia, bellissima 2e, è ancora seduta esattamente dove l’hai lasciata, in attesa di essere giocata. D&D non scompare quando una nuova edizione manca il bersaglio. Continua, solo non sotto la bandiera della nuova edizione. E se la storia ci insegna qualcosa, è questo: Wizards of the Coast ci è già passata. Ha inciampato con la 4e, e ha corretto la rotta. Lo farà di nuovo. Probabilmente subito dopo aver finito di insistere che questo era esattamente ciò che volevamo. Articolo originale In Theory: Why D&D 5th succeeded and 5.5 is failing | Gamers Dungeon Visualizza pubblicazione completo
  21. Elenco pergamene Lv 3. (375mo CAD) nube maleodorante, evoca mostri 3 (X2), velocità, Lv 1 25 mi cade, ingrandire persone x4, protezione dal male X2, raggio di indebolimento x1 Tot1675 mo il resto per Brando,un giaciglio se non avete suggerimenti migliori.
  22. Skunk Osservo la stanza dove Tal e Fachish vivono e dove allo stesso tempo hanno allestito il loro laboratorio r per un attimo gli occhi mi si gonfiano di lacrime. “Aria di casa…” Commento nostalgico per poi zittirmi subito quando sua perfida eminenza inizia a trattare con lo scorreggione
  23. Kai Seki Magoroku Mi si illumina il viso come se avessi ricevuto la notizia più bella Cucinare?! Io adoro cucinare ! Se deve essere una condizione di una collaborazione mi sta benone... Cosa preferisci Sushi? Nigiri? Ramen? Carne alla brace?... devi mangiare molto Sei molto grosso, più di altri Oni che ho conosciuto, sei solo più forte o hai anche poteri magici? Se si puoi insegnarmeli? Dico avvicinandomi parlando con tono alto ed entusiasta. In realtà odio cucinare,ma se attirò l'attenzione di me non noterà gli altri. Dove è la dispensa? Spero tu abbia carne che non amo mangiare vedute io. Prediligo il manzo. Siamo solo noi odvo cucinare per altri che non conosco? Altri Oni vengono arrivarti di tanto in tanto?
  24. @Tianos Ho notato tantissimi riferimenti alla "Fantascienza Mistica" ed a Temi Futuristici che ogni tanto spuntano in mezzo al "Contemporary Horror" (ovvero il Pianeta Terra 21° Secolo dei Non Risvegliati che comunque iniziano a percepire che qualcosa non và "Oltre Il Velo Della Realtà Visibile") ed alla "Metafisica Fantasy" (quando dei Risvegliati Veterani iniziano ad esplorare i Reami più Iperuranici ed Esoterici). . . Dal punto di vista meramente grafico e rappresentativo penso che, almeno per i Reami Inferici più Oscuri ed i Mondi più Tenebrosi, la "High Space Opera" od il "Chrome Cyberpunk" centrino abbastanza poco. . . Secondo Me se anche si trovano Tecnologie, Veicoli, Armi, Gadgets avanzatissimi nei Reami Demoniaci o nelle "Buie Dimensioni Perdute" non dovrebbero sembrare qualcosa uscito da Star-Trek, Star Wars, HALO o Starcraft, ma piuttosto avere, oltrte ad una decisa patina di "Ruggine Millenaria / Morchia Secolare" uno Stile RETROFUTURISTICO (non tanto Steampunk, forse troppo arretrato per le Tematiche di Triduum, ma decisamente "Dieselpunk Brutalista" come se ci fossero Astronavi costruite come Zeppellins del Kaiser, od Armature Potenziate come le avrebbe potute costruire la Wermacht Hitleriana o la Armata Rossa Staliniana). . . La "Superscienza Solarpunk" (con Astronavi fatte di Luce Solida e di Metalli Cromatissimi, dalle Linee Eleganti e quasi Organiche, Iperborei Guerrieri che impugnano splendenti Lame Laser) le terrei per qualcosa che ha a che fare con i Reami Celestiali, Divini ed Angelici (che CREDO Tu abbia messo un attimo in secondo piano, preferendo sviluppare prima in maniera coerente la Tenebra Infernale, i Diavoli Tentatori ed il Peccato Originale Biblico-Aramaico). . . E' mia ferma convinzione che, come la Alchimia Medievale e l'Esoterismo Biblico cui si ispira, questo Gioco di Ruolo debba avere una FORTISSIMA Componente Grafica MIRATA a veicolare specifiche EMozioni e Sensazione nei Players in cerca di Temi Maturi e Profondi. . . Quindi anche la Differenziazione delle Tematiche Illustrative potrebbe essere fondamentale; "Super Realismo Contemporaneo" per il Mondo dei Mortali Ignari, "Dark Steampunk / Gothic Dieselpunk" che sanguina Petrolio per le Realtà Oscure e Dannate (concrete e tangibili in maniera QUASI Dolorosa !!), "Iper Luminosa Space Opera" per gli "High Celestial Realms" più Astratti e Metafisicamente imprescindibili. . . .
  25. Ayal Personalmente credo di avere già preso quello che mi serve al tempio. Al momento la mia priorità è identificare gli oggetti magici, in base a quelli potremo decidere in cosa spendere i nostri guadagni Dico a Celine con un sorriso, divertito dalla sua irruenza
  26. Nel momento funzionerà come detto.
  27. Round 2: Umr'at-Tawil Il Pugno del Deserto utilizza il suo potere, con il quale colpisce l'ogre con la mazza, danneggiandolo e stordendolo. Round 2: Nemici L'unico ogre rimasto in grado di combattere è il balestriere. In preda all'asfissia, quest'ultimo getta via la balestra, fa un passo verso Azrakar e prova a sferrargli un pugno, ma manca il bersaglio. Poi, in piena crisi respiratoria, cade a terra. Round 3: End of Combat Essendo stordito, l'ogre con la clava è facile preda dei vostri colpi, che lo abbattono in una manciata di secondi. Il combattimento, infine, termina. Ogre Cave I tre ogre sono tutti per terra, privi di forze per combattere. Sono tutti ancora vivi, ma svenuti. Ora dovete scegliere cosa fare: potete dargli il colpo di grazia personalmente, potete lasciare che l'incendio faccia il suo corso (bruciando i loro corpi), e molte altre scelte, tra cui, teoricamente, anche lasciarli vivere (date le condizioni nelle quali li avete ridotti, impiegheranno minimo 24 ore prima di riprendere i sensi). Sapete che esistono alcune porzioni muscolari della carne degli ogre che sono commestibili, se cucinate al fuoco, quindi potreste anche ottenere delle carne secca affumicata a partire dai loro corpi. Sapete tutti come estrarre e cucinare le parti commestibili, è una procedura piuttosto semplice e avete già il necessario per farla; Azrakar ed Umr'at-Tawil, inoltre, conoscono una ricetta di Urik, grazie alla quale si può ottenere qualcosa che assomigli ad una "bistecca" di carne di ogre, insaporendo la carne con delle spezie. Duran, essendo un alchimista, ha sia le spezie, sia gli strumenti necessari per effettuare il processo di conservazione, ottenendo delle razioni da viaggio di lunga durata (3 anni). Weapons Gli unici oggetti utili, in quella caverna, sono le armi degli ogre: la catena d'ossa, la balestra con cinque quadrelli giganti, la clava e il giavellotto di pietra. Sono tutte armi sproporzionate per le vostre dimensioni, che quindi avreste difficoltà ad usare, e fatte di materiali inferiori. @Ard Patrinell @Landar @MattoMatteo Tutti
  28. Mi aggancio ora al discorso perchè ho rifatto ora un recap, per me invece l'oggetto a Des su un incantatore non è il massimo dell'ottimizzazione. Al momento abbiamo un budget molto limitato quindi dobbiamo cercare di ottimizzare il più possibile e un +2 des su un incantatore non mi sembra la scelta migliore, si riflette in un +1 a distanza ma su incantesimi che già colpiscono a contatto quindi CA molto limitate e un +1 CA che anche questo è utile ma limitato per un PG che raramente affronta la mischia (come giusto che sia) Quindi direi di dare priorità ad un oggetto per Brando magari per fargli sbloccare le magie che male non fanno mai o per la forza che sfrutterebbe parecchio. ovviamente quando ci saranno più risorse Celine potrà riscattare una priorità. questo è il mio pensiero da giocatore
  29. GABRIELE il mostro è enorme e quella lunga catena mi preoccupa perché devo assolutamente rimanere fuori dalla portata. attendo che l'oni avanzi verso i nostri compagni visibili per poi a muovermi silenziosamente verso il fondo del tempio per mettermi alle sue spalle. @Albedo
  30. Akseli "Vi ringrazio per la franchezza. L’Abbazia del Fascio Dorato potrebbe davvero essere il contenitore più adatto, la terra benedetta e antica potrebbe soffocare l’aura di questo medaglione meglio di qualsiasi volta di pietra. Accettiamo la vostra offerta del sigillo ufficiale, ci permetterà di muoverci con maggiore sicurezza, tuttavia permettetemi di essere sincero: anche se consegneremo il medaglione all’abbazia, il pericolo non sarà finito. Qualcuno sta attivamente cercando gli altri due artefatti e se vogliamo impedire che vengano riuniti, dovremo agire con rapidità e discrezione. Partiremo il prima possibile, probabilmente già domani all’alba. Per raggiungere Mistledale il più rapidamente possibile, vorrei chiedervi un ulteriore favore, se è nelle vostre possibilità: il medaglione è un fardello pericoloso da portare con noi per molti giorni, e ogni ora di ritardo potrebbe giocare a favore di chi sta cercando gli altri artefatti. Sarebbe possibile fornirci delle cavalcature fresche e resistenti? Dei buoni cavalli da viaggio, o magari dei pony più adatti alla neve, ci permetterebbero di coprire la distanza molto più velocemente e con minore rischio" "Siamo consapevoli che le risorse della Valle sono preziose, soprattutto con Lady Cassandra già impegnata contro i goblin, ma qualsiasi aiuto in questo senso sarebbe di vitale importanza"
  31. No, o meglio ho fatto una one shot di prova ma al 1 livello praticamente è la 3e. Mi ci ero avvicinato ma una serie di elementi alla fine mi hanno portato a non poterci giocare. Sono Comunque sempre molto curioso. Magari in futuro potrebbe essere un'opzione. Ma io gioco un casino con supporti digitali. Praticamente l'ultima campagna l'ho masterizzata via tablet (con combat tracker, musiche di ambientazione, note, riferimenti veloci online, pdf dei manuali...) MA rimane il fatto che i drop non servono per giocare. Le mappe droppate (a parte il fatto che spesso sono riciclate) le trovi gratis online senza infrangere alcuna legge (non dico le stesse ma altre utili allo stesso modo). Oggetti magici nuovi, servono? posso capire le sottoclassi, ma se proprio uno le vuole usare se le stampa.
  32. Non mi è chiaro a cosa dovrebbero servire sti drop. Se giochi su Beyond (cosa che non mi è chiara chi lo faccia e come) ok, ma al tavolo a che te servono drop di mappe? Certo se droppano sottoclassi posso capire che diventa noioso, ma non è indispensabile averle. E Comunque se qualcuno le compra e se le stampa le porta al tavolo non viene nessuno a distruggerti i fogli se annulli l'abbonamento. Personalmente non trovo che D&D (e il GDR in generale) sia un gioco ad abbonamento e non deve esserlo. Gioco con i miei amici quando posso con le regole che ho a disposizione. Sono già passato a Pathfinder 1 quando uscì la 4e, da tempo giochiamo a giochi diversi (L5R, 7th Sea...) e ne ho diversi che vorrei provare (L'unico anello su tutti, ma anche Blade runner) quindi se pensano che possono far uscire la roba a drop e poi vendermi il manuale, i drop se li tengono e i manuali se li fanno della qualità degli ultimi subiranno la sorte degli ultimi. Rimangono li.
  33. @Monkey77 Liquidi da spendere, comprese le gemme e il platino abbiamo circa 4700 monete oro. @Melqart ha già detratto le monete di argento ma non so ha pagato il fabbro e il tempio di Pelor. Poi ci sono le armi da vendere ma NON riusciremo a venderle tutte. Abbiamo qualche oggetto da fare valutare. Poi c'è i soldi che ci deve Norro che non ricordo più quanti erano. Calcola una disponibilità personale di 1500/2000 monete a testa, dividiamo per 4 con Jørgen, dalla prossime con Harmek. Si lo so...sono pochi. Se vendessimo tutto avremmo circa 15/16000 monete, ma il master ha già detto che Drellin's non può assorbire questa cifra P.s. Sono pagate le monete di Jorr, le pergamene e il fabbro
  34. Celine Blanca Siete molto fornito di cose interessanti, però volevo chiedervi se riusciva a fabbricare un oggetto che riproduca in modo costante quello della pozione Grazia del gatto. Un paio di guanti o di stivali credo siano le forme più indicate per un simile incanto. Poi chiedo a Brando consultandomi con lui in attimo in cui il mago è distratto Brando a quanto ammonta la cifra che posso spendere? E... Ha quasi dimenticavo, sono abbastanza certa che il capo dei predoni di Eynitrull sia a fare penitenza presso il tempio, l'ho visto rasato senza più il segno di Heironeus sulla fronte, forse è il caso di farci due chiacchiere.
  35. M'hai trovato alcune chicche che non conoscevo, vado in lettura😁 p.s. piccola leggenda "metropolitana" (nel senso che è di vulgata" dovrebbero esserci quattro chiese in Italia con 4 statue di angeli e queste puntano verso il duomo di Modena. Perché? Perché sulla porta "della peschiera" nei bassorilievi sarebbe raffigurato il passaggio del santo Graal appunto al duomo di Modena, che tradizione vuole oltretutto costruito a furor di popolo (e non per ordine della curia). Purtroppo son tutte voci, di cui non riesco e non sono mai riuscito a trovare tracce, ma un aneddoto interessante c'è: un mio vecchio prof in gita scolastica chiese se era possibile aprire la porta della peschiera, il parroco disse che "le chiavi erano andate perse"🙂
  36. Lulù Lamour Liza? Liza aspetta disse Lulù girandosi un attimo verso i compagni di queste cose burocratiche occupatevi voi, io vado a vedere se ha bisogno d'aiuto; mi sembra un po' spaurita. Liza sono Lulù, la fermò mettendole una mano sul braccio, ci siamo conosciute qualche giorno fa a Bögenhafen quando io e Gruttag siamo venuti da tua mamma per una medicina, che succede, ti sei persa?
  37. Tanto l'hai menzionata, in Umbria ci sono tantissimi posti cui ci si può ispirare per una campagna. Fare un percorso non tanto solo da gioco ma anche "spirituale" sarebbe una bella chicca! Soprattutto quando le storie di molti posti nella regione sono ben comunicati fra di loro e uniti da un filo rosso che attraversa i secoli e passa da un popolo all'altro... dalle vecchie religioni alle nuove.
  38. In italia siamo pieni di sotterranei... ma pochi sono i veri luoghi dove l'occulto e l'esoterismo hanno lasciato una traccia tangibile! Vi lascio una chicca su Narni e la storia dei suoi sotterranei: https://www.luoghimisteriosi.it/umbria-narni/ Poi ci sono altre chicche tipo Civita di Bagnoregio, conosciuta anche come "la città che muore". Che sta letteralmente svanendo a causa del terreno molto friabile. Si è collegato un significato nascosto di quelle che erano le sue "porte" che avrebbero dovuto rappresentare il legame fra la vita terrena e l'aldilà. Leggere qui per maggiori informazioni: https://www.lafune.eu/civita-di-bagnoregio-esoterica/
  39. Grazie. L'avventura l'ho già giocata diverse settimane fa, ma i giocatori non hanno parlato (né preso l'avventura) dalla Volpe Mannara, hanno incontrato il drago per altri motivi nella sua tana ma non sono riusciti a sconfiggerlo né a prendere il tesoro. Alla fine non avevo messo l'anello. Lo metterò la prossima volta che andranno nella nuova tana del drago, sempre se vorranno andarci o capiteranno lì. Comunque avevo letto in un racconto sword & sorcery di un anello che rendeva le donne più affascinanti, mi volevo ispirare a quello. Ti ringrazio per il suggerimento. Alla fine penso che metterò il +2 al carisma. Magari con una limitazione perché per un cimelio di famiglia +2 al carisma sempre è troppo potente, forse aggiungerò che funziona solo durante le esibizioni artistiche o da +2 solo alle prime impressioni.
  40. Il gruppo riprende la marcia: Thurin apre la pista, seguito da Elyndra, Arthur ed Eryn. Vi muovete verso ovest, dove la vecchia strada è ormai una ferita di fango fresco. Ogni passo è una lotta contro la melma che risucchia gli stivali fino alle caviglie, costringendovi a soste frequenti per svuotare le calzature e riprendere fiato. Tentate più volte di deviare verso sud in cerca di un passaggio, ma la montagna non concede nulla: alla vostra sinistra si apre solo uno strapiombo verticale, reso ancora più instabile dalle recenti piogge. Proprio quando la fatica e l'assenza di sbocchi sembrano suggerire la ritirata, la parete di roccia si spacca. Davanti a voi, seminascosto tra i detriti, si apre l'imbocco di un cunicolo buio che penetra nel cuore del monte. Esplorazione
  41. Mi devo recuperare tutti i topic che vi siete scritti @Tianos e @Steven Art 74 🤯 Ho avuto da fare con la redazione di alcune anteprime e fare interviste ad autori in occasione dell'uscita di alcuni giochi molto intriganti. Cerco di recuperare nei prossimi giorni 💪
  42. Jane Doe Si torniamo al tempio...il nostro lavoro qui è finito...
  43. Mevrah , The Witch Supero Keothi mentre si inginocchia nel fango, lasciando che l'orlo del mio logoro mantello sfiora il sangue fresco dei caduti. I piccoli simboli magici intarsiati sul tessuto sembrano quasi risucchiare la disperazione circostante, mentre i piccoli teschi e i feticci appesi alla mia camicia nera oscillano, tintinnando dolcemente contro la mia pelle verde acceso. Un sommesso, rauco sibilo di derisione risuona da dietro i lineamenti deformi e grotteschi della mia grande maschera di legno demoniaca. Preghiere, Keothi? Davvero? La carne debole si spezza, è l'unica legge dell'universo. Risparmia il fiato per quando toccherà a te fare da scudo. Mi volto verso Braknak, piantando i miei lunghi stivali neri nel terreno viscido e inclinando la testa di lato con un movimento innaturale, quasi serpentino. Sulle mie braccia scoperte, l'infinità di tatuaggi e cicatrici sembra contrarsi mentre le mie dita artigliano l'aria, impazienti di trovare un bersaglio reale. Smetti di strillare, nano. La rabbia ti rende ancora più miope. Questo predatore d'ombre sa muoversi, sa colpire e sa quando ritirarsi... ha stile, devo ammetterlo. Ma la carne, anche se fatta di oscurità, brucia e sanguina allo stesso modo se colpita dal giusto anatema. Fisso lo sguardo verso il vuoto dove il gigante è svanito, accarezzando distrattamente uno dei feticci oscuri sul mio petto per saggiare l'eco della magia che ha corrotto l'aria. Le mie corte braghe inguinali lasciano scoperte le gambe tatuate, indifferenti al freddo e alla vicinanza della morte. Il Tempestoso? Un'ottima idea se vogliamo piatire l'aiuto di un vecchio colosso nostalgico. Ma se quel gigante delle ombre torna prima che voi abbiate finito di piangere e consultare il cielo, assicuratevi di morire in modo spettacolare. Odio i palcoscenici noiosi. @ DM
  44. Edwarf Indispettito da quel tempo buttato, si rimise lo zaino in spalla e, quasi senza aspettare i compagni, puntò deciso nella direzione del cerchio di pietre avvistato dalla sommità della torre. L'ultimo che arriva ha le orecchie a punta e mangia insalata.
  45. Che logorrea. Un articolo intriso di eccessiva retorica, che sarebbe stato molto più efficace se fosse stato anche più incisivo, asciutto e puntuale. E sono pure d'accordo su diversi punti, ma alla fine il nodo centrale è la questione di questo fantomatico ethos, che l'autore trova centrale all'esperienza D&D. Ma che nemmeno lui stesso sa centrare, ammettendo pure in più punti che è da sempre materia di ampia discussione. E per il resto, mancano i dati. Dov'è il fallimento di questa attuale "mezza" edizione? Su cosa lo valutiamo? La 4° Edizione è stata un fallimento? Ni. Lo è stata e non lo è stata. Ci sono ampi articoli al riguardo che spiegano bene la cosa, offrendo delle valutazioni più oggettive, sia numeriche, che realmente motivate. Ad esempio, uno degli errori enormi della Wizards fu condurre una campagna pubblicitaria di lancio iniziale basata fondamentalmente sul discredito della 3.X: si tratta di un elemento non irrilevante, che all'epoca infastidì parecchi giocatori, che si sentirono in qualche modo traditi. Manca proprio, in questo articolo, a mio avviso, il focus basilare (cosa che l'autore sostiene di saper individuare, ma che, invece, a mio avviso è impossibile da definire in maniera univoca, nel 2026): e cioè che cos'è D&D? D&D è un gioco tradizionalmente a base dungeon-crawling, nato qualche decennio fa come un power fantasy su un gruppo di personaggi, molto spesso mediocri, che rischiavano di farsi ammazzare facile nello sfidare un labirinto di trappole e mostri congegnato come un meccanismo da parte dell'arbitro di gioco; se sopravvivevano, avevano la possibilità di diventare individui straordinari a forze di accumulare ricchezze e ottenere esperienza progressiva. Già questa concezione, fortemente identitaria per l'edizione originale, è del tutto lontana dalla 3° edizione... ma non è nemmeno già più quella di AD&D 2° edizione. Quindi... boh. Per quanto io stesso sia un giocatore da mille sistemi e che apprezza molto il concetto di "system matters" (cosa agli antipodi della 5.X), trovo questa lunga tiritera di opinioni assolutamente non apprezzabile e molto vacua.
  46. Beh, non è strano. Il gruppo di sviluppo di Pathfinder 1 viene direttamente da chi scriveva contenuti per D&D 3.5. Era il gruppo editoriale di Dragon e di Dungeon.
  47. Hai portato uno splendido articolo @aza! Riassume appiano tutte le discussioni che si sono fatte in questi ultimi mesi, almeno fin da quando ho iniziato a stare su D'L in maniera costante. Purtroppo la parte relativa alla storia e alla mitologia (chiamatela pure lore, ma a me piacciono più le due nominazioni separate) è quella che forse si è più non solo tralasciata ma, letteralmente, trascurata. Io posso dirlo con tranquillità , non ho trovato un manuale di ambientazione degno di essere chiamato tale per la 5e! Lascio una chicca per @roctopus. Io ho recuperato di recente alcuni manuali per Pathfinder 1e relativi alla schiatta dei giganti e dei domini dove vivono... Sono rimasto a bocca aperta per gli spunti e la cura nella descrizione delle abitudini, dei credi, e della società che si basa su di loro, come anche i loro insediamenti e i loro legami all'interno della regione del mare Interno. Una goduria da leggere la sera e rileggere in giorni successivi! Mi piacerebbe tantissimo ritornare a leggere contenuti dei quel tipo, che a mio avviso sono il vero punto forte di qualunque GDR e soprattutto di D&D. Includendo anche contenuti crudi e non family-friendly che caratterizzano anche molti background delle razze iconiche (sia giocanti che non). Ho detto la mia e spero di aver dato un ulteriore spunto di riflessione Sinceramente D.
  48. Si va sempre più verso una crisi economica che vedrà la riduzione degli acquisti, probabilmente pensano che far pagare 4 euro al mese porti più acquirenti (e più soldi nelle loro tasche) di vendere un manuale a 70€. Per me questi commerciali possono fxxx@@@@, continuerò a proporre AD&D e sistemi alternativi ai miei giocatori
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