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Visualizzazione dei contenuti con la reputazione più alta il 03/02/2026 in tutte le aree

  1. Spero davvero che la Dungeon Master's Workbook of Worldbuilding non consigli pratiche disfunzionali quali "DM intrattenitore", "tiri di dado nascosti da modificare di nascosto a favore della trama", "divertimento sopra le regole", "fai stare i giocatori sui tuoi binari senza farglielo capire e dandogli l'illusione della scelta", "bilancia questo mondo e quell'altro" e altre boiate sempreverdi...
  2. In Maggio la casa editrice Penguin Random House pubblicherà, in seguito ad una collaborazione con la Wizards of the Coast, due nuovi workbook per Dungeons and Dragons. I due volumi saranno il Dungeon Master's Workbook of Worldbuilding e il Player's Workbook of Epic Adventures. Nelle intenzioni di Penguin e WotC i due volumi devono essere considerati come supplementi al Manuale del Dungeon Master e al Manuale del giocatore. Si tratta di manuali che toccano aspetti che potremmo definire di "meta-gioco", dal momento che non toccano né le meccaniche né una specifica ambientazione, mirando piuttosto a "insegnare" attraverso esercizi pratici come costruire un mondo di gioco coinvolgente e personaggi interessanti. I volumi conterranno infatti, come scritto sul sito di Penguin: "fun writing and brainstorming exercises", attraverso i quali dar vita al proprio mondo, ai personaggi che lo abitano e alla storia di questi ultimi. Per quanto riguarda nello specifico il Dungeon Master's Workbook of Worldbuilding, questo prevede una serie di esercizi che dovrebbero aiutare i DM a creare avventure e mondi coinvolgenti. Il libro si propone anche di mettere i DM nelle condizioni di far pratica con l’improvvisazione e il roleplay, creare ganci interessanti per le proprie storie, progettare oggetti magici e incantesimi e persino imparare le basi della progettazione di mappe. Si tratta cioè di una sorta di sussidiario, complementare al manuale del DM, che tocca aspetti del gioco su cui i manuali ufficiali si sono sempre soffermati poco, e a cui pressoché tutti i master hanno compensato con le proprie ricerche, le proprie conoscenze personali e la propria esperienza da arbitri. Che si tratti di un passo avanti e di un utile strumento, o che invece rischi di regolamentare eccessivamente lo stile di gioco, questo si vedrà dopo la pubblicazione. Il Player's Workbook of Epic Adventures fa circa la stessa cosa del workbook sopracitato, rivolgendosi appunto ai giocatori e presentandosi come una guida alla creazione di personaggi “interessanti” e alla progettazione della loro storia (e non si parla solo di background). La presentazione del volume promette infatti di spiegare ai giocatori come "get to know your party", "plan responses to story scenarios", "envision your character’s advancement"... Forse in questo manuale, ancor più che in quello dedicato al DM ci si muove su un terreno molto friabile, dal momento che si tratta di stili di gioco che possono essere molto personali e regolamentarli non è affatto facile. I due volumi verranno pubblicati il 5 Maggio e si inseriscono in una lunga serie di pubblicazioni da parte di Penguin in collaborazione con Wizards of the Coast, solo il tempo ci dirà se questi tomi saranno stati un bene e quanto.
  3. La seconda che hai detto. L'infornata di nuovi "talenti" assunti dalla WOTC pesca a piene mani da questi autori che hanno pubblicato contenuti prevalentemente disponibili su DM Guild, solo un paio hanno realizzato prodotti (di secondo o terzo piano) per editori terzi.
  4. Orion "Mirage Doppler" Lynch Sono a bordo. Il ronzio dell’Alpha Prime One attraversa il mio telaio come una vibrazione nota, registrata, rassicurante. Ogni sistema attivo parla una lingua diversa, ma io le comprendo tutte: pressioni, campi, flussi elementali, traiettorie probabili. La squadra è completa. Registro le presenze una a una, non come numeri, ma come variabili critiche da preservare. Bhudd Hammerfist: Pilota principale. Massa elevata. Riflessi superiori alla media organica. Propensione al rischio: alta. Affidabilità: massima. Elias “Echo” Vane: Flussi dati irregolari ma geniali. Il Whisper integrato amplifica le sue capacità. Stato emotivo: instabile ma funzionale. Letalità controllata. Voss: Pattern di percezione feromonica ancora in dissoluzione. Utile per lettura ambientale e crowd control. Khetarr-Shun: Mente simbiotica. Calma strutturale. Scelte tattiche sempre orientate alla sopravvivenza del gruppo. Kuroi Barà: Mani ferme sul timone di manacristallo. Fiducia negli elementali: totale. Compatibilità con il mezzo: ottimale. E poi loro. Non nostra squadra, ma nostro cielo. La Pattuglia Volante Talenta: mobilità rapida, controllo folle, deterrenza visiva. I tre Wingmen: copertura, anticipo, sacrificabilità calcolata ma non desiderata. Daimakaimura-San e Beta-Prime-Two: potenza, resilienza, arrivo differito ma decisivo. E il Capitano Dragonide Argenteo: comando a distanza, supervisione strategica, riserva ultima. Registro tutto. Non come gerarchia. Come ecosistema operativo. Quando Khetarr-Shun mi indica la posizione dietro i sedili dei piloti, annuisco immediatamente. La sua analisi è corretta, probabilità di ostacoli industriali ai sottolivelli: 63%. Tempo di reazione necessario: inferiore a quello organico. Capacità di salto quantico più resistenza strutturale: solo mia. Mi posiziono dove indica. Campo visivo ampio. Traiettoria libera. Distanza minima dai comandi frontali. Concordo, non verbalmente ma con la postura. Bhudd parla di vomitare. Processo l’informazione e individuo una finestra comunicativa. "Annotazione operativa, Sergente Hammerfist." la mia voce è piatta. Forse… leggermente troppo puntuale "Il rischio di rigurgito organico a seguito di accelerazione improvvisa è statisticamente rilevante per il 92% dei membri dell’equipaggio." pausa e micro-ritardo non necessario "La mia probabilità personale è pari a zero. Non possiedo apparato digerente." Silenzio. Registro un picco di ilarità negli organici forse, più per il mio anomalo tentativo di divertire e generare atmosfera. Conclusione: battuta riuscita, forse o più umore alterato positivamente. Evento raro. Lo memorizzo. L’aerodyne accelera. Neo-Sharn si apre sotto di noi come una ferita verticale. Avvio l’analisi tattica del perimetro. Obiettivo primario: Treno del Cordoglio. Minaccia: manifestazione spettrale non standard. Variabile critica: folla civile e infrastruttura vitale. Inizio ad analizzare le informazioni ed elaborare una strategia ottimale, fase uno: – Pattuglia Volante Talenta: contenimento immediato delle folle, canalizzazione verso uscite secondarie. Nessun ingaggio con la minaccia principale. – Wingmen: perimetro aereo dinamico, raggio 300 metri, priorità all’individuazione di anomalie verticali (apparizioni dall’alto, attraversamenti dimensionali). – Alpha Prime One: inserimento rapido sul punto più vicino al convoglio, ma non contatto diretto. Serve visibilità, non impatto. – Io: pronto a salto quantico breve per disattivare piattaforme, bloccare levitazioni erratiche, recuperare compagni se necessario. – Beta-Prime-Two: forza di rottura. Ingresso solo dopo stabilizzazione iniziale. Nessuna sovrapposizione caotica. Fase due (condizionale): Se la manifestazione reagisce alla presenza militare, arretramento apparente, mantenendo ancoraggi di luce e riferimento. Se ignora invece isolamento completo del convoglio, cerchio sacro/tecnomantico, attesa rinforzi. Trasmetto le coordinate preliminari alla Dispatch Central. Non ordino. Propongo. La catena di comando risponderà. Guardo avanti. Il foro degli Ingranaggi si apre davanti a noi. Lava. Calore. Caos controllato. Non provo paura e non provo eccitazione ma registro un parametro nuovo. Un valore che non era previsto nelle specifiche originali: determinazione. Proteggere la squadra. Proteggere la città. Tenere il perimetro. Neo-Sharn non dorme e io resto sveglio. Per tutti
  5. Salve a tutti! con il benestare di @Alonewolf87 mi unisco alla combriccola per sottoporre a tutti voi il quesito solito. Ho già impostato un concept di personaggio, però vorrei sapere da voi chi preferireste avere accanto: un warlock hexblade o un arteficiere fabbro da battaglia? Al momento io sono al 65/35% ma le vostre opinioni peseranno :D non ho idea di come sia strutturato il party tranne quel buzzurro sbabbaro di Pentolino.
  6. Guarda la Penguin Random House è una enorme casa editrice internazionale che pubblica ogni genere di cosa e hanno un miliardo di licenze. Sono molti anni che pubblicano roba accessoria per D&D, tipo le raccolte di ricette e bevande ma anche diari per campagne etc. La cosa più rilevante che hanno fatto per D&D (e che è sempre farina del sacco di Andrew Wheeler, l'autore di questi due manuali) è la serie di prodotti Young Adventurer's Guides, che tutto sommato come materiale per introdurre dei ragazzi giovani al gioco non è neanche così malaccio. Secondo me anche in questo caso avremo del materiale per semi-neofiti, con qualche consiglio e indicazione generale. Nulla di incredibilmente nuovo e interessante, specie per dei giocatori più esperti, ma comunque probabilmente utile per le nuove generazione. La speranza è che il materiale sia ben organizzato e presentato, come in effetti era per le Young Adventurer's Guides.
  7. Per me tutto ok come hai scritto. @shadyfighter07 vedo che i tiri non si smentiscono... peggio di così la freccia colpiva me...🤣 @Landar perchè non tirare l'ascia e guadagnare un attacco se non riesci ad arrivare in mischia? @Fandango16 se proprio vogliamo vedere l'aspetto positivo dell'ennesimo tiro schifoso 😝
  8. Beh non essendo un prodotto WOTC però non possiamo dare per scontato che siano i designer degli ultimi manuali ad averci lavorato, anzi probabilmente non lo sono.
  9. Esattamente quello che ho pensato io. Non oso immaginare cosa possano estrarre dal cilindro questi "designer" che hanno abbondantemente mostrato la loro incapacità. Per il supplemento al manuale del giocatore invece non ho proprio idea di cosa possano mettere sul piatto. Staremo a vedere cosa viene pubblicato, ma le premesse non sono incoraggianti.
  10. Non ho capito, sono manuali ufficiali ma non sono WOTC? Manuali ufficiali di terze parti? Come funziona sta cosa? In ogni caso non mi sembra particolarmente interessante il topic, un po' più quello per il DM, ma non capisco la necessità di quello per i giocatori.
  11. 2 punti
    @TheRealCarmx mi è dispiaciuto molto leggere questi tuoi messaggi. Se ti può consolare, un po' mi sono riconosciuto in te: quando ero uno studente non sono mai riuscito a trovare nessuno con cui condividere questo interesse, e mi sono avvicinato seriamente al mondo dei GdR solo sui 20-25 anni - quando ho scoperto per caso dell'apertura di un negozio di giochi da tavolo in un paese vicino al mio ed ho iniziato a frequentarlo, conoscendo lì delle nuove persone che giocavano a Pathfinder, e da cosa è nata cosa... Come ti hanno già detto altri, purtroppo non si può convincere a giocare chi non ne vuole sapere. Ma per fortuna siamo nel 2026 e tu puoi avere molte alternative per giocarci ugualmente: internet è uno strumento incredibile, ci sono decine di siti e gruppi dediti alla ricerca di giocatori in tutta Italia e moltissimi giocano con grande soddisfazione tramite Discord, Roll20 e simili. Ultimo ma non ultimo, questo Forum da la possibilità di giocare in forma testuale. Non è la stessa esperienza di sedersi al tavolo (o mettersi cuffie e microfono) e dialogare in tempo reale con delle persone, ma è un'ottima alternativa per sperimentare cose nuove ed immergersi in questo fantastico mondo. Facci un pensiero!
  12. Raistlin Visto, seguite le mie istruzioni e le cose si mettono subito per il meglio. Tenetelo a mente per il futuro dico mentre mi alzo dal sasso a cui mi ero appoggiato mentre gli altri hanno faticato per ricostruire l'arco.
  13. Dumli L'ex soldato osservò la porta in pezzi e il meccanismo rotto. «Lascia qualcosa in mano agli orchi, e questa è la fine che fa». Cercò di capire se era possibile ripristinare almeno il meccanismo.
  14. Foreste incantate, miniere maledette, castelli oscuri, capitato già in passato e capiterà ancora, a volte è una cosa calcolata, a volte sono i giocatori a perdersi in un bicchiere d'acqua haha
  15. 1 punto
    Senza che riposto ecco gli item Healing belt 750 Restful crystal armor 500 Dimmi se aggiungo subito o aspetto
  16. Troppo gentile 😁 Mi sembra una spiegazione molto coerente, sia per giustificare le esigenze metaboliche piuttosto disgustose dei necrotidi, sia per spiegare perché il rituale per crearli fosse andato perduto… o forse sarebbe meglio dire "fatto sparire” di proposito, a questo punto, dagli antichi signori e padroni della Gabbia :) Fra l’altro, trovo un’ottima scelta l’aver inserito delle fazioni all’interno della classe dirigente di Todd: apparati dello Stato in competizione fra loro, impegnati nel perseguire obiettivi antitetici. Non solo è più realistico, ma è anche molto più stimolante per i PG, nel caso volessero indagare la situazione politica del paese e infilarsi a gamba tesa nei delicati meccanismi apicali dello Stato! Orpo; quando ho letto che l’epitaffio da necrotide era “economico” pensavo fosse nell’ordine delle 100-150 mo. Già 1500 mo, invece, rappresentano un costo assolutamente proibitivo per il 90% della popolazione di una tipica ambientazione fantasy medievaleggiante di stampo europeo. Finché rimarrà una procedura così costosa (sebbene molto più economica di altre), non credo che Todd potrà mai avere i numeri per formare un vero e proprio esercito di necrotidi. Detto questo, volendo, si potrebbe usare la cosa come spunto di avventura per una campagna: una premessa iniziale in cui, a Todd, si sta sviluppando un metodo per ridurre drasticamente il costo dell’epitaffio che trasforma in necrotide alla morte, rendendolo accessibile a molte più persone. Le altre potenze mondiali, in particolare quelle più ostili o confinanti, potrebbero allora incaricare un gruppo di soldati scelti (i PG) di raggiungere gli antri-laboratorio del governo di Todd per distruggere materiali e ricerche, proprio per il timore di una futura proliferazione di necrotidi ☠️ Tra l’altro, sono curioso: non mi sembra che sia mai stato spiegato chiaramente, nella lunga storia di D&D, quale sia il rituale per diventare un lich. Mi pare di aver letto che, anche nell’ambientazione de L’Ultima Era, non sia sufficiente pagare l'ingente cifra richiesta, ma che sia anche necessario essere potenti incantatori e compiere alcuni passaggi rituali obbligati. Hai già pensato a quali potrebbero essere? Comprendo; in effetti introdurre regole di invecchiamento ad hoc per i necrotidi nella 5e stonerebbe un po’ con il resto del regolamento. Tuttavia, valuta la possibilità di inserirle come regole opzionali, per quei DM (tipo me) a cui invece piace complicarsi la vita :’D
  17. Eryn - Paladina Quando vedo lo sguardo del nano puntarsi su di me con quell'espressione seria e risoluta capisco che il nostro piano furtivo è andato farsi benedire e parto di corsa dietro di lui per evitare che si faccia ammazzare caricando come un toro infuriato. Nonostante le sue gambe tozze, quell'attimo di vantaggio nella carica ai nemici mi impedisce di raggiungerlo e cercare di impedirgli di buttarsi nella mischia in maniera avventata. Il sibilo di una seconda freccia termina nella gamba del troglodita di sinistra che si rintana zoppicando nella grotta. Quello che fronteggia Thurin lo aggredisce menando artigliate con le lunghe braccia ma il fabbro riesce a schivarle abilmente, ma per qualche motivo non è abbastanza svelto quando il lucertolone gli si avventa di peso addosso affondando le fetide zanne nella sua spalla. Guardo inorridita il troglodita sollevare il muso inzuppato di sangue fresco, mentre l'urlo del nano accompagna un fiotto di sangue dalla ferita che spruzza come una fontana. "Maledetto nano testardo!" esclamo vedendo che i miei peggiori timori si sono appena trasformati in realtà. A pochi metri dal suo fianco destro mollo il giavellotto col mucchio di paglia ed estraggo la spada, lanciandomi di peso contro la bestia che con il muso rivolto all'insù sta ingoiando il boccone. Tengo lo scudo saldo contro la spalla sinistra frapponendolo fra me e il mio avversario, come nella più classica posizione d'attacco insegnata ai soldati durante l'addestramento e affondo la lama in profondità nel petto della creatura con una leggera inclinazione verso l'alto per lacerare più punti vitali possibili in un solo colpo. "Muori bestia malefica! Che la Luce ti purifichi!" grido. Sfortunatamente il mio colpo non si rivela letale, nonostante lo strillo profondo che esce dalla gola della creatura insieme ad altro sangue che schizza intorno. "Thurin, lascia la paglia e indietreggia. Preparati a dar fuoco appena abbatto quest'essere!" gli comando, facendomi prendere dalla concitazione della battaglia, noncurante dei formalismi o dei preconcetti che possa avere sulle donne, entrando appieno nel mio ruolo di ufficiale delle truppe dell'isola di Tuern. Cerco di tenere inchiodato il troglodita con la mia lama per evitare che possa muoversi avventandosi sul nano tenendo al contempo lo scudo ben alto per proteggermi dai possibili attacchi in arrivo, ben conscia degli effetti che le sue armi possono avere sulla carne umana. meccaniche
  18. Sono andato a rileggere per sicurezza. Se si è trattato di un errore, visto che comunque non sarebbe morto nessun troglodita con -9 PF e dato che avete già avuto modo di sapere come si sono mossi i due trogloditi, per equità vi do' due opzioni: invertire le ferite (quindi darne 7 a T2 e 2 a T1) tirare un dado per vedere chi si prende le 2 ferite (tiro io un D2 per T1 e T2 sul discord e chi esce si prende tutte le ferite) Giusto, infatti Elyndra non ha mai tirato con nessun svantaggio/vantaggio o copertura. Nel turno 3 però T2 ha +2 alla CA per la copertura di Thurin.
  19. Scrivi in game please così Thurin ha una giustificazione morale Aaah che bello. E si parla di strategia
  20. Thurin Nano Guerriero Ora è il momento, avanzo dritto verso i trogloditi sfruttando la loro distrazione. L'obiettivo è assaltarli, inchiodarli all'entrata e non permettere loro di rintanarsi e chiamare aiuto. Lo faccio capire chiaramente alla paladina incrociando il suo sguardo e aggrottando la fronte pronto alla battaglia "Andiamogli addosso! Altrimenti tornano dentro e saranno di più prima di dar fuoco alle paglie." dico quando raggiungo il secondo albero ormai rivelati.
  21. Il ts è per chi inizia il turno vicino a 1 troglodita. Oggi faccio il post, ma non ho il file exvel della mappa dietro, quindi la metto domani la situazione evoluta.
  22. Io gioco una paladina giuramento della vendetta , combattente da prima linea , supporto cure quando necessario.
  23. ok, bravo, un nano non lancia la roba come una donnetta isterica! Se posso suggerire, scegli una casella davanti a uno dei due trogloditi, così se uno dei due scappa hai un AdO a disposizione.
  24. faccio doppio movimento senza lanciare una ceppa. ancora... quindi 10 caselle. ho contato.
  25. TdS

    1 punto
    @Loki86, in serata riesco sicuro a rispondere, ignorando per così dire la risposta di Scarlett, per cortesia poi ricordamelo appena “arriva”
  26. ok aggiudicato. Io ho già tirato su discord. Un portentoso... "5"...🤮
  27. Loren Oghman Fulmino Jayla quando sento la sua ammissione: sapevo che quelle gemme non potevano essere apparse dal nulla. Spero solo che non verremo implicati per furto... La cripta è affascinante: sembra tenuta in ottimo stato, soprattutto se confrontata con il resto di questo complesso. La montagna d'oro nell'alcova contribuisce certamente al fascino del luogo. Neanche noi, a dire la verità. O meglio, non qualcuno con cui avere una discussione civile. Dico al nano dopo che fa la sua comparsa: deve essere una persona importante, se è a guardia di questo posto. Loren Oghman, avvocato e umile servitore della città di Waterdeep. Temo che non possiamo aspettare: io e i miei compagni siamo qui per sventare un complotto per sottrarre dei beni preziosi ai loro legittimi proprietari. Anche se dovremo pensare come portare questo oro all'esterno.
  28. Non sarebbe la prima volta che la WotC demanda a terze parti la produzione di manuali considerati comunque "ufficiali", vedi la linea di materiali per Kalamar della 3E che avevano i loghi WotC e D&D sulle copertine ed erano considerati a tutti gli effetti materiale ufficiale.
  29. Sebbene il supplemento per il DM, se fatto come si deve, potrebbe rivelarsi un utilissimo strumento soprattutto per i DM alle prime armi, il supplemento per i giocatori (almeno dalla descrizione dell'articolo) sembra una guida per vincere la gara di "chi ha il PG più fico e con più pagine di lore?" del gruppo di gioco. Spero di sbagliarmi.
  30. Decidendo che il rischio di perdersi nella nebbia non valga la brevità del percorso, optate per continuare sulla strada maestra Dopo qualche altra ora di viaggio a cavallo, il terreno da pianeggiante comincia a farsi più collinare, e i laghi ai lati della strada lasciano il passo ad ampi prati e occasionali boschetti; in lontananza sentite il rumore di piccoli corsi d’acqua, ma presto arrivano alle vostre orecchie anche quelli che paiono i ringhi di lupi ed altre creature simili
  31. Ti faccio i complimenti per la quantità e la qualità delle osservazioni da te fatte. Così come ho fatto un approfondimento su Zorastria, ho pianificato un approfondimento su ciascuna delle Nove Nazioni, e molte o tutte delle tue domande avranno risposta nell'approfondimento su Todd. Visto che non sono crudele e non c'è alcun tipo di segreto al riguardo, posso già darti (e a chiunque altro stia leggendo) qualche informazione su quello a cui ho pensato! 😂 Senza entrare troppo nei dettagli, sappi che questi tre punti da te indicati sono collegati tra loro e collegati alla nascita della nazione di Todd stessa. Helas, il potente sciamano non morto che radunò i numerosi e variegati popoli della Gabbia Toracica nello stato di Todd, di fatto è scomparso contro la sua volontà. Il rituale del necrotide fu creato da una tribù antica e, sebbene incompleto (da qui gli effetti disgustosi), aveva attirato l'attenzione di Helas. Costui era sì uno spietato non morto, ma voleva creare uno stato in cui tutti gli abitanti fossero uguali nella non morte, siccome le creature viventi di qualsiasi ceto sociale prima o poi muoiono e nella morte trovano uguaglianza! Se si è creata la società fortemente classista di oggi, è perché a non tutti piacevano le idee egualitarie di Helas, e per lui il necrotide rappresentava un modo, seppur ancora incompleto, di donare l'immortalità a tutti in modo economico e senza la perdita di coscienza o capacità di classe. Helas è stato eliminato, ma ad oggi c'è chi cerca di completare la sua missione originaria, qualcuno della classe dirigente di Todd... Ho pensato ad altre cose ancora che non anticipo, ma è ancora tutto molto grezzo come vedi e potrebbe cambiare. Con la giusta pazienza, spero di riuscire a darti una risposta soddisfacente nel post che farò al riguardo! Hai sicuramente colto un altro punto interessante. Per come l'ho pensata io, il numero di necrotidi è in aumento ma non ad una velocità vertiginosa poiché, sebbene sia più economico di diventare un vampiro (100.000 mo) o un lich (300.000 mo), l'epitaffio da necrotide ha comunque un costo (1.500 mo) non accessibile a tutti (per trasparenza, questi prezzi sono indicati qui nella sezione dedicata). Per ora, ho pensato che soltanto membri dell'alta borghesia industriale possano con tranquillità donare un epitaffio del genere a loro stessi e alla loro prole (un esempio è il PNG Jord nell'avventura "Danno Collaterale"). L'eliminazione dell'epitaffio come mezzo per indebolire Todd, sia prima che durante una ipotetica Guerra Mondiale, è sicuramente uno spunto interessante, che in parte ho fornito con il Necromante Supremo di Zorastria (vedi post di approfondimento), il quale risulta per ora l'unico che abbia trovato un modo per rimuovere il proprio epitaffio e salvarsi da un destino segnato. Ti dò assolutamente ragione. A mia difesa, anche io preferire i complicare le cose, ma siccome per il momento sto utilizzando per comodità il sistema 5e, mi adeguo alla sua semplicità, che è sia un pregio che un difetto. Per la cronaca, trovo ridicolo che in D&D 5e l'invecchiamento dei personaggi non abbia alcun effetto sulle caratteristiche del personaggio, cosa che aveva invece nella (mia amata!) 3a edizione. Per quanto riguarda la perdita di sanità mentale, potrei al più metterci un paragrafo nella descrizione della razza, ma non so se valga la pena definire una regola ad hoc: in primo luogo considerando il discorso della semplicità, in secondo luogo considerando che i PG dei personaggi difficilmente saranno così vecchi (salvo eccezioni da gestire a parte, ovviamente). Nuovamente, ti ringrazio per il tuo commento "informato". ❤️ È la prova che quello che scrivo è comprensibile e quindi permette anche ai "non addetti ai lavori" di creare idee o fare collegamenti partendo dai pezzetti di ambientazione che ogni tanto la mia mente partorisce! 😂
  32. Flashback: sui luoghi della vittima
  33. e allora proviamo così, speriamo vedendola sola si faranno avanti pensando a una preda facile... alla fine sono trogloditi, scemotti insomma.
  34. Gaia Chui Emeraude - Guerriero "Conosco Gale da un po', da quando è entrato nell'esercito, ma terminato l'addestramento è stato assegnato altrove e per un po' ci siamo persi di vista. Da qualche anno è entrato a far parte della mia stessa unità "Gli artigli di Xang" e da allora ogni tanto ci ritroviamo in missione insieme. Le sue qualità sono innegabili, non dirgli che l'ho detto, ma sfortunatamente sono compensate da quella sua boccaccia larga e senza freni inibitori e dall'assurda convinzione che i genasi dell'aria siano superiori. Se riesci a sorvolare su questo senza rifilargli un pugno in faccia... beh... è una brava persona." concludo con un sorrisetto leggero, tornando subito alla mia espressione usuale. "Per quanto riguarda me, sono nell'esercito da sempre, se non sono in missione addestro le nuove leve alla ricerca di nuovi talenti. Non c'è molto altro da dire..." lascio cadere nel silenzio la spiegazione, non troppo avvezza a dare lunghe spiegazioni sul mio conto nè propensa a farlo con chi conosco poco. Il mio addestramento mi ha insegnato che le informazioni sono l'arma più letale!
  35. I Mondi del Design #100: Siete Coerenti? (trovate i link agli articoli precedenti di questa serie nell'articolo #100) I Mondi del Design #101: Difficili da Trasporre I Mondi del Design #102: Spelljammer 2.0 I Mondi del Design #103: Quanto é Vasto Il Vostro Esercito? I Mondi del Design #104: Costruire Una Struttura Portante I Mondi del Design #105: Le Regole Auree dei GdR I Mondi del Design #106: Il Costo dell'Avanzamento I Mondi del Design #107: Livellare vs Allenarsi Articolo di Lewis Pulsipher del 30 Dicembre 2022 Se avete giocato ai GdR da tavolo abbastanza a lungo, probabilmente vi sarete ritrovati in un'avventura in cui il party si è perso. Eppure oggigiorno succede molto più raramente. Se avete giocato ai GdR da tavolo abbastanza a lungo, probabilmente vi sarete ritrovati in un'avventura in cui il party si è perso, o si è trovato a non poter tracciare la strada di ritorno verso casa (che è circa la stessa cosa). Vi ricordate quanto fosse eccitante? Perdersi è un fatto comune durante le vere operazioni militari. Eppure oggigiorno accade sempre di meno nei GDR da tavolo. Nebbia di GuerraNei primi anni in cui ho giocato a Dungeons&Dragons, molte delle avventure più memorabili erano quelle in cui ci perdevamo in un luogo con diversi percorsi, come un dungeon. Le cause potevano essere semplici, come una porta a senso unico, o una stanza rotante. Ma questo è cambiato, ed è dovuto in gran parte ai giochi di ruolo per computer (CGDR). Nei primi tempi di D&D, uno dei ruoli fondamentali all'interno del party era il cartografo. L'idea era che il dungeon fosse ammantato da una nebbia di guerra, grazie alla quale il gioco simulava l'ignoranza rispetto alla posizione e alla forza di amici e nemici. Uno standard comune dei giochi da tavolo veniva trasportato nei wargame e in D&D. Un cartografo era un ruolo fuori dal gioco per il giocatore (anche se presumibilmente il personaggio del giocatore creava una mappa a sua volta) che consentiva la ritirata e le esplorazioni successive. La nebbia di guerra cambio il modo in cui si giocava a D&D. Perdersi o non poter tornare a casa richiede una diversa modalità di gioco. In una partita tipica puoi affrontare un incontro o due, fermarti (o tornare a casa) per riposare prima di continuare. Ma quando ti perdi, devi gestire le risorse con molta più cautela (dipende dalle regole del gioco ovviamente). La nebbia di guerra ha un sacco di elementi tattici delicati, non ultimo il fatte che richiede di tenere i giocatori all'oscuro. Il Dungeon master deve tenere traccia dello svolgimento del gioco su due mappe separate, una che rappresenta il "vero" dungeon, e una che rappresenta quello che i PG hanno esplorato. Se il gioco viene generato in corso d'opera, può anche darsi che il DM stesso non conosca la struttura del "vero" dungeon, creandolo man mano che i giocatori lo esplorano. Questo richiede un sacco di lavoro, motivo per cui quando questo concetto fu trasposto nei CGDR, la mappatura fu assegnata al programma. Subentrano i ComputerLa serie di giochi Dunjonquest fu una delle prime a riprodurre l'esplorazione di dungeon, usando stanze numerate e descrizioni testuali che andavano lette separatamente in un manualetto che ricordava i moduli di avventura di un carta e penna. Ma non sarebbe passato molto tempo prima che i giochi avessero iniziato a mappare tutto per voi. Con la crescita di potenza nei computer, i mondi virtuali si ingrandirono, cosi come le opportunità di perdersi per i giocatori. Molti CGDR forniscono coordinate che mostrano la direzione, se non la distanza, per la prossima quest. Questo ha condotto al percepito comune per cui i CGDR debbano "sempre accertarsi che i giocatori sappiano cosa fare/dove andare". È una forma di accompagnamento, che assicura che i giocatori non possano essere frustrati, che deriva in parte dalla prevalenza di giochi free-to-play (F2P) [ndt. Gratuiti]. Se un gioco gratuito è frustrante, i giocatori potrebbero chiuderlo e trovarne (facilmente) un'altro a cui giocare. L'obiettivo di design dei videogiochi free-to-play non è di sfidare i giocatori, ma di ingaggiarli in un parcogiochi elettronico abbastanza a lungo da fargli decidere di spendere dei soldi in micro transazioni, o altri metodi di acquisizione di denaro del giocatore. In un gioco che il giocatore può procurarsi senza spendere nulla, ogni frustrazione tende ad essere evitata, eccetto quando quella frustrazione è un "punto dolente" di progresso rallentato che il giocatore può risolvere spendendo denaro per accellerare le cose. Le conseguenze negative vengono evitate. Questo approccio potrebbe sorprendere i giocatori abituati all'esplorazione in stile CGDR. Il Divertimento di PerdersiGli stessi fattori che hanno portato alla mappatura semplificata nei CGDR colpiscono anche i giochi da tavolo: carenza di giocatori, penuria di tempo, e consentire ai giocatori di andare veloci per poter giocare. Anche se perdersi può essere divertente, non tutti vogliono che la prima esperienza di gioco sia brancolare nel buio. I nuovi giocatori si aspettano di balzare al.centro dell'azione, almeno in parte perché molte altre forme di intrattenimento gli permettono di fare esattamente quello. Questo dipende certamente dallo stile di gioco. I giocatori potrebbero non subire così tanto la frustrazione in sessioni in cui il DM racconta una storia, dato che i giocatori interpreteranno il perdersi come parte necessaria della narrazione. In una storia, perdersi è eccitante e misterioso. Ma (come DM) se state "scrivendo" una storia per i giocatori, dovete decidere quando si perdono, non potete farlo succedere casualmente. E se sono abituati a che voi li guidiate nella storia, perderanno l'eccitamento e il mestero dell'essersi perduti, perchè sanno che voi avete tutto sotto controllo. Tenere da Conto le Porte SegreteSe il GM faccia uso o meno delle porte segrete racchiude il fatto che i personaggi possano perdersi in un dungeon. Se il GM sta raccontando una storia, una porta segreta è più che altro un ostacolo - i PG la troveranno in ogni caso per poter proseguire nella narrazione. Se il GM sta gestendo il gioco come fosse una simulazione in cui si mettono alla prova le abilità di esplorazione di dungeon dei PG, la porta segreta potrebbe non venire mai trovata e la stanza dietro essa mai scoperta. Questo diventa problematico se i giocatori credono di star giocando a un gioco narrativo ma il GM sta gestendo una simulazione. Un disprezzo per le porte segrete da parte dei novizi di D&D, a volte definite dai giocatori "sporchi trucchi del GM" rappresenta questi due approcci conflittuali. Certi giocatori vogliono percorsi chiari piuttosto che ostacoli. Non gli interessa lasciare che le porte segrete svolgano la loro funzione primaria: ricompensare i giocatori per la maestria nell'esplorare dungeon. I videogiocatori imparano la mossa che "dovrebbero" fare successivamente. I giocatori di giochi da tavolo di stile Europeo apprendono la Miglior Mossa Generalmente Accettata in Questa Situazione, e altri giocatori potrebbero addirittura arrabbiarsi con voi se volete giocare diversamente! (Questo è in parte conseguenza dei "vari percorsi per la vittoria" che tutti devono seguire per risolvere il puzzle della competizione parallela.) I giocstori di giochi di ruolo da tavolo hanno molta più "libertà " per fortuna. Se la vostra campagna è una simulazione, allora far perdere i personaggi è un buon modo di sfidare ed eccitare i giocatori. Se il vostro gioco è un parco giochi, o una sessione narrativa, i giocatori potrebbero reagire negativamente. Sta a Voi: Permettete che i gruppi si perdano nelle vostre partite?Link all'articolo originale https://www.enworld.org/threads/worlds-of-design-the-lost-art-of-being-lost.693871/88
  36. Petras Flashback: sui luoghi della vittima
  37. Il concetto dello smarrirsi durante le sessioni di gioco era molto più frequente e importante una volta, ora è cosa rara. Come mai? I Mondi del Design #100: Siete Coerenti? (trovate i link agli articoli precedenti di questa serie nell'articolo #100) I Mondi del Design #101: Difficili da Trasporre I Mondi del Design #102: Spelljammer 2.0 I Mondi del Design #103: Quanto é Vasto Il Vostro Esercito? I Mondi del Design #104: Costruire Una Struttura Portante I Mondi del Design #105: Le Regole Auree dei GdR I Mondi del Design #106: Il Costo dell'Avanzamento I Mondi del Design #107: Livellare vs Allenarsi Articolo di Lewis Pulsipher del 30 Dicembre 2022 Se avete giocato ai GdR da tavolo abbastanza a lungo, probabilmente vi sarete ritrovati in un'avventura in cui il party si è perso. Eppure oggigiorno succede molto più raramente. Se avete giocato ai GdR da tavolo abbastanza a lungo, probabilmente vi sarete ritrovati in un'avventura in cui il party si è perso, o si è trovato a non poter tracciare la strada di ritorno verso casa (che è circa la stessa cosa). Vi ricordate quanto fosse eccitante? Perdersi è un fatto comune durante le vere operazioni militari. Eppure oggigiorno accade sempre di meno nei GDR da tavolo. Nebbia di GuerraNei primi anni in cui ho giocato a Dungeons&Dragons, molte delle avventure più memorabili erano quelle in cui ci perdevamo in un luogo con diversi percorsi, come un dungeon. Le cause potevano essere semplici, come una porta a senso unico, o una stanza rotante. Ma questo è cambiato, ed è dovuto in gran parte ai giochi di ruolo per computer (CGDR). Nei primi tempi di D&D, uno dei ruoli fondamentali all'interno del party era il cartografo. L'idea era che il dungeon fosse ammantato da una nebbia di guerra, grazie alla quale il gioco simulava l'ignoranza rispetto alla posizione e alla forza di amici e nemici. Uno standard comune dei giochi da tavolo veniva trasportato nei wargame e in D&D. Un cartografo era un ruolo fuori dal gioco per il giocatore (anche se presumibilmente il personaggio del giocatore creava una mappa a sua volta) che consentiva la ritirata e le esplorazioni successive. La nebbia di guerra cambio il modo in cui si giocava a D&D. Perdersi o non poter tornare a casa richiede una diversa modalità di gioco. In una partita tipica puoi affrontare un incontro o due, fermarti (o tornare a casa) per riposare prima di continuare. Ma quando ti perdi, devi gestire le risorse con molta più cautela (dipende dalle regole del gioco ovviamente). La nebbia di guerra ha un sacco di elementi tattici delicati, non ultimo il fatte che richiede di tenere i giocatori all'oscuro. Il Dungeon master deve tenere traccia dello svolgimento del gioco su due mappe separate, una che rappresenta il "vero" dungeon, e una che rappresenta quello che i PG hanno esplorato. Se il gioco viene generato in corso d'opera, può anche darsi che il DM stesso non conosca la struttura del "vero" dungeon, creandolo man mano che i giocatori lo esplorano. Questo richiede un sacco di lavoro, motivo per cui quando questo concetto fu trasposto nei CGDR, la mappatura fu assegnata al programma. Subentrano i ComputerLa serie di giochi Dunjonquest fu una delle prime a riprodurre l'esplorazione di dungeon, usando stanze numerate e descrizioni testuali che andavano lette separatamente in un manualetto che ricordava i moduli di avventura di un carta e penna. Ma non sarebbe passato molto tempo prima che i giochi avessero iniziato a mappare tutto per voi. Con la crescita di potenza nei computer, i mondi virtuali si ingrandirono, cosi come le opportunità di perdersi per i giocatori. Molti CGDR forniscono coordinate che mostrano la direzione, se non la distanza, per la prossima quest. Questo ha condotto al percepito comune per cui i CGDR debbano "sempre accertarsi che i giocatori sappiano cosa fare/dove andare". È una forma di accompagnamento, che assicura che i giocatori non possano essere frustrati, che deriva in parte dalla prevalenza di giochi free-to-play (F2P) [ndt. Gratuiti]. Se un gioco gratuito è frustrante, i giocatori potrebbero chiuderlo e trovarne (facilmente) un'altro a cui giocare. L'obiettivo di design dei videogiochi free-to-play non è di sfidare i giocatori, ma di ingaggiarli in un parcogiochi elettronico abbastanza a lungo da fargli decidere di spendere dei soldi in micro transazioni, o altri metodi di acquisizione di denaro del giocatore. In un gioco che il giocatore può procurarsi senza spendere nulla, ogni frustrazione tende ad essere evitata, eccetto quando quella frustrazione è un "punto dolente" di progresso rallentato che il giocatore può risolvere spendendo denaro per accellerare le cose. Le conseguenze negative vengono evitate. Questo approccio potrebbe sorprendere i giocatori abituati all'esplorazione in stile CGDR. Il Divertimento di PerdersiGli stessi fattori che hanno portato alla mappatura semplificata nei CGDR colpiscono anche i giochi da tavolo: carenza di giocatori, penuria di tempo, e consentire ai giocatori di andare veloci per poter giocare. Anche se perdersi può essere divertente, non tutti vogliono che la prima esperienza di gioco sia brancolare nel buio. I nuovi giocatori si aspettano di balzare al.centro dell'azione, almeno in parte perché molte altre forme di intrattenimento gli permettono di fare esattamente quello. Questo dipende certamente dallo stile di gioco. I giocatori potrebbero non subire così tanto la frustrazione in sessioni in cui il DM racconta una storia, dato che i giocatori interpreteranno il perdersi come parte necessaria della narrazione. In una storia, perdersi è eccitante e misterioso. Ma (come DM) se state "scrivendo" una storia per i giocatori, dovete decidere quando si perdono, non potete farlo succedere casualmente. E se sono abituati a che voi li guidiate nella storia, perderanno l'eccitamento e il mestero dell'essersi perduti, perchè sanno che voi avete tutto sotto controllo. Tenere da Conto le Porte SegreteSe il GM faccia uso o meno delle porte segrete racchiude il fatto che i personaggi possano perdersi in un dungeon. Se il GM sta raccontando una storia, una porta segreta è più che altro un ostacolo - i PG la troveranno in ogni caso per poter proseguire nella narrazione. Se il GM sta gestendo il gioco come fosse una simulazione in cui si mettono alla prova le abilità di esplorazione di dungeon dei PG, la porta segreta potrebbe non venire mai trovata e la stanza dietro essa mai scoperta. Questo diventa problematico se i giocatori credono di star giocando a un gioco narrativo ma il GM sta gestendo una simulazione. Un disprezzo per le porte segrete da parte dei novizi di D&D, a volte definite dai giocatori "sporchi trucchi del GM" rappresenta questi due approcci conflittuali. Certi giocatori vogliono percorsi chiari piuttosto che ostacoli. Non gli interessa lasciare che le porte segrete svolgano la loro funzione primaria: ricompensare i giocatori per la maestria nell'esplorare dungeon. I videogiocatori imparano la mossa che "dovrebbero" fare successivamente. I giocatori di giochi da tavolo di stile Europeo apprendono la Miglior Mossa Generalmente Accettata in Questa Situazione, e altri giocatori potrebbero addirittura arrabbiarsi con voi se volete giocare diversamente! (Questo è in parte conseguenza dei "vari percorsi per la vittoria" che tutti devono seguire per risolvere il puzzle della competizione parallela.) I giocstori di giochi di ruolo da tavolo hanno molta più "libertà " per fortuna. Se la vostra campagna è una simulazione, allora far perdere i personaggi è un buon modo di sfidare ed eccitare i giocatori. Se il vostro gioco è un parco giochi, o una sessione narrativa, i giocatori potrebbero reagire negativamente. Sta a Voi: Permettete che i gruppi si perdano nelle vostre partite?Link all'articolo originale https://www.enworld.org/threads/worlds-of-design-the-lost-art-of-being-lost.693871/88 Visualizza pubblicazione completo
  38. 1 punto
    Bayla Rosenthal In locanda
  39. Un Master capace, però, utilizza le situazioni di conflitto con gli obbiettivi dei giocatori in modo da contribuire a suo modo a spingere la storia nella direzione che ritiene interessante per il gruppo (aspetto fondamentale in questo discorso: l'obbiettivo deve essere intrattenere il gruppo). Se il Master è inesperto, sì, può finire con l'essere lasciato da parte da giocatori più esperti e proattivi. Come avevo scritto in precedenza, però, il compito del master dovrebbe essere quello di mettere i bastoni tra le ruote ai PG in maniere che risultino divertenti per il gruppo. Certo, se le situazioni create dai giocatori sono di per loro interessanti, ha senso che il Master le agevoli e non interferisca (applicazione della secondo me preziosissima regola "Di di sì"), visto che ciò che conta è il divertimento del gruppo e non il protagonismo del singolo partecipante, giocatore o Master che sia. Però, se il Dm vuole dare il suo contributo e influenzare la storia in modi imprevedibili e divertenti per i giocatori, può tranquillamente farlo inserendo in gioco situazioni che scombinano i piani dei giocatori. Come dicevo, un Master un minimo esperto non si fa problemi a farlo. Questo è sicuro. Una cosa che ho imparato è che non esiste nessuno stile adatto a tutti. Ognuno ha il proprio stile preferito e più adatto al proprio divertimento. La morte dei PG è una delle situazioni che è sempre importante prendere in considerazione, anche perchè può essere un momento importante della campagna. Certo, su questo sono d'accordo con l'opinione spesso e volentieri espressa da The Stroy, per quel che ricordo: la situazione migliore è quella nella quale la morte dei PG risulti preziosa e divertente per il giocatore. Le morti migliori, insomma, sono per me quelle che hanno un valore, quelle che danno un significato prezioso/divertente/entusiasmante alla scena vissuta dal gruppo e che danno soddisfazione al giocatore che ha perso il PG. Pienamente d'accordo. Anche se non ho mai totalmente considerato sbagliato l'illusionismo, secondo me il sistema migliore è decisamente quello di creare i PNG come personaggi fissi con tratti ed elementi narrativi fissi. Proprio come hai detto te, questo sistema serve per dare concretezza al mondo immaginario e farlo sentire "reale". Nelle campagne Sandbox, inoltre, ciò è fondamentale: se gli eventi non sono prestabiliti è fondamentale che personalità e natura dei PNG lo siano. Sono pienamente d'accordo con tutto il tuo discorso. Semplicemente per me è importante mettere in chiaro a eventuali Dm che possano leggere che non è loro compito stabilire nel dettagli gli eventi di quella storia: la Storia non viene decisa dal Master, ma dal gruppo. Come tu stesso dici, è meglio se la storia viene creata sul momento, giocando. Anzi, nei Gdr le storie migliori non vengono mai pianificate. E' vero che un DM che gestisce le cose può rendere la campagna poco divertente quanto un DM che cerca di imporre al gruppo una storia da lui decisa dall'alto. Ma un DM, infatti, non dovrebbe mai gestire le cose a caso e, piuttosto, avere comunque un suo piano, anche se abbozzato: il piano delle forze che si oppongono ai PG. Se si gioca Sandbox, il Master non dovrebbe lasciare mai l'iniziativa solo ai giocatori. Anzi! Compito suo non è stabilire la trama della campagna (a meno che il gruppo non abbia acconsentito a giocare Railroad), ma nemmeno annullarsi completamente e lasciare ai giocatori la totale iniziativa. Come suggerivo qualche post fa, compito del Master è quello di inserire il Conflitto nella campagna di ruolo. E un buon Master pianifica il Conflitto, così come i giocatori pianificano il modo di raggiungere gli obbiettivi dei loro PG. Per pianificare il conflitto nel Sandbox, semplicemente basta creare bene i PNG, che sono personaggi con loro scopi, interessi, desideri, speranze e paure. Compito del Master sarebbe quello di dare vita ai piani dei PNG, che sono appunto in conflitto con quelli dei PG, anche se sa che i piani dei PNG per "contratto" sono destinati a fallire. Stabiliti chi sono i PNG e, dunque, quali sono i loro piani, è poco probabile che il Master agisca a caso lasciando che la storia si sviluppi senza direzione. Saranno, infatti gli scopi dei PNG a dare la direzione. Se la campagna finisce con il seguire una strada casuale, di solito è perchè il Master è poco esperto e non ha costruito a dovere gli avversari dei PG (in particolare le motivazioni che li spingono a opporsi ai PG). Mi trovi completamente d'accordo. Purtroppo è un problema collegato al metodo di scrittura di King che, per quanto molto bravo, ha i suoi limiti. E' un improvvisatore di storie.....il che può funzionare se hai già una quantità enorme di elementi a disposizione per sapere come gestire gli sviluppi imprevisti della storia. A meno che lo scrittore faccia un Worldbuilding micidiale e super dettagliato, è altamente improbabile che riesca a improvvisare senza usare qualche trucchetto banale e raffazzonato. Non è un caso, ad esempio, se King è bravo a improvvisare storie ambientate nel suo tempo presente (non ha bisogno di fare chissà quale Wordlbuilding, perchè il mondo lo conosce già) e tende a usare in maniera eccessiva la tecnica del Deus Ex Machina, tipicamente considerata un difetto per uno scrittore. E il finale de L'ombra dello Scorpione è la madre di tutti i Deus Ex Machina. Letteralmente.
  40. Mah, l'articolo è scritto bene e dice cose su cui si può anche concordare*. E sicuramente ci sono master che dovrebbero leggerlo. Ma la realtà è che si può sbagliare in entrambe le direzioni: credo che chiunque abbia giocato un po' abbia provato entrambi gli estremi. Vi sono master che creano una storia nei dettagli per poi railroadarci i personaggi, che dovrebbero sicuramente leggere questo articolo. Ma ci sono anche master che fanno campagne che non vanno da nessuna parte, serie di eventi casuali e dungeon senza un tema e personaggi che crescono solo di livello, che tutto dovrebbero fare tranne che leggere questo articolo. Un buon master prepara un mondo, guarda le storie che i giocatori vogliono e creano per i loro personaggi, e poi le intreccia con uno o più archi narrativi: costruzione del pericolo, tensione, fallimento, rinascita, vittoria o sconfitta. Possibilmente archi intrecciati (se no che trama è?), possibilmente risonanti. Ma raramente completamente casuali. C'è un sottile bilanciamento su un filo da cui si rischia di cadere nell'illusionismo o nel railroad da un lato, e nell'irrilevanza dall'altro. Ma non si risolve eliminando la creazione della storia, ma spostando la creazione della storia temporalmente: durante il gioco e non a priori. Non so, quando leggo questi articoli che mettono in guardia da un estremo senza pensare all'altro mi sembra di leggere un articolo di cucina che dica "Non scuocete la pasta, cuocetela il meno possibile". Eh no, bisogna cuocerla il giusto. *a parte che The Stand funzioni: l'Ombra dello Scorpione è un libro notevole per tutta la prima parte per poi perdere coerenza nella seconda parte e degenerare nell'assurdo sul finale, classico SK.
  41. Mi inserisco per dire la mia facendo un esempio. Di ritorno dal saccheggio di un dungeon, i PG stanno attraversando un deserto diretti verso un insediamento civilizzato. Lungo il viaggio incontrano un PNG, un uomo svenuto tra le dune. Opzione 1: il PNG può essere chiunque. A seconda di come è andato avanti il racconto fin qui e di come i PG interagiranno con il PNG, quest'ultimo sarà un predone lasciato indietro dalla sua banda o un principe del deserto scomparso anni prima o che ne so io. Da GM, adatto il suo ruolo, il suo aspetto, il suo background, il suo intento, e via dicendo, in base ai PG. Opzione 2: il PG è un predone lasciato indietro dalla sua banda. Non importa dove sia arrivato il racconto o quali siano le motivazioni o gli interessi dei PG, il PNG è quello che è, a prescindere dai PG. Io da giocatore (ma anche da GM, se è per questo), preferirei l'opzione 2. È quella che mi darebbe pienamente la sensazione di trovarmi in un mondo "reale", che vive a prescindere da me. È in ciò che io troverei le potenzialità per una storia davvero emergente. Altrimenti, saremmo alle solite (il che non è per forza un male, ma un po' mi ha stufato): è il GM che decide tutto. Anche se con le migliori intenzioni, sforzandosi di cogliere (intuire) gli appettiti dei giocatori, sarebbe sempre lei/lui a decidere dove la "storia" deve andare a parare. Spero di essermi spiegato decentemente e di aver reso l'idea. 🙂 Sul PvP: con i dovuti accordi, trovo che sia una modalità di gioco assolutamente godibile. I resoconti dei "pionieri" che giocavano negli anni '70 del secolo scorso dimostrano ampiamente che il D&D delle origini era pieno di episodi di PvP. E, per quanto possa valere, io ricordo vagonate di PvP al "mio" tavolo e, a parte qualche episodio circoscritto, ho dei bei ricordi.
  42. Scusa se rispondo solo ora, ma prima non avevo tempo. Il motivo per cui è stato scritto un articolo del genere è proprio per il fatto che, per quanto molti manuali ancora provino a dire ai Dm che il loro compito è creare una storia, in realtà la gran parte dei Gdr (quelli Tradizionali) riesce molto male in questo aspetto....proprio perchè è un passatempo di narrazione collettiva (più persone collaborano nella creazione di una storia condivisa). L'autore dell'articolo non da suggerimenti sbagliati, nonostante possa sembrare, perchè li da considerando cosa sia in concreto il medium Gdr e sapendo che quest'ultimo non ha nulla a che fare con i medium che si fondano sulla creazione di una storia creata da un solo autore, il quale può gestire gli artifici narrativi con un controllo assoluto (sono d'accordo sul fatto che l'esempio dell'Ombra dello Scoprione di King sia un po' sgraziata, ma perchè l'autore da a King meriti che a mio avviso in questo caso non merita; è una delle peggiori opere scritte da King, basata molto sul Deus Ex Machina, considerato che King stesso ha ammesso di essersi bloccato sul modo in cui far continuare/finire la sua storia e che, dunque, ha dovuto inventarsi un escamotage per dare al tutto un senso). L'autore dell'articolo, infatti, in sostanza descrive il metodo del Sandbox, uno di quelli ormai classici per il Gdr: crei lo scenario (che l'autore chiama mondo), stabilisci cosa i PNG vogliono fare e reagisci alle azioni dei PG. Immagino che l'autore abbia pensato di pubblicare questo articolo per cercare d'insegnare ai giocatori di D&D che esiste un altro modo di preparare una Campagna/Avventura rispetto a quello molto più rigido insegnato spesso nei manuali di D&D (in particolare nelle edizioni citate dall'autore). D&D nasce come Dungeoncrawl e, inoltre, ancora oggi tende a basarsi sul falso presupposto che il DM possa creare una storia da raccontare ai giocatori (basta vedere la Guida del DM della 5e, che suggerisce al DM di creare una campagna secondo il sistema a 3 Atti tipico della narrazione rigida del cinema e del teatro). Proprio per questi motivi tende ancora a suggerire al Dm e ai giocatori una visione del gioco molto specifica (le singole aree di un dungeon da esplorare) o a illudere i DM che possano pretendere di avere un controllo assoluto sugli eventi del gioco solo perchè sono i Master (in un gioco collettivo come il Gdr, invece, il controllo assoluto è un'illusione, visto che i giocatori possono scombinare i piani del DM agendo in modo imprevedibile). Molti master inesperti, dunque, alle prime armi con il Gdr, crescono pensando che quel modo di masterizzare (pensare a progettare ogni singola stanza e a creare una storia prestabilita nel dettaglio) sia l'unico modo di creare e gestire una campagna. L'autore dell'articolo, dunque, traendo spunto da alcune novità inserite in D&D 5e, ha molto probabilmente voluto mostrare a questi Master che una campagna di D&D può essere gestita anche usando un metodo diverso, il Sandbox, molto più usato in numerosi altri Gdr (anche in D&D, ma in genere solo dai più esperti). E perchè usare il metodo Sanbox come suggerito dall'autore? Perchè consente al Dm di dover sprecare meno tempo ed energie nella fase di preparazione del gioco, semplificando di molto quest'ultima, consentendogli invece di poter rispondere con molta più elasticità e con minore sforzo alle azioni imprevedibili dei giocatori. Il valore di questo articolo non è legato all'analisi dei trucchi narrativi tipicamente usati dai narratori di grandi storie, perchè lo scopo dell'autore dell'articolo non è aiutare i Dm a scrivere una grande storia. Lo scopo dell'autore è aiutare i DM a creare grandi campagne, quelle che si adattano alle azioni e alle esigenze dei giocatori, richiedendo al DM meno sforzo nella preparazione di ogni dettaglio. Il consiglio, insomma, è: non cercare di controllare ogni dettaglio, ma progetta una situazione generale e stabilisci i dettagli sul momento, a seconda di come si comportano i PG. Per un gioco che si basa sul tenere in considerazione le scelte decise sul momento dai giocatori, è un consiglio ottimo per molti DM inesperti, a mio avviso.
  43. Articolo in lieve contrasto rispetto a quello che prendeva a modello avatar e she-ra. E sono più allineato a questo che a quello menzionato.... Ma anche per gioco forza. Il dm può solo creare lo sfondo e il canovaccio poi i PG agiranno e i PNG subiranno sia l'azione del mondo che quella dei pg. PNG che mentre i PG pieghiamo, vivono, fanno affari, muoiono si sposano ecc. È il normale caos frattale (non c'entra nulla ma volevo scriverlo) di un mondo vivo.
  44. Esatto, è il metodo che utilizzo io. Non "scrivo" tutta la storia, ma stabilisco cosa vogliono fare (e come) le varie fazioni: alleati, nemici, fazioni neutrali ai personaggi... Per esempio ho in ballo una campagna con una rivolta del popolo: so fin dalla sessione 0 che mezzi e scopi hanno i ribelli, e come cominceranno ad agire. Poi intervengono i personaggi, e la situazione cambierà in accordo.
  45. Sono d'accordo... I pg spesso fanno cose imprevedibili, ed il dm che si prepara tutta una storia in anticipo finisce col vedersela "rovinata" perché succedono cose che vanno fuori dalla narrazione. Per questo, l'ambientazione e l'avventura scritta devono fornire spunti per improvvisare, e non simulare romanzi, con trame intrecciate e cose del genere (quelle si costruiscono man mano). Io ormai improvviso anche le descrizioni. Inizialmente è difficile, ma con il tempo si impara Ho capito bene il concetto dell'articolo?
  46. Capisco il punto di vista, non necessariamente lo condivido. Né necessariamente condivido il concetto alla base dell'articolo che ho tradotto.
  47. Cosa mi tocca leggere. 🙂 A parte che secondo me la morte di Ned Stark era "telefonata" chiaramente sin dai primi capitoli del libro (del libro; non so nella serie TV perché non l'ho guardata), questo mito dell'assenza di storia o del "rompere il canone dell'arco narrativo" andrebbe applicato a qualunque colpo di scena abbastanza grosso. Non sono un esperto di critica letteraria ma distinguerei tra il "colpo di scena che nessuno si aspettava", il "dare l'illusione di un mondo caotico e imprevedibile", che sono semplicemente un modo diverso di raccontare una storia, e il non raccontare una storia. Come ammette lo stesso autore, Enfasi mia. Ha funzionato in che senso? Ha funzionato nel senso che la storia funziona ancora. C'è ancora una storia. Non è quella che il lettore si aspettava, ma quando arriva alla fine del libro egli ha ancora la sensazione di aver letto una storia consistente e sensata (a di là del fatto che possa piacere o meno). L'arte di autori come Martin e King è quella di raccontare la storia che hanno in mente in un modo che spiazza il lettore, e che può dargli l'impressione che non ci sia nessuna trama preordinata. Ma in realtà la trama c'è, è solo confezionata in un modo particolare. Altrimenti non funzionerebbe. La vita reale non è una storia e se io vi raccontassi la mia vita reale, senza romanzarla nemmeno un po', senza darle il senso di un punto di partenza e di un punto di arrivo, vi sloghereste la mandibola dagli sbadigli. Non illudiamoci, quindi, che questi bravissimi autori si limitino a prendere i personaggi e a farli interagire, e poi scrivere quello che viene fuori, e seguire gli eventi là dove vanno "spontaneamente", senza nessun piano: questo è semplicemente un vezzo metanarrativo (come i poeti stilnovisti che sostenevano di scrivere le poesie d'impulso sotto l'onda della passione... ma col cavolo che lo facevano veramente). Se facessero così, nel 99% dei casi uscirebbero storie bruttissime che la gente non leggerebbe, proprio perché la gente vuole leggere delle storie. Una storia ha determinate caratteristiche che la distinguono da una semplice cronaca di eventi, e queste caratteristiche devono essere pianificate per funzionare. Nel gioco di ruolo però non si può pianificare tutto, giusto? Ci sono i giocatori con il loro libero arbitrio. E gli eventi avvengono necessariamente in ordine (mentre uno scrittore può scrivere i capitoli del libro nell'ordine che vuole, riscriverli più volte, e se c'è qualcosa da cambiare in un capitolo precedente tornare indietro a cambiarlo). Bene: questo significa che gestire un gioco di ruolo è diverso da scrivere un libro o realizzare un film. Meno male 😁. Ora, per certi master e giocatori questo non è un problema: avere una "storia" non è affatto un obiettivo per loro, anzi, proprio il fatto di non averla è visto da loro come garanzia di libertà e spontaneità del gioco. Costoro non avranno difficoltà ad abbracciare in pieno i consigli di questo articolo. Probabilmente già lo fanno. Qualcuno però desidera che il risultato della propria campagna di D&D sia una bella storia fantasy assimilabile, per certi versi, a un bel libro o film fantasy. Per questo secondo gruppo si pone una sfida non banale: riuscire a realizzare una storia soddisfacente, che funzioni appunto come storia, senza compromettere l'agency dei giocatori. In tal caso tutti i consigli di questo articolo non sono altro che possibili metodologie / strumenti per il lavoro "quotidiano", cioè per tenere in piedi una sessione nell'immediato, o trovare un buon aggancio per la sessione successiva. Manca, però, un valido strumento per assicurare una coerenza narrativa globale. Che non vuol dire imporre agli eventi un certo esito o un certo andamento, ma semplicemente assicurarsi che ci sia un tema, una coerenza, una premessa iniziale che arriva a uno scioglimento finale (positivo o negativo che sia) attraverso un crescendo di tensione, e così via. È interessante perché la serie di articoli che ho scritto di recente sulla progettazione delle avventure è incentrata proprio su questo. Iniziava proprio con un articolo dal titolo "tutto è storia".
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