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Vackoff

Circolo degli Antichi
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  1. Aggiunta immagine a un album di una gallery di proprietà di Vackoff in Album degli utenti
    Miei disegni di personaggi, BBEG e mostri giocati da master o giocatore in vari GDR.
  2. Questo è un rapido, rapidissimo post di aggiornamento. Non mediterò troppo sul suo contenuto, sarà piuttosto un flusso di coscienza degno di Joyce o Woolf. Voglio soltanto far sapere a tutti che non sono scomparso - non del tutto, almeno - e che "L'Ultima Era" non è scomparsa, né conclusa. Purtroppo la vita adulta mi sta inghiottendo nei suoi impegni: sono sparito mesi a causa della mia tesi di laurea magistrale, e dopo aver concluso con successo due mesi fa, ho avuto la brillante idea di prolungare il supplizio con un bel dottorato di ricerca (forse dovrei votarmi a Ilmater...), motivo per cui sono di nuovo inghiottito dallo studio... Ma "L'Ultima Era" c'è ancora! Non so quando e quanto riuscirò a scrivere, ma sappiate che c'è ancora molto da definire, e ancor più materiale da rifinire, raffinare, in un "labor limae" straziante ma necessario. Quando avrò stabilizzato la mia routine, potrò ritagliare degli spazi per lo sviluppo di questa ambientazione, e continuare il nostro viaggio nell'ultima era di questo mondo sull'orlo della guerra (attuale, nevvero?) Avevo preparato una "roadmap" per il 2025, ma purtroppo in quell'anno ho pubblicato soltanto 3 post di contenuti. Lo Spirito nella Macchina (approfondimento sulla magitecnologia) Altri 8 PNG Approfondimento su Zorastria Comunque, il resto è ancora in cantiere, quindi vale la pena condividere la roadmap con voi. Avevo pure definito una scala di priorità... Che ottimismo! In verità, c'è stato anche un contenuto collaterale: un racconto breve intitolato "Alba di Guerra". Se volete, dategli un'occhiata! Per concludere, ricordo che ho anche pubblicato la prima (e per il momento unica) avventura ambientata ne "L'Ultima Era", ovvero "Danno Collaterale", pensata come avventura introduttiva all'ambientazione. Se volete, dategli soltanto una letta e se vi va scrivete un parere critico nei commenti. E se la giocate, fatemelo sapere, qualsiasi feedback è ben accetto! Bene, direi che posso tornare nella mia tana... Spero di portarvi nuovi contenuti il prima possibile! Se siete arrivati fin qui, complimenti: avete retto il mio delirio e vi ringrazio per questo. ❤️ Ma il messaggio è chiaro: "L'Ultima Era" VIVE!
  3. Vackoff ha risposto a eden_ a un discussione Mi presento
    Benvenuta!
  4. Concordo con i commenti precedenti. Ovviamente, con maggiori informazioni sul ruolo che intendi dare al bardo, possiamo aiutarti meglio! Visto il miglioramento del DV, le competenze in tutte le armi da guerra e l'aggiunta di talenti bonus prevalentemente da guerriero, il tuo bardo sembra orientato maggiormente alla guerra. Se il tuo giocatore non prevede di acquisire classi di prestigio, potresti rimpolpare il tuo bardo "cannibalizzando" privilegi di classe dalla CdP del musico di guerra. Infatti, secondo me, aggiungere ad esempio nuove opzioni di musica bardica fornisce quella versatilità extra che viene persa con la rimozione degli incantesimi. Ovviamente puoi applicare lo stesso principio a qualsiasi altra CdP pensata esclusivamente per bardi puri o bardi multiclasse.
  5. Spero esca presto un prodotto simile per assistere Hasbro/Wizards of the Coast nella gestione di Dungeons & Dragons, visto che si sono un po' persi...
  6. Quando penso ai funerali di un PG in un GDR, non posso che pensare alla scena del funerale in The Gamers. 😂
  7. Personalmente, della famiglia di GDR di Warhammer 40.000 usciti con sistema d100 (ovvero Dark Heresy, Rogue Trader, Deathwatch, Only War e Black Crusade), personalmente preferisco Dark Heresy. In primo luogo, poiché essendo il primo uscito è il più approfondito (tra l'altro, l'ambientazione del settore Calixis è creata a partire dalle idee di Dan Abnett, a cui dobbiamo l'inquisitore Eisenhorn e il settore Scarus, il quale è infatti adiacente al settore Calixis). In secondo luogo, ma per me punto più importante, tramite Dark Heresy è possibile cogliere al massimo l'essenza orrorifica, di violenza e di impotenza di fronte agli orrori della galassia, siccome i PG sono poco più di persone comuni, ma che nonostante questo crescono e affrontano minacce non degne sicuramente dei grandi eserciti del wargame o dei videogiochi RTS, ma degne comunque dell'ambientazione: eretici, alieni e demoni alla portata dei PG di Dark Heresy ve ne sono eccome. In merito al secondo punto, aggiungo che questa sensazione è presente, seppur mitigata, in Rogue Trader (i cui personaggi sono equivalenti a PG con circa 5000 PE di Dark Heresy), ma diventa via via sempre più assente negli altri. Ad esempio, uno Space Marine appena creato di Deathwatch equivale ad un PG di Dark Heresy con circa 13.000 PE, dunque ormai abbondantemente nell'ultimo rango della sua carriera... Tra l'altro, secondo me non ha senso spendere fatica nell'imparare il regolamento se poi un PG Space Marine è immune o resistente a metà delle regole del combattimento! L'unica pecca che trovo in Dark Heresy è la necessità di essere subordinati ad un inquisitore, un fatto che un po' fa storcere il naso a giocatori di GDR di avventura quali D&D, che invece in termini di libertà è più vicino a Rogue Trader. Comunque, un buon AdG può gestire il problema creando un inquisitore che non faccia pesare troppo la propria presenza. Normalmente i PNG non beneficiano della regola Giusta Furia, quindi oltre alla tua sfortuna c'è stato di mezzo anche un AdG cattivo... 😅
  8. È una mia impressione o Blades in the Dark è un po' ovunque ultimamente?
  9. Da questa sezione, cliccando su "Crea nuovo blog".
  10. Dovremmo allora rivalutare il livello di potere del dio A-pollo... 🤔
  11. Non sono un esperto di geopolitica, ma la crepa più evidente che può frammentare un impero come quello da te descritto sono le differenze che possono essere presenti tra le regioni stesse dell'Impero. Questo è frutto dell'eterogeneità di cui stai parlando: se una regione è più ricca e stabile ma deve "pagare" parte delle proprie risorse e della propria stabilità al fine di salvare dal baratro la regione più fallimentare dell'impero, è evidente che questa regione ricca finirà per desiderare l'indipendenza. Forse la soluzione all'eterogeneità è rendere omogeneo l'impero in una maniera forzata, violenta ma, ad occhi meno scrupolosi, giusta per tutti. Ad esempio, un'organizzazione imperiale con i suoi organi burocratici e le sue forze di polizia speciale potrebbe occuparsi di eliminare le differenze più evidenti tra due regioni molto distanti culturalmente ed economicamente, provando prima con editti e censura, poi con repressione e distruzione. Per questa organizzazione, l'unico modo di raggiungere l'equilibrio sarebbe appiattire completamente le differenze tra le città e gli abitanti dell'impero, raggiungendo un livello a dir poco distopico di equità.
  12. fino

    No, sinceramente non ho controllato se altri post, e dunque altri ospiti, sono scomparsi dai canali ufficiali degli organizzatori... Anche perché non me li ricorderei! 😂 Però ho appena controllato il loro profilo Instagram e recentemente sono stati pubblicati i programmi delle giornate e le mappe degli stand, con gli ultimi post di solo qualche ora fa, quindi assolutamente escluderei l'annullamento dell'evento. Se proprio vogliamo fare un po' di "gossip", credo semplicemente che Biagini sia stato "richiamato" dalla casa editrice Shockdom, la quale è rinata soltanto questo mese dopo 2-3 anni di presunto fallimento. Infatti, per tale casa editrice ha realizzato alcune tavole del fumetto 18 Days. Comunque, segnalo a tutti che nell'area dedicata alle associazioni ludiche, oltre ad "Alkimia" ho appena visto che ci sono altre tre associazioni di gioco di ruolo: "Daydreamers", "Clan del Carro" e "Compagnia dell'Aquila".
  13. fino

    @CreepyDFire per informazione tua e di chiunque altro, ho notato che Francesco Biagini non parteciperà più a PGComix: il post da me linkato in precedenza è stato rimosso, e sul profilo Instagram l'artista ha invece comunicato che sarà al Be Comics Be Games di Torino. 🫤 A intuito, c'è di mezzo la casa editrice Shockdom... 🤔 https://www.instagram.com/shockdom/p/DW8nV3ojJ87/
  14. Sì, in effetti i periodi nel testo sono veramente molto lunghi, con il rischio di perdersi tra virgole o punti e virgole quanto di perdersi in un dungeon labirintico... Forse l'unica pecca di questo libro, o almeno la più evidente. Di sicuro non per tutti i gusti!
  15. Mentre vagavo per Lucca Comics & Games 2025, cercando quanti più stand di GDR possibili nel Padiglione dedicato ai "Games", sono finito davanti allo stand di Mondiversi, che oltre ad essere un rivenditore di un po' di tutto, è anche editore di un libro che ha attirato subito la mia curiosità. Il libro in questione è "Dal Gioco di Guerra al Gioco di Ruolo. Analisi di alcuni aspetti culturali" di Moreno Pedrinzani, e siccome non sono un recensore a seguire mi limito a descrivere il contenuto del libro, visto che l'ho molto apprezzato e penso possa essere di interesse ad alcuni di voi! ContenutoIn breve, il libro è un saggio che ripercorre la storia di D&D in particolare, ma dei GDR in generale, concentrandosi appunto sugli aspetti culturali che hanno dato origine al fenomeno o, viceversa, che sono stati originati da esso. Di seguito, vi lascio i titoli (piuttosto lunghi, ma perlomeno autoesplicativi) dei capitoli del libro. Una breve introduzione sulla teoria del gioco. Le origini di Dungeons & Dragons: dalla teoria dei primi giochi di guerra all'ambiente culturale che lo ha generato, immaginario, aspirazioni e organizzazione degli wargamers statunitensi negli anni '60 e '70. Il rapporto tra guerra giocata e guerra reale, l'etnicità e l'orizzonte etico. La conquista del mercato: Dungeons & Dragons un prodotto casalingo e semi-amatoriale che muta per entrare nel mercato di massa. La storia aziendale della TSR letta dal punto di vista del continuo tentato controllo sul proprio prodotto per un'emanazione dall'alto delle norme standardizzate. La diffusione di internet come chiave per il compimento di quest'opera. L'eresia controculturale: Dungeons & Dragons come toolkit, proposta non agonistica, anticapitalista, libera e collaborativa. L'impatto multimediale dei concetti formulati in Dungeons & Dragons sull'industria videoludica, la base fondante dei concetti meccanici e dell'immaginario dei videogiochi. L'influenza d'immaginario sui libri-gioco. Nuovi media e nuove fruizioni dei concetti. Il moral panic a danno di Dungeons & Dragons: la reazione emotiva della società di massa. Analisi del fenomeno statunitense e del minore e tardivo fenomeno italiano. Il paradosso della riscoperta del medioevo romantico unito all'etica protestante razionalizzante. Il destino manifesto dell'uomo bianco alla conquista della frontiera: l'elemento western e coloniale di Dungeons & Dragons. La via europea, il caso Games Workshop. Warhammer Fantasy Roleplay, copia o prodotto dotato di orizzonti valoriali originali? Breve disamina dei prodotti derivati nel Regno Unito. Quali elementi culturali locali filtrano nel formato standard d'importazione? Analisi della capacità delle culture di fare propri i prodotti culturali statunitensi creando variazioni sul tema. Conclusione. Non credo serva aggiungere altro: sebbene il contenuto si concentri prevalentemente su D&D, lo fa citando non soltanto molti giochi o GDR che lo hanno preceduto, accompagnato o seguito, ma anche numerosi altri aspetti o fenomeni quali i videogiochi o l'impatto avuto sulla società. CommentoHo personalmente apprezzato il libro sia per la ricchezza di contenuti, sia per la ricca bibliografia. Essendo giovane sia a livello anagrafico (nato nel 2000) che ancor più a livello "ruolistico" (giocando soltanto dal 2016), il 90% o più del contenuto di questo libro mi era estraneo, motivo per cui ho molto apprezzato le lezioni storiche e non solo che l'autore mi ha impartito in merito al nostro hobby (al pari dei molti articoli relativi a Dragon Magazine e le vecchie edizioni di D&D che vengono pubblicati su D'L, per i quali ringrazio tutti gli autori/traduttori). L'autore sembra conoscere il fatto suo: sebbene non parli mai di sé, si evince che non è estraneo ai GDR, e non parla soltanto da studioso, ma anche da giocatore degli stessi (nelle illustrazioni sono pure presenti foto delle sue collezioni personali, con vecchie edizioni di D&D, Heroquest e altri). Confesso che ha uno stile di scrittura molto corposo, come si poteva evincere anche dai titoli dei capitoli riportati sopra! Qualcuno nel forum direbbe che ha preso lezioni da Mattia Sorrenti, ma fa niente... L'esposizione è comunque ben documentata e ben approfondita. In sintesi: consiglio a tutti questa lettura!

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