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nolavocals

Circolo degli Antichi
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    D&D, pathfinder, cthulhu, WFRP ecc

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  1. stavo aggiustando il post, perchè mi sono accorto che poteva esser mal interpretato. Non puntavo il dito su nessuno, visto che ci sono molti pareri, ho pensato di chiarire visto la sensazione che la discussione stesse deviando su come ottenere certe cose e si staccava dal primo post che chiedevo perchè il role è percepito differente da giocatore a giocatore. infatti mi sono accorto che per cercare di rispondere stavo uscendo anch'io di post. Per questo volevo fare una "virata" verso la giusta direzione Intanto ringrazio tutti perchè gli interventi che spiegano il concetto di GDR in vari modi è stato davvero utile per quanto mi riguarda, piacendomi scambiare opinioni senza dover per forza imporre un ideale.
  2. Prima avendo risposto ad alcune domande specifiche per capire (ci mancherebbe) mi portano a fare esempi concreti anche se non vorrei affatto scriverli e di conseguenza non ho potuto fare a meno di notare che spesso la discussione vira su un pensiero: "sicuramente ha postato perchè ha avuto X problemi". Trovo che questo pensiero porta erroneamente a deviare la discussione verso consigli (ci mancherebbe ben accetti) oppure a decretare che il problema è di chi ha postato (imputandone la colpa) Per quanto mi riguarda se anche il post prende spunto da dirette esperienze, non vuole dire che siano problemi attuali o solo che siano problemi. infatti nel post iniziale non solo mi sono assicurato che non sfoci in una guerra ma volgeva solo a raccogliere pareri su come viene percepita la cosa sia che tu sia giocatore sia che tu sia master. Scusate per la puntualizzazione ma percependo questo (magari erroneamente), ho preferito chiarire visto che cercando di rispondere anche solo con esempi si rischia di passare a concetti del post che non sono presenti.
  3. corretto assolutamente no, conscio della difficoltà di farlo per tutti mi interessa più come viene gestito nello stimolo della situazione. ma questo non si è molto abituati, quindi salvo di non scremare ai solo capaci, ma facendo così si formerebbe un'elite dei giocatori e con tutti quelli che giocano si creerebbe una spaccatura come l'escludere persone perchè scarsi (capisco che dalla notte dei tempi, alla formazione della squadra da piccoli si tende a scegliere il più bravo ma con i tempi che corrono credo sia davvero controcorrente)
  4. era solo per staccare (pessimo umorismo misto a paura per quello che verrà) scusa sperimento sempre, come una droga. Ci sono giocatori perfetti ed altri che si presentano in un certo modo per poi rivelarsi solo pratici di build, mi chiedevo quindi perchè si è creata questa spaccatura? come mai a differenza di tutti gli altri giochi oramai il concetto di gdr è così liberale da non capirsi più quando ci si riferisce al ruolare? se si parla di numeri e build tutti sul pezzo ma per altro....
  5. un esempio, molti come si parlava prima sono abituati a decidere dopo cosa farà da grande il suo PG e non vogliono decidere una cosa che li "Limita". Credo che questo tanto decantata libertà ad alcuni non abbia proprio fatto bene. Cmq visto i cambiamenti in arrivo lotta delle minoranze (poveri drow disegnati sempre come i cattivi, la class action dei goblin massacrati da generazioni) porterà my little pony in vetta ed il problema sarà risolto 🤣 P.s. l'arco era solo un siparietto per descrivere come detto da altri il presentarsi diversi da come si è. Come per la 4ed che viene odiata perchè fu come se la wizard avesse detto "ecco il gdr che fate ora, tutto merito vostro e noi l'abbiamo creato per voi, come lo volevate" sottotitolo non sapete fare gdr tirate tanti dadi e pensate al build il resto non conta nulla basta divertirsi.
  6. Lo sto già facendo, grazie cmq per avermi proposto idee. Non ho problema su cosa fare ma mi chiedevo perchè quando mi si palesa un giocatore che dice"adoro incentrarmi sul ruolo" l'idea di base è moltooooo diversa da quella di cui stiamo parlando ora che mi sembra un buon modo per rendere un'avventura valida e di spessore (con tanto lavoro dietro da parte di tutti) Per ridere è come uno che viene da te che hai un arco e ti dice "voglio tirare anch'io" e tu guardandolo dalla testa ai piedi domandi "sai come si usa?" e lui tutto preso "certo lo faccio da anni" Gli consegni arco e frecce e lo vedi totalmente concentrato mentre tende l'arco e punta la freccia sul bersagli poi....... il gatto della vicina fa una brutta fine seguita dalle galline del contadino a 4 case di distanza ecc
  7. certamente, non era mia intenzione dire che il videogioco non caratterizza.Anzi proprio come mostri e mi rende felice anche nei videogiochi il personaggio è caratterizzato.Quindi perchè manca spesso questa componente nel GDR? è vero che non puoi crearti kratos da subito in giochi con i livelli e che è molto più facile incentrarsi su un solo PG nel fare una storia (dandogli più vantaggi senza sminuire gli altri) che su un gruppo. Pensa se ci fossero 4 kratos o 4 geralt di rivia farebbe solo ridere, per questo un gruppo creando personaggi non solo meccanicamente ma ruolisticamente di spessore aiuta alla riuscita di una campagna/storia davvero bella (se pur con il rischio di morte) come potrebbe essere nell'avventura il signore degli anelli, Boromir.
  8. Ni, una storia con quel personaggio e di quel personaggio.
  9. concordo sicuramente la soluzione migliore sarebbe scremare ma alla fine si diventa come per trovare l'anima gemella in amore. 😁 questo è un'altra cosa. Noterai che se prepari i giocatori dicendo cosa incontreranno non farai altro che aiutarli a fare PG più adatti meccanicamente all'avventura ma nessun miglioramento o altro a livello di role. Es se il signore degli anelli fosse una campagna ed il master avesse informato i giocatori non solo del mondo (che deve farlo) ma info sull'avventura, il giocatore che crea Frodo l'avrebbe creato sicuramente diverso. Spero d'aver spiegato il concetto.
  10. Solo per chiarire, apro una parentesi, perchè vedo che questa dichiarata libertà di gestione viene sventolata spesso. Se un gioco viene modificato in base alle esigenze e richieste il gioco cambia. Es stupido: il bowling regole che tutti seguono, se un grupppo gioca lanciando le palle con un cannone, non è che non può farlo, ma non è più bowling. NOn è per dire questo è meglio di quello ma per capire di quanta libertà si parla. Mi sono permesso per estromettere qualunque concetto estraneo alla discussione. Per quanto riguarda il resto: parlavo di creare Pg credibili dentro un mondo ed un sistema "esistente". Il come poi il gioco possa variare per lanci di dado ecc ci si potrebbe scrivere un libro. Parlavo del concetto di "io cerco del role" poi il PG è piatto o pieno di "aria fritta". E questo modo di creare il pg non precluderebbe nessuna variante nell'avventura ma metterebbe delle solide basi per tutti quelli che partecipano ed info estremamente utili al master, se cerca del role nelle sue avventure. Es. quelle ufficiali non fanno questo, perchè si legano alle meccaniche ma che vengano giocate da pg A o pg B non cambia assolutamente nulla. Quindi manca della componente ruolistica incentrata sul PG creato e che avrà conseguenze dirette in game e non solo una pedina. L'introduzione di quest'ultime e di meccaniche specifiche hanno mirato a portare il gdr più vicino ad un videogame che più distante ad un roleplay. Questo sopra credo sia perchè ora ci siano così diversi concetti di cosa sia un GDR Poi bello cmq da giocare, ma forse, nel tempo troppo piatto.
  11. E dire che non è proprio nelle mie corde ti assicuro credo che venga confuso volere PG creati con role dall'obbligare un gioco non voluto. Penso solo ad una idea per arrivarci. Essendo che tutti sognano la storia epica ma il difficile è farla "seriamente". Basti vedere i PG creati per la raccolta fondi del d&d dagli attori, per notare la differenza tra conoscenza delle regole e conoscenza del role. Ovviamente sono attori, certo, ma non è forse vero che molti master danno una CD in base ad un parlato che privilegia il giocatore che di natura è più portato?
  12. Il GDR (gioco dei ruoli interpretare altri) sia invece proprio nato per nn essere un gioco da tavolo ma che sia altro con una formula diversa da tutto e che l'essere stato trasformato nel tempo vuoi per la difficoltà di giocarlo in un gioco da tavolo o videogame.
  13. Figurati non me la prendo e sono conscio di quello che ho scritto e della realtà. Sarebbe cmq bello seguendo alcune linee guida fare qualcosa di meglio che accontentarsi del solito. Di fondo tutti quelli che giocano vorrebbero avere una storia epica alla signore degli anelli o Harry potter. E credo sia possibile darglielo, ma con le giuste tracce.
  14. Si fanno spesso confronti tra personaggi della fiction e personaggi dei GdR, ma spesso sfugge questa differenza chiave: in ogni storia che si rispetti il personaggio e la trama sono in simbiosi, non c'è un tempo 0 a cui si definiscono i personaggi e un tempo 1 a cui, dati i personaggi, si definisce la trama. Purtroppo accade che chi crea il PG fa riferimento proprio a questi spesso, senza considerare il master ed il mondo Un modo semplice per rendersene conto è immaginare una piccola variazione della storia di un film, libro o simili, come se un tiro di dado fosse andato storto. In fondo è il Dio D20 che regola tutto nel nostro D&D, giusto? esiste lo schermo del master nato apposta e non per bellezza ed il master aiuta proprio perchè si cerca il film ed il gdr è proprio il miglior modo di rappresentarlo. seppur non facile se ci si approccia in maniera alla videogame (giocabile tranquillamente) l'importante è essere consci di quello che si cerca. Ma un giocatore, quando crea il suo personaggio, non può sapere cosa c'è nella mente degli altri. Anche per questo è necessario lasciare un amplissimo margine di flessibilità. il giocatore invece dovrebbe farlo anzichè interessargli solo: chi cura? chi attacca? perchè alla fine l'accordo iniziale è solo questo e ti ritrovi con gruppi di razze miste senza arte ne parte che l'unica cosa decisa è la classe, pensa se uno scrittore facesse così per fare il libro che robaccia diventerebbe. . Essi nasceranno man mano insieme alla storia. La loro mentalità, i loro valori, la loro stessa identità cresceranno con l'andare delle avventure. In modo dinamico, cioè dall'interazione tra loro e con il mondo di gioco: come è giusto e naturale che sia. Non dico che non si faccia, ho fatto avventure in questo modo, se non tutte ma nessuna sarà mai paragonabile ad un libro per questo mi domando se forse non è l'approccio errato a causarne (se pur con belle partite) questa mancanza Se ci pensi, anche nei fumetti seriali spesso avviene qualcosa del genere. Hai citato Superman, ma il Superman delle origini non ha quasi niente a che vedere con il Superman "maturo" della Silver Age o dell'era moderna: perfino i poteri agli inizi erano diversi. Gli autori hanno "imparato a usare" il personaggio man mano che lo usavano, e hanno progressivamente affinato e ridefinito (a volte stravolto) la sua identità sotto molti aspetti. Sono un appassionato di Tex, di cui ho letto tutta la serie: tornando indietro, il Tex delle prime strisce fa quasi tenerezza da quanto era ingenuo (non ingenuo lui: ingenua la costruzione del personaggio, approssimato e rudimentale il suo carattere); nel corso dell'epopea è stato fuorilegge e poi ranger, e poi dimissionario e di nuovo fuorilegge e di nuovo ranger, è stato abbinato con vari compagni di avventura che poi sono stati relegati in secondo piano, e così via. Finché pian piano ogni cosa è andata al suo posto è si è formato il personaggio maturo che abbiamo ancora oggi. non dico che il PG in game non possa cambiare, ma che debba partire con delle basi solide e che sia giustificato dagli eventi proposti dal master a dare adito al cambiare del pg e non che si crea un pg guardando le statistiche e si crea il resto mentre si è a metà avventura avendo come risultato scelte sicuramente libere ma a volte davvero fuori role non interpretando di fatti un pg definito totalmente con carattere ed il resto ma solo un manichino vuoto che si riempe mano a mano e non sempre in modo coerente (di cui il master non può sapere visto che neanche lui assieme al giocatore sà cosa sia questo PG) "Un personaggio di una storia (un dramma teatrale, un romanzo, un film...) viene costruito in simbiosi con la storia stessa. .... il processo non è definire N personaggi a priori, a trama ignota, e poi lasciarli interagire e vedere come va a finire. che credo sia quello che accade normalmente in un gdr La trama nasce insieme ai personaggi, i personaggi insieme alla trama. credo sia proprio il lavoro che si potrebbe svolgere con un party all'inizio giocatori e master, insieme, avendo ognuno un compito diverso. Passi Master mostra l'idea del mondo (razze mappa luoghi ecc ecc ecc) il giocatore 1 inventa un eroe/PG in armonia con il mondo presentato il giocatore 2 inventa un eroe/pg tenendo conto del mondo e del PG 1 e via discorrendo Il master crea una storia/campagna tenendo conto del mondo e dei PG creati. poi il resto viene scritto mano a mano (ma avere una base solida di partenza, aiuta tutti ed ancora di più il master) P.S. scusa se non ho citato ma un testo così lungo delle volte mi incasina tutto, spero possa andare lo stesso.
  15. concordo Un pazzoide fatto in role è fantastico per quanto mi riguarda la scelta è libera dopo aver descritto il mondo poi il resto è che il giocatore resti fedele al pg che ha fatto. non proprio, ogni cosa che facciamo è conseguenza di carattere mentale (ideale paure, ecc) e fisico (riflessi, forza ecc). ed ora a distanza nel tempo capisco anche alcune scene dei film quando viene da dire "ma che cavolo, non se ne accorge?" il fatto che giocare il PG creato (come un personaggio di una qualunque storia (come frodo e gandalf o superman ognuno con i suo carattere ideale ecc) immaginando (base del role) che sia in quel posto ed in quel momento quando gioca dovrebbe essere proprio una delle basi. Per la difficoltà concordo appieno con te. probabilmente saranno sempre i soliti triti e ritriti, giocabili per carità, ma nulla con quello che intendo. Es fare soldi, diventare potenti, comprare un castello prendere il posto di un dio, vendicare ecc. i classici insomma. Se quando crei un personaggio di una storia ti poni domande e lo fai parte di un mondo e non esterno (famiglia, luoghi, carattere ecc) prende vita e avrà un approccio differente nelle situazioni di qualunque altro PG (rendendolo unico) Ho fatto anch'io come te. Poi non voglio disquisire nulla, mi sono trovato dopo molto tempo di pensare se i master si divertono in conseguenza del divertimento dei giocatori o perchè anche lui fa parte della storia (che non vuole dire crearla ma viverla con dei personaggio ben dettagliati) e non per ricevere frasi tipo: "è stato fighissimo il combattimento ed finale della storia davvero epico in cui abbiamo spaccato tutto" mi immagino invece se si fosse giocato il signore degli anelli. Con i giocatori che erano gandalf , legolas, frodo ecc. arrivati alla fine (dopo aver perso dita, morti ecc) una vittoria arrivare alla fine ma con difficoltà e morti nel cammino dove resta quella sensazione d'aver salvato il mondo con sacrificio. (spero d'aver spiegato la cosa anche se con fare troppo epico 😅) P.S. il disegno per i pg è fighissimo 👍
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