Vai al contenuto

Landar

Circolo degli Antichi
  • Iscritto

  • Ultima visita

Tutti i contenuti pubblicati da Landar

  1. Thurin Nano Guerriero Il risveglio non è sereno. La perdita del mulo appesantisce tutti i nostri cuori... e anche le nostre spalle. Distribuiamo l'equipaggiamento, sono carico ma non appesantito. La marcia quindi prosegue e infine giungiamo al limitare della nostra meta. La sensazione di inquietudine è immediata. E si fa sempre più pungente passo dopo passo. Brividi lungo la schiena, l'umidità della boscaglia che mi imperla la fronte... o forse il nervosismo. Brontolo più e più volte "Questo posto non mi piace." annuisco all'invito di non fare mosse avventate, non ci penso minimamente "E pensare che sono stato io a voler venire qui." dico maledicendomi. 'Due umane, un mezzelfo e un NANO. Quale accoglienza potranno mai avere qui se non una freccia in pieno petto?' Allerto tutti i miei sensi proseguendo guardingo. Fissando spesso le fronde degli alberi nella speranza di veder per primo un baluginio di una freccia, o un movimento innaturale.
  2. ragazzi eccomi! ci ho messo un po' a riprendere il filo del forum. scusate
  3. Azrakar (Sabbia Rossa) Ascolto tutti. Le loro domande. I loro commenti. Annuisco quando c'è da annuire. Soprattutto all'invito di Vash e inizio a prepararmi per il peggio. Siamo ormai soli. Posso parlare e rispondere. Quando Tawil accenna al fatto che solo un Re Stregone potrebbe essere così potente da generare una tempesta di Coriolis, e quasi lo associa al Fantasma... aggrotto la fronte. "Non lo escludo." commento distaccato "Non ero uno dei campioni. Ma ho visto combattere uno di loro. E... ho affrontato anche il Fantasma." la mia voce continua ad essere quasi atona "Nessuno dei campioni poteva nemmeno lontanamente essere paragonato a lui. Come è stato lo scontro? Muscoli?" solo ora le labbra si increspano rivelando un sottile e amaro sorriso "Non servivano. Non ne potevo muovere nemmeno uno. Mi fissava. Ero impotente. Paralizzato. Un pupazzo incatenato da sottili fili quasi invisibili." poteri psionici, inutile che mi dilungo "Ho resistito. A lungo, ma non abbastanza." socchiudo gli occhi "Era sorpreso ma non soddisfatto." sto sprecando energie in chiacchiere ma la situazione e i compagni esigono risposte "Si aspettava qualche cosa da me. Me lo ha detto. Dopo avermi toccato la spalla. La sua mano era un macigno. Poi il buio. Ma lo ricordo. Completamente ricoperto da vesti del deserto color ocra. Forse bianchi inizialmente. Non si vedeva nemmeno un lembo della sua pelle. Era umanoide. Era disarmato." Lascio a loro le conclusioni.
  4. Caramon Il guerriero alla vista dei vecchi amici rimase totalmente inebetito. Si guardò indietro alla ricerca dello stregone ma non lo vide. Rivolse ancora una volta lo sguardo verso il kender e il nano. Si stropicciò gli occhi. Stava vedendo i due fare delle manovre che avevano dell'assurdo, quasi più assurdo della sua presenza lì. Fece qualche passo avanti dandosi un pizzicotto per toccare il nano mentre si scambiava le calzature con Tass. "Ma che follia è mai questa?" domandò più a se stesso indicando con la mano dietro di lui con ancora gli occhi puntati sue due amici "Dove sono? E che state facendo?" concluse guardando la bolla e il martello.
  5. Landar ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    Shamàsh Faccio appena in tempo a rialzarmi rimanendo però in una posizione piuttosto scomoda. Velocemente mi assicuro lo scudo alla schiena, osservo la scena. Quanto resisterà ancora l'estrattore? Socchiudo gli occhi, pensando che i miei compagni al momento hanno la priorità. Altri due enormi pericoli si stanno avvicinando. Pronuncio parole in una lingua antica, misteriosa, dal suono quasi musicale. Chiudo gli occhi. Scompaio. Riappaio proprio sopra la parte del corpo ancora in superficie del Masticatore dominante, a mezz'aria. Mi lascio cadere, impugnando la mia spada con entrambe le mani. La punta in verticale, sopra le intersezioni delle scaglie della testa del mostro. Gli occhi ora si aprono, emanano una luce estranea a questi luoghi, quasi abbagliante. Non dico una parola. Il mio corpo, le mie braccia, la mia lama sono un tutt'uno. @Dardan Master
  6. Arkyn K'Aarna Presto sapremo se tutto è un inganno, non mi preoccupo, nel caso affronteremo anche quell'ostacolo. "Assicuralo alla corda. Lo solleveremo noi." dico secco e forse anche leggermente distaccato. Cosa si potrà fare dell'altra voce non ne ho idea, ci penseremo dopo. Sempre che siano veramente nani.
  7. Kragor Fiammoscura Ancora non è il mio momento. Il chierico viene polverizzato, non si sente nulla. Poi in un modo o nell'altro si decide di seguire il piano e proseguire verso le campane.
  8. Azrakar (Sabbia Rossa) Ci vuole qualche istante. Poi vengo come scosso da un leggero fremito. La voce di Tareq rimbomba nella mia testa. Fossero stati solo i deliri del capo carovana non avrei mai risposto, ma la faccenda è diversa. Mi volto lentamente verso il capitano "Se lui ha riconosciuto me... il Fantasma non può essere che uno." lo sguardo ricade su Amran prima di tornare a incrociare quello di Tareq. Un turbinio di pensieri riaffiora alla mia memoria. Socchiudo gli occhi. Quasi in uno spasmo di impotenza. "Era un guerriero dell'arena... credo. Imbattibile. I suoi poteri erano fuori la porta di chiunque di noi." la mano si stringe sull'asta del trikal "Lo affrontai. Persi. Non mi uccise. Non per pietà. Era come mi stesse aspettando... stesse aspettando una versione più pronta di me. Una lotta più degna?" scuoto il capo "No no... era come se gli servissi a qualche cosa."
  9. Azrakar (Sabbia Rossa) Ci ritroviamo tutti nella tenda del capo-carovana. Rimango in disparte, in piedi, con lo sguardo rivolto ad Amran. Ascolto senza interromperlo. Le sue parole arrivano spezzate, confuse, trascinate dalla paura e dal dolore. Quando comincia a delirare non muovo un dito: non sono io quello che può aiutarlo. Lascio che sia Duran, o chiunque ne abbia le capacità, a intervenire. Rimango impassibile anche quando pronuncia quel nome. Anche quando mi indica. Amran. Uno dei miei fratelli. Solo quando crolla a terra la mia espressione cambia. Appena. Una contrazione del volto, un dolore che non riesco a trattenere del tutto. Lo osservo per qualche istante, poi torno lentamente verso Tareq. Il Fantasma. La parola mi rimane nella mente insieme alle immagini dell'arena, ai ricordi che credevo sepolti e a quelli che continuano a riaffiorare senza chiedere permesso. Una tempesta. Il Marchio. Amran. Il Fantasma. Troppe coincidenze per essere coincidenze. Non rispondo subito a Baranos. Non perché non voglia farlo, ma perché in questo momento non serve. Sapere chi sia quel Fantasma non ci salverà. Prima dobbiamo sopravvivere alla tempesta. Poi cercheremo ciò che si nasconde dentro di essa. Eppure, qualcosa dentro di me si stringe. Non è paura. È qualcosa di più antico e difficile da ignorare: la sensazione che il passato che credevo lontano abbia appena allungato una mano fino a raggiungermi, prima che io sia davvero pronto per affrontarlo. E questa volta ha trovato mio fratello.
  10. Kragor Fiammoscura Al momento sembra andare tutto per il meglio. Tuttavia fare quel che mi si chiede, cioè evitare di essere uditi, mi risulta davvero difficile. L'inevitabile accade. Appena odo la voce dell'uomo mi blocco. Facendo passare qualche istante ed armandomi il più silenziosamente possibile pronto a scattare e colpire in caso di necessità.
  11. Landar ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    Shamàsh Gli orrori di queste lande non finiscono mai di disturbare la mia sanità mentale. Ciclopici costrutti quasi in pezzi ma ancora vivi, Linnorm, umani... forse, modificati con chissà quale assurda magia o tecnologia, orrende enormi balene, parassiti vomitevoli e ora pure queste gigantesche voraci creature. Sto per dire qualche cosa chiedendo al gruppo di attendere ma il tiefling non mi da il tempo di agire. "Zarath..." scuoto il capo agitando le mani mentre indico un punto lontano da Fiore e il macchinario ma vicino e spero anche 'percepibile' dalle bestie in arrivo mentre faccio passi in avanti per supportare eventualmente il barbaro. Master @Dardan
  12. Arkyn K'Aarna Rimugino a lungo riguardo il comportamento del gruppo di Vance. Alla fine risolvo che è un problema del quale ce ne occuperemo il giorno dopo, la necessità di riposare ha la priorità. Il mattino seguente ci si dirige subito alla zona degli scavi, la guida ci aspetta, ci da le indicazioni e in sostanza ci augura la buona fortuna. Una guida che NON guida. Faccio spallucce salutandola educatamente e seguendo il gruppo all'interno della 'montagna'. I miei compagni sono guide sufficienti per questi cunicoli. Rimango sempre silenzioso. Il sussurro non mi spaventa, piuttosto quasi mi accende. Il desiderio di saperne di più cresce ad ogni passo, già il giorno precedente ai racconti di Mastro Thargor ero quasi eccitato... poi l'arrivo di quel demente ha dato ulteriore pepe. Tutto quel che però vedo qui mi rende estremamente curioso. Arrivati al bivio si decide di non seguire il gruppo di Vance, ormai è chiaro che ci hanno preceduti. Provo a protestare, la loro potrebbe essere stata una mossa per farci andare avanti e colpirci alle spalle nel momento peggiore. La curiosità però di procedere nella direzione più misteriosa è troppo preponderante e tengo la bocca chiusa annuendo alla decisione presa dal gruppo. Non me ne pento affatto. Tutto quel che ci si para davanti dalla stanza del pozzo in poi è letteralmente straordinario. Comprendo benissimo cosa abbia spinto i nani ad andare più a fondo e anche cosa li abbia fatti scappare. Cosa che io non farò. Quando però tutti gli altri decidono di tornare indietro ho come un sussulto, li guardo, protesto "Cosa? Non avete la minima curiosità di capire cosa ci sia qua sotto? Volete che fra un paio di generazioni arriverà qualcuno a riaprire tutto e far riemergere ogni cosa?" mi soffermo sui Valthorne "Non so cosa abbia in mente la tua famiglia ma la tua discendenza sarà al sicuro in caso?" le provo tutte per convincerli a indagare. Io sento la vera e propria pulsione di andare oltre, di capire, studiare, osservare, rischiare, combattere se necessario... tutte cose che vanno ben oltre dal rendere DAVVERO sicuro questo luogo, non solo sigillarlo. Li seguo continuando a protestare mentre si ritorna indietro, quindi indico la figura praticamente mummificata... una delle cose più affascinanti di questo posto "Qualcuno semplicemente vi suggerisce di uscire da un posto e voi lo fate?" allargo la braccia continuando a camminare e a sussurrare le mia proposte per non allarmare troppo le lingue o gli spiriti del luogo "È come se ieri avessimo lasciato carta bianca a quell'idiota di Vance solo perché ce lo aveva detto. O ancor prima ascoltato le minacce dei due del Consorzio. O addirittura come se avessimo accettato di farci mettere le manette da quei mercenari nella foresta." prendo fiato, è la prima volta che parlo così tanto da quando siamo arrivati a Crunrith "O..." vengo interrotto dalla richiesta di aiuto "Ecco... aiutiamoli." dico tirando fuori la mia corda dallo zaino.
  13. eccomi! ciao a tutti anche io sono rientrato praticamente poco fa... weekend massimo lunedì torno in pista in pieno. chiedo scusa.
  14. Khargash Vedo la nana crollare, spezzata. Non dalla mia lama, da altre armi, certamente però anche dalla mia avvenenza. Tutti i discorsi che seguono hanno poco a che fare, non ancora. Ma quel tipo dicendo che dobbiamo portare il Verbo altrove ha ragione. Lo indico con vigore “Sì sì. Lui dice cose che hanno senso. Noi dobbiamo andare, parlare, punire, aprire.”
  15. Khargash La situazione degenera. Non per noi chiaramente, non per chi porta e fa rispettare il Verbo. Una guardia si inginocchia ai miei piedi, l’altra ne prende più di quante ne dia senza che io muova un dito. La sua lancia si infrange sulla mia protezione eterea scalfendola. Ora è il mio turno. “Come osate frapporvi tra noi e la porta? Segui l’esempio del tuo saggio amico.” Concludo indicando la guardia a terra ma ignoro l’altra, mi volto e assalgo alle spalle Thandain. Non senza averla prima insultata e probabilmente maledetta. @Bomba master
  16. Khargash Aspettavo venissero a me per fargli assiaggiare il terrore. La voce assale la mia mente. La zittisco. "Non adesso." La voce non risponde. O forse sì, non lo so e sollevo la lancia. La punta indica Thandain. La guardo per la prima volta davvero. Non vedo una nana. Non vedo una nemica. Vedo un ostacolo. E gli ostacoli hanno un nome. "Tu sei il cancello." Una pausa, la punta della lancia si abbassa appena verso di lei "Noi siamo la chiave." Le parole della maledizione mi escono dalla bocca quasi senza che io le scelga "Khargash ul-Nazhar. Spezzati." Non so cosa significhino esattamente. Ma funzionano e questo basta. Faccio un passo avanti. Poi un altro. Mi posiziono davanti a Padre Mahrh, lo scudo sollevato e la lancia pronta. Prima il sacerdote. Poi la porta. Poi tutto ciò che c'è dietro. Sorrido. "Padre Mahrh, pregate pure." Stringo la lancia. "Noi apriamo." @Bomba Master
  17. Khargash All'inizio ascolto. Guardo. Ricordo. Volti. Nomi. Guardie. Orchi. Una prigioniera.Un uomo con un'armatura fatta di un annaffiatoio. Tutto serve. Tutto conduce da qualche parte. Ogni strada ha una porta. Ogni porta ha una serratura. Ogni serratura, prima o poi, deve aprirsi. Poi, lo scontro. Improvviso, confuso. Caotico. Piacevole sorpresa. Non comprendo perché Padre Mahrh sembri sorpreso dalla comparsa della nana. Per me una nana è una nana. Questa ha un'ascia. Quella è una porta che si è presentata da sola davanti alla chiave. Mi basta. Stringo la lancia e sollevo lo scudo. Poi qualcosa si muove dentro di me. Non è dolore. Non è calore. È qualcosa di antico. Qualcosa che riconosco senza ricordare di averlo mai conosciuto. Abbasso appena il capo. "Dalla fame del Vuoto, dalla brina dell'Ultima Notte... APERTURA." L'aria intorno al mio corpo si spezza. Una corazza evanescente prende forma sopra la mia armatura: lastre scure, quasi trasparenti, percorse da venature pallide come ghiaccio sotto una luna senza cielo. Non è davvero metallo. Non è davvero nebbia. Ma esiste. La sento addosso. E per un istante sento anche lei. La lancia. No. Qualcosa nella lancia. Apri. Mi irrigidisco. "Non adesso." La voce non risponde. O forse sì, non lo so e sollevo la lancia. La punta indica Thandain. La guardo per la prima volta davvero. Non vedo una nana. Non vedo una nemica. Vedo un ostacolo. E gli ostacoli hanno un nome. "Tu sei il cancello." Una pausa, la punta della lancia si abbassa appena verso di lei "Noi siamo la chiave." Le parole della maledizione mi escono dalla bocca quasi senza che io le scelga "Khargash ul-Nazhar. Spezzati." Non so cosa significhino esattamente. Ma funzionano e questo basta. Faccio un passo avanti. Poi un altro. Mi posiziono davanti a Padre Mahrh, lo scudo sollevato e la lancia pronta. Prima il sacerdote. Poi la porta. Poi tutto ciò che c'è dietro. Sorrido. "Padre Mahrh, pregate pure." Stringo la lancia. "Noi apriamo." Master @Bomba e tutti
  18. Landar ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    Shamàsh Entro e sento immediatamente il peso di quel luogo gravarmi addosso. L'aria è densa, viziata, impregnata di sangue, metallo e qualcosa di organico che non riesco nemmeno a voler riconoscere. Ogni respiro sembra lordare i polmoni. La luce scarlatta che filtra dall'esterno si spezza sulle superfici di ferro e sulle viscere appese, trasformando ogni cosa in un'immagine distorta e innaturale. Ma con una sua logica. La mia natura celestiale dovrebbe respingere tutto questo. E in parte lo fa. Sento un disgusto profondo, quasi fisico, mentre l'orrore mi stringe lo stomaco. Eppure... c'è qualcosa che mi trattiene. Quelle immense strutture, gli ingranaggi distrutti, il corpo mostruoso ancora animato da una scintilla di vita. È orrendo, ma anche terribilmente affascinante. Una grandezza deformata, una sorta di prodigio trasformato in abominio. E proprio questo mi inquieta più del resto. Perché mentre la luce dentro di me vorrebbe soltanto fuggire da quel luogo, una parte più oscura di me sembra volerlo comprendere. Mi sento piccolo. Schiacciato dalle pareti, dal soffitto, da quella creatura e dal rintocco incessante che sembra scandire ogni battito del mio cuore. È claustrofobico. Opprimente e tremendamente vivo. Ma va fermato. Me ne convinco facendo leva sulla purezza del mio retaggio. Le domande di Zarath sono lecite e consone. Poi annuisco verso Fiore. Mi preparo al peggio.
  19. come detto altrove anche io partirò in settimana per rientrare a fine agosto.
  20. Arkyn K'Aarna Prima dell'uscita dei Cavatori Le minacce lasciano un'atmosfera elettrica nella caverna. Osservo l'elfa emettere il suo disprezzo, fissandola negli occhi senza abbassare lo sguardo a dove si posa lo sputo. La mia lama borbotta, la sento... come una voce profonda che sentenzia sarà l'elfa a finire ai miei piedi al prossimo incontro. Io non dico nulla. Sono serio ora e li guardo uscire. Una volta fuori torno a rivolgermi gioviale al nano "Mastro Thorgar, grazie. È vero quel che si dice di voi Nani." c'è profondo rispetto nel mio sguardo a quell'affermazione. Torno a guardare l'uscita "Beh... quantomeno hanno avuto la compiacenza di comunicarci dove è che li incontreremo la prossima volta. Seppur mi guarderei le spalle da qui in avanti." ---------- Fuori La necessità di rifornirci a dovere ora è più urgente che mai. Cibo e acqua sì, ma anche tutti gli utensili utili a stare sotto terra. Anche il gesso liquido per le crepe sembra una cosa decisamente utile, come lo sono i gessetti per marcare le posizioni. Anche qualsiasi cosa utile a pulire le ferite è importante. Ne parlo con i miei compagni, procedendo all'acquisto di tutti questi oggetti. "Da noi le chiamano lanterne schermate. Cerchiamone una paio. E non temete l'oscurità, non fino a quando ci sarò io con voi."
  21. Thurin Nano Guerriero Appena i lupi comprendono l'antifona e se ne vanno con la coda tra le gambe mi rilasso, anche la mia lingua però si rilassa di conseguenza. Mi avvicino alle sorella col pugno sollevato mentre lo agito in aria "Ma cosa vi salta per la testa? In piena notte un frastuono simile? E non temo solo per bestie e banditi o altri trogloditi che verrebbero a banchettare felicemente con le vostre carni ma... per la barba di Helm" non lo nomino a caso "Persino lui avrebbe l'accortezza semplicemente di non alzare la voce ai piedi di una parete rocciosa indebolita da continue scosse." Scuoto il capo e rivolgo lo sguardo in alto pregando divinità con più cervello come Moradin di non farci piovere rocce in testa.

Account

Navigation

Cerca

Cerca

Configura le notifiche push del browser

Chrome (Android)
  1. Tocca l'icona del lucchetto accanto alla barra degli indirizzi.
  2. Tocca Autorizzazioni → Notifiche.
  3. Regola le tue preferenze.
Chrome (Desktop)
  1. Fai clic sull'icona del lucchetto nella barra degli indirizzi.
  2. Seleziona Impostazioni sito.
  3. Trova Notifiche e regola le tue preferenze.