Per Kaleb & Randal:
La prima cosa che fa Josephine dopo aver finalmente trovato un largo cappello di vimini con una retina di iuta rossa che le copre parzialmente il volto, è annuire verso Kaleb; l'idea della guardia del corpo gli piace, anche se non è sicura che la sua magia funzionerà a dovere ora che che ha addosso tutto quel metallo. Il mithral sarà anche leggero, ma...insomma, non sono affari suoi comunque. Anzi, spera proprio che della sua magia deflagrante non ce ne sarebbe stata affatto bisogno.
Quando invece Randal inizia la sua commedia come balia, la ragazza scoppia a ridere; con la tensione alle stelle, Randy che smorza così all'improvviso con una battuta del genere...aspettate tutti: non è una battuta? La risata di Josephine si chiude, ma i suoi occhi si spalancano. "Cavolo, Randy. Vuoi farlo davvero?" Tanto ormai che c'era da perdere? E comunque magari l'idea dell'incendio non era poi così buona. Avrebbero potuto allarmare troppo le guardie che per mettere in sicurezza tutto potevano chiudere immediatamente la giostra - e a quel punto, ciao ciao Barbara!
"Va bene, andiamo" - dice la ragazza, senza ulteriori indugi. Il tempo passava parecchio in fretta ora che erano lì per lì per iniziare la loro teatrale messinscena, e Josephine voleva arrivare prima che la giostra iniziasse.
Lasciate la tenda, ma il paninaro vi ferma: in mano ha due enormi ciabatte ripiene di carne, formaggio e salse sconosciute. Con fare solenne ve li porge, dicendovi: "Avrete bisogno di energia per il vostro piano!" - la sua voce ha il suono di un uomo che taglia un tronco di legno, con un retrogusto imperativo e insolitamente militare; forse è vero lo stereotipo che ogni locandiere/cuoco/paninaro esistente ha un segreto passato nell'esercito - anche Baffogrigio, che se ne sappia, aveva servito nella marina militare da giovane. Dopo avervi consegnato la sua ambrosia, torna silenziosamente alle sue normali occupazioni.
Indipendentemente che abbiate preso o meno il panino, seguite entrambi Josephine verso l'area ovest della fiera. Le guardie che Randal ha visto prima presidiano il passaggio, ma alla vista di una nobildonna, non si fermano nemmeno a chiedere niente. Lei non pronuncia parola, mostra solo l'anello e questi si spostano manco le acque con Mosè. Qualcuno sussurra: "E' lei! E' arrivata!" ma le guardie più anziane, probabilmente di più alto rango, calciano gli stinchi ai chiacchieroni per riportarli all'ordine. Non sia mai che si faccia brutta figura con la madama Rosalinda, la sua giovane ancella e la sua guardia del corpo!
Sherlock Holmes diceva che il travestimento è nascondersi alla luce del sole. Ed infatti, i tre eccentrici personaggi che raggiungevano gli spalti in questo preciso momento senza essere nemmeno lontanamente accostati da una qualunque delle guardie, lo dovevano principalmente al fatto che ognuno di loro incuteva un certo timore, anche se in modo diverso. L'ecletticità dei vestiti di Josephine e la sua insana riservatezza degna di una nobildonna che non reputa degno nessuno di far vedere il suo volto; la cicatrice e l'emblema da capitano della guardia di Capo Ventura, una combo micidiale per qualunque soldato. Ed infine...la bruttezza più unica che rara della sua ancella. Quella era la peggiore di tutte.
Il problema che si pone adesso è il gran casino di nobili di fronte a voi. L'entrata del palco è una scala di legno sul lato dell'enorme struttura lignea, che se percorsa fino all'ultimo gradino porta ad un corridoio coperto che avrebbe fatto entrare la nobildonna nel palchetto sopraelevato dove solo i membri stretti delle due famiglie ed il governatore avevano il permesso di entrare; due massicce guardie nelle loro armature complete, grondanti di sudore, sorvegliano i lati dell'ingresso alla balconata, celato da una tenda di raso porpora. Vedendovi arrivare si mettono subito sull'attenti: "Salute a voi, madama. Chi devo annunciare?" mentre l'altra mette una mano avanti: "Solo i membri nobiliari posso oltrepassare la soglia. Ancelle e guardie rimangono fuori." la "madama" resta in silenzio, fingendo un colpo di tosse. Fa schifo a mentire, perciò dà un'eloquente gomitata a Kaleb.
Per Sandrine:
Quando la tua proposta va a buon fine, è dal capofamiglia Kennon che ti arriva un pregiato pugnale con un rubino incastonato nell'elsa e la lama affilatissima. Il fiocco invece ti viene dato da Barbara, che se ne sfila uno dai numerosi che oggi porta tra i capelli, con il probabile disappunto di chi oggi si è prodigato a rendere perfetta la sua acconciatura.
Alché improvvisamente anche Evangeline, la viziata nipote della festeggiata di oggi, si alza di scatto e si piazza di fronte al governatore: "Signore, anch'io voglio donare i miei capelli al migliore in campo" la sua voce stridula stona pesantemente l'aria gioviale che hai contribuito a creare tra i nobili; il governatore ridacchia - si diverte con poco, capitelo - e dice: "Migliore in campo? Stiamo giocando a bocce?" Che burlone. Eppure, è il governatore, quindi per forza di cose tutti ridono. Evangeline, nella sua viziataggine, non comprende il senso della battuta e ha l'impressione che tutti stiano ridendo di lei - il che, sotto un certo punto di vista, è anche vero. Ti guarda con l'invidia negli occhi e nell'anima, e si lascia andare in uno sbuffo davvero poco elegante; fortuna che c'è Astolfus pronto ad intervenire: "Mi scuso per lei, governatore, sua madre Rosalinda non è potuta venire oggi e la ragazza non ha nessuno che le freni la sua lingua impertinente."
"E' una ragazzina, Astolfus" - risponde Ulrich - "Dovresti vedere mia figlia!" e gli dà una pacca amichevole sulle spalle che lo fa sussultare.
I giochi, nel frattempo, sono iniziati. Alcuni circensi hanno iniziato a danzare e ballare, e tutti sono presi dalle loro gesta; perfino l'inamovibile capofamiglia Syvis ne è attratto, dimenticandosi di te per qualche minuto. Barbara intanto ti sussurra divertita: "Non ho consigli particolari, ma se la vostra imprudenza riesce rallegrare questo trionfo di cartapesta, vi sarò eternamente grata."
Per Vuldo:
Kiltus non ne vuole sapere di riprendersi le monete, ed annuisce saggiamente quando ti sfoghi parlando dei tuoi ultimi avvenimenti con la pirateria. Piuttosto si rivela interessato agli avvenimenti recenti: "Josie ti ha coinvolto in uno dei suoi piani? Quella ragazzina non si rende conto che ora è il capo delle guardie e non gioca più a guardie e ladri? Dannazione, avrei dovuto specificarle che i piani improbabili funzionano solo se sono IO, ad inventarli!" - ormai siete in mezzo alla ressa del trenino, con tutta la banda che vi circonda. "Mi sa che ci toccherà improvvisare, Biscottino. E subito: non è Josie quella travestita da nobildonna che sta salendo le scale proprio ora? Si porta dietro quei due...cosi! Cavolo, se Astolfus la vede e le parla, la sua copertura è finita. Ma almeno c'è la Contessa di Alamaire, guarda, quella gran gnocca che ha appena messo in palio i suoi capelli. Beh, non so gli altri cavalieri ma di sicuro se potessi avere una parte del suo corpo...darei priorità a qualcos'altro, prima che a quella ciocca." Kiltus! Ti pare modo?!
"Ora ascoltami: ho un'idea. Ci piazziamo lì davanti e tu racconterai una storia: non una qualunque! Devi riuscire a far capire alla Contessa che Rosalinda è Josephine e che deve aiutarla! Ma al contempo non devi farlo capire ad Astolfus. A lui posso pensarci io, adora le danze di spada, si distrarrà...ma occhio a quel che dici! Mimerò ogni tuo gesto, faremo una cosa in due. Ci stai?"
QUESTO è un piano alla Kiltus. "Non posso usare la magia e mandarle un messaggio, Astolfus è un figlio di cavalla e ha imparato a intercettarli. Su, forza!"
E per la seconda volta in pochi minuti, ti ritrovi nel bel mezzo della mischia senza sapere come. Stavolta, con una schiera di musicanti alle spalle e tu e Kiltus al centro dell'attenzione di tutti i nobili sugli spalti. Devi inventarti qualcosa, ed in fretta!