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Redik

Circolo degli Antichi
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    Maschio
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    Roma nord (Cornelia)
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    D&D, Cthulhu

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  1. Malik Al Rasul Veloce com'era cominciata, quella riunione finì. Non che Malik ne fosse dispiaciuto, anzi, in fondo era appena arrivato e almeno non doveva non doveva starsi a preoccupare di preparare dei bagagli. In tutto questo, il pallone da Orcbowl che infranse la vetrata, gli riportò alla mente una cosa molto importante, non aveva avuto modo di fare il provino per il campionato. Certo stavano partendo per la gita, ma non sapeva quanto sarebbe durata e comunque sempre meglio lasciarsi una porta aperta. Un'altra cosa che stava rischiando di trascurare e sulla quale gli altri si stavano già dando da fare, era cominciare a stringere legami e conoscenze con il gentil sesso. Considerando tutto quel ben di Bahamut non si rischiava di rimanere delusi, ma comunque non era un buon motivo per dormire sugli allori. In parte distratto dalle sue cose, accolse però con un lunga occhiata la loro accompagnatrice. Il fatto che tutti fossero in qualche modo imparentati, si conoscessero già e il suo arrivo tardivo, gli davano l'impressione di essere rimasto un po' fuori dalla cerchia di legami che si stavano formando. Ci pensò su un attimo, poi scosse la testa, convincendosi che in fondo erano tutte stupidaggini. Attese il suo turno, quindi prese un foglio cominciando a scrivere una missiva al coach, scusandosi per la sua assenza e chiedendo, viste le condizioni particolari che lo riguardavano, di poter rimandare al momento del suo rientro, la possibilità di fare il provino per la squadra. Raggiunse il fratello insieme ad Eoliòn e Forgrim, mentre al prima finiva il suo discorso Compiuta la sua opera di fratello maggiore, visto che non aveva altre cose da fare, raggiunse le stalle, guardandosi intorno, ma non per cercare la sua cavalcatura, non solo almeno. Oltre alla particolare bellezza, il carattere e il temperamento di una delle presenti in particolare lo aveva incuriosito. Decise quindi di avvicinarsi a Kat Po, passando dall'altro lato del Clydesdale ,carezzando il manto dell'animale mentre " Complimenti, veramente un'ottima scelta, una bestia forte e dal passo sicuro " disse dando un paio amichevoli buffetti sul collo dell'animale Girando intorno alla testa del cavallo, passò dal suo lato" Mi chiamo Malik, piacere di conoscerti " disse tendendo la mano verso di lei" Non sono troppo pratico con i cavalli... nella savana siamo abituati a cavalcare altro, mi daresti una mano nella scelta? " disse guardando la ninfa felinide e sorridendole " Che ne diresti di quello? " chiese indicando un cavallo dal manto decisamente particolare.
  2. Malik Al Rasul La tipica fibrillazione che lo prendeva prima dell'azione, cominciava a montare. Fosse stato per lui sarebbe già partito. Certo poi il problema sarebbe stato capire dove indirizzare questa smania, visto che solo in quel momento Shaun stava ipotizzando una possibile prima destinazione. Rimase in silenziosa attesa degli sviluppi di quella prima serie di domande, aspettando di avere un'idea di chi cercare e dove, possibili compagnie e piste secondarie da seguire. Se Malik era riuscito a stare zitto, non riusciva sicuramente a star fermo, continuando a spostare il peso da una zampa all'altra, facendo scricchiolare leggermente le assi sotto la sua mole. Anche la coda tradiva la sua impazienza ondeggiando in contrapposizione al corpo, mentre con le unghie tamburellava sullo schienale della sedia di suo fratello. Se anche non condivideva il modo di fare di alcuni di loro, il suo essere cresciuto in un gruppo quasi delle stesse dimensioni gli aveva insegnato ad aspettare e rispettare anche le opinioni degli altri. Fintanto che non ci avessero messo troppo.
  3. Malik Al Rasul Se anche soltanto di qualche minuto, il suo uovo si era schiuso prima di quello di Efraym, motivo per cui si considerava quello saggio e responsabile della cucciolata. Il suo entusiasmo, tradito dalla strana vocetta lo fece bonariamente sorridere, mentre lui, che era più responsabile pensò immediatamente a cosa ci si sarebbe potuto comprare con un sommetta del genere. Escluse il discorso del puntare al trono, in fondo era già stato escluso dalla SPLENDIDA mamma che ci stava ragguagliando circa la situazione, però si era parlato anche di un'alternativa, forse una scatola misteriosa. Immerso nei suoi pensieri si voltò di scatto, quando un'affermazione decisamente troppo entusiasta proruppe dal fondo della stanza. Lo strano nano sembrava fin troppo ansioso di accoppare chicchessia. Peccato perché quell'urlo improvviso gli fece perdere il file dei suoi pensieri, tipo i rapitori... erano più di uno? Qualcuno aveva minacciato ultimamente la famiglia reale? Chi potevano essere le serie minacce in una situazione del genere? Oltre all'evidente ricatto quali altre potevano essere i piani e le intenzioni dei tipi in questione? E poi le tempistiche... troppe coincidenze. Coincidenze... IO NON CREDO PROPRIO! Ecco tutto questo si perse nei meandri del testone di Malik, il quale riuscì quindi solo a dire " Ooook.... " si spostò leggermente in maniera tale da poter tenere d'occhio il nano, quindi riprese " Non vedo motivi per rifiutare, anzi solo per accettare! " disse assumendo una posa che riteneva da figo. Era solo dispiaciuto di non avere degli occhiali da sole.
  4. Con il giornale sotto braccio, le mani occupate e la bocca piena, annuisco alle parole di Elle, proseguendo verso il posto indicatomi dagli halfing, mentre curioso come un gatto continuo a guardarmi intorno. Sorrido a lei a chi incrocio per strada, ora come ora le cose sembra che vadano alla grande.
  5. Malik Al Rasul Superata la piccola folla che si era radunata all'ingresso per vedere l'arrivo in carrozza di Vassilixia, dal fratello Shaun Malik si diresse direttamente nello studio del preside. Capì però di aver sbagliato strada quando, convinto di essere arrivato per primo, aprì la porta trovandosi di fronte già quasi una decina di persone. Entrò, salutando i presenti e mettendosi di fronte al fratello e agli altri che erano seduti vicino a lui, intercettando il silenziosissimo labiale indirizzato ad Eoliòn. Appresa la grande notizia, si avvicinò in maniera furtiva a lui, come solo un lucertoloide di 2 metri e passa saprebbe fare, stringendogli un braccio intorno al collo e strofinandogli la testa con l'altra mano " Aspetta che vedano quello bravo della famiglia all'opera e forse ti permetteranno di portarmi la borraccia " disse cercando di non farsi sentire e approfittando del momento di distrazione creato dal nuovo arrivato. La pessima preghiera di Astrid e il successivo intervento disperato di Shaun per cercare di salvare la situazione peggiorarono solo le cose, concluse poi da una risata scomposta di quel brutto essere che avevo il dispiacere di chiamare fratello. Malik scosse la testa, cercando di dare attenzione alle parole dell'elfa che si era presentata palesandosi come la madre di Eoliòn, ma la moltitudine e la varietà dei presenti, condita con tutte le altre cose importanti che gli turbinavano nella testa, finirono per far durare veramente poco la sua attenzione sulle sue parole il cielo sarà veramente blu solo perché lo ha deciso Bahamut? Devo ricordarmi i nome di tutte queste bellezze in questa stanza, sono quasi sicuro di conoscerle più o meno tutte... ma è quel quasi che mi frega Rimase quindi in piedi alle spalle del fratello, cercando di recuperare quel minimo di attenzione necessaria a capire quanto meno il motivo di quella specie di riunione di condominio.
  6. Malik Al Rasul @ Chiunque si trovi nei pressi dell'ingresso dell'istituto
  7. Non posso fare a meno di sorridere vedendo l entusiasmo genuino di Elle di fronte al banco del fornaio, quasi come una bambina. Lascio che sia lei a scegliere quello che preferisce, aggiungendo però quello che cercavo, ovvero una crostatina con crema e pinoli e qualche biscotto con le gocce di cioccolato. Mi avvio poi con gli spicci necessari dallo strillone, prendendo una copia del giornale e chiedendo quanto suggerito dalla ragazza. Con tutte le informazioni, cartacee e verbali, torno da quella simpatica riccia che mi sta aspettando con le mani piene di delizie " Da quella parte mia cara " le dico indicando nella direzione suggerita dal ragazzo. Recupero dalla busta uno dei biscotti, infilandomelo in bocca, quindi prendo le altre buste e masticando felice cerco di proseguire nella folla " Bolefhi paffare da qualfhe alftra pafte? "
  8. https://www.myth-weavers.com/sheet.html#id=2063044 Aggiungo il bg a breve, lo modificherei un pochino per adattarlo anche a quello di Efraym ( @GelTheBest ) siamo della stessa cucciolata e potrebbe starci come cosa che ne dici?
  9. Nonostante sia cresciuto in uno snodo commerciale, la luce del sole rivela quello che la notte aveva coperto e ammantato con il suo velo, le dimensioni di questa città. Non solo gli edifici maggiori, come la chiesa o la loggia, ma anche i palazzi comuni rivaleggiano in altezza gli uni con gli altri. L'immensa via sembra un fiume in piena, tale è la massa di persone e mezzi in movimento. Mi ci vuole però poco per abituarmi a tutto questo, lasciandomi estasiare dai profumi, i suoni e i colori che riempono i miei sensi. Sorrido ad una spaesata Elle, tirandola un po' dietro di me, sfruttando la sua stretta sulla mia zampa, per essere sicuro di non perderla. Riusciamo a trovare un punto leggermente meno di passaggio, di fianco ad un gruppo di halfing intenti a fumare erba pipa, ma abbastanza vicino ad una bancarella di un fornaio. Il profumo delle prelibatezze, riesce a contrastare l'odore acre e pungente del fumo e non sono il solo ad accorgermene. Vedo la ragazza parlare con il suo stomaco, quindi con me. Prima che me ne possa accorgere, i ruoli si sono invertiti, ora è Elle che mi sta tirando. La seguo ridacchiando " Che ti dicevo, il mio fiuto non sbaglia mai! " ridacchio e la seguo facendomi spazio fra le poche persone che ci separano dalla nostra colazione. " Che ne dici se dopo prendiamo anche il giornale? Non sarebbe sciocco farsi un'idea della situazione qui in città... che ne dici? " finisco di dire prima che la mia attenzione sia calamitata dalle prelibatezze esposte sul banco cercando qualcosa ripieno alla crema e qualche biscotto glassato al cioccolato.
  10. Direi che ora come ora l'unica opzione possibile è attrezzarci per passare la notte, cercare di non essere scoperti e cercare di non morire congelati, aspettando i nostri piccioncini. Se non dovessero tornare nemmeno l'indomani decideremo il da farsi
  11. " Non c'è niente da sperare, le cose stanno così come te le sto dicendo " sorrido anche se lei non mi può vedere, visto che siamo abbracciati. Mi distacco quel tanto che basta per guardarla negli occhi. Alla sua nuova stoccata sorrido, incasso e rispondo " Difficile, visto che qualcuno era avvinghiato a me ed insisteva per saziare altri appetiti... " Non le do il tempo di rispondere, dandole le spalle e imboccando le scale " Dimentichi che è anche la mia prima volta qui... comunque dove ci porta il naso " Aspetto che mi raggiunga nella sala comune, saluto l'oste, quindi esco in strada, puntando il porto, per la nostra prima tappa. Mi guardo intorno, con il giorno la città assume un aspetto diverso, la mia curiosità prende nuovamente il sopravvento. Guardo le persone, i loro vestiti, i loro modi di fare, impaziente di scoprire tutto o quasi quello che di nuovo c'è da vedere.
  12. Sono sulla porta, con la zampa sulla maniglia mentre la osservo " Concorrenza? " alzo il sopracciglio, guardandola ed inclinando leggermente la testa " Non credo di dover aggiungere altro no... " tossisco un paio di volte ammiccando verso la vasca ed il letto. La vedo che continua a prepararsi, pochi piccoli semplici gesti, dietro cui sembra quasi nascondersi, mentre in maniera un po' stentata cerca di intavolare un discorso necessario ma non troppo ed effettivamente complicato se non si sa come affrontarlo e con chi " Non tutto il resto del mondo lo è... o comunque io non mi ritengo complicato " Accenno in risposta alla prima parte della questione, poi vedendo che Elle ha raccolto tutte le sue cose e si avvia verso la porta, mi avvio nel corridoio pensando che abbia finito il discorso. Quando altre parole rompono il momento di silenzio, mi fermo voltandomi e trovandoci a pochi passi uno dall'altra subito fuori dalla porta, ascoltando quanto ha da dirmi quindi le sorrido, questa volta in maniera bonaria " Te l'ho detto che non sono complicato, anzi dovresti averlo capito oramai... puoi stare tranquilla e anzi se posso dirti, sono più sollevato anche io di sapere che tu la pensi in questi termini. Condivido il tuo pensiero di libertà... di non proprietà... E' quello che è stato. Una serata molto piacevole e che spero si possa ripetere, ma da qui a considerarti di mia proprietà.. " La abbraccio, vedendola stringersi nelle braccia, come se avesse paura di una mia reazione " Andiamo su che ho fame sul serio adesso! " le do un buffetto sul naso precedendola per le scale.
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