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Visualizzazione dei contenuti con la reputazione più alta il 30/09/2026 in tutte le aree

  1. @aza @DL Staff avanzo un proposta: mettere in rilievo, nella sezione "Libri, fumetti e animazione", una discussione con una lista degli wecomic preferiti e/o suggeriti dagli utenti! Nel post iniziale, che verrebbe periodicamente aggiornato dai moderatori in base ai suggerimenti degli utenti (magari anche non ogni volta che qualcuno posta un suggerimento, ma una volta ogni settimana o mese, per dire...), gli webcomic sarebbero messi in ordine alfabetico... l'idea mi è venuta notando una cosa analoga nel forum "Giant in the Playground"... Per ogni webcomic si potrebbe mettere: Nome (cliccandoci sopra si fà al sito del fumetto) Tipo/Tipi (fantasy, fantascienza, slice-of-life. commedia, eccetera) una breve descrizione se è concluso, in pausa (e magari da quanto, se è una cosa lunga), o ancora attivo (e, se viene aggiornato periodicamente, tipo 2 giorni alla settimana, quando) Che ne pensate?
  2. In oltre cinquant’anni è stata creata una quantità enorme di materiale per D&D: centinaia di prodotti per il gioco di ruolo, romanzi, fumetti e videogiochi; migliaia di miniature; innumerevoli avventure di gioco organizzato, spesso disponibili solo per breve tempo; traduzioni dei prodotti di D&D in decine di lingue; un vastissimo assortimento di abbigliamento, giocattoli e altro merchandising su licenza; e una quantità in continua crescita di contenuti pubblicati dagli appassionati sulla Dungeon Masters Guild. Non è più possibile collezionare, e forse nemmeno contare, tutta questa “roba” di D&D. Contare il materiale di D&D diventa un po’ più semplice se restringiamo il significato di “roba”. Possiamo calcolare quanti prodotti di gioco di D&D abbiano distribuito nei negozi TSR e WotC. Possiamo stabilire quante pagine di materiale contenga ciascun volume. Possiamo persino stimare quanto costi essere un collezionista di D&D. Questa serie di articoli si propone proprio questo, nel tentativo di rispondere alla domanda: ma quanto materiale di D&D esiste? Prodotti, pagine e prezzi: che cosa conteremoIn questo primo articolo della serie limiteremo l’indagine alle scatole, ai manuali e agli accessori di D&D venduti nei negozi di giochi. Per il momento lasceremo da parte romanzi, riviste, miniature, uscite per il gioco organizzato, prodotti su licenza e merchandising, concentrandoci esclusivamente sui prodotti per il gioco di ruolo da tavolo D&D. Per ciascuna delle principali edizioni del gioco annoteremo il numero totale di prodotti, sommeremo le pagine di nuovo materiale di gioco e stimeremo quanto sarebbe costato a un ipotetico collezionista comprare tutto al momento dell’uscita. Original D&D: le origini e i criteri del conteggioLa linea originale di D&D comprendeva soltanto sei prodotti fondamentali: l’originale 3-Volume Set di D&D, i Supplements I-IV e Swords & Spells. A questi sei aggiungeremo le Character Record Sheets del 1977, tutti i set di Dungeon e Outdoor Geomorphs e i vari set di Monster & Treasure Assortment. Quando, nel 1980 e nel 1981, i set di accessori furono raccolti e ristampati, quei prodotti erano destinati tanto a Basic D&D quanto a Original D&D, ma li includeremo qui. Ecco i grafici di Original D&D: La maggior parte dei contenuti uscì nell’arco di tre anni, ma il picco nel numero di prodotti arrivò un anno più tardi, con la pubblicazione di diversi accessori composti da poche pagine. Nel 1977 l’attenzione della TSR si era ormai spostata su Basic D&D, e da una linea così limitata non possiamo trarre molte conclusioni. Avrete forse notato che, nei grafici qui sopra, le raccolte Dungeon Geomorph e Monster & Treasure del 1980 e del 1981 compaiono nei grafici dei prodotti e dei prezzi, mentre le pagine indicate per il 1980 e il 1981 sono zero. Ristampe, prezzi originali e copertine alternativeQuesto ci porta ad alcune convenzioni di conteggio che adotteremo nella serie. D&D ha una lunga tradizione di ristampe e riutilizzo di materiale precedente. Quando un nuovo prodotto è composto esclusivamente da materiale ristampato da fonti precedenti, lo conteremo come nuovo prodotto, ma non includeremo quelle pagine nel totale complessivo, perché non sono pagine inedite. Per il prezzo useremo il prezzo di vendita originale del prodotto, seguendo le spese di un ipotetico collezionista di D&D che accumula voracemente materiale fin dagli anni Settanta. Di norma il collezionista acquista una copia di ciascun prodotto, ma evita quelli che presentano soltanto una copertina diversa. Questo significa che, quando arriveremo alla 5e, il nostro ipotetico collezionista si risparmierà una spesa di 1.763,78 dollari per la serie completa di trenta (!) copertine alternative destinate ai negozi specializzati. I totali per Original D&D sono i seguenti: Prodotti: 16 Pagine: 518 Costo: 68,41 dollari Basic D&D: diciotto anni di scatole e avventureIl Basic Set del 1977, i Basic ed Expert Set del 1981 e il Basic Set del 1983 con le espansioni Expert, Companion, Master e Immortal sono, tecnicamente, edizioni diverse del regolamento di Basic D&D. Ai fini di questo articolo, però, li considereremo tutti parte di un’unica linea di prodotti di Basic D&D e li conteremo di conseguenza. La linea di Basic D&D ha un punto di conclusione abbastanza netto nel 1993, subito prima del passaggio dell’ambientazione Mystara ad AD&D, ma in questo articolo considereremo The Classic Dungeons & Dragons Game del 1994 come l’ultimo prodotto di Basic D&D. Nel 1996 fu ristampato con una classica copertina raffigurante un drago rosso, ma il contenuto della scatola era identico, perciò il nostro ipotetico collezionista non lo acquistò. Ecco i grafici relativi ai diciotto anni di attività della linea di Basic D&D: Spicca il picco del 1987, sia nel numero di prodotti sia nelle pagine: corrisponde all’uscita dei primi quattro prodotti della linea Gazetteer, oltre a una dozzina di altre avventure e accessori per Basic D&D. Nei grafici delle pagine e dei prezzi c’è un secondo picco nel 1991 e nel 1992. Rispecchia l’uscita della versione del 1991 di Dungeons & Dragons Game, nella scatola nera, e delle scatole Dragon’s Den, The Goblin’s Lair e The Haunted Tower, più grandi e costose, oltre alla corposa Rules Cyclopedia. I totali per Basic D&D sono i seguenti: Prodotti: 129 Pagine: 7.624 Costo: 1.149,19 dollari AD&D 1a edizione: dalle avventure brevi ai volumi più corposiLa linea di prodotti della prima edizione di Advanced Dungeons & Dragons durò dodici anni. Per tutto quel periodo dovette confrontarsi con la concorrenza della linea Basic D&D, ma riuscì comunque a superare la media di un prodotto al mese. Ecco i grafici di AD&D: Qui risulta evidente il numero relativamente basso di pagine pubblicate ogni anno prima del 1983. Il motivo è che, agli inizi, AD&D proponeva soprattutto avventure brevi. Soltanto nel 1983 la quantità di nuovi contenuti di AD&D superò per la prima volta le 500 pagine in un anno. A quell’aumento corrispose una crescita della spesa necessaria per collezionare tutto, soprattutto dal 1985 in poi. I totali per la prima edizione di AD&D sono i seguenti: Prodotti: 146 Pagine: 7.396 Costo: 1.136,94 dollari AD&D 2a edizione: il picco produttivo e la crisi della TSRVista l’enorme quantità di materiale prodotto in quel periodo, è facile dimenticare che AD&D 2e durò un anno in meno rispetto alla precedente edizione di AD&D. L’aumento rispetto alla 1e fu netto: i prodotti della 2e furono più del triplo di quelli della 1e e le pagine di contenuti pubblicati quasi otto volte tante. Gran parte di quei contenuti derivava dal proliferare delle ambientazioni. Ecco i grafici della 2e: È interessante osservare la crescita costante dei prodotti e delle pagine pubblicati ogni anno, e della spesa del nostro collezionista, fino al 1995, quando D&D raggiunse il suo picco produttivo. Quell’anno uscirono ben 8.808 pagine di contenuti di D&D, distribuite in 79 prodotti. Comprandoli tutti, vi sareste ritrovati con 1.205,90 dollari in meno. Era chiaramente un ritmo insostenibile, e per il 1996 la produzione fu ridimensionata. Non bastò a impedire il crollo della TSR, e nel 1997 non uscì alcun prodotto di D&D finché la WotC non rilevò l’azienda. Nel 1998, il suo primo anno intero alla guida di D&D, la WotC proseguì la produzione in gran parte secondo i piani della TSR, sfornando quasi 50 prodotti e circa 5.000 pagine di contenuti. Negli ultimi anni del secolo, però, una rapida sfoltita alle ambientazioni e alle linee di prodotti avviò D&D verso il calendario di uscite più tranquillo della 3e. I totali per la seconda edizione di AD&D sono i seguenti: Prodotti: 550 Pagine: 56.850 Costo: 8.374,57 dollari Fuori dalle edizioni: Fast-Play e il venticinquesimo anniversarioNel 1999 la WotC sperimentò una versione di D&D dal regolamento leggero, chiamata Fast-Play. Quello stesso anno uscì anche la Silver Anniversary Collector’s Edition, composta soprattutto da ristampe ma comprendente l’avventura fino ad allora inedita L3: Deep Dwarven Delve. Questi prodotti non appartengono a nessuna delle edizioni, ma ne terremo conto qui. I totali per questo gruppo eterogeneo sono i seguenti: Prodotti: 5 Pagine: 152 Costo: 69,85 dollari D&D 3a edizione: meno uscite, più pagine e coloreDurante la 2e la produzione media fu di circa 50 prodotti e 5.000 pagine all’anno: un livello che, a posteriori, risultava eccessivo sia per chi produceva sia per chi acquistava. Con la 3e il ritmo scese a una media più ragionevole di 20 prodotti e 3.000 pagine all’anno. L’inizio dell’era della 3e segnò anche il graduale abbandono dei prodotti in bianco e nero a favore di pubblicazioni esclusivamente a colori, su carta patinata. Ecco i grafici della 3e: Questi grafici mostrano una netta distinzione tra il periodo della 3.0 e quello della 3.5: gli anni dal 2000 al 2003 sono caratterizzati da poche uscite e da un numero contenuto di pagine. Nel 2004 il ritmo era già aumentato e si producevano più pagine di contenuti di D&D che in qualunque altro momento dai primi anni Novanta. Il passaggio a una produzione composta soprattutto da volumi a colori con copertina rigida fece salire la media a 145 pagine per prodotto, contro le 105 dell’era della 2e, e aumentò anche il costo medio per pagina: 17 centesimi di dollaro nella 3e, rispetto ai 15 centesimi che si registravano dagli anni Ottanta. I totali per la terza edizione sono i seguenti: Prodotti: 171 Pagine: 24.732 Costo: 4.286,51 dollari D&D 4a edizione: cinque anni intensi e un mare di carteRispetto alle precedenti, la quarta edizione ebbe una durata limitata a cinque anni, ma il ritmo produttivo fu simile a quello dell’ultima fase della 3e. Ci fu una lieve riduzione, di circa il 10%, della media delle pagine prodotte ogni anno, ma un aumento di quasi il 30% nel numero di prodotti. La ragione principale furono tutte le Power Cards prodotte per i giocatori: trenta mazzi diversi tra il 2009 e il 2010. Rappresentavano oltre un terzo del numero totale di prodotti di quei due anni. Per non impazzire, ignoreremo del tutto le cinque serie di Fortune Cards vendute in bustine di espansione sigillate nel 2011 e nel 2012. Per completare ciascuna serie di 80 carte sarebbe stato necessario comprare un bel po’ di bustine, ma il nostro ipotetico collezionista riesce a resistere alla tentazione, a differenza di chi scrive. Ecco i grafici della 4e: Il numero annuo di pagine dei primi anni della 4e è simile a quello dell’ultima fase della 3e, con una lieve flessione nell’anno del lancio. La spesa annua per collezionare tutto era in realtà leggermente inferiore a quella della tarda 3e, ma soltanto riuscendo a resistere alla tentazione di raccogliere tutti quei diversi pacchetti di carte. Il brusco calo della produzione dopo il 2010 segnò l’inizio della fine di una delle edizioni più rivoluzionarie e controverse. I totali per la quarta edizione sono i seguenti: Prodotti: 135 Pagine: 13.458 Costo: 2.874,61 dollari Tra 4a e 5a edizione: ristampe di pregio e D&D NextLa pausa produttiva tra la quarta e la quinta edizione fu insolitamente lunga, e la WotC colmò il vuoto con una serie di ristampe “premium” di manuali della prima, della seconda e della 3.5, concludendo con una splendida ristampa dell’originale 3-Volume Set, e dei Supplements, in una scatola di legno. In questo periodo uscirono anche due manuali cartacei di D&D Next, basati su una versione di playtest di quella che sarebbe diventata la quinta edizione. Ai fini di questo articolo conteremo tutti questi prodotti separatamente dalle varie edizioni. A parte la nuova avventura A0: Danger at Darkshelf Quarry, inclusa nella raccolta Against the Slavelords, e le due avventure di D&D Next, questi prodotti non aggiungono nulla al nostro totale cumulativo delle pagine. Dato però che in quel periodo uscì poco altro, supporremo che il nostro ipotetico collezionista abbia acquistato queste ristampe e le aggiungeremo al costo totale. I totali per questo gruppo eterogeneo sono i seguenti: Prodotti: 17 Pagine: 216 Costo: 874,19 dollari D&D 5a edizione: uscite misurate e collezionismo più accessibilePer scelta deliberata, la quinta edizione di D&D adottò un approccio produttivo molto diverso, con appena 13 prodotti nei primi tre anni. Nel 2017, evidentemente in risposta alla popolarità della nuova edizione, il numero delle uscite salì fino a stabilizzarsi su sette prodotti all’anno, ai quali in alcuni anni si aggiunsero altri accessori. Nel 2018 e nel 2019 uscirono tre set di tessere per dungeon, quattro set di dadi e tre set di mappe, mentre nel 2022 arrivarono due set di accessori Campaign Case. La flessione del 2023 è dovuta al rinvio di The Deck of Many Things a gennaio 2024. Ecco i grafici della 5e: Se riuscite a resistere alla tentazione delle copertine alternative e dei numerosi prodotti di D&D su licenza, la 5e è l’edizione più conveniente da collezionare dai tempi della 1e. Restare al passo con le uscite di AD&D vi sarebbe costato in media 95 dollari all’anno. Al confronto, i 308 dollari annui della 5e possono sembrare molti, ma sono ampiamente superati dalla 3e, con 536 dollari all’anno, dalla 4e, con 575, e dalla 2e, con ben 751. Nessuno di questi importi è stato adeguato all’inflazione, il che rende ancora più significativa la relativa convenienza del collezionare la 5e. I totali per la quinta edizione, fino alla fine del 2025, sono i seguenti: Prodotti: 84 Pagine: 13.111 Costo: 3.586,26 dollari Una collezione quasi completa: cinquant’anni di D&D a confrontoDopo cinquant’anni, il nostro ipotetico collezionista di D&D ha speso una cifra stimata di 22.918,47 dollari e possiede una collezione quasi completa di 1.253 prodotti per il gioco di ruolo D&D, contenenti 124.057 pagine di materiale da leggere. Impilati in un’unica colonna, tutti quei manuali e quelle scatole di D&D raggiungerebbero più o meno l’altezza di un edificio di sei piani, almeno finché il peso dei manuali non schiacciasse le scatole. Al ritmo di una pagina al minuto, calcolato in base al numero medio di parole e alla velocità di lettura, al nostro collezionista servirebbero tre mesi di lettura ininterrotta, senza dormire, per assimilare l’intera collezione. Scatole, copertine rigide e brossure: come cambiano i formati Possiamo rappresentare l’intera collezione in diversi modi. Qui sopra c’è un grafico basato sul tipo di prodotto: scatole, manuali con copertina rigida, libri in brossura e tutto il resto. Il picco produttivo delle scatole fu nel 1994, quello delle brossure nel 1995, quello dei volumi con copertina rigida nel 2007 e quello dei prodotti vari nel 2009, per via di quei set di carte della 4e. È un modo interessante di visualizzare come sia cambiata negli anni la produzione di D&D. Le pagine pubblicate ogni anno e il primato della 2a edizione Qui sopra è rappresentato il numero di pagine di nuovi contenuti prodotte ogni anno; i colori mostrano il contributo relativo di ciascuna edizione al patrimonio di D&D. La 2e domina chiaramente il conteggio delle pagine, ma, pur con il suo lento calendario di uscite, la 5e supererà il totale delle pagine della 4e all’inizio del 2026. Per superare quello della 3e dovrà arrivare al 2035 e, ammesso che la 5e sia davvero un’edizione destinata a durare per sempre, finirà per superare il totale delle pagine della 2e intorno al 2061. Il peso di ogni edizione: prodotti, pagine e spesa complessivaPassiamo ora a visualizzare il contributo relativo di ogni edizione a D&D attraverso grafici a torta. I risultati cambiano a seconda che si confrontino i prodotti, le pagine o il costo totale della collezione. Quanto al numero di prodotti, la 2e è di gran lunga al primo posto, con il 45%, seguita dalla 3e con il 14%, dalla 1e con il 12%, dalla 4e con l’11%, da Basic con l’11% e dalla 5e con appena il 7%. Il maggior numero di pagine dei prodotti più recenti cambia un po’ il quadro quando si considera il totale delle pagine. Aumentano così le quote della 3e, che raggiunge il 20% del totale, e della 5e, con l’11%, mentre si riducono le fette di Basic e della 1e, entrambe al 6%. Infine, considerare quanto costi collezionare tutto ciò che appartiene a un’edizione sposta ulteriormente il peso verso le edizioni più recenti, e quindi più costose. La spesa maggiore resta quella per collezionare la 2e, con il 39%, ma la 5e sale ora al terzo posto, con il 16%, dietro la 3e, con il 20%. È interessante notare che, se aveste collezionato materiale fin dall’inizio, a questo punto avreste dato più denaro alla WotC che alla TSR, e avreste speso quasi esattamente metà della somma totale nel XX secolo e metà nel XXI. Le medie a confronto: quanto costa una pagina di D&D?Per concludere l’articolo, ecco alcuni confronti fra le edizioni: Non sorprende che la 2e sia in testa per numero di prodotti, pagine e costo della collezione, calcolati come medie sull’intero arco della sua durata. Non sorprende neppure che la 5e abbia il maggior numero di pagine e il prezzo più alto per prodotto, dato che i manuali di D&D sono diventati nel tempo più voluminosi e costosi. L’ultimo grafico, quello del costo medio per pagina, è l’unico in cui i valori crescono in ordine cronologico. OD&D costava 11 centesimi di dollaro a pagina; Basic, la 1e e la 2e avevano tutte una media di 15 centesimi; la 3e salì a 17; la 4e costava 21; e la 5e arriva a 27. Possiamo concludere che oggi acquistare D&D costa, per pagina, quasi il doppio rispetto al secolo scorso. Se avete seguito l’articolo fino alla fine, grazie per l’attenzione. Nel prossimo articolo della serie ci concentreremo sulle varie ambientazioni per campagne di D&D e sulla quantità di materiale prodotto per ciascuna. Articolo originale Echohawk, pubblicato il 19 settembre 2025 su EN World: How Much D&D Stuff Is There Anyway? Part 1: Editions.
  3. Quale edizione di D&D ha prodotto più materiale? Cinquant’anni di manuali, scatole e accessori messi a confronto, contando prodotti, pagine e il costo di una collezione quasi completa. In oltre cinquant’anni è stata creata una quantità enorme di materiale per D&D: centinaia di prodotti per il gioco di ruolo, romanzi, fumetti e videogiochi; migliaia di miniature; innumerevoli avventure di gioco organizzato, spesso disponibili solo per breve tempo; traduzioni dei prodotti di D&D in decine di lingue; un vastissimo assortimento di abbigliamento, giocattoli e altro merchandising su licenza; e una quantità in continua crescita di contenuti pubblicati dagli appassionati sulla Dungeon Masters Guild. Non è più possibile collezionare, e forse nemmeno contare, tutta questa “roba” di D&D. Contare il materiale di D&D diventa un po’ più semplice se restringiamo il significato di “roba”. Possiamo calcolare quanti prodotti di gioco di D&D abbiano distribuito nei negozi TSR e WotC. Possiamo stabilire quante pagine di materiale contenga ciascun volume. Possiamo persino stimare quanto costi essere un collezionista di D&D. Questa serie di articoli si propone proprio questo, nel tentativo di rispondere alla domanda: ma quanto materiale di D&D esiste? Prodotti, pagine e prezzi: che cosa conteremoIn questo primo articolo della serie limiteremo l’indagine alle scatole, ai manuali e agli accessori di D&D venduti nei negozi di giochi. Per il momento lasceremo da parte romanzi, riviste, miniature, uscite per il gioco organizzato, prodotti su licenza e merchandising, concentrandoci esclusivamente sui prodotti per il gioco di ruolo da tavolo D&D. Per ciascuna delle principali edizioni del gioco annoteremo il numero totale di prodotti, sommeremo le pagine di nuovo materiale di gioco e stimeremo quanto sarebbe costato a un ipotetico collezionista comprare tutto al momento dell’uscita. Original D&D: le origini e i criteri del conteggioLa linea originale di D&D comprendeva soltanto sei prodotti fondamentali: l’originale 3-Volume Set di D&D, i Supplements I-IV e Swords & Spells. A questi sei aggiungeremo le Character Record Sheets del 1977, tutti i set di Dungeon e Outdoor Geomorphs e i vari set di Monster & Treasure Assortment. Quando, nel 1980 e nel 1981, i set di accessori furono raccolti e ristampati, quei prodotti erano destinati tanto a Basic D&D quanto a Original D&D, ma li includeremo qui. Ecco i grafici di Original D&D: La maggior parte dei contenuti uscì nell’arco di tre anni, ma il picco nel numero di prodotti arrivò un anno più tardi, con la pubblicazione di diversi accessori composti da poche pagine. Nel 1977 l’attenzione della TSR si era ormai spostata su Basic D&D, e da una linea così limitata non possiamo trarre molte conclusioni. Avrete forse notato che, nei grafici qui sopra, le raccolte Dungeon Geomorph e Monster & Treasure del 1980 e del 1981 compaiono nei grafici dei prodotti e dei prezzi, mentre le pagine indicate per il 1980 e il 1981 sono zero. Ristampe, prezzi originali e copertine alternativeQuesto ci porta ad alcune convenzioni di conteggio che adotteremo nella serie. D&D ha una lunga tradizione di ristampe e riutilizzo di materiale precedente. Quando un nuovo prodotto è composto esclusivamente da materiale ristampato da fonti precedenti, lo conteremo come nuovo prodotto, ma non includeremo quelle pagine nel totale complessivo, perché non sono pagine inedite. Per il prezzo useremo il prezzo di vendita originale del prodotto, seguendo le spese di un ipotetico collezionista di D&D che accumula voracemente materiale fin dagli anni Settanta. Di norma il collezionista acquista una copia di ciascun prodotto, ma evita quelli che presentano soltanto una copertina diversa. Questo significa che, quando arriveremo alla 5e, il nostro ipotetico collezionista si risparmierà una spesa di 1.763,78 dollari per la serie completa di trenta (!) copertine alternative destinate ai negozi specializzati. I totali per Original D&D sono i seguenti: Prodotti: 16 Pagine: 518 Costo: 68,41 dollari Basic D&D: diciotto anni di scatole e avventureIl Basic Set del 1977, i Basic ed Expert Set del 1981 e il Basic Set del 1983 con le espansioni Expert, Companion, Master e Immortal sono, tecnicamente, edizioni diverse del regolamento di Basic D&D. Ai fini di questo articolo, però, li considereremo tutti parte di un’unica linea di prodotti di Basic D&D e li conteremo di conseguenza. La linea di Basic D&D ha un punto di conclusione abbastanza netto nel 1993, subito prima del passaggio dell’ambientazione Mystara ad AD&D, ma in questo articolo considereremo The Classic Dungeons & Dragons Game del 1994 come l’ultimo prodotto di Basic D&D. Nel 1996 fu ristampato con una classica copertina raffigurante un drago rosso, ma il contenuto della scatola era identico, perciò il nostro ipotetico collezionista non lo acquistò. Ecco i grafici relativi ai diciotto anni di attività della linea di Basic D&D: Spicca il picco del 1987, sia nel numero di prodotti sia nelle pagine: corrisponde all’uscita dei primi quattro prodotti della linea Gazetteer, oltre a una dozzina di altre avventure e accessori per Basic D&D. Nei grafici delle pagine e dei prezzi c’è un secondo picco nel 1991 e nel 1992. Rispecchia l’uscita della versione del 1991 di Dungeons & Dragons Game, nella scatola nera, e delle scatole Dragon’s Den, The Goblin’s Lair e The Haunted Tower, più grandi e costose, oltre alla corposa Rules Cyclopedia. I totali per Basic D&D sono i seguenti: Prodotti: 129 Pagine: 7.624 Costo: 1.149,19 dollari AD&D 1a edizione: dalle avventure brevi ai volumi più corposiLa linea di prodotti della prima edizione di Advanced Dungeons & Dragons durò dodici anni. Per tutto quel periodo dovette confrontarsi con la concorrenza della linea Basic D&D, ma riuscì comunque a superare la media di un prodotto al mese. Ecco i grafici di AD&D: Qui risulta evidente il numero relativamente basso di pagine pubblicate ogni anno prima del 1983. Il motivo è che, agli inizi, AD&D proponeva soprattutto avventure brevi. Soltanto nel 1983 la quantità di nuovi contenuti di AD&D superò per la prima volta le 500 pagine in un anno. A quell’aumento corrispose una crescita della spesa necessaria per collezionare tutto, soprattutto dal 1985 in poi. I totali per la prima edizione di AD&D sono i seguenti: Prodotti: 146 Pagine: 7.396 Costo: 1.136,94 dollari AD&D 2a edizione: il picco produttivo e la crisi della TSRVista l’enorme quantità di materiale prodotto in quel periodo, è facile dimenticare che AD&D 2e durò un anno in meno rispetto alla precedente edizione di AD&D. L’aumento rispetto alla 1e fu netto: i prodotti della 2e furono più del triplo di quelli della 1e e le pagine di contenuti pubblicati quasi otto volte tante. Gran parte di quei contenuti derivava dal proliferare delle ambientazioni. Ecco i grafici della 2e: È interessante osservare la crescita costante dei prodotti e delle pagine pubblicati ogni anno, e della spesa del nostro collezionista, fino al 1995, quando D&D raggiunse il suo picco produttivo. Quell’anno uscirono ben 8.808 pagine di contenuti di D&D, distribuite in 79 prodotti. Comprandoli tutti, vi sareste ritrovati con 1.205,90 dollari in meno. Era chiaramente un ritmo insostenibile, e per il 1996 la produzione fu ridimensionata. Non bastò a impedire il crollo della TSR, e nel 1997 non uscì alcun prodotto di D&D finché la WotC non rilevò l’azienda. Nel 1998, il suo primo anno intero alla guida di D&D, la WotC proseguì la produzione in gran parte secondo i piani della TSR, sfornando quasi 50 prodotti e circa 5.000 pagine di contenuti. Negli ultimi anni del secolo, però, una rapida sfoltita alle ambientazioni e alle linee di prodotti avviò D&D verso il calendario di uscite più tranquillo della 3e. I totali per la seconda edizione di AD&D sono i seguenti: Prodotti: 550 Pagine: 56.850 Costo: 8.374,57 dollari Fuori dalle edizioni: Fast-Play e il venticinquesimo anniversarioNel 1999 la WotC sperimentò una versione di D&D dal regolamento leggero, chiamata Fast-Play. Quello stesso anno uscì anche la Silver Anniversary Collector’s Edition, composta soprattutto da ristampe ma comprendente l’avventura fino ad allora inedita L3: Deep Dwarven Delve. Questi prodotti non appartengono a nessuna delle edizioni, ma ne terremo conto qui. I totali per questo gruppo eterogeneo sono i seguenti: Prodotti: 5 Pagine: 152 Costo: 69,85 dollari D&D 3a edizione: meno uscite, più pagine e coloreDurante la 2e la produzione media fu di circa 50 prodotti e 5.000 pagine all’anno: un livello che, a posteriori, risultava eccessivo sia per chi produceva sia per chi acquistava. Con la 3e il ritmo scese a una media più ragionevole di 20 prodotti e 3.000 pagine all’anno. L’inizio dell’era della 3e segnò anche il graduale abbandono dei prodotti in bianco e nero a favore di pubblicazioni esclusivamente a colori, su carta patinata. Ecco i grafici della 3e: Questi grafici mostrano una netta distinzione tra il periodo della 3.0 e quello della 3.5: gli anni dal 2000 al 2003 sono caratterizzati da poche uscite e da un numero contenuto di pagine. Nel 2004 il ritmo era già aumentato e si producevano più pagine di contenuti di D&D che in qualunque altro momento dai primi anni Novanta. Il passaggio a una produzione composta soprattutto da volumi a colori con copertina rigida fece salire la media a 145 pagine per prodotto, contro le 105 dell’era della 2e, e aumentò anche il costo medio per pagina: 17 centesimi di dollaro nella 3e, rispetto ai 15 centesimi che si registravano dagli anni Ottanta. I totali per la terza edizione sono i seguenti: Prodotti: 171 Pagine: 24.732 Costo: 4.286,51 dollari D&D 4a edizione: cinque anni intensi e un mare di carteRispetto alle precedenti, la quarta edizione ebbe una durata limitata a cinque anni, ma il ritmo produttivo fu simile a quello dell’ultima fase della 3e. Ci fu una lieve riduzione, di circa il 10%, della media delle pagine prodotte ogni anno, ma un aumento di quasi il 30% nel numero di prodotti. La ragione principale furono tutte le Power Cards prodotte per i giocatori: trenta mazzi diversi tra il 2009 e il 2010. Rappresentavano oltre un terzo del numero totale di prodotti di quei due anni. Per non impazzire, ignoreremo del tutto le cinque serie di Fortune Cards vendute in bustine di espansione sigillate nel 2011 e nel 2012. Per completare ciascuna serie di 80 carte sarebbe stato necessario comprare un bel po’ di bustine, ma il nostro ipotetico collezionista riesce a resistere alla tentazione, a differenza di chi scrive. Ecco i grafici della 4e: Il numero annuo di pagine dei primi anni della 4e è simile a quello dell’ultima fase della 3e, con una lieve flessione nell’anno del lancio. La spesa annua per collezionare tutto era in realtà leggermente inferiore a quella della tarda 3e, ma soltanto riuscendo a resistere alla tentazione di raccogliere tutti quei diversi pacchetti di carte. Il brusco calo della produzione dopo il 2010 segnò l’inizio della fine di una delle edizioni più rivoluzionarie e controverse. I totali per la quarta edizione sono i seguenti: Prodotti: 135 Pagine: 13.458 Costo: 2.874,61 dollari Tra 4a e 5a edizione: ristampe di pregio e D&D NextLa pausa produttiva tra la quarta e la quinta edizione fu insolitamente lunga, e la WotC colmò il vuoto con una serie di ristampe “premium” di manuali della prima, della seconda e della 3.5, concludendo con una splendida ristampa dell’originale 3-Volume Set, e dei Supplements, in una scatola di legno. In questo periodo uscirono anche due manuali cartacei di D&D Next, basati su una versione di playtest di quella che sarebbe diventata la quinta edizione. Ai fini di questo articolo conteremo tutti questi prodotti separatamente dalle varie edizioni. A parte la nuova avventura A0: Danger at Darkshelf Quarry, inclusa nella raccolta Against the Slavelords, e le due avventure di D&D Next, questi prodotti non aggiungono nulla al nostro totale cumulativo delle pagine. Dato però che in quel periodo uscì poco altro, supporremo che il nostro ipotetico collezionista abbia acquistato queste ristampe e le aggiungeremo al costo totale. I totali per questo gruppo eterogeneo sono i seguenti: Prodotti: 17 Pagine: 216 Costo: 874,19 dollari D&D 5a edizione: uscite misurate e collezionismo più accessibilePer scelta deliberata, la quinta edizione di D&D adottò un approccio produttivo molto diverso, con appena 13 prodotti nei primi tre anni. Nel 2017, evidentemente in risposta alla popolarità della nuova edizione, il numero delle uscite salì fino a stabilizzarsi su sette prodotti all’anno, ai quali in alcuni anni si aggiunsero altri accessori. Nel 2018 e nel 2019 uscirono tre set di tessere per dungeon, quattro set di dadi e tre set di mappe, mentre nel 2022 arrivarono due set di accessori Campaign Case. La flessione del 2023 è dovuta al rinvio di The Deck of Many Things a gennaio 2024. Ecco i grafici della 5e: Se riuscite a resistere alla tentazione delle copertine alternative e dei numerosi prodotti di D&D su licenza, la 5e è l’edizione più conveniente da collezionare dai tempi della 1e. Restare al passo con le uscite di AD&D vi sarebbe costato in media 95 dollari all’anno. Al confronto, i 308 dollari annui della 5e possono sembrare molti, ma sono ampiamente superati dalla 3e, con 536 dollari all’anno, dalla 4e, con 575, e dalla 2e, con ben 751. Nessuno di questi importi è stato adeguato all’inflazione, il che rende ancora più significativa la relativa convenienza del collezionare la 5e. I totali per la quinta edizione, fino alla fine del 2025, sono i seguenti: Prodotti: 84 Pagine: 13.111 Costo: 3.586,26 dollari Una collezione quasi completa: cinquant’anni di D&D a confrontoDopo cinquant’anni, il nostro ipotetico collezionista di D&D ha speso una cifra stimata di 22.918,47 dollari e possiede una collezione quasi completa di 1.253 prodotti per il gioco di ruolo D&D, contenenti 124.057 pagine di materiale da leggere. Impilati in un’unica colonna, tutti quei manuali e quelle scatole di D&D raggiungerebbero più o meno l’altezza di un edificio di sei piani, almeno finché il peso dei manuali non schiacciasse le scatole. Al ritmo di una pagina al minuto, calcolato in base al numero medio di parole e alla velocità di lettura, al nostro collezionista servirebbero tre mesi di lettura ininterrotta, senza dormire, per assimilare l’intera collezione. Scatole, copertine rigide e brossure: come cambiano i formati Possiamo rappresentare l’intera collezione in diversi modi. Qui sopra c’è un grafico basato sul tipo di prodotto: scatole, manuali con copertina rigida, libri in brossura e tutto il resto. Il picco produttivo delle scatole fu nel 1994, quello delle brossure nel 1995, quello dei volumi con copertina rigida nel 2007 e quello dei prodotti vari nel 2009, per via di quei set di carte della 4e. È un modo interessante di visualizzare come sia cambiata negli anni la produzione di D&D. Le pagine pubblicate ogni anno e il primato della 2a edizione Qui sopra è rappresentato il numero di pagine di nuovi contenuti prodotte ogni anno; i colori mostrano il contributo relativo di ciascuna edizione al patrimonio di D&D. La 2e domina chiaramente il conteggio delle pagine, ma, pur con il suo lento calendario di uscite, la 5e supererà il totale delle pagine della 4e all’inizio del 2026. Per superare quello della 3e dovrà arrivare al 2035 e, ammesso che la 5e sia davvero un’edizione destinata a durare per sempre, finirà per superare il totale delle pagine della 2e intorno al 2061. Il peso di ogni edizione: prodotti, pagine e spesa complessivaPassiamo ora a visualizzare il contributo relativo di ogni edizione a D&D attraverso grafici a torta. I risultati cambiano a seconda che si confrontino i prodotti, le pagine o il costo totale della collezione. Quanto al numero di prodotti, la 2e è di gran lunga al primo posto, con il 45%, seguita dalla 3e con il 14%, dalla 1e con il 12%, dalla 4e con l’11%, da Basic con l’11% e dalla 5e con appena il 7%. Il maggior numero di pagine dei prodotti più recenti cambia un po’ il quadro quando si considera il totale delle pagine. Aumentano così le quote della 3e, che raggiunge il 20% del totale, e della 5e, con l’11%, mentre si riducono le fette di Basic e della 1e, entrambe al 6%. Infine, considerare quanto costi collezionare tutto ciò che appartiene a un’edizione sposta ulteriormente il peso verso le edizioni più recenti, e quindi più costose. La spesa maggiore resta quella per collezionare la 2e, con il 39%, ma la 5e sale ora al terzo posto, con il 16%, dietro la 3e, con il 20%. È interessante notare che, se aveste collezionato materiale fin dall’inizio, a questo punto avreste dato più denaro alla WotC che alla TSR, e avreste speso quasi esattamente metà della somma totale nel XX secolo e metà nel XXI. Le medie a confronto: quanto costa una pagina di D&D?Per concludere l’articolo, ecco alcuni confronti fra le edizioni: Non sorprende che la 2e sia in testa per numero di prodotti, pagine e costo della collezione, calcolati come medie sull’intero arco della sua durata. Non sorprende neppure che la 5e abbia il maggior numero di pagine e il prezzo più alto per prodotto, dato che i manuali di D&D sono diventati nel tempo più voluminosi e costosi. L’ultimo grafico, quello del costo medio per pagina, è l’unico in cui i valori crescono in ordine cronologico. OD&D costava 11 centesimi di dollaro a pagina; Basic, la 1e e la 2e avevano tutte una media di 15 centesimi; la 3e salì a 17; la 4e costava 21; e la 5e arriva a 27. Possiamo concludere che oggi acquistare D&D costa, per pagina, quasi il doppio rispetto al secolo scorso. Se avete seguito l’articolo fino alla fine, grazie per l’attenzione. Nel prossimo articolo della serie ci concentreremo sulle varie ambientazioni per campagne di D&D e sulla quantità di materiale prodotto per ciascuna. Articolo originale Echohawk, pubblicato il 19 settembre 2025 su EN World: How Much D&D Stuff Is There Anyway? Part 1: Editions. Visualizza pubblicazione completo
  4. KULEM - L'OPERAZIONE PRIMA DELLA RIVELAZIONE Il Magos Biologos Octavia estrasse il suo pungiglione dalla carne del mio braccio. Mentre trattenevo un grugnito di dolore, Octavia inseriva il suo pungiglione all'interno dello scanner biomedico, che portava sotto la veste. Nel mentre rilasciava il contenuto della sua ghiandola nel piccolo macchinario, ella osservava se i parametri erano in regola con le risposte fisiologiche del soldato medio. Dopo pochi minuti, i suoi occhi brillavano di soddisfazione e si riposarono su di me. Solo allora Octavia si rivolse a Kulem: "I tuoi parametri sono perfetti! Non mostri alcun segno di stress fisico, solamente una leggera alterazione del livello delle prostaglandine e degli enzimi ad esse associate... Ma risulta tutto nella norma e conforme alle generiche esperienze di un uomo sano dopo alcuni giorni dal risveglio. Notevole come ti riprendi rapidamente, non mi aspettavo di meno dal tuo corpo risorsa Goliath!" Mentre leggeva lo schermo, senza distogliere lo sguardo da Kulem, una sedia apparve alle spalle del Goliath. Sapeva bene che avrebbe dovuto sedersi, conosceva fin troppo bene gli sguardi della sua protettrice, quindi non temporeggiò un secondo e si sedette su di essa. La sedia si adattò al suo corpo rapidamente e delle piastre di metallo andarono a bloccargli le caviglie e i polsi. Lui assecondò i movimenti degli ingranaggi della macchina. In quel momento avrebbe ricevuto da lei un potenziamento per il suo corpo. Aveva già parlato con lei in privato, prima di iniziare il lungo viaggio nello spazio siderale, e lei gli aveva anticipato che potrebbe aver ricevuto alcuni nuovi innesti per migliorare le sue prestazioni fisiche... Tecnologia Eldar aveva detto! Nel mentre riportava questo alla mente, Octavia parlò voce alta rivelandogli quello che già sapeva... e qualche dettaglio in più: "Il tuo corpo si appresta a ricevere un Neomateriale su cui stiamo lavorando da tempo. Su consiglio dello stesso Arcimagus, ho proposto te come strumento per questo primo impianto. Per questa ragione parte del tuo scheletro, in particolare le braccia ed il torso, verranno rimpiazzate con una versione artificiale di Wraithbone, vedendo i favolosi benefici che gli Eldar ne traggono. Ti porterà dei vantaggi considerevoli nella missione che dovrai condurre su Voli." Ella si accosto mentre Kulem era sdraiato sulla sedia, che aveva assunto una posizione completamente orizzontale. Notò solo dopo la grande iride d'acciaio che si apriva rivelando l'occhio immerso nel liquido di sostentamento. Per un attimo trasalì di fronte a quella visione, ma fece di tutto per rimanere stoico, concentrato sulla missione... Non si era ancora abituato a vedere quell'occhio e rimanere completamente impassibile. Nel mentre un'apparecchiatura di meccano-dendriti iniziò a scendere da una paratia nel soffitto, per allinearsi sopra il corpo di Kulem. Oltre alle braccia meccaniche con siringhe e bisturi, erano presenti anche dei serbatoi laterali trasparenti con all'interno quello che sembrava una sostanza densa di colore rosso-aranciato. Mentre i meccano-dendriti si iniziarono a muovere nella direzione delle sue braccia Octavia si avvicinò a lui, dando le spalle all'Arcimagus, all'occhio e agli altri patroni dei miei compagni presenti all'interno della sala. Lo guardava con occhi visibilmente preoccupati e, senza proferir alcun verbo, mosse le labbra per comunicargli una brevissima frase: "Sarà doloroso, preparati!" Prima ancora che il suo cervello potesse realizzare la cosa. I bio-tentacoli sulla schiena di Octavia saettarono sul corpo di Kulem, infilzandolo e pompandogli qualcosa nei suoi tessuti. Lo colpirono in punti diversi: uno sul collo, uno sul torace all'altezza del cuore ed altri due ad entrambi i bicipiti (uno per ogni braccio). Pochi istanti dopo, la macchina sopra di lui iniziava ad aprirgli la carne, iniettandogli quella sostanza che aveva intravisto nei contenitori. La macchina stava procedendo per punti: partendo dal pettorale per poi andare alle spalle, e scendere verso i gomiti, gli avambracci e, infine, le mani. Poteva vedere i muscoli tagliati con precisione dai bisturi, il sangue che colava copiosamente (ma che Octavia si apprestava immediatamente a tamponare) e la pelle immediatamente cauterizzata dopo che l'ago aveva iniettato quelle gocce arancioni di quella sostanza. Sentiva il dolore... acuto come quando il colpo di un arma al plasma lo avevano investito anni addietro. Era sicuro che, se non fosse stato grazie agli inibitori del dolore di Octavia, avrebbe urlato e, forse, anche perso il senno... più di una volta perse i sensi per poi essere ridestato a causa dell'incisione di bisturi successiva o della fiamma al plasma che gli cauterizzava la carne. L'operazione duro circa mezz'ora, ma a Kulem sembrò che fosse passato un mese di agonia. Alla fine il GOliath era coperto di sudore, respirava a malapena e gli occhi erano incavati e vuoti come quelli di un teschio. Octavia lo stava osservando, sempre dando le spalle all'Arcimagus e all'occhio, con la faccia trasformata in una maschera di preoccupazione per il suo prediletto, vedendolo in quello stato di limbo e sofferenza. Anche se l'operazione sembrava si fosse conclusa con successo, per la prima volta in anni, Ocativa non poteva permettersi di far mostrare debolezza al suo campione. Dopo qualche istante di attesa, mentre la macchina dell'operazione ritornava al suo posto ed il tavolo da operazione ritornava ad essere una normale sedia, Octavia si sforzò di avere uno sguardo compiacente e, mentre si voltava verso l'Arcimagus (mostrando un sorriso larghissimo), estrasse una siringa da sotto la veste per iniettare dell'adrenalina nell'arteria carotide destra nel collo di Kulem. Nel mentre il nerboruto Goliath, riprendeva a respirare, boccheggiando, con profonde inspirazioni e la carne del volto si ravvivava ritornando ad un colore più roseo, ritornando ad un colorito roseo, Octavia esclamo, con un poco di trasporto, verso l'Arcimagus e voltandosi verso il suo pupillo: "Eccellente, Kulem! Hai dimostrato di poter resistere ad un trapianto che stavamo testando da anni... abbiamo preso un'eccellente decisione a sceglierti come nostro strumento. Per la Gloria dell'Omnissiah e dell'Imperatore, ora riceverai tutte le istruzioni dal venerabile Arcimagus per portare a compimento la missione assegnatati..." Octavia indica, allargando un braccio in segno di invito, la strada a Kulem per andare al cospetto dell'Arcimagus. Il Goliath si alza, ancora frastornato e con il corpo dolorante, in fiamme sono i punti dove il bisturi ha inciso la carne ed il laser chiuso le ferite. Si tocca per un momento quei globi arancioni presenti sul suo corpo... pulsano allo stesso ritmo del suo sangue. Prima di proseguire, si inchina rispettosamente di fronte alla Magos Biologos, esclamando, con voce ancora roca, "Per la gloria ... grugn grugn ... dell'Omnissiah ... urf urf ... e dell'Imperatore" prima di affiancarsi a lei e raggiungere i gli altri suoi compagni e ascoltare le istruzioni dell'Arcimagus.
  5. Concordo. Ma vista la produzione precedente, nutro fortissimi dubbi. Le due trilogie principali sono avvincenti e si lasciano leggere con piacere. Le altre saghe degli stessi autori... diciamo che è un continuo ripetersi degli stessi eventi con nipoti, nonni, zii, suoceri, cugini e chi più ne ha più ne metta. Poche idee, poco brillanti e una scrittura che in più passaggi sembra "pigra" e forzata. Hanno scritto dei romanzi perché per contratto dovevano farlo. Esattamente come Salvatore con Drizz't: belle le prime due trilogie, poi tutta una serie personaggi che muoiono, poi tornano, poi rimuoiono e via così. Una lettura mooooolto noiosa. Il paragone con i FR è, a mio avviso, improprio. I Reami non hanno una saga letteraria così marcatamente significativa. E' "solo" un'ambientazione per un gioco di ruolo. La grossa differenza tra DL e FR è che la prima è nata ed ha avuto fortuna grazie alla pubblicazione dei libri, la seconda è la base su cui si sono sviluppati i romanzi. L'unica pubblicazione di Dragonlance che avrebbe senso, dal punto di vista commerciale e dei clienti, sarebbe proprio un manuale di tipo enciclopedico (vedi il fantastico FRCS della 3E), che è invece qualcosa che esplicitamente vogliono evitare. L'impressione derivata dallo storyboard mi ricorda molto la terrificante operazione fatta con i Reami dalla 4E: un maldestro (a dir poco) tentativo di fare un resettone per rendere inutilizzabile il vecchio materiale e spingere i giocatori all'acquisto del nuovo. Un manuale di ambientazione scarno, vago e lacunoso che non ha accontentato nessuno. Si sa com'è andata. Poi, ripeto, probabilmente mi sbaglio alla grandissima.
  6. Hai ragione su tutta la linea, che è il motivo per cui so di essere impopolare in questa opinione. Per me l'ambientazione successiva è più aperta ai giocatori, con minor peso degli eroi delle lance. In alternativa c'è sempre Taladas, ma Taladas ha ancora meno appeal per chi viene dai libri. (Che si, saranno 200, ma quelli importanti saranno meno di 15, e quelli belli pure meno)
  7. Liriel Thalavar Ash Breeze @Ard Patrinell Faccio un gesto di intesa con il capo. Non parlo con la bocca ma solo con gli occhi, per fargli capire che lo accompagnerò in questa ispezione notturna. C'è qualcosa di oscuro su cui voglio fare luce. Ascolto con molta attenzione la proposta di Ash fatta durante la nostra riunione. "L'idea mi piace. Un nuovo ordine che si fondi sul difendere i più deboli, che funga da rifugio per i bisognosi e che preservi la natura. E anche un organo di controllo affinché culti legati alla morte e alla distruzione non prendano più il sopravvento." Alzo la mano per dire che sono d'accordo, come se volessi mettere ai voti la proposta.
  8. Rugdush Vulag Smetto di sorseggiare e guardo ash, senza volerlo faccio un piccolo rutto. Allungo la bevanda ad Ash e gli dico Geniale! questo significa pensare in grande! Saremo la luce di questo posto, la fiamma che riaccenderà la speranza! Ordine della fiamma, suona bene! Ci sto ! Dico tutto con tono molto allegro ed eccitato Manca solo il mastio a questo punto dico ridendo
  9. Ash Breeze Sebbene sia ancora amareggiato per la decisione del Consiglio, ascolto la proposta di Alak ed Helba e le successive considerazioni dei miei compagni. Rodrigo sembra il più fomentato ed anche il più restio alla presenza dei goblin. Ma prima di intervenire nella discussione, mi sporgo verso Liriel le sussurro brevi e decise parole. @shadyfighter07 Liriel Il mio fare dura pochi secondi, dopodiché intervengo nella questione del castello. Per tutto quello che sta accadendo, siamo moralmente costretti ad andare nuovamente al Mastio. Se questo può diventare una nuova casa - guardo Helba - o un nuovo inizio - guardo Rugdush e Rodrigo - o risanare il passato e distruggere il male - guardo Alak e Liriel - qualsiasi sia il motivo, dovremo farlo nostro e renderlo sicuro. Ma voglio proporvi qualcosa che potrebbe risolvere tutte le divergenze: invece di reclamarlo come proprietari, perché non donarlo ad un nuovo ordine? un ordine che avrà come scopo il risanamento per l' Isger con regole e codici. I goblin potranno farne parte, come personale di supporto e finanche scudieri, vincolati alle regole e ai giuramenti. Potranno riscattare la loro sorte e la loro cattiva fama. Noi saremo i fondatori, con eguali poteri e responsabilità e con le rispettive aree di pertinenza. L' Ordine degli Eroi, nati dalle ceneri della distruzione per fare risorgere la pace e la fiducia tra le razze. Concludo, aspettando le reazioni degli altri alla mia proposta. Non ho ordinato da bere e mi si è seccata la gola. Allungo la mano verso la bevanda di Rugdush, sperando la molli
  10. Rugdush Vulag Assottiglio gli occhi per un attimo alle proposte Continuo a sorseggiare la mia bevanda E cosa me ne faccio di una fortezza abbandonata? Noi dovremmo essere eroi, altirmenti nessuno rivaluterà la mia razza! Vero anche che avremmo bisogno di un punto di ritrovo, un campo base, dove poter gestire i nostri affari e magari stabilirci... forse è una buona idea accettare, potrei aprire li una fucina e portare avanti i miei lavori nel tempo libero E come gestiamo il possesso della struttura? se è vero che possiamo reclamarla con l'atto di proprità come la gestiremo ? chi ne sarà il proprietario? Irrompo nel discorso portando una domanda che ritengo lecita
  11. Io e Helba stavamo discutendo della situazione della fortezza Altarein e dei Baldibombi inizia Alak. Credo abbiate notato tutti lo stato pietoso in cui versa la fortezza. Anche se è stata abbandonata, è triste vedere quello che una volta era un baluardo di ordine e civiltà in quello stato. Infestata da mostri di ogni tipo. Mostri che mettono in pericolo la mia gente dice Helba Warbal era seria quando diceva che tutto ci vuole uccidere qui. Avremmo bisogno di un posto sicuro da chiamare casa, un modo per proteggere il mio popolo a lungo termine. Ed è qui che abbiamo pensato a una soluzione singola a entrambi i problemi. Ritorna a parlare Alak, un luccichio di soddisfazione negli occhi. Se qualcuno si prendesse la briga di riprendere il possesso della cittadella i goblin potrebbero firmare un regolare contratto di affitto per il nuovo proprietario, offrendo il loro lavoro per aiutare a rimetterla a posto in cambio di protezione e il diritto ad abitare lì. E' una soluzione perfetta! I Baldibombi non dovrebbero più guardarsi le spalle in ogni momento, e il nuovo proprietario avrebbe una forza lavoro già pronta e motivata per rimettere in sesto la struttura. Ovviamente i dettagli del contratto andrebbero stabiliti insieme si affretta ad aggiungere Helba ma l' idea è solida. Tutto quello che serve è l' atto di possesso della cittadella. E Alak ha una buona idea di dove possa essere. Credo si posa trovare nei sotterranei Dice il cavaliere. Gli stessi che probabilmente custodiscono l' anello della mia famiglia. Sarei andato da solo ma, visto che a quanto pare in quei sotterranei sono arrivati recentemente dei cultisti, a quanto diceva l' halfling, temo che l' impresa si sia fatta...più pericolosa del previsto. Dalla smorfia sul suo volto, capite quanto gli costa ammetterlo Perciò ho pensato a voi. Dice "voi", ma il suo sguardo è solo su Rodrigo Se andassimo insieme in quei sotterranei, oltre ai tesori che sicuramente potremmo trovare, potreste riportare alla luce l' atto di proprietà della cittadella, e diventarne i legittimi eredi. Avreste una fortezza tutta per voi! @Melqart
  12. Io la butto là... nasce su DDB... molto tecno steampunk con il richiamo di Ravenloft per attirare le 'prede'... ... giocherete direttamente con una AI.... che vi divorerà anima e cervello...
  13. Salve a tutti! Sono nuovo di queste parti anche se il sito lo conosco da tempo, gioco da quando avevo 15 anni (o forse meno) ma con una pausa importante di circa 20 anni, dovuta alle vicissitudini della vita, che mi ha fatto passare da D&D 3.5 a D&D 5 (ed ora alla 5.5). Ho giocato a molti altri GdR: Druid (che adoravo); Ars Magica; Vampire/Hunter/Mage/Werewolf (Vampire da solo e anche in versione dal vivo, il resto in una campagna comune); Lex Arcana; qualcun altro di cui magari ho fatto una sola sessione e ormai fa parte del Vuoto... Mi piace anche fare schede, tabelle e cose simili ed ho appena finito una scheda autocompilante in pdf per D&D 5.5 che può essere usata anche per le cavalcature (ho fatto anche un file con cui spiegare i settaggi per i vari animali). In gran parte è proprio questo il motivo che mi porta su questo forum.
  14. Io sarò un fan di DL anomalo ma la mia speranza è sempre quella che si vada oltre, hanno appositamente una nuova intera era che possono modellare a piacimento. (ma non mi illudo più di tanto)
  15. Alak sembra voler dire qualcosa, in particolare dopo aver sentito Liriel, ma le parole di Ash lo fanno rimanere letteralmente a bocca aperta Un ordine cavalleresco? Questa è un'idea particolarmente ambiziosa...ma nella storia dell' Avistan ne sono stati fondati con fondamenta anche meno solide. L' ordine del Torrente è stato fondato dopo un singolo rapimento dopotutto. E da quanto ho visto non credo che vi manchi la grinta per farcela. Dice Alak, sorpreso ma incoraggiante. Helba, d'altra parte, sembra esitare un po' di più cauta. Come ho detto, i dettagli del contratto potranno essere discussi una volta che avrete in mano l' atto di proprietà. Non certo tutta la mia tribù è interessata ad atti di eroismo, ma vi assicuro che tutti saranno disposti a lavorare duramente per avere la sicurezza che ci spetta. conclude in maniera più decisa. Nel frattempo la locandiera vi porta la cena, uno squisito stufato di cinghiale, oltre al delicato vino elfico richiesto da Ash. Un boccale di birra nanica completa il tutto, mentre vi preparate a una cena da re.
  16. non ho veramente idea di cosa accadrà e di cosa aspettarmi. i precedenti che hai menzionato sono quelli : oggettivi , palesi e che inchiodano alla cruda realtà tutti coloro che hanno lavorato in WotC negli ultimi 20 anni. Il mio riferimento "non proprio aderente" ai FR è diretto allo sforzo/intento che è stato messo dentro quel progetto editoriale. Segno che con competenze e volontà si poteva e si può fare meglio di quello che era stato fatto in precedenza, pur in presenza di una qualità elevata presente nei prodotti della 2E. Agganciarsi alla Lore e mandarla avanti fornendo tutte le informazioni necessarie per creare oggi, con questa edizione e con degli adattamenti appositi alle regole, lo scenario per ambientare le avventure di nuovi personaggi (quelli dei giocatori) Con due anni a disposizione è possibile farlo. Ci riusciranno? Non ne ho la minima idea.
  17. Corte dei changeling Simon non risponde subito. Si lascia scivolare lentamente verso il fondo della cella, tornando ad accovacciarsi su se stesso. Nasconde il volto tra le braccia. Per qualche secondo sentite soltanto il suo respiro. Poi, con un filo di voce: "Emily..." Non aggiunge altro. Dopo una breve pausa, quasi senza sollevare la testa, mormora: "Sono molto stanco..." Si sistema meglio contro la parete. "Voglio provare a dormire." Nel frattempo, Elisa parla abbastanza forte con Taiga, perché tutti possano sentirla. "Per ora passi!" Il tono è meno duro di prima. "Capisco il tuo buon cuore, Taiga. Però dovete avere anche fiducia in noi, così come noi dobbiamo averne in voi." Belinda, accanto a lei, annuisce fermamente alle sue parole. "Per quanto sia difficile per noi changeling fidarci di qualcuno." E si accende una sigaretta. Offgame @Mezzanotte Offgame @tutti
  18. Avviso che sarò assente fino a mercoledì 07 Ottobre, il DM muova pure il mio PG se necessario.
  19. Mi piacerebbe provare dopo aver dato uno sguardo al manuale e spero di entrare in sintonia con lo spirito, perché sono un giocatore di vecchio stampo, che ha iniziato con d&d nel 1988 e che non conosce il mondo dei videogiochi e dei fumetti giapponesi. Per l'ambientazione, mi sa che sono in minoranza a amare mondi ancora più primitivi e arretrati rispetto al fantasy classico, perché la mia idea di base del fantasy sono i poemi omerici e l'era hyboriana di Conan in barbaro.
  20. Per me non ci sono problemi. Sta di fatto che serve qualcuno che segua la discussione e la mantenga aggiornata. Quindi se ti offri volontario il topic lo puoi aprire tu e ti do la possibilità di editarlo senza limiti di tempo. Fammi sapere.
  21. Ash Breeze Sgranò gli occhi all'entusiasmo con il quale i miei compagni d'avventura rispondono alla mia proposta. Bevo senza alcun problema dal boccale di Rughdush, faccio un cenno di intesa a Liriel e preso dall' enfasi mi alzo anche io dalla sedia come Rodrigo Cayden, facci portare una brocca della migliore birra nanica e una del più fine vino elfico, dobbiamo festeggiare...e anche del cinghiale, se c'è. Offro io !!! Aggiungo visto che lo stomaco brontola. Sorrido ampiamente, euforico, guardando anche Helba e Alak per saggiare le loro reazioni.
  22. Rodrigo del Fiore Fondare un nuovo Ordine? Il cuore mi salta due battiti. Il destino mi ha lanciato in grembo la possibilità di rendere reale qualcosa che fin ora ho solo potuto immaginare. Non riesco a contenere la contentezza e scatto in piedi facendo cadere la sedia. Vorrei saltare per la stanza come un satiro impazzito ma ritrovo il contegno cercando il boccale con la mano. Non siete proprio cavalieri ma ne avete lo spirito. Alzo la birra al cielo proponendo un brindisi. Al nuovo Ordine degli Eroi! Urlo come se fossimo soli nella locanda.
  23. paura. Concordo, su DS non serve avanzare, basta giocare dal momento della morte di Kalak. si possono mandare aventi le storie in parallelo con la pentalogia, che è quello che ho fatto. Poi io in realtà ho anche cambiato alcune cose...
  24. Verissimo. Ma poi li uscirono moltissimi manuali nuovi. Non ho preso i tre base, ma poi ho comprato un sacco di roba. Qua invece escono manuali azzoppati (FR senza storia e timeline) roba già pubblicata (Ravenloft) e cose di scarna qualità... Infatti non compro nulla da Xanathar (salvo planescape per colpa di Di Terlizzi). Ho trovato la risposta da solo. NO.
  25. Ci si dimentica sempre di un aspetto fondamentale: chi compra Dragonlance (come ambientazione) è perché ha letto i romanzi. E VUOLE ritrovare nell'ambientazione tutte le cose presenti nei romanzi, con ancora più dettaglio. E' per questo che si ripropone sempre lo stesso periodo: è ciò che i clienti vogliono. Era dei mortali? Bella, ma "vuoi mettere Tas e Tanis? Ma ti ricordi quando Raistlin... Dai, si, ma Laurana..." Questo è solo un banale esempio di un dialogo tipico tra amanti di Dragonlance. Gli appassionati vogliono quello, o maggiori dettagli su quello, o la marca della carta igienica usata da Ariakas, il prosciutto più venduto nella Locanda dell'Ultima Casa, ecc.
  26. Edwarf Oh Geltrude, Dea del Sottosuolo, tu mi fai rimpiangere di avere solo due mani... Con gli occhi ancora chiusi e le mani protese ad afferrare qualcosa di intangibile nell'aria, il risveglio giunge brutale e con un tempismo mai così sbagliato. Mi sollevo dal giaciglio, levo la cispa dagli angoli degli occhi facendone una prematura colazione, quindi bofonchio un Ma che c'è? La risposta al quesito arriva dalla sagoma in avvicinamento dalla palude, che presto mi spinge ad affiancare Snorri con l'ascia da guerra ben stretta in mano.
  27. Liriel Thalavar Scuoto la testa alla prima affermazione di Rodrigo. "Probabilmente ci sfugge qualcosa. Troppa insistenza nel non volerci lasciare da soli davanti alla sua bottega." rispondo quasi sussurrando. Ascolto poi la proposta di Alak e Helba. "Perché cercare riparo tra mura e mattoni quando la natura stessa vi offre riparo tra le sue braccia?" esclamo. Ma subito scaccio via le parole con un gesto della mano. A volte dimentico che non tutti hanno l'innata sensibilità di essere in comunione con la terra e preferiscono avere la solida presenza di mura e di un tetto sopra la testa. "Tuttavia capisco il vostro volere. Donne e bambini troverebbero un posto sicuro in cui vivere e gli effettivi proprietari potrebbero giovarne." mostro comprensione. "Inoltre, da quel poco che abbiamo visto, potrebbero esserci ancora oggetti arcani e misteriosi che i cultisti hanno gelosamente fabbricato e conservato. Vanno estirpati come una radice marcia." faccio il gesto del pugno chiuso. "Non che mi interessi diventare co-proprietaria, ma se credete che la mia presenza possa essere utile per estirpare il male che si trova laggiù, mi unirò alla vostra impresa."
  28. Mhaga - Mhagano della Valle Senza troppe cerimonie, avanzo fino al piedistallo per osservare la pietra da vicino. Come il più curioso ed estasiato degli ammiratori, non faccio nulla per nascondere il mio entusiasmo di fronte all'incredibile cimelio. Ma è ENORME! E che venature! mi affianco alla curatrice lanciandole un sommesso That's what she said. Quindi torno a studiare la pietra (e il piedistallo) con grande cura. L'avete analizzato? Quali pensate siano le origini? A quali rituali era utilizzato? Che cosa restituisce l'individuazione della magia? Osservo sempre la pietra, com'è agganciata al piedistallo, se vi siano visibili meccanismi o addirittura allarmi. Quindi dico alla curatrice Oh scusate, non mi sono presentato, troppo entusiasmo. Sono Mhagano della Valle, Mastro Antiquario, per servirvi... E concludo con un Posso? Posso studiarne le proprietà magiche? Sarebbe un ONORE mettermi al servizio di tale scoperta, madame. DM
  29. Due domande: i costi delle edizioni vecchie sono aggiornati ai valori attuali, prendendo quindi in cosiderazione l'inflazione e il differente valore d'acquisto? verrano mostrati anche i volumi totali di vendita, sotto forma di volumi/pagine/soldi?
  30. Azzardo che probabilmente una parte del problema nel (ri)proporre Dragonlance è quella di realizzare un prodotto che sia fruibile anche da chi i romanzi non li ha mai letti. Mi sembra una sfida non indifferente: quando hai un materiale così abbondante e dettagliato devi per forza avere dei riferimenti per sfruttarlo come si deve. Ma non puoi nemmeno uscire con un gioco che richieda di recuperare un enciclopedia di libri per essere apprezzato. Chiedendo banalmente a Copilot mi dice che in totale esistono circa 200 romanzi ambientati in Dragonlance...
  31. Avanzate con cautela all’interno della grotta, camminando su un sentiero di nuda terra, ma ben tenuto Strani feticci pendono dalle pareti, intrecci di peli animali, denti, zanne e quelle che sembrano dita umane Fate attenzione, gli Oni possono diventare invisibili vi avverte Tamamo, avanzando insieme a voi Arrivate ad uno spiazzo più grande, con quello che pare un grosso giaciglio alla vostra destra, un ammasso di pelli e stracci; poco lontano c’è una grossa buca per il fuoco, dove vedete ancora delle braci ardere Non sembra ci sia nessuno, anche se potete percepire un flebile movimento alla vostra sinistra, dietro quelle che paiono delle casse mezze distrutte
  32. io non sono un grande amante nel "giocare nel passato". Volenti o nolenti si è arrivati ad un "presente", per DL è l'era dei mortali con la trilogia Il Discepolo dell'Oscurità e la trilogia la Guerre dei Minotauri. Secondo me il bello sta nel vedere come si può evolvere la situazione tramite le avventure/campagne e quindi applicare il concetto "il passato è scritto ma il futuro è vostro". Piuttosto dell'ennesimo manuale sulle guerre delle lance preferirei avere un manuale che aggiunga materiale per rendere maggiormente giocabile l'era dei mortali e magari vada oltre a dove si è arrivati temporalmente.
  33. Enoch per un attimo rimase scosso. Al primo incontro qualcosa lo aveva turbato: forse una frase sbagliata, forse una parola, o una mancanza di rispetto, una parola mischiata dal dialetto del suo pianeta al basso gothico? Immaginava le parole del suo maestro così, "alla mano" — una trappola mortale. I suoi pensieri si posarono un attimo sul mondo formicaio dove avrebbero dovuto servire L3-G1-0N, le lezioni tenute dal suo accompagnatore — così simile, come rapporto, al maestro (forse tutto fatto per metterlo a suo agio?) — di come quella città fosse simile alle torri alte quattro metri di terra che potevano essere scorte nelle campagne limitrofe al porto, dimora di insetti lunghi un dito e che si diceva scavassero sottoterra anche decine di metri. In quale zona avrebbero dovuto operare? Perché? La sua testa esplodeva sulle mille ipotesi di futuro disastroso per una sua sola parola sbagliata o gesto. Poi si morse la lingua: era tutto come sempre. Non importava poi così tanto sbagliare (a meno che non fosse davvero grave); l'importante era correggersi. Ma a questo punto tanto valeva sondare. Enoch guardò a sinistra verso il suo compagno ipertrofico: "Signore, guardando il nostro gruppo immagino che il nostro servizio non richieda mente brillante..." Poi osservando a destra verso il Paria: "O magari posso immaginare che la nostra stessa esistenza sia una sorta di missione..." Tornando con una veloce occhiata laterale ad entrambi, si rivolse ai compagni: "Nulla di personale, anch'io mi guardo allo specchio prima di entrare in servizio." Per poi rivolgersi nuovamente al maestro: "Quale approccio quindi vorrebbe da noi per la massima soddisfazione da parte vostra, maestro?"
  34. Meccanicamente, il turbine di un elementale dell'aria non può dissolvere del tutto una nebbia di matrice necromantica, ma è abbastanza forte da diradarla violentemente e creare ampi squarci, rivelando cosa c'è dentro e togliendo l'occultamento ai nemici per qualche round.
  35. Sto giocando un po' di AI. Durante l'addestramento e la permanenza a Mont Aurelie i sanguevile indossano divise tipo queste (quando vanno in missione all'esterno si vestono come vogliono, anche perché non è bene che si facciano riconoscere facilmente). Mi sono ispirato alla tradizione delle popolazioni Circasse perché le cartuccere gazyr sul petto mi sono sempre piaciute un casino. Nel nostro caso le gazyr possono ospitare dosi di reverie per sé e all'occorrenza da iniettare ai compagni. Molti Vili sono dipendenti da questa sostanza che l'Ordine estrae dagli Oscuri e aiuta i sanguevile a resistere alla loro pulsione. Ora mi viene da pensare che dato che la reverie è estratta dagli Oscuri, e ogni Vile è imparentato con una stirpe delle tenebre.. mmm... mmm... sì, insomma si fanno con roba estratta dai corpi di consanguinei. Incesti ematici? Comunque sia ogni classe di Vili ha il suo colore nella città-fortezza. I celartigli vestono grigio, i danzaombre nero -ovvio!-, i camminaspiriti viola, i cantasangue bianco (così se indulgono nel loro vizietto si nota subito), cercaselva marrone, tessisorte rosso e crearovina blu scuro (nel mondo anglosassone è il colore associato alla sfiga, sembra. Perciò azzeccatissimo.).
  36. Cinereus Nella sala medica: L'adeptus medico fà danzare i suoi mechandriti attorno a me, preparandosi ad operarmi. "La missione include la presenza, tra i tuoi compagni, di uno psionico..." spiega con la sua voce, fredda come quella di una macchina... un momentaneo guizzo di curiosità mi fà chiedere se le "Abominevoli Intelligenze", di cui ho solo sentito sussurrare con timore, si esprimevano allo stesso modo... ma è questione di un'attimo fugace, prima che la mia attenzione torni al momento presente. "Ti verrà impiantato un dispositivo che ti consentirà di minimizzare l'impatto del tuo campo nega-psichico, per evitare che la tua aura interferisca con le sue capacità, diminuendone l'utilità... la tua capacità di resistere al dolore dell'impianto servirà a valutare se sei adatto alla missione..." Mi viene dato appena un'attimo per metabolizzare il significato delle parole, prima che da uno dei mechandriti esca un laser chirurgico che mi apre la pelle e la carne alla base della nuca... stringo i pugni con tanta forza che le unghie mi entrano nella carne, per evitare di urlare e spostarmi, mentre le mie narici vengono assalite dal puzzo della carne bruciata. Davanti al volto passa un'altro mechandrite, tra le cui pinze si trova quello che pare uno scarafaggio metallico, con decine di zampette che si agitano follemente e una specie di gemma nera al centro del dorso; sò già che sarà anche più doloroso della prima parte, ma la realtà è, se possibile, anche peggio delle mie aspettative... quando le zampette si intrufolano nella carne come serpenti di fuoco, avvolgendosi attorno al midollo spinale e mandando scariche di dolore lungo tutta la mia colonna vertebrale, sono costretto a stringere i denti fino a farmi sanguinare le gengive. Chiudo gli occhi e deglutisco saliva e sangue, la fronte imperlata di sudore freddo, ricacciando la nausea che mi assale mentre l'impianto si fonde con il mio sistema nervoso; soddisfatto dalle mie reazioni, il magus spruzza una sostanza che agisce sia da disinfettante che da anestetico, fornendomi un pò di sollievo; l'operazione si conclude con l'applicazione di una specie di colla che tiene uniti due lembi della ferita, coadiuvata da alcuni punti che, quando cautamente li tasto, sembrano un millepiedi di metallo. "Ammirevole, Cinereus... ancora una volta hai dimostrato che abbiamo scelto saggiamente i nostri strumenti..." nonostante l'elogio, la voce multipla del magus risuona ancora fredda ed impersonale. "Ora possiamo proseguire per il ponte di comando, dove ti verranno spiegati i paramentri di missione..." mi annuncia, mentre la porta da cui sono entrato si riapre, verso cui si dirige senza nemmeno controllare se lo seguo... noi tutti non siamo altro che ingranaggi di una macchina molto più complessa, dal cui buon funzionamento dipende la sopravvivenza di tutto l'impero. Rispettosamente mi inchino, mormorando "Per la gloria dell'Omnissiah..." prima di seguirlo e raggiungere i miei compagni.
  37. Io sono un po' stanco dell'ennesimo tentativo di reboot di Dragonlance. Ogni volta c'è l'idea di scongelare la carne che è stata scongelata decine di volte. A un certo punto si dovrà anche accettare che la serie di moduli di Dragonlance ha fatto, nel bene e nel male, la storia, e che anche l'ambientazione è andata avanti. Sinceramente? Dirò una cosa impopolare: l'ambientazione di Dragonlance ai tempi dell'Era dei Mortali mi piace, perché funziona meglio per un gruppo di avventurieri nuovi. Le guerre rappresentate nelle Cronache di Dragonlance sono già avvenute, gli Dei sono ufficialmente tutti tornati, le avventure accadute nelle Leggende sono a loro volta successe, e gran parte degli eroi della guerra sono morti. Fine. Caramon è una leggenda, Raistlin è un esempio per alcuni e un monito per altri, il terreno di Ansalon è stato distrutto da altre mille catastrofi, e magari si può anche esplorare Taladas. I manuali per terza edizione per me sono ottimi. Ti portano al punto di "come è Krynn ora [primi anni 2000]", e ci sono altri manuali per le rispettive ere, quindi si possono benissimo giocare i moduli della guerra delle lance, andare avanti con l'ambientazione all'era dei mortali, o anche fare i giri nel tempo caratteristici della saga. Invece no, sempre alla guerra delle lance dobbiamo tornare, che noia. Esistono già, ok che il nuovo pubblico magari non le ha mai sperimentate, però che pizza. Anche Weis e Hickman hanno rinunciato a portare avanti la timeline della saga e tornano sempre indietro in altre epoche... buuu. Poi vabbè, contate che per molte cose ormai su Dragonlance mi sono ravveduto: potete trovare alcuni miei post di dieci anni fa circa di io che difendo a spada tratta l'ambientazione, ma ora ne riconosco molto di più le criticità*. Però, al contrario di Dark Sun in cui per me avanzare la timeline è effettivamente controproducente perché si crea meno spazio per gli avventurieri se mi uccidi i re stregoni, in Dragonlance proprio per l'ingombrante presenza degli Eroi delle Lance conviene andare avanti. Ma Weis e Hickman non ci riescono da decenni, e quindi niente. *per questi e altri elenchi, contattarmi al numero verde
  38. Il tema del Vecchio Carnevale Blogghereccio di ottobre è “Reggenza” e lo ospita… vediamo… il Blog Bellicoso. Ma sono io! Ancora una volta sono influenzato da quello che sto leggendo: nel dettaglio Jane Austen, che è morta proprio nel periodo detto Regency, cioè questo (non vi farò un pistolotto di storia qui sul blog, tranquilli!). Quindi il tema di ottobre è proprio questo. Penso che offra davvero molte opportunità. Per prima cosa, naturalmente, c’è la possibilità di scrivere avventure ambientate in quel periodo. I sistemi adatti non mancano: Household, per esempio, ma anche Call of Cthulhu ha un splatbook a tema; si possono adattare anche avventure di Lamentation of the Flame Princess, e poi ovviamente c’è GURPS che sicuramente ha un libretto a tema. Sono abbastanza sicuro che ci sia davvero. Il periodo della Reggenza è perfetto anche per giochi come Mondo di Tenebra, visto che siamo a cavallo tra romanticismo e realismo… un momento perfetto per giocare creature della notte, spettri vendicativi e lugubri scapoli della brughiera. Ma come capita spesso con il VCB, potete anche interpretare il tema in senso lato. La “reggenza” può riferirsi a qualsiasi momento nel quale un legittimo sovrano è sostituito da qualcuno. Un figlio, un fratello, una madre… che sia una reggenza legale o un sopruso, poco importa. Si può sempre scrivere un’avventura interessante attorno alle teste coronate, no? E ovviamente potete dare lo sturo a tutto ciò che vi passa per la testa: classi, sistemi magici, dungeon, oggetti arcani, divinità, mostri… Personalmente mi dedicherò ad un’avventura per Household (è tanto che non ne scrivo una), forse una carriera (classe) per lo stesso sistema. E non mi spiacerebbe, tempo permettendo, allargare un po’ questo articolo in qualcosa di più corposo. Come PartecipareInnanzitutto, leggetevi di cosa stiamo parlando e come funziona, spiegato qui. Poi, se non ce l’avete già, apritevi un blog (Google è vostro amico, ci sono diverse piattaforme gratuite che possono ospitarlo: Blogger, GitHub Pages, WordPress.com…); in alternativa, potete fare in un attimo un post su Write.as come se aveste un blog anche se non vi va di crearne uno. Potete persino usare Dragons’ Lair, se volete. Potete aprire un blog lì e postare il vostro articolo. Sbizzarritevi a scrivere quello che volete sul tema del mese, per qualunque GdR! Nel vostro contributo linkate questo stesso post per far girare l’iniziativa, e far capire di che si sta parlando. Una volta pubblicato, fornitemi il link (potete usare i commenti qui sotto). Poco dopo la fine di ottobre provvederò a postare la raccolta di tutti i contributi. Ricordate: avete tempo dal 1 al 31 ottobre per pubblicare!
  39. Ma non è più Ravenloft. Molto meglio creare una nuova ambientazione steampunk a questo punto. Invece si usa il richiamo del nome di Ravenloft, lo si shakera perbene, ci si ficca dentro qualcosa di nuovo (e che c'entra poco con l'horror gotico che fa da motore al setting) e si spera che vada bene. Vedo solo il reiterarsi di un modo di fare che se ne fotte allegramente del cliente per perseguire questa... novità. Tra l'altro, questo teaser è davvero fatto male, ma male. Dato che Cox è un fautore dell'IA, possibile che sono riusciti a tirar fuori solo questa schifezza insipida?
  40. ELYNDRA - DRUIDA Il cammino procede abbastanza spedito. Di tanto in tanto sento dei sussurri in una lingua a me sconosciuta ma anche se non ne comprendo le parole ne riconosco l'antichità e la magnificenza di una razza che è riuscita a rallentare il tempo per ingannare la morte. Tengo la mano di Arthur, la presa e la posizione non è confortevole ma se dovesse succedermi qualcosa è vicino a lui che voglio essere. Finalmente ci fermiamo, le bende vengono rimosse, all'inizio la luce mi acceca ma subito dopo accarezza il mio viso. Mi guardo intorno. Occhi fissi su di noi. Quando i miei occhi si posano sul sovrano hanno un fremito. Non è paura, non è timore ma tenerezza. Mi aspettavo di vedere un essere imponente, forse lo è stato nel passato, ma a vederlo così mi sembra un vecchio albero secolare che potrebbe cadere per un soffio di vento. Appoggio un ginocchio a terra, si è proclamato Custode dei boschi e come tale merita rispetto. "Grazie per averci accolto, Thiriel Custode dei Boschi. Io sono Elyndra, figlia dei boschi." Con la mano accarezzo il terreno, chiudo gli occhi e inspiro come per sentire se la sofferenza del Sovrano sia anche quella della sua terra. Non aggiungo altro, non sono la più indicata a trattare con un Sovrano e attendo che anche gli altri si presentino. X DM
  41. Il mondo visivo scompare sotto le bende di lino grezzo, sostituito da una sinfonia di suoni ed odori: il profumo penetrante di muschio bagnato, lo scricchiolio di rami calpestati, il ritmo cadenzato dei vostri passi e, sopra ogni cosa, il sussurro leggero e quasi impercettibile degli elfi intorno a voi. Non siete soli con Calenhad. Sentite i passi della scorta che vi circonda e, presto, anche le loro voci. Parlano in un elfico stretto, rapido, che non cura minimamente di nascondere il sarcasmo. Sentite una voce femminile provenire da sopra le vostre teste e una voce maschile che risponde da terra, vicino a Thurin: In elfico Calenhad non risponde subito, ma sentite una pausa nel suo passo. Quando parla, la sua voce è ferma, anche se incrinata da una stanchezza antica: In elfico La camminata dura quasi due ore. Il terreno cambia: dal fango cedevole passate a radici intrecciate come gradini naturali, poi a una pietra levigata e antica. L'aria si fa più calda, impregnata di resine e incenso selvatico. Poi, improvvisamente, il cammino si ferma. Le bende vengono rimosse all'improvviso, accecandovi per qualche istante. Siete all'interno di un immenso spazio circolare racchiuso nel tronco cavo di un albero secolare. In alto, la chioma lascia filtrare lame di luce dorata. Attorno a voi, decine di elfi vi fissano in un silenzio di pietra. Al centro, su un seggio che sembra essere cresciuto direttamente dalle radici dell'albero, siede quello che desumete essere il Sovrano degli elfi. Ha un volto antico come la corteccia, segnato da un dolore profondo. Il suo mantello è chiuso da una semplice spilla di ferro grezzo, priva di stemmi — un dettaglio anonimo che stona palesemente con la fattura regale dei suoi abiti. Calenhad si inginocchia: In elfico Il Sovrano non guarda Calenhad. I suoi occhi grigi, freddi e distaccati, si posano direttamente su di voi. Si alza lentamente dal seggio di radici, appoggiandosi a un bastone di intarsio antico. "Io sono Thiriel, Custode di questo bosco e Sovrano degli elfi di Tuern." La sua voce rimbomba solenne nella cavità dell'albero, sottile e fredda come il vento d'inverno. "Siete giunti nella mia dimora in tempi oscuri. Tempi scritti col sangue. Mentre la terra sotto le nostre radici trema per forze inquietanti e i nostri confini vengono profanati dal tradimento, voi vi presentate alla mia porta invocando antiche usanze." Thiriel compie un singolo passo in avanti, la mano serrata sul bastone, e vi osserva uno a uno, indugiando per un istante sulle vostre mani nude e privi di armi. "I miei guardiani vi hanno concesso il passaggio perché avete rispettato le nostre leggi di confine, ed è solo per questo che vi è concessa la parola. Ma la mia pazienza è sottile e la fiducia è un lusso che questo luogo non può più permettersi." Abbassa leggermente il capo, fissandovi con severa fermezza. "Parlate, dunque. Ditemi cosa spinge degli stranieri a cercare udienza davanti al mio trono?"
  42. Quando ho visto questa specie di storyboard, tutto l'entusiasmo è calato di botto. Da quanto si legge, sembra trattarsi di un reboot del vecchio boxed set, con più o meno gli stessi elementi. Più volte ci sono note dove si dice che le voci devono essere sintetiche, "facili". Con due anni di tempo a disposizione, spero che venga fuori qualcosa di buono, ma questa fotografia suscita più di qualche perplessità sul risultato finale. Spero vivamente di sbagliarmi.
  43. Tracy Hickman ha condiviso un aggiornamento sul progetto di Dragonlance a cui sta lavorando insieme a Margaret Weis, coautrice dell’ambientazione, e all’attore Joe Manganiello. L’aggiornamento include alcune foto di una lavagna e un riferimento a prodotti futuri nel 2029. Sulla lavagna compare la scaletta di un manuale, che sembra collocare gli eventi nello stesso periodo delle Cronache di Dragonlance originali, quando il Signore dei Draghi Ariakas invia gli altri Signori dei Draghi e i loro eserciti in tutto il mondo di Krynn. Include anche regole per cavalcare i draghi e per il combattimento, oltre a regole per la guerra. Compare inoltre un riferimento a Signori dei Draghi kender, un concetto destinato a suscitare un brivido di... qualcosa. Il manuale assegna ai personaggi dei giocatori il ruolo di Eroi della Lancia, al posto dei personaggi originali dei romanzi e dei moduli d’avventura, e permette di iniziare da diversi luoghi del mondo di Krynn. In origine, le avventure di Dragonlance iniziavano nella cittadina di Solace e i giocatori interpretavano personaggi pregenerati che comparivano nella serie di romanzi abbinata. L’evento di D&D tenutosi alla Gen Con di quest’anno ha presentato la linea 'D&D Icons', dedicata a mondi e autori della storia di D&D. Tra i nomi di spicco figuravano Weis e Hickman, insieme a R. A. Salvatore, il creatore di Drizz't Do'Urden. Joe Manganiello è il direttore creativo della linea. Articolo originale Morrus, pubblicato il 24 settembre 2026 su EN World: Weis, Hickman, and Manganiello update on Dragonlance world book.
  44. Arthur Hornraven - Mago Umano L'atteggiamento più delicato e disteso di Calenhad mi fanno capire che la prima parte della trattativa diplomatica è andata a buon fine. Sono felice di essere stato efficace,ma tutt'altro che sereno. So bene che ho vinto una piccola battaglia ma la fiducia del loro re è tutt'altra storia, e per conquistarla stiamo mettendo a repentaglio la vita. Le tue parole di stima mi onorano Sir Calenhad, ma le mie parole sono state pienamente sincere, rispetto e stimo la cultura elfica ma ciò che ci ha spinto ad intraprendere questo viaggio è proprio il credere che non esista altra scelta se non quella di unire le forze e appianare le divergenze per prepararci ad affrontare un qualcosa di terribile. Io sono giovane e sono giunto in questa isola da pochi decadi, ma già mi sono reso conto della gravità della situazione. Confido e spero nel buonsenso di tutti i leader delle varie razze che abitano qui. Ma nessuno oltre a voi ha una conoscenza e un ricordo così vivido dei fatti che sono iniziati decenni orsono. Una benda cala sui miei occhi, sento poco distante l'elfo sussurrare un qualcosa in una Lingua a me sconosciuta e la sottile voce di Elyndra rispondere nello stesso codice. Un moto di gelosia si impossessa di me...ma è solo un attimo. Sento la mano della giovane, bellissima e fiera druida cercare la mia tastando il mio braccio. La cerco a mia volta e la stringo tirando la a me ,nutrendomi di quel contatto così vitale e determinante per me. Ora sono pronto ad essere condotto nel cuore del regno elfico.
  45. anche questo è un aspetto molto vero. E Dragonlance (i suoi fan) soffre di una forte dipendenza dalla sua storia. Però autori bravi possono essere in grado di far evolvere e far appassionare i lettori/giocatori senza rimanere ancorati sempre alla stessa e identica 'istantanea'... E dal mio punto di vista sarebbe anche auspicabile. Altrimenti non ci si può neanche lamentare che abbiamo sempre gli stessi prodotti ripubblicati solo con una diversa tonalità di colore. Un esempio, per quanto non proprio aderente, è stato l'avanzamento della Timeline dei FR dalla 2e alla 3e. Il lavoro è stato fatto bene. Non vedo perchè, con i limiti del caso di cui soffre Dragonlance, non possa essere fatto.
  46. Il "Dragons riding humans?" scritto nell'angolino della lavagna ha evocato nella mia mente immagini orribili.
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