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Quanto materiale di D&D esiste? Parte 1: le edizioni
Quale edizione di D&D ha prodotto più materiale? Cinquant’anni di manuali, scatole e accessori messi a confronto, contando prodotti, pagine e il costo di una collezione quasi completa. In oltre cinquant’anni è stata creata una quantità enorme di materiale per D&D: centinaia di prodotti per il gioco di ruolo, romanzi, fumetti e videogiochi; migliaia di miniature; innumerevoli avventure di gioco organizzato, spesso disponibili solo per breve tempo; traduzioni dei prodotti di D&D in decine di lingue; un vastissimo assortimento di abbigliamento, giocattoli e altro merchandising su licenza; e una quantità in continua crescita di contenuti pubblicati dagli appassionati sulla Dungeon Masters Guild. Non è più possibile collezionare, e forse nemmeno contare, tutta questa “roba” di D&D. Contare il materiale di D&D diventa un po’ più semplice se restringiamo il significato di “roba”. Possiamo calcolare quanti prodotti di gioco di D&D abbiano distribuito nei negozi TSR e WotC. Possiamo stabilire quante pagine di materiale contenga ciascun volume. Possiamo persino stimare quanto costi essere un collezionista di D&D. Questa serie di articoli si propone proprio questo, nel tentativo di rispondere alla domanda: ma quanto materiale di D&D esiste? Prodotti, pagine e prezzi: che cosa conteremoIn questo primo articolo della serie limiteremo l’indagine alle scatole, ai manuali e agli accessori di D&D venduti nei negozi di giochi. Per il momento lasceremo da parte romanzi, riviste, miniature, uscite per il gioco organizzato, prodotti su licenza e merchandising, concentrandoci esclusivamente sui prodotti per il gioco di ruolo da tavolo D&D. Per ciascuna delle principali edizioni del gioco annoteremo il numero totale di prodotti, sommeremo le pagine di nuovo materiale di gioco e stimeremo quanto sarebbe costato a un ipotetico collezionista comprare tutto al momento dell’uscita. Original D&D: le origini e i criteri del conteggioLa linea originale di D&D comprendeva soltanto sei prodotti fondamentali: l’originale 3-Volume Set di D&D, i Supplements I-IV e Swords & Spells. A questi sei aggiungeremo le Character Record Sheets del 1977, tutti i set di Dungeon e Outdoor Geomorphs e i vari set di Monster & Treasure Assortment. Quando, nel 1980 e nel 1981, i set di accessori furono raccolti e ristampati, quei prodotti erano destinati tanto a Basic D&D quanto a Original D&D, ma li includeremo qui. Ecco i grafici di Original D&D: La maggior parte dei contenuti uscì nell’arco di tre anni, ma il picco nel numero di prodotti arrivò un anno più tardi, con la pubblicazione di diversi accessori composti da poche pagine. Nel 1977 l’attenzione della TSR si era ormai spostata su Basic D&D, e da una linea così limitata non possiamo trarre molte conclusioni. Avrete forse notato che, nei grafici qui sopra, le raccolte Dungeon Geomorph e Monster & Treasure del 1980 e del 1981 compaiono nei grafici dei prodotti e dei prezzi, mentre le pagine indicate per il 1980 e il 1981 sono zero. Ristampe, prezzi originali e copertine alternativeQuesto ci porta ad alcune convenzioni di conteggio che adotteremo nella serie. D&D ha una lunga tradizione di ristampe e riutilizzo di materiale precedente. Quando un nuovo prodotto è composto esclusivamente da materiale ristampato da fonti precedenti, lo conteremo come nuovo prodotto, ma non includeremo quelle pagine nel totale complessivo, perché non sono pagine inedite. Per il prezzo useremo il prezzo di vendita originale del prodotto, seguendo le spese di un ipotetico collezionista di D&D che accumula voracemente materiale fin dagli anni Settanta. Di norma il collezionista acquista una copia di ciascun prodotto, ma evita quelli che presentano soltanto una copertina diversa. Questo significa che, quando arriveremo alla 5e, il nostro ipotetico collezionista si risparmierà una spesa di 1.763,78 dollari per la serie completa di trenta (!) copertine alternative destinate ai negozi specializzati. I totali per Original D&D sono i seguenti: Prodotti: 16 Pagine: 518 Costo: 68,41 dollari Basic D&D: diciotto anni di scatole e avventureIl Basic Set del 1977, i Basic ed Expert Set del 1981 e il Basic Set del 1983 con le espansioni Expert, Companion, Master e Immortal sono, tecnicamente, edizioni diverse del regolamento di Basic D&D. Ai fini di questo articolo, però, li considereremo tutti parte di un’unica linea di prodotti di Basic D&D e li conteremo di conseguenza. La linea di Basic D&D ha un punto di conclusione abbastanza netto nel 1993, subito prima del passaggio dell’ambientazione Mystara ad AD&D, ma in questo articolo considereremo The Classic Dungeons & Dragons Game del 1994 come l’ultimo prodotto di Basic D&D. Nel 1996 fu ristampato con una classica copertina raffigurante un drago rosso, ma il contenuto della scatola era identico, perciò il nostro ipotetico collezionista non lo acquistò. Ecco i grafici relativi ai diciotto anni di attività della linea di Basic D&D: Spicca il picco del 1987, sia nel numero di prodotti sia nelle pagine: corrisponde all’uscita dei primi quattro prodotti della linea Gazetteer, oltre a una dozzina di altre avventure e accessori per Basic D&D. Nei grafici delle pagine e dei prezzi c’è un secondo picco nel 1991 e nel 1992. Rispecchia l’uscita della versione del 1991 di Dungeons & Dragons Game, nella scatola nera, e delle scatole Dragon’s Den, The Goblin’s Lair e The Haunted Tower, più grandi e costose, oltre alla corposa Rules Cyclopedia. I totali per Basic D&D sono i seguenti: Prodotti: 129 Pagine: 7.624 Costo: 1.149,19 dollari AD&D 1a edizione: dalle avventure brevi ai volumi più corposiLa linea di prodotti della prima edizione di Advanced Dungeons & Dragons durò dodici anni. Per tutto quel periodo dovette confrontarsi con la concorrenza della linea Basic D&D, ma riuscì comunque a superare la media di un prodotto al mese. Ecco i grafici di AD&D: Qui risulta evidente il numero relativamente basso di pagine pubblicate ogni anno prima del 1983. Il motivo è che, agli inizi, AD&D proponeva soprattutto avventure brevi. Soltanto nel 1983 la quantità di nuovi contenuti di AD&D superò per la prima volta le 500 pagine in un anno. A quell’aumento corrispose una crescita della spesa necessaria per collezionare tutto, soprattutto dal 1985 in poi. I totali per la prima edizione di AD&D sono i seguenti: Prodotti: 146 Pagine: 7.396 Costo: 1.136,94 dollari AD&D 2a edizione: il picco produttivo e la crisi della TSRVista l’enorme quantità di materiale prodotto in quel periodo, è facile dimenticare che AD&D 2e durò un anno in meno rispetto alla precedente edizione di AD&D. L’aumento rispetto alla 1e fu netto: i prodotti della 2e furono più del triplo di quelli della 1e e le pagine di contenuti pubblicati quasi otto volte tante. Gran parte di quei contenuti derivava dal proliferare delle ambientazioni. Ecco i grafici della 2e: È interessante osservare la crescita costante dei prodotti e delle pagine pubblicati ogni anno, e della spesa del nostro collezionista, fino al 1995, quando D&D raggiunse il suo picco produttivo. Quell’anno uscirono ben 8.808 pagine di contenuti di D&D, distribuite in 79 prodotti. Comprandoli tutti, vi sareste ritrovati con 1.205,90 dollari in meno. Era chiaramente un ritmo insostenibile, e per il 1996 la produzione fu ridimensionata. Non bastò a impedire il crollo della TSR, e nel 1997 non uscì alcun prodotto di D&D finché la WotC non rilevò l’azienda. Nel 1998, il suo primo anno intero alla guida di D&D, la WotC proseguì la produzione in gran parte secondo i piani della TSR, sfornando quasi 50 prodotti e circa 5.000 pagine di contenuti. Negli ultimi anni del secolo, però, una rapida sfoltita alle ambientazioni e alle linee di prodotti avviò D&D verso il calendario di uscite più tranquillo della 3e. I totali per la seconda edizione di AD&D sono i seguenti: Prodotti: 550 Pagine: 56.850 Costo: 8.374,57 dollari Fuori dalle edizioni: Fast-Play e il venticinquesimo anniversarioNel 1999 la WotC sperimentò una versione di D&D dal regolamento leggero, chiamata Fast-Play. Quello stesso anno uscì anche la Silver Anniversary Collector’s Edition, composta soprattutto da ristampe ma comprendente l’avventura fino ad allora inedita L3: Deep Dwarven Delve. Questi prodotti non appartengono a nessuna delle edizioni, ma ne terremo conto qui. I totali per questo gruppo eterogeneo sono i seguenti: Prodotti: 5 Pagine: 152 Costo: 69,85 dollari D&D 3a edizione: meno uscite, più pagine e coloreDurante la 2e la produzione media fu di circa 50 prodotti e 5.000 pagine all’anno: un livello che, a posteriori, risultava eccessivo sia per chi produceva sia per chi acquistava. Con la 3e il ritmo scese a una media più ragionevole di 20 prodotti e 3.000 pagine all’anno. L’inizio dell’era della 3e segnò anche il graduale abbandono dei prodotti in bianco e nero a favore di pubblicazioni esclusivamente a colori, su carta patinata. Ecco i grafici della 3e: Questi grafici mostrano una netta distinzione tra il periodo della 3.0 e quello della 3.5: gli anni dal 2000 al 2003 sono caratterizzati da poche uscite e da un numero contenuto di pagine. Nel 2004 il ritmo era già aumentato e si producevano più pagine di contenuti di D&D che in qualunque altro momento dai primi anni Novanta. Il passaggio a una produzione composta soprattutto da volumi a colori con copertina rigida fece salire la media a 145 pagine per prodotto, contro le 105 dell’era della 2e, e aumentò anche il costo medio per pagina: 17 centesimi di dollaro nella 3e, rispetto ai 15 centesimi che si registravano dagli anni Ottanta. I totali per la terza edizione sono i seguenti: Prodotti: 171 Pagine: 24.732 Costo: 4.286,51 dollari D&D 4a edizione: cinque anni intensi e un mare di carteRispetto alle precedenti, la quarta edizione ebbe una durata limitata a cinque anni, ma il ritmo produttivo fu simile a quello dell’ultima fase della 3e. Ci fu una lieve riduzione, di circa il 10%, della media delle pagine prodotte ogni anno, ma un aumento di quasi il 30% nel numero di prodotti. La ragione principale furono tutte le Power Cards prodotte per i giocatori: trenta mazzi diversi tra il 2009 e il 2010. Rappresentavano oltre un terzo del numero totale di prodotti di quei due anni. Per non impazzire, ignoreremo del tutto le cinque serie di Fortune Cards vendute in bustine di espansione sigillate nel 2011 e nel 2012. Per completare ciascuna serie di 80 carte sarebbe stato necessario comprare un bel po’ di bustine, ma il nostro ipotetico collezionista riesce a resistere alla tentazione, a differenza di chi scrive. Ecco i grafici della 4e: Il numero annuo di pagine dei primi anni della 4e è simile a quello dell’ultima fase della 3e, con una lieve flessione nell’anno del lancio. La spesa annua per collezionare tutto era in realtà leggermente inferiore a quella della tarda 3e, ma soltanto riuscendo a resistere alla tentazione di raccogliere tutti quei diversi pacchetti di carte. Il brusco calo della produzione dopo il 2010 segnò l’inizio della fine di una delle edizioni più rivoluzionarie e controverse. I totali per la quarta edizione sono i seguenti: Prodotti: 135 Pagine: 13.458 Costo: 2.874,61 dollari Tra 4a e 5a edizione: ristampe di pregio e D&D NextLa pausa produttiva tra la quarta e la quinta edizione fu insolitamente lunga, e la WotC colmò il vuoto con una serie di ristampe “premium” di manuali della prima, della seconda e della 3.5, concludendo con una splendida ristampa dell’originale 3-Volume Set, e dei Supplements, in una scatola di legno. In questo periodo uscirono anche due manuali cartacei di D&D Next, basati su una versione di playtest di quella che sarebbe diventata la quinta edizione. Ai fini di questo articolo conteremo tutti questi prodotti separatamente dalle varie edizioni. A parte la nuova avventura A0: Danger at Darkshelf Quarry, inclusa nella raccolta Against the Slavelords, e le due avventure di D&D Next, questi prodotti non aggiungono nulla al nostro totale cumulativo delle pagine. Dato però che in quel periodo uscì poco altro, supporremo che il nostro ipotetico collezionista abbia acquistato queste ristampe e le aggiungeremo al costo totale. I totali per questo gruppo eterogeneo sono i seguenti: Prodotti: 17 Pagine: 216 Costo: 874,19 dollari D&D 5a edizione: uscite misurate e collezionismo più accessibilePer scelta deliberata, la quinta edizione di D&D adottò un approccio produttivo molto diverso, con appena 13 prodotti nei primi tre anni. Nel 2017, evidentemente in risposta alla popolarità della nuova edizione, il numero delle uscite salì fino a stabilizzarsi su sette prodotti all’anno, ai quali in alcuni anni si aggiunsero altri accessori. Nel 2018 e nel 2019 uscirono tre set di tessere per dungeon, quattro set di dadi e tre set di mappe, mentre nel 2022 arrivarono due set di accessori Campaign Case. La flessione del 2023 è dovuta al rinvio di The Deck of Many Things a gennaio 2024. Ecco i grafici della 5e: Se riuscite a resistere alla tentazione delle copertine alternative e dei numerosi prodotti di D&D su licenza, la 5e è l’edizione più conveniente da collezionare dai tempi della 1e. Restare al passo con le uscite di AD&D vi sarebbe costato in media 95 dollari all’anno. Al confronto, i 308 dollari annui della 5e possono sembrare molti, ma sono ampiamente superati dalla 3e, con 536 dollari all’anno, dalla 4e, con 575, e dalla 2e, con ben 751. Nessuno di questi importi è stato adeguato all’inflazione, il che rende ancora più significativa la relativa convenienza del collezionare la 5e. I totali per la quinta edizione, fino alla fine del 2025, sono i seguenti: Prodotti: 84 Pagine: 13.111 Costo: 3.586,26 dollari Una collezione quasi completa: cinquant’anni di D&D a confrontoDopo cinquant’anni, il nostro ipotetico collezionista di D&D ha speso una cifra stimata di 22.918,47 dollari e possiede una collezione quasi completa di 1.253 prodotti per il gioco di ruolo D&D, contenenti 124.057 pagine di materiale da leggere. Impilati in un’unica colonna, tutti quei manuali e quelle scatole di D&D raggiungerebbero più o meno l’altezza di un edificio di sei piani, almeno finché il peso dei manuali non schiacciasse le scatole. Al ritmo di una pagina al minuto, calcolato in base al numero medio di parole e alla velocità di lettura, al nostro collezionista servirebbero tre mesi di lettura ininterrotta, senza dormire, per assimilare l’intera collezione. Scatole, copertine rigide e brossure: come cambiano i formati Possiamo rappresentare l’intera collezione in diversi modi. Qui sopra c’è un grafico basato sul tipo di prodotto: scatole, manuali con copertina rigida, libri in brossura e tutto il resto. Il picco produttivo delle scatole fu nel 1994, quello delle brossure nel 1995, quello dei volumi con copertina rigida nel 2007 e quello dei prodotti vari nel 2009, per via di quei set di carte della 4e. È un modo interessante di visualizzare come sia cambiata negli anni la produzione di D&D. Le pagine pubblicate ogni anno e il primato della 2a edizione Qui sopra è rappresentato il numero di pagine di nuovi contenuti prodotte ogni anno; i colori mostrano il contributo relativo di ciascuna edizione al patrimonio di D&D. La 2e domina chiaramente il conteggio delle pagine, ma, pur con il suo lento calendario di uscite, la 5e supererà il totale delle pagine della 4e all’inizio del 2026. Per superare quello della 3e dovrà arrivare al 2035 e, ammesso che la 5e sia davvero un’edizione destinata a durare per sempre, finirà per superare il totale delle pagine della 2e intorno al 2061. Il peso di ogni edizione: prodotti, pagine e spesa complessivaPassiamo ora a visualizzare il contributo relativo di ogni edizione a D&D attraverso grafici a torta. I risultati cambiano a seconda che si confrontino i prodotti, le pagine o il costo totale della collezione. Quanto al numero di prodotti, la 2e è di gran lunga al primo posto, con il 45%, seguita dalla 3e con il 14%, dalla 1e con il 12%, dalla 4e con l’11%, da Basic con l’11% e dalla 5e con appena il 7%. Il maggior numero di pagine dei prodotti più recenti cambia un po’ il quadro quando si considera il totale delle pagine. Aumentano così le quote della 3e, che raggiunge il 20% del totale, e della 5e, con l’11%, mentre si riducono le fette di Basic e della 1e, entrambe al 6%. Infine, considerare quanto costi collezionare tutto ciò che appartiene a un’edizione sposta ulteriormente il peso verso le edizioni più recenti, e quindi più costose. La spesa maggiore resta quella per collezionare la 2e, con il 39%, ma la 5e sale ora al terzo posto, con il 16%, dietro la 3e, con il 20%. È interessante notare che, se aveste collezionato materiale fin dall’inizio, a questo punto avreste dato più denaro alla WotC che alla TSR, e avreste speso quasi esattamente metà della somma totale nel XX secolo e metà nel XXI. Le medie a confronto: quanto costa una pagina di D&D?Per concludere l’articolo, ecco alcuni confronti fra le edizioni: Non sorprende che la 2e sia in testa per numero di prodotti, pagine e costo della collezione, calcolati come medie sull’intero arco della sua durata. Non sorprende neppure che la 5e abbia il maggior numero di pagine e il prezzo più alto per prodotto, dato che i manuali di D&D sono diventati nel tempo più voluminosi e costosi. L’ultimo grafico, quello del costo medio per pagina, è l’unico in cui i valori crescono in ordine cronologico. OD&D costava 11 centesimi di dollaro a pagina; Basic, la 1e e la 2e avevano tutte una media di 15 centesimi; la 3e salì a 17; la 4e costava 21; e la 5e arriva a 27. Possiamo concludere che oggi acquistare D&D costa, per pagina, quasi il doppio rispetto al secolo scorso. Se avete seguito l’articolo fino alla fine, grazie per l’attenzione. Nel prossimo articolo della serie ci concentreremo sulle varie ambientazioni per campagne di D&D e sulla quantità di materiale prodotto per ciascuna. Articolo originale Echohawk, pubblicato il 19 settembre 2025 su EN World: How Much D&D Stuff Is There Anyway? Part 1: Editions. Visualizza pubblicazione completo
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Quanto materiale di D&D esiste? Parte 1: le edizioni
In oltre cinquant’anni è stata creata una quantità enorme di materiale per D&D: centinaia di prodotti per il gioco di ruolo, romanzi, fumetti e videogiochi; migliaia di miniature; innumerevoli avventure di gioco organizzato, spesso disponibili solo per breve tempo; traduzioni dei prodotti di D&D in decine di lingue; un vastissimo assortimento di abbigliamento, giocattoli e altro merchandising su licenza; e una quantità in continua crescita di contenuti pubblicati dagli appassionati sulla Dungeon Masters Guild. Non è più possibile collezionare, e forse nemmeno contare, tutta questa “roba” di D&D. Contare il materiale di D&D diventa un po’ più semplice se restringiamo il significato di “roba”. Possiamo calcolare quanti prodotti di gioco di D&D abbiano distribuito nei negozi TSR e WotC. Possiamo stabilire quante pagine di materiale contenga ciascun volume. Possiamo persino stimare quanto costi essere un collezionista di D&D. Questa serie di articoli si propone proprio questo, nel tentativo di rispondere alla domanda: ma quanto materiale di D&D esiste? Prodotti, pagine e prezzi: che cosa conteremoIn questo primo articolo della serie limiteremo l’indagine alle scatole, ai manuali e agli accessori di D&D venduti nei negozi di giochi. Per il momento lasceremo da parte romanzi, riviste, miniature, uscite per il gioco organizzato, prodotti su licenza e merchandising, concentrandoci esclusivamente sui prodotti per il gioco di ruolo da tavolo D&D. Per ciascuna delle principali edizioni del gioco annoteremo il numero totale di prodotti, sommeremo le pagine di nuovo materiale di gioco e stimeremo quanto sarebbe costato a un ipotetico collezionista comprare tutto al momento dell’uscita. Original D&D: le origini e i criteri del conteggioLa linea originale di D&D comprendeva soltanto sei prodotti fondamentali: l’originale 3-Volume Set di D&D, i Supplements I-IV e Swords & Spells. A questi sei aggiungeremo le Character Record Sheets del 1977, tutti i set di Dungeon e Outdoor Geomorphs e i vari set di Monster & Treasure Assortment. Quando, nel 1980 e nel 1981, i set di accessori furono raccolti e ristampati, quei prodotti erano destinati tanto a Basic D&D quanto a Original D&D, ma li includeremo qui. Ecco i grafici di Original D&D: La maggior parte dei contenuti uscì nell’arco di tre anni, ma il picco nel numero di prodotti arrivò un anno più tardi, con la pubblicazione di diversi accessori composti da poche pagine. Nel 1977 l’attenzione della TSR si era ormai spostata su Basic D&D, e da una linea così limitata non possiamo trarre molte conclusioni. Avrete forse notato che, nei grafici qui sopra, le raccolte Dungeon Geomorph e Monster & Treasure del 1980 e del 1981 compaiono nei grafici dei prodotti e dei prezzi, mentre le pagine indicate per il 1980 e il 1981 sono zero. Ristampe, prezzi originali e copertine alternativeQuesto ci porta ad alcune convenzioni di conteggio che adotteremo nella serie. D&D ha una lunga tradizione di ristampe e riutilizzo di materiale precedente. Quando un nuovo prodotto è composto esclusivamente da materiale ristampato da fonti precedenti, lo conteremo come nuovo prodotto, ma non includeremo quelle pagine nel totale complessivo, perché non sono pagine inedite. Per il prezzo useremo il prezzo di vendita originale del prodotto, seguendo le spese di un ipotetico collezionista di D&D che accumula voracemente materiale fin dagli anni Settanta. Di norma il collezionista acquista una copia di ciascun prodotto, ma evita quelli che presentano soltanto una copertina diversa. Questo significa che, quando arriveremo alla 5e, il nostro ipotetico collezionista si risparmierà una spesa di 1.763,78 dollari per la serie completa di trenta (!) copertine alternative destinate ai negozi specializzati. I totali per Original D&D sono i seguenti: Prodotti: 16 Pagine: 518 Costo: 68,41 dollari Basic D&D: diciotto anni di scatole e avventureIl Basic Set del 1977, i Basic ed Expert Set del 1981 e il Basic Set del 1983 con le espansioni Expert, Companion, Master e Immortal sono, tecnicamente, edizioni diverse del regolamento di Basic D&D. Ai fini di questo articolo, però, li considereremo tutti parte di un’unica linea di prodotti di Basic D&D e li conteremo di conseguenza. La linea di Basic D&D ha un punto di conclusione abbastanza netto nel 1993, subito prima del passaggio dell’ambientazione Mystara ad AD&D, ma in questo articolo considereremo The Classic Dungeons & Dragons Game del 1994 come l’ultimo prodotto di Basic D&D. Nel 1996 fu ristampato con una classica copertina raffigurante un drago rosso, ma il contenuto della scatola era identico, perciò il nostro ipotetico collezionista non lo acquistò. Ecco i grafici relativi ai diciotto anni di attività della linea di Basic D&D: Spicca il picco del 1987, sia nel numero di prodotti sia nelle pagine: corrisponde all’uscita dei primi quattro prodotti della linea Gazetteer, oltre a una dozzina di altre avventure e accessori per Basic D&D. Nei grafici delle pagine e dei prezzi c’è un secondo picco nel 1991 e nel 1992. Rispecchia l’uscita della versione del 1991 di Dungeons & Dragons Game, nella scatola nera, e delle scatole Dragon’s Den, The Goblin’s Lair e The Haunted Tower, più grandi e costose, oltre alla corposa Rules Cyclopedia. I totali per Basic D&D sono i seguenti: Prodotti: 129 Pagine: 7.624 Costo: 1.149,19 dollari AD&D 1a edizione: dalle avventure brevi ai volumi più corposiLa linea di prodotti della prima edizione di Advanced Dungeons & Dragons durò dodici anni. Per tutto quel periodo dovette confrontarsi con la concorrenza della linea Basic D&D, ma riuscì comunque a superare la media di un prodotto al mese. Ecco i grafici di AD&D: Qui risulta evidente il numero relativamente basso di pagine pubblicate ogni anno prima del 1983. Il motivo è che, agli inizi, AD&D proponeva soprattutto avventure brevi. Soltanto nel 1983 la quantità di nuovi contenuti di AD&D superò per la prima volta le 500 pagine in un anno. A quell’aumento corrispose una crescita della spesa necessaria per collezionare tutto, soprattutto dal 1985 in poi. I totali per la prima edizione di AD&D sono i seguenti: Prodotti: 146 Pagine: 7.396 Costo: 1.136,94 dollari AD&D 2a edizione: il picco produttivo e la crisi della TSRVista l’enorme quantità di materiale prodotto in quel periodo, è facile dimenticare che AD&D 2e durò un anno in meno rispetto alla precedente edizione di AD&D. L’aumento rispetto alla 1e fu netto: i prodotti della 2e furono più del triplo di quelli della 1e e le pagine di contenuti pubblicati quasi otto volte tante. Gran parte di quei contenuti derivava dal proliferare delle ambientazioni. Ecco i grafici della 2e: È interessante osservare la crescita costante dei prodotti e delle pagine pubblicati ogni anno, e della spesa del nostro collezionista, fino al 1995, quando D&D raggiunse il suo picco produttivo. Quell’anno uscirono ben 8.808 pagine di contenuti di D&D, distribuite in 79 prodotti. Comprandoli tutti, vi sareste ritrovati con 1.205,90 dollari in meno. Era chiaramente un ritmo insostenibile, e per il 1996 la produzione fu ridimensionata. Non bastò a impedire il crollo della TSR, e nel 1997 non uscì alcun prodotto di D&D finché la WotC non rilevò l’azienda. Nel 1998, il suo primo anno intero alla guida di D&D, la WotC proseguì la produzione in gran parte secondo i piani della TSR, sfornando quasi 50 prodotti e circa 5.000 pagine di contenuti. Negli ultimi anni del secolo, però, una rapida sfoltita alle ambientazioni e alle linee di prodotti avviò D&D verso il calendario di uscite più tranquillo della 3e. I totali per la seconda edizione di AD&D sono i seguenti: Prodotti: 550 Pagine: 56.850 Costo: 8.374,57 dollari Fuori dalle edizioni: Fast-Play e il venticinquesimo anniversarioNel 1999 la WotC sperimentò una versione di D&D dal regolamento leggero, chiamata Fast-Play. Quello stesso anno uscì anche la Silver Anniversary Collector’s Edition, composta soprattutto da ristampe ma comprendente l’avventura fino ad allora inedita L3: Deep Dwarven Delve. Questi prodotti non appartengono a nessuna delle edizioni, ma ne terremo conto qui. I totali per questo gruppo eterogeneo sono i seguenti: Prodotti: 5 Pagine: 152 Costo: 69,85 dollari D&D 3a edizione: meno uscite, più pagine e coloreDurante la 2e la produzione media fu di circa 50 prodotti e 5.000 pagine all’anno: un livello che, a posteriori, risultava eccessivo sia per chi produceva sia per chi acquistava. Con la 3e il ritmo scese a una media più ragionevole di 20 prodotti e 3.000 pagine all’anno. L’inizio dell’era della 3e segnò anche il graduale abbandono dei prodotti in bianco e nero a favore di pubblicazioni esclusivamente a colori, su carta patinata. Ecco i grafici della 3e: Questi grafici mostrano una netta distinzione tra il periodo della 3.0 e quello della 3.5: gli anni dal 2000 al 2003 sono caratterizzati da poche uscite e da un numero contenuto di pagine. Nel 2004 il ritmo era già aumentato e si producevano più pagine di contenuti di D&D che in qualunque altro momento dai primi anni Novanta. Il passaggio a una produzione composta soprattutto da volumi a colori con copertina rigida fece salire la media a 145 pagine per prodotto, contro le 105 dell’era della 2e, e aumentò anche il costo medio per pagina: 17 centesimi di dollaro nella 3e, rispetto ai 15 centesimi che si registravano dagli anni Ottanta. I totali per la terza edizione sono i seguenti: Prodotti: 171 Pagine: 24.732 Costo: 4.286,51 dollari D&D 4a edizione: cinque anni intensi e un mare di carteRispetto alle precedenti, la quarta edizione ebbe una durata limitata a cinque anni, ma il ritmo produttivo fu simile a quello dell’ultima fase della 3e. Ci fu una lieve riduzione, di circa il 10%, della media delle pagine prodotte ogni anno, ma un aumento di quasi il 30% nel numero di prodotti. La ragione principale furono tutte le Power Cards prodotte per i giocatori: trenta mazzi diversi tra il 2009 e il 2010. Rappresentavano oltre un terzo del numero totale di prodotti di quei due anni. Per non impazzire, ignoreremo del tutto le cinque serie di Fortune Cards vendute in bustine di espansione sigillate nel 2011 e nel 2012. Per completare ciascuna serie di 80 carte sarebbe stato necessario comprare un bel po’ di bustine, ma il nostro ipotetico collezionista riesce a resistere alla tentazione, a differenza di chi scrive. Ecco i grafici della 4e: Il numero annuo di pagine dei primi anni della 4e è simile a quello dell’ultima fase della 3e, con una lieve flessione nell’anno del lancio. La spesa annua per collezionare tutto era in realtà leggermente inferiore a quella della tarda 3e, ma soltanto riuscendo a resistere alla tentazione di raccogliere tutti quei diversi pacchetti di carte. Il brusco calo della produzione dopo il 2010 segnò l’inizio della fine di una delle edizioni più rivoluzionarie e controverse. I totali per la quarta edizione sono i seguenti: Prodotti: 135 Pagine: 13.458 Costo: 2.874,61 dollari Tra 4a e 5a edizione: ristampe di pregio e D&D NextLa pausa produttiva tra la quarta e la quinta edizione fu insolitamente lunga, e la WotC colmò il vuoto con una serie di ristampe “premium” di manuali della prima, della seconda e della 3.5, concludendo con una splendida ristampa dell’originale 3-Volume Set, e dei Supplements, in una scatola di legno. In questo periodo uscirono anche due manuali cartacei di D&D Next, basati su una versione di playtest di quella che sarebbe diventata la quinta edizione. Ai fini di questo articolo conteremo tutti questi prodotti separatamente dalle varie edizioni. A parte la nuova avventura A0: Danger at Darkshelf Quarry, inclusa nella raccolta Against the Slavelords, e le due avventure di D&D Next, questi prodotti non aggiungono nulla al nostro totale cumulativo delle pagine. Dato però che in quel periodo uscì poco altro, supporremo che il nostro ipotetico collezionista abbia acquistato queste ristampe e le aggiungeremo al costo totale. I totali per questo gruppo eterogeneo sono i seguenti: Prodotti: 17 Pagine: 216 Costo: 874,19 dollari D&D 5a edizione: uscite misurate e collezionismo più accessibilePer scelta deliberata, la quinta edizione di D&D adottò un approccio produttivo molto diverso, con appena 13 prodotti nei primi tre anni. Nel 2017, evidentemente in risposta alla popolarità della nuova edizione, il numero delle uscite salì fino a stabilizzarsi su sette prodotti all’anno, ai quali in alcuni anni si aggiunsero altri accessori. Nel 2018 e nel 2019 uscirono tre set di tessere per dungeon, quattro set di dadi e tre set di mappe, mentre nel 2022 arrivarono due set di accessori Campaign Case. La flessione del 2023 è dovuta al rinvio di The Deck of Many Things a gennaio 2024. Ecco i grafici della 5e: Se riuscite a resistere alla tentazione delle copertine alternative e dei numerosi prodotti di D&D su licenza, la 5e è l’edizione più conveniente da collezionare dai tempi della 1e. Restare al passo con le uscite di AD&D vi sarebbe costato in media 95 dollari all’anno. Al confronto, i 308 dollari annui della 5e possono sembrare molti, ma sono ampiamente superati dalla 3e, con 536 dollari all’anno, dalla 4e, con 575, e dalla 2e, con ben 751. Nessuno di questi importi è stato adeguato all’inflazione, il che rende ancora più significativa la relativa convenienza del collezionare la 5e. I totali per la quinta edizione, fino alla fine del 2025, sono i seguenti: Prodotti: 84 Pagine: 13.111 Costo: 3.586,26 dollari Una collezione quasi completa: cinquant’anni di D&D a confrontoDopo cinquant’anni, il nostro ipotetico collezionista di D&D ha speso una cifra stimata di 22.918,47 dollari e possiede una collezione quasi completa di 1.253 prodotti per il gioco di ruolo D&D, contenenti 124.057 pagine di materiale da leggere. Impilati in un’unica colonna, tutti quei manuali e quelle scatole di D&D raggiungerebbero più o meno l’altezza di un edificio di sei piani, almeno finché il peso dei manuali non schiacciasse le scatole. Al ritmo di una pagina al minuto, calcolato in base al numero medio di parole e alla velocità di lettura, al nostro collezionista servirebbero tre mesi di lettura ininterrotta, senza dormire, per assimilare l’intera collezione. Scatole, copertine rigide e brossure: come cambiano i formati Possiamo rappresentare l’intera collezione in diversi modi. Qui sopra c’è un grafico basato sul tipo di prodotto: scatole, manuali con copertina rigida, libri in brossura e tutto il resto. Il picco produttivo delle scatole fu nel 1994, quello delle brossure nel 1995, quello dei volumi con copertina rigida nel 2007 e quello dei prodotti vari nel 2009, per via di quei set di carte della 4e. È un modo interessante di visualizzare come sia cambiata negli anni la produzione di D&D. Le pagine pubblicate ogni anno e il primato della 2a edizione Qui sopra è rappresentato il numero di pagine di nuovi contenuti prodotte ogni anno; i colori mostrano il contributo relativo di ciascuna edizione al patrimonio di D&D. La 2e domina chiaramente il conteggio delle pagine, ma, pur con il suo lento calendario di uscite, la 5e supererà il totale delle pagine della 4e all’inizio del 2026. Per superare quello della 3e dovrà arrivare al 2035 e, ammesso che la 5e sia davvero un’edizione destinata a durare per sempre, finirà per superare il totale delle pagine della 2e intorno al 2061. Il peso di ogni edizione: prodotti, pagine e spesa complessivaPassiamo ora a visualizzare il contributo relativo di ogni edizione a D&D attraverso grafici a torta. I risultati cambiano a seconda che si confrontino i prodotti, le pagine o il costo totale della collezione. Quanto al numero di prodotti, la 2e è di gran lunga al primo posto, con il 45%, seguita dalla 3e con il 14%, dalla 1e con il 12%, dalla 4e con l’11%, da Basic con l’11% e dalla 5e con appena il 7%. Il maggior numero di pagine dei prodotti più recenti cambia un po’ il quadro quando si considera il totale delle pagine. Aumentano così le quote della 3e, che raggiunge il 20% del totale, e della 5e, con l’11%, mentre si riducono le fette di Basic e della 1e, entrambe al 6%. Infine, considerare quanto costi collezionare tutto ciò che appartiene a un’edizione sposta ulteriormente il peso verso le edizioni più recenti, e quindi più costose. La spesa maggiore resta quella per collezionare la 2e, con il 39%, ma la 5e sale ora al terzo posto, con il 16%, dietro la 3e, con il 20%. È interessante notare che, se aveste collezionato materiale fin dall’inizio, a questo punto avreste dato più denaro alla WotC che alla TSR, e avreste speso quasi esattamente metà della somma totale nel XX secolo e metà nel XXI. Le medie a confronto: quanto costa una pagina di D&D?Per concludere l’articolo, ecco alcuni confronti fra le edizioni: Non sorprende che la 2e sia in testa per numero di prodotti, pagine e costo della collezione, calcolati come medie sull’intero arco della sua durata. Non sorprende neppure che la 5e abbia il maggior numero di pagine e il prezzo più alto per prodotto, dato che i manuali di D&D sono diventati nel tempo più voluminosi e costosi. L’ultimo grafico, quello del costo medio per pagina, è l’unico in cui i valori crescono in ordine cronologico. OD&D costava 11 centesimi di dollaro a pagina; Basic, la 1e e la 2e avevano tutte una media di 15 centesimi; la 3e salì a 17; la 4e costava 21; e la 5e arriva a 27. Possiamo concludere che oggi acquistare D&D costa, per pagina, quasi il doppio rispetto al secolo scorso. Se avete seguito l’articolo fino alla fine, grazie per l’attenzione. Nel prossimo articolo della serie ci concentreremo sulle varie ambientazioni per campagne di D&D e sulla quantità di materiale prodotto per ciascuna. Articolo originale Echohawk, pubblicato il 19 settembre 2025 su EN World: How Much D&D Stuff Is There Anyway? Part 1: Editions.
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Lo Staff DL apre le iscrizioni
E' una proposta?
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Forse ti conviene chiedere nel forum House rules e progetti...
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Monster Mythology: la lore di D&D che sopravvive alle edizioni
Dato che i Pantheon di quelle divinità sono descritti nel dettaglio nei manuali Demihuman Deitie e Powers & Pantheons, qui trovi le divinità minori o divinità non trattate nei suddetti manuali. Esempio Trishina la Cavalcaonde per gli elfi acquatici.
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Monster Mythology: la lore di D&D che sopravvive alle edizioni
1 scheda di una divinità sono tra le 7 e le 10 pagine word (a 2 colonne). Il costo in token non è poco. Una singola scheda fa fuori il limite delle 4 ore di un Claude o ChatGPT. Poi c'è la parte di impaginazione della scheda e realizzazione del PDF. L'IA non impagina bene e in modo coerente (non ancora) e indovina... il costo in token non è poco.... e a questo punto sono finiti per il punto precedente. Poi qualcuno deve revisionare il tutto... se tradurre una scheda con l'IA costa come un traduttore professionista la cosa non conviene (e di schede ce n'è 157)... ah e poi @Psyco lavora gratis 🤣
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Monster Mythology: la lore di D&D che sopravvive alle edizioni
Che dio pregano i bugbear prima di andare a caccia? Nel 1992 Carl Sargent scrisse un manuale intero per rispondere a domande così. Trent'anni dopo AuldDragon lo ha riscritto nel formato di Faiths & Avatars e ci ha dato il permesso di tradurlo. Si comincia nelle prossime settimane. Nel 1992 la TSR pubblicò Monster Mythology, quarto volume dei Dungeon Master's Guide Rules Supplements per AD&D 2E. Lo scrisse Carl Sargent, con un compito ben preciso: coprire le religioni delle razze non umane, rimaste in gran parte fuori da Legends & Lore. Il titolo può trarre in inganno. Fra i "mostri" ci sono elfi, nani, gnomi e halfling, insieme a orchi, goblin, bugbear, coboldi, drow, duergar, illithid, beholder, giganti, draghi, creature marine e popoli dell'Underdark: l'indice copre una parte enorme del bestiario intelligente di D&D. Le regole ovviamente hanno oltre trent'anni. THAC0, Classe Armatura negativa, sfere sacerdotali e percentuali di resistenza alla magia servono a chi gioca ancora alla Seconda Edizione. Chi usa una versione moderna di D&D può saltare quelle parti, il resto del manuale regge benissimo ancora oggi. Prima viene il mondoSargent apre con un principio curioso per un manuale con statisttiche di gioco: le vere divinità non hanno statistiche di combattimento né poteri quantificati; le schede complete sono riservate agli avatar e il resto delle pagine spiega chi sono queste divinità e perché qualcuno dovrebbe venerarle. Un pantheon racconta il popolo che lo venera. I suoi miti raccontano come quella razza vede il mondo, quali colpe teme, perché combatte certi nemici. Sargent lo scrive già nell'introduzione: il pantheon di una razza ne riflette e ne rafforza la cultura, ne condiziona desideri, comportamenti e motivazioni. Nella sezione sui nani lega Moradin alla metallurgia, alla lavorazione della pietra e al pragmatismo della cultura nanica. Anche i simboli sacri sono utensili e armi forgiate. Nel capitolo sull'Underdark, drow, duergar e derro conservano ciascuno la propria versione del passato. Alcuni si considerano popoli cacciati ingiustamente dalla superficie, altri leggono la discesa nelle profondità come una liberazione o come il compimento di un destino. Miti interessati e incompatibili fra loro, come è normale che siano le tradizioni di popoli che si odiano da millenni. Potete usare tutto questo senza toccare una virgola delle regole nella vostra campagna. Un manuale di Seconda Edizione utilizzabile con qualsiasi D&DMonster Mythology resta un supplemento per AD&D 2E. Se volete mettere in combattimento l'avatar di Gruumsh in D&D 5.5 dovete rifargli la scheda. Per sapere chi è Gruumsh, perché gli orchi lo venerano, come si rapporta alle altre divinità orchesche e quali miti definiscono il suo popolo, l'edizione conta poco. Lo stesso vale per Moradin, Corellon, Kurtulmak, Lolth, Ilsensine, Blibdoolpoolp e le decine di altre divinità raccolte nel manuale. Sargent pensò queste divinità come poteri archetipici, presenti con caratteristiche riconoscibili nei vari mondi di D&D: Moradin rimane il Padre dei Nani, Corellon il creatore degli elfi, Gruumsh la grande potenza degli orchi, mentre culti e dettagli locali cambiano da un'ambientazione all'altra. Cambiate edizione e vale lo stesso discorso. Cambiano le statistiche ma la storia di un popolo e le sue credenze restano lì per il Dungeon Master. Il Monster Mythology Update ProjectAnni dopo, un utente di EnWorld, AuldDragon ha avviato il Monster Mythology Update Project, partendo dalla sua passione per il formato che Julia Martin ed Eric L. Boyd introdussero con Faiths & Avatars: schede molto più ampie, che oltre alla divinità descrivono chiese, sacerdoti, rituali, centri di culto e rapporti con le altre fedi. AuldDragon racconta di aver sempre voluto un quarto volume accanto a Faiths & Avatars, Powers & Pantheons e Demihuman Deities. Nessuno l'ha mai pubblicato, così se l'è costruito da solo, partendo dalle divinità di DMGR4. Il progetto pesca soprattutto dal canone della Seconda Edizione, attraversando le diverse ambientazioni del multiverso di AD&D 2E. Sul sito del progetto trovate le divinità di Monster Mythology nel formato di Faiths & Avatars, più le aggiunte prese da altri manuali e da riviste: pantheon orcheschi e goblinoidi, dèi dei giganti e dei draghi, divinità acquatiche, potenze degli illithid e dei beholder, corti fatate, signori elementali. Prendete Ramenos, uno dei primi lavori. Il vecchio dio dei bullywug si porta dietro una storia più articolata, una chiesa, luoghi di culto, abiti sacerdotali, rapporti con altre divinità, agganci per avventure e perfino riferimenti a Spelljammer. Le regole restano quelle di AD&D 2E, con molto più mondo costruito intorno. AuldDragon ci ha concesso il permesso di tradurre il suo lavoro, e nelle prossime settimane inizieremo a pubblicare su Dragons’ Lair le sue schede in italiano. È materiale amatoriale, scritto sulle fonti della Seconda Edizione e per le regole della Seconda Edizione: non è un progetto ufficiale né una pubblicazione Wizards of the Coast, e conversioni al D&D moderno non ne troverete, ma anche quando le meccaniche sono inutilizzabili, restano idee, miti, rituali e rapporti fra le divinità. Dietro c'è un lavoro di ricerca andato avanti per anni, fatto da qualcuno a cui interessa ancora sapere quale dio pregano i bugbear prima di andare a caccia. Roba per poche persone, d'accordo. Ma chi vuole sapere chi è Grankhul, cosa significa venerare Kurtulmak o come funziona la religione degli illithid, nei manuali moderni difficilmente trova un trattamento altrettanto approfondito e sistematico di queste religioni. Questa serie la traduciamo per loro. Quanto ci vorrà? AuldDragon ha impiegato quattordici anni a completare le 157 schede. Noi dobbiamo solo tradurle, quindi andremo più spediti, ma parliamo comunque di un lavoro da tre anni buoni. L'elenco completo delle divinità lo trovate nella sezione download e si riempie di collegamenti man mano che pubblichiamo. L'ordine di uscita lo decide il volontario scelto che traduce, seguendo le sue preferenze o la sequenza dei post originali. Se volete una divinità in particolare prima delle altre, scrivetelo nei commenti qui sotto: se possiamo, la mettiamo in cima alla pila. Ringraziamenti Ringraziamo AuldDragon per averci autorizzato a tradurre e pubblicare il Monster Mythology Update Project. Il progetto originale in inglese, con tutte le schede pubblicate finora, lo trovate sul suo sito. Progetto originale: Monster Mythology Update Project su EN World Sito dell'autore: AuldDragon's AD&D Blog View full publication
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Monster Mythology: la lore di D&D che sopravvive alle edizioni
Nel 1992 la TSR pubblicò Monster Mythology, quarto volume dei Dungeon Master's Guide Rules Supplements per AD&D 2E. Lo scrisse Carl Sargent, con un compito ben preciso: coprire le religioni delle razze non umane, rimaste in gran parte fuori da Legends & Lore. Il titolo può trarre in inganno. Fra i "mostri" ci sono elfi, nani, gnomi e halfling, insieme a orchi, goblin, bugbear, coboldi, drow, duergar, illithid, beholder, giganti, draghi, creature marine e popoli dell'Underdark: l'indice copre una parte enorme del bestiario intelligente di D&D. Le regole ovviamente hanno oltre trent'anni. THAC0, Classe Armatura negativa, sfere sacerdotali e percentuali di resistenza alla magia servono a chi gioca ancora alla Seconda Edizione. Chi usa una versione moderna di D&D può saltare quelle parti, il resto del manuale regge benissimo ancora oggi. Prima viene il mondoSargent apre con un principio curioso per un manuale con statisttiche di gioco: le vere divinità non hanno statistiche di combattimento né poteri quantificati; le schede complete sono riservate agli avatar e il resto delle pagine spiega chi sono queste divinità e perché qualcuno dovrebbe venerarle. Un pantheon racconta il popolo che lo venera. I suoi miti raccontano come quella razza vede il mondo, quali colpe teme, perché combatte certi nemici. Sargent lo scrive già nell'introduzione: il pantheon di una razza ne riflette e ne rafforza la cultura, ne condiziona desideri, comportamenti e motivazioni. Nella sezione sui nani lega Moradin alla metallurgia, alla lavorazione della pietra e al pragmatismo della cultura nanica. Anche i simboli sacri sono utensili e armi forgiate. Nel capitolo sull'Underdark, drow, duergar e derro conservano ciascuno la propria versione del passato. Alcuni si considerano popoli cacciati ingiustamente dalla superficie, altri leggono la discesa nelle profondità come una liberazione o come il compimento di un destino. Miti interessati e incompatibili fra loro, come è normale che siano le tradizioni di popoli che si odiano da millenni. Potete usare tutto questo senza toccare una virgola delle regole nella vostra campagna. Un manuale di Seconda Edizione utilizzabile con qualsiasi D&DMonster Mythology resta un supplemento per AD&D 2E. Se volete mettere in combattimento l'avatar di Gruumsh in D&D 5.5 dovete rifargli la scheda. Per sapere chi è Gruumsh, perché gli orchi lo venerano, come si rapporta alle altre divinità orchesche e quali miti definiscono il suo popolo, l'edizione conta poco. Lo stesso vale per Moradin, Corellon, Kurtulmak, Lolth, Ilsensine, Blibdoolpoolp e le decine di altre divinità raccolte nel manuale. Sargent pensò queste divinità come poteri archetipici, presenti con caratteristiche riconoscibili nei vari mondi di D&D: Moradin rimane il Padre dei Nani, Corellon il creatore degli elfi, Gruumsh la grande potenza degli orchi, mentre culti e dettagli locali cambiano da un'ambientazione all'altra. Cambiate edizione e vale lo stesso discorso. Cambiano le statistiche ma la storia di un popolo e le sue credenze restano lì per il Dungeon Master. Il Monster Mythology Update ProjectAnni dopo, un utente di EnWorld, AuldDragon ha avviato il Monster Mythology Update Project, partendo dalla sua passione per il formato che Julia Martin ed Eric L. Boyd introdussero con Faiths & Avatars: schede molto più ampie, che oltre alla divinità descrivono chiese, sacerdoti, rituali, centri di culto e rapporti con le altre fedi. AuldDragon racconta di aver sempre voluto un quarto volume accanto a Faiths & Avatars, Powers & Pantheons e Demihuman Deities. Nessuno l'ha mai pubblicato, così se l'è costruito da solo, partendo dalle divinità di DMGR4. Il progetto pesca soprattutto dal canone della Seconda Edizione, attraversando le diverse ambientazioni del multiverso di AD&D 2E. Sul sito del progetto trovate le divinità di Monster Mythology nel formato di Faiths & Avatars, più le aggiunte prese da altri manuali e da riviste: pantheon orcheschi e goblinoidi, dèi dei giganti e dei draghi, divinità acquatiche, potenze degli illithid e dei beholder, corti fatate, signori elementali. Prendete Ramenos, uno dei primi lavori. Il vecchio dio dei bullywug si porta dietro una storia più articolata, una chiesa, luoghi di culto, abiti sacerdotali, rapporti con altre divinità, agganci per avventure e perfino riferimenti a Spelljammer. Le regole restano quelle di AD&D 2E, con molto più mondo costruito intorno. AuldDragon ci ha concesso il permesso di tradurre il suo lavoro, e nelle prossime settimane inizieremo a pubblicare su Dragons’ Lair le sue schede in italiano. È materiale amatoriale, scritto sulle fonti della Seconda Edizione e per le regole della Seconda Edizione: non è un progetto ufficiale né una pubblicazione Wizards of the Coast, e conversioni al D&D moderno non ne troverete, ma anche quando le meccaniche sono inutilizzabili, restano idee, miti, rituali e rapporti fra le divinità. Dietro c'è un lavoro di ricerca andato avanti per anni, fatto da qualcuno a cui interessa ancora sapere quale dio pregano i bugbear prima di andare a caccia. Roba per poche persone, d'accordo. Ma chi vuole sapere chi è Grankhul, cosa significa venerare Kurtulmak o come funziona la religione degli illithid, nei manuali moderni difficilmente trova un trattamento altrettanto approfondito e sistematico di queste religioni. Questa serie la traduciamo per loro. Quanto ci vorrà? AuldDragon ha impiegato quattordici anni a completare le 157 schede. Noi dobbiamo solo tradurle, quindi andremo più spediti, ma parliamo comunque di un lavoro da tre anni buoni. L'elenco completo delle divinità lo trovate nella sezione download e si riempie di collegamenti man mano che pubblichiamo. L'ordine di uscita lo decide il volontario scelto che traduce, seguendo le sue preferenze o la sequenza dei post originali. Se volete una divinità in particolare prima delle altre, scrivetelo nei commenti qui sotto: se possiamo, la mettiamo in cima alla pila. Ringraziamenti Ringraziamo AuldDragon per averci autorizzato a tradurre e pubblicare il Monster Mythology Update Project. Il progetto originale in inglese, con tutte le schede pubblicate finora, lo trovate sul suo sito. Progetto originale: Monster Mythology Update Project su EN World Sito dell'autore: AuldDragon's AD&D Blog
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D&D amplia ancora il Sottosuolo con nuove sottoclassi e specie giocabili
È appena uscito un altro Unearthed Arcana dedicato alle opzioni per il Sottosuolo, questa volta caratterizzato da tre nuove sottoclassi e diverse interessanti opzioni per le specie. È stato appena pubblicato il nuovo PDF Underdark Options 2, che presenta tre nuove sottoclassi: un Chierico del Dominio della Libertà (Freedom Domain Cleric), un Druido del Circolo delle Spore (Circle of Spores Druid) e uno Stregone della Faerzress (Faerzress Sorcerer). Inoltre, sono state presentate cinque nuove specie da sottoporre a playtest: gli Imaskari delle Profondità (Deep Imaskari), i drider, gli Illithidkin, creature sulle quali gli illithid hanno condotto esperimenti, i kuo-toa e i miconidi. Il Chierico del Dominio della Libertà (Freedom Domain Cleric) è un Chierico basato su un'elevata Destrezza e dispone di una lista di incantesimi ricca di magie legate al movimento. Incanalare Divinità (Channel Divinity) del Chierico del Dominio della Libertà pone fine a varie condizioni che affliggono tutte le creature alleate entro 9 metri e, inoltre, consente a tali creature di muoversi fino alla propria Velocità usando la loro Reazione, senza provocare Attacchi di Opportunità. Il Druido del Circolo delle Spore (Circle of Spores Druid) è stato rielaborato rispetto alla 5a Edizione e include potenziamenti alle capacità Alone di Spore (Halo of Spores), Infestazione Fungina (Fungal Infestation) e Corpo Fungino (Fungal Body), oltre a una nuova capacità chiamata Esplosione Esplosiva (Explosive Burst), che fa esplodere alla morte gli zombi fungini animati dal giocatore. Lo Stregone della Faerzress (Faerzress Sorcerer) è uno stregone mutato dalla faerzress, una radiazione creata da Lolth per plasmare il Sottosuolo. Questi stregoni possono creare zone di faerzress e, in seguito, possono impregnare i propri incantesimi di faerzress, impedendo ai bersagli di teletrasportarsi e di lanciare incantesimi di Divinazione. Tra le cinque nuove specie, le più interessanti sono i drider, che hanno tratto una forte ispirazione dalla specie del Centauro, e i miconidi. Il drider è un mostro associato a Lolth, una combinazione tra un drow e un ragno, mentre il miconide è una creatura fungina senziente dall'aspetto umanoide. Il miconide, in particolare, è la prima specie di tipo Pianta giocabile nella 5.5E, mentre questa è la prima volta in cui un drider viene presentato come razza giocabile in un manuale ufficiale di D&D, almeno in base alla mia rapida ricerca. Potete consultare il playtest completo qui. Fonte Dungeons & Dragons testing out even more Underdark subclasses and species | EN World D&D & Tabletop RPG News & Reviews
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D&D amplia ancora il Sottosuolo con nuove sottoclassi e specie giocabili
Il secondo Unearthed Arcana dedicato al Sottosuolo introduce tre sottoclassi e cinque nuove specie, tra cui drider e miconidi giocabili. È appena uscito un altro Unearthed Arcana dedicato alle opzioni per il Sottosuolo, questa volta caratterizzato da tre nuove sottoclassi e diverse interessanti opzioni per le specie. È stato appena pubblicato il nuovo PDF Underdark Options 2, che presenta tre nuove sottoclassi: un Chierico del Dominio della Libertà (Freedom Domain Cleric), un Druido del Circolo delle Spore (Circle of Spores Druid) e uno Stregone della Faerzress (Faerzress Sorcerer). Inoltre, sono state presentate cinque nuove specie da sottoporre a playtest: gli Imaskari delle Profondità (Deep Imaskari), i drider, gli Illithidkin, creature sulle quali gli illithid hanno condotto esperimenti, i kuo-toa e i miconidi. Il Chierico del Dominio della Libertà (Freedom Domain Cleric) è un Chierico basato su un'elevata Destrezza e dispone di una lista di incantesimi ricca di magie legate al movimento. Incanalare Divinità (Channel Divinity) del Chierico del Dominio della Libertà pone fine a varie condizioni che affliggono tutte le creature alleate entro 9 metri e, inoltre, consente a tali creature di muoversi fino alla propria Velocità usando la loro Reazione, senza provocare Attacchi di Opportunità. Il Druido del Circolo delle Spore (Circle of Spores Druid) è stato rielaborato rispetto alla 5a Edizione e include potenziamenti alle capacità Alone di Spore (Halo of Spores), Infestazione Fungina (Fungal Infestation) e Corpo Fungino (Fungal Body), oltre a una nuova capacità chiamata Esplosione Esplosiva (Explosive Burst), che fa esplodere alla morte gli zombi fungini animati dal giocatore. Lo Stregone della Faerzress (Faerzress Sorcerer) è uno stregone mutato dalla faerzress, una radiazione creata da Lolth per plasmare il Sottosuolo. Questi stregoni possono creare zone di faerzress e, in seguito, possono impregnare i propri incantesimi di faerzress, impedendo ai bersagli di teletrasportarsi e di lanciare incantesimi di Divinazione. Tra le cinque nuove specie, le più interessanti sono i drider, che hanno tratto una forte ispirazione dalla specie del Centauro, e i miconidi. Il drider è un mostro associato a Lolth, una combinazione tra un drow e un ragno, mentre il miconide è una creatura fungina senziente dall'aspetto umanoide. Il miconide, in particolare, è la prima specie di tipo Pianta giocabile nella 5.5E, mentre questa è la prima volta in cui un drider viene presentato come razza giocabile in un manuale ufficiale di D&D, almeno in base alla mia rapida ricerca. Potete consultare il playtest completo qui. Fonte Dungeons & Dragons testing out even more Underdark subclasses and species | EN World D&D & Tabletop RPG News & Reviews Visualizza pubblicazione completo
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Lo Staff DL apre le iscrizioni
Lo staff di Dragons' Lair è fatto di gente che scrive di GdR nei ritagli di tempo, tra una sessione e l'altra. Siamo pochi e le cose da raccontare sono tante. Se ti va di darci una mano, continua a leggere. Cerchiamo persone da accogliere nello Staff DL come: 🎲 Articolisti: hai un'opinione precisa su come funziona una meccanica, un'ambientazione che ti gira in testa da mesi, un consiglio per master che avresti voluto ricevere anni fa? Scrivilo. Recensioni, worldbuilding, analisi, qualunque argomento GdR ti faccia venire voglia di parlarne per un'ora di fila. 📰 Newser: segui le uscite, gli annunci degli editori, i crowdfunding? Aiutaci a tenere informati i draghetti con news e pezzi brevi. 🌍 Traduttori: se leggi l'inglese senza fatica, puoi portare in italiano articoli e contenuti che altrimenti restano fuori portata per parecchi lettori. Sui ritmi puoi stare tranquillo/a: un contributo ogni due o tre settimane ci fa già comodo. Collabori quando puoi e quanto puoi, senza scadenze col fiato sul collo. Non serve un curriculum da veterano. Che tu tiri dadi da vent'anni o abbia cominciato l'estate scorsa, quello che ci interessa è la voglia di raccontare questo hobby. Soldi non ne girano: Dragons' Lair è un progetto no-profit e la collaborazione è volontaria. Entri però nello Staff di una delle realtà storiche del GdR italiano, le tue idee trovano lettori veri e dai una mano a una community che sta in piedi da oltre vent'anni. Per candidarti scrivi qui nel topic e presentati in poche righe: chi sei, di cosa ti piacerebbe occuparti, se hai già scritto qualcosa (anche poco, anche altrove). Ti contattiamo in privato per conoscerci meglio. Ti aspettiamo. Che l'avventura cominci! 🗡️✨ View full publication
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Lo Staff DL apre le iscrizioni
Cerchiamo persone da accogliere nello Staff DL come: 🎲 Articolisti: hai un'opinione precisa su come funziona una meccanica, un'ambientazione che ti gira in testa da mesi, un consiglio per master che avresti voluto ricevere anni fa? Scrivilo. Recensioni, worldbuilding, analisi, qualunque argomento GdR ti faccia venire voglia di parlarne per un'ora di fila. 📰 Newser: segui le uscite, gli annunci degli editori, i crowdfunding? Aiutaci a tenere informati i draghetti con news e pezzi brevi. 🌍 Traduttori: se leggi l'inglese senza fatica, puoi portare in italiano articoli e contenuti che altrimenti restano fuori portata per parecchi lettori. Sui ritmi puoi stare tranquillo/a: un contributo ogni due o tre settimane ci fa già comodo. Collabori quando puoi e quanto puoi, senza scadenze col fiato sul collo. Non serve un curriculum da veterano. Che tu tiri dadi da vent'anni o abbia cominciato l'estate scorsa, quello che ci interessa è la voglia di raccontare questo hobby. Soldi non ne girano: Dragons' Lair è un progetto no-profit e la collaborazione è volontaria. Entri però nello Staff di una delle realtà storiche del GdR italiano, le tue idee trovano lettori veri e dai una mano a una community che sta in piedi da oltre vent'anni. Per candidarti scrivi qui nel topic e presentati in poche righe: chi sei, di cosa ti piacerebbe occuparti, se hai già scritto qualcosa (anche poco, anche altrove). Ti contattiamo in privato per conoscerci meglio. Ti aspettiamo. Che l'avventura cominci! 🗡️✨
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Due piccoli cambiamenti su Dragons’ Lair
Con settembre riprendono le pubblicazioni regolari di Dragons' Lair e ne approfittiamo per segnalarvi due piccoli cambiamenti introdotti sul sito durante la pausa estiva. Un nuovo ordine per le nostre pubblicazioniLe pubblicazioni di Dragons’ Lair sono da sempre divise in quattro categorie principali: News, Articoli, Recensioni e Community. Al loro interno esistono poi diverse sottocategorie, molte delle quali erano state definite più di dieci anni fa, quando il numero e il tipo di contenuti pubblicati sul sito erano molto diversi da oggi. Dopo tanti anni alcune di queste suddivisioni avevano perso utilità. La categoria Articoli, per esempio, comprendeva una generica sottocategoria Approfondimenti nella quale, col tempo, era finito materiale di ogni genere. Abbiamo quindi riorganizzato le sottocategorie sulla base di ciò che Dragons’ Lair ha effettivamente pubblicato in questi anni, cercando di rendere più semplice sia trovare i vecchi contenuti sia capire dove collocare quelli nuovi. Le sottocategorie possono inoltre essere filtrate, quindi la nuova organizzazione permette di restringere rapidamente l’archivio al tipo di contenuto che interessa. Abbiamo sistemato anche le rubriche più lunghe. Le serie che contano più di cinque articoli hanno ora un tag dedicato: basta cliccarlo per visualizzare tutti gli episodi di quella rubrica, anche quando i singoli articoli appartengono a sottocategorie diverse. Per esempio, i mondi del design raccoglie in un unico elenco tutti gli articoli della serie, senza doverli cercare uno per uno nell’archivio. Provate a cliccarci sopra. Il risultato, al momento, è questo: NEWS: 1.368 Anteprime & Annunci: 543 Crowdfunding: 143 Industria & Cultura GdR: 205 Playtest & Aggiornamenti: 200 Sondaggi & Rumor: 51 Uscite: 226 ARTICOLI: 1.250 Consigli per Master: 350 Consigli per Giocatori: 82 Teoria & Design dei GdR: 143 D&D Regole e Meccaniche: 92 D&D Storia & Lore: 218 Ambientazioni & Worldbuilding: 162 Pathfinder & Starfinder: 65 Altri Giochi di Ruolo: 64 Opinioni & Interviste: 74 RECENSIONI: 181 D&D e Compatibili: 83 Altri Giochi di Ruolo: 80 Media, Strumenti, Altro: 18 COMMUNITY: 107 Bacheca: 44 Iniziative ed Eventi: 38 Storia e Produzioni D'L: 12 Progetti della Community: 13 In tutto parliamo di 2.906 pubblicazioni riclassificate manualmente. È quindi possibile che qualche contenuto sia sfuggito o sia finito nel posto sbagliato: se vi capita di trovarne uno, segnalatecelo. Per chi vuole conoscere nel dettaglio la nuova organizzazione, abbiamo raccolto categorie, sottocategorie e criteri utilizzati nella guida Come sono organizzate le pubblicazioni di Dragon’s Lair. Il sito può adattarsi un po’ di più ai vostri gustiLa seconda novità riguarda gli utenti che hanno raggiunto il rango Ordine del Drago o superiore. È ora possibile personalizzare il layout di alcune sezioni del sito. In particolare il forum, che resta una delle aree centrali di Dragons’ Lair, offre diverse possibilità per scegliere come visualizzare forum, sottoforum, discussioni e altri elementi. Le opzioni disponibili e il modo per attivarle sono spiegati nella guida Come personalizzare il layout del sito. Sono due interventi piccoli, ma speriamo rendano più semplice trovare quello che cercate e usare Dragons’ Lair nel modo che preferite. E ora possiamo tornare agli articoli. Visualizza pubblicazione completo
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Due piccoli cambiamenti su Dragons’ Lair
Un nuovo ordine per le nostre pubblicazioniLe pubblicazioni di Dragons’ Lair sono da sempre divise in quattro categorie principali: News, Articoli, Recensioni e Community. Al loro interno esistono poi diverse sottocategorie, molte delle quali erano state definite più di dieci anni fa, quando il numero e il tipo di contenuti pubblicati sul sito erano molto diversi da oggi. Dopo tanti anni alcune di queste suddivisioni avevano perso utilità. La categoria Articoli, per esempio, comprendeva una generica sottocategoria Approfondimenti nella quale, col tempo, era finito materiale di ogni genere. Abbiamo quindi riorganizzato le sottocategorie sulla base di ciò che Dragons’ Lair ha effettivamente pubblicato in questi anni, cercando di rendere più semplice sia trovare i vecchi contenuti sia capire dove collocare quelli nuovi. Le sottocategorie possono inoltre essere filtrate, quindi la nuova organizzazione permette di restringere rapidamente l’archivio al tipo di contenuto che interessa. Abbiamo sistemato anche le rubriche più lunghe. Le serie che contano più di cinque articoli hanno ora un tag dedicato: basta cliccarlo per visualizzare tutti gli episodi di quella rubrica, anche quando i singoli articoli appartengono a sottocategorie diverse. Per esempio, i mondi del design raccoglie in un unico elenco tutti gli articoli della serie, senza doverli cercare uno per uno nell’archivio. Provate a cliccarci sopra. Il risultato, al momento, è questo: NEWS: 1.368 Anteprime & Annunci: 543 Crowdfunding: 143 Industria & Cultura GdR: 205 Playtest & Aggiornamenti: 200 Sondaggi & Rumor: 51 Uscite: 226 ARTICOLI: 1.250 Consigli per Master: 350 Consigli per Giocatori: 82 Teoria & Design dei GdR: 143 D&D Regole e Meccaniche: 92 D&D Storia & Lore: 218 Ambientazioni & Worldbuilding: 162 Pathfinder & Starfinder: 65 Altri Giochi di Ruolo: 64 Opinioni & Interviste: 74 RECENSIONI: 181 D&D e Compatibili: 83 Altri Giochi di Ruolo: 80 Media, Strumenti, Altro: 18 COMMUNITY: 107 Bacheca: 44 Iniziative ed Eventi: 38 Storia e Produzioni D'L: 12 Progetti della Community: 13 In tutto parliamo di 2.906 pubblicazioni riclassificate manualmente. È quindi possibile che qualche contenuto sia sfuggito o sia finito nel posto sbagliato: se vi capita di trovarne uno, segnalatecelo. Per chi vuole conoscere nel dettaglio la nuova organizzazione, abbiamo raccolto categorie, sottocategorie e criteri utilizzati nella guida Come sono organizzate le pubblicazioni di Dragon’s Lair. Il sito può adattarsi un po’ di più ai vostri gustiLa seconda novità riguarda gli utenti che hanno raggiunto il rango Ordine del Drago o superiore. È ora possibile personalizzare il layout di alcune sezioni del sito. In particolare il forum, che resta una delle aree centrali di Dragons’ Lair, offre diverse possibilità per scegliere come visualizzare forum, sottoforum, discussioni e altri elementi. Le opzioni disponibili e il modo per attivarle sono spiegati nella guida Come personalizzare il layout del sito. Sono due interventi piccoli, ma speriamo rendano più semplice trovare quello che cercate e usare Dragons’ Lair nel modo che preferite. E ora possiamo tornare agli articoli.
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Il sequel de L’onore dei ladri ha già una sceneggiatura
Il duo di sceneggiatori e registi del film del 2023 spera ancora di riuscire a realizzare il sequel, ma Hasbro deve ancora trovare uno studio disposto a portare avanti il progetto. Durante un’apparizione nel Discourse Podcast di Playlist, gli sceneggiatori e registi John Francis Daley e Jonathan Goldstein hanno dichiarato di aver completato la sceneggiatura di un sequel di Dungeons & Dragons: L’onore dei ladri. I due hanno anche affrontato il tema dei risultati inferiori alle aspettative ottenuti dal film, che ha incassato 208 milioni di dollari al botteghino mondiale a fronte di un budget di 150 milioni. Come tutti sappiamo, sembra esserci sempre qualche circostanza attenuante che rende difficile riuscire a trovarsi per una seconda sessione. La notizia arriva dopo quella, diffusa all’inizio di questa settimana, relativa a una serie televisiva di Ravenloft prodotta da Netflix. Fonte D&D Movie/TV - Dungeons & Dragons: Honor Among Thieves sequel script finished, looking for studio | EN World D&D & Tabletop RPG News & Reviews Visualizza pubblicazione completo
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Il sequel de L’onore dei ladri ha già una sceneggiatura
Durante un’apparizione nel Discourse Podcast di Playlist, gli sceneggiatori e registi John Francis Daley e Jonathan Goldstein hanno dichiarato di aver completato la sceneggiatura di un sequel di Dungeons & Dragons: L’onore dei ladri. I due hanno anche affrontato il tema dei risultati inferiori alle aspettative ottenuti dal film, che ha incassato 208 milioni di dollari al botteghino mondiale a fronte di un budget di 150 milioni. Come tutti sappiamo, sembra esserci sempre qualche circostanza attenuante che rende difficile riuscire a trovarsi per una seconda sessione. La notizia arriva dopo quella, diffusa all’inizio di questa settimana, relativa a una serie televisiva di Ravenloft prodotta da Netflix. Fonte D&D Movie/TV - Dungeons & Dragons: Honor Among Thieves sequel script finished, looking for studio | EN World D&D & Tabletop RPG News & Reviews
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Serie TV di Ravenloft in sviluppo presso Netflix, cancellata quella sui Forgotten Realms
Netflix sta sviluppando una serie live-action che racconterà la storia delle origini di Strahd von Zarovich. Deadline riferisce che Netflix sta sviluppando Ravenloft, una nuova serie TV di Dungeons & Dragons dedicata alle origini di Strahd. La serie viene descritta come una "serie fantasy prestigiosa" che combina avventura, horror gotico e romanticismo tragico. La sceneggiatura e la produzione esecutiva sono affidate a John August, che in precedenza ha lavorato con Tim Burton a film come Big Fish, La sposa cadavere e Dark Shadows. Tra i produttori esecutivi della serie figurano anche Alfonso Cuarón e Hasbro Entertainment. Oltre alla notizia che una nuova serie TV di Ravenloft è in fase di sviluppo, Deadline riferisce anche che una serie dedicata ai Forgotten Realms precedentemente prevista "non è più in fase di sviluppo" presso Netflix. La serie era stata annunciata lo scorso anno e vedeva Drew Crevello alla sceneggiatura e Shaun Levy come produttore esecutivo. Non è stata fornita alcuna spiegazione per l'abbandono del progetto, ma alcune interviste precedenti avevano indicato che gli sceneggiatori stavano incontrando difficoltà nel trovare una struttura narrativa abbastanza solida per la storia. Fonte D&D Movie/TV - Ravenloft TV series in development by Netflix, Forgotten Realms TV series is dead | EN World D&D & Tabletop RPG News & Reviews
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Serie TV di Ravenloft in sviluppo presso Netflix, cancellata quella sui Forgotten Realms
La serie vedrà la presenza di Strahd. Netflix sta sviluppando una serie live-action che racconterà la storia delle origini di Strahd von Zarovich. Deadline riferisce che Netflix sta sviluppando Ravenloft, una nuova serie TV di Dungeons & Dragons dedicata alle origini di Strahd. La serie viene descritta come una "serie fantasy prestigiosa" che combina avventura, horror gotico e romanticismo tragico. La sceneggiatura e la produzione esecutiva sono affidate a John August, che in precedenza ha lavorato con Tim Burton a film come Big Fish, La sposa cadavere e Dark Shadows. Tra i produttori esecutivi della serie figurano anche Alfonso Cuarón e Hasbro Entertainment. Oltre alla notizia che una nuova serie TV di Ravenloft è in fase di sviluppo, Deadline riferisce anche che una serie dedicata ai Forgotten Realms precedentemente prevista "non è più in fase di sviluppo" presso Netflix. La serie era stata annunciata lo scorso anno e vedeva Drew Crevello alla sceneggiatura e Shaun Levy come produttore esecutivo. Non è stata fornita alcuna spiegazione per l'abbandono del progetto, ma alcune interviste precedenti avevano indicato che gli sceneggiatori stavano incontrando difficoltà nel trovare una struttura narrativa abbastanza solida per la storia. Fonte D&D Movie/TV - Ravenloft TV series in development by Netflix, Forgotten Realms TV series is dead | EN World D&D & Tabletop RPG News & Reviews Visualizza pubblicazione completo
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I creatori originali di Dark Sun aggiornano Dragon Kings alla 5E
Il world book qui riporta: Tribu e Razze Attiti: Umani negoziatori e peacemaker Chindi: Umane matriarcali, mercanti e guerriere ai confini del mondo conosciuto Pelli Fredde/Oritahl: Uomini lucertola delle paludi dalla crescente consapevolezza Krikis: Uomini insetto che accumulano la magnetite lucente Makadan: Cultura guerriera umana, patria di molti mercenari khitani Nordor: Umani barbari e scultori di pietra provenienti dal rigido nord Pachyaur: Elefantauri dell'equatore Penmai: Umanoidi acrobatici e audaci dotati di coda prensile Prajalu: Umani bassi e tarchiati, temuti come creatori di veleni e rapitori di bambini Watu: Elefantauri schiavisti
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Monster Mythology Update Project: indice delle schede
- 17 download
- Version 0.01
Le 157 schede del Monster Mythology Update Project di AuldDragon che tradurremo in italiano, divise per pantheon come nell'originale. Man mano che pubblichiamo le traduzioni, il nome della divinità diventa un collegamento alla scheda in PDF da scaricare e a fianco il link all'articolo. C'è una divinità che vi interessa più delle altre? Segnalatela nel topic di presentazione del progetto e proviamo ad anticiparla. Pantheon dei bugbear (e di altre creature)Grankhul il Cacciatore Hruggek il Decapitatore Meriadar il Paziente Skiggaret il Folle Stalker, l'Ombra Odiosa Pantheon dei goblinBargrivyek il Pacificatore Khugorbaeyag il Sorvegliante Maglubiyet il Potente Nomog-Geaya il Generale Pantheon dei coboldi e degli urdDakarnok l'Incursore Gaknulak il Fabbricante di Trappole Kuraulyek il Ladro Cornuto Kurtulmak l'Astuto Pantheon degli orchiBahgtru lo Spezzagambe Gruumsh da un Occhio Ilneval il Capo dell'Orda Luthic la Madre delle Caverne Merrgsh il Cavalcalupi Shargaas il Signore della Notte Yurtrus dalle Mani Bianche L'Ordning (pantheon dei giganti)Annam il Padre di Tutto Diancastra, l'Errabonda Dissoluta Grolantor il Signore della Rocca - (articolo) Grond Spaccavette Hiatea la Cacciatrice Iallanis la Tenera Karontor il Deforme Memnor l'Ingannatore Skoreaus Ossa-di-Pietra, la Roccia Vivente Stronmaus il Signore della Tempesta Surtr il Nero Thrym, il Re del Ghiaccio Pantheon degli gnollGorellik il Solitario - (articolo) Refnara Mordiluna Yeenoghu, il Principe Demone degli Gnoll Pantheon degli ogreMirklak l'Uccisore di Orchi Vaprak il Distruttore Ysshara la Custode del Sapere Intrusi nel pantheon dei gigantiBaphomet, Signore Demoniaco dei Minotauri Kostchtchie, il Principe Demone dell'Ira I figli di Io (pantheon draconico)Aasterinian, la Messaggera di Io Arcanic il Sapiente Astilabor la Signora dei Tesori Bahamut il Drago di Platino Chronepsis il Drago della Morte Elemtia la Tempesta Faluzure il Drago della Notte Garyx il Signore del Fuoco Hlal la Giullare Io il Drago dai Nove Aspetti Kalzareinad, il Custode delle Oscure Meraviglie Kereska Portatrice di Meraviglie Lendys l'Equilibratore Rais il Riflessivo Sardior il Drago di Rubino Tamara la Misericordiosa Task lo Strappatore Tiamat il Drago Cromatico Zorquan l'Eccelso Divinità aereeJazirian il Serpente Eterno Koriel il Vigilante Stillsong la Sfera Canora Divinità acquaticheAnguileusis l'Immutabile Blibdoolpoolp la Madre del Mare Demogorgon, il Principe dei Demoni Eadro il Liberatore Ilxendren la Manta Demoniaca Panzuriel lo Schiavista Persana, Guardiano degli Abissi Sekolah il Grande Squalo Surminare la Regina dei Selkie Trishina la Cavalcaonde Leone d'Acqua, l'Uccisore di Squali Divinità aviarieKrocaa Piumacremisi Quorlinn il Ladruncolo Remnis il Grande Signore delle Aquile Syranita, Signora degli Aarakocra Divinità rettili e anfibieLaogzed il Divoratore Merrshaulk il Signore dei Serpenti Parrafaire il Principe dei Naga Ramenos la Grande Rana - (articolo) Semuanya il Sopravvissuto Sess'innek l'Imperatore Lucertola Shekinester la Regina dai Tre Volti Pantheon dei centauriBrilros lo Stallone da Battaglia Chitza-Atlan, il Guardiano della Porta degli Inferi Fanthros Zoccoli-di-Tempesta Kheiron l'Educatore Linroth Zoccolo Lesto Naharra la Madre-Cavalla Skerrit il Signore Zoccoluto Pantheon dei licantropiBalador il Maestro dell'Idromele Daragor il Signore dei Lupi Eshebala la Regina Volpe Ferrix il Predatore Squerrik il Signore dei Ratti Corte SeelieCaoimhin il Benevolo Damh la Bestia Cornuta Eachthighern il Signore degli Unicorni Emmantiensien il Re dei Treant Fionnghuala la Signora dei Cigni Nathair Sgiathach il Burlone Oberon il Re delle Fate Squelaichie il Buffone di Corte Tapann l'Imperituro Titania la Regina delle Fate Verenestra la Principessa della Quercia Corte UnseelieLa Regina dell'Aria e delle Tenebre Pantheon dei beholderLa Grande Madre, Progenitrice dell'Alveare Gzemnid il Gigante Gassoso Divinità «assenti» da Demihuman DeitiesAlathrien Druanna, la Signora delle Rune Araleth Letheranil il Principe delle Stelle Cador il Coltello d'Ombra Darahl Manto di Fuoco l'Equanime Diinkarazan il Dio Folle Diirinka il Traditore Kavor il Signore della Gravità Keptolo il Consorte Desideroso Kirith Sotheril la Maga Melira Taralen la Cantatrice Mythrien Sarath, il Custode dei Mythal Naralis Analor, il Custode delle Anime Nebelun l'Impiccione Rellavar Danuvien, il Re degli Spiriti del Gelo Sarula Iliene la Regina delle Nixie Tarsellis Meunniduin il Signore delle Montagne Tethrin Veraldé il Risplendente Zinzerena la Braccata Pantheon dei miconidiPsilofyr il Signore delle Spore Pantheon degli illithidIlsensine, il Grande Cervello Maanzecorian lo Scorticafilosofo Divinità dei non mortiKanchelsis il Signore dei Vampiri Mellifleur il Signore dei Lich Orcus, il Principe Demone della Non Morte Divinità elementaliBen-Hadar, il Principe dell'Acqua Buona Chan, la Principessa dell'Aria Buona Cryonax il Principe del Ghiaccio Malvagio L'Antico Dio Elementale, il Signore di Tutta la Materia Imix, il Principe del Fuoco Malvagio Ogremoch, il Principe della Terra Malvagia Olhydra la Principessa dell'Acqua Malvagia Sunnis, la Principessa della Terra Buona Yan-C-Bin il Principe dell'Aria Malvagia Zaaman Rul il Principe del Fuoco Buono Altre divinità oscureAnthraxus il Putrefatto Cegilune la Dea delle Megere Il Dio Oscuro alla Fine di Ogni Cosa Il Dio Senza Volto degli Uomini Yak Juiblex il Signore Senza Volto Piscaethces la Regina del Sangue Shami-Amourae, la Principessa Demone dell'Eros Pantheon dei neogiKil'lix l'Ambizioso Kr'tx il Signore Fiammeggiante P'kk il Dominatore Thrig'ki il Rapace T'zen'kil il Fustigatore Divinità insettoidi e artropodiKlikral, il Signore del Tumulo Ringraziamo AuldDragon per averci autorizzato a tradurre e pubblicare il Monster Mythology Update Project. Il progetto originale in inglese, con tutte le schede pubblicate finora, lo trovate sul suo sito. Progetto originale: Monster Mythology Update Project su EN World Sito dell'autore: AuldDragon's AD&D Blog