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Quattro nuove sottoclassi a tema mistico arrivano nel playtest di Dungeons & Dragons
Dungeons & Dragons ha pubblicato il primo playtest Unearthed Arcana del 2026, con quattro sottoclassi completamente nuove attualmente in fase di test. Wizards of the Coast ha pubblicato su D&D Beyond un Unearthed Arcana dedicato alle Sottoclassi Mistiche, che presenta quattro sottoclassi a tema magico. Le nuove sottoclassi includono il Monaco Guerriero delle Arti Mistiche (Warrior of the Mystic Arts), il Paladino con il Giuramento del Custode degli Incantesimi (Oath of the Spellguard), il Ladro Rubamagia (Magic Stealer) e il Warlock con Patrono Vestigia (Vestige Patron). Il Guerriero delle Arti Mistiche è una sottoclasse con capacità di lancio di incantesimi che conferisce ai Monaci la possibilità di lanciare incantesimi da Stregone fino agli incantesimi di 4° livello. Il Giuramento del Custode degli Incantesimi è progettato con l’obiettivo di proteggere gli incantatori, mentre il Ladro Rubamagia prende di mira chi lancia incantesimi e può potenziare i propri Attacchi Furtivi con la magia sottratta agli incantatori nelle vicinanze. Il Warlock con Patrono Vestigia stringe un legame con una divinità morente, che assume una forma di vestigia come compagno. Il compagno Vestigia cresce in potere insieme all’incantatore. È interessante notare che il Patrono Vestigia trae ispirazione dal Binder delle precedenti edizioni di D&D. Non ci sono indicazioni su quando o a cosa possa essere collegato questo nuovo Unearthed Arcana. Esistono diversi Unearthed Arcana che al momento non sono associati ad alcun prodotto di D&D annunciato, anche se due sono quasi certamente legati a un manuale ambientato su Dark Sun. Puoi consultare le sottoclassi qui. Il periodo di feedback per il playtest si apre il 22 gennaio. Link all'articolo originale Dungeons & Dragons Playtests Four New Mystic-Themed Subclasses | EN World D&D & Tabletop RPG News & Reviews
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Shona: Black Fury, il card game sword & sorcery italiano pronto al debutto internazionale nel 2026
Il comunicato stampa parla "di giochi di carte collezionabili e di avventure fantasy".
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Shona: Black Fury, il card game sword & sorcery italiano pronto al debutto internazionale nel 2026
Un nuovo titolo sword & sorcery si prepara a far parlare di sé nel 2026: “Shona: Black Fury”, card game ideato dall’autore italiano Stefano Labbia, arriverà in Italia e nel Regno Unito grazie a un accordo con una importante casa editrice americana (nome non ancora divulgato) che ne ha acquisito i diritti di distribuzione. Il 2026 si preannuncia come un anno chiave per il panorama dei card game fantasy, e tra i titoli da tenere d’occhio c’è “Shona: Black Fury”, gioco di carte sword & sorcery ideato dall’autore italiano Stefano Labbia. Il progetto è infatti al centro di un accordo di distribuzione con una importante casa editrice americana, il cui nome non è ancora stato reso pubblico, che ne curerà l’arrivo sui mercati di Italia e Regno Unito. Si tratta di una notizia rilevante per il settore, non solo per l’ambizione internazionale dell’operazione, ma anche perché segna un nuovo passaggio nella crescente presenza di produzioni italiane nel mercato globale dei giochi di carte a tema fantasy. Un universo dark fantasy guidato da un’anti-eroinaAl centro dell’esperienza narrativa c’è Shona, guerriera descritta come indomita, protagonista di un mondo fantasy medievale dai toni cupi e maturi. L’ambientazione promette una notevole varietà di scenari: dalle gelide terre di Validia alle regioni più calde di Dhoorm, in un universo pensato per espandersi progressivamente. Il progetto nasce come naturale estensione della saga a fumetti Shona, firmata dallo stesso Labbia. Accanto alla protagonista trovano spazio altre figure femminili centrali, come Erinna e Morinnah, delineate come personaggi forti e complessi, chiamati ad affrontare non solo minacce sovrannaturali ma anche conflitti più concreti. Una struttura narrativa che punta a lasciare al giocatore scelte morali e conseguenze, elemento sempre più apprezzato nei card game a forte vocazione story-driven. Una scelta che farà discutere: AI Art nelle illustrazioniTra gli aspetti più discussi del progetto c’è l’uso estensivo di illustrazioni realizzate tramite Intelligenza Artificiale. Le immagini, sviluppate e rifinite dal team grafico che cura la direzione artistica del gioco, puntano a offrire ambientazioni dettagliate e suggestive mantenendo al tempo stesso un gameplay fluido e immediato. Nel contesto dei giochi di carte collezionabili, l’adozione dell’AI Art è una scelta destinata a far discutere: lo stile visivo è spesso parte integrante dell’identità di un titolo e il tema solleva interrogativi artistici ed etici. Proprio per questo, Shona: Black Fury si candida a essere anche un interessante caso di studio su come l’AI possa essere integrata, o meno, in produzioni ludiche di respiro internazionale. Il 2026 come punto di partenza di una sagaIl set base viene presentato come l’inizio di un percorso più ampio, con espansioni future dedicate a nuovi luoghi, personaggi ed entità, oltre a ulteriori meccaniche di gioco. Un’impostazione seriale coerente con l’origine fumettistica del progetto e con la natura collezionabile del formato. L’accordo con l’editore americano, che seguirà la distribuzione in Italia e nel Regno Unito a partire dal 2026, rappresenta in questo senso una mossa strategica per garantire al titolo una visibilità internazionale sin dalle prime fasi del lancio. Chi è Stefano Labbia Autore prolifico e trasversale, Stefano Labbia ha all’attivo numerose pubblicazioni tra poesia, narrativa, teatro e graphic novel, oltre a esperienze nella sceneggiatura per cinema e televisione. Negli anni ha sviluppato progetti editoriali e artistici a respiro internazionale, spesso legati a iniziative culturali e sociali, costruendo un percorso che intreccia storytelling, fumetto e sperimentazione transmediale. Dragons’ Lair seguirà da vicino gli sviluppi legati all’annuncio della major americana e al debutto ufficiale del gioco nel 2026, con ulteriori approfondimenti dedicati al progetto e al team creativo. Per gli appassionati di dark fantasy e giochi di carte, Shona: Black Fury è un titolo che merita attenzione. Visualizza articolo completo
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Shona: Black Fury, il card game sword & sorcery italiano pronto al debutto internazionale nel 2026
Il 2026 si preannuncia come un anno chiave per il panorama dei card game fantasy, e tra i titoli da tenere d’occhio c’è “Shona: Black Fury”, gioco di carte sword & sorcery ideato dall’autore italiano Stefano Labbia. Il progetto è infatti al centro di un accordo di distribuzione con una importante casa editrice americana, il cui nome non è ancora stato reso pubblico, che ne curerà l’arrivo sui mercati di Italia e Regno Unito. Si tratta di una notizia rilevante per il settore, non solo per l’ambizione internazionale dell’operazione, ma anche perché segna un nuovo passaggio nella crescente presenza di produzioni italiane nel mercato globale dei giochi di carte a tema fantasy. Un universo dark fantasy guidato da un’anti-eroinaAl centro dell’esperienza narrativa c’è Shona, guerriera descritta come indomita, protagonista di un mondo fantasy medievale dai toni cupi e maturi. L’ambientazione promette una notevole varietà di scenari: dalle gelide terre di Validia alle regioni più calde di Dhoorm, in un universo pensato per espandersi progressivamente. Il progetto nasce come naturale estensione della saga a fumetti Shona, firmata dallo stesso Labbia. Accanto alla protagonista trovano spazio altre figure femminili centrali, come Erinna e Morinnah, delineate come personaggi forti e complessi, chiamati ad affrontare non solo minacce sovrannaturali ma anche conflitti più concreti. Una struttura narrativa che punta a lasciare al giocatore scelte morali e conseguenze, elemento sempre più apprezzato nei card game a forte vocazione story-driven. Una scelta che farà discutere: AI Art nelle illustrazioniTra gli aspetti più discussi del progetto c’è l’uso estensivo di illustrazioni realizzate tramite Intelligenza Artificiale. Le immagini, sviluppate e rifinite dal team grafico che cura la direzione artistica del gioco, puntano a offrire ambientazioni dettagliate e suggestive mantenendo al tempo stesso un gameplay fluido e immediato. Nel contesto dei giochi di carte collezionabili, l’adozione dell’AI Art è una scelta destinata a far discutere: lo stile visivo è spesso parte integrante dell’identità di un titolo e il tema solleva interrogativi artistici ed etici. Proprio per questo, Shona: Black Fury si candida a essere anche un interessante caso di studio su come l’AI possa essere integrata, o meno, in produzioni ludiche di respiro internazionale. Il 2026 come punto di partenza di una sagaIl set base viene presentato come l’inizio di un percorso più ampio, con espansioni future dedicate a nuovi luoghi, personaggi ed entità, oltre a ulteriori meccaniche di gioco. Un’impostazione seriale coerente con l’origine fumettistica del progetto e con la natura collezionabile del formato. L’accordo con l’editore americano, che seguirà la distribuzione in Italia e nel Regno Unito a partire dal 2026, rappresenta in questo senso una mossa strategica per garantire al titolo una visibilità internazionale sin dalle prime fasi del lancio. Chi è Stefano Labbia Autore prolifico e trasversale, Stefano Labbia ha all’attivo numerose pubblicazioni tra poesia, narrativa, teatro e graphic novel, oltre a esperienze nella sceneggiatura per cinema e televisione. Negli anni ha sviluppato progetti editoriali e artistici a respiro internazionale, spesso legati a iniziative culturali e sociali, costruendo un percorso che intreccia storytelling, fumetto e sperimentazione transmediale. Dragons’ Lair seguirà da vicino gli sviluppi legati all’annuncio della major americana e al debutto ufficiale del gioco nel 2026, con ulteriori approfondimenti dedicati al progetto e al team creativo. Per gli appassionati di dark fantasy e giochi di carte, Shona: Black Fury è un titolo che merita attenzione.
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Quattro nuove sottoclassi a tema mistico arrivano nel playtest di Dungeons & Dragons
Tutte e quattro sono sottoclassi completamente nuove. Dungeons & Dragons ha pubblicato il primo playtest Unearthed Arcana del 2026, con quattro sottoclassi completamente nuove attualmente in fase di test. Wizards of the Coast ha pubblicato su D&D Beyond un Unearthed Arcana dedicato alle Sottoclassi Mistiche, che presenta quattro sottoclassi a tema magico. Le nuove sottoclassi includono il Monaco Guerriero delle Arti Mistiche (Warrior of the Mystic Arts), il Paladino con il Giuramento del Custode degli Incantesimi (Oath of the Spellguard), il Ladro Rubamagia (Magic Stealer) e il Warlock con Patrono Vestigia (Vestige Patron). Il Guerriero delle Arti Mistiche è una sottoclasse con capacità di lancio di incantesimi che conferisce ai Monaci la possibilità di lanciare incantesimi da Stregone fino agli incantesimi di 4° livello. Il Giuramento del Custode degli Incantesimi è progettato con l’obiettivo di proteggere gli incantatori, mentre il Ladro Rubamagia prende di mira chi lancia incantesimi e può potenziare i propri Attacchi Furtivi con la magia sottratta agli incantatori nelle vicinanze. Il Warlock con Patrono Vestigia stringe un legame con una divinità morente, che assume una forma di vestigia come compagno. Il compagno Vestigia cresce in potere insieme all’incantatore. È interessante notare che il Patrono Vestigia trae ispirazione dal Binder delle precedenti edizioni di D&D. Non ci sono indicazioni su quando o a cosa possa essere collegato questo nuovo Unearthed Arcana. Esistono diversi Unearthed Arcana che al momento non sono associati ad alcun prodotto di D&D annunciato, anche se due sono quasi certamente legati a un manuale ambientato su Dark Sun. Puoi consultare le sottoclassi qui. Il periodo di feedback per il playtest si apre il 22 gennaio. Link all'articolo originale Dungeons & Dragons Playtests Four New Mystic-Themed Subclasses | EN World D&D & Tabletop RPG News & Reviews Visualizza articolo completo
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Problemi tecnici e richieste d'aiuto
Sistemato. Grazie
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Addio a Tim Kask: scompare a 76 anni la prima "voce" di Dungeons & Dragons
Purtroppo chiudiamo questo 2025 con il cuore un po' pesante. Ci dispiace davvero che l'ultima notizia dell'anno debba essere questa, ma è doveroso rendere omaggio a una colonna portante del nostro hobby che ci ha appena lasciato proprio in queste ore. Il mondo del gioco di ruolo piange la perdita di una delle sue figure più iconiche: Tim Kask, il primo dipendente a tempo pieno della TSR (la casa editrice originale di D&D), è scomparso all'età di 76 anni. Secondo quanto riferito, Kask si è spento serenamente nel sonno, circondato dall'affetto della sua famiglia e degli amici più cari, dopo una breve ed improvvisa malattia. A sinistra Elise Gygax e Tim Kask alla Gen Con XI, 1978. A destra Tim ai giorni nostri. Il pioniere della TSR e di Dragon MagazineAssunto nel 1975, quando Dungeons & Dragons era ancora un "piccolo miracolo fragile" che rischiava di crollare sotto il proprio peso, Kask ebbe un ruolo fondamentale nel dare al gioco una struttura editoriale. È stato il primo curatore di The Strategic Review, la newsletter aziendale che fungeva da collante per la comunità nascente, trasformandola poi nella leggendaria rivista Dragon Magazine. Attraverso le pagine di Dragon, Kask non si limitò a correggere bozze: contribuì a definire il linguaggio stesso dell'hobby. In un'epoca priva di internet, le sue pubblicazioni rappresentavano l'unica infrastruttura che permetteva ai giocatori sparsi per il mondo di confrontarsi, scambiarsi idee e sentirsi parte di una cultura condivisa. Kask era noto per il suo carattere schietto, talvolta brusco, ma profondamente appassionato. Lasciò la TSR nel 1980 come segno di protesta contro la direzione presa con la creazione di Advanced Dungeons & Dragons, preferendo una visione del gioco più libera e meno vincolata da regole rigide. Il suo mantra è sempre stato quello del "gioco come esperienza al tavolo", non come mero prodotto commerciale da scaffale. Questa filosofia è ancora oggi alla base del movimento OSR (Old School Renaissance), che vede nelle regole degli strumenti per l'improvvisazione piuttosto che catene per i giocatori. Gli anni successivi e l'ereditàDopo aver lavorato come insegnante, Kask era tornato nel settore co-fondando la Eldritch Enterprises insieme ad altri veterani come Frank Mentzer e Jim Ward. Negli ultimi anni, era rimasto molto attivo e amato dalla community grazie al suo canale YouTube, Curmudgeon in the Dungeon, dove condivideva aneddoti e riflessioni sulla storia del gioco con la sua inconfondibile onestà. Con la sua scomparsa, D&D perde non solo un testimone oculare della sua nascita, ma l'uomo che ha insegnato a un'intera generazione di giocatori come "parlare" di questo hobby. Visualizza articolo completo
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Addio a Tim Kask: scompare a 76 anni la prima "voce" di Dungeons & Dragons
Il mondo del gioco di ruolo piange la perdita di una delle sue figure più iconiche: Tim Kask, il primo dipendente a tempo pieno della TSR (la casa editrice originale di D&D), è scomparso all'età di 76 anni. Secondo quanto riferito, Kask si è spento serenamente nel sonno, circondato dall'affetto della sua famiglia e degli amici più cari, dopo una breve ed improvvisa malattia. A sinistra Elise Gygax e Tim Kask alla Gen Con XI, 1978. A destra Tim ai giorni nostri. Il pioniere della TSR e di Dragon MagazineAssunto nel 1975, quando Dungeons & Dragons era ancora un "piccolo miracolo fragile" che rischiava di crollare sotto il proprio peso, Kask ebbe un ruolo fondamentale nel dare al gioco una struttura editoriale. È stato il primo curatore di The Strategic Review, la newsletter aziendale che fungeva da collante per la comunità nascente, trasformandola poi nella leggendaria rivista Dragon Magazine. Attraverso le pagine di Dragon, Kask non si limitò a correggere bozze: contribuì a definire il linguaggio stesso dell'hobby. In un'epoca priva di internet, le sue pubblicazioni rappresentavano l'unica infrastruttura che permetteva ai giocatori sparsi per il mondo di confrontarsi, scambiarsi idee e sentirsi parte di una cultura condivisa. Kask era noto per il suo carattere schietto, talvolta brusco, ma profondamente appassionato. Lasciò la TSR nel 1980 come segno di protesta contro la direzione presa con la creazione di Advanced Dungeons & Dragons, preferendo una visione del gioco più libera e meno vincolata da regole rigide. Il suo mantra è sempre stato quello del "gioco come esperienza al tavolo", non come mero prodotto commerciale da scaffale. Questa filosofia è ancora oggi alla base del movimento OSR (Old School Renaissance), che vede nelle regole degli strumenti per l'improvvisazione piuttosto che catene per i giocatori. Gli anni successivi e l'ereditàDopo aver lavorato come insegnante, Kask era tornato nel settore co-fondando la Eldritch Enterprises insieme ad altri veterani come Frank Mentzer e Jim Ward. Negli ultimi anni, era rimasto molto attivo e amato dalla community grazie al suo canale YouTube, Curmudgeon in the Dungeon, dove condivideva aneddoti e riflessioni sulla storia del gioco con la sua inconfondibile onestà. Con la sua scomparsa, D&D perde non solo un testimone oculare della sua nascita, ma l'uomo che ha insegnato a un'intera generazione di giocatori come "parlare" di questo hobby.
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Dungeons & Dragons: SRD 5.2.1 finalmente in italiano
NO! Non era lo stesso regolamento. Classi completamente diverse, iniziativa diversa... Tutta l'organizzazione dei manuali non centrava nulla con la 1e. La 2ª edizione esce nel 1989. Se con “revised” ti riferisci ai manuali base con copertina nera del 1995 (sei anni dopo), quelli sono sostanzialmente identici ai precedenti, fatta eccezione per alcune correzioni già presenti nelle errata. Non si tratta quindi di una nuova edizione, ma di una ristampa rivista. Se invece per “revised” intendi la linea Player’s Option (sempre 1995), va chiarito che si trattava di materiali opzionali, che non obbligava in alcun modo a riacquistare i manuali base né a modificare il sistema di gioco standard. In ogni caso, è evidente che i GDR seguono una logica di pubblicazione ciclica: nuove edizioni, revisioni, rilanci editoriali sono la norma. Il vero problema dell’edizione 2024, a mio avviso, è un altro: non soddisfa i nuovi giocatori e, allo stesso tempo, irrita quelli storici. È mancata una scelta di direzione chiara. Hanno cercato di tenere insieme tutto, finendo per non convincere nessuno.
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Problemi tecnici e richieste d'aiuto
La situazione al momento è sotto controllo. Dopo i primi giorni, in cui abbiamo avuto anche una decina di registrazioni sospette al giorno, ora siamo scesi a 2–3 casi quotidiani. I moderatori hanno inoltre la possibilità di eliminare i contenuti indesiderati in un’unica operazione, quindi l’impatto operativo è limitato. Esiste già anche l’opzione di approvare manualmente i nuovi utenti, ma al momento la ritengo piuttosto onerosa sia per lo staff sia per chi si iscrive, perché rallenterebbe inutilmente l’accesso al sito. Inoltre per capire se un utente è un bot o meno si ha a disposizione solo email e IP (cosa che già controllano i sistemi antispam). Per ora monitoriamo l’andamento e valutiamo in base all’evoluzione della situazione. Se il problema dovesse ripresentarsi in modo massiccio, prenderemo in considerazione soluzioni più restrittive.
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Problemi tecnici e richieste d'aiuto
Oggi qualche bot è entrato, ma al momento i messaggi sono stati eliminati così come i bot.
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Stesso numero iniziativa
Se non ricordo male in 5e In caso di parità, il DM decide l’ordine delle creature controllate dal DM, mentre i giocatori decidono l’ordine dei propri personaggi. Nelle edizioni precedenti, in caso di parità, chi aveva destrezza più alta agiva per primo. In caso che anche quella sia uguale, si tira un dado.
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Tra un anno e l’altro
Cari amici di Dragons' Lair, Dicembre si chiude come un libro riletto mille volte, con quella familiarità rassicurante che non stanca mai. E noi, qui, vogliamo fermarci un momento. Solo un momento, prima che l'anno nuovo riprenda il suo corso inarrestabile. Auguri. A tutti voi. A chi legge da vent'anni, a chi è arrivato ieri. A chi commenta, a chi osserva in silenzio. A chi condivide le nostre pagine come fossero lettere destinate a vecchi compagni di strada. Le pubblicazioni riprenderanno il 5 gennaio. Torneremo con le storie che amate, con gli articoli che attendete, con quel filo sottile che da sempre ci tiene legati: la passione per i mondi immaginati, per i dadi lanciati, per le avventure che esistono solo perché qualcuno ha deciso di raccontarle. Ma prima di varcare la soglia del nuovo anno, voglio dire grazie. Grazie allo staff di Dragons' Lair, artefici silenziosi e instancabili che lavorano dietro le quinte, che traducono, scrivono, moderano, costruiscono. Senza di loro questo luogo non esisterebbe. Senza il loro lavoro quotidiano, saremmo solo voci sparse nel vento. @Alonewolf87 @AndreaP @Bharbhotr @Bilbo420 @Bille Boo @conteStan @CreepyDFire @Faelion @firwood @Grimorio @Ian Morgenvelt @Lucane @Pippomaster92 @Psyco @Zacor Ognuno di voi ha lasciato un'impronta. Ogni articolo, ogni correzione, ogni idea condivisa è un mattone di questa casa digitale che da oltre vent'anni resiste, si trasforma, cresce. Che il Natale vi porti quella quiete rara che si trova solo nelle pause tra un'avventura e l'altra. A voi, staff instancabile che tenete acceso il fuoco, e a voi, avventori fedeli di questa taverna digitale che da anni varcate questa soglia. Che il 2026 sia ricco di critici improbabili, magie dimenticate e draghi che attendono nei loro antri. Ci vediamo a gennaio. Con affetto e gratitudine, – aza
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Tra un anno e l’altro
🎄 Cari amici di Dragons' Lair, Dicembre si chiude come un libro riletto mille volte, con quella familiarità rassicurante che non stanca mai. E noi, qui, vogliamo fermarci un momento. Solo un momento, prima che l'anno nuovo riprenda il suo corso inarrestabile. Auguri. A tutti voi. A chi legge da vent'anni, a chi è arrivato ieri. A chi commenta, a chi osserva in silenzio. A chi condivide le nostre pagine come fossero lettere destinate a vecchi compagni di strada. Le pubblicazioni riprenderanno il 5 gennaio. Torneremo con le storie che amate, con gli articoli che attendete, con quel filo sottile che da sempre ci tiene legati: la passione per i mondi immaginati, per i dadi lanciati, per le avventure che esistono solo perché qualcuno ha deciso di raccontarle. Ma prima di varcare la soglia del nuovo anno, voglio dire grazie. Grazie allo staff di Dragons' Lair, artefici silenziosi e instancabili che lavorano dietro le quinte, che traducono, scrivono, moderano, costruiscono. Senza di loro questo luogo non esisterebbe. Senza il loro lavoro quotidiano, saremmo solo voci sparse nel vento. @Alonewolf87 @AndreaP @Bharbhotr @Bilbo420 @Bille Boo @conteStan @CreepyDFire @Faelion @firwood @Grimorio @Ian Morgenvelt @Lucane @Pippomaster92 @Psyco @Zacor Ognuno di voi ha lasciato un'impronta. Ogni articolo, ogni correzione, ogni idea condivisa è un mattone di questa casa digitale che da oltre vent'anni resiste, si trasforma, cresce. Che il Natale vi porti quella quiete rara che si trova solo nelle pause tra un'avventura e l'altra. A voi, staff instancabile che tenete acceso il fuoco, e a voi, avventori fedeli di questa taverna digitale che da anni varcate questa soglia. Che il 2026 sia ricco di critici improbabili, magie dimenticate e draghi che attendono nei loro antri. Ci vediamo a gennaio. Con affetto e gratitudine, – aza Visualizza articolo completo
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La Dragons' Lair cerca nuovi compagni d'avventura!
Direi che con la candidatura di @Bilbo420 per questo giro possiamo chiudere qui 😊 Un grazie di cuore a chi si è proposto e ha deciso di mettersi in gioco: è sempre un piacere vedere tanta voglia di partecipare e contribuire alla community. Per chi volesse candidarsi in futuro, niente paura: ci saranno altre occasioni! Per ora aspettate il prossimo ciclo di candidature e continuate pure a seguirci. Grazie ancora a tutti… e a presto! 🐉✨
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Shawn Levy fornisce un aggiornamento sulla serie D&D di Netflix
Lo show è stato annunciato all’inizio di quest’anno. Shawn Levy ha fornito un breve aggiornamento sulla serie ambientata nei Forgotten Realms attualmente in sviluppo presso Netflix. Parlando con Collider in vista della quinta e ultima stagione di Stranger Things, a Levy è stato chiesto a che punto fosse lo sviluppo della nuova serie di Dungeons & Dragons che sta producendo per Netflix. "Credo che il motivo per cui ci è voluto così tanto tempo e il motivo per cui è un processo impegnativo è che non stai adattando una proprietà intellettuale narrativa," ha detto Levy a Collider. "Stai adattando un mondo, un lessico e uno spirito, ma la storia deve essere inventata in gran parte da zero. E deve essere inventata in un modo che sembri organico rispetto a tutto ciò che rende grande D&D. Quindi questa è in uno stato di sviluppo molto attivo, ogni giorno ci stiamo lavorando a piccoli passi su Netflix." Annunciata all’inizio di quest’anno, Netflix sta sviluppando una serie televisiva live action intitolata Forgotten Realms. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulla natura della serie, ma i commenti di Levy suggeriscono che stanno sviluppando una trama originale, invece di adattare un romanzo o un’avventura già esistente in versione televisiva. Levy è il produttore della serie, mentre Drew Crevello ricopre il ruolo di sceneggiatore/showrunner. Collider ha anche chiesto se la serie Forgotten Realms andrà avanti; Levy ha risposto: "Lo spero davvero. Lo spero davvero davvero." Link all'articolo originale Shawn Levy Provides Update on Netflix D&D Show | EN World D&D & Tabletop RPG News & Reviews Visualizza articolo completo
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Shawn Levy fornisce un aggiornamento sulla serie D&D di Netflix
Shawn Levy ha fornito un breve aggiornamento sulla serie ambientata nei Forgotten Realms attualmente in sviluppo presso Netflix. Parlando con Collider in vista della quinta e ultima stagione di Stranger Things, a Levy è stato chiesto a che punto fosse lo sviluppo della nuova serie di Dungeons & Dragons che sta producendo per Netflix. "Credo che il motivo per cui ci è voluto così tanto tempo e il motivo per cui è un processo impegnativo è che non stai adattando una proprietà intellettuale narrativa," ha detto Levy a Collider. "Stai adattando un mondo, un lessico e uno spirito, ma la storia deve essere inventata in gran parte da zero. E deve essere inventata in un modo che sembri organico rispetto a tutto ciò che rende grande D&D. Quindi questa è in uno stato di sviluppo molto attivo, ogni giorno ci stiamo lavorando a piccoli passi su Netflix." Annunciata all’inizio di quest’anno, Netflix sta sviluppando una serie televisiva live action intitolata Forgotten Realms. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulla natura della serie, ma i commenti di Levy suggeriscono che stanno sviluppando una trama originale, invece di adattare un romanzo o un’avventura già esistente in versione televisiva. Levy è il produttore della serie, mentre Drew Crevello ricopre il ruolo di sceneggiatore/showrunner. Collider ha anche chiesto se la serie Forgotten Realms andrà avanti; Levy ha risposto: "Lo spero davvero. Lo spero davvero davvero." Link all'articolo originale Shawn Levy Provides Update on Netflix D&D Show | EN World D&D & Tabletop RPG News & Reviews
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Lorwyn: First Light pubblicato su D&D Beyond
Il manuale crossover tra D&D e Magic: The Gathering Lorwyn: First Light è stato pubblicato su D&D Beyond. Lorwyn–Shadowmoor è un piano di MtG che si alterna tra i suoi aspetti di giorno e di notte ogni 300 anni. Lorwyn è l’aspetto “diurno”, ha forti influenze fatate e non presenta esseri umani. La pubblicazione esclusivamente digitale include la specie Lorwyn Changeling (che differisce in modi interessanti dal Changeling di Eberron) e la specie Rimekin (un essere di ghiaccio), oltre a due nuove discendenze elfiche: elfo di Lorwyn ed elfo di Shadowmoor. I talenti sono Shadowmoor Hexer e Child of the Sun (collegati ai background Lorwyn Expert e Shadowmoor Expert). Potete acquistare Lorwyn: First Light su D&D Beyond per 14,99 $. Link all'articolo originale D&D 5E (2024) - Lorwyn: First Light Released on D&D Beyond | EN World D&D & Tabletop RPG News & Reviews
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Lorwyn: First Light pubblicato su D&D Beyond
Il piano fatato include nuove specie, talenti e altro ancora. Il manuale crossover tra D&D e Magic: The Gathering Lorwyn: First Light è stato pubblicato su D&D Beyond. Lorwyn–Shadowmoor è un piano di MtG che si alterna tra i suoi aspetti di giorno e di notte ogni 300 anni. Lorwyn è l’aspetto “diurno”, ha forti influenze fatate e non presenta esseri umani. La pubblicazione esclusivamente digitale include la specie Lorwyn Changeling (che differisce in modi interessanti dal Changeling di Eberron) e la specie Rimekin (un essere di ghiaccio), oltre a due nuove discendenze elfiche: elfo di Lorwyn ed elfo di Shadowmoor. I talenti sono Shadowmoor Hexer e Child of the Sun (collegati ai background Lorwyn Expert e Shadowmoor Expert). Potete acquistare Lorwyn: First Light su D&D Beyond per 14,99 $. Link all'articolo originale D&D 5E (2024) - Lorwyn: First Light Released on D&D Beyond | EN World D&D & Tabletop RPG News & Reviews Visualizza articolo completo
- Grembiule da cucina
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Riflessioni sul Drago #36: L’ultimo saluto di Tim Kask alla rivista
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Riflessioni sul Drago #36: L’ultimo saluto di Tim Kask alla rivista
Un tuffo nell’aprile 1980 con l’ultimo numero curato da Tim Kask: nuove creature draconiche, discussioni sui contenuti maturi in D&D, statistiche ufficiali per Conan e una carrellata di articoli solidi che anticipano il futuro della rivista. TSR Periodicals pubblicò The Dragon numero 36 nell’aprile del 1980. È composto da 72 pagine e aveva un prezzo di copertina di 2,50 dollari. In questo numero abbiamo una sotto-razza draconica, contenuti maturi in D&D e le statistiche per Conan! La rivista non lo menziona esplicitamente, ma questo è l’ultimo numero di Tim Kask con TSR Periodicals. La pagina dei crediti non fa alcun riferimento a Kask, anche se include un suo editoriale (sui problemi causati dalla disparità di età nelle sessioni di D&D). L’unico vero indizio arriva da questa nota non firmata in cima alla pagina delle lettere: È doveroso un piccolo tributo. Tim Kask era un veterano militare che si avvicinò al wargame e a D&D mentre studiava comunicazione al college. Divenne amico di Gary Gygax, che lo invitò a unirsi a TSR nel 1975 come redattore. Kask fu il primo dipendente a tempo pieno dell’azienda. Passò dai compiti di redazione generale al lancio di The Dragon nel 1976. Come ha mostrato questa rubrica, i primi numeri erano rudimentali, ma nel 1980 Kask stava pubblicando una rivista altamente professionale. Per quanto riguarda le ragioni della sua partenza, ci sono indizi che fosse insoddisfatto della propria retribuzione. Dopo le dimissioni, pubblicò la sua rivista, Adventure Gaming, che però durò solo 13 numeri prima di chiudere. Questo fallimento ebbe conseguenze finanziarie devastanti per Kask, che lasciò del tutto l’hobby del gioco per molti anni. Considerando l’influenza della rivista Dragon, il contributo di Kask al settore è stato enorme. Passiamo agli articoli di questo mese. "The Cube from Beyond" è un altro racconto di Gardner F. Fox con protagonista il suo clone di Conan, Niall of the Far Travels. In "Up on a Soapbox", Larry DiTillio (celebre autore di Masks of Nyarlathotep e co-creatore di Babylon 5) discute l’inclusione di sesso, uso di droghe e altri contenuti maturi nelle partite di D&D. In "Leomund's Tiny Hut", Len Lakofka fornisce alcune linee guida per creare divinità potenti e credibili. "Simulation Corner" suggerisce che il mercato dei wargame stia ora privilegiando le microgames invece dei “monster games” che finora erano predominanti. "The Electric Eye" di Mark Herro continua la sua serie introduttiva sui personal computer, mentre "The DM's Right-Hand Man" di Roy Earle dimostra come sia possibile usare i computer per automatizzare i compiti di gioco. "Minarian Legends" torna con altro materiale di lore sul wargame Divine Right del suo creatore Glenn A. Rahman, mentre Dan Campagna offre una descrizione dettagliata del suo nuovo wargame, Samurai, pubblicato da Avalon Hill. In "Dragon's Bestiary", Todd Lockwood (che in seguito sarebbe diventato artista interno in TSR) presenta i Krolli, un rettile volante a sangue caldo che potrebbe essere la prima sotto-razza draconica. "Giants in the Earth" ci dà statistiche per il Captain Blood di Farael Sabatini, Richard Pickman di H.P. Lovecraft e Silverbells di Thomas Burnett Swann. In seguito a un richiamo pubblico di Gygax, Schick e Moldvay sembrano attribuire a queste creature letterarie statistiche più modeste. Gary Gygax in persona presenta le statistiche per Conan in "From the Sorcerer's Scroll". È interessante notare che fornisce le statistiche a diverse età della vita. Per esempio, la Forza di Conan raggiunge il valore massimo di 19 a 30 anni, mentre il suo Carisma raggiunge il valore massimo di 18 a 40 anni. Gygax presenta Conan come un Guerriero/Ladro e fa salire questi livelli fino alla mezza età, per poi farli diminuire. La Dungeon Master's Guide non prevede alcuna riduzione dei livelli con l’età, quindi si tratta di una piccola innovazione intrigante. Jean Wells continua a offrire "Sage Advice" ai giocatori di tutto il mondo. Le domande sono talvolta cupe e inquietanti: Come sempre, questo numero presenta una raccolta di regole varianti. Steve Jackson propone un’opzione per due giocatori del suo popolarissimo Stellar Conquest, mentre Bryan Bullinger condivide uno scenario di combattimento urbano per Squad Leader. F.C. MacKnight torna con alcune modifiche alle regole del wargame Lankhmar per correggere le Tabelle di Combattimento e altre carenze eccessivamente semplicistiche. Bill Fawcett, co-proprietario di Mayfair Games, descrive una complicata variante dei Punti Esperienza per D&D, basata sul danno effettivamente inflitto da ciascun giocatore. Nel frattempo, Hammack, Blume, Gygax e Kask presentano "The Fastest Guns That Never Lived", fornendo statistiche per Boot Hill di pistoleri tratti da film e televisione. Per la cronaca, Clint Eastwood è considerato il miglior tiratore, seguito da Lone Ranger! C'è un lungo articolo storico sui Mongoli scritto da Michael Kluever, che discute le loro armi e tattiche. Questi articoli erano piuttosto comuni subito dopo la fusione di Little Wars con The Dragon, ma sono diventati rari negli ultimi tempi. Ci sono soltanto tre recensioni in questo numero. Starship Troopers di Avalon Hill è definito “un acquisto eccellente”. Mech War 2 di SPI è il “migliore disponibile” per chi è interessato alla guerra tattica terrestre moderna ed è “un must” per i wargamer. Nel frattempo, Trek 80 di Judges Guild “è un programma ben scritto e un buon gioco di Star Trek”. E questo è tutto. Non ci sono stati articoli davvero eccezionali, ma molto contenuto solido. Nel prossimo numero avremo un articolo sui viaggi planari di Ed Greenwood, nuovi tesori in Bazaar of the Bizarre e una piccola anteprima del prossimo World of Greyhawk! Link all'articolo originale Dragon Reflections #36 | EN World D&D & Tabletop RPG News & Reviews Articoli della stessa serie Riflessioni sul Drago #1: Un Nuovo Arrivo Riflessioni sul Drago #2: Ricco di Narrativa ma Scarso di Meccaniche Riflessioni sul Drago #3: Scoppia la Polemica Riflessioni sul Drago #4: A Proposito di Tékumel Riflessioni su Drago #5: Tracciare Nuove Direzioni Riflessioni sul Drago #6: é Nata una Star (Trek) Riflessioni sul Drago #7: Chi Ha Inventato D&D? Riflessioni sul Drago #8: Un Multiverso Tutto Nuovo Riflessioni sul Drago #9: Benvenuto Wormy Riflessioni sul Drago #10: Snit e Orge Riflessioni sul Drago #11: Parla lo Stregone! Riflessioni sul Drago #12: Chtulhu si Risveglia Riflessioni sul Drago #13: Come Vincere a D&D Riflessioni sul Drago #14: Dungeons & Dragons Diviso Riflessioni sul Drago #15: Buon Terzo Compleanno Riflessioni sul Drago #16: Gygax Controbatte Riflessioni sul Drago #17: Mostri Meccanici Riflessioni sul Drago #18: Giocatori che si Comportano Male Riflessioni sul Drago #19: La Battaglia delle Convention Riflessioni sul Drago #20: Demonologia Semplificata Riflessioni sul Drago #21: Il Ritorno di Monty Riflessioni sul Drago #22: Little Wars Riflessioni sul Drago #23: En Garde! Riflessioni sul Drago #24: Psionica, Satira e Polemiche Riflessioni sul Drago #25: Vampiri, Gamma World e il ritorno delle lettere Riflessioni sul Drago #26: Giganti, Lich e Barghest Riflessioni sul Drago #27: Wargame, Miti Africani e la Magica Bag of Wind Riflessioni sul Drago #28: Il Ritorno di Monty Haul e la Politica dell'Inferno Riflessioni sul Drago #29: Il ritorno di Wormy e l’arrivo di una leggenda Riflessioni sul Drago #30: Il debutto di Greenwood e il Satanic Panic Riflessioni sul Drago #31: Debutta Sage Advice Riflessioni sul Drago #32: tra mostri ibridi e segreti nascosti Riflessioni sul Drago #33: magia vanciana, computer e il debutto di Roger E. Moore Riflessioni sul Drago #34: Divine Right e il dungeon “Doomkeep” Riflessioni sul Drago #35: Addi, Angeli e Avventure Interstellari Visualizza articolo completo
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Riflessioni sul Drago #36: L’ultimo saluto di Tim Kask alla rivista
TSR Periodicals pubblicò The Dragon numero 36 nell’aprile del 1980. È composto da 72 pagine e aveva un prezzo di copertina di 2,50 dollari. In questo numero abbiamo una sotto-razza draconica, contenuti maturi in D&D e le statistiche per Conan! La rivista non lo menziona esplicitamente, ma questo è l’ultimo numero di Tim Kask con TSR Periodicals. La pagina dei crediti non fa alcun riferimento a Kask, anche se include un suo editoriale (sui problemi causati dalla disparità di età nelle sessioni di D&D). L’unico vero indizio arriva da questa nota non firmata in cima alla pagina delle lettere: È doveroso un piccolo tributo. Tim Kask era un veterano militare che si avvicinò al wargame e a D&D mentre studiava comunicazione al college. Divenne amico di Gary Gygax, che lo invitò a unirsi a TSR nel 1975 come redattore. Kask fu il primo dipendente a tempo pieno dell’azienda. Passò dai compiti di redazione generale al lancio di The Dragon nel 1976. Come ha mostrato questa rubrica, i primi numeri erano rudimentali, ma nel 1980 Kask stava pubblicando una rivista altamente professionale. Per quanto riguarda le ragioni della sua partenza, ci sono indizi che fosse insoddisfatto della propria retribuzione. Dopo le dimissioni, pubblicò la sua rivista, Adventure Gaming, che però durò solo 13 numeri prima di chiudere. Questo fallimento ebbe conseguenze finanziarie devastanti per Kask, che lasciò del tutto l’hobby del gioco per molti anni. Considerando l’influenza della rivista Dragon, il contributo di Kask al settore è stato enorme. Passiamo agli articoli di questo mese. "The Cube from Beyond" è un altro racconto di Gardner F. Fox con protagonista il suo clone di Conan, Niall of the Far Travels. In "Up on a Soapbox", Larry DiTillio (celebre autore di Masks of Nyarlathotep e co-creatore di Babylon 5) discute l’inclusione di sesso, uso di droghe e altri contenuti maturi nelle partite di D&D. In "Leomund's Tiny Hut", Len Lakofka fornisce alcune linee guida per creare divinità potenti e credibili. "Simulation Corner" suggerisce che il mercato dei wargame stia ora privilegiando le microgames invece dei “monster games” che finora erano predominanti. "The Electric Eye" di Mark Herro continua la sua serie introduttiva sui personal computer, mentre "The DM's Right-Hand Man" di Roy Earle dimostra come sia possibile usare i computer per automatizzare i compiti di gioco. "Minarian Legends" torna con altro materiale di lore sul wargame Divine Right del suo creatore Glenn A. Rahman, mentre Dan Campagna offre una descrizione dettagliata del suo nuovo wargame, Samurai, pubblicato da Avalon Hill. In "Dragon's Bestiary", Todd Lockwood (che in seguito sarebbe diventato artista interno in TSR) presenta i Krolli, un rettile volante a sangue caldo che potrebbe essere la prima sotto-razza draconica. "Giants in the Earth" ci dà statistiche per il Captain Blood di Farael Sabatini, Richard Pickman di H.P. Lovecraft e Silverbells di Thomas Burnett Swann. In seguito a un richiamo pubblico di Gygax, Schick e Moldvay sembrano attribuire a queste creature letterarie statistiche più modeste. Gary Gygax in persona presenta le statistiche per Conan in "From the Sorcerer's Scroll". È interessante notare che fornisce le statistiche a diverse età della vita. Per esempio, la Forza di Conan raggiunge il valore massimo di 19 a 30 anni, mentre il suo Carisma raggiunge il valore massimo di 18 a 40 anni. Gygax presenta Conan come un Guerriero/Ladro e fa salire questi livelli fino alla mezza età, per poi farli diminuire. La Dungeon Master's Guide non prevede alcuna riduzione dei livelli con l’età, quindi si tratta di una piccola innovazione intrigante. Jean Wells continua a offrire "Sage Advice" ai giocatori di tutto il mondo. Le domande sono talvolta cupe e inquietanti: Come sempre, questo numero presenta una raccolta di regole varianti. Steve Jackson propone un’opzione per due giocatori del suo popolarissimo Stellar Conquest, mentre Bryan Bullinger condivide uno scenario di combattimento urbano per Squad Leader. F.C. MacKnight torna con alcune modifiche alle regole del wargame Lankhmar per correggere le Tabelle di Combattimento e altre carenze eccessivamente semplicistiche. Bill Fawcett, co-proprietario di Mayfair Games, descrive una complicata variante dei Punti Esperienza per D&D, basata sul danno effettivamente inflitto da ciascun giocatore. Nel frattempo, Hammack, Blume, Gygax e Kask presentano "The Fastest Guns That Never Lived", fornendo statistiche per Boot Hill di pistoleri tratti da film e televisione. Per la cronaca, Clint Eastwood è considerato il miglior tiratore, seguito da Lone Ranger! C'è un lungo articolo storico sui Mongoli scritto da Michael Kluever, che discute le loro armi e tattiche. Questi articoli erano piuttosto comuni subito dopo la fusione di Little Wars con The Dragon, ma sono diventati rari negli ultimi tempi. Ci sono soltanto tre recensioni in questo numero. Starship Troopers di Avalon Hill è definito “un acquisto eccellente”. Mech War 2 di SPI è il “migliore disponibile” per chi è interessato alla guerra tattica terrestre moderna ed è “un must” per i wargamer. Nel frattempo, Trek 80 di Judges Guild “è un programma ben scritto e un buon gioco di Star Trek”. E questo è tutto. Non ci sono stati articoli davvero eccezionali, ma molto contenuto solido. Nel prossimo numero avremo un articolo sui viaggi planari di Ed Greenwood, nuovi tesori in Bazaar of the Bizarre e una piccola anteprima del prossimo World of Greyhawk! Link all'articolo originale Dragon Reflections #36 | EN World D&D & Tabletop RPG News & Reviews Articoli della stessa serie Riflessioni sul Drago #1: Un Nuovo Arrivo Riflessioni sul Drago #2: Ricco di Narrativa ma Scarso di Meccaniche Riflessioni sul Drago #3: Scoppia la Polemica Riflessioni sul Drago #4: A Proposito di Tékumel Riflessioni su Drago #5: Tracciare Nuove Direzioni Riflessioni sul Drago #6: é Nata una Star (Trek) Riflessioni sul Drago #7: Chi Ha Inventato D&D? Riflessioni sul Drago #8: Un Multiverso Tutto Nuovo Riflessioni sul Drago #9: Benvenuto Wormy Riflessioni sul Drago #10: Snit e Orge Riflessioni sul Drago #11: Parla lo Stregone! Riflessioni sul Drago #12: Chtulhu si Risveglia Riflessioni sul Drago #13: Come Vincere a D&D Riflessioni sul Drago #14: Dungeons & Dragons Diviso Riflessioni sul Drago #15: Buon Terzo Compleanno Riflessioni sul Drago #16: Gygax Controbatte Riflessioni sul Drago #17: Mostri Meccanici Riflessioni sul Drago #18: Giocatori che si Comportano Male Riflessioni sul Drago #19: La Battaglia delle Convention Riflessioni sul Drago #20: Demonologia Semplificata Riflessioni sul Drago #21: Il Ritorno di Monty Riflessioni sul Drago #22: Little Wars Riflessioni sul Drago #23: En Garde! Riflessioni sul Drago #24: Psionica, Satira e Polemiche Riflessioni sul Drago #25: Vampiri, Gamma World e il ritorno delle lettere Riflessioni sul Drago #26: Giganti, Lich e Barghest Riflessioni sul Drago #27: Wargame, Miti Africani e la Magica Bag of Wind Riflessioni sul Drago #28: Il Ritorno di Monty Haul e la Politica dell'Inferno Riflessioni sul Drago #29: Il ritorno di Wormy e l’arrivo di una leggenda Riflessioni sul Drago #30: Il debutto di Greenwood e il Satanic Panic Riflessioni sul Drago #31: Debutta Sage Advice Riflessioni sul Drago #32: tra mostri ibridi e segreti nascosti Riflessioni sul Drago #33: magia vanciana, computer e il debutto di Roger E. Moore Riflessioni sul Drago #34: Divine Right e il dungeon “Doomkeep” Riflessioni sul Drago #35: Addi, Angeli e Avventure Interstellari
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