(Tieni conto che sono passati tre giorni dalla fine del tuo ultimo post) Il sogno non-sogno che hai fatto quando sei crollata a casa del maniscalco è stato confuso, strano: in ogni momento che qualcosa accadeva sentivi che proveniva o raggiungeva una parte profonda di te, probabilmente la tua stessa anima; le parole che hai detto e che ti sono state dette, come ti sei mossa, i gesti che hai fatto e le espressioni che hai assunto: è come se fosse tutto pronto dentro di te e per raggiungerlo dovessi solo rendertene conto, solo viverlo; come sapere di essere davanti ad una tavola imbandita con ogni cibo che ti piace ma essere bendata e con le mani legate, e solo togliendo la benda e slegando le mani potessi davvero godere di tutto quel buon cibo, sia con gli occhi che con la bocca. Tuttavia, proprio perché era una cosa già radicata dentro di te non hai memoria di quel sogno e nei giorni successivi niente che lo riguardasse si è fatto vivo nel minimo modo. (Una mezza paraculata narrativa per lasciare più spazio alle cose che reputo importanti per Selene al momento, tornerà quando sarà opportuno) Da quando ti sei svegliata Martha e Hort ti hanno trattato come una figlia, ricoprendoti di amore e cercando di farti tornare sia le forze che il sorriso dopo la catastrofe che avevi vissuto; non ti hanno mai chiesto cosa fosse accaduto alla torre quel giorno, e tu non ti sei ancora sentita di parlargliene. Per quanto tutto quello per te fosse troppo e necessitasse di essere ripagato, anche dopo la loro ramanzina, hai scoperto il giorno successivo che il letto in cui dormivi e la stanza in cui stavi erano della loro figlia. Te ne sei accorta aprendo per sbaglio un cassetto e trovandoci dei giochi tipici da bambina; non ti ci è voluto molto per collegare tutto quanto e capire che è un loro modo per sentirsi vicino alla figlia probabilmente morta. Hai deciso di non parlarne subito anche se sei diventata più comprensiva nei loro confronti. Luzrin è un villaggio piccolo e siccome il giorno dopo il tuo arrivo Hort e altri uomini sono andati a vedere cosa fosse successo alla torre ci è voluto pochissimo tempo affinché la notizia si spargesse. Moltissimi abitanti del villaggio nei giorni seguenti sono venuti a trovarti, a cercare di darti un minimo di conforto; sai che il Maestro Mistyclen ha più volte aiutato gli abitanti di Luzrin, un po' come tu hai aiutato Hort qualche giorno fa, è normale che gli fossero riconoscenti. Il fabbro ti ha forgiato nuovi attrezzi, il conciatore ha provveduto ad un paio di stivali, guanti e bracciali in cuoio, i mercanti a portarti vari cibi per riempirti la pancia, i bambini entusiasti di chiederti di giocare con loro e usare qualche "trucchetto magico" per divertirvi assieme. Tutti a loro modo sono stati gentili con te, contribuendo a rendere la settimana successiva al tuo risveglio qualcosa di paragonabile ad un sogno, o una storia che avevi letto solo nei libri. "Selene, piccola..." Oggi a colazione Martha ha uno sguardo più preoccupato del solito, forse malinconico. Per quanto la sua figura non sia grossa e possente come quella del marito ma piuttosto asciutta e snella - a parte le forti braccia ottenute facendo la boscaiola - quell'espressione stona sul suo volto, solitamente sorridente e gentile, al massimo deciso. Lancia in continuazione sguardi fuori dalla finestra, come se aspettasse qualcuno o non si sentisse realmente in grado di sostenere il contatto visivo. "Io... noi..." Hort si è svegliato presto come al solito ma è rientrato per mangiare con voi, diversamente dagli altri giorni; rivolge alla moglie un sorriso e i suoi lineamenti si distendono. "Non ci hai mai parlato di quello che è successo quel giorno alla torre..." Poi prima che tu possa intervenire continua. "Non fraintendere! Non vogliamo che ce lo racconti se non te la senti." Istintivamente porti una mano sul lato destro del collo e senti la pelle ancora spaccata, quasi come se l'effetto di quel veleno ti avesse lasciato una cicatrice così. "Però... il vecchio Mistyclen era un gran furbone, un assoluto portento con la magia; al villaggio lo sanno tutti." Scocca un'altra occhiata al marito, quasi a cercare supporto, poi torna a guardarti. "Siamo abbastanza sicuri che abbia trovato il modo di filarsela e che non sia ancora tornato per non metterti in pericolo, o mettere in pericolo il villaggio." Capisci già dove voglia arrivare, collegare le cose è facile; allora senti anche tu il peso sul cuore che sembra gravare su di loro oggi. "Se fosse per noi ti terremmo qua per sempre, questa è casa tua finché la riterrai tale." "Inoltre i tuoi trucchetti magici sono comodi di tanto in tanto." Hort come al solito è rimasto più sul materialistico, ma in fondo capisci che è il suo modo di esprimere che ti vuole bene. "Però immaginiamo che tu voglia andare a cercarlo, forse anche per capire di più che cosa è accaduto quel giorno." Sembra che si stia sforzando di trattenere le lacrime. "Domani mattina partirà il carico di legname per il conte Riverflane, andrà fino ad Adnet: è la città più grande di questa regione, forse lì potresti scoprire qualcosa." Il marito le mette una mano sulla spalla quando non riesce più a trattenersi e prende parola al suo posto. "Non pensare che vogliamo mandarti via, ma volevamo ricordarti che sei libera di fare ciò che vuoi e non devi sentirti incatenata a questo posto." offgame