Io l'ho fatto giocare al mio gruppo: è meraviglioso, ha conquistato subito tutti per la semplicità e la dinamicità del regolamento, è stata una ventata d'aria fresca dopo mesi di D&D.
In sostanza tutto si basa sul lanciare un pool di dadi a sei facce per risolvere un'azione (solitamente il pool è pari alla somma dei punteggi di Caratteristica + Abilità): al 6 l'azione riesce, risultati inferiori portano ad un successo con complicazioni od al fallimento. Se si ottengono più 6 del necessario allora è possibile ottenere ulteriori vantaggi, se non si ottiene nessun 6 c'è la possibilità di ritirare i dadi ma subendo delle penalità. Tutto molto semplice. L'ambientazione è eccezionale e descritta incredibilmente bene, attinge a piene mani dai veri anni '80, dai film e serie TV cult dell'epoca e condendo il tutto con una bella dose di fantascienza stile "laboratorio segreto ed avvenimenti paranormali"...la particolarità è che in TFTL si vivono avventure dal punto di vista di bambini, con tutte le limitazioni che ne derivano (la scuola, i genitori rompiballe, gli adulti che tendenzialmente non crederanno ad una parola dei fenomeni che diremo di aver visto, la difficoltà di spostarsi su distanze medio-lunghe essendo limitati ad una bicicletta o ai mezzi pubblici ma dovendo sempre fare i conti con "torna prima che sia buio!"...); in TFTF invece l'ambientazione si sposta agli anni '90 dove "qualcosa di quegli esperimenti è andato storto" e si rivestiranno i panni di adolescenti che si troveranno alle prese con un mondo non totalmente post-apocalittico ma sicuramente peggiore di quel che ricordavano dalla loro infanzia. La cosa carina dei due giochi è che TFTF che può essere giocato come sequel di TFTL, portando lo stesso PG da un gioco all'altro (in TFTL parte delle regole verte sul tempo che passa, quindi i PG compiranno gli anni e ciò impatterà su alcune loro caratteristiche nella scheda) e percorrendo quindi una storia che, con il passare degli anni (e delle sessioni) vedrà il bambino diventare pian piano un teenager alle prese con un mondo più grande di lui.
Bella anche l'idea di utilizzare come "classi" alcuni stereotipi sociali: il nostro PG potrà quindi essere un nerd, un rocker, un fricchettone, il belloccio della scuola, il secchione, il super sportivo, il bulletto...ogni stereotipo ovviamente darà al nostro personaggio abilità chiave differenti e di conseguenza stili di gioco diversi.