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16 Nuovi Talenti

Articolo di Taymoor Rehman, Jeremy Crawford, Ben Petrisor, Dan Dillon e Ari Levitch - 13 Luglio 2020
L'Arcani Rivelati di oggi presenta una selezione di nuovi Talenti per Dungeons & Dragons. Ogni Talento offre un modo per diventare migliori in qualcosa o per ottenere una capacità del tutto nuova. Potete trovare questi talenti nel PDF disponibile più in basso.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
arcani rivelati: 16 nuovi talenti
Link all'articolo originale: https://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/feats
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Fuga dall'Abisso esce il 30 Luglio in italiano

In questi giorni la Asmodee Italia ha aggiornato la pagina del suo sito dedicata alle prossime uscite, rivelando finalmente la data di uscita di Fuga dall'Abisso, un'avventura per PG di livello 1-15 ambientata nel Sottosuolo dei Forgotten Realms e caratterizzata dalla presenza dei mostruosi Signori dei Demoni. Completamente tradotta in lingua italiana, l'avventura uscirà in tutti i negozi il 30 Luglio 2020.
Ovviamente è importante tenere presente che, come specificato sempre dalla Asmodee sul suo sito, le date da lei annunciate sono da considerarsi sempre indicative e potrebbero subire variazioni in caso di contrattempi.
Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
Grazie a @AVDF per la segnalazione.
Fuga dall'Abisso
L’Underdark è un mondo sotterraneo ricco di meraviglie, un labirinto sterminato e contorto dove regna la paura, popolato da mostri orrendi che non hanno mai visto la luce del giorno. È quaggiù che l’elfo oscuro Gromph Baenre, Arcimago di Menzoberranzan, lancia un empio incantesimo con l’intenzione di infiammare l’energia magica che pervade l’Underdark: nel farlo, spalanca una serie di portali collegati al regno demoniaco dell’Abisso. Ciò che ne esce stupisce lo stesso arcimago, e da quel momento in poi, la follia che aleggia sull’Underdark non fa che crescere e minaccia di scuotere i Reami Dimenticati fin dalle loro fondamenta. Fermate la follia prima che divori anche voi!
Data di uscita: 30 Luglio 2020
Lingua: italiano
Formato: Copertina rigida
Articoli di Dragons' Lair:
❚ Recensione di Fuori dall'Abisso

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I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Bellerofonte

Capitolo VI: Dove il Cuore mi porta

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Fortunale

Per fortuna Sandrine è incolume, e le navi sembrano aver cessato l'inseguimento. Mi avvicino anche io alla Contessina, senza però abbracciarla come fa Barbara "Ben tornata! Avete fatto in fretta...ma perché avremmo dovuto dubitarne? Al solito avere risolto tutto con la vostra parlantina sciolta" E con il suo fascino, ma non voglio dirlo a voce alta, o si monterebbe troppo la testa!

Edited by Pippomaster92

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Sandrine Alamaire

"Sebbene io adori prendermi il merito, questa volta non posso granché vantarmi di nulla!", spiego, poggiando i piedi sul ponte. 

"La flotta appartiene ad una nazione di Aasimar... entrata in contatto con la Quarta Spedizione! Si tratta, sostanzialmente, di una comunità organizzata dal Capitano Blake! Il mio interlocutore si è scusato per ľintraprendenza aggressiva dei suoi compagni: pare che abbiano ricevuto da Blake stesso la notizia dell'arrivo di una nave legata alla Loggia... e pensavano che si trattasse di quella di Kilagas!

Hanno ora accettato di condurci tranquillamente alla loro città portuale principale: il segnale della partenza sarà l'esposizione di una bandiera - pensate un po' - della Loggia!

E noi dovremo fare altrettanto, per indicare che siamo pronti a nostra volta.

Se anche solo ci penso... ho appena parlamentato con un Aasimar dell'Est fatto Cavaliere dell'Ordine vaudemontiano di Pelor dal Capitano Blake... o da chi per esso! Magnifico!".

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Fortunale

Che la complicata nobiltà delle terre patrie si sia trapiantata qui...beh non è una notizia che mi esalta particolarmente. Anzi. Ma almeno siamo tra amici e abbiamo risolto il nostro problema con questa gente "Magnifico, magnifico! Ma soprattutto, significa che potremo riparare la nave in un porto amico" e magari con un po' di senso di colpa "e rifornirci di acqua e razioni e chissà che altro. Pronti a issare la bandiera e seguirli" mi fido del giudizio di Sandrine, ma non guasta un po' di cautela "Comunque non abbassate la guardia"

 

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Il 15/6/2020 alle 11:07, Bellerofonte ha scritto:

Diciottesimo giorno del IV mese, anno 1492, ore 18:10 || +360 giorni dalla partenza

Oceano d'Oriente || Sereno, vento moderato da nord || Cibo per 6 giorni

"Aye, grande B! Avete finito di battere la fiacca, issate quelle mezze vele! Sciogliete i paranchi di dritta! Muoversi, muoversi...!" Ventura prende possesso della nave mentre la bandiera della Loggia, proprio come aveva predetto Sandrine, viene sventolata dall'ammiraglia della flotta nemica, che ora inverte la rotta e si dirige verso Est.

Come da accordi vi mettete nella loro scia, scortati da coloro che fino a qualche minuto fa volevano farvi colare a picco. Asvig non è per niente tranquillo, e ha annuito più degli altri all'ultima raccomandazione del capitano. Uno degli elfi sta portando via alcuni dardi di ballista dal ponte, ma viene preso per un braccio dal generale handoriano: "Dove credi di andare con quelle? Nascondile in un barile, lì sotto l'albero maestro. Che siano a portata di mano se qualcosa dovesse andare storto. Non voglio nessuno disarmato fino a ordine contrario! E avete sentito la contessa? Parlano capoventurese. Se avete qualcosa da dire, usate quel poco di barushano che sapete."

Il 15/6/2020 alle 11:07, Bellerofonte ha scritto:

Ventesimo giorno del IV mese, anno 1492, ore 07:00 || +362 giorni dalla partenza

Porto di Renda, Degah Bur || Pioggia leggera, vento moderato da nord || Cibo per 4 giorni

vyU0agR.jpgUn colpo d'occhio del capitano avrebbe pronosticato dieci ore di viaggio della Speranza per arrivare a destinazione; ma tutt'altra cosa è avere alle calcagna una flotta che non dispone né della magia né dell'aerodinamicità della vostra nave. Impiegate quasi il quadruplo del tempo, due giorni pieni in cui il breve accenno di sole scompare di nuovo tra le nuvole.

Il ticchettìo fastidioso della pioggia vi accoglie nel porticciolo di una cittadina di muratura costruita sul versante costiero scosceso della parte sud dell'isola. Le casupole costruite l'una sull'altra splendono di colori pastello occultati in parte dal piovigginare, ma i raggi di sole arancioni che filtrano da dietro la linea montuosa le danno un'aura angelica.

E' pur sempre abitata da Aasimar.

Le navi più grosse non si avvicinano troppo al porto, calando scialuppe cariche di umanoidi in armatura verso terra. I velieri più grossi vi hanno circondato in ogni caso, formando un blocco navale attorno alla città, con voi come fulcro. Non siete gli unici a tenere alta la guardia.

Osservate segnali luminosi magici dall'ammiraglia, che porta ancora la bandiera capoventurese esposta: "Ci ordinano di attraccare e scendere a terra." mormora Ventura, che ha rubato il cannocchiale al suo capitano.

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Randal

@Sottocoperta con Arrigo

Spoiler

Eh.. che ci possiamo fare Arrì, noi geni siamo spesso incompresi, sai come si dice no?
Ridacchio mentre lo dico e aspetto che capiti qualcosa.
Dopo un pò sento del trambusto e agitazione sul ponte.. non posso resistere e vado a spiaccicare l'orecchio alla porta per origliare.
Sandrine pare abbia parlamentato con quei tizi.. niente, non ce la faccio devo uscire..

..esco e raggiungo gli altri sul ponte.
Ah! E quindi io sono stato scambiato per Kilagas? Non so se considerarlo un complimento o un insulto.. e io che volevo far loro assaggiare le prelibatezze. TSK.
Va beh, per fortuna Sandrine sei riuscita nel tuo intento.. cosa facciamo con Nero?
Loro credo che sappiano chi sia.. è un problema secondo voi?

Nel frattempo, passano due giorni e arriviamo in prossimità della costa.
Oh.. guardate che splendore, mai come Capo Ventura eh, però.. insomma bisogna riconoscere che è una bella scogliera.
E quelle case? Stupende al mio occhio
Io son prontissimo a sbarcare, non vedo l'ora di conoscerli!

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Sandrine Alamaire

"Signori...", rifletto, "vista la particolare situazione, sarebbe forse bene che tutti i Pionieri della Loggia sbarcassero, questa volta. Se il capitano Blake è davvero ancora vivo - lui, o chiunque si spacci per lui -, sarà necessario presentargli i rappresentanti ufficiali riconosciuti dal vecchio Fuinur".

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Fortunale

Il viaggio è un po' più lento di quanto non avrei voluto, ma mi da modo di comprendere che queste navi sono per lo più lente e pesanti. Beh, la Speranza non è un vascello qualsiasi. 
Approfitto del viaggio per prendere da parte Barbara e cercare di chiarire un paio di cosette, nella speranza di risolvere sul nascere quello che sta diventando un problema non da poco.

Barbara

Spoiler

Scelgo un momento in cui Barbara è da sola, e le parlo in tono calmo e non certo aggressivo; ma sono risoluto e ho messo su la mia "faccia da capitano" "Barbara, non ho idea di che tipo di relazione ti leghi a Sandrine. E sinceramente, non sono affari miei. Quello che vedo è che le sei particolarmente affezionata, e se questa è una buona cosa, a volte può essere un pericolo per la nave. Che sarebbe successo alla Contessina, se dalle altre navi avessero visto il tuo sfogo magico? Devi essere più cauta, e fidarti di più di Sandrine: lei sa cavarsela benissimo e la tua preoccupazione non fa altro che metterla in ulteriore pericolo"


Infine arriviamo a destinazione, un porto che appare interessante e un po' strano...ha qualcosa di sovrannaturale, ma in maniera rassicurante. Ci mettiamo alla fonda, e valutiamo il da farsi.
"Si, credo sia una questione piuttosto impellente, e che richiede una certa presenza. Autorità, ecco. Concordo con la proposta di Sandrine. Ventura, a te lascio il compito di mantenere la nave operativa e lustra. Approfittate del tempo per pulire sotto la linea di galleggiamento e per controllare tutto il sartiame. Cercherò anche di convincere i locali a ripararci la nave, perciò voglio un resoconto dettagliato dei danni. Barbara, tu dovrai occuparti degli uomini: non scenderanno ancora, non adesso almeno, ma devono restare calmi e tranquilli. Cerca di organizzare qualche attività che li tenga occupati senza sfiancarli" 

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23 ore fa, Bellerofonte ha scritto:

Ventesimo giorno del IV mese, anno 1492, ore 07:10 || +362 giorni dalla partenza

Porto di Renda, Degah Bur || Pioggia leggera, vento moderato da nord || Cibo per 4 giorni

@Fortunale

Spoiler

Il discorso con Barbara non va avanti per molto. La lady ci sa fare nei modi e nelle parole molto più di te, e in qualche battuta di mette alle corde. "Il rapporto che ho con la principessa d'Alamaire è anche il motivo per il quale vi supporto come capitano. Lei si fida di voi, e così io. Non dimenticate che il defunto Kiltus aveva dato a lei il titolo che detenete, in principio.

Ho il pieno controllo dei miei poteri, mastro Aghendor. Pensate piuttosto a chi ci gioca senza ritegno, come il cuoco o il geniere. Se questa nave a volte sembra una stalla, lo dobbiamo solo a loro."

Sotto sotto, sembra aver recepito il messaggio. Non sai se riuscirà davvero a tenere a bada la prorompente energia draconica dentro di sé, ma adesso che sa di essere tenuta d'occhio, adatterà sicuramente più moderazione nei gesti. Ti è chiaro il quadro generale, però: Barbara tratta Sandrine come una sostituta della sua figlia perduta; entrambe giovani, entrambe guerriere, bellissime e coraggiose. A bordo si mormora che anche Asvig abbia perso una figlia durante la ribellione contro l'Impero, e questa (poco) allegra famigliola improvvisatasi a bordo ne è il risultato.

Quello che sai è che questi legami personali troppo complicati portano spesso a insubordinazioni. Cosa accadrebbe se Sandrine fosse in pericolo? Asvig e Barbara non correrebbero al salvataggio ignorandoti? E peggio ancora, cosa succederebbe se Sandrine si alzasse un giorno scontenta della quantità di vestiti permessi a bordo per ciascuno e iniziasse un ammutinamento? L'arcanista e il capoguerra non starebbero già dalla sua parte?

E' dura fare il capitano quando hai qualcuno di più carismatico a bordo; li devi tenere buoni con ogni mezzo che possiedi... e ringraziando Valkur, almeno Nero è ancora un vegetale.

//Percepire Intenzioni: 18

Sigbjorn squadra Randal da testa a piedi, lo annusa pure. "No. Kilagas odora come morte. Tu di cipolle. Nero assomiglia di più." - Arrigo si fa una grossa risata.

Ventura è entusiasta di avere la Speranza ancora tutta per sé. Da qualche giorno a questa parte ha anche iniziato a parlare di lei invece di essa quando vi si riferisce. Alcuni lo trovano divertente, per altri è solo disturbante. D'altra parte, anche Barbara è determinata a seguire gli ordini: "E sia. Dovevo comunque interrogare Sigbjorn sui pronomi possessivi."  il primate sbadiglia infastidito.

23 ore fa, Bellerofonte ha scritto:

Ventesimo giorno del IV mese, anno 1492, ore 07:30 || +362 giorni dalla partenza

Porto di Renda, Degah Bur || Pioggia leggera, vento moderato da nord || Cibo per 4 giorni

jGZlP3v.jpgAmmainate le vele, calate l'ancora e spingete qualche asse sul molo di pietra. Un centinaio di soldati sono già sbarcati e presidiano il porto. Vi sentite osservati, e non in senso positivo come su Barusha.

L'unico viso amichevole, o meglio, colui che ha lo sguardo meno torvo degli altri, è l'Aasimar dai capelli platino vestito di nero che ha mediato con Sandrine in mezzo al mare qualche giorno prima. Due metri dietro le sue spalle, un manipolo di soldati in armature d'acciaio pesanti e lucidissime osservano immobili l'incontro del terzo tipo tra un autoctono dell'isola e la delegazione occidentale.

Potete scendere e dalla nave come e quando volete; l'emissario dell'isola vi avrebbe aspettato ed accolto al suono di "Benvenuti, su Degah Bur, Pionieri!" il suo capoventurese è migliore di quello di Arrigo.

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Sandrine Alamaire

"Grazie della ospitalità. Spero che sapremo onorarla come essa merita!", esclamo, con voce ridente, facendo un passo avanti, seguito da un inchino. 

"Il mio nome, per chi ancora non lo sapesse, è Sandrine Alamaire. E questi sono i miei coraggiosi compagni, figli anch'essi dell'Ovest. Non vediamo l'ora di conoscere questo luogo per noi completamente ignoto!".

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Fortunale

Flashback con Barbara

Spoiler

Alzo le mani in un gesto di resa "Il mio è solo un appunto, Barbara. Non ho altre critiche da fare sul vostro comportamento altrimenti impeccabile. Capisco però che il grande affetto che nutrite per Sandrine a volte possa offuscare un poco il vostro giudizio, e ho voluto solo mettervi in guardia. So che agirete con saggezza"

Dopo essere stato ingiustamente attaccato (due volte!) non mi piace particolarmente questa forma di accoglienza. Mi aspettavo più sorrisi, un paio di scuse in più, un modo per dimostrare che siamo bene accetti. Invece comincio a pensare che la prima impressione sia quella corretta: qui non siamo esattamente ospiti. Ci hanno "scortato" e ci hanno "permesso di sbarcare" ma non come segno di amicizia. Sembra più il comportamento di chi ancora non sa se temerci o meno. 

Con Sandrine al mio fianco non ho troppo da temere sotto l'aspetto diplomatico. E anche se sono il capitano lascio a lei il compito di gestire le presentazioni e tutte queste smancerie e manfrine da nobiltà terricola. Mi accodo quindi con la presentazione "Besnik Aghendor, Capitano della Speranza e Pioniere della Loggia"

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Randal

Aspetto con buone maniere che gli altri si presentino e poi viene il mio turno
Randal Ridley, cuoco della Speranza e, come loro, Pioniere a mia volta.

Mi guardo attorno, ancora preso dal vivido interesse nel capire l'architettura che mi circonda e le caratteristiche estetiche degli abitanti di quest'isola, magari mi ricordano qualcosa, qualche razza particolare che ho già visto altrove.

Cita

Conoscenze (Ingegneria): +10 +8 (spendo 1 IP)
Conoscenze (natura): +12 +8 (spendo 1 IP)
Conoscenze (nobiltà): +7 +8 (spendo 1 IP) Questo tizio mi ricorderò qualcuno?

Parlano tutti bene come te? Chiedo, porgendo la mano

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Il 23/6/2020 alle 21:01, Bellerofonte ha scritto:

Ventesimo giorno del IV mese, anno 1492, ore 07:35 || +362 giorni dalla partenza

Porto di Renda, Degah Bur || Pioggia leggera, vento moderato da nord || Cibo per 4 giorni

Andate incontro all'affabile emissario che vi tratta con i guanti di velluto, in maniera diametralmente opposta ai suoi simili. Non vedete balestre puntate contro di voi, ma poco ci manca.

Reginald sorride. "Mi rincuora che non ci siete ostili al di là del malinteso. Suvvia, non voglio certo confinarvi qui sul molo. Facciamo due passi in città, vi va? Si respira sempre una buona aria qui a Renda. C'è molto più silenzio che nella capitale." - il suo braccio si allarga per mostrarvi la via che porta sul lungomare cittadino, per buona parte sgomberato dei civili. Reginald agisce come se la pesantissima presenza militare fosse perfettamente normale.

"Mi sento onorato di poter ospitare nuovamente una Spedizione della Loggia. Nessuno qui parla capoventurese, eccetto forse qualche Saggio che ha spezzato il pane insieme al capitano Blake. Il vostro predecessore ha compiuto imprese eccezionali per quest'isola!" 

a5sHoQ0.jpgAvete respirato aria di mare e di pesce per settimane, e di nuovo avete quella sensazione che gli odori di terra siano più forti del solito; c'è la clorofilla degli alberi nei giardinetti dietro le casupole bianche; c'è l'odore di polline vicino alle aiuole curate sui bordi della strada; c'è anche l'odore freddo di umido dalle grate sulla strada che probabilmente conducono alle fogne. Questa città è davvero un piccolo angolo di paradiso, un eden umile ma lustro, che sembra uscito da una fiaba di mare.

Passate di fronte a numerose guardie il cui capo coperto dagli elmi brillanti sembra essere attratto magneticamente da voi, come bussole col nord. Notando il disagio di Besnik, Reginald mormora: "Devo chiedervi lo sforzo di comprendere la diffidenza dei miei simili. Fino a pochi istanti fa vi credevano la più grande minaccia che l'Oceano d'Oriente abbia mai conosciuto." - Oceano d'Oriente. Usa gli stessi appellativi della Loggia per venirvi incontro, o si è davvero integrato fino in fondo con la vostra stessa gilda? "Ero a bordo dell'ammiraglia, sapete? Ma dal primo momento che vi ho visti ho pensato che ci fosse qualcosa di sbagliato; dopo tre giorni l'ho capito: la bandiera. Portate ancora la bandiera della Loggia. Kilagas non avrebbe mai issato quel vessillo, nemmeno come parte di un inganno. Come tutti i Fuinur è troppo orgoglioso.

Metterò una buona parola con voi con i Saggi, vi ripagheremo ogni scheggiatura causata alla vostra bellissima corvetta, se ce lo permetterete." l'amicizia e l'ospitalità per ora si fermano nel raggio di tre metri da voi, oltre il quale le guardie si piazzano ordinate ad ogni vicolo, ad ogni porta o uscita secondaria della strada principale. Se ci fosse Asvig, direbbe che stanno mettendo in sicurezza il perimetro.

"Avete molto da raccontarmi, e altrettanto da chiedermi. Posso invitarvi nella mia taverna, qui in città, al riparo dalla pioggia? Anzi, consideratevi miei ospiti in ogni mio possedimento ovunque andrete; possiedo un'osteria in praticamente ogni città dell'isola. Parleremo con molta più calma di fronte a una buona colazione, cosa ne pensate?"

Sbaglia chi pensa che l'esplorazione sia soltanto avventura e rischio di morte. A volte, solo a volte, vi meritate un po' di vita facile.

@Randal

Spoiler

XwYB8gT.pngEst o Ovest, ogni porto non ha misteri per gli acuti osservatori come te.

La città di Renda - se di città possiamo parlare: con tutto quel verde e quall'architettura non-funzionale, pur essendo di dimensioni ragguardevoli, la città non ospiterà più di seicento abitanti. Il posto è davvero pulito, e non vedi niente che possa assomigliare a un castello, o a un palazzo più grande degli altri. L'unico edificio degno di nota si erge in posizione sopraelevata, dietro il porto occidentale; una chiesa con i simboli di Pelor che stona un po' di stile e colori con l'ambiente circostante. Sembra essere molto più recente rispetto alle altre costruzioni, non avrà più di vent'anni. Lo stile è misto: ad un'occhiata rapida, la pianta è identica a quella della Cattedrale di Capo Ventura - miniaturizzata, ovviamente - ma le rifiniture sono Vaudemontiane. A Sandrine piacerebbe non poco.

UDgurxo.jpg

La fauna del luogo è standard: gabbiani, gatti randagi dal pelo lucidissimo, qualche topo - anche questi meno disgustosi del solito! Peppino si accascia sul fogliame profumato di una plumeria pulendosi il pelo con i fiori. Troppo tempo con Sandrine lo stanno facendo diventare vanitoso!

Non ci sono piante nuove, non nelle immediate vicinanze; noti però che è tutto molto rigoglioso.

La temperatura è mite nonostante la pioggia. L'isola deve trovarsi in un angolo meteorologicamente splendido per la flora selvatica.

Ti soffermi infine a guardare Reginald: quello che indossa è un largo soprabito di raso nero in tinta con stivali e braghe. I capelli biondissimi e il pallore contrastano a tal punto da farlo sembrare simile a Razul, se visto da lontano; ci sono però alcuni simboli che riconosci tra le pieghe dei vestiti; in primis, una bussola arancione ricamata su sfondo blu sulla manica destra, all'altezza della spalla, simbolo della Loggia, che alcuni Pionieri sfoggiano con fierezza. Poi due anelli: uno con un rubino scintillante all'indice sinistro, un altro d'acciaio sul medio destro; quest'ultimo ha un'incisione, una bilancia da mercante stilizzata sul dorso, forse simbolo di appartenenza a qualche gilda?

Infine, se abbassi lo sguardo, vedi che porta un paio di speroni d'argento sugli stivali; sono sottili, e ti ricordano quelli di un tizio che incontrasti durante i tuoi viaggi in nave anni or sono; dov'è che vi trovavate? A nord di Quirilia, sicuramente: era un tipo in armatura con lo stesso accento di Sandrine, un Cavaliere di Specchioargento, se non ricordi male. Un devoto del dio del valore appartenente ad un ordine i cui membri si contavano sulle dita di un Girallon. Il capitano Blake della Maestrale non era altresì un membro? E chissà se Sandrine, in quanto contessa di Vaudemont, ha potere gerarchico su di lui nonostante siate così lontani da casa...

Ti sembra strano che quegli speroni siano addosso a qualcuno che non ha certo né la corporatura né l'atteggiamento di un paladino dei deboli...

//Conoscenze (Ingegneria | Natura | Nobiltà): 29 | 21 | 28

 

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Sandrine Alamaire

Se c'è una cosa che non mi impressiona, è lo spiegamento di forze. 

In fondo, sono nata sovrana designata di un meraviglioso, piccolo regno, ed ho imparato, sin da bambina, a contare la realtà negli occhi degli interlocutori. 

Questa gente ha soltanto paura, in fondo. 

Ha bisogno di capire che siamo amici. 

"Solo se lascerete che io canti. Per voi, mio sir, e per la gente di questo magnifico paese", rispondo. 

E non nascondo un sorriso già compiaciuto. 

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Fortunale

"Capisco, certo...non temete, se la nostra nave verrà riparata e avremo le scuse di chi ci ha attaccato, sarà tutto a posto. A proposito, spero di non averle fatto troppo male, volevo solo che la nave si fermasse a recuperarla" mi riferisco all'incantatrice che ci ha colpito con la palla di fuoco.

Faccio un cenno di assenso con il capo "Accetto volentieri il vostro invito, grazie"

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Randal

Cavoli! Non potevo chiedere di meglio: colazione a Renda, posto che nessuno di noi ha mai visto e di conseguenza.. e qui mi vado parecchio ..mai provato le prelibatezze locali. Cercherò di provare di tutto, metto le mani avanti sorrido ma come appassionato cuoco non posso esimermi dal farlo. Se potrò, chiederò anche lumi sui cibi e ricette che proverò ai vostri cuochi locali.

Possiamo darci del tu? Continuo Si, io mi trovo meglio con il tu. Grazie senza nemmeno chiedere se fosse d'accordo o meno, sarà l'influenza di Arrigo.

Hai detto che hai una locanda un po' in ogni posto, beh allora mi vengono due domande subito subito: quante cittadine ci sono qui e che ruolo ricopri, visto che immagino sarai benestante? Io gliela butto lì, in amicizia, pur non essendo amici ovviamente, ma cerco di scherzare sulla cosa di modo da metterlo a suo agio

Non ho potuto non notare gli speroni.. li ho già visti altrove, molto distante da Degah Bur chiedere non costa nulla.. già che ci siamo

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Il 25/6/2020 alle 19:24, Bellerofonte ha scritto:

Ventesimo giorno del IV mese, anno 1492, ore 07:40 || +362 giorni dalla partenza

Porto di Renda, Degah Bur || Pioggia leggera, vento moderato da nord || Cibo per 4 giorni

mcuRkwB.jpg"Sapete cantare, Pioniere d'Alamaire?" il povero Reginald non sa di aver fatto la domanda più ingenua della sua vita. 

Il vostro passeggiare si conclude in un palazzotto più elegante degli altri, la cui icona è una maschera teatrale divisa a metà; l'insegna è dipinta di colori vivaci, ma l'alfabeto usato vi sembra un mucchio di ghirigori senza senso.

Superate l'ingresso seguendo Reginald, che viene accolto da una ragazzina che lo saluta inchinando leggermente la testa e prendendo il suo soprabito: "Akeyi mèt." e questi risponde sorridendo: "Mèsi. Mwen gen envite, pote nou yon bagay."

Il luogo trasuda raffinatezza e ordine, ma non alla maniera nobiliare delle alte taverne di Lalibela, né con l'imponenza della Cattedrale di Capo Ventura; lo stile è caldo e barocheggiante, ma il luogo è piuttosto piccolo.

"Mettiamoci comodi, vi va?" siete invitati a sedervi su un cumulo di cuscini sparsi su un tappeto che copre buona parte della sala. Non ci sono tavoli veri e propri, ma blocchi di legno rettangolari alti al più quaranta centrimetri, e larghi quanto un tavolo vero. I lati sono pieni di cassetti, dalla quale Reginald estrae boccali d'argento vuoti.

"Parlerò con i Saggi stasera stessa. Vorranno sapere da me chi siete e quali sono le vostre intenzioni. Appena sapranno che siete Pionieri, i carpentieri si prenderanno cura della vostra nave sistemandola da cima a fondo. E ho saputo che avete buttato il capitano Morga fuori bordo. Mossa davvero astuta! Sta bene, si è solo presa un raffreddore." l'uomo ridacchia alla sua stessa battuta, cercando di contagiarvi.

"Potete assaggiare qualsiasi cosa volete, non badate a spese. Sono un membro della Gilda dei Mercanti...e sì, Randal. Sono un Cavaliere di Specchioargento, nominato ad honorem dal capitano Blake in persona. Ora ditemi un po' di voi: cosa vi spinge così a Est? La Loggia è riuscita a mappare l'Oriente? E avete notizie del primogenito di Kerberos?"

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Fortunale

"Beh, sono felice che il capitano Morga non si sia fatta troppo male. Certo è stata prudente al punto di essere eccessivamente aggressiva, ma comunque è stato un errore...comprensibile" non del tutto, ma mostriamoci...come direbbe Sandrine? Diplomatici, ecco. Mi accomodo e accetto da bere "Fatemi provare il rum di queste parti. Lo avete il rum, vero? Altrimenti un qualche liquore di quelli che scaldano le ossa. Il clima la fuori lo richiede" e anche se ormai pioggia, vento e fulmini mi fanno un baffo, un tempo uggioso è sempre una buona scusa per bere un po' di rum. O del grog. O qualcos'altro del genere.

Ma chiaramente così come noi siamo incuriositi dal nostro ospite, lui è molto curioso in merito alla nostra missione. Dopo tutto deve essere cresciuto con chissà quali storie sulla Loggia. Mi chiedo quante siano veritiere, e quanto invece sia stato travisato e ingigantito "Credo che Sandrine sia più brava di me ad esporre i fatti, ma prima toglietemi una curiosità...siamo davvero la prima spedizione che incontrate, qui? Nemmeno un'avvistamento negli anni passati, una nave all'orizzonte?" 

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Sandrine Alamaire

Alla domanda sulle mie capacità canore, mi limito ad abbozzare un timido sì, lasciando intendere giusto un minimo di capacità. 

Resto poi compiaciuta dal luogo in cui veniamo condotti, soddisfatta che l'ospitalità cominci a sembrare tale. 

Lo scambio tra Fortunale e Reginald sembra una schermaglia tra curiosi, ricca di non detti, e resta ancora momentaneamente in silenzio, godendo del momento e cercando di capire chi sarà il primo a sbottonarsi un poco di più. 

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Randal

Stranissimi questi tavoli, per noi almeno. Mai visti di questo tipo. Prendo il boccale e lo osservo bene argento. Reginaldo, qui li trattate bene gli ospiti mi pare; visto dove li fate bere spero di provare qualcosa che attizzi il palato: tutto quello che avete di tipico e locale lo prenderei, in piccola parte. Da bere acqua, bevo sempre in maniera neutra quando voglio assaggiare con cognizione.

Sin qui ci spinge il caso, i pesci: proveniamo da un'altra isola e non sapendo che rotta prendere abbiamo deciso in base ai banchi per avere cibo assicurato. Direi ci é andata bene! Concludo guardando felice gli altri. 

Mappare l'Oriente é un lavoraccio, non ci siamo ancora riusciti, ma abbiamo tempo ancora. Dal canto mio sto mappando i cibi di dove attracchiamo e anche questo é un lavoraccio, ma mi piace. Faccio spallucce e guardo se trovo indizi olfattivi di cosa si stia preparando in cucina ..Kerberos, lascerei parlare Sandrine di questo argomento

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Il 26/6/2020 alle 20:48, Bellerofonte ha scritto:

Ventesimo giorno del IV mese, anno 1492, ore 07:45 || +362 giorni dalla partenza

Taverna di Reginald a Renda, Degah Bur || Pioggia leggera, vento moderato da nord || Cibo per 4 giorni

"Cantante e...emissaria." aggiunge sorpreso. Se solo sapesse quante altre doti nascoste possiede la contessa...! L'aasimar fa un cenno particolare alla donna della locanda, che giunge con una bottiglia trasparente contenente un liquido alcolico che ricorda vagamente il sentore di rum, ma come se nella ricetta qualcuno avesse arbitrariamente aggiunto note floreali. L'alcol giunge insieme a una vasta gamma di formaggi, miele di tiglio e acacia, una braciola fumante con erba cipollina e prugne giallo acceso. Infine, una caraffa d'acqua limpidissima per il cuoco. "Ma certo, Randal, qualunque cosa desideri."

"Il capitano Morga è l'avanguardia della nostra flotta. Ma eseguiva solo gli ordini: affondare o respingere la nave che corrisponde alla descrizione della Zephira. Così come tutti i suoi colleghi. Ma vi assicuro che escluso questo inconveniente, è una donna deliziosa! Mi invita spesso nella sua tenuta a Kebri, dove i nostri bambini giocano a pallacorda tutto il giorno...!" l'umanoide sorride, crogiolandosi nei ricordi familiari. "Ehm-no, no. Siete la seconda. Come vi ho già detto, il capitano Blake è stato qui in passato insieme alla Maestrale Quarta, quindici anni or sono. Persona deliziosa, ha fatto davvero molto per quest'isola." è la seconda volta che lo ripete. "Nonché mio grandissimo amico. Ho già accennato che è stato lui a nominarmi chevalier e Pioniere? Un vero onore, per me.

E' ripartito dopo cinque anni di proficua permanenza tra noi e ci ha avvertiti del pericolo imminente. Ma ditemi, avete parlato di un'isola?" visto che il principale interesse di Randal è la cucina, Reginald si protrae verso Sandrine. E' lei che dovrà dare le risposte che cerca.

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    • By Ian Morgenvelt
      Il gufo
      Sky Hauler C9 modificato
      Il Gufo era una vecchia nave da cargo di classe Sky Hauler, modello C9. Cyrus l'ha acquistata in seguito alla sua decisione di mettersi in proprio e da allora è stata pesantemente modificata da lui e da Kale. Ha una piccola zona cargo e quattro cuccette per i passeggeri nello spazio comune. Ha anche dei comparti nascosti sparsi lungo tutta la superficie, utili per contrabbandare oggetti.
      Il Gufo è una vecchia nave, ma può comunque dire la sua contro modelli più recenti grazie ai suoi motori su misura, le sue turbine superconduttrici a vapore e la sua caldaia, un vero miracolo dell'ingegneria (soprattutto contando come riesca a reggere nonostante gli anni di fedele servizio). Snargle ha fatto inoltre numerose modifiche ai controlli per fornire a questa nave di una certa stazza la manovrabilità di un veicolo più leggero. Sfortunatamente, tutte queste nuove opzioni hanno reso la struttura della nave molto meno stabile: Kale è in grado di farla funzionare senza problemi, ma quando viene messa sotto stress (situazione tutt'altro che anomala) le cose possono andare storte. Tubi rotti, ventole su di giri, perdite di fluido e peggio ancora: queste parole non sono certo estranee alla ciurma del Gufo.
      Nonostante tutto, il Gufo non è solamente una nave spaziale: è una casa per i contrabbandieri. Si radunano ogni sera attorno al vecchio tavolaccio di legno e ringraziano i quattro venti di avere una nave tanto bella.
      Statistiche
      Lunghezza: 48 metri
      Ciurma: 2-3
      Cuccette: 6 (2 per la ciurma, 4 per i passeggeri)
      Capacità del cargo: 13600 kg (6 magazzini di carico)
      Impianti energetici
      Motore a vapore con triple valvola reciproca Due propulsori a induzione con turbina doppia Velocità di crociera: 160 nodi
      Velocità di affiancamento: 310 nodi con il turbo
      Armi: Torretta mitragliatrice esterna sul tetto con sistema di mira automatica
      Wireless: Multi banda a medio raggio con distorsore di frequenze imperiale
      Sensori
      Sonar a corto raggio imperiale Analizzatore dell'atmosfera/pressione Scafo: Trattato per resistere alle profondità inferiori fino a 4 ore.
      Modifiche
      Se una prova può beneficiare di una delle modifiche potrete tirare un dado extra.
      Sonar: è possibile emettere un impulso elettromagnetico del sonar per far saltare alcune parti del motore delle navi più piccole. Sistema di mira: con il primo colpo 'manuale' dell'artiglieria, il dispositivo acquisisce il bersaglio desiderato iniziando a seguirne i movimenti automaticamente, facilitando il puntamento del secondo colpo sullo stesso bersaglio. Condizioni
    • By Bellerofonte
      I PROTAGONISTI
      Raftal [Gnor Ladro NB] || Daimadoshi85 || XV - Il Diavolo |
      Tholin Kydar [Mezzelfo Warlock N] || MattoMatteo || XX - Il Giudizio |
      Occhio Bianco che Scruta la Notte [Tabaxi Ladro CN] || Redik || XXII - Il Matto |
      Elle "Pearl" Thorne [Umana Monaco LB] || Aykman || II - La Papessa |
      Ithil Mornen Estel [Elfa Acquatica Druido CB] || DarkValkyria || XVIII - La Luna |
       
       
    • By Athanatos
      Nelle altre gilde avevo messo le schede in una sezione separata come file ma stavolta voglio provare a metterle in una discussione e vedere se va meglio così:
      Anardilango: https://www.myth-weavers.com/sheet.html#id=2218872 Burnon Bearded Boston: https://www.myth-weavers.com/sheet.html#id=2042434 Liam: https://www.myth-weavers.com/sheet.html#id=2039519 Talien Myrrin: https://www.myth-weavers.com/sheet.html#id=2040257 Taylor Westwise: https://www.myth-weavers.com/sheet.html#id=2043929
    • By mantis
      Stiamo considerando l'idea di fare una terza edizione di questo GdR.
      Alcuni di noi, prima di mettersi al lavoro, hanno posto queste domande che vorrei condividere con voi, giocatori esperti.
      un sistema universale senza ambientazione ha sufficiente forza per raggiungere il mercato? Non vale la pena pensare già ad una ambientazione su cui tarare il nostro lavoro? il sistema "iniziativa-tiro per colpire-armatura-danni" è ancora accattivante? il sistema misto "livelli-abilità" ingenera ancora curiosità e voglia di giocare lunghe avventure nel lettore? Voi cosa pensate?
      Grazie
      Mantis
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