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La nuova Storyline di D&D 5e sarà ambientata ad Icewind Dale?

Come vi avevamo scritto qualche giorno fa, la Wizards of the Coast ha l'intenzione di annunciare la prossima Storyline di D&D 5e e forse una eventuale nuova ambientazione (anche se al momento su quest'ultima possibilità c'è ancora un po' di incertezza) il 18-20 Giugno 2020. Ancora non ci sono notizie o leak ufficiali riguardo al contenuto della storyline, ma negli ultimi giorni è comparso un post sul subreddit dell'Adventurers League nel quale un utente ha dichiarato che "un piccolo uccellino mi ha detto che si tratta di Icewind Dale". Qui di seguito trovate il post di Reddit originale:

Quest'ultima è una semplice voce di corridoio non verificata, motivo per cui non c'è assolutamente alcuna prova ufficiale che indichi che quanto da essa dichiarato sia vero. E le dichiarazioni senza prove pubblicate su internet vanno sempre prese con le pinze, perché c'è sempre la probabilità che possano rivelarsi fasulle. Bisogna dire, però, che ci sono almeno due elementi che forniscono un minimo di credibilità alla tesi secondo la quale la prossima Avventura riguarderà Icewind Dale. Innanzitutto c'è il videogioco in arrivo Dark Alliance, annunciato l'anno scorso e ufficialmente ambientato nella regione di Icewind Dale: non è raro che i videogiochi di D&D siano progettati in modo da essere collegati a specifiche storyline, come sta avvenendo per Baldur's Gate III. C'è, inoltre, una immagine rivelata dal D&D team assieme all'annuncio dell'evento che sarà organizzato il 18-20 Giugno, immagine che vede un gruppo di avventurieri ritratti in uno scenario ghiacciato che ricorda molto i panorami di Icewind Dale:

Voi che ne pensate? La prossima Avventura sarà ambientata ad Icewind Dale come farebbero pensare queste voci di corridoio? Oppure ritenete che qualche coincidenza non faccia una prova? Ovviamente lo scopriremo il 18-20 Giugno, ma nel frattempo diteci la vostra opinione nei commenti.
Fonti:
https://www.enworld.org/threads/is-the-new-setting-icewind-dale.672263/
https://www.belloflostsouls.net/2020/05/dd-new-setting-rumors-abound-is-dd-live-headed-for-icewind-dale.html
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Regole per Mostri Mitici dal manuale di Theros

Articolo di J.R. Zambrano del 15 Maggio
Il nuovo manuale Mythic Odysseys of Theros promette di includere molto materiale mirato a rendere il gioco di Dungeons & Dragons qualcosa di più simile ai miti greci che hanno ispirato l'ambientazione. Ne abbiamo visto alcuni frammenti nella forma di doni sovrannaturali che danno poteri extra ai personaggi iniziali, e negli artefatti che rappresentano le armi degli dei in persona, che aspettano di essere impugnate da eroi potenti quanto i semidei.

Ma oggi, daremo un'occhiata a come sono le regole dall'altra parte dello Schermo del Dungeon Master. Una delle più eccitanti nuove possibilità annunciata per questo manuale è il sistema per creare Mostri Mitici. Un sistema di regole applicabile a qualsiasi creatura mostruosa per renderla molto più pericolosa, così da offrire la sensazione di stare combattendo una creatura venuta fuori dalle leggende. Andando oltre le Azioni Leggendarie, queste nuove regole potrebbero finalmente dare la possibilità a D&D di avere delle "boss fight" degne di questo nome. Le regole in questione sono state mostrate in un'anteprima generica su Dragon+.
Tratto da Dragon+


Sembra proprio che abbiano fatto loro il vecchio detto "il modo migliore per combattere una creatura grande, grossa e cattiva è quello di dividerla in due". Questo assomiglia molto al metodo di AngryGM per creare gli incontri con i boss, ed è un'ottima notizia, quel sistema ha molto senso, meccanicamente parlando, se volete separare il combattimento in due fasi distinte. Per esempio un'Idra, dopo essere stata abbattuta, potrebbe diventare un'idra a più teste, o un dio/dea potrebbero avere un'espressione più irata quando si entra nella seconda fase.

Sappiamo tutti che i Kraken saranno una grossa parte dell'ambientazione e, dopo aver visto i mostri nelle immagini precedenti, avrete capito che in generale questo manuale vuole aumentare il livello di potere nel vostro gioco. Dunque terremo gli occhi aperti per vedere esattamente come funzioneranno queste regole, ma, nel frattempo, tenetevi pronti per il massacro mitico.
Buone Avventure!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2020/05/dd-mythic-odysseys-of-theros-monster-rules-reveal.html
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By aza

Armature vs Armi da fuoco rinascimentali – Historia

ATTENZIONE: Questo articolo è la seconda parte del precedente sulle armi da fuoco: prima di proseguire la lettura, potete mettervi in pari cliccando qui!
Abbiamo visto come le armi da fuoco siano apparse clamorosamente nei campi di battaglia dell’europa di metà ‘300 e nei secoli successivi si siano affermati anche nelle loro forme “manesche” (cioè utilizzabili da una persona sola, “a mano”, come un archibugio).
Questo però non ha portato a un’immediata scomparsa delle armature, e anzi per secoli esse hanno continuato a prosperare fornendo spesso una protezione importante a chi le indossava, persino contro i temibili archibugi. Ma come hanno fatto?
Andiamo a scoprirlo insieme!
FERRO E ACCIAIO

Ricostruzione di altoforno rinascimentale, Deutsches Museum (Foto CC0)
L’acciaio è una sostanza metallica, una lega di Ferro e Carbonio. Per quanto la sua invenzione sia comunemente associata all’età moderna, in realtà nella lavorazione alla forgia del ferro, il carbonio presente nel carbone della forgia stessa va a legarsi con il ferro formando uno strato superficiale di lega ferro-carbonio. L’effetto di questa lega può essere di vario tipo, come andremo a vedere, in base alla percentuale di carbonio e ai metodi di raffreddamento di questo. 
Significa comunque che, in un certo qual modo, si hanno le prime armi e armature costituite parzialmente d’acciaio sin dall’età del ferro.
Pensare inoltre che, nell’antichità, si usasse come materiale di partenza il ferro puro è un’imprecisione: la maggior parte del ferro, infatti, si otteneva dalla fusione dei minerali ferrosi attraverso una fornace, operazione che lasciava sempre delle inevitabili impurità nel metallo.
Alle temperature della fornace, infatti, il ferro non si liquefà mai del tutto, ma viene in qualche modo a “colare” dalla pietra in una sostanza viscosa che si porta inevitabilmente dietro impurità della roccia d’origine.
Le caratteristiche della fornace, oltre a determinare la qualità del metallo finale, limitano anche la quantità di materiale ottenibile in un singolo processo.
Si tendeva, infatti, a partire da un’unica massa di metallo per costruire oggetti poiché saldare più pezzi metallici avrebbe portato a caratteristiche fisiche peggiori.
Per ottenere singole masse di metallo maggiore, tuttavia, sono necessarie fornaci più grandi che richiedono a loro volta temperature maggiori non banali da raggiungere!
Per amor di completezza, anche se non tratteremo qui l’argomento, sono state prodotte invece nel medioevo lame d’acciaio di altissima qualità ottenute battendo insieme lamine metalliche diverse in quello che è comunemente noto come “acciaio a pacchetto” o “acciaio di Damasco”.

In “Ryse: Son of Rome” il protagonista indossa una tipica Lorica Segmentata.
Nel mondo antico, l’impero romano aveva costruito delle fornaci più grandi e calde, necessarie per ottenere lamine abbastanza grandi da costituire le piastre della Lorica Segmentata: l’armatura a piastre più famosa del periodo pre-medievale e che tutti noi identifichiamo oggi come la classica protezione del legionario imperiale.
Tuttavia la lenta fine dell’impero e l’abbandono di tali corazze in favore della più economica Lorica Hamata, a tutti gli effetti un cotta di maglia, portarono al disuso di tale tecnologia.
La capacità di ottenere piastre di dimensioni considerevoli tornò in auge con l’invenzione, verso la metà del ‘300 (ma diffusasi successivamente), dell’altoforno, una fornace in grado di raggiungere dimensioni e temperature capaci di fondere completamente il ferro.
Oltre a permettere di ottenere agglomerati metallici di dimensioni considerevoli e molto più poveri di impurità, l’altoforno produce una lega di ferro ad alto contenuto di carbonio, chiamata ghisa.
A differenza del ferro, che deve essere battuto per essere lavorato, la ghisa, trovandosi allo stato liquido quando esce dall’altoforno, può essere versata in uno stampo per produrre lavorati per fusione, in modo simile al bronzo.

BOOM! (Assassin’s Creed: Brotherhood)
Tuttavia questo tipo di lega, pur essendo usata all’epoca per la creazione di cannoni e relativi proiettili, è inadatta alle altre armi e armature poiché troppo fragile (come vedremo dopo).
Per ottenere invece un materiale lavorabile e adatto a tali armamenti, la ghisa veniva soggetta a un successivo trattamento di raffinazione, nella quale veniva nuovamente riscaldata in un ambiente ricco di ossigeno: in questa maniera, oltre a eliminare ulteriori scorie, parte del carbonio presente nel materiale si legava all’ossigeno formando anidride carbonica e abbandonando il metallo.
Questo processo forniva come risultato una lega di ferro con percentuale di carbonio inferiore al 2%, cioè quello che noi chiamiamo Acciaio!
PROPRIETA’ MECCANICHE
Due sono le proprietà meccaniche dell’acciaio che ci interessano: la sua Durezza e Tenacità.
La durezza è la resistenza, da parte del materiale, alle deformazioni: essa dipende sostanzialmente dal tipo di struttura che assumono gli atomi in toto all’interno del metallo.
Abbiamo già parlato di materiali duri in questo articolo sulle proprietà fisiche di armi e armature
La presenza di carbonio all’interno del ferro è in grado di raddoppiare la durezza rispetto al ferro ricco di scorie ottenuto mediante la fornace: per aumentare ulteriormente tale proprietà è necessario temprare il metallo, ovvero regolare come esso si raffredda dopo aver raggiunto una temperatura sufficiente a “riorganizzare” la struttura interna della lega.
Nel medioevo era uso comune una tempra non rapidissima in grado di formare un acciaio duro 3-4 volte il ferro ottenuto dalla fornace: è possibile invece temprare rapidamente il metallo, formando un acciaio estremamente duro, fino al doppio del precedente.
Tuttavia, questo tipo di tempra rischia di rendere l’acciaio fragile ed è dunque inadatto ai nostri scopi.
Ma cos’è la fragilità?

Perfino le armi più dure possono rompersi – Narsil, dalla trilogia del signore degli anelli
Un materiale si dice fragile se è facile spezzarlo: l’esempio classico di materiale duro e fragile è il vetro, che è difficilissimo da deformare ma si rompe con facilità.
La capacità di resistere alla rottura di un materiale è detta Tenacia ed è la caratteristica più importante per le armature: infatti la tenacia di un metallo definisce quanta energia è necessaria per perforarlo.
Questa energia dipende dalla qualità del materiale: un acciaio con un contenuto di carbonio dello 0.85%, ad esempio, ha una tenacia fino a 3-4 volte maggiore rispetto a quella del ferro di bassa qualità.
ENERGIE DI PENETRAZIONE
Per calcolare l’energia necessaria per penetrare una piastra di un’armatura entrano in gioco i seguenti fattori:
la forma dell’arma usata; lo spessore della corazza; la qualità del metallo; l’angolo con il quale il colpo incide sulla corazza. Partiamo dalla prima: come già detto nell’articolo sulle proprietà delle armi e armature (che trovate qui), la forma dell’arma, o meglio, della parte dell’arma che colpisce l’armatura definisce la pressione che essa è in grado di impartire: minore la superficie di contatto, maggiore è la pressione, minore è l’energia necessaria per perforare un materiale.
Si capisce dunque subito che le frecce, pur avendo energie decisamente inferiori a disposizione, sono molto più efficienti dei proiettili, che all’epoca consistevano in delle semplici sfere metalliche (da cui “pallottola”), e anche le lame, per risultare efficaci contro le armature, devono essere il più piccole possibili.
Mantenendo dunque il nostro studio unicamente sulle armi da fuoco, andiamo a vedere quanta energia serve a una pallottola per perforare una corazza.
Una stima delle energie a disposizione per vari tipi di armi da fuoco è stata fatta nella prima parte dell’articolo che trovate qui
Se partiamo ci riferiamo ancora una volta all’appendice di The Knight and the Blast fournace, partendo da una corazza spessa due millimetri di acciaio di buona qualità vediamo che servono poco più di 800 J affinché un’arma da fuoco perfori una simile corazza: immaginando di poter aggiungere 150 J extra per perforare ulteriori protezioni sottostanti (come imbottitura e cotta di maglia) vediamo che una tale armatura è ben lontana dal proteggere da un colpo di archibugio a distanza ravvicinata.
Tuttavia, una simile armatura ha ampio spazio di manovra per quanto riguarda il suo spessore.
L’energia necessaria per perforare un’armatura cresce come il suo spessore elevato alle 1.6: in pratica, raddoppiare lo spessore triplicherà (all’incirca) l’energia necessaria per perforare l’armatura.
Vediamo dunque che la stessa armatura spessa 3 mm richiede quasi 1900 J per essere perforata e un esorbitante 3800 J se portata a 4 mm, ponendo quindi il cavaliere al sicuro anche dai colpi dei primi moschetti!

Armatura da corazziere del ‘600, Morges military museum
Queste spesse armature, tuttavia, risultavano estremamente pesanti e furono in uso principalmente dopo il ‘600: infatti, con l’avvento degli eserciti nazionali, i vari regnanti cominciarono a ricorrere ad armamenti di massa, producendo corazze più spesse ma di qualità inferiore, riducendo l’energia necessaria a perforarle a un 50-75% di quella di un buon acciaio: queste armature, più che assicurare una protezione totale contro i nemici, servivano a ridurre il rischio di morte di un proiettile sparato da lontano.
L’estremo peso di queste protezioni portò a produrre armature complete solo per la cavalleria, andando a creare la figura del corazziere, cavaliere pesante con armi da fuoco, mentre la fanteria andò pian piano a ridurre l’armatura a pochi pezzi, principalmente il busto e l’elmo.
Un’altra opzione era ovviamente puntare su acciai di qualità migliore: i più raffinati potevano aumentare di un ulteriore 50% l’energia necessaria alla penetrazione, rendendo ad esempio la precedente corazza a piastre da 2 mm impervia ai comuni archibugi.
L’ultimo elemento da tenere in conto è l’angolo di incidenza tra il proiettile e la piastra: infatti, se il proiettile non raggiunge perpendicolarmente la corazza, esso tenderà a dissipare la sua energia e dunque l’energia necessaria alla perforazione verrà moltiplicata per un fattore pari all’inverso del coseno dell’angolo di incidenza.
Ricordiamo che il coseno è una proprietà degli angoli ed è un fattore compreso (per angoli inferiori ai 90°) tra 0 e 1: famosi valori sono circa 0.8 per un angolo di 30°, circa 0.7 per uno di 45° e 0.5 per uno di 60°.
Un proiettile che raggiunga una piastra con un angolo di trenta gradi richiederà il 25% circa di energia in più per perforarla: questo fenomeno non deve essere necessariamente causato dalla scarsa mira o fortuna del tiratore, infatti le armature venivano costruite con delle forme arrotondate o angolose proprio per far sì che i proiettili colpissero il bersaglio in maniera non perpendicolare.
Ovviamente quelli che stiamo facendo sono ragionamenti di massima: in diversi momenti e zone dell’europa post-medievale abbiamo visto una grande varietà nella qualità, forma e fattura di armi e armature. Un problema annoso, ad esempio, era quello della disomogeneità degli acciai, ovvero l’impossibilità di costruire oggetti (come armature) in acciaio le cui proprietà fisiche fossero le stesse in tutti i punti: in questo modo era possibile che due colpi sostanzialmente identici, raggiungendo punti diversi dell’armatura, ottenessero risultati di penetrazione diametralmente opposti.
Inoltre, con l’avanzare del tempo, anche le energie delle armi da fuoco sono andate via via ad aumentare: ad esempio un moschetto del 1600 poteva arrivare, con la giusta polvere da sparo, a imprimere quasi 4000 J di energia al proiettile. La presenza inoltre di miglioramenti bellici come la rigatura della canna, in grado di imprimere al proiettile un moto elicoidale che ne stabilizzasse la traiettoria, e le cartucce per rendere il caricamento più rapido resero indubbiamente le armi da fuoco sempre più letali.
IN CONCLUSIONE…
Le armature del rinascimento erano, in generale, in grado di proteggere chi le indossava dai proiettili delle armi da fuoco a patto che esse fossero relativamente leggere (pistole e in parte archibugi) e/o facessero fuoco da abbastanza lontano. Per quanto si tratti di condizioni apparentemente poco interessanti, ricordiamo comunque che in assenza di armatura un proiettile in tali condizioni sarebbe indubbiamente letale, se colpisse zone vitali!
La protezione poteva essere ottenuta e migliorata andando ad agire sulla qualità dell’acciaio, sullo spessore della corazza e sulle sue forme: questi fattori portarono, da un lato, allo sviluppo di armature molto costose, in grado di proteggere i ricchi signori dai proiettili più comuni, dall’altro a una produzione massiva di corazze di bassa qualità molto pesanti, che proteggevano interamente solo i reparti di cavalleria mentre i fanti si limitavano ad indossarne alcune porzioni.

L’azza: un letale mix di ascia, martello e lancia. Photo by Javy Camacho.
Questo sviluppo dell’armatura ebbe effetto anche sulle armi da mischia: da una parte, infatti, nel ‘400 si ha il massimo splendore delle armi in asta, come le alabarde o le temutissime azze e martelli da guerra, in grado di minacciare i nemici più corazzati grazie a una letale combinazione di massa, leva e spunzoni o piccole lame d’ascia in grado di penetrare più facilmente l’armatura.
Le picche, inoltre, diventeranno elemento fondamentale del campo di battaglia prima dell’invenzione della baionetta, in grado di minacciare sia la cavalleria, nello specifico tenendo a distanza i cavalli, sia la fanteria dall’armatura ridotta.
Nella prima metà di questo periodo nascono nuove spade per affrontare nemici corazzati come lo stocco, che non è il rapier inglese come Dungeons & Dragons ci suggerisce ma l’estoc, una spada a lama triangolare da infilare nelle giunture delle armature nemiche, oppure come lo spadone (zweihander, montante ecc) di dimensioni ragguardevoli e di importanza strategica nella lotta alle formazioni di picchieri.
La riduzione dell’armatura da fanteria, tuttavia, porterà successivamente all’invenzione di spade più sottili e agili come la striscia, che è il vero rapier di Dungeons & Dragons, un’arma eccezionale nei colpi di punta, o come la sciabola che rappresenterà il simbolo della cavalleria fino alla sua scomparsa nel ‘900.

Insieme di armi rinascimentali, tra cui un peculiare stocco con guardia a testa di martello
BONUS – Cosa giocare?
Se la sfida tra armi da fuoco rinascimentali e armature vi appassiona e volete provare l’ebbrezza di metterle a confronto, se vi piacciono i  giochi di ruolo (e se non vi piacciono è probabilmente perché non li avete provati), non posso che consigliarvi ampiamente Historia!

Historia è un’ambientazione tutta italiana per Dungeons & Dragons (quinta edizione) che vi cala in un rinascimento popolato da… animali antropomorfi!
Lungi dall’essere un mondo “carino”, Historia vi porrà in mezzo a intrighi, lotte politiche, battaglie campali, dilemmi etici, un mondo dove Alchimia, Magia e Religione si sfidano ogni giorno dove Spade, Armature e Pistole vivono fianco a fianco.
VAI AL KICKSTARTER!
Oltre a ciò, in ambito videoludico, abbiamo recentissimo Greedfall, ambientato in una versione fantasy dell’età delle esplorazioni, dove le armi da fuoco si incontrano ogni giorno con le corazze dell’acciaio migliore… con un pizzico di magia!
Inoltre, ha decisamente fatto scuola Mount & Blade: With Fire and Sword, l’espansione standalone del mitico Warband, passata purtroppo in sordina, che ci pone nel complesso panorama dell’europa orientale di metà ‘600, durante la rivolta cosacca contro il commonwealth Polacco-Lituano (per inciso, è grazie a questo titolo che so dell’esistenza di suddetto commonwealth…).

Come non citare poi la saga di Ezio di Assassin’s Creed, dove le armi da fuoco, appena accennate in Assassin’s Creed 2, si fanno sempre più presenti nei seguenti Brotherhood e Revelations, come a mostrare la lenta ma inesorabile diffusione di queste armi nel rinascimento.
E già che citiamo Ezio, non possiamo non guardare le produzioni italiane: se vi piacciono i librogame e i giochi di ruolo non posso che consigliarvi la saga di Ultima Forsan, ambientata in un macabro rinascimento assediato dai non morti dove solo le nuove tecnologie del ‘500 potranno tenere i nostri eroi in salvo dagli abomini!

Uno degli autori, Mauro Longo, famoso autore di librogame italiano nonché gestore del blog Caponata Meccanica e di una pagina su libri da tavolo per bambini (Bambini e Draghi), ha scritto numerosi libri game di Ultima Forsan e inoltre alcuni romanzi ambientati sempre in questo periodo come Guiscardi senza Gloria e il fabbricante di spettri. 
Se l’argomento vi è piaciuto, vi invito a leggere The Knight and the Blast Furnace di Alan Williams. Se invece cercaste una lettura (lievemente) più leggera, questo stesso argomento è stato affrontato e approfondito nel 2008 sul blog Baionette Librarie del mitico Duca, alias Marco Carra, con una serie di articoli sulle armi e gli acciai, più tecnici, che potete trovare qui.
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2019/10/01/armature-vs-armi-da-fuoco/

Se questo articolo ti è piaciuto, segui il prof. Marrelli su facebook e su ludomedia.  
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Mike Mearls è tornato nel D&D Team

In un articolo di qualche settimana fa vi avevamo segnalato alcuni importanti cambiamenti all'interno del D&D Team, ovvero la squadra della WotC impegnata nella creazione della 5a Edizione di D&D. In particolar modo, in base ad alcuni tweet pubblicati da Jeremy Crawford era sembrato che Mike Mearls (assieme a Crawford uno dei Lead Designer della 5e) non facesse più parte del Team e che, dunque, non avesse più alcun ruolo nella produzione di D&D. Crawford, infatti, rispondendo a un utente aveva affermato che Mearls "non lavora più nel team del GDR da tavolo e non lo fa da un certo momento dell'anno scorso" (riferendosi al 2019).
Durante una puntata del Dragon Talk di qualche giorno fa, tuttavia, il nuovo Produttore Esecutivo di D&D Ray Winninger (divenuto di recente il capo del D&D Team) ha dichiarato che "Mike Mearls è tornato a lavorare di nuovo a tempo pieno sul Gdr, dopo aver diviso per noi il suo tempo tra D&D e alcune cose legate a un videogioco. Adesso è tornato". Potete ascoltare le sue parole nel seguente video, a partire dal minuto 18:42:
In sostanza, sembra proprio che Mike Mearls non abbia abbandonato il suo lavoro all'interno del D&D Team, ma che negli ultimi mesi abbia semplicemente ricevuto dalla WotC l'incarico di collaborare con Larian Studios, software house belga, per la creazione del videogioco Baldur's Gate III (di cui vi avevamo parlato in questo articolo). Mike Mearls, dopotutto, nel giugno del 2019 aveva partecipato all'E3 2019 proprio in occasione dell'annuncio di Baldur's Gate III, così da ufficializzare la collaborazione tra la WotC e la software house videoludica (come è possibile notare da questo video pubblicato proprio in quei giorni). E' molto probabile, quindi, che nell'ultimo anno Mearls abbia lavorato come consulente dei Larian Studios, in modo da fornire loro tutte le informazioni su D&D necessarie per la creazione del gioco, come i dettagli narrativi sui Forgotten Realms o le regole della nuova edizione. In base a quanto dichiarato da Winninger, dunque, possiamo ritenere che Mearls abbia terminato il suo impegno e che, quindi, possa di nuovo lavorare a tempo pieno sul Gdr cartaceo come faceva prima.
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D&D 5E: avventure gratuite dalla Kobold Press

Articolo di Morrus del 19 Maggio
La Kobold Press ha rilasciato gratuitamente Prepared!, un'avventura per D&D 5E, come parte della sua iniziativa "Al Sicuro a Casa con Kobold Press". Entrate nel loro sito e usate il coupon SaferAtHomeWeek2.

 
I vostri giocatori stanno andando alla deriva?
Una dozzina di Avventure Autoconclusive per la 5a edizione per i Livelli 1-15.
Non dovrete più avere paura: Prepared! offre ai DM delle rapide soluzioni per movimentare le campagne e far divertire i giocatori mentre pensate alla vostra prossima mossa. Al suo interno troverete, infatti, delle brevi avventure autoconclusive per ogni ambiente, compreso:
Una fabbrica aliena dove delle vittime sono risucchiate della loro essenza vitale e vengono trasformate in orrori eterei Un laboratorio alchemico abbandonato dove è stato lasciato un assistente mostruoso La caduta letterale del cielo ai piedi degli avventurieri Alcuni goblin che hanno costruito una strana "fortezza" in un fosso a lato di una strada Una misteriosa terrazza di pietra spuntata fuori dalla neve, con un antico macchinario che scintilla dal livello più alto ...e altro ancora, tutto con le bellissime mappe di Meshon Cantrill! Con Prepared! il designer Jon Sawatsky ha creato una dozzina di scenari fantasy per la 5a edizione, utilizzabili in ogni ambientazione con PG di vario livello. Non correrete più il rischio di trovarvi senza nulla di pronto!
Queste avventure presentano dei mostri provenienti sia dal Manuale dei Mostri canonico di D&D 5E che dal Tome of Beasts.
Link all'articolo originale: https://www.enworld.org/threads/free-d-d-adventure-from-kobold-press.672206/
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Warp

Bilanciare un Party

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Buongiorno a tutti, oggi scrivo per un problema che riscontra una delle campagne che sto attualmente giocando.

Il master mi ha confessato di essere in seria difficoltà poiché il party non è molto bilanciato ed oltretutto uno dei due combattenti è un umano mezzo Minotauro con un quantitativo di danni per turni che vengono difficilmente retti al livello quattro.

Il problema sarebbe a questo punto che questo PG risulta essere eccessivamente più forte del resto del party e per evitare che un nemico venga shottato si dovrebbe mettere un qualcosa il cui GS sarebbe esagerato per il resto del party, l'aumento della vita dei nemici sarebbe possibile ma ciò renderebbe il resto del gruppo un po' meno utile in combattimento ed al momento questo problema già persiste.

Qualcuno di voi avrebbe suggerimenti in merito?

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10 minuti fa, Warp ha scritto:

Il master mi ha confessato di essere in seria difficoltà poiché il party non è molto bilanciato ed oltretutto uno dei due combattenti è un umano mezzo Minotauro con un quantitativo di danni per turni che vengono difficilmente retti al livello quattro.

Come forse già saprete, i livelli medio bassi sono gli unici in cui un combattente può davvero brillare quindi potreste volergli lasciare spazio per ora 😄

Gag a parte comunque in queste situazioni se c'è una disparità (più che nella potenza di una build probabilmente nella capacità di creare build dei giocatori) la cosa migliore sarebbe confrontarsi tutti apertamente per trovare una soluzione comune che soddisfi tutti, soprattutto a livello di divertimento.

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Se non li state già usando, potreste usare qualche tipologia di mostro che abbia la riduzione al danno.

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2 ore fa, Alonewolf87 ha scritto:

Come forse già saprete, i livelli medio bassi sono gli unici in cui un combattente può davvero brillare quindi potreste volergli lasciare spazio per ora 😄

Gag a parte comunque in queste situazioni se c'è una disparità (più che nella potenza di una build probabilmente nella capacità di creare build dei giocatori) la cosa migliore sarebbe confrontarsi tutti apertamente per trovare una soluzione comune che soddisfi tutti, soprattutto a livello di divertimento.

Eccezion fatta per me tutti gli altri sono giocatori nuovi, trovo corretto dargli abbastanza spazio ma il master non riesce a trovare uno scontro che sia equo.

 

1 ora fa, Hero II ha scritto:

Se non li state già usando, potreste usare qualche tipologia di mostro che abbia la riduzione al danno.

Già vengono utilizzati ma l'unico penalizzato è l'altro combattente a quanto pare.

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10 minuti fa, Warp ha scritto:

Eccezion fatta per me tutti gli altri sono giocatori nuovi, trovo corretto dargli abbastanza spazio ma il master non riesce a trovare uno scontro che sia equo.

Quindi il giocatore nuovo si è fatto una build da ubercharger con il mezzo minotauro a sentimento? Ad ogni modo ribadisco e anzi lo sottolineo ulteriormente proprio perchè sono tutti giocatori nuovi: parlatevi e confrontatevi, mettete in chiaro quali sono le problematiche e le priorità e dove per ognuno si trova il divertimento nel giocare. Magari a quel giocatore piace semplicemente tirare delle sleppe inenarrabili, basta semplicemente ridimensionare di comune accordo la cosa se causa difficoltà al resto del gruppo.

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36 minuti fa, Alonewolf87 ha scritto:

Quindi il giocatore nuovo si è fatto una build da ubercharger con il mezzo minotauro a sentimento? Ad ogni modo ribadisco e anzi lo sottolineo ulteriormente proprio perchè sono tutti giocatori nuovi: parlatevi e confrontatevi, mettete in chiaro quali sono le problematiche e le priorità e dove per ognuno si trova il divertimento nel giocare. Magari a quel giocatore piace semplicemente tirare delle sleppe inenarrabili, basta semplicemente ridimensionare di comune accordo la cosa se causa difficoltà al resto del gruppo.

Probabilmente a questo punto è la cosa migliore.

Comunque quanto è marro ed al contempo fighissimo la parola "supermoderatore"

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dite al master di mettere come mostro un incorporeo cosi da rendere nulli gli attacchi del minotauro e dar spazio a voi, comunque non so a che livello siate ma gli incantatori diventano forti al crescere dei livelli, al contrario dei combattenti.

Potrei sapere da cosa è composto il party?

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è normale che ai bassi livelli i picchioni possano sentirsi "quelli grossi", ma col passare dei livelli possono venir surclassati da qualsiasi incantatore, quindi lasciategli pure il suo momento di gloria.

comunque, espedienti per rendere la vita difficile a un combattente puro sono molti: terreno impervio, occultamento, nemici invisibili, nemici troppo piccoli, nemici troppo grossi, nemici molto agili, nemici volanti, sciami, incorporei, mutaforma, meteo avverso, effetti con TS su Volontà... c'è soltanto l'imbarazzo della scelta XD
un consiglio è quello di cercare nemici "su misura" senza chiaramente esulare da quella che è la normalità in gioco: nemici con RD che non può superare, con guarigione rapida o rigenerazione, con CA particolarmente alta e cose di questo tipo, che rendano la vita più difficile al combattente e offrano la possibilità anche agli altri di essere utili.
pescando solo dalla lista dei GS4 del Manuale dei Mostri I ci sono:
- Belva Distorcente;
- Cinghiale Mannaro;
- Grifone;
- Idra a 5 Teste;
- Janni;
- Melma Grigia;
- Pixie;
- Progenie Vampirica;
- Scheletro Chimera;
- Sciame di Millepiedi;
- Strega Marina.

chiaramente se il damage dealer di punta è un Guerriero puro, c'è comunque un problema di fondo con gli altri personaggi: l'output danni duro e puro è prerogativa del Barbaro, il Guerriero dovrebbe puntare più al controllo del campo, classica build lockdown è un sempreverde che piace a prescindere. Combattenti di stampo più schermidore (Esploratore, Ladro e Ranger) dovrebbero pure avere le loro possibilità, se usati bene (neanche buildati, solo mossi sul campo) possono essere efficienti tanto quanto e più del tankone con l'arma più grossa in circolazione.
fermo restando che, nel caso non si sia capito, dal lv 5 in poi gli incantatori cominceranno a fare le scarpe ai combattenti.

che poi, "livello 4" è il LEP o solo i livelli di classe? perchè l'archetipo del mezzo-minotauro ha MdL +1, quidi vuol dire che incantatori puri nel party dovrebbero avere già accesso agli incantesimi di 3° livello, la musica cambia e non di poco... e hanno problemi a essere incisivi in combattimento? c'è davvero un problema di fondo, non solo del DM...

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Il 5/5/2020 alle 09:58, nego98 ha scritto:

dite al master di mettere come mostro un incorporeo cosi da rendere nulli gli attacchi del minotauro e dar spazio a voi, comunque non so a che livello siate ma gli incantatori diventano forti al crescere dei livelli, al contrario dei combattenti.

Potrei sapere da cosa è composto il party?

Guerriero/barbaro/warblade

ranger/swordsage

chierico/mago

druido

stregone

psion


 

Il 7/5/2020 alle 02:21, D8r_Wolfman ha scritto:

che poi, "livello 4" è il LEP o solo i livelli di classe?

LEP

 

Il 7/5/2020 alle 02:21, D8r_Wolfman ha scritto:

quidi vuol dire che incantatori puri nel party dovrebbero avere già accesso agli incantesimi di 3° livello

Avere accesso agli incantesimi di terzo livello al livello quattro mi sembra difficile

 

Il 7/5/2020 alle 02:21, D8r_Wolfman ha scritto:

e hanno problemi a essere incisivi in combattimento? c'è davvero un problema di fondo, non solo del DM...

è la prima campagna per quasi tutti i giocatori, di conseguenza non tutti sanno ancora quali incantesimi scegliere.

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58 minutes ago, Warp said:

è la prima campagna per quasi tutti i giocatori, di conseguenza non tutti sanno ancora quali incantesimi scegliere.

Ciao, non vorrei andare OT, e non so quanto sia esperto il vostro master, sicuramente sa quello che fa, tuttavia: razze speciali (mezzo-minotauro), molteplici classi opzionali (tome of battle, psionici) e vasto uso della multiclasse (già 2 o 3 classi al LEP 4?) a mio avviso non sono propriamente l'ideale per una prima campagna di giocatori esordienti.

Non so se la cosa è fattibile visto che ormai la campagna è iniziata, ma la mia personale raccomandazione sarebbe di limitarvi alle razze base e alle classi base (al limite includendo il solo tome of battle se avete paura che i combattenti siano troppo svantaggiati, ma ai bassi livelli non dovrebbe succedere), e possibilmente ritardare la multiclasse fino almeno al LEP 5 o 6.

Naturalmente anche in quel caso sono possibili squilibri se un giocatore è un campione dell'ottimizzazione e gli altri no, però più aumenta la varietà di opzioni a disposizione più le potenziali disparità si allargano.

Edited by Bille Boo

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Concordo. Sopratutto per le razze. Gestire personaggi con razze potenti é impegnativo anche per giocatori con un minimo di esperienza. Sul multiclasse non mi trovo mtotalmente d’accordo perchè in alcuni casi diventa necessario multiclassare presto (penso a chi punta a una cdp) ma comunque per la prima volta in cui si gioca avere triclasse al 4 é abbastanza assurdo, sopratutto considerando che il quarto livello é un LEP. Andando avanti si troverâ male, ho paura. Anche a causa della penalitá ai px. 

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Se il problema è un combattente in mischia direi che la soluzione più semplice è un oculato uso dei mostri.

In generale favorire tanti mostri piccoli rispetto ad un mostro grosso, prendere in considerazione l'uso di mostri mobili in campo aperto con la possibilità di attaccare a distanza/usare magie oppure usare mostri incorporei/sciami che sono piuttosto resistenti agli attacchi convenzionali. Anche i mostri che hanno difese particolari contro gli attacchi come le bestie distorcenti e i cani intermittenti possono aiutare molto.

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Il 8/5/2020 alle 12:01, Warp ha scritto:

Guerriero/barbaro/warblade

ranger/swordsage

chierico/mago

druido

stregone

psion


 

LEP

 

Avere accesso agli incantesimi di terzo livello al livello quattro mi sembra difficile

 

è la prima campagna per quasi tutti i giocatori, di conseguenza non tutti sanno ancora quali incantesimi scegliere.

ok allora se è LEP 4 si arriva "solo" agl'incantesimi di 2° livello, ma anche considerando l'inesperienza generale del party, è impossibile che un Mezzo Minotauro Guerriero 1/Barbaro 1/Warblade 1 possa rubare la scena anche solo a un Popolano Psion 4 o Stregone 4, quando già a questo livello hanno accesso rispettivamente a roba come deja vu e synchronicity (poteri lv 1), constrictor's touch e scambio dimensionale (poteri lv 2), o raggio di indebolimento e ingrandire persone (incantesimi lv 1), cecità/sordità e nebbia tombale di Kelgore (incantesimi lv 2): tutt'altro che fuori portata anche per giocatori inesperti che hanno accesso a materiale normalmente preso con le pinze (Dragon Magazine e ToB), quando gli basterebbe guardare sui supplementi base per trovare anche poteri e incantesimi save or die o di supporto decisamente potenti. E non serve nemmeno avvicinarsi alla mischia, dove ci pensa il Mezzo Minotauro a dare e ricevere mazzate.

il discorso è diverso per il multiclasse Chierico/Mago, farlo a questo livello è un suicidio, e mi unisco ai colleghi di sopra di consigliare di scegliere una classe sola e restarci fino almeno al lv 5, o se proprio vuole mantenere due classi, portarne una al lv 3: come Chierico potrebbe così prendere tocco di Tyche e intuizione divina, poi vediamo se si sente ancora inutile quando può umiliare persino il Ladro in un tiro di abilità... anche qui, senza andare a scomodare materiale "extra" quando basta prendere i manuali base o tutt'al più di un'ambientazione, ma con le concessioni che avete non credo sia certo un problema.

alla peggio, Chierico e Druido possono cambiare giornalmente incantesimi attingendo da una lista allucinante; il Mago deve stare un po' più attento, ma con un minimo di risorse anche lui non ha problemi ad accedere a una lista infinita e cambiare giornalmente la selezione di incantesimi; Psion e Stregone, purtroppo o per fortuna, hanno una scelta limitata rispetto agli altri, ma data la riserva nettamente superiore di slot/punti potere, possono focalizzarsi in un ruolo specifico e dare il massimo in quel ruolo (buffer/debuffer, controller, face, damage dealer etc.), serve solo un po' più di pazienza nella selezione, qui su Dragon's Lair ci sono ottime guide con suggerimenti ottimi a prescindere dalla fascia di esperienza, per tutte le classi del party, senza contare l'infinito materiale che si può reperire in internet con un click. Basta solo aver voglia di mettersi a pensare 10 minuti, il resto vien da sè 😉

Edited by D8r_Wolfman

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Il 8/5/2020 alle 12:01, Warp ha scritto:

Guerriero/barbaro/warblade

ranger/swordsage

chierico/mago

druido

stregone

psion

premessa

mi sembra un buon party, l'unico che stona è il chierico/mago. Immagino che sia chierico2 mago2 ed è oggettivamente il pg meno forte del gruppo. 

per gli altri, già al prossimo livello, i vari druido5, stregon5, psion5 cominceranno ad essere più presenti e abili in gioco tanto da stare alla pari del picchione. Ed entro pochi livelli, a parte i grossi danni in carica, questo non farà granché ed anzi sarà lui ad essere surclassato dagli incantatori. La 3.5 è così purtroppo....

 

1 - il chierico/mago

fatelo sistemare sto personaggio... così starà sempre indietro pesantemente rispetto agli altri, soprattutto in un gruppo di 6 persone. Sarà surclassato da tutti e tre gli altri incantatori senza possibilità di reggere il confronto. Al limite con un pò di ottimizzazione potrebbe giocare un mago1/chierico3 e poi teurgo mistico, se proprio vuole fare il doppialista, ma non credo che serva in un gruppo così numeroso

 

2 - il  ranger/swordsage

come è strutturato? se cerca di andare in mischia a reggere assieme al mezzominotauro la vedo dura. Per reggere il confronto deve fare un bel pg costruito bene. innanzitutto, è da mischia o a distanza?  in ogni caso se costruisce bene il suo personaggio sarà tranquillamente alla pari dell'altro, deve solo differenziarsi.

 

3 - il mezzominotauro

a livelli bassi ovviamente è prevaricante. soprattutto con un archetipo del genere, che, solo a livelli bassi, è sbilanciante, ma non lo è assolutamente salendo di livello. Già attorno a liv 7-9 vedrai come sarà demolito dal druido in forma selvatica che farà lui il bello ed il cattivo tempo! Detto ciò, è un personaggio focalizzato sulla carica? o sta in mischia a fare attacchi completi? Se è sulla carica semplicemente farà tantissimi danni in quel frangente, ma ci sono migliaia di situazioni in cui diventa semplice evitare che possa caricare.

 

4- il master

ma pure lui è inesperto?  

in ogni caso potrebbe dire al giocatore del mezzominotauro che per ora non ha l'incremento di taglia, che prenderà come una "crescita naturale" appena raggiungete il livello 6. così dovreste stare apposto. questa è la soluzione credo più banale e semplice, ma pure mediamente drastica

 

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    • By Dmitrij
      Buondí!
      Notoriamente, PF ha tolto il lep aprendo le porte all'uso di razze prima ostiche.
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    • By giulio.yo
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    • By giamma11
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