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KotGV - Capitolo 1 - Il mistero di Melmoscura
Plin Il campanaccio della locanda non si limita a tintinnare: sussulta, scosso dalla veemenza con cui la porta viene spalancata per far strada alla figura più solenne, e al tempo stesso più minuta, che abbia mai calpestato l'asse di legno del Fiume Splendente. La mia. Seguo Don Bastiano a ruota, anche se il mio passo non ha nulla del suo incedere felino o cauto. Marcio. Avanzo con le braccia leggermente scostate dal busto ed un mantello visibilmente consunto. I miei occhi scuri spazzano la sala con la severità di un inquisitore: sento i soliti sguardi posarsi dall'alto verso il basso, sento il peso di quella che il mio spirito percepisce chiaramente come un'offesa sistemica alla mia maestosa presenza. Ma non è il momento di far saltare le rotule della plebe: la nostra mecenate ha chiamato. Quando Don Bastiano offre il suo solito saluto, io muovo un passo avanti, superandolo di mezza statura morale e pianto gli stivali nel legno proprio di fianco alla sedia di Cassee, ignorando completamente l'uomo stranamente mascherato e la stangona praticamente svestita. La mia attenzione è tutta per l'archeologa, mi schiarisco la gola con un suono che vorrebbe essere un ruggito cavernoso e che invece esce con il timbro di un halfling estremamente indignato: "Interromperti, Cassee Dannels?" declamo, aprendo le braccia con un gesto teatrale che fa quasi incampanare le mie maniche sproporzionate. "Noi non stiamo interrompendo, stiamo rispondo alla chiamata del Destino!" Faccio un passo verso il tavolo, alzando il mento al massimo delle mie possibilità per guardare tutti dal basso verso l'alto con spietata superiorità. "Se il pericolo ti bracca sappi che non permetteremo che la mano che ci ha dato un tetto gratis venga ritorta o spezzata. Parla! E rivelaci chi è che richiede di essere pestato e calpestato" Rimango lì, a braccia conserte con l'espressione di chi attende che il bardo inizi a suonare la colonna sonora di cotanta presentazione e lo sguardo truce puntato a turno su Jynxar e su Mara, pronto a interpretare ogni loro singolo battito d'ciglia come una velata battuta sulla mia altezza.3 punti
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KotGV - Capitolo 1 - Il mistero di Melmoscura
Come tutti sanno, Daggerford è situata ad un crocevia commerciale molto trafficato, e di conseguenza la Taverna del Fiume Splendente può vantare nella sua clientela un'ampia varietà di persone e di storie. Ciononostante, questa mattinata è particolarmente generosa di personalità variopinte e memorabili, e i pochi avventori presenti al momento racconteranno per diverse settimane le passerelle a cui assisteranno oggi. Il primo a fare il suo ingresso è Jynxar, il quale, forse scambiando il legno della pavimentazione della locanda con quello di un palco, si esibisce nell'ingresso più teatrale mai visto fra queste mura, e si avvicina con grazia a Cassee. I pescatori e i manovali presenti, che di secondo lavoro squadrano e commentano ogni nuovo ingresso nella taverna, sospendono ogni altra attività per incollare i loro sguardi al misterioso figuro e sussurrare i loro giudizi. "Ma come è conciato questo?" "Zitto, deficiente! Ma non vedi come è vestito?? E' sicuramente un potentissimo fattucchiero di Waterdeep, o qualche diavoleria del genere! Se ti sente ti fulmina o ti trasforma in un agone!" "Sì, hai ragione, nessuno sano di mente si vestirebbe in quella maniera, se fosse un semplice avventuriero alle prime armi!" "Ah sì, puoi dir giuro" Anche Cassee alza lo sguardo, all'ingresso di Jynxar, ma lo riabbassa subito sui suoi libri e pergamene. Quando però l'amico di infanzia raggiunge il suo tavolo, l'archeologa risponde frettolosamente: Ehm no, mi scusi, sono occupati, aspet... eh? il mio messaggio? continua Cassee, stavolta alzando lo sguardo interessata e confusa. Ma io ho mandato il messaggio a... seguono alcuni secondi di silenzio meditabondo, al termine dei quali la donna sgrana gli occhi Jynxar?!?! Sei tu? Ma... che ca...volo ti è successo? Come sei conciato? La domanda non ha risposta immediata, però: mentre i due vecchi conoscenti parlano tra loro dopo tanto tempo, un'altra persona fa il suo ingresso nella taverna: Mara non è certo una novità, per gli avventori, ma ogni volta che la ragazza mette piede nella locanda i clienti vogliono essere sicuri che lei sappia quanto il suo arrivo sia apprezzato. "Maraaa! Fammi un sorriso, ti prego!" "Ah fantasticaaaaa!" "Hai visto che cosce? Mio cugino mi ha detto che una volta, con quelle cosce, ** **** *** ****** ******* **** ** **** ******* ******* *** *****..." Questa volta il vociare dei buzzurri bevitori viene placato, o per meglio dire placcato, da Barbara, la mezzorca proprietaria della Taverna del Fiume Splendente. Ma non vedete che è agitata, caproni?! Se non la piantate voi vi pianto io... vi pianto in faccia le mie nocche, altro che le sue cosce! Volendo evitare di finire dalla parte sbagliata delle cosce di Mara o delle nocche di Barbara, la platea si ammutolisce all'istante. Cassee si volta non appena la monaca la nomina, interrompendo l'interrogatorio all'uomo seduto di fronte a lei. Esibisce un sorriso stanco e incerto, e ricambia il saluto. Ciao Mara, oh grazie di essere venuta anche tu! esordisce, cercando di sfiorare con la mano il dorso della mano di Mara. Lui è... Jynxar, un mio... vecchio amico, sì... Jynxar, lei è Mara, una mia... carissima amica. Grazie per essere qui. Ho disperato bisogno di voi, ragazzi, mi dovete... eh che ca**o, pare che vi siate messi tutti d'accordo per interrompermi! conclude infine, quando nuovamente il campanello suona annunciando un nuovo ingresso noto. @Tutti3 punti
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Cap.4 Inseguimento!
2 puntiSnorri Vengo svegliato da Ed per il cambio di guardia, stretto nella spessa coperta di lana mi avvicino al fuoco cercando di tenere lontani l umidita' ed il freddo della notte. La notte passa scomoda e tranquilla, i muscoli e le articolazioni protestano un po', fortunatamente, avanzare in un acquitrino maleodorante mi fa dimenticare in fretta crampi e fastidi. Procediamo spediti guidati dallo strano ragazzino fino ad arrivare sulla cima di una collina dalla quale riusciamo a godere di una buona visuale. Manca ancora molta strada ma, se non altro, sara' difficile perdersi. La concentrazione del momento e' rotta da quello che, da principio, sembra essere il ruggito sommesso di un drago ma che, in realta', si rivela essere solo il mio stomaco che brontola. Sostengo sprezzante lo sguardo dei tre "Beh?...che caxxo avete da guardare? non ve lo diceva vostra nonna che sacco vuoto non sta in piedi?" commento entusiasta all idea di mettere qualcosa sotto i denti2 punti
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Libro 1- La collina dei cavalieri Infernali
Vi avventurate nei corridoi della fortezza, stretti e a tratti claustrofobici. Alcuni dipinti superstiti di Cavalieri Infernali dall’aspetto austero addobbano ancora i muri tra alte e strette finestre che lasciano entrare solamente una luce fioca. Quando aprite la prima porta che trovate sulla vostra destra quello che trovate davanti a voi è un vero disastro. La grande sala oltre il portone è una disordinata via di mezzo tra un formale salone dei ricevimenti e una spoglia rovina. Vecchie armature dei Cavalieri Infernali, ammaccate, rugginose o comunque inservibili sono allineate lungo le pareti nord e sud. Ciascun espositore risulta sbilenco o completamente crollato sul pavimento e a ogni armatura mancano l’elmo, i guanti, gli stivali o qualche altro pezzo. Mobili rotti sono sparsi per tutta la stanza, così come lo sono resti di carcasse di piccoli predatori. Una larga ma sporca striscia di tappeto nero conduce a due grandi porte, una a nordovest e l’altra a sudovest. Segni sulle pareti lasciano intuire dove un tempo fossero appesi quadri di valore o documenti incorniciati. Su ogni parete risalta l’emblema della raggiera di chiodi, scolpita in rilievo in modo analogo a quella al di sopra del portone d’ingresso. Vicino al soffitto, lungo tutta la lunghezza di ciascun muro, è inciso il motto che avevate visto all' ingresso, ma questa volta presentato due volte, una in Infernale e l’altra in Comune: “La barbarie deve essere repressa in terra, casa e mente”. Due esseri simili all' incrocio tra un cane senza peli e un ratto gigantesco riposano nella stanza. Quando entrate vi guardano con sospetto, ma al momento non sembrano essere aggressivi, solo curiosi. Creature @shadyfighter072 punti
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KotGV - Capitolo 1 - Il mistero di Melmoscura
Mhaga Eccomi, arrivo! Arrivo... Entrato repentino in locanda, chiudo la porta d'ingresso con un po' troppa enfasi, le spalle appoggiate ad essa come a volerla sbarrare con la mia piccola ma panciuta persona. Il tempo di tirare due lunghi respiri, tergere il sudore dall fronte, poi riapro brevemente l'uscio per dare un'occhiata ancora all'esterno. Tutto tranquillo... Placato, lascio finalmente la porta per raggiungere gli altri. Scusa Cassee, sono un filo in ritardo lo so, ma poco... Sollevo lo sguardo sulla compagnia e il sangue si gela nelle vene, il viso bianco come un cencio. Anzi, come la porcellana che nasconde il volto dello straniero. E' LUI! No, forse... Forse non è lui. No, non avrebbe senso. Rinfrancato, raggiungo Bastiano e Plin al tavolo con le altre. Salve! Mhaga, al vostro servizio. Rapidamente ordino da bere e mi siedo nel posto dove, spalle al muro, posso tenere sotto controllo tutto il resto della sala. Che si dice? Lo sguardo passa inevitabilmente, rapidamente e continuamente da Cassee alle due sconosciute. DESCRIZIONE2 punti
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I Figli di Za'ia - TdG
2 puntiEle'wa'tu'm Penso che tutti qui capiscono come ti senti, sorella dico con un lieve sorriso abbiamo affrontato molte sfide e molte altre ne affronteremo in futuro. Essere uniti è l'unica cosa che ci permetterà di prevalere sui nostri nemici e portare avanti il sogno di Za'Ia attendo qualche istante per vedere se M'un ha ancora qualcosa da dire prima di riprendere la parola ed è proprio questo che credo che serva al momento, unità, ma con intelligenza. Ognuno di noi ha ereditato delle doti da Za'ia e sarebbe stupido non sfruttarle. Così come sarebbe stupido agire tutti nello stesso modo nuovamente faccio una breve pausa per verificare le reazioni dei miei fratelli e sorelle ci sono molti fronti aperti e sebbene non è possibile affrontarli tutti assieme non è neanche auspicabile concentrarsi tutti su un solo obbiettivo. Propongo di agire assieme, da un lato fermare i pirati e riaprire i commerci e dall'altro iniziare ad affrontare Au'si'be. Senza commerci non possiamo sostenere una guerra ed è giunto il tempo di dimostare ad Au'si'be che che non può più spradroneggiare in questi mari.2 punti
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KotGV - Capitolo 1 - Il mistero di Melmoscura
Sorella Mara Brannor A che cosa mi porterà questo vagare? Una speranza di un posto sicuro? Una tappa per fuggire dai sensi di colpa che la notte mi fanno rigirare nel giaciglio? O semplicemente una speranza di ritrovare quello che ho perduto? Come si fa ad essere onesti con gli altri quando non si è onesti nemmeno con se stessi? Ho sempre creduto di fare le cose giuste, non tanto per me quanto per gli altri, donare il mio corpo per dare piacere, rubare affinché chi non ha cibo potesse mangiare. Si potrebbe definire tutto ciò onesto? Probabilmente no. Ma allora cosa significa davvero? Queste domande mi ronzano in testa mentre cammino per le strade di Daggerford, sento gli occhi degli uomini addosso mentre i miei piedi nudi calpestano il selciato. Indosso la mia tunica rossa di Sune, corta sopra il ginocchio, deliziosamente scollata. Qui posso farlo. Tuttavia è inutile nascondere la verità a me stessa, so perché sto vagando per queste strade. Sono preoccupata per lei. Non la vedo da due settimane. Sparita, dissolta nel nulla così come è apparsa. Ho promesso a me stessa che non mi sarei mai legata a nessuno, solo alla mia dea. Allora perché questo vuoto da quando non la vedo? Scaccio questi pensieri come fossero una mosca fastidiosa. Ho la pancia vuota e la borsa delle monete piange. Devo trovare qualcosa da fare, qualcuno che abbia bisogno di un po' di compagnia e che sia disposto a sborsare per questo. Ma quel che trovo è solo un bambino sorridente che mi consegna una lettera. La prendo e lo guardo con circospezione, ma prima che io possa fare domande, sparisce. Apro la lettera. Poche righe, ma chiare come una giornata estiva. Ed è firmata da lei. In che guaio si sarà cacciata? Sono combattuta. Prima sparisce e ora chiede aiuto? Accartoccio il foglio, se solo avessi un acciarino lo brucerei ma... Il cuore mi batte e prima che la mente possa elaborare cosa fare, le mie gambe si stanno già muovendo verso la Taverna del Fiume Splendente. Arrivata a destinazione apro la porta. L'aria sa di idromele scadente e fumo. Do una rapida occhiata all'interno e la vedo. È lì, seduta tra libri, gli occhi stanchi, due bicchieri davanti. Sta bene... o almeno è quello che credo. Sono alta 1.72 per 78 kg, tonica e formosa. Porto la mia tunica corta rossa di Sune senza maniche, la cintura larga verde con il Sole dorato che mi segna la vita stretta, i bracciali d'oro, il ciondolo a cuore al collo, il bastone da pellegrino con i nastri rossi stretto in mano. Cammino a piedi nudi, con le piante callose che sbattono sul legno sporco della locanda. Ho la pelle color miele caldo olivastra con le lentiggini cannella sul naso e sulle spalle, gli occhi grandi verde chiaro con pagliuzze oro, i capelli neri lunghissimi fino alla vita, mossi e selvaggi con fiori secchi dentro. MARA Ho il cuore che batte e gli occhi lucidi. Mi avvicino. "Cassee!" La mia voce mi esce più dura di quanto voglio, un po' tremolante. Non aggiungo altro. Al suo tavolo c'è già altra gente. Un uomo mascherato parla di un messaggio ricevuto. Un filo di gelosia mi brucia l'orgoglio. Non voleva vedere me ma... c'è qualcos'altro. Rimango in piedi, schiena dritta come una guerriera, bastone piantato a terra, lo sguardo deciso e il volto freddo come una lapide di marmo. Come chi chiede spiegazioni.2 punti
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KotGV - Capitolo 1 - Il mistero di Melmoscura
Jynxar Vethal L’aria greve della Taverna del Fiume Splendente, satura di idromele scadente e fumo di legna umida, viene scossa appena dal leggero tintinnio del campanaccio all'ingresso. Un'ombra scivola all'interno, muovendosi con una grazia teatrale che stona nettamente con il brusio ruvido dei barcaioli e dei viandanti della Costa della Spada. Chiunque si volti a guardare il nuovo arrivato non trova un volto, ma una superficie vitrea e priva di vita. Una maschera di porcellana perfettamente bianca, liscia e senza tratti se non per due profonde fessure scure in corrispondenza degli occhi, cela interamente le mie fattezze. Indosso un'armatura di cuoio rinforzato dai colori vivaci e cangianti , un mosaico di stoffe e pellami che spazia dal viola al verde cupo, coperta solo in parte da un cappuccio scuro. Alla cintura, appese come grotteschi trofei di scena, tre maschere scolpite mostrano espressioni ben più umane e drammatiche: una risata sgangherata, un pianto dirotto e un ghigno di puro dolore. Con passi leggeri, spazzo la sala con uno sguardo invisibile, ignorando i brusii e le occhiate perplesse degli avventori. La mia attenzione si fissa immediatamente sull'angolo più defilato, dove siede la figura nervosa di Cassee. Un attimo di esitazione, quasi impercettibile, blocca il mio incedere: nei miei occhi, dietro la porcellana, passa un'ombra di memoria e nostalgia di fronte ai bicchieri già svuotati e alle occhiaie segnate dell'amica d'infanzia. Ma la mia maschera non tradisce nulla. Avanzo verso il tavolo e mi arresto a un passo da lei, proiettando la mia sagoma variopinta sulle pergamene dell'archeologa. Il palcoscenico è pronto, ma l'attrice ci sembra decisamente in ansia per il primo atto...esordisco , la mia voce non ha il tono di un singolo uomo , risuona modulata, vibrante, con una lieve eco sovrapposta che sembra quasi provenire da più gole contemporaneamente, un coro sommesso nascosto nell'ombra. Abbiamo ricevuto il vostro messaggio, Cassee Dannels. E noi siamo qui. Anche se vediamo che il tempo e la sorte hanno cambiato la forma della vostra recita... esattamente come hanno cambiato la nostra. Facendo un lieve inchino teatrale, sfilo una sedia e mi siedo di fronte a lei, appoggiando le mani guantate sul legno del tavolo e attendendo che il primo sguardo dell'archeologa incontri il bianco totale del mio nuovo volto.2 punti
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KotGV - Capitolo 1 - Il mistero di Melmoscura
Key of the Golden Vault - Capitolo 1 - Il mistero di Lizard Marsh L'onestà è uno dei concetti più soggettivi che esistano. Per qualcuno è un'istituzione, una via immutabile scolpita nella solida pietra il cui abbandono condurrebbe a perdizione e catastrofe certa. Per altri, invece, l'onestà è un lusso che si può concedere solo chi ha la pancia sempre piena, un tetto sopra la testa o una noiosa mancanza di ambizione, e... immaginazione. Per la maggior parte delle persone, diciamocelo, l'onestà somiglia forse più a un blocco di argilla: la sua forma e la sua interpretazione vengono plasmate, modellate a seconda dell'occasione e della necessità. Ciò che un mercante chiama "legittimo profitto" è, agli occhi di un contadino affamato, un furto legalizzato. Ciò che un guardia cittadina definisce "rispetto della legge" è spesso soltanto la difesa di un editto ad personam creato da un potente disonesto, per garantire il proprio modesto salario di tutore della legalità. Per ciascuno, la verità ha una sfumatura diversa, modellata sui debiti da pagare, sulle ambizioni sviluppate da ragazzini o sulle delusioni che segnano la pelle come vecchie cicatrici. In un mondo in cui persino i re mentono nei trattati e le divinità pretendono tributi per concedere il proprio favore, chiedersi cosa sia "giusto" diventa un mero esercizio accademico. Gli unici valori oggettivi sono forse la sopravvivenza e la ricerca del potere, e chiunque abbia mai camminato nel fango o abbia desiderato spasmodicamente qualcosa che non ha, sa bene che non esiste un solo uomo al mondo le cui mani siano completamente pulite, se non chi non ha mai avuto l'occasione di sporcarsele. L'aria di Daggerford questa mattina d'autunno sa come al solito di nebbia, pesce essiccato e letame di cavallo. Incastonata lungo la rotta della Via dei Commerci, la città si presenta come un compatto bastione di pietra e legno scuro, dove il frastuono dei carri dei mercanti copre costantemente il vocio di una popolazione sempre in movimento. Non ha sicuramente la magnificenza dorata di Waterdeep, né fortunatamente la cupa spietatezza di Baldur’s Gate, ma Daggerford ha abbastanza abitanti da creare un buon numero di opportunità, senza imporre un rigido controllo ai suoi cittadini come le due metropoli. Tra le sue mura risuona spesso l'eco del Fiume Splendente, una locanda a due piani dall'aspetto solido e l'atmosfera caliginosa. Un tempo rifugio per i barcaioli di passaggio, il locale è divenuto con gli anni un punto d'incontro ideale per chiunque abbia un affare informale da concludere; le sue travi di quercia, annerite dal fumo del camino, e l'odore penetrante di idromele a buon mercato offrono un buon riparo da sguardi troppo curiosi. In un angolo del tavolo più defilato della locanda, avvolta in un mantello da viaggio di pregevole fattura che tradisce le sue origini agiate, siede Cassee Dannels. L'archeologa ha lo sguardo fisso sui suoi libri e le occhiaie di chi quei testi li sta studiando da tanto tempo e ininterrottamente. I suoi gesti rapidi e nervosi e i due grossi bicchieri di liquore sul tavolo a quest'ora del giorno tradiscono un'ansia male celata, mentre continua a lanciare fugaci occhiate verso l'ingresso a ogni tintinnio del campanaccio sopra la porta. Ha un problema serio tra le mani, una storia a cui probabilmente nessuno sano di mente crederebbe sul momento, e il disperato bisogno di persone dai principi abbastanza flessibili da aiutarla a risolverlo. @tutti1 punto
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Libro 1- La collina dei cavalieri Infernali
Liriel Thalavar Le stesse sensazioni provate all'esterno si manifestano anche all'interno di questa costruzione, il posto sembra un cimitero. Percorriamo il lungo corridoio ma quando apriamo una delle porte ancora quella scritta, ma questa volta ne comprendo il significato in quanto è scritta in comune. Faccio un respiro riflettendo sulle barbarie fatte alla natura ma non è il momento di vaneggiare, ci sono due animali nella stanza. Mi sposto in prima fila e li osservo. "Sono cani goblin! Generalmente non sono aggressivi ma attenti alla saliva e alla loro forfora, potrebbe causarvi fastidiose irritazioni e prurito, solo i goblin ne sono immuni! Evitate di farvi mordere!" Mi accuccio un po' ed apro i palmi per mostrarmi amichevole con loro, senza fare movimenti bruschi, ed osservo attentamente le loro reazioni per capire se sono amichevoli o ostili. AZIONE1 punto
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Cap.4 Inseguimento!
1 puntoSilas detto "Cenere" Grazie a Narcyssa mi riprendo, mi butta anche la coperta addosso sicché il gelo notturno può ben poco sulle mie magre carni. Il giorno dopo riprendiamo il cammino verso Sud, in coda al gruppo resto sempre in silenzio avvolgendomi nel mantello e tirando su il cappuccio per proteggermi. Avvistata la rocca, prendiamo quella direzione fino a quando lo stomaco di Snorri non ci ricorda che dobbiamo fare una pausa. In effetti anche io ho fame, ho sempre fame. Mi avvicino ad un ammasso di rami e legno immersi nell' acquitrino . Si...si ...ho capito papà, me lo stai ripetendo da un'ora!!! Esclamo parlando da solo, dopodiché poggio la mano sul legno. Fili di nebbia e sostanza eterea partono dalla mia mano e vanno ad infondersi nel legno e poco dopo quel legno si trasforma in una pedana di circa tre centimetri di spessore, due metri per lato, con piccoli piedistalli di 15 centimetri per staccarsi dal fango gelido della palude. Al centro della pedana, un cubo di legno 20 per 20 centimetri, pronto per essere accesso come fuoco da campo. Co..così po-possiamo stare asciutti. No-non sono riuscito a fa-fare il tetto... Dico ai tre del gruppo, sedendomi sulla base solida . DM1 punto
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Ti concentri per un istante, richiamando la debole ma pura scintilla divina che risiede ancora nel tuo corpo di carne. Canalizzi l'incanto di Cura Ferite Leggere, avvertendo un calore rigenerante che scorre lungo la guancia graffiata e sul dorso della mano sinistra. Davanti ai tuoi occhi, il taglio sullo zigomo e i solchi degli artigli sulla pelle si rimarginano rapidamente, lasciando solo una sensazione di leggera freschezza dove prima bruciava il veleno di Baator. Nibble, rimasto accovacciato sul piedistallo di pietra, solleva le grandi orecchie rotonde al sentire le tue parole. Le sue lunghe vibrisse dorate fremono e il Nezumi guarda prima il suo bastone nodoso, poi la tua figura celestiale, visibilmente colpito dalla tua inaspettata offerta di protezione e dalla promessa di una vita lontana dalla lordura dei moli. Nibble... Nibble ci pensa, Eladrin sussurra il topo, abbassando il muso sul petto con insolita umiltà. Nessuno offre mai cibo o tetti caldi a Nibble senza chiedere in cambio sangue o anime morte. Nibble ci pensa, sì, sì. Il topo scuote poi la testa per scacciare la serietà del momento e batte una zampa artigliata contro la superficie metallica del forziere. Ma il capo Zephyr ha detto che non dobbiamo aprirla qui! No, no. Il ferro nero è fatto per tenere le cose chiuse. Zephyr vuole la cassa intera. Se la apriamo qui, la magia selvaggia che c'è fuori potrebbe infilarsi dentro... o quello che c'è dentro potrebbe saltare fuori e mangiarci i piedi! Nibble dice che è meglio portarla via intera. Dalle pieghe del tuo mantello, la piccola fatina fa capolino, sollevandosi in volo a pochi centimetri dal tuo orecchio con un frullo d'ali leggerissimo. La sua minuscola figura sprigiona una polvere lucente che brilla nell'oscurità della cantina allagata. Vola sopra lo scrigno, studiando le borchie di ferro profondo e il sigillo del vento inciso sul coperchio, prima di sussurrarti la sua diagnosi con quella voce simile a campanelli d'argento. Silyndor, il brutto topo ha ragione... Non toccare la serratura. Sento che questa cassa è circondata da un sottile velo di magia dormiente. Non è una trappola che vuole farti del male, ma è un sigillo di contenimento legato all'aria. Se provi a forzarla o ad aprirla senza la giusta combinazione o i giusti strumenti, l'aria intrappolata dentro esploderà verso l'esterno come un piccolo ciclone furioso, e distruggerà tutto quello che c'è in questa stanza. Dobbiamo portarla via così com'è. Lo scrigno di ferro nero è pesante e freddo, parzialmente sommerso dall'acqua fangosa ma stabile sul suo piedistallo. Il silenzio della torre di Vane è tornato assoluto, ma sapete che la barca del marinaio muto vi attende alla banchina e che ogni minuto passato in questa palude allagata aumenta il rischio che le anomalie della Trama si risveglino o che in qualche modo facciano aprire lo scrigno...1 punto
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Cap.4 Inseguimento!
1 puntoDM Lunedì 25 novembre 764 - mattina [Nelle vicinanze delle Paludi Nebbiose - zona imprecisata] La notte passa senza problemi, vi risvegliate però infreddoliti dalle temperature rigide. TS VS freddo CD 15 Silas 22-> passato Narcyssa 24 > passato Snorri -> appena scrive su TG aggiorno Edwarf -> appena scrive su TG aggiorno Vi dirigete a sud come vi ha suggerito lo spirito: camminate a metà della vostra velocità normale, dato il territorio che si fa pian piano più difficile e paludoso.. non vedete alcun sentiero, solo arbusti sparsi e qualche albero qua e là; dalle nuvole basse non passa un raggio di sole che sia uno. Tutto sembra tristemente abbandonato a se stesso ovunque i vostri occhi osservino. A volte vi pare di girare in tondo e ripassare gli stessi luoghi, forse sono solo molto somiglianti. Qui sembra tutto uguale! Poi, dopo circa 2 ore di cammino, una collina più alta vi dà la possibilità di spaziare più avanti.. e la vedete! La Rocca. In piccolo eh, ovviamente. Nulla è semplice in questo posto. Immagine palude + rocca Immagine La nebbia abbraccia tutto e non vi consente di vedere cosa si nasconde sotto i vostri piedi, ogni passo può finire nel fango, nell'acqua o contro una radice che fuoriesce dal terreno. Però almeno da qui sapete che se tirate dritto arrivate alla Rocca senza perdervi. Lunedì 25 novembre 764 - mezzodì, forse [Paludi Nebbiose - zona imprecisata] Ad un tratto sentire un rumore sordo che dura pochi istanti, ma dato che state tutti sul chi va là vi fermate a tendere l'orecchio. Di nuovo quel rumore, sembra molto vicino. Poi di nuovo, ma questa volta più lungo ancora. Tuttavia tirate il fiato, non c'è da preoccuparsi, è solo lo stomaco di Snorri che si sta incàzzando. Dovreste fermarvi, tutti quanti avete bisogno di una breve sosta, e state per entrare nella zona con più paludi di prima.. forse Silas potrebbe chiedere di nuovo consiglio agli spiriti1 punto
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Topic di Servizio
1 puntoE io sono curioso di sapere cosa dirai quando saprai chi è la MIA PG... Non uso solo PG maschili sai? Ma è di mentalità aperta non preoccuparti...1 punto
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Dark Sun 2027: il cellophane c'è, le catene no
viviamo in un tempo di oscurantismo culturale. Dark Sun mi ha sempre intrigato come ambientazione e speravo in una nuova edizione da anni. Il tuo bell'articolo però ha ucciso la scimmia. Ditemi voi se non avendo l'edizione precedente come paragone la nuova linea editoriale meriterà.1 punto
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Capitolo 3 - La valle perduta di Hutakaa (parte 7)
Vassilji Il giovane si trattenne dal dare una pacca a Rhal, per non far pensare a chi avesse visto che l'elfo concedeva troppa confidenza a un umano. «Ha ragione Arn. Questa volta ti tocca fare il capo, Rhal». Si rivolse agli altri compagni. «Suggerisco che noi altri ci si descriva come 'la sua squadra'. Se il committente è un elfo o ci manderà in territori elfici, sarà meglio che ci considerino attrezzi utili per Rhal piuttosto che effimeri umani alla pari con lui. Potremmo essere più tollerati».1 punto
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Topic di Servizio
1 puntoSi il formato va bene . alla nostra avventura si uniranno anche @HITmonkey e @Monkey77 cominceremo con calma quando avro tutti i bg e le schede , senza fretta ovviamente.1 punto
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Cerco PBF D&D 5e – Regole 2024
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Il destino di Bonnie
1 puntoPulisco la gola con un grugnito di frustrazione perché il mio spadone ha colpito solo la roccia, facendo saltare una pioggia di scintille verdi nel buio. La Vergine Cruenta trema tra le mie mani fasciate d'azzurro, quasi come se si stesse lamentando per il colpo andato a vuoto, mentre quei bestioni mi circondano urlando e agitando il ferro pesante. Schivo i loro colpi lenti e rozzi muovendo i piedi con la stessa agilità di quando scendevo di corsa i ghiaioni della montagna. Sento solo una gran botta sul fianco, un dolore sordo che mi lascerà un bel livido violaceo sotto il giaco di maglia, ma i miei muscoli duri come radici di ferro non cedono di un millimetro. Guardo con gli occhi spalancati Todd che, con una mossa da vera faina, si infila tra le gambe di uno di loro e gli pianta una lama dritta nel cervello, mentre Marcus riesce a rimbambire l'altro porco con la sua magia da stregone. Ma dalla porta a sud ne spunta subito un altro, grosso e arrabbiato, con un altro mazzafrusto che gira nell'aria. Sembrano formiche che escono da un formicaio calpestato. Todd, sei un fulmine! Marcus, continua così che quel brutto ceffo si è incantato come un allocco! Urlo con la mia parlata lenta, senza farmi prendere dal panico. Faccio solo un piccolo passo di lato per piantarmi ancora meglio con gli stivali sui sassi, mettendomi proprio in mezzo tra lo gnomo ferito e quelle bestie per fare scudo col mio corpo e con le ali di luce azzurra. Prendo di nuovo la mira su Krugh, l'orco che ha ancora quel ghigno bestiale sulla faccia. Papà Gideon diceva sempre che se un cacciatore manca il primo colpo con la scure e l'orso gli ringhia in faccia, non deve mettersi a piangere o scappare, deve solo stringere i denti, guardare la carne morbida e tirare il secondo colpo ancora più forte! Metto tutta la rabbia che ho in corpo in questo nuovo attacco. Impugno la Vergine Cruenta con tutta la forza che ho nelle braccia e sferro un fendente violentissimo, un colpo brutale dall'alto verso il basso diretto a spaccargli la spalla e il petto a metà, decisa a farlo tacere una volta per tutte prima che l'ultimo arrivato si metta in mezzo. @1 punto
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Il Tempo dei Perduti
1 puntoAkseli "Perdonami Valerius" alzandomi in piedi, porgendo la mano in segno di scuse e chinando il capo "questo era solo un test: se avessi rifiutato di sottoporti all'incanto avrei avuto di che dubitare della tua buona fede, mentre invece ti sei dimostrato aperto e mi hai dimostrato che ciò che dici è più che vero e non nascondi altri fini.. e l'hai anche dimostrato ai miei compagni" La dico con costrizione nel volto, e malcelato rammarico. Non sono avvezzo a questi mezzi per sondare le intenzioni altrui ma ha funzionato. "Vale per me quanto detto prima, il nostro obiettivo è quel luogo, ti considero parte del gruppo e sono felice di condividere con te il viaggio"1 punto
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01. La rovina di Daggerdale
1 puntoThorne "..ma chi diamine sono questi tizi? O 'cosa' sono.. forse è meglio.." chiesi agli eruditi del gruppo, una volta che le creature cedettero il passo di fronte ai colpi. "E tu.." rivolto a Tanith "..vieni che ti rattoppo quella ferita che non mi piace per niente. Fammi controllare che qualche benda ce l'ho ancora qui nello zaino, memore della sventura di Rollo" Curai la ferita dell'elfo come potevo, dopotutto in quel posto non avevo a disposizione un ospedale da campo! Tiro per curare risultato 14. PF curati=2 "Bene, questo dovrebbe tenere, anche se non sei proprio in forma almeno puoi continuare.. nelle retrovie" raccolsi la torcia che avevo lanciato e mentre ne controllavo l'integrità mi rimisi lo scudo nell'altra mano libera, pronto a seguire.. come sempre.. Rollo.1 punto
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Libro 1- La collina dei cavalieri Infernali
Liriel Thalavar Annuisco a Rodrigo. "Sì, credo che non sia un caso! Insieme a quelle piccole impronte ce n'erano anche di più grandi!" Rispondo. "Tuttavia hai ragione! Non corre buon sangue tra bugbear e goblin, quindi procediamo all'interno! Saremo meno esposti." Le mie parole confermano che sono d'accordo con quanto proposto da Rugdush, lo seguo a un passo di distanza, pronta a intervenire qualora dovesse presentarsi qualcosa di rischioso e pericoloso. AZIONE:1 punto
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Capitolo 4 - Londra 1923: Les Fleurs Du mal
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Libro 1- La collina dei cavalieri Infernali
Rugdush Vulag Oramai siamo dentro direi di proseguire da qui. Posso andare per primo e fare da apri pista se vi dò il segnale seguitemi Avanzo guardingo e provo ad essere il più silenzioso possibile, per quanto oramai se ci fossero altre creature sapranno sicuramente di noi magari non sanno la posizione esatta al momento1 punto
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Beyond the Pale
1 puntoJosek Lasczarny "Dobbiamo aiutare Rivka! Parlare dopo! Dopo!", dico, ad alta voce, estremamente preoccupato.1 punto
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Vampiri la Masquerade 6a edizione
Considera però che del setting sappiamo poco o nulla... anche se le discipline di alcuni clan hanno già fatto storcere il naso. È questione di pochi giorni fa il nuovo dev diary in cui in sintesi è stato detto "abbiamo capito cosa vi è piaciuto e cosa non vi è piaciuto del pacchetto alpha. Toglieremo il sistema Drama." Di più non si sa, ma la nuova demo dovrebbe essere a Novembre. Il problema è questo: la community si è spaccata tra edizione V20 e V5. Io sono campo V20 per ovvi motivi, ma capisco alcuni dei cambiamenti della V5 (che però sono cambiamenti di regole che vengono da Requiem, tipo, uno a caso davvero, non avere l'aspetto come un attributo di gioco). Retconnare tutto V5 è come retconnare i Forgotten Realms dopo il casino della 4a edizione, quindi ci vedo poco scampo. Devi giustificare: Un botto di Anziani che vengono richiamati verso il medio oriente per le guerre di Gehenna. Anzi, prima era in medio oriente, poi queste guerre si sono "sparse" per il globo nei manuali successivi (retcon in corso o semplice metaplot?). Magari servirebbe anche spiegare cosa effettivamente sia successo e perché, ma probabilmente non verrà fatto, come non è stato fatto effettivamente durante la quinta edizione (che è durata quasi dieci anni, mica pippi). La mia speranza è che giustifichino queste guerre di Gehenna con l'ipotesi (già nominata in vecchi manuali) che la Gehenna non sia un evento unico, ma un frequente ripulisti di vampiri ogni tot, come avenne con l'inquisizione nei Secoli Bui. E via. Tutti i clan legati alla Morte che si alleano in un unico Clan (e non fazione: proprio Clan). Dall'alpha già pare che questa alleanza non sia durata, visto che si parla solo di Giovanni e non di Hecata. Il Sabbat che torna dalle diverse guerre di Gehenna per il globo dopo aver abbandonato le proprie città. Lo scisma di: Tremere (4 casate), Banu Haqim, Setiti e Lasombra. I Baali che sono stati retconnati in un gruppo di vampiri di qualunque clan che ha evocato demoni e che è stato posseduto a sua volta. C'è del lavoro da fare.1 punto
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KotGV - Capitolo 1 - Il mistero di Melmoscura
Don Bastiano Ce' da dire che, fin ora, il nostro non è stato un ritorno glorioso, né particolarmente dignitoso, ma almeno avevamo un tetto sopra la testa: il vecchio magazzino che Cassee ci aveva procurato. Un posto polveroso, un po’ umido, ma tranquillo. E soprattutto gratuito, cosa che per noi vale più dell’oro. Dopo quel regalo inaspettato pero' Cassee non si è più fatta vedere né una visita, né un messaggio, né un “state attenti a non far crollare il soffitto”. Sono passate ormai un paio di settimane e la noia sta diventando piu pesante dei nostri borselli e quella mattina mattina, mentre stavo cercando di convincere il mio stomaco che sì, il pane raffermo è ancora pane, qualcuno ha bussato alla porta. Un bambino del quartiere, con quel sorriso furbo che solo chi vive per strada può permettersi, ci ha porso una lettera. “Ho urgente bisogno di voi. Per piacere, raggiungetemi appena possibile alla Taverna del Fiume Splendente. Cassee” Non so in che guaio si sia cacciata, ma se Cassee scrive “urgente”, allora è davvero urgente. Dopo una rapida consultazione , che nel nostro gruppo significa tre minuti di discussione e cinque di lamentele , abbiamo deciso di muoverci subito. La Taverna del Fiume Splendente… il luogo dove l’abbiamo incontrata la prima volta. Dove tutto è iniziato. Il Fiume Splendente appare all’angolo della strada come un vecchio guardiano di pietra: una locanda a due piani, solida, massiccia, con le travi di quercia annerite dal fumo che sporgono come costole di un animale antico. Le finestre sono appannate, e dietro il vetro si intravede la luce tremolante del camino. L’odore di idromele a buon mercato arriva fino alla strada, pungente e familiare, come un invito a dimenticare i problemi per qualche ora. Una volta all interno noto la nostra amica in un agolo in compagnia di due strani individui, una donna in abiti succinti e un tizio mascherato. Mi avvicino al tavolo salutando la nostra amica e i suoi strani ospiti "Che il Passolesto ci guidi, e che le sue dita veloci tengano lontani i guai… almeno finché non siamo pronti ad affrontarli!" Descrizione1 punto
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Servizio Mano Rossa
1 puntoIn verità sono anch'io piuttosto full, come sempre d'altronde. Però mi manca Celine e tutto il gruppo... A presto spero.1 punto
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Di ritorno dall'esilio
1 puntoBentornato, sono contento di sapere che ti è rimasta la passione per i GdR e la voglia di tornare nella nostra community1 punto
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Capitolo 1. da Bögenhfen ad Altdorf
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
DM Re Boia, orgoglio della tradizione goblin, è considerato da molte razze un tabù. Fonte di indicibile dolore grazie alla creatività fornita alle sue figure dominanti, tale strumento di coercizione è stato considerato contrario ai principi di rispetto dalla vita da parte di tutte le divinità buone e neutrali… e perfino qualcuna malvagia, che testualmente lo ritengono “Troppo ripugnante anche secondo i nostri metri di giudizio”. Quello che Rerrid subisce è quindi sia un onore che un dolore, la urla del nano che rieccheggiano per le segrete tra pianti, grida di strazio e promesse di vendetta. Donkey si impegna, questo bisogna riconoscerlo, ma vuoi l’essere stato più spesso re che boia o schiavo, la sua tortura non riesce a raggiungere gli apici che sperava di tirare fuori. D’altro canto i nani si sa, sono duri come la pietra e Rerrid, ansimando come un rinoceronte sfiatato, riesce a resistere, la gola secca dopo aver urlato, ma senza aver spifferato altre informazioni. Alla fine egli sviene, per il dolore, lasciando l’assassino a mani vuote ma con il divertimento di essersi preso una notevole vendetta sull’infingardo ex Anziano. Un maggiore successo lo ottiene Burt, ma d’altro canto Persimmon è uno spirito molto più affine di Rerrid Se sarà vostra intenzione confrontarvi con il Signore del Fuoco, posso accompagnarvi spiega E’ possibile che riesca a evitare che le guardie vi uccidano a vista, poiché essi sono nati dallo stesso elemento che servo: mephit, salamandre, elementali, creature che si prostrano al cospetto del Signore del Fuoco e cercano sempre di compiacerlo con ricchi doni, in quanto egli è assai facoltoso ella storce appena un labbro Il tuo potere è palpabile, ma potrà rivaleggiare con quello del mio patrono? Questo non lo so dire. Se non altro Burt è anche l’unico ad accogliere il povero Ksyban, il quale come veggente si trova ben presto a scoprire come effettivamente una attività di vendita armi sia disponibile. Dall’insegna ritinteggiata col sangue, la Forgia della Pietra offre ai goblin uno sconto del 50% e la possibilità di carezzare la testa dell’ex proprietario, il nano Turnaug, infilzata su una picca all’ingresso come monito alla conquista compiuta dagli orchi durante il sacco della città. La nottata passa tra scoperte, torture, nuovi incontri e promesse per il futuro. E per gli abitanti di Rastor il giorno dopo porta sì la novità di un nuovo governo, ma anche un odore terribile alle narici. Un incendio? Un branco di otyugh? Un tarrasque che ha defecato in piazza? No, purtroppo di peggio. Yarew, il taverniere della Loggia Grigia, sta imbastendo un banchetto senza precedenti, mentre uno striscione fatto a mano con un vecchio lenzuolo pulcioso e con una scritta fatta con la pece reca il messaggio BENVENUTI GOBBLIN (lo ha scritto una delle cameriere del locale, mezza analfabeta) Il banchetto di benvenuto E mentre vari villaggeri iniziano a sciamare sulla prospettiva di un pasto gratuito, per quanto le portate contino principalmente zuppa, zuppa di fagioli, zuppa di scarpa, brodo di pane, ceci ammollo e cavolo bollito (Yarew evidentemente ha cercato di fare un po' di cresta sulla spesa) i goblin devono anche venire incontro alle tante possibilità che si parano di fronte a loro. E decidere dove si consumerà il loro destino nell’immediato. X tutti1 punto
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Libro 1- La collina dei cavalieri Infernali
Liriel Thalavar La frustrazione per i fallimenti precedenti viene spazzata via in un attimo quando i miei artigli lacerano la carne della bestia. Non infliggo un colpo mortale, ma è Rugdush a farlo con un'arma che, sebbene abbia già usato, suscita in me un senso di inquieta curiosità. "Hai fatto la cosa giusta! Non avrebbe esitato a riservarci lo stesso destino." Ammetto con un pizzico di vergogna: "Non sei stato l'unico a perdere il controllo." Guardo il cielo, la tempesta che minacciava di riversarsi su di noi sembra smorsarsi, non è casuale, rivolgo un sorriso ad Ash. Entro per ultima nella stanza che fu della bugbear. Senza troppe cerimonie riferisco ciò che ho visto prima che lo scontro imperversasse. "Ho trovato delle tracce. Tra di esse erano visibili delle orme di halfling. Riposiamoci e, se siete d'accordo, riprenderei la marcia in quella direzione."1 punto
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KotGV - TdS
1 puntoSi comincia signori! A breve pubblico il primo post dell'avventura. Un paio di considerazioni per i vostri post: - preferirei tempo presente, almeno siamo tutti uniformi e credo sia meglio del passato per descrivere i passaggi concitati che ci potrebbero essere - parlato in grassetto, descrizione normale, pensieri in corsivo - Tiri di dado: cosa preferite? Che voi mi postate in spoiler quello che volete fare e faccio io i tiri, oppure che tirate voi e mi postate anche il tiro ottenuto? Io vi do totale fiducia a riguardo, ma preferirei usare questa opzione solo se siete tutti d'accordo1 punto
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Topic di Servizio
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[Ambientazione] Il Mondo di Greyhawk
L'idea è di avere la scatola come l'originale. Contenuto: i due libretti, il compendio dei mostri, la mappona, il glossario bilingue. Vediamo se si riesce a realizzare. Sono ottimista.1 punto
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Dark Sun 2027: il cellophane c'è, le catene no
Ironico come, tra le tante ambientazioni, sia proprio Athas quella che finisce annacquata....1 punto
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Dark Sun 2027: il cellophane c'è, le catene no
Il personaggio che ricordo meglio dei miei anni ad Athas non era nemmeno mio. Era un mul gladiatore che si chiamava Corda, e il nome non aveva nessuna ambizione epica: Fabio l'aveva scritto sulla scheda perché era il cane di sua nonna e non gli veniva in mente altro. Corda aveva i polsi segnati dai ceppi, tredici punti ferita e un padrone di nome Ekrus che ci aveva noleggiati a un mercante di Balic per scortargli otto casse di sale. Alla terza sessione Fabio ha chiesto se potesse comprarsi la libertà. Il master ha sparato una cifra lì per lì, quattrocento monete di ceramica, e per i quattro mesi successivi quella cifra è stata l'unica trama di cui al tavolo importasse qualcosa a qualcuno. Nel febbraio 2027 Athas torna. Circa cinquecento pagine, due manuali più un Player's Handbook in edizione limitata, un Psion completo dal primo al ventesimo livello e, per la prima volta una intera ambientazione di D&D, il bollino M for Mature: scatola incellofanata ed etichetta di avvertimento sopra. L'executive producer Greg Bilsland l'ha raccontata alla stampa con evidente soddisfazione, promettendo sangue e nudità in dosi tali che, testuale, "the lawyers told us we had to shrink-wrap it and put a warning on it", e descrivendo un mondo dove il drago ti lascia spiaccicato nella sabbia con le ossa e le viscere sparse intorno. Benissimo. Peccato che, in un’altra intervista raccolta alla Gen Con, Bilsland abbia aggiunto: "You don't have to have slavery in a setting in order for it to be oppressive. There are other forms of oppression out there." Tradotta dal legalese aziendale, suona più o meno così: viscere sì, nudità si, ma i ceppi con giudizio. Le persone erano l'unica cosa che ad Athas non scarseggiavaPrima di discutere se sia un bene o un male, conviene ricordare che cosa si sta ridimensionando, perché la conversazione sta già scivolando sul terreno comodo dei "temi sensibili", dove tutto diventa una questione di parole da smussare e nessuno deve più rispondere della struttura che ci stava sotto. Athas è costruita su una scarsità sistemica. Il ferro è così raro che le monete sono di ceramica e le armi decenti sono d'osso o di ossidiana. L'acqua la razionano i re-stregoni. La magia arcana, praticata in un certo modo, si consuma il terreno intorno a chi la lancia. In un mondo così l'unica risorsa che il potere può permettersi di trattare come abbondante sono le persone, ed è esattamente quello che succede. Togliere quel pilastro e tenersi il resto è un'operazione da ristrutturazione fai-da-te. I mul, ibridi umano-nani, nascono da un incrocio pianificato per ottenere forza e resistenza, e finiscono nelle miniere e nelle arene. Le arene sono il centro sociale delle città-stato, con schiavi a combattere e, per onestà, anche professionisti liberi entrati volontariamente per soldi e fama. Le tribù di schiavi fuggiaschi arrivano a costituire un intero tipo di insediamento, con tanto di supplemento dedicato, DSR1 Slave Tribes, febbraio 1992, a firma di Bill Slavicsek. Una precisazione la devo, perché in giro circola parecchia mitologia. L'Alleanza Velata non era un'organizzazione abolizionista: proteggeva i preservers e combatteva defilers e re-stregoni, e se liberava qualcuno lo faceva strada facendo. I templari, quelli sì, sono l'apparato che rende governabile un'economia in cui la manodopera si assegna d'ufficio, e i manuali su questo sono documentatissimi. Urik, ovvero la schiavitù con il modulo da firmareLe dichiarazioni chiave di Bilsland “You don't have to have slavery in a setting in order for it to be oppressive” “There are other forms of oppression out there.” He gave the example of Urik, a city in Dark Sun that controls one of the leading armies in the region. That’s because the leadership regularly presses people into military service, or convinces the poor to give up their freedom for a chance to survive. Dopo la risposta di Bilsland, l’articolo porta come esempio Urik: nel resoconto del giornalista, il potere locale arruola regolarmente la gente con la forza oppure induce i poveri a rinunciare alla libertà per sopravvivere Rileggetela con calma. Leva forzata, più poveri che cedono la propria libertà in cambio di una possibilità di sopravvivere, in un mondo dove l'alternativa concreta è morire di sete. Non sto dicendo che sia giuridicamente la stessa cosa, perché non lo è, e chi fa l'equazione secca sta barando: la coscrizione obbligatoria esiste in un mucchio di società che nessuno si sognerebbe di definirle schiaviste. Sto dicendo che il rapporto di forza descritto è identico e che a cambiare è soltanto la casella. Sotto il lessico lucidato, insomma, la transazione è quella di sempre. E la difesa di Wizards, arrivati qui, riguarda più il vocabolario che il meccanismo: il prodotto vuole esibire brutalità adulta in copertina e, con lo stesso gesto, sostituire il nome storicamente più chiaro del dominio con una perifrasi presentabile. Nessun re-stregone di Athas avrebbe partorito una vigliaccheria lessicale così raffinata; per quella serve una riunione editoriale con l'ufficio legale collegato in videoconferenza. Il guaio è che hanno cancellato anche la vittoriaLa parte più buffa di tutta la faccenda è che il Dark Sun classico era antischiavista fino alle didascalie. Le catene stavano lì per essere spezzate, e il primo modulo della linea lo diceva già dal titolo. Freedom, sigla DS1, David Cook, gennaio 1992. I personaggi vengono catturati e messi a lavorare al cantiere della ziggurat di Kalak insieme agli altri schiavi. Nel finale, mentre il re-stregone completa il rituale, si scatena il caos e il compito dei PG è portare fuori dall'arena più gente viva possibile. La congiura vera, quella che ammazza Kalak, la conducono Rikus, Agis, Neeva, Sadira e Tithian, cioè i PNG del romanzo. Il difetto di quel modulo non era aver mostrato le catene: era aver lasciato ai giocatori la fatica e agli altri l'azione. Ma la cosa orribile serviva a rendere leggibile l'atto eroico. Adesso nelle interviste si parla di storie mature su oppressione e tirannia, di gente che ha voglia di ribellarsi a qualcosa. Bene, e contro chi esattamente? Se marginalizzi la schiavitù di massa come linguaggio dell'oppressione, l'antagonismo lo devi ricostruire altrove e con lo stesso spessore, altrimenti la libertà resta una parola sulla quarta di copertina e la ribellione una postura. Delle meccaniche, per ora, si sa che le ferite saranno più brutali e le cure meno efficaci. Non è stata pubblicata nessuna tabella, non sono stati annunciati modificatori ai punti ferita, e l'unico esempio concreto di oppressione alternativa che l'azienda ha messo sul tavolo è quello del servizio militare forzato citato sopra. Brink aveva un pezzo di ragione. Adesso la parte che a un vecchio nostalgico costa fatica; quindi, la scrivo prima che mi passi la voglia. Nel febbraio 2023, in un'intervista al canale Bob the World Builder, Kyle Brink disse che Dark Sun è "problematic in a lot of ways" e che gli standard attuali dell'azienda rendono difficilissimo restare fedeli al materiale originale. Fu accolto malissimo, anche da me. Aveva un pezzo di ragione, e adesso ve lo consegno. Noi, ai tavoli degli anni Novanta, la schiavitù ad Athas non la giocavamo affatto. La usavamo. Il mercato degli schiavi era il posto dove il gruppo andava a comprarsi il mezzo-gigante da mettere in prima fila, nessuno ci vedeva niente di strano, e gli schiavi liberati alla fine di Freedom valevano quanto gli orchetti ammazzati nella sessione precedente. Il materiale d'epoca, poi, aiutava poco a fare di meglio, e lo dico da uno che quei manuali li ha ancora in cantina: ti dava le tabelle d'incontro e i listini dei prezzi, e quasi mai una scena in cui uno schiavo avesse un nome. Fin qui il pezzo di ragione, e il bollino 18+ è pure una scelta commerciale coraggiosa in un'industria che campa di famiglie sedute al tavolo la domenica pomeriggio. Un Psion completo, se lo fanno come si deve, vale da solo il prezzo del biglietto. Quello che non mi va giù è il resto della lavorazione. Wizards racconta di aver investito "more deeply" nei sensitivity reader proprio per questa linea, "knowing the challenges it faces", e la frase è più pesante di come suona, perché descrive un pezzo di filiera in cui qualcuno viene stipendiato per stabilire in anticipo che cosa un lettore adulto può reggere. Athas è un pianeta inventato con due lune, dove la gente si accoltella per un otre d'acqua. Non è un documento storico, non è un sussidiario di educazione civica, non è la testimonianza di nessuno. La finzione violenta esiste da Omero in avanti e serve esattamente a guardare da vicino le cose che nella vita vera non reggeresti, con la garanzia che sono di carta. Chi quella garanzia non se la sente ha una via d'uscita che non costa niente e consiste nel lasciare il manuale sullo scaffale. Sulla scatola c'è già scritto tutto il necessario, e la soglia è diciotto anni. Il punto è che la prudenza risolve un problema di rappresentazione e ne apre uno di scrittura. Se il male non ha più un nome preciso, gli eroi non hanno più un bersaglio preciso, e ti ritrovi con un mondo che chiede scusa prima ancora di esistere. Chi comprerà questa robaVenderà, ovviamente. È D&D, è un ritorno atteso da anni, e il cellophane con l'avvertimento sopra è di per sé un argomento di marketing formidabile: mezza internet lo fotograferà il giorno dell'uscita. La scommessa di fondo, però, resta di quelle che non pagano. Il pubblico che ha reclamato Athas per tre lustri lo ha fatto perché era un'ambientazione intrattabile, e riconoscerà il prodotto addomesticato al primo sfoglio. Chi invece considera il setting irrecuperabile in partenza non si accontenterà di una versione ripulita, e la recensione ostile arriverà lo stesso, perché il conformismo editoriale, quando lo compri, ti compra soltanto del tempo. Fabio la libertà di Corda non l'ha mai comprata, per la cronaca. La campagna è finita a marzo perché il master si è trasferito per lavoro e nessuno se l'è sentita di raccoglierne l'eredità. Però per quattro mesi ha giocato sapendo esattamente quanto costava la sua libertà e chi gliela teneva in mano, e quel numero, quattrocento monete di ceramica, se lo ricorda ancora adesso che ha quarantasei anni e un figlio che gioca in 5E. Se ad Athas nel 2027 il potere ti prende la vita e si chiama in un altro modo, quel numero non lo sa più nessuno, e sulla scatola c'è il cellophane a ricordarti che il pezzo forte era il sangue. Chi ha ancora la scatola del '91 in cantina, o ricordi di gladiatori morti male e di padroni con nomi ridicoli, è atteso nei commenti.1 punto
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Magically Gifted
1 puntoMagically Gifted è un GdR da tavolo rules-light che parla di persone comuni toccate da qualcosa di straordinario. Non sei un mago. Non memorizzi incantesimi, non conti punti mana e non scegli poteri da una lista. Ma a volte, quando ti spingi abbastanza oltre i tuoi limiti, la realtà si piega in tuo favore. La Meccanica BaseQuando l'esito di un'azione è incerto, tira da 1 a 4d10. Più ti sforzi, più dadi tiri. Se almeno un dado ottiene un risultato pari o inferiore alla tua Skill meno la Difficoltà, riesci. Ma lo sforzo ha un prezzo. Ogni 0 genera una conseguenza coerente con quello che stavi facendo: stanchezza, ferite, equipaggiamento danneggiato, risorse perdute o qualche altra complicazione. Più dadi significano maggiori probabilità di successo. Ma anche maggiori probabilità di pagarne il prezzo. Tenta l'ImpossibileAlcune azioni non sono difficili. Sono semplicemente impossibili. Camminare sull'acqua. Sopravvivere a una caduta da un precipizio. Passare attraverso un muro. Sconfiggere qualcosa che nessun essere umano potrebbe ragionevolmente affrontare. Quando tenti l'impossibile, tira lo stesso pool da 1 a 4d10. Se almeno un dado mostra 1, riesci. Non perché eri abbastanza bravo. Perché la magia è intervenuta. Una folata di vento ti afferra nell'istante giusto. La pietra diventa morbida sotto la tua mano. La gravità si dimentica di te per qualche secondo. Qualcosa di invisibile risponde alla tua disperata richiesta. Ma ogni 0 ottenuto durante un'azione impossibile genera una conseguenza magica. E le conseguenze magiche non colpiscono necessariamente soltanto te. Il mondo potrebbe ricordarsi di quello che è successo. Combattimento MonotiroIl combattimento si risolve con un solo tiro. La forza dell'avversario diventa la Difficoltà della prova. Se riesci, prevali. Se fallisci, sei fuori combattimento. Questo non significa necessariamente morire: puoi essere sconfitto, catturato, costretto alla fuga, disarmato, svenuto oppure avere la possibilità di arrenderti. Gli zeri possono lasciare ferite, equipaggiamento danneggiato, stanchezza o altri segni dello scontro. Il combattimento è rapido perché il tiro non risponde alla domanda: “Ho colpito?” Risponde: “Ho vinto, e quanto mi è costato?” Crescere Attraverso il RischioI personaggi migliorano spingendosi oltre i propri limiti. Quando uno 0 genera una conseguenza significativa durante l'uso di una Skill, quella Skill viene segnata. Alla fine della sessione, le Skill segnate possono migliorare. Più diventi bravo, più diventa difficile migliorare ancora. Non esistono livelli del personaggio. Cresci perché hai affrontato cose difficili e hai convissuto con le conseguenze. E quando cominci ad affidarti all'impossibile, potresti cambiare in modi completamente diversi. Cosa Serve2 o più giocatori Una manciata di d10 Carta e matita Un Game Master La voglia di scoprire cosa succede quando persone normali cominciano a capire che impossible is nothing Magically Gifted è pensato per avventure fantasy rapide, mondi strani, esplorazioni pericolose, logiche da fiaba, misteri soprannaturali e campagne in cui la magia deve sembrare imprevedibile, potente e leggermente inquietante. Le regole si fanno da parte. Le conseguenze no. Magically_Gifted_IT_v1.1.pdf Magically_Gifted_Modern_Occult_IT.pdf1 punto
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Magically Gifted
1 puntoFatto con l'IA? Te lo chiedo perchè ogni tanto trovo degli errori un pò strani nel testo: Pagina 3: "1 e il miracolo, 0 e il prezzo"... in realtà dovrebbe essere "1 è il miracolo, 0 è il prezzo"! Pagina 7: "L’ultima colonna coincide anche con la probabilità di successo di un’azione impossibile, perché le azioni impossibili cercano un 1"... in realtà quella con 1 è la prima riga! Pagina 9: nell'intestazione della tabella, seconda colonna, c'è scritto "Gravita" invece di "Gravità". Pagina 11: "Una porta chiusa ricorda di essere stata aperta. Per un battito, lo e"... dovrebbe essere "Una porta chiusa ricorda di essere stata aperta. Per un battito di cuore, lo è" Pagina 14: "Alla fine della sessione tira 1d10 per ogni Tratto marcato. Lo 0 conta come 10"... quì il problema è che il carattere scelto fà sembrare lo 0 una "o", e il 10 un "io"... Per il resto il sistema non è male...1 punto
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Nuova funzionalità di riassunto discussione con IA?
Grazie per la segnalazione, sempre preziosa. Riguardo all'integrazione di una funzione IA per il riassunto automatico delle discussioni: Invision non offre nativamente un riepilogo generato da intelligenza artificiale. Esiste una funzione di "Topic Summary", ma si limita a evidenziare i post più rilevanti in base alle reazioni, non produce un vero riassunto testuale. Un'IA generativa richiederebbe l'aggancio di un servizio esterno tramite sviluppo custom o plugin, con costi ricorrenti, gestione della privacy dei contenuti e manutenzione continua. Al momento non è quindi una soluzione che possiamo adottare. La tua proposta alternativa, ossia l'esportazione integrale di una discussione in un file, è invece decisamente più praticabile e la riteniamo la strada migliore. Consentirebbe a ciascun utente di elaborare autonomamente il contenuto con lo strumento che preferisce, per riassunti, riepiloghi degli oggetti assegnati e simili. Stiamo verificando la disponibilità di plugin o soluzioni già pronte per l'export completo dei topic. Vale inoltre la pena ricordare che, nell'attesa di una funzione nativa, esistono già estensioni per browser basate su IA (ChatGPT, Claude, Copilot, Perplexity e simili) in grado di leggere e riassumere direttamente la pagina di una discussione aperta a schermo, senza alcun bisogno di esportarla in un file. È una soluzione immediata e a costo zero che qualsiasi utente può adottare fin da subito: basta installare l'estensione, aprire il topic e chiederle il riassunto o il riepilogo degli oggetti. Alune (come Claude) possono navigare tutte le pagine della discussione. Grazie ancora per il contributo.1 punto
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Capitolo 4 - Dragons of Desolation
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