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Anteprima Xanathar's Guide to Everything #4 - Il Dominio della Forgia

Come vi avevamo scritto in questo articolo, il 4 di Novembre la WotC ha in programma di iniziare una due giorni totalmente dedicata all'evento di beneficienza Extra Life. A quanto pare, tuttavia, essa ha deciso di iniziare in anticipo la raccolta fondi e, dunque, già in questi giorni stanno cominciando ad essere sbloccate le anteprime riguardanti il prossimo supplemento per D&D 5e, ovvero Xanathar's Guide to Everything (in questo nostro articolo potrete trovare le informazioni fino ad ora rilasciate su questo manuale), in uscita il 21 Novembre 2017.
In questa nuova anteprima è stata rivelata la nuova Sottoclasse del Chierico Forge Domain (Dominio della Forgia). Qui di seguito troverete il link alla versione PDF:
http://media.wizards.com/2017/dnd/downloads/DnDXL2017_Forge.pdf
 
Se, invece, vi siete persi le altre anteprime rilasciate dalla WotC su Xanathar's Guide to Everything, potete controllare qui di seguito:
Incontri Casuali e Tabelle dei Nomi
Eventi della Vita del Personaggio
Lista degli Incantesimi del Mago
 
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Diventate dei Veri Maestri del Potere Elementale

Il Pathfinder Player Companion: Elemental Master's Handbook sta prendendo forma dagli elementi per giungere nelle vostre mani, quindi è ora di farvi sapere di cosa parla! Questo manuale offre uno sguardo focalizzato dal punto di vista del giocatore sulla gestione dei poteri elementali. Indipendentemente dal fatto che il vostro PG abbia studiato le forze elementali come strada verso il potere, che sia nato con una connessione intrinseca a queste forze primordiali, oppure che sia stato maledetto con l’affinità ad una entità a discapito della vulnerabilità ad un’altra, questo manuale fa per voi. A prescindere dal fatto che il vostro GM pianifichi o meno di farvi intraprendere delle avventure planari, ad esempio, utilizzando il recente Pathfinder Campaign Setting: Planes of Power, troverete l’apporto di questo manuale inestimabile!
L’Elemental Master’s Handbook è suddiviso in varie parti. Per prima cosa troviamo quattro lunghe sezioni su aria, terra, fuoco e acqua. Ciascuna di esse fornisce uno o due nuovi archetipi, come l’archetipo Firebrand Gunslinger per il pistolero, che utilizza le pistole drago con grande efficienza seppur temerariamente, oppure l’archetipo Storm Caller per il convocatore, che può scagliare fulmini. Queste sezioni presentano, inoltre, varie regole aggiuntive sugli elementi, come nuovi oggetti magici, doti da ladro e stirpi. Tutte queste regole sono pregne di essenza elementale: per esempio, desperation è un nuovo focus emotivo per il fantasma dello spiritualista, che riflette una morte per annegamento o soffocamento. Tragico? Sicuramente. Ma anche fantastico. Ciascuna sezione sugli elementi si conclude con uno sguardo su quei luoghi di Golarion nei quali il vostro PG potrebbe essere entrato in contatto con il potere elementale, includendo per ciascun potere un nuovo talento. Per esempio nel capitolo riguardo la terra ne troviamo uno legato alla Cittadella di Kraggodan.
Il resto del manuale contiene molte altre sezioni più brevi, ciascuna delle quali tocca un differente aspetto della maestria elementale. Ci sono state varie speculazioni pubbliche riguardo a se il manuale avrebbe contenuto o meno dei contenuti dedicati al cineta…e ovviamente li contiene! In aggiunta ai nuovi elementi del regolamento sparsi qua e là nel manuale, che il cineta troverà preziosissimi, c’è un’intera sezione che si focalizza esclusivamente su di lui. Questa sezione include nuove infusioni, talenti selvaggi dalle molteplici applicazioni, e talenti.

Un vantaggio - oppure una maledizione, suppongo, in base a come la si vede - del partecipare in una delle mie campagne è che talvolta introduco nelle stesse nuovi elementi del regolamento che sto scrivendo o sviluppando. Il giocatore che nella mia campagna di Hell’s Vengeance interpreta un cineta ha già utilizzato alcuni di questi nuovi elementi per far esplodere paladini e angeli con sommo abbandono.
Un’altra sezione del manuale presenta le elemental augmentations, le quali modificano permanentemente una porzione del corpo del ricevente infondendola di poteri primordiali. Una parte del corpo così modificata risulta alterata per sempre; l’elemental augmentation resta fintanto che quella parte del corpo non viene rimossa, cosa che potrebbe avere qualche spiacevole effetto collaterale. Le elemental augmentation conferiscono notevoli vantaggi, ma portano con loro anche delle debolezze connesse che tendono ad essere più tematiche che debilitanti.
C’è altro materiale interessante del quale potrei parlarvi, ad esempio un nuovo mistero per l’oracolo che fonde i poteri degli elementi, la scuola Elemental Aether per i maghi, e il nuovo sottotipo Genio per l’eidolon, che può migliorare le proprie capacità solamente in risposta ad un desiderio pronunciato dal suo convocatore. I poteri elementali per qualsiasi PG possono essere vostri.

Come ultima nota, il primo Capolavoro da Bardo è privo del titolo. Sebbene abbia brevemente preso in considerazione di invitare i lettori a proporre il nome che preferivano maggiormente per lo stesso, ve lo dirò semplicemente: è Blazing Rondo (oratoria, strumenti a percussione)
Ron Lundeen
Contributing Developer
 Articolo originale
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Mearls e Crawford ci parlano delle Sottoclassi di Xanathar's Guide to Everything - Parte 2

Negli ultimi giorni i designer di D&D 5e hanno deciso di rilasciare una serie di video-interviste incentrate sulle regole di Xanathar's Guide to Everything (potrete trovare maggiori informazioni sul manuale nel seguente articolo), pubblicati sul D&D Beyond ma visibili anche su Youtube. La settimana scorsa vi abbiamo presentato la traduzione delle prime 5 interviste rilasciate dalla WotC. Nei nuovi 5 video i Lead designer Mike Mearls (Forge Domain, Samurai, Celestial e College of Whispers) e Jeremy Crawford (Monster Slayer) ci parlano di ulteriori 5 Sottoclassi che saranno rilasciate su Xanathar's Guide to Everything, dandone una sommaria descrizione, parlando del processo che ha portato alla loro creazione e fornendo qualche idea su come utilizzarle nel vostro gioco.
Qui di seguito, oltre ai video originali su Youtube, troverete la trascrizione delle dichiarazioni rilasciate da Crawford.
La Sottoclasse del Chierico: Forge Domain
La Sottoclasse del Guerriero: Samurai
La Sottoclasse del Warlock: Celestial
La Sottoclasse del Ranger: Monster Slayer
La Sottoclasse del Bardo: College of Whispers
 
LA SOTTOCLASSE DEL CHIERICO: FORGE DOMAIN (DOMINIO DELLA FORGIA)
di Mike Mearls
“Questa è una delle Sottoclassi per cui ci si chiede <<Come mai questa non era nel Manuale del Giocatore?>>, giusto? Insomma, è il nano chierico! Il nano chierico è diventato così iconico per il gioco ed è divertente, in quanto tecnicamente non era come… La 2a Edizione ti permetteva di giocare il nano chierico, ma penso che semplicemente le persone li mettano naturalmente sempre assieme. Non so che cosa c’è con i nani. Nani e Chierici semplicemente vanno assieme e penso che parte di ciò dipenda dal fatto che abbiamo la storia di Moradin che forgia i nani. Egli letteralmente li crea, giusto? E penso che miticamente sia davvero interessante questa idea che tu hai un artigiano, che è una divinità, il quale fondamentalmente sfida sé stesso dicendo <<Posso creare un popolo, i nani, i miei figli. Li forgerò dal ferro, dal metallo, dai lingotti>> e da qualunque cosa sia il materiale usato. Tutto questo per me è molto interessante e penso che tutto questo abbia profonde implicazioni su quella società, nella quale il tuo dio ti ha fisicamente ricavato dal ferro, dal metallo, e ha soffiato la vita in te. E così si ha questa profonda associazione tra i nani e la creazione delle cose. Naturalmente, la creazione finisce con l’essere sacra per i nani, perché essa è quello che la loro divinità fa, essa è quello che la loro divinità impiegò per crearli.
E ancora, questo è ciò che reputo interessante di D&D: quando hai il divino, quest’ultimo è conoscibile. Del tipo, i desideri quotidiani di Moradin potrebbero essere sconosciuti o criptici, ma Morden è una persona per cui <<questo è ciò che è successo>>. Insomma, le persone sanno: non è una questione di fede, è una questione di quale parte scegli. E così l’idea del nano chierico è essenzialmente, quando ci abbiamo lavorato….quello che stavo pensando era al 100% che è il nano chierico che decide <<Emulerò Moradin! Voglio essere un fabbro grandioso! La divinità che ha creato me è stata un fabbro grandioso e io voglio seguire quelle orme, perché la creazione è sacra per il nostro popolo>>.
E poi, dato che si tratta di un chierico, devi chiedere a te stesso: come usi la creazione per abbattere orchi e goblin? E la risposta è: crei armi magiche. Ecco! Hai da infondere un’arma e renderla magica, e ciò semplicemente è apparso davvero sensato, davvero ovvio. E la grande cosa in tutto questo è che nel nostro sistema non è nulla che rompe il gioco; è potente ma non è sopra le righe.
Questa è una delle sottoclassi che credo realmente rappresenti il momento in cui facciamo le cose davvero bene. Il responso del playtest iniziale è stato incredibilmente positivo. Credo che abbiamo dovuto aggiustare poche cose qui e là, ma ha raggiunto quella nota che io penso… Stavo scherzando quando dicevo che questa Sottoclasse sarebbe dovuta essere all’interno del Manuale del Giocatore, ma seriamente essa avrebbe dovuto essere nel Manuale del Giocatore perché è così iconica. Appena l’abbiamo mostrata alle persone, queste hanno subito sentito <<Sì, questa cosa ha senso. S’incastra al posto giusto, le meccaniche hanno senso, le meccaniche sono facili. Non c’è niente in quelle meccaniche che è complicato, strano o ingegnoso. È semplicemente ovvio. Rendo le cose magiche, rendo la mia armatura migliore e rendo la mia arma migliore. Creo le cose, questo è tutto>>.
Ma questa sottoclasse raggiunge un tono così risonante e questo era ciò a cui abbiamo sempre mirato quando ci siamo messi a creare queste Sottoclassi – vogliamo raggiungere quel tono risonante. Puoi dedicarti alle cose che sono davvero così sperimentali che le persone non le hanno mai viste e questo è una parte dell’approccio, devi fare alcune di queste cose. Ma quando stai facendo le cose verso le quali le persone prestano attenzione e dicono <<Oh sì, questo è D&D>>, sì, ti senti davvero bene con te stesso in qualità di designer, perché hai riempito la lacuna che tutti volevano giocare, ma che non potevano giocare. Magari non sapevano che esisteva una lacuna fino a quando non gli hai fornito questa regola, e allora improvvisamente tutti iniziano a giocarla.
E penso che questo sia il modo in cui stiamo davvero accrescendo il gioco, quando facciamo questo, quando puoi immaginare <<Oh, se potessi tornare indietro nel tempo e potessi dare Xanathar’s alla squadra che ha realizzato il Manuale del Giocatore, questo è uno dei Domini, una delle opzioni per cui avrei detto “Oh sì, naturalmente mettiamo questa Sottoclasse all’interno del Manuale del Giocatore”>>.
Quando sei un designer una cosa del genere ti fa sempre sentire bene. Ciò che fa sentire bene me non è la nuova cosa stramba, ma è la cosa che è semplicemente come <<Hai inventato le patate al forno (da noi la frase è meglio comprensibile come “hai inventato l’acqua calda”, NdSilentWolf). Ora che le hai inventate, tutti le possono mangiare con la loro bistecca per sempre>>.  Io mi sento come <<Questa cosa è bella!>>.
E tutto ciò perché la Sottoclasse s’incastra bene. E questa è la situazione nella quale come designer, come creatori, ci connettiamo con il pubblico, nella quale stiamo azzeccando le cose che la gente vuole. Stiamo azzeccando le cose che semplicemente hanno senso per le persone e, in qualità di designer, io amo questa sensazione in un gioco come D&D, che ha una storia, che possiede una base di giocatori molto attiva. Significa che, come designer, siamo in contatto con i giocatori, che stiamo lavorando con loro sulla stessa pagina. Amo questa sensazione.”
 
LA SOTTOCLASSE DEL GUERRIERO: SAMURAI
di Mike Mearls
“Il Samurai è nel manuale perché si tratta di un grande esempio di una parola che i giocatori vogliono usare per dire <<Questo è il mio personaggio, gioco un Samurai, giusto [detto sarcasticamente]?>>. Allora, quando descrivi ciò che il Samurai include, devi chiederti ben chiaramente cosa significa - giocando nei Forgotten Realms o in qualunque altra campagna - quando qualcuno dice <<Voglio giocare un Samurai>>.  I giocatori chiaramente non stanno dicendo <<Voglio giocare un guerriero di nobili origini, proveniente dal Giappone feudale e che dipende da un signore della guerra>>. Va bene, questo probabilmente non è ciò che stanno dicendo. Loro si stanno riferendo a ciò che io penso sia la versione del samurai proveniente dai fumetti o dai film”, dice Mike Mearls a D&D Beyond.
“La stessa cosa accade con il Knight (Cavaliere): quando qualcuno dice <<Voglio giocare un Cavaliere>>, sta probabilmente pensando a quello che abbiamo visto nei feedback e fa in modo che la Sottoclasse del Knight finisca con l’essere divorata dal Cavalier. I giocatori vogliono qualcuno che sia davvero bravo nel combattere a cavallo, il che è decisamente parte dell’essere un cavaliere, ma è questa la parte che è rimasta bloccata, non il <<Bene, hai giurato fedeltà a qualcuno e ti deve piacere il fatto che hai responsabilità verso quest’ultimo, in quanto sei un guerriero di nobili origini e ciò solo perché possiedi un cavallo; possedere un cavallo, però, è costoso e tu devi essere un [nuovo piccolo cavaliere?] e tutte queste altre cose>>. Dunque tu devi chiedere a te stesso <<Che cos’è quando le persone dicono “samurai”, che cosa intendono e qual è la cosa che effettivamente stanno cercando?>>
Per me molto deriva da Kurosawa, i Sette Samurai, film che adoro, così come amo ogni film che in un certo qual modo si occupa di transizioni. Il film di Kurosawa ha a che fare con i Sette Samurai, ma ciò che davvero tratta è la fine dell’era dei samurai: ha a che fare con le armi da fuoco, con il cambiamento culturale e con il Giappone diretto verso la modernizzazione.
E dunque, le persone che cosa trovano interessante del samurai? Ciò che abbiamo centrato è stata l’idea di quello spirito combattente: che il samurai possiede un dovere, che pone il dovere al di sopra di ogni altra cosa e che morirà nel tentativo di compierlo; <<Questo è il mio dovere, ecco quello che ho deciso di fare, niente mi fermerà>>…questo tipo di natura implacabile.
Per questo motivo il Samurai possiede la capacità di ottenere un significativo aumento di Punti Ferita Temporanei e quella di attaccare con Vantaggio per un round, e può fare tutto ciò tre volte ogni Riposo Breve. Fondamentalmente, dunque, direi quasi che meccanicamente il Samurai è un po’ una sorta di micro-ira (in quanto l’Ira del Barbaro è prodotta molto di più). Nel film, tuttavia, secondo il mio modo di pensare il personaggio che stiamo progettando, ciò che ho visto andare bene era il combattimento. Sei un guerriero e sei stato messo con le spalle al muro; l’ogre, il tuo secondo o terzo avversario, ti ha appena distrutto; sei sotto di tre punti ferita e hai bisogno di abbattere quest’ogre. Beh, questo è il momento in cui userai la capacità del tuo Samurai e poi l’impeto eroico del Guerriero (Action Surge, NdSilentWolf) per ottenere una Azione extra: in questo modo eseguirai un sacco di attacchi, tutti con Vantaggio, e ti darai un sacco di punti ferita temporanei, nel caso in cui il tuo Chierico sia fuori gioco o tu ti ritrovi senza incantesimi di guarigione. E così ti aggrapperai al limite e concentrerai tutte le tue forze rimanenti in un unico colpo, in maniera tale da provare ad abbattere quel nemico, e tutto questo sembra molto simile a ciò che accade nel film. La mia mente è come il samurai, il quale è insanguinato ma è ancora in piedi e sta combattendo, come se - a dispetto di tutte quelle ferite - stesse dicendo <<Questo è il mio nemico, questo è il mio obbiettivo e nulla riuscirà a fermarmi>>. Dunque, date alle persone quel reale senso di <<Oh sì, questo è il personaggio che voglio giocare! Voglio giocare questo coraggioso, impetuoso e inarrestabile guerriero, davvero alimentato da questo spirito guerriero che ho confrontato con quello di altri Guerrieri>>.
 
LA SOTTOCLASSE DEL WARLOCK: CELESTIAL (CELESTIALE)
di Mike Mearls
“Quello che abbiamo stabilito nella cosmologia di Dungeons & Dragons è il fatto che il Chierico sia legato a entità divine (insomma, le divinità) o a concetti considerati divini (ad esempio, la Fiamma Argentata di Eberron). Il Celestial (Mearls si riferisce al Patrono del Warlock, NdSilentWolf), tuttavia, piuttosto che essere un’entità divina di per sé, è invece una creatura celestiale. Così, può essere qualcosa come un angelo, un ki-rin, un unicorno o qualunque altra cosa che sia una potente creatura di allineamento buono, ma non deve necessariamente essere una divinità.
E così questa è la differenza che c’è tra il Warlock (quest’ultimo non fa patti con specifici individui pronti a condividere il potere con loro) e il Chierico (il cui potere gli viene garantito dalla divinità). E inoltre, con il Celestial noi ancora presumiamo che si tratti ovviamente di un celestiale, una creatura di qualche tipo con allineamento buono. Dunque, messo a confronto con gli altri Warlock, il Celestial è un guaritore: ottiene Cura Ferite come Incantesimo di 1° livello, e una delle loro prime capacità di Classe permette loro di curare; inoltre, il Celestial ha a che fare con l’energia radiante.
E così, voglio dire, ovviamente potete giocare un Warlock malvagio con il patto Celestial se lo volete, nulla ve lo impedisce. Il gioco, tuttavia, dà per scontato che celestiale significhi essere di allineamento buono, o avere a che fare con l’energia radiante o con la guarigione. E dunque, messo a confronto con un Chierico, quando si pensa a un incantatore divino si ritiene che quest’ultimo dovrà essere legato a un dominio come quelli che possiede la Classe Chierico, dove il portfolio della divinità influenza la magia del seguace (e la caratteristica più specifica di un celestiale è l’aver a che fare con l’energia radiante). È quasi come se il Celestial fosse meno raffinato rispetto alla capacità del Chierico di impiegare la magia e cosmologicamente è più un modo basato sulla forza bruta per ottenere la magia attraverso un patto. Si tratta un po’ di come noi pensiamo al Warlock in generale, il cui patto è quasi come un accesso illegale al sistema di magia piuttosto che attraverso il metodo accettato o previsto, grazie al quale la gente fa uso degli incantesimi. E nel canone che è nella mia testa, questo è il motivo per cui il Warlock è giunto all’interno di D&D più tardi. Ha richiesto all’universo di D&D un po’ di tempo, così come alle persone, per capire come usare la magia in questo modo in opposizione ai tradizionali metodi di utilizzo della magia basati sugli Slot.
E così, sì, si tratta di un celestiale (Mearls si riferisce al Patrono, NdSilentWolf): potete immaginarlo come qualcosa tipo un coatl, che potrebbe avere agenti sparsi nel mondo; e così il coatl fa questi patti con i suoi agenti in modo che vadano in giro e agiscano in suo nome. Dunque, si tratta di creature sullo stile di celestiali con allineamento buono, che però non sono divinità. E per questo, una delle cose che mi piacciono del Warlock in merito ai patti è che possono essere molto più personali. Un coatl potrebbe avere il desiderio di proteggere una persona specifica, una famiglia specifica, o una città nella quale le divinità sono più distanti in Dungeons and Dragons. Penso si tratti di una cosa su cui i DM possono giocare o che un giocatore può realmente portare nel gioco: quest’idea che il patrono sia qualcosa di più personale, che potrebbe essere qualcheduno con cui hai conversazioni più dirette, piuttosto che parlare direttamente a Dio o a Thor o a entità simili, che sono molto più distanti, molto più astratte.
Così ho creato il Celestial con quest’idea di qualcuno interessato a giocare maggiormente il Warlock eroico. Tradizionalmente, i Warlock hanno una inclinazione sinistra nel gioco. Se date uno sguardo al Manuale del Giocatore, i patroni iniziali o sono cose tradizionalmente malvagie, come un Immondo (Fiend) o il Grande Antico (Great Old Ones), oppure si tratta di qualcosa di similmente pericoloso (magari qualcosa di non malvagio ma nemmeno di necessariamente amichevole, come un Signore delle Fate). Dunque volevamo bilanciare un po’ le cose e dire che l’essere un Warlock non ti rende intrinsecamente malvagio, oscuro oppure sinistro. Le creature celestiali – ovviamente è un patto celestiale – possono anche loro creare patti e questo in un certo qual modo bilancia le possibilità narrative. E ciò che mi piace è anche il fatto che, introducendo pure un nuovo guaritore nel gioco, essenzialmente è possibile utilizzare il Warlock come un guaritore nel caso in cui non si voglia giocare il Chierico. Potrete giocare un personaggio che possiede un ben diverso ritmo di uso degli incantesimi, il quale però può anche portare una grande quantità di cure al tavolo per il gruppo.”
 
LA SOTTOCLASSE DEL RANGER: MONSTER SLAYER (UCCISORE DI MOSTRI)
di Jeremy Crawford
“Il Monster Slayer del Ranger è una Sottoclasse che fondamentalmente ruota tutta attorno al consentirvi di giocare Van Helsing. Questo è il Ranger che è il professionista nel cacciare non solo le creature della notte (vampiri, licantropi, ecc.), ma è anche la rovina degli incantatori malvagi. Questo è il Ranger che immaginiamo un po’ più studioso rispetto al tipico Ranger, quello che sa ogni sorta di notizia interessante su mostri differenti e su come sconfiggerli.
Questa Sottoclasse in realtà nel processo degli Arcani Rivelati è iniziata come una Sottoclasse per il Guerriero. Le persone hanno risposto molto bene nei suoi confronti ma, man mano che lavoravamo su di essa, abbiamo davvero sentito che questa sarebbe stata meglio come parte della Classe Ranger, dove avrebbe ottenuto accesso alle numerose capacità magiche del Ranger: la capacità del Ranger Nemico Prescelto e cose simili, le quali sembravano una scelta naturale per questa persona che è il migliore nella caccia a queste creature malvagie. La Sottoclasse di suo credo sia super divertente: possiede un numero addizionale di incantesimi, conosce tutto riguardo all’intrappolare creature di altri mondi (avete presente, incantesimi come Magic Circle, Hold Monster e pure Banishment, per mandare le creature sconfitte su altri piani), ma probabilmente la mia parte preferita di questa Sottoclasse è la capacità di ostacolare la magia di un incantatore oscuro. Ora, le persone possono già fare questo in gioco usando l’incantesimo Counterspell; questo Ranger può riuscirci semplicemente utilizzando una particolare capacità di Classe, in aggiunta a quell’incantesimo. Questa Sottoclasse, inoltre, funziona contro le persone che tentano di teletrasportarsi via. Dunque questo è uno dei pochi personaggi nel gioco con il quale, fintanto che il nemico è abbastanza vicino, il Ranger ottiene la possibilità di ostacolare magicamente l’abilità della persona di teletrasportarsi all’improvviso via dal combattimento e di scappare. Tutto questo in quanto, ripeto, si tratta della figura in stile Van Helsing che sta per fermare quella creatura dell’oscurità, in grado di fuggire via dagli altri, ma non da questo Ranger.
Questo Ranger, inoltre, possiede fin dall’inizio una capacità che torna all’idea che il Monster Slayer conosce un poco di ogni mostro: la capacità di riconoscere se il mostro possiede immunità, resistenza ai danni, immunità alle condizioni, questo tipo di cose. Dunque questo sarà il personaggio che è in grado di aiutare il gruppo a capire <<Come fermiamo questo mostro che ci ha tormentati per l’uso delle nostre armi contro di lui?>>. Invece, questo è il personaggio che sarà in grado di comprendere velocemente il fatto che avremo bisogno di usare armi argentate, armi magiche o che avremo bisogno di smettere di usare il fuoco, questo tipo di cose.
Ora, molti gruppi comprendono questo tipo di cose attraverso una serie di prove ed errori, e poi le ricordano perché <<Oh, abbiamo combattuto queste creature prima di sapere che sono immuni a questo tipo di attacchi>>. Al contrario, questo è il tipo di personaggio, il Monster Slayer, che ha il potenziale di comprendere questo tipo di cose al primo incontro con un mostro e questo tipo di possibilità rappresenta davvero il fatto che questo uccisore di mostri si ritiene abbia compiuto degli studi prima di intraprendere l’avventura e durante quest’ultima, sempre pronto a imparare nuove cose sui mostri.
Così, in qualità di amante dei vecchi film della Hammer e di praticamente tutte le storie gotiche di ogni tipo, in ottobre ho avuto di notte una sorta di dieta senza fine basata su simili cose. Dato il mio gusto, questa è una Sottoclasse del Ranger per cui sono molto emozionato.”
 
LA SOTTOCLASSE DEL BARDO: COLLEGE OF WHISPERS (COLLEGE DEI SUSSURRI)
di Mike Mearls
“Questa è facile. Si tratta del Bardo di Dark Sun, giusto? Questa Sottoclasse era letteralmente <<Hai Dark Sun. Hai questo Bardo>>, il quale è davvero interessante in quanto è così diverso. Adoro quando le ambientazioni prendono le Classi e trafficano con loro, perché questo ci consente di espandere le Classi in D&D nel complesso. Questo è divertente, quindi sì! Il College of Whispers è il Bardo di Dark Sun! È il Bardo sinistro. Quando fa la sua comparsa sembra decisamente come <<Oh, è qui per intrattenerci ed è qui per diffondere notizie>>, ma no. In realtà lui è qui per incasinarvi.
E la cosa divertente, per me, riguardo al Bardo del College of Whispers, è il fatto che esso è un grande esempio di ciò che rende D&D divertente. Si tratta di un tipo di personaggio che non ha a che fare con il combattimento. Ha a che fare con il rompere il gioco dal punto di vista narrativo. Ha a che fare con l’incasinare l’ambiente, con ciò intendendo il tessuto sociale della vostra campagna. Ciò che davvero mi ha affascinato è stata questa idea, semplicemente andandoci più pesante su un personaggio che è in grado di manipolare e incasinare gli altri, ma facendolo in un modo che sia soddisfacente. È difficoltoso. È davvero molto facile renderlo veramente ciò che io penso…troppo vuoto, dove è come <<Oh, ottieni semplicemente un grosso bonus alle tue prove di Carisma>>.
Un buon Dungeon Master riesce a giocare anche così ma, quando vedo il design del College of Whispers, esso ha a che fare con il suggerire cose che puoi fare per incasinare i PNG e che risultino affidabili. Il College of Whispers ha tutto a che fare con il mettere le persone le une contro le altre e isolarle. Dunque la mia speranza è che qualcuno giochi questo tipo di Bardo e pensi <<Oh, quello che voglio è infiltrarmi nell’organizzazione del cattivo. Non voglio semplicemente entrare nel dungeon e combattere tutti quanti. Voglio andare al suo interno in qualità di Bardo viaggiatore, fare il mio spettacolo e poi iniziare a metterli tutti gli uni contro gli altri>>. Giusto?
Perché, vedete, questo è quando D&D è divertente. Per me il combattimento in D&D…amo avere le miniature, amo le grandi cose tattiche, ma per me quella è l’espressione meno interessante di D&D. Per me l’espressione più interessante di D&D è quando è solo pura creatività, quando te ne esci con qualche strambo piano, e quando ha tutto a che fare con la tensione interna al gruppo e il tenere il DM in apprensione, del tipo <<Il gruppo cosa tenterà di fare ora? Cosa significherà per la campagna?>>. Parte dell’ispirazione di questo Collegio Bardico è derivata da una campagna che giocai qualche anno fa, una tipica campagna fantasy. Poi, a un certo punto, il Chierico del gruppo ebbe un’udienza con il nostro mecenate, questo nobile che ci stava sostenendo. Così nessuno degli altri personaggi era presente a parte il mio, il quale era molto sospettoso nei riguardi di questo mecenate. Io pensavo di essere invisibile e nella stanza il Chierico del gruppo uccise il nostro mecenate, e lo fece in un modo grazie al quale nessuno avrebbe saputo che era stato lui. La cosa semplicemente scioccò tutti quanti al tavolo. Ma venne fuori che il personaggio aveva l’obbiettivo segreto di uccidere questo tizio. Fu straordinario. Ebbe la capacità di scombinare completamente la campagna e io adoro questi momenti.
Ciò che voglio che il College of Whispers faccia è il fatto di incasinare la campagna, di insegnare ai DM a non pianificare troppo e a giocare ugualmente nonostante tutto. I giocatori incasineranno il vostro mondo. Ciò che rende il gioco divertente è quando le cose prendono una strana piega.
Ora, se giochi un Bardo con il College of Whispers non fare la carogna al riguardo, giusto? Non rovinare la campagna in modo che nessun altro si diverta. Ma incasinala in modo da rendere la campagna più emozionante e interessante per tutti. Questo è ciò che D&D rapppresenta, giusto? In qualità di Dungeon Master, le mie sessioni preferite sono quelle nelle quali al principio pensi che la campagna riguardi questo o quello, mentre alla fine della sessione quest’ultima ha preso una direzione che non avrei mai potuto prevedere e io mi ritrovo furiosamente a pensare a come sarà la seduta della settimana successiva. Questo è il modo attraverso il quale io rimango impegnato con la campagna. Amo quando i giocatori incasinano le cose.
Dunque, un College of Whispers è essenzialmente il tipo di Bardo che io spero di avere nella mia prossima campagna, in quanto questo è esattamente il tipo di personaggio che amo veder incasinare la mia campagna."
 
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    Il film di D&D prenderà spunto da Guardiani della Galassia

    Di recente, il produttore Roy Lee è stato intervistato in occasione del DICE 2016 riguardo ai dettagli del film di D&D che la Warner Bross sta creando in collaborazione con la Hasbro.

    http://www.enworld.org/forum/content.php?3252-D-D-Movie-Takes-Cues-From-GUARDIANS-OF-THE-GALAXY#.Vs40OUAoHwo

    http://www.badtaste.it/2016/02/24/dungeons-dragons-paragonato-signore-anelli-guardiani-galassia/162332/

     

    Durante l'intervista, il produttore ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardanti il tono della pellicola, lo stato dei lavori e le idee che la Warner Bros. ha riguardo a possibili seguiti:

    "Questo film avrà il tono di Guardiani della Galassia in un universo come quello di Tolkien. I film dello Hobbit e del Signore degli Anelli hanno una serietà di fondo, quindi vedere qualcosa di divertente in quel tipo di mondo – qualcosa di spassoso in stile Predatori dell’Arca Perduta – sarebbe inedito per le persone."

    "Immagino che partirà molto presto, non credo si andrà oltre quest’anno per il via libera, specialmente perché la Warner Bros. ha già svariati franchise come quello DC, quello LEGO e l’universo di Harry Potter in espansione. Vedono Dungeons & Dragons come un possibile multiverso, con spin-off del primo film ambientati nei Forgotten Realms e i film successivi in mondi diversi."

     

    In base a quanto dichiarato, è possibile che i lavori di produzione (probabilmente stiamo parlando ancora della fase di pre-produzione, quando si deve scrivere la sceneggiatura, trovare gli attori e il regista) inizieranno a breve, mentre è certo che l'idea sia quella di dare al film un tono più leggero rispetto alla linea tracciata dai film basati sulle storie di Tolkien. Guardiani della Galassia, infatti, che Roy Lee descrive come il principale riferimento per D&D, è un film che fa dell'umorismo il suo punto forte, pur mantenendo il tono di una storia d'azione e d'avventura.
    Un'altro dettaglio che merita grande attenzione è il fatto che, non solo la speranza della Warner sembra proprio esere quella di poter realizzare un intero franchise cinematografico su D&D, ma anche che, in caso di successo, i possibili seguiti potrebbero essere ambientati in mondi diversi dai Forgotten Realms (utilizzati per il primo film).

    Quale ambientazione vorreste vedere nel secondo lungometraggio?




    Feedback utente




    Ormai i registi dovrebbero aver capito che il fantasy, se fatto bene, rende davvero tanti soldi. Certo, quel

    1 ora fa, SilentWolf ha scritto:

    ha già svariati franchise come quello DC, quello LEGO e l’universo di Harry Potter in espansione.

    non mi fa ben sperare, però... speriamo. XD

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    Cita

    "Questo film avrà il tono di Guardiani della Galassia in un universo come quello di Tolkien. I film dello Hobbit e del Signore degli Anelli hanno una serietà di fondo, quindi vedere qualcosa di divertente in quel tipo di mondo – qualcosa di spassoso in stile Predatori dell’Arca Perduta – sarebbe inedito per le persone."

    Non so se mettermi a ridere o prendermi la testa tra le mani, accasciarmi al suolo e scoppiare a piangere.

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    45 minuti fa, Marchio_di_Ferro ha scritto:

    Non so se mettermi a ridere o prendermi la testa tra le mani, accasciarmi al suolo e scoppiare a piangere.

    Idem, mi preoccupa un pò la presa di distanza verso il canone della serietà di fondo...ma probabilmente c'era da aspettarselo, è l'ennesimo segno del passaggio del tempo e dei gusti. C'è anche da dire che per gusti intendo quelli della massa, che sono il target di riferimento per il cinema commerciale da blockbuster.

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    Bè non avendo del materiale di riferimento di qualità letteraria, e parlando di un gioco, non di un dramma teatrale trasposto in film, l'idea di tenere un tono scanzonato e strafottente per i personaggi non è male.

    Ma farlo bene sarà complicatissimo. Sfociare nel caricaturale/irritante/demenziale è dietro l'angolo, e quello ucciderebbe il franchise sul nascere.

    Vabbè, tanto lo andremo comunque tutti a vedere...

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    C'è da tenere in considerazione il fatto che la gente si è un po' abituata ai Blockbuster Fantasy, seri e semi-seri (ovvero quelli che si prendono troppo sul serio, anche quando la storia da loro raccontata non riesce ad apparire allo spettatore chissà quanto credibile e seria).
    Tirare fuori l'ennesimo film che si presenta come l'ennesimo epopea epica degli ennesimi eroi con l'ennesimo stile classico Fantasy, può non essere oramai la mossa giusta per attirare l'attenzione del pubblico.

    Il Fantasy classico ha un estremo bisogno di rinnovarsi, perchè sono anni che usa gli stessi stratagemmi e le stesse tematiche. E' per questo che trovo perfettamente sensato il discorso fatto dal produttore del film di D&D.

    La mia è solo una personale ipotesi, ma quando Roy Lee parla di Guardiani della Galassia, credo si riferisca all'idea di un gruppo di improbabili eroi, impegnati nella classica storia epica ma, proprio perchè improbabili, in grado di aggiungere a quest'ultima il tono umoristico che può fare la differenza.
    Non credo proprio che la loro idea sia quella di trasformare il film di D&D in una canzonatura di D&D stesso. Al contrario, credo vogliano affrontare semplicemente l'epicità in maniera diversa dal solito, proprio per attirare l'attenzione del pubblico. Molto probabilmente meno storie su eroi drammatici, che la gente difficilmente (dopo anni e anni di Signore degli Anelli e imitazioni del Signore degli Anelli) riesce ancora a prendere sul serio, e più storie su eroi fuori dal comune, capaci di attirare la simpatia del pubblico per il loro modo di essere.

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    5 hours ago, Shinsek said:

    Idem, mi preoccupa un pò la presa di distanza verso il canone della serietà di fondo...ma probabilmente c'era da aspettarselo, è l'ennesimo segno del passaggio del tempo e dei gusti. C'è anche da dire che per gusti intendo quelli della massa, che sono il target di riferimento per il cinema commerciale da blockbuster.

    Lol, state scherzando vero? Canone della serietà di fondo...? Ma di che state parlando?

    Se vuoi fare un film rappresentativo di D&D ha perfettamente senso non volersi rifare a un film come LotR, che non cattura per niente il tono della tipica campagna di D&D. Al contrario, se ti vedi Guardiani della Galassia la prima cosa che ti viene in mente è che "questo potrebbe essere il mio gruppo di D&D". Guardians of the Galaxy ha esattamente il tono scanzonato della tipica campagna di D&D, e quando è uscito, praticamente chiunque abbia giocato a D&D ha fatto il parallelismo. D&D ha fin dall'inizio avuto un tono scanzonato (vedi illustrazioni come questa, questa, questa o questa). Ha iniziato a prendersi un po' più sul serio con AD&D 2e, e soprattutto con D&D 3.x, ma l'idea che ci sia un "canone di serietà di fondo" in D&D è semplicemente falso.

    Poi come dice @Dracomilan resta da vedere se sarà fatto bene o se sarà un film che proverà troppo a far ridere e come conseguenza risulterà forzato/una parodia di sé stesso.

    Però il tono di Guardians of the Galaxy di per sé è molto calzante.

    Spoiler

    E aprendo una parentesi, da appassionato sia di D&D che di Tolkien, non vorrei che prendessero LotR come riferimento anche perché D&D non ha quasi niente a che fare con Tolkien. Quello di D&D è un fantasy di *ispirazione Tolkieniana* nel senso che ci sono elfi, nani e hobbit ehr halfling. Però finisce lì. Letteralmente. Lo stesso Gygax ha negato per anni che Tolkien avesse avuto una grossa influenza su D&D - ora, questa è una colossale c*zzata, però è sicuramente vero che il tono è completamente diverso. La magia per esempio è tutta sbagliata. O meglio, non è sbagliata, semplicemente non ha nulla a che fare con la magia di Tolkien.

     

    Modificato da greymatter

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    13 minutes ago, greymatter said:

    Lol, state scherzando vero? Canone della serietà di fondo...? Ma di che state parlando?

    Se vuoi fare un film rappresentativo di D&D ha perfettamente senso non volersi rifare a un film come LotR, che non cattura per niente il tono della tipica campagna di D&D. Al contrario, se ti vedi Guardiani della Galassia la prima cosa che ti viene in mente è che "questo potrebbe essere il mio gruppo di D&D". Guardians of the Galaxy ha esattamente il tono scanzonato della tipica campagna di D&D, e quando è uscito, praticamente chiunque abbia giocato a D&D ha fatto il parallelismo. D&D ha fin dall'inizio avuto un tono scanzonato (vedi illustrazioni come questa, questa, questa o questa). Ha iniziato a prendersi un po' più sul serio con AD&D 2e, e soprattutto con D&D 3.x, ma l'idea che ci sia un "canone di serietà di fondo" in D&D è semplicemente falso.

    Poi come dice @Dracomilan resta da vedere se sarà fatto bene o se sarà un film che proverà troppo a far ridere e come conseguenza risulterà forzato/una parodia di sé stesso. Però il tono di Guardians of the Galaxy è perfetto.

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    E aprendo una parentesi, da appassionato sia di D&D che di Tolkien, non vorrei che prendessero LotR come riferimento anche perché D&D non ha quasi niente a che fare con Tolkien. Quello di D&D è un fantasy di *ispirazione Tolkieniana* nel senso che ci sono elfi, nani e hobbit ehr halfling. Però finisce lì. Letteralmente. Lo stesso Gygax ha negato per anni che Tolkien avesse avuto una grossa influenza su D&D - ora, questa è una colossale c*zzata, però è sicuramente vero che il tono è completamente diverso. La magia per esempio è tutta sbagliata. O meglio, non è sbagliata, semplicemente non ha nulla a che fare con la magia di Tolkien.

     

    Verissimo. 

    prima edizione, epica serietà

     

    La cosa preoccupante è che anche i precedenti film tentavano di tanto in tanto la carta della comicità (in quelli che finivano a essere gli unici momenti non comici del film). Il problema è che essere divertenti è più difficile che essere comici e drammatici, e, mentre i fallimenti spettacolari nel tentativo di essere epici possono almeno essere redenti dalla comicità involontaria, i tentativi falliti di comicità sono solo tristi. E ho grossi dubbi sul fatto che lo script del film di d&d possa essere particolarmente ispirato.

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    7 minuti fa, korgul ha scritto:

    La cosa preoccupante è che anche i precedenti film tentavano di tanto in tanto la carta della comicità (in quelli che finivano a essere gli unici momenti non comici del film). Il problema è che essere divertenti è più difficile che essere comici e drammatici, e, mentre i fallimenti spettacolari nel tentativo di essere epici possono almeno essere redenti dalla comicità involontaria, i tentativi falliti di comicità sono solo tristi. E ho grossi dubbi sul fatto che lo script del film di d&d possa essere particolarmente ispirato.

    I precedenti film hanno fallito perchè non erano film di D&D...erano film pieni di citazioni su D&D, senza un minimo dello spirito di D&D.
    Non erano belli e sono stati un fallimento, perchè trattavano qualcosa che la produzione e i registi non hanno mai preso per un secondo sul serio.
    Una storia può essere seriosa o umoristica, ma sarà di qualità se chi la crea ci crede davvero e la realizza facendo un lavoro serio.

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    6 minutes ago, SilentWolf said:

    I precedenti film hanno fallito perchè non erano film di D&D...erano film pieni di citazioni su D&D, senza un minimo dello spirito di D&D.
    Non erano belli e sono stati un fallimento, perchè trattavano qualcosa che la produzione e i registi non hanno mai preso per un secondo sul serio.
    Una storia può essere seriosa o umoristica, ma sarà di qualità se chi la crea ci crede davvero e la realizza facendo un lavoro serio.

    In tutta sincerità credo che la mancanza dello spirito di D&D (ammesso che se ne possa definire uno) sia l'ultimo dei problemi di quei due film. Ritengo che il più marchettaro dei mestieranti potrebbe riuscire a fare di meglio senza problemi. Esistono un sacco di prodotti cinematografici senza un minimo d'amore per il materiale originale che riescono comunque a raggiungere la soglia della passabilità. 

    Ma tralasciamo le due infauste pellicole e torniamo allo spirito di D&D: Credo che chiedendo a tre persone distinte si ottengano almeno 4 risposte completamente divergenti. Confesso di non avere la minima idea del lato che sceglierei per fare un film sul gioco.

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    Molti dei libri sui Forgotten sono tutto tranne che seri, da Elminster… che dai tutto gli si può dire tranne che sia serio, ai personaggi (future divinità) del periodo dei disordini, ai primi libri di R.A. Salvatore. Quasi tutti avevano Eroi ed antagonisti spesso improbabili, ma alla fine era anche e soprattutto quello il divertente.

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    1 ora fa, Nesky ha scritto:

    Molti dei libri sui Forgotten sono tutto tranne che seri, da Elminster… che dai tutto gli si può dire tranne che sia serio, ai personaggi (future divinità) del periodo dei disordini, ai primi libri di R.A. Salvatore. Quasi tutti avevano Eroi ed antagonisti spesso improbabili, ma alla fine era anche e soprattutto quello il divertente.

    Francamente i personaggi future divinità nel periodo dei disordini (trilogia dell'avatar), mi sono sembrati molto seri. Non è affatto mia intenzione o abitudine fare il bastian contrario intendiamoci, eppure:  

    -Kelemvor era tormentato dalla sua maledizione di famiglia e dalla conseguente impossibilità di operare del bene disinteressato.

    - Mezzanotte/Midnight/Mystra manifestava un forte senso del dovere, un attaccamento incrollabile alla sua "missione" da arcanista al punto da anteporlo al suo amore per Kelemvor.

    -Cyric era così serio e immerso nelle elucubrazioni mentali pessimiste da sfociare in un carattere megalomane e malvagio.

    Continuando a limitarmi a ciò che ho letto direttamente nei romanzi, per esempio in "Elminster la nascita di un mago" o il più recente "the herald", il protagonista intraprende una quest "seria" contro creature maligne.
    Non posso certo negare per altro che il personaggio di Greenwood sia magistralmente caratterizzato anche dalla sua ironia, irriverenza e sarcasmo; tuttavia questo aspetto emerge di tanto in tanto, è sapientemente centellinato per stemperare la serietà delle quest e delle trame pericolose che egli deve sventare. 
    In quest'ottica IMHO l'ironia è godibile e funzionale.

    Se prendiamo le serie di Dragonlance, non è anche quello fantasy epico? Ok, c'è il kender Tasslehoff Burrfoot, ma sta lì molto per sdrammatizzare e ravvivare un pò anche lui.

    Consapevole che i romanzi che ho citato sono una frazione dell'universo di d&d, che il lore di d&d non si esaurisce ai romanzi, che un'evoluzione è buono e giusto che avvenga (non mi sono scagliato con furia ideologica neanche per le Shannara Cronicles recenti), dico solo che ispirarsi ai siparietti visti nei guardiani della Galassia, probabilmente genererà un prodotto troppo leggero per i miei gusti.

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    1 ora fa, Shinsek ha scritto:

    Consapevole che i romanzi che ho citato sono una frazione dell'universo di d&d, che il lore di d&d non si esaurisce ai romanzi, che un'evoluzione è buono e giusto che avvenga (non mi sono scagliato con furia ideologica neanche per le Shannara Cronicles recenti), dico solo che ispirarsi ai siparietti visti nei guardiani della Galassia, probabilmente genererà un prodotto troppo leggero per i miei gusti.

    Bisogna, però, fare attenzione a non pensare che inserire dell'umorismo o dei PG "eroi improbabili" significhi creare una sorta di film parodico che tratta la storia come una sorta di film comico in cui nulla viene preso sul serio. ;-)

    Se ci si fa caso, infatti, Guardiani della Galassia è un film con una storia seria, presa sul serio e con momenti drammatici quando è necessario che siano drammatici. NOn è la versione parodica di un film di Fantascienza o di un film di supereoi, pensato per buttare tutto sul ridere.
    Quando il prodotture del film di D&D ha citato i guardiani della Galassia, secondo me, ha voluto semplicemente spiegare che stanno creando un film con momenti di umorismo e con personaggi non seriosi in una storia dai risvolti seri.

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    Io penso solo una cosa, le capre a cui viene dato il compito di scrivere storie per film, non hanno un minimo di fantasia, perchè penso che per prendere spunto per un film nuovo basterebbe passare qualche ora a qualche tavolo di gdr di una compagnia media.

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    Salve,

     

    non credo sia già stato detto, ma per come la intendo io, lo spirito di D&D si racchiude bene in un film come Willow, dove i protagonisti alternano momenti di goffaggine ad attimi di vero eroismo. Senza parlare della loro dubbia moralità, così differente dallo stile tolkeniano.

    Mad Martigan è un abile guerriero, ma fa della taverna il suo habitat naturale, tra alcolici e bordelli; non gli interessa salvare il mondo, preferirebbe di gran lunga salvare se stesso. Tuttavia rimane invischiato in un affare più grande di lui ed è un osso duro, quindi accetta la sfida.

    Gli gnomi (brownie nella versione originale) del film, Sgembo e Strambo come li chiama Mad, sono figure spassose, ma non risultano caricature come Gimli nella trilogia di Jackson.

    Willow stesso è un apprendista mago che da prestigiatore da mercato apprende i veri segreti dell’Arte.

    Oltretutto diversi personaggi, durante lo svolgimento della storia cambiano fazione, dimostrando come l’animo umano possa essere mutevole.

     

    Per questo credo che la strada sia quella giusta.

     

    Negli anni ‘80/’90 i giocatori si dividevano, molto genericamente s’intende, in due tronconi e così il loro approccio al gdr. I giocatori che desideravano un fantasy altisonante giocavano a MERP, mentre quelli che desideravano un approccio più scanzonato si dedicavano a D&D. Poi, naturalmente c’erano una miriade di altri giochi  e proposte: Runequest, Warhammer, ecc. Spesso si andava a periodi: una volta giocavi uno, una volta l’altro. Tanto al 20° mica ci arrivavi, ti accontentavi di un onestissimo 7°/8° livello (attorno ai 80/150.000 PX).

    Morto MERP e nata la terza edizione (simile per molti aspetti a Rolemaster), molti giocatori nati nell’era della versione cinematografica del Signore degli Anelli hanno tentato di riprodurre quel fantasy nel lavoro di Gygax.  Piano piano anche D&D si è trasformato per accontentarli, ma lo spirito originario rimane latente. Prendetevi un manuale dei mostri di MERP, non troverete Mimic, Elfi Neri, Draghi Rubino e via discorrendo. Per certi versi l’universo creato dal professore inglese è più credibile, forse sono i personaggi ad esserlo meno (salvo Boromir, Tom Bombadil, Celeborn e pochi altri), almeno nella rappresentazione di un mondo moderno.

     

    Tutto questo pistolotto per dire che è necessario fare bene attenzione a distinguere tra una caricatura (Gimli) e un personaggio come Indiana Jones (che per certi versi è un anti-eroe). D&D è anche, forse soprattutto, antieroi un po’ sfigati, o almeno il mio D&D. Il bello di questi sfigati è che sono capaci di azioni incredibili. Ripeto, se questa è la strada tracciata, ritengo siamo su quella giusta.

     

    Saluti a tutti!

     

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    In 24/2/2016 at 00:21 , SilentWolf ha scritto:

    Questo film avrà il tono di Guardiani della Galassia in un universo come quello di Tolkien.

    Questo esempio mi ha fatto preoccupare... MOLTO! :sorry:

     

    In 24/2/2016 at 00:21 , SilentWolf ha scritto:

    qualcosa di spassoso in stile Predatori dell’Arca Perduta

    Questo esempio invece mi piace.

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    Vorrei far notare che D&D non è esattamente pensato per fare campagne serie. O non serie. Puoi fare entrambe ma ci sono giochi migliori per quello, soprattutto se da quei giochi devi tirarci fuori un film.

    Per fare storie drammatiche basate sul tormento interiore, intrighi e una lenta caduta verso il disastro c'è Vampire. Ne verrebbe fuori un film psicologico horror non male.

    Per fare storie cupe, che mescolano mistero, orrore, azione e una lotta titanica e a volte impossibile contro le forze del male c'è Warhammer 40k. Epicità, navi spaziali, Inquisizione ed eretici, battaglie che coinvolgono mondi, Exterminatus. C'è talmente tanta roba che potrebbero farcene mille di film.

    D&D è adatto a fare storie in cui gruppi di amici passano da essere Mr.Nessuno a semidio randellando mostri. Poi dentro puoi ficcarci tutto quello che ti pare: drammi, misteri, ecc, ma il fulcro del gioco è sempre quello: quattro-cinque tizi che insieme randellano nemici per risolvere la situazione.

    Per questo trovo che l'idea di avvicinarsi al tono scanzonato di GotG è una buona idea. Le migliori partite sono quelle in cui si ride e si scherza. D&D non è un gioco pensato per essere serio. Porterò sempre nel cuore la Compagnia dell'Inetto proprio per quello.

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    Attenzione, però, che D&D in realtà è pensato per storie e ambientazioni di vario tipo.
    Lo stile epico è, in genere, il filo conduttore di tutte le ambientazioni ufficiali, ma per il resto il tono varia ed è sempre variato molto. Di certo un Dark Sun, ad esempio, o un Ravenloft, non possono esattamente essere presi come modelli di storie necessariamente allegre e umoristiche. ;-)

    A mio avviso, credo che la posizione più corretta, in grado di mettere d'accordo un po' tutti, sia la seguente:  si può dire che D&D è un gioco che può avere molti toni, ma che non è obbligato ad averne uno preciso.
    Non è obbligatoriamente serio.
    Non è obbligatoriamente umoristico.
    Può essere entrambi.

    Ed entrambi i toni, come hanno mostrato molti romanzi e film di successo, possono anche coesistere in un'unica storia in maniera vincente.

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