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«Avevamo perso di vista ciò che contava»: Dan Ayoub torna sull'OGL
"usiamo un tot di termini ex novo , ma siamo ignoranti come capre , e se il cliente chiede una cosa semplice , gliene rifiliamo un altra sul retro , l ' importante è vendere a nuove fasce , a cui non frega , e non fregherà niente dei nostri prodotti . ora tra l ' altro i nostri manuali contengono ricette utili per casalinghe annoiate , e le pagine , se le accartocciate sul pene , son un ottimo anticoncezionale . un saluto a voi spagnolesi dello stivale europico"4 punti
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KotGV - TdS
3 puntipreferisco così, cioè spoiler divisi. Leggo solo le parti mie (e di chi sta con me) e mi consente di evitare di leggere le parti degli altri se fosse senza spoiler va bene la 'fog of war' come l'hai realizzata - conosco R20 e so come le luci vengano modificate in base a come avanzano i PG - tuttavia se ci sono parti già esplorate secondo me puoi lasciarle in chiaro. Diverso invece se vuoi rendere realistico il movimento delle guardie - che noi non possiamo conoscere - e lasci questa tipologia di visualizzazione per una maggiore immersione usa pure l'AI a tuo piacimento, ricorda che per sopperire all'energia consumata per generare 1 singola immagine - all'incirca 0,01 kWh / 0,29 kWh - puoi rinunciare a 1 km in auto preferendo una camminata o ridurre la durata della doccia di 30 secondi. Adeguati di conseguenza 😘3 punti
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«Avevamo perso di vista ciò che contava»: Dan Ayoub torna sull'OGL
Tornano con la coda fra le gambe o fanno finta di tornare con la coda fra le gambe? Alla frase "fottutamente terrificante" toglierei una qualsiasi delle due parole e avremo comunque una descrizione veritiera della situazione. Io personalmente mi sono disamorato del tutto da questo nuovo D&D e non ho nessuna voglia di prendere alcuno di questi prodotti, per il resto invertendo il vecchio adagio direi "vedere cammello, pagare moneta"3 punti
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«Avevamo perso di vista ciò che contava»: Dan Ayoub torna sull'OGL
Solo chiacchiere. Dovute dopo i casini combinati, ma alla fine sono solo chiacchiere. Tengono talmente tanto al loro pubblico, o meglio ai loro clienti, che nonostante le critiche feroci la procedura di outsourcing, utilizzo massiccio di AI generativa e monetizzazione feroce sono ancora più marcate di prima. La trasformazione finale di D&D (inteso come gioco d ruolo da tavolo) la vedremo nel 2028. Il 2027 sarà un anno di transizione. Alla luce anche del nuovo Dark Sun, in attesa di vedere il primo manuale Black Label, rimangono tantissimi dubbi e perplessità su come sarà il nuovo corso, se saranno davvero capaci di mettere da parte il falso perbenismo che ha caratterizzato l'orientamento di molte pubblicazioni e tornare davvero a dare ai clienti ciò che vogliono.3 punti
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«Avevamo perso di vista ciò che contava»: Dan Ayoub torna sull'OGL
Dan Ayoub, a un anno alla guida di D&D, torna sulla crisi dell'OGL e sull'anno passato a ricucire il rapporto con i giocatori: ascolto, roadmap pubblica e il ritorno degli autori storici. Dan Ayoub guida Dungeons & Dragons da circa un anno e in un'intervista pubblicata ieri da Mollie Russell su Wargamer ha fatto il bilancio dei dodici mesi passati a ricucire il rapporto tra Wizards of the Coast e i giocatori dopo la crisi dell'OGL del 2023. Sul punto di partenza Ayoub non usa giri di parole: «Avevamo perso di vista ciò che contava. Avevamo perso di vista chi fosse il nostro pubblico». Definisce la vicenda una rug pull, una tovaglia tirata via da sotto ai piatti, che ha danneggiato le aziende costruite intorno a D&D, e riassume il conto da pagare in una frase: «La fiducia ci mette molto tempo a costruirsi e un secondo a rompersi». Le lezioni che dice di aver tratto sono due. D&D appartiene ai fan, ed è fatto da loro. E non esiste una taglia unica che vada bene a tutti. Alla domanda su quale sia il risultato più importante del suo primo anno, Ayoub risponde «l'ascolto». Ha istituito un consiglio della community e ha parlato di persona con giocatori, negozianti e autori storici. I board consultivi, racconta, gli hanno restituito pareri poco diplomatici che hanno pesato su scelte concrete, fra cui quella di rendere pubblica la roadmap dei prodotti, e gli hanno fatto vedere punti ciechi interni all'azienda. Il capitolo più concreto riguarda gli autori esterni. Al keynote della Gen Con Wizards ha annunciato collaborazioni per i volumi dedicati a Icons, Ravenloft e i Forgotten Realms, e Ayoub ha ripreso i contatti con firme storiche come Margaret Weis, Tracy Hickman, Luke Gygax e Bob Salvatore. Molti di loro, dice, hanno reagito all'invito con un sospiro di sollievo. La sua posizione: «Non voglio che siamo l'unica voce di D&D», e portare dentro più persone per raccontare più storie. Guardando avanti, Ayoub parla di creare spazio per autori nuovi sul modello di quello che faceva Dragon Magazine, delle produzioni in arrivo con Netflix e HBO, e di più linee di prodotto pensate per livelli diversi di pubblico, da chi arriva adesso a chi gioca dal 1974. Sul suo primo anno alla guida del marchio, la sintesi è duplice: «gratificante» e «fottutamente terrificante». Fonte Mollie Russell, D&D head Dan Ayoub on listening and learning from the OGL: "We lost sight of what was important", Wargamer, 14 settembre 2026. View full publication2 punti
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Capitolo 1 - La notte degli Eroi
2 puntiChand Naeveen Per me non ci sono problemi a calmarmi dalle mura, se tu Vivienne e Kaerith non doveste sentirvi troppo sicure possiamo fare una rapida imbracatura di emergenza. Io sono pronto. L'armatura di Vivienne è un bell'ingombro e Kaerith non è proprio l'agilità fatta persona, ma sono certo che non avranno troppi problemi.2 punti
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Capitolo 1 - La notte degli Eroi
2 puntiVivienne Larksong Osservo Caelum riemergere dalle rastrelliere con la borsa conservante ormai colma, lasciandomi sfuggere un leggero sorriso scuotendo il capo per la sua bramosia di attrezzi. Poco dopo anche Chand si dichiara pronto, dopo aver fatto scorta a sua volta di funi, triboli, acido e fuoco alchemico, valutando persino l'idea di impugnare un falcione prima di tornare fedele al suo vecchio stile. Quando l'artefice propone le sue opzioni per il percorso, mi stacco dallo stipite della porta dell'armeria e faccio un passo in avanti verso il centro del gruppo per esprimere il mio parere, valutando attentamente i rischi della notte. Sorrido di rimando alla battuta di Caelum sulle nostre acrobazie sui tetti, ma torno subito seria, spiegandogli con un sussurro fermo che il tunnel ci ha protetti finora, è vero, ma ci allungherebbe troppo la strada. Il Governatore è stato chiaro, il mulino rischia di andare in fiamme e se perdiamo tempo nel cunicolo sotterraneo arriveremo quando rimarranno solo le ceneri. Sposto lo sguardo verso le mura della fortezza, stringendo meglio le cinghie del mio scudo, e continuo dicendo che calarsi da questa parte della rocca ci offre il giusto compromesso. Ci terrà al riparo dagli occhi delle pattuglie principali che sorvegliano il portone d'ingresso, ma ci permetterà di piombare sul mulino abbastanza in fretta da cogliere quegli sciacalli di sorpresa prima che distruggano tutto. Io voto per le corde. Mi volto poi verso Chand, Kaerith e Gib per sentire le loro ultime considerazioni, pronta a scavalcare il parapetto non appena avremo l'accordo di tutti.2 punti
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Capitolo 1 - La notte degli Eroi
2 puntiEntrati in armeria vi riequipaggiate prendendo ciò che potrebbe servirvi, soprattutto i maschietti del gruppo non lesinano sull'equipaggiamento. Kaerith e Vivienne rimangono nei pressi della porta optando per viaggiare leggere senza ulteriori carichi e aspettando che tutti siano pronti. Caelum, intento a saccheggiare l'armeria, prosegue la sua opera sotto lo sguardo degli altri componenti della squadra che lo osservano sempre più sbigottiti. Quando arriva allo scaffale dell'olio ne fa incetta, neanche dovesse riempire un calderone per respingere un'assedio, poi passa ad altri materiali. Quando finalmente è soddisfatto si gira verso la porta incrociando lo sguardo degli altri ma, nonostante i quasi 50kg di materiale preso, riesce a muoversi comunque leggero, merito della sua abilità di artefice nell'infondere la sua borsa da viaggio trasformandola in una comodissima Borsa Conservante. Adesso che tutti siete armati fino ai denti, non resta che decidere che strada scegliere per raggiungere il mulino, prima che si trasformi in un rogo indomabile. Alla vostra destra c'è il portone d'accesso costantemente presidiato e ben difeso dalla presenza di due micidiali baliste, uscire da lì accorcerebbe di sicuro la strada ma potreste facilmente essere avvistati dagli assalitori. Davanti a voi il mastio, con Alice ancora affacciata alla porta che a mani giunte e occhi chiusi continua a recitare preghiere, nei cui sotterranei si apre il passaggio segreto che avete usato per soccorrere il santuario. La strada è più lunga ma di sicuro garantisce una maggiore possibilità di passare inosservati. Altra opzione è calarsi dalle mura, una via di mezzo fra rapidità nel raggiungere l'obiettivo e segretezza, sebbene comporti i suoi rischi. Vi confrontate per scegliere l'opzione che reputate migliore o vagliarne delle altre, con il destino degli abitanti di Greenest che pesa sulle vostre spalle. X tutti2 punti
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Libro 1- La collina dei cavalieri Infernali
Rugdush vulag Guardo rodrigo, vero che dovevamo trovare lui, ma penso che non abbiamo finito qui, questa storia dei cultisti mi piace ben poco. Per quanto mi riguarda considerami con te per ripartire, voglio arrivare fino in fondo a questa storia e con te sono sicuro che sia possibile. Naturalmente saranno fondamentali anche Ash e Liriel ! Faccio un mezzo sorriso, questo gruppo è forte se unito ! Guardo poi l'interrogatorio e la reazione di Ash. Parlo così ad entrambi, Ash ha ragione Rodrigo , lascia un attimo che si riprenda , però è anche giusto fare delle domande prima di riportarlo indietro replico ad Ash, meglio avere subito le informazioni che possiamo avere. Prendo poi tutti in disparte in maniera che il prigioniero nn ci senta e lo lascio in custodia ad Alek Per me lui c'entra veramente poco in questa storia o almeno c'è qualcosa di strano attorno a tutto questo, avete sentito i goblin ? Li ha attaccati senza presupposti, e abbiamo visto tutti come è ridotto, forse è stato manipolato da qualche forza magica2 punti
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«Avevamo perso di vista ciò che contava»: Dan Ayoub torna sull'OGL
uso il regolamento 2014 perchè è semplice e ottimo per i niubbi che sto masterizzando. da giocatore preferisco altro. e per la lore uso i manuale 3.5 che sono ancora fantastici. compro ancora d&d ma non con l'intenzione di usarli se non come idee.2 punti
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Gli eroi senza tempo
2 puntiSAMANTHA BLAZE (BARBARO) Capire quale sia il mezzo migliore è un po' come fare shopping. Siamo sempre tentati di prendere il pezzo più a buon mercato, ma questo non sempre vuol dire fare un affare. A volte potrebbe essere di bassa fattura o addirittura difficile da abbinare. Però in questo caso tutto sembra più semplice. "Sono d'accordo. Prendiamo la Sakana. Da quanto ho capito va diretta verso la meta, che è Ise." Sorrido come se stessimo partendo per una gita. "E inoltre, se riusciamo a pescare qualcosa, abbiamo anche la salsa di soia per condirlo in sashimi!" Cerco di alleggerire gli animi.2 punti
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«Avevamo perso di vista ciò che contava»: Dan Ayoub torna sull'OGL
Al di là delle chiacchiere, un cambiamento da non sottovalutare (non certo per merito di Wizards: estorto suo malgrado; ma comunque clamoroso) è la licenza Creative Commons. Da quella non si torna indietro.2 punti
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Il Techno-Pellegrinaggio arriva sul Mondo-Formicaio Voll. . .
La Multi-Mente Omni-Stratificata del Gran Maestro Technoprete Superiore, Arcimagus Explorator Maximus L3-G1-0N, "Signore & Padrone Dopo L'Omnissiah" del glorioso megavascello "Legatus Olympus" inizia a risvegliarsi dalla crio-quiete forzata in cui una vastissima percentuale dei suoi "Io Secondari" vengono prudentemente ibernati quando la Tecnoarca non e' al massimo della Attivazione Funzionale. . . Ora che la sua Capacita' Mnemonica e di Calcolo aumenta esponenzialmente in progressione geometrica, via via che le Menti (sia Primarie che Secondarie che Terziarie) si allineano in parallelo, una Subroutine Cerebrale porta all'attenzione che precisamente tre specifici dei suoi vari "Strumenti Autonomi" son stati de-ibernati preventivamente rispetto ad altri forse piu' Abili e Possenti, ma assai meno Versatili ed Adattivi. . . La complessissima situazione tattico-strategica in continua evoluzione sul Pianeta Voll e, in dettaglio, nella Citta'-Formicaio di Rokhart-Hive, hanno necessitato questa scelta. . . Tre delle sue Menti-Secondarie piu' attive e scaltre vengono mandate (una x ciascuno degli Agenti Operativi, con specialistiche Technoabilita' Mirate) x verificarne l'efficienza, iniziare un Pre-Briefing personalizzato prima di accompagnarli dinnanzi al Consesso delle Menti-Primarie sul Ponte di Comando ed anche ottimizzarne le funzionalità. . . Il "Mietitore Cinereo" Negapsichico doveva essere guidato da un Cyber-Mentath provvisto di rari e preziosi Smorzatori Emotivi in Noctilite Purificata che ne inibissero la temibile Aura Null, e che potesse iniziare a focalizzarne le sempre attive tendenze eliminatorie secondo i parametri di missione. . . Il "Biomante Sanzionita", uno Psico-Guerriero letale e baldanzoso (ben diverso dai macilenti e fragili Astropati Telempatici e Manipolatori Psionici che dovevano essere ciberneticamente ipermodificati x raggiungere una efficacia appena accettabile x lo Standard dell'Adeptus Mechanicus) andava accompagnato da un Cerebrita Techno-Arcano che ne alleviasse lo stress crescente, dovuto non solo al Crio-Risveglio dalla Ibernazione Navigazionale, ma anche dallo Stress Negapsionico dalla prossimita' dell'Operativo Pariah-Blank. . . Infine il Necromundano "Ammazzaorchi Ipertrofico" doveva essere seguito da una delle Protofiglie Clone che piu' si specializzavano nella Biotechnologia Genetorica che l'Arcimagus Alto Technoprete piu' prediligeva tra le Dottrine Omnissiache del Culto di Marte, onde iniziare gia' a perfezionarne in modo mirato la Farmacopeia Apotecario-Tattica x la missione in corso. . .2 punti
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«Avevamo perso di vista ciò che contava»: Dan Ayoub torna sull'OGL
Dan Ayoub guida Dungeons & Dragons da circa un anno e in un'intervista pubblicata ieri da Mollie Russell su Wargamer ha fatto il bilancio dei dodici mesi passati a ricucire il rapporto tra Wizards of the Coast e i giocatori dopo la crisi dell'OGL del 2023. Sul punto di partenza Ayoub non usa giri di parole: «Avevamo perso di vista ciò che contava. Avevamo perso di vista chi fosse il nostro pubblico». Definisce la vicenda una rug pull, una tovaglia tirata via da sotto ai piatti, che ha danneggiato le aziende costruite intorno a D&D, e riassume il conto da pagare in una frase: «La fiducia ci mette molto tempo a costruirsi e un secondo a rompersi». Le lezioni che dice di aver tratto sono due. D&D appartiene ai fan, ed è fatto da loro. E non esiste una taglia unica che vada bene a tutti. Alla domanda su quale sia il risultato più importante del suo primo anno, Ayoub risponde «l'ascolto». Ha istituito un consiglio della community e ha parlato di persona con giocatori, negozianti e autori storici. I board consultivi, racconta, gli hanno restituito pareri poco diplomatici che hanno pesato su scelte concrete, fra cui quella di rendere pubblica la roadmap dei prodotti, e gli hanno fatto vedere punti ciechi interni all'azienda. Il capitolo più concreto riguarda gli autori esterni. Al keynote della Gen Con Wizards ha annunciato collaborazioni per i volumi dedicati a Icons, Ravenloft e i Forgotten Realms, e Ayoub ha ripreso i contatti con firme storiche come Margaret Weis, Tracy Hickman, Luke Gygax e Bob Salvatore. Molti di loro, dice, hanno reagito all'invito con un sospiro di sollievo. La sua posizione: «Non voglio che siamo l'unica voce di D&D», e portare dentro più persone per raccontare più storie. Guardando avanti, Ayoub parla di creare spazio per autori nuovi sul modello di quello che faceva Dragon Magazine, delle produzioni in arrivo con Netflix e HBO, e di più linee di prodotto pensate per livelli diversi di pubblico, da chi arriva adesso a chi gioca dal 1974. Sul suo primo anno alla guida del marchio, la sintesi è duplice: «gratificante» e «fottutamente terrificante». Fonte Mollie Russell, D&D head Dan Ayoub on listening and learning from the OGL: "We lost sight of what was important", Wargamer, 14 settembre 2026.2 punti
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Il Vecchio Carnevale di Blogghereccio - Settembre 2026: Ospiti
Anche per questo Settembre 2026 si torna alla riscossa con Il Vecchio Carnevale di Blogghereccio, evento mensile dei blog di Gioco di Ruolo italiani che per questo mese sarà ospitato dal sottoscritto. E proprio a proposito dell'essere ospitati, il tema è Ospiti, plurale poiché ne sono molteplici i significati. Ospitanti ed OspitatiParliamo prima di tutto del legame che si crea fra l'ospitante e l'ospitato, fra gli ospiti per l'appunto. Quali sono le tradizioni locali a riguardo, nei vostri mondi? E soprattutto come potrebbero essere cruciali per i personaggi, magari alle prese con una delicata missioni diplomatica? Ospitante ed ospitate non devono però essere per forza persone, magari sono popoli. Una numerosa popolazione in fuga chiede diritto di asilo, quante volte accade nella Storia? E si potrebbe parlare di confini (ah, no, questo è stato già fatto), è facile parlare di paese ospite con degli Stati-Nazione, ma con degli Stati-Popolo? Ricordiamo però che questo legame di ospitalità potrebbe non essere solamente una questione di buon costume, è sacro, forse persino in un senso sovrannaturale. Si ritorna al diritto di asilo, questa volta custodito dai santuari, ma non solo. Il mancato rispetto verso Menelao da parte di Paride porta alla guerra di Troia (anche se qui c'era un giuramento di mezzo). Il mancato rispetto dei sodomiti per il legame di ospitalità che si era creato fra Lot e degli angeli porta alla distruzione della loro città con una pioggia di fuoco (sì, so che ci sono diverse interpretazioni, ma il nostro articolo ha un argomento preciso). Gli ospiti stessi sono spesso creature, come questi angeli, che chiedono riparo a degli umani ignari. Divinità, come Zeus ed Odino mettono costantemente alla prova i mortali chiedendo ospitalità. Fate e Vampiri non possono entrare in casa senza essere invitati, sarà per lo stesso motivo? Non sempre però gli ospiti sono armati di buone intenzioni. A volte una banda di Troll ed esseri sotterranei si presenta alla cena di Natale senza essere stata invitata e si sbafa tutto; o magari dei classici fantasmi che infestano la casa. E proprio parlando di ospiti negativi ricordiamo che l'organismo ospite è colui che contiene un parassita. Quest'ultimo magari ha pure bisogno di diversificare, un ospite per mangiare, un altro per riprodursi. Qualche parassita interessante nelle vostre sessioni? Ricordate che spesso l'ospite è più importante del parassita stesso. Chiaramente in ambito fantasy ciò è stato riletto: non siamo più ospiti di un parassita bensì di un demone. No, non ci possiede, però sta sempre lì, nella nostra testa. Potremmo mai liberarcene? Come partecipareInnanzitutto, leggetevi di cosa stiamo parlando e come funziona, spiegato qui. Poi, se non ce l’avete già, apritevi un blog (Blogger, GitHub Pages, WordPress.com…); in alternativa, scrivete direttamente qui su D'L, o anche su Write.as, come se aveste un blog. Scatenatevi e buttate giù un articolo per un qualcunque GdR! Nel vostro contributo linkate questo stesso post per far girare l’iniziativa, e far capire di che si sta parlando. Una volta pubblicato, fatemelo sapere (per esempio commentando a questa stessa pagina) così potrò inserirvi nel resoconto del mese. Ricordate: avete tempo fino al 30 Settembre per pubblicare! O meglio, avete tempo finché non faccio il resoconto finale. Mi raccomando, siate numerosi!1 punto
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Ciao sono GS
1 puntoCiao sono GS, ex GDR player, ex pro videoplayer, ancora appassionato di anime e manga. Casa è piccina e devo vedere a malincuore qualche cimelio. Ed eccomi qua.1 punto
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Il Fiore del Deserto (TdG)
1 puntoUmr'at-Tawil Le parole di Azrakar solleticano i miei ricordi... sò che stò rischiando molto, ma non posso fare a meno di sollevare la questione. "La descrizione di questo fantasma mi ricorda vagamente, almeno per quanto riguarda l'aspetto, quella che ho sentito fare di Farad... intendo dire Farad Abdel-Haqq, la "Lama della Polvere"! Ovviamente non posso essere escludere che si tratti di una somiglianza casuale, soprattutto visto che quella che mi è stata riportata era una descrizione di seconda mano... ma non posso fare a meno di domandarmi se non sia davvero la stessa persona..." dico in tono esitante.1 punto
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
La consapevolezza del pericolo mantiene la tua mente lucida e fredda. Sfruttando la portata superiore del falcione e l'allungo della tua Stirpe, compi un passo calibrato all'indietro di un metro e mezzo, muovendoti con grazia sul pavimento umido del sotterraneo. Il movimento ti allontana di colpo dalla traiettoria delle letali appendici dell'aberrazione, posizionandoti alla distanza perfetta per sferrare il colpo. Fai roteare l'arma descrivendo un arco letale e, stringendo i denti, scarichi tutta la tua forza fisica e il favore divino di Corellon sul mostro. Il fendente benedetto cala come una scure sulla parte superiore dell'Uncino Orribile, impattando esattamente nella giuntura tra il collo e la spalla già lesionata. La lama morde profondamente la spessa chitina grigio-nera con un suono sinistro di guscio spaccato: l'acciaio penetra nei tessuti interni della bestia, recidendo muscoli e vasi vitali. L'aberrazione emette uno strido gorgogliante e acutissimo, un suono lacerante che rimbomba dolorosamente lungo le pareti del labirinto sotterraneo. Una massiccia scarica di liquido scuro e denso sprizza dalla ferita, bagnando le pietre del corridoio mentre il mostro barcolla vistosamente, piegandosi sulle zampe posteriori. Skraa, vedendo la mostruosità barcollare e sul punto di crollare sotto la violenza del tuo assalto, decide che è il momento di sferrare il colpo di grazia senza rischiare che la preda si riprenda. Finisce qui, bestiaccia di pietra! strilla la goblin, balzando fuori dalla cella con insospettabile ferocia. Il cristallo rosso sul suo bastone nodoso si accende di una luce sanguigna e crepitante. Con un gesto secco, Skraa scaglia un dardo d'energia magica concentrata che fende l'oscurità del corridoio e centra in pieno l'Uncino Orribile dritto nel becco spalancato. L'esplosione arcana divampa all'interno della testa del mostro, disintegrando la parte ossea e interrompendo di colpo il suo grido agonizzante. La massiccia mole dell'aberrazione ha un ultimo sussulto involontario, poi crolla pesantemente in avanti sul pavimento del dedalo con un tonfo sordo, sollevando una nuvola di polvere e calce e rimanendo finalmente immobile in una pozza di fluido scuro. Lo scontro è concluso. Skraa lascia andare un lungo sospiro di sollievo, abbassando il bastone e pulendosi freneticamente la fronte verde con la manica della cappa scarlatta, prima di correre lesta verso lo stanzone di deposito per evitare il sangue fetido della bestia. Ci è mancato poco, elfo... ma quella lancia fa davvero dei bei buchi. Bel lavoro. borbotta la goblin, raggiungendo il tavolo da lavoro spaccato e allungando le dita artigliate verso l'oggetto metallico. Afferra saldamente il pesante perno d'acciaio a forma di ingranaggio e te lo mostra con un ghigno fiero. Ecco qui. La prima chiave cifrata di Vane è nostra. Guarda le tacche sul dorso... segnano il numero quattro. Ora non ci resta che capire in quale delle altre due corsie del labirinto si nascondano le altre due per aprire quella maledetta porta blindata di sopra. Il silenzio del labirinto sotterraneo torna a stringersi attorno a voi, interrotto solo dallo scorrere del fluido della bestia sulla pietra. La benedizione di Corellon pulsa ancora debolmente nelle tue vene, mentre davanti a voi si riapre il trivio del sotterraneo: il corridoio centrale con i profondi solchi ormai spiegati, o la rampa di destra che sprofonda nel gelo.1 punto
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Capitolo 1 - La notte degli Eroi
1 puntoCaelum Voss Bisogna essere pronti a tutto, se si rischia la propria vita nulla va lasciato al caso e un equipaggiamento variegato e numericamente valido aiuta molto a preservarla. Sicuro di riuscire a trovare un uso per ogni singolo pezzo che ho preso, mi rivolgo ai miei compagni Delle tre strade che possiamo scegliere, sceglierei il tunnel se riusciamo ad essere veloci. Altrimenti azzarderei la discesa dalle mura, dopo le scorribande sul tetto del tempio siamo abbastanza svezzati Rido brevemente, all'apparenza sembra che le preoccupazioni di prima siano passate. All'apparenza...1 punto
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Libro 1- La collina dei cavalieri Infernali
Ash Breeze Alla richiesta di Rodrigo, dopo le considerazioni di Rugdush, rispondo in maniera incerta Lasciatemi provare, forse posso riuscire a capire se mi concentro per bene. Chiudo gli occhi e cerco di concentrarmi sulla vibrazione di sottofondo che è sempre con me, proiettandola verso Calmont per vedere se risuona o risponde al mio sollecito DM1 punto
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Il soffio del Dragomare
1 puntoDall'alto del bancone, l'oste Silas sbianca sotto lo sguardo glaciale di Aelthara e davanti alla minaccia diretta di una sospensione della licenza per falsa testimonianza. Ascoltando poi la ricostruzione misurata di Eol, l'arroganza dell'oste crolla del tutto. Deglutisce a vuoto e fa un passo indietro dietro il legno battuto, visibilmente ridimensionato: N-no, Guardia Argentaria! Nessuna falsa testimonianza, per gli dèi! balbetta Silas con tono decisamente più mite. La ressa era caotica, la luce scarsa... Se la Guardia ritiene che si sia trattato di un colpo sfortunato nella ressa per disarmare un aggressore ubriaco che stava sguainando, mi rimetto al vostro giudizio ed alla versione ufficiale! Io volevo solo assicurarmi che la locanda fosse tutelata. Ma pretendo che questi delinquenti paghino i danni per il liuto e per la birra! Sul palchetto, il Capo Barcaiolo capisce di non avere più alcuna via di fuga. Sotto il peso della lama di Aelthara, infila la mano nella scarsella e scaglia a malincuore un sacchetto di monete sul tavolo. Poco distante, Aeloria Amastacia accetta la mano di Eol per rimettersi in piedi, stringendo i resti del suo liuto con un sospiro di profondo sollievo: Io... io sto bene, vi ringrazio. Il mio nome è Aeloria. Ho una stanza al piano di sopra per la notte. Vi ringrazio di cuore per la premura per il mio strumento, la vita viene prima di tutto. Dall'altro lato della sala, la mossa da prestigiatore di Fritz e la sua scusa sfacciata sull'incidente lasciano l'oste a bocca aperta, del tutto incapace di smontare la versione a parole dopo il tiro di Raggirare. Prima che il barcaiolo possa protestare per la recita del ragazzo, le parole ad alta voce di Godhura mettono il punto definitivo alla faccenda; con lo scioglimento della sua magia, i rovi spinosi attorno al secondo marinaio si seccano e si sbriciolano all'istante, lasciandolo crollare a terra libero ma del tutto arreso. Nel corridoio, le cure esperte di Ramo di Larice danno i loro frutti: il marinaio ferito respira con ritmo lento e regolare, confermando che l'uomo è fuori pericolo di vita. È in questo momento che la porta sul retro della taverna si spalanca di colpo . Spinto dal garzone trafelato e seguito da un anziano cerusico con la borsa di cuoio e da una guardia di ronda, fa il suo ingresso Gorak "Spalla-Di-Pietra", il Vice-Sceriffo di Riverbend. La sua stazza da mezzorco riempie il passaggio: pelle verde-grigiastra segnata da vecchie cicatrici, due piccole zanne che spuntano dalla mascella squadrata e uno sguardo stoico, di chi in quel borgo ha visto davvero di tutto. Non sguaina la spada. Si arresta sulla soglia con la mano appoggiata al cinturone, mentre i suoi occhi scuri fanno un rapido e clinico giro della sala: notano il ferito a terra con Ramo chinato sopra, i barcaioli in ginocchio davanti ad Aelthara, il liuto spezzato e la tensione ancora palpabile tra i tavoli. Il cerusico si precipita immediatamente sul marinaio a terra per dare seguito alle cure di Ramo. Gorak fa due passi avanti, facendo scricchiolare le assi del pavimento, e rompe il silenzio con una voce profonda e bassa che zittisce l'intera taverna: Un uomo a terra che ha rischiato di lasciarci le penne e armi sguainate in una taverna affollata. Gorak ferma lo sguardo su Aelthara, poi lo fa scorrere lentamente su Eol, Godhura, Ramo e infine su Fritz, prima di rivolgersi alla guardia al suo seguito: Metti i ferri a quei tre barcaioli e portali al Comando. Poi si gira di nuovo verso di voi, mantenendo l'espressione d'acciaio del veterano... Guardia Argentaria, e voi quattro con lei. Il Presidio è a due passi da qui. Voglio le deposizioni di tutti quanti a verbale stasera stessa, prima che vi andiate a coricare. Venite con me. @ Tutti1 punto
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Topic di Servizio
1 puntoConcordo, se lo hai pensato così è giusto che ruoli così il tuo pg Certo, in piena sincerità, Eol ha provato a parargli il sedere più per non far degenerare la situazione più del dovuto, ma se le cose non migliorano a parole il massimo che può fare è girarsi dall'altra parte mentre scappi xd1 punto
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Libro 1- La collina dei cavalieri Infernali
Liriel Thalavar Il vedere Warbal sana e salva mi rincuora. Ero stata titubante nel lasciarla da sola in queste lande impervie ma a quanto pare se la sa cavare meglio di quanto avevo supposto. Ascolto attentamente la narrazione, anche se le informazioni che otteniamo sono molto vaghe e confuse. Ammetto che l'aver sentito nominare la mia razza ha annebbiato la mente con pensieri. Nonostante abbia trascorso gli ultimi anni della mia vita in solitario, sangue elfico scorre nelle mie vene e vorrei capire l'attinenza con questo posto dimenticato. Solo l'halfling saprà darci risposte. "Sono d'accordo! Prima di portarlo al villaggio cerchiamo di ottenere quante più risposte possibili. Sarà poi la giustizia a fare il suo corso" Non ho molta fiducia in autorità diverse se non quelle della natura ma da che mondo e mondo i crimini devono essere pagati. "Gustiamoci questo attimo di quiete all'aria aperta. Cerchiamo il meritato riposo e poi faremo ciò che va fatto" Esclamo accarezzando l'erba e lasciando che la brezza pomeridiana sfiori il mio volto.1 punto
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Topic di Servizio
1 puntoMa no... E' giusto interpretare il PG per come lo hai concepito. Certo se le cose si mettono male l'elfa ti deve arrestare ahah1 punto
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Libro 1- La collina dei cavalieri Infernali
Rodrigo del Fiore Per quanto odi la sua razza per quello che hanno fatto alla mia terra Warbal inizia ad andarmi a genio. Si dimostra sempre più utile. Comunque devo stare attento a non simpatizzare troppo con lei. Mai fidarsi di un Goblin, sanno solo distruggere. La ringrazio con un sorriso Grazie dell'aiuto come interprete. Ora che la tua tribù è salva sarebbe il caso di tornare in città per consegnare il prigioniero. Guardo i miei compagni di avventura. Li conosco da così poco e ho già sfidato la morte al loro fianco così spesso. Credo di parlare a nome di tutti quando dico che poi torneremo ad investigare meglio su quello che sta accadendo là sotto. Li guardo con un po' di indecisione. Chissà se saranno interessati a proseguire l'esplorazione della fortezza. Una volta tornati in città il nostro incarico sarà tecnicamente assolto. Probabilmente posso contare su Alak, ha tutto l'interesse a tornare. Spero anche gli altri. Non so cosa farei senza Ash, le sue cure miracolose sono l'unico motivo per il quale cammino ancora. E poi Liriel. Mi ha riportato in vita dagli inferi e poi averla intorno è un piacere per gli occhi. Infine Rugdush, pratico e diretto. Il suo modo si combattere è impressionante. L'istinto mi dice che ognuno di solo sarà fondamentale per affrontare quei sotterranei. Ottenuta risposta sulle loro intenzioni future mi avvicino all'halfling per iniziare l'interrogatorio. (faccio direttamente la lista delle domande) Perché hai dato fuoco al municipio? Gli elfi che stai cercando sono gli Artigli Cinerei? E cosa sono gli Artigli Cinerei? Che vuole questa setta? Come la conosci? Perché stai cercando la setta (o gli elfi)? Perché l'anello di Alseta è importante? Perché lo cerchi?1 punto
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Libro 1- La collina dei cavalieri Infernali
"Warbal? Mia cugina qui?! Oh, gioia! Warbal buona cugina! Grande amica! Molto intelligente! Studiato tanto vostra lingua! Io poco, lingua difficile" Dice, abbassando le orecchie un po' imbarazzata. Poi, dopo una breve discussione con gli altri goblin, si avvia per seguirvi fuori dalla fortezza per incontrare Warbal. Quando arrivate al vostro campo base trovate Warbal che si sta apprestando a preparare il pranzo. Nel momento in cui vede Helba fa letteralmente i salti di gioia, e corre ad abbracciarla. Non comprendete le parole in Goblin che si dicono, ma la felicità sui loro volti non ha bisogno di traduzione. "Ah, vedo che avete trovato un nuovo compagno nella fortezza. Piacere di conoscervi messere, il mio nome è Warbal, ambasciatrice dei Baldibombi presso Collebreccia. Suppongo abbiate anche voi aiutato nel salvataggio della mia tribù e per questo avete i miei più sentiti ringraziamenti. Alak, d' altro canto, sembra per un attimo confuso quando vede Warbal, e ancora di più quando la goblin gli rivolge la parola in perfetto comune. Ciononostante si riprende velocemente, e fa un cenno di rispetto col capo Il piacere è mio. Sono Alak Stagram, armigero dell' Ordine del Chiodo dei Cavalieri Infernali. A questo punto Rodrigo inizia a porre le sue domande, con Helba che risponde in Goblin e Warbal che traduce in comune. Mia cugina dice che sono stati scacciati dalle cripte da dei cultisti, si facevano chiamare gli "Artigli Cinerei". Avevano dei mostri draconici con loro dei...draghi-cane? Non so se hanno un nome più appropriato in Comune, non conosco quella specie. In ogni caso quei mostri li hanno inseguiti sui bastioni e bloccati lì. Non potevano scendere senza rischiare di essere divorati. Uno di loro a un certo punto è morto in un crollo, ma l' altro continuava a tormentarli. Helba vi ringrazia tantissimo di averlo ucciso. Ed effettivamente, dai numerosi inchini che la goblin vi sta facendo, è chiaro che vi è molto grata. Mia cugina però non ha idea di cosa c'entrino gli elfi in tutto questo, né cosa sia l' Anello di cui parlava Calmont. Non c'è nessuna struttura ad anello che lei ricordi. Però probabilmente se è un' anello vero potrebbe stare nelle cripte, lì ci sono ancora tutti i generi di tesori. E arrivarci è semplice, c'è un ingresso segreto sul fianco della collina a ovest. E' quello che usava la mia tribù quando bisognava uscire per andare a caccia. Quando sente nominare Calmont, vedete che Helba si fa visibilmente più frustrata. Dice che non aveva mai visto l' halfling prima d'ora. E' semplicemente arrivato un giorno e ha iniziato a minacciarla col coltello farneticando e spaventando tutti. Come se si fosse sentito chiamato in causa, l' halfling inizia a lamentarsi, sta lentamente riprendendo conoscenza.1 punto
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Il soffio del Dragomare
1 puntoRAMO DI LARICE Sebbene ferito gravemente, per fortuna l'uomo respira ancora, e facendo pressione nei punti giusti riesco a fermare il sangue ed evitare che peggiori. Una volta sedati barcaioli ubriachi e molesti, l'attenzione si sposta subito su Fritz, che ha scelto di aiutare nel peggior modo possibile. Ascolto le parole di tutti in merito, e mi dispiaccio nel sentire la banale bugia che il giovane prova a raccontare nel tentativo di uscire dalla situazione. Non può pensare davvero che nessuno abbia visto le sue azioni. "La menzogna è il rifugio dei codardi. La vita richiede equilibrio, e non c'è equilibrio senza onestà." sentenzio impassibile verso il giovane, sperando si ricreda.1 punto
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Ciao sono GS
1 puntoDimenticavo: ho 50 anni, e per motivi che non sto a citare ho il daspo per qualsiasi evento che inclusa le parole che iniziano per D e finiscono per Dragons1 punto
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«Avevamo perso di vista ciò che contava»: Dan Ayoub torna sull'OGL
Se devo essere sincero non vedo un grosso cambiamento. Forse devono ascoltare meglio.1 punto
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Gli eroi senza tempo
1 puntoKai Seki Magoroku Continuando a cingere Samantha tra le braccia mi esprimo. Sono d'accordo con Mako ,non mi ispira per nulla salire sulla Kobayshi Maru e ancora meno di pulirne il ponte o arrotolarne il sartiame. La Satoshi costa molto e non va proprio dove vogliamo andare camminare ancora? Anche no. Quindi io propongo la Sakana, che ne dite?1 punto
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Gli eroi senza tempo
1 puntoMako Mori Dopo il risveglio seguo il gruppo in silenzio lasciando che siano gli altri a guidarci, la meta è chiara, difficile sbagliare strada. Finalmente entriamo nella cittadina portuale alla ricerca di un passaggio navale verso Ise e ci dirigiamo al porto per raccogliere informazioni e valutare le scelte a nostra disposizione. "Non sono superstiziosa ma la Kobayshi Maru non mi pare proprio una buona scelta, se non per il prezzo." aggiungo poi con un filo di voce: "Che cattivo gusto a darle quel nome." Mi appoggio a qualche cassa mentre attendo che si decida quale imbarcazione scegliere e passo in rassegna tutto ciò che ci circonda per farmi un'idea migliore del posto e delle persone con cui potremmo avere a che fare. Meccaniche - DM @Albedo1 punto
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Capitolo 3 - Nel bosco degli elfi
Eryn - Paladina Ascolto con attenzione le parole di Arthur e mi fermo a riflettere un momento. "Lasciare le armi in un posto del genere è davvero un azzardo ma... d'altronde, se gli elfi ci volessero morti, anche impugnandole non cambierebbe poi molto. E va bene!" "D'accordo, meglio che vedano bene le nostre intenzioni pacifiche, magari ci farà risparmiare un po' di tempo." Poso lo zaino con i giavellotti vicino all'equipaggiamento lasciato dai miei compagni, mi sfilo lo scudo e lo appoggio, insieme al pugnale, al bagaglio. Infine sfodero la lama della spada, la tengo un momento davanti a me facendo scorrere lo sguardo sul suo filo e ammirando i riflessi del sole sul suo acciaio temprato, poi la giro e la pianto a terra indugiando qualche istante sulla decorazione dell'elsa a forma di testa di drago. Rialzo lo sguardo, dritto davanti a me e, con rinnovata determinazione, mi allontano indietro di tre passi affiancandomi ad Elyndra. "Coraggio mastro Thurin, manchi solo tu. Poi, se l'iscrizione dice il vero, ci basterà presentarci eeee... vedremo che succederà." invito il nano ad unirsi a noi sperando che non sia troppo avverso a questa idea, che sarebbe anche comprensibile, un nano guerriero e fabbro, per giunta, che si deve presentare disarmato di fronte a degli elfi... "Non si è davvero mai sentito!" gli rivolgo un sorriso rassicurante e attendo con gli altri che si unisca a noi.1 punto
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Sfide Interpersonali 1: diplomazia secondo The Alexandrian
vale anche per me 🙂 vero. il manuale ti offre tutti gli strumenti e ti indica come utilizzarli, fornendoti anche molti consigli su come tenere bilanciato il gioco. Ed è sempre il DM a gestirle, e non i giocatori. Purtroppo non ci sono attenuanti, se non quella di riconoscere un errore (e ci mancherebbe! chi è che non sbaglia!) e cercare nel migliore di riparare. Entrando nel merito degli oggetti magici, anche qui è il DM a stabilire il 'limite' di cosa è possibile trovare e cosa no. Un personaggio che si reca in una città e acquista, o commissiona la creazione di, un oggetto magico avendo a disposizione il denaro? Ma certo! D&D è anche questo! Però nel momento in cui si alza l'asticella sulle quantità di oggetti e soprattutto sul loro potere, il DM deve essere oculato. Nel Manuale le avvertenze su questo tema ci sono tutte! Dichiarando esplicitamente proprio a questo riguardo che un oggetto troppo potente, in rapporto al livello dei personaggi, destabilizza il gioco stesso. Nell'esempio di The Alexandrian, un bonus di +15 derivanti da oggetto di potenziamento abilità (o addirittura +30 al 13° livello), scusami, ma è semplicemente folle. Come DM permetteresti mai ad un tuo giocatore/personaggio al 13° livello di ottenere un potenziamento magico di questo genere? Io semplicemente no. Un PG in possesso di tale equipaggiamento ha l'avallo del suo DM. E studiando le varie tabelle (Tesori, Valore dei tesori medi per PG, Costo degli Oggetti magici) vedrai che al 13° livello il PG potrebbe possedere solo questo oggetto in termini di valore (e avere poco o null'altro). Sarebbe un PG credibile? Forse attorno al 17°-18° livello quando le 'sfide' saranno di tutt'altro tenore... Qui non si tratta di non fornire tesori ed oggetti magici ai propri PG. Vanno all'avventura e li devono ottenere come ricompensa e soddisfazione per le imprese affrontate! Ma devono essere forniti in misura omogenea ed equilibrata proprio per non creare situazioni che poi diventano difficili da gestire. Situazioni che rompono il gioco. Se si seguono le regole anche per questo aspetto, è assai difficile che il gioco si rompa. E se succede è per un errore, che può, e deve, essere corretto. Abbiamo una ulteriore convergenza! E su un concetto di non poco conto sulle regole 3.x 🙂 Qui sono d'accordo io con te. Le dinamiche agli altissimi livelli cambiano, e cambia il gioco. Cambiando il gioco, il DM deve stabilire, preparare e giocare i PNG in modo molto approfondito e appropriato in modo che il mondo di gioco non perda la sua coerenza davanti alla (giusta) forza e potenza dei PG. Il convincimento può essere possibile a fronte di logiche forti e strutturate, perchè soprattutto i PNG intelligenti a quei livelli di potere non si fanno abbindolare facilmente e difficilmente si fanno cogliere impreparati. Quindi, quando si progetta un'avventura lo si deve fare in modo attento. Aggiungo: un aspetto che non abbiamo minimamente affrontato, è il 'modo' di impiego dell'abilità. Perchè un conto è Modificare l'atteggiamento del PNG, che semplicisticamente rappresenta il grado di 'simpatia' che questo può nutrire nei confronti del PG ed è rappresentata dalla CD di cui abbiamo ampiamente parlato sino ad ora; un conto invece è 'ottenere' vittorie/vantaggi di convincimento a far fare qualcosa al PNG, rappresentate dalle prove 'contrapposte' di Diplomazia. Non sono la stessa cosa e le due meccaniche rappresentano due diverse situazioni e funzioni. Ma non vado oltre, che il mio post è già stato abbastanza lungo, e anche l'ora si è fatta tarda...😉1 punto
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Capitolo 1 - La notte degli Eroi
1 puntoChand Naeveen Co il benestare del governatore ci rechiamo in armeria per rimpinguare l'attrezzatura prima di partire. Recupero una corda due sacchi di triboli, imito Caelum con il fuoco dell' alchimista e le fiale d'acido. Poi mi dirigo verso la rastrelliera affermando l'asta del falcione, lo maneggio un attimo, poi lo rimetto a posto. Non sono ancora pronto a cambiare stile di combattimento, anche se quell' arma con l'asta così lunga permette indubbiamente un eccezionale controllo del campo di battaglia. Avrò modo di sperimentare...se non morirò questa notte. Sono pronto! Dico ai miei compagni.1 punto
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Topic di Servizio
1 puntoSecondo me può starci essendo giovane e cresciuto solo, ma magari vedendo che non viene messo in croce dal gruppo, anzi cerca di parlargli il sedere ,matura un suo codice che lo porta poi a distinguersi dai comuni tagliagole da strada. La situazione è partita male e dobbiamo ancora uscirne. Ma può essere un ottimo spunto interpretativo per lo sviluppo del PG. A me piacciono i PG che crescono e mutano alcune aspetti del carattere nel corso della storia. Intanto abbassare un po' la cresta e rendersi conto di aver fatto una ca*sta è un buon inizio per uscirne in modo più semplice.1 punto
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Tesori dal Multiverso
1 puntoButto qui un po' di idee su raccolte di oggetti in vari gdr, forse le metterò in un download nel sito, se volete potete usarli nelle vostre campagne, se mi scriverete osservazioni, suggerimenti e critiche mi farete contento. La Cassapanca del Nefando (Mondo di Tenebra Edizione del Ventennale) Contiene vecchi libri di Huysman e Théophile Gautier. C'è un doppio fondo. Nel doppio fondo c'è un libro di carta pergamena coperto con una copertina di cuoio scuro senza titolo né illustrazione.Il De Vita Qliphotica et Dissolutione Formae non si presenta come un normale grimorio medievale. Chi lo apre per la prima volta prova quasi una sensazione di sollievo nel vedere che il frontespizio è scritto in un latino leggibile. Il titolo occupa il centro della pagina in una magnifica gotica textualis, tracciata con un inchiostro ormai virato verso il bruno. Le lettere sono eleganti, opera evidente di uno scriba esperto, ma gli ornamenti che le circondano risultano inquietanti. Le iniziali filigranate si trasformano in radici, tendini e nervature vegetali; figure che, a uno sguardo distratto, sembrano semplici decorazioni monastiche, ma che osservate più attentamente rivelano forme umane intrappolate nella crescita organica. Voltata la pagina, il lettore non trova l'inizio del trattato. Trova invece ciò che l'autore chiama la Clavis, la chiave. È una sorta di lessico preliminare, indispensabile per affrontare il resto dell'opera. Il testo spiega che il libro non è stato scritto con lettere ordinarie, ma in una scrittura artificiale composta da simboli che sostituiscono sillabe, desinenze e gruppi di lettere ricorrenti del latino medievale. Alcuni segni corrispondono a semplici vocali; altri rappresentano intere terminazioni grammaticali. Altri ancora condensano parole molto frequenti nei capitoli successivi, specialmente quelle relative alla carne, alla trasformazione, alla corruzione e alla vita. La pagina della chiave è sorprendentemente ordinata. I simboli sono disegnati con precisione geometrica e ricordano una fusione impossibile tra caratteri astrologici, rune, segni alchemici e diagrammi anatomici semplificati. Alcuni appaiono come triangoli attraversati da linee sottili; altri come cerchi incompleti dai quali sporgono uncini, spine o piccole appendici simili a vertebre. A prima vista sembrano figure decorative prive di significato. Solo studiandole a lungo emerge il sistema nascosto che le governa. Le pagine successive insegnano gradualmente il metodo di lettura. Il lettore principiante è costretto a consultare continuamente la chiave, traducendo ogni simbolo nella sillaba corrispondente e ricomponendo lentamente le parole. Le prime righe richiedono minuti interi per essere comprese. Dopo alcune ore emerge una certa fluidità. Dopo settimane di studio accade qualcosa di più strano: il cervello smette di percepire i simboli come immagini e inizia a riconoscerli immediatamente come suoni e significati. La traduzione mentale diventa automatica. Le pagine sembrano allora scritte in una lingua familiare, come se la scrittura non fosse mai stata cifrata. L'inizio del vero trattato occupa la quarta pagina. L'effetto visivo è impressionante. Dove normalmente ci si aspetterebbe colonne di testo latino compaiono fitte successioni di segni neri. Non esistono lettere dell'alfabeto. Le righe assomigliano più a formule alchemiche che a scrittura. Eppure l'impaginazione è quella di un manoscritto universitario del Trecento: margini ampi, rubricature in rosso, iniziali miniate e annotazioni laterali. Le miniature delle prime pagine accompagnano il testo in modo sottile ma disturbante. Una mostra un albero la cui corteccia presenta lineamenti umani appena accennati. Un'altra raffigura un monaco intento a studiare un libro simile a quello che il lettore tiene tra le mani, creando una sorta di vertigine narrativa. In una terza immagine una vite cresce da una tomba e si intreccia con uno scheletro fino a renderne indistinguibili le ossa e i rami. L'aspetto più inquietante della Clavis emerge però nelle sue ultime sezioni. Tra i simboli spiegati ne compaiono alcuni privi di significato dichiarato. Lo spazio destinato alla loro interpretazione è stato lasciato vuoto. Non sembrano omissioni o danni del tempo; sembrano attese deliberate. Le pagine successive continuano normalmente, come se il lettore dovesse ignorare quelle lacune. Molti studiosi occulti sostengono che tali segni non siano realmente incomprensibili, ma semplicemente non ancora comprensibili. L'idea è che la chiave stessa si completi attraverso l'esperienza del lettore. Più si approfondiscono i segreti contenuti nel tomo, più quei simboli sembrano acquisire sfumature di significato. Alcuni giurano di averli interpretati spontaneamente dopo mesi di studio, senza sapere spiegare come. Altri affermano che la forma stessa dei caratteri abbia iniziato a mutare davanti ai loro occhi. A quel punto il libro cessa di apparire come un semplice codice cifrato medievale. Assume l'aspetto di una lingua viva, o forse di una lingua che sta ancora nascendo, e il lettore inizia a dubitare di stare apprendendo un sistema di scrittura. Potrebbe invece essere il libro a star insegnando al lettore un nuovo modo di pensare. La cassapanca è di quercia scura, rinforzata da fasce di ferro ormai macchiate di ruggine antica. L'odore che ne esce quando viene aperta non è quello della muffa o del semplice abbandono. È una miscela più complessa di pergamena secca, cera, erbe medicinali dimenticate e legno vecchio. Gli oggetti all'interno non sembrano appartenere alla stessa epoca né allo stesso proprietario. Danno l'impressione di essere stati raccolti nel corso dei secoli da mani diverse, accomunati soltanto dal fatto di essere considerati troppo importanti o troppo pericolosi per essere lasciati altrove. Accanto al tomo si trova una piccola ampolla di vetro spesso, sigillata con ceralacca annerita. Il liquido al suo interno è così scuro da sembrare nero, ma quando la luce lo attraversa rivela sfumature violacee e verdastre. Non si comporta esattamente come sangue normale. La viscosità appare eccessiva e sulle pareti del vetro restano tracce filamentose che tardano a scendere. Sul collo dell'ampolla è avvolta una striscia di pergamena sulla quale qualcuno ha tracciato una sola parola in francese arcaico, ormai quasi illeggibile. Chi possiede percezioni soprannaturali potrebbe avvertire un'impressione di umidità stagnante, di terra cimiteriale e di decomposizione controllata. È il genere di reliquia che sembra appartenere più alla tomba che al mondo dei vivi. Poco più in là riposa una scatoletta di teak lucidata con estrema cura. Nonostante l'età del contenitore, il legno conserva ancora una calda tonalità dorata. L'interno è rivestito di una spugna ormai indurita dal tempo che protegge un unico frammento di ambra color miele. La goccia fossile ha le dimensioni di una noce e racchiude un insetto perfettamente conservato. Le ali membranose, le zampe articolate e gli occhi composti sono distinguibili nei minimi dettagli. L'animale ricorda una piccola vespa primitiva o una specie affine ormai estinta milioni di anni fa. Osservandolo a lungo si prova una curiosa sensazione di distanza temporale, come se l'oggetto custodisse una porzione materiale di un mondo precedente all'umanità. La luce sembra penetrare nell'ambra più profondamente di quanto dovrebbe, producendo riflessi che fanno apparire l'insetto quasi vivo. Avvolta in un panno di lana grigiastra si trova una statuetta neolitica della Grande Madre. È alta poco più di quindici centimetri ed è scolpita in una pietra calcarea morbida e consumata. Le forme sono quelle tipiche delle antiche figurine della fertilità: seni pronunciati, ventre ampio, fianchi enormemente sviluppati. Il volto, invece, è quasi assente, ridotto a poche incisioni schematizzate. Migliaia di contatti hanno levigato alcuni punti della superficie fino a renderli lisci come avorio. Tenendola tra le mani si percepisce un peso sorprendente per le sue dimensioni. Non appare minacciosa; al contrario emana una sensazione antichissima di fecondità, crescita e sopravvivenza, come se fosse stata oggetto di venerazione molto prima della nascita di qualsiasi religione storica conosciuta. Vicino alla statuetta si trova un'altra ampolla, più elegante della precedente. Il vetro è sottile e leggermente verdastro. Al suo interno riposa un liquido ambrato tendente al giallo scuro. Sul fondo sono visibili minuscoli sedimenti vegetali. L'etichetta, scritta con inchiostro ferrogallico quasi scolorito, identifica il contenuto come una preparazione di belladonna. Potrebbe trattarsi di una tintura alcoolica ottenuta mediante macerazione delle foglie e delle bacche oppure di un distillato erboristico successivo; in entrambi i casi l'aspetto suggerisce una preparazione farmaceutica antica più che una pozione magica. Quando l'ampolla viene agitata il liquido lascia sottili striature sulle pareti di vetro e libera un odore debole, vegetale, leggermente dolciastro e sgradevole. L'oggetto più banale è forse quello che mette maggiormente a disagio. È una vecchia scatola di biscotti in latta decorata con figure campestri dai colori ormai sbiaditi. Il coperchio è ammaccato e presenta diversi punti di corrosione. Aprendola si scopre che contiene ancora il proprio contenuto originale. Sul fondo giacciono alcuni biscotti rotondi e molto semplici, probabilmente fatti con farina, zucchero e grassi ormai indescrivibili. Non sono marciti nel senso comune del termine. Sono diventati aridi. La consistenza assomiglia quasi alla pietra o al gesso friabile. Alcuni mostrano crepe profonde; altri si sono ridotti a frammenti e polvere. L'odore è debole ma riconoscibile: una traccia lontanissima di pasticceria domestica, come la memoria di una cucina che non esiste più. Per un osservatore qualunque la scatola non avrebbe alcun valore. Per chi comprende i misteri dell'Oltretomba, invece, è evidente che si tratta di qualcosa di molto più importante. Ogni volta che la si osserva emerge una sensazione di nostalgia impropria, come il ricordo di pomeriggi trascorsi in una casa che non si è mai abitata. Si intuisce che quei biscotti non sono stati conservati per il loro valore materiale. Sono il residuo di un legame emotivo. Un oggetto ordinario caricato da una quantità immensa di significato personale. La latta stessa sembra trattenere un'eco di attese, di abitudini familiari e di affetto perduto. È esattamente il genere di oggetto che potrebbe diventare la catena di uno spettro: non un tesoro, non un artefatto glorioso, ma un frammento apparentemente insignificante della vita che il morto non è mai riuscito ad abbandonare. Gli Attrezzi del Burattinaio (Sine Requie) La cassetta degli attrezzi è una robusta cassa in legno di faggio scurito dal tempo e dall'uso. Gli angoli sono rinforzati da fascette di ottone opacizzato e il coperchio porta i segni di decenni di lavoro: graffi profondi, macchie di colla secca, residui di vernice e piccole incisioni fatte distrattamente con la punta di uno scalpello. Quando viene aperta emana il profumo familiare di segatura, cera d'api, olio per legno e stoffe conservate troppo a lungo. All'interno ogni utensile ha il proprio alloggiamento, ricavato con cura. Si trovano scalpelli di varie misure con il manico consumato dalla presa, piccole sgorbie per incidere i lineamenti del volto, lime sottili, raspe da modellista, un seghetto ad arco per lavori di precisione e un assortimento di punteruoli. In un vano laterale sono raccolte pinzette, aghi lunghi, forbici da sarto, ditali di metallo e piccoli uncini utilizzati per lavorare i tessuti e fissare gli abiti dei pupazzi. Vi sono poi gomitoli di filo cerato, matassine di spago sottile, rocchetti di cotone nero e bianco, nastri ormai scoloriti e una scatolina di cartone piena di occhi di vetro di varie dimensioni. Alcuni sono azzurri, altri marroni, altri ancora di un grigio lattiginoso che li rende vagamente inquietanti. Sul fondo giacciono decine di minuscole viti, chiodini in ottone, rondelle e snodi metallici destinati alle articolazioni. Tra gli oggetti più curiosi vi è un mazzo di stecche di legno levigato, già forate e pronte per essere trasformate nei controlli delle marionette a fili. Accanto si trovano piccoli pezzi di tiglio e cirmolo parzialmente lavorati. Qua e là affiorano teste incompiute, mani scolpite ma non ancora dipinte, gambe articolate prive di piedi. Tutto lascia pensare a un artigiano metodico che preferiva conservare ogni componente piuttosto che gettarlo. Poco distante dalla cassetta si trova una scatola separata, molto più elegante. È una cassetta rettangolare in legno chiaro con maniglia di cuoio e chiusure di ottone. Aprendola si scopre il materiale destinato alla decorazione delle figure. Nella parte superiore sono allineati piccoli vasetti cilindrici di vetro chiusi da tappi metallici. Contengono pigmenti già mescolati in legante: incarnati rosati, bianchi avorio, neri profondi, blu spenti e verdi spenti da uniforme. Alcuni colori si sono separati col tempo e mostrano strati differenti. Sul vetro sopravvivono etichette scritte a mano con grafia accurata. In uno scomparto laterale trovano posto alcuni tubetti di colore ad olio, schiacciati e piegati, appartenenti a marche degli anni Quaranta. Le estremità sono dure per il colore seccato all'interno, ma qualcuno potrebbe ancora contenere una piccola quantità di pigmento utilizzabile. Accanto si trovano boccette di vernice trasparente, olio di lino, solventi e gommalacca. Una fila di pennelli occupa l'intera lunghezza della cassetta. I più grandi servivano per stendere i fondi; i più sottili terminano in punte quasi invisibili, adatte a tracciare ciglia, rughe, sopracciglia e minuscoli dettagli degli occhi. Alcuni sono protetti da piccoli tubi metallici inseriti sulle setole per conservarne la forma. Sul fondo della scatola giace una tavolozza di legno macchiata da innumerevoli strati di colore sovrapposti. Le macchie più antiche sono quasi nere e lucide come smalto. Ai bordi restano imprigionati frammenti di pigmento essiccato che testimoniano anni di lavoro paziente. Nel complesso, l'impressione è quella di un laboratorio portatile appartenuto a un maestro artigiano. Non vi è nulla di appariscente o straordinario negli strumenti. Al contrario, ogni oggetto appare scelto per la sua funzionalità e consumato dall'uso quotidiano. Eppure, osservando l'insieme, viene spontaneo pensare che tra quelle lame, quei fili, quei pezzi di legno e quei colori siano state create figure assai più elaborate e memorabili di quanto il semplice mestiere del burattinaio richiederebbe. Abacus lusorius (Lex Arcana) Il mobile occupa un posto d'onore lungo una parete dello studiolo. È un elegante abacus lusorius di età argentea, costruito in noce e cipresso con intarsi d'acero e bosso. Le gambe sono tornite e terminano in piccole zampe leonine; il piano superiore può essere sollevato tramite una cerniera di bronzo finemente lavorata. Sebbene il legno abbia perso parte della sua lucentezza originaria, conserva ancora l'aspetto di un oggetto appartenuto a una famiglia agiata, forse a un magistrato provinciale o a un ufficiale di alto rango. La superficie del tavolo è formata da una tavola reversibile. Da un lato compare il disegno inciso di un ludus latrunculorum semplificato, una griglia accuratamente tracciata con linee sottili riempite di pasta nera. Girando il pannello emerge invece un altro schema di gioco, più raro: tre quadrati concentrici collegati da linee radiali, molto simile a ciò che in epoche successive sarà conosciuto come il Mulino. Le incisioni sono consumate nei punti in cui generazioni di giocatori hanno fatto scorrere le dita e le pedine. Sotto il piano si apre un vano poco profondo. All'interno, ordinatamente raccolte in piccoli sacchetti di lino ormai ingialliti, si trovano le pedine. Sono semplici dischi di legno tornito, metà in acero chiaro e metà in noce scurita. Le più usate mostrano gli angoli arrotondati dall'attrito e dal contatto continuo con le mani. Alcune recano piccoli segni incisi a coltello, probabilmente fatti da antichi proprietari per distinguere una pedina favorita o tenere il conto delle vittorie. Nello scomparto inferiore del mobile sono conservati vari oggetti legati all'esercizio fisico e ai passatempi. Tra essi spiccano diverse palle da gioco. Alcune sono piccole e compatte, adatte a giochi di precisione; altre sono più morbide e leggere. Una attira immediatamente lo sguardo. È una palla da harpastum, un tempo pregevole, realizzata in cuoio cucito a mano e probabilmente riempita di lana compressa. Oggi appare screpolata e deformata. Le cuciture si sono allentate, il cuoio è abraso in più punti e una parte della superficie presenta strappi riparati anticamente con filo grezzo. Nonostante ciò conserva ancora una certa dignità, come un veterano segnato da vecchie campagne militari. È facile immaginare legionari e giovani aristocratici contendersela con vigore in una palestra o nel cortile di una villa. Accanto alle palle, protetto da una custodia cilindrica di cuoio, si trova un trattato di ginnastica. Il rotolo contiene una raccolta di esercizi, consigli dietetici e osservazioni sulla preparazione fisica. I margini sono ricchi di note di lettori successivi che hanno corretto, commentato o ampliato il testo. Qua e là compaiono piccoli schizzi di atleti impegnati nella corsa, nella lotta e nel lancio del disco. Sul ripiano più basso sono infine conservati due volumina particolarmente apprezzati da un uomo colto. Si tratta di una coppia del Manuale di Epitteto. I rotoli sono stati copiati con grafia accurata da mani professionali. Le estremità mostrano segni di uso frequente, specialmente nei passaggi dedicati all'autocontrollo, alla disciplina interiore e al dovere verso la comunità. I cartigli identificativi pendono ancora dai cilindri di legno, anche se l'inchiostro si è in parte scolorito. L'impressione complessiva è quella di un mobile appartenuto a un romano che considerava il gioco, l'esercizio fisico e la filosofia come aspetti complementari della stessa formazione morale. Le pedine consumate, la palla rovinata e i rotoli spesso consultati raccontano una vita trascorsa non solo nello studio, ma anche nella competizione, nel movimento e nella ricerca della virtù. Mobili Egizi (tarda XVIII Dinastia, durante il regno di Amenhotep III (circa 1390-1353 a.C.) (GURPS Egitto) Il mobile principale è una credenza bassa costruita in legno di sicomoro e cedro importato dal Levante. La struttura poggia su quattro gambe modellate a forma di zampe leonine. Le superfici sono decorate con sottili intarsi di ebano e avorio che rappresentano papiri, fiori di loto e uccelli acquatici. Nonostante alcuni segni d'usura, l'insieme conserva ancora un aspetto elegante. Aprendo le ante si trovano ordinatamente disposti numerosi recipienti per la birra. Vi sono boccali di terracotta rossastra per l'uso quotidiano, coppe di faience azzurra destinati agli ospiti e alcuni recipienti più raffinati in alabastro. Tra essi sono conservate varie cannucce per bere la birra filtrando i residui di cereali che tendevano a depositarsi sul fondo delle giare. La maggior parte è costruita in canna palustre levigata, ma due esemplari sono chiaramente oggetti di lusso. Sono realizzati in oro lavorato, sottili e leggermente incurvati, con estremità decorate da piccoli boccioli di loto. Su uno dei ripiani si trovano coltelli da tavola, forchettoni da servizio, cucchiai ricavati da legno pregiato e qualche elegante cucchiaio in avorio. I manici sono scolpiti a forma di anatre, pesci e stambecchi. Molti mostrano ancora tracce di utilizzo. Accanto al mobile è appoggiato un pregevole braciere-porta spiedi. Si tratta di una struttura bronzea rettangolare con piedi decorati da teste taurine. Una griglia mobile permette di cuocere la carne sulle braci mantenendola a distanza uniforme dal fuoco. Le superfici sono annerite dall'uso ma l'artigianato è di qualità eccellente, forse opera di una bottega legata al palazzo reale. Vicino al braciere si trova una grande cesta con coperchio intrecciato. All'interno sono conservati numerosi giocattoli appartenuti a uno o più bambini della famiglia. Alcuni sono realizzati in semplice legno dipinto, altri in brillante faience blu. Fra essi spicca un coccodrillo articolato. La bocca può essere aperta e chiusa tramite una cordicella passante all'interno del corpo. I denti sono indicati mediante piccoli inserti bianchi e gli occhi sono dipinti con sorprendente espressività. Vi sono poi piccoli animali domestici intagliati nel legno: un cane dal collo lungo; un gatto seduto con la coda avvolta alle zampe; una scimmietta; alcune oche e anatre. Sono presenti anche palline di legno levigato usate per giochi infantili e di destrezza. A poca distanza sorge un secondo mobile, più semplice ma molto importante nella vita quotidiana della casa. È una dispensa rialzata destinata alla conservazione del pane. Le ante sono protette da sottili pannelli traforati che favoriscono la circolazione dell'aria e tengono lontani insetti e roditori. All'interno si trovano varie forme di pane essiccate: piccole focacce tonde, pani conici e grandi pagnotte di farro. Sopra la dispensa riposa un grosso vaso di terracotta sigillato con un tappo d'argilla e lino. Alcuni geroglifici tracciati in inchiostro nero identificano il contenuto come miele. Rimuovendo il sigillo appare una massa dorata e profumata. Nonostante gli anni trascorsi, il miele è ancora perfettamente commestibile, denso e aromatico, con leggere note floreali provenienti dai campi lungo il Nilo. L'insieme dà l'impressione di una dimora benestante del Nuovo Regno: una casa in cui il cibo, la birra, il gioco dei bambini e l'ospitalità erano parte essenziale della vita quotidiana, non meno importanti delle cerimonie religiose e delle attività ufficiali.1 punto
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KotGV - TdS
1 puntoBuonasera! Alcune domande per voi, a tempo perso e senza obblighi e checkpoint. 1) Gradite la struttura a spoiler annidiati, oppure preferite lasciare il testo diviso per gruppo ma senza spoiler, perchè vi crea meno confusione? 2) Idem per la mappa: vi piace così, con le aree d'ombra per creare un senso di ignoto sulla parte che vi è celata man mano? 3) Come avete potuto vedere, faccio uso dell'a.i. abbastanza spesso: mi piace dare una connotazione visiva alla storia che creiamo, ai luoghi e ai personaggi che diventate/incontrate. So che alcuni sono infastiditi dall'uso "futile" dell'a.i. (anche tu lo sai, vero @shadyfighter07 ? 😂), quindi anche qui fatemi sapere le vostre preferenze, se vi fa piacere. Le mappe sono invece generate con Roll20. In generale, sono aperto a qualsiasi tipo di feedback: se avete preferenze per migliorare la giocata, fatemele sapere senza problemi!1 punto
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Libro 1- La collina dei cavalieri Infernali
Rodrigo del Fiore Accetto ben volentieri le pozioni e ne appendo una alla cintura mentre l'altra la metto al sicuro nello zaino. Grazie, per come è andata oggi dovrei riempirlo. Eheh Ridacchio genuinamente. Apprezzo sempre di più la compagnia di Alak. Annuisco alle parole di Rugdash. E' vero, meglio parlare con l'aiuto di Warbal. Zoppicando leggermente mi avvicino al gruppo di Goblin. Ascoltate, questo posto non è più sicuro. Dobbiamo andare via da qui. Warbal è vicino, al nostro accampamento. Seguiteci e parliamo con il suo aiuto. Dobbiamo sapere meglio cosa è successo. Una volta all'accampamento vorrei chiedere con l'aiuto di Warbal. Cosa sono i mostri che li hanno cacciati dal sotterraneo? Da dove sono arrivati? Come arriviamo al sotterraneo? Da dove sono arrivati i "drago-cane"? Perché non hanno abbandonato la fortezza quando sono stati attaccati? Calmont ha nominato l'anello di Alseta. Mi apre strano che chiedesse come trovarlo ai goblin. Se avessero trovato un anello di metallo lo avrebbero semplicemente preso. Credo si riferisse ad un luogo per cui chiedo se c'è una qualche struttura a forma di anello nel sotterraneo o nella fortezza. Magari inciso a terra o su una parete. Poi chiedo se avessero mai visto Calmont da queste parti prima di oggi.1 punto
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La Pietra Eretta & Co/Un Nuovo Inizio (Topic di Servizio)
@Athanatos @Cronos89 @Dardan @Ian Morgenvelt siamo ripartiti1 punto
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Uccisori di Giganti - Gruppo Unico (Topic di Servizio)
@Dardan @Landar @Ghal Maraz @L_Oscuro siamo ripartiti1 punto
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Sfide Interpersonali 1: diplomazia secondo The Alexandrian
Appunto: queste sono le regole. Punto. E ci sta eh, come dici anche tu In questo modo il DM dovrebbe avere tutte le regole che gli servono per gestire il gioco, senza bisogno d'inventare nulla (o comunque il meno possibile). Eh, ma se il giocatore si reca nella città grande che concede determinate fasce di oggetti magici e ha i soldi dovrebbe poter acquistare il tutto. Non sono bonus concessi arbitrariamente dal DM; è il setting implicito che te li concede. Che poi sia tutto più teorico che reale sono d'accordo anche io, che oltretutto non gioco alla 3e e le interazioni sociali le gestisco senza dadi. Io PNG incorruttibile non è incorruttibile. Ha un bonus di +20 alla CD. È come un fosso largo 100m: se in un modo o in un altro riesci ad avere i bonus necessari per superare la CD salti il fosso (o convinci Sauron). E visto che la fisica della 3e funziona bene, pochissime persone potranno saltare 100m di fosso (o convincere Sauron). E D&D è un gioco dove i PG ottengono grandi capacità man mano che salgono si livello. A un certo punto (Alexandrian parla di livello 13) i PG diventano davvero dei supereroi manga ecc, con capacità sovrumane ecc. Qui Alexandrian analizza bene la questione. Vero! Non è la prima volta che Alexandrian attacca la 3.5 mettendola a confronto con la 3.0. Nell'articolo citato sopra ne fa altri.1 punto
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Gli eroi senza tempo
1 puntoGabriele do un'occhiata ai bastimenti per cercare di capire quale strutturalmente mi dia più fiducia, ma in ogni caso la prima mi da l'idea di essere sotto equipaggio quindi potrebbe andare in crisi in caso di difficoltà, quella che trasporta pellegrini potrebbe essere fonte di informazioni e curiosità ma anche di probabili scocciature. forse è la terza a garantire il viaggio più tranquillo e al limite possiamo offrire servizio come scorta armata. a proposito, devo cercare un armaiolo per comprare altre frecce quindi dico agli altri: "intanto che concordate il viaggio io vado a vedere se c'è qualcuno che mi possa vendere delle frecce" detto questo mi allontano per cercare qualcuno cui chiedere informazioni a riguardo @Albedo1 punto
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Cerco gruppo!
1 puntoCiao! Mi chiamo Nicole, ho 36 anni e mi sono trasferita da poco a Torino. Sto cercando un gruppo dnd per ricominciare a giocare. Non sono automunita, ma ho sere e weekend liberi. D&D 5e o 5.5e 📍 Torino, preferibilmente in presenza 📅 Frequenza settimanale o bisettimanale 🐉 Campagna lunga, anche homebrew 🎭 Un buon equilibrio tra roleplay, esplorazione e combattimento 👥 Un gruppo stabile e con voglia di giocare con continuità Ho già un po' di esperienza come giocatrice, quindi cerco qualcuno che abbia voglia di creare qualcosa insieme (possibilmente anche qualcuno che possa masterare) oppure un gruppo a cui unirmi. Mi interessa soprattutto trovare persone con cui ci sia sintonia anche fuori dal tavolo, per fare amicizia. Se avete un gruppo già formato con un posto libero, oppure state pensando di crearne uno da zero, scrivetemi pure in dm!1 punto
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Ciao a tutti!
1 puntoBuongiorno a tutti, sono sempre stato incuriosito dai giochi di ruolo ma non ho mai trovato persone con cui approfondire, spero di riuscire qui :) Grazie a tutti per avermi accettato in ogni caso!1 punto
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La luna crescente
0 puntiFiore della giungla Per fortuna riesco a recuperare l' estrattore senza intoppi, e tutti insieme ci allontaniamo da quella spiaggia maledetta. Ovviamente questo breve attimo di fortuna non poteva durare però, e infatti la brutta notizia arriva con puntualità non appena torniamo al porto. Guardo la catapecchia dove dovremmo passare la notte e inizio a rivalutare la locanda in cui eravamo imprigionati prima. Un coprifuoco con guardie feroci all' improvviso non sembra più così male. Guardo Selyra con riconoscenza quando si mette a suonare, mentre lentamente mi tolgo l' armatura e mi metto comoda, stiracchiandomi sul letto. Grazie agli dei ti abbiamo incontrata. Senza la bellezza della tua musica questo mondo sarebbe davvero insopportabile. Le dico con un sorriso sincero. Dopo ho intenzione di andare a studiare un po' il Monolito, cercare di carpirne i segreti. Ma questo può aspettare. Dopo la nostra avventura sulla spiaggia, il riposo ha la precedenza.0 punti
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