Capitolo Venticinque – La scommessa di un traditore
Quel giorno le onde del Mare delle Meraviglie fendevano dolcemente il Dragone d'Oro, il veliero della famiglia Ivarstill, mentre esso si dirigeva verso le coste del Katai, appena dopo l'allontanamento del gruppo Eipherys Silverstar, la giunonica cugina di Chandra, osservò i membri della spedizione che avevano scelto di proseguire nella missione di recupero Non credo di potervi dire molto di più di quello che hanno già detto le teste coronate che vi hanno chiesto di imbarcarvi in questa storia esordì la sangue di drago dai capelli color argento Quello che vi dirò io è di non correre rischi inutili, qualora le cose si complichino. Benchè portare al sicuro il generale sia la vostra missione, le vostre vite sono più importanti di quelle di un ufficiale del Katai.
Ho divinato poco fa il generale Yodogawa, in questo momento dovrebbe essere da solo nella sua stanza. Mi hanno detto che tra di voi vi sono utilizzatori di teletrasporti, quindi per questa volta il mio ruolo sarà solo di supporto logistico Eipherys si puntò l'indice contro il petto Qualora abbiate difficoltà non esitate a contattarmi con un Inviare e vi risponderò subito. Attenderemo il vostro ritorno sul Dragone d'Oro, che fermeremo dopo la vostra partenza
Beh... bando agli indugi! disse quindi la nipote di Anzalisilvar, prima di muovere le mani e richiamare il potere arcano necessario al viaggio che stava per far intraprendere agli eroi di Firedrakes, cantando mentre il dweomer fluiva dal suo corpo fino alle sue mani. Dato il numero elevato dei partecipanti, furono necessari due incantesimi per trasportare il gruppo, in quello che sarebbe dovuto essere un viaggio istantaneo.
Almeno in teoria.
All'inizio tutto si svolse in maniera regolare, quando Chandra, Sharifa, Golban e Trull per primi sentirono la ormai consueta sensazione di vuoto sotto i piedi e la sfocatura che dissolse attorno a loro la nave e il mare. Ma quando i quattro sentirono di precipitare all'interno di un vortice oscuro, inframezzato da lampi color ambra e perla, essi capirono che qualcosa doveva essere andato storto. In quella caduta che pareva infinita, essi sentirono prima e poi videro sopra di loro Winn'Ier, Tom Po e Bjorn, la seconda squadra che li avrebbe dovuti raggiungere in seguito. La caduta pareva più veloce del più rapido dei draghi, ma pure più lenta di quanto essi percepivano dovesse essere. In risposta a quei loro dubbi, sotto di loro, si stagliò una colonna di pura oscurità, un pilastro più nero delle oscurità marine munito di propaggini. La massa oscura non li aggredì, lasciando solo che essi la attraversassero mentre precipitavano. L'impatto fu scioccante, simile ad un arrivo repentino nelle stanze più fredde del palazzo della Regina del Gelo, i corpi dei viaggiatori che furono scossi da quella tremante essenza di malignità che li avvolgeva e minacciava di soffocarli, il sangue che pulsava all'interno delle orecchie...
Poi tutto finì. I sette viaggiatori sentirono dapprima un solido terreno sotto di loro, poi poterono contemplare la stanza in cui erano giunti. Essa non era altro che un'ampia stanza scavata nella roccia, il cui lussuoso arredamento non era in grado di mascherare. Il pavimento era in buona parte coperto da un tappeto in tessuto viola, con draghi stilizzati color pece stilizzati in esso, impregnato d'acqua a causa di una infiltrazione presente in una delle pareti, che aveva già “mietuto” tra le sue vittime parte del letto, che mandava un odore pungente, e un comodino. Un'armatura finemente lavorata era appesa per un gancio a una distanza sicurezza, così come una scrivania era stata spostata sul lato opposto. Sopra di essa una lampada ad olio illuminava fiocamente l'ambiente e un foglio di pergamena, fresco di inchiostro, posata vicino ad essa.
Il contenuto della lettera
La porta non era chiusa, così che gli avventurieri poterono con prudenza farsi un'idea dell'ambiente circostante. Essi dovevano trovarsi all'interno di una montagna o al di sotto del livello del terreno, quasi al termine di un lungo corridoio in cui altre porte in legno, simile a quella che chiudevano la stanza in cui erano appena giunti, erano presenti. Il corridoio, nel senso opposto, si dirigeva verso un fondo illuminato. Prima di tale termine, dirimpetto l'una all'altra, si trovavano due grandi doppie porte con battenti rinforzati. Di Yodogawa Hisashi nessuna traccia.
x tutti