Attraversate le tempestose nubi, volando verso l'isola volante dove si scorge l'imponente e terrificante cattedrale. Arrivati sopra la rocciosa piana scendete su una strada lastricata circondata da possenti e imperiose arcate che formano un intreccio architettonico unico, dove le guglie e le statue di rapaci antropomorfi creano una sorta di tetto forato che permette a questo luogo di essere illuminato dalle continue ed uniche fonti di luce qui presenti ovvero i tuoni ed i lampi che irrompono prepotenti nell'infinito cielo che compone questo mondo alieno. Alla fine di questa strada un maestoso arco di trionfo fa da porta per l'interno della cattedrale, ricordando molto la struttura che si ergeva all'entrata della piccola cittadella di Bavalkar. Superato questo vi trovate davanti la vera e propria cattedrale che vedevate da lontano, innalzata su di un promontorio un'imponente chiesa, che si innalza verso il cielo per oltre un centinaio di metri con le sue guglie slanciate. Statue di esseri terrificanti, tutti simili a rapaci sono costruite ed incastonate nella nuda roccia, lungo spire torreggianti che si protendono verso l'interno e l'esterno sulle quali vedete nefaste creature ceh già avete incrontrato in questo arduo ed oscuro percorso. Gargoyle minacciosi, Vrock malefici, arpie seducenti, demoni oscuri e non morti di ogni tipo, e capite che tutte le creature che fino ad ora vi hanno ostacolato sono state evocate e richiamate da questo mondo per colpa di qualche misterioso e malvagio potere. Queste però non si nascondono a voi, ne però sembrano intenzionate ad attaccarvi, ma vi circondano come degli spettatori che non vedono l'ora di assistere ad uno spettacolo. Un terrificante spettacolo. Le mura interne di questa cattedrale sono pervase da ghiaccio lucido o da scariche elettriche serpeggianti che dall'alto verso il pavimento si diramano ovunque. La facciata della struttura presenta cinque vetrate color blu profondo, come un cielo in tempesta, e ad ogni lampo dall'esterno si illuminano come una nube nelle sere di pioggia, e le ombre delle creature che vi guardano dall'alto si evidenziano sul pavimento lastricato sotto i vostri piedi. Varcato l'ingresso sentite le vostre percezioni diminuire, la vista diventa più difficoltosa, i suoni si acuiscono ed ogni passo che fate sembra essere pesante ed estraneo al vostro corpo. Vetrate policrome gettano una luce sinistra suoi corridoio laterali, narrando vicende blasfeme, violente e nefaste dove il blu ed il nero sono le tonalità cromatiche che predominano ogni cosa. Dalle colonne che sorreggono le tre navate di questa struttura sporgono lame e punte di acciaio e pietra che ogni tanto sembrano avere vita propria. Man mano che andate avanti sentite una cantilena lucubre, accompagnata da un organo, che si espande in ogni angolo della cattedrale, come se accompagnasse la vostra avanzata verso l'altare che si erge fiero ed oscuro al centro di tutta la chiesa, e dietro il quale, più alto e torreggiante si vede un trono di teschi, piume e legamenti le cui bocche degli scheletri sembrano cantare e sbattere i denti in modo spasmodico e lucubre. Vi fermate davanti l'altare, cercando con lo sguardo un qualcosa che vi possa dare indizi sulla voce prima sentita o sul modo per chiudere il portale, mentre le creature dall'alto continuano a scrutare ogni vostro movimento. ''Ben arrivati nella mia dimora. Speravo che avrei visto tornare il mio angelo, ma posso anche accontentarmi di voi, o forse'' la voce si fa più gracchiante e isterica, come se un matto stesse ridendo da un luogo a voi non identificato ''Da quello che vedo è meglio così, eredi dei poteri celesti.'' un ombra vi oscura per qualche secondo ed una figura alata vola sopra da voi, sorpassandovi dal retro, e posizionadosi di spalle davanti al trono. Per un istante vedete solo un ombra e delle ali piumate bianche, ma quando queste si aprono vedete quello che forse è stato l'archittetto di tutto questo malvagio piano. Il vostro cuore si gela, come se conosceste già quel nemico, come se un ricordo ancestrale riaffiorasse dal profondo della vostra memoria. La sua forma ricorda vagamente quella di un Vrock, e nella vostra mente passano davanti le immagini dei vari grafiti trovati nelle arcaiche rovine nascoste sotto le strutture dei Castein, nella cripta dove si nascondeva Dogartar e nelle rovine Durienl. Le statue ora si ricollegano a questo ancestrale nemico, che riconoscete tale come se lo fosse sempre stato. Forse i poteri che avete ricevuto in dono vi hanno anche fornito una nuova ed antica memoria, che ricollegata a quello che avete scoperto voi vi ha portato sin qui. Ora è tutto chiaro. Il vostro antico nemico, più antico anche della vostra esistenza, è finalmente qui davanti a voi. Dopo non si sa bene quante generazioni e secoli forse il suo piano arriverà a compimento, o voi forse lo potrete ferma. La figura si gira verso di voi continuando a ridere, fiero di ciò che sia riuscito a fare, e si siede sul suo trono tetro e malvagio, portando le sue lunghe ed artigliute mani sui poggia braccio, facendo stridere poi i suoi artigli sui giganti teschi che lo compongono. Ora lo vedete chiaramente, un umanoide di quasi tre metri con quattro ali piumate, con la testa simile a quella di un rapace, con un becco lungo ed affilato, pieno di denti appuntiti ed affilati che che si vedono dai suoi continui ed isterici sorrisi, e sopra di questo due occhi incavati e rossi riluccicano di una immonda potenza magica. La vostra nuova memoria vi riporta a lui, ma prima ancora che possiate realizzare tutto lui vi dice urlano e facendo suonare la sua fastidiosa voce ovunque ''Benvenuti nella vostra tomba e mia lussuosa dimora. Inchinatevi davanti a me, signore dei cieli abissali, padrone delle menzogne e dei raggiri e tra poco, signore del vostro mondo.'' alza le braccia al cielo come si elogiasse da solo, e quando lo fa tutte le creature nella stanza urlano, ululano ed emettono versi malefici di assenso e incitamento ''Siate lieti di questo, di far parte della mia ascesa che mi porterà a dominare tutto, e presto a divenire un Dio. Prima i cieli abissali, poi il vostro mondo ed infine celestia. Tutto sarà mio.'' le sue parole vi gelano il sangue e per un momento vi sentite una lieve luce in questa infinita oscurità. Davanti voi il signore demoniaco dei cieli abissali ''Ora le vostre ultime parole. Quali saranno davanti al supremo...'' ora più che mai sentite il peso di qualcosa che va ben oltre le comprensioni mortali ma una fiamma si accende in voi, dal profondo della vostro ardore e della vostra devozione al bene, e sentite il potere che avete acquisiti ribollire dentro di voi. La memoria vi riporta ora il nome di questo arcaico nemico immondo. ''...Pazuzu.''